Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.7 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento I promessi sposi 0 214 1417533 1413522 2026-06-19T13:43:25Z Udiki 86035 /* Citazioni su I promessi sposi */ tolta quella di Asor Rosa, che avevo aggiunto io stesso in data 8 giugno 2022, perché ho dubbi sulla pertinenza e significatività. Aggiunta una di Edmondo De Amicis 1417533 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua}} {{Torna a|Alessandro Manzoni}} [[File:I promessi sposi-008.jpg|thumb|Antiporta figurata dell'edizione del 1840 del romanzo]] '''''I promessi sposi''''', romanzo di [[Alessandro Manzoni]] del 1827. ==[[Incipit]]== ===[[s:Fermo e Lucia/Tomo Primo/Cap I#Incipit|Edizione 1823: ''Fermo e Lucia'']]=== Quel ramo del [[lago di Como]] d'onde esce l'Adda e che giace fra due catene non interrotte di monti da settentrione a mezzogiorno, dopo aver formati varj seni e per così dire piccioli golfi d'ineguale grandezza, si viene tutto ad un tratto a ristringere; ivi il fluttuamento delle onde si cangia in un corso diretto e continuato di modo che dalla riva si può per dir così segnare il punto dove il lago divien fiume. Il ponte che in quel luogo congiunge le due rive, rende ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione: perché gli argini perpendicolari che lo fiancheggiano non lasciano venir le onde a battere sulla riva ma le avviano rapide sotto gli archi; e presso quegli argini uno può quasi sentire il doppio e diverso romore dell'acqua, la quale qui viene a rompersi in piccioli cavalloni sull'arena, e a pochi passi tagliata dalle pile di macigno scorre sotto gli archi con uno strepito per così dire fluviale. ===[[s:I promessi sposi (Ferrario)/Capitolo I|Edizione 1827: ''la Ventisettana'']]=== Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, viene quasi a un tratto a ristringersi e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia riviera di rincontro; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lasciano l'acqua distendersi e allentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. ===[[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|Edizione 1840: ''la Quarantana'']]=== Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. ==Citazioni== *L'[[Storia|Historia]] si può veramente deffinire una guerra illustre contro il Tempo, perché togliendoli di mano gl'anni suoi prigionieri, anzi già fatti cadaueri, li richiama in vita, li passa in rassegna, e li schiera di nuovo in battaglia. ([[s:I promessi sposi (1840)/Introduzione|Introduzione]]) *E veramente, considerando che questi nostri climi sijno sotto l'amparo del Re Cattolico nostro Signore, che è quel Sole che mai tramonta, e che sopra di essi, con riflesso Lume, qual Luna giamai calante, risplenda l'Heroe di nobil Prosapia che pro tempore ne tiene le sue parti, e gl'Amplissimi Senatori quali Stelle fisse, e gl'altri Spettabili Magistrati qual'erranti Pianeti spandino la luce per ogni doue, venendo così a formare un nobilissimo Cielo, altra causale trouar non si può del vederlo tramutato in inferno d'atti tenebrosi, malvaggità e sevitie che dagl'huomini temerarij si vanno moltiplicando, se non se arte e fattura diabolica, attesoché l'humana malitia per sé sola bastar non dourebbe a resistere a tanti Heroi, che con occhij d'Argo e braccj di Briareo, si vanno trafficando per li pubblici emolumenti. ([[s:I promessi sposi (1840)/Introduzione|Introduzione]]) *Chiunque, senza esser pregato, s'intromette a rifar l'opera altrui, s'espone a rendere uno stretto conto della sua, e ne contrae in certo modo l'obbligazione. ([[s:I promessi sposi (1840)/Introduzione|Introduzione]]) *Di [[Libro|libri]] basta uno per volta, quando non è d'avanzo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Introduzione|Introduzione]]) *Ai tempi in cui accaddero i fatti che prendiamo a raccontare, quel borgo, già considerabile, era anche un castello, e aveva perciò l'onore d'alloggiare un comandante, e il vantaggio di possedere una stabile guarnigione di soldati spagnoli, che insegnavan la modestia alle fanciulle e alle donne del paese, accarezzavan di tempo in tempo le spalle a qualche marito, a qualche padre; e, sul finir dell'estate, non mancavan mai di spandersi nelle vigne, per diradar l'uve, e alleggerire a' contadini le fatiche della vendemmia. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *{{NDR|A don Abbondio}} Or bene, questo matrimonio non s'ha da fare, né domani, né mai. (un bravo: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *{{NDR|A don Abbondio}} Orsù, se la cosa avesse a decidersi a ciarle, lei ci metterebbe in sacco. Noi non ne sappiamo, né vogliam saperne di più. Uomo avvertito... lei c'intende. (un bravo: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *Il nostro Abbondio non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s'era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d'essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *La [[Ragione e torto|ragione]] e il [[Ragione e torto|torto]] non si dividon mai con un taglio così netto, che ogni parte abbia soltanto dell'una o dell'altro. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *Pensino ora i miei venticinque lettori che impressione dovesse fare sull'animo del poveretto, quello che s'è raccontato. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *{{NDR|A [[don Abbondio]], che vorrebbe tener segreta l'intimazione dei bravi}} Eh! le schioppettate non si danno via come confetti: e guai se questi cani dovessero mordere tutte le volte che abbaiano! E io ho sempre veduto che a chi sa mostrare i denti, e farsi stimare, gli si porta rispetto; e, appunto perché lei non vuol mai dir la sua ragione, siam ridotti a segno che tutti vengono, con licenza, a... ([[Perpetua (personaggio)|Perpetua]]: 2010, p. 19, cap. I) *{{NDR|A [[don Abbondio]], incalzandolo sulla sua codardia}} – Io taccio subito; ma è però certo che, quando il mondo s'accorge che uno, sempre, in ogni incontro, è pronto a calar le... ([[Perpetua (personaggio)|Perpetua]]: 2010, p. 19, cap. I) *Si racconta che il principe di Condé dormì profondamente la notte avanti la giornata di Rocroi: ma, in primo luogo, era molto affaticato; secondariamente aveva già date tutte le disposizioni necessarie, e stabilito ciò che dovesse fare, la mattina. Don Abbondio in vece non sapeva altro ancora se non che l'indomani sarebbe giorno di battaglia; quindi una gran parte della notte fu spesa in consulte angosciose. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *"Sapete voi quanti siano gl'impedimenti dirimenti?" <br /> "Che vuol ch'io sappia d'impedimenti?" <br /> "''Error, conditio, votum, cognatio, crimen, <br /> Cultus disparitas, vis, ordo, ligamen, honestas, <br /> Si sis affinis,''..." <br /> cominciava don Abbondio, contando sulla punta delle dita. <br /> "Si piglia gioco di me?" interruppe il giovine. "Che vuol ch'io faccia del suo ''[[Lingua latina|latinorum]]''?" ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *Mala cosa nascer povero, il mio caro [[Renzo Tramaglino|Renzo]]. ([[Perpetua (personaggio)|Perpetua]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *{{NDR|A [[don Abbondio]]}} Posso aver fallato; e mi scusi, – rispose [[Renzo Tramaglino|Renzo]], aprendo e disponendosi a uscire. (Renzo: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *La venne finalmente, con un gran cavolo sotto il braccio, e con la faccia tosta, come se nulla fosse stato. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *I provocatori, i soverchiatori, tutti coloro che, in qualunque modo, fanno torto altrui, sono rei, non solo del male che commettono, ma del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli offesi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – Benedetta gente! siete tutti così: in vece di raccontar il fatto, volete interrogare, perché avete i vostri disegni in testa. ([[Azzecca-garbugli]]: 2010, p. 33, cap. III) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} All'[[avvocato]] bisogna raccontar le cose chiare: a noi tocca poi a imbrogliarle. ([[Azzecca-garbugli]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} A saper ben maneggiare le gride, nessuno è [[Innocente e colpevole|reo]], e nessuno è innocente. ([[Azzecca-garbugli]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]] e [[Lucia Mondella|Lucia]]}} A noi poverelli le matasse paion più imbrogliate, perché non sappiam trovarne il bandolo; ma alle volte un parere, una parolina d'un uomo che abbia studiato... so ben io quel voglio dire. ([[Agnese (personaggio)|Agnese]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *{{NDR|Ad [[Azzecca-garbugli]]}} Oh! signor dottore, come l'ha intesa? l'è proprio tutta al rovescio. ([[Renzo Tramaglino|Renzo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *{{NDR|Ad [[Agnese (personaggio)|Agnese]]}} E si faceva tant'olio, che ogni povero veniva a prenderne, secondo il suo bisogno; perché noi {{NDR|[[frate|frati]]}} siam come il [[mare]], che riceve acqua da tutte le parti, e la torna a distribuire a tutti i fiumi. ([[fra Galdino]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *E lo sposo {{NDR|Renzo Tramaglino}} se n'andò, col cuore in tempesta, ripetendo sempre quelle strane parole: «a questo mondo c'è [[giustizia]], finalmente!» Tant'è vero che un uomo sopraffatto dal dolore non sa più quel che si dica. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *Un venticello d'autunno, staccando da' rami le foglie appassite del [[gelso]] le portava a cadere, qualche passo distante dall'albero. (2010, cap. IV)<ref>Da ''I promessi sposi'', a cura di Enrico Ghidetti, Feltrinelli, Milano, 2010, p. 42. ISBN 978-88-07-82162-2</ref> *C'è talvolta, nel volto e nel contegno d'un uomo, un'espressione così immediata, si direbbe quasi un'effusione dell'animo interno, che, in una folla di spettatori, il giudizio sopra quell'animo sarà un solo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo IV|cap. IV]]) *{{NDR|A Lodovico, futuro [[fra Cristoforo]], intimandogli di dargli la precedenza}} Nel mezzo, vile meccanico; o ch'io t'insegno una volta come si tratta co' gentiluomini. ([[Il soverchiatore]]: 2010, p. 46, cap. IV) *{{NDR|Replicando a Lodovico, futuro [[fra Cristoforo]], che gli ha dato del mentitore}} – Tu menti ch'io abbia mentito. [...] – E, se tu fossi cavaliere, come son io, – aggiunse quel signore, – ti vorrei far vedere, con la spada e con la cappa, che il mentitore sei tu. ([[Il soverchiatore]]: 2010, p. 46, cap. IV) *{{NDR|Sfidando a duello Lodovico, futuro [[fra Cristoforo]], che ha sfoderato la spada}} – Temerario! – grido l'altro, sfoderando la sua: – io spezzerò questa, quando sarà macchiata del tuo vil sangue. ([[Il soverchiatore]]: 2010, p. 46, cap. IV) *È uno de' vantaggi di questo mondo, quello di poter [[odio|odiare]] ed esser odiati, senza conoscersi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo IV|cap. IV]]) *{{NDR|Al fratello del "soverchiatore" ucciso prima di farsi frate e da cui aveva ottenuto il perdono}} Io sto per mettermi in viaggio: si degni di farmi portare un [[pane]], perché io possa dire d'aver goduto la sua [[carità]], d'aver mangiato il suo pane, e avuto un segno del suo [[perdono]]. ([[fra Cristoforo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo IV|cap. IV]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} Non rivangare quello che non può servire ad altro che a inquietarti inutilmente. ([[fra Cristoforo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo V|cap. V]]) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]], disputando su una questione di cavalleria}} – Ma questo – replicava, non meno urlando il podestà, – questo è un di più, un mero di più, un ornamento poetico, giacché il messaggiero è di sua natura inviolabile, per diritto delle genti, ''jure gentium'': e, senza andar tanto a cercare, lo dice anche il proverbio: ambasciator non porta pena. E, i proverbi, signor conte, son la sapienza del genere umano. E non avendo il messaggiero detto nulla in suo proprio nome, ma solamente presentata la sfida in iscritto... ([[Podestà di Lecco]]: 2010, p. 58, cap. V) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]] e a [[fra Cristoforo]]}} – Battere un ambasciatore! persona sacra! Anche lei, padre, mi dirà, se questa è azione da cavaliere. ([[Podestà di Lecco]]: 2010, p. 58, cap. V) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]], disputando su una questione di cavalleria}} Ma ascolti, ma ascolti, ma ascolti. Percotere un disarmato è atto proditorio; ''atqui'' il messo ''de quo'' era senz'arme, ''ergo''... ([[Podestà di Lecco]]: 2010, p. 59, cap. V) *{{NDR|Al [[Podestà di Lecco]]}} Sa lei, signor mio, come la pensi l'imperatore, in questo momento? Crede lei che non ci sia altro che Mantova a questo mondo? le cose a cui si deve pensare son molte, signor mio. ([[Conte Attilio]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo V|cap. V]]) *«Senza esempi non si fa nulla.» ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo V|cap. V]]) *{{NDR|A [[fra Cristoforo]]}} Escimi di tra' piedi, villano temerario, poltrone incappucciato. ([[don Rodrigo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VI|cap. VI]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]] e [[Lucia Mondella|Lucia]]}} Ascoltate e sentirete. Bisogna aver due testimoni ben lesti e ben d'accordo. Si va dal curato: il punto sta di chiapparlo all'improvviso, che non abbia tempo di scappare. L'uomo dice: signor curato, questa è mia moglie; la donna dice: signor curato, questo è mio marito. Bisogna che il [[curato]] senta, che i testimoni sentano; e il matrimonio è bell'e fatto, sacrosanto come se l'avesse fatto il papa. Quando le parole son dette, il curato può strillare, strepitare, fare il diavolo; è inutile; siete marito e moglie. ([[Agnese (personaggio)|Agnese]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VI|cap. VI]]) *Le parole dell'iniquo che è forte, penetrano e sfuggono. Può adirarsi che tu mostri sospetto di lui, e, nello stesso tempo, farti sentire che quello di che tu sospetti è certo: può insultare e chiamarsi offeso, schernire e chieder ragione, atterrire e lagnarsi, essere sfacciato e irreprensibile. (Padre Cristoforo: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VII|cap. VII]]) *{{NDR|[[William Shakespeare]]}} Un barbaro non privo d'ingegno. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VII|cap. VII]]) *{{NDR|A [[don Rodrigo]], che gli ha ordinato di rapire Lucia}} – Non si dirà mai che il Griso si sia ritirato da un comando dell'illustrissimo signor padrone. ([[Griso]]: 2010, p. 82, cap. VII) *{{NDR|A [[don Rodrigo]]}} – Signore, non si può levare un fiore dalla pianta e portarlo a vossignoria, senza toccarlo. Ma non si farà che il puro necessario. ([[Griso]]: 2010, p. 82, cap. VII) *«Carneade! Chi era costui?» ruminava tra se [[don Abbondio]] seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo aperto davanti, quando Perpetua entrò a portargli l'imbasciata. «Carneade! questo nome mi par bene d'averlo letto o sentito; doveva essere un uomo di studio, un letteratone del tempo antico: è un nome di quelli; ma chi diavolo era costui?» Tanto il pover'uomo era lontano da prevedere che burrasca gli si addensasse sul capo! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Don Abbondio, sorpreso, messo in fuga, spaventato, mentre attendeva tranquillamente a' fatti suoi, parrebbe la vittima; eppure, in realtà, era lui che faceva un sopruso. Così va spesso il mondo... voglio dire, così andava nel secolo decimo settimo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Tutt'a un tratto, in vece di lui {{NDR|Menico}}, e con ben altro tono, si fa sentir quel primo tocco di [[campana]] così fatto, e dietro una tempesta di rintocchi in fila. Chi è in difetto è in sospetto, dice il proverbio milanese: all'uno e all'altro furfante parve di sentire in que' tocchi il suo nome, cognome e soprannome: lasciano andar le braccia di Menico, ritirano le loro in furia, spalancan la mano e la bocca, si guardano in viso, e corrono alla casa, dov'era il grosso della compagnia. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de' quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli si maraviglia d'essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell'ampiezza uniforme; l'aria gli par gravosa e morta; s'inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, tornando ricco a' suoi monti. Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composti in essi tutti i disegni dell'avvenire, e n'è sbalzato lontano, da una forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle più care speranze, lascia que' monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non può con l'immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno! Addio, casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto, s'imparò a distinguere dal rumore de' passi comuni il rumore d'un passo aspettato con un misterioso timore. Addio, casa ancora straniera, casa sogguardata tante volte alla sfuggita, passando, e non senza rossore; nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa. Addio, [[chiesa (architettura)|chiesa]], dove l'animo tornò tante volte sereno, cantando le lodi del Signore; dov'era promesso, preparato un rito; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto, e l'amore venir comandato, e chiamarsi santo; addio! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de' suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Certo, il [[cuore]], chi gli dà retta, ha sempre qualche cosa da dire su quello che sarà. Ma che sa il cuore? Appena un poco di quello che è già accaduto. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Chi dava a voi {{NDR|[[Dio]]}} tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de' suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *{{NDR|L'[[adolescenza]]}} [...] quell'età così critica, nella quale par che entri nell'animo quasi una potenza misteriosa, che solleva, adorna, rinvigorisce tutte l'inclinazioni, tutte l'idee, e qualche volta le trasforma, o le rivolge a un corso impreveduto. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo IX|cap. IX]]) *Vi son de' momenti in cui l'animo, particolarmente de' giovani, è disposto in maniera che ogni poco d'istanza basta a ottenerne ogni cosa che abbia un'apparenza di bene e di sacrifizio: come un fiore appena sbocciato, s'abbandona mollemente sul suo fragile stelo, pronto a concedere le sue fragranze alla prim'aria che gli aliti punto d'intorno. Questi momenti, che si dovrebbero dagli altri ammirare con timido rispetto, son quelli appunto che l'astuzia interessata spia attentamente, e coglie di volo, per legare una volontà che non si guarda. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo X|cap. X]]) *...ripetere un sì tante volte detto; lo ripeté, e fu monaca per sempre! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo X|cap. X]]) *La sventurata rispose. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo X|cap. X]]) *Ben di rado avviene che le parole affermative e sicure d'una persona autorevole, in qualsivoglia genere, non tingano del loro colore la mente di chi le ascolta. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo X|cap. X]]) *Una delle più gran consolazioni di questa vita è l'[[amicizia]]; e una delle consolazioni dell'amicizia è quell'avere a cui confidare un segreto. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XI|cap. XI]]) *Costui {{NDR|il gran cancelliere Antonio Ferrer}} vide, e chi non l'avrebbe veduto? che l'essere il [[pane]] a un prezzo giusto, è per sé una cosa molto desiderabile; e pensò, e qui fu lo sbaglio, che un suo ordine potesse bastare a produrla. Fissò la ''meta'' (così chiamano qui la tariffa in materia di commestibili), fissò la meta del pane al prezzo che sarebbe stato il giusto, se il [[grano]] si fosse comunemente venduto a trentatré lire il moggio: e si vendeva fino ad ottanta. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XII|cap. XII]]) *Nella strada chiamata la Corsia de' Servi, c'era, e c'è tuttavia un [[panificio|forno]], che conserva lo stesso nome; nome che in toscano viene a dire il forno delle grucce, e in milanese è composto di parole così eteroclite, così bisbetiche, così salvatiche che l'alfabeto della lingua non ha i segni per indicarne il suono. A quella parte s'avventò la gente. (2010, p. 153, cap. XII) *Parole da non ripetersi diceva, con la schiuma alla bocca, un altro, che teneva con una mano un cencio di [[fazzoletto]] su' capelli arruffati e insanguinati. (2010, p. 156, cap. XII) *Tra questi discorsi, dai quali non saprei dire se fosse più informato o sbalordito, e tra gli urtoni, arrivò Renzo finalmente davanti a quel [[panificio|forno]]. La gente era già molto diradata, dimodoché poté contemplare il brutto e recente soqquadro. Le mura scalcinate e ammaccate da sassi, da mattoni, le finestre sgangherate, diroccata la porta.<br>“Questa non è una bella cosa,” disse Renzo tra sé: “se concian così tutti i forni, dove voglion fare il pane? Ne' pozzi?” (2010, p. 157, cap. XII) *Veramente, la distruzione de' frulloni e delle madie, la devastazione de' [[panificio|forni]], e lo scompiglio de' fornai, non sono i mezzi più spicci per fare vivere il pane; ma questa è una di quelle sottigliezze metafisiche, che una moltitudine non ci arriva. (2010, p. 158, cap. XII) *Adelante, presto, con juicio. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIII|cap. XIII]]) *Per grazia del cielo, accade talvolta anche nel male quella cosa troppo frequente nel bene, che i fautori più ardenti divengano un impedimento. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIII|cap. XIII]]) *Comanda chi può e ubbidisce chi vuole.<ref group="fonte">Citato in Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'', p. 583.</ref> ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIV|cap. XIV]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – Son qui per servirvi, quel bravo giovine, – disse uno, che aveva ascoltata attentamente la predica, e non aveva detto ancora nulla. – Conosco appunto un'osteria che farà al caso vostro; e vi raccomanderò al padrone, che è mio amico, e galantuomo. ([[La guida (personaggio)|La guida]]: 2010, p. 174, cap. XIV) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} Povero giovine! per quanto ho potuto intendere da' vostri discorsi, ve n'hanno fatte delle grosse. ([[La guida (personaggio)|La guida]]: 2010, p. 174, cap. XIV) *«Al pane», disse Renzo, ad alta voce e ridendo, «ci ha pensato la [[provvidenza]].» E tirato fuori il terzo e ultimo di que' pani raccolti sotto la croce di san Dionigi, l'alzò gridando: «ecco il pane della provvidenza!» ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIV|cap. XIV]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]], per estorcergli il nome e fare la spiata ai birri}} – Ecco come farei. Una meta onesta, che tutti ci potessero campare. E poi, distribuire il pane in ragione delle bocche: perché c'è degli ingordi indiscreti, che vorrebbero tutto per loro, e fanno a ruffa raffa, pigliano a buon conto; e poi manca il pane alla povera gente. Dunque dividere il pane. E come si fa? Ecco: dare un bel biglietto a ogni famiglia, in proporzion delle bocche, per andare a prendere il pane dal fornaio. A me, per esempio, dovrebbero rilasciare un biglietto in questa forma: Ambrogio Fusella, di professione spadaio, con moglie e quattro figliuoli, tutti in età da mangiar pane (notate bene): gli si si dia pane tanto, e paghi soldi tanti. Ma far le cose giuste, sempre in ragion delle bocche. A voi, per esempio, dovrebbero fare un biglietto per... il vostro nome? ([[La guida (personaggio)|La guida]]: 2010, p. 179, cap. XIV) *All'uomo impicciato, quasi ogni cosa è un nuovo impiccio! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XVI|cap. XVI]]) *Basta spesso una voglia, per non lasciar ben avere un uomo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XVII|cap. XVII]]) *– Oh povero [[Renzo Tramaglino|Renzo]]! Ma tu hai fatto capitale di me; e io non t'abbandonerò. Veramente, ora non c'è ricerca d'operai; anzi appena appena ognuno tiene i suoi, per non perderli e disviare il negozio; ma il padrone mi vuol bene, e ha della roba. E, a dirtela, in gran parte la deve a me, senza vantarmi: lui il capitale, e io quella poca abilità. Sono il primo lavorante, sai? e poi, a dirtela, sono il ''factotum''. ([[Bortolo]]: 2010, p. 216, cap. XVII) *La strada dell'[[iniquità]], dice qui il manoscritto, è larga; ma questo non vuol dire che sia comoda: ha i suoi buoni intoppi, i suoi passi scabrosi; è noiosa la sua parte, e faticosa, benché vada all'ingiù. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XVIII|cap. XVIII]], p. [[s:Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/352|346]]) *Nella sua {{NDR|Storia}} c'era mescolato per tutto un sentimento, una parola, che non le pareva possibile di proferire, parlando di sé; e alla quale non avrebbe mai trovato da sostituire una perifrasi che non le paresse sfacciata: l'amore! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *{{NDR|A [[Agnese (personaggio)|Agnese]] che chiede notizie di [[fra Cristoforo]]}} Se i superiori dovessero render conto degli ordini che danno, dove sarebbe l'ubbidienza, donna mia? ([[fra Galdino]]: 2010, p. 225, cap. XVIII) *{{NDR|A [[Agnese (personaggio)|Agnese]] che insiste su [[fra Cristoforo]]}} Sentite, buona donna; il padre Cristoforo era veramente un uomo; ma ce ne abbiamo degli altri, sapete? pieni di carità e di talento, e che sanno trattare ugualmente co' signori e co' poveri. Volete il padre Atanasio? volete il padre Girolamo? volete il padre Zaccaria? ([[fra Galdino]]: 2010, pp. 225-226, cap. XVIII) *{{NDR|Al [[Conte zio]]}}, zio anche del cugino [[don Rodrigo]] – Signore zio, che [[Don Rodrigo|Rodrigo]] possa aver fatto qualche scherzo a quella [[Lucia Mondella|creatura]], incontrandola per la strada, non sarei lontano dal crederlo: è giovine, è finalmente non è cappuccino; ma queste son bazzecole da non trattenerne il signore zio: il serio è che il [[fra Cristoforo|frate]] s'è messo a parlar di Rodrigo come si farebbe d'un mascalzone, cerca d'aizzargli contro tutto il paese... ([[Conte Attilio]]: 2010, p. 227, cap. XVIII) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]], in riferimento a [[fra Cristoforo]]}} – Oh frate temerario! Come si chiama costui? ([[Conte zio]]: 2010, p. 228, cap. XVIII) *{{NDR|Al [[Conte zio]], in riferimento a [[fra Cristoforo]]}} – Era un plebeo che, trovandosi aver quattro soldi, voleva competere coi cavalieri del suo paese; e, per rabbia di non poterla vincer con tutti, ne ammazzò uno; onde, per iscansar la forca, si fece frate. ([[Conte Attilio]]: 2010, p. 228, cap. XVIII) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]], venuto a chiedere protezione per il cugino e sodale [[don Rodrigo]]}} Ma bene! ma bravo, padre! Sicuro... infatti..., aveva una lettera per un... Peccato che... Ma non importa; va bene. E perché il signor [[don Rodrigo]] non mi dice nulla di tutto questo? perché lascia andar le cose tant'avanti e non si rivolge a chi lo può e vuole dirigere e sostenere? ([[Conte zio]]: 2010, p. 228, cap. XVIII) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]], accomunato a [[don Rodrigo]], entrambi suoi nipoti}} Scapestrati, scapestrati, che sempre ne fate una; e a me tocca rattopparle: che... mi fareste dire uno sproposito, mi date da pensare più voi altri due, che, – e qui immaginatevi che soffio mise, – tutti questi benedetti affari di stato. ([[Conte zio]]: 2010, p. 228, cap. XVIII) *Chi, vedendo in un campo mal coltivato, un'[[piante infestanti|erbaccia]], per esempio un bel lapazio, volesse proprio sapere se sia venuto da un seme maturato nel campo stesso, o portatovi dal vento, o lasciatovi cader da un uccello, per quanto ci pensasse, non ne verrebbe mai ad una conclusione. Così anche noi non sapremmo dire se dal fondo naturale del suo cervello, o dall'insinuazione d'Attilio, venisse al conte zio la risoluzione di servirsi del padre provinciale per troncare nella miglior maniera quel nodo imbrogliato. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIX|cap. XIX]]) *{{NDR|Al [[Conte zio]]}} – Oh! – disse poi: – mi dispiace davvero di sentire che vostra magnificenza abbia in un tal concetto il [[Fra Cristoforo|padre Cristoforo]]; mentre, per quanto ne so io, è un religioso... esemplare in convento, e tenuto in molta stima anche di fuori. ([[Padre provinciale (personaggio)|Padre provinciale]]: 2010, p. 232, cap. XIX) *{{NDR|Al [[Conte zio]]}} – È la gloria dell'abito questa, signor [[Conte zio|conte]], che un uomo, il quale al secolo ha potuto far dir di sé, con questo indosso, diventi un altro. E da che [[Fra Cristoforo|padre Cristoforo]] porta quest'abito... ([[Padre provinciale (personaggio)|Padre provinciale]]: 2010, p. 232, cap. XIX) *{{NDR|Al [[Conte zio]], riferendosi a [[fra Cristoforo]]}} – Se lei sa positivamente, – disse il provinciale, – che questo religioso abbia commesso qualche errore (tutti si può mancare), avrò per un vero favore l'esserne informato. Son superiore: indegnamente, ma lo sono appunto per correggere, per rimediare. ([[Padre provinciale (personaggio)|Padre provinciale]]: 2010, p. 233, cap. XIX) *{{NDR|Al [[Conte zio]]}} – Sarà mio dovere di prendere buone informazioni d'un fatto simile. Come ho già detto a vostra magnificenza, e parlo con un signore che non ha meno giustizia che pratica di mondo, tutti siamo di carne, soggetti a sbagliare... tanto da una parte, quanto dall'altra: e se il [[Fra Cristoforo|padre Cristoforo]] avrà mancato... ([[Padre provinciale (personaggio)|Padre provinciale]]: 2010, p. 232, cap. XIX) *Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire. ([[Conte zio]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIX|cap. XIX]]) *[...] alcuni clienti legati alla casa per una dipendenza ereditaria, e al personaggio per una servitù di tutta la vita; i quali, cominciando dalla minestra a dir di [[sì e no|sì]], con la bocca, con gli occhi, con gli orecchi, con tutta la testa, con tutto il corpo, con tutta l'anima, alle frutte v'avevan ridotto un uomo a non ricordarsi più come si facesse a dir di no. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIX|cap. XIX]]) *{{NDR|L'innominato}} Era grande, bruno, calvo; bianchi i pochi capelli che gli rimanevano; rugosa la faccia: a prima vista, gli si sarebbe dato più de' sessant'anni che aveva; ma il contegno, le mosse, la durezza risentita de' lineamenti, il lampeggiar sinistro, ma vivo degli occhi, indicavano una forza di corpo e d'animo, che sarebbe stata straordinaria in un giovine. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XX|cap. XX]]) *{{NDR|Ai bravi, complici del rapimento di [[Lucia Mondella|Lucia]]}} Tirate fuori dalla cassetta i tromboni, e teneteli pronti; ché in questo bosco dove s'entra ora, c'è sempre de' birboni annidati. Non così in mano, diavolo! riponeteli dietro le spalle, li stesi: non vedete che costei è un pulcin bagnato che basisce per nulla? Se vede armi è capace di morir davvero. E quando sarà rinvenuta, badate bene di non farle paura; non la toccate, se non vi fo segno; a tenerla basto io. E zitti: lasciate fare a me. ([[Nibbio (personaggio)|Nibbio]]: 2020, p. 247, cap. XX) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]]}} – Vi dico che non abbiate paura: non siete una bambina, e dovete capire che noi non vogliamo farvi male. Non vedete che avremmo potuto ammazzarvi cento volte, se avessimo cattive intenzioni? Dunque state quieta. ([[Nibbio (personaggio)|Nibbio]]: 2010, p. 248, cap. XX) *Il [[delitto]] è un padrone rigido e inflessibile, contro cui non divien forte se non chi se ne ribella interamente. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XX|cap. XX]]) *{{NDR|All'[[innominato]]}} – Ma... dico il vero, che avrei avuto più piacere che l'ordine fosse stato di darle una schioppettata nella schiena, senza sentirla parlare, senza vederla in viso. ([[Nibbio (personaggio)|Nibbio]]: 2010, p. 252, cap. XXI) *«[...] Quell'animale di [[don Rodrigo]] non mi venga a romper la testa con un ringraziamento; che... non voglio più sentir parlare di costei. L'ho servito perché... perché ho promesso: e ho promesso perché... è il mio destino. Ma voglio che me lo paghi bene questo servizio, colui. Vediamo un poco...» ([[Innominato]]: 2010, p. 253, cap. XX) *{{NDR|All'[[innominato]]}} [[Dio]] perdona tante cose, per un'opera di misericordia. ([[Lucia Mondella|Lucia]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXI|cap. XXI]]) *È una storia la compassione un poco come la paura: se uno la lascia prender possesso, non è più uomo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXI|cap. XXI]]) *[[Federico Borromeo|Federigo Borromeo]], nato nel 1564, fu degli uomini rari in qualunque tempo, che abbiano impiegato un ingegno egregio, tutti i mezzi d'una grand'opulenza, tutti i vantaggi d'una condizione privilegiata, un intento continuo, nella ricerca e nell'esercizio del meglio. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXII|cap. XXII]]) *Persuaso che la [[vita]] non è già destinata ad essere un peso per molti, e una festa per alcuni, ma per tutti un impiego, del quale ognuno renderà conto, cominciò da fanciullo a pensare come potesse render la sua utile e santa. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXII|cap. XXII]]) *Que' prudenti che s'adombrano delle [[vizio e virtù|virtù]] come de' [[vizio e virtù|vizi]], predicano sempre che la perfezione sta nel mezzo; e il mezzo lo fissan giusto in quel punto dov'essi sono arrivati, e ci stanno comodi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXII|cap. XXII]]) *{{NDR|Il [[XVII secolo]]}} Quell'età sudicia e sfarzosa. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXII|cap. XXII]]) *[...] questa [[Biblioteca Ambrosiana|biblioteca ambrosiana]] che [[Federico Borromeo|Federigo]] ideò con sì animosa lautezza, ed eresse, con tanto dispendio, da' fondamenti; per fornir la quale di libri e di manoscritti, oltre il dono de' già raccolti con grande studio e spese da lui, spedì otto uomini, de' più colti ed esperti che poté avere, a farne incetta, per l'Italia, per la Francia, per la Spagna, per la Germania, per le Fiandre, nella Grecia, al Libano, a Gerusalemme. Così riusci a radunarvi circa trentamila volumi stampati, e quattordicimila manoscritti. (2010, p. 266, cap. XXII) *Alla [[Biblioteca Ambrosiana|biblioteca]] unì un collegio di dottori (furon nove, e pensionati da lui fin che visse; dopo, non bastando a quella spesa l'entrate ordinarie, furon ristretti a due); e il loro uffizio era di coltivare vari studi, teologia, storia, lettere, antichità ecclesiastiche, lingue orientali, con l'obbligo ad ognuno di pubblicar qualche lavoro sulla materia assegnatagli [...]. (2010, p. 266, cap. XXII) *{{NDR|Sulle disposizioni del cardinale [[Federico Borromeo|Federigo Borromeo]] riguardo la [[Biblioteca Ambrosiana]]}} Prescrisse al bibliotecario che mantenesse commercio con gli uomini più dotti d'Europa, per aver da loro notizie dello stato delle scienze, e avviso de' libri migliori che venissero fuori in ogni genere, e farne acquisto [...]. (2010, p. 267, cap. XXII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo, in riferimento all'[[Innominato]]}} – Una strana visita, strana davvero, monsignore illustrissimo! ([[Cappellano crocifero (personaggio)|Cappellano crocifero]]: 2010, p. 271, cap. XXIII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo, annunciando l'[[Innominato]]}} – Niente meno che il signor... ([[Cappellano crocifero (personaggio)|Cappellano crocifero]]: 2010, p. 271, cap. XXIII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo}} – Ma... – replicò il cappellano, senza moversi: – vossignoria deve sapere chi è [[Innominato|costui]]: quel bandito, quel famoso... ([[Cappellano crocifero (personaggio)|Cappellano crocifero]]: 2010, p. 271, cap. XXIII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo, in riferimento all'[[Innominato]].}} – Lo zelo fa de' nemici, monsignore; e noi sappiamo positivamente che più d'un ribaldo ha osato vantarsi che un giorno o l'altro... ([[Cappellano crocifero (personaggio)|Cappellano crocifero]]: 2010, p. 271, cap. XXIII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo}} – Dico che [[Innominato|costui]] è un appaltatore di delitti, un disperato che tiene corrispondenza co' disperati più furiosi, e che può esser mandato... ([[Cappellano crocifero (personaggio)|Cappellano crocifero]]: 2010, p. 271, cap. XXIII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo}} – Dio veramente grande! Dio veramente buono! io mi conosco ora, comprendo chi sono; le mie iniquità mi stanno davanti; ho ribrezzo di me stesso; eppure...! eppure provo un refrigerio, una gioia, sì una gioia, quale non ho provata mai in tutta questa mia orribile vita! ([[Innominato]]: 2010, p. 275, cap. XXIII) *Il mestiere di molestar le femmine, il più pazzo, il più ladro, il più arrabbiato mestiere di questo mondo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIII|cap. XXIII]]) *I colpi cascano sempre all'ingiù; i cenci vanno all'aria. ([[don Abbondio]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIV|cap. XXIV]]) *Quelli che fanno il [[bene e male|bene]], lo fanno all'ingrosso: quand'hanno provata quella soddisfazione, n'hanno abbastanza, e non si voglion seccare a star dietro a tutte le conseguenze; ma coloro che hanno quel gusto di fare il [[bene e male|male]], ci mettono più diligenza, ci stanno dietro fino alla fine, non prendon mai requie, perché hanno quel canchero che li rode. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIV|cap. XXIV]]) *I [[Povertà|poveri]], ci vuol poco a farli comparir birboni. ([[Agnese (personaggio)|Agnese]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIV|cap. XXIV]]) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]] in riferimento all'[[Innominato]]}} – Viene a liberarvi; non è più quello; è diventato buono: sentite che vi chiede perdono? ([[Moglie del sarto]]: 2010, p. 285, cap. XXIV) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]]}} – M'ha mandata il nostro curato, – disse la buona donna: – perché questo [[Innominato|signore]], Dio gli ha toccato il cuore (sia benedetto!), ed è venuto al nostro paese, per parlare al signor cardinale arcivescovo (che l'abbiamo là in visita, quel sant'uomo), e s'è pentito de' suoi peccatacci, e vuol mutare vita; e ha detto al cardinale che aveva fatto rubare una povera innocente, che siete voi, d'intesa con un [[Don Rodrigo|altro]] senza timor di Dio, che il curato non m'ha detto chi possa essere. ([[Moglie del sarto]]: 2010, p. 286, cap. XXIV) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]]}} – Brava giovine! riprese la donna: – e trovandosi al nostro paese anche il vostro [[Don Abbondio|curato]] (che ce n'è tanti tanti, di tutto il contorno, da mettere insieme quattro ufizi generali), ha pensato il signor cardinale di mandarlo anche lui in compagnia; ma è stato di poco aiuto. Già l'avevo sentito dire ch'era un uomo da poco; ma in quest'occasione, ho dovuto proprio vedere che è più impicciato che un pulcin nella stoppa. ([[Moglie del sarto]]: 2010, p. 287, cap. XXIV) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]]}} – Ben venuta, ben venuta! Siete la benedizione del cielo in questa casa. Come son contento di vedervi qui! Già ero sicuro che sareste arrivata a buon porto; perché non ho mai trovato che il Signore abbia cominciato un miracolo senza finirlo bene; son contento di vedervi qui. Povera giovine! Ma è però una gran cosa d'aver ricevuto un miracolo! ([[Sarto (personaggio)|Sarto]]: 2010, p. 291, cap. XXIV) *{{NDR|Sul cardinale Federigo Borromeo}} – A vederlo lì davanti all'altare, – diceva, – un signore di quella sorte, come un curato... ([[Sarto (personaggio)|Sarto]]: 2010, p. 292, cap. XXIV) *{{NDR|Sul cardinale Federigo Borromeo}} – A pensare, dico, che, che un signore di quella sorte, e un uomo tanto sapiente, che, a quel che dicono, ha letto tutti i libri che ci sono, cosa a cui non è mai arrivato nessun altro, né anche in Milano; a pensare che sappia adattarsi a dir quelle cose in maniera che tutti intendano... ([[Sarto (personaggio)|Sarto]]: 2010, p. 292, cap. XXIV) *Gli uomini, generalmente parlando, quando l'[[Indignazione|indegnazione]] non si possa sfogare senza grave pericolo, non solo dimostran meno, o tengono affatto in sè quella che sentono, ma ne senton meno in effetto. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *Volete aver molti in [[aiuto]]? Cercate di non averne bisogno. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *Con l'idee donna Prassede si regolava come dicono che si deve far con gli amici: n'aveva poche; ma a quelle poche era molto affezionata. Tra le poche, ce n'era per disgrazia molte delle storte; e non eran quelle che le fossero men care. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *Il [[coraggio]] uno non se lo può dare. ([[don Abbondio]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *[...] l'iniquità può aver bensì delle minacce da fare, de' colpi da dare, ma non de' comandi [...]. (Cardinale Federigo Borromeo: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXVI|cap. XXVI]]) *Non c'è rimedio, chi ne sa più degli altri non vuol essere strumento materiale nelle loro mani, e quando entra negli affari altrui, vuol anche fargli andare un po' a modo suo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXVII|cap. XXVII]]) *Ma cos'è la storia senza la politica? Una guida che cammina, cammina, con nessuno dietro che impari la strada, e per conseguenza butta via i suoi passi; come la politica senza la storia è uno che cammina senza guida. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXVII|cap. XXVII]]) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]], alludendo a [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – Ebbene? – le diceva: non ci pensiam più a colui? ([[donna Prassede]]: 2010, p. 329, cap. XXVII) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]], sul costume dei giovani, con allusione a [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – quando hanno nel cuore uno scapestrato (ed è lì che inclinano sempre), non se lo staccan più. Un partito onesto, ragionevole, d'un galantuomo, d'un uomo assestato, che, per qualche accidente, vada a monte, son subito rassegnate; ma un rompicollo, è una piaga incurabile. ([[donna Prassede]]: 2010, p. 329, cap. XXVII) *[[Colico]] fu la prima terra del ducato, che invasero que' demòni; si gettarono poi sopra Bellano; di là entrarono e si sparsero nella Valsassina, da dove sboccarono nel territorio di [[Lecco]]. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXVIII|cap. XXVIII]]) *Così quell'uomo sul quale, se fosse caduto, sarebbero corsi a gara grandi e piccoli a calpestarlo; messosi volontariamente a terra, veniva risparmiato da tutti, e inchinato da molti. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIX|cap. XXIX]]) *Pochi e valenti, come i versi di [[Giovanni Torti|Torti]].<ref group="fonte">Citato in Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'', p. 732.</ref> ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIX|cap. XXIX]]) *Negli [[errori]] e massime negli errori di molti, ciò che è più interessante e più utile a osservarsi, mi pare che sia appunto la strada che hanno fatta, l'apparenze, i modi con cui hanno potuto entrar nelle menti, e dominarle. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXI|cap. XXXI]]) *Il [[buon senso]] c'era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXII|cap. XXXII]]) *La [[collera]] aspira a punire: e, come osservò acutamente, a questo stesso proposito, un uomo d'ingegno<ref>L'«uomo d'ingegno» è [[Pietro Verri]] e l'aforisma citato è presente in Pietro Verri, ''Osservazioni sulla tortura'', in ''Scrittori classici italiani di economia politica: {{small|parte moderna}}'', tomo XVII, p. 203.</ref>, le piace più d'attribuire i mali a una perversità umana, contro cui possa far le sue vendette, che di riconoscerli da una causa, con la quale non ci sia altro da fare che rassegnarsi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXII|cap. XXXII]]) *Da tante cose dipende la celebrità de' libri! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXIII|cap. XXXIII]]) *{{NDR|Al [[Griso]], al quale, sapendosi appestato, ha ordinato di chiamare Chiodo, un chirurgo fidato}} – È un galantuomo, che, chi lo paga bene, tien segreti gli ammalati. Va a chiamarlo: digli che gli darò quattro, sei scudi per visita, di più, se di più ne chiede; ma che venga qui subito; e fa la cosa bene, che nessun se n'avveda. ([[don Rodrigo]]: 2010, p. 398, cap. XXXIII) *{{NDR|A [[don Rodrigo]], un attimo prima di denunciarlo ai monatti come appestato}} – No, signore, – rispose il [[Griso]]: – niente senza il parere del medico. Son mali bisbetici: non c'è tempo da perdere. Stia quieto: in tre salti son qui col Chiodo. ([[Griso]]: 2010, p. 398, cap. XXXIII) *{{NDR|Al [[Griso]], che l'ha tradito, chiamando i monatti anziché il medico}} – Ah traditore infame! Via, canaglia! Biondino! Carlotto! aiuto! son assassinato! ([[don Rodrigo]]: 2010, p. 399, cap. XXXIII) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]], in riferimento alla peste}} – Ah, ah! – disse Bortolo: – l'hai scampata, tu. Buon per te! ([[Bortolo]]: 2010, p. 402, cap. XXXIII) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]], in riferimento alla peste}} – Eh! vorrei esser io ne' tuoi piedi. A dire: sto bene, le altre volte, pareva di dir tutto; ma ora conta poco. Chi può arrivare a dire: sto meglio; quella sì è una bella parola! ([[Bortolo]]: 2010, p. 402, cap. XXXIII) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – Sei proprio tu! – disse l'amico, quando furon vicini: – oh che gusto ho di vederti! Chi l'avrebbe pensato? T'avevo preso per Paolin de' morti, che vien sempre a tormentarmi, perché vada a sotterrare. Sai che son rimasto solo? solo! solo, come un romito! ([[L'amico (personaggio)|L'amico]]: 2010, p. 408, cap. XXXIII) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]], che gli ha raccontato le sue peripezie}} Son cose brutte, – disse l'amico, accompagnando Renzo in una camera che il contagio aveva resa disabitata; – cose che non si sarebbe mai creduto di vedere; cose da levarvi l'allegria per tutta la vita; ma però, a parlarne tra amici, è un sollievo. ([[L'amico (personaggio)|L'amico]]: 2010, p. 409, cap. XXXIII) *[...] ma dietro le spalle sentiva il calpestìo e, più forti del calpestìo, quelle grida amare: – dàgli! dàgli! all'untore! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXIV|cap. XXXIV]]) *Va', va', povero untorello, non sarai tu quello che spianti Milano. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXIV|cap. XXXIV]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} Cercala lì; cercala con fiducia e... con rassegnazione. Perché, ricordati che non è poco ciò che tu sei venuto a cercar qui: tu chiedi una persona viva al lazzeretto! Sai tu quante volte io ho veduto rinnovarsi questo mio povero popolo! quanti ne ho veduti portar via! quanti pochi uscire!... Va preparato a fare un sacrifizio... ([[fra Cristoforo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXV|cap. XXXV]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} Puoi [[odio|odiare]], e perderti; puoi, con un tuo sentimento, allontanar da te ogni benedizione. ([[fra Cristoforo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXV|cap. XXXV]]) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]]}} Parlo da buon cristiano ; e della [[Maria|Madonna]] penso meglio io che non voi; perché credo che non vuol promesse in danno del prossimo. Se la Madonna avesse parlato, oh, allora! Ma che cos'è stato? una vostra idea. Sapete cosa dovete promettere alla Madonna? Promettetele che la prima figlia che avremo, le metteremo nome Maria: ché questo son qui anch'io a prometterlo: queste son cose che fanno ben più onore alla Madonna: queste son divozioni che hanno più costrutto, e non portan danno a nessuno. ([[Renzo Tramaglino|Renzo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVI|cap. XXXVI]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]], fradicio di pioggia}} – A dir la verità, potresti adoprare il da tanto in su, per lavare il da tanto in giù. Ma, aspetta, aspetta; che ti faccia un buon fuoco. ([[L'amico (personaggio)|L'amico]]: 2010, p. 452, cap. XXXVII) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – Vado a mungere: quando tornerò col latte, l'acqua sarà all'ordine, e si fa una buona polenta. Tu intanto fa il tuo comodo. ([[L'amico (personaggio)|L'amico]]: 2010, p. 453, cap. XXXVII) *L'attività dell'uomo è limitata; e tutto il di più che c'era nel comandare, doveva tornare in tanto meno nell'eseguire. Quel che va nelle maniche, non può andar ne' gheroni. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVII|cap. XXXVII]]) *–''In rerum natura,''– diceva, – non ci son che due generi di cose: sostanze e accidenti; e se io provo che il contagio non può essere né l'uno né l'altro, avrò provato che non esiste, che è una chimera. ([[Don Ferrante (personaggio)|don Ferrante]]: 2010, p. 458, cap. XXXVII) *Vibici, esantemi, antraci, parotidi, bubboni violacei, furoncoli nigricanti, son tutte parole rispettabili, che hanno il loro significato bell'e buono; ma dico che non han a che fare con la questione. Chi nega che ci possa essere di queste cose, anzi che ce ne sia? Tutto sta a veder di dove vengano. ([[Don Ferrante (personaggio)|don Ferrante]]: 2010, pp. 458-459, cap. XXXVII) *Non si può spiegare quanto sia grande l'autorità d'un dotto di professione, allorché vuol dimostrare agli altri le cose di cui sono già persuasi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVII|cap. XXXVII]]) *È stata un gran flagello questa peste; ma è anche stata ''una scopa''; ha spazzato via certi soggetti {{NDR|don Rodrigo}}, che, figliuoli miei, non ce ne liberavamo più: verdi, freschi, prosperosi [...]. (don Abbondio: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVII|cap. XXXVII]]) *Sapete quante belle cose si posson fare senza offender le regole della buona creanza: fino sbudellarsi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVIII|cap. XXXVIII]]) *Le [[parole]] fanno un effetto in bocca, e un altro negli [[orecchi]]. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVIII|cap. XXXVIII]]) *Si dovrebbe pensare più a far [[bene]], che a star bene: e così si finirebbe anche a star meglio. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVIII|cap. XXXVIII]]) *L'uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova sur un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena s'è accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo in somma, a un di presso, alla storia di prima. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVIII|cap. XXXVIII]]) ==[[Explicit]]== Il bello era a sentirlo raccontare le sue avventure: e finiva sempre col dire le gran cose che ci aveva imparate, per governarsi meglio in avvenire. – Ho imparato, – diceva, – a non mettermi ne' tumulti: ho imparato a non predicare in piazza: ho imparato a guardare con chi parlo: ho imparato a non alzar troppo il gomito: ho imparato a non tenere in mano il martello delle porte, quando c'è lì d'intorno gente che ha la testa calda: ho imparato a non attaccarmi un campanello al piede, prima d'aver pensato quel che possa nascere –. E cent'altre cose. Lucia però, non che trovasse la dottrina falsa in sé, ma non n'era soddisfatta; le pareva, così in confuso, che ci mancasse qualcosa. A forza di sentir ripetere la stessa canzone, e di pensarci sopra ogni volta, – e io, – disse un giorno al suo moralista, – cosa volete che abbia imparato? Io non sono andata a cercare i guai: son loro che sono venuti a cercar me. Quando non voleste dire, – aggiunse, soavemente sorridendo, – che il mio sproposito sia stato quello di volervi bene, e di promettermi a voi. Renzo, alla prima, rimase impicciato. Dopo un lungo dibattere e cercare insieme, conclusero che i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani; e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende utili per una vita migliore. Questa conclusione, benché trovata da povera gente, c'è parsa così giusta, che abbiam pensato di metterla qui, come il sugo di tutta la storia. La quale, se non v'è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l'ha scritta, e anche un pochino a chi l'ha raccomodata. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s'è fatto apposta. ==Citazioni su ''I promessi sposi''== *Alzarsi ogni mattina colle immagini vive del giorno innanzi davanti alla mente, scendere nello studio, tirar fuori dal cassetto dello scrittorio qualcuno di quei soliti personaggi, disporli davanti a me come tanti burattini, osservarne le mosse, ascoltarne i discorsi, poi mettere in carta e rileggere, era per me un godimento così vivo come quello di una ''curiosità soddisfatta''. ([[Alessandro Manzoni]]) *È proprio un bel libro! Non mi sono ancora addentrato molto nella storia, ma ne sono del tutto incantato. I dialoghi fra lo Sposo e il Prete, la Mattina del mancato matrimonio, fra lo Sposo e la Sposa e la Madre di lei, e la descrizione del tragitto del povero Renzo alla casa del dotto avvocato, con i capponi, la scena fra loro due e l'idea complessiva del personaggio e della vicenda di Padre Cristoforo sono delineati a tocchi estremamente delicati e suggestivi. Ho appena lasciato il buon padre nella chiassosa Sala da Pranzo di Don Rodrigo e ti assicuro che sono ansiosissimo di andare avanti. ([[Charles Dickens]]) *È stata pubblicata una nuova versione dei ''Promessi sposi'' secondo i princìpi delle leghe: i «lumbard» Renzo e Lucia e fra Cristoforo sono bravi e buoni, don Rodrigo è mafioso e «terun». Alla fine della storia, un invito che è la conclusione morale: «Foeura di ball!». ([[Enzo Biagi]]) *È un buon romanzo, voglio ammetterlo, per quanto ci si senta il lombardo che si diverte coi riboboli toscani, raccattati razzolando nei pagliai della Val d'Elsa. È un romanzo storico, ben colorito e scritto in modo divertevole; ma tolta qualche buona macchietta, come quel Don Abbondio, o quel Don Ferrante, mi pare che non ci appariscano dei grandi personaggi, e che d'altra parte sia ridicolo di fare, di due poveri diavoli, piuttosto pallidi e menci, come Renzo e Lucia, addirittura l'architrave di tutta la fabbrica. ([[Leo Ferrero]]) *È un libro che potrebbe essere letto in un coro di vergini presieduto dalla [[Maria|Madonna]]. ([[Ludovico da Casoria]]) *Esaminando liberamente il romanzo storico del Manzoni non istudierò miserie. Ditemi ora, o lettori, qual sarà il soggetto di un romanzo, che si raggira intorno a tal epoca? Quali saranno le imprese dei Milanesi, perché il romanzo è intitolato ''Storia milanese?''... Quali saranno gli eroi? Forse l'ambizioso [[Gonzalo Fernandez de Cordoba|Governator di Milano]] promotore della guerra che si accende in Italia? Forse il coraggioso [[Carlo I di Gonzaga-Nevers|Duca di Nevers]], che difende animosamente i diritti della sua casa?... Né un solo di cotesti personaggi è l'eroe del romanzo, né una sola di siffatte vicende forma il soggetto dell'istoria scoperta e rifatta dal Manzoni. Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, due poveri lavoratori del contado di Como, sono gli eroi per cui dobbiamo interessarci; se si sposeranno, o no, è l'importante vicenda che tener deve gli animi nostri sospesi... Eccovi, o lettori, tutto il tessuto di questa istoria milanese rifatta: e s'ella è cosa che meriti il nome di storia giudicatelo voi. ([[Felice Romani]]) *Ho veduto il romanzo del Manzoni, il quale, non ostante molti difetti, mi piace assai, ed è certamente opera di un grande ingegno. ([[Giacomo Leopardi]]) *In tanti angoli dei ''Promessi sposi'' si scorgono vicende e pensieri di intensa profondità e di carattere sapienziale, che hanno fatto del libro una specie di Bibbia laica (ma fondata sul cristianesimo) del vivere italiano dell'Ottocento. ([[Andrea Riccardi]]) *''I promessi sposi'', che han la fama esteriore di "romanzo storico", ma il cui centro artistico è una storia dell'uomo vista con una profonda calma e saggezza, eguagliata soltanto da quella di [[Goethe]]. ([[Giuseppe Prezzolini]]) *''I promessi sposi'' si collocano all'inizio della storia linguistico-culturale italiana che precede di pochi anni la nascita dello Stato unitario e l'affermarsi dell' Italia come nazione. Restano un' opera che accompagna la crescita dello spessore nazionale e l'identificazione di crescenti gruppi sociali nel destino nazionale. ([[Andrea Riccardi]]) *Manzoni descrive quindi direttamente soltanto un episodio concreto della vita del popolo italiano: l'amore, la separazione e il ritrovarsi di un giovane e di una fanciulla, entrambi di condizione contadina. Ma nella sua rappresentazione il fatto si sviluppa in modo da diventare la generale tragedia del popolo italiano in una situazione di avvilimento e spezzettamento nazionale. Senza mai uscire da una concreta cornice locale e temporale; da una psicologia condizionata dall'epoca e dalla classe sociale, il destino dei due protagonisti diventa ''la'' tragedia del popolo italiano in genere. ([[György Lukács]]) *Mi pare simile ad una donna di formosità rara, di nobile {{sic|legnaggio}}, di maniere amabilissime, colta, giudiziosa, arguta, buona, modesta, caritatevole, padrona di tutti i cuori, prima in tutte le buone azioni, ma gesuitessa. ([[Luigi Settembrini]]) *Minaccia<br>''Ti strappo le unghie | e ti faccio | battere a macchina | un capitolo | dei "Promessi Sposi".'' ([[Marcello Marchesi]]) *Non avevo letto sino allora dei ''Promessi Sposi'' che poche pagine sparse per le Antologie scolastiche. Non ricordo che alcun professore delle prime scuole ce ne consigliasse con insistenza la lettura. Misi un giorno la mano sul romanzo, un'edizione di Vincenzo Batelli di Firenze, del 1827, in tre volumi, che conservo ancora. Incominciai a leggere. L'effetto fu maraviglioso. Mi sentii come preso da mille uncini e da mille lacci sottilissimi, che mi avvolsero e mi strinsero, penetrandomi fin nel più profondo dell'anima. Fu un diletto continuo e vivissimo, non interrotto punto, né quasi scemato dalle digressioni storiche e dalle descrizioni minute che soglion seccare i ragazzi, rotto spesso da commozioni violente, che mi strappavano il pianto, accompagnato dal principio alla fine da un consenso pieno e dolcissimo di tutti i sentimenti e di tutti i pensieri. Non distinguevo l'un dall'altro, mi ricordo bene, ma sentivo confusi tutti insieme gli effetti di quell'arte profonda e semplice, dell'armonia delle facoltà, della misura sapiente, della logica finissima, della trasparenza cristallina dello stile, di quella musica grave e delicata, e quasi segreta, che par che venga più dal pensiero che dalla parola, e suoni nell'anima senza che l'orecchio la senta. Non poteva essere compiuta la mia ammirazione; ma la simpatia fu tale da non poter più crescere. Presentii fin dalla prima lettura che avrei riletto quel libro mille volte, anche da uomo. Una quantità d'immagini, di sentenze e di frasi mi s'impressero subito e per sempre nella memoria. Mi rimase nell'animo una serenità, una pace, quasi una compostezza, che m'era prima sconosciuta; quasi un'armonia sommessa, alla quale s'intonò per un pezzo la voce di tutto il mio essere. Mi parve che entrasse nella mia vita un amico, un maestro aspettato da lungo tempo, e il cuore mi diceva che non ne sarebbe uscito mai più. Posso dire che la lettura di quel libro segnò per me il passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza. ([[Edmondo De Amicis]]) *Per questo il romanzo è da tenere sul comodino: rileggi la notte dell'Innominato, rileggi la fuga di Renzo verso l'Adda, rileggi la carestia e poi la peste. La musica della prosa manzoniana non ti lascia mai. ([[Carlo Fruttero]]) *Può essere – e perché no? – che i {{maiuscoletto|promessi sposi}} vivano più a lungo di tutti gli altri romanzi ottocenteschi. Ma di quale vita? Artisticamente disinfettati al massimo, e preservati, fino agli ultimi limiti dell'ingegno umano, dai vermi della corruzione; questo sì, sono. Ma la cosa che è conservata! Nell'ipotesi più benigna un attacco di agorafobia. ([[Umberto Saba]]) *{{NDR|Riferendosi alla frase «Il coraggio, uno non se lo può dare»}} Questa confessione è un così fedele e compiuto ritratto di Don Abbondio, circoscrive così bene l'angustia invincibile del suo spirito, svela una tale penosa coscienza della sua natura e una tale rassegnazione a non saperla mai varcare, che in questo momento il nostro giudizio tace. ([[Attilio Momigliano]]) *Se la dottrina de' ''Promessi Sposi'', quanto alla religione, è antica, quanto alla sapienza e liberalità, ond'è adoperata, ritrae palesemente dalla moderna filosofia. Da quella, che mentre pareva affaccendata ad isvellere dagli animi umani la fede, operava senza avvedersene a spargere nel mondo quegl'insegnamenti, per amore de' quali la fede appunto era stata negli animi umani raccolta; e di speculativi e gridati nelle scuole e nei tempî, li riduceva a pratica, cercando nelle umili case i popolani, troppo più che non vuole giustizia, caduti, e nelle regge i grandi, troppo più insorti, affinché si raffrontassero insieme e tornassero a scambievole conoscenza. ([[Giovita Scalvini]]) *Se si leggono [...] con attenzione i ''Promessi Sposi'', si vede chiaramente che il Manzoni, quando scriveva il suo grande romanzo, rispecchiava ancora, per ciò che concerne le idee filosofiche, lo spirito del sec. XVIII, che dal [[Sensismo]] era condotto all'Ideologia, all'analisi cioè delle idee, per ritrovarne gli originari elementi sensitivi. ([[Adolfo Faggi]]) *Tra il Manzoni e gli «umili» c'è distacco sentimentale; gli umili sono per il Manzoni un «problema di storiografia», un problema teorico che egli crede di poter risolvere col romanzo storico, col «verosimile» del romanzo storico. Perciò gli umili sono spesso presentati come «macchiette» popolari, con bonarietà ironica, ma ironica. E il Manzoni è troppo cattolico per pensare che la voce del popolo sia voce di Dio: tra il popolo e Dio c'è la chiesa, e Dio non s'incarna nel popolo, ma nella chiesa. Che Dio s'incarni nel popolo può crederlo il Tolstoi, non il Manzoni. ([[Antonio Gramsci]]) ===[[Francesco De Sanctis]]=== *Egli compone i ''Promessi Sposi'' perché gli Italiani avessero una conoscenza più compiuta di quel tempo; e il fatto che ci mette dev'essere mezzo a meglio farlo comprendere. Vengono fuori i''Promessi Sposi''. Che avviene? Quello che dovea essere mezzo, l'azione inventata, diviene il tutto; quello che dovea essere il principale diviene un materiale greggio e bruto in cui egli cela il suo ideale. Come [[Cristoforo Colombo|Colombo]] che cercava le Indie occidentali e trovò l'America, egli cercava l'illustrazione storica e trova l'arte. *Il romanzo storico, come lo concepiva Manzoni, non ci è qui, ed è bene che non ci sia. Ci è invece il vero romanzo storico, quale glielo fa incontrare il suo squisito senso d'artista. La storia è qui non la sostanza o lo scopo, ma la larga base, di dentro dalla quale esce alla luce la statua del pensiero e dell'immaginazione, una base non segregata e indipendente come un piedistallo, ma vera causa generatrice, il fondamento e il motivo occulto che mette in moto gl'inconsapevoli attori. Onde nasce quella fusione armonica della composizione, che desideri nelle sue tragedie storiche, dove la storia è dessa la sostanza e lo scopo, e rigetta dal suo seno ideali estranei invocati dall'immaginazione. *Ne' ''Promessi Sposi'' linguaggio e stile non è costruito a priori, secondo modelli o concetti. L'è conseguenza di un dato modo di concepire, di sentire e d'immaginare. Lo stile è la combinazione delle due forze che aveva lo scrittore in così alto grado, la virtù analitica e la virtù immaginativa. Uso a decomporre, a distinguere, ad allogare secondo una certa misura o limite interno, che non è altro se non il senso del vero, l'espressione è sempre precisa e giusta, cioè vera, ed è insieme semplice, perché l'interna misura esclude ogni esagerazione ed ogni complicazione. Tutto è a posto, e tutto è nel suo limite; niente v'è di sì complesso, che non sia distinto e semplicizzato; perciò tutto è vero e tutto è semplice. ===[[Renato Giovannoli]]=== {{cronologico}} *I due romanzi {{NDR|''I promessi sposi'' e ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''}} presentano identità e analogie nelle strutture narrative e sotto l'aspetto tematico-figurativo, che intrattengono insomma un misterioso dialogo. [...] ''Dracula'' sembra essere il risultato di un processo che per certi aspetti è l'inverso del processo di depurazione del romanzesco che [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] ha fatto subire alla materia del suo romanzo. La morale cattolica ([[Bram Stoker|Stoker]] è irlandese) e la critica del potere, contenuti in fondo affini a quelli dei ''Promessi sposi'', vengono messi in forma attraverso temi e tipi della letteratura gotica; con un processo, si direbbe, di letteralizzazione della metafora (o del simbolo): il vampiro, figura del dominio politico ed economico, letteralmente "succhia sangue al popolo" di cui è signore; simbolo del male nel suo aspetto contagioso, letteralmente si allea le sue vittime con un morso infetto sul collo. *Il dominio e il contagio: i due più importanti caratteri del vampirismo, ma anche due temi cruciali nel romanzo di Manzoni. Il tema del dominio e quello del contagio sono, in definitiva, la materia del contenuto che i due romanzi hanno in comune e alla quale danno forma diversa [...]: Manzoni storicizza questi temi e (quasi) li priva di ogni alone romanzesco; Stoker, al contrario, li mitologizza, li interpreta in chiave decisamente fantastica. *Se in ''Dracula'' troviamo qualche germe di romanzo storico e di critica del potere (attraverso la descrizione di una forma storicamente determinata di potere, non soltanto per metafore), nei feudatari ribaldi dei ''Promessi sposi'' resta qualcosa del vampiro. *Nei ''Promessi sposi'' (che ancora una volta si rivelano complementari, da un certo punto di vista, al ''Dracula'') manca il vampiro ma c'è la peste, la quale non cessa peraltro di avere riflessi gotici. Perdipiù il vampiro non manca del tutto: ci sono gli untori, strettamente imparentati con le streghe, e come queste e i vampiri emissari diretti del Demonio. Va notato poi che essi "contagiano" non soltanto in quanto diffondono la peste, ma anche nel senso che [...] reclutano nuovi untori con procedimenti che non è esagerato definire vampireschi. [...] Siamo dunque venuti a sapere, nonostante le reticenze di Manzoni, che c'era nella Milano del 1630 un arciuntore, un Demonio della Peste, una sorta di Dracula; e in definitiva possiamo affermare che nei ''Promessi sposi'' il vampiro c'è, seppure innominato. *{{NDR|''I promessi sposi'' e ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''}} possono essere ''applicati'' (in senso proprio) l'uno sull'altro, se vengono confrontati dal punto di vista delle strutture narrative: i due libri raccontano la stessa storia, beninteso a un livello di senso abbastanza "profondo", ma non più del livello al quale sono identici l<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea]]'' e l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di [[James Joyce|Joyce]], o due varianti dello stesso mito in molti testi di mitologia comparata. [...] La principale macroposizione narrativa condivisa dai due romanzi è la seguente: un nobile, agente del Male (l'Avversario), vuole perturbare l'ordine appropriandosi della vergine promessa all'Eroe (le due Eroine si chiamano, fortunata omonimia, Lucy e Lucia). ===[[Salvatore Silvano Nigro]]=== *Il paradigma lavora dentro i ''I promessi sposi''. Borsieri aveva presentato il Duomo di Milano come un'"artificiale montagna di sasso". La similmontagna si biblicizza subito in Manzoni, che le "pietre" di Dio contrappone ai "mattoni" dell'uomo; e la grandiosità della natura oppone alla "superbia" dell'ingegneria umana. L'occhio del montanaro Renzo si è educato alla contemplazione delle "alture di Dio"; ma a Milano è costretto a confrontarsi con l'"ottava meraviglia". Isola quindi la "macchina" dell'uomo. E la città diventa una scena vuota, ampia di solitudine. Dentro il metafisico deserto del perimetro urbano si alza l'umana superfetazione, fronteggiata, sulla linea dell'orizzonte, dalle dentaie del Resegone... *Il Seicento del ''Fermo e Lucia'' ha una forte rilevatura barbarica. Di tipo tragico. E ancora nella lettera del ''Discorso sur alcuni punti della storia longobardica in Italia'' (1822): "[...] salvare una moltitudine dalle ugne atroci delle fiere barbariche". Di "unghie" e "sozzi artigli", che graffiano l'aria, il romanzo è stipato; come pure di varie "fiere": tanto che la stessa Lucia è "bella fera". La società è divisa in "facinorosi" e in "circospetti": bracchi e pernici; in cacciatori (talvolta leggiadri) e lepri; in uccellacci e uccellini; in diavoli incarnati e prede. Tutto il romanzo è una caccia all'uomo, crudele e barbarica. Che in parte sopravvive nei ''Promessi sposi'', ma nella superiore dimensione del "patire" dell'[[Alessandro Manzoni|adelchiano]] "[...] far torto o patirlo [...]" (V,7,52); e di una feroce forza che “il mondo possiede” (V,7,52-53). La morale della Chiesa “comanda di patire piuttosto che di farsi colpevole", dice Manzoni. E il principio viene indegnamente tradotto da don Abbondio, nel suo idioletto della paura: "Non si tratta di torto o di ragione; si tratta di forza". *La [[scrittura]] è un metter nero su bianco, che impegna "così... dalla vita alla morte". Con la "gestuosa arte de' cenni" (ampiamente frequentata dalla trattatistica del Seicento, ed evocata da [[Manzoni]] nell'apertura del capitolo VI del primo tomo del ''Fermo e Lucia'') condivide la qualità visibile della "muta favella": altro non è infatti, la scrittura, che un conversar "sulla carta [...] con parole mute, fatte d'inchiostro". Carta, penna e calamaio sono gli emblemi dell'"applicazione studiosa". Sono gli strumenti "del miglioramento umano" e della "coltura pubblica"; se per loro tramite si riversa nella società la scienza attiva di una [[biblioteca]], come quella ambrosiana fondata da [[Federico Borromeo]] per confondere l'"ignorantaggine" e l'"inerzia" di un secolo capzioso agitato da malestri e turpitudini... *La storia è un "immenso pelago di errori". La denuncia veniva dall'illuminismo giuridico. E da ''Dei delitti e delle pene'' di [[Cesare Beccaria]], in particolare. Tutti gli errori, [[Manzoni]] compendia nella storia morale e politica del Seicento: l'incertezza del diritto, la legislazione eccessivamente proliferante che a colpi di gride sopporta l'arbitrio dei potenti e la manipolazione dei causidici, l'impunità organizzata delle classi e delle consorterie (e persino della Chiesa), la cultura economica irresponsabile e monopolistica (che blocca la libera concorrenza e impone la demagogia del prezzo politico), la persecuzione dell'onestà disarmata. Il romanzo di Manzoni aggredisce l'errore nei suoi punti di perversione. Con sdegno, senz'altro. Ma anche con compassione: "[...] la morale cattolica rimuove le cagioni che rendono difficile l'adempimento di questi due doveri, odio all'errore, amore agli uomini". ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *Alessandro Manzoni, ''[[s:I promessi sposi (1840)|I promessi sposi]]'' (1840), tip. Guglielmini e Redaelli, Milano, 1840. *Alessandro Manzoni, ''I promessi sposi'', a cura di Enrico Ghidetti, Feltrinelli, 2010. ISBN 978-88-0782162-2 ==Voci correlate== *[[Don Abbondio]] *[[Francesco Gonin]] *[[I promessi sposi (miniserie televisiva 1990)]] *[[Lucia Mondella]] *[[Renzo Tramaglino]] ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Promessi sposi, I}} [[Categoria:Romanzi]] 9821ts6c5rf1pc51nxl9x1na2bjpzqu Chi ha incastrato Roger Rabbit 0 246 1417613 1414834 2026-06-20T07:14:25Z ~2026-35914-57 107554 /* Dialoghi */ 1417613 wikitext text/x-wiki {{Film |dimensioneimmagine= |immagine= Who Framed Roger Rabbit logo.png |didascalia= |titoloitaliano=Chi ha incastrato Roger Rabbit |titolooriginale=Who Framed Roger Rabbit |paese=USA |anno=1988 |genere=commedia, fantasy, animazione |regista=[[Robert Zemeckis]] |soggetto= [[Gary K. Wolf]] (storia breve) |sceneggiatore=[[Jeffrey Price]], [[Peter S. Seaman]] |attori= *[[Bob Hoskins]]: Eddie Valiant *[[Christopher Lloyd]]: Giudice Morton (Doom) *[[Joanna Cassidy]]: Dolores *[[Stubby Kaye]]: Marvin Acme *[[Alan Tilvern]]: R.K. Maroon *[[Richard LeParmentier]]: Tenente Santino *[[Joel Silver]]: Raoul, il regista *[[Paul Springer]]: Augie *[[Richard Ridings]]: Angelo |doppiatorioriginali= *[[Charles Fleischer]]: Roger Rabbit *[[David Lander]]: Benny il taxi *[[Kathleen Turner]]: Jessica Rabbit *[[Lou Hirsch]]: Baby Herman *[[May Questel]]: Betty Boop *[[Wayne Allwine]]: Topolino *[[Tony Anselmo]]: Paperino *[[Tony Pope]]: Pippo *[[Mel Blanc]]: Porky Pig |doppiatoriitaliani= *[[Marco Mete]]: Roger Rabbit *[[Michele Gammino]]: Eddie Valiant *[[Dario Penne]]: Giudice Morton (Doom) *[[Maria Pia Di Meo]]: Dolores *[[Gianfranco Bellini]]: Marvin Acme *[[Renato Mori]]: R.K. Maroon *[[Claudio Fattoretto]]: Tenente Santino *[[Cesare Barbetti]]: Raoul, il regista *[[Alessandro Rossi]]: Angelo *[[Roberto Del Giudice]]: Benny, il taxi *[[Paila Pavese]]: Jessica Rabbit *[[Giorgio Lopez]]: Baby Herman *[[Georgia Lepore]]: Baby Herman (bambino) *[[Vittorio Stagni]]: Smarty, il capo delle faine |note= * Vincitore di 3 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]]''' (1989): ** Miglior montaggio ** Migliori effetti speciali ** Migliori effetti sonori }} '''''Chi ha incastrato Roger Rabbit''''', film statunitense del 1988 con [[Bob Hoskins]], regia di [[Robert Zemeckis]]. {{tagline|Un uomo, una donna, e un coniglio creano un triangolo pieno di guai}} ==[[Incipit]]== {{incipit film}} Baby Hermann e Roger Rabbit in "Something's cookin'" diretto da Raoul J. Raoul. ('''intestazione''') :''Baby Hermann and Roger Rabbit in "Something's cookin'" directed by Raoul J. Raoul'' '''Mamma''': Mammina va all'istituto di bellezza tesoro, ma ti lascio con il tuo amico del cuore Roger, il quale sarà molto molto attento al mio pupetto perché se non lo fa... Lo rispedisco a fare la cavia in laboratorio!!!<br>'''[[w:Roger Rabbit|Roger Rabbit]]''': P-P-P-Per favore, non si preoccupi! Sempre agli ordini! Signora signorsì! Mi occuperò di lui come se fosse il mio proprio fratellino. O la mia sorellina. Auh! O la sorellina del mio fratellino. O il mio secondo cugino del figlio [...]<br>'''Baby Hermann''': Ah, pappabiccotto!<br>'''Roger Rabbit''': ...o il mio nono cugino di quinto grado elevato alla cento sedicesima potenza! [...] da parte di madre elevato al cubo moltiplicato [...] Oppure come il mio cugino di diciassettesimo grado elevato al quadrato, al circolo, al rombo meno il 18%. ==Frasi== {{cronologico}} *{{NDR|Con disprezzo}} Cartoni... ('''Eddie Valiant''') *Il più bello è che lavorano per un pugno di noccioline. ('''R.K. Maroon''') {{NDR|lanciando noccioline a [[Dumbo]]}} *Ma che ho la faccia da banca?! ('''Controllore''') {{NDR|a Eddie Valiant che per comprare il biglietto del tram gli ha mostrato un assegno}} *A quel branco di scribacchini. Che possano morire intossicati d'inchiostro! ('''Eddie Valiant''') {{NDR|[[Brindisi dai film|brindando]]}} *C'è qualcuno che capisca cosa dice questo papero?! ('''[[W:Daffy Duck|Daffy Duck]]''') {{NDR|riferendosi a [[Paperino]]}} :''This is the last time I work with someone with a speech impediment!''<ref>Durante questa scena la tipica parlata di Paperino è stata fraintesa pensando che dicesse a Daffy Duck «God damn stupid nigger! I'm gonna... Waaaaagh!» (traducibile come «Dannato stupido negro! Io ti... Waaaaagh»). Il dialogo originale in realtà è questo: ::'''Daffy Duck''': Ho lavorato con tantissimi ciarlatani, ma tu sei riprovevole!<br>'''[[W:Paperino|Paperino]]''': Come osi dannato piccolo... Io ti... Waaaaagh!<br>'''Daffy Duck''': Questa è l'ultima volta che lavoro con qualcuno con un disturbo del linguaggio! :::''— I've worked with a lot of wise-quackers, but you are despsicable!<br>— Why you doggone little... I'll... Waaaaagh!<br>— This is the last time I work with someone with a speech impediment!'' {{Cfr}} {{en}} ''[http://snopes.com/disney/films/donald.asp Quacking Wise]'', ''Snopes.com'', 19 agosto 2007.</ref> *Whisky "on the rocks"... {{NDR|per evitare che i pinguini gli portino un bicchiere di whisky con dentro dei sassi}} Ghiaccio! Non rocce! ('''Eddie Valiant''') *C'è poco lavoro da quando i cartoni animati sono passati al colore. Ma io sono ancor in gamba, Eddie. Boop-boop-be-doop! ('''[[w:Betty Boop|Betty Boop]]''') *Jessica è la luce della mia vita, la pupilla dei miei occhi, la crema del mio caffè! ('''Roger Rabbit''') {{NDR|parlando della moglie Jessica}} *{{NDR|Scherzando sull'[[alcolismo]] di Eddie}} Ma tu non eri Eddie Valiant? O adesso ti fai chiamare [[Jack Daniels]]? ('''Agente di polizia''') *Da quando Cartoonia è sotto la mia giurisdizione mi sono posto l'obiettivo di mettere un freno alla follia dilagante e l'unico modo di farlo è costringere i cartoni a rispettare la legge. ('''Giudice Morton''') {{NDR|prima di sciogliere nella "salamoia"<ref>Composto costituito da trementina, acetone e benzina, l'unico modo per uccidere un cartone.</ref> una scarpa animata}} *Il problema è che ho le voglie di un cinquantenne e il pisellino di tre anni! ('''Baby Hermann''') *[...] questa storia puzza come i miei pannolini di ieri! ('''Baby Hermann''') *Il mio Havana! ('''Baby Hermann''') {{NDR|piangendo a squarciagola perché gli è caduto il sigaro}} *"Mia adorata Jessica, in quante guise t'amo, lascia che io le enumeri: Una in mille, due in duemila, tre in tremila, quattro in quattromila..." ('''Roger Rabbit''') {{NDR|leggendo mentre salta sul letto la lettera alla moglie Jessica}} *Salve ragazzi! Non vi ho sentito entrare! ('''Eddie Valiant''') {{NDR|alle faine, entrate in casa forzando la porta con una mitragliata}} *Cercate dappertutto, ragazzi! Rivoltate la casa da "{{sic|fima a ciondo}}"! ('''Sergente faina''') *Di' un po', Eddie, hai un [[coniglio]] in [[tasca]] o sei contento di vedermi?<ref>{{Cfr}} [[Hai una pistola in tasca o sei semplicemente felice di vedermi?]]</ref> ('''Dolores''') {{NDR|a Eddie, che nasconde Roger sotto l'impermeabile}} *Mannaggia ai pescetti, Eddie! {{NDR|[[Imprecazioni dai film|imprecazione]]}} ('''Roger Rabbit''') *È sempre così allegro, o solo quando è ricercato per omicidio? ('''Dolores''') {{NDR|riferendosi a Roger Rabbit}} *Senti, la mia filosofia è questa: se non si ha un po' di senso dell'[[umorismo]] è meglio essere morti. ('''Roger Rabbit''') *{{NDR|[[Canzoni dai film|Cantando]] sulle note di ''The Merry-Go-Round Broke Down'', nel doppiaggio italiano detta ''Come è bello il Carosello''<ref name="The Merry-Go-Round Broke Down">{{Cfr}} [[:w:en:The Merry-Go-Round Broke Down|The Merry-Go-Round Broke Down]]</ref>}} [...] ''e puoi ridere per tre. | Bei denti! chi è tuo padre, Dracula? | Si chiama Eddie e poi, fa il muso a tutti noi, | ma poi con me non ce la fa, buffone diverrà! | Là, quà, ehilà, lì, qui! | Faccio tanta confusion, son matto e un po' fifon! | Ma io lo che tanto male parlare no, non può!'' {{NDR|si spacca un piatto in testa, ma si blocca il disco sul grammofono quindi continua a spaccarsi piatti in testa}} ''Non può! | Non può! | Non può! | Non può! | Non può! | Non può!'' ('''Roger Rabbit''') *Scemo di un coniglio! Io vado in giro a rischiare la pelle per te e tu che diavolo fai? Canti e balli?! ('''Eddie Valiant''') {{NDR|A Roger, arrabbiato perché il coniglio ha inscenato uno spettacolino in pubblico nonostante la situazione per nulla favorevole}} *Ma io sono un cartone e i [[Cartone animato|cartoni]] esistono per far ridere la gente! ('''Roger Rabbit''') *Una [[risata]] può essere una cosa molto potente. Vedi, a volte nella vita è l'unica arma che ti rimane [...] ('''Roger Rabbit''') *Specialità del giorno<br>Coniglio in salamoia<br>$ 5000 ('''Scritta''') {{NDR|sulla lavagna del locale Inchiostro e Tempera modificata dal Guidice Morton}} :''Todays special<br>Rabbit dip<br>$ 5000'' *Vi ricordate cos'è successo una volta scorsa? Se non la smettete di ridere, farete la stessa morte di quelle idiote delle vostre cugine, le iene ridens! ('''Giudice Morton''') {{NDR|rimproverando le faine che continuano a ridere}} [[File:Disneyland-RRCTS-car.jpg|thumb|«No, guido io! Sono io il taxi!» (Benny il taxi)]] *No, guido io! Sono io il taxi! ('''Benny il taxi''') *Nessuno sa incassare le botte come Pippo! Che tempismo! Che tocco! Che genio! ('''Roger Rabbit''') {{NDR|guardando un cartone interpretato da [[Pippo]]}} *Tu sei l'unica persona in questa sala che non sta ridendo! Ma non c'è proprio niente che riesca a penetrare la tua pervicace perplessità? ('''Roger Rabbit''') {{NDR|a Eddie}} *Uh, speriamo che sia un altro cartone! Mannaggia ai pescetti, un altro stupido cinegiornale! Io odio i cinegiornali! ('''Roger Rabbit''') {{NDR|al cinema}} *Nessuno riesce a incastrarlo Roger Rabbit! ('''Roger Rabbit''') *Salita, signore? Il gradino, signore? Si regga forte, signore. Il suo piano, signore. Buona giornata, signore. ('''[[w:Droopy|Droopy]]''') {{NDR|facendo l'usciere ascensorista}} *Cartoni... Ci cascano sempre! ('''Eddie Valiant''') *Oh, mio Dio... la salamoia NOOOOOOOO!!! ('''Jessica Rabbit''') {{NDR|alla vista della salamoia, con un'espressione cartoonesca di terrore}} *Cartoonia diverrà legalmente mia: mobili, immobili e soprammobili. ('''Giudice Morton''') *Noi [[Cartone animato|cartoni]] facciamo gli scemi, ma non siamo mica stupidi! ('''Roger Rabbit''') *Guarda. Le stelle! Sono pronto per girare, Raoul! ('''Roger Rabbit''') {{NDR|ridendo dopo che una delle faine gli ha fatto cadere in testa un sacco di mattoni}} *Roger, tesoro, voglio che tu sappia che ti amo. Ti ho amato più di quanto una donna abbia mai amato un coniglio. ('''Jessica Rabbit''') {{NDR|[[dichiarazioni d'amore dai film]]}} *Uno di questi giorni, brutti idioti, finirete per morire dal ridere! ('''Giudice Morton''') {{NDR|rimprovera le faine che stanno ridendo di lui, dopo che è scivolato ed è caduto}} [[File:Judge Doom Props (9410840945).jpg|thumb|''Non sono un cartone qualunque! Ti ricordi di me, Eddie? Quando ho ucciso tuo fratello, io avevo... Questa vocetta! Ricordi?'' (Giudice Morton)]] *Non sono un cartone qualunque! Ti ricordi di me, Eddie? Quando ho ucciso tuo fratello, io avevo... ''questa vocetta! Ricordi?'' ('''Giudice Morton''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]] mentre si scioglie nella salamoia}} Mi sto sciogliendo! Mi sto sciogliendo! Mi sto sciogliendo! Che mondo crudele! ('''Giudice Morton''') {{NDR|nella salamoia}} *Mamma mia bella! Che cavolo è successo qua?! Sono trentasette anni che faccio il taxi, ma un casino simile non l'avevo visto mai! ('''Benny il taxi''') {{NDR|guardando il cadavere del Guidice Morton}} *Pisellate! ('''Baby Hermann''') *"Io, Marvin Acme, sano di corpo e di mente [...] lascio in eredità perpetua la proprietà nota come Cartoonia a quegli adorabili personaggi chiamati cartoni." ('''Roger Rabbit''') {{NDR|leggendo il testamento di Marvin Acme, scritto con l'inchiostro simpatico}} ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Raoul''': Stop, stop, stop, stop, stop!<br />'''Baby Herman''': Che diavolo c'era che non andava questa volta?!<br/>'''Raoul''': {{NDR|con un tono umile}} Non è colpa tua Baby Hermann, tu sei stato grande, perfetto, anzi, più che perfetto! È Roger che continua a sbagliare le battute! {{NDR|con tono arrabbiato}} Roger... {{NDR|afferra uno degli uccellini che volano sulla testa di Roger}} Che è questo?!<br /> '''Roger Rabbit''': Un uccellino?<br/>'''Raoul''': Un uccellino! {{NDR|lo sbatte a terra}} Roger, leggi il copione, guarda che cosa dice, guarda: "Il coniglio prende una botta, il coniglio vede le stelle." Non uccellini, stelle! Spegnete quel playback per favore! Mi fai morire, tu vuoi la mia morte!<br />'''Baby Herman''': Ma porca miseria, Roger! Quante volte la dobbiamo ripetere questa maledetta scena?! Raoul, io vado nella mia roulotte a fare un pisolino! {{NDR|passa sotto la gonna di una donna dello staff}} Scusa cocca..!<br/>'''Raoul''': Ah, io ho lo stomaco a pezzi, questo set è un casino, ripulite il teatro, tiratelo fuori di lì o rinchiudetecelo dentro! Via le luci! E tu dai pausa, solo mezz'ora! <br /> '''Roger Rabbit''': P-p-per favore Raoul, adesso ti faccio le stelle, basta che mi butti il frigorifero in testa un'altra volta!<br/>'''Raoul''': Te l'ho già tirato sulla testa la bellezza di ventitré volte!<br /> '''Roger Rabbit''': Io non mi rompo, non ti preoccupare per me!<br/>'''Raoul''': Io non mi preoccupo di te, mi preoccupo del frigorifero!<br /> '''Roger Rabbit''': Io le so fare le stelle, guarda! {{NDR|si colpisce in testa con una padella}} Guarda! {{NDR|si colpisce ancora}} Guarda! {{NDR|si colpisce più volte}} *{{NDR|Viaggiando clandestinamente sul retro di un tram}}<br>'''Ragazzino''': Ehi, amico, non ce l'hai la macchina?<br>'''Eddie Valiant''': Ma che te ne fai? A [[Los Angeles]] abbiamo i migliori mezzi pubblici del mondo! *'''Dolores''': Domani è venerdì, Eddie. Lo sai cosa si fa qui il venerdì? <br /> '''Eddie Valiant''': C'è il pesce?<br /> '''Dolores''': Lo sai che il mio capo controlla i libri venerdì, e se non rimetto in cassa i soldi che ho dato a te ci rimetto il posto di sicuro!<br /> '''Eddie Valiant''': Non farti saltare i bottoni Dolores, te ne è rimasto uno solo. *'''Angelo''' {{NDR|prendendo in giro Eddie}}: Allora chi è il tuo cliente, signor "Detective delle Stelle"? [[Chilly Willy]]? Oppure [[Screwy Squirrel]]? <br /> '''Dolores''': Che cosa vuoi da bere? <br /> '''Angelo''': Io bevo la birra, bambola. Allora, cosa è successo? Qualcuno ha rapito il [[Gatto Silvestro]]? <br /> '''Dolores''': Piantala, Angelo. <br /> '''Angelo''': Ehi, un momento, un momento, ho indovinato: tu stai lavorando per [[Peter Pan (personaggio)|Peter Pan]]; ha perso la sua ombra e tu devi ritrovarla, eh?! {{NDR|ride, e allora Eddie lo fa cadere dalla sedia e lo prende per il collo}} <br /> '''Eddie''' {{NDR|trattenendo la rabbia}}: Sentimi bene, brutto deficiente: io non lavoro per i cartoni! {{NDR|rompe in bocca ad Angelo un uovo, e se ne va via}} <br /> '''Angelo''': {{NDR|a Dolores}} Ma che diavolo gli è preso? <br /> '''Dolores''': ...Un cartone gli ha ucciso il fratello.<br>'''Clienti del bar''': Che?!<br>'''Dolores''': L'ha schiacciato con un pianoforte. *'''Bongo il gorilla''': [[Parole d'ordine dai film|Parola d'ordine]]? <br /> '''Eddie''': "Mi manda Walt Disney". {{NDR|Bongo apre la porta del locale}} <br /> '''Eddie''': Mai visto un [[gorilla]] vestito da pinguino. <br /> '''Bongo il gorilla''' {{NDR|sarcastico}}: Spiritoso! *{{NDR|Bongo il gorilla sorprende Eddie che spia Jessica Rabbit e Marvin Acme}}<br>'''Bongo il gorilla''': Che fai qui, scimmiotto?! <br /> ''' Eddie Valiant''': A chi scimmiotto, scimmione?!<br>{{NDR|Bongo butta Eddie fuori dal locale, facendolo volare dritto in un bidone della spazzatura}}<br /> '''Bongo il gorilla''': E non venire più a ficcare il naso da queste parti! Capito?! {{NDR|ringhia e chiude violentemente la porta}} <br /> '''Eddie Valiant''' {{NDR|imitando una scimmia}}: Ooga-Booga! *'''Roger Rabbit''' {{NDR|disperato}}: Farfallina! Farfallina! Non ci posso credere! Farfallina! Farfallina! È proprio vero?<br>'''R.K. Maroon''': Credici figliolo, non sei mica il primo uomo a cui la moglie ha fatto farfallina!<br/>'''Roger Rabbit''': Io non ci credo! Non ci voglio credere! Non ci posso credere! Io non lo crederò mai!<br /> '''Eddie Valiant''': Credici, cocco. Ho fatto io le fotografie, faceva Farfallina.<br/>'''Roger Rabbit''': Non la mia Jessica! Farfallina! È impossibile, io non ci credo! Non può essere! Non può essere! Jessica è mia moglie, è assolutamente impossibile! Jessica è la luce della mia vita, la pupilla dei miei occhi, la crema nel mio caffè... <br /> '''Eddie Valiant''': Il caffè lo dovrai prendere nero, la crema se la ciuccia Acme adesso. *'''Ten. Santino''': Eddie, se avevi tanto bisogno di soldi, perché non ti sei rivolto a me?<br /> '''Eddie Valiant''': Va bene, ho fatto un paio di foto piccanti. Mi vuole uccidere per questo?<br/>'''Ten. Santino''': Ho già avuto il mio cadavere quotidiano, grazie. <br /> '''Eddie Valiant''': Eh?<br/>'''Ten. Santino''': Marvin Acme. Il coniglio l'ha fatto fuori ieri sera.<br /> '''Eddie Valiant''': Cosa?! *'''Giudice Morton''': Vedo che lavorare per un cartone per lei è contagioso.<br /> '''Eddie Valiant''': Io non lavoravo per un cartone! Io lavoravo per R.K. Maroon.<br/>'''Giudice Morton''': Sì, ho parlato con il signor Maroon. Ci ha detto che il coniglio era sconvolto quando lei gli ha mostrato le fotografie, diceva che in un modo o nell'altro lui e sua moglie sarebbero stati di nuovo felici. Non è vero?<br /> '''Eddie Valiant''': Ehi, amico, che c'ho la faccia da stenografo? *'''Ragazza''': Ho cercato di farlo smettere, ma non mi vuole dare retta!<br>'''Baby Hermann''': Ma piantala brutta oca, hai il cervello di un sonaglino! *'''Eddie Valiant''': Ehi, un momento! Non lo sa nessuno che sei qui?<br /> '''Roger Rabbit''': Nessuno! Neanche un'anima! A parte... <br /> '''Eddie Valiant''': Chi? <br /> '''Roger Rabbit''': Be', ecco vedi... Io non sapevo dov'era il tuo ufficio, e l'ho chiesto al giornalaio: lui non lo sapeva; allora l'ho chiesto: al pompiere, al fruttivendolo, al macellaio, al fornaio... Non lo sapevano! Ma quello del negozio di liquori... Lui sì! <br /> '''Eddie Valiant''': In altre parole tutto il quartiere sa che sei qui! *'''Smarty''' {{NDR|dopo che Eddie gli aveva detto che Roger non era in casa sua}}: Senti, Valiant. Ci hanno soffiato che il coniglio è sicuramente venuto qui! Informazione abbandonata da diverse altre. Per cui non dire "sbronzate"! <br /> '''Eddie Valiant''': Se continui a dire tutte queste volgarità, dovrò lavarti la bocca col sapone! {{NDR|gli ficca in bocca una saponetta e le altre faine si sbellicano dalle risate}} *'''Eddie Valiant''' {{NDR|riferendosi alle faine}}: Se ne sono andati... <br /> '''Roger Rabbit''': Mannaggia ai pescetti, Eddie! Mi hai salvato la vita! Come potrò mai sdebitami? {{NDR|lo bacia rumorosamente in bocca}} <br /> '''Eddie Valiant''': Per cominciare, non ti azzardare mai più a baciarmi! *'''Eddie Valiant''': Ma ti vuoi stare fermo? {{NDR|Roger Rabbit si sfila la manetta e si appoggia per stare fermo}}<br>'''Roger Rabbit''': Così va meglio?<br>'''Eddie Valiant''': Sì, grazie. {{NDR|nota che Roger si è sfilato le manette}} Ma allora ti saresti potuto sfilare la mano dalle manette in qualsiasi momento?!<br>'''Roger Rabbit''': No, non in qualsiasi momento. Solo quando faceva ridere. *'''Eddie Valiant''': Io credo che Maroon facesse il sano di mente e tua moglie facesse la sana di corpo! <br/> '''Roger Rabbit''': Non ti permetto queste insinuazioni! *'''Dolores''': Io posso fare qualcosa?<br>'''Eddie Valiant''': Forse una proposta di proroga del testamento.<br> '''Roger Rabbit''': Già! La proposta! Anche mio zio Thumper aveva dei problemi con la sua "proposta", e doveva prendersi delle pillole grosse così e bere tanta acqua.<br>'''Eddie Valiant''': Non "prostata", idiota! "Proposta"! *'''Jessica Rabbit''': Lei non immagina quanto sia difficile essere una donna con l'aspetto che ho.<br />'''Eddy Valiant''': Sì, be'... E lei non immagina quanto sia difficile essere un uomo che guarda una donna con l'aspetto che ha lei.<br>'''Jessica Rabbit''': Io non sono cattiva; è che mi disegnano così. *'''Guidice Morton''': Non c'è [[Cartone animato|cartone]] che resista alla voglia di finire ''Ammazza la vecchia...'' {{NDR|batte col bastone}}<br>'''Roger Rabbit''' {{NDR|sfondando una parete del locale per finire di cantare il motivetto}}: ''....col flit!''<ref>{{Cfr}} [[:w:Ammazza la mosca col flit|Ammazza la mosca col flit]]</ref> *'''Eddie Valiant''' {{NDR|mentre il Giudice sta quasi per mettere in salamoia Roger}}: Dolores. Bourbon. Fammelo doppio. <br /> '''Dolores''': Ma ti sembra il momento per un drink?! Magari ci vuoi anche due olive e un po' di salatini?! <br /> '''Eddie Valiant''': Versa il Bourbon, Dolores. {{NDR|Dolores versa il drink}} Ehi, Giudice! Un condannato non ha diritto all'ultimo desiderio? <br /> '''Roger Rabbit''': Sì! Desidero dei tappi per il naso! <br /> '''Eddie Valiant''': E invece vuoi un drink... {{NDR|tendendogli il bicchiere e sorridendo perché conosce l'effetto che gli provoca l'alcool}} Allora, Giudice? <br /> '''Giudice Morton''': Be', perché no... Mi piacciono le esecuzioni prolungate! <br />'''Eddie Valiant''': Alla salute! <br /> '''Roger Rabbit''': No, grazie Eddie, sto cercando di smettere. <br /> '''Eddie Valiant''': Bevi il tuo drink! <br /> '''Roger Rabbit''': Ma io non lo voglio il drink! <br /> '''Giudice Morton''': Non lo vuole il drink. <br /> '''Eddie Valiant''': Lo vuole! <br /> '''Roger Rabbit''': Non lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': Lo vuoi! <br /> '''Roger Rabbit''': Non lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': Lo vuoi! <br /> '''Roger Rabbit''': Non lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': Lo vuoi! <br /> '''Roger Rabbit''': Non lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': ''Non lo vuoi!'' <br /> '''Roger Rabbit''': Lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': Non lo vuoi! <br /> '''Roger Rabbit''': Lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': Non lo vuoi! <br /> '''Roger Rabbit''' {{NDR|prendendo il drink}}: Insomma, Eddie! Quando dico che lo voglio, vuol dire che lo voglio!<ref>{{Cfr}} [[:w:Psicologia inversa|Psicologia inversa]]</ref> *'''Eddie Valiant''': Meno male che non c'è Teddy a vedermi scappare con la coda tra le gambe! <br/> '''Roger''': Non è tanto scomodo una volta che ci hai fatto l'abitudine. *'''R. K. Maroon''': Valiant, ma tu vuoi farmi morire d'[[infarto miocardico acuto|infarto]]?! <br /> '''Eddie Valiant''': Bisogna averlo un cuore per morire d'infarto.<br />'''R. K. Maroon''': Sì, sì, sì, ce l'hai il testamento?<br />'''Eddie Valiant''': Certo, ce l'ho il testamento... Ma tu ce l'hai la grana? Perché non te la caverai mica a buon mercato!<br />'''R. K. Maroon''': Hai un bel coraggio a venire qua tutto solo!<br />'''Eddie Valiant''': E chi ti dice che sono venuto solo?<br />'''R. K. Maroon''' {{NDR|gli punta la pistola}}: Fammi vedere il testamento! <br />'''Eddie Valiant''': ...Ti ho detto che ce l'ho!<br />'''R. K. Maroon''': Voglio vederlo subito! {{NDR|gli sottrae la pistola e afferra il foglio dalla giacca di Eddie}} ..."''In quante guise ti amo, fa che io le numeri''"..? Beh, che cos'è questo, uno scherzo?!<br />'''Eddie Valiant''': No, ma questo sì! {{NDR|gli spruzza dell'acqua frizzante in gola e poi lo stende a terra con un pugno}} In piedi, avanti! <br />'''R. K. Maroon''': Che cosa vuoi farmi, Valiant?!<br />'''Eddie Valiant''': Voglio starti a sentire mentre reciti un copione dal titolo ''Cloverleaf''... Una storia di cupidigia, sesso e morte! E le parti che non mi piaceranno... Le taglierò subito!<br />'''R. K. Maroon''': Io sono un produttore di cartoni, non un assassino! <br /> '''Eddie Valiant''': Di questi tempi tutti hanno un hobby! *'''R. K. Maroon''': Si, è vero aveva la possibilità di vendere gli studios, ma la Cloverleaf non me li comprava se Acme non gli vendeva la fabbrica, e quel testone non voleva vendere. Allora ho ricattato Acme insieme alla moglie del coniglio. Sono un ricatto, tutto qui. Io passato la mia vita insieme ai cartoni, non li volevo vedere distrutti! <br/>'''Eddie Valiant''': I cartoni distrutti? Perché? <br/>'''R. K. Maroon''': Se te lo dico sono un uomo morto. <br/>'''Eddie Valiant''': No, tu sei un uomo morto se non me lo dici! <br/>'''R. K. Maroon'''{{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Se quel testamento non compare entro stanotte a mezzanotte, Cartoonia diventa un... {{NDR|Maroon viene ucciso con due colpi di pistola da qualcuno all'esterno}} *{{NDR|Eddie cadrebbe dal palazzo se non fosse appeso con una sola mano a un palo}}<br>'''[[w:Titti|Titti]]''': Uh! Guarda i porcellini!<br>'''Eddie''': Ciao Titti.<br>'''Titti''' {{NDR|togliendo una a una le dita della mano di Eddie dal palo}}: Questo porcellino è andato al mercato, questo porcellino è andato al mercato, questo porcellino nel letto ha mangiato... E questo porcellino ha... {{NDR|Eddie cade nel vuoto}} Oh, oh! Ho finito i porcellini! *{{NDR|Eddie starnutisce}}<br>'''Ombra di Eddie Valiant''': Salute!<br>'''Eddie Valiant''': Grazie! *'''Eddie Valiant''': Seriamente, che che ci trovi in quel tizio? {{NDR|riferito a Roger Rabbit}} <br/> '''Jessica Rabbit''': Mi fa ridere. *{{NDR|[[Canzoni dai film|Cantando]] sulle note di ''The Merry-Go-Round Broke Down''<ref name="The Merry-Go-Round Broke Down"/>}}<br>'''Eddie Valiant''': ''Roger Rabbit è il suo nome rider sa cos'è. | Adesso tu lo tiri giù e canterà per te!'' [...] ''Cantato non ho prima, è dura far la rima, | E se non l'ho, io ma... io me ne andrò, ehm...''<br>'''Jessica Rabbit''': ''Più tempo non avrò!'' [...]<br>'''Eddie Valiant''': ''A me non dire balle, sparami vuoi alle spalle | Avanti dai, se non lo fai ti schiaccerò le...'' {{NDR|gli cade un vaso in testa}}<br>'''Roger Rabbit''': ''...Bolle!''<br>'''Smarty''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Bolle? Ma non fa rima con spalle!<br>'''Eddie Valiant''': No? Ma questo sì! {{NDR|gli dà un calcio all'altezza degli attributi lanciandolo nella salamoia}} *'''Jessica Rabbit''': Oh, mio coniglietto!<br>'''Roger Rabbit''': Micetta mia! *'''Tenente Santino''': Il Giudice Morton ha ucciso Marvin Acme... <br /> '''Eddie''': ...R.K. Maroon e mio fratello. <br /> '''Tenente Santino''': Doveva essere un cartone un bel po' fuori di testa. *'''Roger Rabbit''' {{NDR|dopo che gli ha dato la scossa stringendogli la mano}}: Non dirmi che hai perso di nuovo il tuo senso dell'umorismo...<br>{{NDR|Eddie lo afferra per il collo}}<br> '''Eddie Valiant''': Ti va bene come risposta? {{NDR|lo bacia rumorosamente come fa Roger}} ==[[Explicit]]== {{explicit film}} '''I cartoni''' {{NDR|[[Canzoni dai film|cantando]] in coro}}: ''Dai, ridi dai! | Che a questo mondo in fondo in fondo si sta ben! | Dai, ridi dai! | Che la fortuna presto o tardi arriverà! | Niente nella vita è così brutto e potrai gioire dopotutto! | Sì, ce la fai!''<br>'''Poliziotto cartone''': Indietro ragazzi, basta, abbiamo finito.... Basta...<br>'''[[w:Porky Pig|Porky Pig]]''': Muo-muo-muoversi! Circolare! Non c'è più niente da vedere! Questo è tutto, amici! Uhm, però, come lo dico bene! {{NDR|rivolgendosi allo spettatore come nella chiusura dei cartoni Looney Tunes}} Que-que-que-que-questo è tutto, amici! ==Citazioni su ''Chi ha incastrato Roger Rabbit''== ===Frasi promozionali=== *Un uomo, una donna, e un coniglio creano un triangolo pieno di guai. <ref>Dalla locandina in italiano. {{Cfr}} ''[http://www.mymovies.it/poster/0/?id=5168 Poster Chi ha incastrato Roger Rabbit]'', ''MyMovies.it''</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Chi ha incastrato Roger Rabbit''}} {{Disney}} [[Categoria:Film in tecnica mista]] [[Categoria:Film commedia]] [[Categoria:Film fantasy]] [[Categoria:Film premi Oscar]] [[Categoria:Film Disney]] ck1wbsvbp9hgyny9emb7zvfw0upx803 1417614 1417613 2026-06-20T07:18:05Z ~2026-35914-57 107554 /* Dialoghi */ 1417614 wikitext text/x-wiki {{Film |dimensioneimmagine= |immagine= Who Framed Roger Rabbit logo.png |didascalia= |titoloitaliano=Chi ha incastrato Roger Rabbit |titolooriginale=Who Framed Roger Rabbit |paese=USA |anno=1988 |genere=commedia, fantasy, animazione |regista=[[Robert Zemeckis]] |soggetto= [[Gary K. Wolf]] (storia breve) |sceneggiatore=[[Jeffrey Price]], [[Peter S. Seaman]] |attori= *[[Bob Hoskins]]: Eddie Valiant *[[Christopher Lloyd]]: Giudice Morton (Doom) *[[Joanna Cassidy]]: Dolores *[[Stubby Kaye]]: Marvin Acme *[[Alan Tilvern]]: R.K. Maroon *[[Richard LeParmentier]]: Tenente Santino *[[Joel Silver]]: Raoul, il regista *[[Paul Springer]]: Augie *[[Richard Ridings]]: Angelo |doppiatorioriginali= *[[Charles Fleischer]]: Roger Rabbit *[[David Lander]]: Benny il taxi *[[Kathleen Turner]]: Jessica Rabbit *[[Lou Hirsch]]: Baby Herman *[[May Questel]]: Betty Boop *[[Wayne Allwine]]: Topolino *[[Tony Anselmo]]: Paperino *[[Tony Pope]]: Pippo *[[Mel Blanc]]: Porky Pig |doppiatoriitaliani= *[[Marco Mete]]: Roger Rabbit *[[Michele Gammino]]: Eddie Valiant *[[Dario Penne]]: Giudice Morton (Doom) *[[Maria Pia Di Meo]]: Dolores *[[Gianfranco Bellini]]: Marvin Acme *[[Renato Mori]]: R.K. Maroon *[[Claudio Fattoretto]]: Tenente Santino *[[Cesare Barbetti]]: Raoul, il regista *[[Alessandro Rossi]]: Angelo *[[Roberto Del Giudice]]: Benny, il taxi *[[Paila Pavese]]: Jessica Rabbit *[[Giorgio Lopez]]: Baby Herman *[[Georgia Lepore]]: Baby Herman (bambino) *[[Vittorio Stagni]]: Smarty, il capo delle faine |note= * Vincitore di 3 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]]''' (1989): ** Miglior montaggio ** Migliori effetti speciali ** Migliori effetti sonori }} '''''Chi ha incastrato Roger Rabbit''''', film statunitense del 1988 con [[Bob Hoskins]], regia di [[Robert Zemeckis]]. {{tagline|Un uomo, una donna, e un coniglio creano un triangolo pieno di guai}} ==[[Incipit]]== {{incipit film}} Baby Hermann e Roger Rabbit in "Something's cookin'" diretto da Raoul J. Raoul. ('''intestazione''') :''Baby Hermann and Roger Rabbit in "Something's cookin'" directed by Raoul J. Raoul'' '''Mamma''': Mammina va all'istituto di bellezza tesoro, ma ti lascio con il tuo amico del cuore Roger, il quale sarà molto molto attento al mio pupetto perché se non lo fa... Lo rispedisco a fare la cavia in laboratorio!!!<br>'''[[w:Roger Rabbit|Roger Rabbit]]''': P-P-P-Per favore, non si preoccupi! Sempre agli ordini! Signora signorsì! Mi occuperò di lui come se fosse il mio proprio fratellino. O la mia sorellina. Auh! O la sorellina del mio fratellino. O il mio secondo cugino del figlio [...]<br>'''Baby Hermann''': Ah, pappabiccotto!<br>'''Roger Rabbit''': ...o il mio nono cugino di quinto grado elevato alla cento sedicesima potenza! [...] da parte di madre elevato al cubo moltiplicato [...] Oppure come il mio cugino di diciassettesimo grado elevato al quadrato, al circolo, al rombo meno il 18%. ==Frasi== {{cronologico}} *{{NDR|Con disprezzo}} Cartoni... ('''Eddie Valiant''') *Il più bello è che lavorano per un pugno di noccioline. ('''R.K. Maroon''') {{NDR|lanciando noccioline a [[Dumbo]]}} *Ma che ho la faccia da banca?! ('''Controllore''') {{NDR|a Eddie Valiant che per comprare il biglietto del tram gli ha mostrato un assegno}} *A quel branco di scribacchini. Che possano morire intossicati d'inchiostro! ('''Eddie Valiant''') {{NDR|[[Brindisi dai film|brindando]]}} *C'è qualcuno che capisca cosa dice questo papero?! ('''[[W:Daffy Duck|Daffy Duck]]''') {{NDR|riferendosi a [[Paperino]]}} :''This is the last time I work with someone with a speech impediment!''<ref>Durante questa scena la tipica parlata di Paperino è stata fraintesa pensando che dicesse a Daffy Duck «God damn stupid nigger! I'm gonna... Waaaaagh!» (traducibile come «Dannato stupido negro! Io ti... Waaaaagh»). Il dialogo originale in realtà è questo: ::'''Daffy Duck''': Ho lavorato con tantissimi ciarlatani, ma tu sei riprovevole!<br>'''[[W:Paperino|Paperino]]''': Come osi dannato piccolo... Io ti... Waaaaagh!<br>'''Daffy Duck''': Questa è l'ultima volta che lavoro con qualcuno con un disturbo del linguaggio! :::''— I've worked with a lot of wise-quackers, but you are despsicable!<br>— Why you doggone little... I'll... Waaaaagh!<br>— This is the last time I work with someone with a speech impediment!'' {{Cfr}} {{en}} ''[http://snopes.com/disney/films/donald.asp Quacking Wise]'', ''Snopes.com'', 19 agosto 2007.</ref> *Whisky "on the rocks"... {{NDR|per evitare che i pinguini gli portino un bicchiere di whisky con dentro dei sassi}} Ghiaccio! Non rocce! ('''Eddie Valiant''') *C'è poco lavoro da quando i cartoni animati sono passati al colore. Ma io sono ancor in gamba, Eddie. Boop-boop-be-doop! ('''[[w:Betty Boop|Betty Boop]]''') *Jessica è la luce della mia vita, la pupilla dei miei occhi, la crema del mio caffè! ('''Roger Rabbit''') {{NDR|parlando della moglie Jessica}} *{{NDR|Scherzando sull'[[alcolismo]] di Eddie}} Ma tu non eri Eddie Valiant? O adesso ti fai chiamare [[Jack Daniels]]? ('''Agente di polizia''') *Da quando Cartoonia è sotto la mia giurisdizione mi sono posto l'obiettivo di mettere un freno alla follia dilagante e l'unico modo di farlo è costringere i cartoni a rispettare la legge. ('''Giudice Morton''') {{NDR|prima di sciogliere nella "salamoia"<ref>Composto costituito da trementina, acetone e benzina, l'unico modo per uccidere un cartone.</ref> una scarpa animata}} *Il problema è che ho le voglie di un cinquantenne e il pisellino di tre anni! ('''Baby Hermann''') *[...] questa storia puzza come i miei pannolini di ieri! ('''Baby Hermann''') *Il mio Havana! ('''Baby Hermann''') {{NDR|piangendo a squarciagola perché gli è caduto il sigaro}} *"Mia adorata Jessica, in quante guise t'amo, lascia che io le enumeri: Una in mille, due in duemila, tre in tremila, quattro in quattromila..." ('''Roger Rabbit''') {{NDR|leggendo mentre salta sul letto la lettera alla moglie Jessica}} *Salve ragazzi! Non vi ho sentito entrare! ('''Eddie Valiant''') {{NDR|alle faine, entrate in casa forzando la porta con una mitragliata}} *Cercate dappertutto, ragazzi! Rivoltate la casa da "{{sic|fima a ciondo}}"! ('''Sergente faina''') *Di' un po', Eddie, hai un [[coniglio]] in [[tasca]] o sei contento di vedermi?<ref>{{Cfr}} [[Hai una pistola in tasca o sei semplicemente felice di vedermi?]]</ref> ('''Dolores''') {{NDR|a Eddie, che nasconde Roger sotto l'impermeabile}} *Mannaggia ai pescetti, Eddie! {{NDR|[[Imprecazioni dai film|imprecazione]]}} ('''Roger Rabbit''') *È sempre così allegro, o solo quando è ricercato per omicidio? ('''Dolores''') {{NDR|riferendosi a Roger Rabbit}} *Senti, la mia filosofia è questa: se non si ha un po' di senso dell'[[umorismo]] è meglio essere morti. ('''Roger Rabbit''') *{{NDR|[[Canzoni dai film|Cantando]] sulle note di ''The Merry-Go-Round Broke Down'', nel doppiaggio italiano detta ''Come è bello il Carosello''<ref name="The Merry-Go-Round Broke Down">{{Cfr}} [[:w:en:The Merry-Go-Round Broke Down|The Merry-Go-Round Broke Down]]</ref>}} [...] ''e puoi ridere per tre. | Bei denti! chi è tuo padre, Dracula? | Si chiama Eddie e poi, fa il muso a tutti noi, | ma poi con me non ce la fa, buffone diverrà! | Là, quà, ehilà, lì, qui! | Faccio tanta confusion, son matto e un po' fifon! | Ma io lo che tanto male parlare no, non può!'' {{NDR|si spacca un piatto in testa, ma si blocca il disco sul grammofono quindi continua a spaccarsi piatti in testa}} ''Non può! | Non può! | Non può! | Non può! | Non può! | Non può!'' ('''Roger Rabbit''') *Scemo di un coniglio! Io vado in giro a rischiare la pelle per te e tu che diavolo fai? Canti e balli?! ('''Eddie Valiant''') {{NDR|A Roger, arrabbiato perché il coniglio ha inscenato uno spettacolino in pubblico nonostante la situazione per nulla favorevole}} *Ma io sono un cartone e i [[Cartone animato|cartoni]] esistono per far ridere la gente! ('''Roger Rabbit''') *Una [[risata]] può essere una cosa molto potente. Vedi, a volte nella vita è l'unica arma che ti rimane [...] ('''Roger Rabbit''') *Specialità del giorno<br>Coniglio in salamoia<br>$ 5000 ('''Scritta''') {{NDR|sulla lavagna del locale Inchiostro e Tempera modificata dal Guidice Morton}} :''Todays special<br>Rabbit dip<br>$ 5000'' *Vi ricordate cos'è successo una volta scorsa? Se non la smettete di ridere, farete la stessa morte di quelle idiote delle vostre cugine, le iene ridens! ('''Giudice Morton''') {{NDR|rimproverando le faine che continuano a ridere}} [[File:Disneyland-RRCTS-car.jpg|thumb|«No, guido io! Sono io il taxi!» (Benny il taxi)]] *No, guido io! Sono io il taxi! ('''Benny il taxi''') *Nessuno sa incassare le botte come Pippo! Che tempismo! Che tocco! Che genio! ('''Roger Rabbit''') {{NDR|guardando un cartone interpretato da [[Pippo]]}} *Tu sei l'unica persona in questa sala che non sta ridendo! Ma non c'è proprio niente che riesca a penetrare la tua pervicace perplessità? ('''Roger Rabbit''') {{NDR|a Eddie}} *Uh, speriamo che sia un altro cartone! Mannaggia ai pescetti, un altro stupido cinegiornale! Io odio i cinegiornali! ('''Roger Rabbit''') {{NDR|al cinema}} *Nessuno riesce a incastrarlo Roger Rabbit! ('''Roger Rabbit''') *Salita, signore? Il gradino, signore? Si regga forte, signore. Il suo piano, signore. Buona giornata, signore. ('''[[w:Droopy|Droopy]]''') {{NDR|facendo l'usciere ascensorista}} *Cartoni... Ci cascano sempre! ('''Eddie Valiant''') *Oh, mio Dio... la salamoia NOOOOOOOO!!! ('''Jessica Rabbit''') {{NDR|alla vista della salamoia, con un'espressione cartoonesca di terrore}} *Cartoonia diverrà legalmente mia: mobili, immobili e soprammobili. ('''Giudice Morton''') *Noi [[Cartone animato|cartoni]] facciamo gli scemi, ma non siamo mica stupidi! ('''Roger Rabbit''') *Guarda. Le stelle! Sono pronto per girare, Raoul! ('''Roger Rabbit''') {{NDR|ridendo dopo che una delle faine gli ha fatto cadere in testa un sacco di mattoni}} *Roger, tesoro, voglio che tu sappia che ti amo. Ti ho amato più di quanto una donna abbia mai amato un coniglio. ('''Jessica Rabbit''') {{NDR|[[dichiarazioni d'amore dai film]]}} *Uno di questi giorni, brutti idioti, finirete per morire dal ridere! ('''Giudice Morton''') {{NDR|rimprovera le faine che stanno ridendo di lui, dopo che è scivolato ed è caduto}} [[File:Judge Doom Props (9410840945).jpg|thumb|''Non sono un cartone qualunque! Ti ricordi di me, Eddie? Quando ho ucciso tuo fratello, io avevo... Questa vocetta! Ricordi?'' (Giudice Morton)]] *Non sono un cartone qualunque! Ti ricordi di me, Eddie? Quando ho ucciso tuo fratello, io avevo... ''questa vocetta! Ricordi?'' ('''Giudice Morton''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]] mentre si scioglie nella salamoia}} Mi sto sciogliendo! Mi sto sciogliendo! Mi sto sciogliendo! Che mondo crudele! ('''Giudice Morton''') {{NDR|nella salamoia}} *Mamma mia bella! Che cavolo è successo qua?! Sono trentasette anni che faccio il taxi, ma un casino simile non l'avevo visto mai! ('''Benny il taxi''') {{NDR|guardando il cadavere del Guidice Morton}} *Pisellate! ('''Baby Hermann''') *"Io, Marvin Acme, sano di corpo e di mente [...] lascio in eredità perpetua la proprietà nota come Cartoonia a quegli adorabili personaggi chiamati cartoni." ('''Roger Rabbit''') {{NDR|leggendo il testamento di Marvin Acme, scritto con l'inchiostro simpatico}} ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Raoul''': Stop, stop, stop, stop, stop!<br />'''Baby Herman''': Che diavolo c'era che non andava questa volta?!<br/>'''Raoul''': {{NDR|con un tono umile}} Non è colpa tua Baby Hermann, tu sei stato grande, perfetto, anzi, più che perfetto! È Roger che continua a sbagliare le battute! {{NDR|con tono arrabbiato}} Roger... {{NDR|afferra uno degli uccellini che volano sulla testa di Roger}} Che è questo?!<br /> '''Roger Rabbit''': Un uccellino?<br/>'''Raoul''': Un uccellino! {{NDR|lo sbatte a terra}} Roger, leggi il copione, guarda che cosa dice, guarda: "Il coniglio prende una botta, il coniglio vede le stelle." Non uccellini, stelle! Spegnete quel playback per favore! Mi fai morire, tu vuoi la mia morte!<br />'''Baby Herman''': Ma porca miseria, Roger! Quante volte la dobbiamo ripetere questa maledetta scena?! Raoul, io vado nella mia roulotte a fare un pisolino! {{NDR|passa sotto la gonna di una donna dello staff}} Scusa cocca..!<br/>'''Raoul''': Ah, io ho lo stomaco a pezzi, questo set è un casino, ripulite il teatro, tiratelo fuori di lì o rinchiudetecelo dentro! Via le luci! E tu dai pausa, solo mezz'ora! <br /> '''Roger Rabbit''': P-p-per favore Raoul, adesso ti faccio le stelle, basta che mi butti il frigorifero in testa un'altra volta!<br/>'''Raoul''': Te l'ho già tirato sulla testa la bellezza di ventitré volte!<br /> '''Roger Rabbit''': Io non mi rompo, non ti preoccupare per me!<br/>'''Raoul''': Io non mi preoccupo di te, mi preoccupo del frigorifero!<br /> '''Roger Rabbit''': Io le so fare le stelle, guarda! {{NDR|si colpisce in testa con una padella}} Guarda! {{NDR|si colpisce ancora}} Guarda! {{NDR|si colpisce più volte}} *{{NDR|Viaggiando clandestinamente sul retro di un tram}}<br>'''Ragazzino''': Ehi, amico, non ce l'hai la macchina?<br>'''Eddie Valiant''': Ma che te ne fai? A [[Los Angeles]] abbiamo i migliori mezzi pubblici del mondo! *'''Dolores''': Domani è venerdì, Eddie. Lo sai cosa si fa qui il venerdì? <br /> '''Eddie Valiant''': C'è il pesce?<br /> '''Dolores''': Lo sai che il mio capo controlla i libri venerdì, e se non rimetto in cassa i soldi che ho dato a te ci rimetto il posto di sicuro!<br /> '''Eddie Valiant''': Non farti saltare i bottoni Dolores, te ne è rimasto uno solo. *'''Angelo''' {{NDR|prendendo in giro Eddie}}: Allora chi è il tuo cliente, signor "Detective delle Stelle"? [[Chilly Willy]]? Oppure [[Screwy Squirrel]]? <br /> '''Dolores''': Che cosa vuoi da bere? <br /> '''Angelo''': Io bevo la birra, bambola. Allora, cosa è successo? Qualcuno ha rapito il [[Gatto Silvestro]]? <br /> '''Dolores''': Piantala, Angelo. <br /> '''Angelo''': Ehi, un momento, un momento, ho indovinato: tu stai lavorando per [[Peter Pan (personaggio)|Peter Pan]]; ha perso la sua ombra e tu devi ritrovarla, eh?! {{NDR|ride, e allora Eddie lo fa cadere dalla sedia e lo prende per il collo}} <br /> '''Eddie''' {{NDR|trattenendo la rabbia}}: Sentimi bene, brutto deficiente: io non lavoro per i cartoni! {{NDR|rompe in bocca ad Angelo un uovo, e se ne va via}} <br /> '''Angelo''': {{NDR|a Dolores}} Ma che diavolo gli è preso? <br /> '''Dolores''': ...Un cartone gli ha ucciso il fratello.<br>'''Clienti del bar''': Che?!<br>'''Dolores''': L'ha schiacciato con un pianoforte. *'''Bongo il gorilla''': [[Parole d'ordine dai film|Parola d'ordine]]? <br /> '''Eddie''': "Mi manda Walt Disney". {{NDR|Bongo apre la porta del locale}} <br /> '''Eddie''': Mai visto un [[gorilla]] vestito da pinguino. <br /> '''Bongo il gorilla''' {{NDR|sarcastico}}: Spiritoso! *{{NDR|Bongo il gorilla sorprende Eddie che spia Jessica Rabbit e Marvin Acme}}<br>'''Bongo il gorilla''': Che fai qui, scimmiotto?! <br /> ''' Eddie Valiant''': A chi scimmiotto, scimmione?!<br>{{NDR|Bongo butta Eddie fuori dal locale, facendolo volare dritto in un bidone della spazzatura}}<br /> '''Bongo il gorilla''': E non venire più a ficcare il naso da queste parti! Capito?! {{NDR|ringhia e chiude violentemente la porta}} <br /> '''Eddie Valiant''' {{NDR|imitando una scimmia}}: Ooga-Booga! *'''Roger Rabbit''' {{NDR|disperato}}: Farfallina! Farfallina! Non ci posso credere! Farfallina! Farfallina! È proprio vero?<br>'''R.K. Maroon''': Credici figliolo, non sei mica il primo uomo a cui la moglie ha fatto farfallina!<br/>'''Roger Rabbit''': Io non ci credo! Non ci voglio credere! Non ci posso credere! Io non lo crederò mai!<br /> '''Eddie Valiant''': Credici, cocco. Ho fatto io le fotografie, faceva Farfallina.<br/>'''Roger Rabbit''': Non la mia Jessica! Farfallina! È impossibile, io non ci credo! Non può essere! Non può essere! Jessica è mia moglie, è assolutamente impossibile! Jessica è la luce della mia vita, la pupilla dei miei occhi, la crema nel mio caffè... <br /> '''Eddie Valiant''': Il caffè lo dovrai prendere nero, la crema se la ciuccia Acme adesso. *'''Ten. Santino''': Eddie, se avevi tanto bisogno di soldi, perché non ti sei rivolto a me?<br /> '''Eddie Valiant''': Va bene, ho fatto un paio di foto piccanti. Mi vuole uccidere per questo?<br/>'''Ten. Santino''': Ho già avuto il mio cadavere quotidiano, grazie. <br /> '''Eddie Valiant''': Eh?<br/>'''Ten. Santino''': Marvin Acme. Il coniglio l'ha fatto fuori ieri sera.<br /> '''Eddie Valiant''': Cosa?! *'''Giudice Morton''': Vedo che lavorare per un cartone per lei è contagioso.<br /> '''Eddie Valiant''': Io non lavoravo per un cartone! Io lavoravo per R.K. Maroon.<br/>'''Giudice Morton''': Sì, ho parlato con il signor Maroon. Ci ha detto che il coniglio era sconvolto quando lei gli ha mostrato le fotografie, diceva che in un modo o nell'altro lui e sua moglie sarebbero stati di nuovo felici. Non è vero?<br /> '''Eddie Valiant''': Ehi, amico, che c'ho la faccia da stenografo? *'''Ragazza''': Ho cercato di farlo smettere, ma non mi vuole dare retta!<br>'''Baby Hermann''': Ma piantala brutta oca, hai il cervello di un sonaglino! *'''Eddie Valiant''': Ehi, un momento! Non lo sa nessuno che sei qui?<br /> '''Roger Rabbit''': Nessuno! Neanche un'anima! A parte... <br /> '''Eddie Valiant''': Chi? <br /> '''Roger Rabbit''': Be', ecco vedi... Io non sapevo dov'era il tuo ufficio, e l'ho chiesto al giornalaio: lui non lo sapeva; allora l'ho chiesto: al pompiere, al fruttivendolo, al macellaio, al fornaio... Non lo sapevano! Ma quello del negozio di liquori... Lui sì! <br /> '''Eddie Valiant''': In altre parole tutto il quartiere sa che sei qui! *'''Smarty''' {{NDR|dopo che Eddie gli aveva detto che Roger non era in casa sua}}: Senti, Valiant. Ci hanno soffiato che il coniglio è sicuramente venuto qui! Informazione abbandonata da diverse altre. Per cui non dire "sbronzate"! <br /> '''Eddie Valiant''': Se continui a dire tutte queste volgarità, dovrò lavarti la bocca col sapone! {{NDR|gli ficca in bocca una saponetta e le altre faine si sbellicano dalle risate}} *'''Eddie Valiant''' {{NDR|riferendosi alle faine}}: Se ne sono andati... <br /> '''Roger Rabbit''': Mannaggia ai pescetti, Eddie! Mi hai salvato la vita! Come potrò mai sdebitami? {{NDR|lo bacia rumorosamente in bocca}} <br /> '''Eddie Valiant''': Per cominciare, non ti azzardare mai più a baciarmi! *'''Eddie Valiant''': Ma ti vuoi stare fermo? {{NDR|Roger Rabbit si sfila la manetta e si appoggia per stare fermo}}<br>'''Roger Rabbit''': Così va meglio?<br>'''Eddie Valiant''': Sì, grazie. {{NDR|nota che Roger si è sfilato le manette}} Ma allora ti saresti potuto sfilare la mano dalle manette in qualsiasi momento?!<br>'''Roger Rabbit''': No, non in qualsiasi momento. Solo quando faceva ridere. *'''Eddie Valiant''': Io credo che Maroon facesse il sano di mente e tua moglie facesse la sana di corpo! <br/> '''Roger Rabbit''': Non ti permetto queste insinuazioni! *'''Dolores''': Io posso fare qualcosa?<br>'''Eddie Valiant''': Forse una proposta di proroga del testamento.<br> '''Roger Rabbit''': Già! La proposta! Anche mio zio Thumper aveva dei problemi con la sua "proposta", e doveva prendersi delle pillole grosse così e bere tanta acqua.<br>'''Eddie Valiant''': Non "prostata", idiota! "Proposta"! *'''Jessica Rabbit''': Lei non immagina quanto sia difficile essere una donna con l'aspetto che ho.<br />'''Eddy Valiant''': Sì, be'... E lei non immagina quanto sia difficile essere un uomo che guarda una donna con l'aspetto che ha lei.<br>'''Jessica Rabbit''': Io non sono cattiva; è che mi disegnano così. *'''Guidice Morton''': Non c'è [[Cartone animato|cartone]] che resista alla voglia di finire ''Ammazza la vecchia...'' {{NDR|batte col bastone}}<br>'''Roger Rabbit''' {{NDR|sfondando una parete del locale per finire di cantare il motivetto}}: ''....col flit!''<ref>{{Cfr}} [[:w:Ammazza la mosca col flit|Ammazza la mosca col flit]]</ref> *'''Eddie Valiant''' {{NDR|mentre il Giudice sta quasi per mettere in salamoia Roger}}: Dolores. Bourbon. Fammelo doppio. <br /> '''Dolores''': Ma ti sembra il momento per un drink?! Magari ci vuoi anche due olive e un po' di salatini?! <br /> '''Eddie Valiant''': Versa il Bourbon, Dolores. {{NDR|Dolores versa il drink}} Ehi, Giudice! Un condannato non ha diritto all'ultimo desiderio? <br /> '''Roger Rabbit''': Sì! Desidero dei tappi per il naso! <br /> '''Eddie Valiant''': E invece vuoi un drink... {{NDR|tendendogli il bicchiere e sorridendo perché conosce l'effetto che gli provoca l'alcool}} Allora, Giudice? <br /> '''Giudice Morton''': Be', perché no... Mi piacciono le esecuzioni prolungate! <br />'''Eddie Valiant''': Alla salute! <br /> '''Roger Rabbit''': No, grazie Eddie, sto cercando di smettere. <br /> '''Eddie Valiant''': Bevi il tuo drink! <br /> '''Roger Rabbit''': Ma io non lo voglio il drink! <br /> '''Giudice Morton''': Non lo vuole il drink. <br /> '''Eddie Valiant''': Lo vuole! <br /> '''Roger Rabbit''': Non lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': Lo vuoi! <br /> '''Roger Rabbit''': Non lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': Lo vuoi! <br /> '''Roger Rabbit''': Non lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': Lo vuoi! <br /> '''Roger Rabbit''': Non lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': ''Non lo vuoi!'' <br /> '''Roger Rabbit''': Lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': Non lo vuoi! <br /> '''Roger Rabbit''': Lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': Non lo vuoi! <br /> '''Roger Rabbit''' {{NDR|prendendo il drink}}: Insomma, Eddie! Quando dico che lo voglio, vuol dire che lo voglio!<ref>{{Cfr}} [[:w:Psicologia inversa|Psicologia inversa]]</ref> *'''Eddie Valiant''': Meno male che non c'è Teddy a vedermi scappare con la coda tra le gambe! <br/> '''Roger''': Non è tanto scomodo una volta che ci hai fatto l'abitudine. *'''R. K. Maroon''': Valiant, ma tu vuoi farmi morire d'[[infarto miocardico acuto|infarto]]?! <br /> '''Eddie Valiant''': Bisogna averlo un cuore per morire d'infarto.<br />'''R. K. Maroon''': Sì, sì, sì, ce l'hai il testamento?<br />'''Eddie Valiant''': Certo, ce l'ho il testamento... Ma tu ce l'hai la grana? Perché non te la caverai mica a buon mercato!<br />'''R. K. Maroon''': Hai un bel coraggio a venire qua tutto solo!<br />'''Eddie Valiant''': E chi ti dice che sono venuto solo?<br />'''R. K. Maroon''' {{NDR|gli punta la pistola}}: Fammi vedere il testamento! <br />'''Eddie Valiant''': ...Ti ho detto che ce l'ho!<br />'''R. K. Maroon''': Voglio vederlo subito! {{NDR|gli sottrae la pistola e afferra il foglio dalla giacca di Eddie}} ..."''In quante guise ti amo, fa che io le numeri''"..? Beh, che cos'è questo, uno scherzo?!<br />'''Eddie Valiant''': No, ma questo sì! {{NDR|gli spruzza dell'acqua frizzante in gola e poi lo stende a terra con un pugno}} In piedi, avanti! <br />'''R. K. Maroon''': Che cosa vuoi farmi, Valiant?!<br />'''Eddie Valiant''': Voglio starti a sentire mentre reciti un copione dal titolo ''Cloverleaf''... Una storia di cupidigia, sesso e morte! E le parti che non mi piaceranno... Le taglierò subito!<br />'''R. K. Maroon''': Io sono un produttore di cartoni, non un assassino! <br /> '''Eddie Valiant''': Di questi tempi tutti hanno un hobby! *'''R. K. Maroon''': Si, è vero aveva la possibilità di vendere gli studios, ma la Cloverleaf non me li comprava se Acme non gli vendeva la fabbrica, e quel testone non voleva vendere. Allora ho ricattato Acme insieme alla moglie del coniglio. Solo un ricatto, tutto qui. Io passato la mia vita insieme ai cartoni, non li volevo vedere distrutti! <br/>'''Eddie Valiant''': I cartoni distrutti? Perché? <br/>'''R. K. Maroon''': Se te lo dico sono un uomo morto. <br/>'''Eddie Valiant''': No, tu sei un uomo morto se non me lo dici! <br/>'''R. K. Maroon'''{{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Se quel testamento non compare entro stanotte a mezzanotte, Cartoonia diventa un... {{NDR|Maroon viene ucciso con due colpi di pistola da qualcuno all'esterno}} *{{NDR|Eddie cadrebbe dal palazzo se non fosse appeso con una sola mano a un palo}}<br>'''[[w:Titti|Titti]]''': Uh! Guarda i porcellini!<br>'''Eddie''': Ciao Titti.<br>'''Titti''' {{NDR|togliendo una a una le dita della mano di Eddie dal palo}}: Questo porcellino è andato al mercato, questo porcellino è andato al mercato, questo porcellino nel letto ha mangiato... E questo porcellino ha... {{NDR|Eddie cade nel vuoto}} Oh, oh! Ho finito i porcellini! *{{NDR|Eddie starnutisce}}<br>'''Ombra di Eddie Valiant''': Salute!<br>'''Eddie Valiant''': Grazie! *'''Eddie Valiant''': Seriamente, che che ci trovi in quel tizio? {{NDR|riferito a Roger Rabbit}} <br/> '''Jessica Rabbit''': Mi fa ridere. *{{NDR|[[Canzoni dai film|Cantando]] sulle note di ''The Merry-Go-Round Broke Down''<ref name="The Merry-Go-Round Broke Down"/>}}<br>'''Eddie Valiant''': ''Roger Rabbit è il suo nome rider sa cos'è. | Adesso tu lo tiri giù e canterà per te!'' [...] ''Cantato non ho prima, è dura far la rima, | E se non l'ho, io ma... io me ne andrò, ehm...''<br>'''Jessica Rabbit''': ''Più tempo non avrò!'' [...]<br>'''Eddie Valiant''': ''A me non dire balle, sparami vuoi alle spalle | Avanti dai, se non lo fai ti schiaccerò le...'' {{NDR|gli cade un vaso in testa}}<br>'''Roger Rabbit''': ''...Bolle!''<br>'''Smarty''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Bolle? Ma non fa rima con spalle!<br>'''Eddie Valiant''': No? Ma questo sì! {{NDR|gli dà un calcio all'altezza degli attributi lanciandolo nella salamoia}} *'''Jessica Rabbit''': Oh, mio coniglietto!<br>'''Roger Rabbit''': Micetta mia! *'''Tenente Santino''': Il Giudice Morton ha ucciso Marvin Acme... <br /> '''Eddie''': ...R.K. Maroon e mio fratello. <br /> '''Tenente Santino''': Doveva essere un cartone un bel po' fuori di testa. *'''Roger Rabbit''' {{NDR|dopo che gli ha dato la scossa stringendogli la mano}}: Non dirmi che hai perso di nuovo il tuo senso dell'umorismo...<br>{{NDR|Eddie lo afferra per il collo}}<br> '''Eddie Valiant''': Ti va bene come risposta? {{NDR|lo bacia rumorosamente come fa Roger}} ==[[Explicit]]== {{explicit film}} '''I cartoni''' {{NDR|[[Canzoni dai film|cantando]] in coro}}: ''Dai, ridi dai! | Che a questo mondo in fondo in fondo si sta ben! | Dai, ridi dai! | Che la fortuna presto o tardi arriverà! | Niente nella vita è così brutto e potrai gioire dopotutto! | Sì, ce la fai!''<br>'''Poliziotto cartone''': Indietro ragazzi, basta, abbiamo finito.... Basta...<br>'''[[w:Porky Pig|Porky Pig]]''': Muo-muo-muoversi! Circolare! Non c'è più niente da vedere! Questo è tutto, amici! Uhm, però, come lo dico bene! {{NDR|rivolgendosi allo spettatore come nella chiusura dei cartoni Looney Tunes}} Que-que-que-que-questo è tutto, amici! ==Citazioni su ''Chi ha incastrato Roger Rabbit''== ===Frasi promozionali=== *Un uomo, una donna, e un coniglio creano un triangolo pieno di guai. <ref>Dalla locandina in italiano. {{Cfr}} ''[http://www.mymovies.it/poster/0/?id=5168 Poster Chi ha incastrato Roger Rabbit]'', ''MyMovies.it''</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Chi ha incastrato Roger Rabbit''}} {{Disney}} [[Categoria:Film in tecnica mista]] [[Categoria:Film commedia]] [[Categoria:Film fantasy]] [[Categoria:Film premi Oscar]] [[Categoria:Film Disney]] syftr2gdcx4vo2qjdcymdbdhszvh0ru 1417615 1417614 2026-06-20T07:19:31Z ~2026-35914-57 107554 /* Dialoghi */ 1417615 wikitext text/x-wiki {{Film |dimensioneimmagine= |immagine= Who Framed Roger Rabbit logo.png |didascalia= |titoloitaliano=Chi ha incastrato Roger Rabbit |titolooriginale=Who Framed Roger Rabbit |paese=USA |anno=1988 |genere=commedia, fantasy, animazione |regista=[[Robert Zemeckis]] |soggetto= [[Gary K. Wolf]] (storia breve) |sceneggiatore=[[Jeffrey Price]], [[Peter S. Seaman]] |attori= *[[Bob Hoskins]]: Eddie Valiant *[[Christopher Lloyd]]: Giudice Morton (Doom) *[[Joanna Cassidy]]: Dolores *[[Stubby Kaye]]: Marvin Acme *[[Alan Tilvern]]: R.K. Maroon *[[Richard LeParmentier]]: Tenente Santino *[[Joel Silver]]: Raoul, il regista *[[Paul Springer]]: Augie *[[Richard Ridings]]: Angelo |doppiatorioriginali= *[[Charles Fleischer]]: Roger Rabbit *[[David Lander]]: Benny il taxi *[[Kathleen Turner]]: Jessica Rabbit *[[Lou Hirsch]]: Baby Herman *[[May Questel]]: Betty Boop *[[Wayne Allwine]]: Topolino *[[Tony Anselmo]]: Paperino *[[Tony Pope]]: Pippo *[[Mel Blanc]]: Porky Pig |doppiatoriitaliani= *[[Marco Mete]]: Roger Rabbit *[[Michele Gammino]]: Eddie Valiant *[[Dario Penne]]: Giudice Morton (Doom) *[[Maria Pia Di Meo]]: Dolores *[[Gianfranco Bellini]]: Marvin Acme *[[Renato Mori]]: R.K. Maroon *[[Claudio Fattoretto]]: Tenente Santino *[[Cesare Barbetti]]: Raoul, il regista *[[Alessandro Rossi]]: Angelo *[[Roberto Del Giudice]]: Benny, il taxi *[[Paila Pavese]]: Jessica Rabbit *[[Giorgio Lopez]]: Baby Herman *[[Georgia Lepore]]: Baby Herman (bambino) *[[Vittorio Stagni]]: Smarty, il capo delle faine |note= * Vincitore di 3 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]]''' (1989): ** Miglior montaggio ** Migliori effetti speciali ** Migliori effetti sonori }} '''''Chi ha incastrato Roger Rabbit''''', film statunitense del 1988 con [[Bob Hoskins]], regia di [[Robert Zemeckis]]. {{tagline|Un uomo, una donna, e un coniglio creano un triangolo pieno di guai}} ==[[Incipit]]== {{incipit film}} Baby Hermann e Roger Rabbit in "Something's cookin'" diretto da Raoul J. Raoul. ('''intestazione''') :''Baby Hermann and Roger Rabbit in "Something's cookin'" directed by Raoul J. Raoul'' '''Mamma''': Mammina va all'istituto di bellezza tesoro, ma ti lascio con il tuo amico del cuore Roger, il quale sarà molto molto attento al mio pupetto perché se non lo fa... Lo rispedisco a fare la cavia in laboratorio!!!<br>'''[[w:Roger Rabbit|Roger Rabbit]]''': P-P-P-Per favore, non si preoccupi! Sempre agli ordini! Signora signorsì! Mi occuperò di lui come se fosse il mio proprio fratellino. O la mia sorellina. Auh! O la sorellina del mio fratellino. O il mio secondo cugino del figlio [...]<br>'''Baby Hermann''': Ah, pappabiccotto!<br>'''Roger Rabbit''': ...o il mio nono cugino di quinto grado elevato alla cento sedicesima potenza! [...] da parte di madre elevato al cubo moltiplicato [...] Oppure come il mio cugino di diciassettesimo grado elevato al quadrato, al circolo, al rombo meno il 18%. ==Frasi== {{cronologico}} *{{NDR|Con disprezzo}} Cartoni... ('''Eddie Valiant''') *Il più bello è che lavorano per un pugno di noccioline. ('''R.K. Maroon''') {{NDR|lanciando noccioline a [[Dumbo]]}} *Ma che ho la faccia da banca?! ('''Controllore''') {{NDR|a Eddie Valiant che per comprare il biglietto del tram gli ha mostrato un assegno}} *A quel branco di scribacchini. Che possano morire intossicati d'inchiostro! ('''Eddie Valiant''') {{NDR|[[Brindisi dai film|brindando]]}} *C'è qualcuno che capisca cosa dice questo papero?! ('''[[W:Daffy Duck|Daffy Duck]]''') {{NDR|riferendosi a [[Paperino]]}} :''This is the last time I work with someone with a speech impediment!''<ref>Durante questa scena la tipica parlata di Paperino è stata fraintesa pensando che dicesse a Daffy Duck «God damn stupid nigger! I'm gonna... Waaaaagh!» (traducibile come «Dannato stupido negro! Io ti... Waaaaagh»). Il dialogo originale in realtà è questo: ::'''Daffy Duck''': Ho lavorato con tantissimi ciarlatani, ma tu sei riprovevole!<br>'''[[W:Paperino|Paperino]]''': Come osi dannato piccolo... Io ti... Waaaaagh!<br>'''Daffy Duck''': Questa è l'ultima volta che lavoro con qualcuno con un disturbo del linguaggio! :::''— I've worked with a lot of wise-quackers, but you are despsicable!<br>— Why you doggone little... I'll... Waaaaagh!<br>— This is the last time I work with someone with a speech impediment!'' {{Cfr}} {{en}} ''[http://snopes.com/disney/films/donald.asp Quacking Wise]'', ''Snopes.com'', 19 agosto 2007.</ref> *Whisky "on the rocks"... {{NDR|per evitare che i pinguini gli portino un bicchiere di whisky con dentro dei sassi}} Ghiaccio! Non rocce! ('''Eddie Valiant''') *C'è poco lavoro da quando i cartoni animati sono passati al colore. Ma io sono ancor in gamba, Eddie. Boop-boop-be-doop! ('''[[w:Betty Boop|Betty Boop]]''') *Jessica è la luce della mia vita, la pupilla dei miei occhi, la crema del mio caffè! ('''Roger Rabbit''') {{NDR|parlando della moglie Jessica}} *{{NDR|Scherzando sull'[[alcolismo]] di Eddie}} Ma tu non eri Eddie Valiant? O adesso ti fai chiamare [[Jack Daniels]]? ('''Agente di polizia''') *Da quando Cartoonia è sotto la mia giurisdizione mi sono posto l'obiettivo di mettere un freno alla follia dilagante e l'unico modo di farlo è costringere i cartoni a rispettare la legge. ('''Giudice Morton''') {{NDR|prima di sciogliere nella "salamoia"<ref>Composto costituito da trementina, acetone e benzina, l'unico modo per uccidere un cartone.</ref> una scarpa animata}} *Il problema è che ho le voglie di un cinquantenne e il pisellino di tre anni! ('''Baby Hermann''') *[...] questa storia puzza come i miei pannolini di ieri! ('''Baby Hermann''') *Il mio Havana! ('''Baby Hermann''') {{NDR|piangendo a squarciagola perché gli è caduto il sigaro}} *"Mia adorata Jessica, in quante guise t'amo, lascia che io le enumeri: Una in mille, due in duemila, tre in tremila, quattro in quattromila..." ('''Roger Rabbit''') {{NDR|leggendo mentre salta sul letto la lettera alla moglie Jessica}} *Salve ragazzi! Non vi ho sentito entrare! ('''Eddie Valiant''') {{NDR|alle faine, entrate in casa forzando la porta con una mitragliata}} *Cercate dappertutto, ragazzi! Rivoltate la casa da "{{sic|fima a ciondo}}"! ('''Sergente faina''') *Di' un po', Eddie, hai un [[coniglio]] in [[tasca]] o sei contento di vedermi?<ref>{{Cfr}} [[Hai una pistola in tasca o sei semplicemente felice di vedermi?]]</ref> ('''Dolores''') {{NDR|a Eddie, che nasconde Roger sotto l'impermeabile}} *Mannaggia ai pescetti, Eddie! {{NDR|[[Imprecazioni dai film|imprecazione]]}} ('''Roger Rabbit''') *È sempre così allegro, o solo quando è ricercato per omicidio? ('''Dolores''') {{NDR|riferendosi a Roger Rabbit}} *Senti, la mia filosofia è questa: se non si ha un po' di senso dell'[[umorismo]] è meglio essere morti. ('''Roger Rabbit''') *{{NDR|[[Canzoni dai film|Cantando]] sulle note di ''The Merry-Go-Round Broke Down'', nel doppiaggio italiano detta ''Come è bello il Carosello''<ref name="The Merry-Go-Round Broke Down">{{Cfr}} [[:w:en:The Merry-Go-Round Broke Down|The Merry-Go-Round Broke Down]]</ref>}} [...] ''e puoi ridere per tre. | Bei denti! chi è tuo padre, Dracula? | Si chiama Eddie e poi, fa il muso a tutti noi, | ma poi con me non ce la fa, buffone diverrà! | Là, quà, ehilà, lì, qui! | Faccio tanta confusion, son matto e un po' fifon! | Ma io lo che tanto male parlare no, non può!'' {{NDR|si spacca un piatto in testa, ma si blocca il disco sul grammofono quindi continua a spaccarsi piatti in testa}} ''Non può! | Non può! | Non può! | Non può! | Non può! | Non può!'' ('''Roger Rabbit''') *Scemo di un coniglio! Io vado in giro a rischiare la pelle per te e tu che diavolo fai? Canti e balli?! ('''Eddie Valiant''') {{NDR|A Roger, arrabbiato perché il coniglio ha inscenato uno spettacolino in pubblico nonostante la situazione per nulla favorevole}} *Ma io sono un cartone e i [[Cartone animato|cartoni]] esistono per far ridere la gente! ('''Roger Rabbit''') *Una [[risata]] può essere una cosa molto potente. Vedi, a volte nella vita è l'unica arma che ti rimane [...] ('''Roger Rabbit''') *Specialità del giorno<br>Coniglio in salamoia<br>$ 5000 ('''Scritta''') {{NDR|sulla lavagna del locale Inchiostro e Tempera modificata dal Guidice Morton}} :''Todays special<br>Rabbit dip<br>$ 5000'' *Vi ricordate cos'è successo una volta scorsa? Se non la smettete di ridere, farete la stessa morte di quelle idiote delle vostre cugine, le iene ridens! ('''Giudice Morton''') {{NDR|rimproverando le faine che continuano a ridere}} [[File:Disneyland-RRCTS-car.jpg|thumb|«No, guido io! Sono io il taxi!» (Benny il taxi)]] *No, guido io! Sono io il taxi! ('''Benny il taxi''') *Nessuno sa incassare le botte come Pippo! Che tempismo! Che tocco! Che genio! ('''Roger Rabbit''') {{NDR|guardando un cartone interpretato da [[Pippo]]}} *Tu sei l'unica persona in questa sala che non sta ridendo! Ma non c'è proprio niente che riesca a penetrare la tua pervicace perplessità? ('''Roger Rabbit''') {{NDR|a Eddie}} *Uh, speriamo che sia un altro cartone! Mannaggia ai pescetti, un altro stupido cinegiornale! Io odio i cinegiornali! ('''Roger Rabbit''') {{NDR|al cinema}} *Nessuno riesce a incastrarlo Roger Rabbit! ('''Roger Rabbit''') *Salita, signore? Il gradino, signore? Si regga forte, signore. Il suo piano, signore. Buona giornata, signore. ('''[[w:Droopy|Droopy]]''') {{NDR|facendo l'usciere ascensorista}} *Cartoni... Ci cascano sempre! ('''Eddie Valiant''') *Oh, mio Dio... la salamoia NOOOOOOOO!!! ('''Jessica Rabbit''') {{NDR|alla vista della salamoia, con un'espressione cartoonesca di terrore}} *Cartoonia diverrà legalmente mia: mobili, immobili e soprammobili. ('''Giudice Morton''') *Noi [[Cartone animato|cartoni]] facciamo gli scemi, ma non siamo mica stupidi! ('''Roger Rabbit''') *Guarda. Le stelle! Sono pronto per girare, Raoul! ('''Roger Rabbit''') {{NDR|ridendo dopo che una delle faine gli ha fatto cadere in testa un sacco di mattoni}} *Roger, tesoro, voglio che tu sappia che ti amo. Ti ho amato più di quanto una donna abbia mai amato un coniglio. ('''Jessica Rabbit''') {{NDR|[[dichiarazioni d'amore dai film]]}} *Uno di questi giorni, brutti idioti, finirete per morire dal ridere! ('''Giudice Morton''') {{NDR|rimprovera le faine che stanno ridendo di lui, dopo che è scivolato ed è caduto}} [[File:Judge Doom Props (9410840945).jpg|thumb|''Non sono un cartone qualunque! Ti ricordi di me, Eddie? Quando ho ucciso tuo fratello, io avevo... Questa vocetta! Ricordi?'' (Giudice Morton)]] *Non sono un cartone qualunque! Ti ricordi di me, Eddie? Quando ho ucciso tuo fratello, io avevo... ''questa vocetta! Ricordi?'' ('''Giudice Morton''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]] mentre si scioglie nella salamoia}} Mi sto sciogliendo! Mi sto sciogliendo! Mi sto sciogliendo! Che mondo crudele! ('''Giudice Morton''') {{NDR|nella salamoia}} *Mamma mia bella! Che cavolo è successo qua?! Sono trentasette anni che faccio il taxi, ma un casino simile non l'avevo visto mai! ('''Benny il taxi''') {{NDR|guardando il cadavere del Guidice Morton}} *Pisellate! ('''Baby Hermann''') *"Io, Marvin Acme, sano di corpo e di mente [...] lascio in eredità perpetua la proprietà nota come Cartoonia a quegli adorabili personaggi chiamati cartoni." ('''Roger Rabbit''') {{NDR|leggendo il testamento di Marvin Acme, scritto con l'inchiostro simpatico}} ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Raoul''': Stop, stop, stop, stop, stop!<br />'''Baby Herman''': Che diavolo c'era che non andava questa volta?!<br/>'''Raoul''': {{NDR|con un tono umile}} Non è colpa tua Baby Hermann, tu sei stato grande, perfetto, anzi, più che perfetto! È Roger che continua a sbagliare le battute! {{NDR|con tono arrabbiato}} Roger... {{NDR|afferra uno degli uccellini che volano sulla testa di Roger}} Che è questo?!<br /> '''Roger Rabbit''': Un uccellino?<br/>'''Raoul''': Un uccellino! {{NDR|lo sbatte a terra}} Roger, leggi il copione, guarda che cosa dice, guarda: "Il coniglio prende una botta, il coniglio vede le stelle." Non uccellini, stelle! Spegnete quel playback per favore! Mi fai morire, tu vuoi la mia morte!<br />'''Baby Herman''': Ma porca miseria, Roger! Quante volte la dobbiamo ripetere questa maledetta scena?! Raoul, io vado nella mia roulotte a fare un pisolino! {{NDR|passa sotto la gonna di una donna dello staff}} Scusa cocca..!<br/>'''Raoul''': Ah, io ho lo stomaco a pezzi, questo set è un casino, ripulite il teatro, tiratelo fuori di lì o rinchiudetecelo dentro! Via le luci! E tu dai pausa, solo mezz'ora! <br /> '''Roger Rabbit''': P-p-per favore Raoul, adesso ti faccio le stelle, basta che mi butti il frigorifero in testa un'altra volta!<br/>'''Raoul''': Te l'ho già tirato sulla testa la bellezza di ventitré volte!<br /> '''Roger Rabbit''': Io non mi rompo, non ti preoccupare per me!<br/>'''Raoul''': Io non mi preoccupo di te, mi preoccupo del frigorifero!<br /> '''Roger Rabbit''': Io le so fare le stelle, guarda! {{NDR|si colpisce in testa con una padella}} Guarda! {{NDR|si colpisce ancora}} Guarda! {{NDR|si colpisce più volte}} *{{NDR|Viaggiando clandestinamente sul retro di un tram}}<br>'''Ragazzino''': Ehi, amico, non ce l'hai la macchina?<br>'''Eddie Valiant''': Ma che te ne fai? A [[Los Angeles]] abbiamo i migliori mezzi pubblici del mondo! *'''Dolores''': Domani è venerdì, Eddie. Lo sai cosa si fa qui il venerdì? <br /> '''Eddie Valiant''': C'è il pesce?<br /> '''Dolores''': Lo sai che il mio capo controlla i libri venerdì, e se non rimetto in cassa i soldi che ho dato a te ci rimetto il posto di sicuro!<br /> '''Eddie Valiant''': Non farti saltare i bottoni Dolores, te ne è rimasto uno solo. *'''Angelo''' {{NDR|prendendo in giro Eddie}}: Allora chi è il tuo cliente, signor "Detective delle Stelle"? [[Chilly Willy]]? Oppure [[Screwy Squirrel]]? <br /> '''Dolores''': Che cosa vuoi da bere? <br /> '''Angelo''': Io bevo la birra, bambola. Allora, cosa è successo? Qualcuno ha rapito il [[Gatto Silvestro]]? <br /> '''Dolores''': Piantala, Angelo. <br /> '''Angelo''': Ehi, un momento, un momento, ho indovinato: tu stai lavorando per [[Peter Pan (personaggio)|Peter Pan]]; ha perso la sua ombra e tu devi ritrovarla, eh?! {{NDR|ride, e allora Eddie lo fa cadere dalla sedia e lo prende per il collo}} <br /> '''Eddie''' {{NDR|trattenendo la rabbia}}: Sentimi bene, brutto deficiente: io non lavoro per i cartoni! {{NDR|rompe in bocca ad Angelo un uovo, e se ne va via}} <br /> '''Angelo''': {{NDR|a Dolores}} Ma che diavolo gli è preso? <br /> '''Dolores''': ...Un cartone gli ha ucciso il fratello.<br>'''Clienti del bar''': Che?!<br>'''Dolores''': L'ha schiacciato con un pianoforte. *'''Bongo il gorilla''': [[Parole d'ordine dai film|Parola d'ordine]]? <br /> '''Eddie''': "Mi manda Walt Disney". {{NDR|Bongo apre la porta del locale}} <br /> '''Eddie''': Mai visto un [[gorilla]] vestito da pinguino. <br /> '''Bongo il gorilla''' {{NDR|sarcastico}}: Spiritoso! *{{NDR|Bongo il gorilla sorprende Eddie che spia Jessica Rabbit e Marvin Acme}}<br>'''Bongo il gorilla''': Che fai qui, scimmiotto?! <br /> ''' Eddie Valiant''': A chi scimmiotto, scimmione?!<br>{{NDR|Bongo butta Eddie fuori dal locale, facendolo volare dritto in un bidone della spazzatura}}<br /> '''Bongo il gorilla''': E non venire più a ficcare il naso da queste parti! Capito?! {{NDR|ringhia e chiude violentemente la porta}} <br /> '''Eddie Valiant''' {{NDR|imitando una scimmia}}: Ooga-Booga! *'''Roger Rabbit''' {{NDR|disperato}}: Farfallina! Farfallina! Non ci posso credere! Farfallina! Farfallina! È proprio vero?<br>'''R.K. Maroon''': Credici figliolo, non sei mica il primo uomo a cui la moglie ha fatto farfallina!<br/>'''Roger Rabbit''': Io non ci credo! Non ci voglio credere! Non ci posso credere! Io non lo crederò mai!<br /> '''Eddie Valiant''': Credici, cocco. Ho fatto io le fotografie, faceva Farfallina.<br/>'''Roger Rabbit''': Non la mia Jessica! Farfallina! È impossibile, io non ci credo! Non può essere! Non può essere! Jessica è mia moglie, è assolutamente impossibile! Jessica è la luce della mia vita, la pupilla dei miei occhi, la crema nel mio caffè... <br /> '''Eddie Valiant''': Il caffè lo dovrai prendere nero, la crema se la ciuccia Acme adesso. *'''Ten. Santino''': Eddie, se avevi tanto bisogno di soldi, perché non ti sei rivolto a me?<br /> '''Eddie Valiant''': Va bene, ho fatto un paio di foto piccanti. Mi vuole uccidere per questo?<br/>'''Ten. Santino''': Ho già avuto il mio cadavere quotidiano, grazie. <br /> '''Eddie Valiant''': Eh?<br/>'''Ten. Santino''': Marvin Acme. Il coniglio l'ha fatto fuori ieri sera.<br /> '''Eddie Valiant''': Cosa?! *'''Giudice Morton''': Vedo che lavorare per un cartone per lei è contagioso.<br /> '''Eddie Valiant''': Io non lavoravo per un cartone! Io lavoravo per R.K. Maroon.<br/>'''Giudice Morton''': Sì, ho parlato con il signor Maroon. Ci ha detto che il coniglio era sconvolto quando lei gli ha mostrato le fotografie, diceva che in un modo o nell'altro lui e sua moglie sarebbero stati di nuovo felici. Non è vero?<br /> '''Eddie Valiant''': Ehi, amico, che c'ho la faccia da stenografo? *'''Ragazza''': Ho cercato di farlo smettere, ma non mi vuole dare retta!<br>'''Baby Hermann''': Ma piantala brutta oca, hai il cervello di un sonaglino! *'''Eddie Valiant''': Ehi, un momento! Non lo sa nessuno che sei qui?<br /> '''Roger Rabbit''': Nessuno! Neanche un'anima! A parte... <br /> '''Eddie Valiant''': Chi? <br /> '''Roger Rabbit''': Be', ecco vedi... Io non sapevo dov'era il tuo ufficio, e l'ho chiesto al giornalaio: lui non lo sapeva; allora l'ho chiesto: al pompiere, al fruttivendolo, al macellaio, al fornaio... Non lo sapevano! Ma quello del negozio di liquori... Lui sì! <br /> '''Eddie Valiant''': In altre parole tutto il quartiere sa che sei qui! *'''Smarty''' {{NDR|dopo che Eddie gli aveva detto che Roger non era in casa sua}}: Senti, Valiant. Ci hanno soffiato che il coniglio è sicuramente venuto qui! Informazione abbandonata da diverse altre. Per cui non dire "sbronzate"! <br /> '''Eddie Valiant''': Se continui a dire tutte queste volgarità, dovrò lavarti la bocca col sapone! {{NDR|gli ficca in bocca una saponetta e le altre faine si sbellicano dalle risate}} *'''Eddie Valiant''' {{NDR|riferendosi alle faine}}: Se ne sono andati... <br /> '''Roger Rabbit''': Mannaggia ai pescetti, Eddie! Mi hai salvato la vita! Come potrò mai sdebitami? {{NDR|lo bacia rumorosamente in bocca}} <br /> '''Eddie Valiant''': Per cominciare, non ti azzardare mai più a baciarmi! *'''Eddie Valiant''': Ma ti vuoi stare fermo? {{NDR|Roger Rabbit si sfila la manetta e si appoggia per stare fermo}}<br>'''Roger Rabbit''': Così va meglio?<br>'''Eddie Valiant''': Sì, grazie. {{NDR|nota che Roger si è sfilato le manette}} Ma allora ti saresti potuto sfilare la mano dalle manette in qualsiasi momento?!<br>'''Roger Rabbit''': No, non in qualsiasi momento. Solo quando faceva ridere. *'''Eddie Valiant''': Io credo che Maroon facesse il sano di mente e tua moglie facesse la sana di corpo! <br/> '''Roger Rabbit''': Non ti permetto queste insinuazioni! *'''Dolores''': Io posso fare qualcosa?<br>'''Eddie Valiant''': Forse una proposta di proroga del testamento.<br> '''Roger Rabbit''': Già! La proposta! Anche mio zio Thumper aveva dei problemi con la sua "proposta", e doveva prendersi delle pillole grosse così e bere tanta acqua.<br>'''Eddie Valiant''': Non "prostata", idiota! "Proposta"! *'''Jessica Rabbit''': Lei non immagina quanto sia difficile essere una donna con l'aspetto che ho.<br />'''Eddy Valiant''': Sì, be'... E lei non immagina quanto sia difficile essere un uomo che guarda una donna con l'aspetto che ha lei.<br>'''Jessica Rabbit''': Io non sono cattiva; è che mi disegnano così. *'''Guidice Morton''': Non c'è [[Cartone animato|cartone]] che resista alla voglia di finire ''Ammazza la vecchia...'' {{NDR|batte col bastone}}<br>'''Roger Rabbit''' {{NDR|sfondando una parete del locale per finire di cantare il motivetto}}: ''....col flit!''<ref>{{Cfr}} [[:w:Ammazza la mosca col flit|Ammazza la mosca col flit]]</ref> *'''Eddie Valiant''' {{NDR|mentre il Giudice sta quasi per mettere in salamoia Roger}}: Dolores. Bourbon. Fammelo doppio. <br /> '''Dolores''': Ma ti sembra il momento per un drink?! Magari ci vuoi anche due olive e un po' di salatini?! <br /> '''Eddie Valiant''': Versa il Bourbon, Dolores. {{NDR|Dolores versa il drink}} Ehi, Giudice! Un condannato non ha diritto all'ultimo desiderio? <br /> '''Roger Rabbit''': Sì! Desidero dei tappi per il naso! <br /> '''Eddie Valiant''': E invece vuoi un drink... {{NDR|tendendogli il bicchiere e sorridendo perché conosce l'effetto che gli provoca l'alcool}} Allora, Giudice? <br /> '''Giudice Morton''': Be', perché no... Mi piacciono le esecuzioni prolungate! <br />'''Eddie Valiant''': Alla salute! <br /> '''Roger Rabbit''': No, grazie Eddie, sto cercando di smettere. <br /> '''Eddie Valiant''': Bevi il tuo drink! <br /> '''Roger Rabbit''': Ma io non lo voglio il drink! <br /> '''Giudice Morton''': Non lo vuole il drink. <br /> '''Eddie Valiant''': Lo vuole! <br /> '''Roger Rabbit''': Non lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': Lo vuoi! <br /> '''Roger Rabbit''': Non lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': Lo vuoi! <br /> '''Roger Rabbit''': Non lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': Lo vuoi! <br /> '''Roger Rabbit''': Non lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': ''Non lo vuoi!'' <br /> '''Roger Rabbit''': Lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': Non lo vuoi! <br /> '''Roger Rabbit''': Lo voglio! <br /> '''Eddie Valiant''': Non lo vuoi! <br /> '''Roger Rabbit''' {{NDR|prendendo il drink}}: Insomma, Eddie! Quando dico che lo voglio, vuol dire che lo voglio!<ref>{{Cfr}} [[:w:Psicologia inversa|Psicologia inversa]]</ref> *'''Eddie Valiant''': Meno male che non c'è Teddy a vedermi scappare con la coda tra le gambe! <br/> '''Roger''': Non è tanto scomodo una volta che ci hai fatto l'abitudine. *'''R. K. Maroon''': Valiant, ma tu vuoi farmi morire d'[[infarto miocardico acuto|infarto]]?! <br /> '''Eddie Valiant''': Bisogna averlo un cuore per morire d'infarto.<br />'''R. K. Maroon''': Sì, sì, sì, ce l'hai il testamento?<br />'''Eddie Valiant''': Certo, ce l'ho il testamento... Ma tu ce l'hai la grana? Perché non te la caverai mica a buon mercato!<br />'''R. K. Maroon''': Hai un bel coraggio a venire qua tutto solo!<br />'''Eddie Valiant''': E chi ti dice che sono venuto solo?<br />'''R. K. Maroon''' {{NDR|gli punta la pistola}}: Fammi vedere il testamento! <br />'''Eddie Valiant''': ...Ti ho detto che ce l'ho!<br />'''R. K. Maroon''': Voglio vederlo subito! {{NDR|gli sottrae la pistola e afferra il foglio dalla giacca di Eddie}} ..."''In quante guise ti amo, fa che io le numeri''"..? Beh, che cos'è questo, uno scherzo?!<br />'''Eddie Valiant''': No, ma questo sì! {{NDR|gli spruzza dell'acqua frizzante in gola e poi lo stende a terra con un pugno}} In piedi, avanti! <br />'''R. K. Maroon''': Che cosa vuoi farmi, Valiant?!<br />'''Eddie Valiant''': Voglio starti a sentire mentre reciti un copione dal titolo ''Cloverleaf''... Una storia di cupidigia, sesso e morte! E le parti che non mi piaceranno... Le taglierò subito!<br />'''R. K. Maroon''': Io sono un produttore di cartoni, non un assassino! <br /> '''Eddie Valiant''': Di questi tempi tutti hanno un hobby! *'''R. K. Maroon''': Si, è vero aveva la possibilità di vendere gli studios, ma la Cloverleaf non me li comprava se Acme non gli vendeva la fabbrica, e quel testone non voleva vendere. Allora ho ricattato Acme insieme alla moglie del coniglio. Solo un ricatto, tutto qui. Io ho passato la mia vita insieme ai cartoni, non li volevo vedere distrutti! <br/>'''Eddie Valiant''': I cartoni distrutti? Perché? <br/>'''R. K. Maroon''': Se te lo dico sono un uomo morto. <br/>'''Eddie Valiant''': No, tu sei un uomo morto se non me lo dici! <br/>'''R. K. Maroon'''{{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Se quel testamento non compare entro stanotte a mezzanotte, Cartoonia diventa un... {{NDR|Maroon viene ucciso con due colpi di pistola da qualcuno all'esterno}} *{{NDR|Eddie cadrebbe dal palazzo se non fosse appeso con una sola mano a un palo}}<br>'''[[w:Titti|Titti]]''': Uh! Guarda i porcellini!<br>'''Eddie''': Ciao Titti.<br>'''Titti''' {{NDR|togliendo una a una le dita della mano di Eddie dal palo}}: Questo porcellino è andato al mercato, questo porcellino è andato al mercato, questo porcellino nel letto ha mangiato... E questo porcellino ha... {{NDR|Eddie cade nel vuoto}} Oh, oh! Ho finito i porcellini! *{{NDR|Eddie starnutisce}}<br>'''Ombra di Eddie Valiant''': Salute!<br>'''Eddie Valiant''': Grazie! *'''Eddie Valiant''': Seriamente, che che ci trovi in quel tizio? {{NDR|riferito a Roger Rabbit}} <br/> '''Jessica Rabbit''': Mi fa ridere. *{{NDR|[[Canzoni dai film|Cantando]] sulle note di ''The Merry-Go-Round Broke Down''<ref name="The Merry-Go-Round Broke Down"/>}}<br>'''Eddie Valiant''': ''Roger Rabbit è il suo nome rider sa cos'è. | Adesso tu lo tiri giù e canterà per te!'' [...] ''Cantato non ho prima, è dura far la rima, | E se non l'ho, io ma... io me ne andrò, ehm...''<br>'''Jessica Rabbit''': ''Più tempo non avrò!'' [...]<br>'''Eddie Valiant''': ''A me non dire balle, sparami vuoi alle spalle | Avanti dai, se non lo fai ti schiaccerò le...'' {{NDR|gli cade un vaso in testa}}<br>'''Roger Rabbit''': ''...Bolle!''<br>'''Smarty''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Bolle? Ma non fa rima con spalle!<br>'''Eddie Valiant''': No? Ma questo sì! {{NDR|gli dà un calcio all'altezza degli attributi lanciandolo nella salamoia}} *'''Jessica Rabbit''': Oh, mio coniglietto!<br>'''Roger Rabbit''': Micetta mia! *'''Tenente Santino''': Il Giudice Morton ha ucciso Marvin Acme... <br /> '''Eddie''': ...R.K. Maroon e mio fratello. <br /> '''Tenente Santino''': Doveva essere un cartone un bel po' fuori di testa. *'''Roger Rabbit''' {{NDR|dopo che gli ha dato la scossa stringendogli la mano}}: Non dirmi che hai perso di nuovo il tuo senso dell'umorismo...<br>{{NDR|Eddie lo afferra per il collo}}<br> '''Eddie Valiant''': Ti va bene come risposta? {{NDR|lo bacia rumorosamente come fa Roger}} ==[[Explicit]]== {{explicit film}} '''I cartoni''' {{NDR|[[Canzoni dai film|cantando]] in coro}}: ''Dai, ridi dai! | Che a questo mondo in fondo in fondo si sta ben! | Dai, ridi dai! | Che la fortuna presto o tardi arriverà! | Niente nella vita è così brutto e potrai gioire dopotutto! | Sì, ce la fai!''<br>'''Poliziotto cartone''': Indietro ragazzi, basta, abbiamo finito.... Basta...<br>'''[[w:Porky Pig|Porky Pig]]''': Muo-muo-muoversi! Circolare! Non c'è più niente da vedere! Questo è tutto, amici! Uhm, però, come lo dico bene! {{NDR|rivolgendosi allo spettatore come nella chiusura dei cartoni Looney Tunes}} Que-que-que-que-questo è tutto, amici! ==Citazioni su ''Chi ha incastrato Roger Rabbit''== ===Frasi promozionali=== *Un uomo, una donna, e un coniglio creano un triangolo pieno di guai. <ref>Dalla locandina in italiano. {{Cfr}} ''[http://www.mymovies.it/poster/0/?id=5168 Poster Chi ha incastrato Roger Rabbit]'', ''MyMovies.it''</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Chi ha incastrato Roger Rabbit''}} {{Disney}} [[Categoria:Film in tecnica mista]] [[Categoria:Film commedia]] [[Categoria:Film fantasy]] [[Categoria:Film premi Oscar]] [[Categoria:Film Disney]] 3mxjhealpvz34j2sckmi3a9y2mn2vzj Excalibur 0 2424 1417516 1417515 2026-06-19T12:04:20Z Skekzilla 17056 /* Dialoghi */ 1417516 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igrayne. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igrayne... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igrayne penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igrayne''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igrayne. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igrayne''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==Citazioni su ''Excalibur''== *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] 8obov5lv8qb40tzd2yst1emv70ngtc6 1417518 1417516 2026-06-19T12:05:17Z Skekzilla 17056 lavoro in corso 1417518 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igrayne. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igrayne... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igrayne penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igrayne''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igrayne. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igrayne''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==Citazioni su ''Excalibur''== *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] kf1k4wbdtnz6irojqf72oi7qbtlqb17 1417537 1417518 2026-06-19T14:10:51Z Skekzilla 17056 /* Dialoghi */ 1417537 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igrayne. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igrayne... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igrayne penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igrayne''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igrayne. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igrayne''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==Explicit== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! Quando l'hai gettata che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. ==Citazioni su ''Excalibur''== *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] 5w3v7s4tibrswonanb132e2ij4pxmob 1417538 1417537 2026-06-19T14:12:05Z Skekzilla 17056 /* Explicit */ 1417538 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igrayne. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igrayne... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igrayne penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igrayne''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igrayne. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igrayne''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==Explicit== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! Quando l'hai gettata che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo.<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] 4yfns7fuu3fnaiiohluppbn01yyso6y 1417542 1417538 2026-06-19T14:14:54Z Skekzilla 17056 1417542 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==Explicit== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! Quando l'hai gettata che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo.<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] 4uc7l1rpdz952qxe9pqt82uym2nwbw4 1417546 1417542 2026-06-19T14:27:24Z Skekzilla 17056 1417546 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==Explicit== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! Quando l'hai gettata che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo.<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] 422m80d15g8wt3qtdy8u56nwn8a95tr 1417550 1417546 2026-06-19T16:37:15Z Skekzilla 17056 /* Explicit */ 1417550 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==Explicit== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] lk4advt3lx7smhs1hqt1zi6lj8rn8ee 1417563 1417550 2026-06-19T21:29:25Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Excalibur */ 1417563 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==Explicit== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] 7erlcotcmhzcsp45fwalwqu0hxtgygm 1417564 1417563 2026-06-19T21:30:50Z Skekzilla 17056 /* Explicit */ 1417564 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] a9daapjfgo8w0disnjd8r9xla7vxq88 1417590 1417564 2026-06-20T05:45:44Z Skekzilla 17056 1417590 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Mallory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] 0cq0h4htjl7zsnefxi6qb5sy47dl7hm 1417591 1417590 2026-06-20T05:48:34Z Skekzilla 17056 1417591 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Mallory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo.}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref>''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ Excalibur]'', ''warnerbros.it''</ref> *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] 8ytylqd5rcohued8xiwc4x1zuiqtyy3 1417594 1417591 2026-06-20T05:56:04Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Excalibur */ 1417594 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Mallory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo.}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref>''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ Excalibur]'', ''warnerbros.it''</ref> *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] om2rr6qqc622fwei34nkm4s9sm5w350 1417595 1417594 2026-06-20T06:03:48Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Excalibur */ 1417595 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Mallory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo.}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref>''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ Excalibur]'', ''warnerbros.it''</ref> *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] gpcu7r8vjg532ynbzw9g4dp9ml2c0w4 1417596 1417595 2026-06-20T06:05:55Z Skekzilla 17056 1417596 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Mallory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] fb8knrfnkabpghnjjjhjk7y9r4ryz37 1417600 1417596 2026-06-20T06:20:27Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Excalibur */ 1417600 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Mallory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] hnzkan1u8p01s2fn6cpy5egqpblcbiw 1417602 1417600 2026-06-20T06:29:26Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Excalibur */ 1417602 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Mallory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]]) ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] tuvidukoj3wmlu22uy6ahsu6g878em7 1417605 1417602 2026-06-20T06:33:58Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Excalibur */ 1417605 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Mallory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]]) *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]]) ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] nwz7vbpq5ojye77em844daow3easn0n 1417606 1417605 2026-06-20T06:38:59Z Skekzilla 17056 /* Dialoghi */ 1417606 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Mallory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== [[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']] *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]]) *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]]) ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] 4pmmhvyx5uccn7pqs3e4hfp2tet3bjj 1417607 1417606 2026-06-20T06:40:23Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Excalibur */ 1417607 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Mallory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== [[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']] *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== [[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]] *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]]) *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]]) ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] t72ou317rzlk0jjtugzh2b0laq0algi 1417609 1417607 2026-06-20T06:55:14Z Skekzilla 17056 /* Incipit */ 1417609 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Mallory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== [[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']] *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== [[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]] *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]]) *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]]) ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] 2hfp4snxxnqr1hexoyu7m0echgt2pp8 1417627 1417609 2026-06-20T09:17:25Z Skekzilla 17056 /* Note */ 1417627 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Mallory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== [[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']] *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== [[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]] *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]]) *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]]) ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] 9750ntrallj6wwwe9sdzmxqbisxcr8i 1417628 1417627 2026-06-20T09:17:43Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Excalibur */ 1417628 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Mallory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== [[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']] *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== [[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]] *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]]) *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]]) ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] kblz1ssw9fsapf93yhb5j1nz32d415b 1417629 1417628 2026-06-20T09:26:40Z Skekzilla 17056 /* Frasi */ 1417629 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Mallory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== [[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']] *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== [[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]] *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]]) *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]]) ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] 57wn9xmhw2gurjtq09faexvwuajfh23 1417634 1417629 2026-06-20T11:14:57Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Excalibur */ 1417634 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Mallory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== [[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']] *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! ==Citazioni su ''Excalibur''== [[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]] *{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici! ([[Helen Mirren]]) *Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto. ([[Helen Mirren]]) *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]]) *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]]) ===[[John Boorman]]=== *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] 2rrv0ne7be8g302p2uiaapuhmn8d3j7 Bambino 0 2602 1417555 1380171 2026-06-19T19:42:07Z Udiki 86035 Gino Capponi 1417555 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Sebita P6290063.jpg|thumb|Un bambino pensieroso]] Citazioni sui '''bambini'''. ==Citazioni== *A un ragazzo si può dire tutto, assolutamente tutto, e spesso mi veniva da pensare quanto poco i grandi, perfino gli stessi genitori, conoscano i bambini. Non bisogna mai nascondere nulla ai bambini con il pretesto che sono piccoli e che è ancora presto perché sappiano certe cose. Che idea triste e infausta! Gli stessi bambini si rendono benissimo conto del fatto che i loro genitori li considerano ancora troppo piccoli per capire qualcosa, mentre loro capiscono tutto. I grandi non sanno che, perfino sulle questioni più difficili, un bambino è in grado di dare un consiglio assolutamente serio. Dio mio, ma quando uno di quegli uccellini vi fissa con uno sguardo così felice e fiducioso, come non provare vergogna a ingannarlo? Li chiamo uccellini perché, secondo me, al mondo non c'è nulla di meglio degli uccellini. [...] L'anima si risana grazie al contatto con i bambini... ([[Fëdor Dostoevskij]], ''[[L'idiota]]'') *Al giorno d'oggi il sogno e la fantasia hanno pochissimo spazio. Amo i bambini per la loro mente aperta, per la capacità di vedere un'altra realtà dietro ogni cosa. [...] Sono molto legato all'immaginazione dei bambini: i miei preferiti in assoluto. Non hanno perduto la loro capacità di sognare e di immaginare un presente diverso con una mente aperta. ([[Terry Gilliam]]) *Bambini? Preferisco cominciarne cento, che finirne uno. ([[Paolina Bonaparte]]) *C'è sempre qualche vecchia signora che affronta i bambini facendo delle smorfie da far paura e dicendo delle stupidaggini con un linguaggio informale pieno di ciccì e di coccò e di piciupaciù. Di solito i bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano; non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri. ([[Bruno Munari]]) *Capita, talvolta, quando sei bambino piccolo, che i bimbi più grandi ti dicano di andare con loro a giocare: da soli, senza che le mamme ce li costringano. È come essere ammessi a un rito, qualsiasi puttanata facciate ti diverti tantissimo, e ti resta una giornata da ricordare. ([[Marco Malvaldi]]) *Cosa c'è di più mafioso che non essere in grado di capire il bisogno di autodeterminazione e di libera espressione di un bambino per quello che è? perché infangarlo già di un peccato originale al fine di poterlo redimere, cioè violare a piacimento? ([[Aldo Busi]]) *– Cosa vorresti che dicessero i grandi ai bambini?<br>– Noi bambini? Che siamo come loro. (''[[D'amore si vive]]'') *''Così il bambino apriva il suo giocattolo | Un po' curioso e un po' cattivo | E poi piangeva perché | Non funzionava più''. ([[Simone Cristicchi]]) *Da piccolo ero il tipo di bambino con il quale mia madre mi diceva di non giocare mai. ([[Leopold Fechtner]]) *Da [[vecchiaia|vecchi]] e da innamorati si torna bambini. ([[Yves Montand]]) *Date ai vostri bambini l'infanzia più bella possibile, più favolosa possibile. ([[Luigi Santucci]]) *[[Dio]] mi liberi [...] dall'orgoglio che non s'inchina davanti a un bambino. ([[Khalil Gibran]]) *Dove ci sono bambini c'è l'[[età dell'oro]]. ([[Novalis]]) *È da lì che si impara tutto, da come i bambini vedono e disegnano il mondo. C'è sempre un sentiero, un albero, la casa, il sole. Ossia luce, protezione, famiglia. ([[Massimiliano Alajmo]]) *Ed è certo che in nessuno il sentimento di ingiustizia è più forte che nei bambini, e nessuno può anche subirne una più facilmente; un principio, questo, di cui tutti i pedagoghi dovrebbero tener conto in ogni momento della giornata. ([[Karl Philipp Moritz]]) *Gli adulti da soli non capiscono niente, ed è stancante per i bambini dover sempre spiegare tutto. ([[Antoine de Saint-Exupéry]]) *I bambini affrontano problemi come la violenza, l'abuso, il suicidio ecc. che la medicina non può guarire. Si potrà mai aiutare psicologicamente questi bambini ed essergli di sostegno...? Anche quando si trovano in difficoltà, per principio non parlano con gli adulti, né si confidano sulle loro vere intenzioni. Tuttavia si aspettano dei messaggi seri dagli adulti. [...] I bambini evitano ciò che li forza o ciò che vuole imporre loro qualcosa. È per questo che continuerò a cercare quelle cose che [...] ispirano il loro cuore. ([[Osamu Tezuka]]) *I bambini che sono in grado di sentire imparano a parlare senza particolare sforzo. Catturano al volo le parole che cadono dalle labbra altrui, così come sono, felicemente, mentre i piccoli bambini sordi devono intrappolarle attraverso un processo lento e spesso doloroso. ([[Helen Keller]]) *I bambini di solito cominciano con il dare per scontato che l'insegnante possieda la conoscenza e la trasmetta alla classe. Se si creano le condizioni opportune, imparano presto che anche altri componenti della classe potrebbero possedere delle conoscenze, e che queste conoscenze possono essere condivise. ([[Jerome Bruner]]) *I bambini hanno una capacità di amare che gli adulti non hanno più. A differenza dei bambini, siamo incapaci di dare amore incondizionato. Ciò che è tragico è che immaginiamo di essere gli unici a poter mostrare tolleranza. ([[Alice Miller]]) *I bambini non dubitano mai, neppure per un momento, che i vecchi enormi alberi sotto cui giocano dureranno in eterno; che loro cresceranno forti come i loro padri, fertili come le madri, che vivranno e saranno felici e alleveranno a loro volta i propri figli lì dove sono nati. ([[John Maxwell Coetzee]]) *I bambini non fanno troppe domande quando il loro mondo va in pezzi. (''[[Fury (film 2012)|Fury]]'') *I bambini, o comunque i giovani, sono coloro che sanno ancora sperare e che rifiutano i compromessi e la depravazione, che spesso sono una costante della falsa moralità degli adulti. ([[Gō Nagai]]) *I bambini partecipano sempre, per istinto mimetico, al nervosismo di chi sta con loro; e in particolare avvertono sempre ogni turbamento o ogni sovversione imminente, di qualunque genere, nella situazione familiare. ([[Nathaniel Hawthorne]]) *I bambini posseggono la meravigliosa facoltà di morire o di adattarsi all'ambiente. Anche quando sono infelici – e profondamente infelici – stupisce la facilità con la quale si può loro impedire che se ne accorgano, o per lo meno che attribuiscano tale infelicità ad altre cause che non ai loro peccati. ([[Samuel Butler]]) *I bambini rappresentano il messaggio vivente che noi trasmettiamo ad un futuro che non vedremo. ([[Neil Postman]]) *I bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato. ([[Keith Haring]]) *I [[bambini]] sono divertenti proprio perché si possono divertire con poco. ([[Hugo von Hofmannsthal]]) *I bambini sono la prova dell'amore che Dio ha per noi. (''[[Madre Teresa (miniserie televisiva)|Madre Teresa]]'') *I bambini sono la vita che si rinnova. (''[[Via col vento]]'') *I bambini sono tutti una disgrazia: brutti sporchi e cattivi! Io per fortuna sono nata grande! (''[[Matilda 6 mitica]]'') *I bambini vogliono sempre guardare dietro gli specchi. ([[Joseph Joubert]]) *I bimbi de' sordi 'un se ne fanno nulla. ([[Marco Malvaldi]]) *I fanciulli trovano il tutto nel nulla, gli uomini il nulla nel tutto. ([[Giacomo Leopardi]]) *Il bambino, come un attore, è più aiutato dal desiderio degli applausi che dal timore dei fischi. ([[Piero Angela]]) *Il bambino è il figlio della festa. ([[Aldo Capitini]]) *Il bambino è padre dell'uomo adulto. ([[William Wordsworth]]) *Il bambino è turbolento, egoista, senza dolcezza e senza pazienza; e nemmeno può, come il semplice animale, come il [[cane]] e il [[gatto]], far da confidente ai dolori solitari. ([[Charles Baudelaire]]) *Il bambino impara, perché crede agli adulti. Il dubbio viene dopo la credenza. ([[Ludwig Wittgenstein]]) *Il bambino non è proprietà dei genitori, ma è affidato dal Creatore alla loro responsabilità, liberamente e in modo sempre nuovo, affinché essi lo aiutino ad essere un libero figlio di Dio. ([[Papa Benedetto XVI]]) *Il bambino trova tutto naturale e tutto grande, tutto in qualche modo molto bello, perché lo allarga con i suoi sogni. ([[Carlo Maria Martini]]) *Il regalo più grande che i bambini possano darti è che, per la prima volta, non sei il centro del tuo universo. ([[JJ Feild]]) *Io sono convinto che i bambini siano creature molto speciali. Sono la mia più grande fonte di ispirazione accanto agli animali, Dio e le bellezze della vita. Non sono in grado di spiegarne la ragione ma i bambini sono davvero magici. Quando sono insieme a loro mi sento più vivo che mai. Sento di poter fare qualsiasi cosa! I bambini mi danno molta carica, mi danno energia. Sono dell'idea che il grosso del mio successo derivi proprio da ciò che mi hanno ispirato i bambini. È proprio così. ([[Michael Jackson]]) *L'atteggiamento del bambino presenta numerose analogie con quello del primitivo nei confronti degli animali. Il bambino non prova ancora l'orgoglio proprio all'adulto civilizzato che traccia una netta linea di demarcazione tra sé e tutti gli altri rappresentanti del regno animale. ([[Sigmund Freud]]) *La casa si era illuminata: i bambini portano grazia, pazienza, trascendenza, seconde possibilità, rinascita e risveglio dell'amore che serbiamo nel cuore. È Dio che dà un'altra chance. ([[Bruce Springsteen]], ''[[Born to Run (autobiografia)|Born to Run]]'') *La condizione dei bambini è sempre lo specchio migliore per comprendere una società: ed oggi più che mai, nel mondo senza Cristo, i bambini sono vittima dell'egoismo dei loro genitori, dei loro numerosissimi divorzi, dell'aborto, di una sessualità precoce di cui sono protagonisti e vittime ad un tempo, di abusi sessuali e quant'altro. ([[Francesco Agnoli]]) *La voce di un bambino, per quanto onesta e sincera, è insignificante per chi ha dimenticato come ascoltare. ([[Albus Silente]], ''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]'') *Le cose udite, non le insegnate, formano l'animo de' fanciulli. ([[Gino Capponi]]) *Lo spirito del fanciullo è debole: è facile sottometterlo col terrore. Ed è quello che fanno. Lo rendono timido. ([[Pëtr Alekseevič Kropotkin]]) *Mai vorrei conoscere chi non abbia più niente del bambino che è stato. ([[Henry de Montherlant]]) *Mettere al mondo un bambino, al giorno d'oggi, è un po' come gettarlo nella gabbia di una [[tigre]]. ([[L. Ron Hubbard]]) *Mi piacciono tanto i bambini. Specialmente quando piangono. Così li portano via. ([[Marcello Marchesi]]) *– Mi tratti come un bambino. Sono un uomo.<br>– Ogni uomo ha il diritto di essere un bambino almeno per un po'. (''[[Johnny Guitar]]'') *Molti dei [[adulto|grandi]] sono ancora bambini, proprio come voi e me. Non possiamo misurare un bambino con il metro della dimensione e della età. I grandi che sono bambini sono nostri amici; gli altri non dobbiamo proprio prenderli in considerazione perché si sono autoesiliati dal nostro mondo. ([[Lyman Frank Baum]]) *Né si deve trascurare la probabilità che l'inculcare una fede religiosa nei bambini produca un effetto così forte, e forse ereditario, sulle loro menti ancora non completamente sviluppate, da rendere loro difficile liberarsi dalla fede in Dio, così come è difficile per una scimmia liberarsi dalla paura e dall'odio che nutre istintivamente per il serpente. ([[Charles Darwin]]) *Nei bambini la nazione vede il proprio domani, come il proprio domani vede in essi la Chiesa. ([[Papa Giovanni Paolo II]]) *Nel piccolo mondo nel quale i bambini, chiunque li allevi, conducono la loro esistenza, nulla è avvertito e sentito con maggior acutezza dell'ingiustizia. ([[Charles Dickens]]) *Noi adulti spesso non ci soffermiamo a considerare quanto quello che diciamo e facciamo possa influenzare le opinioni dei giovani. Ma se ci stai giudicando come popolo, dal modo in cui trattiamo i bambini, e credo che non esista un sistema migliore, allora devi riuscire a capire quanto in realtà ci stiano a cuore. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation]]'') *Non immaginavo che la [[bontà]] di una bambina avrebbe potuto distruggere la mia stupenda cattiveria! (''[[Il mago di Oz]]'') *Non si diventa mai veramente grandi: in ogni donna rimane una bambina. E in ogni bambina c'è già una donna vera. (''[[La casa nella prateria]]'') *Nulla affascina un bambino come il racconto di una tortura. ([[Leonard Cohen]]) *Occorre che il bambino possa esercitare la sua curiosità, la sua iniziativa, e che quindi venga messo nelle situazioni adatte per sviluppare queste qualità, senza che gli vengano inseriti dei modelli e delle formule già bell'e pronte, tali da scoraggiare l'immaginazione (che è lo strumento essenziale per pensare e quindi per arricchirsi mentalmente). Come dice un detto ormai celebre della moderna psicologia: ogni volta che si insegna qualcosa a un bambino gli si impedisce di scoprirla da solo. ([[Piero Angela]]) *Ogni bimbo giunge con la novella che Dio non è ancora scoraggiato dell'uomo. ([[Rabindranath Tagore]]) *Osserva un bambino che raccoglie conchiglie sulla spiaggia: è più felice dell'uomo più ricco del mondo. Qual è il suo segreto? Quel segreto è anche il mio. Il bambino vive nel momento presente, si gode il sole, l'aria salmastra della spiaggia, la meravigliosa distesa di sabbia. È qui e ora. Non pensa al passato, non pensa al futuro. E qualsiasi cosa fa, la fa con totalità, intensamente; ne è così assorbito da scordare ogni altra cosa. ([[Osho Rajneesh]]) *Per Lucy, Alii Truk era qualcosa di simile al suo animale prediletto. Non è una cosa facile da capire; del resto come si può spiegare con parole quello che c'è dentro l'animo di un bambino? Lì dentro non ci sono parole, forse neppure pensieri, certamente non quei pensieri che gli adulti credono di poter spiegare. I pensieri dei bambini, constatano, non hanno né capo né coda. E hanno ragione in un certo senso, perché quei pensieri sono creature multiformi e scombinate. ([[Maurizio Maggiani]]) *Per me un bambino non è l'oggetto di nessun "diritto alla riproduzione" dei genitori ma è piuttosto una piccola persona che ha bisogno che vengano riconosciuti e tutelati proprio i suoi di diritti! E tra i possibili soggetti da tutelare io non ho dubbi: prima di tutto il bambino. ([[Lorella Cuccarini]]) *Per poter crescere i bambini hanno bisogno di essere guardati e ascoltati, hanno bisogno di risposte. ([[Asha Phillips]]) *Proprio i semplici avvenimenti vissuti da bambini, possiedono qualche volta un che di storicità naturale. Infatti non è da bambini che si vive nel modo più vitale, e non è da qui che una catena ininterrotta di influssi reciproci conduce in tutta la vita circostante e infine in ciò che chiamiamo storia? E anche la più superba storiografia dovrà riconoscere che il semplice modo in cui persone di vari secoli e di diverse generazioni hanno narrato autobiograficamente la propria infanzia e vi si sono rispecchiate, rappresenta un pezzo notevole di storia della natura e dell'evoluzione. Non bisogna mai dimenticare interamente quel che di insito e radicato opera dal basso in ogni vivere storico. ([[Friedrich Meinecke]]) *Quando i bambini imparano a perdere la fiducia negli altri, poi possono perderla in chiunque, compresi i loro genitori. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation]]'') *Quando il primo bambino rise per la prima volta, la sua risata si ruppe in milioni di frammenti che se ne andarono saltando tutt'intorno. Quella fu la nascita delle fate. ([[J. M. Barrie]]) *Quando non si è più bambini si è già morti. ([[Constantin Brâncuși]]) *Quell'antica costumanza popolare che dice, Per quanto sia poco il lavoro del bambino, chi ne fa a meno è un gran cretino. ([[José Saramago]]) *Senza dubbio è facile circuire così un bambino con frasi fatte, ma rimane da sapere fino a che punto ciò sia efficace. Un istinto nel suo animo scopre il trucco, e una voce lo condanna. Si sottometterà istantaneamente, ma dentro di sé conserverà la medesima opinione. ([[Robert Louis Stevenson]]) *Se studio, se faccio l'intellettuale, se scrivo, se sono autorevole, fammi comunque restare un po' bambino. ([[Paolo Giuntella]]) *Serviremo la fanciullezza valorizzando la vita e scegliendo «per» la vita ad ogni livello, e l'aiuteremo presentando agli occhi ed al cuore tanto delicati e sensibili dei piccoli ciò che nella vita c'è di più nobile ed alto. ([[Papa Giovanni Paolo II]]) *Si dice che i bambini siano lo specchio dei loro genitori: chi è stato cresciuto con amore ne comprende l'importanza e lo infonde in tutti i suoi gesti quotidiani. (''[[Magica Doremì]]'') *Si dice sempre che i bambini sono come [[angeli]], puri e innocenti: be', io non sono molto d'accordo. I bambini piccoli, considerati innocui, possono essere addirittura spietati e crudeli, proprio perché l'"innocenza" (o inesperienza) non permette loro di rendersi conto se stanno facendo male al prossimo. È in questi casi che gli adulti diventano necessari, per insegnare ai bambini cosa è giusto e cosa è sbagliato. ([[Keiko Ichiguchi]]) *«Solo i bambini sanno quello che cercano» fece il piccolo principe. «Perdono tempo per una bambola di pezza, che allora diventa importantissima, e se qualcuno gliela porta via piangono...» ([[Antoine de Saint-Exupéry]]) *Sotto il letto, ruzzano i bimbi smisuratamente fino agli ultimi minuti prima di scuola. A quell'ora, sempre, quante riflessioni vai maturando e ti fai lo schizzo della vita nuova. ([[Rocco Scotellaro]]) *Sulla spiaggia di mondi sconfinati s'incontrano i bimbi. L'infinito cielo sta immobile sopra di loro e l'acqua irrequieta rumoreggia. Sulla spiaggia di mondi sconfinati i bimbi s'incontrano con grida e danze.<br>Fanno casette di sabbia e si baloccano con vuote conchiglie. Intessono barchette di foglie secche e sorridendo le fan galleggiare sull'immensità del mare. I bimbi giuocano sul lido dei mondi. ([[Rabindranath Tagore]]) *Tutti i bambini, [...] essendo stati uccelli prima di trasformarsi in esseri umani, sono ovviamente un po' selvaggi durante le prime settimane di vita e hanno un certo prurito sulle spalle, dove un tempo c'erano un paio di ali. ([[James Matthew Barrie]]) *Un bambino che cresce in un ambiente eccessivamente sicuro può non imparare mai che è un bambino, non fino a quando non si sposa ed ha una moglie che glielo dica. ([[P.J. O'Rourke]]) *''Un bambino dovrebbe sempre dire il vero | e aprire bocca solo se interpellato, | e a tavola essere composto e educato, | finché resiste, a essere sincero.'' ([[Robert Louis Stevenson]]) *Un bambino è più che ingenuo, è completamente vergine. Più che ingenuo è uno che sta a sentire che cosa bisogna fare. ([[Antonello Fassari]]) *Un bambino è un po' come un foglio bianco. Se ci scrivi sopra delle cose sbagliate, dirà delle cose sbagliate. Ma, a differenza di un foglio, un bambino può iniziare a scrivere e ha la tendenza a scrivere ciò che c'era già scritto. ([[L. Ron Hubbard]]) *Un bambino non è un cane o un gatto da nutrire e basta, alloggiare e basta. È un essere umano, un cittadino, con diritti inalienabili. Ben più inalienabili dei diritti o presunti diritti di due omosessuali con smanie materne o paterne. E il primo di questi diritti è sapere come si nasce sul nostro pianeta, come funziona la Vita sul nostro pianeta. Cosa più che possibile con una madre senza marito, del tutto impossibile con due "genitori" del medesimo sesso. Punto e basta. ([[Oriana Fallaci]]) *Un bimbo, uno qualunque, è qualcosa di nuovo ed unico sulla terra, una creatura vivente senza passato, col solo avvenire. (''[[Figlio di ignoti]]'') *Una donna che tira su dodici bambini impara qualcosa in più dell'alfabeto. I bambini sono più utili dell'aritmetica, per farti conoscere il mondo. ([[Frances Hodgson Burnett]]) *Una profonda solidarietà unisce i bambini di tutto il mondo, tanto profonda quanto sa essere profonda l'anima stessa dei bambini, ma che via via si allenta, finché si converte nell'inimicizia, nell'ostilità, nella guerra dei grandi. Quando due bambini s'incontrano, si guardano senza incertezza, si riconoscono anche se non si sono visti mai, e se non si fiutano come fanno i cani, è perché gl'istinti cui rispondono i richiami degli odori, in loro sono ancora sopiti. Se un bambino è contento, tutti i bambini si rallegrano dall'uno all'altro polo. Se un bambino soffre, tutti i bambini soffrono un poco e quasi senz'avvedersene. Quando un bambino muore, nasce un sospiro lenissimo sulla bocca dei bambini che dormono, indugia come una bollicina luminosa sul labbro, poi si spegne. ([[Alberto Savinio]]) *{{NDR|Il bambino è}} uscito dalle mani di Dio, con tutti gli insegnamenti e i pensieri del Paradiso impressi da poco in lui. ([[John Henry Newman]]) *Voi avete notato come profumano i bambini? Come se niente al mondo li avesse ancora sfiorati. (''[[Nico (film)|Nico]]'') ===[[Lucia Attolico]]=== *Ciò che un bambino comprende è come si sente. *Il bambino vive nel presente o meglio nell'immediatezza ed infatti ogni genitore sa quanto è difficile far capire ai bambini piccoli che una determinata cosa si può fare, ad esempio, domani. *I bambini che si sentono accettati sono consapevoli che qualsiasi cosa che li riguardi sia oggetto di interesse degli adulti. ===[[Friedrich Fröbel]]=== *Da principio il mondo esterno, benché composto sempre degli stessi oggetti ordinatamente disposti, si offre al fanciullo in una informe e nebbiosa oscurità, in una confusione caotica; in modo che il fanciullo medesimo e il mondo esteriore sembrano formare un'unica cosa. In appresso soltanto e in virtù principalmente della ''parola'' che, in ispecie per opera della madre, s'interpone tra il fanciullo e il mondo esteriore, dapprima separando l'uno dall'altro e quindi ricongiungendoli; si affacciano al fanciullo gli oggetti dapprima isolati e in picciol numero, poi in grande numero e varietà e ben distinti nelle loro differenze; in modo che il fanciullo apparisce a sé stesso come un essere speciale e diverso da tutti gli altri. *I genitori e la famiglia tutta debbono far sì che il centro principale della vita del fanciullo sia in mezzo alla natura calma e serena; il che si ottiene principalmente curando i giuochi dei fanciulli, i quali giuochi da principio son per lui tutta la natura. *''Un fanciullo, il quale di buona voglia, con energia e costanza si abbandona al giuoco fino a stancarne il corpo, diverrà fuori di ogni dubbio un bravo uomo, tranquillo, tenace e che promuoverà l'utile suo proprio e l'altrui perfino col {{sic|sacrifizio}}''. E che cosa vi è di più bello in questa età, che vedere un fanciullo quasi interamente assorbito dal giuoco, sinché spossato si addormenta? ===''[[Ken il guerriero]]''=== *Di questi tempi i bambini non servono a nulla. *Gli occhi innocenti dei bambini distinguono meglio di tutti il bene dal male! ([[Kenshiro]]) *I bambini sono delle creature libere e tali devono rimanere. ([[Kenshiro]]) *Sono loro che costruiranno il futuro. Sono loro che detteranno nuove regole e nuove leggi. ===[[Maria Montessori]]=== *I bambini sono così capaci di distinguere fra le cose naturali e le cose soprannaturali, che la loro intuizione ci ha fatto pensare ad un periodo sensitivo religioso: la prima età sembra congiunta con Dio come lo sviluppo del corpo è strettamente dipendente dalle leggi naturali che lo stanno trasformando. *Il bambino è una sorgente d'amore; quando lo si tocca, si tocca l'amore. *Molto si è parlato in questi ultimi tempi dei diritti dell'uomo, e specialmente dei diritti del lavoratore, ma è giunto il momento di parlare dei diritti sociali del bambino. La questione sociale dei lavoratori è stata fondamentale per le trasformazioni sociali, poiché l'umanità vive unicamente del lavoro umano: da quel problema dipendeva quindi l'esistenza materiale dell'umanità intera. Ma se l'operaio produce ciò che l'uomo consuma e crea nel mondo esteriore, il bambino produce l'umanità stessa, e pertanto i suoi diritti ancora più palesemente esigono trasformazioni sociali. È evidente che la società dovrebbe prodigare ai bambini le cure più perfette e più sagge, per ricavarne maggior energia e maggiori possibilità per l'umanità futura. *Se v'è per l'umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l'uomo. *Si sono aboliti i castighi corporali per gli adulti, perché avviliscono la dignità umana e sono una vergogna sociale. Ma esiste villania maggiore dell'offendere e battere un bambino? ===''[[Vangelo secondo Matteo]]''=== *Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano. [[Gesù]] però disse loro: "Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il [[Regno dei Cieli|regno dei cieli]]". *Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro [[Angelo custode|angeli]] nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. ([[Gesù]]) *In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: "Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?". Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: "In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare". ==[[Proverbi italiani]]== *Chi sta con i fanciulli s'imbratta la camicia. *Denari e fanciulli bisogna ben custodirli. *Fanciulli angeli, in età diavoli. *Fanciullo troppo accarezzato non fu mai bene allevato. *I fanciulli hanno l'anima negli occhi. *I fanciulli mettono ogni giorno un'oncia di carne e una libbra di malizia. *Quello che si impara da fanciulli non si dimentica più. *Tre cose deve portar con sé il fanciullo dalla scuola, scrivere, far di conto ed obbedire. *Tre cose recano utile e onore ai fanciulli: lavoro, studio e disciplina. *[[Uomo]] non educato dal [[dolore]] rimane sempre bambino. (citato da [[Thomas Mann]] ne ''I Buddenbrook'') ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Figlio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul}} {{Età}} [[Categoria:Età (biologia)]] qxln3wlowng4zqzfdu6z3x7po8lr4rd Francesco Tullio Altan 0 2692 1417520 1393342 2026-06-19T12:30:51Z ~2026-35835-89 107544 /* Citazioni di Francesco Tullio Altan */ 1417520 wikitext text/x-wiki {{w|Sistemare la voce, molte vignette sembrano poco significative senza disegni o senza una minima contestualizzazione}} [[File:Altan-1.jpg|thumb|Francesco Tullio Altan]] {{indicedx}} '''Francesco Tullio Altan''' (1942 – vivente), meglio noto come '''Altan''', autore di fumetti, autore satirico e sceneggiatore italiano. ==Citazioni di Francesco Tullio Altan== *Cosa non darei per fuggire all'ovest di me stesso.<ref>Da Aa. Vv., ''Cuor da cuore. Un anno di satira sinistra'', Feltrinelli, Milano, 1990, p. 155. ISBN 88-07-81125-1</ref> *L'italiano è un popolo straordinario. Mi piacerebbe tanto che fosse un popolo normale.<ref>Da ''Le ultime parole famose'', p. 10; citato in [[Goffredo Fofi]], ''Pasqua di maggio. Un diario pessimista'', Marietti, Genova, 1988, p. 112. ISBN 88-211-6602-3</ref> *Mi piace il Giorno dei morti: vado al cimitero e mi sento qualcuno.<ref>Da ''Panorama'', 4 novembre 1990.</ref> *Mi piacerebbe sapere chi è il mandante di tutte le cazzate che faccio.<ref>Citato in ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia'', n. 31.</ref> *Noi farfalle si vive un giorno solo e quando son le [[sei di sera]] si han già le palle piene.<ref>Citato in ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia'', n. 43.</ref> *Per ora non mi hanno arrestato neanche un conoscente: morirò onesto, ma sconosciuto.<ref>Da ''Panorama'', 24 febbraio 1985.</ref> *Questo deprecabile razzismo da stadio sta rovinando l'immagine di milioni di razzisti per bene.<ref>Citato in ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia'', n. 56.</ref> *Io ho fatto pochissime scelte consapevoli nella mia vita. Sono sempre un po’ andato dove mi portavano le cose, gli incontri con le persone che mi stimolavano a fare questo o quest’altro.<ref name=altan>Dall'intervista di Andrea Fiamma, ''[https://fumettologica.it/2025/06/altan-intervista-pimpa-fumetti/ Segreti d'Altan]'', ''[[Fumettologica|fumettologica.it]]'', 11 giugno 2025.</ref> {{Int|''[https://fumettologica.it/2019/11/altan-intervista-fumetti-pimpa/ Altan e la (non) fatica del disegno]''|Intervista di Andrea Fiamma, ''fumettologica.it'', 25 novembre 2019.}} *Dopo il liceo ho fatto architettura a Venezia, che non ho concluso, e lì ho cominciato a disegnare in maniera più metodica. Avevo visto i fumetti di Jules Feiffer che mi avevano molto colpito e mi ero detto «provo anch’io a fare una cosa del genere». *Il disegno di [Jules] Feiffer mi piaceva, mi piaceva molto di più il fatto che i suoi personaggi non parlassero granché fra di loro, ma parlassero soprattutto con chi li stava leggendo, che poi è quello che mi è rimasto addosso, la comunicazione verso il lettore. *Non avendo frequentato una scuola, non avendo avuto particolari preparazioni al fumetto, improvvisavo le cose mentre le facevo. Non sento mai di aver fatto fatica a disegnare. *Probabilmente l’unica differenza che vedo tra le primissime cose e quelle successive è che all’inizio siccome mi faceva strano che mi pagassero per quei lavori mi sembrava doveroso riempire le tavole con quelle panoramiche piene di roba. *La Pimpa l’ho fatta per mia figlia. Non avevo mai fatto nulla per i bambini prima. È venuta fuori giocando, disegnando con lei, senza un progetto. Osservavo come si comportava con il mondo e mi facevo ispirare. Piccoli atteggiamenti, per esempio: sbatteva contro la sedia e diceva che la sedia era cattiva. *La Pimpa è nata in Brasile perché mia figlia è nata lì. Io ho collaborato con le persone e gli editori a Rio e tutti – anche i cittadini comuni – sono dei battutari fantastici. E soprattutto sono capaci di quella sintesi che è fondamentale per questo lavoro e credo di aver imparato parecchio stando lì. ===Dialoghi=== *– Siamo sull'orlo dell'abisso.<br />– L'importante è scegliere su chi cadere.<ref>Da ''Panorama'', 8 novembre 1982.</ref> *(Caporeparto a Cipputi)<br/> "Il sindacato non vi rappresenta più, Cipputi. Trattiamo direttamente"<br/> "E va bene. Domattina alle sei, dietro a san siro".<ref>"Piatti amari, Cipputi", Bompiani 1982</ref> *(Cipputi, sull'automazione)<br/> "Uno di questi giorni sarai sostituito da un robot, Cipputi"<br/> "E lei cosa farà, verrà a rompermi i coglioni in casa?"<ref>Vignetta sul web</ref> *(Cipputi)<br/> "Hanno fatto i loro conti: crescita zero"<br/> "Si sono dimenticati di misurarci le palle, Pinazzi".<ref>"Piatti amari, Cipputi", Bompiani 1982</ref> *(Addetti alle pulizie, in divisa)<br/> "Di la ce sta un Governo infracidito. Lo butto?"<br/> "E che c'hai er core de pietra?"<ref>"Overdose, Cipputi", Bompiani 1990</ref> *(Cipputi, sul fisco)<br/> "Pare che guadagniamo più dei padroni, Cippo"<br/> "Il tutto senza violenze e spargimenti di sangue, proprio come voleva il Turati"<ref>L'Italia di Cipputi, Altan – Mondadori 2007</ref> *(Cipputi, sui sacrifici)<br/> "Solita solfa: chi lavora paga tutto, e gli altri niente"<br/> "Il paese ha scelto la stabilità, Bundazzi".<ref>L'Italia di Cipputi, Altan – Mondadori 2007</ref> *(Cipputi, sulla fine del Pci)<br/> "Noi non abbiamo niente di cui vergognarsi, Cippa!"<br/> "Pare che è arrivato il momento di colmare questa lacuna, vecchio Busdazzi"<ref>L'Italia di Cipputi, Altan – Mondadori 2007</ref> *(Cipputi, sulla tv)<br/> "Quando andiamo noi operai in tv cala l'ascolto"<br/> "Manca la suspence. Lo sanno tutti che alla fine lo prendiamo nel di dietro"<ref>L'Italia di Cipputi, Altan – Mondadori 2007</ref> *(Opinionisti)<br/> "Senti questa: non possiamo fare processi sommari!"<br/> "Togli 'sommari'. Bisogna essere più stringati".<ref>"Overdose, Cipputi", Bompiani 1990</ref> *(A bordo, marinaio al comandante)<br/> "Finito il carburante, falla a prora, scorbuto a mille, timoniere ubriaco. Ordini?"<br/> "Stringiamoci attorno alle istituzioni".<ref>"Turno di notte, Cipputi", Bompiani 1981</ref> *(Imprenditore)<br/> "Un Paese sottosviluppato dovrebbe avere manodopera a basso costo, senò cosa lo sottosviluppiamo a fare?"<ref>"Turno di notte, Cipputi", Bompiani 1981</ref> *(Cipputi, sui sacrifici)<br/> "La Fiat è in difficoltà, cippa. Bisagna che ci andiamo in soccorso".<br/> "Forse al Governo non ci andremo mai, ma il paradiso non ce lo leva nessuno".<ref>"Turno di notte, Cipputi", Bompiani 1981</ref> *(Alla stazione)<br/> "Dove va?"<br/> "All'estero, a farmi prendere un po' per il culo."<br/> *(Marito e moglie, lui seduto sul wc)<br/> "Sono in streaming"<br/> "Chiudi almeno la porta". *Sei felice?<br/>No. *È ora di rivalutare la merda.<br/>E quando mai è stata svalutata? *Buon giorno.<br/>Per me o per te? *Ho rubato, corrotto, concusso e mentito.<br/>La pianti di vantarsi e venga al dunque. *Lei è dalla parte del [[torto]].<br/>Ingenuo. È il torto che è dalla mia parte. *È inutile, la globalizzazione è un fatto.<br/>Porca puttana. *Ah! se il tempo si fermasse, caro.<br/>Brava, così la banca smette di pagarci gli interessi. *Prima massaia: Caspita, quanto mangiate!<br/>Seconda massaia: Sa com'è, abbiamo il water nuovo. *Vorrei vivere felice fino a cent'anni, babbo.<br/>Provochi? *Poteva andare anche peggio.<br/>No.<ref>La Repubblica, 15 maggio 2001</ref> ===Vignetta dell'ombrello=== *"Vada via!"<br/>"Cosa le costa provare? Se poi non le va tra cinque anni lo toglie." *"Soffro."<br/>"La smetta di confondere l'inflazione reale con quella percepita!" *"Di nuovo?"<br/>"È solo un ombrello interpretativo." *"Ancora?"<br/>"È per aprire la strada gli investimenti esteri." *"Tolga quell'affare da lì!"<br/>"Impossibile: provocherei la sfiducia degli investitori internazionali." *"Vuole andarsene?!"<br/>"Non senza lasciarvi un ricordino." *"Sono pronto. Arriva?"<br/>"Lunedì prossimo." *"È tutto arrugginito, Cippa."<br/>"Animo, Bundazzi, che se funziona ancora sarà mitico." *"A cosa serve quello?."<br/>"A giocare al piccolo politico." *"Basta co sto bunga-bunga."<br/>"Basta lo dico io." *"E quello?"<br/>"Non è niente, dice che è provvisorio." ("Un'ingerenza, niente di grave.") *"Per me?"<br/>"Esatto. Un milione e duecentomila per il referendum più uno per Cosentino." *"Si decide o no?"<br/>"Mi trema il polso." *"Chi ha dato ha dato."<br/>"Chi ha avuto ha avuto." *"Ma questo è retroattivo!"<br/>"Esatto." *"Ancora!"<br/>"Mi sto radicando nella società." *"Eccoci."<br/>"Faccio da me, che sino più pratico." ==Citazioni su Francesco Tullio Altan== *L'unica volta che ho avuto paura del Covid è stata a marzo del 2020. No, non per i contagi, Bergamo, le bare. Avevo paura perché Altan aveva fatto una vignetta, su ''Repubblica'', in cui uno diceva «Ce la faremo», e l'altra rispondeva «E se no, ce la faremo». Se anche Altan pensa ci voglia incoraggiamento e non sberleffo, empatia e non scazzo, ottimismo e non nichilismo, allora siamo proprio fottuti. ([[Guia Soncini]]) ===[[Lillo Gullo]]=== *Inquadrato a mezzo busto sta parlando da dietro un tavolo con dei microfoni (è alla Tv?). Ha i capelli a forma di bernoccolo frastagliato, il viso pieno di rughe, l'espressione repellente, la lingua penzolante, il naso, oblungo e terminante a virgola, rattrappito. Con le dita sottili (per essere più pronto alla presa?) esorta gli elettori: «Sono corrotto, incapace? C'è un solo modo di scoprirlo: rieleggetemi». È una fulminante tavola del secondo libro di Altan, ''Animo, Cipputi'' – significativamente proposto in una collana di saggi – volta a sintetizzare una figura politica divenuta in questi ultimi anni fin troppo familiare agli italiani: il ministro manovriero, cadreghino e bustarellaro. *I personaggi e le tematiche delle vignette di Altan si susseguono a zompi, in modo non troppo dissimile dalle conversazioni di tutti i giorni; si possono pertanto leggere ricombinando in altro modo il loro ordine. Dal politico al militare. Da dietro una scrivania, un generale superdecorato, curiosamente alle prese con l'aborto e le ristrettezze economiche, ci fa sapere: «L'aborto è antieconomico: è meglio abbatterli quando raggiungono i sessanta chili». *In questo corrosivo spaccato della società italiana vengono largamente rappresentati gli operai, che poi sono i veri protagonisti dei fumetti di Altan. Non si tratta beninteso di fantomatici «operai sociali» di non meglio precisate «fabbriche diffuse», ma di operai che hanno ancora il vezzo di lavorare in tuta quaranta-ore-quaranta. Vengono sorpresi, prosaicamente e senza concessioni alla retorica di sinistra, a due a due nel luogo di lavoro o in casa a mangiare enormi pastasciutte sproloquiando con mogli e figli. È in questi posti che l'operaio, non negandosi argomenti «a scassare», dibatte con amarezza i grandi temi della politica. Ed è lì che Altan mette a punto uno straordinario linguaggio frutto di una felice commistione del parlato quotidiano con le categorie e il lessico politico, giornalistico e sindacale: «Non c'è cazzi, Cipputi. Al governo non ci vogliono mica». «C'è il numero programmato, Lollis. Se no, è un caos». ==Note== <references/> ==Bibliografia== *[[Gino e Michele]], [[Matteo Molinari]], ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia'', Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997. ISBN 88-04-43263-2 ==Voci correlate== *[[Carlo Tullio-Altan]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tullio Altan, Francesco}} [[Categoria:Fumettisti italiani]] fu5np6ooyywt1kb79lsz0w86kp1vg2w Giorgio Cavazzano 0 3655 1417521 1340020 2026-06-19T12:34:27Z ~2026-35835-89 107544 1417521 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Giorgio Cavazzano.jpg|thumb|right|Giorgio Cavazzano]] '''Giorgio Cavazzano''' (1947), disegnatore di fumetti italiano. ==Citazioni di Giorgio Cavazzano== *L'insegnamento ai ragazzi, fatto però con la matita in mano. In passato mi è capitato di farlo... Un'esperienza bellissima, indimenticabile.<ref>Da ''Nel mio cassetto...'', ''I Maestri Disney'', n. 4, luglio 1997</ref> *Pur apprezzando Jacovitti e altri disegnatori del ''Corriere dei Piccoli'', ho sempre ammirato [[Leone Cimpellin|Cimpellin]] per la sua grande capacità interpretativa: curava l'espressività, la dinamica e il particolare in maniera unica. Erano cose rare nel panorama fumettistico di allora. [...] La cosa che mi stupisce di lui è come riesca a essere così sensibile nel tratto avendo delle manone e una forza incredibile! Secondo me potrebbe disegnare anche con i guantoni da boxe!<ref>Da Davide Barzi, ''Leo Cimpellin - Leo Ortolani'', serie ''Quaderni d'autori'' n. 2, Edizioni If, 2002, p. 75. ISBN 88-524-0010-9</ref> ==Citazioni su Giorgio Cavazzano== *Io devo tutto a Giorgio, perché quando avevo 15 anni mi ha dato un consiglio che mi ha cambiato la vita: scrivi le tue storie. Mi diceva sempre: “Se non scrivi le storie per conto tuo avrai sempre bisogno di uno sceneggiatore”. Io ero sì una lettrice di fumetto ma soprattutto un’appassionata del disegno, eppure in quel momento capii che i fumetti erano disegno e scrittura, insieme. Farmi capire che sarei dovuta diventare autrice unica è stato il regalo più grande che potesse farmi. ([[Silvia Ziche]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Cavazzano, Giorgio}} [[Categoria:Fumettisti italiani]] 03wzo3l55dvjlraib0wc4n5utyu6mfx Giosuè Carducci 0 3735 1417543 1413438 2026-06-19T14:23:37Z Gaux 18878 /* Bozzetti e scherme */ Giuseppe Regaldi 1417543 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Giosuè Carducci2.jpg|thumb|Giosuè Carducci]] {{Premio|Nobel|la letteratura '''(1906)'''}} '''Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci''' (1835 – 1907), poeta italiano. Usò lo pseudonimo '''Enotrio Romano''' nelle sue opere giovanili. ==Citazioni di Giosuè Carducci== *{{NDR|Su [[Gabriele Rossetti]], ''Il veggente in solitudine'', novena seconda, II, IV-VI}} A me non avvien mai di rileggere questi versi, che un brivido non mi prenda e non mi si inumidiscano gli occhi. Sento che è cotesto il solo stipendio che gli uomini possano dare al poeta; che è cotesta la sola consolazione alle fatiche ineffabili, ai patimenti non creduti di chi l'arte ama di amore. Beato quello fra voi, o giovani italiani, che potrà raggiungere cotesto premio; del quale a non pochi nobili ingegni negò la natura fin la speranza, fino il pensiero, fino la degna estimazione.<ref group="fonte">Da ''Le poesie di Gabriele Rossetti'', Barbera, Firenze, 1861, prefazione, [https://archive.org/stream/poesie00cardgoog#page/n67/mode/2up pp. LXV-LXVI]; citato in [[Vittorio Turri]], ''Dizionario storico manuale della letteratura italiana (1000-1900)'', [http://books.google.it/books?id=BOcOAAAAIAAJ&pg=PA320 p. 320].</ref> *{{NDR|Sul [[passo del Bernina]]}} Agosto 19. Ore 9 a.m. Ospizio Bernina. Belvedere, Tre Laghi. Coro delle nubi che salgono dai ghiacciai e avvolgono le vette degli Spitz a lato del Bernina. Noi saliamo e trasmutiamo, voi scendete e dileguate, ma ci ritroviamo e ci rimescoliamo eternamente: noi vi infondiamo atomi del presente, voi li tramandate all'avvenire.<ref group="fonte">Da ''Ricordi autobiografici. Saggi e frammenti'', 1896; citato in ''[https://www4.ti.ch/fileadmin/DECS/DCSU/UAPCD/documenti/20230317_mappa_premi_nobel.pdf Premi Nobel per la letteratura. Guida letteraria della Svizzera italiana]'', 17 marzo 2023, ''ti.ch''.</ref> *{{NDR|Riferendosi alla giovane poetessa [[Annie Vivanti]]}} Annie, la tua pochezza mi riposa.<ref group="fonte">Citato in [[Enzo Biagi]], ''Diciamoci tutto'', Edizione CDE su licenza di Arnoldo Mondatori Editore, Milano, 1984, p. 107.</ref> *Colui che potendo [[parlare|dire]] una cosa in dieci [[parola|parole]] ne impiega dodici, io lo ritengo capace delle peggiori azioni.<ref group="fonte">Citato in [[Dino Segre]], ''Sette delitti'', Sonzogno.</ref> *{{NDR|Sullo ''[[Giacomo Leopardi#Zibaldone|Zibaldone]]''}} È una mole di 4526 facce lunghe e larghe mezzanamente, tutte vergate di man dell'autore, d'una scrittura spesso fitta, sempre compatta, eguale, accurata, corretta. Contengono un numero grandissimo di pensieri, appunti, ricordi, osservazioni, note, conversazioni e discussioni, per così dire, del giovine illustre con sé stesso su l'animo suo, la sua vita, le circostanze; a proposito delle sue letture e cognizioni; di filosofia, di letteratura, di politica; su l'uomo, su le nazioni, su l'universo; materia di considerazioni più ampia e variata che non sia la solenne tristezza delle operette morali; considerazioni poi liberissime e senza preoccupazioni, come di tale che scriveva giorno per giorno per sé stesso e non per gli altri, intento, se non a perfezionarsi, ad ammaestrarsi, a compiangersi, a istoriarsi. Per sé stesso notava e ricordava il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]], non per il pubblico: ciò non per tanto gran conto ei doveva fare di questo suo ponderoso manoscritto, se vi lavorò attorno un indice amplissimo e minutissimo, anzi più indici, a somiglianza di quelli che i commentatori olandesi e tedeschi solevano apporre alle edizioni dei classici. Quasi ogni articolo di quella organica enciclopedia è segnato dell'anno del mese e del giorno in cui fu scritto, e tutta insieme va dal luglio del 1817 al 4 dicembre del 1832; ma il più è tra il '17 e il '27, cioè dei dieci anni della gioventù più feconda e operosa, se anche trista e dolente.<ref group="fonte">Dall'[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/Introduzione|introduzione]] ai ''Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura''.</ref> *{{NDR|Inno di [[Goffredo Mameli]]}} Fu composto l'otto settembre del quarantasette, all'occasione di un primo moto di Genova per le riforme e la guardia civica; e fu ben presto l'inno d'Italia, l'inno dell'unione e dell'indipendenza, che risonò per tutte le terre e in tutti i campi di battaglia della penisola nel 1848 e 49.<ref group="fonte">Da ''Bozzetti critici e discorsi letterari'', coi tipi di Franc. Vigo, Livorno, 1876, [https://books.google.it/books?id=N48HAAAAQAAJ&pg=PA252 p. 252].</ref> *''Io sono e resto quale fui | e attendo la grande ora.''<ref group="fonte">Citato in [[Leo Longanesi]], ''In piedi e seduti'', Longanesi, 1968.</ref> *L'[[Accademia dell'Arcadia|Arcadia]] conservò certe buone tradizioni di stile; vi fu anche una tale Arcadia e bisogna parlarne con un po' di creanza.<ref>Prefazione alle ''Rime'' del Petrarca; citato in [[Emanuele Portal]], ''L'Arcadia'', Remo Sandron Editore, 1922, [https://archive.org/details/larcadia00portuoft/page/82/mode/1up p. 82].</ref> *l'arte e la letteratura sono l'emanazione morale della civiltà, la spirituale irradiazione dei popoli.<ref group="fonte">Da ''Bozzetti critici e discorsi letterari'', coi tipi di Franc. Vigo, Livorno, 1876, [https://books.google.it/books?id=N48HAAAAQAAJ&pg=PA457 p. 457].</ref> *Nel 1454 {{NDR|[[Janus Pannonius]]}} si tramutava a Padova a studiare diritto canonico quattro anni, e ne riportò i gradi accademici. Nel soggiorno veneto {{sic|dee}} aver composto il panegirico a [[Giacomo Antonio Marcello]], patrizio e provveditore nella guerra sostenuta dalla Repubblica con [[Filippo Maria Visconti]] (esam. 2870, distici 20): ne' quali versi è notevole la facilità del descrivere i particolari minuti e sottili delle {{sic|marcie}} e i grandi e nuovi delle flotte trasportate su per i monti da un lago all'altro.<ref group="fonte">Da ''La gioventù di [[Ludovico Ariosto]] e la poesia latina in Ferrara''; in ''La {{sic|coltura}} estense e la gioventù dell'Ariosto'', Edizione Nazionale delle opere di Giosuè Carducci, volume tredicesimo, Nicola Zanichelli Editore, pp. 175-176; citato (parzialmente) in Janus Pannonius, ''Epigrammi lascivi'', traduzione di Gianni Toti, Fahrenheit 451, 1997, p. 16. ISBN 88-86095-03-1</ref> *Nella sua poesia [...] c'è molta facilità, ma vi si desidera tutto quello che fa la poesia vera. È un fatto per me oramai fermo: codesti meridionali, dal più al meno, recano nella poesia quella volubilità delle loro chiacchiere, che si devolve per lunghi meandri di versi sciolti o per cadenzati intrecciamenti di strofe senza una cura al mondo del pensiero. Il poeta [[Napoli|napoletano]] tipo è il [[Giovan Battista Marino|Marino]]. È inutile: i meridionali non sono poeti né artisti, non ostante tutte le apparenze: sono musici e filosofi. La poesia (anche questo parrà un paradosso) è delle genti più prosaiche e fredde della Toscana e del Settentrione.<ref group="fonte">Dalla lettera ad un amico che gli aveva inviato un volume di poesie di un giovane napoletano; citato in [[Benedetto Croce]], ''La letteratura della nuova Italia, Saggi critici'', vol. IV, Giuseppe Laterza & Figli, Bari, 1922<sup>2</sup> riveduta, pp. 311-312.</ref> *Sai che il ''[[Walt Whitman#Foglie d'erba|Fogliame]]'' americano io l'ho tradotto a lettera tre volte con il mio maestro d'inglese, un italiano che scappò in America di 17 anni e ci è stato ventitré, e ha fatto il capitano al servizio della Repubblica nella guerra di secessione contro gli Stati del Sud? È una bestia, sempre ubriaco; ma sente e respira l'America; e non sa quasi nulla d'Italiano; me lo commentava facendo gesti e urli feroci. E mi venne subito la voglia di tradurlo in esametri omerici. Tutti quei nomi a catalogo! Quelle enumerazioni, successioni, quella serie di sentimenti straordinarie e vere! Io ne rimasi e ne sono rapito! Dopo i grandissimi poeti colossali, [[Omero]], [[William Shakespeare|Shakespeare]], [[Dante Alighieri|Dante]], ecc. ci sarà del più pensato, del più profondo, del più perfetto, ma nulla così immediato e originale.<ref group="fonte">Da una lettera all'amico Enrico Nencioni; citato nella prefazione di [[Antonio Spadaro]], p. 29 in Walt Whitman, ''Canto una vita immensa'', a cura di Antonio Spadaro, Ancora, Milano, 2009. ISBN 88-514-0632-4</ref> *Non rampare di aquile e leoni, non sormontare di belve rapaci, nel santo vessillo; ma i colori della nostra primavera e del nostro paese, dal Cenisio all'Etna; le nevi delle Alpi, l'aprile delle valli, le fiamme dei vulcani.<ref group="fonte">Durante i solenni festeggiamenti per il primo Centenario del [[Bandiera d'Italia|Tricolore]], Reggio Emilia, 7 gennaio 1897; citato in Carlo Azeglio Ciampi e Alberto Orioli, ''Non è il paese che sognavo: taccuino laico per i 150 anni dell'unità d'Italia'', Il Saggiatore, 2010, [https://books.google.it/books?id=ffXnyZPMyR8C&pg=PA90 p. 90]. ISBN 8842816469</ref> *Non sa ella, signora Contessa, che Domineddio fece apposta il [[Lambrusco]] per annaffiare la carne dell'[[maiale|animale]] fausto ad [[Enea]] e caro ad [[Antonio abate|Antonio abbate]]? E io, per glorificare Dio e benedire la sua provvidenza, mi fermai a Modena a lungo a meditare la Sapienza.<ref group="fonte">Da una lettera alla contessa Ersilia Lovatelli, Bologna, seconda decade di gennaio 1884; in ''Lettere'', vol. 14, Zanichelli, 1952, p. 240.</ref> *[[Francesco Pastonchi|Pastonchi]]? mai letto tanti brutti versi.<ref group="fonte">Citato in [[Bonaventura Caloro]], ''È lo stato che crea la nazione'', ''La Fiera Letteraria'', aprile 1973.</ref> *Qui il paese è veramente bello, tale che fa intendere la Scuola [[Umbria|umbra]]: che linee d'orizzonte, che digradante vaporoso di monti in lontananza! Fui ad [[Assisi]]: è una gran bella cosa, paese, città e santuario, per chi intende la natura e l'arte nei loro accordi con la storia, con la fantasia con gli affetti degli uomini. Sono tentato di far due o tre poesie su Assisi e [[Francesco d'Assisi|San Francesco]].<ref group="fonte">Da una lettera a [[Giuseppe Chiarini]], Perugia, 26 luglio 1877; citato in ''La dolce stagione'', [[Luigi Russo]], Editrice Giuseppe Principato, Milano, 1940, p. 454.</ref> *''Se già sotto l'ale | del nero cappello | nel [[vino|vin]] Cromüello | cercava il signor,<ref>Qui il poeta fa riferimento ad un episodio narrato dal [[René de Chateaubriand|Chateaubriand]] in ''Quatre Stuarts''. Secondo lo scrittore francese, [[Oliver Cromwell|Cromwell]], sorpreso a bere, avrebbe detto agli amici: «Credono che cerchiamo il Signore, ma noi cerchiamo solo un cavatappi» (Il cavatappi era caduto).</ref> || ne' colmi bicchieri | ricerco pur io | men fiero un iddio, | ricerco l'amor.''<ref group="fonte">Da ''[[s:Levia Gravia/Libro II/Brindisi|Brindisi]]'' in ''Levia gravia'', XXV, vv. 1-8.</ref> *Sette anni fu alla scuola e al convitto del [[Guarino Veronese|Guarino]]; e vi formò lo stile e il costume, quello caldo e abbondante, questo cordiale e sciolto. Ne fan testimonianza gli epigrammi (410, in due libri), per grandissima parte di argomento e sentimento italiani, scritti i più nella gioventù prima; la cui licenza, se bene sia da riferire al genere e al modello [...] e sia da credere che Giano ostenti in gara con lui sporcizia e villania, pure ci appar di soverchio candida la fede e l'attestazione di [[Vespasiano da Bisticci|Vespasiano]], per quanto s'intendeva de' suoi costumi, esser fama che Giovanni fosse vergine.<ref group="fonte">Da ''La gioventù di [[Ludovico Ariosto]] e la poesia latina in Ferrara''; in ''La {{sic|coltura}} estense e la gioventù dell'Ariosto'', Edizione Nazionale delle opere di Giosuè Carducci, volume tredicesimo, Nicola Zanichelli Editore, pp. 174-175.</ref> *Stamane ho cacciato a sassate un [[organo a rullo|organetto]] che mi sonava sotto la finestra.<ref group="fonte">Da ''Lettere'', volume 14°, Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1944 e segg., p. 204; citato in Salvatore Battaglia, ''Grande Dizionario della Lingua Italiana'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1984, p. 78.</ref> ==''A Satana''== ===[[Incipit]]=== <poem>A te, dell'essere principio immenso, materia e spirito, ragione e senso; mentre ne' calici il vin scintilla sì come l'anima nella pupilla.</poem> ===Citazioni=== *''Via l'aspersorio, | prete, e 'l tuo metro! | no, prete, [[Satana]] | non torna in dietro!'' (vv. 21-24) *''Nella [[materia]] | che mai non dorme, | re dei fenomeni, | e delle forme, | sol vive Satana.'' (vv. 37-41) *''E già già tremano | mitre e corone: | dal chiostro brontola | la ribellione, | e pugna e prèdica | sotto la stola | di fra' [[Girolamo Savonarola|Girolamo | Savonarola]]''. (vv. 153-160) *''Gitta i tuoi vincoli, | uman pensiero, | e splendi e folgora | di fiamme cinto; | materia, inalzati: | Satana ha vinto.'' (vv. 163-168) ===[[Explicit]]=== <poem>Salute, o Satana, o ribellione, o forza vindice della ragione! Sacri a te salgano gl'incensi e i voti! Hai vinto il Geova de' sacerdoti.</poem> ==''Bozzetti e scherme''== *[...] il [[Giuseppe Regaldi|Regaldi]] considera con roseo ottimismo tutte le cose e gli uomini tutti. Egli, come ogni poeta da natura e nello stato di natura, è buono. Ammira facilmente, facilissimamente loda; per lui non vi sono né scuole, né partiti, né sette: cita Giuseppe Mazzini e il commendatore Minghetti; ama il Cibrario e il Brofferio; il Prati, Norberto Rosa ed il Révere. È un uomo egregio, che vi apre le braccia e vi sorride di primo acchito; che si esalta della sua stessa parola, e prorompe nella lirica. La sua critica in fatti non è altro che lirica. (p. 9) *[[Vignola]] è bella terra che giace un po' come Firenze (''si licet'' con quel che segue), se non che ha più apertura e più sfondo, a piè dell'Appennino, tra bei colli e bei fiumi. Benedetta di ubertà e d'ingegno, produsse il [[Jacopo Barozzi da Vignola|Barozzi]] il [[Ludovico Antonio Muratori|Muratori]] e il [[Agostino Paradisi|Paradisi]]; e produce cavoli stupendi, a cui non ho veduto gli eguali nelle mostre agrarie d'Italia. Rammento i cavoli, e frutte vistosissime, e prosciutti molto promettenti; perché alla commemorazione delle glorie passate vollesi unire la dimostrazione del lavoro presente in una esposizione d'agricoltura e d'industria. E fu ottimo consiglio. L'Italia è stata troppo inebriata finora d'idealismo: per me un bel [[cavolo]] e ben coltivato è cosa molto più estetica di cinquecento canti della poesia odierna e di mille cento articoli della stampa anche di opposizione. (p. 104) *[...] le <span style="letter-spacing:1px">[[Operette morali]]</span> e i <span style="letter-spacing:1px">Pensieri</span> sono di quelle scritture che "гоdono a scorza a scorza", come Dante direbbe, il cuore e il cervello dal quale escono. (p. 162) *{{NDR|[[Émile Littré]]}} Uomo di tre anime lo avrebber chiamato gli antichi: noi nel totale meraviglioso del suo lavoro dobbiamo anche singolarmente ammirare la ramificazione logica delle ricerche, il progressivo abbarbicare degli studi, il sapiente indentamento delle molte ruote della sua operosità intellettuale in tanti congegni e tutti di effettiva utilità, e più ancora la perseveranza, la coerenza, la virtù, con le quali quel nobilissimo ingegno vide, segui, raggiunse l'unità finale. (pp. 301-302) *Il [[Auguste Barbier|Barbier]] – discorriamo un po' di politica, se pure la politica quando passi per l'arte ha da chiamarsi ancora così –, non ostante i suoi entusiasmi per ''la grande populace'', non era mica un [[Georges Jacques Danton|dantoniano]], e, tanto meno, un [[Jacques-René Hébert|hebertista]]. Saltando su la restaurazione {{sic|constituzionale}} e l'impero conquistatore, egli fermavasi, è vero, alla repubblica vittoriosa, giusta, costumata, illuminata, che fu l'ideale dei migliori di Francia per più anni dopo il '93. Ma egli, come tutti quasi i cresciuti dopo il '15, era inzuppato di quell'idealismo che avendo per {{sic|gaz}} alimentatore il cristianesimo civile coronava il suo quieto e quasi lunare irraggiamento co 'l mistico alone del romanticismo liberale. (pp. 331-332) *Egli {{NDR|Auguste Barbier}} il poeta, traeva nella pubblica luce il quarto Stato e le sue piaghe, non per {{sic|conscienza}} politica o previsione ch'egli avesse del prossimo avvenire; ma per un sentimento di benigna equità, direi quasi di carità, direi quasi di sdegno evangelico contro i godenti e i trionfanti del secolo; si spingeva fino al socialismo, ma all' ombra della croce. Simile in ciò a molti di quella nobile ma debole generazione romantica. (pp. 332-333) *La {{sic|imagine}} della contessa [[Maria Teresa Gozzadini|Gozzadini]] a me piace ricercarla nell'amena solitudine di Ronzano più ancora che nel salottino pompeiano del suo palazzo di via Santo Stefano, ove pure lo spirito di lei scattava cosi luminoso dall'attrito della varia conversazione. Io amo ricollocarla lassù, tra quelle grandi querce, tra quei cipressi nella loro vecchiezza immobili quasi {{sic|mète}} di secoli. Ella, che in gioventù dipinse il paesaggio, che era cresciuta in mezzo a' poeti, aveva della natura un sentimento e una percezione profonda, e sapeva farsene una rappresentazione affettuosa e prossima più che i paesisti e poeti italiani, troppo vagando sui colori e la superficie, non usino avere e rendere. (pp. 373-374) *Quando conobbi da prima la contessa Gozzadini, mi parve di ravvisare specialmente nelle linee degli angoli frontali i tratti del viso di [[Dante Alighieri|Dante]]. Non lo dissi allora; ma un artista di poi mi notò con più franca asseveranza quello che a me era parso vedere: e ora leggo fatta la stessa osservazione da uno scienziato americano, e so che lo zio Serego offeriva una strana somiglianza co 'l ritratto dell'Alighieri. (p. 374) *La contessa Gozzadini avendo, oltre il nobil sentire, un singolar temperamento di facoltà vive fini ed argute, di ciò che sentiva e osservava s'era avvezza a rendersi ragione, facendosene un concetto suo ed esprimendolo con verità ferma e immediata. Non enfasi mai, ch'è indizio di anima debole e falsa: non sentimentalità, ch'è accusa d'anima debole e dura: un gran disprezzo della volgarità, vizio ormai comune in basso ed in alto: un ragionar fitto, serrato, giusto, con un guardarvi fiso e chiaro negli occhi, con lampi d'amori e di sdegni, e di quando in quando uno scatto o una scrollata di spalle, poetica, ghibellina. (p. 382) *{{NDR|Maria Teresa Gozzadini}} Leggeva Dante, e se ne recava seco il volume anche nelle ascensioni alpine; ma non lo teneva in mostra, né mai ne le udii far citazioni e sol una ne ho veduta nelle lettere. Grande amica dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]], e pure non baciava mai le amiche, e non diceva ''angelo'' né anche alle bambine. Così forte uscì dalla fantastica morbidezza della società veronese, cosi schietta passò tra la compassata e liscia gravità bolognese: senza sforzi e atteggiamenti da originale, temperando la franchezza con una gran gentilezza signorile. (p. 382) *Se la [[poesia]] è e ha da essere arte, ciò che dicesi forma è e ha da essere della poesia almeno tre quarti. Un [[poeta]] che trascuri la forma non è un poeta: è uno che ha in grandissima stima sé stesso e in assai basso concetto il prossimo suo, co 'l quale in somma egli tratta cosi: – Vedi, tu devi leggere questa roba, non perché sia poesia, ma perché è la {{sic|ebullizione}} del mio cervello e la secrezione del mio cuore: il qual cuore e il qual cervello sono gli organi privilegiati di quel grande idealista, di quel gran realista, di quel grande umorista, di quel bellissimo [[Endimione]] della natura che sono io –. (p. 420) *Egli {{NDR|[[Guido Mazzoni (letterato)|Guido Mazzoni]]}} tradusse [[Meleagro di Gadara|Meleagro]] e traduce [[Gaio Valerio Catullo|Catullo]] con rara agevolezza e felicità, e ha insieme un debole per la letteratura moderna, specialmente francese. Così tra per la facilità dell'ingegno suo fiorentino e per lo snodamento, acquistato con la coltura e l'esercizio, delle facoltà e tendenze estetiche, egli sgomitola i versi e i metri più difficili che non par fatto suo, e le forme scabre e malagevoli ad altri gli sguisciano levigate e lucide dalla mano, e certe stranezze cercate paiono nel suo stile naturali. Ma a questa sua elegante facilità il Mazzoni, diciamolo sùbito, si lascia andare un po' troppo; e qualche volta dà per rappresentazione fantastica la fosforescenza della frase solleticata dal metro, e all'atteggiamento esterno non ha rispondente sempre un movimento interno dello spirito o un guizzo dell'idea. (pp. 420-421) ==''Ceneri e faville''== *Ai giudizi dei [[Nemico|nemici]] vuolsi avere sempre la debita osservanza. (serie prima, p. ii) *''Fratelli, | per diverse terre le vostre ossa | per l'Italia tutta il nome, | ma la religione di voi è qui | e passa | di generazione in generazione | ammonendo | che scienza è libertà''. (serie prima, p. 76) *{{NDR|Parlando della regione [[Marche]]}} Così benedetta da [[Dio]] di bellezza di varietà di ubertà, tra questo digradare di monti che difendono, tra questo distendersi di mari che abbracciano, tra questo sorgere di colli che salutano, tra questa apertura di valli che arridono. (dal discorso tenuto a Recanati il 29 giugno 1898 in occasione del 1° centenario della nascita di [[Giacomo Leopardi]], serie terza e ultima; p. 26) *[...] verrà il giorno che il Severo e Clemente, liberatore della città, amatore del mondo, tribuno augusto [[Francesco Coccapieller]], sfromboli giù per il Corso a furia di sferzinate il Parlamento italiano a correre il palio, ignudo. (serie terza e ultima; p. 261) ==''Confessioni e battaglie''== ===Serie prima=== *È pure un vil facchinaggio quello di dovere o volere andar d'accordo co' molti! (p. 122) *[...] la letteratura che da due secoli ha dato e dà forme più logiche, più spigliate, più facili al pensiero moderno è senza dubbio la [[Letteratura francese|francese]], e per la letteratura di Francia son passate e sonosi mescolate le diverse correnti del genio moderno [...]. (p. 167) *I giovini non possono generalmente esser [[critico|critici]]; e, per due o tre che riescano, cento lasciano ai rovi della via i brandelli del loro ingegno o ne vengon fuori tutti inzaccherati di pedanteria e tutti irti le vesti di pugnitopi: la critica è per gli anni maturi. (p. 170) *[...] la [[repubblica]], per me, è l'esplicazione storica e necessaria e l'assettamento morale della democrazia ne' suoi termini razionali: la repubblica, per me è il portato logico dell'umanesimo che pervade ormai tutte le istituzioni sociali. (p. 270) ===Serie seconda=== *L'[[arte]], come la concepisco e come non arrivo a farla io, è cosa altamente e perfettamente [...] aristocratica. (p. 53) *{{NDR|Su [[Francesco Giuseppe I d'Austria]]}} Riprendemmo Roma al papa, riprenderemo Trieste all'imperatore. A questo imperatore degl'impiccati. (p. 209) *''[[Guglielmo Oberdan]] | morto santamente per l'Italia | terrore ammonimento rimprovero | ai tiranni di fuori | ai vigliacchi di dentro.'' {{NDR|[[Epigrammi|epigramma]]}} (p. 223) *[...] l'Inghilterra [...] vanta la più originale e la più libera e la più vera delle [[Letteratura inglese|letterature]] moderne [...]. (<!--da ''Mosche cocchiere'', -->p. 453) *E la nuova generazione ha il diritto di farsi avanti e che non gli s'impedisca il terreno alle prove, tanto più che parecchi di quei gagliardi hanno valore e destrezza al maneggio più che non vogliasi o non s'infinga credere dai mal disposti. Ahi triste cosa l'invidia alla gioventù! e brutto segno di piccolo e pigro animo nelle persone e di vecchiezza degenerante ne' popoli l'[[Misoneismo|odio a ciò che è o vuole o pare esser nuovo]]! Ma le mosche, per altro, le mosche cocchiere sono pur le male bestie e noiose! Si fermano alla prima osteria e van ronzando negli orecchi alla gente – Vedete là quella carrozzaccia tutta stinta e sdrucita e sgangherata, co' sedili che paiono schiene d'asini pelati, con una rota sola e mezzo timone? Quella è la carrozza del nostro paese. Ma ora veniamo in questo paese a rifarla, e ci abbiamo attaccato un Pegaso Pacolet, e sono io che guido. Zu, zu, zu. – A un viaggiatore scappa la pazienza e tira una cenciata – Va via, brutta bestia. (<!--da ''Mosche cocchiere'', -->pp. 469-470) ==''Della «Canzone di Legnano»''== ===[[Incipit]]=== {{centrato|IL PARLAMENTO<br />I.}}<br /> <poem>Sta Federico imperatore in Como. Ed ecco un messaggero entra in Milano da Porta Nova a briglie abbandonate. «Popolo di Milano,» ei passa e chiede, «fatemi scorta al console Gherardo.» Il consolo era in mezzo de la piazza, e il messagger piegato in su l'arcione parlò brevi parole e spronò via. Allor fe' cenno il console Gherardo, e squillaron le trombe a parlamento.</poem> ===Citazioni=== *''Ed allora per tutto il parlamento | trascorse quasi un fremito di belve.'' (vv. 115-116) *''Venne il dì nostro | (o milanesi), e vincere bisogna.'' (v. 122-123<ref group="fonte">Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/661#c1839|629]].</ref>) ==''Giambi ed epodi''== ===[[Incipit]]=== <poem>No, non son morto. Dietro me cadavere Lasciai la prima vita. Sopra i vólti Che m'arrideano impallidîr le rose, Moriro i sogni de la prima età.</poem> ===Citazione=== *''Coraggio, amici. Se di vive fonti | córse, tócco dal santo, il balzo alpin''<ref>Si accenna alla fonte che secondo la leggenda [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] fece scaturire presso il santuario della Verna. {{NDR|Nota del curatore}}</ref>'' | a voi saggi ed industri i patrii monti | iscaturiscan di fumoso [[vino|vin]]; || del vin ch'edúca il forte suolo amico | di ferro e zolfo con natia virtú: | co 'l quale io libo al padre Tebro antico, | al Tebro tolto al fin di [[servitù]]''. (''[[s:Giambi ed epodi/Libro I/Agli amici della valle Tiberina|Agli amici della valle Tiberina]]'', I, vv. 29-36) *''Oh non per questo dal fatal di [[Scoglio di Quarto|Quarto]] | lido il naviglio de i mille salpò, | né Rosolino Pilo aveva sparto | suo gentil sangue che vantava Angiò''. (''[[s:Giambi ed epodi/Libro I/La Consulta araldica|La Consulta araldica]]'', XI, vv. 25-28<ref group="fonte">Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', U. Hoepli, Milano, 1921, p. 381.</ref>) *''Maledetta | sii tu, mia patria antica, | su cui l'onta de l'oggi e la vendetta | de i secoli s'abbica!'' (''[[s:Giambi ed epodi/Libro I/In morte di Giovanni Cairoli|In morte di Giovanni Cairoli]]'', XIII, vv. 117-120) *''La nostra patria è vile.'' (''[[s:Giambi ed epodi/Libro I/In morte di Giovanni Cairoli|In morte di Giovanni Cairoli]]'', XIII, v. 132) *''Impronta Italia domandava Roma, | [[Bisanzio]] essi le han dato.'' (''[[s:Giambi ed epodi/Libro II/Per Vincenzo Caldesi|Per Vincenzo Caldesi]]'', XVIII, vv. 27-28) *{{NDR|[[Giuseppe Mazzini]]}} ''E un popol morto dietro a lui si mise. || Esule antico, al ciel mite e severo | leva ora il volto che giammai non rise, | — tu sol — pensando — o idëal, sei vero.'' (''[[s:Giambi ed epodi/Libro II/Giuseppe Mazzini|Giuseppe Mazzini]]'', XXIII, vv. 11-14) *''Ma voi siete cristiane, o Maddalene! | Foste da' preti a scuola. | Siete moderne! avete ne le vene | l'Aretino e il Loiola''. (''[[s:Giambi ed epodi/Libro II/A proposito del processo Fadda|A proposito del processo Fadda]]''<ref group="fonte">Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 536.</ref>, XXIX, vv. 45-48) *{{NDR|Da [[Perugia]]}} ''E il sol nel radiante azzurro immenso | fin de gli [[Abruzzo|Abruzzi]] al biancheggiar lontano | folgora, e con desio d'amor più intenso | ride a' monti de l'[[Umbria]] e al verde piano''. (''[[s:Giambi ed epodi/Libro II/Il canto dell'Amore|Il canto dell'amore]]'', XXX, vv. 37-40) *''Da le vie, da le piazze gloriose, {{NDR|dell'[[Umbria]]}} | ove, come dal maggio ilare a i dì | boschi di querce e cespiti di rose, | la libera de' padri arte fiorì''; [...]. (''[[s:Giambi ed epodi/Libro II/Il canto dell'Amore|Il canto dell'amore]]'', XXX, vv. 81-84) ==''Juvenilia''== ===[[Incipit]]=== <poem>Ah per te<ref>Al libro [1866].</ref> Orazio prèdica al vento! Del patrio carcere non sei contento, la chiave abomini grata a i pudichi, agogni a l'aere de' luoghi aprichi. E dove, o misero, dove n'andrai. Dove un ricovero trovar potrai, o de' miei giovini lustri diletto, o mio carissimo tenue libretto?</poem> ===Citazioni=== *{{NDR|[[Vittorio Alfieri]]}} ''O de l'italo agon supremo atleta | misurator, di questa setta imbelle, | che stranïata il sacro allòr ti svelle | che vuol la santa bile irrequïeta? || E a qual miri sai tu splendida meta | ed a che fin drizzato abbian le stelle | questa età che di ciance e di novelle | per quanto ingozzi e più e più si asseta''? (''[[s:Juvenilia/Libro III/Vittorio Alfieri|Vittorio Alfieri]]'', XLIII, vv. 1-8) *{{NDR|[[Dante Alighieri]]}} ''Forti sembianze di novella vita | circondar la tua cuna, | o re del canto che più alto mira. | Gentil virago ardita, | quale non vider mai le argive sponde | né le latine, e d'amor balda e d'ira, | te venìa la bella | toscana libertade; e il pargoletto | già magnanimo petto | ti confortava de la sua mammella. | Tutta accesa ne' raggi di sua sfera, | mite insieme ed austera, | venne la fede; e per un popoloso | di visioni e d'ombre oscuro lito | la porta ti mostrò dell'infinito''. (''[[s:Juvenilia/Libro IV/Dante|Dante]]'', LX, vv. 1-15) *''Dimmi, triangoluzzo mio squadrato, | che al mondo se' degli animali rari, | furono prima i ciuchi o i somari? | e quel tuo capo è un circolo o un quadrato? || Anco: il cervel, se fior te n'è restato, | è isoscelo o scaleno o ha lati pari? | Se' tu l'ambasciador de' calendari, | o un parallelogrammo battezzato?'' (''[[s:Juvenilia/Libro V/A un geometra|A un geometra]]'', LXX, vv. 1-8) *''Or chi pria leverà d'[[Italia]] il grido | spezzando il vario, infame, antico freno? | Di martiri e d'eroi famoso nido, | voi [[Modena]] e [[Bologna]]. Oh al dì sereno || di libertà cresciute, anime altere | tra i ceppi sanguinanti e gli egri esigli | e gli orrendi martòri in prigion nere, || voi ne' tedeschi e ne' papali artigli | chi più mai renderà, poi che un volere | raccoglie alfin de la gran madre i figli?'' (''[[s:Juvenilia/Libro VI/Modena e Bologna|Modena e Bologna]]'', XC, vv. 5-14) ==''Odi barbare''== ===[[Incipit]]=== <poem>Odio l'usata [[poesia]]: concede comoda al vulgo i flosci fianchi e senza palpiti sotto i consueti amplessi stendesi e dorme. A me la strofe vigile, balzante co 'l plauso e 'l piede ritmico ne' cori: per l'ala a volo io còlgola, si volge ella e repugna.</poem> ===Citazioni=== *''Lieta del fato [[Brescia]] raccoltemi, | Brescia la forte, Brescia la ferrea, | Brescia leonessa d'Italia | beverata nel sangue nemico.'' (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro I/Alla Vittoria - Tra le rovine del tempio di Vespasiano in Brescia|Alla Vittoria, tra le rovine del tempio di Vespasiano in Brescia]]'', libro I, vv. 37-40) *''Salve, [[Umbria]] verde, e tu del puro fonte | nume Clitumno!'' (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro I/Alle fonti del Clitumno|Alle fonti del Clitumno]]'', libro I, vv. 25-26) *''[[Roma]], ne l'aer tuo lancio l'anima altera volante: | accogli, o Roma, e avvolgi l'anima mia di luce''. (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro I/Roma|Roma]]'', libro I, vv. 1-2) *''Anch'ei, tra 'l dubbio giorno d'un gotico | tempio avvolgendosi, l'[[Dante Alighieri|Alighier]] trepido | cercò l'immagine di Dio nel gemmeo | pallore d'una femina''. (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro I/In una chiesa gotica|In una chiesa gotica]]'', libro I, vv. 21-24) *''Surge nel chiaro inverno la fosca turrita [[Bologna]], | e il colle di sopra bianco di neve ride''. (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro I/Nella piazza di San Petronio|Nella piazza di San Petronio]]'', libro I, vv. 1-2) *[...] ''quando [[Odoacre]] dinanzi a l'impeto | di [[Teodorico il Grande|Teodorico]] cesse, e tra l'èrulo | eccidio passavan sui carri | dritte e bionde le donne amàle || entro la bella [[Verona]], odinici | carmi intonando: raccolta al vescovo | intorno, l'italica plebe | sporgea la croce supplice a' Goti''. (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro I/Davanti il Castel Vecchio di Verona|Davanti il Castel Vecchio di Verona]]'', libro I, vv. 5-12) *{{NDR|Sul [[Lago di Garda]]}} [...] ''una gran tazza argentea, || cui placido olivo per gli orli nitidi corre | misto a l'eterno lauro.'' (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro I/Sirmione|Sirmione]]'', libro I, v. 4) *''Breve ne l'onda placida avanzasi | [[Scoglio di Quarto|striscia di sassi]]. Boschi di lauro | frondeggiano dietro spirando | effluvi e murmuri ne la sera. |'' [...] ''| Par che da questo nido pacifico | in picciol legno l'uom debba movere | secreto a colloqui d'amore | leni su zefiri, la sua donna | fisa guatando l'astro di [[Venere (astronomia)|Venere]].'' (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro I/Scoglio di Quarto|Scoglio di Quarto]]'', libro I, vv. 1-4, 9-13) *''Superba ardeva di lumi e cantici | nel mar morenti lontano [[Genova]] | al vespro lunare dal suo | arco marmoreo di palagi.'' (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro I/Scoglio di Quarto|Scoglio di Quarto]]'', libro I, vv. 29-32) *''Fulgida e bionda ne l'adamantina | luce del serto tu passi''. (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro I/Alla regina d'Italia - XX Nov. MDCCCLXXVIII|Alla Regina d'Italia]]'', libro I, vv. 29-30) *''Già il mostro {{NDR|la [[locomotiva a vapore]]}}, conscio di sua metallica | anima, sbuffa, crolla, ansa, i fiammei | occhi sbarra; immane pe 'l buio | gitta il fischio che sfida lo spazio.'' (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro II/Alla stazione in una mattina d'autunno|Alla stazione in una mattina d'autunno]]'', libro II, vv. 29-32) *''Oh qual caduta di foglie, gelida, | continua, muta, greve, su l'anima! | io credo che solo, che eterno, | che per tutto nel mondo è [[novembre]].'' (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro II/Alla stazione in una mattina d'autunno|Alla stazione in una mattina d'autunno]]'', libro II, vv. 53-56) *{{NDR|[[Marzo]]}} ''Quale una incinta, su cui scende languida | languida l'ombra del sopore e l'occupa, | disciolta giace e palpita su 'l talamo, | sospiri al labbro e rotti accenti vengono | e súbiti rossor la faccia corrono ||'' [...] ''Chinatevi al lavoro, o validi omeri; | schiudetevi agli amori, o cuori giovani; | impennatevi a sogni, ali dell'anime; | irrompete alla guerra, o desii torbidi: | ciò che fu torna e tornerà nei secoli''. (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro II/Canto di Marzo|Canto di marzo]]'', libro II, vv. 1-5, 26-30) *[...] ''[[Nuvola|vacche del cielo]]'' [...]. (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro II/Canto di Marzo|Canto di marzo]]'', libro II, v. 11) *''L'[[ora]] presente è in vano, non fa che percuotere e fugge, | sol nel [[passato]] è il bello, sol ne la [[morte]] è il vero.'' (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro II/Presso l'urna di Percy Bysshe Shelley|Presso l'urna di Percy Bysshe Shelley]]'', libro II, vv. 3-4) *''Ah, ma non ivi alcuno de' novi poeti mai surse, | se non tu forse, [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]], spirito di titano, | entro virginee forme''. (''[[s:Odi barbare/Delle Odi Barbare Libro II/Presso l'urna di Percy Bysshe Shelley|Presso l'urna di Percy Bysshe Shelley]]'', libro II, vv. 41-42) ===Citazioni sulle ''Odi barbare''=== *Le ''Barbare'' sono serti di fiori posti su delle tombe; o corone di cipresso appese ad abbandonate are votive. Il Carducci è apparso come un superstite di altri tempi, venuto a narrare a noi delle saghe antiche, che il secolo desueto non intendeva oramai più. E della sua solitudine ebbe anch'egli coscienza. Onde quella tristezza elegiaca di parecchie, delle più belle e più sincere forse, delle ''Odi barbare'', quella quasi nostalgica adorazione di rovine: quel sentirsi sfiorare dolcemente la fronte dall'ala trista dei secoli: quel desiderio di essere tratto dai fiumi eterni verso l'eterno nulla [...]. ([[Eugenio Donadoni]]) ==''Rime e ritmi''== ===[[Incipit]]=== '''Alla signorina Maria A.''' <poem>O Piccola Maria, di versi a te che importa? Esce la poesia, o piccola Maria, quando malinconia batte del cor la porta. O piccola Maria, di versi a te che importa?</poem> ===Citazioni=== *''Contessa, che è mai la [[vita]]? | È l'ombra d'un sogno fuggente. | La favola breve è finita, | il vero immortale è l'[[amore|amor]].'' (''[[s:Rime e ritmi/Jaufré Rudel|Jaufré Rudel]]'', vv. 73-76) *''Salve, [[Piemonte]]! A te con melodia | mesta, da lungi risonante, come | gli epici canti del tuo popol bravo, | scendono i fiumi. || Scendono pieni, rapidi, gagliardi, | come i tuoi cento battaglioni, e a valle | cercan le deste a ragionar di gloria | ville e cittadi''. (''[[s:Rime e ritmi/Piemonte|Piemonte]]'', 9-16) *[...] ''e da Superga nel festante coro | de le grandi Alpi la regal [[Torino]] | incoronata di [[vittoria]], ed [[Asti]] | repubblicana''. (''[[s:Rime e ritmi/Piemonte|Piemonte]]'', vv. 33-36) *{{NDR|A [[Carlo Alberto di Savoia]]}} [...] ''oggi ti canto, o re de' miei verd'anni, | re per tant'anni bestemmiato e pianto, | che via passasti con la spada in pugno | ed il cilicio | al cristian petto, italo Amleto''. (''[[s:Rime e ritmi/Piemonte|Piemonte]]'', vv. 65-69) *''[[Italia]] | assunta novella tra le genti''. (''[[s:Rime e ritmi/Cadore|Cadore]]'', vv. 163-164) *{{NDR|[[Carlo Goldoni]]}} ''A te, porgente su l'argenteo Sile | le braccia a l'avo da l'opima cuna, | ne la festante ilarità senile | parve la vita accorrere con una || marïonetta in mano. Al sol d'aprile | te fuggente la logica importuna | presago accolse il comico navile | veleggiando la tacita laguna''. (''[[s:Rime e ritmi/Carlo Goldoni|Carlo Goldoni]]'', I, vv. 1-8) *''Quando, novello Procida, | e più vero e migliore''<ref>Per il refuso su ''più vero e maggiore'', {{cfr}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/764#c2046|732]].</ref>'', innanzi e indietro, | arava ei l'onda sicula;'' [...]. (''[[s:Rime e ritmi/Alla figlia di Francesco Crispi|Alla figlia di Francesco Crispi]]'', vv. 17-19) *''Seco venga a' lidi tuoi | fe' d'opre alte e leggiadre, | o isola del sole, o tu d'eroi | [[Sicilia]] antica madre.'' (''[[s:Rime e ritmi/Alla figlia di Francesco Crispi|Alla figlia di Francesco Crispi]]'', vv. 29-32) *[...] ''come, o [[Ferrara]], bello ne la splendida ora d'Aprile | ama il memore sole la tua pace!'' (''[[s:Rime e ritmi/Alla città di Ferrara|Alla città di Ferrara]]'', vv. 5-6) *''Salve, Ferrara, co'l tuo fato in pugno | ultima nata, creatura nova | de l'Appennin, del Po, del faticoso | dolore umano!'' (''[[s:Rime e ritmi/Alla città di Ferrara|Alla città di Ferrara]]'', vv. 93-96) *''Ombra d'un fiore è la beltà, su cui | bianca farfalla poesia volteggia: | eco di tromba che si perde a valle | è la potenza.'' (''[[s:Rime e ritmi/La chiesa di Polenta|La chiesa di Polenta]]'', vv. 13-16) *''Fuga di tempi e barbari silenzi | vince e dal flutto de le cose emerge | sola, di luce a' secoli affluenti | faro, l'[[idea]].'' (''[[s:Rime e ritmi/La chiesa di Polenta|La chiesa di Polenta]]'', vv. 17-20) ==''Rime nuove''== ===[[Incipit]]=== <poem>Ave, o [[rima]]! Con bell'arte su le carte te persegue il trovadore; ma tu brilli, tu scintilli, tu zampilli su del popolo dal cuore. O scoccata tra due baci ne i rapaci volgimenti de la danza, come accordi ne' due giri due sospiri, di memoria e di speranza!</poem> ===Citazioni=== *''[[Sonetto|Breve e amplissimo carme]]'' [...]. (''[[s:Rime nuove/Libro II/Al sonetto|Al sonetto]]'', III, v. 1) *''Pur ne l'ombra de' tuoi lati velami | gli umani tedi, o notte, ed i miei bassi | crucci ravvolgi e sperdi: a te mi chiami, | e con te sola il mio cuor solo stassi. || Di quai d'ozio promesse adempi e sbrami | gl'irrequïeti miei spiriti lassi? | E qual doni potenza a i pensier grami | onde a l'eterno o al nulla errando vassi? || O diva [[notte]], io non so già che sia | questo pensoso e presago diletto | ove l'ire e i dolor l'anima oblia: || ma posa io trovo in te, qual pargoletto | che singhiozza e s'addorme de la pia | ava abbrunata su l'antico petto.'' (''[[s:Rime nuove/Libro II/Di notte|Di notte]]'', VII) *''Te che solinghe balze e mèsti piani | ombri, o [[quercia]] pensosa, io più non amo, | poi che cedesti al capo de gl'insani | eversor di cittadi il mite ramo.'' (''[[s:Rime nuove/Libro II/Colloqui con gli alberi|Colloqui con gli alberi]]'', VIII, vv. 1-4) *''Né te, [[alloro|lauro]] infecondo, ammiro o bramo, | che mènti e insulti, o che i tuoi verdi e strani | orgogli accampi in mezzo al verno gramo | o in fronte a calvi imperador romani.'' (''[[s:Rime nuove/Libro II/Colloqui con gli alberi|Colloqui con gli alberi]]'', VIII, vv. 5-8) *''Amo te, [[vigna|vite]], che tra bruni sassi | pampinea ridi, ed a me pia maturi | il sapïente de la vita oblio.'' (''[[s:Rime nuove/Libro II/Colloqui con gli alberi|Colloqui con gli alberi]]'', VIII, vv. 9-11) *''Ma più onoro l'[[abete]]: ei fra quattr'assi, | nitida [[bara]], chiuda al fin li oscuri | del mio pensier tumulti e il van desio.'' (''[[s:Rime nuove/Libro II/Colloqui con gli alberi|Colloqui con gli alberi]]'', VIII, vv. 12-14) *''T'amo, o pio [[bue|bove]]; e mite un sentimento | di vigore e di pace al cor m'infondi. | O che solenne come un monumento | tu guardi i campi liberi e fecondi, | o che al giogo inchinandoti contento | l'agil opra de l'uom grave secondi:'' [...]. (''[[s:Rime nuove/Libro II/Il bove|Il bove]]'', IX, vv. 1-6) *''Il divino del [[pianura|pian]] silenzio verde''. (''[[s:Rime nuove/Libro II/Il bove|Il bove]]'', IX, v. 14) *''Siede novembre su le vie festanti | ove il maggio s'aprì de' miei pensieri, | e spettral ne la nebbia alza i giganti | templi la tua città, [[Dante Alighieri]]. || Meglio cosí; ch'io non mi vegga avanti | gli academici Lapi e i Bindi artieri: | Io vo' vedere il cavalier de' santi, | il santo io vo' veder de' cavalieri. || Forza di gioventù lieta da' marmi | fiorente, ch'ogni loda a dietro lassi | d'achei scalpelli e di toscani carmi, || degno, [[San Giorgio]] (oh con quest'occhi lassi | il vedess'io), che innanzi a te ne l'armi | un popolo d'eroi vincente passi.'' (''[[s:Rime nuove/Libro II/San Giorgio di Donatello|San Giorgio di Donatello]]'', XIV) *''[[Dante Alighieri|Dante]], onde avvien che i vóti e la favella | levo adorando al tuo fier simulacro, | e me sul verso che ti fè già macro | lascia il sol, trova ancor l'alba novella? |'' [...] ''| son chiesa e impero una ruina mesta | cui sorvola il tuo canto e al ciel risona: | muor Giove, e l'inno del poeta resta''. (''[[s:Rime nuove/Libro II/Dante|Dante]]'', XVI, vv. 1-4 e 12-14) *''L'albero a cui tendevi | la pargoletta mano, | il verde [[melograno]] | da' bei vermigli fior, || nel muto orto solingo | rinverdì tutto or ora | e giugno lo ristora | di luce e di calor. || Tu fior de la mia pianta | percossa e inaridita, | tu de l'inutil vita | estremo unico fior, || sei ne la terra fredda, | sei ne la terra negra; | né il sol più ti rallegra | né ti risveglia amor.'' {{NDR|[[Elegie funebri dalle poesie|elegia funebre]]}} (''[[s:Rime nuove/Libro III/Pianto antico|Pianto antico]]'', XLII) *''[[Maggio]] risveglia i nidi, | maggio risveglia i cuori; | porta le ortiche e i fiori, | i serpi e l'usignol.'' (''[[s:Rime nuove/Libro III/Maggiolata|Maggiolata]]'', L, vv. 1-4) *''La [[nebbia]] agl'irti colli | [[Pioggia|piovigginando]] sale, | e sotto il maestrale | urla e biancheggia il [[mare|mar]]; || ma per le vie del borgo | dal ribollir de' [[Tino (vinificazione)|tini]] | va l'aspro odor de i [[vino|vini]] | l'anime a rallegrar. || Gira sui ceppi accesi | lo spiedo scoppiettando: | sta il cacciator fischiando | su l'uscio a rimirar | tra le rossastre nubi | stormi d'uccelli neri | com'esuli pensieri | nel vespero migrar''. (''[[s:Rime nuove/Libro III/San Martino|San Martino]]'', LVIII, vv. 1-16) *{{NDR|Sulla [[Sicilia]]}} ''Sai tu l'isola bella, a le cui rive | manda il Ionio i fragranti ultimi baci | nel cui sereno mar Galatea vive | e su' monti Aci?'' (''[[s:Rime nuove/Libro IV/Primavere elleniche II|Primavere elleniche II]]'', LXIII, vv- 1-4) *''De l'ombroso pelasgo [[Monte Erice|Èrice]] in vetta | eterna ride ivi Afrodite e impera, | e freme tutt' amor la benedetta | da lei costiera''. (''[[s:Rime nuove/Libro IV/Primavere elleniche II|Primavere elleniche II]]'', LXIII, vv. 5-8) *''Meglio operando oblïar, senza indagarlo; | questo enorme mister de l'[[universo]]!'' (''[[s:Rime nuove/Libro V/Idillio maremmano|Idillio maremmano]]'', LXVII, vv. 38-39) *''Odio la faccia tua stupida e tonda, | l'inamidata cotta, | monacella lasciva ed infeconda, | [[Luna|celeste paölotta]]'' (''[[s:Rime nuove/Libro V/Classicismo e romanticismo|Classicismo e Romanticismo]]'', LXIX, vv. 37-40) *''Si volse il prete a dire: Ite. Potente | ruppe il sole a le nubi sormontando, | e incoronò d'un'iride scendente | la bella donna che sorgea pregando. | Corse tra le figure bizantine | vermiglio un riso come di pudor; | ma la [[Maria|Madonna]] le pupille chine | tenea su 'l figlio, e mormorava – Amor''. (''[[s:Rime nuove/Libro V/Da la qual par ch'una stella si mova|Da la qual par ch'una stella si mova]]'', LXXI, 33-40) *''I [[cipresso|cipressi]] che a Bólgheri alti e schietti | van da San Guido in duplice filar, | quasi in corsa giganti giovinetti | mi balzarono incontro e mi guardâr.'' (''[[s:Rime nuove/Libro V/Davanti san Guido|Davanti san Guido]]'', LXXII, vv. 1-4) *''Su 'l castello di [[Verona]] | batte il [[sole]] a mezzogiorno | da la Chiusa al pian rintrona | solitario un suon di [[Corno (strumento musicale)|corno]],'' [...]. (''[[s:Rime nuove/Libro VI/La leggenda di Teodorico|La leggenda di Teodorico]]'', LXXVI, vv. 1-4) *''Sanguinosa, in un sorriso | di martirio e di splendor: | di [[Severino Boezio|Boezio]] è il santo viso, | del romano senator.'' (''[[s:Rime nuove/Libro VI/La leggenda di Teodorico|La leggenda di Teodorico]]'', LXXVI, vv. 101-104) *[...] ''o noci della [[Carnia]] addio! | Erra tra i vostri rami il pensier mio | sognando l'ombre d'un tempo che fu!'' (''[[s:Rime nuove/Libro VI/Il comune rustico|Il comune rustico]]'', LXXVII, vv. 7-9) *''Cittadini di palagio, | mercanti e buon artieri; | e voi conti di maremma, | dai selvatici manieri; || voi di Corsica visconti, | voi marchesi de' confini; | voi che re siete in Sardegna | ed in [[Pisa]] cittadini; || voi che in volta del levante | mainaste or or la vela: | pria che arrossi la Verruca | e si spenga la candela, || fuori porta del parlascio, | su correte arditamente! | Su, su, popolo di Pisa, | cavalieri e buona gente!'' (''[[s:Rime nuove/Libro VI/Faida di comune|Faida di comune]]'', LXXIX, vv. 109-124) *''Hallali''<ref>''Hallalí'' è grido di caccia nella lingua francese, oggi accolto, credo, anche nelle nobili cacce italiane; e può accogliersi, parmi, perché in fine non è altro che un composto d'interiezioni e di avverbi comuni alle due lingue. {{NDR|Nota del curatore}}</ref>'', hallali, gente d'Habsburgo! | Ad una caccia eterna io con te surgo;'' [...]. (''[[s:Rime nuove/Libro VI/Ninna nanna di Carlo V|Ninna-nanna di Carlo V]]'', LXXX, vv. 33-34) *''Poeta, su 'l tuo capo sospeso ho il tricolore | che da le spiagge d'Istria da l'acque di Salvore | la fedele di Roma, [[Trieste]], mi mandò''. (''[[s:Rime nuove/Libro VI/A Vittore Hugo|A Victor Hugo]]'', LXXXI, vv. 49-51) ==[[Incipit]] di ''Conversazioni critiche''== Lodiamo di buon animo i buoni pensieri ne' due scritti del dott. C., intitolati I beni della letteratura e I mali della lingua latina, intorno agli offici delle lettere e dei letterati, intorno alle pessime condizioni dell'educazione letteraria qual fu e qual è in parte ancora fra noi e alla necessità di una educazione piú veramente civile. ==Citazioni su Giosuè Carducci== *A Giosuè Carducci, un dì tanto combattuto pe' suoi eccessi verbali, furono alla fine tributati onori singolari. Non solo egli fu chiamato "il poeta della terza Italia", ch'è appena cominciata, ma il Parlamento nazionale gli decretò un monumento a Roma; dove non l'hanno Virgilio, Dante, Michelangelo, Colombo, Vittorio Alfieri, primo poeta e profeta del Risorgimento, e neppure Alessandro Volta, la cui scoperta torna oggi sì possente alla civiltà del mondo. Ma a Roma era rivolta l'anima del poeta maremmano; il verso di Dante sul "gran veglio" simbolico,<br><div style="text-align:center;">E Roma guarda sì come suo speglio,</div>si adatta a lui, avvivatore delle tradizioni italiche. ([[Raffaello Barbiera]]) *Antiromantico, antimanzoniano ed anticristiano si dichiarò apertamente Giosuè Carducci, quando poco più che ventenne incominciò a farsi conoscere nella sua Toscana. Armato di cultura pagana e classica parve dapprima scendere in campo come un restauratore del classicismo, quasi un continuatore del Foscolo e dell'Alfieri; ma non tardò ad affermare la sua personalità gettando in quella forma classica pensieri modernissimi, come nell'''Inno a Satana'' che è un entusiastico saluto al progresso ed alla libertà. ([[Pietro Orsi]]) *[[Bologna]] era bella, amabile, degna di essere goduta con l'anima e la carne. Dietro le luminose vetrine della libreria Zanichelli aleggiava ancora lo spirito eternamente corrucciato del Carducci. ([[Rino Alessi]]) *Carducci è l'ultima tempra d'uomo che abbia avuto la nostra poesia, l'ultimo poeta che nel mondo non abbia veduto soltanto se stesso, ma anche il prossimo. È un uomo quadrato, più ricco di fantasia che Pascoli e D'Annunzio e più complesso di entrambi nel suo svolgimento poetico. ([[Attilio Momigliano]]) *Egli sembra, anche nell'aspetto, una di quelle foreste sul lido del suo mare, le quali anche nella più quieta serenità pare che si contorcano alle raffiche del libeccio. ([[Giovanni Pascoli]]) *Giosuè Carducci in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. ([[Pompeo Gherardo Molmenti]]) *Il Carducci è l'ultimo dei poeti dell'Italia antica, più che il primo dei poeti dell'Italia nuova. ([[Eugenio Donadoni]]) *L'ispirazione carducciana è figlia dell'erudizione, e il Carducci è così strano poeta che, dopo d'avere incominciato tardi a produrre i suoi {{sic|capilavori}}, lascia trascorrere anni ed anni tra l'uno e l'altro e ne produce pochissimi. ([[Paolo Orano]]) *La storia nell'anima di Carducci, con buona pace del suo metodo storico, è quasi sempre una proiezione di presente negli sfondi lontani, per dargli autorità e obiettività. La storia in Carducci è polemica. Poeta della storia potrebbe al più significare poeta drammatico, e Carducci non creò una persona artistica fuori della sua personalità lirica. ([[Scipio Slataper]]) *Ma non si può né si deve dire che Giosuè Carducci sia il poeta di un'epoca, l'uomo rappresentativo di qualche cosa come una civiltà. No. Nell'opera sua manca ogni creazione di idee. Carducci deriva, non crea; e deriva non soltanto il pensiero che, del resto, in lui è sempre allo stato frammentario, dai Greci, dai Latini, dai Tedeschi e dai Francesi; ma anche l'immagine. È forse difficile sostenere che nell'opera poetica e prosastica del Carducci esista una immagine tutta carducciana. ([[Paolo Orano]]) *Per il Carducci la fede non fu la ''grande affaire''. Se oggi impreca al semitico nume, se domani esalta l'umil saluto dell'ave, egli non obbedisce a credenze profonde ma a due motivi, uno di serenità uno di malinconia, sorgenti, a distanza di anni, nella sua anima. Raccontano che in una placida notte, contemplando il cielo stellato, esclamasse: credo in Dio. L'aneddoto è verosimile (anche a proposito del [[Voltaire]] se ne riporta uno di tal genere), e sta a dimostrare il carattere lirico di codeste sue affermazioni. Credeva in Dio quella notte perché, secondo lo stile biblico, le meraviglie del creato gli parlavano di lui; ma il giorno dopo, nel lavoro consueto, spenta la luce stellare, il Dio notturno scompare nel [[panteismo]] dell'universo. ([[Giovanni Rabizzani]]) *Quando il Carducci morì, parve per un momento che la sua statura morale dovesse oscurare a lungo quelle della generazione a lui contemporanea e di altre successive che avrebbero dovuto attingere alla poesia gli ideali e alla personalità morale di lui norme di vita. In verità scompariva e scendeva con lui nella tomba una Italia che i panegiristi, i chroniqueurs, i falsi scolari, i critici maggiori e minori credevano d'intendere, gridando a gran voce con lagrime di dolore le lodi di un uomo che, vivo, si sarebbe violentemente e rudemente liberato di quel coro profano: che non sarebbe stato né posa né gesto platonico, come non erano state ciò le ribellioni del Carducci alla esaltazione cieca della sua personalità poetica e {{sic|prattica}}. ([[Francesco Piccolo (filologo)|Francesco Piccolo]]) *Quando pensiamo al Carducci uomo non sappiamo separare questo dagli altri elementi del suo carattere morale, sicché noi lo vediamo ancora un po' come il maestro e il consigliere di tutte le generazioni. Per altro egli rimane ancora vivo nella coscienza di tutti, anche se ad uso d'una certa coscienza giovanile in formazione è stato ridotto a pezzi d'antologia i quali non danno la misura né del carattere morale né del carattere poetico di lui. Rimane nella scuola, perché la scuola è la più conservatrice di tutte le istituzioni. ([[Francesco Piccolo (filologo)|Francesco Piccolo]]) *Questa concezione formalistica della poesia come un mestiere artistico infinitamente difficile, e come tale da prendere molto sul serio, ha per il Carducci una grande seduzione anche perché a lui di rado è concesso di mettere in armonici versi un puro avvenimento personale, i propri dolori e le proprie gioje. Non che egli mancasse di calore e di sincerità di sentimento. La morte della madre, e specialmente la perdita dell'unico {{sic|figlietto}}, gli toccarono profondamente il cuore. Ma egli era troppo virile ed anche troppo schivo per abbandonarsi a lamenti poetici, all'incirca come il piagnucoloso [[Giovanni Pascoli|Pascoli]]. La poesiola ''Pianto antico'', sulla morte del figlio, ci tocca così profondamente appunto perché è quasi l'unica lacrima nell'occhio di un uomo forte, che non è solito piangere. ([[Karl Vossler]]) *Sul Giosuè Carducci, scrissi due libri per dire alle genti: L'uomo di cui avete fatto l'apoteosi fu un volgare tornacontista, ed eccone qua le prove:<br />– Egli cantò la bianca croce di Savoia: ma a Versailles aveva già – con l'ajuto di [[Immanuel Kant|Emanuele Kant]] – decapitato un re.<br />– Egli, nell'Adige, celebrò il re Umberto: ma nell' Anniversario della Repubblica aveva già detto corna della monarchia.<br />– Egli chiamò il [[Giuseppe Mazzini]]: «Ezechiele in Campidoglio»; ma aveva già chiamato il Mazzini: «il sultano della libertà che mandava sicari ad ammazzare i galantuomini.»<br />– Aveva cantato il diavolo in un inno che fece andare in visibilio tutti i marinatori delle scuole d'Italia, onde era salito, di primo acchito, alla gloria di poeta di [[Satana]]; ma poscia quell'inno egli chiamò chitarronata, e ragazzacci sgrammaticanti chiamò coloro che, a causa di quell'inno, avevano strombazzato il suo nome alle quattro plaghe del mondo.<br />– Aveva schiaffeggiato il Galileo di rosse chiome e decapitato Dio con l'ajuto del [[Robespierre]]; ma poscia inneggiò alla chiesa di Polenta, alla dolce figlia di Jesse, a Dio ottimo massimo. ([[Andrea Lo Forte Randi]]) *Torna alla mente con gran tristezza di desiderio il tempo che io {{sic|studiava}} a Bologna; e la rivedo ancora quella severa e lunga aula dell'università con i finestroni dai vetri verdognoli che prendono luce dal pian terreno del cortile interno: la rivedo tutta gremita di uditori; tutti col viso rivolto e teso ad un punto, in silenzio: seduti sui banchi, fitti in piedi e addossati agli angoli, presso la porta d'ingresso. E quelle teste, le più giovanilmente vive, altre {{sic|grige}} o canute, altre di donne diffondenti in quella austerità non so quale femminile lietezza, mi pare ancora di udire la sua voce che si spandeva ora vibrata, staccata, nervosa; ora lenta, commossa e saliente come nembo d'incenso. Su l'alta cattedra, in fondo, appariva quel capo poderoso, curvo fra i cubiti, con la fronte ferma, come diga a reggere l'onda irrompente del pensiero; la breve mano bianca agitata a ricercare il libro o l'appunto, pur non ristando la voce.<br>Qualche volta, sopravvenendo le tenebre, accennava gli recassero una candela e se la poneva da presso; e allora quella fiammella rossa che or s'allungava in sottile piramide e stava immota, ora ballava come un folletto, faceva in quella penombra strani effetti su quel volto animato dall'idea creatrice.<br>Era l'autunno o era l'inverno nevoso: eppure per quella tetra sala in alto passava la primavera al suono della sua voce, l'eterna primavera del pensiero che Egli ogni volta evocava, viva, luminosa, presente fuori dai secoli che furono. ([[Alfredo Panzini]]) *Un altro poeta, forte e geniale, dimostra nell'opera sua l'indole scultorea spiccatissima: poeta contemporaneo, latinamente italiano fin nelle midolla: Giosuè Carducci.<br>Abbiamo veduto che [[Dante Alighieri|Dante]], come poeta scultore, è l'anima di Michelangelo che parla in voce di poesia, vedremo ora che il Carducci rispecchia invece nell'opera sua ora la classica plasticità di Houdon, ora la forza atletica di Puget, ora l'impetuosità del moto di Francesco Rude.<br>Egli è insomma un ingegno moderno, figlio del nostro secolo, perché rivela nella sua poesia certi fremiti di vita, certe singolari movenze leonine che gli antichi, né in scultura, né in pittura, né in poesia non conobbero mai. ([[Adolfo Padovan]]) *Vorrei mandarle un mazzo di rose grande più di me, vorrei creare una parola nuova che racchiudesse tutto ciò che ha di soave la gratitudine e di sublime la gioia, per dirle quello che sento Amo tutto ciò ch'Ella ha corretto nei miei versi. (Benedetti versi che mi hanno ispirato l'ardire di venire da Lei!). ([[Annie Vivanti]]) ===[[Albano Sorbelli]]=== *Il Carducci fu sempre un [[Irredentismo italiano|irredentista]], se al vocabolo diamo il significato di chi voleva la unità completa della patria, e la patria degna del suo destino. E accenni frequenti trovansi nei ''Levia gravia'' e specie nei ''Giambi ed Epodi''. Ma ci fu un fatto che molto contribuì a richiamare la mente del Carducci sui popoli dell'[[Istria]] e del [[Trentino]] che aspettavano, che sospiravano la rivendicazione: la sua visita a [[Trieste]] nel 1878. Come ridire le accoglienze festose, affettuose, commoventi, di fratello al maggior fratello che egli vi ebbe? Come ripetere la impressione profonda che in lui destarono le fiorenti terre e i bianchi casolari e le soleggiate città che si stendono lungo la costa dei golfi di Trieste e del [[Quarnaro]]? *Il Carducci ribelle irriducibile degli anni che corsero dal 1867 al 1878, il bestemmiatore, come lo dissero i suoi avversari, dell'Italia, che chiamava ''vile'' per viemeglio spingerla all'azione, si andava lentamente cambiando, o meglio intonandosi ai tempi che pure essi cambiavansi per condizioni e fatti nuovi. Il repubblicano violento veniva smorzando lentamente le fiamme della ribellione e l'astio contro la monarchia; sebbene in ogni tempo rifulgesse in lui quell'amore all'Italia, quel santo affetto di patria, che lo aveva mosso a scrivere e a operare sino dagli anni più lontani. E continuava a ripetere a tutti, e in tutti i toni, che l'Italia era fiacca, che si appagava ormai solo di parole vane, di alti gridi; e occorreva invece por mano alle opere; e {{sic|sopratutto}} occorreva una nuova educazione sapientemente democratica; un senso della realtà, un solido piano di ricostruzione del paese, un coordinamento al nobilissimo fine di ''fare'' l'Italia, ora che gli Italiani erano tutti uniti in [[Roma]]. *L'[[Triplice alleanza (1882)|alleanza italo-austriaca]] irritò il Carducci, che aveva sempre dinanzi le mal vietate Alpi retiche e giulie; l'assassinio di Oberdan gli andò diritto come una lama aguzza al cuore.<br>E ferito entro l'anima, còlto come da una crisi divina e furibonda, cantò; cantò in prosa, con una veemenza, con una forza, con un ardore che solo in pochi momenti della ispirazione carducciana può riscontrarsi. Tutto egli sentì il problema dell'irredentismo, tutta egli vide la vergogna di un'alleanza con l'Austria che ci spegneva i figli, tutto il rancore intese ridestarsi dentro contro la secolare tormentatrice del popolo e del sangue italiano. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *Giosuè Carducci, ''[[s:A Satana|A Satana]]'', in ''Poesie di Giosuè Carducci'', Zanichelli, Bologna, 1906, p. 377-386. *Giosuè Carducci, ''[https://archive.org/details/bozzettiescherme00carduoft/page/n8/mode/1up Bozzetti e scherme]'', Zanichelli, Bologna, 1920. *Giosuè Carducci, ''[https://books.google.it/books?id=jasTAAAAQAAJ Ceneri e faville: serie prima, 1859-1870]'', Zanichelli, Bologna, 1891. *Giosuè Carducci, ''[https://archive.org/details/operecard11carduoft?q=Francesco+Coccapieller Ceneri e faville: serie terza e ultima, 1877-1901]'', Zanichelli, Bologna, 1902. *Giosuè Carducci, ''[https://books.google.it/books?hl=it&id=4O8IAQAAMAAJ Confessioni e battaglie: serie prima]'', a cura di Mario Saccenti, Mucchi, 2001. *Giosuè Carducci, ''[https://books.google.it/books?hl=it&id=BB6J7Geq_aoC Confessioni e battaglie: serie seconda]'', Zanichelli, Bologna, 1913. *Giosuè Carducci, ''[https://www.gutenberg.org/files/46843/46843-h/46843-h.htm Conversazioni critiche]'', Sommaruga, 1884. *Giosuè Carducci, ''[[s:Canzone di Legnano|Della «Canzone di Legnano»]]'', in ''Poesie di Giosuè Carducci'', Zanichelli, Bologna, 1906, p. 1037-1048. *Giosuè Carducci, ''[[s:Giambi ed epodi|Giambi ed epodi]]'', in ''Poesie di Giosuè Carducci'', Zanichelli, Bologna, 1906, p. 387-512. *Giosuè Carducci, ''[[s:Levia Gravia|Levia Gravia]]'', in ''Poesie di Giosuè Carducci'', Zanichelli, Bologna, 1906, p. 267-376. *Giosuè Carducci, ''[[s:Odi barbare|Odi barbare]]'', in ''Poesie di Giosuè Carducci'', Zanichelli, Bologna, 1906, p. 777-940. *Giosuè Carducci, ''[[s:Rime e ritmi|Rime e ritmi]]'', in ''Poesie di Giosuè Carducci'', Zanichelli, Bologna, 1906, p. 941-1036. *Giosuè Carducci, ''[[s:Rime nuove|Rime nuove]]'', in ''Poesie di Giosuè Carducci'', Zanichelli, Bologna, 1906, p. 535-776. ==Altri progetti== {{Interprogetto|s=Autore:Giosuè Carducci}} ===Opere=== {{Pedia|A Satana||(1863)}} {{Pedia|Odi barbare||(1877)}} {{Pedia|Giambi ed Epodi|''Giambi ed epodi''|(1882)}} {{Pedia|Rime nuove||(1887)}} {{DEFAULTSORT:Carducci, Giosuè}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] ewpa8znmgwl96ujbrrszp04w3akpqeu Gianni Agnelli 0 4120 1417578 1401210 2026-06-19T22:30:08Z SirPsych0 33615 /* Citazioni su Gianni Agnelli */ +1 1417578 wikitext text/x-wiki [[File:Gianni Agnelli 01.jpg|thumb|Gianni Agnelli nel 1986]] '''Giovanni Agnelli''', detto '''Gianni''' (1921 – 2003), imprenditore italiano. ==Citazioni di Gianni Agnelli== *Al [[Stadio delle Alpi|Delle Alpi]] [...] è come giocare sempre fuori casa.<ref>Citato in Fabio Vergnano, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0031/articleid,0589_01_1997_0080_0039_8081686/ Agnelli: il Comunale, casa Juve]'', ''La Stampa'', 22 marzo 1997, p. 31.</ref> *Avere [[Michel Platini|Platini]] in squadra era come avere una credit card sempre a portata di mano.<ref>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', ''Dalai Editore'', 1992, p. 23, ISBN 88-8598-826-2</ref> *[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è un leader al quale manca il senso dell'equilibrio.<ref>Citato in [[Maurizio Crosetti]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/03/05/quella-caldissima-estate-miliardaria.html Quella caldissima estate miliardaria]'', ''la Repubblica'', 5 marzo 1994.</ref> *{{NDR|Su [[Mario Schimberni]], amministratore delegato di Montedison, dopo la scalata data da quest'ultima alla compagnia di assicurazioni La Fondiaria: 1986}} Bi-Invest ''humanum'', Fondiaria ''diabolicum''.<ref>Da ''Questi anni alla Fiat'', cap. 11.</ref> *[[Giampiero Boniperti|Boniperti]] ha costruito la [[Juventus Football Club|Juve]] dei '70 e degli '80 come [Ferruccio] Novo edificò il [[Grande Torino]], pezzo su pezzo, un [[Claudio Gentile|Gentile]] qui, un [[Marco Tardelli|Tardelli]] là. Non con il piglio onnivoro, urlato, di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] dalla fine degli Anni 80 in poi.<ref>Citato in Guido Vaciago, ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2013/01/24-241238/L%E2%80%99Avvocato+era+avanti%3A+twittava+gi%C3%A0+50+anni+fa...?print L'Avvocato era avanti: twittava già 50 anni fa...]'', ''tuttosport.com'', 24 gennaio 2013.</ref> *Oggi il rosso va di moda... anche in politica, mi sembra. {{NDR|Sulle vittorie della [[Scuderia Ferrari|Ferrari]] e di [[Luna rossa]] mentre erano al governo, per la prima volta, partiti post-comunisti}}.<ref> Dal servizio del ''TG1'' sulla presentazione della [[Ferrari F1-2000]], Raiuno, 2000; visibile su ''[https://www.tiktok.com/@archeovideotape/video/7550617081759272215 tiktok.com]''.</ref> *Coi profitti a zero la crisi non si risolve ma si incancrenisce e può produrre il peggio. Noi abbiamo due sole prospettive: o uno scontro frontale per abbassare i salari o una serie di iniziative coraggiose e di rottura per eliminare i fenomeni piú intollerabili di spreco e d'inefficienza. È inutile dire che questa è la nostra scelta.<ref>Dall'intervista di [[Eugenio Scalfari]], ''La malattia: profitto zero'', ''L'espresso'' nº 47, 19 novembre 1972; citato in Ginsborg 1989, p. 449.</ref> *{{NDR|Sulla [[Benetton Formula]]}} Com'è possibile che gente che fa dei pullover sia meglio di noi a fare delle macchine di Formula 1?<ref>Citato in Alessandro Prada, ''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/il-momento-delicato-della-rossa-e-i-consigli-per-il-futuro-le-parole-di-alessandro-benetton Il momento delicato della Rossa e i consigli per il futuro: le parole di Alessandro Benetton]'', ''formulapassion.it'', 15 ottobre 2025.</ref> *Come fai a dire che sei [[innamoramento|innamorata]]? Solo le [[cameriere]] si innamorano. Solo le cameriere, Galvano e te. È una cosa da riviste di terz'ordine.<ref>Citato in [[Susanna Agnelli]], ''Vestivamo alla marinara'', Mondadori, 1975, p. 125</ref> *[[Ciriaco De Mita|De Mita]] [...] lo considero un tipico intellettuale del mezzogiorno, di quella formazione filosofica, di quella tradizione di pensiero tipica della [[Magna Grecia]].<ref>Dall'intervista di [[Giovanni Minoli]] a ''Mixer'', Raidue, 1984; visibile su ''[http://www.youtube.com/watch?v=LbGkYicmvlg youtube.com]''.</ref> *Di [[stile Juventus]] parlano gli altri, non noi.<ref>Da Massimo Mucchetti, ''I patron'', ''Hurrà Juventus'' nº 3 (98), Juventus Football Club S.p.A., 3 marzo 1997.</ref> *È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società.<ref>Dalla lettera aperta a [[Luciano Lama]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0033/articleid,0860_01_1991_0050_0029_25301407/ Agnelli risponde a Lama sulla Juve]'', ''La Stampa'', 6 marzo 1991, p. 33.</ref> *{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1996-1997]]}} È andata com'è andata. Era una Juve molle, troppo molle. Ha saputo reagire bene, ma poi ha preso un gol stupido che l'ha messa a terra. Riedle {{NDR|autore di una doppietta}} era stato scaricato dalle squadre italiane ma è sempre formidabile di testa.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0598_01_1997_0146_0003_8177604/anews,true/ L'Avvocato: messi ko da un gol stupido]'', ''La Stampa'', 29 maggio 1997, p. 3.</ref> *[[Claudio Garella|Garella]] è il più forte portiere del mondo. Senza mani, però.<ref>Citato in Timothy Ormezzano, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/07/28/fare-miracoli-con-piedi.html Fare miracoli con i Piedi]'', ''la Repubblica'', 28 luglio 2010.</ref> *[[John Elkann|John]] è giovane ma ha dimostrato di possedere notevoli capacità e doti morali.<ref>Al momento dell'ingresso di John Elkann nel consiglio d'amministrazione Fiat; citato in ''[http://www.repubblica.it/online/economia/luttoagnelli/erede/erede.html Yaki, l'erede dell'impero. Un Agnelli di nome Elkann]'', ''repubblica.it'', 24 gennaio 2003.</ref> *{{NDR|Su [[Zdeněk Zeman]] nel 1998}} [...] è il nipote di Vycpalek. Vycpalek noi l'abbiamo salvato dalla Cecoslovacchia comunista e l'abbiamo riportato in [[Italia]]. Quindi anche il nipote ci dovrebbe avere la gratitudine. Zeman? No [lo prenderebbe come allenatore], perché non mi piace il suo modo di allenare la squadra.<ref>Citato su [http://www.youtube.com/watch?v=kWYbSaoVSmc youtube.com], 2 giugno 2010.</ref> *{{NDR|Sulla [[finale della Coppa dei Campioni 1982-1983]]}} I bianconeri giocano bene ma è sempre molto difficile contro quei tedeschi. Partire favoriti non porta mai fortuna: tutta Europa si aspettava la Juventus vittoriosa. Stein ha effettuato due grosse parate, specialmente su Bettega e Cabrini. Il gol è arrivato mentre le squadre si stavano studiando come fanno i pugili sul ring. Zoff non ha colpe sia per la fiducia che ho in lui che per l'abilità di Magath. Boniek? Ha alternato cose buone ad altre bizzarre mentre Platini lo avevamo visto meglio in altre occasioni. Rossi si giudica solo se fa gol e non ci è riuscito. Mi è piaciuto Brio.<ref>Citato in Bruno Bernardi, ''Agnelli: «Tutta Europa ci aspettava»'', ''La Stampa'', 26 maggio 1983, p. 22.</ref> *I calciatori cattivi guadagnano sempre troppo, quelli buoni non guadagnano mai abbastanza.<ref name=Vaciago>Citato in Guido Vaciago, ''[https://www.tuttosport.com/amp/news/edicola/2021/03/11-79851610/gianni_agnelli_le_parole_che_ha_detto Gianni Agnelli, le parole che ha detto]'', ''tuttosport.com'', 11 marzo 2021.</ref> *I patrimoni si ottengono solo per speculazione, accumulazione o successione, nel mio caso è stata una successione. Ma il problema è cosa se ne fa dei patrimoni: si possono gestire con responsabilità o senza responsabilità. Io di mio ci ho messo sempre la responsabilità. Non so se sarei diventato ricco e potente senza ereditare quel patrimonio, molto probabilmente no. A chi si è fatto da solo forse invidio il fatto di aver avuto una vita certamente più avventurosa e di maggiori rischi. Ma mi faccia pensare a cosa non invidio, cioè chi si è disfatto da solo... e ce ne sono, ce ne sono tantissimi.<ref name=Vaciago/> *{{NDR|Nel 1986}} I risultati ottenuti dalla Juventus sono dovuti {{sic|sopratutto}} all'organizzazione, a un severissimo lavoro di ricerca e di selezione di talenti giovani più che a colpi di mercato audaci.<ref>Da [[Mario Sconcerti]], ''La Signora {{sic|ed}} io. Intervista a Gianni Agnelli'', ''la Repubblica'', 1986; citato in Marco La Villa, Mauro La Villa; ''Bianconeri. Juventus Story'', Eastern Canal, 2015 [2012], a 24m 30s e sqq.</ref> *Il ministro del Lavoro di allora {{NDR|[[Carlo Donat-Cattin]]}} non concluse la trattativa con i metalmeccanici fino a quando io non acconsentii, dopo parecchie ore di resistenza, a riassumere in fabbrica un centinaio di operai che si erano resi responsabili di violenze. Ricordo che, ricattato da queste condizioni, accettai la riassunzione. E l'umiliazione non fu accettare, o subire, questa forma di ricatto, ma, tornato a Torino e presentatomi ai dirigenti della produzione delle fabbriche, comunicare loro che avevo ceduto e che dovevano riassumere questo centinaio di operai violenti. Quello fu l'inizio di dieci anni disastrosi di brutalità e di violenze in fabbrica, che venne corretto solo dopo più di tremila giorni.<ref>Citato in Sergio Zavoli, ''La notte della Repubblica'', Nuova Eri, Roma, 1992.</ref> *{{NDR|Su [[Marcello Lippi]]}} Il più bel prodotto di Viareggio, dopo [[Stefania Sandrelli]].<ref>Citato in ''Tuttosport'', 8 gennaio 2009.</ref> *Io considero di essere stato per il passato... non mi piace la parola «mecenate», infine un ''[[Tifoseria della Juventus Football Club|supporter]]'' della Juventus che ha avuto la possibilità d'aiutarla.<ref>Citato in Giancarlo Mancini, ''Il tempo e la storia'': episodio 4x53, ''[https://www.raiplay.it/video/2016/11/Il-tempo-e-la-Storia---La-famiglia-Agnelli-e-la-Juve-del-24112016-bf3bd4f5-b16a-4422-846e-40a23c7996c1.html La famiglia Agnelli e la Juve]'', con Giovanni De Luna, RAI Cultura, Rai 3, 24 novembre 2016, a 11 min 32 s. e sqq.</ref> *Juventus vuol dire [[gioventù]]. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.<ref>Citato in ''[https://www.juventus.com/it/news/articoli/123-anni-di-juve-123-anni-di-passione 123 anni di Juve. 123 anni di passione]'', ''juventus.com'', 1 novembre 2020.</ref> *La Juve è per me l'amo­re di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d'amore.<ref name=juveamore>Citato in Guido Vaciago, ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2010/01/23-52315/%C2%ABJuve,+l%E2%80%99amore+di+una+vita%C2%BB «Juve, l'amore di una vita»]'', ''tuttosport.com'', 23 gennaio 2010.</ref> *La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera [[J]] in qualche titolo. Subito penso alla Juve.<ref>Citato in [http://www.juventus.com/it/news/news/2016/22-luglio-1947--giovanni-agnelli-diventa-presidente-della-juventus.php ''22 luglio 1947: Giovanni Agnelli diventa Presidente della Juventus''], ''juventus.com'', 22 luglio 2016.</ref> *La [[Juventus Football Club|Juventus]] rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni.<ref>Da un discorso disponibile su ''[http://www.youtube.com/watch?v=iZflNnPpnZE Grande Storia della Juventus: ''Quinquennio d'Oro'' (07:30 - 09:23)]'', ''youtube.com''.</ref> *{{NDR|Nel 1972, sul futuro dell'[[automobile]] e della mobilità}} Le città antiche verranno conservate come centri storici, come musei, ma non saranno più abitate. Si abiterà nelle città nuove dove i problemi della circolazione saranno esaminati e risolti in partenza. A lunga scadenza, la proprietà dell'automobile sarà meno importante della sua utilizzazione. Non conta la gioia del possesso, ma il servizio. Se si considera il tempo durante il quale i cento milioni di macchine nel mondo sono ferme si giunge ad un fantastico investimento perso.<ref>Da un'intervista a ''Le Point''; citato in Gianluca Sepe, ''[https://www.formulapassion.it/automoto/mondoauto/agnelli-la-sua-idea-di-mobilita-50-anni-fa Agnelli, la sua idea di mobilità 50 anni fa]'', ''formulapassion.it'', 24 gennaio 2023.</ref> *Le scorrettezze di [[Fernando Couto|Couto]] sono così solari, così facili e belle da fischiare, che se fossi un arbitro gli darei una medaglia.<ref>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2113 p. 2113]. ISBN 8880898620</ref> *Nei momenti difficili, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi.<ref>Citato in ''[http://it.uefa.com/uefa/history/obituaries/newsid=50995.html Addio a Gianni Agnelli]'', ''uefa.com'', 24 gennaio 2003.</ref> *{{NDR|Su Michel Platini}} Nella Juve nessuno è mai stato al suo livello e se in futuro ci sarà qualcuno che lo supererà lo ammetteremo a malincuore.<ref>Citato in Beppe di Corrado, ''[http://www.ilfoglio.it/soloqui/868 Anonimo straordinario]'', ''ilfoglio.it'', 23 marzo 2008.</ref> *Noi in [[Fiat]] parliamo di regole per seguirle, non come tanti oggi che ne parlano per non seguirle. Mi hanno detto: "Ma lei è un caso speciale". Io ho risposto: "Guai a quell'azienda dove esistono casi speciali".<ref name=sinigaglia/> *{{NDR|Sulla finale della Coppa dei Campioni 1982-1983}} Non è successo niente, questi tedeschi ci hanno insegnato a leggere e a scrivere.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/23/Agnelli_bacio_dal_tifoso_Una_co_8_960523732.shtml Agnelli, bacio dal tifoso "Una vittoria palpitante"]'', ''Corriere della Sera'', 23 maggio 1996.</ref> *Non prenderemo più piccoletti: dalla tribuna non si vedono.<ref>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2112 p. 2112]. ISBN 8880898620</ref> *Ogni giovane d'Europa deve poter cominciare i suoi studi a [[Parigi]], continuarli a [[Londra]], completarli a [[Roma]] o Francoforte. Dobbiamo recuperare, in chiave moderna, l'eredità degli antichi "''[[clerici vagantes]]''".<ref>Dall'intervento all'Università di Bologna, 16 settembre 1988; citato in Stefania Tamburello, ''Mi piace il vento perché non si può comperare: Gianni Agnelli in parole sue'', ETAS, 2013 ISBN 978-88-58-64060-9, p. 32.</ref> *[[Jean-Pierre Papin|Papin]] è un grandissimo giocatore, un bravo centrattacco e un uomo coraggioso, capace di mettere la testa dove gli altri non osano mettere il piede. Quanto a chiacchiere però...<ref>Citato in ''[http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=1447768 Agnelli: Schumacher è della Ferrari]'', ''La Stampa'', 11 agosto 1995, p. 23.</ref> *{{NDR|Sul trionfo della Juventus nella [[Coppa Intercontinentale 1996 (calcio)|Coppa Intercontinentale 1996]]}} Penso che il trionfo a [[Tokyo]] sia il più bello di tutti. Più bello di quello contro l'Ajax. Nel calcio ci sono delle squadre con delle fasi di gioco o con delle individualità più brillianti, ma ci sono poche con la solidità e anche la regolarità della Juventus. ::''Je considère que la victoire de Tokyo est la plus belle de toutes. Plus belle que celle contre l'Ajax. Dans le {{sic|Calcio}}, je connais des équipes qui ont des phases de jeu ou des individualités plus brillantes, mais je n'en vois aucune qui est aussi solidaire et aussi régulière que la Juventus.''<ref>Citato da {{fr}} Rémy Lacombe, ''La Juventus n'en a jamais assez'', ''France Football'', n° 2643, 3-9 dicembre 1996, p. 5, ISSN 0015-9557.</ref> *{{NDR|Nel 1975}} Per essere italiani nel mondo, dobbiamo essere europei in Italia.<ref name=sinigaglia>Citato in Alberto Sinigaglia, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0029/articleid,0181_01_2004_0011_0029_1296960/ L'Avvocato visto dall'Avvocato]'', ''La Stampa'', 12 gennaio 2004, p. 29.</ref> *[...] Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di Torino e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di tifosi in Italia e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo.<ref>Da ''Grande Storia della Juventus'', ESPN Classic; visibile su ''[http://www.youtube.com/watch?v=OGG7EWvJH1k youtube.com]''.</ref> *Quando Platini mi re­galò uno dei suoi tre Palloni d'Oro, gli chiesi: ma è dav­vero tutto d'oro? Lui mi guardò sorridendo: e secon­do lei, avvocato, se era tutto d'oro glielo regalavo?<ref name=juveamore/> *{{NDR|Prima della [[finale della UEFA Champions League 1995-1996]] tra Ajax e Juventus}} Se loro sono una squadra di pittori fiamminghi, noi saremo dei piemontesi tosti.<ref>Citato in ''[http://www.juventus.com/site/ita/NEWS_newseventi_8071896C68864B47AD0D4FF6DE6AB2F1.asp Presentate le nuove maglie!]'', ''juventus.com'', 8 luglio 2009.</ref> *Quando mi parlano della Juventus in ambiente di affari mi disturba moltissimo. Primo perché non sono lì per parlare di quello. Secondo perché la gente che arriva e parla di calcio crede di avere una certa intimità per la passione in comune per cui fanno delle richieste in affari. No, di calcio mi piace parlarne nel tempo libero.<ref name=Vaciago/> *{{NDR|Sul [[Gran Premio d'Europa 1997]]}} [[Michael Schumacher|Schumacher]] non commette più di un errore all'anno. Quando ci casca, ne parla tutto il mondo. Questa è la sintesi. Ciò che è successo a Jerez è spaventoso. Il clamore si spiega. Ma di errore si tratta. {{NDR|«Ci tolga una curiosità, Avvocato: quando à accaduto quel disastro lei cos'ha fatto? Ha gridato come noi? È scattato dalla poltrona?»}} Semplicemente ho preso il telefono e ho chiamato Montezemolo. Luca, qui bisogna gestire questo episodio gravissimo, assumendoci le responsabilità. Sportivamente è una tragedia, per Schumacher, per la Ferrari... [...] Solo che quel testone di un tedesco ci ha messo 48 ore prima di capire e ammettere di aver sbagliato. Una frase non avrebbe mai dovuto dire a caldo: lo rifarei. Ma adesso la brutta faccenda è chiusa. E vorrei ricordare quanto Schumacher ha fatto in questa stagione in cui la Ferrari è tornata in avanguardia. A poco più di un quarto d'ora dalla fine eravamo campioni del mondo. Lui stava coronando i nostri sogni e i nostri sforzi. [...] Ho colto il senso vero del dramma nello scoramento dei tecnici, dei meccanici, di tutta quella gente della famiglia Ferrari, da Montezemolo all'ultimo arrivato, che ha lavorato giorno e notte, ha gioito, ha sperato e ha visto crollare tutto in un solo attimo. Avverto anch'io il loro dispiacere, lo capisco. Vorrei proprio che restassero integri i valori espressi dalla Ferrari in questa stagione.<ref>Dall'intervista di [[Candido Cannavò]], ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1997/ottobre/31/Agnelli_racconta_Schumi_juve_2V_ga_0_9710312388.shtml Agnelli ci racconta Schumi e Juve a 2V]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 31 ottobre 1997.</ref> *{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «Vinca la Juve o vinca il migliore?»}} Sono fortunato, spesso le due cose coincidono.<ref>Citato in ''[http://news2000.libero.it/agnelli/passioni/1188.jhtml Speciale Giovanni Agnelli: La "Signora" nel cuore]'', ''news2000.libero.it'', gennaio 2004.</ref> *[[Torino]] ricorda le antiche città di guarnigione, i doveri stanno prima dei diritti, l’aria è fredda e la gente si sveglia presto e va a letto presto, l’antifascismo è una cosa seria, il lavoro anche e anche il profitto.<ref>Citato in [[Aldo Cazzullo]], ''La movida e i poliziotti. Torino ora somiglia all'Italia'', ''Corriere della Sera'', 25 giugno 2017, p. 29.</ref> *Tre stranieri per me sono pochi, per me ci vuole la liberalizzazione totale. E poi in quello scenario mi piacerebbe che gli italiani siano talmente forti che uno sceglie loro.<ref name=Vaciago/> *{{NDR|Su [[Pietro Rava]]}} Un simbolo della Juventus e uno degli uomini che ha fatto la storia bianconera.<ref>Citato in ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2006/novembre/09/Torino_saluta_Rava_ga_10_061109044.shtml Torino saluta Rava]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 9 novembre 2006.</ref> *Una volta scendevano in piazza per protestare contro la Fiat, oggi perché [[Roberto Baggio|Baggio]] non vada alla Juve. Direi che il paese è migliorato.<ref>Citato in [[Emanuela Audisio]], ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/2017/02/13/news/il_campione_diverso_rimasto_tra_noi_con_la_sua_assenza-158175485/?ref=search Baggio, il campione diverso rimasto tra noi con la sua assenza]'', ''repubblica.it'', 13 febbraio 2017.</ref> *Un giorno mi dissero che Maradona si allenava cen­trando la porta con un tiro da centrocampo. Andai al Comunale e lo dissi alla squadra, Platini non disse nulla ma chiese al magazzi­niere di aprire la porticina dello spogliatoio che stava al di là della pista d'atletica, si fece dare un pallone e da centrocampo lo spedì negli spogliatoi. Mi guardò sorri­dendo e se ne andò senza di­re una parola.<ref name=juveamore/> *Un uomo che non piange, non potrà mai fare grandi cose.<ref>Citato da Luca Pancalli in Silvia Galimberti, ''[http://www.gazzetta.it/Paralimpiadi/09-09-2012/trionfo-azzurro-28-medaglie-pancalli-commovente-912557493823.shtml Trionfo azzurro: 28 medaglie. Pancalli: "Commovente"]'', ''gazzetta.it'', 9 settembre 2012.</ref> {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0031/articleid,0643_01_1996_0133_0035_8765359/ Agnelli: "Le mie quattro finali in bianconero"]''|Intervista di [[Roberto Beccantini]], ''La Stampa'', 16 maggio 1996.}} *[[Omar Sivori|Sivori]], lui non stravedeva per la Coppa [dei Campioni]. E difatti trovò il modo di ''marinare'' Vienna.<ref>Si riferisce alla partita Wiener Sportklub – Juventus 7-0 dell'edizione [[w:Coppa dei Campioni 1958-1959|1958-1959]].</ref> *È più facile vincere la [[UEFA Champions League|Coppa]] che arrivare in finale. *{{NDR|«Se Roberto Baggio è Raffaello e Del Piero Pinturicchio, [[Gianluca Vialli|Vialli]] chi è?»}} Mi faccia pensare. Direi il Michelangelo della Cappella Sistina. Lo scultore che sa trasformarsi in pittore. *Non lo scriva, o se lo scrive, lo metta giù con garbo: [[Roberto Baggio]] è il più grande ''giocatorino'' che abbia conosciuto. Gli voglio bene. *{{NDR|Su [[Silvio Berlusconi]]}} Si è abbattuto sul calcio trasformandolo da sport di città a spettacolo televisivo. Il suo Milan lo paragonerei agli Harlem Globetrotters, e lui al capo del Madison Square Garden. Donadoni è stato il primo ''pezzo'' che ci ha strappato. L'Atalanta era nostra assidua fornitrice da un sacco di tempo, e quello fu un segnale chiaro, un segno forte: di svolta drastica, di cambiamento radicale. Nulla, e nessuno, sarebbe rimasto come prima. Ciò premesso, ho applaudito e invidiato il suo Milan. *[[Antonio Giraudo|Giraudo]] e [[Adriano Galliani|Galliani]] li giudico molto professionisti. [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], viceversa, era a modo suo un ''romantico''. [...] Un romantico prepotente, ecco. *[[Gaetano Scirea|Scirea]] era più elegante. Non so se fosse, o sia, una qualità, ma non mi viene in mente una sua rudezza. [[Franco Baresi|Baresi]], invece, di botte ne ha date. Ma come guida la difesa – e talvolta, addirittura la squadra – non la guida nessuno. Formidabile. *Non tutti gli italiani tifano per la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], mentre tutti gli italiani e il cinquanta per cento dei non italiani tifano [[Scuderia Ferrari|Ferrari]]. *Sono come [[Arrigo Sacchi|Sacchi]]: le prove, gli allenamenti, mi intrigano più delle gare vere e proprie. *L'unica materia che noi italiani abbiamo divulgato, è stata il [[catenaccio]]. *[Il calcio di oggi mi piace] Meno di quello di ieri. Mi sembra più piatto, più grigio, più uniforme. Io vorrei cento [[George Weah|Weah]], non uno. E mille [[Éric Cantona|Cantona]]. Sono loro che scaldano il pubblico e fanno la differenza. Mi dicono, fra parentesi, che sia pure diventato saggio. Deve credermi: da un grandissimo ''mascalzone'' si potrà sempre ricavare un santo; ma da una mezza cartuccia, mai e poi mai un asso. {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0030/articleid,0599_01_1997_0151_0030_8187538/ Agnelli: Lippi scienziato del calcio]''|Intervista, ''La Stampa'', 3 giugno 1997.}} *[Ho dato a [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] il soprannome Pinturicchio] Per l'estetica, per il modo di giocare. Lui è uno che lavora poco, ma i suoi gol sono sempre eccellenti. *Chi vince sempre alla fine scoccia. Ma avrei gradito lo stesso. *[[Roberto Bettega|Bettega]] aveva i capelli grigi quando giocava, oggi li ha bianchi. Avrebbe dovuto imparare a essere più prudente quando si parla di altri e di arbitri.<ref>Roberto Bettega si lamentò dell'arbitraggio di [[w:Sándor Puhl|Sándor Puhl]] nella finale della Coppa dei Campioni 1996-1997 Borussia Dortmund-Juventus a Monaco di Baviera, vinta dai tedeschi per 3-1.</ref> *[Ho imparato a saper perdere] Presto, negli anni in cui ho avuto la fortuna di fare il militare. Chi ha visto Russia e Nord Africa, capisce che si può anche perdere. *La Juve gli deve gratitudine. Oggi [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] è un ex centravanti di mezza età, onorevole, deputato europeo: un uomo diverso. Ma quando lo si nomina fa ancora paura. E questo mi fa piacere. *[Tra [[Michel Platini|Platini]] e [[Diego Armando Maradona|Maradona]]] C'è soprattutto una differenza di qualità. Ma unico, il più grande è stato [[Pelé]]. *[[Marcello Lippi|Lippi]] è formidabile nel gestire gli uomini. E ha una parte scientifica nella preparazione fisica. *{{NDR|«Juve, Ferrari, Fiat. A che cosa tiene di più?»}} Alla Fiat. {{Int|1=Da ''[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/01_Gennaio/24/battute1.shtml Così disse l'Avvocato. Le battute, le frecciate, i motti]''|2=Citato in ''corriere.it'', 25 gennaio 2003.}} *[[Tommaso Buscetta|Buscetta]] ha detto di essere ossessivamente un tifoso della [[Juventus Football Club|Juventus]]? Se lo incontrate ditegli che è la sola cosa di cui non potrà pentirsi. *{{NDR|Su [[Franco Zeffirelli]]}} È un grande regista. Ma quando parla di [[Calcio (sport)|calcio]] non lo sto nemmeno a sentire. *Fino ad oggi il [[Partito Comunista Italiano|Partito comunista]] è stato visto con due prospettive: quella della [[speranza]] e quella della [[paura]]. Dopo l'episodio di oggi credo che la prospettiva della speranza sia cancellata. {{NDR|dopo il picchettaggio di Mirafiori: frecciata a [[Enrico Berlinguer]]}} *Faccio i complimenti a [[Carlo De Benedetti|De Benedetti]] anche se lui parla male di noi. {{NDR|dopo una sua affermazione sulla Fiat}} *Come tutti i politici, anche [[Luca Cordero di Montezemolo|Montezemolo]] è molto sensibile a quello che scrivono i [[Giornale|giornali]]. Anzi: è più sensibile ai giornali che ai [[Fatto|fatti]]. Sbaglia. *Ho conosciuto [[marito|mariti]] [[fedeltà|fedeli]] che erano pessimi mariti. E ho conosciuto mariti infedeli che erano ottimi mariti. Le due cose non vanno necessariamente assieme. *{{NDR|[[Giuseppe Saragat|Saragat]]: «Caro Agnelli, adesso che è presidente della Fiat non potrà più corteggiare le ragazze»}} Allora mi dimetto subito. *Gli [[uomo (genere)|uomini]] si [[Gli uomini si dividono in due categorie|dividono in due categorie]]: gli uomini che parlano di donne e gli uomini che parlano con le donne. Io di donne preferisco non parlare. *Non siamo una repubblica delle banane. {{NDR|sui severi commenti della stampa estera su [[Silvio Berlusconi]] prima delle elezioni del 2001}} *Sa quale è la [[verità]]? Nel nostro Paese purtroppo non ci sono nemmeno banane. Ci sono soltanto fichi d'India. {{NDR|sulle dimissioni di [[Renato Ruggiero]] da Ministro degli Esteri, gennaio 2002}} *{{NDR|Su [[Ciriaco De Mita]] negli anni '80}} Un tipico intellettuale della Magna Grecia. *Nei momenti difficili di una partita, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, a quella capacità di non arrendersi mai. E questo è il motivo per cui la Juventus vince anche quando non te l'aspetti. *{{NDR|[[Zbigniew Boniek]]}} Bello di notte. *{{NDR|[[Aldo Serena]]}} Bravo dalla cintola in su. *{{NDR|[[Michel Platini]]}} L'abbiamo comprato per un tozzo di pane e lui ci ha messo sopra il ''foie gras''. *{{NDR|[[Alessandro Del Piero]]}} Mi ricordava Pinturicchio. Adesso è [[Samuel Beckett#Aspettando Godot|Godot]]. *{{NDR|[[Diego Armando Maradona]]}} Migliore di qualunque allenatore. *{{NDR|[[Roberto Baggio]]}} Un coniglio bagnato. ===Attribuite=== *[[Marina Cicogna]] è l’unico uomo che mi fa paura. :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} La diretta interessata ha smentito che Agnelli possa essersi espresso sul suo conto in modo così rude: «Forse proprio quella frase non l’ha detta, ma di sicuro mi ha detto: “Mozzoni, io vorrei clonarti”».<ref>Da un'intervista concessa a Maria Luisa Agnese, in ''Liberi tutti'', 28 dicembre 2018; citato in [[Stefano Lorenzetto]], ''Chi (non) l'ha detto'', Marsilio Editori, 2019. ISBN 9788829703241</ref> ==Citazioni su Gianni Agnelli== *Agnelli e [[Michel Platini|Platini]]? Certo che parlano tra loro: da proprietario di giocattolo a giocattolo che può parlare. ([[Tony Damascelli]]) *Agnelli è una persona che tutti vorrebbero come zio. ([[Michel Platini]]) *Agnelli ha sempre avuto il pallino degli affari. A sedici anni il nonno gli regalò 1000 lire con le quali Gianni comprò tre mele che rivendette a 1300 lire. Quindi investì questo nuovo capitale per comperare cinque mele che rivendette a 2000 lire subito reinvestite in sei mele che gli fruttarono 3000 lire. A questo punto quando stava per acquistare dodici mele per ricavarne 5700 lire, improvvisamente, grazie ad una congiuntura favorevole del mercato, morì suo padre lasciandogli in eredità 100 mila miliardi. ([[Gino & Michele]]) *Agnelli va in Paradiso di sicuro con questi comandamenti! «Onora il padre e la madre»: per forza, con tutti i soldi che gli hanno lasciato! «Non desiderare la roba d'altri»: come fa? è tutto suo. ([[Roberto Benigni]]) *Aveva una grande capacità di giudicare perché era un profondo conoscitore del mondo del calcio e non parlava mai a caso. ([[Alessandro Del Piero]]) *Cortese più che affabile, inquieto più che volubile, cinico più che scettico, si muoveva al di sopra delle parti e al di fuori della mischia, da cui stile e rango lo tenevano lontano. [...] Era uno snob raffinato, dallo charme cosmopolita, impreziosito dalla erre moscia. ([[Roberto Gervaso]]) *Credo non vi sia stato né vi sia un altro italiano con una rete di relazioni personali come Gianni Agnelli in tutti i continenti e negli ambienti più diversi. ([[Giulio Andreotti]]) *È uno dei pochi italiani esportabili, e presentabili, al di là delle Alpi, della Manica, dell'Atlantico. Lo conoscono tutti e tutti – quelli che contano – conoscono lui. Gode d'infiniti privilegi ma, mi dicono, non ne abusa. Nega d'amare il potere, forse solo perché ne ha tanto, e nessuno può insidiarglielo. Comunque, ne fa un uso discreto, come si conviene a un monarca, sul cui impero non tramonta mai il sole. ([[Roberto Gervaso]]) *Era un carismatico nato, una personalità molto forte, con un'attitudine anche all'incontro, allo scambio, alla conversazione, molto brillante. Era una persona molto abile. Ci sono persone che sono così dotate, che possono fare e stare dovunque. Poi rappresentava un mondo in un'epoca molto diversa da questa, quando il rapporto con il lusso, con un certo tipo di vita, era molto più distante dalla quotidianità di tutti noi. Lui aveva una sorta di capacità di avvicinarsi alle persone con un tocco molto particolare. Una personalità molto rilevante. Tanto è vero che ne parliamo ancora oggi. ([[Giorgio Terruzzi]]) *Era un grande esteta del calcio, voleva vincere, ma prima di tutto amava i grandi giocatori, che fossero della Juve o avversari: da Hamrin a Baggio, passando per Sivori, Platini e Maradona [...] Era capace di valutare le persone, e non solo i calciatori, con incredibile sintesi e perspicacia. ([[Giovanni Trapattoni]]) *Era un grande punto di riferimento per noi, si parlava di calcio, soprattutto di calcio, ma nell'argomento lui metteva riferimenti alla vita quotidiana, con ironia, competenza, curiosità. Ci mancheranno quelle sue punzecchiature che facevano del calcio un ambiente ricco di umanità. Mi ha fatto i complimenti parecchie volte e io arrossivo le prime volte, poi sempre meno. Con l'Avvocato scompare uno dei più grandi personaggi del secolo. Il calcio e non solo la Juventus, lo sport in generale, perde un grandissimo. E dire che il calcio per lui era solo un divertimento. Infatti, Agnelli ha fatto molto di più per la crescita dell'Italia. ([[Antonio Cabrini]]) *{{maiuscoletto|Gianni Agnelli}}. ''Fiat dux!''<ref>{{cfr}} ''[[Genesi]]'': «''fiat lux''» («sia fatta la luce»). {{cfr}} [[Fiat lux|voce dedicata]].</ref> ([[Marcello Marchesi]]) *Gianni Agnelli è il re d'Italia, senza corona, ma ben più gradito e comprensibile alle masse. ([[Vladimiro Caminiti]]) *Gianni Agnelli era un incomparabile uomo d'affari ed un fervente sostenitore dello sport. Con la sua esperienza ed il suo carisma Agnelli ha molto contribuito a far entrare il movimento olimpico in una nuova era. L'Italia, che nel 2006 ospiterà i giochi invernali a Torino, ha perso uno dei suoi mentori. ([[Jacques Rogge]]) *Gianni Agnelli ha avuto l'unico merito storico di portare l'orologio sopra il polsino. ([[Pietro Citati]]) *Il carisma dell<nowiki>'</nowiki>''Avvocato'' [...] lo percepivi in lontananza. Stava sempre vicino alla squadra, era informatissimo. E quando parlavi con lui ti accorgevi che di calcio ne capiva tantissimo. ([[Antonio Cabrini]]) *{{NDR|«Che cosa resta dell'Avvocato?»}} Innanzitutto, una lezione di stile. Che non era solo una questione di estetica, o di mode. Certo, aveva un colpo d'occhio eccezionale per l'arte. E dettava piccole esteriorità subito imitate dagli adulatori, tipo la cravatta sul pullover. Ma lo stile per l'Avvocato era sostanza. Era comportamento, e anche valori morali che in lui erano profondamente radicati dall'educazione ricevuta e dall'esempio del nonno. Era del tutto incapace di dire bugie. Questo creava anche problemi. [...] Alle trattative sindacali partecipava di rado. Quando veniva, però, si faceva sfuggire fin dove la Fiat poteva arrivare. È una cosa che ovviamente non si fa mai. Ma per lui era impensabile non dire sempre la verità; gli avevano insegnato così. Lo stile era il parametro con cui giudicava le persone. ([[Cesare Romiti]]) *L'Avvocato non parla, dice. Che è diverso. ([[Alessandro Del Piero]]) *Non lo scopro certo io l'Avvocato; era una persona eccezionale come immagine, come carisma, come tutto. ([[Luciano Moggi]]) *Non posso dire di averlo conosciuto bene: ricordo però che è stata una delle due persone (l'altra fu Enzo Ferrari) davanti alle quali mi sono tremati i polsi. E non per timidezza: ma per rispetto e ammirazione. Spero che la Juventus non dimentichi mai la sua lezione – quella sì – di classe e di amore per lo sport nei suoi significati più profondi e condivisibili. ([[Marino Bartoletti]]) *Non si può parlare della Juventus senza menzionare la famiglia Agnelli {{sic|ed}} in particolare l'Avvocato. Il mio primo ricordo di lui è legato al ritiro a Villar Perosa del 1978 quando tornai dal prestito alla Pistoiese e rimasi colpito dall'attaccamento e dalla passione che dimostrava nei confronti di noi giocatori. ([[Sergio Brio]]) *Oggi ho telefonato all'Agnelli e gli ho detto: «Il mio posto di lavoro non si tocca»... Lui m'ha risposto: «E chi lo tocca? Anzi mi fa schifo solo a guardarlo». ([[Francesco Tullio Altan|Altan]]) *Orgoglioso di averlo conosciuto [...] Ogni volta mi colpivano la competenza e la curiosità che aveva per la Ferrari, per la Formula 1 e per il calcio e la sua sensibilità per i problemi del mondo. ([[Michael Schumacher]]) *Parla con la propria bocca, pensa con il cervello di Valletta, col cuore di Giulio De Benedetti e con gli interessi polivalenti della Fiat. ([[Indro Montanelli]]) *Poi c'era l'Avvocato. Arrivava negli spogliatoi e trattava allo stesso modo Platini e il magazziniere. Amava la Juve, ma quando gli chiesi di comprare Paolo Rossi rispose di no: "''Costa troppo e noi abbiamo migliaia di cassintegrati. Potrebbe fare un altro nome?''". Non mi ha mai dato un ordine, credo non ne abbia mai dati in vita sua, i suoi ordini erano domande: "''Ma perché quell'ala sinistra non gioca mai?''" ([[Giovanni Trapattoni]]) *{{ndr|Nel 2010}} Quando parlava non era mai per caso. Quando parlava c'era sempre da divertirsi. Quando parlava c'era sempre qualcosa da imparare. Quando parlava stavano tutti ad ascoltare. Quando parlava era difficile non capire. Mancano tanto le parole di Gianni Agnelli a questa Juve e a questo calcio. (Guido Vaciago<ref name=juveamore/>) *Quella telefonata di Gianni Agnelli il giorno della mia presentazione all'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]]: "si ricordi che per lei io ci sarò sempre..." continua a distanza di anni a riempirmi di orgoglio. ([[Marco Tardelli]]) *Un entusiasta dello sport, un uomo decisivo per rendere la [[Juventus]] uno dei più grandi club calcistici del mondo. ([[Franco Carraro]]) * Un personaggio incredibile. Era come se arrivasse il Papa. Ti dava la benedizione, quindici parole e poi andava via. Restava poco, alle partite, alle cene; però c’era sempre. Ci dava del lei. Una volta mi disse che avevo nostalgia di Roma; in effetti avevo faticato a integrarmi. ([[Fabio Capello]]) *Un uomo dall'enorme carisma. Amava la Juventus, era curioso, veniva spesso a Villar Perosa. E nel giorno della partita, scendeva negli spogliatoi e si metteva seduto da una parte. In silenzio, bevendo un bicchiere di thè. ([[Luciano Spinosi]]) *Una speciale combinazione di ''charme'', eleganza, ''sense of humor'', velocità mentale e allo stesso tempo un grande calore mediterraneo. ([[Ira von Fürstenberg]]) *Una volta chiesero ad Agnelli quali fossero le tre cose più importanti nella sua vita. Lui rispose: «Tutte e tre cominciano per F: la Fiat, la Ferrari e la f...». ([[Vasco Rossi]]) *Voglio ricordare che gli sarebbe piaciuto festeggiare la terza stella, chissà chi gliela regalerà, comunque la vedrà di sicuro dal cielo. ([[Marcello Lippi]]) ===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]=== *81 anni di storia bianconera, non si cancellano con la morte.<ref name=storiajuve>Striscione esposto dalla tifoseria bianconera in occasione di Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, in ricordo di Gianni Agnelli, morto due giorni prima.</ref> *Adesso Giovanni di' a [[Giuseppe Prisco|Peppino]] quello che non hai mai detto... come "zanzare" lo scudetto.<ref>Ironico striscione della tifoseria interista riferito allo storico presidente bianconero, Gianni Agnelli, mancato pochi giorni prima, e a Giuseppe Prisco, storico dirigente nerazzurro, morto un anno prima.</ref> *Avvocato, i grandi uomini non muoiono mai.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria laziale in onore dell'avvocato, morto pochi giorni prima.</ref> *Due stelle sul petto, la terza in cielo.<ref name=storiajuve/> *La passione bianconera, la classe di Torino, lo stile italiano, la leggenda di un grande uomo.<ref name=storiajuve/> ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Paul Ginsborg, ''Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi'', traduzione di Marcello Flores e Sandro Perini, Einaudi, 1989. ISBN 8806160548 *[[Cesare Romiti]], [[Gianpaolo Pansa]], ''Questi anni alla Fiat'', Rizzoli, Milano, 1988. ISBN 8817536237 ==Voci correlate== * [Fiat]] * [[Juventus Football Club]] * [[Maria Sole Agnelli]] – sorella * [[Susanna Agnelli]] – sorella * [[Umberto Agnelli]] – fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Imprenditori italiani|Agnelli, Gianni]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani|Agnelli, Gianni]] [[Categoria:Avvocati italiani]] rb2ksgqi8v3nre3vqgdnotp0wxdx135 1417586 1417578 2026-06-20T00:51:42Z Danyele 19198 /* Citazioni su Gianni Agnelli */ - 1417586 wikitext text/x-wiki [[File:Gianni Agnelli 01.jpg|thumb|Gianni Agnelli nel 1986]] '''Giovanni Agnelli''', detto '''Gianni''' (1921 – 2003), imprenditore italiano. ==Citazioni di Gianni Agnelli== *Al [[Stadio delle Alpi|Delle Alpi]] [...] è come giocare sempre fuori casa.<ref>Citato in Fabio Vergnano, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0031/articleid,0589_01_1997_0080_0039_8081686/ Agnelli: il Comunale, casa Juve]'', ''La Stampa'', 22 marzo 1997, p. 31.</ref> *Avere [[Michel Platini|Platini]] in squadra era come avere una credit card sempre a portata di mano.<ref>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', ''Dalai Editore'', 1992, p. 23, ISBN 88-8598-826-2</ref> *[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è un leader al quale manca il senso dell'equilibrio.<ref>Citato in [[Maurizio Crosetti]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/03/05/quella-caldissima-estate-miliardaria.html Quella caldissima estate miliardaria]'', ''la Repubblica'', 5 marzo 1994.</ref> *{{NDR|Su [[Mario Schimberni]], amministratore delegato di Montedison, dopo la scalata data da quest'ultima alla compagnia di assicurazioni La Fondiaria: 1986}} Bi-Invest ''humanum'', Fondiaria ''diabolicum''.<ref>Da ''Questi anni alla Fiat'', cap. 11.</ref> *[[Giampiero Boniperti|Boniperti]] ha costruito la [[Juventus Football Club|Juve]] dei '70 e degli '80 come [Ferruccio] Novo edificò il [[Grande Torino]], pezzo su pezzo, un [[Claudio Gentile|Gentile]] qui, un [[Marco Tardelli|Tardelli]] là. Non con il piglio onnivoro, urlato, di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] dalla fine degli Anni 80 in poi.<ref>Citato in Guido Vaciago, ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2013/01/24-241238/L%E2%80%99Avvocato+era+avanti%3A+twittava+gi%C3%A0+50+anni+fa...?print L'Avvocato era avanti: twittava già 50 anni fa...]'', ''tuttosport.com'', 24 gennaio 2013.</ref> *Oggi il rosso va di moda... anche in politica, mi sembra. {{NDR|Sulle vittorie della [[Scuderia Ferrari|Ferrari]] e di [[Luna rossa]] mentre erano al governo, per la prima volta, partiti post-comunisti}}.<ref> Dal servizio del ''TG1'' sulla presentazione della [[Ferrari F1-2000]], Raiuno, 2000; visibile su ''[https://www.tiktok.com/@archeovideotape/video/7550617081759272215 tiktok.com]''.</ref> *Coi profitti a zero la crisi non si risolve ma si incancrenisce e può produrre il peggio. Noi abbiamo due sole prospettive: o uno scontro frontale per abbassare i salari o una serie di iniziative coraggiose e di rottura per eliminare i fenomeni piú intollerabili di spreco e d'inefficienza. È inutile dire che questa è la nostra scelta.<ref>Dall'intervista di [[Eugenio Scalfari]], ''La malattia: profitto zero'', ''L'espresso'' nº 47, 19 novembre 1972; citato in Ginsborg 1989, p. 449.</ref> *{{NDR|Sulla [[Benetton Formula]]}} Com'è possibile che gente che fa dei pullover sia meglio di noi a fare delle macchine di Formula 1?<ref>Citato in Alessandro Prada, ''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/il-momento-delicato-della-rossa-e-i-consigli-per-il-futuro-le-parole-di-alessandro-benetton Il momento delicato della Rossa e i consigli per il futuro: le parole di Alessandro Benetton]'', ''formulapassion.it'', 15 ottobre 2025.</ref> *Come fai a dire che sei [[innamoramento|innamorata]]? Solo le [[cameriere]] si innamorano. Solo le cameriere, Galvano e te. È una cosa da riviste di terz'ordine.<ref>Citato in [[Susanna Agnelli]], ''Vestivamo alla marinara'', Mondadori, 1975, p. 125</ref> *[[Ciriaco De Mita|De Mita]] [...] lo considero un tipico intellettuale del mezzogiorno, di quella formazione filosofica, di quella tradizione di pensiero tipica della [[Magna Grecia]].<ref>Dall'intervista di [[Giovanni Minoli]] a ''Mixer'', Raidue, 1984; visibile su ''[http://www.youtube.com/watch?v=LbGkYicmvlg youtube.com]''.</ref> *Di [[stile Juventus]] parlano gli altri, non noi.<ref>Da Massimo Mucchetti, ''I patron'', ''Hurrà Juventus'' nº 3 (98), Juventus Football Club S.p.A., 3 marzo 1997.</ref> *È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società.<ref>Dalla lettera aperta a [[Luciano Lama]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0033/articleid,0860_01_1991_0050_0029_25301407/ Agnelli risponde a Lama sulla Juve]'', ''La Stampa'', 6 marzo 1991, p. 33.</ref> *{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1996-1997]]}} È andata com'è andata. Era una Juve molle, troppo molle. Ha saputo reagire bene, ma poi ha preso un gol stupido che l'ha messa a terra. Riedle {{NDR|autore di una doppietta}} era stato scaricato dalle squadre italiane ma è sempre formidabile di testa.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0598_01_1997_0146_0003_8177604/anews,true/ L'Avvocato: messi ko da un gol stupido]'', ''La Stampa'', 29 maggio 1997, p. 3.</ref> *[[Claudio Garella|Garella]] è il più forte portiere del mondo. Senza mani, però.<ref>Citato in Timothy Ormezzano, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/07/28/fare-miracoli-con-piedi.html Fare miracoli con i Piedi]'', ''la Repubblica'', 28 luglio 2010.</ref> *[[John Elkann|John]] è giovane ma ha dimostrato di possedere notevoli capacità e doti morali.<ref>Al momento dell'ingresso di John Elkann nel consiglio d'amministrazione Fiat; citato in ''[http://www.repubblica.it/online/economia/luttoagnelli/erede/erede.html Yaki, l'erede dell'impero. Un Agnelli di nome Elkann]'', ''repubblica.it'', 24 gennaio 2003.</ref> *{{NDR|Su [[Zdeněk Zeman]] nel 1998}} [...] è il nipote di Vycpalek. Vycpalek noi l'abbiamo salvato dalla Cecoslovacchia comunista e l'abbiamo riportato in [[Italia]]. Quindi anche il nipote ci dovrebbe avere la gratitudine. Zeman? No [lo prenderebbe come allenatore], perché non mi piace il suo modo di allenare la squadra.<ref>Citato su [http://www.youtube.com/watch?v=kWYbSaoVSmc youtube.com], 2 giugno 2010.</ref> *{{NDR|Sulla [[finale della Coppa dei Campioni 1982-1983]]}} I bianconeri giocano bene ma è sempre molto difficile contro quei tedeschi. Partire favoriti non porta mai fortuna: tutta Europa si aspettava la Juventus vittoriosa. Stein ha effettuato due grosse parate, specialmente su Bettega e Cabrini. Il gol è arrivato mentre le squadre si stavano studiando come fanno i pugili sul ring. Zoff non ha colpe sia per la fiducia che ho in lui che per l'abilità di Magath. Boniek? Ha alternato cose buone ad altre bizzarre mentre Platini lo avevamo visto meglio in altre occasioni. Rossi si giudica solo se fa gol e non ci è riuscito. Mi è piaciuto Brio.<ref>Citato in Bruno Bernardi, ''Agnelli: «Tutta Europa ci aspettava»'', ''La Stampa'', 26 maggio 1983, p. 22.</ref> *I calciatori cattivi guadagnano sempre troppo, quelli buoni non guadagnano mai abbastanza.<ref name=Vaciago>Citato in Guido Vaciago, ''[https://www.tuttosport.com/amp/news/edicola/2021/03/11-79851610/gianni_agnelli_le_parole_che_ha_detto Gianni Agnelli, le parole che ha detto]'', ''tuttosport.com'', 11 marzo 2021.</ref> *I patrimoni si ottengono solo per speculazione, accumulazione o successione, nel mio caso è stata una successione. Ma il problema è cosa se ne fa dei patrimoni: si possono gestire con responsabilità o senza responsabilità. Io di mio ci ho messo sempre la responsabilità. Non so se sarei diventato ricco e potente senza ereditare quel patrimonio, molto probabilmente no. A chi si è fatto da solo forse invidio il fatto di aver avuto una vita certamente più avventurosa e di maggiori rischi. Ma mi faccia pensare a cosa non invidio, cioè chi si è disfatto da solo... e ce ne sono, ce ne sono tantissimi.<ref name=Vaciago/> *{{NDR|Nel 1986}} I risultati ottenuti dalla Juventus sono dovuti {{sic|sopratutto}} all'organizzazione, a un severissimo lavoro di ricerca e di selezione di talenti giovani più che a colpi di mercato audaci.<ref>Da [[Mario Sconcerti]], ''La Signora {{sic|ed}} io. Intervista a Gianni Agnelli'', ''la Repubblica'', 1986; citato in Marco La Villa, Mauro La Villa; ''Bianconeri. Juventus Story'', Eastern Canal, 2015 [2012], a 24m 30s e sqq.</ref> *Il ministro del Lavoro di allora {{NDR|[[Carlo Donat-Cattin]]}} non concluse la trattativa con i metalmeccanici fino a quando io non acconsentii, dopo parecchie ore di resistenza, a riassumere in fabbrica un centinaio di operai che si erano resi responsabili di violenze. Ricordo che, ricattato da queste condizioni, accettai la riassunzione. E l'umiliazione non fu accettare, o subire, questa forma di ricatto, ma, tornato a Torino e presentatomi ai dirigenti della produzione delle fabbriche, comunicare loro che avevo ceduto e che dovevano riassumere questo centinaio di operai violenti. Quello fu l'inizio di dieci anni disastrosi di brutalità e di violenze in fabbrica, che venne corretto solo dopo più di tremila giorni.<ref>Citato in Sergio Zavoli, ''La notte della Repubblica'', Nuova Eri, Roma, 1992.</ref> *{{NDR|Su [[Marcello Lippi]]}} Il più bel prodotto di Viareggio, dopo [[Stefania Sandrelli]].<ref>Citato in ''Tuttosport'', 8 gennaio 2009.</ref> *Io considero di essere stato per il passato... non mi piace la parola «mecenate», infine un ''[[Tifoseria della Juventus Football Club|supporter]]'' della Juventus che ha avuto la possibilità d'aiutarla.<ref>Citato in Giancarlo Mancini, ''Il tempo e la storia'': episodio 4x53, ''[https://www.raiplay.it/video/2016/11/Il-tempo-e-la-Storia---La-famiglia-Agnelli-e-la-Juve-del-24112016-bf3bd4f5-b16a-4422-846e-40a23c7996c1.html La famiglia Agnelli e la Juve]'', con Giovanni De Luna, RAI Cultura, Rai 3, 24 novembre 2016, a 11 min 32 s. e sqq.</ref> *Juventus vuol dire [[gioventù]]. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.<ref>Citato in ''[https://www.juventus.com/it/news/articoli/123-anni-di-juve-123-anni-di-passione 123 anni di Juve. 123 anni di passione]'', ''juventus.com'', 1 novembre 2020.</ref> *La Juve è per me l'amo­re di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d'amore.<ref name=juveamore>Citato in Guido Vaciago, ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2010/01/23-52315/%C2%ABJuve,+l%E2%80%99amore+di+una+vita%C2%BB «Juve, l'amore di una vita»]'', ''tuttosport.com'', 23 gennaio 2010.</ref> *La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera [[J]] in qualche titolo. Subito penso alla Juve.<ref>Citato in [http://www.juventus.com/it/news/news/2016/22-luglio-1947--giovanni-agnelli-diventa-presidente-della-juventus.php ''22 luglio 1947: Giovanni Agnelli diventa Presidente della Juventus''], ''juventus.com'', 22 luglio 2016.</ref> *La [[Juventus Football Club|Juventus]] rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni.<ref>Da un discorso disponibile su ''[http://www.youtube.com/watch?v=iZflNnPpnZE Grande Storia della Juventus: ''Quinquennio d'Oro'' (07:30 - 09:23)]'', ''youtube.com''.</ref> *{{NDR|Nel 1972, sul futuro dell'[[automobile]] e della mobilità}} Le città antiche verranno conservate come centri storici, come musei, ma non saranno più abitate. Si abiterà nelle città nuove dove i problemi della circolazione saranno esaminati e risolti in partenza. A lunga scadenza, la proprietà dell'automobile sarà meno importante della sua utilizzazione. Non conta la gioia del possesso, ma il servizio. Se si considera il tempo durante il quale i cento milioni di macchine nel mondo sono ferme si giunge ad un fantastico investimento perso.<ref>Da un'intervista a ''Le Point''; citato in Gianluca Sepe, ''[https://www.formulapassion.it/automoto/mondoauto/agnelli-la-sua-idea-di-mobilita-50-anni-fa Agnelli, la sua idea di mobilità 50 anni fa]'', ''formulapassion.it'', 24 gennaio 2023.</ref> *Le scorrettezze di [[Fernando Couto|Couto]] sono così solari, così facili e belle da fischiare, che se fossi un arbitro gli darei una medaglia.<ref>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2113 p. 2113]. ISBN 8880898620</ref> *Nei momenti difficili, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi.<ref>Citato in ''[http://it.uefa.com/uefa/history/obituaries/newsid=50995.html Addio a Gianni Agnelli]'', ''uefa.com'', 24 gennaio 2003.</ref> *{{NDR|Su Michel Platini}} Nella Juve nessuno è mai stato al suo livello e se in futuro ci sarà qualcuno che lo supererà lo ammetteremo a malincuore.<ref>Citato in Beppe di Corrado, ''[http://www.ilfoglio.it/soloqui/868 Anonimo straordinario]'', ''ilfoglio.it'', 23 marzo 2008.</ref> *Noi in [[Fiat]] parliamo di regole per seguirle, non come tanti oggi che ne parlano per non seguirle. Mi hanno detto: "Ma lei è un caso speciale". Io ho risposto: "Guai a quell'azienda dove esistono casi speciali".<ref name=sinigaglia/> *{{NDR|Sulla finale della Coppa dei Campioni 1982-1983}} Non è successo niente, questi tedeschi ci hanno insegnato a leggere e a scrivere.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/23/Agnelli_bacio_dal_tifoso_Una_co_8_960523732.shtml Agnelli, bacio dal tifoso "Una vittoria palpitante"]'', ''Corriere della Sera'', 23 maggio 1996.</ref> *Non prenderemo più piccoletti: dalla tribuna non si vedono.<ref>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2112 p. 2112]. ISBN 8880898620</ref> *Ogni giovane d'Europa deve poter cominciare i suoi studi a [[Parigi]], continuarli a [[Londra]], completarli a [[Roma]] o Francoforte. Dobbiamo recuperare, in chiave moderna, l'eredità degli antichi "''[[clerici vagantes]]''".<ref>Dall'intervento all'Università di Bologna, 16 settembre 1988; citato in Stefania Tamburello, ''Mi piace il vento perché non si può comperare: Gianni Agnelli in parole sue'', ETAS, 2013 ISBN 978-88-58-64060-9, p. 32.</ref> *[[Jean-Pierre Papin|Papin]] è un grandissimo giocatore, un bravo centrattacco e un uomo coraggioso, capace di mettere la testa dove gli altri non osano mettere il piede. Quanto a chiacchiere però...<ref>Citato in ''[http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=1447768 Agnelli: Schumacher è della Ferrari]'', ''La Stampa'', 11 agosto 1995, p. 23.</ref> *{{NDR|Sul trionfo della Juventus nella [[Coppa Intercontinentale 1996 (calcio)|Coppa Intercontinentale 1996]]}} Penso che il trionfo a [[Tokyo]] sia il più bello di tutti. Più bello di quello contro l'Ajax. Nel calcio ci sono delle squadre con delle fasi di gioco o con delle individualità più brillianti, ma ci sono poche con la solidità e anche la regolarità della Juventus. ::''Je considère que la victoire de Tokyo est la plus belle de toutes. Plus belle que celle contre l'Ajax. Dans le {{sic|Calcio}}, je connais des équipes qui ont des phases de jeu ou des individualités plus brillantes, mais je n'en vois aucune qui est aussi solidaire et aussi régulière que la Juventus.''<ref>Citato da {{fr}} Rémy Lacombe, ''La Juventus n'en a jamais assez'', ''France Football'', n° 2643, 3-9 dicembre 1996, p. 5, ISSN 0015-9557.</ref> *{{NDR|Nel 1975}} Per essere italiani nel mondo, dobbiamo essere europei in Italia.<ref name=sinigaglia>Citato in Alberto Sinigaglia, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0029/articleid,0181_01_2004_0011_0029_1296960/ L'Avvocato visto dall'Avvocato]'', ''La Stampa'', 12 gennaio 2004, p. 29.</ref> *[...] Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di Torino e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di tifosi in Italia e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo.<ref>Da ''Grande Storia della Juventus'', ESPN Classic; visibile su ''[http://www.youtube.com/watch?v=OGG7EWvJH1k youtube.com]''.</ref> *Quando Platini mi re­galò uno dei suoi tre Palloni d'Oro, gli chiesi: ma è dav­vero tutto d'oro? Lui mi guardò sorridendo: e secon­do lei, avvocato, se era tutto d'oro glielo regalavo?<ref name=juveamore/> *{{NDR|Prima della [[finale della UEFA Champions League 1995-1996]] tra Ajax e Juventus}} Se loro sono una squadra di pittori fiamminghi, noi saremo dei piemontesi tosti.<ref>Citato in ''[http://www.juventus.com/site/ita/NEWS_newseventi_8071896C68864B47AD0D4FF6DE6AB2F1.asp Presentate le nuove maglie!]'', ''juventus.com'', 8 luglio 2009.</ref> *Quando mi parlano della Juventus in ambiente di affari mi disturba moltissimo. Primo perché non sono lì per parlare di quello. Secondo perché la gente che arriva e parla di calcio crede di avere una certa intimità per la passione in comune per cui fanno delle richieste in affari. No, di calcio mi piace parlarne nel tempo libero.<ref name=Vaciago/> *{{NDR|Sul [[Gran Premio d'Europa 1997]]}} [[Michael Schumacher|Schumacher]] non commette più di un errore all'anno. Quando ci casca, ne parla tutto il mondo. Questa è la sintesi. Ciò che è successo a Jerez è spaventoso. Il clamore si spiega. Ma di errore si tratta. {{NDR|«Ci tolga una curiosità, Avvocato: quando à accaduto quel disastro lei cos'ha fatto? Ha gridato come noi? È scattato dalla poltrona?»}} Semplicemente ho preso il telefono e ho chiamato Montezemolo. Luca, qui bisogna gestire questo episodio gravissimo, assumendoci le responsabilità. Sportivamente è una tragedia, per Schumacher, per la Ferrari... [...] Solo che quel testone di un tedesco ci ha messo 48 ore prima di capire e ammettere di aver sbagliato. Una frase non avrebbe mai dovuto dire a caldo: lo rifarei. Ma adesso la brutta faccenda è chiusa. E vorrei ricordare quanto Schumacher ha fatto in questa stagione in cui la Ferrari è tornata in avanguardia. A poco più di un quarto d'ora dalla fine eravamo campioni del mondo. Lui stava coronando i nostri sogni e i nostri sforzi. [...] Ho colto il senso vero del dramma nello scoramento dei tecnici, dei meccanici, di tutta quella gente della famiglia Ferrari, da Montezemolo all'ultimo arrivato, che ha lavorato giorno e notte, ha gioito, ha sperato e ha visto crollare tutto in un solo attimo. Avverto anch'io il loro dispiacere, lo capisco. Vorrei proprio che restassero integri i valori espressi dalla Ferrari in questa stagione.<ref>Dall'intervista di [[Candido Cannavò]], ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1997/ottobre/31/Agnelli_racconta_Schumi_juve_2V_ga_0_9710312388.shtml Agnelli ci racconta Schumi e Juve a 2V]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 31 ottobre 1997.</ref> *{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «Vinca la Juve o vinca il migliore?»}} Sono fortunato, spesso le due cose coincidono.<ref>Citato in ''[http://news2000.libero.it/agnelli/passioni/1188.jhtml Speciale Giovanni Agnelli: La "Signora" nel cuore]'', ''news2000.libero.it'', gennaio 2004.</ref> *[[Torino]] ricorda le antiche città di guarnigione, i doveri stanno prima dei diritti, l’aria è fredda e la gente si sveglia presto e va a letto presto, l’antifascismo è una cosa seria, il lavoro anche e anche il profitto.<ref>Citato in [[Aldo Cazzullo]], ''La movida e i poliziotti. Torino ora somiglia all'Italia'', ''Corriere della Sera'', 25 giugno 2017, p. 29.</ref> *Tre stranieri per me sono pochi, per me ci vuole la liberalizzazione totale. E poi in quello scenario mi piacerebbe che gli italiani siano talmente forti che uno sceglie loro.<ref name=Vaciago/> *{{NDR|Su [[Pietro Rava]]}} Un simbolo della Juventus e uno degli uomini che ha fatto la storia bianconera.<ref>Citato in ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2006/novembre/09/Torino_saluta_Rava_ga_10_061109044.shtml Torino saluta Rava]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 9 novembre 2006.</ref> *Una volta scendevano in piazza per protestare contro la Fiat, oggi perché [[Roberto Baggio|Baggio]] non vada alla Juve. Direi che il paese è migliorato.<ref>Citato in [[Emanuela Audisio]], ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/2017/02/13/news/il_campione_diverso_rimasto_tra_noi_con_la_sua_assenza-158175485/?ref=search Baggio, il campione diverso rimasto tra noi con la sua assenza]'', ''repubblica.it'', 13 febbraio 2017.</ref> *Un giorno mi dissero che Maradona si allenava cen­trando la porta con un tiro da centrocampo. Andai al Comunale e lo dissi alla squadra, Platini non disse nulla ma chiese al magazzi­niere di aprire la porticina dello spogliatoio che stava al di là della pista d'atletica, si fece dare un pallone e da centrocampo lo spedì negli spogliatoi. Mi guardò sorri­dendo e se ne andò senza di­re una parola.<ref name=juveamore/> *Un uomo che non piange, non potrà mai fare grandi cose.<ref>Citato da Luca Pancalli in Silvia Galimberti, ''[http://www.gazzetta.it/Paralimpiadi/09-09-2012/trionfo-azzurro-28-medaglie-pancalli-commovente-912557493823.shtml Trionfo azzurro: 28 medaglie. Pancalli: "Commovente"]'', ''gazzetta.it'', 9 settembre 2012.</ref> {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0031/articleid,0643_01_1996_0133_0035_8765359/ Agnelli: "Le mie quattro finali in bianconero"]''|Intervista di [[Roberto Beccantini]], ''La Stampa'', 16 maggio 1996.}} *[[Omar Sivori|Sivori]], lui non stravedeva per la Coppa [dei Campioni]. E difatti trovò il modo di ''marinare'' Vienna.<ref>Si riferisce alla partita Wiener Sportklub – Juventus 7-0 dell'edizione [[w:Coppa dei Campioni 1958-1959|1958-1959]].</ref> *È più facile vincere la [[UEFA Champions League|Coppa]] che arrivare in finale. *{{NDR|«Se Roberto Baggio è Raffaello e Del Piero Pinturicchio, [[Gianluca Vialli|Vialli]] chi è?»}} Mi faccia pensare. Direi il Michelangelo della Cappella Sistina. Lo scultore che sa trasformarsi in pittore. *Non lo scriva, o se lo scrive, lo metta giù con garbo: [[Roberto Baggio]] è il più grande ''giocatorino'' che abbia conosciuto. Gli voglio bene. *{{NDR|Su [[Silvio Berlusconi]]}} Si è abbattuto sul calcio trasformandolo da sport di città a spettacolo televisivo. Il suo Milan lo paragonerei agli Harlem Globetrotters, e lui al capo del Madison Square Garden. Donadoni è stato il primo ''pezzo'' che ci ha strappato. L'Atalanta era nostra assidua fornitrice da un sacco di tempo, e quello fu un segnale chiaro, un segno forte: di svolta drastica, di cambiamento radicale. Nulla, e nessuno, sarebbe rimasto come prima. Ciò premesso, ho applaudito e invidiato il suo Milan. *[[Antonio Giraudo|Giraudo]] e [[Adriano Galliani|Galliani]] li giudico molto professionisti. [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], viceversa, era a modo suo un ''romantico''. [...] Un romantico prepotente, ecco. *[[Gaetano Scirea|Scirea]] era più elegante. Non so se fosse, o sia, una qualità, ma non mi viene in mente una sua rudezza. [[Franco Baresi|Baresi]], invece, di botte ne ha date. Ma come guida la difesa – e talvolta, addirittura la squadra – non la guida nessuno. Formidabile. *Non tutti gli italiani tifano per la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], mentre tutti gli italiani e il cinquanta per cento dei non italiani tifano [[Scuderia Ferrari|Ferrari]]. *Sono come [[Arrigo Sacchi|Sacchi]]: le prove, gli allenamenti, mi intrigano più delle gare vere e proprie. *L'unica materia che noi italiani abbiamo divulgato, è stata il [[catenaccio]]. *[Il calcio di oggi mi piace] Meno di quello di ieri. Mi sembra più piatto, più grigio, più uniforme. Io vorrei cento [[George Weah|Weah]], non uno. E mille [[Éric Cantona|Cantona]]. Sono loro che scaldano il pubblico e fanno la differenza. Mi dicono, fra parentesi, che sia pure diventato saggio. Deve credermi: da un grandissimo ''mascalzone'' si potrà sempre ricavare un santo; ma da una mezza cartuccia, mai e poi mai un asso. {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0030/articleid,0599_01_1997_0151_0030_8187538/ Agnelli: Lippi scienziato del calcio]''|Intervista, ''La Stampa'', 3 giugno 1997.}} *[Ho dato a [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] il soprannome Pinturicchio] Per l'estetica, per il modo di giocare. Lui è uno che lavora poco, ma i suoi gol sono sempre eccellenti. *Chi vince sempre alla fine scoccia. Ma avrei gradito lo stesso. *[[Roberto Bettega|Bettega]] aveva i capelli grigi quando giocava, oggi li ha bianchi. Avrebbe dovuto imparare a essere più prudente quando si parla di altri e di arbitri.<ref>Roberto Bettega si lamentò dell'arbitraggio di [[w:Sándor Puhl|Sándor Puhl]] nella finale della Coppa dei Campioni 1996-1997 Borussia Dortmund-Juventus a Monaco di Baviera, vinta dai tedeschi per 3-1.</ref> *[Ho imparato a saper perdere] Presto, negli anni in cui ho avuto la fortuna di fare il militare. Chi ha visto Russia e Nord Africa, capisce che si può anche perdere. *La Juve gli deve gratitudine. Oggi [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] è un ex centravanti di mezza età, onorevole, deputato europeo: un uomo diverso. Ma quando lo si nomina fa ancora paura. E questo mi fa piacere. *[Tra [[Michel Platini|Platini]] e [[Diego Armando Maradona|Maradona]]] C'è soprattutto una differenza di qualità. Ma unico, il più grande è stato [[Pelé]]. *[[Marcello Lippi|Lippi]] è formidabile nel gestire gli uomini. E ha una parte scientifica nella preparazione fisica. *{{NDR|«Juve, Ferrari, Fiat. A che cosa tiene di più?»}} Alla Fiat. {{Int|1=Da ''[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/01_Gennaio/24/battute1.shtml Così disse l'Avvocato. Le battute, le frecciate, i motti]''|2=Citato in ''corriere.it'', 25 gennaio 2003.}} *[[Tommaso Buscetta|Buscetta]] ha detto di essere ossessivamente un tifoso della [[Juventus Football Club|Juventus]]? Se lo incontrate ditegli che è la sola cosa di cui non potrà pentirsi. *{{NDR|Su [[Franco Zeffirelli]]}} È un grande regista. Ma quando parla di [[Calcio (sport)|calcio]] non lo sto nemmeno a sentire. *Fino ad oggi il [[Partito Comunista Italiano|Partito comunista]] è stato visto con due prospettive: quella della [[speranza]] e quella della [[paura]]. Dopo l'episodio di oggi credo che la prospettiva della speranza sia cancellata. {{NDR|dopo il picchettaggio di Mirafiori: frecciata a [[Enrico Berlinguer]]}} *Faccio i complimenti a [[Carlo De Benedetti|De Benedetti]] anche se lui parla male di noi. {{NDR|dopo una sua affermazione sulla Fiat}} *Come tutti i politici, anche [[Luca Cordero di Montezemolo|Montezemolo]] è molto sensibile a quello che scrivono i [[Giornale|giornali]]. Anzi: è più sensibile ai giornali che ai [[Fatto|fatti]]. Sbaglia. *Ho conosciuto [[marito|mariti]] [[fedeltà|fedeli]] che erano pessimi mariti. E ho conosciuto mariti infedeli che erano ottimi mariti. Le due cose non vanno necessariamente assieme. *{{NDR|[[Giuseppe Saragat|Saragat]]: «Caro Agnelli, adesso che è presidente della Fiat non potrà più corteggiare le ragazze»}} Allora mi dimetto subito. *Gli [[uomo (genere)|uomini]] si [[Gli uomini si dividono in due categorie|dividono in due categorie]]: gli uomini che parlano di donne e gli uomini che parlano con le donne. Io di donne preferisco non parlare. *Non siamo una repubblica delle banane. {{NDR|sui severi commenti della stampa estera su [[Silvio Berlusconi]] prima delle elezioni del 2001}} *Sa quale è la [[verità]]? Nel nostro Paese purtroppo non ci sono nemmeno banane. Ci sono soltanto fichi d'India. {{NDR|sulle dimissioni di [[Renato Ruggiero]] da Ministro degli Esteri, gennaio 2002}} *{{NDR|Su [[Ciriaco De Mita]] negli anni '80}} Un tipico intellettuale della Magna Grecia. *Nei momenti difficili di una partita, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, a quella capacità di non arrendersi mai. E questo è il motivo per cui la Juventus vince anche quando non te l'aspetti. *{{NDR|[[Zbigniew Boniek]]}} Bello di notte. *{{NDR|[[Aldo Serena]]}} Bravo dalla cintola in su. *{{NDR|[[Michel Platini]]}} L'abbiamo comprato per un tozzo di pane e lui ci ha messo sopra il ''foie gras''. *{{NDR|[[Alessandro Del Piero]]}} Mi ricordava Pinturicchio. Adesso è [[Samuel Beckett#Aspettando Godot|Godot]]. *{{NDR|[[Diego Armando Maradona]]}} Migliore di qualunque allenatore. *{{NDR|[[Roberto Baggio]]}} Un coniglio bagnato. ===Attribuite=== *[[Marina Cicogna]] è l’unico uomo che mi fa paura. :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} La diretta interessata ha smentito che Agnelli possa essersi espresso sul suo conto in modo così rude: «Forse proprio quella frase non l’ha detta, ma di sicuro mi ha detto: “Mozzoni, io vorrei clonarti”».<ref>Da un'intervista concessa a Maria Luisa Agnese, in ''Liberi tutti'', 28 dicembre 2018; citato in [[Stefano Lorenzetto]], ''Chi (non) l'ha detto'', Marsilio Editori, 2019. ISBN 9788829703241</ref> ==Citazioni su Gianni Agnelli== *Agnelli e [[Michel Platini|Platini]]? Certo che parlano tra loro: da proprietario di giocattolo a giocattolo che può parlare. ([[Tony Damascelli]]) *Agnelli è una persona che tutti vorrebbero come zio. ([[Michel Platini]]) *Agnelli ha sempre avuto il pallino degli affari. A sedici anni il nonno gli regalò 1000 lire con le quali Gianni comprò tre mele che rivendette a 1300 lire. Quindi investì questo nuovo capitale per comperare cinque mele che rivendette a 2000 lire subito reinvestite in sei mele che gli fruttarono 3000 lire. A questo punto quando stava per acquistare dodici mele per ricavarne 5700 lire, improvvisamente, grazie ad una congiuntura favorevole del mercato, morì suo padre lasciandogli in eredità 100 mila miliardi. ([[Gino & Michele]]) *Agnelli va in Paradiso di sicuro con questi comandamenti! «Onora il padre e la madre»: per forza, con tutti i soldi che gli hanno lasciato! «Non desiderare la roba d'altri»: come fa? è tutto suo. ([[Roberto Benigni]]) *Aveva una grande capacità di giudicare perché era un profondo conoscitore del mondo del calcio e non parlava mai a caso. ([[Alessandro Del Piero]]) *Cortese più che affabile, inquieto più che volubile, cinico più che scettico, si muoveva al di sopra delle parti e al di fuori della mischia, da cui stile e rango lo tenevano lontano. [...] Era uno snob raffinato, dallo charme cosmopolita, impreziosito dalla erre moscia. ([[Roberto Gervaso]]) *Credo non vi sia stato né vi sia un altro italiano con una rete di relazioni personali come Gianni Agnelli in tutti i continenti e negli ambienti più diversi. ([[Giulio Andreotti]]) *È uno dei pochi italiani esportabili, e presentabili, al di là delle Alpi, della Manica, dell'Atlantico. Lo conoscono tutti e tutti – quelli che contano – conoscono lui. Gode d'infiniti privilegi ma, mi dicono, non ne abusa. Nega d'amare il potere, forse solo perché ne ha tanto, e nessuno può insidiarglielo. Comunque, ne fa un uso discreto, come si conviene a un monarca, sul cui impero non tramonta mai il sole. ([[Roberto Gervaso]]) *Era un carismatico nato, una personalità molto forte, con un'attitudine anche all'incontro, allo scambio, alla conversazione, molto brillante. Era una persona molto abile. Ci sono persone che sono così dotate, che possono fare e stare dovunque. Poi rappresentava un mondo in un'epoca molto diversa da questa, quando il rapporto con il lusso, con un certo tipo di vita, era molto più distante dalla quotidianità di tutti noi. Lui aveva una sorta di capacità di avvicinarsi alle persone con un tocco molto particolare. Una personalità molto rilevante. Tanto è vero che ne parliamo ancora oggi. ([[Giorgio Terruzzi]]) *Era un grande esteta del calcio, voleva vincere, ma prima di tutto amava i grandi giocatori, che fossero della Juve o avversari: da Hamrin a Baggio, passando per Sivori, Platini e Maradona [...] Era capace di valutare le persone, e non solo i calciatori, con incredibile sintesi e perspicacia. ([[Giovanni Trapattoni]]) *Era un grande punto di riferimento per noi, si parlava di calcio, soprattutto di calcio, ma nell'argomento lui metteva riferimenti alla vita quotidiana, con ironia, competenza, curiosità. Ci mancheranno quelle sue punzecchiature che facevano del calcio un ambiente ricco di umanità. Mi ha fatto i complimenti parecchie volte e io arrossivo le prime volte, poi sempre meno. Con l'Avvocato scompare uno dei più grandi personaggi del secolo. Il calcio e non solo la Juventus, lo sport in generale, perde un grandissimo. E dire che il calcio per lui era solo un divertimento. Infatti, Agnelli ha fatto molto di più per la crescita dell'Italia. ([[Antonio Cabrini]]) *{{maiuscoletto|Gianni Agnelli}}. ''Fiat dux!''<ref>{{cfr}} ''[[Genesi]]'': «''fiat lux''» («sia fatta la luce»). {{cfr}} [[Fiat lux|voce dedicata]].</ref> ([[Marcello Marchesi]]) *Gianni Agnelli è il re d'Italia, senza corona, ma ben più gradito e comprensibile alle masse. ([[Vladimiro Caminiti]]) *Gianni Agnelli era un incomparabile uomo d'affari ed un fervente sostenitore dello sport. Con la sua esperienza ed il suo carisma Agnelli ha molto contribuito a far entrare il movimento olimpico in una nuova era. L'Italia, che nel 2006 ospiterà i giochi invernali a Torino, ha perso uno dei suoi mentori. ([[Jacques Rogge]]) *Gianni Agnelli ha avuto l'unico merito storico di portare l'orologio sopra il polsino. ([[Pietro Citati]]) *Il carisma dell<nowiki>'</nowiki>''Avvocato'' [...] lo percepivi in lontananza. Stava sempre vicino alla squadra, era informatissimo. E quando parlavi con lui ti accorgevi che di calcio ne capiva tantissimo. ([[Antonio Cabrini]]) *{{NDR|«Che cosa resta dell'Avvocato?»}} Innanzitutto, una lezione di stile. Che non era solo una questione di estetica, o di mode. Certo, aveva un colpo d'occhio eccezionale per l'arte. E dettava piccole esteriorità subito imitate dagli adulatori, tipo la cravatta sul pullover. Ma lo stile per l'Avvocato era sostanza. Era comportamento, e anche valori morali che in lui erano profondamente radicati dall'educazione ricevuta e dall'esempio del nonno. Era del tutto incapace di dire bugie. Questo creava anche problemi. [...] Alle trattative sindacali partecipava di rado. Quando veniva, però, si faceva sfuggire fin dove la Fiat poteva arrivare. È una cosa che ovviamente non si fa mai. Ma per lui era impensabile non dire sempre la verità; gli avevano insegnato così. Lo stile era il parametro con cui giudicava le persone. ([[Cesare Romiti]]) *L'Avvocato non parla, dice. Che è diverso. ([[Alessandro Del Piero]]) *Non lo scopro certo io l'Avvocato; era una persona eccezionale come immagine, come carisma, come tutto. ([[Luciano Moggi]]) *Non posso dire di averlo conosciuto bene: ricordo però che è stata una delle due persone (l'altra fu Enzo Ferrari) davanti alle quali mi sono tremati i polsi. E non per timidezza: ma per rispetto e ammirazione. Spero che la Juventus non dimentichi mai la sua lezione – quella sì – di classe e di amore per lo sport nei suoi significati più profondi e condivisibili. ([[Marino Bartoletti]]) *Non si può parlare della Juventus senza menzionare la famiglia Agnelli {{sic|ed}} in particolare l'Avvocato. Il mio primo ricordo di lui è legato al ritiro a Villar Perosa del 1978 quando tornai dal prestito alla Pistoiese e rimasi colpito dall'attaccamento e dalla passione che dimostrava nei confronti di noi giocatori. ([[Sergio Brio]]) *Oggi ho telefonato all'Agnelli e gli ho detto: «Il mio posto di lavoro non si tocca»... Lui m'ha risposto: «E chi lo tocca? Anzi mi fa schifo solo a guardarlo». ([[Francesco Tullio Altan|Altan]]) *Orgoglioso di averlo conosciuto [...] Ogni volta mi colpivano la competenza e la curiosità che aveva per la Ferrari, per la Formula 1 e per il calcio e la sua sensibilità per i problemi del mondo. ([[Michael Schumacher]]) *Parla con la propria bocca, pensa con il cervello di Valletta, col cuore di Giulio De Benedetti e con gli interessi polivalenti della Fiat. ([[Indro Montanelli]]) *Poi c'era l'Avvocato. Arrivava negli spogliatoi e trattava allo stesso modo Platini e il magazziniere. Amava la Juve, ma quando gli chiesi di comprare Paolo Rossi rispose di no: "''Costa troppo e noi abbiamo migliaia di cassintegrati. Potrebbe fare un altro nome?''". Non mi ha mai dato un ordine, credo non ne abbia mai dati in vita sua, i suoi ordini erano domande: "''Ma perché quell'ala sinistra non gioca mai?''" ([[Giovanni Trapattoni]]) *{{ndr|Nel 2010}} Quando parlava non era mai per caso. Quando parlava c'era sempre da divertirsi. Quando parlava c'era sempre qualcosa da imparare. Quando parlava stavano tutti ad ascoltare. Quando parlava era difficile non capire. Mancano tanto le parole di Gianni Agnelli a questa Juve e a questo calcio. (Guido Vaciago<ref name=juveamore/>) *Quella telefonata di Gianni Agnelli il giorno della mia presentazione all'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]]: "si ricordi che per lei io ci sarò sempre..." continua a distanza di anni a riempirmi di orgoglio. ([[Marco Tardelli]]) *Un entusiasta dello sport, un uomo decisivo per rendere la [[Juventus]] uno dei più grandi club calcistici del mondo. ([[Franco Carraro]]) *Un personaggio incredibile. Era come se arrivasse il Papa. Ti dava la benedizione, quindici parole e poi andava via. Restava poco, alle partite, alle cene; però c’era sempre. Ci dava del lei. Una volta mi disse che avevo nostalgia di Roma; in effetti avevo faticato a integrarmi. ([[Fabio Capello]]) *Un uomo dall'enorme carisma. Amava la Juventus, era curioso, veniva spesso a Villar Perosa. E nel giorno della partita, scendeva negli spogliatoi e si metteva seduto da una parte. In silenzio, bevendo un bicchiere di thè. ([[Luciano Spinosi]]) *Una speciale combinazione di ''charme'', eleganza, ''sense of humor'', velocità mentale e allo stesso tempo un grande calore mediterraneo. ([[Ira von Fürstenberg]]) *Una volta chiesero ad Agnelli quali fossero le tre cose più importanti nella sua vita. Lui rispose: «Tutte e tre cominciano per F: la Fiat, la Ferrari e la f...». ([[Vasco Rossi]]) *Voglio ricordare che gli sarebbe piaciuto festeggiare la terza stella, chissà chi gliela regalerà, comunque la vedrà di sicuro dal cielo. ([[Marcello Lippi]]) ===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]=== *81 anni di storia bianconera, non si cancellano con la morte.<ref name=storiajuve>Striscione esposto dalla tifoseria bianconera in occasione di Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, in ricordo di Gianni Agnelli, morto due giorni prima.</ref> *Adesso Giovanni di' a [[Giuseppe Prisco|Peppino]] quello che non hai mai detto... come "zanzare" lo scudetto.<ref>Ironico striscione della tifoseria interista riferito allo storico presidente bianconero, Gianni Agnelli, mancato pochi giorni prima, e a Giuseppe Prisco, storico dirigente nerazzurro, morto un anno prima.</ref> *Avvocato, i grandi uomini non muoiono mai.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria laziale in onore dell'avvocato, morto pochi giorni prima.</ref> *Due stelle sul petto, la terza in cielo.<ref name=storiajuve/> *La passione bianconera, la classe di Torino, lo stile italiano, la leggenda di un grande uomo.<ref name=storiajuve/> ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Paul Ginsborg, ''Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi'', traduzione di Marcello Flores e Sandro Perini, Einaudi, 1989. ISBN 8806160548 *[[Cesare Romiti]], [[Gianpaolo Pansa]], ''Questi anni alla Fiat'', Rizzoli, Milano, 1988. ISBN 8817536237 ==Voci correlate== * [Fiat]] * [[Juventus Football Club]] * [[Maria Sole Agnelli]] – sorella * [[Susanna Agnelli]] – sorella * [[Umberto Agnelli]] – fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Imprenditori italiani|Agnelli, Gianni]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani|Agnelli, Gianni]] [[Categoria:Avvocati italiani]] ew698fmnhcdqgt4vl5la67cx7fzuvkk Template:SelezioneNuove 10 4465 1417535 1417431 2026-06-19T13:58:39Z Gaux 18878 Ettore Stampini 1417535 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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De Amicis 01.jpg|thumb|Edmondo De Amicis, fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Edmondo De Amicis''' (1846 – 1908), scrittore italiano. ==Citazioni di Edmondo De Amicis== *Ah quel [[Casimiro Teja|Teja]]!<br>È quasi sempre uno stupore per i suoi amici il veder tradotti sul ''Pasquino''<ref>''Il Pasquino'', settimanale satirico fondato a Torino nel 1856.</ref> i concetti ch'egli ha prima espressi nel discorso; essi ritrovano nell'opera sua delicatezza, ardimenti, intuizioni profonde e sottili, che non manifesta punto la sua parola. Perciò parla di rado del disegno che volgea in mente, o l'accenna di volo, e in modo da non darne che un'idea dimezzata. Il suo vero linguaggio è quello ch'egli parla sulla sua pietra litografica. Ogni avvenimento di cui riceva notizia gli si presenta alla mente, e il giudizio che ne darà gli si forma e gli si esprime subito nel cervello a tratti di matita, in contorni di figure umane, e in atteggiamenti di fisionomie.<ref>Citato in [[Luigi Rasi]], ''La caricatura e i comici italiani'', R. Bemporad e Figlio, Firenze, 1907, [https://archive.org/details/lacaricaturaeico02rasi/page/84/mode/1up Parte seconda, p. 84]</ref> *{{NDR|A proposito di [[Mario Rapisardi]]}} Al poeta della libertà e della giustizia, al flagellatore degli ipocriti, dei venduti e degli sfruttatori della patria, manda un evviva con ammirazione d'artista, con gratitudine di cittadino e con affetto d'amico.<ref>Citato in Mario Rapisardi, ''Giustizia''.</ref> *{{NDR|Alla [[madre]]}} ''Amo il nome gentile; amo l'onesta | aura del volto che il mio cor rinfranca; | amo la mano delicata e bianca | che le lacrime mie terge ed arresta; || amo le braccia a cui fido la testa | da tristi fantasie turbata e stanca; | amo la fronte pura, aperta e franca, | dove tutto il pensier si manifesta; || ma più de lo sembianze oneste e care | amo la voce che mi parla il vero | e mi conforta l'anima ad amare: || la voce che ogni dì sulla prim'ora | mi grida in suono d'amoroso impero: | è l'alba, figlio mio! Sorgi e lavora!''<ref>''[[s:Poesie (De Amicis)/A mia madre (2)|A mia madre]]'', in ''Poesie'', Fratelli Treves, Milano, 1882.</ref> *Eccomi preso daccapo a quest'immensa rete dorata, in cui ogni tanto bisogna cascare, volere o non volere. La prima volta ci restai quattro mesi, dibattendomi disperatamente, e benedissi il giorno che ne uscii. Ma vedo che la colpa era tutta mia, ora che ci ritorno ... composto a nobile quiete, perché guai a chi viene a [[Parigi]] troppo giovane, senza uno scopo fermo, colla testa in tumulto e colle tasche vuote!<ref>Da ''Ricordi di Parigi''.</ref> *I nuovi quartieri eleganti, le nuove vaste piazze alberate, i nuovi magnifici passeggi pubblici, veri luoghi di delizie, degni di Parigi e di Londra, non hanno mutato la sua antica fisionomia originalissima che è sempre costituita dalle sue interminabili vie diritte – Maqueda e Vittorio Emanuele – che s'incrociano nel suo centro [...] A giudicare dal movimento di quelle due strade si direbbe che [[Palermo]] è una città di due milioni di abitanti. Corrono in ciascuna, da un capo all'altro e dalla mattina alla sera, due torrenti di gente, di carrozze, di carri, di carrette che continuamente serpeggiano per non urtarsi, che in mille punti si intrecciano e si confondono, s'arrestano, s'addensano, ondeggiano. È un formicolio che vi confonde la vista, uno strepitio che vi introna la testa, una varietà di veicoli, di carichi, d'aspetti umani, di gesti e di voci, un contrasto di allegrezza e di furia, di fatica e di spasso, di lusso e di povertà, quale in nessun'altra città del mondo credo si possa vedere.<ref>Citato in Salvatore Ferlita, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/09/27/isola-dei-miti.html L'isola dei miti]'', ''la Repubblica'', 27 settembre 2009.</ref> *Il destino di molti uomini dipese dall'esserci o non esserci stata una [[biblioteca]] nella loro casa paterna.<ref>Da ''Pagine sparse''.</ref> *L'[[Autocontrollo|arte di comandare a sé stessi]] consiste in gran parte nel trovar argomenti e parole efficaci per movere in noi la vergogna. Ci vuol immaginazione ed eloquenza.<ref>Da ''Pagine sparse'', Tipografia editrice lombarda, Milano, 1876, p. [https://books.google.it/books?id=BC9ET0v4plQC&pg=PA55 55].</ref> *La [[lingua spagnola]], appunto perché molto più affine alla nostra che la francese, è assai più difficile a parlarsi presto, e per così dire a orecchio, senza dir degli spropositi. Si casca nell'italiano senz'accorgersene, si inverte la sintassi ad ogni istante, si ha sempre la propria lingua nell'orecchio e sulle labbra, che ci inciampa, ci confonde, ci tradisce.<ref>Citato in Carlo Boselli, ''La Grammatica Spagnola del XX Secolo'', Mondadori, Milano, 1949, p. 518.</ref> *Ma già di lontano avevamo visto uno dei più straordinari edifizi che possa aver mai immaginato un pittore di paesaggi fantastici: una sorta di gradinata titanica, come una cascata enorme di muraglie a scaglioni, che dalla cima d'un monte alto quasi duemila metri vien giù fin nella valle, presentando il contorno d'uno di quei bizzarri colossi architettonici che vedeva [[Gustavo Doré]] coi suoi grandi occhi di mago: l'immagine di un vastissimo chiostro medievale, d'un tempio smisurato di Cheope, d'una immane reggia babilonese; che so io? un ammasso gigantesco e triste di costruzioni, che offre non so che aspetto misto di sacro e di barbarico, come una necropoli guerresca o una rocca mostruosa, innalzata per arrestare un'invasione di popoli, o per contener col terrore milioni di ribelli. Una cosa strana, grande, bella davvero. Era la [[Forte di Fenestrelle|fortezza di Fenestrelle]].<ref>Da ''Alle porte d'Italia'', p. 77.</ref> *Nel cuore delle [[donna|donne]] non ci vede chiaro che l'esaminatore disinteressato.<ref>Da ''Amore e ginnastica''.</ref> *Non avevo letto sino allora dei ''[[I promessi sposi|Promessi Sposi]]'' che poche pagine sparse per le Antologie scolastiche. Non ricordo che alcun professore delle prime scuole ce ne consigliasse con insistenza la lettura. Misi un giorno la mano sul romanzo, un'edizione di Vincenzo Batelli di Firenze, del 1827, in tre volumi, che conservo ancora. Incominciai a leggere. L'effetto fu maraviglioso. Mi sentii come preso da mille uncini e da mille lacci sottilissimi, che mi avvolsero e mi strinsero, penetrandomi fin nel più profondo dell'anima. Fu un diletto continuo e vivissimo, non interrotto punto, né quasi scemato dalle digressioni storiche e dalle descrizioni minute che soglion seccare i ragazzi, rotto spesso da commozioni violente, che mi strappavano il pianto, accompagnato dal principio alla fine da un consenso pieno e dolcissimo di tutti i sentimenti e di tutti i pensieri. Non distinguevo l'un dall'altro, mi ricordo bene, ma sentivo confusi tutti insieme gli effetti di quell'arte profonda e semplice, dell'armonia delle facoltà, della misura sapiente, della logica finissima, della trasparenza cristallina dello stile, di quella musica grave e delicata, e quasi segreta, che par che venga più dal pensiero che dalla parola, e suoni nell'anima senza che l'orecchio la senta. Non poteva essere compiuta la mia ammirazione; ma la simpatia fu tale da non poter più crescere. Presentii fin dalla prima lettura che avrei riletto quel libro mille volte, anche da uomo. Una quantità d'immagini, di sentenze e di frasi mi s'impressero subito e per sempre nella memoria. Mi rimase nell'animo una serenità, una pace, quasi una compostezza, che m'era prima sconosciuta; quasi un'armonia sommessa, alla quale s'intonò per un pezzo la voce di tutto il mio essere. Mi parve che entrasse nella mia vita un amico, un maestro aspettato da lungo tempo, e il cuore mi diceva che non ne sarebbe uscito mai più. Posso dire che la lettura di quel libro segnò per me il passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza.<ref>Da ''[https://www.gutenberg.org/files/61885/61885-h/61885-h.htm Ricordi d'infanzia e di scuola]'', Treves, Milano, 1913, pp. 91-92.</ref> *''Non sempre il tempo la beltà cancella | o la sfioran le lacrime e gli affanni; | mia [[madre]] ha [[sessantenne|sessant'anni]], | e più la guardo e più mi sembra bella.''<ref>Da ''A mia madre''.</ref> *{{NDR|L'[[esperanto]]}} Sarà di immensa utilità per tutti gli uomini.<ref>Citato nella rivista ''L'Esperanto'', 1917.</ref> *Se nelle battaglie politiche tu dovrai impugnare la penna e farti [[giornalista]], scrivi sul suo tavolo di studio, incidi sul suo calamaio, dappertutto dove giunga il tuo occhio, tre sole parole: onestà, onestà e onestà. Innalza la massima sublime di illuminare l'opinione pubblica e di dirigerla; pensa al potere micidiale e salutare di quello strumento che innalza e uccide, che corrompe ed educa, che prostituisce e idealizza gli uomini, e che si chiama la penna del giornalista.<ref>Citato da Alfredo Amatucci nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0474/sed0474.pdf seduta pomeridiana del 20 luglio 1956] della Camera dei Deputati.</ref> *Una casa senza [[libreria]] è una casa senza dignità, — ha qualcosa della locanda, — è come una città senza librai, — un villaggio senza scuole, — una lettera senza ortografia.<ref>Da ''Pagine sparse''</ref> *Una [[ragazza]] è sempre un mistero; non c'è che fidarsi al suo viso e all'ispirazione del proprio cuore.<ref>Da ''Amore e ginnastica''.</ref> ==''Cuore''== ===[[Incipit]]=== OTTOBRE ''Il primo giorno di scuola'' (17, lunedì) Oggi primo giorno di scuola. Passarono come un sogno quei tre mesi di vacanza in campagna! Mia madre mi condusse questa mattina alla Sezione Baretti a farmi inscrivere per la terza elementare: io pensavo alla campagna e andavo di mala voglia. Tutte le strade brulicavano di ragazzi; le due botteghe di libraio erano affollate di padri e di madri che compravano zaini, cartelle e quaderni, e davanti alla scuola s'accalcava tanta gente che il bidello e la guardia civica duravan fatica a tenere sgombra la porta. Vicino alla porta, mi sentii toccare una spalla: era il mio maestro della seconda, sempre allegro, coi suoi capelli rossi arruffati, che mi disse: – Dunque, Enrico, siamo separati per sempre? –. ===Citazioni=== *''L'assassino che rispetta sua madre ha ancora qualcosa di onesto e di gentile nel cuore; il piú glorioso degli uomini, che l'addolori e l'offenda, non è che una vile creatura.'' (il padre di Enrico: ''Novembre'', ''Mia madre''; 2001, p. 39) *Chi rispetta la bandiera da piccolo la saprà difender da grande. (''Novembre'', ''I soldati'') *''Dare la vita per il proprio paese, come il ragazzo lombardo {{NDR|protagonista del racconto mensile "La piccola vedetta lombarda"}}, è una grande virtú [...].'' (il padre di Enrico: ''Novembre'', ''I poveri''; 2001, p. 57) *''Ella {{NDR|la patria}} è una cosí grande e sacra cosa, che se un giorno io vedessi te tornar salvo da una battaglia combattuta per essa, salvo te, che sei la carne e l'anima mia, e sapessi che hai conservato la vita perché ti sei nascosto alla morte, io tuo padre, che t'accolgo con un grido di gioia quando torni dalla scuola, io t'accoglierei con un singhiozzo d'angoscia, e non potrei amarti mai piú, e morirei con quel pugnale nel cuore.'' (il padre di Enrico: ''Gennaio'', ''L'amor di patria''; 2001, p. 107) *Il Direttore guardò fisso Franti, in mezzo al silenzio della classe, e gli disse con un accento da far tremare: – Franti, tu uccidi tua madre! – Tutti si voltarono a guardar Franti. E quell'infame sorrise. (''Gennaio'', La madre di Franti; 2001, p. 110) *''Rispetta la strada. L'educazione d'un popolo si giudica innanzi tutto dal contegno ch'egli tien per la strada. Dove troverai la villania per le strade, troverai la villania nelle case.'' (il padre di Enrico: ''Febbraio'', ''La strada''; 2001, p. 154) *Pare che li faccia tutti eguali e tutti amici la scuola. (''Marzo'', I parenti dei ragazzi; 2001, p. 162) *''[...] l'uomo che pratica una sola classe sociale, è come lo studioso che non legge altro che un libro.'' (il padre di Enrico: ''Aprile'', ''Gli amici operai''; 2001, p. 215) *''Egli {{NDR|[[Garibaldi]]}} fu maestro, marinaio, operaio, negoziante, soldato, generale, dittatore. Era grande, semplice e buono. Odiava tutti gli oppressori, amava tutti i popoli, proteggeva tutti i deboli; non aveva altra aspirazione che il bene, rifiutava gli onori, disprezzava la morte, adorava l'Italia.'' (i genitori di Enrico: ''Giugno'', ''Garibaldi''; 2001, p. 286) *''La scuola è una madre [...].'' (la madre di Enrico: ''Luglio'', (L'ultima pagina di mia madre); 2001, p. 314) *Immagina pure che ti siano destinati nella vita molti giorni terribili; il più terribile di tutti sarà il giorno in cui perderai tua madre. [...] Non sperar serenità nella tua vita, se avrai contristato tua madre. [...] O Enrico, bada: questo è il più sacro degli affetti umani, disgraziato chi lo calpesta. L'assassino che rispetta sua madre ha ancora qualcosa di onesto e di gentile nel cuore, il più glorioso degli uomini, che l'addolori e l'offenda, non è che una vile creatura. [...] Io t'amo, figliuol mio, tu sei la speranza più cara della mia vita; ma vorrei piuttosto vederti morto che ingrato a tua madre. (il padre di Enrico: ''[[s:Cuore/Novembre/Mia madre|Novembre, Mia madre]]'') *E pronuncia sempre con riverenza questo nome – [[maestro]] – che dopo quello di padre, è il più nobile, il più dolce nome che possa dare un uomo a un altro uomo. (il padre di Enrico: ''[[s:Cuore/Dicembre/Gratitudine|Dicembre, Gratitudine]]'') ===Citazioni su ''Cuore''=== *– Ah, De Amicis, ''Cuore''. E chi non l'ha letto?<br>– Da ragazzini. Ma il bello è leggerlo da grandi. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1]]'') *{{maiuscoletto|Cuore}}. Diffidate dei libri {{maiuscoletto|troppo}} dolci. Quasi sempre furono scritti per non scriverne altri, che sarebbero stati esattamente il contrario. L'autore di un libro tristemente famoso non poteva, per postumi di gelosia infantile, sopportare l'infanzia. Obbligò al suicidio il suo figlio diletto, e invigliacchì con {{maiuscoletto|cuore}} tre generazioni. ([[Umberto Saba]]) *Forse i deboli non si fortificano leggendo il ''Cuore'', ma i forti diventano generosi. Non si raggiunge qualche efficacia nel combattere la crudeltà e l'egoismo che sono nella nostra natura, e che appaiono, malgrado la nostra viltà, nei fanciulli e negli adulti, se non eccitando insistentemente le nostre facoltà di emozione sociale, già così scarse, i nostri impulsi di tolleranza e di fratellanza. ([[Giovanni Cena]]) ==''L'ultimo amico''== ===[[Incipit]]=== «Vieni. Eccomi allungato sulla poltrona, a comodo tuo. Vieni a schiacciare un sonnellino sulle mie ginocchia, come ogni giorno.» ===Citazioni=== *[...] tu {{ndr|il proprio [[cane]]}} sei divenuto per me un oggetto di curiosità e di osservazione continua, uno svago, un pensiero d'ogni momento, che mi conduce, per mille vie diverse, ad altri infiniti pensieri e immaginazioni remotissime da te, le quali riempiono tutti i vani in cui per il passato mi soleva entrare la noia, e stringono ogni giorno più forte i cento legami sottilissimi, ma saldissimi, della nostra amicizia. (pp. 22-23) *Io dimentico quello che gli ho tolto {{ndr|al proprio cane}} quando penso d'avergli fatto un benefizio dandogli ciò che gli ho dato. [...] Io ti debbo bene l'alimento poiché ti impedisco d'andartelo a cercare per il mondo, come fanno i tuoi fratelli senza padrone. Ti debbo bene delle cure e delle carezze poiché t'ho chiuso in una prigione, e t'ho imposto un orario, una disciplina, un collare, una museruola, e mille soggezioni e riguardi che riducono la tua vita come quella d'un collegiale vigilato e regolato in tutti i suoi atti e in tutti i suoi passi, e fino nei suoi pensieri. Ti debbo bene la visita dal medico e il bagno caldo e l'insaponatura settimanale, poiché ti condanno a respirare il fumo della sigaretta e ti tolgo le corse sfrenate all'aria pura, con le quali non patiresti mai né languori di stomaco, né raffreddori, né indigestioni. (pp. 38-40) *E quando si rizza {{ndr|il proprio cane}} e sta su come un fantoccio, postergando la sua dignità di quadrupede, senza avvedersi delle risa che suscita, per arrivare a un pezzo di chicca che gli si tiene alto sopra il capo, non dà l'idea inversa del candidato politico, che prostituisce la sua dignità di bipede, buttandosi a quattro gambe davanti al grande [[campagna elettorale|elettore]] che gli mostra il voto? (pp. 49-50) *Se sapessi quanto m'affatico il pensiero per misurare la [[distanza]] che corre fra di noi, e scoprire la tua risposta natura, e quella dei legami che ci congiungono e delle barriere che ci separano! (pp. 54-55) ==''Ricordi del 1870-71''== *{{NDR|Su [[Firenze]]}} Man mano che passavo per quelle vie, mi si affollavano alla memoria versi, scene di romanzo, episodi storici, ariette d'opera. E alzando gli occhi ai palazzi, alle torri, ai campanili, agli archi grandiosi, mi cominciava a parere strano che, in luogo d'ispirare quell'ammirazione subitanea e profonda, mista quasi ad un senso di terrore, che sogliono ispirare i monumenti giganteschi, costringessero invece, quando si voleva esprimere con parole l'effetto delle loro bellezze, a servirsi degli aggettivi stessi che s'usano per designare un bel fanciullo, un bel fiore, un bel ninnolo, come: – Gentile, carino. Guardando quelle torri, quei palazzi, sorprendevo spesso in me medesimo uno stranissimo desiderio, come di fare scorrere la mano su quei contorni, di palpare quei rilievi; e con questo desiderio, una specie di sollecitudine gelosa per quelle moli enormi di pietra, come se temessi che la menoma forza le potesse offendere e sciupare; e con questa sollecitudine, un bisogno vivo e continuo di correrle e di ricorrerle con quello sguardo d'amante che avvolge, e striscia, e lambe, e si stanca sulle forme care.(da ''Un addio a Firenze'', p. 5) *{{NDR|Il [[Traforo ferroviario del Frejus]]}} Si sentono in quel cupo strepito precipitoso del treno mille rumori che parlano all'anima: i colpi fìtti, fulminei, rabbiosi della ''perforatrice'' che divora la roccia, il sibilo confuso delle cento ruote, lo scoppio tonante delle mine, la tempesta delle {{sic|scheggie}} sulle pareti, sulle macchine, sugli assiti, il comando dei soprastanti, le grida, le risa degli operai, il suono vario e continuo dell'opera, l'eco di tutta quella vita sotterranea che si agitò per tanti anni nei vergini recessi del monte senza sorriso di sole, senz'alito d'aria salubre, senza altro spettacolo che sé stessa e la rupe, solitaria, misteriosa, solenne! E quante vittime nella lotta! E come le loro immagini si presentano alla mente nell'atto di dire: – Io pure lavorai e soffersi! Ricordate me pure! – Sono operai macilenti e pallidi che hanno speso gli anni più belli della vita nel laborioso cammino attraverso delle Alpi; sono vecchi che hanno perduto la luce degli occhi; sono giovani a cui le macchine e le mine hanno portato via le braccia e spezzata la testa! E in mezzo a questa folla d' invalidi, di mutilati e di morti che par che risollevino il capo per domandarvi la loro parte di affetto e di gloria, si alza la figura bella e venerabile del [[Germain Sommeiller|Sommeiller]], a cui splende ancora negli occhi la gioia dell'ultimo colpo lanciato dalla ''perforatrice'' nel vuoto, al grido di: – Viva la Francia e viva l'Italia! – (da ''L'inaugurazione della Galleria delle Alpi'', pp. 199-200) *{{NDR|Nel Traforo ferroviario del Frejus}} E il treno va e va, e cresce nell'animo nostro, a misura che si procede, la commozione, e la fantasia lavora, lavora. Ora ci pare che non s'abbia più a uscire di là sotto; ci pare d'esserci sprofondati nelle viscere della terra e di precipitare verso una mèta arcana; ora pare che il treno, a un tratto, ritorni furiosamente addietro, come impaurito dall'ignoto verso cui si slanciava; ora si trema di giungere troppo presto all'uscita, e si vorrebbe che quel momento indugiasse ancora, per prolungare il sentimento di meraviglia fantastica che ci agita il cuore e la mente; ora ci piglia come una smania di aria, di luce, un desiderio impaziente dell'azzurro del cielo e del verde della campagna; ora si rimane come attoniti e smemorati, e ci vien fatto quasi di domandare a noi stessi: – Ove siamo? – Siamo già in Francia? – Siamo ancora in Italia? – Un tale guarda l'orologio ed esclama: – Siamo in Francia! – I cuori danno un balzo, gli occhi si cercano, le mani si stringono. – Siamo in Francia! – si ripete. È un senso di gioia inesprimibile; pare che in quel momento le due nazioni si siano strette e baciate, ed abbiano gridato insieme: – Abbiamo vinto ! – Ma che! Già la luce del gas impallidisce! Si sente un soffio d'aria vivida e pura! Le pareti biancheggiano! Il vapore getta un lungo grido di trionfo ! Ecco i monti! Il Sole! La Francia!<br>È un momento sublime. (da ''L'inaugurazione della Galleria delle Alpi'', p. 200) *{{NDR|La [[perforatrice]]}} A un cenno, dato dal capo degli [[operaio|operai]], vien data l'aria, le ruote si muovono, l'aria sibila, e la sbarra perforante s'immerge da centottanta a duecento volte in un minuto nella viva pietra, con un impeto prodigioso. Ad ogni colpo, l'aria si stende, e dopo aver dato la sua forza viva si rispande all'intorno con un soffio vigoroso. L'apparecchio produce uno strepito assordante; e questo strepito, e la rapidità del moto, e la rabbia, direi quasi, dei colpi, tutto il complesso, insomma, dello strumento e dell'azione ha qualche cosa di terribile; dà una scossa ai nervi ed al sangue, come se in qualche modo si partecipasse noi pure a quell'immane sforzo; il vigore, l'impeto della macchina diventa per un istante nostro; una parte di noi pare che si muova, si divincoli e frema in mezzo ai robusti ordigni del meraviglioso apparato. Gli operai spiano nel volto dei circostanti l'espressione della meraviglia, e guardano la macchina con occhio altero, e vi si appoggiano su con un atto di famigliarità rispettosa, come sopra una bella e superba fiera domata; e forse, in quel momento, molti degli uomini illustri che li contemplano, si senton piccini accanto a loro. (da ''L'inaugurazione della galleria delle Alpi. Lettere'', p. 203) *Le due grandi imprese, il traforo delle Alpi e l'[[Unità d'Italia|unificazione d'Italia]], insieme iniziate e per lo spazio di dieci anni condotte insieme, si sono compiute a pochi giorni di distanza. L'esercito italiano entrava in Roma il 20 settembre del 1870, e il 25 dicembre dell'anno stesso scoppiava l'ultima mina nella galleria del colle di Fréjus! Quasi nel tempo istesso, l'Italia porgeva una mano alla sua antica madre e l'altra alla sua antica alleata; da un lato ella gridava: – Libertà! – dall'altro: – Pace! – E sarà veramente un tacito patto di pace fra i due popoli questa grandiosa vittoria comune, che oggi s'è celebrata; essi non si scambieranno per la nuova via che parole di fratellanza e utili commerci e disegni di nuove opere gloriose; non si comunicheranno che ciò che innalza, ingrandisce e purifica! (da ''L'inaugurazione della galleria delle Alpi. Lettere'', p. 205) *Io confesso il mio debole, volerei alla porta della scuola di [[lingua spagnola|spagnuolo]], starei coll'orecchio allo spiraglio, vorrei afferrare qualcuna almeno di quelle parole larghe, maestose e sonore, in cui pare che l'anima di chi parla si espanda e si riposi, con una sorta di compiacenza altera; qualcuna di quelle altre gentili e carezzevoli, che ci ricordano tanto le nostre, che ci toccano dentro subito come le nostre, che rispondono quasi a un suono che avevamo già nella mente prima d'intenderle, che ci paiono veramente parole della nostra cara lingua dimenticate, voci nostre ripetute da un'eco che ce le alteri, saluti di gente amica che per lunga dimora in paesi stranieri abbia frammisto ad altri gli accenti di un linguaggio che c'era comune... [...]. (da ''Il Circolo filologico di Torino. Lettera'', p. 222) ==''Spagna''== ===[[Incipit]]=== Era una mattina piovosa di febbraio, e mancava un'ora al levar del sole. Mia madre m'accompagnò fin sul pianerottolo, ripetendomi in fretta tutti i consigli che mi soleva dare da un mese; poi mi gettò le braccia al collo, diede in uno scoppio di pianto, e disparve. Io rimasi un momento là col cuore stretto, guardando la porta quasi sul punto di gridare:—Apri! Non parto più! Resto con te!—poi mi cacciai giù per le scale, come un ladro inseguito. Quando fui nella strada, mi parve che tra me e casa mia si fossero già stese le onde del mare, e alzate le cime dei Pirenei; ma benché da tanto tempo aspettassi quel giorno con impazienza febbrile, non ero punto allegro. ===Citazioni=== *Ed ora parliamo del [[Bartolomé Esteban Murillo|Murillo]] col {{sic|tuono}} di voce più soave che possa uscire dalla nostra bocca. Il [[Diego Velázquez|Velasquez]], nell'arte, è un'aquila; il Murillo è un angelo; il Velasquez s'ammira, il Murillo s'adora. Le sue tele lo fanno conoscere, come se gli si fosse vissuti assieme. Era bello, era buono, era pio: l'invidia non sapeva dove morderlo, {{sic|intórno}} alla corona della gloria egli portava un'aureola d'amore. (V. Madrid, p. 155) *{{NDR|Murillo}} Era nato per dipingere il cielo. Aveva sortito un genio pacato e sereno, che si levava a Dio sulle ali d'una placida ispirazione; e però i suoi quadri più ammirabili spirano un'aura di modesta dolcezza, che desta la simpatia e l'affetto prima ancora che la meraviglia. Una semplice e nobile eleganza di contorni, un'espressione piena di vivezza e di grazia, un'armonia ineffabile di colori, sono ciò che colpisce a primo aspetto; ma più si guarda, più si scopre, e la meraviglia si trasforma a poco a poco in un sentimento dolcissimo di letizia. (V. Madrid, p. 155) *Un viaggiatore illustre disse che dopo aver passato una giornata nel [[Monastero dell'Escorial|convento dell'Escurial]], ci si deve sentir felici per tutta la vita, solo pensando che si potrebbe essere ancora fra quelle mura e che non ci s'è più. È quasi vero. Ancora adesso, dopo tanto tempo, nei giorni piovosi, quando sono {{sic|tristo}}, penso all'Escurial, poi guardo le pareti della mia stanza, e mi rallegro; nelle notti insonni, vedo i cortili dell'Escurial; quando sto male e dormo un sonno torbido e penoso, sogno di girare per quei corridoi, solo, al buio, inseguito dal fantasma d'un vecchio frate, gridando e picchiando a tutte le porte, senza trovare l'uscita, finché vo a dar del capo nel Panteon e la porta mi si chiude fragorosamente alle spalle e resto sepolto tra le tombe. (V. Madrid, pp. 231-232) *La città di [[Valencia|Valenza]], se vi s'entra ripensando alle ballate dei poeti che ne cantarono le meraviglie, non pare che risponda alla bella immagine che ce n'eravamo formata nella mente; e d'altra parte non offre quell'aspetto sinistro al quale ci si prepara, se si bada alla sua giusta fama di città turbolenta, battagliera, fomentatrice di guerre civili o piuttosto vaga dell'odor della polvere che della fragranza dei suoi boschetti d'aranci. È una città costrutta sur una vasta e florida pianura, sulla riva destra del Guadalaviar<ref>Altra denominazione del fiume [[Turia (fiume)|Turia]].</ref>, che la separa dai suoi sobborghi, un po' lontana dalla rada che le serve di porto, tutta strade tortuose, fiancheggiate da case alte, sgraziate e multicolori, e però di men gradevole aspetto che le strade delle città andaluse, e prive affatto di quella vaga aria orientale che muove così caramente la fantasia. (XIII. Valenza, p. 474) *La più bella cosa a vedersi in Valenza è il mercato. I contadini valenzani sono di tutta la Spagna i più artisticamente e bizzarramente vestiti. Per fare una bella figura in mezzo alle maschere dei nostri veglioni, non avrebbero che da entrare in teatro tal quale si trovano i giorni di festa e di mercato per le strade di Valenza e per le vie della campagna. Al vedere i primi così vestiti, vien da ridere, e non si può credere in nessuna maniera che sian contadini spagnuoli. Hanno non so che aria di greci, di beduini, di giuocatori di pallone, di danzatori di corda, di donne mezzo spogliate per andare a letto, di comparse da tragedia non finite di vestire, di gente faceta che voglia far ridere a spese sue. (XIII. Valenza, p. 478) *Se v'è un proverbio insolente e bugiardo, è quell'antico proverbio spagnuolo che dice: in Valenza la carne è erba, l'erba è acqua, gli uomini son donne e le donne nulla. Lasciando da parte quella della carne e dell'erba, ch'è un bisticcio, gli uomini, specie del basso popolo, sono alti e robusti ed hanno un aspetto ardito quanto i catalani e gli aragonesi, con qualcosa di più vivo e di più luminoso negli occhi; e le donne sono per consentimento di tutti gli Spagnuoli e di quanti stranieri hanno viaggiato in Spagna, le più classicamente belle del paese. (XIII. Valenza, p. 478) ==''Sull'oceano''== ===[[Incipit]]=== Quando arrivai, verso sera, l'imbarco degli emigranti era già cominciato da un'ora, e il ''Galileo''<ref>Non è il ''Galileo'' della Società di Navigazione generale.</ref>, congiunto alla calata da un piccolo ponte mobile, continuava a insaccar miseria: una processione interminabile di gente che usciva a gruppi dall'edifizio dirimpetto, dove un delegato della Questura esaminava i passaporti. La maggior parte, avendo passato una o due notti all'aria aperta, accucciati come cani per le strade di Genova, erano stanchi e pieni di sonno. Operai, contadini, donne con bambini alla mammella, ragazzetti che avevano ancora attaccata al petto la piastrina di latta dell'asilo infantile passavano, portando quasi tutti una seggiola pieghevole sotto il braccio, sacche e valigie d'ogni forma alla mano o sul capo, bracciate di materasse e di coperte, e il biglietto col numero della cuccetta stretto fra le labbra. ===Citazioni=== *Pochi uomini stavan rivolti verso il mare; i più passavan a rassegna le passeggiere. I giovani, seduti sopra i parapetti, con una gamba spenzoloni di fuori e i cappelli arrovesciati sulla nuca, pigliavan degli atteggiamenti di baldanza marinaresca, parlando forte e modulando il riso in maniera da attirar l'attenzione, e quasi tutti guardavano verso la boccaporta del dormitorio femminile, dove s'erano raccolte, come sopra un palco molte giovani ben pettinate, con nastrini nei capelli, con vestiti chiari, con fazzoletti vistosi, annodati con garbo: la parte intraprendente, pareva, del bel sesso di terza. Fra queste spiccava una bella donnetta, – una contadina di [[Capracotta]], – con un visetto regolare e dolce di madonna (lavata male), a cui diceva mirabilmente un fazzoletto da collo, che portava incrociato sul petto, tutto purpureo di rose e di garofani, che parean veri e fiammeggiavano agli occhi. (pp. 36-37) *Un monferrino con un muso di cinghiale, era diventato addirittura ''canuto spettacolo'' per la contadina di [[Capracotta]], il cui visetto tondo di madonna mal lavata, colorito dal riflesso del suo fazzoletto a rose vermiglie, faceva girar la cùccuma anche a vari altri, non ostante la presenza dun lungo marito barbuto. (p. 204) ==''Ultime pagine. Nuovi ritratti letterari ed artistici''== *{{NDR|[[Ubaldino Peruzzi]]}} Non aveva un ingegno di vasta organatura; ma nell'officina della sua mente, piena di minuti strumenti ben temprati e precisi, faceva bene e alla lesta un lavorìo vario e utile, correggeva e compiva il lavoro altrui con grande finezza, a ogni idea trovava qualche cosa da aggiungere che la chiariva o qualche semplificazione da suggerire, che la rendeva più facile a tradursi in atto. Non vedeva forse molto lontano; ma vedeva da vicino in tutte le cose molti particolari, e relazioni di questi fra di loro, che a menti più larghe sfuggivano; e leggeva molto addentro particolarmente negli uomini, che dai suoi piccoli occhi scintillanti si sentivano frugare fino in fondo all'anima. (Emilia e Ubaldino Peruzzi e il loro salotto (1865-1870), pp. 15-16) *{{NDR|Ubaldino Peruzzi}} Non possedeva una vera cultura, oltre a quella sua speciale d'ingegnere, e a quella amministrativa e politica acquistata con l'esperienza degli affari e con l'esercizio degli alti uffici pubblici in cui aveva speso gran parte della vita; ma a questa deficienza suppliva mirabilmente nella conversazione ordinaria con l'agilità del discorso e con l'arguzia facile e fine, e spesso pungente, di vecchio fiorentino; della quale si vedevan luccicare le punte sulla sua bocca fiorentinissima anche prima che ne uscisse la parola. (Emilia e Ubaldino Peruzzi e il loro salotto (1865-1870), p. 16) *{{NDR|Ubaldino Peruzzi}} In letteratura il suo sentimento dominante era l'odio della {{sic|rettorica}}: non credo che ci sia mai stato al mondo uomo più difficile a prendere all'amo delle belle frasi. (Emilia e Ubaldino Peruzzi e il loro salotto (1865-1870), p. 16) *Di due sole delle signore che vidi in quel salotto {{NDR|di Emilia e Ubaldino Peruzzi}} m'è rimasta l'immagine viva: della vedova di Massimo D'Azeglio, ancora molto bella coi capelli bianchi [...] e della poetessa [[Giannina Milli]], coi suoi capelli neri lisciati sulla fronte, coi suoi occhi neri mobilissimi, con quella pallidezza monacale e quei rossori improvvisi di giovinetta, per cui mostrava molti anni meno che non n'avesse. ((Emilia e Ubaldino Peruzzi e il loro salotto (1865-1870), p. 67) *{{NDR|Giannina Milli}} Ricordo d'averla intesa dire gli affanni e i terrori che l'agitavano ogni volta che entrava in scena a improvvisare, e come nell'atto dell'improvvisazione fosse in uno stato quasi di rapimento e di delirio, nel quale non aveva più coscienza né di difficoltà né di pericoli, vedeva e non sentiva più nulla, e si sarebbe ridestata come da un sonno profondo se qualcuno l'avesse scossa per un braccio. ((Emilia e Ubaldino Peruzzi e il loro salotto (1865-1870), pp. 67-68) *{{NDR|Giannina Milli}} A udirla parlare, pareva di vederla ringiovanire: aveva una grande semplicità, certe uscite ingenue, dei gesti scattanti di bambina: non un'ombra d'orgoglio o di vanteria. Ma paesana del suo paese, come dicevano, fin all'ultima goccia di sangue: guai a toccarle un napoletano. Del rimanente, discorreva di ogni cosa, anche delle più lontane da ogni attinenza con l'arte sua anche di umili faccende domestiche, con la sensatezza d'una buona donna borghese che non avesse avuto mai un grillo poetico per la testa. ((Emilia e Ubaldino Peruzzi e il loro salotto (1865-1870), p. 68) *{{NDR|[[Francesco Tamagno]]}} Lo intesi la prima volta nel «Trovatore», nel Teatro Colón di Buenos Aires, dove cantava ogni inverno da vari anni ed era, come si dice in linguaggio teatrale, l'idolo del pubblico. Curioso, non e vero? per un cittadino torinese, il sentir per la prima volta in America un artista celebre che è nato, ha esordito e cantato cento volte a Torino. Fu per lui una serata trionfale e per me deliziosa. Non avevo inteso mai una voce di tenore così potente e così limpida, così armoniosa e così facile, né avuto mai dal canto una commozione così forte di piacere e di maraviglia. (Il tenore Tamagno, p. 195) *{{NDR|Francesco Tamagno}} Non ci fu mai cantante celebre più prodigo di lui della propria voce. Certi amici suoi, quando egli li prega di {{sic|giuocare}} a tarocchi, che son la sua passione, gli sogliono rispondere: – Se vuoi che giochiamo, canta; – ed egli canta perché giochino. Altri lo fanno cantare con insidie fanciullesche, di cui non s'avvede: domandandogli un motivo notissimo, che fingono di non ricordare, o come sia riuscito a superare certe difficoltà dell'arte sua che egli non può spiegare se non col canto. (Il tenore Tamagno, p. 204) *La condizione di moglie del Verdi, somigliante per certi rispetti a quella del marito non regnante d'una regina, non era facile. Ma la signora [[Giuseppina Strepponi|Giuseppina {{NDR|Strepponi}}]] v'era così ben disposta per l'indole e per le facoltà acquisite che credo non abbia mai fatto in quell'accompagnamento difficile neppure la più {{sic|leggiera}} stonatura. La sua giusta alterezza non scese mai fino alla vanità, non si alzò mai fino all'orgoglio, e solo un osservatore senz'acume avrebbe potuto chiamare idolatria la riverenza visibilissima con cui si manifestava il suo grande amore per il marito. (Giuseppina Verdi-Strepponi, pp. 225-226) *{{NDR|Giuseppina Strepponi}} Sul suo viso, anche verso i settant'anni, erano rimaste quasi immutate le linee della prima bellezza; e il biondo ancora persistente nei suoi bei capelli brizzolati e il color rosato della carnagione le davano, a prima vista, un'apparenza giovanile; benché gli occhi chiari avessero un'espressione naturalmente severa, che contrastava alla giocondità del suo spirito. Nulla era rimasto in lei, e forse non era mai stato, di ciò che fa credere ad alcuni che si riconosca un'artista di teatro, anche molti anni dopo ch'essa ha lasciato le scene; e non ricordava mai, se non costretta, il suo passato artistico, come se appetto alla sua nuova gloria le paresse un troppo povero vanto l'antica. (Giuseppina Verdi-Strepponi, p. 227) *{{NDR|[[Michele Gordigiani]]}} [...] nei suoi ritratti ognuno si trova abbellito, pur riconoscendo fedele l'immagine. «Il più bel fior ne coglie»: quello che per la farina dice il motto della Crusca si può riferire all'arte sua per la sembianza umana. Per questo si dice che donne brutte non n'ha mai dipinte, e questa è una delle ragioni per cui fu il pittore prediletto delle signore; questa, oltre che la eleganza squisita del disegno, la freschezza e la gaiezza incomparabile del colorito, e non so che serenità e allegrezza d'aurora che è nella sua pittura, come luce riflessa dell'amabile e immutabile giovinezza del suo spirito. (Michele Gordigiani, p. 269) *{{NDR|Michele Gordigiani}} Pittore di donne, forse, meglio che d'uomini, e pittore impareggiabile di famiglie – mamme, signorine, ragazzi, bambini – stupendamente raggruppati e atteggiati; di cui vi rimane negli occhi il sorriso e lo splendore, come di famiglie ideali, privilegiate d'ogni bene, dove sia fra le anime la stessa dolce e lieta armonia che ha posto l'artista fra le linee e i colori delle loro immagini belle. (Michele Gordigiani, p. 269) ==''Viaggio in Sicilia''== *O divina [[Sicilia]]! Quanti Italiani, che hanno corso il mondo per diletto, morirono o moriranno senza averti veduta!<ref>Da ''Ricordi d'un viaggio in Sicilia'', Niccolò Giannotta, 1908, p. 105.</ref> *Quale delle città decadute, o scomparse, del mondo antico ha conservato, dopo [[Atene]] e [[Roma]], una così vasta fama come [[Siracusa]]? C'è un uomo in Europa o in America, tra i meno colti delle classi non affatto ignoranti, il quale nel naufragio delle memorie scolastiche non ritrovi quel nome, e legati con quello altri ricordi confusi d'uomini grandi, di grandi fatti, d'opere meravigliose dell'ingegno umano? Non credo che ci sia al mondo altra grande città decaduta che abbia dinnanzi a sé una così meravigliosa immagine del suo grande passato. (p. 40) *Tramontava il sole: l'orizzonte era d'oro, le acque dei ponti d'oro, tutto quanto s'alzava sopra la terra e sorgeva dal mare disegnava le sue forme nell'oro. D'ev'essere stato un tramonto simile quello che fece dire al Carducci: Bello come un tramonto di Siracusa. (p. 44) *Siracusa vista da questa terrazza sembra galleggiare, come se dormisse, sognando i sui duemila e settecento anni di storia. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Alle porte d'Italia''=== {{Centrato|''Al Signor Carlo Toggia, a Torino.''}} <div style="text-align:right;">Pinerolo, 22 luglio 1675.</div> Ti ringrazio della bella lettera, la quale, dopo tanti mesi di silenzio, m'è stata cagione di vivissimo piacere. Ti porgerà questa mia il signor Pietro Osasco, procuratore di S. A. R. il duca di Savoia; il solo pinerolese al quale io possa confidare una lettera pericolosa con la speranza che i vostri riveriti padroni non gli ficchino le mani nelle tasche. ===''Amore e ginnastica''=== Al canto di via dei Mercanti il segretario fece una profonda scappellata all'ingegner Ginoni, che gli rispose col suo solito: – Buon giorno, segretario amato!- poi infilò via San Francesco d'Assisi per rientrare in casa. Mancavano venti minuti alle nove: era quasi certo d'incontrar per le scale chi desiderava.<br> A dieci passi dal portone intoppò sul marciapiedi il baffuto maestro di ginnastica Fassi, che leggeva delle prove di stampa: questi si soffermò, e mostrandogli i fogli, disse che stava scorrendo le bozze d'un articolo sulla sbarra fissa della maestra Pedani, scritto per il «''Nuovo Agone''», giornale di ginnastica, del quale egli era uno dei principali redattori. ===''Costantinopoli''=== L'emozione che provai entrando in [[Costantinopoli]] mi fece quasi dimenticare tutto quello che vidi in dieci giorni di navigazione dallo stretto di Messina all'imboccatura del Bosforo. Il mar Jonio azzurro e immobile come un lago, i monti lontani della Morea tinti di rosa dai primi raggi del sole, l'Arcipelago dorato dal tramonto, le rovine d'Atene, il golfo di Salonico, Lemno, Tenedo, i Dardanelli, e molti personaggi e casi che mi divertirono durante il viaggio, si sbiadirono per modo nella mente, dopo visto il Corno d'oro, che se ora li volessi descrivere, dovrei lavorare più d'immaginazione che di memoria. Perché la prima pagina del mio libro m'esca viva e calda dall'anima, debbo cominciare dall'ultima notte del viaggio, in mezzo al mare di Marmara, nel punto che il capitano del bastimento s'avvicinò a me e al mio amico Yunk, e mettendoci le mani sulle spalle, disse col suo schietto accento palermitano: – Signori! Domattina all'alba vedremo i primi minareti di Stambul. ===''Fra scuola e casa''=== Povero martire! Ogni volta che entrai nella sua bottega, ci risi molto; ma ne uscii pieno d'ammirazione e di pietà.<br> Aveva la libreria, o meglio la sua stanza di tortura, a un angolo di via Giusti, accanto alla Scuola municipale Norberto Rosa, poco lontano da un altro libraio delle scuole elementari, il quale gli disputava la piccola clientela con un'avidità scellerata.<br> Era una bottega tipica di libraio da ragazzi, ossia una miscela strana di cose disparate, minute, graziose, inutili, necessarie e ridicole, appunto come il cervello degli avventori. ===''Il soldato Poggio''=== Stamane ultimo giorno di carnevale, giorno sempre triste per me che amo la quiete ed il silenzio, ricevetti un biglietto da un amico carissimo, il buon Capitano d'Artiglieria Ugo Allason, che mi procurò un gran piacere.<br> «Dopo mezzogiorno», mi diceva, «sarò a casa tua col Soldato Poggio che si trova a Torino per due o tre giorni».<br> Parecchie volte avevo parlato in famiglia di questa visita che il mio buon amico mi aveva promessa da molto tempo; ma ormai non ci pensavo più. ===''L'idioma gentile''=== Tu ami la lingua del tuo paese, non è vero? L'amiamo tutti. È inseparabilmente congiunto l'amore della nostra lingua col sentimento d'ammirazione e di gratitudine che ci lega ai nostri padri per il tesoro immenso di sapienza e di bellezza ch'essi diedero per mezzo di lei alla famiglia umana, e che è la gloria dell'Italia, l'onore del nostro nome nel mondo. L'amiamo perché l'hanno formata, lavorata, arricchita, trasmessa a noi come un'eredità sacra milioni e milioni d'esseri del nostro sangue, dei quali, per secoli, ella espresse il pensiero, e le sue sorti furon le sorti d'Italia, la sua vita la nostra storia, il suo regno la nostra grandezza. L'amiamo perché la parola sua ci scaturisce d'in fondo all'anima insieme con ogni nostro sentimento, si confonde con le nostre idee fin dalle loro sorgenti più intime, e non è soltanto forma, suono, colore, ma sostanza del nostro pensiero. ===''La carrozza di tutti''=== Era il primo di gennaio del 1896. Salii la mattina sul tranvai per il corso Vinzaglio, in via Roma. Per tutto il tragitto di là a via Garibaldi, fu un continuo salire e scendere di signori e di signore, che pareva si fossero dati convegno sul carrozzone, poiché dentro e sulle piattaforme, all'entrare e all'uscire, era uno scambio di saluti, d'inchini, di levate di tube e di auguri, come in una sala di ricevimento.<br>{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===''La maestrina degli operai''=== Una delle più belle scuole suburbane di Torino, che son tutte nuove e di bell'aspetto, è quella del piccolo sobborgo di Sant'Antonio, posto un miglio fuor di porta e abitato in gran parte da contadini e da operai di due grandi fabbriche di ferramenti e di acido solforico, che lo riempion di rumore e lo copron di fumo. Il sobborgo è formato da una sola strada diritta, fiancheggiata di piccole case e d'orticelli, dalla quale si spicca un largo viale, che corre nella campagna aperta: in fondo a questo v'è la chiesa, solitaria, e dall'un dei lati, sul confine d'un campo, la scuola. L'edifizio, piccolo e grazioso, ha cinque stanzoni al pian terreno, per le cinque classi elementari, e due camerette per il cantoniere e sua moglie che servon da bidelli, e al pian di sopra, i quartierini per le quattro maestre e un maestro, che hanno ciascuno due camerette e una cucina. ===''La quistione sociale''=== Mi domanderete per prima cosa: Voi, per quistione sociale, che cosa intendete?<br> È questa una delle molte domande alle quali non si può meglio rispondere che con un'altra domanda.<br> Ed ecco la mia risposta interrogativa.<br> Questo fatto della vita misera e del malcontento giustificato del maggior numero degli uomini, fatto comune a paesi poveri e ricchi, di tutti i gradi di civiltà, è effetto di una legge di natura o delle leggi umane? Questa forza, che accumula a un polo della società la ricchezza e la cultura, e all'altro il pauperismo e l'ignoranza, che restringe quasi a una classe sola gli effetti benefici della civiltà e della scienza, che preclude quasi affatto alle moltitudini l'educazione e la vita dello spirito, che fa sussistere gli uni in faccia agli altri tanti tesori superflui e tanti bisogni insoddisfatti, tanti ozi felici e tante disperate fatiche, è un destino dell'umanità o deriva da viziose istituzioni sociali? ===''La vita militare''=== Era una bella giornata d'agosto; non una nuvola, non un soffio di vento; l'aria immobile e infocata. La strada per cui il reggimento camminava era larga diritta e lunga che non se ne vedeva la fine, e coperta d'una polvere finissima che si sollevava a nuvoli, penetrando negli occhi, nella bocca, sotto i panni, e imbiancando barbe e capelli. ===''Marocco''=== Lo [[stretto di Gibilterra]] è forse di tutti gli stretti quello che separa più nettamente due paesi più diversi, e questa diversità appare anche maggiore andando a [[Tangeri]] da [[Gibilterra]]. Qui ferve ancora la vita affrettata, rumorosa e splendida delle città europee; e un viaggiatore di qualunque parte d'Europa sente l'aria della sua patria nella comunanza d'una infinità d'aspetti e di consuetudini. A tre ore di là, il nome del nostro continente suona quasi come un nome favoloso; cristiano significa nemico, la nostra civiltà è ignorata o temuta o derisa; tutto, dai primi fondamenti della vita sociale fino ai più insignificanti particolari della vita privata, è cambiato; e scomparso fin anche ogni indizio della vicinanza d'Europa. ===''Olanda''=== Chi guarda per la prima volta una grande carta dell'Olanda, si meraviglia che un paese così fatto possa esistere. A primo aspetto, non si saprebbe dire se ci sia più terra o più acqua, se l'Olanda appartenga più al continente che al mare. Al vedere quelle coste rotte e compresse, quei golfi profondi, quei grandi fiumi che, perduto l'aspetto di fiumi, par che portino al mare nuovi mari; e quel mare che, quasi cangiandosi in fiume, penetra nelle terre e le rompe in arcipelaghi; i laghi, le vaste paludi, i canali che s'incrociano in ogni parte, pare che un paese così screpolato debba da un momento all'altro disgregarsi e sparire. ===''Pagine sparse''=== Non posso pensare a Firenze, senza ricordarmi della mia buona padrona di casa di via dei ***, la quale m'insegnò in sei mesi più lingua italiana di quanta io n'abbia imparata in dieci anni da tutti i miei professori di letteratura, nati, come diceva l'Alfieri, ''là dove Italia boreal diventa''. ===''Primo Maggio''=== Alle sette in punto il signor cavaliere Bianchini saltò giù dal letto e, affacciandosi alla finestra, ebbe due dispiaceri: vide che il cielo era tutto azzurro e che il muratore Peroni non era andato al lavoro. Questi se ne stava seduto, con la giacchetta sulle spalle, sullo scalino del suo uscio a vetri, in fondo al lungo terrazzino della casa bassa che formava un cortile triangolare con le due grandi ali dell'isolato. Diamine! Se festeggiava il 1° Maggio il Peroni, un operaio vecchio e tranquillo, c'era da credere che lo festeggiassero tutti gli operai di Torino.<br> Questo pensiero spiacevole fece dimenticare al signor Bianchini di esaminarsi il viso e la lingua allo specchietto per la barba, come faceva ogni mattina, compiacendosi della floridezza ammirabile, benché un po' pingue, dei suoi sessant'anni. ===''Ricordi di Londra''=== Pioveva, il mare era agitato, il bastimento ballava come una barchetta; a una mezz'ora appena da Dieppe provai, per la prima volta in vita mia, i sintomi del [[mal di mare]]. C'erano a bordo molte signore, la maggior parte inglesi, che sgranocchiavano allegramente cacio e prosciutto, senza neppur mostrare d'accorgersi di quel tremendo ballottìo che sconvolgeva le viscere a me e ad altri, qualcuno dei quali s'era già lasciato sfuggire dalla bocca più che dei lamenti. Ebbene, è proprio vero che il mal di mare rende l'uomo superiore a tutte le vanità umane. Se una mezz'ora prima m'avessero detto: – Guarda; qui c'è tanto denaro da stare a Londra un mese invece di quindici giorni, come ci starai tu; e poi da fare un giro in Scozia, e poi una scappata in Irlanda; questo denaro è tuo, se tu pigli davanti a questo signore un atteggiamento che ti renda ridicolo; – confesso la mia vanità, l'avrei rifiutato. ===''Ricordi di Parigi''=== Eccomi preso daccapo a quest'immensa rete dorata, in cui ogni tanto bisogna cascare, volere o non volere. La prima volta ci restai quattro mesi, dibattendomi disperatamente, e benedissi il giorno che ne uscii. Ma vedo che la colpa era tutta mia, ora che ci ritorno {{centrato|.... composto a nobile quiete,}} perché guai a chi viene a Parigi troppo giovane, senza uno scopo fermo, colla testa in tumulto e colle tasche vuote! Ora vedo Parigi serenamente, e la vedo a traverso all'anima d'un caro amico, che mi fa risentire più vive e più fresche tutte le impressioni della prima volta.<br> Ed ecco quelle del primo giorno, come le può rendere una mente stanca e una penna presa ad imprestito dall'albergatore. ===''Speranze e glorie. Le tre capitali: Torino-Firenze-Roma''=== ====''Torino''==== Un Torinese che volesse far da guida ad un Italiano d'un'altra provincia venuto qui per la prima volta, per metterlo in una disposizione d'animo favorevole alla città sconosciuta dovrebbe, prima di lasciarlo entrare in Torino, condurlo diritto a Superga. V'hanno spettacoli che sono per la vista degli occhi ciò che sono per la vista della mente quelle grandi intuizioni istantanee del genio, che abbracciano secoli di storia e regioni d'idee. ====''Firenze''==== Un Piemontese, che deve andare a Roma tra poco, sentì il bisogno, qualche giorno fa, di mandar un saluto alla città di Firenze, e pensò di mandarglielo dalla cima della collina di Fiesole.<br> Una di queste sere, poco prima del tramonto, prese la via di porta a Pinti, solo soletto, come un pellegrino, e tirò innanzi a capo basso, almanaccando. La strada era deserta. ====''Roma''==== <div align=right>Roma, 21 settembre 1870.</div> Le cose che ho da dire sono tante e tali che mi sarà impossibile di scriverle con ordine e chiaramente. È già gran cosa aver la voglia di scrivere, mentre per le vie di Roma risuonano ancora le grida del primo entusiasmo e della prima gioia. Tutto quello che ho veduto ieri mi sembra ancora un sogno; sono ancora stanco della commozione; non sono ancora ben certo di essere veramente qui, di aver visto quello che vidi, di aver sentito quello che sentii. ==Citazioni su Edmondo De Amicis== *Chi è letto ancora, e sempre sarà, è De Amicis. La sua figura non scompare; molto tempo è passato da quando lo leggemmo la prima volta, e si riapre con lo stesso piacere, e sempre l'emozione è viva, quel vangelo educativo che ha provato la sensibilità di generazioni parecchie. ([[Francesco Piccolo (filologo)|Francesco Piccolo]]) *Come artista, il De Amicis è l'artista delle descrizioni, delle macchiette comiche o affettuose, delle osservazioni psicologiche e morali, Ha riempite di queste cose centinaia e centinaia di pagine felicissime, che si leggono, con indisturbato piacere. In questo campo si sente, ed è, padrone.<br>Le sue descrizioni non hanno energia poetica; hanno spesso l'evidenza e la minuzia di una carta topografica a volo d'uccello; onde anche il frequente procedere per enumerazione. Ma questo, piuttosto che il loro difetto, mi sembra il loro carattere. C'è la larghezza e sicurezza dello sguardo; non l'occhio velato dall'interna commozione. Di siffatte descrizioni se ne incontrano, come si è già notato, già nei bozzetti militari e in tutti i suoi libri della prima maniera; il ''Marocco'' ne ha delle eccellenti. ([[Benedetto Croce]]) *Datemi un punto d'appoggio e vi solleverò Edmondo de Amicis. ([[Marcello Marchesi]]) *De Amicis non ebbe una doppia vita, vita di scrittore e vita di uomo; fu scrittore solamente; e tutto in lui, gli occhi che vedevano, il cuore colmo di tenerezza, erano divenuti a poco a poco alleati e tributari dell'arte sua. Vivere per lui voleva dire preparare materiale per lo scrittore. ([[Renato Simoni]]) *Egli, che sentiva nel cuore come l'Italia si facesse allora e quanto bisogno avesse di gioventù data alle armi, prese la via della milizia, e prima a Torino, fu poi, dal '63 al '65, uno dei più elogiabili ed elogiati allievi del Collegio militare di Modena.<br>Sempre elogiabile veramente no. Un giorno dovendo egli attaccarsi alla tunica un bottone che gli ciondolava, vi si provò, ma fu un disastro. Il sergente di squadra scapeggiò, e, quasi ne derivasse la rovina d'Italia, con ghigna seria gli osservò: «Ella sarà buono a far versi, ma in quanto a attaccar bottoni è indietro di cent'anni!» Oh, prodigioso sergente! ([[Leopoldo Barboni]]) *Era il buon borghese ex militare delle guerre d'indipendenza, il quale metteva la testa fuori ad ammirare le buone cose di casa altrui, contento che tutto fosse buono e bello, perché così s'avviavano ad essere le cose in casa sua: il buon borghese pronto a stringer la mano a tutti, e a dir bene di tutti. Temperamento oltremodo ingenuo, poco passionale, scrittore meccanico, ha visto tutto roseo, la vita militare e la lotta di classe. Leggendolo, avvertiamo che nessuno più di lui è schivo della menzogna convenzionale, e che l'esagerazione, l'ottimismo, la sensibilità eccessiva sono {{sic|resultato}} del suo carattere ch'egli non deformò mai sugli esemplari altrui. ([[Francesco Piccolo (filologo)|Francesco Piccolo]]) *Il De Amicis braccò per anni la parola che dice il «rumore del pan fresco» e ne promosse pubblico dibattito sulle colonne del ''Giornale d'Italia''. Il Moretti assicura che lo trovasse da vecchio a Firenze; altri opinano che morisse con quel desiderio in corpo. Mi fa male pensare che si guastò per quel motivo una quantità di desinari, quando l'Imaginifico {{NDR|[[Gabriele D'Annunzio]]}}, come nulla fosse, da un ''cricchiare'', tirato su, per analogia, col ''cric'' dantesco, sfornava nelle Laudi un suo bel pane «caldo gonfio ''cricchiante''». ([[Leo Pestelli]]) *Fiumi d'inchiostro si son versati da un capo all'altro d'Italia in tutti gli uffici dei giornali sulla memoria di Edmondo De Amicis. Era lo scrittore più letto e più noto, era l'autore più facile. Nulla è così naturale dunque della dismisura di articoli, di apologie, di rimpianti, di apoteosi a suo riguardo. Forse l'Italia non è stata mai una cosa unitaria quanto in questo caso. La morte del De Amicis pare sia il fatto onde esce il documento indubbio che una italianità esiste, e intendo dire la italianità del sentimento. ([[Paolo Orano]]) *I difetti di superficialità, di monotonia, d’ottimismo soverchio, che si notano nelle primo scritture del De Amicis, sono andati a grado a grado attenuandosi, via via che i problemi della vita si sono imposti nella loro crudezza al suo ingegno agile e al suo cuore buono. Più fine s'è fatta la sua analisi psicologica, e il senso dei dolori sociali, misto alla pietà per gli umili e i sofferenti e ad un idealistico desiderio del miglioramento, s’è diffuso sempre più ne suoi libri (''Sull’Oceano'', ''Memorie'', ''Speranze e gloria'', ''La carrozza di tutti''). Come prosatore, egli è dei più puri seguaci della maniera [[Alessandro Manzoni|manzoniana]], proprio, semplice, disinvolto, arguto, senza affettazioni accademiche e senza volgarità. ([[Vittorio Rossi]]) *«Io ero nato per fare il maestro di scuola a segno che quando vedo una stanza, quattro banchi e un tavolino, mi sento rimescolare!»<br/>Questa passione palpita in tutto il ''Romanzo d'un maestro'', ne costituisce l'essenza pur attraverso la pittura dei più svariati tipi d'insegnanti, d'ispettori, di assessori, di scolari che ci sfilano davanti, secondo la maniera e il gusto dello scrittore: una moltitudine come nel volume ''Gli amici'' che egli rievoca «frugando in ogni angolo del nostro [[cuore]]». ([[Olga Visentini]]) *Per comune consenso, i lavori più scadenti del De Amicis sono quelli che dovrebbero essere di mera invenzione, come le ''Novelle''. Ed, anche per comune consenso; sono assai scadenti i suoi versi. I versi, questo fiore delicatissimo dello spirito letterario, sono in lui il semplice detrito della sua prosa. Si riconosce facilmente ch'essi sono nati dal verseggiamento ora dei ''Bozzetti militari'', ora dei ''Ricordi del 1870-71'', ora dei libri di viaggio, ora delle ''Pagine sparse''. E danno non più, anzi meno, di ciò che danno le pagine di prosa. Sono versi ora da giornali educativi per giovinetti, ora da giornali umoristici: pseudoversi. I sentimenti sono onesti e gentili; la celia è innocente e, talora arguta: le descrizioni, minute e precise; ma non c'è altro. ([[Benedetto Croce]]) *Rileggo la prima pagina del primo capitolo di ''Cuore'': «Oggi primo giorno di scuola. ''Passarono'' come un sogno quei tre mesi di vacanze in campagna! Mia madre ''mi condusse'' questa mattina alla sezione Baretti a farmi inscrivere per la terza elementare». [[Pietro Pancrazi|Pancrazi]] stesso avrebbe scritto ''sono passati'' e ''mi ha condotto'' (il secondo passato remoto è più offensivo): il De Amicis apparteneva a quei settentrionali per i quali il passato remoto è un'eleganza estranea alla lingua comune, e che quindi ne abusano, anzi ne usano a sproposito. ([[Giorgio Pasquali]]) *Si dirà di lui che non ascese alle vette. Può darsi. Ma, se discese, fu per toccare il fondo dei cuori. Fu il maestro del riso tra le lacrime, il più soave che ci sia, quello che si propaga entro le anime, quello che al pari di certe pioggie d'aprile, lascia dietro di sé solo purezza, freschezza ed aroma. Amare era la sua necessità; e, dovunque visse, amò. ([[Renato Simoni]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Edmondo De Amicis, ''[https://www.gutenberg.org/files/49105/49105-h/49105-h.htm Alle porte d'Italia]'', Treves, 1888. *Edmondo De Amicis, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/edmondo-de-amicis/amore-e-ginnastica/ Amore e ginnastica]'', L'Unita, 1993. *Edmondo De Amicis, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/edmondo-de-amicis/costantinopoli/ Costantinopoli]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877. *Edmondo De Amicis, ''Cuore. {{small|Libro per i ragazzi}}'' (1886), seguito da ''[[Elogio di Franti]]'' di [[Umberto Eco]], a cura di Luciano Tamburini, Einaudi, Torino, 2001. ISBN 8806159291 *Edmondo De Amicis, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/edmondo-de-amicis/fra-scuola-e-casa/ Fra scuola e casa. {{small|Bozzetti e racconti di Edmondo De Amicis}}]'', Milano, Treves, 1908. *Edmondo De Amicis, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/edmondo-de-amicis/il-soldato-poggio/ Il soldato Poggio: {{small|inaugurandosi il ricordo in onore dell'eroico artigliere in Masio (Alessandria)}}]'', Pinerolo, Tip. G. Ferrero, <nowiki>[</nowiki>1925?<nowiki>]</nowiki>. *Edmondo De Amicis, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/edmondo-de-amicis/l-idioma-gentile/ L'idioma gentile]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1905. *Edmondo De Amicis, ''L'ultimo amico'', a cura di [[Enrico De Luca]], Caravaggio Editore, Vasto, 2019. ISBN 978-88-95437-89-7 *Edmondo De Amicis, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/edmondo-de-amicis/la-maestrina-degli-operai/ La maestrina degli operai]'', in "Amore e ginnastica e altri racconti", a cura di Giorgio De Rienzo, BUR, 1986. ISBN 8817165972 *Edmondo De Amicis, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/edmondo-de-amicis/la-quistione-sociale/ La quistione sociale]'', Milano, Istituto editoriale italiano, 1917. *Edmondo De Amicis, ''[https://www.gutenberg.org/files/45647/45647-h/45647-h.htm La vita militare. Bozzetti]'', Le Monnier, 1869. *Edmondo De Amicis, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/edmondo-de-amicis/marocco/ Marocco]'', Milano, F.lli Treves, 1877. *Edmondo De Amicis, ''[https://archive.org/details/nuoviritrattilet00deam/page/n2/mode/1up Nuovi ritratti letterari ed artistici]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1908. *Edmondo De Amicis, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/edmondo-de-amicis/olanda/ Olanda]'', Firenze, G. Barbera, 1876. *Edmondo De Amicis, ''[https://www.gutenberg.org/files/50806/50806-h/50806-h.htm Pagine sparse]'', Tipografia editrice lombarda, 1877. *Edmondo De Amicis, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/edmondo-de-amicis/primo-maggio/ Primo Maggio]'', a cura di Giorgio Bertone e Pino Boero, Garzanti Editore, Milano, 1980. *Edmondo De Amicis, ''[https://archive.org/details/ricordidel18707100deam/page/n11/mode/2up Ricordi del 1870-71]'', G. Barbèra Editore, Firenze, 1877<sup>4</sup>. *Edmondo De Amicis, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/edmondo-de-amicis/ricordi-di-londra/ Ricordi di Londra]'', Milano, F.lli Treves, 1874. *Edmondo De Amicis, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/edmondo-de-amicis/ricordi-di-parigi/ Ricordi di Parigi]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1879. *Edmondo De Amicis, ''[https://archive.org/details/bub_gb_kOFHsOsFVIUC/page/n2/mode/1up Spagna]'', Firenze, G. Barbera, 1873. *Edmondo De Amicis, [https://liberliber.it/autori/autori-d/edmondo-de-amicis/speranze-e-glorie-le-tre-capitali-torino-firenze-roma/ ''Speranze e glorie''; ''Le tre capitali: {{small|Torino – Firenze – Roma}}''], F.lli Treves Editore, Milano, 1911. *Edmondo De Amicis, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/edmondo-de-amicis/sulloceano/ Sull'Oceano]'', Garzanti Editore, 1996. ISBN 8811587271 *Edmondo De Amicis, ''[https://archive.org/details/ultimepaginedie01amicgoog/page/n10/mode/1up Ultime pagine. Nuovi ritratti letterari ed artistici]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1908. *Edmondo De Amicis, ''Viaggio in Sicilia'', a cura di [[Luigi Veronelli]], 1994. ==Filmografia== *''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]'' (1943) *''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'' (1948) *''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1]]'' (1952) ==Altri progetti== {{Interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Costantinopoli (romanzo)|''Costantinopoli''|(1878)}} {{Pedia|Cuore (romanzo)|''Cuore''|(1888)}} {{DEFAULTSORT:De Amicis, Edmondo}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 3ezijk7x09f0qswmiace5l6bycatya7 Lo chiamavano Bulldozer 0 6460 1417561 1255695 2026-06-19T21:26:51Z Alpha Werewolf 27232 /* Dialoghi */ 1417561 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Lo chiamavano Bulldozer |titolooriginale= Lo chiamavano Bulldozer |paese= Italia/Germania |anno= 1978 |genere= Commedia, sportivo |regista= [[Michele Lupo]] |sceneggiatore= [[Rainer Brandt]], [[Marcello Fondato]] |attori= *[[Bud Spencer]]: Bulldozer *[[Raimund Harmstorf]]: Serg. Kempfer *[[Ottaviano Dell'Acqua]]: Gerry *[[Enzo Santaniello]]: Tojo *[[Marco Stefanelli]]: Tony *[[Giovanni Vettorazzo]]: Spitz *[[René Kolldehoff]]: Colonnello Martin *[[Joe Bugner]]: Alberto Sarticoli "Orso" *[[Nando Paone]]: Ghigo *[[Gigi Reder]]: Curatolo }} '''''Lo chiamavano Bulldozer''''', film italo-tedesco del 1978 con [[Bud Spencer]], regia di [[Michele Lupo]]. ==Frasi== *Lo sa quale è il mio peggior difetto Sergente? ('''Colonnello Martin''') *{{NDR|Bulldozer sta cucinando quando il vento gli sposta la pagina della ricetta}} Ragazzi, io tutto quello che posso fare è invitarvi a pranzo {{NDR|ma dopo aver assaggiato quello che ha cucinato}} In trattoria... e ognuno paga per sé! ('''Bulldozer''') *Rotto lo specchio, buonanotte al secchio. ('''Pappagallo''') *Oi oi oi! I più forti siamo noi! ('''Giocatori di Bulldozer''') {{NDR|cantando tutti insieme}} *Vedi amico, nella vita c'è sempre qualcuno più forte di te, e questo vale anche per me. ('''Bulldozer''') {{NDR|parlando a Orso}} *E quando uno mi riempie di botte, io mi ci affeziono. ('''Orso''') {{NDR|parlando a Bulldozer}} ==Dialoghi== *'''Locandiere''': Salve che cosa prende? <br/> '''Bulldozer''': Una [[frittata]]. <br/> '''Locandiere''': Con una o due uova? <br/> '''Bulldozer''': Dodici! <br/> '''Locandiere''': Ehm... dodici?!? La vuole con le cipolle? <br/> '''Bulldozer''': Eh... no, troppo pesante. *'''Bulldozer''': Sei tu Curatolo? <br/> '''Magazziniere''': Yes! <br/> '''Bulldozer''': A me mi serve un polverizzatore Thompson. <br/> '''Magazziniere''': Ma perché tu tieni una Rolls-Royce? <br/> '''Bulldozer''': No! Ho una barca in avaria e vorrei ripartire. <br/> '''Magazziniere''': E che te ne fai sulla tua barca di un polverizzatore da Rolls-Royce, me lo spieghi? <br/> '''Bulldozer''': Tu l'hai mai vista una Rolls-Royce a vela col timone e il pappafico? <br/> '''Magazziniere''': Senti tu a me me lo puoi dire se tieni una Rolls-Royce tanto a me che me ne frega, basta che paghi io ti procuro tutto quello che vuoi. Anche un incrociatore! Paisà, 'o vuoi un rivestimento per i sedili e i tappetini in vera pelle di leopardo eh? <br/> '''Bulldozer''': Con le borchie di pitone? <br/> '''Magazziniere''': Yes! <br/> '''Bulldozer''': Non mi piace! Io ho una barca col motore in avaria... *'''Ghigo''': Ehi ehi ragazzi! Guardate! Guardate che bella questa conchiglia! Dove l'hai trovata? Ma fai la collezione? <br/> '''Bulldozer''': No, per fortuna mia la fanno gli altri. <br/> '''Ghigo''': Ah! E quanto può valere? <br/> '''Buldozer''': Eh parecchio, perciò attento a non romperla. <br/> '''Ghigo''': Oh e chi te la rompe, io la guardo e basta. Con quello che vale, ci mancherebbe altro! È un pezzo raro! {{NDR|Poi inciampa e cade rompendo in due la conchiglia}} <br/> '''Bulldozer''': È un pezzo rotto... *'''Magazziniere''': Guarda! Ti ho trovato il pezzo che ti serve per la tua Rolls-Royce ok? <br/> '''Bulldozer''' : Sì, ma non è una Rolls-Royce è una barca. Te l'ho detto! <br/> '''Magazziniere''': Ah dite tutti così! E Poi apri la barca e dentro c'è la Rolls-Royce con le borchie di pitone! <br/> '''Bulldozer''': Be', invece io c'ho solo la barca. *'''Ragazzo''': Ma scusa! Che ci manca per essere uno squadrone? <br/> '''Bulldozer''': Lo squadrone! *'''Ragazzo''': Ho studiato tutte le regole. <br/> '''Bulldozer''': Scordatele! *'''Barbiere''': Barba o capelli? <br/> '''Bulldozer''': Osvaldo. <br/> '''Barbiere''': Che è un nuovo taglio? <br/> '''Bulldozer''': Dov'è? <br/> '''Barbiere''': Non so di chi parli, non so chi è Osvaldo. Senti amico, io sono un duro, e se credi di fare parlare me sei cascato male. Barba o capelli? <br/> '''Bulldozer''': Barba, barba. *'''Kempfer''': Stai incominciando a piacermi. Dico davvero! <br/> '''Bulldozer''': Be', è un brutto segno. *'''Kempfer''': Sarà un incontro leale combattuto ad armi pari. <br/> '''Bulldozer''': Ecco bravo, cercate di evitare i colpi dispari. *'''Kempfer''': Tanto non lo segnerete mai quel punto, Bulldozer! <br/> '''Bulldozer''': E allora preparati perché adesso segno! ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] [[Categoria:Film sul football americano]] kpu1dmvdwfln8zhq0bnlk57vkv45stw Helenio Herrera 0 8334 1417574 1368611 2026-06-19T22:25:33Z SirPsych0 33615 /* Citazioni su Helenio Herrera */ +1 1417574 wikitext text/x-wiki [[File:1973–74 Inter Milan - Helenio Herrera (cropped).jpg|thumb|Helenio Herrera]] '''Helenio Herrera Gavilán''' (1910 – 1997), calciatore e allenatore di calcio argentino. ==Citazioni di Helenio Herrera== *Cento gol uguale [[campionato italiano di calcio|scudetto]].<ref>Citato in Andrea Buongiovanni, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2003/gennaio/04/tuffo_per_vittoria_ga_0_0301041933.shtml?refresh_ce-cp Un tuffo per la vittoria]'', ''Gazzetta.it'', 4 gennaio 2003.</ref> *Classe, più preparazione atletica, più intelligenza, uguale scudetto.<ref>Citato in ''Epoca'' vol. 19, A. Mondadori, 1968, [https://books.google.it/books?id=d1c1AQAAIAAJ&q=Classe,+pi%C3%B9+preparazione+atletica,+pi%C3%B9+intelligenza,+uguale+scudetto&dq=Classe,+pi%C3%B9+preparazione+atletica,+pi%C3%B9+intelligenza,+uguale+scudetto&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwifgOPBkLTSAhVGlJAKHfE3DzcQ6AEIGTAA p. 128].</ref> *Cosa sarebbe il [[Calcio (sport)|calcio]] senza di me?<ref name=IX>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2109 p. 2109]. ISBN 8880898620</ref> *[[Juventus Football Club|Juventus]] uguale FIAT uguale potere.<ref>Citato in ''[http://espresso.repubblica.it/dettaglio/herrera-e-mou-vite-parallele/2126086 Herrera e Mou: vite parallele]'', ''Espresso.it'', 29 aprile 2010.</ref> *Le cose difficili esigono tempo, quelle impossibili ne esigono di più.<ref name=IX/> {{Int|1=''Sette'', 2 giugno 1994|2=Intervista di [[Claudio Sabelli Fioretti]]; [http://interviste.sabellifioretti.it/?p=641 riportata] su ''interviste.sabellifioretti.it''.}} *Ai miei tempi c'era un club che mandava a tutti gli arbitri uno scatolone con un regalo. In uno, in uno solo, dicevano, c'era una pelliccia per la moglie dell'arbitro. Invece c'era una pelliccia in tutti gli scatoloni. *[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è una persona estremamente intelligente. E si adatta facilmente alle situazioni. *Un [[allenatore]] si diverte quando vince. *{{NDR|Rispondendo alla domanda «Gli arbitri possono aiutare una squadra piuttosto che un’altra?»}} Seguro che possono. Per quanto tempo i sovietici, pur essendo tra i più forti del mondo, non sono riusciti a vincere nulla? Perché gli arbitri non avevano piacere che vincessero i comunisti. Di questo sono segurissimo. Era una schifezza. ==Citazioni su Helenio Herrera== * Formidabile, avanti anni luce rispetto agli altri. Lavorava su tecnica e velocità. Se in allenamento rallentavi, ti sgridava subito. Tatticamente era carente, ma psicologicamente era molto forte. Sapeva come caricare la squadra. ([[Fabio Capello]]) *{{maiuscoletto|Helenio Herrera}}. L'allenatore in scarica. ([[Marcello Marchesi]]) *Herrera era avanti anni luce rispetto alla media degli allenatori. È toccato a lui rivoluzionare gli allenamenti; a noi sembrava matto, ma da ragazzo, quando mi allenavo con le giovanili e guardavo che cosa facevano quelli della prima squadra, restavamo incantati. Lui allenava prima le testa e poi le gambe. E soprattutto: dieta rigida e massima professionalità. ([[Sandro Mazzola]]) *Il Mago era un uomo troppo intelligente. Prendeva i suggerimenti e ne faceva tesoro, ma non avrebbe mai fatto uscire le parole che Angelo Moratti, il suo presidente gli aveva detto. ([[Elio Corno]]) *Il vero [[doping]] del Mago era psicologico. ([[Sandro Mazzola]]) *{{NDR|«Come fu lavorare con Helenio Herrera?»}} Meraviglioso. Sapeva chiacchierare nel modo giusto coi giocatori. Conosceva il calcio sia dal punto di vista umano che atletico. Ci faceva giocare con lo stile italiano: in contropiede. Gli piaceva il calcio ben giocato. Uscite rapide dalla difesa all'attacco. ([[Jair da Costa]]) *Nella storia dell'Inter sarà indelebile la figura di Helenio Herrera e quella di [[José Mourinho]]. ([[Claudio Ranieri]]) *Per me l'uomo decisivo è stato Helenio Herrera, un innovatore, colui che ha dato spessore al ruolo di allenatore, anche perché prima nelle squadre comandavano i giocatori più esperti. {{NDR|«Cosa ha portato di nuovo?»}} Gli allenamenti con la presenza costante del pallone. Correre con la palla è molto più faticoso che senza. Ricordo esercizi molto duri per migliorare la tecnica individuale. Si andava a coppie, poi in tre e anche in cinque, da una parte all'altra del campo, sempre palleggiando tra di noi di prima intenzione e a gran velocità. Poi c'era tutta la sua capacità dialettica e il carisma. Uno psicologo raffinato. E anche se eri una schiappa, per lui diventavi Pelé. Lo chiamavano Mago, infatti. ([[Tarcisio Burgnich]]) *Se l'Inter deve qualcosa al Mago, quanto deve il Mago a noi giocatori? Molto, forse moltissimo. ([[Armando Picchi]]) *Sono stato in quell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] anch'io, anche se ho giocato poco come titolare. Ho vissuto in prima persona le pratiche a cui erano sottoposti i calciatori. Ho visto l'allenatore, Helenio Herrera, che dava le pasticche da mettere sotto la lingua. Le sperimentava sulle riserve (io ero spesso tra quelle) e poi le dava anche ai titolari. Qualcuno le prendeva, qualcuno le sputava di nascosto. Fu mio fratello [[Sandro Mazzola|Sandro]] a dirmi: «se non vuoi mandarla giù, vai in bagno e buttala via». Così facevano in molti. Poi però un giorno Herrera si accorse che le sputavamo, allora si mise a scioglierle nel caffè. Da quel giorno 'il caffè' di Herrera divenne una prassi all'Inter. ([[Ferruccio Mazzola]]) *{{maiuscoletto|Tristi interisti}}. ''Herrera inhumanum est. Perseverare in Herrera diabolicum.''<ref>{{cfr}} locuzione latina: «''errare humanum est, perseverare autem diabolicum''» («commettere errori è umano, ma perseverare (nell'errore) è diabolico») {{cfr}} [[w:Errare humanum est, perseverare autem diabolicum|voce]] su Wikipedia.</ref> ([[Marcello Marchesi]]) ===[[Giacomo Losi]]=== *{{NDR|«Lei con Helenio Herrera non legò molto»}} Credo fosse geloso della mia popolarità in città, anche se non la facevo pesare. Andavamo nei club dei tifosi e chiedevano l'autografo prima a me che a lui. [...] A Herrera non ho mai perdonato di aver fatto rientrare la squadra da Cagliari quando Taccola morì sul lettino dello spogliatoio. Io non c'ero, ero a Roma, e mi toccò andare a informare la famiglia di Giuliano. Forse a Herrera non faceva piacere che io rifiutassi la pillola quotidiana di Evoran, gliele procurava il massaggiatore Wanono in Francia. Mai presa, e dicevo ai compagni di starci attenti. Lui diceva che erano vitamine, ma noi cosa ne sapevamo? *È stato una sorpresa, per me, Herrera. Perché io pensavo che fosse un grandissimo allenatore quando è arrivato. Capirai: abbiamo preso Herrera, ha vinto tutto con l'Inter, faremo sfracelli. Invece avevo scoperto durante la preparazione del campionato che vendeva molto fumo come allenatore. Non mi piaceva. Però aveva un grosso carisma e riusciva a conquistare la simpatia di tutti. {{NDR|«È vero che lui dava delle pillole nello spogliatoio?»}} Sì, si chiamava Levoral, diceva che era una vitamina. Io non l'ho mai usata, la buttavo dovunque potevo. Noi andavamo in ritiro spesso a Grottaferrata, e lì, prima di entrare in albergo, c'era una specie di fontana. Il fondo era pieno di pasticchette che i giocatori facevano finta di prendere e poi gettavano in questa fontanella. [...] Lui insisteva per metterla in bocca, ma noi la tenevamo sotto la lingua e poi la sputavamo. *{{NDR|«Che rapporto c'era con il tecnico?»}} Quando è arrivato ero felicissimo. [...] avevo 34 anni, non ero decrepito. Mi fece giocare la Coppa Italia prima del Campionato e le prime otto in Serie A. Ero l'unico, però, a rispondergli o a dirgli qualcosa. Controbattevo certe sue idee. Lui da lì cominciò a non masticare molto Giacomo Losi. A Verona giocai la mia ultima partita con la Roma, persa per 2-0 perché gli altri avanzavano e io rimanevo da solo a difendere. Negli spogliatoi lo invitai a cambiare marcia e non la prese affatto bene. Ero l'unico a poter parlare; tutto ciò che diceva per gli altri era vangelo. In ritiro a Grottaferrata, pochi giorni dopo, sul giornale lessi "Sorpresa! Fuori Giacomo Losi" con il Bologna. Chiesi spiegazioni ad Herrera, il quale, invece di mandarmi in tribuna per scelta tecnica, si inventò un mio infortunio. Lui diede la colpa ai giornali, poi aggiunse: "Lei non si preoccupi. Se vuole può anche andar a casa". Presi e me ne andai, da quel giorno non avrei più giocato. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Grande Inter]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Herrera, Helenio}} [[Categoria:Allenatori di calcio argentini]] hqb0oofq44179okce10xufiqonmrxg4 Johan Cruijff 0 8910 1417581 1340733 2026-06-19T22:34:25Z SirPsych0 33615 /* Citazioni su Johan Cruijff */ +1 1417581 wikitext text/x-wiki [[File:Johan Cruijff (1974).jpg|thumb|Johan Crujiff (1974)]] '''Hendrik Johannes "Johan" Cruijff''', spesso scritto '''Cruyff''' al di fuori dei Paesi Bassi (1947 – 2016), calciatore, allenatore di calcio e dirigente sportivo olandese. ==Citazioni di Johan Cruijff== *A me del [[Campionato italiano di calcio|calcio italiano]] colpiscono i vuoti negli stadi italiani. La gente non si diverte più col vostro calcio. Sono troppe 20 squadre, nate tutte per vincere qualcosa e alla fine una vince e le altre restano deluse. È tutto sbagliato. Il modello è il Barcellona che si diverte e pensa a divertirsi.<ref name=tuttosport>Citato in ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/24-03-2016/cruijff-tutte-sue-frasi-celebri-giocare-calcio-semplice-ma-1401139582089.shtml Cruijff, tutte le sue frasi celebri: "In un certo senso, forse sono immortale"]'', ''Gazzetta.it'', 24 marzo 2016.</ref> *Cerco di vedere la [[chemioterapia]] come un'amica. Un'amica che mi può aiutare a stare meglio.<ref>Citato in ''[http://it.eurosport.com/calcio/cruijff-la-chemio-e-unamica-vincero-la-malattia_sto4996278/story.shtml Cruijff: "La chemio è un'amica: vincerò la malattia"]'', ''It.eurosport.com'', 19 novembre 2015.</ref> *Durante ogni [[allenamento]], qualunque sia il tuo sport, ti senti distrutto perché in ogni allenamento devi andare oltre quello che sul momento ti sembra il tuo limite: tu cominci a correre, a scattare a calciare e dopo un po' ti sembra di aver esaurito ogni energia, mentre hai solo esaurito quello che io chiamo "primo fiato". A quel punto bisogna sforzarsi per superare la piccola crisi che sembra bloccarti, per arrivare al "secondo fiato": che ovviamente arriva solo dopo qualche minuto di sofferenza. Quando l'allenatore dà lo stop senti il cuore che batte vertiginosamente, sembra che debba scoppiarti nel petto: devi riuscire a ricondurlo al suo ritmo normale in meno di due minuti; se non ci riesci è meglio che apri una tabaccheria o tenti di diventare Presidente del Consiglio: vuol dire che hai sbagliato mestiere...<ref>Dal documentario ''[[Il profeta del gol]]''. (1976)</ref> *Io ho fortuna, ma Dio sta con me.<ref>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2113 p. 2113]. ISBN 8880898620</ref> *Le 600 partite di [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] sono una cosa fantastica: è un grande professionista che ha dato grande amore al calcio, nell'epoca degli iper-professionisti. Lui è un vero esempio di calcio con l'anima, dopo quello che ha passato con la Juve. Ed è un esempio vero e importante.<ref name=tuttosport/> *{{NDR|[[Ultime parole famose]] alla vigilia della [[Finale della UEFA Champions League 1993-1994]] tra Milan e Barcellona}} Le finali sono sempre state la mia specialità, la paura non so cosa sia [...]. Il Milan dice che siamo favoriti? Li capisco: giocando come sa, il Barcellona può vincere qualsiasi partita [...]. I tifosi del Milan si godano questo Barcellona: agli italiani non capita tutte le settimane di vedere una squadra che gioca bene come la nostra [...]. Il calcio siamo solo noi, l'Europa deve incoronarci: il mondo ha bisogno di veder trionfare il gioco offensivo e spettacolare di cui siamo il simbolo [...]. Dio, nella carriera e nella vita, mi ha aiutato tante volte e mi sono ormai convinto che Lassù qualcuno mi ama. Sì, Dio è mio amico [...]. Non vedo proprio come possiamo perdere la Coppa dei Campioni.<ref>Citato in Vanni Spinella, ''[https://sport.sky.it/calcio/champions-league/2018/05/18/accadde-oggi-milan-barcellona-4-0-finale-champions-1994 Accadde oggi: Milan-Barça 4-0. La faccia di Cruijff e quella foto con la coppa]'', ''sport.sky.it'', 18 maggio 2018.</ref> *{{NDR|Su [[Andrea Pirlo]]}} Lui è fantastico. Ha una superiore visione di gioco e con un colpo mette la palla dove vuole. Il calcio si gioca con la testa. Se non hai la testa, le gambe da sole non bastano.<ref name=gol/> *Senza possesso palla, non si vince.<ref>Citato in Stephen Foster, (a cura di) Luca Serafini, ''Il libro delle liste sul calcio. Per chi crede di sapere tutto'', traduzione di F. Rizzo, Sperling & Kupfer Editori, 2006. ISBN 8820040816</ref> *Si parla sempre della persona, io preferisco parlare di educazione della persona. [[Mario Balotelli|Balotelli]] non si comporta bene e dobbiamo chiederci perché. Per me, se uno non è educato, non gioca. Per me, non è colpa del giocatore, ma della squadra che lo fa giocare. Il problema non è Mario, ma l'educazione che gli è stata data. Se fosse stato educato in un certo modo, oggi non si comporterebbe così.<ref name=gol>Dall'intervista a ''Sky Sport 24''; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/4962/nazionali/2014/11/11/6029781/cruijff-duro-su-balotelli-colpa-delleducazione-per-me-chi Cruijff duro su Balotelli: "Colpa dell'educazione, per me chi non è educato non gioca"]'', ''Goal.com'', 11 novembre 2014.</ref> ==''Mi piace il calcio ma non quello di oggi''== [[File:Cruyff a la banqueta del Camp Nou.jpg|thumb|Johan Cruijff (2009)]] *Il [[Calcio (sport)|calcio]] consiste fondamentalmente in due cose. La prima: quando hai la palla, devi essere capace di passarla correttamente. La seconda: quando te la passano, devi saperla controllare. Se non la puoi controllare, tantomeno la puoi passare. *Una delle cose che ho capito da bambino è che quelli che più si divertivano a insegnarti qualcosa erano coloro che meglio dominavano il pallone, mentre quelli capaci solo di entrare sull'avversario, di piazzarsi in campo per fare ostruzione e di tirare pedate, non avevano nulla da insegnare, anche se, temo, avrebbero avuto molto da imparare. *Alla radice di tutto c'è che i ragazzini si devono divertire a giocare a calcio. *Quando allenavo il Barça, ricordo che con Koeman o con Stoichkov giocavamo a non mettere dentro la palla, troppo facile, ma a colpire la traversa o uno dei pali, proprio per aumentare la precisione del tiro. *Non è il buono contro il cattivo e fare in modo che vinca il buono. Il senso del calcio è che vinca il migliore in campo, indipendentemente dalla storia, dal prestigio e dal budget. *Sul campo è importante dare libertà ai giocatori, anche se all'interno di uno schema... La distanza massima che un giocatore deve percorrere dev'essere di dieci metri... La libertà è ammissibile, solo se si produce il massimo rendimento dei giocatori di talento... Quello che conviene insegnare ai ragazzi è il divertimento, il tocco di palla, la creatività, l'invenzione... La creatività non fa a pugni con la disciplina. *La pressione si deve esercitare sul pallone non sul giocatore. ==Citazioni su Johan Cruijff== *Cruijff per me era e forse resta il migliore calciatore di tutti i tempi: aveva tutto, era un leader, col suo scatto lasciava chiunque dieci metri dietro, tirava, passava, colpiva di testa, scartava, lanciava. ([[Mario Giubertoni]]) *{{NDR|Nel 2010}} Cruijff? Può andare al diavolo. Sta diventando vecchio e non ha avuto la forza di continuare la sua carriera da allenatore. Credo che lui e Guardiola possano andare in un ospedale psichiatrico, seduti a giocare a carte, farebbero un favore al Barcellona. ([[Mino Raiola]]) *Johan Cruijff [...] era un attaccante che costruiva gioco e che trovavi anche in difesa. Era tutto. Se proprio vogliamo definirlo: era un calciatore in viaggio perenne con la palla al piede. ([[Luigi Garlando]]) *L'unico che poteva dare lustro ad un semplice 14, capace di far germogliare calcio dove non ce n'era traccia. ([[Gianluigi Buffon]]) *Nella sua carriera, Cruyff è stato assistente del regista, scenografo e attore principale. Apparteneva alla generazione di giocatori che hanno reso grande il calcio oltre i confini europei, con gente come Uli Hoeness, Franz Beckenbauer ed Eusebio. Giocatori eccezionali con forti personalità, la cui competizione per la coppa europea ha prodotto tanti vincitori a fasi alterne, creando quella che oggi è la Champions League [...]. L'idea di Cruyff era, letteralmente, di giocare a calcio – niente di più, niente di meno. La sua idea di come il calcio dovrebbe essere giocato non era basata sul controllo dell'avversario, ma sulla palla ed il gioco [...]. Non si può sapere se ci sarà un secondo Cruyff, qualcuno con grande personalità capace di emergere ed entrare nella squadra del club che ama. ([[Philipp Lahm]]) *Non solo ammiro Johan: è il mio idolo; lo è stato fin da quando ero ragazzo. Per me è stato semplicemente il più forte giocatore che abbia mai visto in vita mia: era il più completo, organizzatore, realizzatore... il più carismatico di tutti. ([[Michel Platini]]) *Penso molto a quello che farebbe Johan [...]. Il suo punto di vista era sempre speciale, ti spingeva a farti guidare dal tuo istinto. Davanti alle situazioni complicate penso spesso: "che farebbe lui?" e questo mi conforta [...]. Il suo merito è stato, davanti a un gioco così indecifrabile come il calcio, darci gli strumenti per dominarlo, una cosa impossibile a meno di non chiamarti Messi. Io ero un giocatore di talento ma non capivo nulla di calcio. Lui ci ha aperto un mondo affascinante, un film che abbiamo interiorizzato [...]. L'ho paragonato al professore di una materia che ti piace, un maestro di cui non vedi l'ora che faccia lezione. Era un tipo che ti diceva tutto il contrario di quello che avevi sentito per tutta la vita: ti dicevano che perdevi perché non correvi ma un giorno arriva lui e ti spiega che perdi perché corri troppo. ([[Josep Guardiola]]) *Sono riuscito a vederlo solo al tramonto, ma mi è sembrato un giocatore fantastico. Era più veloce degli altri, sia fisicamente che mentalmente, e sfruttava bene le sue doti. Accelerava come Caniggia, da uno a cento e poi frenava. E aveva una visione del campo impressionante. Qualche volta ha detto delle fesserie su di me, senza conoscermi bene. ([[Diego Armando Maradona]]) *Un allenatore vincente, formidabile, che mi ha insegnato tutto, ma dopo due o tre anni gli avrei pagato il biglietto per il [[Giappone]]. Senza ritorno. ([[Michael Laudrup]]) * Un giocatore di grandissima qualità, molto altruista […]. Da tecnico lui è stato molto bravo, ma anche un po’ spocchioso. Aveva una certa superbia, come tutti gli olandesi. È difficile spiegare a un olandese qualcosa di diverso; è sempre lui che ti spiega cosa devi fare. ([[Fabio Capello]]) *Verso la metà del secondo tempo, il gioco fu interrotto per un fallo senza importanza e Johan si mise a protestare. Siccome l'arbitro non smetteva di dargli spiegazioni, andai a dirgli che, se voleva, poteva lasciargli anche il fischietto. Ne approfittai per suggerire a Cruyff di tenere per sé quel pallone e di darcene un altro, visto che in quella partita avevamo qualche diritto anche noi. Mi guardò con una certa aria misericordevole e chiese come mi chiamavo. «Jorge Valdano» gli risposi. «E quanti anni hai?» continuò. E io, obbediente: «Ventuno». Fece una faccia che significava: chissà dove andremo a finire con questi giovani d'oggi, e dall'alto dei suoi gloriosi trent'anni mi mollò uno schiaffo dialettico: «Ragazzino, a ventun anni a Cruyff si dà del lei». ([[Jorge Valdano]]) ===''[[Federico Buffa racconta Storie Mondiali]]''=== *E poi c'è lui: Pitagora in scarpe da calcio. *Ha una velocità di base spaventosa, ma una visione, tipo De Stijl, geometrica del mondo in cui è capace di entrare e uscire con dei cambi di direzione e delle velocità che non sono sostenibili calcisticamente. Ha letteralmente due piedi e vede, vede, vede quello che succede dappertutto. *Ma non è possibile giocare così, perché è sempre lucido. Ha questo esterno destro con cui pennella da qualsiasi distanza. Ti salta e non è mai banale. E non gioca per lo spettacolo, gioca per un'utilità: è veramente un olandese. ===[[Gabriele Oriali]]=== [[File:Spelmoment, Johan Cruijff in actie, Bestanddeelnr 925-6335.jpg|thumb|[[Gabriele Oriali]] in marcatura su Cruijff nella finale di [[UEFA Champions League|Coppa dei Campioni]] del 1972]] *Cruijff non era soltanto un [[Attaccante|centravanti]] pur essendo nominalmente un centravanti. Lui sapeva far tutto, davanti e dietro, e rendeva quell'Ajax, e anche la nazionale olandese, espressioni di calcio uniche. Rivoluzionarie, se vogliamo. Sia da un punto di vista tecnico che, soprattutto, tattico. {{NDR|«La massima espressione dell'uomo-squadra, in sostanza».}} Cruijff faceva la giocata, sempre con estrema naturalezza, ma mai per se stesso: tutto era fatto in funzione del gruppo. Un gruppo fantastico, all'interno del quale c'erano giocatori straordinari, di cui Cruijff era la stella. *Ha contribuito [...] a cambiare un modo consolidato di fare calcio. Prima di quel periodo parole come pressing, fuorigioco, squadra corta e come [[calcio totale]] non si erano mai sentite. Non esistevano. Cruijff ha portato novità sostanziali sul piano tattico sfruttando testa e gambe. {{NDR|«Gambe?»}} Prendeva la palla, ti faceva mezza finta e poi scattava. Poi, durante lo scatto, scattava di nuovo. Ditemi: come potevi marcarlo uno così? *Lascia in dote a tutto il movimento il suo senso del bello e utile; la sua capacità di produrre calcio in continua evoluzione. Lascia l'esempio di un campione infinito che giocava sempre per gli altri. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Johan Cruyff, ''Mi piace il calcio ma non quello di oggi'', traduzione di A. C. Cappi, Sonzogno Editore, 2002. ISBN 9788845423604 ==Voci correlate== *''[[Il profeta del gol]]'' – film 1976 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cruijff, Johan}} [[Categoria:Allenatori di calcio olandesi]] [[Categoria:Calciatori olandesi]] [[Categoria:Dirigenti sportivi olandesi]] no7m3he6vbzw29dyhvysip12pnriezd Roberto Baggio 0 10136 1417580 1412948 2026-06-19T22:32:50Z SirPsych0 33615 /* Citazioni su Roberto Baggio */ +1 1417580 wikitext text/x-wiki [[File:Baggio_Vicenza.jpg|thumb|Roberto Baggio al Vicenza]] '''Roberto Baggio''' (1967 − vivente), ex calciatore italiano. ==Citazioni di Roberto Baggio== *A questo punto se trovassi qualcuno che vuole farmi giocare dall'inizio mi preoccuperei.<ref group="fonte">Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai Editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2116 p. 2116]. ISBN 8880898620</ref> *[[Andrea Pirlo|Andrea]] ha dimostrato tutto il suo grande talento e il suo valore. Quando giocavamo insieme, tutto dipendeva da lui. Ha sempre avuto il grande merito di vedere in anticipo quello che poteva succedere all'interno dell'azione. La sua visione di gioco, quello che sa fare, quello che sa costruire, fanno di lui un fuoriclasse [...]. Andrea ha qualcosa che non si vede spesso in giro.<ref group="fonte">Da una dichiarazione rilasciata al canale televisivo ''Milan Channel''; citato in ''[http://sport.repubblica.it/news/sport/calcio-baggio-pirlo-fondamentale-per-milan-nazionale/2673086 Calcio, Baggio: Pirlo fondamentale per Milan e Nazionale]'', ''repubblica.it'', 9 novembre 2007.</ref> *{{NDR|Su [[Javier Zanetti]]}} È fantastico. Lui vuole essere Baggio? E io vorrei essere lui, è indistruttibile.<ref group="fonte">Citato in Nicola Cecere, ''Il calcio di Javier Zanetti ai raggi X'', Milano, La Gazzetta dello Sport, 2011.</ref> *{{NDR|Sul codino, sua caratteristica acconciatura}} È nato per gioco, durante i mondiali in America. In hotel c'era una cameriera di colore con delle treccine molto belle e parlando con lei, mi disse perché non le fai tu. Così ha iniziato a farmi le treccine e per non farmi sbattere i capelli negli occhi ho messo l’elastico.<ref group="fonte" name="Travisi" /> *{{NDR|Sul rigore calciato nella [[finale del campionato mondiale di calcio 1994]]}} Il discorso del rigore non sarà mai archiviato, era il mio sogno calcistico e non posso metterlo da parte, perché sono stato io a dare il colpo finale. L’ho vissuto malissimo perché l’ho rincorso e sognato di vincerlo per milioni di notti, poi la realtà è stata quella a cui non avevo mai pensato. È un errore che non cancelli.<ref group="fonte" name="Travisi">Citato in Paolo Travisi, ''[https://www.ilmessaggero.it/spettacoli/cinema/roberto_baggio_divin_codino_su_netflix_rigore_contro_brasile_un_errore_non_si_cancella_ma_tornerei_subito_giocare-5971958.html Il divin codino su Netflix, Baggio. «Il rigore contro il Brasile non si cancella, ma tornerei subito a giocare»]'', ''ilmessaggero.it'', 20 maggio 2021.</ref> *L'atteggiamento di fondo della mia vita è stata la [[passione]]. Per realizzare i miei sogni ho agito sempre spinto solo dalla passione. La passione muove ogni cosa, è una forza davvero straordinaria.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.intothefitness.com/latteggiamento-di-fondo-della-mia-vita/ "L'atteggiamento di fondo della mia vita..."]'', ''intothefitness.com'', 26 maggio 2012.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} L'ho ripetuto mille volte: io alla Juve non ci vado. Lo scriverò sui muri di casa.<ref group="fonte">15 marzo 1990; citato in Luca Valdiserri, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1992/dicembre/03/alla_Juve_non_vado_scrivero_co_0_92120317439.shtml "Alla Juve non ci vado, lo scriverò sui muri di casa"]'', ''Corriere della Sera'', 3 dicembre 1992.</ref> *Se devo [[annegamento|affogare]], meglio farlo nel mare che in una pozzanghera.<ref group="fonte">Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai Editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2113 p. 2113]. ISBN 8880898620</ref> *{{NDR|Su [[Gigi Riva]]}} Sei stato unico e prezioso esemplare di grande umiltà. Sei stato per me un esempio bellissimo di coerenza e di attaccamento alla maglia, di sincero coraggio. Hai amato come nessun altro la terra che ti ha adottato. Hai saputo trasformare la tua sofferenza e i tuoi dolori in positivo riscatto. Sei stato un compagno di viaggio saggio e prezioso, sei stato sempre te stesso dentro e fuori dal campo.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.eurosport.it/calcio/morte-gigi-riva-la-lettera-aperta-di-roberto-baggio-per-me-sei-stato-un-esempio-bellissimo-unico-e-i_sto9987822/story.shtml Morte Gigi Riva, la lettera aperta di Roberto Baggio: "Per me sei stato un esempio bellissimo, unico e indimenticabile"]'', ''eurosport.it'', 23 gennaio 2024.</ref> *Tornano in superficie i dolci ricordi di quando avevo 10 anni [...] Tornano a farsi sentire il freddo pungente e la dura canna della [[bicicletta]]. Con il mio adorato papà Fiorindo [...] percorrevamo quasi 12 chilometri, in due su una bicicletta, per arrivare a [[Vicenza]] partendo da Caldogno. Per andare allo stadio Menti a vedere il grande [[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]. Poi, per tutta la partita, mi aggrappavo alla rete per vederlo giocare e segnare. Erano gli anni dell'Austerity e delle targhe alterne. Erano gli anni in cui cullavo i miei sogni. Pensavo che un giorno avrei anche io giocato in quello stadio, che avrei indossato quella maglia bellissima con la grande R sul petto. Imitando Paolo Rossi avrei potuto realizzare quanto lui è riuscito a realizzare. Vincere un [[Campionato mondiale di calcio|campionato del mondo]] in finale contro il [[Nazionale di calcio del Brasile|Brasile]]. Come Paolo Rossi ha fatto contro la [[Nazionale di calcio della Germania|Germania]]. Vincere il [[Pallone d'oro]]. Come Paolo Rossi. Vincere sulla sofferenza di ginocchia doloranti. Come Paolo Rossi.<ref group="fonte">Da ''La Gazzetta dello Sport''; citato in Simone Pace, ''[https://www.eurosport.it/calcio/roberto-baggio-lettera-a-paolo-rossi-io-in-bici-con-papa-per-vedere-i-tuoi-gol-allo-stadio_sto8027763/story.shtml Roberto Baggio, lettera a Paolo Rossi: "Io in bici con papà per vedere i tuoi gol allo stadio"]'', ''eurosport.it'', 11 dicembre 2020.</ref> {{Int2|''[http://archiviostorico.gazzetta.it/1998/settembre/19/ROBERTO_BAGGIO_gm_0_9809192102.shtml Roberto Baggio]''|Intervista di Paolo Forcolin, ''La Gazzetta dello Sport Magazine'', 19 settembre 1998.}} *Io sono convinto di aver avuto un buon aiuto da madre natura. *Penso che non tutti si siano resi conto di quanto abbia faticato nel corso della mia carriera. *Quando sei in una squadra, quando vivi in un ambiente, "quella" è la tua maglia. E cerchi sempre e comunque di onorarla. *Quando si dice che la [[maglia azzurra]] è il punto di arrivo per ogni giocatore si dice solo la verità. {{Int2|Dal programma televisivo ''Sfide''|Rai 3, 31 dicembre 2003.}} *Io credo che nella vita le persone debbano dare tutto quello che hanno… poi... non c'è scritto da nessuna parte che bisogna sempre far [[risultato]] nelle cose. *{{NDR|Sul rigore calciato nella [[finale del campionato mondiale di calcio 1994]]}} Avevo quell'immagine in testa da quattro anni... Mi stavo avvicinando al dischetto e ho pensato: "Tiralo forte, tiralo forte. Se lo sbaglio? M'ammazzo..." *Quando mi presentai a Firenze tutto rotto con le stampelle vidi le facce di tifosi e dirigenti... erano un po' perplessi come per dire: "È questo il nuovo acquisto? Mah!" {{Int2|''[https://www.repubblica.it/rubriche/la-storia/2010/05/02/news/baggio_rigore_senna-3770945/ Baggio e il rigore del '94 "Lo mandò in alto Senna"]''|Intervista alla rete brasiliana Globo, riportato da Repubblica, 2 maggio 2010.}} {{NDR|Sul rigore sbagliato nella [[finale del campionato mondiale di calcio 1994]]}} *Non avevo mai calciato un rigore sopra la traversa. Penso che quel giorno sia stato [[Ayrton Senna]] che, dal cielo, ha spinto il pallone verso l'alto. È stato lui a far vincere il Brasile. *È una ferita che non si chiuderà mai. Avevo sempre sognato di giocare una finale mondiale e che l'avversario fosse il Brasile. Ma quando ho avuto questa opportunità ho sbagliato quel rigore. *{{NDR|Sul calcio brasiliano}} Ho sempre ammirato, e sempre ammirerò, il vostro calcio. Il mio idolo era [[Zico]] e sono cresciuto guardando le partite del Flamengo degli anni '80. *[...] sul momento avrei voluto scavare una buca e nascondermici dentro. Poi ho pensato che, visto che il Brasile ha molti più abitanti dell'Italia, con quel mio errore avevo fatto felice molta più gente. {{Int|Dall'intervento al ''Festival di Sanremo''|Rai 1, 14 febbraio 2013.}} *Vorrei invitare i giovani a riflettere su queste parole. La prima è [[passione]]. Non c'è vita senza passione e questa la potete cercare solo dentro di voi. Non date retta a chi vi vuole influenzare. La passione si può anche trasmettere. Guardatevi dentro e lì la troverete. La seconda è [[gioia]]. Quello che rende una vita riuscita è gioire di quello che si fa. Ricordo la gioia nel volto stanco di mio padre e nel sorriso di mia madre nel metterci tutti e dieci, la sera, intorno ad una tavola apparecchiata. È proprio dalla gioia che nasce quella sensazione di completezza di chi sta vivendo pienamente la propria vita. La terza è [[coraggio]]. È fondamentale essere coraggiosi e imparare a vivere credendo in voi stessi. Avere problemi o sbagliare è semplicemente una cosa naturale, è necessario non farsi sconfiggere. La cosa più importante è sentirsi soddisfatti sapendo di aver dato tutto, di aver fatto del proprio meglio, a modo vostro e secondo le vostre capacità. Guardate al futuro e avanzate. La quarta è [[successo]]. Se seguite gioia e passione, allora si può parlare anche del successo, di questa parola che sembra essere rimasta l'unico valore nella nostra società. Ma cosa vuol dire avere successo? Per me vuol dire realizzare nella vita ciò che si è, nel modo migliore. E questo vale sia per il calciatore, il falegname, l'agricoltore o il fornaio. La quinta è [[sacrificio]]. Ho subito da giovane incidenti alle ginocchia che mi hanno creato problemi e dolori per tutta la carriera. Sono riuscito a convivere e convivo con quei dolori grazie al sacrificio che, vi assicuro, non è una brutta parola. Il sacrificio è l'essenza della vita, la porta per capirne [[Senso della vita|il significato]]. La [[giovinezza]] è il tempo della costruzione, per questo dovete allenarvi bene adesso. Da ciò dipenderà il vostro futuro. Per questo gli anni che state vivendo sono così importanti. Non credete a ciò che arriva senza sacrificio. Non fidatevi, è un'illusione. Lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni la realtà. *Coloro che fanno sforzi continui sono sempre pieni di speranza. Abbracciate i vostri sogni e inseguiteli. Gli [[eroismo|eroi]] quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita. {{Int2|''[https://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2015/09/19/15515562/baggio-guida-balotelli-tra-i-migliori-al-mondo-ma-vorrei Baggio "guida" Balotelli: "Tra i migliori al mondo, ma vorrei parlargli... "]''|Da un'intervista al ''Corriere dello Sport - Stadio''; citato in ''goal.com'', 19 settembre 2015.}} *{{NDR|Su [[Mario Balotelli]]}} Ci vorrei parlare un po'. Per me è uno dei giocatori più forti nel panorama mondiale. Ma sembra voler dare agli altri l'idea di quello che forse non è. *Il calcio è stata la mia passione da sempre. Mi portavo il pallone al bagno, per giocare. Da piccolo avevo un sogno ricorrente. Immaginavo di giocare la finale di un Mondiale con il Brasile. Io sono uno di quegli esseri umani fortunati che può dire di aver realizzato un sogno. Ho sofferto tanto, ho stretto i denti, ho pianto e avuto paura. Ma poi quel giorno è arrivato. *{{NDR|Su [[Carlo Mazzone]]}} Posso solo dirgli grazie. Mi ha dato, credendo ancora in me, la possibilità di vivere quattro anni in più di calcio, anni belli, pieni di significato. È una persona schietta, sincera, in un mondo in cui spesso vanno avanti i ruffiani, i leccaculo, gli opportunisti. ==Citazioni su Roberto Baggio== *''Ah! Da quando Senna non corre più... | Ah! Da quando Baggio non gioca più... | Oh no, no! Da quando mi hai lasciato pure tu...| Non è più domenica!'' ([[Cesare Cremonini]]) *Alcuni calciatori hanno costruito una fetta importante della storia contemporanea. I miracoli di uno come Baggio non hanno niente da invidiare alle performance di [[Marlon Brando]]. ([[Pietro Sermonti]]) *Baggio è come [[Simona Ventura]]: se sono con mia moglie fingo di non vederla. ([[Renzo Ulivieri]]) *Baggio è un mio mito, un campione indiscusso, di cui ho avuto modo di ammirare l'eleganza e la fantasia, oltre agli aspetti umani. Una persona mai sopra le righe, che ha sempre rispettato tutti e che ha rappresentato un grande valore educativo per il nostro calcio. ([[Rita Guarino]]) *Baggio era un ragazzo molto a modo. E fu sfacciatamente simpatico quando in occasione di un trasferimento da una città all'altra – ero solito viaggiare con i calciatori – mi disse: "Perché non cambia religione?". E io ''aivoglia'' a dire che avevo un fratello Vescovo. "Anche suo fratello può convertirsi al buddismo". Ognuno e rimasto al posto proprio. ([[Antonio Matarrese]]) *Baggio parla col pallone. ([[Sven-Göran Eriksson]]) *{{NDR|«Nel 2000-2001 fai coppia con Roberto Baggio al Brescia. Com'è stato?»}} Con Roberto ho avuto una fortuna e una sfortuna. La fortuna è che lui era una persona squisita. Mi ricordo che al venerdì ci mettevamo tutti lì a guardare lui che calciava le punizioni: sembrava di essere in un film, dove noi facevamo play e replay. Su dieci punizioni, nove le metteva al sette. La sfortuna, invece, è che ci siamo incontrati quando ormai non eravamo più di primissimo pelo. Lui aveva problemi al ginocchio, alla schiena, non era più quello ammirato alla Fiorentina o alla Juventus. {{NDR|«Però era comunque tanta roba...»}} Sì, era un giocatore straordinario. Non importa se stavi perdendo, se mancava tanto o poco. Se c'era Baggio in campo, avevi sempre la speranza di poterla pareggiare. ([[Dario Hübner]]) *{{NDR|Nel 1992}} Davanti a lui c'è il mondo e ha tutto per conquistarlo. A venticinque anni, è come un pozzo di petrolio, dal quale è stato estratto pochissimo greggio. ([[Giovanni Trapattoni]]) *Di Roberto conservo un ricordo splendido, è un ragazzo eccezionale, mi dava tanti consigli e spesso mi portava fuori per un caffè. Io ero un ragazzino e lui un giocatore già affermato, avrebbe potuto evitare di perdere tempo con me, invece è stato davvero speciale. Io credo che sia uno dei migliori giocatori che il calcio italiano abbia mai prodotto. Tecnicamente era eccezionale, col pallone faceva quello che voleva. Io restavo a guardarlo per cercare di rubargli qualche segreto, ma era impossibile copiarlo. ([[Mohamed Kallon]]) *Con Roberto Baggio non ho mai avuto una discussione. Per un motivo semplice: non l'ho mai considerato importante a livello umano. ([[Marcello Lippi]])<ref>Citato in "Ipse Dixit", ''Calcio 2000'', n. 49 (gennaio 2002), p. 194, 17 novembre 2001.</ref> *Dio c'è e ha il codino.<ref>Striscione della tifoseria bresciana inneggiante al loro fantasista Baggio, in occasione della gara Brescia-Bologna del campionato 2001-2002.</ref> ([[Striscioni del calcio|striscione]]) * Dopo Rivera, Baggio era il più bravo di tutti. Ma aveva un enorme problema alle ginocchia e non riusciva ad allenarsi. Per gli altri era difficile accettare che uno che non si fosse allenato durante la settimana potesse giocare 90 minuti. Adesso, con cinque sostituzioni, sarebbe più semplice. Oggi paradossalmente Baggio giocherebbe di più. ([[Fabio Capello]]) *Era puntuale, serio e la domenica mi faceva vincere. C'era un patto con lui. Non mi piaceva che quando si andava in trasferta i tifosi invadevano l'albergo e lui non aveva un attimo di respiro. Un giorno gli dissi "Quando sei stanco di firmare autografi, ti tocchi la testa e io intervengo". Ma lui non si toccava mai la testa e allora sbottai "Aho, ma non ce l'hai una testa?". Lui mi rispose "Mister, come posso deludere gente che ha fatto centinaia di chilometri per incontrarmi?" ([[Carlo Mazzone]]) *Era un giocatore complesso da inserire in un sistema, ma ad alcuni calciatori devi lasciare libertà per consentirgli di dare il meglio: solo così riusciranno a farti vincere. Fino a quel momento avevo allenato grandi calciatori: Nilsson, Chalana, Falcão, Boniek, Pruzzo. Talenti speciali. Ma non avevo mai avuto a che fare con uno del calibro di Roberto. ([[Sven-Göran Eriksson]]) * {{NDR|Italia-Nigeria, 5 luglio 1994}} Finiamo in un clima... sconfortante... Ancora una iniziativa, attenzione, la palla è per Baggio... è gol di Roberto Baggio al 43º del secondo tempo! Proprio Roberto Baggio rimette in parità le sorti di questo confronto, sembrava tutto finito! ([[Bruno Pizzul]]) *Gli infortuni gravi lo hanno sempre fatto vivere col dolore ai ginocchi. I suoi allenatori scambiavano il male per pigrizia e poche volte lo hanno amato. Questo ha portato all'assurdo di un fuoriclasse passato da una squadra all'altra. ([[Mario Sconcerti]]) *Il ''Bello'' è un grande, anche se non è mai arrivato a sviluppare del tutto le sue potenzialità. ([[Diego Armando Maradona]]) *Missing. A 50 anni Roberto Baggio è fuori: dal gioco, dal calcio, da ogni falò delle vanità. Ha smesso da oltre dieci anni di misurare il mondo con le righe del campo. Non rilascia interviste, non parla di calcio, non presenzia. Gli è riuscita la magia di scomparire dal palcoscenico, di evitare l'invenzione della nostalgia, niente più c'era una volta in America. Se n'è andato senza avere conti in sospeso con i ricordi, fedele all'idea che un addio è un pallone che non torna indietro. ([[Emanuela Audisio]]) *{{NDR|«Roberto Baggio ha detto che Bernardeschi è un grande talento»}} Non ci volevo credere. Lui, il calciatore italiano più forte di sempre che parla di me. Roba da matti. ([[Federico Bernardeschi]]) *Più che la Juve tifavo Baggio. ([[Valentina Boni]]) *{{NDR|Riferendosi al periodo in cui militava nel Brescia}} Quando Roby si allenava, dava sempre tutto. Sembrava sempre un ragazzino, ed io lo invidiavo. In quel periodo faceva da chioccia a molti di noi. Diceva sempre, per ogni problema o consiglio, io sono qui... All'epoca ero giovane, ed a volte capitava che mi alzavo dal letto con zero voglia di allenarmi. Capitò un periodo in cui fallivo molte occasioni da goal. La porta non la vedevo proprio. Un giorno Roby, in allenamento, mi vide giù di morale, si avvicinò a me e disse: Luca, nel calcio capitano quei momenti, non ti abbattere, se posso darti un consiglio, quando sei davanti alla porta, prima di tirare, con l'occhio guarda per un secondo il portiere. Sembra una stronzata, ma in quel momento capisci che intenzioni ha. Ricordati che la porta è di sette metri, ed il portiere occupa solo un settimo dello specchio... A fine allenamento, rimaniamo a fare un po' di uno contro uno con il portiere. Parto prima io e poi tu. Guardami però, così vedi un po' quello che faccio io… Non sto qui a raccontarvi che lui fece sempre goal. Da lì però imparai ad essere più calmo, e da quel giorno anche grazie a Roberto, non mi sono più fermato. ([[Luca Toni]]) *{{NDR|Riferendosi al periodo in cui militava nel Brescia}} Roberto aveva 35 anni e molti acciacchi alle spalle. Poteva farti vincere una partita in ogni momento, ma non era più quello di prima. [...] Si allenava per conto suo [...]. Non faceva le corse in salita e in partitella stavamo attenti coi contrasti. Noi sgobbavamo, e lui faceva i suoi balzettini a bordo campo. Ogni tanto lo prendevamo in giro: "Robi non stancarti troppo, eh!" Ma sapevamo bene che averlo a Brescia era già un miracolo. ([[Dario Hübner]]) *Roberto Baggio porta il codino: è troppo eccentrico per non dare nell'occhio. Ancora: il suo gioco è troppo particolare e disagevole per riuscire sempre al meglio. Il pregio di [[Michel Platini|Platini]] era la semplificazione. Baggio è un asso rococò: mette il dribbling anche nel caffellatte. Solo sul piano balistico eguaglia Platini, non già nella misura del gioco. ([[Gianni Brera]]) *Roby è stato il calciatore italiano che più si è avvicinato al genio di Maradona. ([[Gabriele Oriali]]) *Volevo mangiare tonno, cipolla e fagioli ma ho preferito rinunciare alla cipolla, perché se viene Baggio bisogna avere l'alito fresco. ([[Renzo Ulivieri]]) *Vorrei avere l'inventiva di Baggio, i piedi di [[Roberto Mancini|Mancini]], la potenza di [[Gianluca Vialli|Vialli]]. ([[Attilio Lombardo]]) ===[[Gianni Agnelli]]=== *Non lo scriva, o se lo scrive, lo metta giù con garbo: Roberto Baggio è il più grande ''giocatorino'' che abbia conosciuto. Gli voglio bene. *Una volta scendevano in piazza per protestare contro la Fiat, oggi perché Baggio non vada alla Juve. Direi che il paese è migliorato. *Un coniglio bagnato. ==Note== ;Annotazioni <references /> ;Fonti <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Baggio, Roberto}} [[Categoria:Calciatori italiani]] ob7mskszhx21ic2kr7urwk5iu5cd4fi Gianluigi Buffon 0 10328 1417571 1415101 2026-06-19T22:16:37Z SirPsych0 33615 /* Citazioni su Gianluigi Buffon */ Non significativa 1417571 wikitext text/x-wiki [[File:Super Gigi Buffon (Juventus) (2).jpg|thumb|upright=1.3|Gianluigi Buffon nel 2012]] '''Gianluigi Buffon''' (1978 − vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore italiano. ==Citazioni di Gianluigi Buffon== {{cronologico}} *Quando sento il nome di {{NDR|Nevio}} Scala mi viene sempre in mente la mattina del 19 novembre 1995. Saranno state le nove, viene in camera mia in ritiro e mi dice: "Oggi giochi tu". Affrontavamo il Milan. Dissi soltanto: "O.K.". Poi mi attaccai al telefono e chiamai tre o quattro miei amici: raccontai tutto e loro vennero a vedere il mio debutto in serie A. Non si possono dimenticare certi momenti.<ref name="Gazzetta-1997">Dall'intervista ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1997/novembre/05/Buffon_passaporto_per_successo_ga_0_9711052001.shtml Buffon: passaporto per il successo]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 5 novembre 1997.</ref> *È la mia forza: non ho paura di nessuno.<ref name="Gazzetta-1997"/> *Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte [[Juventus Football Club|questa società]] sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra.<ref>Dall'intervista a Sky Sport dopo la partita Cagliari – Juventus 2-3 del 2 settembre 2007.</ref> *Non voglio più sentire nulla su [[Calciopoli]], il passato è importante ma il futuro lo è ancora di più.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2011/02/08/news/buffon_inter_basta_calciopoli-12213650/ Juve-Inter? Basta parlare di Calciopoli...]'', ''repubblica.it'', 8 febbraio 2011.</ref> *Siamo sempre l'Italia di piazzale Loreto, non cambia niente. Basta un nome in prima pagina e tutto viene infangato, quando il fatto per ora non è chiaro. Bisogna stare molto attenti a dare giudizi troppo veloci: anni fa ci sono passato anch'io, infangato in prima pagina per una cosa nella quale non c'entravo per niente: per ora stiamo facendo solo questo, cioè una grande pubblicità a uno scandalo dove per ora non c'è nulla di concreto.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/sport/11_giugno_08/totti-roma-smentita-avvocato_9d5ebd58-91ca-11e0-9b49-77b721022eeb.shtml Totti: «Stupore e rabbia, io estraneo» Buffon: è un'Italia da piazzale Loreto]'', ''corriere.it'', 8 giugno 2011.</ref> *{{NDR|Su [[Andrea Pirlo]]}} Quando l'ho visto giocare ho pensato: Dio c'è, perché è veramente imbarazzante la sua bravura calcistica.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/calciomercato/2011/09/12-144099/Pirlo+si+prende+la+Juve%3A+%26%23232%3B+lui+il+colpo+del+mercato Pirlo si prende la Juve: è lui il colpo del mercato]'', ''tuttosport.com'', 12 settembre 2011.</ref> *Il giorno dell'inaugurazione dello [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]]. Ho provato tante emozioni, tutte molto forti. Mi sono detto "ma in che società sto giocando". Sono riemersi pensieri che non mi toccavano da parecchio tempo. Ho risentito tutto l'orgoglio di far parte di un club con una storia unica, che fa tremare le gambe. Quella sera mi ha caricato a mille, è stata fondamentale a livello di motivazioni, è come se fossi tornato indietro nel tempo.<ref>Citato in ''[http://www.juventus.com/wps/portal/it/news/buffon%20gazzetta%20news%2024dicembre2011 Buffon: «Voglio meritare la Juve a vita»]'', ''juventus.com'', 24 dicembre 2011.</ref> *{{NDR|Riferendosi all'arbitro Sebastiano Peruzzo dopo Juventus-Siena 0-0 del 5 febbraio 2012}} Se mi vieni a chiedere se c'è un corner o no, ti dico che non c'era e lo assegni lo stesso, allora dimostri di non mantenere un comportamento serio, e mi invogli a cercare di imbrogliarti la volta successiva, per ottenere il massimo risultato possibile. Di certo non rischierei di perdere la mia onorabilità e la mia serietà per un calcio d'angolo; contro l'Udinese l'arbitro era in dubbio in una situazione simile, e io gli avevo detto che il corner per gli avversari c'era.<ref>Citato in ''[http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=329170 Juventus, Buffon sull'arbitro Peruzzo: "Comportamento poco serio"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 5 febbraio 2012.</ref> *{{NDR|Sul [[gol fantasma]] del milanista Muntari nella partita Milan – Juventus 1-1 del 25 febbraio 2012}} L'azione è stata talmente convulsa e veloce che non mi sono accorto se fosse gol o no. E se anche se me ne fossi accorto, non faccio il figo e il bello, e ammetto che non l'avrei detto all'arbitro. Per il processo di beatificazione, più avanti.<ref>Citato in Massimiliano Nerozzi, ''[http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quijuve/articolo/lstp/444128/ Buffon: nessuno mi può giudicare]'', ''lastampa.it'', 27 febbraio 2012.</ref> *{{NDR|Dopo l'ultima partita di [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] in campionato con la Juventus nel 2012}} Commovente è l'unica parola che mi viene in mente. Era giusto così, il tributo ad Alex che ha passato metà della sua vita a combattere e lottare per questa maglia. È davvero tanto. E quando il legame, il cordone ombelicale si spezza, resta tanta amarezza.<ref>Citato in Elvira Erbí, ''Buffon: «Commosso per un legame che si è spezzato»'', ''Tuttosport'', 14 maggio 2012, p. 2.</ref> *Nei prossimi 150 anni non ci sarà uno come [[Alessandro Del Piero|Del Piero]]. Chi vestirà la sua maglia numero 10 dovrà sapere chi l'ha portata, come l'ha portata e comportarsi di conseguenza.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2012/05/16-188286/Buffon%3A+%C2%ABDel+Piero+esempio+per+chiunque+avr%C3%A0+la+10%C2%BB Buffon: «Del Piero esempio per chiunque avrà la 10»]'', ''tuttosport.com'', 16 maggio 2012.</ref> *Alcune volte si pensa... E in alcuni casi si dice che sono meglio due feriti che un morto. Le squadre le partite se la giocano e sarà sempre così, ma ogni tanto qualche conto bisogna anche farlo.<ref name="Gazzetta-2012">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/25-05-2012/buffon-non-temo-conte-ogni-tanto-si-fanno-calcoli-911337620121.shtml Buffon: "Non temo per Conte Ogni tanto si fanno calcoli..."]'', ''gazzetta.it'', 25 maggio 2012.</ref> *{{NDR|Sul numero di campionati italiani vinti della Juventus al 2012}} Dico sempre che sul campo è accaduta una cosa, in altre sedi un'altra, se poi conta più una sede che il campo... Amen. Se mi chiedono quanti ne ho vinti, dico che ne ho vinti 5, ma che ne hanno assegnato 3.<ref name="Gazzetta-2012"/> *{{NDR|Alla vigilia degli Europei 2012}} Ci tengo, ci spero, ci credo... Baratterei 2-3 anni di vita per ritornare là, dove tutti noi sogniamo... Dove tutti noi vorremo arrivare... Rivedere un'[[Nazionale di calcio dell'Italia|Italia]] in festa, rivedere la gente orgogliosa della propria Nazionale, sarebbe il regalo più bello di questo fine stagione.<ref>Citato in ''[http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201206081256-ipp-rt10104-euro2012_buffon_darei_2_3_anni_vita_per_vedere_italia_in_finale Euro2012: Buffon, "Baratterei 2-3 anni vita per vedere l'Italia in finale"]'', ''agi.it'', 8 giugno 2012.</ref> *Come se i colpevoli fossero sempre gli altri<ref name=spagnacroazia>Le dichiarazioni risalgono agli Europei 2012. Le squadre nel girone dell'Italia sono Croazia, Spagna e Irlanda. Per via dei risultati delle prime due giornate, a Croazia e Spagna basterebbe un pareggio con 2 o più gol per qualificarsi entrambe, indipendentemente dal risultato dell'Italia. A causa di questa particolare situazione di classifica, molti giornalisti e personaggi televisivi italiani hanno ricamato più volte sull'ipotesi di un "biscotto", anche in riferimento a un episodio degli Europei 2004.</ref>, come se le responsabilità non spettassero mai a noi, come se il potersi trovare in una situazione favorevole non fosse mai frutto del merito ma sempre e solo della fortuna sfacciata o del caso, come se ammettere che gli avversari sono stati più bravi fosse uno smacco inaccettabile per il nostro ego, come se per nascondere le nostre insicurezze e fragilità avessimo sempre bisogno dell'alibi, come se sapere se ci sono due omosessuali in nazionale fosse l'unico interesse del paese, come se, alla fine di questi giorni di caccia alle streghe, si scoprisse che all'estero sono migliori di noi... vabbè... come se questi pensieri servissero a qualcosa... Pensiamo a noi e cerchiamo di vincere, il resto è aria fritta, discorsi da bar, congetture da mediocri, argomentazioni da perdenti...<ref name= biscotto>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Europei/2012/16-06-2012/buffon-duro-sfogo-facebook-basta-col-biscotto-pensiamo-noi-911554774871.shtml Buffon e il biscotto, sfogo su Facebook: "Argomentazioni da perdenti"]'', ''gazzetta.it'', 16 giugno 2012.</ref> *Mamma mia... sic transit gloria mundi... è da due giorni che si parla solo ed esclusivamente di "biscotto"<ref name=spagnacroazia/>, biscotto di qua, biscotto di là, biscotto di su, biscotto di giù... come se avessimo già vinto la partita con l'Irlanda, come se gli altri non avessero il sacrosanto diritto di sentirsi offesi da tali illazioni, che appartengono solo ed esclusivamente a noi, ... come se gli altri non avessero il privilegio di pensare che [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]] con l'Irlanda potrebbe avere un occhio di riguardo nei confronti nostri (cosa assolutamente da escludere), come se la cultura del sospetto appartenesse solo a noi e noi fossimo gli unici a poterla esercitare, come se pareggiare fosse uguale a fare 2-2, come se accontentarsi di un risultato (che soddisfa entrambi) negli ultimi 20 minuti fosse uguale a mettersi d'accordo.<ref name= biscotto/> *Viaggiare è più bello che arrivare, battersi è più bello che vincere.<ref>Da un [http://www.facebook.com/GianluigiBuffon/posts/317034321718585 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 19 giugno 2012; citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/euro_2012/2012/06/19-194946/Buffon:+«Battersi+è+più+bello+che+vincere,+avanti+Italia!» Buffon: «Battersi è più bello che vincere, avanti Italia!»]'', ''tuttosport.com'', 19 giugno 2012.</ref> *Troppo spesso siamo assuefatti e intorpiditi dalla negatività che ci circonda, troppe volte siamo rassegnati ad un destino che gli altri ci vogliono assegnare, quasi sempre smettiamo di sognare una volta raggiunta l'età della maturità o una volta raggiunta una certa posizione e un lavoro che ci da indipendenza ma non stimola la nostra fantasia e i nostri sensi. [...] senza [[sogno|sogni]] non si vive, si sopravvive... senza sogni non sei il protagonista della tua vita ma sei solo una scolorita figura che ha accettato rassegnato la propria esistenza, senza squilli, senza sussulti, senza vita...<ref>Da un [http://www.facebook.com/GianluigiBuffon/posts/321355617953122 post] sull profilo ufficiale ''facebook.com'', 27 giugno 2012; citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/euro_2012/italia/2012/06/27-196551/Buffon:+«Italia+devi+osare.+Prendiamoci+il+nostro+sogno» Buffon: «Italia devi osare. Prendiamoci il nostro sogno»]'', ''tuttosport.com'', 27 giugno 2012.</ref> *Io sono sempre ottimista, positivo, felice. A volte non mi va di dimostrarmi tale in pubblico, però quando sono nello spogliatoio e con i compagni sto bene. Quella è la mia forza e quando sono in campo nulla e nessuno potrà condizionarmi.<ref>Citato in ''[http://www.radioradio.it/sport/buffon-e-pirlo-nulla-condiziona-la-nostra-juve Buffon e Pirlo: «Nulla condiziona la nostra Juve»]'', ''radioradio.it'', 8 agosto 2012.</ref> *Il [[Calcio (sport)|calcio]] giocato è sicuramente la miglior medicina per il calcio stesso.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/26-08-2012/buffon-difesa-conte-fatto-passare-delinquente-912392720691.shtml Buffon in difesa di Conte: "Fatto passare da delinquente"]'', ''gazzetta.it'', 26 agosto 2012.</ref> *Io credo che bandiera o non bandiera bisogna vedere come ci si comporta, perché se uno sta tanti anni in un posto e non dà l'esempio con i comportamenti, magari per altri può essere una bandiera e invece non è così.<ref name= alibi>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/2012/12/08-231415/Buffon%3A+%C2%ABTroppe+polemiche+un+alibi+per+chi+non+vince%C2%BB Buffon: «Troppe polemiche un alibi per chi non vince»]'', ''tuttosport.com'', 8 dicembre 2012.</ref> *Le polemiche a me non sono mai piaciute perché fanno emergere un lato di noi addetti ai lavori molto netto che è quello dell'incoerenza. Indubbiamente è capitato in due situazioni che la Juve tramite un errore umano ha tratto vantaggio in una partita, ma ogni volta che queste cose accadono alla Juve si scatena un pandemonio mediatico esasperato che è ingiusto nei confronti della società e dei giocatori ed è ingiusto anche perché ho l'impressione che la Juve diventi lo scudo e l'alibi per gli eterni incompiuti, per chi non vince mai.<ref name= alibi/> *Vorrei leggere su wikipedia, accanto al nome di Gianluigi Buffon, che ha vinto una Champions.<ref>Citato in ''Guerin Sportivo'' nº 2, febbraio 2013, p. 32.</ref> *{{NDR|Su [[Mario Balotelli]]}} Tutti cercano di metterlo in difficoltà sul piano nervoso. È un giocatore straripante e fondamentale per noi, e quindi cercano di fermarlo in un altro modo.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Nazionale/08-06-2013/buffon-balotelli-straripante-allora-provano-fermarlo-un-altro-modo-20540747109.shtml Buffon: "Balotelli è straripante, e allora provano a fermarlo in un altro modo"]'', ''gazzetta.it'', 8 giugno 2013.</ref> *{{NDR|Su [[Antonio Conte]]}} I meriti del nostro allenatore per questi due anni e mezzo di percorso sono incredibili e non si sa, fino a quando non ci sarà una controprova, quale sia stato effettivamente il suo merito e quali i meriti nostri. È stato bravissimo a saperci stimolare, pungolare, ad averci dato un gioco e un'identità molto precisa.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/28-12-2013/juventus-gigi-buffon-conte-ha-meriti-incredibili-ci-ha-gioco-identita-201930817907.shtml Juventus, Gigi Buffon: "Conte ha meriti incredibili, ci ha dato gioco e identità"]'', ''gazzetta.it'', 28 dicembre 2013.</ref> *È l'alibi migliore per chi non vince; dire che la [[Juventus Football Club|Juve]] è davanti perché si comporta in maniera scorretta è una giustificazione da dare ai tifosi. La Juve è come il maggiordomo: sempre colpevole.<ref>Citato in Alberto Mauro, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/10-01-2014/buffon-juventus-come-maggiordomo-sempre-colpevole-alibi-chi-non-vince-202029451949.shtml Buffon: "Juventus come il maggiordomo, sempre colpevole. L'alibi per chi non vince"]'', ''gazzetta.it'', 10 gennaio 2014.</ref> *{{NDR|Dopo la morte di [[Tito Vilanova]]}} Certe facce trasmettono durezza ma anche lealtà... Non ti ho conosciuto, ma mi porterò dietro questa bella impressione...<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/posts/616389495116398?stream_ref=10 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 25 aprile 2014; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Liga/25-04-2014/morte-vilanova-barcellona-per-sempre-eterno-calcio-piange-tito-80518851270.shtml Morte Vilanova, il Barcellona: "Per sempre eterno". Mou: "Giorno triste"]'', ''gazzetta.it'', 25 aprile 2014.</ref> *{{NDR|Sull'elezione di [[Carlo Tavecchio]] come presidente della FIGC}} Mi hanno preoccupato le modalità attraverso cui si è arrivati all'elezione: a volte triviali, altre pittoresche, altre deliranti. Tavecchio lo conosco e non credo sia corretto denigrare in maniera forte attraverso i giornali. Mettiamola così: se ha 71 anni avrà grande esperienza.<ref name=gazzetta>Citato su ''La Gazzetta dello sport'', 15 agosto 2014.</ref> *Non ho mai guardato agli altri per emularli o superarli. Gli obiettivi li ho sempre posti per me stesso, per cercare di essere felice, per scrivere pagine importanti per il calcio. Io ho cominciato molto prima di [[Dino Zoff|Zoff]]. Se arrivo a 40 e non a 41 è lo stesso.<ref name=gazzetta/> *{{NDR|Su [[Gianluigi Donnarumma]]}} Può fare una carriera straordinaria, deve pensare a crescere con la calma necessaria per non farsi mettere pressione tra i grandi, anche se già il fatto di scendere in campo a 16 anni con la maglia del Milan e di reggere l'onda d'urto in un contesto dalle alte pressioni anche mediatiche, è un segnale di enorme grandezza. Ha debuttato un anno più giovane di me: i segnali convergono tutti nella stessa direzione, a questo punto starà a lui. E le prime partite suggeriscono che potrà fare una carriera straordinaria. Io glielo auguro con tutto il cuore, perché queste sono tra le emozioni più belle che può regalarti la vita.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/calcio/nuove-forze-calcio/19-11-2015/buffon-promuove-donnarumma-rinnovo-contratto-aumento-stipendio-procuratore-130993230559.shtml Buffon promuove Donnarumma: "Può fare una carriera straordinaria"]'', ''gazzetta.it'', 19 novembre 2015.</ref> *Vincere la [[depressione]] è stata la miglior parata della mia vita.<ref>Da un'intervista a ''ABC''; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2016/02/09/20181072/buffon-svela-la-sua-parata-pi%C3%B9-bella-battere-la-depressione Buffon svela la sua parata più bella: battere la depressione]'', ''goal.com'', 9 febbraio 2016.</ref> *{{NDR|Riferito alla [[porta (calcio)|porta]]}} Avevo 12 anni quando ti ho voltato le spalle. Rinnegai il mio passato per garantirti un futuro sicuro. Una scelta di cuore. Una scelta d'istinto. Proprio nel giorno in cui ho smesso di guardarti in faccia però, ho cominciato ad amarti. A tutelarti. A essere il tuo primo e ultimo strumento di difesa. Ho promesso a me stesso che avrei fatto di tutto per non incrociare più il tuo sguardo. O per farlo meno possibile. Ma ogni occasione è stata una sofferenza, dovermi voltare per rendermi conto di averti deluso. Ancora. Ancora una volta. Siamo sempre stati opposti e complementari, come Luna e Sole. Costretti a vivere uno accanto all'altro senza mai potersi sfiorare. Compagni di vita a cui viene negato il contatto.<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/photos/a.301164849972199.73821.280290668726284/966905276731483/?type=3&theater post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 21 marzo 2016.</ref> *{{NDR|Su [[Johan Cruijff]]}} L'unico che poteva dare lustro ad un semplice 14, capace di far germogliare calcio dove non ce n'era traccia.<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/photos/a.301164849972199.73821.280290668726284/970215193067158/?type=3&theater post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 24 marzo 2016.</ref> *{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]] nel 2016}} Non sono felice di come vadano le cose attualmente. In Italia non si vince la Champions da quando il Milan non la conquistò contro il Liverpool nel 2007.<ref>In realtà, nel 2010, l'Inter aveva vinto la sua terza Champions League della storia, battendo il Bayern Monaco 2-0.</ref><ref>Da un'intervista al ''Times of India''; citato in ''[http://www.spaziointer.it/2016/06/07/buffon-litalia-non-vince-una-champions-dal-2007-una-dimenticanza-volontaria/ Buffon: "L'Italia non vince una Champions dal 2007", una dimenticanza volontaria?]'', ''spaziointer.it'', 7 giugno 2016.</ref> *{{NDR|Dopo la sconfitta ai rigori contro la Germania, costata l'eliminazione dagli Europei 2016}} È stato tracciato un solco importante e c'è da proseguire su questa strada perché abbiamo fatto il massimo che potevamo fare e stava bastando. Con un grande gruppo nulla diventa impossibile. [[Antonio Conte|Conte]] ci ha fatto i complimenti perché è stato orgoglioso di aver allenato uomini come noi. Abbiamo dato l'anima per cercare di conseguire questo sogno. È dura perdere in questo modo, uno shock.<ref>Dall'intervista dopo la partita Germania – Italia 1-1 d.t.s. (6 - 5 d.c.r.) del 2 luglio 2016; citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/speciale/euro2016/buffon-e-barzagli-in-lacrime-160-abbiamo-dato-tutto-_1106735-201602a.shtml Buffon e Barzagli in lacrime: "Abbiamo dato tutto"]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 2 luglio 2016.</ref> *Le ‪Olimpiadi‬ per me sono sempre state una competizione fuori dal tempo. Un'oasi di felicità ed entusiasmo fatta di scherma, atletica, nuoto, tuffi, box, judo, ciclismo, volley, canoa...<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/photos/a.301164849972199.73821.280290668726284/1055596604529016/?type=3&theater post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 5 agosto 2016.</ref> *Con le [[mano|mani]] i neonati cercano il seno della madre. Con le mani i padri allacciano le scarpe ai figli. Da bambino guardavo le mani dei miei genitori e ricordo il lavoro, la fatica e il sacrificio. Oggi guardo le mie mani e ci vedo dentro tutti i miei sogni, realizzati e non. Con le mani si abbraccia chi si ama. Con le mani ci rialza da terra dopo essere caduti. Con le mani si scava tra le macerie dopo un terremoto. Con le mani si chiede aiuto. Ho visto mani stringersi per la gioia, mani che accolgono, mani che pregano e mani che respingono. Con queste mani, le mie mani, ho combattuto e sono diventato grande. Ho vinto e perso. Ho superato limiti e sfidato l'impossibile. Ho parato palloni e paure. Le ho tese nella continua speranza di arrivare dove gli altri si erano arresi. Ho spinto chi non aveva il coraggio di buttarsi. Ho cercato di trattenere chi voleva andar via.<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/photos/a.301164849972199.73821.280290668726284/1116255935129749/?type=3&theater post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 11 ottobre 2016.</ref> *{{NDR|[[Mario Mandžukić]]}} È un gorillone aggressivo, di quelli che non cadono mai, con le mosche sotto il naso.<ref>Da un'intervista a Juventus TV, citato in ''[http://gianlucadimarzio.com/it/juventus-buffon-orgoglioso-di-questa-squadra-mandzukic-un-gorillone-aggressivo-di-quelli-che-non-cadono-mai Juventus, Buffon: "Orgoglioso di questa squadra. Mandzukic? Un gorillone aggressivo, di quelli che non cadono mai"]'', ''gianlucadimarzio.com'', 1º marzo 2017.</ref> *Nella mia carriera è stata molto importante anche la famiglia in cui sono cresciuto, i valori che mi hanno trasmesso, e il modo di saper gestire il successo. Avere avuto una famiglia di sportivi di alto livello mi ha senza dubbio facilitato il compito, aiutandomi a non esaltarmi nei momenti di grande euforia ed a reagire nei momenti di difficoltà.<ref>Da interviste a Sky e Mediaset; citato in ''[http://www.juventus.com/it/news/news/2017/buffon-fase-bella-e-importante-della-stagione.php Buffon: «Fase bella e importante della stagione»]'', ''juventus.com'', 29 marzo 2017.</ref> *La sensazione è che noi abbiamo un atteggiamento diverso, più convinzione quando giochiamo determinate gare in questi palcoscenici. Loro, come naturale che sia, hanno un pochino di fame in meno che li rende più umani. Altrimenti non ci sarebbe spiegazione, perché una squadra come il Barcellona vincerebbe tutti gli anni tutte le partite, sono i più forti per distacco. Invece in 12 anni hanno vinto solo tre Champions, questo perché, non dal punto di vista tecnico o tattico, qualcosa è venuto meno. E questo è un dato fondamentale e imprescindibile per noi, per quelle che sono le caratteristiche della Juventus. Non saremo mai come il Barcellona o il Real Madrid, per vincere dovremo sempre sbatterci e sudare le cose più degli altri. Ma, probabilmente, la gratificazione, nel momento in cui raggiungi un obiettivo, è molto più grande.<ref>Da un'intervista a Sky Sport dopo la partita Juventus – Barcellona 3-0 dell'11 aprile 2017; citato in ''[http://sport.sky.it/calcio/serie-a/2017/04/12/juventus-intervista-buffon.html Champions, Buffon: "Col Barça prodigio di Allegri"]'', ''sport.sky.it'', 12 aprile 2017.</ref> *Ho fatto un rapido calcolo: ho iniziato con giocatori nati nei primi anni 60, finirò con i 2000. In un certo senso ho attraversato quattro decenni, cercando di esserci sempre e non soccombere mai. E il mio orgoglio più grande è quello di esserci riuscito.<ref>Da un'intervista a Sky; citato in ''[http://www.juventus.com/it/news/news/2017/buffon-intervista-sky-2904.php Buffon: «Bergamo ci insegna come affrontare le prossime partite»]'', ''juventus.com'', 29 aprile 2017.</ref> *I morti sono morti e non rompono i coglioni a nessuno. Vanno lasciati in pace e vanno rispettati, fossero anche i nemici ed i rivali più acerrimi che uno possa avere. Perché i morti hanno mogli, figli e nipoti e dar loro una seconda atroce sofferenza, oltre quella che hanno già patito, è disumano. W la rivalità.... W lo sfottò..... W il campanilismo..... W la sportività.... W la vita nella pienezza dei suoi sentimenti, alcuni nobili, altri magari un po' meno. Ma quando si scrivono frasi indecorose o inopportuni striscioni, probabilmente senza piena consapevolezza, si è più morti dei morti. Mi provoca ribrezzo e rabbia sentire torturare ancor oggi i nostri 39 angeli dell'Heysel: non macchiamoci delle stesse colpe. Siamo uomini. Dobbiamo distinguerci se vogliamo seminare qualcosa di duraturo e costruttivo per l'umanità che arranca. Non accontentiamoci d'essere mediocri e vili solo per rifarci di uno sgarbo subito.<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/posts/1317277295027611 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 4 maggio 2017.</ref><ref>Riferito ad alcuni atti vandalici e a scritte infamanti sulla strada che conduce alla basilica di Superga, {{Cfr|m}} ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Torino/03-05-2017/torino-superga-vittima-atti-vandalici-scritte-offensive-contro-grande-torino-20027990869.shtml Torino, atti vandalici a Superga: scritte offensive contro il Grande Torino]'' e ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Champions-League/Juventus/04-05-2017/juve-buffon-superga-torino-20057806707.shtml Juve, Buffon ai vandali di Superga: "Siete più morti dei morti"]'', ''gazzetta.it''.</ref> *La prima parola che penso dopo ogni vittoria è «domani». Sono orgoglioso dei trofei conquistati. Sento di essere un uomo del mio tempo. Ma è quello che ancora mi attende a tenermi vivo e in continuo movimento. Dalla vita ho avuto più di quanto ho desiderato. Certamente più di quanto ho chiesto. Davanti a un nuovo traguardo, di fronte a un ulteriore obiettivo centrato ho sempre la consapevolezza di aver dato il massimo e la sensazione di aver ricevuto - se possibile - ancor di più. Un retrogusto di costante riconoscenza alla vita che mi costringe a essere un inguaribile ottimista e che mi spinge ad andare sempre oltre: oltre me stesso, oltre le vittorie, oltre il limite.<ref name=stampa>Da ''[http://www.lastampa.it/2017/05/22/sport/calcio/qui-juve/tutti-hanno-tifato-contro-e-ora-penso-gi-al-domani-TMnaEUsnzbHouo6esN7DYP/pagina.html Gigi Buffon: "Tutti hanno tifato contro. E ora penso già al domani"]'', ''lastampa.it'', 22 maggio 2017.</ref> *{{NDR|Dopo la vittoria della Juventus del campionato italiano 2016-2017}} Sono sei scudetti consecutivi ma anche dieci in carriera. Sì, dieci. Non mi vergogno a dirlo. Li ho vinti tutti. Sul campo. Accanto a campioni di cui, mentre scrivo, rivedo volti, fatica e sorrisi. La Federazione, Wikipedia o la Lega dicono che sono otto. Io non discuto arbitri, giudici e leggi. Ma nessuno può negarmi il diritto di sentirli tutti miei [...]. Nessuna polemica quindi. Nessuna volontà di riaprire capitoli passati. Solo l'orgoglio per quanto ho costruito, vinto e conquistato sul campo. Mai solo. Sempre in squadra!<ref name=stampa/> *{{NDR|Sull'introduzione del [[Video Assistant Referee]] nella Serie A}} Così non mi piace, se ne sta facendo un uso spropositato e sbagliato. Parto dal presupposto che bisogna liberare gli arbitri dal mostro, anche per poter valutare serenamente la bravura di un direttore di gara che si deve prendere la responsabilità delle decisioni in base alle percezioni del campo. Secondo me si sta facendo un uso spropositato del Var, sbagliato. Si diceva che andava utilizzato con parsimonia, in modo giusto e utile. E invece così sembra di giocare a pallanuoto, è qualcosa di molto brutto. Anche perché nel calcio non tutti i contatti sono da rigore. [...] Lo dico mio malgrado, da portiere di una squadra che vince e attacca spesso, quindi mi do la zappa sui piedi. Lo scorso campionato abbiamo avuto tre rigori a favore, quest'anno arriveremo a cinquantacinque, ma questo non è più calcio, diventa pallone da laboratorio. Tra l'altro in questo modo non conosceremo mai l'effettivo valore di un arbitro: se fossimo tutti più sereni, obiettivi e accettassimo gli errori, vivremo con più umanità tutti i risultati. [...] {{NDR|Il Var}} È uno strumento che, adoperato con parsimonia, può dare ottimi risultati e fare il bene del calcio. Ma così non mi piace, è brutto.<ref>Da un'intervista dopo la partita Genoa – Juventus 2-4 del 26 agosto 2017; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/26-08-2017/juve-buffon-contro-var-se-ne-fa-uso-spropositato-220113079354.shtml Juve, Buffon: "Var? Gli arbitri la usano in modo sbagliato"]'', ''gazzetta.it'', 26 agosto 2017.</ref> *{{NDR|Su [[Lionel Messi]]}} Quando ci giochi contro e vedi la cattiveria e la rabbia con la quale fa determinati movimenti, con la quale prepara il tiro e scaglia il pallone, capisci che si tratta di un giocatore di un'altra categoria. Quando calcia uno come lui [...], ti accorgi che il peso della palla è diverso rispetto a quella calciata da un giocatore "normale".<ref name="Zuliani">Dall'intervista di Claudio Zuliani a Juventus TV; citato in ''[http://www.juventus.com/it/news/news/2017/buffon-juve-forte-serve-intelligenza-strategia.php Buffon: «La Juve è forte: serve intelligenza e strategia»]'', ''juventus.com'', 14 settembre 2017.</ref> *{{NDR|Su [[Rodrigo Bentancur]]}} È un giocatore che fa diventare semplice e fluida ogni palla ed ogni giocata, questo significa che Madre Natura gli ha dato qualcosa di diverso da tutti gli altri.<ref name="Zuliani"/> *Ciao caro [[Davide Astori|Asto]], difficilmente ho espresso pubblicamente un pensiero riguardo una persona, perché ho sempre lasciato che la bellezza e l'unicità di rapporti, di reciproca stima e affetto, non venissero strumentalizzati o gettati in pasto a chi non ha la delicatezza per rispettare certi legami. Nel tuo caso, sento di fare un'eccezione alla mia regola, perché hai una moglie giovane e dei familiari che staranno soffrendo, ma soprattutto la tua piccola bimba, merita di sapere che il suo papà era a tutti gli effetti una PERSONA PERBENE... una GRANDE PERSONA PERBENE... eri l'espressione migliore di un mondo antico, superato, nel quale valori come l'altruismo, l'eleganza, l'educazione e il rispetto verso il prossimo, la facevano da padroni. Complimenti davvero, sei stata una delle migliori figure sportive nella quale mi sono imbattuto.<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/photos/a.301164849972199.73821.280290668726284/1605524922869512/?type=3&theater post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 4 marzo 2018.</ref> *{{NDR|Riferendosi all'arbitro Michael Oliver dopo Real Madrid-Juventus 1-3 del 12 aprile 2018}} Non sto a sindacare ciò che ha visto l'arbitro. Era sicuramente un'azione dubbia. E un'azione dubbia al 93', dopo che all'andata non ci è stato dato un rigore sacrosanto al 95', non puoi avere il cinismo per distruggere una squadra che ha messo tutto in campo. Ti ergi a protagonista per un tuo vezzo o perché non hai la personalità adatta. Un essere umano non può fischiare un'uscita di scena di una squadra dopo un episodio stradubbio: al posto del cuore hai un bidone della spazzatura. Devi avere la sensibilità del momento, altrimenti te ne stai in tribuna a mangiare le patatine. E mandi qualcun altro, dicendo "io non ce la faccio ad arbitrare certe partite". È una questione di sensibilità che deve albergare in ogni uomo. Ha preso una decisione da animale.<ref>Citato in ''[https://www.deejay.it/news/buffon-contro-larbitro-al-posto-del-cuore-un-bidone-della-spazzatura/558928/ Buffon contro l'arbitro: "Al posto del cuore un bidone dell'immondizia"]'', ''deejay.it'', 12 aprile 2018.</ref> *La Juventus, forgiata dal genio calcistico e dalla visione di tanti campioni, ha trovato nella famiglia Agnelli un faro costante di guida. Con ogni trionfo e sfida, la famiglia ha dimostrato un amore incondizionato per i [[Colori e simboli della Juventus Football Club|colori bianconeri]], trasformando sogni in realtà. Un viaggio di un secolo, intrecciato di passione, dedizione e vittorie senza tempo.<ref>Da un [https://twitter.com/gianluigibuffon/status/1683480662441861123 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 24 luglio 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Alexander Manninger]]}} Hai scelto di rimanere indipendente dall'assuefazione del mondo del calcio, andando alla ricerca della tua felicità nelle cose semplici: una vita salutare nei boschi, la pesca, la natura, la famiglia. Questo era il tuo credo. In un mondo spesso curvo e genuflesso, che rincorre sopraffazione, carrierismo e guadagni facili, tu hai sempre rivendicato la tua libertà, mantenendo una postura eretta, con l'orgoglio di chi sa cosa vuole. Hai avuto la forza di allontanarti da tutto questo e guardarci con quel tuo sorriso sornione, come a dire: "siete tutti matti, non mi avrete mai".<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/posts/pfbid0doPZCZEQQs5pifv2uGZiF15Z18idShchyaRRt4eGd38FtrER7VhVR22QW2y2MgCpl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 16 aprile 2026.</ref> *La Juve è stata la mia vita calcistica, ci sono stati i ricordi bellissimi, un’avventura e crescita umana e consacrazione dal punto di vista sportivo.<ref>Citato in ''[https://halloffame.juventus.com/it/hall-of-fame/gianluigi-buffon Juventus Hall of Fame: Gianluigi Buffon]'', ''halloffame.juventus.com'', 13 dicembre 2025.</ref> {{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/settembre/25/Buffon_buona_domenica_ga_10_060925059.shtml Buffon, buona domenica]''|Dall'intervista di Gabriella Mancini, ''La Gazzetta dello Sport'', 25 settembre 2006.}} *[...] il campionato {{NDR|di Serie A}} sarà vero quando tornerà su la [[Juventus Football Club|Juventus]]. *{{NDR|Sull'annata in Serie B}} Non ero abituato alla domenica senza pallone ma ho fatto in fretta a cambiare i ritmi. *{{NDR|Durante la stagione in Serie B}} Sono più impegnato quest'anno che in Serie A: due o tre parate le faccio sempre, in passato la palla la toccavo ancora meno. {{Int|''[http://www.gazzetta.it/Europei/2012/30-05-2012/buffon-no-comment-monti-ma-niente-paternali-giornalisti-911385609828.shtml "Una vergogna la fuga di notizie, ma il calcio attuale mi ha sorpreso"]''|Citato in ''gazzetta.it'', 30 maggio 2012.}} *{{NDR|Rivolgendosi ai giornalisti}} Frequentate il calcio da millenni, ma poi avete la forza di fare certe paternali... Io non devo dire quello che volete voi giornalisti. Quando tocchi certi argomenti per voi non è mai il momento giusto. Ma invece credevo che andasse fatto un distinguo tra comportamenti anche discutibili, ma non certo paragonabili a organizzazioni truffaldine, criminali. Come possono essere paragonati episodi tanto diversi? Ma quello che interessa è mettere qualcuno alla gogna... *Se è vero che gli inquirenti vogliono parlarmi dovete dirmelo voi. Tanto lo sapete prima voi. Ditemelo voi, che sapete tutto sempre prima degli interessati. Ho piena fiducia che un pm possa fare realmente giustizia. Non c'è niente di peggio che speculare sulla vita delle persone. *Dopo sei anni vinco lo scudetto e diventa un campionato virtuale? Ma se gli episodi sono riferiti al passato mi sembra un campionato senza ombre, no? Anche qui però ci possono essere colpe molto gravi o molto relative. È giusto, di nuovo, fare un distinguo. *Il punto in cui è adesso il calcio mi ha sorpreso. Mai avrei pensato ci si potesse spingere a tanto. Se si fermasse il calcio, l'80, 85% dei calciatori onesti sarebbe penalizzato. *[[Daniele De Rossi|De Rossi]] ha detto "Adesso è peggio del 2006". Se sono d'accordo? Sì, questo coinvolge tutto il sistema calcistico, quello principalmente una società {{NDR|la [[Juventus Football Club|Juventus]]}}. *{{NDR|Sull'Europeo 2012}} Vogliamo vincere, o in ogni caso ritagliarci un ruolo da protagonisti. Ma non diciamo per favore, nel caso di risultati positivi, che le polemiche fanno bene. È solo stucchevole... {{Int|''[http://www.fifa.com/confederationscup/news/newsid&#61;2065717/index.html A big save is as important as a goal]''|{{en}} ''fifa.com'', 6 maggio 2013.}} *{{NDR|Fino a 14 anni hai giocato come centrocampista difensivo. Conta la leggenda che fu la performance del portiere del Camerun Thomas N'Kono in Italia 1990 che ti ha spinto ad essere un portiere. È vero?}} Sì lo è. Fu [[Thomas N'Kono]] ed i suoi spettacolari salvataggi che mi fecero innamorare con la posizione. Divenne rapidamente il mio eroe e ho chiamato il mio figlio Louis Thomas in suo onore. Dopo che era nato N'Kono mi chiamò per congratularmi. :''[Up until the age of 14 you played as a defensive midfielder. Legend has it that it was the performances of Cameroon keeper Thomas N'Kono at Italy 1990 that made you want to be a goalkeeper. Is that right?] Yes it is. It was Thomas N'Kono and his spectacular saves that made me fall in love with the position. He quickly became my hero and I called my son Louis Thomas in his honour. After he was born N'Kono called to congratulate me.'' *{{NDR|È una grande parata tanto importante quanto un gol?}} Onestamente penso di sì. I portieri sanno che è difficile per loro compensare eventuali errori che potrebbero commettere. È una posizione che richiede concentrazione totale. Non ci si può mai permettere di rilassarsi. :''[Is a big save as important as a goal?] I honestly think it is. Goalkeepers know that it's hard for them to make up for any mistakes they might commit. It's a position that demands total concentration. You can never afford to relax.'' *{{NDR|Qual è la parata più importante che abbia mai fatto nella tua carriera?}} È molto difficile sceglierne una in particolare. Per fortuna ne ho fatte diverse, anche se penso che quella che feci a [[Zinedine Zidane]] nella finale di Coppa del Mondo del 2006 in [[Germania]] è stata probabilmente la più decisiva. :''[What's the most important save you've ever made in your career?] It's very hard to pick one out in particular. Luckily, I've had quite a few, though I think one I made from Zinedine Zidane in the Final at the 2006 World Cup in Germany was probably the most decisive.'' *{{NDR|Hai fatto quasi 800 presenze a livello di club e di 126 per il tuo paese. Quale allenatore ha avuto il maggiore impatto su di te e hai capito meglio di chiunque?}} Io non voglio essere noioso, ma penso che ogni allenatore ha avuto un impatto decisivo sulla mia carriera. Devo dire, però, che [[Antonio Conte]] è sicuramente il miglior allenatore con cui ho lavorato. In un breve lasso di tempo è riuscito a infondere nuova vita in una squadra che in due stagioni non ha saputo fare di meglio del settimo posto. E lui fu subito vincente. :''[You've made nearly 800 appearances at club level and 126 for your country. Which coach has had the biggest impact on you and has understood you better than anyone?] I don't want to be boring but I think every coach has had a decisive impact on my career development. I have to say, though, that Antonio Conte is definitely the best coach I've worked with. In a short space of time he's managed to breathe new life into a team that in two seasons could do no better than seventh place. And he was a winner straightaway.'' *{{NDR|Cosa significa la [[Juventus Football Club|Juventus]] per te?}} Una vita di successo, lotta ed impegno. È una famiglia in cui sono cresciuto e ha aiutato gli altri a crescere. È una sorta di scelta di vita, un modo di vita. :''[What does Juventus mean to you?] A life of success, struggle and commitment. It's a family I've grown up in and helped others to grow in. It's a kind of life choice, a way of life.'' {{Int|''[http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/2016/04/23-10823472/veltroni_intervista_buffon_juve_per_sempre/ «Juve per sempre»]''|Dall'intervista di [[Walter Veltroni]], ''corrieredellosport.it'', 23 aprile 2016.}} *[...] la mia folgorazione per questo ruolo la ebbi durante i mondiali in Italia del 1990. Avevo dodici anni e mi innamorai non di Maradona o di Lineker e neppure di Roger Milla ma di [[Thomas N'Kono]], il portiere del Camerun, che allora aveva già trentaquattro anni ma entrò nei miei sogni e condizionò la mia vita. È involontario merito suo se sono arrivato dove sono arrivato. Era un portiere che usciva dagli schemi, faceva delle respinte di pugno fantastiche, cose che noi non eravamo abituati a vedere. Insomma fu amore a prima vista per N'Kono ma, soprattutto, per il suo ruolo. *Se sono in palio i tre punti, se è una partita importante il tuo pensiero, anche quando attacca la tua squadra, è tutto concentrato sull'azione, sulla previsione, quasi geometrica, di quali potrebbero essere le insidie di un improvviso rovesciamento di campo. Ma quando la partita ha un risultato certo o è meno importante di altre il [[portiere]], quando la palla è lontana, pensa ai casi suoi, ai suoi problemi di vita quotidiana. È assorto, spesso guarda il pubblico, ma la sua testa è lontana. Questa è la verità, vera. Ma un buon portiere non si distrae, quando si ha bisogno di lui. *{{NDR|Sulle doti essenziali per un portiere}} In primo luogo la sicurezza che sai trasmettere agli altri, alla tua squadra. La devi trasmettere anche a prescindere da quella che hai davvero dentro di te. Anche se tu non sei sicuro devi far intendere agli altri che hai il controllo della situazione e che loro possono confidare su di te. Un portiere insicuro fa una squadra insicura. E poi serve solidità mentale. È la condizione per durare molto e sbagliare poco. Se ci pensa, tutti i grandi portieri hanno avuto carriere lunghe. {{Int|''[http://www.lastampa.it/2016/12/19/sport/calcio/qui-juve/buffon-sono-umano-ho-il-diritto-di-sbagliare-JFgZFKBPViVr19EbcB9XmM/pagina.html "Sono umano, ho il diritto di sbagliare"]''|Dalla presentazione del libro ''Oltre la crisi''; citato in Gianluca Oddenino, ''lastampa.it'', 19 dicembre 2016.}} *Ho perso poco nella mia vita, ma le sconfitte mi hanno insegnato più delle vittorie. Quando perdo, spesso mi focalizzo sulla bravura dell'avversario e sugli errori che ho commesso. È un modo corretto per non cercare alibi e diventare uomini che si prendono le proprie responsabilità. Non va bene giustificarsi dicendo che il rivale è stato fortunato o ha avuto un aiuto: sono scuse che non fanno crescere. Io ho fatto tanti errori e ne sono consapevole, alcuni di questi erano anche vergognosi, ma sono umano e ho il diritto di sbagliare. *Ognuno di noi deve trovare una via d'uscita al pessimismo e se te la cavi da solo, ti sentirai molto più sicuro. Io, però, non voglio educare le persone: quello lo devono fare i genitori. In campo posso avere comportamenti giusti e sbagliati, ma questi possono essere uno spunto per discuterne e non devono essere un modello. Il confronto tra le persone aiuta a crescere e ad accettare i propri limiti. *A 13 anni ero solo a Parma, mi piaceva divertirmi e trascinavo gli altri. Una sera, ad una festa, avevo un po' bevuto e un mio caro amico mi viene vicino tutto esaltato e mi dice: "In tasca ho 5-6 pastichette". Io pensavo avesse mal di testa, ma quando me ne mette una di queste in bocca, io la sputo. Ecco, in quel momento ho scelto: con la mia personalità e il mio carattere. Magari non sarebbe successo nulla, ma io lo ritenevo insano e stupido: sapevo divertirmi da solo, senza avere dipendenze. La cosa si è chiusa lì, ma tre anni dopo quel mio amico è morto per overdose di pastichette. Ci ho pensato a lungo, ma alla fine ho capito che la colpa era solo sua e io volevo vivere. *Quando smetterò [...], mi porterò dietro la certezza che nulla è mai scontato e niente è impossibile nella vita. I sogni vanno coltivati e sono la cosa più bella del mondo se trovi una sintonia con te stesso e parli con onestà, se ci metti passione e voglia di soffrire. Se uno rinasce dopo la sconfitta, la vita ti dà squarci di vita e di sole bellissimi. *A 31 anni ho avuto un'operazione alla schiena molto delicata e molti mi dicevano che non avrei giocato più. Sono passati quasi otto anni e mi sento fortunatissimo, perché mi sono tolto grandi soddisfazioni. Ho avuto la costanza e la voglia di stupire anche me stesso. Però non credete alla gente che non ha paura: io dopo 22 anni di carriera, in certe partite ho paura. Temo di sbagliare e deludere, ma trovare il coraggio per battere la paura ti fa dare il massimo. Io lo dico sempre ai miei compagni di squadra, soprattutto ai più giovani. *Ho coronato quello che era il mio sogno di bambino: volevo questo e l'ho ottenuto. Sono emozioni totalizzanti e per questo non ho paura nella vita, al massimo ho paura per gli altri. Posso temere di non essere stato un bravo papà, ma con il tempo le cose si sistemano. Ho sempre avuto coraggio nelle scelte e credo di poter sempre dimostrare la bontà di quel che ho fatto. {{Int|''[http://sport.sky.it/calcio/serie-a/2017/03/20/intervista-buffon-gioco-ancora-per-la-champions.html "Non mi ritiro perché voglio la Champions"]''|Da un'intervista a ''Kicker''; citato in ''sport.sky.it'', 20 marzo 2017.}} *Da anni mi chiedo cosa mi spinga ancora a giocare. Questa battaglia interiore mi porta forti motivazioni. Se avessi vinto la [[UEFA Champions League|Champions]] sarei svuotato, il fatto di non averla ancora vinta mi sprona. *Un [[portiere]] deve essere masochista. Come ruolo può essere paragonato all'arbitro. Ha il potere di comandare ma può solo subire gol, non può segnare, e deve sopportare offese continue. La psicologia dovrebbe studiare questo ruolo così contraddittorio. Per me fare una papera è uno shock. Ci metto giorni a riprendermi. Invidio chi ne commette di più. Lo shock non è così grande. *{{NDR|Sulla [[depressione]] che lo colpì anni prima}} Fu fondamentale non prendere medicine. Rimasi artefice del mio destino, senza dipendere dai farmaci. {{Int|''[https://www.corriere.it/sport/18_dicembre_31/gigi-buffon-non-vendero-mai-miei-ideali-soldi-che-orgoglio-psg-a7719054-0c6a-11e9-a68b-18db728c9ce6.shtml «Non venderò mai i miei ideali per soldi. Che orgoglio il Psg»]''|Dall'intervista di Paolo Tomaselli, ''corriere.it'', 31 dicembre 2018.}} *{{NDR|«Come fa un campione a non sedersi?»}} Se la vita è stata benevola nei tuoi confronti e ti ha dato qualità fuori dal comune, non ti devi accontentare di essere uno dei tanti, ma il numero uno. Non so se sia fuoco, ambizione o amor proprio. So che non mi va di sprecare tempo, perché nulla è impossibile nello sport. *{{NDR|Sugli [[italiani]]}} Ho una sorta di tenerezza verso i nostri difetti. Siamo un popolo bello, anche se incoerente, impulsivo, a volte insensato: se affonda un barcone a [[Lampedusa]] e muoiono 300 persone ci commuoviamo e pensiamo anche ad adottare i bambini rimasti orfani, ma se non affonda ci lamentiamo dell'ingresso di 300 immigrati e ci chiediamo che cosa vengano a fare... *{{NDR|Sulle sue letture}} [[Indro Montanelli|Montanelli]], la [[Oriana Fallaci|Fallaci]], ma anche [[Giorgio Bocca]] [...] sono persone che sono state anche attaccate duramente, perché in Italia non si riconosce la differenza tra i grandissimi e quelli che hanno meno qualità. Sono stati degli esempi e non possiamo perdere questo patrimonio: non esiste che i ragazzi di oggi non li conoscano. Come vuoi che possano alimentare la curiosità politica, ideale, umanistica? I punti di riferimento non possono mancare. {{Int|''[https://www.ilmessaggero.it/sport/buffon_juventus_champions_ultime_notizie_cosa_ha_detto-7927022.html Buffon: «Le finali di Champions non sono una ferita. C'è un errore che non rifarei» ]''|Dall'evento "Campioni sotto le stelle" al Forum di Biella; citato in ''ilmessaggero.it'', 10 febbraio 2024.}} *La [[Juventus Football Club|Juve]] è stata la mia vita calcistica, ho dei ricordi bellissimi di una crescita sia dal punto di vista umano che sportivo. L'universo Juve manda a soqquadro le tue certezze, però nel momento in cui riesci a farlo tuo non ti mollerà mai. *Quella maglia dell'[[Nazionale di calcio dell'Italia|Italia]] è stata la soddisfazione più grande. Rappresentare l'Italia voleva dire mettere d'accordo tutti. Il mio obiettivo era concludere con il Mondiale, sarebbe stato il sesto, ma purtroppo la vita non ha voluto. Non sono neanche arrabbiato. Mi piacciono il bianco o il nero o il bianco e nero insieme. Ho lasciato a 40 anni perché dietro c'era un portiere molto forte come Donnarumma, mi sembrava la cosa più logica. *{{NDR|Sulla mancata vittoria della UEFA Champions League}} Non è mai stata una ferita per me, ma piuttosto lo stimolo per battermi ogni anno per qualcosa di estremamente grande. Se poi devo fare un discorso generale che tocchi il mondo Juve, compagni e dirigenti, mi è dispiaciuto tanto per loro e per i tifosi che da trent'anni più o meno aspettano questa coppa. Per me giocare in Champions era una gioia già quello, vincerla sarebbe stato la chiusura di un cerchio, ma non mi interessa. *Nella mia squadra dilettantistica giocavo centrocampista, ma con amici mi cimentavo anche da portiere e di tanto in tanto mi riuscivano cose fuori dal comune. Questa cosa l'aveva osservata bene mio padre. Solo che a me piaceva fare goal, esultare, determinare la partita e quando sei bimbo determinarla significa fare goal, non evitarlo. Ho deciso di fare il portiere dopo l'infatuazione per N'Kono, ma all'inizio doveva essere solo un prendersi un anno di riposo e soddisfare una curiosità. *Mi piace pensare che la mia imperfezione dia agli altri un'idea di umanità e mi renda vicino alla gente. Di errori ne ho fatti parecchi, soprattutto quando ero giovane. Quello di cui vado meno orgoglioso è di essermi comprato a 18 anni il diploma, non lo rifarei perché c'è una nota di scorrettezza e scorciatoia e io non sono mai stato uno da scorciatoie. *Ho deciso di smettere nel momento esatto in cui a Cagliari mi sono stirato il polpaccio nello spareggio playoff. Era la seconda volta in un anno e ho capito che era meglio fermarsi. Sono infortuni che a una certa età si ripetono nel tempo e con questa discontinuità, tra l'allenarsi e trovare la routine, ho sentito che mi divertivo ancora sì, ma non giocando a singhiozzo. {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/24_novembre_19/gigi-buffon-intervista-3cae0f0b-3603-430a-892a-b2eb4c1a8xlk.shtml Gigi Buffon: «Guarii dalla depressione anche grazie a Chagall. Così legai subito con Totti. Dissi a Conte di Ilaria D'Amico»]''|Intervista di [[Aldo Cazzullo]], ''corriere.it'', 19 novembre 2024.}} *Non avevo ancora compiuto 15 anni. Fui convocato con la Under 16 per giocare a Edimburgo, contro la Scozia. Era la prima volta in uno stadio britannico: gli spalti in legno, tifo indiavolato, un muro di trentamila persone addosso. Nebbia. Ero in panchina. Si mise a nevicare. Prato tutto bianco. Il mister mi chiamò: "Buffon, tocca a te". *[...] da bambino passavo l'inverno in Friuli dai nonni. I miei avevano già due figlie, lavoravano, non potevano badare a me. I primi ricordi sono i campi innevati. Mi piaceva l'idea di questo velo bianco che ridava purezza a tutto. Così mi ci tuffavo dentro. Non sapevo che a tuffarsi nella neve ci si bagna. *C'è qualcosa di masochista, nel [[portiere]]. I campi della mia giovinezza erano gli stessi degli anni 70: l'area dura come il cemento. I vecchi portieri li riconosci dalle mani ferite, dai fianchi dolenti, dalle tante volte che sono caduti fino a sanguinare. Ho avuto un solo procuratore nella vita, [[Silvano Martina]]. E l'ho scelto perché aveva le mani piene di cicatrici. Mani da portiere. *Il portiere parla da solo. Parla con i suoi guantoni. Soprattutto, ho sempre avuto una buona dose di strafottenza. Senza di quella, non sarei sopravvissuto. *{{NDR|Parlando del suo esordio in Serie A nel 1995}} Nel sottopassaggio incrociai gli sguardi di Weah, Boban, Costacurta, Baresi. A un certo punto sentii una pacca sulla spalla. Era Paolo Maldini, che mi incoraggiava. Anche lui aveva esordito in A da ragazzino: sapeva cosa voleva dire. Non ho mai dimenticato quel gesto. [[Paolo Maldini]] non è stato soltanto un calciatore immenso; ha le due qualità che ammiro di più in un uomo, lealtà e coraggio. *Avevo il complesso di non essermi diplomato. Mi sentivo in colpa verso i miei genitori, volevo iscrivermi all'università. Stavo facendo un massaggio defatigante, e i due massaggiatori, due Lucignolo, mi dicono che ci pensano loro, che tutti i calciatori fanno così... Insomma, mi procurarono un diploma falso. Un'ingenuità incredibile. Che ho pagato. *Di sicuro non sono fascista, tanto meno razzista. [...] Sono un anarchico conservatore. Carrara, la mia città, è terra di anarchici. Credo profondamente nella libertà, e ho pagato un prezzo per questo. Abbraccio i giornalisti, ma non ho mai cercato la loro complicità. E i giornali, i social, contano molto nel nostro ambiente. *Avevo un'offerta dal Barcellona come secondo portiere: l'idea di giocare con Messi, dopo CR7, mi piaceva. Un giorno però stavo guidando, e alla radio danno una canzone di Jovanotti che ho amato molto e non sentivo da dieci anni: "Bella". Alzo lo sguardo, e vedo il casello di Parma. Un segno. Chiudere dove tutto era cominciato. *{{NDR|Parlando di [[Cristiano Ronaldo]]}} Abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto: confidenze, giudizi sulle nuove leve. Vedevo in lui una grande forza e anche una fragilità, legata all'assenza del padre, al percorso duro che ha dovuto affrontare. *[[Francesco Totti|Francesco]] è un cavallo di razza: va amato e protetto. *{{NDR|[[Luciano Moggi]]}} Una persona simpatica e controversa, un dirigente che ha sempre avuto successo, un carismatico che teneva a distanza i calciatori ma li sapeva prendere. *{{NDR|Parlando dell'espulsione di Zidane dopo la testata rifilata a Materazzi in occasione delle [[finale del campionato mondiale di calcio 2006]]}} Richiamai l'attenzione dell'arbitro, perché temevo che Marco non si rialzasse. Avevo appena parato un colpo di testa di Zidane che pareva una sassata: per poco non mi piega la mano. Soltanto dopo trenta secondi ho realizzato, non lo nego, che l'espulsione dell'avversario più forte sarebbe stata un vantaggio. {{Int|''[https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/buffon-rivela-tre-anni-fa-consigliai-motta-ad-agnelli-non-e-facile-arriva-dopo-un-mostro-sacro-713532 Buffon rivela: "Tre anni fa consigliai Motta ad Agnelli. Non è facile, arriva dopo un mostro sacro"]''|Da un'intervista a ''Cronache di Spogliatoio''; citato in Alessandra Stefanelli, ''tuttojuve.com'', 10 dicembre 2024.}} *Ho una stima enorme in [[Thiago Motta]], l'ho avuta da giocatore, l'ho avuta come persona e ce l'ho anche da allenatore [...]. Io vedendo il physique du role, come ha passato determinati momenti difficili e come li ha gestiti, seppur in piazze piccole [...], per me Thiago Motta non può non diventare un allenatore da grande squadra. [...] penso che abbia qualcosa di buono da trasmettere e abbia anche un passato da giocatore che lo rende abituato a stare in certi posti e a gestire determinate pressioni. *Conoscendolo adesso da vicino devo dire che [[Luciano Spalletti|Spalletti]] mi sarebbe piaciuto averlo perché mi ci ritrovo tanto in certe sue considerazioni, in certi suoi pensieri e nel suo coraggio. A volte come dice lui "ha fatto casino", ma ha sempre dimostrato coraggio e di voler dare al gruppo la predominanza sul singolo. Questo è sinonimo di una persona che lotta per un'uguaglianza, che nel calcio non ci può mai essere fino in fondo perché ci sono i campioni e i meno campioni, come in tutti i lavori, ci sono gli architetti e gli operai. *{{NDR|Su [[Mario Mandžukić]]}} Lui era particolare. Il primo giorno gli dettero un armadietto in mezzo allo spogliatoio e lui disse: "No good". Diceva solo questo. Si è messo in un angolino da solo… Ma era un finto burbero perché le sue caratteristiche erano chiare: altruismo, cuore d'oro. Era uno su cui potevi contare quando la gara cominciava a essere maschia, era molto positivo averlo dalla tua parte. *{{NDR|Su [[Kylian Mbappé]]}} Non si può discutere uno come lui. Eravamo in grande confidenza a Parigi, mi voleva bene e gliene volevo. All'epoca aveva del buono dentro, era un ragazzo sano. Se avesse avuto suggeritori vicino di un certo livello avrebbe potuto fare meglio di quanto fatto. Uno come lui, per le doti tecniche e fisiche, non ha limiti, il Pallone d'Oro è l'arrivo normale. ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Su [[Angelo Peruzzi]]}} È una persona fantastica e un portiere straordinario. [...] è un peccato che non abbia potuto giocare un Mondiale da titolare e credo lo meritasse. Ogni tanto pensavo che avere in panchina un portiere con le qualità, umane e tecniche, di Peruzzi fosse uno spreco.<ref>Citato in ''[https://st.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Z_Altro/Feed_Esterni/goaldotcom/292806.shtml?uuid=97e78a68-f759-11db-a1d9-00000e251029&DocRulesView=Libero%20 A Buffon dispiace l'addio al calcio di Peruzzi: "Un portiere straordinario, che avrebbe meritato un Mondiale da titolare"]'', ''ilsole24ore.com''.</ref> ===Attribuite=== *Ragazzi, così non si va da nessuna parte, in Italia vinciamo perché gli altri si scansano, ma in Europa non succede e non succederà. In Italia le uniche due squadre che non si sono scansate ci hanno battuto. {{NDR|Inter e Milan}} Serve più personalità, più grinta, più voglia di aiutarsi, altrimenti ci complicheremo la vita in campionato e soffriremo in Champions League.<ref name="Bocca" >{{Cfr}} Fabrizio Bocca, ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2016/11/04/news/juventus_caso_buffon_smentita-151293270/ Juventus, Buffon e gli avversari che "si scansano": scoppia il caso, la Juve smentisce]'', ''repubblica.it'', 4 novembre 2016.</ref> :Secondo la ''Gazzetta dello Sport'' Buffon avrebbe rivolto tali parole ai suoi compagni nello spogliatoio dopo la partita Juventus 2-1 Napoli del 29 ottobre 2016. La Juventus ha smentito l'articolo della ''Gazzetta'' con un comunicato: «Dopo verifiche interne si comunica che quanto scrive oggi la Gazzetta dello Sport nell'articolo dal titolo "E Buffon alza di nuovo la voce..." è falso, e ha l'unico obbiettivo di alimentare un pregiudizio denigratorio nei confronti della Juve, dei suoi tesserati e dei suoi tifosi». La ''Gazzetta'', dal canto suo, ha confermato la veridicità dell'articolo facendo solo una precisazione: «In quanto al verbo "scansarsi" che ha generato molte reazioni, era usato esclusivamente per fare riferimento alla scarsa convinzione di vittoria da parte di altre squadre quando queste affrontano la Juve, a causa di una superiorità dei bianconeri che spesso viene inconsciamente riconosciuta dagli avversari».<ref name="Bocca" /> ==Citazioni su Gianluigi Buffon== *Ama il proprio lavoro, ma soprattutto ama la sfida: è uno a cui piace vincere le sfide, penso che abbia in testa dei traguardi straordinari e quindi trova motivazioni, trova stimoli. Poi ha questa capacità di essere leader senza esserlo [...] perché è il suo comportamento, il suo modo di affrontare determinati argomenti, con molta trasparenza, con il sentimento che prova e questa è una bella cosa, non è brutto. Tante volte associano certe dichiarazioni come segnali di debolezza, no, sono segnali forti, quando tu sei sincero e trasmetti quello che senti, puoi essere molto più convincente rispetto a tanti altri che si assumono come portatori della verità. ([[Cesare Prandelli]]) *Aver giocato nei suoi anni è stata una grande sfiga, ma anche la più grande fortuna. ([[Marco Amelia]]) *Buffon è il più forte del mondo, è il [[Lionel Messi|Messi]] dei portieri. ([[Christian Abbiati]]) *Buffon [...] è un campione che non ti aspetti; si mette subito al tuo stesso livello. ([[Federico Bernardeschi]]) *{{NDR|Nel 2013}} Buffon pareva vecchio, da buttare: così dicevano. Oggi è di nuovo santo. Io dico che Buffon è su un altro pianeta, uno così nasce ogni quarant'anni. Conta la forza, la continuità. E lui regge da più di 15 stagioni. ([[Emiliano Viviano]]) *{{NDR|Dopo le dichiarazioni di Buffon sui pareggi di fine campionato 2011-2012}} Buffon non rappresenta tutti i calciatori italiani, pensi a parare e a rappresentarci agli Europei. Lui deve parare più che parlare. ([[Massimo Cellino]]) *Di Buffon mi ha sempre colpito il contrasto tra la fragilità dichiarata fuori dal campo [...] e l'onnipotenza mostrata sul campo, dove non si capiva mai la fine del suo corpo e l'inizio dell'impossibile. Sapeva districarsi tra le pallottole e rimanere incolume, eroe di un fumetto animato. Fisicamente mostruoso, è stato tecnicamente diseguale, con un lato impreciso che ne esaltava la capacità di improvvisare nelle situazioni apparentemente definitive, nelle quali ormai, l'osservatore di parte, il comune mortale, si portava la mano sulla fronte per il segno della croce, che la fede è un sentimento a cui conviene cedere. ([[Alessandro Bonan]]) *Di Buffon mi meraviglia molto che alla sua età continui a giocare senza mai fallire. È un esempio a cui ispirarsi. ([[Rinat Dasaev]]) *Di solito durante una partita nessuno direbbe se il pallone è entrato in porta o no, dopo la gara però si deve ammetterlo. E chi lo fa è solo onesto. Buffon è anche capitano e portiere della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]: credo che debba dare l'esempio e dimostrare onestà. ([[Zdeněk Zeman]]) *È la storia del [[Calcio (sport)|calcio]] dentro e fuori dal campo. [...] Per la sua tranquillità in partita. Per la voglia di esserci sempre, in tutte le gare. Per la sua serietà in allenamento. Lo vedo in Nazionale: è l'ultimo a uscire dalla palestra e il primo a entrare in campo. ([[Gianluigi Donnarumma]]) *È un punto di riferimento per me ma anche per i portieri della mia generazione. Quando ho cominciato a giocare sognavo di diventare come lui ed ogni volta che lo affronto è sempre un piacere. ([[Iker Casillas]]) *{{NDR|«Zoff o Buffon?»}} Gigi è esploso prima, io sono maturato col tempo. Ma certo non mi sento inferiore. ([[Dino Zoff]]) *{{NDR|Dopo aver superato il record d'imbattibilità di [[Dino Zoff]] in Serie A}} Gigi è importantissimo per noi non solo in campo, ma anche negli spogliatoi, lo è come calciatore, capitano e uomo. Questo record arriva meritatamente per una persona che dimostra tutti i giorni la sua professionalità e che ha voglia di migliorarsi sempre. ([[Claudio Marchisio]]) *Gigi è un Maradona. Uno come lui nasce ogni cento anni. Però ha rovinato una generazione di portieri, perché di Maradona ce n'è uno e gli altri al suo confronto sembrano tutti normali. Gigi ha schiacciato con la sua classe e la sua bravura tanti portieri di talento. ([[Antonio Mirante]]) *Il classico fuoriclasse che può appartenere a ogni epoca. [...] La grandezza di Gigi sta in tutta la sua carriera: si è presentato a 17 anni da portiere straordinario e lo è ancora oggi. Durante questo periodo, ci sono stati dei portieri ai suoi livelli [...], ma nessuno ha avuto la sua regolarità. ([[Luca Marchegiani]]) *{{NDR|Dopo le dichiarazioni di Buffon sul gol non convalidato al Milan in Milan-Juventus 1-1 del 25 febbraio 2012}} Il mio portiere, il capitano della nazionale ha detto cose che si poteva risparmiare, che non sono esempio per i giovani. ([[Marcello Nicchi]]) *Io a Gigi posso insegnare come si perde; un giorno però spero di potergli insegnare anche come si vince. ([[Morgan De Sanctis]]) *La prima parola che mi viene in mente è leggenda. Ha fatto la storia della [[Juventus Football Club|Juve]] e della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], come lui non c'è nessuno ed è il miglior esempio possibile da seguire. ([[Stefano Sturaro]]) *Le grandi squadre hanno bisogno di un leader di spogliatoio che incarni lo spirito della maglia: e, visto che siamo in [[Italia]], se è italiano, meglio. Se è Buffon, è il massimo. ([[Massimo De Luca]]) *Ormai è diventata una moda parlare di "nuovo Buffon". [...] Sinceramente non so se ci sarà un nuovo Buffon, considerando che Gigi è eccellente in tutto. ([[Luigi Di Biagio]]) *Un pronostico per la partita? Non so, chiedetelo a Buffon: io vado solo in tabaccheria, è lui quello che passa in ricevitoria. ([[Zdeněk Zeman]]) *Vedere Buffon piangere dopo i playoff persi mi ha commosso. Non è giusto che un portiere che ha fatto la storia chiuda la carriera in nazionale così, potessi gli darei il mio Mondiale. Dovrebbe andarci al mio posto. Se chiedi a un bambino di disegnare la formazione ideale, il numero uno è lui. ([[Ivan Rakitić]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Buffon, Gianluigi}} [[Categoria:Calciatori italiani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] 2rhh2nlqgfyb7jssh82eqo68f5j17eu Fabio Capello 0 14192 1417572 1409318 2026-06-19T22:23:22Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Fabio Capello */ +10 1417572 wikitext text/x-wiki [[File:Russia-Aizer (4).jpg|thumb|Fabio Capello nel 2014]] '''Fabio Capello''' (1946 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano. ==Citazioni di Fabio Capello== {{cronologico}} *{{NDR|Prima della gara Juventus-Roma del campionato di Serie A 1999-2000}} Il problema della sudditanza esiste, forse anzi sicuramente è un fattore involontario ma non possiamo fare finta che non ci sia [...]. Se analizziamo i fatti e facciamo i conti dei pro e dei contro che riguardano altre squadre, ci accorgiamo che alla fine qualche cosa esiste. La Juventus viene favorita perché sono ormai molti anni che si trova al vertice, non dobbiamo stupirci perché il problema esiste su tutti i campi.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/online/sport/ventiduesima/polemiche/polemiche.html Capello contro Juve e arbitri "La sudditanza esiste"]'', ''repubblica.it'', 21 febbraio 2000.</ref> *Il [[terrorismo]] di qualsiasi matrice va combattuto, ma non è giusto prendere l'[[Islam]] come nemico comune: il terrorismo non ha religione.<ref>Citato in Ernesto Menicucci; ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2001/settembre/16/Capello_pronto_riaccendere_Roma_co_10_0109161326.shtml Capello pronto a riaccendere la Roma]'', ''Corriere della Sera'', 16 settembre 2001, p. 55.</ref> *[[Silvano Ramaccioni|Silvano]] è uno che sa stare perfettamente al suo posto. La sua collaborazione con l'allenatore è totale, si può dire che indossi la maglia di quel tecnico, lo difende. Impossibile non sentire il suo appoggio. Trovo che sia bravissimo a fare da trait d'union tra la squadra e la panchina. E poi di calcio capisce: per un tecnico è un aiuto in più. Con lui puoi confrontarti sapendo di avere a che fare con un interlocutore attendibile.<ref>Citato in Alberto Costa, ''[https://web.archive.org/web/20141125114737/http://archiviostorico.corriere.it/2002/maggio/13/vent_anni_Ramaccioni_Memorie_dal_co_0_0205136993.shtml I vent'anni di Ramaccioni. «Memorie dal mondo Milan»]'', ''Corriere della Sera'', 13 maggio 2002, p. 43.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]] sulla Juventus nell'aprile 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.<ref name=juve>A fine maggio 2004, Capello diventa ufficialmente allenatore della Juventus.</ref><ref name=rep>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2004/e/sezioni/sport/calcio/serie_a/capeljuve2/capeljuve2/capeljuve2.html "La Juve? Non mi interessa" Così parlava Capello romanista]'', ''repubblica.it'', 28 maggio 2004.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]] nel febbraio 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita.<ref name=juve/><ref name=rep/> *{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1992-1993]], replicando a Jean-Jacques Eydelie che parlò di pratiche dopanti}} In campo non ci accorgemmo di nulla, comunque quella sconfitta fu immeritata: Barthez fece 3 parate strepitose. Da notare poi che l'arbitro di quella finale fu radiato per corruzione [...]<ref>Citato in Andrea Sorrentino, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/01/22/quella-coppa-campioni-nostra.html Quella Coppa Campioni è nostra]'', ''la Repubblica'', 22 gennaio 2006.</ref> *[[Francisco Franco]] ha lasciato in eredità l'ordine. In Spagna funziona tutto e funziona bene, ci sono educazione, pulizia, rispetto e poca burocrazia<ref>Citato in [http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/02_Febbraio/09/capello.html ''Capello «franchista» fa infuriare la Spagna''], ''corriere.it'', 9 febbraio 2006</ref>. *{{NDR|[[Ultime parole famose]] al termine del campionato di Serie A 2005-2006}} [...] il mio futuro sarà sicuramente nella Juventus {{NDR|«Anche in Serie B?»}} Per quale motivo, scusi? L'ha deciso lei?<ref>Dall'intervista di Paolo Assogna per il programma televisivo ''Sky Calcio Show'', in onda su ''Sky Sport 1'' al termine di Reggina-Juventus (0-2), gara valevole per l'ultima giornata di campionato; ''[https://www.youtube.com/watch?v=fqe4GRNBOFM video]'' disponibile su ''youtube.com'', min, 2.50.</ref> *Nessuno ha la potenza di [[Zlatan Ibrahimović]]. Lui e Marco Van Basten sono identici nell'eleganza.<ref>Da ''La Gazzetta dello Sport'', 9 novembre 2007.</ref> *{{NDR|Sulla stagione 2007-2008 che segna il ritorno in Serie A della Juventus}} La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.<ref name=clari>Dall'intervista di Valerio Clari, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Primo_Piano/2008/03_Marzo/11/capello.html Capello consulente Inter "Occhio al contropiede"]'', ''gazzetta.it'', 11 marzo 2008.</ref> *Io sono dell'idea che più si fischia più si sbaglia. Meglio il metro inglese, in questo senso. In Italia si analizza troppo la moviola per giustificare o condannare le prestazioni della squadra. E finché si discute su contatti minimi si giustificano i simulatori.<ref name=clari/> *Io ho sempre detto: non voglio 7 giocatori, ma due buoni. Quando vuoi rifondare una squadra ci vuole solo la qualità. Al Milan sono arrivati Ibra e Robinho. Finalmente, ho detto a Galliani, avete preso due ottimi giocatori. Ci vogliono uomini che fanno la differenza non che fanno numero.<ref>Dal Gr Parlamento; citato in ''Tuttosport'', 1º febbraio 2011, p. 2.</ref> *[[Massimo Moratti|Moratti]] dice che lo Scudetto del 2006 è suo? E io dico che è mio. La medaglia ce l'ho ancora a casa, non me l'ha tolta nessuno. Questo del Milan è il secondo titolo "vero", perché anche l'anno scorso è stato un torneo equilibrato. In quelli precedenti, invece, per l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] non c'era competizione.<ref>Citato in ''[http://www.sportnews.eu/calcio/19/05/2011/inter-capello-lo-scudetto-del-2006-e-mio-la-medaglia-non-me-lha-tolta-nessuno/ Inter. Capello: "Lo scudetto del 2006 è mio, la medaglia non me l'ha tolta nessuno"]'', ''sportnews.eu'', 19 maggio 2011.</ref> *Dopo aver visto [[Wayne Rooney|Rooney]] contro l'Italia {{NDR|agli Europei 2012}}, credo che capisca solo lo scozzese.<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Andrea Stramaccioni|Stramaccioni]]}} Penso che [[Massimo Moratti|Moratti]] l'abbia scelto non perché sia giovane, che sarebbe assurdo, ma perché è bravo.<ref name=intervistaCondo>Citato in Paolo Condò, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Primo_Piano/13-09-2012/capello-allarme-russo-milan-occhio-zenit-912589734989.shtml Capello e l'allarme russo. Milan, occhio allo Zenit]'', ''gazzetta.it'', 13 settembre 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Radamel Falcao|Falcao]]}} In tutta la mia carriera soltanto un giocatore mi lasciò un'impressione superiore al primo sguardo, e fu proprio [[Leo Messi]] la sera del Gamper contro la mia Juve. Falcao è un attaccante grandissimo, oggi sicuramente il numero uno.<ref name=intervistaCondo/> *Ho votato tanti partiti diversi: PSI, PRI, DC per tanti anni, poi Lega nord e Forza Italia. [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è stato grandissimo come imprenditore, cioè in una posizione dove poteva decidere tutto o quasi. In politica invece è un uomo con le mani legate. Ha dovuto accontentare troppa gente e non ha potuto fare come voleva lui. Però lo voterò ancora.<ref>Citato in ''[http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=CAPELLO+Fabio Biografia di Fabio Capello]'', ''cinquantamila.corriere.it'', 4 novembre 2013.</ref> *{{NDR|Su [[Gonzalo Higuaín]]}} Lo presi io al Real Madrid quando non aveva ancora venti anni, mi piacque subito. Vidi delle cassette, mi interessò immediatamente perché si muoveva molto e partecipava sempre all'azione. Higuain non è un attaccante che resta fermo in area avversaria in attesa del pallone. Appena arrivò a Madrid si mise subito a disposizione del gruppo, lavorava tantissimo per migliorare tecnicamente. Ha sempre dimostrato fiuto del goal e grande determinazione, è un calciatore importante.<ref>Da un'intervista a Sky Sport; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2014/03/02/4656343/higuain-fa-cantare-napoli-capello-ricorda-lo-portai-io-al Higuain fa cantare Napoli, Capello ricorda: "Lo portai io al Real..."]'', ''goal.com'', 2 marzo 2014.</ref> *Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/2014/10/16-309553/Capello%3A+%C2%ABDifferenze+Juve-Roma%3F+La+mentalit%C3%A0+vincente...%C2%BB Capello: «Differenze Juve-Roma? La mentalità vincente...»]'', ''tuttosport.com'', 16 ottobre 2014.</ref> *{{NDR|Su [[Paul Pogba]]}} Parliamo di un ragazzo che ha un potenziale da super giocatore. Bisogna vedere se quando gli mettono il volante in mano, nel senso di mostrare tutto il suo valore ed essere trainante per la squadra, dimostrerà di essere capace di guidare.<ref>Dall'intervista di Filippo Cornacchia a ''Tuttosport''; citato in ''[http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2015/09/14-4010318/capello_pogba_hai_il_volante_col_city_devi_guidare/ «Pogba, hai il volante col City devi guidare»]'', ''tuttosport.com'', 14 settembre 2015.</ref> *{{NDR|Su [[Ronaldo]]}} Si presentò a Madrid che era 96 kg, gli ho chiesto di arrivare a 88-90. Non c'è stato niente da fare. Era un grandissimo giocatore, ma un leader negativo per il gruppo. Lo cedemmo a gennaio e l'ambiente in squadra cambiò completamente: riusciamo a recuperare nove punti al Barcellona, anche se l'impatto mediatico fu enorme.<ref name=gazzetta>Da un intervento ai Globe Soccer Awards 2015; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/28-12-2015/capello-ronaldo-leader-negativo-via-lui-mio-real-madrid-trionfo-14086819241.shtml Capello: "Ronaldo leader negativo: via lui e il mio Real Madrid trionfò"]'', ''gazzetta.it'', 28 dicembre 2015.</ref> *Io sono per la [[Tecnologia di porta|tecnologia]] totale. In tutti gli sport, dal rugby al basket fino al tennis c'è la tecnologia. Io per un gol-non gol sono stato eliminato al Mondiale con l'Inghilterra. Uno lavora due anni e dopo un errore del genere vai a casa. È una cosa importante.<ref name=gazzetta/> *[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Cristiano Ronaldo]] è un grande realizzatore ma non ha il genio di Messi [...]. Messi era un genio già a 17-18 anni, Cristiano era invece un buon giocatore che si è costruito attraverso il duro lavoro diventando poi un crack. Il portoghese è un ottimo giocatore, ha tutto il mio rispetto, tuttavia non ha nel suo repertorio la giocata geniale, impossibile, quella che gli altri non possono immaginare. La differenza è lì, Messi è un talento innato, Cristiano è diventato un campione con il passare del tempo.<ref>Dall'intervista ad ''AS'', citato in ''[https://www.goal.com/it/notizie/il-migliore-capello-vota-messi-lui-e-un-genio-cristiano-ronaldo-no/1o52ctti8tl5i19kmdky2f4ugl Il migliore? Capello vota Messi: "Lui è un genio, Cristiano Ronaldo no"]'', ''goal.com'', 3 dicembre 2016.</ref> *La mia avventura al [[Real Madrid Club de Fútbol|Real Madrid]] finì con una telefonata di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] che mi chiese di tornare ad allenare il Milan. A lui dovevo tutto e non potevo dirgli di no.<ref>Citato in ''[http://www.foxsports.it/2016/12/23/collezione-capello-guarda-che-inter-vende-roberto-carlos-porto-a-madrid "Guarda che l'Inter vende Roberto Carlos". E Capello lo portò a Madrid]'', ''foxsports.it'', 23 dicembre 2016.</ref> *Loro {{NDR|i tifosi spagnoli}} si divertono alla partita, ci vanno tranquilli, con un panino in mano; da noi si va allo stadio solo per offendere. In Inghilterra applaudono la loro squadra quando retrocede, perché riconoscono ai giocatori l’impegno, l’applicazione: da noi quando succede? In Italia ho visto solo i tifosi del [[Frosinone Calcio|Frosinone]] applaudire la squadra nonostante la retrocessione<ref>Citato in [https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_06/sport-senza-piu-gioia-inaccettabile-sottocultura-professionisti-tifo-ceba719a-31cd-11e7-8ba7-335b307d9aaa.shtml ''La sottocultura dei professionisti del tifo è inaccettabile''], ''roma.corriere.it'', 5 maggio 2017</ref>. *Quando me lo sono trovato a Madrid mi dissi "Ancora qui questo...". A Roma si perse, come tutti quelli che sono andati lì. Si è fatto coinvolgere da qualche festa di troppo. Dopo [[Roberto Baggio|Baggio]] è stato il più grande talento del calcio italiano. La genialità di Cassano è unica. Negli ultimi 20 metri dribblava, rifiniva, calciava... Molti confondono i fuoriclasse con i geni: sono cose molto diverse. Il più grande dispiacere che ho avuto è stato lo spreco del suo talento. Antonio si è perso in sciocchezze, in bambinate. Si è fermato al 50% delle sue possibilità. Ricordo che a Madrid avevamo il Gordo ([[Ronaldo]]) e il Gordito, cioè lui.<ref>Dall'evento Milano Calcio City, 29 settembre 2019; citato in ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/tmw-capello-scudetto-sara-sfida-a-tre-fino-alla-fine-occhio-all-atalanta-1297463 Capello: "Scudetto, sarà sfida a tre fino alla fine. Occhio all'Atalanta"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 29 settembre 2019.</ref> *Quando sei alla Juventus diventi un operaio, la stessa cosa succede anche al Milan. Sono stato anche al Real Madrid e lì quello della reception ti dice subito che sei nel club più importante del mondo. Alla Roma invece devi sempre costruire e rimodellare la mentalità. Quando abbiamo vinto il campionato dissi che avevamo fatto festa per sei mesi e che dovevamo smetterla. Ho vinto ovunque, ma solo a Roma abbiamo festeggiato con calciatori e famiglie, si dà importanza ad altre cose. Io chiesi perché non si fosse organizzata una festa tutta nostra.<ref> Da un'intervista a Radio Radio; citato in '' [https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/capello-alla-juve-diventi-un-operaio-ai-bianconeri-chiesi-io-ibrahimovic-490061 Capello: "Alla Juve diventi un operaio. Ai bianconeri chiesi io Ibrahimovic"]'', ''tuttojuve.com'', 25 ottobre 2019.</ref> *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2000-2001]]}} Guardi, se è stato difficile vincere un campionato, e la dimostrazione è che nella storia di questa società ne sono stati vinti appena tre, ancor più difficile è stato mettere la parola fine ai festeggiamenti. Sono durati 7 mesi e le assicuro che non esagero.<ref>Da un'intervista a ''Il Messaggero''; citato in Giacomo Emanuele Di Giulio, ''[https://www.romanews.eu/capello-lo-scudetto-con-la-roma-il-piu-difficile-della-mia-carriera/ Capello: "Lo scudetto con la Roma il più difficile della mia carriera"]'', ''romanews.eu'', 17 giugno 2021.</ref> *{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve!<ref>Citato in ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Joshua Zirkzee]]}} [...] un giocatore completo di grandi qualità tecniche, dotato di grande fantasia, capace di "vedere" il gioco, che corre ed è ben strutturato fisicamente. Un giocatore moderno con tanta, tanta qualità. Ha velocità di pensiero e sceglie sempre la giocata che più può far male all'avversario, quella più pericolosa. È una dote che o ce l'hai o non ce l'hai. Ha sensibilità tecnica e tattica.<ref>Da un'intervista a ''Sportweek''; citato in ''[https://www.milannews.it/news/capello-innamorato-di-zirkzee-giocatore-moderno-con-tanta-tanta-qualita-l-ho-visto-a-san-siro-e-538148 Capello "innamorato" di Zirkzee: "Giocatore moderno con tanta, tanta qualità. L'ho visto a San Siro e..."]'', ''milannews.it'', 8 giugno 2024.</ref> *Quando fai il [[Calciomercato|mercato]] devi pensare a quanto valgono i giocatori che hai: se vale 90, devi comprarne uno che valga 93. Se ne compri dieci che valgono 70, non fai un passo avanti.<ref>Dall'intervento a Milano Football Week; citato in Tommaso Bonan, ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/capello-quando-leggo-che-il-milan-non-ha-neanche-un-convocato-in-nazionale-1979310 Capello: "Quando leggo che il Milan non ha neanche un convocato in Nazionale..."]'', ''tuttomercatoweb.com'', 14 giugno 2024.</ref> {{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/07/24/mourinho-in-italia-non-cambiera-il-calcio.html Mourinho in Italia non cambierà il calcio]''|Intervista di Corrado Zunino, ''la Repubblica'', 24 luglio 2008.}} *Ai nostri allenatori [[José Mourinho|Mourinho]] non ha da insegnare niente. In Italia il calcio tatticamente è una cosa molto, molto seria. Sotto l'aspetto calcistico siamo i più avanzati e ormai tutti conoscono tutto. Mourinho adesso ha in mano una macchina straordinaria e non credo farà rivoluzioni, gli sarà sufficiente portare quell'un per cento di novità. *{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} [...] io con l'Inghilterra finisco il turno. Il mio lavoro sul campo termina con l'esperienza inglese. {{NDR|«Abbiamo capito bene, dopo i mondiali del 2010 non sarà più un allenatore?»}} Questo è sicuro. *{{NDR|Nel 2008}} Ho letto dei 'no' degli ultrà in campagna acquisti: [[Christian Vieri|Vieri]], Zauri, [[Dejan Stankovic|Stankovic]]. Una società ha il diritto di prendere chi gli pare: se a un tifoso non sta bene, quella stagione non andrà allo stadio. Ecco, in Italia i [[tifo sportivo|tifosi]], e il tifo organizzato in particolare, hanno troppo potere. {{Int|Da ''Tuttosport'', 27 ottobre 2009, p. 3.}} *Guido la Nazionale inglese, era ''my dream'', il mio sogno, quella azzurra non mi ha mai affascinato, qui ci sono 57 milioni di ct, io non sono fra questi. Io cerco sempre qualcosa di forte, mi esaltano le grandi sfide. *{{NDR|Su [[Calciopoli]]}} Imbarazzo? E perché? Io ho vinto quei titoli sul campo, ce li hanno tolti è vero ma le medaglie le ho sempre, sono in un baule in cantina. *In Spagna c'è grande rispetto, concetto base del mio modo di essere e allenare, le famiglie vanno allo stadio coi bambini, in Inghilterra gli impianti sono pieni, non succede mai nulla e polizia e steward svolgono un ruolo perfetto. In Italia invece comandano gli [[Ultras|ultrà]], negli stadi vedi e senti di tutto, il declino sarà sempre più evidente. Eppure basterebbe applicare la legge. Autorità e club devono prendere una decisione per far tornare la gente negli stadi e rendere questi più accoglienti. {{Int|Da ''[http://www.vecchiasignora.com/topic/240262-intervista-completa-a-fabio-capello-dalla-trasmissione-undici-si-parla-di-juve-triade-del-piero-chelsea-e-tanto-altro/ "Calciopoli? I due Scudetti sono nostri"]''|Dal programma televisivo ''Undici''; citato in ''vecchiasignora.com'', 20 novembre 2012.}} *Già ai miei tempi l'avevo portato con [[Claudio Marchisio|Marchisio]] in prima squadra per qualche allenamento. Si intravedevano in lui grandi potenzialità. In [[Sebastian Giovinco|Giovinco]] rivedo [[Gianfranco Zola|Zola]]. Stesso dribbling ed entrambi abilissimi sui calci di punizione. *La Triade? Non rinnego la loro amicizia, avevano qualcosa in più degli altri. Formano un mix completo. L'abilità gestionale a livello societario del dottor [[Antonio Giraudo|Giraudo]], grazie al quale non c'erano bisogno degli investimenti della Fiat per fare il mercato. La competenza tecnica di [[Roberto Bettega]] e la bravura nell'acquistare i giocatori di [[Luciano Moggi]]. Una società che ti permetteva di dedicarti solo al campo e di fare l'allenatore, senza dover pensare a nulla. *Lo volevo alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]], ma non riuscimmo a portarlo. Lo volli alla Juve perché ero convinto fosse un fuoriclasse vero. Quando arrivò a Torino calciava solo forte e male. Consigliai a [[Zlatan Ibrahimovic|Zlatan]] di perfezionare la tecnica di tiro ed ogni giorno si fermava dopo l'allenamento con Galbiati a fare tiri in porta. Credo che i risultati si vedano. Fa giocate che solo i fuoriclasse sanno fare e che sono impensabili per gli altri. *{{NDR|Riferito al periodo tra il 2004 e il 2006}} Non era più il [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] spumeggiante degli anni di [[Marcello Lippi|Lippi]]. Alessandro comunque merita tutta la mia stima e l'affetto. Si è sempre comportato da grande professionista, anche se era in parabola discendente. {{Int|''[https://www.quotidiano.net/cronaca/fabio-capello-moglie-yywvyxv3 Fabio Capello e l'amore: "Mi sono dimesso una volta, non potevo stare lontano da mia moglie"]''|Intervista di [[Leo Turrini]], ''quotidiano.net'', 18 novembre 2024}} *{{NDR|Riferendosi alla vittoria della nazionale italiana a Wembley contro l'Inghilterra nel 1973}} Vincemmo 1-0 con un mio gol nel finale. La mattina del match, un tabloid londinese aveva titolato: stasera ventimila camerieri allo stadio, irridendo i nostri connazionali che facevano i lavori più umili in Inghilterra. Alla fine della partita, andai a parlare con i giornalisti e dissi: ho segnato per l'onore di ventimila camerieri. *{{NDR|«La gioia più grande da mister?»}} Il 4-0 rifilato con il mio Milan al Barcellona nella [[Finale della UEFA Champions League 1993-1994|finale di Champions ad Atene nel 1994]]. Cruyff, il mitico olandese, allenava i catalani. Per un mese aveva dichiarato che per loro era una formalità, erano troppo superiori. Io mostrai una sua foto ai miei giocatori, spiegando che avevamo occasione di fargli cambiare idea. *Io al Cavaliere debbo tantissimo. Quando comprò il Milan io ero già nel club. Silvio mi disse: Capello, lei deve studiare da manager in Fininvest, vedrà che quello che impara le servirà quando la metterò in panchina. Aveva ragione. *{{NDR|«Mai litigato con lui?»}} No, però ci fu una volta che non mi diede retta. Nel 2006 ero tornato ad allenare il Real Madrid. In organico avevo Ronaldo, non il portoghese, il brasiliano che era stato all'Inter [...]. Fantastico, ma non aveva più la testa da atleta, organizzava sempre feste con ballerine eccetera. Io convinsi i dirigenti del Real a venderlo perché sfasciava lo spogliatoio con le sue abitudini [...]. Un giorno mi chiama Silvio e mi fa: Fabio, davvero vendi Ronaldo? E io: sì presidente ma per carità non lo compri, a me sta sempre a cuore il Milan, non faccia questo errore, non si metta in casa uno che pensa solo alle veline e allo champagne [...]. Berlusconi al telefono mi dà ragione, mi giura che seguirà il mio consiglio. Il giorno dopo apro il giornale e c'è un titolo a caratteri cubitali: Ronaldo è del Milan. {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/26_giugno_14/fabio-capello-intervista-6ff41822-af14-4310-adfa-01292f02cxlk.shtml Fabio Capello: «A Ibra dissi di fare gol, non il circo. Volevo smettere di studiare, papà dopo pranzo mi abbracciò e mi disse: "Provaci". Sono da sempre anticomunista»]''|Intervista di [[Aldo Cazzullo]], ''corriere.it'', 14 giugno 2026}} *{{NDR|[[Gigi Riva]]}} Poche parole, pochi amici, uno era Albertosi. Non dormiva mai, gli allenamenti si facevano nel pomeriggio perché si svegliava alle 11 e dovevamo aspettarlo, era troppo importante. *{{NDR|[[Helenio Herrera]]}} Formidabile, avanti anni luce rispetto agli altri. Lavorava su tecnica e velocità. Se in allenamento rallentavi, ti sgridava subito. Tatticamente era carente, ma psicologicamente era molto forte. Sapeva come caricare la squadra. *{{NDR|[[Nils Liedholm]]}} Molto superstizioso. Si faceva dettare la formazione dal mago di Busto Arsizio. Con lui pensavi di poter fare qualsiasi cosa, diceva sempre di sì. Prima però dovevi fare quello che ti diceva lui. *{{NDR|[[Nereo Rocco]]}} Capiva di calcio, ed era una persona molto diretta. Qualche volta gli piaceva bere, e ci giocava su. Ci faceva fare i giri di campo e ogni volta ne aggiungeva uno. E noi: mister, ce l'ha già aggiunto, doveva essere l'ultimo, si è scordato? E lui: "Me go desmentegà, colpa del vino bianco..." *{{NDR|[[Gianni Rivera]]}} Un calciatore di un altro livello […]. Grandissime qualità, non faceva pesare la sua leadership. Mi sono sempre trovato molto bene con lui. *{{NDR|[[Gianni Agnelli]]}} Un personaggio incredibile. Era come se arrivasse il Papa. Ti dava la benedizione, quindici parole e poi andava via. Restava poco, alle partite, alle cene; però c’era sempre. Ci dava del lei. Una volta mi disse che avevo nostalgia di Roma; in effetti avevo faticato a integrarmi. *In certi club capisci che sei dentro una scuola di mentalità vincente, con un'organizzazione fortissima. Sono posti dove respiri un’atmosfera particolare: senti subito che devi vincere. Non fai nulla di straordinario, devi solo fare il tuo. A Roma ci provi; alla Juve vincere è un’abitudine. Se non vinci, te ne vai. *{{[[Silvio Berlusconi]]}} Eccezionale. Uno che realizzava i sogni. Tutti cercavano di fare televisione; lui c’è riuscito. Voleva la squadra di calcio più forte del mondo; e c’è riuscito. Era molto rispettoso e generoso, ha aiutato tutti quelli che poteva aiutare. L'ho sempre visto con un pezzo di carta in mano: voleva sapere cosa pensavano gli altri, si appuntava tutto. *Dopo Rivera, [[Roberto Baggio|Baggio]] era il più bravo di tutti. Ma aveva un enorme problema alle ginocchia e non riusciva ad allenarsi. Per gli altri era difficile accettare che uno che non si fosse allenato durante la settimana potesse giocare 90 minuti. Adesso, con cinque sostituzioni, sarebbe più semplice. Oggi paradossalmente Baggio giocherebbe di più. *{{NDR|[[Johann Crujiff]]}} Un giocatore di grandissima qualità, molto altruista […]. Da tecnico lui è stato molto bravo, ma anche un po’ spocchioso. Aveva una certa superbia, come tutti gli olandesi. È difficile spiegare a un olandese qualcosa di diverso; è sempre lui che ti spiega cosa devi fare. ==Citazioni su Fabio Capello== [[File:CapelloMadrid.JPG|thumb|Fabio Capello nel 2007]] *A me Capello piace perché è serio e non appartiene alla categoria dei ciarlatani-filosofi che, nel calcio, abbondano. È uno che mette la tuta dell'operaio e produce; altri indossano il frac e concionano sul nulla, incantando padroni gonzi o imbecilli. ([[Domenico Morace]]) *Capello è il migliore allenatore che abbia mai avuto. Il fatto che mi abbia chiamato in Russia è un onore straordinario [...]. E aggiungo una cosa: Capello è stato il tecnico con cui ho discusso di più, eppure mi ha chiamato in Russia dicendomi che la mia strada è allenare. ([[Christian Panucci]]) *Capello è stato l'allenatore che mi ha cambiato nel modo di giocare. Già dal suo primo anno ha voluto cambiare la mia posizione, quando arrivò giocai con Totti e Montella, ma già a metà stagione mi mise sulla fascia pensando all'anno dopo. Ti faceva tirare fuori il 110%, la sua più grande dote. Trattava tutti allo stesso modo, non c'erano giocatori di nome o altri, i regolamenti erano uguali. ([[Marco Delvecchio]]) *Capello ha i suoi metodi, non sono mai uscito a cena con lui e credo non l'abbia fatto nessuno di noi, però giudico l'allenatore e sui risultati non c'è nulla da dire. Capello sa come tenere in pugno le situazioni difficili. ([[Zvonimir Boban]]) *Capello? Lo stimo molto, sia sul piano professionale sia su quello umano. È per questo che un mese fa l'ho invitato a L'Aja a tenere una conferenza sugli allenatori olandesi. Io e Fabio abbiamo idee molto simili su lavorare con i giocatori e come trattarli. ([[Louis van Gaal]]) *Capisco che Fabio possa risultare scostante [...]. Capello è un bisiaco chiuso, a volte scorbutico; ha una bazza che lo rende difficilmente simpatico a chi lo incrocia per la prima volta; eppoi ha un brutto difetto: sa essere ruffiano ma è anche terribilmente sincero, sino alla brutalità. ([[Domenico Morace]]) *Lui era tremendamente scaramantico. Una volta, a Pechino, persi in campo una penna Dupont d'oro massiccio con cui, negli anni precedenti, avevo compilato tutte le formazioni del Milan da consegnare all'arbitro. Finita la partita ci mettemmo a cercare nell'erba, sotto i riflettori. Capello urlava: trovala, trovala, ma non la trovammo. Era il '94 ed avevamo appena centrato l'abbinata scudetto-Champions League: l'anno seguente arrivammo quarti. ([[Silvano Ramaccioni]]) *Non mi piace parlarne, mi sembra di dedicare troppa attenzione a chi non la merita. Come si è comportato, il fatto che nessuno qui senta la sua mancanza, tutto indica che tipo di persona sia. Si è comportato così a [[Milano]], a [[Roma]] e anche qui a [[Torino]]. Uno, due indizi, il terzo è una prova. ([[Alessandro Del Piero]]) *Ogni mattina mi guardo allo specchio e mi dico che Capello è la più grande offesa per la categoria. Mi vergogno di essere un allenatore. ([[Franco Scoglio]]) *Ognuno può dire quello che vuole, stranamente Capello viene a mettere il becco in casa di altri. Ha vinto due scudetti, ma nessuno si ricorda di cose emblematiche: io mi ricordo gli scudetti di [[Marcello Lippi|Lippi]] e di [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]], non ricordo la Juventus di Capello. Ci si ricorda solo perché quei due scudetti sono stati revocati. E poi Capello con quell'armata che aveva a disposizione è uscito nei quarti di finale di Champions League. Io mi guarderei bene prima di dire delle fesserie. ([[Antonio Conte]]). *Per un calciatore è un onore e una garanzia essere allenati da Capello. ([[John Carew]]) *Provo a dire, io che l'ho visto e ammirato in campo e che con lui ho dialogato particolarmente quando d'estate andavo a trovarlo a Grado e lui mi spiegava e mi raccontava, lui che aveva fama di carattere dolce e levigato come la carta vetrata. Dimmi come era Capello e come giocava. Faceva correre la palla, apriva e spalancava gli occhi anche per gli altri. E non faceva tanti gol, ma tutti importanti, quarantaquattro in campionato e anche otto in azzurro, con quel memorabile gol a Wembley, un gol che fece lacrimare una classe operaia che lassù nell'Isola per un attimo si sentì in Paradiso. E sapeva vivere. ([[Gianfranco Civolani]]) *Quando Capello si arrabbia sono pochi quelli che osano guardarlo negli occhi, e se ti offre una possibilità e tu non la sfrutti puoi anche andare a vendere salsicce fuori dallo stadio. Nessuno va da lui a parlargli dei suoi problemi. Capello non è tuo amico. Non chiacchiera con i giocatori, non a quel modo. Lui è il sergente di ferro, e quando ti chiama in genere non è un buon segno. D'altro canto non puoi mai sapere. Lui distrugge e costruisce. ([[Zlatan Ibrahimović]]) *Un allenatore come Capello è stato fondamentale per me: durante gli allenamenti sentivi il peso del suo sguardo e io avevo bisogno di sentire addosso questo tipo di pressione. Era un mister molto esigente e questa sua caratteristica mi ha aiutato a tirare fuori il meglio di me. ([[Marcel Desailly]]) *Un grande tecnico, molto intelligente e non asfissiava i giocatori. Persona schietta, ma non fu un rapporto facile. Comunque preferisco chi ti parla in faccia. ([[Enzo Gambaro]]) === [[Antonio Cassano]] === *Il migliore allenatore che abbia mai avuto. Ha fatto tanto per me e io poco per lui: non lo meritava, ma la stima che ci ha legato e ci lega tuttora è immensa. *Io e lui non andavamo mai d'accordo, al punto che una volta quando stavo alla Roma mi venne in mente un'idea che tutti e due ancora applichiamo con successo. Gli dico: "Visto che facciamo stronzate dalla mattina alla sera e ci mandiamo continuamente a quel paese, almeno mettiamoci la mano davanti alla bocca, così evitiamo che tutto il mondo veda, capisca e ci prenda per il culo". E lui quel giorno lì per la prima volta ha ascoltato me. Per la prima e unica, sia chiaro. *Se avessi ascoltato Capello, uno dei più grandi allenatori di sempre, avrei fatto cose più importanti. L'ho incontrato per la prima volta nel 2001, mi voleva a tutti i costi a Roma e rifiutai la Juve. Ancora oggi dico di aver fatto la scelta migliore. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Capello, Fabio}} [[Categoria:Allenatori di calcio italiani]] [[Categoria:Calciatori italiani]] rny5wneacwr70tl1wrtnsq3zacm3e25 1417582 1417572 2026-06-19T22:35:31Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Fabio Capello */ 1417582 wikitext text/x-wiki [[File:Russia-Aizer (4).jpg|thumb|Fabio Capello nel 2014]] '''Fabio Capello''' (1946 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano. ==Citazioni di Fabio Capello== {{cronologico}} *{{NDR|Prima della gara Juventus-Roma del campionato di Serie A 1999-2000}} Il problema della sudditanza esiste, forse anzi sicuramente è un fattore involontario ma non possiamo fare finta che non ci sia [...]. Se analizziamo i fatti e facciamo i conti dei pro e dei contro che riguardano altre squadre, ci accorgiamo che alla fine qualche cosa esiste. La Juventus viene favorita perché sono ormai molti anni che si trova al vertice, non dobbiamo stupirci perché il problema esiste su tutti i campi.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/online/sport/ventiduesima/polemiche/polemiche.html Capello contro Juve e arbitri "La sudditanza esiste"]'', ''repubblica.it'', 21 febbraio 2000.</ref> *Il [[terrorismo]] di qualsiasi matrice va combattuto, ma non è giusto prendere l'[[Islam]] come nemico comune: il terrorismo non ha religione.<ref>Citato in Ernesto Menicucci; ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2001/settembre/16/Capello_pronto_riaccendere_Roma_co_10_0109161326.shtml Capello pronto a riaccendere la Roma]'', ''Corriere della Sera'', 16 settembre 2001, p. 55.</ref> *[[Silvano Ramaccioni|Silvano]] è uno che sa stare perfettamente al suo posto. La sua collaborazione con l'allenatore è totale, si può dire che indossi la maglia di quel tecnico, lo difende. Impossibile non sentire il suo appoggio. Trovo che sia bravissimo a fare da trait d'union tra la squadra e la panchina. E poi di calcio capisce: per un tecnico è un aiuto in più. Con lui puoi confrontarti sapendo di avere a che fare con un interlocutore attendibile.<ref>Citato in Alberto Costa, ''[https://web.archive.org/web/20141125114737/http://archiviostorico.corriere.it/2002/maggio/13/vent_anni_Ramaccioni_Memorie_dal_co_0_0205136993.shtml I vent'anni di Ramaccioni. «Memorie dal mondo Milan»]'', ''Corriere della Sera'', 13 maggio 2002, p. 43.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]] sulla Juventus nell'aprile 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.<ref name=juve>A fine maggio 2004, Capello diventa ufficialmente allenatore della Juventus.</ref><ref name=rep>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2004/e/sezioni/sport/calcio/serie_a/capeljuve2/capeljuve2/capeljuve2.html "La Juve? Non mi interessa" Così parlava Capello romanista]'', ''repubblica.it'', 28 maggio 2004.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]] nel febbraio 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita.<ref name=juve/><ref name=rep/> *{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1992-1993]], replicando a Jean-Jacques Eydelie che parlò di pratiche dopanti}} In campo non ci accorgemmo di nulla, comunque quella sconfitta fu immeritata: Barthez fece 3 parate strepitose. Da notare poi che l'arbitro di quella finale fu radiato per corruzione [...]<ref>Citato in Andrea Sorrentino, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/01/22/quella-coppa-campioni-nostra.html Quella Coppa Campioni è nostra]'', ''la Repubblica'', 22 gennaio 2006.</ref> *[[Francisco Franco]] ha lasciato in eredità l'ordine. In Spagna funziona tutto e funziona bene, ci sono educazione, pulizia, rispetto e poca burocrazia<ref>Citato in [http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/02_Febbraio/09/capello.html ''Capello «franchista» fa infuriare la Spagna''], ''corriere.it'', 9 febbraio 2006</ref>. *{{NDR|[[Ultime parole famose]] al termine del campionato di Serie A 2005-2006}} [...] il mio futuro sarà sicuramente nella Juventus {{NDR|«Anche in Serie B?»}} Per quale motivo, scusi? L'ha deciso lei?<ref>Dall'intervista di Paolo Assogna per il programma televisivo ''Sky Calcio Show'', in onda su ''Sky Sport 1'' al termine di Reggina-Juventus (0-2), gara valevole per l'ultima giornata di campionato; ''[https://www.youtube.com/watch?v=fqe4GRNBOFM video]'' disponibile su ''youtube.com'', min, 2.50.</ref> *Nessuno ha la potenza di [[Zlatan Ibrahimović]]. Lui e Marco Van Basten sono identici nell'eleganza.<ref>Da ''La Gazzetta dello Sport'', 9 novembre 2007.</ref> *{{NDR|Sulla stagione 2007-2008 che segna il ritorno in Serie A della Juventus}} La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.<ref name=clari>Dall'intervista di Valerio Clari, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Primo_Piano/2008/03_Marzo/11/capello.html Capello consulente Inter "Occhio al contropiede"]'', ''gazzetta.it'', 11 marzo 2008.</ref> *Io sono dell'idea che più si fischia più si sbaglia. Meglio il metro inglese, in questo senso. In Italia si analizza troppo la moviola per giustificare o condannare le prestazioni della squadra. E finché si discute su contatti minimi si giustificano i simulatori.<ref name=clari/> *Io ho sempre detto: non voglio 7 giocatori, ma due buoni. Quando vuoi rifondare una squadra ci vuole solo la qualità. Al Milan sono arrivati Ibra e Robinho. Finalmente, ho detto a Galliani, avete preso due ottimi giocatori. Ci vogliono uomini che fanno la differenza non che fanno numero.<ref>Dal Gr Parlamento; citato in ''Tuttosport'', 1º febbraio 2011, p. 2.</ref> *[[Massimo Moratti|Moratti]] dice che lo Scudetto del 2006 è suo? E io dico che è mio. La medaglia ce l'ho ancora a casa, non me l'ha tolta nessuno. Questo del Milan è il secondo titolo "vero", perché anche l'anno scorso è stato un torneo equilibrato. In quelli precedenti, invece, per l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] non c'era competizione.<ref>Citato in ''[http://www.sportnews.eu/calcio/19/05/2011/inter-capello-lo-scudetto-del-2006-e-mio-la-medaglia-non-me-lha-tolta-nessuno/ Inter. Capello: "Lo scudetto del 2006 è mio, la medaglia non me l'ha tolta nessuno"]'', ''sportnews.eu'', 19 maggio 2011.</ref> *Dopo aver visto [[Wayne Rooney|Rooney]] contro l'Italia {{NDR|agli Europei 2012}}, credo che capisca solo lo scozzese.<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Andrea Stramaccioni|Stramaccioni]]}} Penso che [[Massimo Moratti|Moratti]] l'abbia scelto non perché sia giovane, che sarebbe assurdo, ma perché è bravo.<ref name=intervistaCondo>Citato in Paolo Condò, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Primo_Piano/13-09-2012/capello-allarme-russo-milan-occhio-zenit-912589734989.shtml Capello e l'allarme russo. Milan, occhio allo Zenit]'', ''gazzetta.it'', 13 settembre 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Radamel Falcao|Falcao]]}} In tutta la mia carriera soltanto un giocatore mi lasciò un'impressione superiore al primo sguardo, e fu proprio [[Leo Messi]] la sera del Gamper contro la mia Juve. Falcao è un attaccante grandissimo, oggi sicuramente il numero uno.<ref name=intervistaCondo/> *Ho votato tanti partiti diversi: PSI, PRI, DC per tanti anni, poi Lega nord e Forza Italia. [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è stato grandissimo come imprenditore, cioè in una posizione dove poteva decidere tutto o quasi. In politica invece è un uomo con le mani legate. Ha dovuto accontentare troppa gente e non ha potuto fare come voleva lui. Però lo voterò ancora.<ref>Citato in ''[http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=CAPELLO+Fabio Biografia di Fabio Capello]'', ''cinquantamila.corriere.it'', 4 novembre 2013.</ref> *{{NDR|Su [[Gonzalo Higuaín]]}} Lo presi io al Real Madrid quando non aveva ancora venti anni, mi piacque subito. Vidi delle cassette, mi interessò immediatamente perché si muoveva molto e partecipava sempre all'azione. Higuain non è un attaccante che resta fermo in area avversaria in attesa del pallone. Appena arrivò a Madrid si mise subito a disposizione del gruppo, lavorava tantissimo per migliorare tecnicamente. Ha sempre dimostrato fiuto del goal e grande determinazione, è un calciatore importante.<ref>Da un'intervista a Sky Sport; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2014/03/02/4656343/higuain-fa-cantare-napoli-capello-ricorda-lo-portai-io-al Higuain fa cantare Napoli, Capello ricorda: "Lo portai io al Real..."]'', ''goal.com'', 2 marzo 2014.</ref> *Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/2014/10/16-309553/Capello%3A+%C2%ABDifferenze+Juve-Roma%3F+La+mentalit%C3%A0+vincente...%C2%BB Capello: «Differenze Juve-Roma? La mentalità vincente...»]'', ''tuttosport.com'', 16 ottobre 2014.</ref> *{{NDR|Su [[Paul Pogba]]}} Parliamo di un ragazzo che ha un potenziale da super giocatore. Bisogna vedere se quando gli mettono il volante in mano, nel senso di mostrare tutto il suo valore ed essere trainante per la squadra, dimostrerà di essere capace di guidare.<ref>Dall'intervista di Filippo Cornacchia a ''Tuttosport''; citato in ''[http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2015/09/14-4010318/capello_pogba_hai_il_volante_col_city_devi_guidare/ «Pogba, hai il volante col City devi guidare»]'', ''tuttosport.com'', 14 settembre 2015.</ref> *{{NDR|Su [[Ronaldo]]}} Si presentò a Madrid che era 96 kg, gli ho chiesto di arrivare a 88-90. Non c'è stato niente da fare. Era un grandissimo giocatore, ma un leader negativo per il gruppo. Lo cedemmo a gennaio e l'ambiente in squadra cambiò completamente: riusciamo a recuperare nove punti al Barcellona, anche se l'impatto mediatico fu enorme.<ref name=gazzetta>Da un intervento ai Globe Soccer Awards 2015; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/28-12-2015/capello-ronaldo-leader-negativo-via-lui-mio-real-madrid-trionfo-14086819241.shtml Capello: "Ronaldo leader negativo: via lui e il mio Real Madrid trionfò"]'', ''gazzetta.it'', 28 dicembre 2015.</ref> *Io sono per la [[Tecnologia di porta|tecnologia]] totale. In tutti gli sport, dal rugby al basket fino al tennis c'è la tecnologia. Io per un gol-non gol sono stato eliminato al Mondiale con l'Inghilterra. Uno lavora due anni e dopo un errore del genere vai a casa. È una cosa importante.<ref name=gazzetta/> *[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Cristiano Ronaldo]] è un grande realizzatore ma non ha il genio di Messi [...]. Messi era un genio già a 17-18 anni, Cristiano era invece un buon giocatore che si è costruito attraverso il duro lavoro diventando poi un crack. Il portoghese è un ottimo giocatore, ha tutto il mio rispetto, tuttavia non ha nel suo repertorio la giocata geniale, impossibile, quella che gli altri non possono immaginare. La differenza è lì, Messi è un talento innato, Cristiano è diventato un campione con il passare del tempo.<ref>Dall'intervista ad ''AS'', citato in ''[https://www.goal.com/it/notizie/il-migliore-capello-vota-messi-lui-e-un-genio-cristiano-ronaldo-no/1o52ctti8tl5i19kmdky2f4ugl Il migliore? Capello vota Messi: "Lui è un genio, Cristiano Ronaldo no"]'', ''goal.com'', 3 dicembre 2016.</ref> *La mia avventura al [[Real Madrid Club de Fútbol|Real Madrid]] finì con una telefonata di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] che mi chiese di tornare ad allenare il Milan. A lui dovevo tutto e non potevo dirgli di no.<ref>Citato in ''[http://www.foxsports.it/2016/12/23/collezione-capello-guarda-che-inter-vende-roberto-carlos-porto-a-madrid "Guarda che l'Inter vende Roberto Carlos". E Capello lo portò a Madrid]'', ''foxsports.it'', 23 dicembre 2016.</ref> *Loro {{NDR|i tifosi spagnoli}} si divertono alla partita, ci vanno tranquilli, con un panino in mano; da noi si va allo stadio solo per offendere. In Inghilterra applaudono la loro squadra quando retrocede, perché riconoscono ai giocatori l’impegno, l’applicazione: da noi quando succede? In Italia ho visto solo i tifosi del [[Frosinone Calcio|Frosinone]] applaudire la squadra nonostante la retrocessione<ref>Citato in [https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_06/sport-senza-piu-gioia-inaccettabile-sottocultura-professionisti-tifo-ceba719a-31cd-11e7-8ba7-335b307d9aaa.shtml ''La sottocultura dei professionisti del tifo è inaccettabile''], ''roma.corriere.it'', 5 maggio 2017</ref>. *Quando me lo sono trovato a Madrid mi dissi "Ancora qui questo...". A Roma si perse, come tutti quelli che sono andati lì. Si è fatto coinvolgere da qualche festa di troppo. Dopo [[Roberto Baggio|Baggio]] è stato il più grande talento del calcio italiano. La genialità di Cassano è unica. Negli ultimi 20 metri dribblava, rifiniva, calciava... Molti confondono i fuoriclasse con i geni: sono cose molto diverse. Il più grande dispiacere che ho avuto è stato lo spreco del suo talento. Antonio si è perso in sciocchezze, in bambinate. Si è fermato al 50% delle sue possibilità. Ricordo che a Madrid avevamo il Gordo ([[Ronaldo]]) e il Gordito, cioè lui.<ref>Dall'evento Milano Calcio City, 29 settembre 2019; citato in ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/tmw-capello-scudetto-sara-sfida-a-tre-fino-alla-fine-occhio-all-atalanta-1297463 Capello: "Scudetto, sarà sfida a tre fino alla fine. Occhio all'Atalanta"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 29 settembre 2019.</ref> *Quando sei alla Juventus diventi un operaio, la stessa cosa succede anche al Milan. Sono stato anche al Real Madrid e lì quello della reception ti dice subito che sei nel club più importante del mondo. Alla Roma invece devi sempre costruire e rimodellare la mentalità. Quando abbiamo vinto il campionato dissi che avevamo fatto festa per sei mesi e che dovevamo smetterla. Ho vinto ovunque, ma solo a Roma abbiamo festeggiato con calciatori e famiglie, si dà importanza ad altre cose. Io chiesi perché non si fosse organizzata una festa tutta nostra.<ref> Da un'intervista a Radio Radio; citato in '' [https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/capello-alla-juve-diventi-un-operaio-ai-bianconeri-chiesi-io-ibrahimovic-490061 Capello: "Alla Juve diventi un operaio. Ai bianconeri chiesi io Ibrahimovic"]'', ''tuttojuve.com'', 25 ottobre 2019.</ref> *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2000-2001]]}} Guardi, se è stato difficile vincere un campionato, e la dimostrazione è che nella storia di questa società ne sono stati vinti appena tre, ancor più difficile è stato mettere la parola fine ai festeggiamenti. Sono durati 7 mesi e le assicuro che non esagero.<ref>Da un'intervista a ''Il Messaggero''; citato in Giacomo Emanuele Di Giulio, ''[https://www.romanews.eu/capello-lo-scudetto-con-la-roma-il-piu-difficile-della-mia-carriera/ Capello: "Lo scudetto con la Roma il più difficile della mia carriera"]'', ''romanews.eu'', 17 giugno 2021.</ref> *{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve!<ref>Citato in ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Joshua Zirkzee]]}} [...] un giocatore completo di grandi qualità tecniche, dotato di grande fantasia, capace di "vedere" il gioco, che corre ed è ben strutturato fisicamente. Un giocatore moderno con tanta, tanta qualità. Ha velocità di pensiero e sceglie sempre la giocata che più può far male all'avversario, quella più pericolosa. È una dote che o ce l'hai o non ce l'hai. Ha sensibilità tecnica e tattica.<ref>Da un'intervista a ''Sportweek''; citato in ''[https://www.milannews.it/news/capello-innamorato-di-zirkzee-giocatore-moderno-con-tanta-tanta-qualita-l-ho-visto-a-san-siro-e-538148 Capello "innamorato" di Zirkzee: "Giocatore moderno con tanta, tanta qualità. L'ho visto a San Siro e..."]'', ''milannews.it'', 8 giugno 2024.</ref> *Quando fai il [[Calciomercato|mercato]] devi pensare a quanto valgono i giocatori che hai: se vale 90, devi comprarne uno che valga 93. Se ne compri dieci che valgono 70, non fai un passo avanti.<ref>Dall'intervento a Milano Football Week; citato in Tommaso Bonan, ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/capello-quando-leggo-che-il-milan-non-ha-neanche-un-convocato-in-nazionale-1979310 Capello: "Quando leggo che il Milan non ha neanche un convocato in Nazionale..."]'', ''tuttomercatoweb.com'', 14 giugno 2024.</ref> {{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/07/24/mourinho-in-italia-non-cambiera-il-calcio.html Mourinho in Italia non cambierà il calcio]''|Intervista di Corrado Zunino, ''la Repubblica'', 24 luglio 2008.}} *Ai nostri allenatori [[José Mourinho|Mourinho]] non ha da insegnare niente. In Italia il calcio tatticamente è una cosa molto, molto seria. Sotto l'aspetto calcistico siamo i più avanzati e ormai tutti conoscono tutto. Mourinho adesso ha in mano una macchina straordinaria e non credo farà rivoluzioni, gli sarà sufficiente portare quell'un per cento di novità. *{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} [...] io con l'Inghilterra finisco il turno. Il mio lavoro sul campo termina con l'esperienza inglese. {{NDR|«Abbiamo capito bene, dopo i mondiali del 2010 non sarà più un allenatore?»}} Questo è sicuro. *{{NDR|Nel 2008}} Ho letto dei 'no' degli ultrà in campagna acquisti: [[Christian Vieri|Vieri]], Zauri, [[Dejan Stankovic|Stankovic]]. Una società ha il diritto di prendere chi gli pare: se a un tifoso non sta bene, quella stagione non andrà allo stadio. Ecco, in Italia i [[tifo sportivo|tifosi]], e il tifo organizzato in particolare, hanno troppo potere. {{Int|Da ''Tuttosport'', 27 ottobre 2009, p. 3.}} *Guido la Nazionale inglese, era ''my dream'', il mio sogno, quella azzurra non mi ha mai affascinato, qui ci sono 57 milioni di ct, io non sono fra questi. Io cerco sempre qualcosa di forte, mi esaltano le grandi sfide. *{{NDR|Su [[Calciopoli]]}} Imbarazzo? E perché? Io ho vinto quei titoli sul campo, ce li hanno tolti è vero ma le medaglie le ho sempre, sono in un baule in cantina. *In Spagna c'è grande rispetto, concetto base del mio modo di essere e allenare, le famiglie vanno allo stadio coi bambini, in Inghilterra gli impianti sono pieni, non succede mai nulla e polizia e steward svolgono un ruolo perfetto. In Italia invece comandano gli [[Ultras|ultrà]], negli stadi vedi e senti di tutto, il declino sarà sempre più evidente. Eppure basterebbe applicare la legge. Autorità e club devono prendere una decisione per far tornare la gente negli stadi e rendere questi più accoglienti. {{Int|Da ''[http://www.vecchiasignora.com/topic/240262-intervista-completa-a-fabio-capello-dalla-trasmissione-undici-si-parla-di-juve-triade-del-piero-chelsea-e-tanto-altro/ "Calciopoli? I due Scudetti sono nostri"]''|Dal programma televisivo ''Undici''; citato in ''vecchiasignora.com'', 20 novembre 2012.}} *Già ai miei tempi l'avevo portato con [[Claudio Marchisio|Marchisio]] in prima squadra per qualche allenamento. Si intravedevano in lui grandi potenzialità. In [[Sebastian Giovinco|Giovinco]] rivedo [[Gianfranco Zola|Zola]]. Stesso dribbling ed entrambi abilissimi sui calci di punizione. *La Triade? Non rinnego la loro amicizia, avevano qualcosa in più degli altri. Formano un mix completo. L'abilità gestionale a livello societario del dottor [[Antonio Giraudo|Giraudo]], grazie al quale non c'erano bisogno degli investimenti della Fiat per fare il mercato. La competenza tecnica di [[Roberto Bettega]] e la bravura nell'acquistare i giocatori di [[Luciano Moggi]]. Una società che ti permetteva di dedicarti solo al campo e di fare l'allenatore, senza dover pensare a nulla. *Lo volevo alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]], ma non riuscimmo a portarlo. Lo volli alla Juve perché ero convinto fosse un fuoriclasse vero. Quando arrivò a Torino calciava solo forte e male. Consigliai a [[Zlatan Ibrahimovic|Zlatan]] di perfezionare la tecnica di tiro ed ogni giorno si fermava dopo l'allenamento con Galbiati a fare tiri in porta. Credo che i risultati si vedano. Fa giocate che solo i fuoriclasse sanno fare e che sono impensabili per gli altri. *{{NDR|Riferito al periodo tra il 2004 e il 2006}} Non era più il [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] spumeggiante degli anni di [[Marcello Lippi|Lippi]]. Alessandro comunque merita tutta la mia stima e l'affetto. Si è sempre comportato da grande professionista, anche se era in parabola discendente. {{Int|''[https://www.quotidiano.net/cronaca/fabio-capello-moglie-yywvyxv3 Fabio Capello e l'amore: "Mi sono dimesso una volta, non potevo stare lontano da mia moglie"]''|Intervista di [[Leo Turrini]], ''quotidiano.net'', 18 novembre 2024}} *{{NDR|Riferendosi alla vittoria della nazionale italiana a Wembley contro l'Inghilterra nel 1973}} Vincemmo 1-0 con un mio gol nel finale. La mattina del match, un tabloid londinese aveva titolato: stasera ventimila camerieri allo stadio, irridendo i nostri connazionali che facevano i lavori più umili in Inghilterra. Alla fine della partita, andai a parlare con i giornalisti e dissi: ho segnato per l'onore di ventimila camerieri. *{{NDR|«La gioia più grande da mister?»}} Il 4-0 rifilato con il mio Milan al Barcellona nella [[Finale della UEFA Champions League 1993-1994|finale di Champions ad Atene nel 1994]]. Cruyff, il mitico olandese, allenava i catalani. Per un mese aveva dichiarato che per loro era una formalità, erano troppo superiori. Io mostrai una sua foto ai miei giocatori, spiegando che avevamo occasione di fargli cambiare idea. *Io al Cavaliere debbo tantissimo. Quando comprò il Milan io ero già nel club. Silvio mi disse: Capello, lei deve studiare da manager in Fininvest, vedrà che quello che impara le servirà quando la metterò in panchina. Aveva ragione. *{{NDR|«Mai litigato con lui?»}} No, però ci fu una volta che non mi diede retta. Nel 2006 ero tornato ad allenare il Real Madrid. In organico avevo Ronaldo, non il portoghese, il brasiliano che era stato all'Inter [...]. Fantastico, ma non aveva più la testa da atleta, organizzava sempre feste con ballerine eccetera. Io convinsi i dirigenti del Real a venderlo perché sfasciava lo spogliatoio con le sue abitudini [...]. Un giorno mi chiama Silvio e mi fa: Fabio, davvero vendi Ronaldo? E io: sì presidente ma per carità non lo compri, a me sta sempre a cuore il Milan, non faccia questo errore, non si metta in casa uno che pensa solo alle veline e allo champagne [...]. Berlusconi al telefono mi dà ragione, mi giura che seguirà il mio consiglio. Il giorno dopo apro il giornale e c'è un titolo a caratteri cubitali: Ronaldo è del Milan. {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/26_giugno_14/fabio-capello-intervista-6ff41822-af14-4310-adfa-01292f02cxlk.shtml Fabio Capello: «A Ibra dissi di fare gol, non il circo. Volevo smettere di studiare, papà dopo pranzo mi abbracciò e mi disse: "Provaci". Sono da sempre anticomunista»]''|Intervista di [[Aldo Cazzullo]], ''corriere.it'', 14 giugno 2026}} *{{NDR|[[Gigi Riva]]}} Poche parole, pochi amici, uno era Albertosi. Non dormiva mai, gli allenamenti si facevano nel pomeriggio perché si svegliava alle 11 e dovevamo aspettarlo, era troppo importante. *{{NDR|[[Helenio Herrera]]}} Formidabile, avanti anni luce rispetto agli altri. Lavorava su tecnica e velocità. Se in allenamento rallentavi, ti sgridava subito. Tatticamente era carente, ma psicologicamente era molto forte. Sapeva come caricare la squadra. *{{NDR|[[Nils Liedholm]]}} Molto superstizioso. Si faceva dettare la formazione dal mago di Busto Arsizio. Con lui pensavi di poter fare qualsiasi cosa, diceva sempre di sì. Prima però dovevi fare quello che ti diceva lui. *{{NDR|[[Nereo Rocco]]}} Capiva di calcio, ed era una persona molto diretta. Qualche volta gli piaceva bere, e ci giocava su. Ci faceva fare i giri di campo e ogni volta ne aggiungeva uno. E noi: mister, ce l'ha già aggiunto, doveva essere l'ultimo, si è scordato? E lui: "Me go desmentegà, colpa del vino bianco..." *{{NDR|[[Gianni Rivera]]}} Un calciatore di un altro livello […]. Grandissime qualità, non faceva pesare la sua leadership. Mi sono sempre trovato molto bene con lui. *{{NDR|[[Gianni Agnelli]]}} Un personaggio incredibile. Era come se arrivasse il Papa. Ti dava la benedizione, quindici parole e poi andava via. Restava poco, alle partite, alle cene; però c’era sempre. Ci dava del lei. Una volta mi disse che avevo nostalgia di Roma; in effetti avevo faticato a integrarmi. *In certi club capisci che sei dentro una scuola di mentalità vincente, con un'organizzazione fortissima. Sono posti dove respiri un’atmosfera particolare: senti subito che devi vincere. Non fai nulla di straordinario, devi solo fare il tuo. A Roma ci provi; alla Juve vincere è un’abitudine. Se non vinci, te ne vai. *{{NDR|[[Silvio Berlusconi]]}} Eccezionale. Uno che realizzava i sogni. Tutti cercavano di fare televisione; lui c’è riuscito. Voleva la squadra di calcio più forte del mondo; e c’è riuscito. Era molto rispettoso e generoso, ha aiutato tutti quelli che poteva aiutare. L'ho sempre visto con un pezzo di carta in mano: voleva sapere cosa pensavano gli altri, si appuntava tutto. *Dopo Rivera, [[Roberto Baggio|Baggio]] era il più bravo di tutti. Ma aveva un enorme problema alle ginocchia e non riusciva ad allenarsi. Per gli altri era difficile accettare che uno che non si fosse allenato durante la settimana potesse giocare 90 minuti. Adesso, con cinque sostituzioni, sarebbe più semplice. Oggi paradossalmente Baggio giocherebbe di più. *{{NDR|[[Johan Cruijff]]}} Un giocatore di grandissima qualità, molto altruista […]. Da tecnico lui è stato molto bravo, ma anche un po’ spocchioso. Aveva una certa superbia, come tutti gli olandesi. È difficile spiegare a un olandese qualcosa di diverso; è sempre lui che ti spiega cosa devi fare. ==Citazioni su Fabio Capello== [[File:CapelloMadrid.JPG|thumb|Fabio Capello nel 2007]] *A me Capello piace perché è serio e non appartiene alla categoria dei ciarlatani-filosofi che, nel calcio, abbondano. È uno che mette la tuta dell'operaio e produce; altri indossano il frac e concionano sul nulla, incantando padroni gonzi o imbecilli. ([[Domenico Morace]]) *Capello è il migliore allenatore che abbia mai avuto. Il fatto che mi abbia chiamato in Russia è un onore straordinario [...]. E aggiungo una cosa: Capello è stato il tecnico con cui ho discusso di più, eppure mi ha chiamato in Russia dicendomi che la mia strada è allenare. ([[Christian Panucci]]) *Capello è stato l'allenatore che mi ha cambiato nel modo di giocare. Già dal suo primo anno ha voluto cambiare la mia posizione, quando arrivò giocai con Totti e Montella, ma già a metà stagione mi mise sulla fascia pensando all'anno dopo. Ti faceva tirare fuori il 110%, la sua più grande dote. Trattava tutti allo stesso modo, non c'erano giocatori di nome o altri, i regolamenti erano uguali. ([[Marco Delvecchio]]) *Capello ha i suoi metodi, non sono mai uscito a cena con lui e credo non l'abbia fatto nessuno di noi, però giudico l'allenatore e sui risultati non c'è nulla da dire. Capello sa come tenere in pugno le situazioni difficili. ([[Zvonimir Boban]]) *Capello? Lo stimo molto, sia sul piano professionale sia su quello umano. È per questo che un mese fa l'ho invitato a L'Aja a tenere una conferenza sugli allenatori olandesi. Io e Fabio abbiamo idee molto simili su lavorare con i giocatori e come trattarli. ([[Louis van Gaal]]) *Capisco che Fabio possa risultare scostante [...]. Capello è un bisiaco chiuso, a volte scorbutico; ha una bazza che lo rende difficilmente simpatico a chi lo incrocia per la prima volta; eppoi ha un brutto difetto: sa essere ruffiano ma è anche terribilmente sincero, sino alla brutalità. ([[Domenico Morace]]) *Lui era tremendamente scaramantico. Una volta, a Pechino, persi in campo una penna Dupont d'oro massiccio con cui, negli anni precedenti, avevo compilato tutte le formazioni del Milan da consegnare all'arbitro. Finita la partita ci mettemmo a cercare nell'erba, sotto i riflettori. Capello urlava: trovala, trovala, ma non la trovammo. Era il '94 ed avevamo appena centrato l'abbinata scudetto-Champions League: l'anno seguente arrivammo quarti. ([[Silvano Ramaccioni]]) *Non mi piace parlarne, mi sembra di dedicare troppa attenzione a chi non la merita. Come si è comportato, il fatto che nessuno qui senta la sua mancanza, tutto indica che tipo di persona sia. Si è comportato così a [[Milano]], a [[Roma]] e anche qui a [[Torino]]. Uno, due indizi, il terzo è una prova. ([[Alessandro Del Piero]]) *Ogni mattina mi guardo allo specchio e mi dico che Capello è la più grande offesa per la categoria. Mi vergogno di essere un allenatore. ([[Franco Scoglio]]) *Ognuno può dire quello che vuole, stranamente Capello viene a mettere il becco in casa di altri. Ha vinto due scudetti, ma nessuno si ricorda di cose emblematiche: io mi ricordo gli scudetti di [[Marcello Lippi|Lippi]] e di [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]], non ricordo la Juventus di Capello. Ci si ricorda solo perché quei due scudetti sono stati revocati. E poi Capello con quell'armata che aveva a disposizione è uscito nei quarti di finale di Champions League. Io mi guarderei bene prima di dire delle fesserie. ([[Antonio Conte]]). *Per un calciatore è un onore e una garanzia essere allenati da Capello. ([[John Carew]]) *Provo a dire, io che l'ho visto e ammirato in campo e che con lui ho dialogato particolarmente quando d'estate andavo a trovarlo a Grado e lui mi spiegava e mi raccontava, lui che aveva fama di carattere dolce e levigato come la carta vetrata. Dimmi come era Capello e come giocava. Faceva correre la palla, apriva e spalancava gli occhi anche per gli altri. E non faceva tanti gol, ma tutti importanti, quarantaquattro in campionato e anche otto in azzurro, con quel memorabile gol a Wembley, un gol che fece lacrimare una classe operaia che lassù nell'Isola per un attimo si sentì in Paradiso. E sapeva vivere. ([[Gianfranco Civolani]]) *Quando Capello si arrabbia sono pochi quelli che osano guardarlo negli occhi, e se ti offre una possibilità e tu non la sfrutti puoi anche andare a vendere salsicce fuori dallo stadio. Nessuno va da lui a parlargli dei suoi problemi. Capello non è tuo amico. Non chiacchiera con i giocatori, non a quel modo. Lui è il sergente di ferro, e quando ti chiama in genere non è un buon segno. D'altro canto non puoi mai sapere. Lui distrugge e costruisce. ([[Zlatan Ibrahimović]]) *Un allenatore come Capello è stato fondamentale per me: durante gli allenamenti sentivi il peso del suo sguardo e io avevo bisogno di sentire addosso questo tipo di pressione. Era un mister molto esigente e questa sua caratteristica mi ha aiutato a tirare fuori il meglio di me. ([[Marcel Desailly]]) *Un grande tecnico, molto intelligente e non asfissiava i giocatori. Persona schietta, ma non fu un rapporto facile. Comunque preferisco chi ti parla in faccia. ([[Enzo Gambaro]]) === [[Antonio Cassano]] === *Il migliore allenatore che abbia mai avuto. Ha fatto tanto per me e io poco per lui: non lo meritava, ma la stima che ci ha legato e ci lega tuttora è immensa. *Io e lui non andavamo mai d'accordo, al punto che una volta quando stavo alla Roma mi venne in mente un'idea che tutti e due ancora applichiamo con successo. Gli dico: "Visto che facciamo stronzate dalla mattina alla sera e ci mandiamo continuamente a quel paese, almeno mettiamoci la mano davanti alla bocca, così evitiamo che tutto il mondo veda, capisca e ci prenda per il culo". E lui quel giorno lì per la prima volta ha ascoltato me. Per la prima e unica, sia chiaro. *Se avessi ascoltato Capello, uno dei più grandi allenatori di sempre, avrei fatto cose più importanti. L'ho incontrato per la prima volta nel 2001, mi voleva a tutti i costi a Roma e rifiutai la Juve. Ancora oggi dico di aver fatto la scelta migliore. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Capello, Fabio}} [[Categoria:Allenatori di calcio italiani]] [[Categoria:Calciatori italiani]] jp8vlcw7mibxlg6wzt2jtatgm17zpj3 1417585 1417582 2026-06-20T00:51:13Z Danyele 19198 /* Citazioni di Fabio Capello */ semplificazione 1417585 wikitext text/x-wiki [[File:Russia-Aizer (4).jpg|thumb|Fabio Capello nel 2014]] '''Fabio Capello''' (1946 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano. ==Citazioni di Fabio Capello== {{cronologico}} *{{NDR|Prima della gara Juventus-Roma del campionato di Serie A 1999-2000}} Il problema della sudditanza esiste, forse anzi sicuramente è un fattore involontario ma non possiamo fare finta che non ci sia [...]. Se analizziamo i fatti e facciamo i conti dei pro e dei contro che riguardano altre squadre, ci accorgiamo che alla fine qualche cosa esiste. La Juventus viene favorita perché sono ormai molti anni che si trova al vertice, non dobbiamo stupirci perché il problema esiste su tutti i campi.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/online/sport/ventiduesima/polemiche/polemiche.html Capello contro Juve e arbitri "La sudditanza esiste"]'', ''repubblica.it'', 21 febbraio 2000.</ref> *Il [[terrorismo]] di qualsiasi matrice va combattuto, ma non è giusto prendere l'[[Islam]] come nemico comune: il terrorismo non ha religione.<ref>Citato in Ernesto Menicucci; ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2001/settembre/16/Capello_pronto_riaccendere_Roma_co_10_0109161326.shtml Capello pronto a riaccendere la Roma]'', ''Corriere della Sera'', 16 settembre 2001, p. 55.</ref> *[[Silvano Ramaccioni|Silvano]] è uno che sa stare perfettamente al suo posto. La sua collaborazione con l'allenatore è totale, si può dire che indossi la maglia di quel tecnico, lo difende. Impossibile non sentire il suo appoggio. Trovo che sia bravissimo a fare da trait d'union tra la squadra e la panchina. E poi di calcio capisce: per un tecnico è un aiuto in più. Con lui puoi confrontarti sapendo di avere a che fare con un interlocutore attendibile.<ref>Citato in Alberto Costa, ''[https://web.archive.org/web/20141125114737/http://archiviostorico.corriere.it/2002/maggio/13/vent_anni_Ramaccioni_Memorie_dal_co_0_0205136993.shtml I vent'anni di Ramaccioni. «Memorie dal mondo Milan»]'', ''Corriere della Sera'', 13 maggio 2002, p. 43.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]] sulla Juventus nell'aprile 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.<ref name=juve>A fine maggio 2004, Capello diventa ufficialmente allenatore della Juventus.</ref><ref name=rep>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2004/e/sezioni/sport/calcio/serie_a/capeljuve2/capeljuve2/capeljuve2.html "La Juve? Non mi interessa" Così parlava Capello romanista]'', ''repubblica.it'', 28 maggio 2004.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]] nel febbraio 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita.<ref name=juve/><ref name=rep/> *{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1992-1993]], replicando a Jean-Jacques Eydelie che parlò di pratiche dopanti}} In campo non ci accorgemmo di nulla, comunque quella sconfitta fu immeritata: Barthez fece 3 parate strepitose. Da notare poi che l'arbitro di quella finale fu radiato per corruzione [...]<ref>Citato in Andrea Sorrentino, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/01/22/quella-coppa-campioni-nostra.html Quella Coppa Campioni è nostra]'', ''la Repubblica'', 22 gennaio 2006.</ref> *[[Francisco Franco]] ha lasciato in eredità l'ordine. In Spagna funziona tutto e funziona bene, ci sono educazione, pulizia, rispetto e poca burocrazia<ref>Citato in [http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/02_Febbraio/09/capello.html ''Capello «franchista» fa infuriare la Spagna''], ''corriere.it'', 9 febbraio 2006</ref>. *{{NDR|[[Ultime parole famose]] al termine del campionato di Serie A 2005-2006}} [...] il mio futuro sarà sicuramente nella Juventus {{NDR|«Anche in Serie B?»}} Per quale motivo, scusi? L'ha deciso lei?<ref>Dall'intervista di Paolo Assogna per il programma televisivo ''Sky Calcio Show'', in onda su ''Sky Sport 1'' al termine di Reggina-Juventus (0-2), gara valevole per l'ultima giornata di campionato; ''[https://www.youtube.com/watch?v=fqe4GRNBOFM video]'' disponibile su ''youtube.com'', min, 2.50.</ref> *Nessuno ha la potenza di [[Zlatan Ibrahimović]]. Lui e Marco Van Basten sono identici nell'eleganza.<ref>Da ''La Gazzetta dello Sport'', 9 novembre 2007.</ref> *{{NDR|Sulla stagione 2007-2008 che segna il ritorno in Serie A della Juventus}} La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.<ref name=clari>Dall'intervista di Valerio Clari, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Primo_Piano/2008/03_Marzo/11/capello.html Capello consulente Inter "Occhio al contropiede"]'', ''gazzetta.it'', 11 marzo 2008.</ref> *Io sono dell'idea che più si fischia più si sbaglia. Meglio il metro inglese, in questo senso. In Italia si analizza troppo la moviola per giustificare o condannare le prestazioni della squadra. E finché si discute su contatti minimi si giustificano i simulatori.<ref name=clari/> *Io ho sempre detto: non voglio 7 giocatori, ma due buoni. Quando vuoi rifondare una squadra ci vuole solo la qualità. Al Milan sono arrivati Ibra e Robinho. Finalmente, ho detto a Galliani, avete preso due ottimi giocatori. Ci vogliono uomini che fanno la differenza non che fanno numero.<ref>Dal Gr Parlamento; citato in ''Tuttosport'', 1º febbraio 2011, p. 2.</ref> *[[Massimo Moratti|Moratti]] dice che lo Scudetto del 2006 è suo? E io dico che è mio. La medaglia ce l'ho ancora a casa, non me l'ha tolta nessuno. Questo del Milan è il secondo titolo "vero", perché anche l'anno scorso è stato un torneo equilibrato. In quelli precedenti, invece, per l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] non c'era competizione.<ref>Citato in ''[http://www.sportnews.eu/calcio/19/05/2011/inter-capello-lo-scudetto-del-2006-e-mio-la-medaglia-non-me-lha-tolta-nessuno/ Inter. Capello: "Lo scudetto del 2006 è mio, la medaglia non me l'ha tolta nessuno"]'', ''sportnews.eu'', 19 maggio 2011.</ref> *Dopo aver visto [[Wayne Rooney|Rooney]] contro l'Italia {{NDR|agli Europei 2012}}, credo che capisca solo lo scozzese.<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Andrea Stramaccioni|Stramaccioni]]}} Penso che [[Massimo Moratti|Moratti]] l'abbia scelto non perché sia giovane, che sarebbe assurdo, ma perché è bravo.<ref name=intervistaCondo>Citato in Paolo Condò, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Primo_Piano/13-09-2012/capello-allarme-russo-milan-occhio-zenit-912589734989.shtml Capello e l'allarme russo. Milan, occhio allo Zenit]'', ''gazzetta.it'', 13 settembre 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Radamel Falcao|Falcao]]}} In tutta la mia carriera soltanto un giocatore mi lasciò un'impressione superiore al primo sguardo, e fu proprio [[Leo Messi]] la sera del Gamper contro la mia Juve. Falcao è un attaccante grandissimo, oggi sicuramente il numero uno.<ref name=intervistaCondo/> *Ho votato tanti partiti diversi: PSI, PRI, DC per tanti anni, poi Lega nord e Forza Italia. [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è stato grandissimo come imprenditore, cioè in una posizione dove poteva decidere tutto o quasi. In politica invece è un uomo con le mani legate. Ha dovuto accontentare troppa gente e non ha potuto fare come voleva lui. Però lo voterò ancora.<ref>Citato in ''[http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=CAPELLO+Fabio Biografia di Fabio Capello]'', ''cinquantamila.corriere.it'', 4 novembre 2013.</ref> *{{NDR|Su [[Gonzalo Higuaín]]}} Lo presi io al Real Madrid quando non aveva ancora venti anni, mi piacque subito. Vidi delle cassette, mi interessò immediatamente perché si muoveva molto e partecipava sempre all'azione. Higuain non è un attaccante che resta fermo in area avversaria in attesa del pallone. Appena arrivò a Madrid si mise subito a disposizione del gruppo, lavorava tantissimo per migliorare tecnicamente. Ha sempre dimostrato fiuto del goal e grande determinazione, è un calciatore importante.<ref>Da un'intervista a Sky Sport; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2014/03/02/4656343/higuain-fa-cantare-napoli-capello-ricorda-lo-portai-io-al Higuain fa cantare Napoli, Capello ricorda: "Lo portai io al Real..."]'', ''goal.com'', 2 marzo 2014.</ref> *Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/2014/10/16-309553/Capello%3A+%C2%ABDifferenze+Juve-Roma%3F+La+mentalit%C3%A0+vincente...%C2%BB Capello: «Differenze Juve-Roma? La mentalità vincente...»]'', ''tuttosport.com'', 16 ottobre 2014.</ref> *{{NDR|Su [[Paul Pogba]]}} Parliamo di un ragazzo che ha un potenziale da super giocatore. Bisogna vedere se quando gli mettono il volante in mano, nel senso di mostrare tutto il suo valore ed essere trainante per la squadra, dimostrerà di essere capace di guidare.<ref>Dall'intervista di Filippo Cornacchia a ''Tuttosport''; citato in ''[http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2015/09/14-4010318/capello_pogba_hai_il_volante_col_city_devi_guidare/ «Pogba, hai il volante col City devi guidare»]'', ''tuttosport.com'', 14 settembre 2015.</ref> *{{NDR|Su [[Ronaldo]]}} Si presentò a Madrid che era 96 kg, gli ho chiesto di arrivare a 88-90. Non c'è stato niente da fare. Era un grandissimo giocatore, ma un leader negativo per il gruppo. Lo cedemmo a gennaio e l'ambiente in squadra cambiò completamente: riusciamo a recuperare nove punti al Barcellona, anche se l'impatto mediatico fu enorme.<ref name=gazzetta>Da un intervento ai Globe Soccer Awards 2015; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/28-12-2015/capello-ronaldo-leader-negativo-via-lui-mio-real-madrid-trionfo-14086819241.shtml Capello: "Ronaldo leader negativo: via lui e il mio Real Madrid trionfò"]'', ''gazzetta.it'', 28 dicembre 2015.</ref> *Io sono per la [[Tecnologia di porta|tecnologia]] totale. In tutti gli sport, dal rugby al basket fino al tennis c'è la tecnologia. Io per un gol-non gol sono stato eliminato al Mondiale con l'Inghilterra. Uno lavora due anni e dopo un errore del genere vai a casa. È una cosa importante.<ref name=gazzetta/> *[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Cristiano Ronaldo]] è un grande realizzatore ma non ha il genio di Messi [...]. Messi era un genio già a 17-18 anni, Cristiano era invece un buon giocatore che si è costruito attraverso il duro lavoro diventando poi un crack. Il portoghese è un ottimo giocatore, ha tutto il mio rispetto, tuttavia non ha nel suo repertorio la giocata geniale, impossibile, quella che gli altri non possono immaginare. La differenza è lì, Messi è un talento innato, Cristiano è diventato un campione con il passare del tempo.<ref>Dall'intervista ad ''AS'', citato in ''[https://www.goal.com/it/notizie/il-migliore-capello-vota-messi-lui-e-un-genio-cristiano-ronaldo-no/1o52ctti8tl5i19kmdky2f4ugl Il migliore? Capello vota Messi: "Lui è un genio, Cristiano Ronaldo no"]'', ''goal.com'', 3 dicembre 2016.</ref> *La mia avventura al [[Real Madrid Club de Fútbol|Real Madrid]] finì con una telefonata di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] che mi chiese di tornare ad allenare il Milan. A lui dovevo tutto e non potevo dirgli di no.<ref>Citato in ''[http://www.foxsports.it/2016/12/23/collezione-capello-guarda-che-inter-vende-roberto-carlos-porto-a-madrid "Guarda che l'Inter vende Roberto Carlos". E Capello lo portò a Madrid]'', ''foxsports.it'', 23 dicembre 2016.</ref> *Loro {{NDR|i tifosi spagnoli}} si divertono alla partita, ci vanno tranquilli, con un panino in mano; da noi si va allo stadio solo per offendere. In Inghilterra applaudono la loro squadra quando retrocede, perché riconoscono ai giocatori l’impegno, l’applicazione: da noi quando succede? In Italia ho visto solo i tifosi del [[Frosinone Calcio|Frosinone]] applaudire la squadra nonostante la retrocessione<ref>Citato in [https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_06/sport-senza-piu-gioia-inaccettabile-sottocultura-professionisti-tifo-ceba719a-31cd-11e7-8ba7-335b307d9aaa.shtml ''La sottocultura dei professionisti del tifo è inaccettabile''], ''roma.corriere.it'', 5 maggio 2017</ref>. *Quando me lo sono trovato a Madrid mi dissi "Ancora qui questo...". A Roma si perse, come tutti quelli che sono andati lì. Si è fatto coinvolgere da qualche festa di troppo. Dopo [[Roberto Baggio|Baggio]] è stato il più grande talento del calcio italiano. La genialità di Cassano è unica. Negli ultimi 20 metri dribblava, rifiniva, calciava... Molti confondono i fuoriclasse con i geni: sono cose molto diverse. Il più grande dispiacere che ho avuto è stato lo spreco del suo talento. Antonio si è perso in sciocchezze, in bambinate. Si è fermato al 50% delle sue possibilità. Ricordo che a Madrid avevamo il Gordo ([[Ronaldo]]) e il Gordito, cioè lui.<ref>Dall'evento Milano Calcio City, 29 settembre 2019; citato in ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/tmw-capello-scudetto-sara-sfida-a-tre-fino-alla-fine-occhio-all-atalanta-1297463 Capello: "Scudetto, sarà sfida a tre fino alla fine. Occhio all'Atalanta"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 29 settembre 2019.</ref> *Quando sei alla Juventus diventi un operaio, la stessa cosa succede anche al Milan. Sono stato anche al Real Madrid e lì quello della reception ti dice subito che sei nel club più importante del mondo. Alla Roma invece devi sempre costruire e rimodellare la mentalità. Quando abbiamo vinto il campionato dissi che avevamo fatto festa per sei mesi e che dovevamo smetterla. Ho vinto ovunque, ma solo a Roma abbiamo festeggiato con calciatori e famiglie, si dà importanza ad altre cose. Io chiesi perché non si fosse organizzata una festa tutta nostra.<ref> Da un'intervista a Radio Radio; citato in '' [https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/capello-alla-juve-diventi-un-operaio-ai-bianconeri-chiesi-io-ibrahimovic-490061 Capello: "Alla Juve diventi un operaio. Ai bianconeri chiesi io Ibrahimovic"]'', ''tuttojuve.com'', 25 ottobre 2019.</ref> *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2000-2001]]}} Guardi, se è stato difficile vincere un campionato, e la dimostrazione è che nella storia di questa società ne sono stati vinti appena tre, ancor più difficile è stato mettere la parola fine ai festeggiamenti. Sono durati 7 mesi e le assicuro che non esagero.<ref>Da un'intervista a ''Il Messaggero''; citato in Giacomo Emanuele Di Giulio, ''[https://www.romanews.eu/capello-lo-scudetto-con-la-roma-il-piu-difficile-della-mia-carriera/ Capello: "Lo scudetto con la Roma il più difficile della mia carriera"]'', ''romanews.eu'', 17 giugno 2021.</ref> *{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve!<ref>Citato in ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Joshua Zirkzee]]}} [...] un giocatore completo di grandi qualità tecniche, dotato di grande fantasia, capace di "vedere" il gioco, che corre ed è ben strutturato fisicamente. Un giocatore moderno con tanta, tanta qualità. Ha velocità di pensiero e sceglie sempre la giocata che più può far male all'avversario, quella più pericolosa. È una dote che o ce l'hai o non ce l'hai. Ha sensibilità tecnica e tattica.<ref>Da un'intervista a ''Sportweek''; citato in ''[https://www.milannews.it/news/capello-innamorato-di-zirkzee-giocatore-moderno-con-tanta-tanta-qualita-l-ho-visto-a-san-siro-e-538148 Capello "innamorato" di Zirkzee: "Giocatore moderno con tanta, tanta qualità. L'ho visto a San Siro e..."]'', ''milannews.it'', 8 giugno 2024.</ref> *Quando fai il [[Calciomercato|mercato]] devi pensare a quanto valgono i giocatori che hai: se vale 90, devi comprarne uno che valga 93. Se ne compri dieci che valgono 70, non fai un passo avanti.<ref>Dall'intervento a Milano Football Week; citato in Tommaso Bonan, ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/capello-quando-leggo-che-il-milan-non-ha-neanche-un-convocato-in-nazionale-1979310 Capello: "Quando leggo che il Milan non ha neanche un convocato in Nazionale..."]'', ''tuttomercatoweb.com'', 14 giugno 2024.</ref> {{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/07/24/mourinho-in-italia-non-cambiera-il-calcio.html Mourinho in Italia non cambierà il calcio]''|Intervista di Corrado Zunino, ''la Repubblica'', 24 luglio 2008.}} *Ai nostri allenatori [[José Mourinho|Mourinho]] non ha da insegnare niente. In Italia il calcio tatticamente è una cosa molto, molto seria. Sotto l'aspetto calcistico siamo i più avanzati e ormai tutti conoscono tutto. Mourinho adesso ha in mano una macchina straordinaria e non credo farà rivoluzioni, gli sarà sufficiente portare quell'un per cento di novità. *{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} [...] io con l'Inghilterra finisco il turno. Il mio lavoro sul campo termina con l'esperienza inglese. {{NDR|«Abbiamo capito bene, dopo i mondiali del 2010 non sarà più un allenatore?»}} Questo è sicuro. *{{NDR|Nel 2008}} Ho letto dei 'no' degli ultrà in campagna acquisti: [[Christian Vieri|Vieri]], Zauri, [[Dejan Stankovic|Stankovic]]. Una società ha il diritto di prendere chi gli pare: se a un tifoso non sta bene, quella stagione non andrà allo stadio. Ecco, in Italia i [[tifo sportivo|tifosi]], e il tifo organizzato in particolare, hanno troppo potere. {{Int|Da ''Tuttosport'', 27 ottobre 2009, p. 3.}} *Guido la Nazionale inglese, era ''my dream'', il mio sogno, quella azzurra non mi ha mai affascinato, qui ci sono 57 milioni di ct, io non sono fra questi. Io cerco sempre qualcosa di forte, mi esaltano le grandi sfide. *{{NDR|Su [[Calciopoli]]}} Imbarazzo? E perché? Io ho vinto quei titoli sul campo, ce li hanno tolti è vero ma le medaglie le ho sempre, sono in un baule in cantina. *In Spagna c'è grande rispetto, concetto base del mio modo di essere e allenare, le famiglie vanno allo stadio coi bambini, in Inghilterra gli impianti sono pieni, non succede mai nulla e polizia e steward svolgono un ruolo perfetto. In Italia invece comandano gli [[Ultras|ultrà]], negli stadi vedi e senti di tutto, il declino sarà sempre più evidente. Eppure basterebbe applicare la legge. Autorità e club devono prendere una decisione per far tornare la gente negli stadi e rendere questi più accoglienti. {{Int|Da ''[http://www.vecchiasignora.com/topic/240262-intervista-completa-a-fabio-capello-dalla-trasmissione-undici-si-parla-di-juve-triade-del-piero-chelsea-e-tanto-altro/ "Calciopoli? I due Scudetti sono nostri"]''|Dal programma televisivo ''Undici''; citato in ''vecchiasignora.com'', 20 novembre 2012.}} *Già ai miei tempi l'avevo portato con [[Claudio Marchisio|Marchisio]] in prima squadra per qualche allenamento. Si intravedevano in lui grandi potenzialità. In [[Sebastian Giovinco|Giovinco]] rivedo [[Gianfranco Zola|Zola]]. Stesso dribbling ed entrambi abilissimi sui calci di punizione. *La Triade? Non rinnego la loro amicizia, avevano qualcosa in più degli altri. Formano un mix completo. L'abilità gestionale a livello societario del dottor [[Antonio Giraudo|Giraudo]], grazie al quale non c'erano bisogno degli investimenti della Fiat per fare il mercato. La competenza tecnica di [[Roberto Bettega]] e la bravura nell'acquistare i giocatori di [[Luciano Moggi]]. Una società che ti permetteva di dedicarti solo al campo e di fare l'allenatore, senza dover pensare a nulla. *Lo volevo alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]], ma non riuscimmo a portarlo. Lo volli alla Juve perché ero convinto fosse un fuoriclasse vero. Quando arrivò a Torino calciava solo forte e male. Consigliai a [[Zlatan Ibrahimovic|Zlatan]] di perfezionare la tecnica di tiro ed ogni giorno si fermava dopo l'allenamento con Galbiati a fare tiri in porta. Credo che i risultati si vedano. Fa giocate che solo i fuoriclasse sanno fare e che sono impensabili per gli altri. *{{NDR|Riferito al periodo tra il 2004 e il 2006}} Non era più il [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] spumeggiante degli anni di [[Marcello Lippi|Lippi]]. Alessandro comunque merita tutta la mia stima e l'affetto. Si è sempre comportato da grande professionista, anche se era in parabola discendente. {{Int|''[https://www.quotidiano.net/cronaca/fabio-capello-moglie-yywvyxv3 Fabio Capello e l'amore: "Mi sono dimesso una volta, non potevo stare lontano da mia moglie"]''|Intervista di [[Leo Turrini]], ''quotidiano.net'', 18 novembre 2024}} *{{NDR|Riferendosi alla vittoria della nazionale italiana a Wembley contro l'Inghilterra nel 1973}} Vincemmo 1-0 con un mio gol nel finale. La mattina del match, un tabloid londinese aveva titolato: stasera ventimila camerieri allo stadio, irridendo i nostri connazionali che facevano i lavori più umili in Inghilterra. Alla fine della partita, andai a parlare con i giornalisti e dissi: ho segnato per l'onore di ventimila camerieri. *{{NDR|«La gioia più grande da mister?»}} Il 4-0 rifilato con il mio Milan al Barcellona nella [[Finale della UEFA Champions League 1993-1994|finale di Champions ad Atene nel 1994]]. Cruyff, il mitico olandese, allenava i catalani. Per un mese aveva dichiarato che per loro era una formalità, erano troppo superiori. Io mostrai una sua foto ai miei giocatori, spiegando che avevamo occasione di fargli cambiare idea. *Io al Cavaliere debbo tantissimo. Quando comprò il Milan io ero già nel club. Silvio mi disse: Capello, lei deve studiare da manager in Fininvest, vedrà che quello che impara le servirà quando la metterò in panchina. Aveva ragione. *{{NDR|«Mai litigato con lui?»}} No, però ci fu una volta che non mi diede retta. Nel 2006 ero tornato ad allenare il Real Madrid. In organico avevo Ronaldo, non il portoghese, il brasiliano che era stato all'Inter [...]. Fantastico, ma non aveva più la testa da atleta, organizzava sempre feste con ballerine eccetera. Io convinsi i dirigenti del Real a venderlo perché sfasciava lo spogliatoio con le sue abitudini [...]. Un giorno mi chiama Silvio e mi fa: Fabio, davvero vendi Ronaldo? E io: sì presidente ma per carità non lo compri, a me sta sempre a cuore il Milan, non faccia questo errore, non si metta in casa uno che pensa solo alle veline e allo champagne [...]. Berlusconi al telefono mi dà ragione, mi giura che seguirà il mio consiglio. Il giorno dopo apro il giornale e c'è un titolo a caratteri cubitali: Ronaldo è del Milan. {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/26_giugno_14/fabio-capello-intervista-6ff41822-af14-4310-adfa-01292f02cxlk.shtml Fabio Capello: «A Ibra dissi di fare gol, non il circo. Volevo smettere di studiare, papà dopo pranzo mi abbracciò e mi disse: "Provaci". Sono da sempre anticomunista»]''|Intervista di [[Aldo Cazzullo]], ''corriere.it'', 14 giugno 2026}} *{{NDR|[[Gigi Riva]]}} Poche parole, pochi amici […]. Non dormiva mai, gli allenamenti si facevano nel pomeriggio perché si svegliava alle 11 e dovevamo aspettarlo, era troppo importante. *{{NDR|[[Helenio Herrera]]}} Formidabile, avanti anni luce rispetto agli altri. Lavorava su tecnica e velocità. Se in allenamento rallentavi, ti sgridava subito. Tatticamente era carente, ma psicologicamente era molto forte. Sapeva come caricare la squadra. *{{NDR|[[Nils Liedholm]]}} Molto superstizioso. Si faceva dettare la formazione dal mago di Busto Arsizio. Con lui pensavi di poter fare qualsiasi cosa, diceva sempre di sì. Prima però dovevi fare quello che ti diceva lui. *{{NDR|[[Nereo Rocco]]}} Capiva di calcio, ed era una persona molto diretta. Qualche volta gli piaceva bere, e ci giocava su. Ci faceva fare i giri di campo e ogni volta ne aggiungeva uno. E noi: mister, ce l'ha già aggiunto, doveva essere l'ultimo, si è scordato? E lui: "Me go desmentegà, colpa del vino bianco..." *{{NDR|[[Gianni Rivera]]}} Un calciatore di un altro livello […]. Grandissime qualità, non faceva pesare la sua leadership. Mi sono sempre trovato molto bene con lui. *{{NDR|[[Gianni Agnelli]]}} Un personaggio incredibile. Era come se arrivasse il Papa. Ti dava la benedizione, quindici parole e poi andava via. Restava poco, alle partite, alle cene; però c’era sempre. Ci dava del lei. Una volta mi disse che avevo nostalgia di Roma; in effetti avevo faticato a integrarmi. *In certi club capisci che sei dentro una scuola di mentalità vincente, con un'organizzazione fortissima. Sono posti dove respiri un’atmosfera particolare: senti subito che devi vincere. Non fai nulla di straordinario, devi solo fare il tuo. A Roma ci provi; alla Juve vincere è un’abitudine. Se non vinci, te ne vai. *{{NDR|[[Silvio Berlusconi]]}} Eccezionale. Uno che realizzava i sogni. Tutti cercavano di fare televisione; lui c’è riuscito. Voleva la squadra di calcio più forte del mondo; e c’è riuscito. Era molto rispettoso e generoso, ha aiutato tutti quelli che poteva aiutare. L'ho sempre visto con un pezzo di carta in mano: voleva sapere cosa pensavano gli altri, si appuntava tutto. *Dopo Rivera, [[Roberto Baggio|Baggio]] era il più bravo di tutti. Ma aveva un enorme problema alle ginocchia e non riusciva ad allenarsi. Per gli altri era difficile accettare che uno che non si fosse allenato durante la settimana potesse giocare 90 minuti. Adesso, con cinque sostituzioni, sarebbe più semplice. Oggi paradossalmente Baggio giocherebbe di più. *{{NDR|[[Johan Cruijff]]}} Un giocatore di grandissima qualità, molto altruista […]. Da tecnico lui è stato molto bravo, ma anche un po’ spocchioso. Aveva una certa superbia, come tutti gli olandesi. È difficile spiegare a un olandese qualcosa di diverso; è sempre lui che ti spiega cosa devi fare. ==Citazioni su Fabio Capello== [[File:CapelloMadrid.JPG|thumb|Fabio Capello nel 2007]] *A me Capello piace perché è serio e non appartiene alla categoria dei ciarlatani-filosofi che, nel calcio, abbondano. È uno che mette la tuta dell'operaio e produce; altri indossano il frac e concionano sul nulla, incantando padroni gonzi o imbecilli. ([[Domenico Morace]]) *Capello è il migliore allenatore che abbia mai avuto. Il fatto che mi abbia chiamato in Russia è un onore straordinario [...]. E aggiungo una cosa: Capello è stato il tecnico con cui ho discusso di più, eppure mi ha chiamato in Russia dicendomi che la mia strada è allenare. ([[Christian Panucci]]) *Capello è stato l'allenatore che mi ha cambiato nel modo di giocare. Già dal suo primo anno ha voluto cambiare la mia posizione, quando arrivò giocai con Totti e Montella, ma già a metà stagione mi mise sulla fascia pensando all'anno dopo. Ti faceva tirare fuori il 110%, la sua più grande dote. Trattava tutti allo stesso modo, non c'erano giocatori di nome o altri, i regolamenti erano uguali. ([[Marco Delvecchio]]) *Capello ha i suoi metodi, non sono mai uscito a cena con lui e credo non l'abbia fatto nessuno di noi, però giudico l'allenatore e sui risultati non c'è nulla da dire. Capello sa come tenere in pugno le situazioni difficili. ([[Zvonimir Boban]]) *Capello? Lo stimo molto, sia sul piano professionale sia su quello umano. È per questo che un mese fa l'ho invitato a L'Aja a tenere una conferenza sugli allenatori olandesi. Io e Fabio abbiamo idee molto simili su lavorare con i giocatori e come trattarli. ([[Louis van Gaal]]) *Capisco che Fabio possa risultare scostante [...]. Capello è un bisiaco chiuso, a volte scorbutico; ha una bazza che lo rende difficilmente simpatico a chi lo incrocia per la prima volta; eppoi ha un brutto difetto: sa essere ruffiano ma è anche terribilmente sincero, sino alla brutalità. ([[Domenico Morace]]) *Lui era tremendamente scaramantico. Una volta, a Pechino, persi in campo una penna Dupont d'oro massiccio con cui, negli anni precedenti, avevo compilato tutte le formazioni del Milan da consegnare all'arbitro. Finita la partita ci mettemmo a cercare nell'erba, sotto i riflettori. Capello urlava: trovala, trovala, ma non la trovammo. Era il '94 ed avevamo appena centrato l'abbinata scudetto-Champions League: l'anno seguente arrivammo quarti. ([[Silvano Ramaccioni]]) *Non mi piace parlarne, mi sembra di dedicare troppa attenzione a chi non la merita. Come si è comportato, il fatto che nessuno qui senta la sua mancanza, tutto indica che tipo di persona sia. Si è comportato così a [[Milano]], a [[Roma]] e anche qui a [[Torino]]. Uno, due indizi, il terzo è una prova. ([[Alessandro Del Piero]]) *Ogni mattina mi guardo allo specchio e mi dico che Capello è la più grande offesa per la categoria. Mi vergogno di essere un allenatore. ([[Franco Scoglio]]) *Ognuno può dire quello che vuole, stranamente Capello viene a mettere il becco in casa di altri. Ha vinto due scudetti, ma nessuno si ricorda di cose emblematiche: io mi ricordo gli scudetti di [[Marcello Lippi|Lippi]] e di [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]], non ricordo la Juventus di Capello. Ci si ricorda solo perché quei due scudetti sono stati revocati. E poi Capello con quell'armata che aveva a disposizione è uscito nei quarti di finale di Champions League. Io mi guarderei bene prima di dire delle fesserie. ([[Antonio Conte]]). *Per un calciatore è un onore e una garanzia essere allenati da Capello. ([[John Carew]]) *Provo a dire, io che l'ho visto e ammirato in campo e che con lui ho dialogato particolarmente quando d'estate andavo a trovarlo a Grado e lui mi spiegava e mi raccontava, lui che aveva fama di carattere dolce e levigato come la carta vetrata. Dimmi come era Capello e come giocava. Faceva correre la palla, apriva e spalancava gli occhi anche per gli altri. E non faceva tanti gol, ma tutti importanti, quarantaquattro in campionato e anche otto in azzurro, con quel memorabile gol a Wembley, un gol che fece lacrimare una classe operaia che lassù nell'Isola per un attimo si sentì in Paradiso. E sapeva vivere. ([[Gianfranco Civolani]]) *Quando Capello si arrabbia sono pochi quelli che osano guardarlo negli occhi, e se ti offre una possibilità e tu non la sfrutti puoi anche andare a vendere salsicce fuori dallo stadio. Nessuno va da lui a parlargli dei suoi problemi. Capello non è tuo amico. Non chiacchiera con i giocatori, non a quel modo. Lui è il sergente di ferro, e quando ti chiama in genere non è un buon segno. D'altro canto non puoi mai sapere. Lui distrugge e costruisce. ([[Zlatan Ibrahimović]]) *Un allenatore come Capello è stato fondamentale per me: durante gli allenamenti sentivi il peso del suo sguardo e io avevo bisogno di sentire addosso questo tipo di pressione. Era un mister molto esigente e questa sua caratteristica mi ha aiutato a tirare fuori il meglio di me. ([[Marcel Desailly]]) *Un grande tecnico, molto intelligente e non asfissiava i giocatori. Persona schietta, ma non fu un rapporto facile. Comunque preferisco chi ti parla in faccia. ([[Enzo Gambaro]]) === [[Antonio Cassano]] === *Il migliore allenatore che abbia mai avuto. Ha fatto tanto per me e io poco per lui: non lo meritava, ma la stima che ci ha legato e ci lega tuttora è immensa. *Io e lui non andavamo mai d'accordo, al punto che una volta quando stavo alla Roma mi venne in mente un'idea che tutti e due ancora applichiamo con successo. Gli dico: "Visto che facciamo stronzate dalla mattina alla sera e ci mandiamo continuamente a quel paese, almeno mettiamoci la mano davanti alla bocca, così evitiamo che tutto il mondo veda, capisca e ci prenda per il culo". E lui quel giorno lì per la prima volta ha ascoltato me. Per la prima e unica, sia chiaro. *Se avessi ascoltato Capello, uno dei più grandi allenatori di sempre, avrei fatto cose più importanti. L'ho incontrato per la prima volta nel 2001, mi voleva a tutti i costi a Roma e rifiutai la Juve. Ancora oggi dico di aver fatto la scelta migliore. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Capello, Fabio}} [[Categoria:Allenatori di calcio italiani]] [[Categoria:Calciatori italiani]] pgm8giap6xt12lf1k76a6gwu1zf4g27 Nils Liedholm 0 16643 1417575 1415132 2026-06-19T22:26:43Z SirPsych0 33615 /* Citazioni su Nils Liedholm */ +1 1417575 wikitext text/x-wiki [[File:Nils Liedholm in Milan 1958.jpg|thumb|Nils Liedholm (1958)]] '''Nils Liedholm''' (1922 – 2007), calciatore e allenatore di calcio svedese. ==Citazioni di Nils Liedholm== {{cronologico}} *Da casa a scuola erano sette chilometri. Ebbene, da ragazzino li percorrevo a piedi, dietro un sasso che colpivo ripetutamente con i piedi. Sempre quello, per sette chilometri.<ref>Da un'intervista dell'agosto 1979; citato in ''[https://storiedicalcio.altervista.org/blog/nils-liedholm-agosto-1979.html NILS LIEDHOLM – Intervista agosto 1979]'', ''storiedicalcio.altervista.org'', 14 novembre 2015.</ref> *Una volta a San Siro avevamo segnato subito e siamo rimasti in dieci. Ho toccato palla solo tre volte in tutta la partita… però ogni volta l’ho tenuta venti minuti.<ref>Dall'intervista di [[Aldo Cazzullo]] al ''Corriere della Sera'', 8 febbraio 2004; citato in ''[https://storiedicalcio.altervista.org/blog/aldo-cazzullo-intervista-liedholm.html Aldo Cazzullo intervista Liedholm: «Io e il calcio, tra maghi e astrologia»]'', ''storiedicalcio.altervista.org'', 10 febbraio 2020.</ref> *Meglio stancarsi avendo la palla che stancarsi dovendo rincorrerla.<ref>Dall'intervista di Corrado Sannucci a ''la Repubblica'', 2 gennaio 2005; citato in ''[http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=2678 NILS LIEDHOLM. UN RAGGIO DI SOLE E UN RAGGIO DI LUNA - DUE SOLI. UNA DELLE ULTIME INTERVISTE (2005). Una dittatura di due squadre è sempre meglio di una dittatura di una squadra sola. "Ma credo che vincerà la Roma"]'', ''lavocedifiore.org'', 6 novembre 2007.</ref> {{Int|''Ecco cosa dice Nils Liedholm dell'astrologia''|Emilio Ugoletti (a cura di), ''Guerin Sportivo'' nº 37, 10-16 settembre 1975, p. 24.}} *[...] la conoscenza che ho dell'astrologia purtroppo non mi serve per pronostici e divinazioni. Nel calcio la palla è rotonda e rotonda rimane con tutto quel che ne consegue; le stelle non ci possono nulla. Il fatto è che l'astrologia non permette previsioni né nel calcio né in qualsiasi altra materia. [...] Se mi interesso di astrologia è perché credo che questa mi aiuti a conoscere meglio gli uomini. Il segno zodiacale del mio prossimo non è certamente né l'unico né il più importante elemento di giudizio; è semplicemente un elemento in più. [...] Il segno di appartenenza dona solo i punti più rilevanti del carattere e il profilo della personalità, indica una tendenza. Dal momento che conoscere gli altri è tanto difficile, credo non sia male avvalersi anche dell'astrologia malgrado i suoi limiti. L'importante è non sopravvalutare le possibilità che questa scienza offre [...]. *Se c'è un segno zodiacale che più degli altri è positivo per un calciatore, questo è senza dubbio la Bilancia. La Bilancia è il segno della intelligenza pratica, della costanza nel raggiungere le mete prefissate, dell'amore per l'ordine, della capacità di valutare rapidamente e serenamente gli eventi, dell'arte di convivere con il prossimo e di quella di sapersi adattare alle situazioni. Una "Bilancia" eccezionale nel calcio è Pelé. Sono "Bilancia" Bobby Charlton, Edstrom, Overath, Sivori, Piola tanto per fare degli esempi. Quando poi in attacco una "Bilancia" si associa ad uno "Scorpione", allora si realizza l'optimum. I nati sotto il segno dello Scorpione vantano generalmente qualità che sono molto utili per un attaccante. In quanto a determinazione non sono secondi a nessuno. Semmai sono un po' vulnerabili per l'ambiente che li circonda e una loro inefficienza sul terreno di gioco va più che per altri ricercata nelle contrarietà e nelle polemiche di cui sono oggetto nella vita privata o nell'ambito della società. [...] basta pensare a Hamrin, Riva, Boninsegna, Bigon, Mazzola, Bulgarelli e al giovane D'Amico. Avere in squadra uno "Scorpione" è molto importante. *Una squadra perfetta dal punto di vista astrologico non esiste, ma certo sarebbe bello vedere cosa succederebbe a crearne una. Avanti vedo bene la coppia Bilancia-Scorpione; a metà campo, come creatori di gioco, vanno benissimo i segni di Aria e cioè Gemelli come Cordova e Capello coaudiuvati da un'altra Bilancia. Il segno dei Gemelli è infatti caratteristico della estrosità, della fantasia, della creazione, ed è bene che una Bilancia, segno dell'ordine, lo affianchi. A sostegno del centrocampo vedo poi bene un "Capricorno", un segno di Terra, un segno che appunto indica uomini che sanno stare con i piedi per terra, individui con uno spiccato senso critico e dal carattere fermo e pratico. [...] In una squadra sono anche estremamente utili i segni di Fuoco, Ariete-Leone-Sagittario, sia perché legano meravigliosamente tra di loro sia perché donano alla squadra una accentuata vitalità, un dinamismo notevole e quel pizzico di coraggio che sconfina nell'audacia. [...] Rocca, Beckenbauer, Rivera, Altafini sono del segno del Leone: quattro ruoli diversi, quattro fonti inesauribili di giuoco. *[...] devo confessare che in caso di dubbio nella scelta tra un giocatore ed un altro, quando le ragioni di ordine tecnico e tattico non riescono a farmi risolvere perché ugualmente valide per entrambi, allora mi rivolgo alle mie conoscence astrologiche. Dopo aver scelto un giocatore sulla base esclusiva di un giudizio tecnico, se scopro che questi appartiene ad un segno che io ritengo utile ai fini della squadra, la cosa mi fa molto piacere. Non lo nascondo. ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Su [[Silvio Piola]]}} Era fortissimo di testa e coi piedi, alla sua età possedeva ancora un fisico poderoso e faceva ammattire gli avversari. Rammento bene quella partita {{NDR|Novara – Milan 1-1, 7 febbraio 1954}}. Piola aveva sempre addosso due difensori, eppure riuscì egualmente a segnare con una delle sue famose rovesciate a bicicletta. Piola lo ricordo bravo anche come maestro, quando all'inizio degli Anni 60 a Coverciano spiegava la tecnica a noi allenatori.<ref>Citato in Carlo Grandini, [[Mario Gherarducci]], Nino Oppio, ''[https://web.archive.org/web/20130927174150/http://archiviostorico.corriere.it/1996/ottobre/05/morto_Piola_leggenda_del_gol_co_0_9610052272.shtml È morto Piola, la leggenda del gol]'', ''Corriere della Sera'', 5 ottobre 1996, p. 42.</ref> *{{NDR|Alla domanda se avesse mai fatto un autogol}} Jocavamo contro il Palermo a San Siro e a un certo punto tirai talmente forte che il pallone, dopo aver colpito la traversa della porta avversaria attraversò tutto il campo e tornò nella nostra area, per poco non sorprese il nostro portiere.<ref>Citato in ''[https://www.primapaginaweb.it/nils-liedholm-e-la-memoria-lieve-del-calcio/ NILS LIEDHOLM E LA MEMORIA LIEVE DEL CALCIO]'', ''primapaginaweb.it'', 19 ottobre 2022.</ref> *{{NDR|Sul fatto che a Sebino Nela non piacesse giocare terzino destro}} Nela? Non ci sono problemi, può stare a destra, a sinistra o in tribuna... non ci sono problemi.<ref>Citato in Stefano Raucci, ''[https://www.ilmonocolo.com/post/in-ricordo-di-due-grandi-del-calcio-liedholm-e-maestrelli In ricordo di due grandi del calcio: Liedholm e Maestrelli]'', ''ilmonocolo.com'', 1º dicembre 2022.</ref> *{{NDR|Alla domanda: «Mister perché oggi ha rinnegato la zona facendo marcare [[Michel Platini]] a uomo da Filippo Galli?»}} No non è così, era Michel che andava sempre dove c’era Filippo.<ref name="Serafini">Citato in Luca Serafini, ''[https://www.filippogalli.com/2023/10/16/nils-liedholm-il-barone-liddas/ NILS LIEDHOLM: IL BARONE LIDDAS]'', ''filippogalli.com'', 16 ottobre 2023.</ref> *{{NDR|In risposta a chi osservava che [[Jorge Luís Andrade da Silva|Andrade]] fosse troppo lento}} No, non è vero che Andrade non corre, corre piano ma corre.<ref>Citato in Giulio Giusti, ''[https://il-catenaccio.it/attualita/as-roma/in-ricordo-del-barone-nils-liedholm.html#:~:text=Una%20delle%20pi%C3%B9%20belle%20riguarda,%2C%20corre%20piano%20ma%20corre.%22 In ricordo del Barone]'', ''il-catenaccio.it'', 15 ottobre 2022.</ref> *Se la palla l’abbiamo noi gli avversari non possono segnare.<ref>Citato in ''[https://sport.sky.it/calcio/2020/11/19/allenatori-frasi-giornata-della-filosofia/ Giornata mondiale della Filosofia: le frasi più famose dei "guru" del calcio]'', ''sport.sky.it'', 19 novembre 2020.</ref> *{{NDR|Rivolgendosi a un calciatore che voleva affrettare i tempi di recupero da un infortunio}} Stai bene? Allora ce la farai a salire le scale della tribuna.<ref>Citato in Alberto Facchinetti, ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2022/10/08/news/cent-anni-in-zona-liedholm-4524364/ Cent'anni in zona Liedholm]'', ''ilfoglio.it'', 8 ottobre 2022.</ref> *Un giorno tirai da fuori area e colpii la traversa così forte che il pallone rimbalzò oltre la metà campo e il Milan rischiò di prender gol in contropiede.<ref>Citato in ''[https://www.magliarossonera.it/protagonisti/Gioc-Liedholm3.html Nils Erik LIEDHOLM (I)]'', ''magliarossonera.it''.</ref> *Una volta ho fatto una rimessa laterale con le mani così lunga, che la palla uscì dall’altra parte del campo. Ma ammetto che la palla toccó per terra prima di uscire.<ref name="Serafini"/> {{Int|''[https://tuttocalcio360.altervista.org/%E2%9A%BD-08-ottobre-nato-oggi-le-frasi-celebri-del-barone-nils-liedholm/amp/ 08 Ottobre {{!}} NATO OGGI {{!}} Le Frasi Celebri del Barone Nils Liedholm]''|Citato in ''tuttocalcio360.altervista.org''.|h=4}} *Galderisi si lamenta perché non gioca? Non deve preoccuparsi, lo considero un fuoriclasse, ma a volte anche i migliori devono sedere in panchina. Guardate Nuciari, da quattro anni è il miglior portiere italiano, eppure non gioca mai. *Si joca meglio in 10 contro 11. *Un giorno a San Siro sbagliai un passaggio, non succedeva da due anni e tutto lo stadio fece un “oohhh” di meraviglia. *Una volta a Palermo [[Gunnar Nordahl]] parte dalla nostra area e poi calcia di collo, neanche tanto forte. Bene, il pallone di cuoio numero 5 s’incastra all’incrocio dei pali. Per tirarlo giù hanno sollevato il loro portiere, che faticando, lo ha strappato. {{Int|''[https://m.corrieredellosport.it/amp/foto/calcio/2017/11/05-4785237/10_anni_fa_la_scomparsa_del_barone_nils_liedholm_le_sue_frasi_pi_celebri 10 anni fa la scomparsa del Barone Nils Liedholm: le sue frasi più celebri]''|Citato in ''corrieredellosport.it'', 8 ottobre 2015.|h=4}} *Ci sono giocatori che vanno verso il pallone, quasi tutti. E ci sono palloni che vanno verso i giocatori, succede solo ai più bravi. *È la palla che deve correre non noi... lei non suda. *Gli schemi sono belli in allenamento, senza avversari riescono tutti. *Il calcio è sempre eguale. Io da trent’anni mi scrivo tutto su un diario, e ho scoperto che è sempre eguale. *Io schiero la mia squadra in modo perfetto. Il problema è che quando l’arbitro fischia l’inizio della partita i giocatori si muovono. *L'allenatore di calcio è il più bel mestiere del mondo, peccato che ci siano le partite. {{Int|''[https://www.calciomercato.com/news/io-e-nils-liedholm-l-allenatore-che-la-juve-si-fece-sfuggire-per-43539 L'allenatore che la Juve si fece sfuggire per colpa di un maggiordomo]''|Citato in [[Gianpaolo Ormezzano]], ''calciomercato.com'', 13 luglio 2019.|h=4}} *Sai quando mi trovo a disagio in Italia? Quando – e accade spesso – sono in auto, trasgredisco, mi fermano per multarmi, mi riconoscono, mi fanno andare via senza pagare per l'infrazione che pure ho commesso. *Io sono per direi definizione uno scandinavo ateo o quanto meno agnostico, ma se devo scegliere fra due giocatori per lo stesso ruolo scelgo quello che è nato sotto il segno dello scorpione. *Allenavo il Milan e la vigilia degli incontri casalinghi portavo la squadra in ritiro a Busto Arsizio, dicevo che l'albergo aveva un ristorante che serviva del gran pesce e stanze tranquille, in realtà volevo parlare la vigilia con il padrone dell'hotel, un astrologo. ==Citazioni su Nils Liedholm== *Credo sia evidente che da lui ho imparato moltissimo. È stato ed è tuttora, il mio riferimento più importante nel mondo del calcio. ([[Carlo Ancelotti]]) *Decidiamo di fare uno scherzo a [[Nereo Rocco|Rocco]], che si cambia nel nostro spogliatoio. Mi infilo nel suo armadietto e quando apre gli urlo: "Bauuuu". Fa un salto, si spaventa, e me ne dice di tutti i colori. L'anno dopo al suo posto arriva Liedholm e gli rifacciamo lo stesso scherzo. Il Barone apre, provo a spaventarlo e lui, pacatissimo: "Ma Josèèèè, guarda che questooo non è tuo armadiettooo". ([[José Altafini]]) *Di calcio sa tutto, anche le più sperticate menzogne. ([[Gianni Brera]]) *È stato il primo a insegnare la zona in maniera vincente in Italia. Tutto è cominciato con lui: era decisamente avanti rispetto a tutti gli altri allenatori del campionato italiano. ([[Paulo Roberto Falcão]]) *È venuto da molto lontano. Ha fatto la spola tra Roma e Milano. Sa tutto di calcio, non sa niente d'italiano. ([[Gino e Michele]]) *Difficilmente vedrete un giocatore entrare su Liedholm con intenzioni fallose; incute troppo rispetto, ammirazione direi, quel lungo signore che passeggia in campo con lo stile di un nobile, come se al posto di una maglia e di un paio di calzoncini neri, lui portasse il frac. ([[Giuseppe Meazza]]) *La dote peculiare del lungo e agile giocatore svedese non consiste soltanto nella raffinatezza del suo tocco di palla e nella precisione del suo passaggio. Sta soprattutto nella sua inclinazione naturale a veder chiaro e a fare luce nei grovigli delle azioni di gioco. Non chiedete a Liedholm di buttarsi sulla palla con l'impeto che distingue il suo amico Nordahl. Non è neppure un giocatore che obbedisce agli stimoli dell'impulso immediato. Dal primo all'ultimo minuto della partita c'è nel cervello di Liedholm un misterioso apparecchio calcolatore. Si ha quasi sempre la sensazione che l'atleta esegua una rapidissima e precisa operazione mentale prima di avventurarsi alla caccia e alla cattura della palla. Egli pensa cosa ne deve fare, della palla, prima ancora di attirarla nel suo raggio d'azione. Di qui il gioco a un tempo meditato e nitido, sobrio e geometrico del prezioso giocatore della schiera milanista. ([[Bruno Roghi]]) *La volta che a [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] scoppiò un grande applauso perché finalmente, dopo anni, aveva sbagliato un passaggio. O quell'altra che da fuori area colpì la traversa così forte, ma così forte, che il pallone rimbalzò oltre la metà campo e il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] rischiò di prender gol in [[contropiede]]. Quante razioni di buonumore, caro vecchio Nils, e quante lezioni di calcio, in campo e fuori. Con quella maschera alla [[Buster Keaton]] e quell'italiano sussurrato che nemmeno dopo cinquant'anni e passa di residenza contemplava i verbi ausiliari e certe consonanti: loro abastansa bene; noi jocato melio. Un signore prima che un campione. Un educatore prima che un allenatore. ([[Gigi Garanzini]]) *Liedholm è stato il primo dei miei maestri, e anche il primo Campione che ho incontrato. Lo scriva così, con la c maiuscola. Per noi calciatori giovani era un papà e uno psicologo. Ti insegnava l'educazione e il modo di stare in campo. Noi gli insegnavamo l'italiano. Tutto inutile: non ha mai imparato la pronuncia. L'ultima volta che l'ho visto, alla festa per i suoi ottant'anni [...], si esprimeva con gli stessi suoni gutturali nordici del 1958, l'anno del mio esordio nel Milan. ([[Giovanni Trapattoni]]) *Liedholm era molto [[Superstizione|superstizioso]]. Sulle maglie, ad esempio. Non potevamo prenderle, doveva consegnarle lui. Una volta, l'ho strappata dal mucchio, tanto sapevo il numero. Mi ha guardato malissimo: "Se succede qualcosa la colpa è tua. Non farlo più, capito?" Un'altra volta mi metto, per sbaglio, il suo cappotto: nelle tasche c'era di tutto. Ma proprio di tutto: sale, ciondoli, amuleti, boccettine, cornetti. Uomo fine e ironico ma credeva a queste cose. ([[Pietro Vierchowod]]) * Molto superstizioso. Si faceva dettare la formazione dal mago di Busto Arsizio. Con lui pensavi di poter fare qualsiasi cosa, diceva sempre di sì. Prima però dovevi fare quello che ti diceva lui. ([[Fabio Capello]]) *Nils Liedholm mi fece esordire in seria A a 16 anni, prima di farmi entrare nel secondo tempo di Udinese-Milan mi disse: Malda, dove vuoi giocare? Destra o sinistra? Ricordati che il calcio è un gioco, vai in campo e divertiti. Quelle furono le parole perfette da dire ad un sedicenne spaventato che stava per debuttare tra i professionisti, quelle parole mi hanno accompagnato per tutta la mia carriera. ([[Paolo Maldini]]) *Non andava a dormire se il numero della sua camera d'albergo, sommandone le cifre, non dava 5. Curava la tecnica con pignoleria: ricordo che a Brunico, durante un ritiro precampionato, i giocatori dovevano uscire dallo spogliatoio palleggiando. ([[Silvano Ramaccioni]]) *Non è un caso che nel nostro ambiente venga chiamato maestro, un titolo di cui pochissimi possono fregiarsi. Di mister in giro ne troviamo tanti ma i veri maestri si possono contare sulle dita di una mano. ([[Cesare Maldini]]) ===[[Gianpaolo Ormezzano]]=== *A Milano-San Siro da giocatore per due anni non sbagliò un passaggio, quando finalmente si permise l'errore la gente in coro fece "ooohhh" e poi applaudì. *Ai Giochi Olimpici di Los Angeles 1984 stavo in un albergo di uno svedese che sosteneva di avere giocato da ragazzo con il grande Liedholm, e che mi chiese di dirlo a Nils. Nils mi ascoltò, mi disse di non ricordare assolutamente la cosa, gli chiesi comunque di scrivere due righe al presunto compagno di pallone, mi chiese un giorno di tempo. "Non so più scrivere bene in svedese". Poi compitò la lettera, ovviamente scrisse che ricordava tutto, da allora io ogni volta a Los Angeles ho avuto in quell'albergo lussuosa stanza gratis e ricco buono pasto con champagne californiano. *Era allenatore ideale per la Juve, con moglie torinese di stirpe bianconera, ma a Boniperti presidente il "Barone" Nils aveva chiesto anche un maggiordomo pagato dal club, non se ne fece nulla. *Il suo calcio era stellare ma geometrico, non magico. [...] Molto semplicemente si riteneva il migliore del mondo nel suo ruolo (mezzala, si diceva) e non solo. Provvisto poi del tiro più fulminante del pianeta. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{interprogetto/notizia|Calcio: è morto Nils Liedholm|data=5 novembre 2007}} {{DEFAULTSORT:Liedholm, Nils}} [[Categoria:Calciatori svedesi]] [[Categoria:Allenatori di calcio svedesi]] dl3elkoa4zx62yckuvzlyu35wsltqx8 1417587 1417575 2026-06-20T00:51:59Z Danyele 19198 /* Citazioni su Nils Liedholm */ - 1417587 wikitext text/x-wiki [[File:Nils Liedholm in Milan 1958.jpg|thumb|Nils Liedholm (1958)]] '''Nils Liedholm''' (1922 – 2007), calciatore e allenatore di calcio svedese. ==Citazioni di Nils Liedholm== {{cronologico}} *Da casa a scuola erano sette chilometri. Ebbene, da ragazzino li percorrevo a piedi, dietro un sasso che colpivo ripetutamente con i piedi. Sempre quello, per sette chilometri.<ref>Da un'intervista dell'agosto 1979; citato in ''[https://storiedicalcio.altervista.org/blog/nils-liedholm-agosto-1979.html NILS LIEDHOLM – Intervista agosto 1979]'', ''storiedicalcio.altervista.org'', 14 novembre 2015.</ref> *Una volta a San Siro avevamo segnato subito e siamo rimasti in dieci. Ho toccato palla solo tre volte in tutta la partita… però ogni volta l’ho tenuta venti minuti.<ref>Dall'intervista di [[Aldo Cazzullo]] al ''Corriere della Sera'', 8 febbraio 2004; citato in ''[https://storiedicalcio.altervista.org/blog/aldo-cazzullo-intervista-liedholm.html Aldo Cazzullo intervista Liedholm: «Io e il calcio, tra maghi e astrologia»]'', ''storiedicalcio.altervista.org'', 10 febbraio 2020.</ref> *Meglio stancarsi avendo la palla che stancarsi dovendo rincorrerla.<ref>Dall'intervista di Corrado Sannucci a ''la Repubblica'', 2 gennaio 2005; citato in ''[http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=2678 NILS LIEDHOLM. UN RAGGIO DI SOLE E UN RAGGIO DI LUNA - DUE SOLI. UNA DELLE ULTIME INTERVISTE (2005). Una dittatura di due squadre è sempre meglio di una dittatura di una squadra sola. "Ma credo che vincerà la Roma"]'', ''lavocedifiore.org'', 6 novembre 2007.</ref> {{Int|''Ecco cosa dice Nils Liedholm dell'astrologia''|Emilio Ugoletti (a cura di), ''Guerin Sportivo'' nº 37, 10-16 settembre 1975, p. 24.}} *[...] la conoscenza che ho dell'astrologia purtroppo non mi serve per pronostici e divinazioni. Nel calcio la palla è rotonda e rotonda rimane con tutto quel che ne consegue; le stelle non ci possono nulla. Il fatto è che l'astrologia non permette previsioni né nel calcio né in qualsiasi altra materia. [...] Se mi interesso di astrologia è perché credo che questa mi aiuti a conoscere meglio gli uomini. Il segno zodiacale del mio prossimo non è certamente né l'unico né il più importante elemento di giudizio; è semplicemente un elemento in più. [...] Il segno di appartenenza dona solo i punti più rilevanti del carattere e il profilo della personalità, indica una tendenza. Dal momento che conoscere gli altri è tanto difficile, credo non sia male avvalersi anche dell'astrologia malgrado i suoi limiti. L'importante è non sopravvalutare le possibilità che questa scienza offre [...]. *Se c'è un segno zodiacale che più degli altri è positivo per un calciatore, questo è senza dubbio la Bilancia. La Bilancia è il segno della intelligenza pratica, della costanza nel raggiungere le mete prefissate, dell'amore per l'ordine, della capacità di valutare rapidamente e serenamente gli eventi, dell'arte di convivere con il prossimo e di quella di sapersi adattare alle situazioni. Una "Bilancia" eccezionale nel calcio è Pelé. Sono "Bilancia" Bobby Charlton, Edstrom, Overath, Sivori, Piola tanto per fare degli esempi. Quando poi in attacco una "Bilancia" si associa ad uno "Scorpione", allora si realizza l'optimum. I nati sotto il segno dello Scorpione vantano generalmente qualità che sono molto utili per un attaccante. In quanto a determinazione non sono secondi a nessuno. Semmai sono un po' vulnerabili per l'ambiente che li circonda e una loro inefficienza sul terreno di gioco va più che per altri ricercata nelle contrarietà e nelle polemiche di cui sono oggetto nella vita privata o nell'ambito della società. [...] basta pensare a Hamrin, Riva, Boninsegna, Bigon, Mazzola, Bulgarelli e al giovane D'Amico. Avere in squadra uno "Scorpione" è molto importante. *Una squadra perfetta dal punto di vista astrologico non esiste, ma certo sarebbe bello vedere cosa succederebbe a crearne una. Avanti vedo bene la coppia Bilancia-Scorpione; a metà campo, come creatori di gioco, vanno benissimo i segni di Aria e cioè Gemelli come Cordova e Capello coaudiuvati da un'altra Bilancia. Il segno dei Gemelli è infatti caratteristico della estrosità, della fantasia, della creazione, ed è bene che una Bilancia, segno dell'ordine, lo affianchi. A sostegno del centrocampo vedo poi bene un "Capricorno", un segno di Terra, un segno che appunto indica uomini che sanno stare con i piedi per terra, individui con uno spiccato senso critico e dal carattere fermo e pratico. [...] In una squadra sono anche estremamente utili i segni di Fuoco, Ariete-Leone-Sagittario, sia perché legano meravigliosamente tra di loro sia perché donano alla squadra una accentuata vitalità, un dinamismo notevole e quel pizzico di coraggio che sconfina nell'audacia. [...] Rocca, Beckenbauer, Rivera, Altafini sono del segno del Leone: quattro ruoli diversi, quattro fonti inesauribili di giuoco. *[...] devo confessare che in caso di dubbio nella scelta tra un giocatore ed un altro, quando le ragioni di ordine tecnico e tattico non riescono a farmi risolvere perché ugualmente valide per entrambi, allora mi rivolgo alle mie conoscence astrologiche. Dopo aver scelto un giocatore sulla base esclusiva di un giudizio tecnico, se scopro che questi appartiene ad un segno che io ritengo utile ai fini della squadra, la cosa mi fa molto piacere. Non lo nascondo. ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Su [[Silvio Piola]]}} Era fortissimo di testa e coi piedi, alla sua età possedeva ancora un fisico poderoso e faceva ammattire gli avversari. Rammento bene quella partita {{NDR|Novara – Milan 1-1, 7 febbraio 1954}}. Piola aveva sempre addosso due difensori, eppure riuscì egualmente a segnare con una delle sue famose rovesciate a bicicletta. Piola lo ricordo bravo anche come maestro, quando all'inizio degli Anni 60 a Coverciano spiegava la tecnica a noi allenatori.<ref>Citato in Carlo Grandini, [[Mario Gherarducci]], Nino Oppio, ''[https://web.archive.org/web/20130927174150/http://archiviostorico.corriere.it/1996/ottobre/05/morto_Piola_leggenda_del_gol_co_0_9610052272.shtml È morto Piola, la leggenda del gol]'', ''Corriere della Sera'', 5 ottobre 1996, p. 42.</ref> *{{NDR|Alla domanda se avesse mai fatto un autogol}} Jocavamo contro il Palermo a San Siro e a un certo punto tirai talmente forte che il pallone, dopo aver colpito la traversa della porta avversaria attraversò tutto il campo e tornò nella nostra area, per poco non sorprese il nostro portiere.<ref>Citato in ''[https://www.primapaginaweb.it/nils-liedholm-e-la-memoria-lieve-del-calcio/ NILS LIEDHOLM E LA MEMORIA LIEVE DEL CALCIO]'', ''primapaginaweb.it'', 19 ottobre 2022.</ref> *{{NDR|Sul fatto che a Sebino Nela non piacesse giocare terzino destro}} Nela? Non ci sono problemi, può stare a destra, a sinistra o in tribuna... non ci sono problemi.<ref>Citato in Stefano Raucci, ''[https://www.ilmonocolo.com/post/in-ricordo-di-due-grandi-del-calcio-liedholm-e-maestrelli In ricordo di due grandi del calcio: Liedholm e Maestrelli]'', ''ilmonocolo.com'', 1º dicembre 2022.</ref> *{{NDR|Alla domanda: «Mister perché oggi ha rinnegato la zona facendo marcare [[Michel Platini]] a uomo da Filippo Galli?»}} No non è così, era Michel che andava sempre dove c’era Filippo.<ref name="Serafini">Citato in Luca Serafini, ''[https://www.filippogalli.com/2023/10/16/nils-liedholm-il-barone-liddas/ NILS LIEDHOLM: IL BARONE LIDDAS]'', ''filippogalli.com'', 16 ottobre 2023.</ref> *{{NDR|In risposta a chi osservava che [[Jorge Luís Andrade da Silva|Andrade]] fosse troppo lento}} No, non è vero che Andrade non corre, corre piano ma corre.<ref>Citato in Giulio Giusti, ''[https://il-catenaccio.it/attualita/as-roma/in-ricordo-del-barone-nils-liedholm.html#:~:text=Una%20delle%20pi%C3%B9%20belle%20riguarda,%2C%20corre%20piano%20ma%20corre.%22 In ricordo del Barone]'', ''il-catenaccio.it'', 15 ottobre 2022.</ref> *Se la palla l’abbiamo noi gli avversari non possono segnare.<ref>Citato in ''[https://sport.sky.it/calcio/2020/11/19/allenatori-frasi-giornata-della-filosofia/ Giornata mondiale della Filosofia: le frasi più famose dei "guru" del calcio]'', ''sport.sky.it'', 19 novembre 2020.</ref> *{{NDR|Rivolgendosi a un calciatore che voleva affrettare i tempi di recupero da un infortunio}} Stai bene? Allora ce la farai a salire le scale della tribuna.<ref>Citato in Alberto Facchinetti, ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2022/10/08/news/cent-anni-in-zona-liedholm-4524364/ Cent'anni in zona Liedholm]'', ''ilfoglio.it'', 8 ottobre 2022.</ref> *Un giorno tirai da fuori area e colpii la traversa così forte che il pallone rimbalzò oltre la metà campo e il Milan rischiò di prender gol in contropiede.<ref>Citato in ''[https://www.magliarossonera.it/protagonisti/Gioc-Liedholm3.html Nils Erik LIEDHOLM (I)]'', ''magliarossonera.it''.</ref> *Una volta ho fatto una rimessa laterale con le mani così lunga, che la palla uscì dall’altra parte del campo. Ma ammetto che la palla toccó per terra prima di uscire.<ref name="Serafini"/> {{Int|''[https://tuttocalcio360.altervista.org/%E2%9A%BD-08-ottobre-nato-oggi-le-frasi-celebri-del-barone-nils-liedholm/amp/ 08 Ottobre {{!}} NATO OGGI {{!}} Le Frasi Celebri del Barone Nils Liedholm]''|Citato in ''tuttocalcio360.altervista.org''.|h=4}} *Galderisi si lamenta perché non gioca? Non deve preoccuparsi, lo considero un fuoriclasse, ma a volte anche i migliori devono sedere in panchina. Guardate Nuciari, da quattro anni è il miglior portiere italiano, eppure non gioca mai. *Si joca meglio in 10 contro 11. *Un giorno a San Siro sbagliai un passaggio, non succedeva da due anni e tutto lo stadio fece un “oohhh” di meraviglia. *Una volta a Palermo [[Gunnar Nordahl]] parte dalla nostra area e poi calcia di collo, neanche tanto forte. Bene, il pallone di cuoio numero 5 s’incastra all’incrocio dei pali. Per tirarlo giù hanno sollevato il loro portiere, che faticando, lo ha strappato. {{Int|''[https://m.corrieredellosport.it/amp/foto/calcio/2017/11/05-4785237/10_anni_fa_la_scomparsa_del_barone_nils_liedholm_le_sue_frasi_pi_celebri 10 anni fa la scomparsa del Barone Nils Liedholm: le sue frasi più celebri]''|Citato in ''corrieredellosport.it'', 8 ottobre 2015.|h=4}} *Ci sono giocatori che vanno verso il pallone, quasi tutti. E ci sono palloni che vanno verso i giocatori, succede solo ai più bravi. *È la palla che deve correre non noi... lei non suda. *Gli schemi sono belli in allenamento, senza avversari riescono tutti. *Il calcio è sempre eguale. Io da trent’anni mi scrivo tutto su un diario, e ho scoperto che è sempre eguale. *Io schiero la mia squadra in modo perfetto. Il problema è che quando l’arbitro fischia l’inizio della partita i giocatori si muovono. *L'allenatore di calcio è il più bel mestiere del mondo, peccato che ci siano le partite. {{Int|''[https://www.calciomercato.com/news/io-e-nils-liedholm-l-allenatore-che-la-juve-si-fece-sfuggire-per-43539 L'allenatore che la Juve si fece sfuggire per colpa di un maggiordomo]''|Citato in [[Gianpaolo Ormezzano]], ''calciomercato.com'', 13 luglio 2019.|h=4}} *Sai quando mi trovo a disagio in Italia? Quando – e accade spesso – sono in auto, trasgredisco, mi fermano per multarmi, mi riconoscono, mi fanno andare via senza pagare per l'infrazione che pure ho commesso. *Io sono per direi definizione uno scandinavo ateo o quanto meno agnostico, ma se devo scegliere fra due giocatori per lo stesso ruolo scelgo quello che è nato sotto il segno dello scorpione. *Allenavo il Milan e la vigilia degli incontri casalinghi portavo la squadra in ritiro a Busto Arsizio, dicevo che l'albergo aveva un ristorante che serviva del gran pesce e stanze tranquille, in realtà volevo parlare la vigilia con il padrone dell'hotel, un astrologo. ==Citazioni su Nils Liedholm== *Credo sia evidente che da lui ho imparato moltissimo. È stato ed è tuttora, il mio riferimento più importante nel mondo del calcio. ([[Carlo Ancelotti]]) *Decidiamo di fare uno scherzo a [[Nereo Rocco|Rocco]], che si cambia nel nostro spogliatoio. Mi infilo nel suo armadietto e quando apre gli urlo: "Bauuuu". Fa un salto, si spaventa, e me ne dice di tutti i colori. L'anno dopo al suo posto arriva Liedholm e gli rifacciamo lo stesso scherzo. Il Barone apre, provo a spaventarlo e lui, pacatissimo: "Ma Josèèèè, guarda che questooo non è tuo armadiettooo". ([[José Altafini]]) *Di calcio sa tutto, anche le più sperticate menzogne. ([[Gianni Brera]]) *È stato il primo a insegnare la zona in maniera vincente in Italia. Tutto è cominciato con lui: era decisamente avanti rispetto a tutti gli altri allenatori del campionato italiano. ([[Paulo Roberto Falcão]]) *È venuto da molto lontano. Ha fatto la spola tra Roma e Milano. Sa tutto di calcio, non sa niente d'italiano. ([[Gino e Michele]]) *Difficilmente vedrete un giocatore entrare su Liedholm con intenzioni fallose; incute troppo rispetto, ammirazione direi, quel lungo signore che passeggia in campo con lo stile di un nobile, come se al posto di una maglia e di un paio di calzoncini neri, lui portasse il frac. ([[Giuseppe Meazza]]) *La dote peculiare del lungo e agile giocatore svedese non consiste soltanto nella raffinatezza del suo tocco di palla e nella precisione del suo passaggio. Sta soprattutto nella sua inclinazione naturale a veder chiaro e a fare luce nei grovigli delle azioni di gioco. Non chiedete a Liedholm di buttarsi sulla palla con l'impeto che distingue il suo amico Nordahl. Non è neppure un giocatore che obbedisce agli stimoli dell'impulso immediato. Dal primo all'ultimo minuto della partita c'è nel cervello di Liedholm un misterioso apparecchio calcolatore. Si ha quasi sempre la sensazione che l'atleta esegua una rapidissima e precisa operazione mentale prima di avventurarsi alla caccia e alla cattura della palla. Egli pensa cosa ne deve fare, della palla, prima ancora di attirarla nel suo raggio d'azione. Di qui il gioco a un tempo meditato e nitido, sobrio e geometrico del prezioso giocatore della schiera milanista. ([[Bruno Roghi]]) *La volta che a [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] scoppiò un grande applauso perché finalmente, dopo anni, aveva sbagliato un passaggio. O quell'altra che da fuori area colpì la traversa così forte, ma così forte, che il pallone rimbalzò oltre la metà campo e il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] rischiò di prender gol in [[contropiede]]. Quante razioni di buonumore, caro vecchio Nils, e quante lezioni di calcio, in campo e fuori. Con quella maschera alla [[Buster Keaton]] e quell'italiano sussurrato che nemmeno dopo cinquant'anni e passa di residenza contemplava i verbi ausiliari e certe consonanti: loro abastansa bene; noi jocato melio. Un signore prima che un campione. Un educatore prima che un allenatore. ([[Gigi Garanzini]]) *Liedholm è stato il primo dei miei maestri, e anche il primo Campione che ho incontrato. Lo scriva così, con la c maiuscola. Per noi calciatori giovani era un papà e uno psicologo. Ti insegnava l'educazione e il modo di stare in campo. Noi gli insegnavamo l'italiano. Tutto inutile: non ha mai imparato la pronuncia. L'ultima volta che l'ho visto, alla festa per i suoi ottant'anni [...], si esprimeva con gli stessi suoni gutturali nordici del 1958, l'anno del mio esordio nel Milan. ([[Giovanni Trapattoni]]) *Liedholm era molto [[Superstizione|superstizioso]]. Sulle maglie, ad esempio. Non potevamo prenderle, doveva consegnarle lui. Una volta, l'ho strappata dal mucchio, tanto sapevo il numero. Mi ha guardato malissimo: "Se succede qualcosa la colpa è tua. Non farlo più, capito?" Un'altra volta mi metto, per sbaglio, il suo cappotto: nelle tasche c'era di tutto. Ma proprio di tutto: sale, ciondoli, amuleti, boccettine, cornetti. Uomo fine e ironico ma credeva a queste cose. ([[Pietro Vierchowod]]) *Molto superstizioso. Si faceva dettare la formazione dal mago di Busto Arsizio. Con lui pensavi di poter fare qualsiasi cosa, diceva sempre di sì. Prima però dovevi fare quello che ti diceva lui. ([[Fabio Capello]]) *Nils Liedholm mi fece esordire in seria A a 16 anni, prima di farmi entrare nel secondo tempo di Udinese-Milan mi disse: Malda, dove vuoi giocare? Destra o sinistra? Ricordati che il calcio è un gioco, vai in campo e divertiti. Quelle furono le parole perfette da dire ad un sedicenne spaventato che stava per debuttare tra i professionisti, quelle parole mi hanno accompagnato per tutta la mia carriera. ([[Paolo Maldini]]) *Non andava a dormire se il numero della sua camera d'albergo, sommandone le cifre, non dava 5. Curava la tecnica con pignoleria: ricordo che a Brunico, durante un ritiro precampionato, i giocatori dovevano uscire dallo spogliatoio palleggiando. ([[Silvano Ramaccioni]]) *Non è un caso che nel nostro ambiente venga chiamato maestro, un titolo di cui pochissimi possono fregiarsi. Di mister in giro ne troviamo tanti ma i veri maestri si possono contare sulle dita di una mano. ([[Cesare Maldini]]) ===[[Gianpaolo Ormezzano]]=== *A Milano-San Siro da giocatore per due anni non sbagliò un passaggio, quando finalmente si permise l'errore la gente in coro fece "ooohhh" e poi applaudì. *Ai Giochi Olimpici di Los Angeles 1984 stavo in un albergo di uno svedese che sosteneva di avere giocato da ragazzo con il grande Liedholm, e che mi chiese di dirlo a Nils. Nils mi ascoltò, mi disse di non ricordare assolutamente la cosa, gli chiesi comunque di scrivere due righe al presunto compagno di pallone, mi chiese un giorno di tempo. "Non so più scrivere bene in svedese". Poi compitò la lettera, ovviamente scrisse che ricordava tutto, da allora io ogni volta a Los Angeles ho avuto in quell'albergo lussuosa stanza gratis e ricco buono pasto con champagne californiano. *Era allenatore ideale per la Juve, con moglie torinese di stirpe bianconera, ma a Boniperti presidente il "Barone" Nils aveva chiesto anche un maggiordomo pagato dal club, non se ne fece nulla. *Il suo calcio era stellare ma geometrico, non magico. [...] Molto semplicemente si riteneva il migliore del mondo nel suo ruolo (mezzala, si diceva) e non solo. Provvisto poi del tiro più fulminante del pianeta. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{interprogetto/notizia|Calcio: è morto Nils Liedholm|data=5 novembre 2007}} {{DEFAULTSORT:Liedholm, Nils}} [[Categoria:Calciatori svedesi]] [[Categoria:Allenatori di calcio svedesi]] fauyn119j2j6sfmq1no5c6zly727x8e Malabimba 0 18925 1417598 1232992 2026-06-20T06:08:58Z Spinoziano 2297 revisione e ampliamento 1417598 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Malabimba |immagine = |genere = horror/erotico |regista = [[Andrea Bianchi (regista)|Andrea Bianchi]] |sceneggiatore = [[Piero Regnoli]] |attori = *[[Katell Laennec]]: Bimba Caroli *[[Patrizia Webley]]: Nais *[[Enzo Fisichella]]: Andrea Caroli *[[Mariangela Giordano]]: suor Sofia *Giuseppe Marrocu: Adolfo Caroli *[[Elisa Mainardi]]: la medium *[[Giancarlo Del Duca]]: Giorgio *Pupita Lea: madre di Andrea }} '''''Malabimba''''', film italiano del 1979 con [[Katell Laennec]], regia di [[Andrea Bianchi (regista)|Andrea Bianchi]]. ==Dialoghi== *'''Nais''': Ha detto che sono una [[Prostituzione|puttana]]. Aveva perfettamente ragione, lo sai. Ma più o meno tutte le donne sono puttane.<br>'''Andrea''': E tu lo sei più o meno?<br>'''Nais''': Lascio a te giudicarlo. ==Citazioni su ''Malabimba''== *La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Film erotici]] [[Categoria:Film horror]] 634xovidd034l9o8e2ymnk94odp20fm Paz! 0 19622 1417519 983355 2026-06-19T12:24:36Z ~2026-35770-41 107546 1417519 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Paz! |titolooriginale= Paz! |paese= Italia |anno= 2002 |genere= commedia |regista= [[Renato De Maria]] |soggetto= [[Ivan Cotroneo]], [[Renato De Maria]] |sceneggiatore= Ivan Cotroneo, Renato De Maria, [[Francesco Piccolo]], [[Ivan Moffat]] |attori= * [[Claudio Santamaria]]: Pentothal * [[Flavio Pistilli]]: Massimo Zanardi * [[Matteo Taranto]]: Roberto Colasanti * [[Max Mazzotta]]: Fiabeschi * [[Rosalinda Celentano]]: Gianna * [[Fabrizia Sacchi]]: Lucilla * [[Iaia Forte]]: Professoressa Corona * [[Cristiano Callegaro]]: Sergio Petrilli * [[Roberto Citran]]: Professore * [[Giampaolo Morelli]]: Massimone * [[Antonio Rezza]]: Sprite * [[Vittoria Puccini]]: Mirella * [[Giovanni Lindo Ferretti]]: omino che mastica una mela |note= }} '''''Paz!''''', film italiano del 2002 con [[Claudio Santamaria]] e [[Flavio Pistilli]], regia di [[Renato De Maria]]. == Frasi == {{cronologico}} * Perché il freddo, quello vero, sa essere qui. In fondo al mio cuore di sbarbo. Sono un lupo, non chiamatemi Fido. ('''Zanardi''') * Che cazzo mi prende? Com'è che mi gira così male? {{NDR|Si accende uno spinello}} Ha ragione lo zio: l'hashish fa male. Al cervello. Oh Dio... Luisa, Matteo, Gianna, la pula, Lucilla. Questo cielo così bianco... ('''Pentothal''') * Fai l'artista e te ne freghi, ma siamo noi che ce ne freghiamo di te. «Sei un artista»... E ce lo cachi che sei un artista! Dormi una notte in facoltà, hai fatto l'occupazione, squacqui due manifesti, e sei con la coscienza a posto. ''L'espresso'' una settimana sì e due no, e il ''Linus'' quando ti pare, ed ecco risolto il problema di tenersi aggiornato. In pratica, ciccio, o diventi produttivo per il Movimento, o vaffanculo! ('''Coinquilino''', rivolto a Pentothal durante l'assemblea di un collettivo) * Lavoro. Te credo che lavoro. Al consorzio. Come quale? – {{NDR|urlo fuori campo}} ''E ce lo cachi che sei un artista!'' – ..Al consorzio de bonifica. Come dove, a Latina, no! Come, che vojo? Sto qui pe' l'esame! ..Se ho letto qualche cosa? No. Come faccio a studià, lavoro! Mò me metto a leggere [[Saul Kripke|Kripke]] e [[Noam Chomsky|Chomsky]]! Ai miei fiji che ce pensi, te? Che me frega. Poi io.. nun riconosco. Come che, nun riconosco un cazzo! ..Perché vojo fà l'esame? Me mancano solo Filosofia Mo''d''ale e Teoria dei Modelli, mò mollo così, perché sei bella te! [...] Come, ''qui danno Semiotica''? Il DAMS? E che è? Ah, nun è Filosofia? Annamo bene! Adesso m'o dici! ('''Studente''' agli esami, prima di Fiabeschi) *Trasversalismo panico, nomadismo schizoide, dittatura del significato, proletariato in precarizzazione, tempo liberato dal lavoro, temporalità proletaria sottrattiva, sottrazione sociale generalizzata, manifestazione non violenta, difesa con armi leggere, creativismo isterico, maodadaismo, poetica sensual-ironica, deterritorializzazione, riterritorializzazione, soggettivismo isterico, femminilizzazione generalizzata, sovversione creativista, rimozione del soggetto... la Felicità è sovversiva quando si collettivizza! ('''Bifo''' durante un'assemblea del Collettivo) * Bea, pensami. Pensami ora. Nella parte di questo mondo dove tu sei voltati. Voltati ora. Sono io, il tuo Zanna. [...] Ok così, Bea. Fine delle trasmissioni. Non ho ancora letto la tua lettera, quindi non posso sapere che mi hai lasciato. ('''Zanardi''') * Io vivo sulla lama. Mi commuovo nei bassifondi. Parlo con i ricercati dello Stato. Brigo. Mi procuro e dilapido milioni. Poi rischio, mi struggo, mi umilio. Poi mi arrendo. Mi arrendo... Poi mi faccio, e tutto torna bello, più splendente di prima. L'alternativa è la birreria, il lavoro, il risparmio, il normale sfaldarsi del corpo. Il simpatico, l'antipatica. Lo scemo naturale, due più due fa quattro, e sveglia alle otto! Due palle anche lì, peggio di qua. Ma vuoi mettere ''risorgere''? Risorgere! Risorgere! Risorgere! Risorgere! Risorgere! Risorgere! Risorgere! Risorgere!! ('''Pompeo''') * Eppure, caro Zanardi, esistono delle regole che ci vietano di confidare in un miracolo. È assurdo pensare di potersi ritrovare un giorno improvvisamente colti se non si è mai letto un libro, oppure rispettati quando ci si è sempre comportati ingiustamente. Questi sono miracoli che non possono accadere, così come dal giallo con l'azzurro nascerà sempre il [[verde]], e non il rosa o il marrone. Il verde è matematico. Ricordalo, Zanardi. ('''Professore''') * Mai tornare indietro, neanche per prendere la rincorsa. ('''scritta su un muro di Bologna''') * Sono tutti i santi giorni che passo due o tre ore a fare la fila e ancora non conosco nessuno... il cuzzetto di quello davanti... e l'alito di quello dietro! Alienati, pazzi. Cazzo, le due e un quarto. Ecco qua: il tavolo dei greci, dei calabresi, quello di Messina, di Enna, le femministe sarde, il collettivo gay di Pescara... Solo, sono solo! ('''Enrico Fiabeschi''' alla mensa universitaria) == Dialoghi == {{cronologico}} * '''Fiabeschi''': Senta professoressa, finiamola con questa farsa. Io non ho potuto studiare, mi dia diciotto perché sennò devo partire militare.<br/>'''Prof.''': No.<br/>'''Fiabeschi''': Come no... Perché no?<br/>'''Prof.''': Perché lei non ha studiato.<br/>'''Fiabeschi''': Ho capito, vabbè, però... lei mi punisce con un anno di militare perché non so ''[[Apocalypse Now|Apocalipsi Nau]]'', del quale poi non me ne frega un cazzo. Cioè, insomma, non è che non me ne frega un cazzo, e che non ho potuto-<br/>'''Prof.''' {{NDR|interrompendolo}}: Senta, io ho mandato via sei persone oggi, gente che si era preoccupata comunque molto più di lei.<br/>'''Fiabeschi''': Ho capito, ma questa non è una società [[meritocrazia|meritocratica]], e qui tutti diventano qualcuno per merito di qualcun altro, solo io che sono un povero Cristo devo fare i conti con la regola. Ma guarda un po'!<br/>'''Prof.''': Ma sentilo, il proletario...<br/>'''Fiabeschi''': No no no! Proletario un cazzo! Sei una stronza! Questo è un esame di merda – mhm? – e tu sei una fottutissima fascista del cazzo! Assetata di potere come [[Adolf Hitler|Hitler]]! E non m'hai nemmeno chiesto la differenza tra il segno e l'apparenza, cioè che il segno si decifra e l'apparenza non si deve assolutamente decifrare. E mi viene a domandare del serpente! Ma sai dove te lo devi ficcare il serpente? Nel tuo buco del culo fascista di merda!<br/>'''Prof.''': Stronzo. Fuori di qui, per favore.<br/>'''Fiabeschi''': Ma vatti a far proletariare la fica, va'! * '''Amica di Mirella''': ...Colas? <br /> '''Colas''': Già. Ci pensi? Tra poco mi vedrai nudo! * '''Fiabeschi''': Ciao. Senti, sto girando a vuoto da tre ore, non è che hai una canna, per caso? <br /> '''Ragazza nel sacco a pelo''': No. Ma qui sotto è caldo, e io sono morbida e pulita. <br /> '''Fiabeschi''' {{NDR|rivolgendosi alla telecamera}}: ...Fumo dopo. * '''Ragazzo in discoteca''': Dai allora, che cazzo devo fare? <br /> '''Petrilli''': Oh, lui è alto e tu no. Capita. Lui ha i capelli come seta, tu no. Succede. Lui ha i boccoli, tu no, vabbe'... Lui è sul magro, tu sul ciotto. Può accadere. Lui balla bene, tu no, proprio un cazzo... Lui è ricco e tu no. Lui è ganzo e tu no. E lui... Lui si sta scopando la tua ragazza su un divanetto, e tu no. Insomma, lui è lui, e tu no! <br /> '''Ragazzo in discoteca''': Be', e allora? <br /> '''Petrilli''': Allora vai fuori e bruciagli la macchina, no? ==Voci correlate== * [[Andrea Pazienza]] == Altri progetti== {{interprogetto|w|etichetta=''Paz!''}} [[Categoria:Film commedia]] p7iwonnlpueoh42x79nznoofm5zokk3 Silvio Berlusconi/Citazioni su Silvio Berlusconi 0 34755 1417579 1403262 2026-06-19T22:31:44Z SirPsych0 33615 /* Citazioni */ +1 1417579 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} {{torna a |Silvio Berlusconi}} [[Immagine:Silvio Berlusconi.jpg|thumb|right|Silvio Berlusconi]] Citazioni su '''Silvio Berlusconi'''. ==Citazioni== *A Berlusconi ci voglio bene, fino a oggi. È una persona onesta, scrivetelo. ([[Vittorio Mangano]]) *Alcuni personaggi sono già forme di spettacolo, [[Giulio Andreotti|Andreotti]] è il dramma, Berlusconi è la commedia, [[Umberto Bossi|Bossi]] è la farsa. ([[Dino Risi]]) *Alcuni processi su Berlusconi sono andati in prescrizione e quindi non è stato accertato il fatto. In alcuni casi non c'è stata una pronuncia di assoluzione nel merito, ci sono state sentenze in cui non si è potuto dire né colpevole né innocente, perché è passato troppo tempo dal fatto. Prima della riforma emanata nel 2002, questi tipi di reati erano punibili molto più gravemente, oggi è diventata una semplice contravvenzione. ([[Giuseppe Cascini]]) *Arrivava a Milanello in elicottero e aveva addosso uno spolverino orrendo. Ci spiegava che portava bene. Poi diceva che non aveva nulla da dirci e invece parlava per almeno tre quarti d'ora di fila, ricordando che se entrava in politica era per salvare i suoi interessi e garantire un futuro ai nostri figli. Era convinto che Agnelli volesse rovinargli gli affari. ([[Marcel Desailly]]) *Bè, secondo me Berlusconi ha studiato poco. Ha una laurea in legge, sì, ma la laurea non basta: ho conosciuto più ignoranti con la laurea che senza la laurea. L'ignoranza è una caratteristica molto diffusa tra i politici, si sa. Basti pensare a quelli che fanno gli sfondoni di sintassi: la mia ossessione. Ma non si può governare da soli ignorando le basi della politica. Per incominciare, la Storia e la Filosofia. E mi meraviglierei molto se Berlusconi fosse un esperto di Storia e di Filosofia. Inoltre mi sembra che del Potere abbia un concetto piuttosto frivolo. Superficiale. Che per lui il Potere significhi stare su un trono. E non un trono che si regge sull'autorità morale o intellettuale ma sull'autorità politica. Se eccita troppo quando si trova accanto a Bush o a Putin. E perfino quando incontra quelle due nullità che si chiamano Schröder e Chirac. Il suo eterno sorriso si allarga fino alle orecchie anzi fino alla nuca, gongola tutto, e per una volta dimentico della sua presunzione sembra dire: «Guarda con chi sto!». Sotto sotto ne sembra anche un po' intimidito. Proprio come un parvenu che badando al grado e all'apparenza, non alla sostanza, si sente finalmente accettato. ([[Oriana Fallaci]]) *Berlusconi ci provò per due anni a farmi andare a lavorare per lui, mi fece vedere i primi ascolti auditel di Canale 58/Tele Milano che poi diventò Canale 5, mi fece vedere le prime cose che faceva in tv da loro Eleonora Brigliadori. In quel periodo lui mise sotto contratto tantissimi professionisti dalla Rai, quasi tutti erano pagati e talvolta fermi, senza andare in video. Li fece venire da lui in modo che la Rai avesse un parco conduttori ristretto. Quando poi comprò Italia Uno nacque la sua famosa frase, detta da lui più volte "Visto che la Golia non accettava di venire da noi, ho comprato Italia Uno". Negli anni in cui lavorai per lui, era una presenza costante negli studi, aveva spesso bastoni tra le ruote perché i canali non erano ancora "regolarizzati" politicamente, Berlusconi però ci informava su come potevamo aiutare la rete, c'era una bella sinergia e qualsiasi problema con lui lo risolvevi. ([[Gabriella Golia]]) *Berlusconi deve essere intelligente e purtroppo non lo è. ([[Stefania Prestigiacomo]]) *Berlusconi dice di essere contrario a una [[società multietnica]]. Ma l'affermazione non ha senso perché l'Italia è già una società multietnica, come lo sono tutti gli altri Paesi europei, per non parlare degli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]]. Ha senso essere contrari a una società multiculturale – costituita da etnie separate e chiuse, ciascuna delle quali con un proprio statuto civile diverso, se non addirittura opposto, a quello nazionale – che segnerebbe la fine dello Stato e della sua sovranità. ([[Piero Ostellino]]) *Berlusconi dovrebbe scegliere persone capaci di dirgli di no. E poi lavora troppo. Mi invita a lunghe cene a casa sua dove si parla solo di politica. Ma che vada in trattoria, a chiacchierare, a guardare la gente. ([[Alfredo Biondi]]) *Berlusconi è come Theoden, il re buono finito sotto l'incantesimo del malvagio Vermilinguo {{NDR|[[Denis Verdini]]}}. Speriamo che spunti un Gandalf, un mago che lo liberi. ([[Deborah Bergamini]]) *Berlusconi è il più pericoloso fenomeno politico in [[Europa]]. Rappresenta la più seria minaccia alla democrazia nell'Europa occidentale dal 1945. ([[Martin Jacques]]) *Berlusconi è innamorato di quel brigante internazionale che è Putin. Non è una questione di realpolitik. Il suo è di vero e proprio innamoramento. E questo, a mio avviso, la dice lunga sulla sua idea di democrazia. D'altronde, chi potrebbe considerare «affidabile» uno che va a cena con Hitler? ([[Paolo Guzzanti]]) *Berlusconi e [[Nicolas Sarkozy|Sarkozy]] si muovono sulla stessa rotta, individualismo e liberismo sfrenati. Non mi riconosco in quei governi. Il mio presidente è [[Barack Obama|Obama]]. Ho tifato per lui alle primarie, ho brindato alla sua vittoria. ([[Patrice Chéreau]]) *Berlusconi è simpatico. Cordiale. Estroverso. Io sono introverso. Un po' timido. Cerco d'esser spiccio. A volte, nel trattar gli affari, si dicon otto parole quando ne bastano due. Bene: io ne dico una e mezza. <nowiki>[...]</nowiki> Forse l'unico tratto in comune è che siamo due imprenditori ancora abbastanza giovani e ciascuno ha fatto la sua strada. Lui più di me. ([[Calisto Tanzi]]) *Berlusconi è simpatico, ma governare non è il suo mestiere. È il Wanna Marchi della politica italiana. ([[Willer Bordon]]) *Berlusconi è stato fondamentalmente un uomo d'azienda. Nel suo campo e nel suo tempo una persona molto abile, non un vecchio padrone delle ferriere. Ha fatto politica solo per proteggere i suoi interessi, senza avere nessun senso dello Stato, nessun rispetto per le regole e, credo, con alle spalle una scarsa cultura generale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. È imputato di reati gravi e si è difeso dai processi più che nei processi. Che altro vuole sapere? Aveva ragione l'Economist : Berlusconi era inadatto a governare l'Italia. Mi chiedo però anche se l'Italia sia adatta a essere governata da qualcuno. ([[Francesco De Gregori]]) *Berlusconi è stato grandissimo come imprenditore, cioè in una posizione dove poteva decidere tutto o quasi. In politica invece è un uomo con le mani legate. Ha dovuto accontentare troppa gente e non ha potuto fare come voleva lui. Però lo voterò ancora. ([[Fabio Capello]]) *Berlusconi è stato la rovina dell'Italia, in tutto: la sua etica, la sua educazione, il modo di trattare le donne. Ha avuto la possibilità di avere una maggioranza schiacciante in Parlamento e non è riuscito a fare niente, quindi non è neanche un grande statista. Ha fatto interessi privati in atto d'ufficio, ha messo le mani dappertutto ma non ha migliorato niente. ([[Oliviero Toscani]]) *Berlusconi è un leader al quale manca il senso dell'equilibrio. ([[Gianni Agnelli]]) *Berlusconi è un pagliaccio: sarebbe stato più giusto se si fosse chiamato "Burlesconi". È un personaggio da ridere e [[Benito Mussolini|Mussolini]] era come lui! ([[Fidel Castro]]) *Berlusconi è tutt'altro che uno sprovveduto: non può avere creduto di avere frequentato per mesi la nipote di [[Hosni Mubarak|Mubarak]]. Sapeva benissimo chi era, ma si era spinto così avanti da vedersi costretto a compiere atti palesemente contrari ai suoi doveri. Il Presidente del Consiglio Berlusconi ha tenuto un comportamento assolutamente irresponsabile e il nostro Paese, pur così mal ridotto, non merita di essere trascinato in un buco così nero, oggetto del più assoluto ridicolo, dall'opinione pubblica di tutto il mondo. ([[Bruno Tabacci]]) *Berlusconi è un pazzo, pericoloso per la [[democrazia]]. ([[Oliviero Diliberto]]) *Berlusconi ha cambiato tanto l'Italia, ma per quanto mi riguarda non l'ha cambiata in meglio, soprattutto perché ha sdoganato certi comportamenti nei confronti delle donne, del denaro, del senso delle istituzioni. Berlusconi ha avuto un atteggiamento padronale con tutte le cose al mondo, come le donne, la politica, il potere, il rapporto tra pubblico e privato. Lui ha avuto un rapporto patrimoniale con tutte le cose e con tutte le persone che lo circondavano. E questo per me era inaccettabile. ([[Rosy Bindi]]) *Berlusconi [...] ha finito con il monopolizzare la [[satira]] in Italia, al punto tale che la satira è stata scambiata come la battuta sui politici. Mentre quella è solo una delle possibili possibilità — passami l'espressione — della satira e nemmeno la più stimolante. ([[Saverio Raimondo]]) *{{NDR|Nel 2010}} Berlusconi ha ragione: come è possibile che, possedendo tutto, gli sia impossibile controllare tutto ciò che possiede o crede di possedere in virtù del voto popolare, compresi i processi e le inchieste giudiziarie? E come mai non è possibile, da parte sua, padrone assoluto dei media, controllare il sistema televisivo e i programmi politici di approfondimento e di dibattito? Che ci sta a fare l'Agenzia per le comunicazioni, se non esegue i comandi che vengono dall'alto? Naturalmente Berlusconi ignora, volutamente, la complessità del sistema della comunicazione pubblica. Ai suoi occhi basterebbe una telefonata all'Innocenzi di turno per stroncare un programma come quello di Michele Santoro (o come il salotto di Floris o della Dandini), considerato da mesi una delle «fabbriche di odio» nei confronti del premier e del Popolo della Libertà. È una situazione disperata, quella di Berlusconi, che lo induce a gesti disperati, o almeno terribilmente disinibiti, nel senso che fanno a pezzi il tessuto generale delle istituzioni del nostro Paese. Il "padrone" non riesce più a comandare, il suo partito si sta sfaldando, e i vari cacicchi cercano un'area di autonomia personale e politica. Berlusconi teme una "sindrome francese" e una sostanziale non vittoria alle elezioni regionali. Paradossale situazione del padrone che non riesce a spadroneggiare fino in fondo, pur cercando di farlo in tutti i modi. C'è una contraddizione intrinseca nell'azione di Berlusconi, e la formula proprietaria o "padronale" la riassume tutta, senza risolverla. Ma la questione è: in una democrazia può il capo del governo rivolgersi come un padrone alle autorità di garanzia? ([[Edmondo Berselli]]) *Berlusconi ha riconfermato più volte in modo imbarazzante, anche perché sempre sorridente e faceto trattando una questione di una gravità morale gigantesca, la sua amicizia con Putin ed ha detto che il suo amico Putin, che deve essere un omonimo di quello che comanda a Mosca, non ne poteva più di udire i racconti strazianti di madri schiacciate dai carri armati (georgiani), donne violentate (dai georgiani) poveri soldati uccisi (russi) e così – quando ce vo' ce vo' – ad un certo punto anche un sant'uomo come lui ha perso la pazienza e ha fatto ciò che ha fatto Hitler con la Polonia. ([[Paolo Guzzanti]]) *Berlusconi, il proprietario di un etereo impero dei media e il sovrano di quella fusione fisica e metafisica creata da [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] e [[Vittorio Emanuele II di Savoia|Vittorio Emanuele II d'Italia]], è soprattutto, come Crusoe {{NDR|di [[Daniel Defoe]]}}, «homo oeconomicus», il self-made man. ([[Richard Newbury]]) *Berlusconi mente sapendo di smentire. ([[Dario Vergassola]]) *Berlusconi mi ha scompigliato i capelli. Volevo rifarglielo a mia volta, ma poi ci ho ripensato. ([[David Cameron]]) *Berlusconi mi ha sempre e solo criticato quando giocavamo bene. Quando giocavamo male, ci sosteneva. Non ha mai versato benzina sul fuoco nei momenti brutti. Ma si, adora interferire [...]. È bravissimo a motivare e a dare sostegno. A differenza di altri presidenti con cui ho avuto anche a che fare. ([[Carlo Ancelotti]]) *Berlusconi non dà ordini. Enuncia delle tematiche, segnala delle cose. Poi sta a te. ([[Carlo Rossella]]) *{{NDR|Nel 2011}} Berlusconi non mi pare più in grado di gestire alcunché politicamente parlando, non lo ha fatto nemmeno in periodi meno turbolenti, e non vedo perché dovrebbe farlo adesso. ([[Emma Bonino]]) *Berlusconi non perde occasione per spiegare al Paese che l'ideologia del suo movimento è in realtà l'ideologia della sua impresa. ([[Sergio Romano]]) *{{NDR|Nel 1994}} Berlusconi non può scendere in campo contro lo statalismo assistenzialista e dimenticare che la sua azienda è ancora un oligopolio costruito in combutta con il vecchio regime [...]. Si presenta al paese come uomo di regole nuove e principi trasparenti ma l'uso che ha lasciato fare in questi giorni dei suoi canali televisivi tradisce le regole e i principi e rappresenta un rischio per la democrazia e per la correttezza della lotta elettorale. ([[Sergio Romano]]) *Berlusconi non si deve guardare da lui {{NDR|[[Massimo D'Alema]]}}, ma semmai da quelli come [[Umberto Bossi|Bossi]]. ([[Marcello Dell'Utri]]) *Berlusconi, per esempio, è un personaggio caricaturale, un buffone da commedia dell'arte. Io sono un liberale di destra ma non mi sento certo rappresentato da uno come lui, semmai potevo identificarmi nella destra della Thatcher. ([[Mario Vargas Llosa]]) *Berlusconi tratta gli alleati come un padrone del Settecento trattava gli schiavi. ([[Pier Ferdinando Casini]]) *Ci spiegò il suo modo nuovo di fare tv, che consisteva nel mandare la stessa videocassetta in onda in contemporanea sulle varie emittenti locali che aveva acquistato, così da ottenere un prodotto identico a quello di una piattaforma nazionale. Lo guardammo come se fosse pazzo. ([[Stefano Jurgens]]) *Coloro che si fanno beffe del "politicamente corretto" hanno permesso sia a Berlusconi che a [[Donald Trump|Trump]] di creare con successo un insolito ibrido: il miliardario qualunquista. Qualcuno che è, da una parte, grazie a grande ricchezza, successo e audacia, una sorta di superuomo al quale le normali regole di condotta non si applicano. Allo stesso tempo, con un linguaggio semplice e grossolano creano un legame viscerale con molte persone, in particolare la parte meno colta dell'elettorato. Hanno un inverosimile appeal interclassista; sono uomini molto ricchi la cui politica beneficia i molto ricchi [...] e contemporaneamente, attraverso efficaci appelli retorici con un idioma da birreria, appoggiano le lamentele dei membri delle classi medie e lavoratrici che lottano. Né Trump né Berlusconi hanno un vero e proprio programma politico; quello che stanno vendendo è se stessi. ([[Alexander Stille]]) *Comunque è bello essere in minoranza. Ed è anche bello che la gente legga la storia. Sennò Berlusconi finisce per essere senza tempo. ([[Enrico Deaglio]]) *Comunque il decreto {{NDR|il cosiddetto ''decreto Biondi''}} non l'ho proposto io, ma Berlusconi. ([[Alfredo Biondi]]) *Con Berlusconi il nostro resta un assetto costituzionale in ordine, la Carta della Prima Repubblica non è stata abolita. Perché non c'è più bisogno di rifarla: la si può svuotare dall'interno. Se si impacchetta la Corte costituzionale, se si paralizza la magistratura. La mia è soltanto una ipotesi di dottrina: si può lasciare tutto intatto, tutto il meccanismo di pesi e contrappesi, e di fatto impossessarsene, occuparne ogni spazio. Alla fine rimane un potere "transitivo" che traversa tutto il sistema politico e comanda da solo. ([[Giovanni Sartori]]) *Considero Berlusconi un avversario politico, non un nemico al quale non lasci scampo. Di fronte alla condanna, che considero ovviamente strafondata, ha prevalso il sentimento della pietas, l'aspetto umano. ([[Mario Capanna]]) *Con un annuncio-confessione Silvio Berlusconi ha spalancato le porte del centrodestra al leader dell'Udeur. [[Clemente Mastella|Mastella]], spiega, ha i voti e condivide con lui gli stessi ideali. Ovviamente non quelli cattolici: il Cavaliere, tanto per dirne una, è divorziato, mentre l'ex Guardasigilli crede talmente nella famiglia da averci creato intorno un partito. I valori in campo sono altri: si va dall'allergia a qualsiasi controllo di legalità, per arrivare sino all'irresistibile attrazione per l'ingerenza negli affari della pubblica amministrazione. ([[Peter Gomez]]) *[[Bettino Craxi|Craxi]] preferiva dire no che sì. Dall'ufficio di Berlusconi si esce con il sorriso; anche se la generosità lo porta talora a dire qualche sì di troppo. ([[Fabrizio Cicchitto]]) *Credo che un vero successo dell'Italia, e anche dell'Europa, si possa realizzare solo riducendo al minimo il danno che la democrazia, l'indipendenza dell'Europa dagli Usa, la libertà di informazione, la lotta contro la corruzione, possono ricevere dalla presidenza europea di Silvio Berlusconi. ([[Gianni Vattimo]]) *Devo ringraziare Silvio Berlusconi che è stato un uomo di grandissima sensibilità, in quanto ha perfettamente capito il mio stato d'animo: chi lo dipinge come un duro spietato, dice una bugia, lui è una persona umanissima, che capisce tutto. ([[Pippo Baudo]]) *Come politico può essere criticato, spesso abbiamo idee diverse, ma è un amico straordinario e umanamente non è secondo a nessuno. ([[Franco Zeffirelli]]) *Del Berlusconi politico so poco. Ma le assicuro che, contrariamente a quel che si crede, Berlusconi non ama gli yes men. ([[Nino Formicola]]) *Di una donna abbondante si dice che è "tanta". Bene, mio marito è "tanto". ([[Veronica Lario]]) *Dopodichè non si tratta di fare nessun miracolo, quelli li lasciamo a professionisti della materia come il Cavaliere. ([[Roberto Rosso (politico 1960)|Roberto Rosso]]) *È entrato nel cuore dei fascisti da tempo. Non ha mai festeggiato il 25 aprile, contro il fascismo non ha mai detto una parola. Berlusconi dice che 120 anni sono una conquista ormai acquisita dell'uomo occidentale; con i suoi mezzi, lui ce ne può aggiungere altri venti. È appena a metà della vita. Ai tempi del lodo Mondadori ho vissuto a casa sua per tre mesi. Un giorno mi chiese: "Ma tu quanto sei alto?". Uno e 71, risposi. "Ma puoi guadagnare quattro centimetri, anche cinque!" esclamò. E mi regalò un paio di scarpe col tacco. È tutto quel che ho guadagnato dalla vicenda Mondadori ([[Giuseppe Ciarrapico]]) *{{NDR|In replica alla frase di Berlusconi: ''è meglio essere appassionato di belle ragazze che gay''}} È meglio essere gay, e lo dico da donna che ama le donne, che disprezzarle abusando, come ormai sembra fare, della sua posizione di uomo ricco e potente. ([[Imma Battaglia]]) *E mentre ci si affanna a tirar fuori dagli armadi lessicali i peggio improperi atti a «demonizzare» l' avversario («magnaccia!»), fa un po' sorridere la raffinatezza [[Leonardo Sciascia|sciasciana]] con cui [[Dario Franceschini|Franceschini]] definisce il premier: un «ominicchio». Ma come, neanche «quaquaraquà»? ([[Paolo Di Stefano]]) *È nata, così, una nuova figura di italiano che, oltre al proprio «particulare», ubbidisce a un riflesso condizionato di natura emotiva, pro o contro Berlusconi. Un perfetto prodotto del marketing ideologico da parte di un [[giornalismo]] che non si prefigge di informare, né di giudicare con onesta coerenza, ma di creare, e addestrare, l'uomo nuovo: l'idiota di parte. Che, a destra, non vota per «una certa idea dell'Italia», ma contro la sinistra, e a sinistra non vota contro la destra – che, forse, voterebbe volentieri se non ci fosse il Cavaliere e non fosse poi troppo innovativa – ma contro una persona, senza chiedersi quale sia il Paese nel quale vorrebbe vivere, quali siano i propri diritti, i propri interessi. ([[Piero Ostellino]]) *È normale che uno sottoposto a lapidazione risponda tirando indietro le pietre. Berlusconi di pietre non ne ha, tira solo indietro quelle che riceve addosso. ([[Ignazio La Russa]]) *{{NDR|Sulla proposta di abolizione di alcune festività per aumentare la produttività}} È stata solo una battuta in un contesto più ampio, per essere capita va accompagnata dalla consapevolezza che chi l'ha pronunciata lavora 24 ore, domenica compresa, e non sa cosa sono le ferie e le vacanze. ([[Isabella Bertolini]]) *È stato un colpo ad effetto. Posso solamente dire che a volte la realtà supera la fantasia più fantasiosa. È curioso come Berlusconi sia entrato in scena solo ora. Quando era primo presidente del Consiglio, nel 2004, gli scrissi una lettera chiedendogli aiuto. Non rispose. ([[Beppino Englaro]]) *È un uomo generoso che non è riuscito a fare quello che aveva promesso. ([[Bernardo Caprotti]]) *È una persona straordinaria. Ti dà tanto, ma pretende il massimo da tutti. [...] Lo ammiro perché sa mettere tutti a proprio agio. [...] Se il Milan è una formazione invincibile il merito è soprattutto suo. Quando facevamo le cene di squadra sembrava uno di noi. Non fa mai pesare a nessuno il suo potere o i suoi soldi. È la cosa che mi ha colpito di più. ([[Giovanni Cornacchini]]) * Eccezionale. Uno che realizzava i sogni. Tutti cercavano di fare televisione; lui c’è riuscito. Voleva la squadra di calcio più forte del mondo; e c’è riuscito. Era molto rispettoso e generoso, ha aiutato tutti quelli che poteva aiutare. L'ho sempre visto con un pezzo di carta in mano: voleva sapere cosa pensavano gli altri, si appuntava tutto. ([[Fabio Capello]]) *{{NDR|Sul valore e sul significato dell'espressione ''Mi consenta!''}} [...] elemento tipico e insieme metafora di quella gentilezza insistita e un po' irritante di cui il linguaggio berlusconiano è intriso (e che nel teatrino ben si realizza nel personaggio del ''Cavaliere''); gentilezza che, messa da Berlusconi stesso nella lice che le compete, oltre che con la suddetta formula e le sue varianti ''consentitemi'', ''se mi (si) consente'', ''se mi è consentito'', ''mi consentirete'', e anche ''mi (si) permetta'', con parole significative quali ''carineria'' («ho voluto compiere un atto di carineria», ''la Repubblica'', 2 aprile 1994) e ''carinamente'', ''molto carinamente''.<ref>Da Augusta Forconi, ''Parola da Cavaliere'', prefazione di [[Raffaele Simone]], Editori Riuniti, Roma, 1997. ISBN 8835942713</ref> *Ha avuto il merito di creare il sistema misto in Italia, aiutato da parecchi ambienti politici, soprattutto nei primi tempi. Ha saputo cogliere le incapacità, gli errori, le paure, le inadeguatezze degli altri. In fondo ci avevano provato Mondadori, Rusconi, Rizzoli. Ma anche Berlusconi deve cercare un suo progetto editoriale. Deve scegliersi il pubblico. Invece vuole tutto. È un errore. ([[Ettore Bernabei]]) *Ho detto al presidente: guarda Silvio, punta almeno su una delle cose promesse. E se poi non te la lasciano fare, allora fà come il generale Charles De Gaulle: ti alzi e te ne vai. ([[Antonio Martino]]) *Ho sentito le dichiarazioni di Berlusconi<ref>"Io, a parlare con Zelensky, se fossi stato il Presidente del Consiglio non ci sarei mai andato. [...] Bastava che lui cessasse di attaccare le due repubbliche autonome del Donbass e questo non sarebbe avvenuto; quindi io giudico molto molto molto negativamente il comportamento di questo signore."</ref>. Non lo conosco personalmente. Ma forse anche noi dobbiamo mandargli qualche cosa. Gli piace la Vodka? Noi ne abbiamo di ottima qualità in Ucraina, se chiede gliela regaliamo. ([[Volodymyr Zelens'kyj]]) *I ragazzi di oggi [...] lo vedono come una persona che ha costruito dal nulla un impero, è riuscito a far diventare il Milan che quando lui la prese veniva dalla serie B, una delle squadre più importanti del mondo, su questo non ci piove; ha fatto un partito politico {{NDR|[[Forza Italia]]}} ed è diventato il primo partito in Italia che ha vinto più e più volte le elezioni. [...] Poi dicono: è anche uno che a 74 anni, all'età dei loro nonni, ha tutte queste donne. Loro non vanno a sottilizzare chi sono tutte queste donne... Per i ragazzini di oggi è un mito, un mito! ([[Gabriella Carlucci]]) *{{NDR|Spiegando perché non accetterebbe Berlusconi nel suo ristorante}} Il mio ristorante... il mio ristorante... preferisco avere le persone... be', è un posto pubblico, ma, non so, lui ha fatto abbastanza... abbastanza danni per persone che io conosco personalmente, che hanno vissuto l'[[Italia]] che ha creato lui, è un po' un disastro secondo me. ([[Joe Bastianich]]) *Il potere politico di una Rete TV non sta solo e tanto nell'informazione direttamente politica, ma nella cultura che diffonde col suo intero palinsesto. Se nel 1994 l'imprenditore Berlusconi, nonostante si presentasse per la prima volta e politicamente fosse un carneade, pote' vincere le elezioni con percentuali simili a quello di un grande partito di massa come la Democrazia cristiana, non è perché i suoi tre network fecero campagna per lui (tre network, in quel momento, li controllava anche il suo avversario), ma perché per una dozzina d'anni, possedendo l'intero sistema televisivo privato nazionale, aveva potuto educare gli italiani alla sua cultura e alle sue preferenze. ([[Massimo Fini]]) *Il senatore Berlusconi non esita mai ad ergersi censore dell'operato dei nostri giudici, che suddivide in imparziali e faziosi non in base al rispetto della corretta applicazione delle norme imposte dai nostri codici e dalle nostre leggi, bensì in funzione dell'esito a lui favorevole o meno dei procedimenti nei quali è coinvolto. ([[Paola Taverna]]) *Il signor Berlusconi è innocente. Del resto nessuno dei documenti citati in tribunale lo implicano direttamente in alcun modo. L'unico possibile testimone che potrebbe dichiararlo colpevole sono io e io dico che lui è innocente. ([[David Mills]]) *Il signor Berlusconi mi sembra non abbia mai avuto la sua casa bombardata dai missili ogni giorni. Il suo partner della Federazione Russa non ha guidato un carro armato in casa sua e ha distrutto i suoi parenti e i suoi cari. Penso che Berlusconi non si sia dovuto alzare alle tre del mattino a causa dei blackout per iniziare a lavare i panni e preparare da mangiare ai suoi figli due giorni di anticipo perché non potrebbe esserci energia elettrica per i prossimi due-tre giorni a causa del grande amore per il fraterno popolo russo. ([[Volodymyr Zelens'kyj]]) *Il vostro [[Silvio Berlusconi]], spesso giudicato come un guitto o un personaggio da operetta, è invece un leader politico da studiare con attenzione, perché cerca di coniugare democrazia liberale e populismo.<br>Silvio Berlusconi sta tuttavia accelerando una tendenza presente in {{sic|tutto}} i sistemi politici democratici. Il suo operato punta infatti a modificare l'equilibrio dei poteri – legislativo, esecutivo, giudiziario – a vantaggio dell'esecutivo, in maniera tale che {{sic|sia}} l'esecutivo sussuma sia il potere legislativo che quello giudiziario, ma senza cancellare i diritti civili e politici. Le elezioni sono considerate solo un sondaggio sull'operato dell'esecutivo. Se Berlusconi le perde, invoca allora la sovranità popolare da lui rappresentata. La forma politica che propone è sì una miscela tra democrazia e populismo, sebbene la sua idea di democrazia sia una democrazia postcostituzionale che fa dell'invenzione del popolo il suo tratto distintivo. Tutto ciò rende l'Italia, più che un paese anomalo, un inquietante laboratorio politico dove viene sviluppata una democrazia postcostituzionale. Da questo punto di vista, in Italia si sta costruendo il futuro dei sistemi politici occidentali... ([[Slavoj Žižek]]) *In Italia non c'è più opinione pubblica. Non parlo dell'opposizione, ma di qualcosa o qualcuno trasversale ai partiti, che comunque si riconosca in comuni valori democratici. E che, come succede in altri paesi, dovrebbe "punire" – mettiamoci le virgolette, per carità – un capo del governo che non ha senso dello Stato, che non va alle celebrazioni del 25 aprile, che aggredisce la magistratura, che ha come braccio destro un condannato per corruzione e come braccio sinistro un condannato per concorso in associazione mafiosa. E invece passano concetti come "agli italiani non interessa il conflitto di interessi, visto che hanno fatto vincere Berlusconi". Sì, ma interessa alla democrazia... La maggioranza delle persone, e non solo a destra, ormai considera normale che un uomo abbia il monopolio della tv, faccia politica e sia anche capo del governo. La sua vittoria è questa: ormai la bassa qualità della democrazia italiana è considerata un fatto normale, marginale ([[Nanni Moretti]]) *In politica poteva essere la persona giusta, ma i tempi non erano maturi. Forse sbaglia quando chiama ancora i suoi avversari comunisti: Renzi e Bindi sono democristiani puri. Ad Arcore si annoia, deve essere in primo piano, la sua punta di narcisismo la conosciamo tutti, fa parte dei suoi pregi. Come imprenditore non si discute. Idem sul piano umano: una persona straordinaria, un amico. Uno che ti dà sempre del tu e viene a salutarti anche a 100 metri di distanza. ([[Umberto Smaila]]) *{{NDR|Sulla singolarissima pronuncia ''non standard'' usata da [[Silvio Berlusconi]] e sul suo significato connotante}} In questo schedario di berlusconismi non può mancare il famoso ''mi consenta'', caratterizzato da una ''s'' particolarmente sibilante, una ''e'' tonica e particolarmente chiusa che ancora adesso si usa per evocare il personaggio ([[Raffaele Simone]]) *{{NDR|Nel 2010}} In tutta evidenza, Berlusconi non riesce più a tenere assieme la sua maggioranza. E' un'intera fase politica che si chiude, nel bene e nel male. Vede, il berlusconismo è sempre stato fondato sul "qui comando io". Adesso, visto che la rottura con [[Gianfranco Fini|Fini]] è seria e che nel rapporto con la [[Lega Nord|Lega]] non è più il Cavaliere ad avere il pallino in mano, quel metodo non funziona più. ([[Rosy Bindi]]) *In un paese di puttanieri noi siamo governati da un noto puttaniere. ([[Enrico Rossi]]) *Insomma, la domanda che tutti si fanno è: Berlusconi sarà capace di perdere e di uscire dalla politica per sempre? La domanda che nessuno si vuole fare è: si può considerare finito un politico che se si andasse oggi a votare avrebbe grandissime probabilità di rivincere le elezioni, con un pezzo di coalizione in meno? ([[Francesco Piccolo]]) *Io al Cavaliere debbo tantissimo. Quando comprò il Milan io ero già nel club. Silvio mi disse: Capello, lei deve studiare da manager in Fininvest, vedrà che quello che impara le servirà quando la metterò in panchina. Aveva ragione. ([[Fabio Capello]]) *Io da Berlusconi preferirei non imparare nulla su come si vive, e in particolare a consumare i pasti mediamente in 7' 42". ([[Gianni Mura]]) *Io ho un figlio adolescente con tanto di amici adolescenti e per loro Berlusconi è un mito perché dicono che è simpaticissimo: è un politico che loro capiscono, parla una lingua che loro capiscono, racconta le barzellette ed è anche super potente da un punto di vista sessuale. I ragazzini lo ammirano, come la maggior parte degli italiani che vorrebbero essere come lui. Quanti italiani a 70 anni si sognano di andare con le donne dalla mattina alla sera? Pochissimi! Per quelli che lo amano è un mito e sta conquistando anche i giovani. ([[Gabriella Carlucci]]) *Io lo conosco benissimo Berlusconi, da quando faceva il palazzinaro. Veniva spesso a colazione da me. Ogni volta con una ragazza diversa. Per carità, niente di male. Era una sua fissazione. Svelto, spregiudicato, pieno di fantasia. Non coraggioso. Insopportabile quando racconta barzellette. ([[Carlo Caracciolo]]) *Io non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me. ([[Gian Piero Alloisio]]) *Io non vorrei invecchiare così. ([[Beppe Severgnini]]) *Io sono più berlusconiano di Berlusconi. Non lo tradirò mai. ([[Gianfranco Miccichè]]) *Io trovo molto più trasgressivo Berlusconi che l'[[Europride]]. ([[Paola Concia]]) *L'odio per Berlusconi? Silvio è un fenomeno rinascimentale, che c'entra lui con la destra e la sinistra? È come [[Lorenzo de' Medici]], senza averne la cultura. ([[Pasquale Squitieri]]) *L'onorevole Berlusconi sbaglia ad intralciare le indagini. Trascina anche le istituzioni in uno scontro tra poteri che rischia di minare il nostro equilibrio democratico. Siamo ben oltre il clima drammatico di «mani pulite». Di tutto questo lei, onorevole Berlusconi, porta per intero la responsabilità. Non passerà certo alla storia per il più grande Presidente che l'Italia abbia avuto nei centocinquanta anni, ma per avere interpretato una delle pagine meno nobili e più opache della nostra storia civile e politica. ([[Bruno Tabacci]]) *L'uomo che per quasi vent'anni la Sicilia intera adorerà senza alcuna vergogna. (''[[La mafia non è più quella di una volta]]'') *La cosa migliore sarebbe che Silvio Berlusconi decidesse di farsi da parte. Ma non nel 2013: il prima possibile. ([[Flavio Tosi]]) *La gente crede a Berlusconi. Non parla politichese, i soldi ce l'ha, l'impero ce l'ha, vuole assolutamente cambiare l'Italia, dare i posti di lavoro. Arriva direttamente al cuore della gente. Ma lo sa che Berlusconi è generosissimo? Fa molta beneficenza. Ma non lo dice. ([[Ida Di Benedetto]]) *La guerra del Cavaliere non è la nostra. La nostra guerra è finita con la morte di papà. Il paragone è improponibile: Berlusconi è il padrone d'Italia, non ha nulla da temere; [[Bettino Craxi|Craxi]] era solo contro i giudici. Io ho cercato di tenerne viva l'eredità salvando un piccolo partito socialista. ([[Bobo Craxi]]) *{{NDR|Sulle caratteristiche del suo linguaggio e sullo stile comunicativo}} La [[lingua (idioma)|lingua]] di Berlusconi, guardata al microscopio, si rivela veramente strana: una lingua in pericolo, che nasconde una quantità di sottilissime crepe, di ragnature, di aree sconnesse che si rivelano solamente a un'osservazione più attenta. Piccole sgrammaticature, combinazioni incongrue di parole, collegamenti semantici dubbi: insomma, una varietà di segni di un incompleto controllo dell'italiano [...] Anche in questo Berlusconi è come gli italiani, e ciò spiega in parte il credito del quale è riuscito a godere. ([[Raffaele Simone]]) *La prima volta che ho sentito Berlusconi pronunciare sul palco la parola "amore", ero in studio con la chitarra a provare, e sono saltato in aria. Ho pensato: adesso io che faccio? [[Adriano Celentano|Celentano]] che fa? Andremo a [[Festival della Canzone Italiana di Sanremo|Sanremo]] a cantare di sanità, lavoro, economia? ([[Jovanotti]]) *La prima volta ci vedemmo in ospedale, al San Pio X. Erano i primi Anni 70, lui era un giovane imprenditore. Ed era malato seriamente. Io gli parlai: "Lei guarirà e farà grandi cose". Nel '94, al tempo della sua discesa in campo, gli dissi che lui era una benedizione per il Paese, un dono di Dio all'Italia. ([[Luigi Maria Verzé]]) *La verità è che Berlusconi non può fare nulla, è bloccato dagli ex fascisti alla [[Ignazio La Russa|La Russa]]: da quando ce li siamo messi in casa abbiamo perso. ([[Mario Pepe (politico 1951)|Mario Pepe]]) *La verità è che esiste una differenza antropologica tra me e Berlusconi. ([[Romano Prodi]]) *La vita privata dell'allora presidente del consiglio era disordinata, pericolosa e assai poco esemplare. Però non era un reato (non suo, almeno). Quindi sarà stata riprovevole ma era legittima com'è legittimo (e riprovevole) pagare per avere sesso. Chi ama Berlusconi continuerà ad amarlo. Chi lo odia, continuerà a odiarlo. Nessuno cambierà idea. Entrambe le categorie sono però ormai minoranze: la maggioranza s'è semplicemente, nel tempo, allontanata dalla questione e dalla persona. E dal politico, la cui sconfitta elettorale in campo aperto è [...] la soluzione ''de facto'' del [[Conflitto di interessi|conflitto d'interessi]], il fattore che inchioda Berlusconi alle riforme. ([[Stefano Menichini]]) *{{NDR|Nel 1994}} Lei chiede per sé gli stessi diritti del cittadino comune. Ma lei non è un cittadino comune. E neanche un imprenditore comune. È il proprietario della più grande concentrazione privata di mezzi di comunicazione che ci sia in Europa. La libertà che chiede per sé, noi la chiediamo per tutti. ([[Beniamino Andreatta]]) *Lo chiamo sponsor forse perché le sue continue apparizioni in tv me lo fanno pensare come un venditore di saponette. ([[Sergio Chiamparino]]) *Lo ricevetti {{NDR|nel 1990, alla vigilia della presentazione della legge Mammì}} mantenendo un atteggiamento doverosamente istituzionale. Lui invece non smise un attimo di scherzare e far battute, cercando in ogni modo di accattivarsi la mia simpatia. Alla fine, con sguardo impassibile, gli dissi solo che avrei tenuto in debito conto le sue parole. Un commesso aveva appena aperto la porta per accompagnarlo all'uscita, quando accadde l'incredibile. Berlusconi mi s'inginocchiò davanti e, baciandomi la mano, mi disse: «La prego, ministro, non rovini me e le mie due famiglie!». ([[Oscar Mammì]]) *Ma guarda un po', sono qui con l'uomo più potente d'Italia, il più acclamato, una cena che tutti m'invidieran­no e mi viene una gran tristezza. Quest'uomo mi sembra così solo! ([[Mike Bongiorno]]) *Ma il [[Calcio (sport)|calcio]] [[italia]]no non è più bello. Come per tante cose in Italia, [[Silvio Berlusconi]] ha le sue colpe. Quando era Primo Ministro, l'[[Italia]] è divenuta un paese in cui i suoi elettori e coloro che l'odiavano avrebbero guardato la squadra di Berlusconi, il [[Associazione Calcio Milan|Milan]], battere gli avversari sovvenzionato dal governo di Berlusconi sui canali a pagamento di Berlusconi, in una lega diretta dal suo braccio destro [[Adriano Galliani]], e poi guardava gli highlights sui canali gratuiti di Berlusconi. La sola cosa che Berlusconi non ha fatto è stata una legge per rendere gli stadi più sicuri. ([[Simon Kuper]]) *Mi aspetto da Berlusconi che vada a fare le telepromozioni. Tra poco venderà tappeti in televisione. ([[Romano Prodi]]) *Mi aveva colpito la prima volta che mi aveva parlato di una cosa come se fosse stata vera e vera non era. Devo dire che per me negare la verità conosciuta vuol dire chiudere totalmente la possibilità di dialogo. ([[Oscar Luigi Scalfaro]]) *Mi è simpatico. Non nega se stesso, parla un linguaggio franco, non si è piegato alle forche caudine dell' ipocrisia. Ma non è un leader politico. È un miliardario che investe i suoi denari nella politica. ([[Jean-Marie Le Pen]]) *Mi ha detto che sono un grande comico. Gli sono molto grato: per questo e per aver perso le ultime elezioni. ([[Paolo Villaggio]]) *Mi piace molto. Trovo che sia un grande uomo, molto giovane ancora, che potrà svolgere - e che svolge già un ruolo importante, non solo in Italia, ma nel mondo. ([[Robert Maxwell (imprenditore)|Robert Maxwell]]) *Mi piace scoprire l'identità bambina di ciascuno. Berlusconi ha una forte identità bambinesca. È tesi condivisa che a tre anni il bimbo diventa professore, è l'età in cui si ha la maggiore capacità di governare le relazioni interpersonali… è l'età anche in cui si apprende la manipolazione. ([[Luciano Sardelli]]) *Mi piacevano gli uomini di cui si era circondato. Oggi no. I suoi ministri sono spesso modesti. Poi in Forza Italia. Bondi, Cicchitto. Un relitto craxiano.([[Carlo Caracciolo]]) *''Mi sento uno straniero negli anni zero | il vostro Cavaliere non mi sembra un condottiero | ruba, fotte e dà la colpa ai comunisti, | i ministri vanno a troie, | le troie fanno i ministri.'' ([[Club Dogo]]) *Mi spaventa che Berlusconi possa allo stesso tempo possedere i media e guidare il Paese. È un uomo imbarazzante. Da noi non potrebbe mai succedere quanto accade politicamente da voi. ([[Kirk Hammett]]) *Mi stupisce vedere come i legami con un criminale come Putin non abbiano scalfito l'immagine di Berlusconi e Salvini agli occhi dell'opinione pubblica italiana. Berlusconi è stato una fonte d'ispirazione per Putin, come Putin lo è stato poi per Orbán e per Salvini. Tutti condividono una caratteristica: la grande abilità nel manipolare l'informazione per restare al potere. ([[Sergej Gurijev]]) *Milanese, quarant'anni, laureato in legge, cavaliere del lavoro, Silvio Berlusconi è un ''self-made man'', e del ''self-made man'' ha le astuzie, le ubbìe, gli slanci, le diffidenze. Non è partito dall'ago, ma quasi. E ora progetta e costruisce città.<br>''Causier'' icastico e sanguigno, è un lottatore nato, a suo agio in qualunque lizza. Anche la stampa di sinistra, non certo tenera con gl'imprenditori, lo tratta con rispetto, lo pizzica con garbo. Molti lo considerano «l'uomo nuovo» dell'imprenditoria italiana. Un famoso banchiere ha detto di lui: «Possiede l'umanità di Borghi, la fantasia di [[Enrico Mattei|Mattei]], la grinta di [[Mario Monti|Monti]]».<br>Certo, è uno che non si ferma mai, e mai fa fermare chi ha la ventura – o la sventura – di stargli accanto. Dove voglia arrivare lo ignoro. E, forse lo ignora anche lui. ([[Roberto Gervaso]]) *{{NDR|Parlando al procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo}} Negli anni '70 mio nonno aveva messo i soldi nell'edilizia al nord. Il contatto è col signor Berlusconi, glielo dico subito. ([[Giuseppe Graviano]]) *Nel nome di Dio e dell'Italia, dimettiti! :''In the name of God and Italy, go!''<ref>Dal titolo dell'editoriale ''Financial Times Weekend'', 5 novembre 2011; citato in [http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=158165 ''FT a Berlusconi: "In the name of God and Italy, go!"''], ''RaiNews24.it'', 5 novembre 2011.</ref> *Nessuna gioia, anzi la tristezza che si prova di fronte ad ogni morte. Ma il giudizio, quello sì: perché certo che ha segnato la storia. Ma lasciando il mondo e l'Italia assai peggiori di come li aveva trovati. Dalla P2 ai rapporti con la Mafia via Dell'Utri, dal disprezzo della giustizia alla mercificazione di tutto (a partire dal corpo delle donne, nelle sue tv), dal fiero sdoganamento dei fascisti alla menzogna come metodo sistematico, dall'interesse personale come unico metro alla speculazione edilizia come distruzione della natura. In questo, e in moltissimo altro, B è stato il contrario esatto di uno statista, anzi il rovesciamento grottesco del progetto della Costituzione. Nessun odio, ma nessuna santificazione ipocrita. Ricordare chi è stato, è oggi un dovere civile. ([[Tomaso Montanari]]) *Noi americani siamo messi male con [[George W. Bush|Bush]], ma voi italiani con Berlusconi... ([[Lou Reed]]) *Noi in liquidazione? Berlusconi confonde i desideri con la realtà, ormai vive in un'altra dimensione. A volte lo guardo e mi sembra un uomo di plastica che vuole farci vivere in un mondo di plastica, ma l'[[Italia]] non è così. ([[Dario Franceschini]]) *Non ha mai agito come piduista. In tutti i volumi della commissione non è mai stato protagonista di nessuna cosa. ([[Mirko Tremaglia]]) *Non molto tempo dopo la mia trasferta in Italia, Berlusconi incontrò Putin. Li vidi in televisione abbracciarsi e baciarsi e lì compresi che ero stato usato. Che Berlusconi era un piccolo bugiardo, degno della stessa considerazione che si dà al proprio cagnolino cui si dà da mangiare sotto il tavolo. Io avevo dato le prove alla Commissione che Putin controllava la Russia con gli eredi corrotti del Kgb e Berlusconi cosa faceva? Baciava Putin. Evidentemente aveva scambiato le mie informazioni con dell'altro che non conosco. Berlusconi dimostrava di essere come Putin. La stessa cosa. ([[Aleksandr Val'terovič Litvinenko]]) *Non odio Berlusconi. Si trucca e mette pure i tacchi. ([[Vladimir Luxuria]]) *Non si può escludere che [[Matteo Salvini|Salvini]] abbia ragione, quando accusa Berlusconi di essersi mosso nella battaglia di Roma spinto da motivi "aziendali", perché Mediaset avrebbe bisogno della benevolenza di Renzi. Non sarebbe del resto la prima volta che l'ex Cavaliere confonde il bene delle sue aziende con il bene del paese. ([[Antonio Polito]]) *Non sono io ad essere berlusconiano ma Berlusconi ad essere feltriano. ([[Vittorio Feltri]]) *Nonostante in una sentenza definitiva ci sia scritto che [[Silvio Berlusconi]] ha mantenuto e rispettato almeno dal 1974 al 1992 quei patti stipulati con [[Cosa Nostra]] grazie all'intermediazione di [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]] ancora oggi questa persona esercita un ruolo assolutamente importante e assume ruolo decisivi nella politica nazionale anche di stretta attualità. ([[Nino Di Matteo]]) *Per me Berlusconi era proprio come un parente. La fiducia che aveva in me era pari a quella che io avevo in lui e nella sua famiglia. ([[Vittorio Mangano]]) *Per quanto riguarda la vita politica Berlusconi è una novità assoluta. ([[Bettino Craxi]]) *Permettetemi: credo che dobbiamo tutti rallegrarci se in questa legislatura avviene un fatto politico che riannoda fili slacciati: domani per [[Forza Italia]] interverrà il presidente Silvio Berlusconi che torna in [[Senato della Repubblica|Senato]] dopo essere stato allontanato in un periodo storico fatto di invettive personali, di veleno, che non vogliamo più veder ripetere. Si sana una ferita della democrazia. ([[Alessandro Cattaneo]]) *Però Berlusconi in certi momenti è un grande. Come quando ha detto quella cosa stupenda: «Sì, è vero, Ruby l'ho pagata, ma solo per evitare che facesse la prostituta». Io mi aspettavo che lei dicesse: «Sì, gliel'ho data, ma solo per evitare che andasse con le prostitute». Capite? L'ha pagata per non farle fare la prostituta. È come pagare un piastrellista, ma senza farti fare il bagno. ([[Maurizio Crozza]]) *Proporre alleanze che vadano dall'estrema sinistra fino a [[Gianfranco Fini]], rappresenta l'unica vera chance di sopravvivenza per il premier: tutti assieme contro di lui, così da farlo rivincere per l'ennesima volta. ([[Matteo Renzi]]) *Quando Berlusconi mi chiamò per darmi la guida di Raidue, non mi chiese niente. ([[Massimo Liofredi]]) *Quando finirà il Governo Berlusconi un vasto indotto di comici, giornalisti, spettacoli teatrali, intellettuali ed editori avrà un crollo. Tutti quelli che vivono alle spalle del berlusconismo faranno fatica a ricostruire una macchina, se non del fango, dello schizzo. ([[Piero Chiambretti]]) *Quando mio padre mi parla di lui, è il 22 luglio 1998. Sono io stesso a sollecitarlo, perché quel giorno si leggeva di Umberto Bossi che diceva che Berlusconi è mafioso e che viene a Milano con i soldi mafiosi. Mio padre mi dice a quel punto che Berlusconi è la più grossa vittima della mafia, ma – aggiunge – soggetti vicini a lui sono a conoscenza di situazioni antecedenti alla sua discesa in campo e riescono ad influenzarne le scelte. ([[Massimo Ciancimino]]) *Quando sento Berlusconi prendere questa cosa alla leggera e scherzare sul fatto che [[Obama]] è "sempre abbronzato", mi fa strano. Lo si metterà sull'umorismo... Ma spesso, sono molto felice di essere diventata francese. ([[Carla Bruni]]) *Quel che gli hanno fatto è indegnissimo. Se fossimo andati a rompere i coglioni a Giovanni Gronchi, a vivisezionare la sua vita come fosse Liz Taylor e a tampinarlo sotto le lenzuola, sarebbero uscite le stesse cose. Ero amico di tutti i paparazzi di Roma. Non c'è politico che non abbia avuto il suo Bunga bunga. ([[Leopoldo Mastelloni]]) *{{NDR|Nel 2008}} Rifiuta costantemente i consigli strategici del suo ministro degli esteri {{NDR|[[Franco Frattini]]}}, demoralizzato, privo di risorse e sempre più irrilevante, a favore dei suoi sodali d'affari, molti dei quali sono profondamente implicati nella politica energetica russa verso l'[[Unione Europea]]. ([[Ronald Spogli]]) *S'è sparsa voce che ce l'ho con lui, mica vero. Anzi, sta contribuendo, un po' alla volta, a chiarire l'identikit dell' allenatore del Milan. Devotamente leggendo l'accademia di Brera, venerdì, ho appreso che, propostagli la candidatura-Bagnoli, Berlusconi ha obiettato "è comunista". Chissà se è vero, certo mette malvolentieri la cravatta. ([[Gianni Mura]]) *Sarebbe quasi scontato ripercorrere la folgorante carriera politica del senatore Berlusconi, ma ricordiamo un po' di fatti. Tessera n. 1816 della [[P2]], celebre loggia massonica illegale ed eversiva, alcune decine di leggi ad personam o «ad aziendam» fatte approvare negli ultimi venti anni da questo Parlamento per schivare le sentenze dell'ultimo minuto e ora una condanna a quattro anni per frode fiscale, grazie ad una legge votata per ironia della sorte, proprio dal suo partito. Ma il senatore Berlusconi, con tutto il rispetto, è solo il passato. Buona galoppata verso casa, Cavaliere! Le piacerebbe continuare ad affrontare i suoi processi da senatore o, come un tempo, da Premier! Stavolta niente più lodi [[Angelino Alfano|Alfano]], niente più legittimi impedimenti. Forse il PD ci farà persino il regalo, per una volta, di non farvi più da spalla, come in passato... presentando, che so, un lodo [[Enrico Letta|Letta]]. [...] Non potremo dire che ci mancherà, semplicemente perché non c'è neanche oggi: considerando il 99 per cento delle sue assenze, è già un evento vederla tra noi, alla faccia della responsabilità verso il Paese! Sì perché voi eravate il Governo dei responsabili, ma ve ne siete responsabilmente fregati dell'aumento dell'IVA al 22 per cento; ve ne siete consapevolmente dimenticati della tanto sbandierata abolizione dell'IMU sulla prima casa che noi avevamo proposto in alcuni emendamenti ai quali PdL, PD e SCpI hanno votato «no». ([[Paola Taverna]]) *Se Berlusconi fosse diventato presidente della Repubblica ci sarebbe stata una svolta straordinaria per questo Paese. ([[Denis Verdini]]) *{{NDR|Sul "cattivo gusto" dei produttori cinematografici e sullo "spettatore medio"}} Se deve essere un Berlusconi a fare i film per questo pubblico, la razza degli autentici creatori è destinata a scomparire. ([[Jean-Luc Godard]]) *Se per tenere a bada la [[Sinistra in Italia|sinistra]], i maneggioni e gli spreconi devo pagare il prezzo di un capo di governo che tocca il sedere alle signore, non ho esitazioni. Meglio un vecchio porco, di tanti giovani ipocriti tipo [[Gianfranco Fini|Fini]]. ([[Maurizio Belpietro]]) *Se poi Berlusconi, grazie a una amicizia che abbiamo, mi apre le porte di casa e mi fa vedere le foto di famiglia certo che le pubblico, perché la famiglia Berlusconi ha sostituito nell'immaginario collettivo la famiglia Agnelli. E infatti ogni volta che pubblico Berlusconi vendo più copie, sarei un idiota se non lo facessi. ([[Alfonso Signorini]]) *Secondo me è stato perseguitato dai magistrati. È una magistratura che ha giocato sull'uomo, come anche in altri casi, diciamocelo. Questa magistratura per certi versi la amo, per altri la critico. È venuto il momento in cui tutti coloro che hanno giudicato Berlusconi si facciano un serio esame di coscienza su quello che ha fatto. ([[Antonio Mazzi]]) *Si è abbattuto sul calcio trasformandolo da sport di città a spettacolo televisivo. Il suo Milan lo paragonerei agli Harlem Globetrotters, e lui al capo del Madison Square Garden. Donadoni è stato il primo ''pezzo'' che ci ha strappato. L'Atalanta era nostra assidua fornitrice da un sacco di tempo, e quello fu un segnale chiaro, un segno forte: di svolta drastica, di cambiamento radicale. Nulla, e nessuno, sarebbe rimasto come prima. Ciò premesso, ho applaudito e invidiato il suo Milan. ([[Gianni Agnelli]]) *Si finge che il potere prima di Berlusconi sia sempre stato immacolato da giudici e amanti, da corrotti e mignotte. E si finge che il Paese sia paralizzato, che la giustizia sia a terra, che la democrazia sia finita, a causa del legittimo impedimento voluto dal governo Berlusconi. La verità è che la giustizia in Italia ha un record europeo di ingiustizia e di insolvenza; che ogni potere politico in Italia ha avuto inchieste giudiziarie, e per vicende e comportamenti legati alla vita pubblica e non alla vita precedente di imprenditore privato, come il caso di Berlusconi. E che tra sesso e potere c'è una relazione stretta, antica e trasversale. Ma l'ipocrisia clericale è fingere scandalo, mostrarsi indignati perché improvvisamente la giustizia, il buon governo, l'onestà sono spariti in un Paese che vive da svariati decenni con una giustizia da schifo, con governi brevi, storti e malcavati, e con una disonestà intellettuale ma anche politica e giudiziaria come regola di vita.<ref>Da ''[http://www.ilgiornale.it/interni/quellitalia_ipocrita_nutrita_clericalismo/05-02-2010/articolo-id=419342 Quell'Italia ipocrita nutrita di clericalismo]'', ''ilGiornale.it'', 5 febbraio 2010.</ref> *Sia chiaro: la mia umana simpatia va più a Berlusconi che a chi l'ha sostenuto, perché lui non aveva scelta che essere se stesso, dichiarativamente e senza mai infingimenti, così sé, così bidimensionale e senza profondità e altra prospettiva che quella della propria piatta fisiologia che io ho spesso pensato che sarebbe lui il primo a non notare alcuna differenza con il giorno prima se il giorno dopo si svegliasse morto, si sveglierebbe morto e inizierebbe la sua giornata come al solito. Quanti lo hanno sostenuto no, una scelta restava loro fuori dalla geneticità coattiva che contraddistingue Berlusconi e lo muove e lo predestinava a essere sé e nessun altro che lo volesse o no – e lui lo voleva. Se gli eterni Bambini e le Bambine di Silvio Gesù avessero osato prendersela questa scelta, Berlusconi non avrebbe fatto scialo dell'Italia per ben due decenni e del prossimo a venire solo a causa del tasso d'interesse ormai greco toccato dai buoni del tesoro italiano, e non mi sto riferendo ai soli politici della maggioranza e della minorata minoranza clerical-fascista-familista quanto i suoi oppositori apparenti, ma a chi l'ha votato e a chi ha votato il partito più magna a ufo e nullafacente e cialtronesco e costituzionalmente ignorante a memoria d'uomo, la Lega Nord. ([[Aldo Busi]]) *Signor Cavaliere, noi due non ci amiamo si sa. Ma il comportamento che quella gente tiene verso di Lei è così incivile così insopportabile così ributtante quindi offensivo per la libertà e la democrazia che a portarvi un benché minimo e involontario contributo mi vergognerei. ([[Oriana Fallaci]]) *{{NDR|Commentando l'affermazione di Berlusconi sul Governo "troppo rosa" e "difficile da gestire" di [[José Luis Rodríguez Zapatero|Zapatero]]}} Silvio Berlusconi avrebbe bisogno di uno psichiatra [...] anche se non so se sarebbe efficace, servirebbero molte sedute. ([[Bibiana Aído]]) *Silvio Berlusconi è entrato in politica per difendere le sue aziende. ([[Marcello Dell'Utri]]) *Silvio Berlusconi è stato un politico di destra che, nel calcio, ha fatto una rivoluzione di sinistra. Scrivere di sinistra farà sorridere, ma deve far meditare. «Di sinistra» nel senso di svolta estetica, di visione ricca di sostanza, e non unicamente di sostanze, di ville o di scandali. In smoking e non in jeans. Di gioco e non banalmente di giochi. Di faccia e non semplicemente di facciata. [...] Il Milan di Silvio. Quando lo presentò all'Arena, tra cavalcate delle Valchirie ed elicotteri battenti, ci demmo di gomito, ridemmo di lui, e non solo con lui. Ci sembrava, pur così Paperone e così bauscia, il comandante dell'esercito di un atollo piccolo piccolo. Prossimo a essere inghiottito dall'alta marea della presunzione, dell'arroganza, della concorrenza. Viceversa, era l'ammiraglio della Sesta flotta. Il suo Milan. Quel Milan. [...] Sua Emittenza straparlava di mission, di spettacolo, di «giuoco» avvolgente e divertente, di vincere e convincere. Fu di parola. Il Milan di Arrigo (Sua Intensità), il Diavolo di capitan Franco Baresi e Paolo Maldini [...], l'orchestra dei tre olandesi [...]. Gli piaceva l'informazione, faceva le formazioni, e prima di credersi Dio – in anticipo su coloro che tale lo avevano considerato fin dalle epifanie di Milanello – ha segnato e trasfigurato lo sport. [...] L'Europa e il Mondo si inginocchiarono, rapiti. Noi, naturalmente, ci scannammo: chi coglieva, in quella cesura, la scintilla dell'idea; e chi, viceversa, il profumo, il colore e il peso dei soldi. Esclusivamente quelli. Perché sì, come gli emiri oggi, Silvio spendeva e spandeva: solo che le figurine dei suoi album rispondevano non tanto ai capricci del caudillo, ma anche a un progetto condiviso con l'allenatore. Carica e ruolo che il Berlusca ha spesso avocato a sé. Era il calcio dei ricchi, il suo. [...] Potevano costruirlo tutti, quel Milan lì, voglio dire una squadra così diversa, così lontana dallo zoccolo filosofico del Paese. Così di rottura. Lo edificò lui. ([[Roberto Beccantini]]) *Silvio Berlusconi mi ha chiesto di farlo campare fino a 150 anni. Lui pensa che arrivando a 150 anni metterà a posto l'Italia. [[Matusalemme]] quanti anni ha vissuto? 969. Poi le generazioni si sono stabilizzate sui 120 anni di media. Noi possiamo tornare a questa media. La [[scienza]] ci aiuterà. La scienza non la ferma nessuno, nemmeno la [[Chiesa cattolica|Chiesa]]. ([[Luigi Maria Verzé]]) *Silvio deve uscire di scena nel modo giusto, non può essere travolto dal ridicolo. Deve smetterla di raccontare [[Barzelletta|barzellette]] oscene: non gli fanno onore e non fanno ridere. ([[Stefania Craxi]]) *Sono certo di non offendere la verità affermando che contro il [[Criminalità organizzata|crimine organizzato]] solo [[Benito Mussolini]] ha fatto meglio di Berlusconi. ([[Mario Landolfi]]) *Sono stanco di ascoltare gli stessi slogan, le medesime promesse vane, la solita litania di numeri, di spese miliardarie senza coperture, di frasi pensate per compiacere la gente anziché dirle la verità. Dalla politica ho avuto moltissimo. Perché dovrei ingaggiare una battaglia al fianco di una persona in cui non credo più? ([[Pier Ferdinando Casini]]) *Su Sky devo essere bello quindi verrò un po' truccato. Sono stati [[Rupert Murdoch|Murdoch]] in persona e anche il figlio, PierMurdoch a volerlo. E mi hanno anche detto di tenere questo ciuffo pesante per fare rabbia a Berlusconi. ([[Fiorello]]) *{{NDR|Sul [[Il Popolo della Libertà|Popolo delle Libertà]]}} Un partito che al suo centro ha Silvio Berlusconi. ([[Denis Verdini]]) *Tra gli umani da sempre l'accoppiamento con gli animali è in voga, basta pensare ai pastori con le loro pecore, gli alpini con le mule, ai pescatori con i polpi (animali senz'altro più pratici delle cozze che si chiudono nel momento meno opportuno), e infine a Berlusconi con gli italiani. ([[Giobbe Covatta]]) *Trovo molto strano che uno come lui possa essere un leader politico. All'estero dicono tutti la stessa cosa: nessuno può credere che sia davvero lui il premier. ([[Matthew Bellamy]]) *''Tu che pensi, che immagini, | tu che trasformi la realtà in sogno, | esprimi il desiderio di esserci, di resistere. | Tu che hai voglia di dare, | vedi un universo senza argini e confini, | un mondo che crede nel progresso. | Tu che ami, tu che semplicemente sei.'' ([[Lory Del Santo]]) *Un pezzo importante dell'opinione pubblica, o se preferite di quel ceto medio riflessivo di cui ha tanto parlato [[Paul Ginsborg]], è annichilito dal possibile (anzi probabile) ritorno del Cavaliere. [[Walter Veltroni]] ripete sempre più spesso che bisogna chiudere la stagione dell'odio. In realtà a caratterizzare la politica italiana non è l'odio, ma la paura. Berlusconi più che odiato, è temuto. Per questo sarebbero necessarie una serie di regole (dalla legge sul conflitto d'interessi, a quella sull'emittenza televisiva, solo per citarne due) in grado di impedire soprusi da parte di chiunque si trovi al governo. Solo così i cittadini si sentirebbero più garantiti. Invece l'unica riforma fin qui approvata dal centrosinistra, quella sull'ordinamento giudiziario, ha moltiplicato le possibilità d'ingerenza da parte dell'esecutivo sul potere un tempo indipendente della magistratura. E la [[paura]], di giorno in giorno, aumenta. ([[Peter Gomez]]) *{{NDR|Su Berlusconi come presidente del Milan}} Un presidente ricco e con una gran voglia di vederci vincere. Quando sta in mezzo alla gente sa essere piacevolissimo. L'ho sentito cantare una canzone in francese: ha anche una bella voce. ([[Ruud Gullit]]) *Una della meravigliose qualità di Silvio Berlusconi è che non avendo opinioni, le ha tutte. È contemporaneamente filo americano e filo russo, sta con l'Europa, ma sta anche con i celti orobici della Lega che sono contro. È amico contemporaneamente dei cinesi e del Dalai Lama. Ai vertici internazionali difende i diritti umani. Ma se li scorda quando atterra a Tripoli per finanziare con 5 miliardi di euro la dittatura del suo amico [[Mu'ammar Gheddafi|Gheddafi]]. È per "il ritorno all'etica nella finanza". Ma ha preteso la depenalizzazione del falso in bilancio per scampare a un po' di processi. [...] Una volta l'ingegner [[Carlo De Benedetti]], di ritorno da Londra dove aveva incontrato il primo ministro [[Tony Blair]], raccontava lo stupore del leader britannico per il perenne sorriso di Silvio ai tavoli delle consultazioni: "È sempre d'accordo su tutto. Non chiede mai nulla". Ma a pensarci bene: perché non dovrebbe sorridere, visto che gli stiamo dando (e si sta prendendo) tutto? ([[Pino Corrias]]) *Una volta a Palazzo Chigi, Berlusconi mi disse: "Marco, tu mi odi. Lo capisco da come mi guardi". Io gli risposi: "Ti sbagli. Dal punto di vista personale mi sei simpatico, come imprenditore ti ho sempre ammirato. Il problema è che non condivido nessuna delle tue idee politiche. ([[Marco Follini]]) *Una volta nel 1994 incontrai Silvio Berlusconi e cercai di spiegargli che fare politica significava fare gli interessi degli altri e non i propri. Non ebbi successo. ([[Mino Martinazzoli]]) *Una volta tanto si chiede al premier di pensare solo al Paese. ([[Ferruccio de Bortoli]]) *"Vedrai" mi diceva sicuro il mio compagno [[Giovanni Ferrara|Giovanni]] che di libertà molto aveva studiato e molto sapeva "vedrai che un giorno di Berlusconi rimarrà soprattutto il ricordo dell'uomo che tolse la parola a [[Enzo Biagi]]". Aveva capito che fra tutte le ferite che gli anni del cavaliere avevano dato alla cultura e alla politica del nostro paese, quella inferta al pluralismo dell'informazione colpiva non solo l'essenza stessa della nostra delicata democrazia, ma soprattutto i sentimenti della gente, che aveva ormai identificato in Biagi l'uomo, il giornalista libero e scomodo, che criticava sorridendo, che si opponeva con la forza delle idee e non con le grida della superficialità. Che usava parole semplici e antichi detti popolani per fare a pezzi le falsità dei nuovi slogan pubblicitari. ([[Sandra Bonsanti]]) *{{NDR|«È vero che agli inizi girava negli studi?»}} Veniva a trovarci in azienda, parlava con tutti, ci coinvolgeva e ci raccontava come andavano le cose. [...] Sicuramente amava quello che faceva, ci trasmetteva una carica incredibile e ci spiegava anche le difficoltà. Ci dava suggerimenti, diceva che dovevamo stare uniti. Si riuniva con tutti, anche con i grandi appena passati dalla Rai a Mediaset: Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Mike Bongiorno. È stato un grande imprenditore, si ricordava di tutto, i nomi, le problematiche delle persone. Anche i compleanni. Una persona di rara generosità e simpatia. {{NDR|«Raccontato così, un uomo quasi perfetto»}} Qualsiasi cosa si possa pensare comunque ha dato lavoro a migliaia di persone, ha rischiato ed era più intelligente di altri. In quegli anni ha fatto quello che poteva fare: ha costruito un'azienda. ([[Gabriella Golia]]) *Volete capirlo sì o no che, da quando è arrivato Berlusconi, il premier lo decidono gli italiani e non i poteri e le congiure di palazzo? ([[Roberto Maroni]]]) ===[[Pier Luigi Bersani]]=== {{Cronologico}} *Non vorrei che dopo Berlusconi venisse fuori [[Hugo Chávez|Chávez]]. O il [[parlamento]] riprende il suo ruolo o non c'è libertà per nessuno. *Vedo che il [[Nuovo Polo per l'Italia|terzo polo]] è stato battezzato con una certa urgenza per respingere le sirene berlusconiane. Li capisco, il timore è fondato. Ma se puntano a un ruolo di condizionamento del centrodestra presto dovranno convincersi che è un'illusione. Berlusconi non tratta, compra. L'idea stessa di un Berlusconi condizionato è un ossimoro. *Berlusconi non può prenderci tutti per imbecilli e sono vergognose e inaccettabili i suoi attacchi alla [[magistratura]]. Davanti a Berlusconi Ben Ali ci fa un baffo. Da Berlusconi non possiamo aspettarci niente. Ci vuole un moto dell'opinione pubblica perchè non tutti gli italiani sono come lui. Dobbiamo scrollare la pianta perchè quelli stanno attaccati come una cozza allo scoglio. *Se Berlusconi facesse un passo indietro per ogni inchiesta che lo coinvolge, sarebbe già ad Ancona. *{{NDR|Dopo le dimissioni di Berlusconi}} Oggi è il giorno della liberazione dell'Italia. *{{NDR|Riferendosi a Berlusconi}} Smacchieremo il giaguaro. ===[[Roberto Benigni]]=== *Berlusconi. L'Unto del Signore, un istinto preciso, non si sa per che cosa. *Berlusconi però è uno che reagisce bene, anche quando c'ha i processi. È uno di carattere, bisogna ammetterlo. Anche questo processo sui fondi neri alle Fiamme Gialle che c'ha ora con Gherardo Colombo farebbe paura a tutti. Ma lui ha dichiarato ai giornali: "No, no, sono tranquillo, sono sereno, la notte dormo come un bambino". Cioè si sveglia ogni tre ore e piange. *[[Mina (cantante)|Mina]] non si è fatta più vedere ed è diventata un mito, manda solo video {{NDR|a Sanremo}} come [[Bin Laden]]. Silvio, non ti devi far più vedere. Ogni tanto manda una canzone con Apicella. La canto io. Silvio, ti prego, diventa un mito. Come Dio, che non si vede mai. *Secondo me si presenta proprio strafottente anche davanti a [[Dio]], ma proprio là co... "Buongiorno, collega". "Come collega? Chi è, [[Buddha]]?". "No.". "[[Allah]]? [[Manitù]]? Tex Willer? [...] Ma chi è lei?". "Io sono Silvio Berlusconi, e lei chi è?". "Come chi sono io?Io sono Dio, io sono Colui che è! E lei?". "E io sono colui che... che ha." *Uno solo preoccupato, Silviuccio Belusconuccio, nella su' villa di Arcore: "Ma li mortacci de Pippo, mi hanno messo in galera tutti gli amici mia, mortacci sua! E mo' come faccio? E mo', con tutti i debiti che c'ho? M'hanno messo in galera [[Bettino Craxi|Bettino]], che è il migliore amico mio, e tutti gli amici mia in galera! E mo' 'ndo vado? Veronica, famo un partito!". [...] E fece il partito {{NDR|[[Forza Italia]]}}, quello... Quando mandò la videocassetta a reti unificate, dove era proprio disperato, la bugia era proprio spudorata, dove promise mari e monti perché era disperato, doveva vincere per forza: "Italiani, io vi do... Vi abbasso le tasse, ve le levo proprio, vi do un milione di posti di lavoro, vi trombo la nonna, vi pulisco il bagno, vi... porto il cane a fare i su' bisogni." ===[[Barbara Berlusconi]]=== *Anche se a volte mi è capitato di non essere in sintonia con il pensiero e le azioni politiche di Silvio Berlusconi, non per questo sono una cattiva figlia, e non per questo amo meno mio padre. *Lui riesce ad arrivare alla pancia e al cuore delle persone che parlano la sua lingua. Estrae il sentimento come una popstar, ha una spontaneità impressionante: sa sentire con l'altro. Ed è un conquistatore: anche i suoi detrattori alla fine ne sono un po' ammaliati. *Penso solo che quelle che mio padre chiama pubblicamente "debolezze" abbiano inciso sulla sua vita privata, ma anche sulla vita politica. Il mio dispiacere a volte diventa più forte perché non credo che Silvio Berlusconi premier meriti certi trattamenti. Ha fatto molto e bene per il Paese, si è speso con passione, con orgoglio, e ha conquistato importanti obiettivi. ===[[Enzo Biagi]]=== *Berlusconi governa il Paese dalle sue centoquarantasette stanze di Arcore e parla al popolo come l'erede dei Borboni. *Berlusconi non ha fatto un colpo di Stato, è stato eletto democraticamente con il voto degli italiani ma certamente lo ha aiutato l'essere proprietario di tre reti televisive e della casa editrice più importante del nostro Paese. È entrato in politica sopratutto per risolvere alcune questioni personali che lo angosciavano. *Considero Berlusconi un politico, come dire, un po' di accatto, un signore che ha fatto la politica perché questo gli ha permesso di attraversare un momento di crisi personale. Lo dico perché me l'ha detto lui: mi ha detto che doveva entrare in politica perché lo facevano saltare per aria, e aveva avuto anche delle noie di tipo giudiziario. *{{NDR|Sul "decreto-Berlusconi" inerente le televisioni promulgato da [[Bettino Craxi]]}} In tutta la faccenda, il solo che ha esercitato il suo mestiere legittimamente, e che non può essere accusato che di eccesso di efficienza, è il dottor Silvio Berlusconi, che ha creduto nelle possibilità dei "networks", e si è buttato con una dedizione al limite del fanatismo. È un tipo tanto bravo che è capace di giocare una partita a tennis da solo, e anche di vincerla. Berlusconi ha scelto bene sia i programmi come i protettori: ha comperato quando gli altri vendevano, facendo anche la parte del salvatore. Proprio così. Ha visto davanti a sé la terra di nessuno, e forse c'era chi provvedeva a mantenerla sgombera, e l'ha occupata: dove sta la colpa? Se esistono, e ci sono, responsabilità, sono tutte della classe politica: che per furbizia, per lassismo, per incapacità (o per interesse) ha lasciato fare. Cinque ministri delle Poste non sono stati capaci di un gesto risolutivo o di dimettersi. In ogni parte del mondo, è il codice che disciplina le attività: in questa Repubblica accade il contrario. Prima si agisce, poi si stabilisce la norma. *Se Berlusconi avesse le tette farebbe anche l'annunciatrice. ===[[Michaela Biancofiore]]=== *Berlusconi è sempre gagliardo come un leone: c'è gente che ancora si lancia addosso a lui. È un uomo che fa miracoli. È uno e trino e lo ha sempre dimostrato. Tocca una persona e gli dà luce, gli trasmette positività, è la storia della sua vita. *Ha il difetto di amare le donne, ma almeno non è come [[Piero Marrazzo|Marrazzo]] che va a transessuali, lui è un uomo normale. Anche se bisogna ancora provare il numero esatto di quelle che chiamano sue amanti. *Io in Berlusconi credevo con un'osservanza quasi religiosa. Sono una fondamentalista berlusconiana. *Io lo critico in privato perché non faccio parte della schiera dei lecchini che ci sono in Forza Italia e in tutti gli ambiti dove c'è potere. *Silvio è un esempio di vita un esempio per i bambini per come si comporta con i suoi nipoti, un esempio di lavoro e di sacrificio. Un esempio di vita. Se poi il problema è che gli piacciono le donne, qual è il problema? Lui può insegnare alla gente come si ricostruisce un paese, come si governa. Ieri una signora di 80 anni mi ha detto: "Faccia una carezza a quel fiol, Berlusconi". Questo vorrà pur dire qualcosa. ===[[Giorgio Bocca]]=== *Avete capito perché il Berlusconi nemico dei giudici, che assolda gli avvocati per corromperli, che invita a non pagare le tasse, che fa uso disinvolto di smentite, che promette ciò che non può mantenere, che nasconde i suoi affari pericolosi, piace tanto agli italiani? Perché tanti italiani evidentemente sono come lui inclini alle complicità anarcoidi. *Berlusconi mi mette in difficoltà: non so mai dove comincia e dove finisce la sua recita, non so dove voglia arrivare con il lifting, con la bandana, con le tasse, non so se neppure lui si renda conto di quanto ci prenda in giro. *Berlusconi vanta i sondaggi che lo danno in risalita. Ma lui è un manipolatore di sondaggi e per giunta è sempre più difficile capire come si divida la gente, se ancora cioè l'uomo di Arcore possa vantare qualche appeal illusionistico. *La ragione per cui il populista-demagogo Berlusconi piace agli italiani è la stessa per cui, ai loro occhi, il conflitto d'interessi non è una ferita grave della nostra democrazia. Il fatto che egli sia stato al contempo capo del governo e padrone dell'informazione sembra qualcosa di naturale, di normale, qualcosa che tutti vorrebbero praticare. *Non c'è questione che mi possa trovare d'accordo con lui. L'ho conosciuto tanti anni fa. È solo peggiorato. Faceva l'imprenditore. Si divertiva a convocare qualche centinaio dei suoi sottoposti e a arringarli con un microfono in mano. Si compiaceva di dirne di tutti i colori... *Non si può dire che Berlusconi sia un fascista: è qualcosa di peggio, un anarcoide piccolo borghese. *Questo non sa nulla di politica. È solo furbo. ===[[Italo Bocchino]]=== *{{NDR|Nel 2011}} Berlusconi non farà più il presidente del Consiglio, questo è certo, perché al Senato con la presenza del [[Nuovo Polo per l'Italia|Terzo polo]] non avrà più la maggioranza. *{{NDR|Sui tentativi di Silvio Berlusconi di allargare la maggioranza di governo nel 2010}} Con queste operazioni non ha mai avuto fortuna. O non è capace o è sfigato. ([[Italo Bocchino]]) *{{NDR|Sulle sue dimissioni da vicepresidente della [[Camera dei deputati|Camera]]}} È stato Berlusconi a chiedere la mia testa. ===[[Sandro Bondi]]=== {{Cronologico}} *D'istinto vedo molte analogie fra [[Barack Obama|Obama]] e Berlusconi. Rompono entrambi gli schemi precostituiti: non sono per nulla ideologici, fondano le loro leadership su un carisma comunicativo personale unico. *{{NDR|Sul caso Noemi Letizia}} Il presidente del Consiglio ha già risposto: i rapporti con quella giovane ragazza sono stati basati sulla purezza, sulla correttezza. Questa è l'unica risposta che Silvio Berlusconi doveva dare e ha dato. *Io conosco Silvio Berlusconi da quasi vent'anni, ho lavorato con lui nella vita privata, gli sono stato accanto nella vita politica, credo di conoscerlo bene. È una persona, come tutti gli italiani hanno ormai compreso, che ama la vita, è una persona generosa, è una persona che rispetta tutti: questo è il Silvio Berlusconi che io conosco, io posso testimoniare su questo, e questo è il Silvio Berlusconi persona che conoscono gli italiani. Questo dovrebbe bastare. *{{NDR|Sul lodo Alfano}} Ogni giorno sono stupefatto dalla determinazione, dal coraggio e dalla forza morale che il Presidente del Consiglio esprime di fronte a quello che di sconcertante accade da quasi 20 anni in questo sventurato Paese. Dobbiamo sapere tutti che senza di lui, senza la testimonianza quasi eroica e certamente commovente che offre al servizio della libertà, della democrazia e dello sviluppo dell'Italia, saremmo tutti privati della possibilità di guardare al futuro con un minimo di speranza. *Berlusconi è stato brillante all'opposizione ma deludente se non fallimentare nell'arte di governare e nel portare a compimento quegli accordi politici che avrebbero cambiato in meglio il nostro paese. Non ha saputo esercitare, quando sarebbe stata opportuna, la sua tendenza al compromesso. *Berlusconi potrebbe essere paragonato al Conte Ugolino che nella [[Divina Commedia]] divora il cranio dei suoi figli. E questo riferimento culturale è in fondo lusinghiero, perché lo sguardo di Ugolino verso i figli è di disperazione, mentre quello di Berlusconi è quasi intinto di sadismo. *Il fondatore di [[Forza Italia]] non crede in nulla, proprio in nulla. Tutto risponde ai suoi interessi contingenti siano essi di natura politica o siano quelli delle sue aziende. Ed è sempre stato così in questi vent'anni. Con il risultato di un nulla di fatto, beninteso per l'Italia e gli italiani. Anzi con il risultato di continuare a fare del male a questo sventurato nostro paese. ===''[[Boris]]''=== *– Chissà se anche questo albergo è suo...<br>– Suo, di chi?<br>– Suo! Del presidente... presidente Berlusconi. Che è?<br>– Io l'ho votato.<br>– Chi?<br>– Berlusconi.<br>– C... cioè?<br>– Perché? Per chi dovevo votare, scusa?<br>– Va bene!<br>– Va bene?<br>– Ma certo! [...] Ma fammi capire l'hai votato così l'ultima volta anche... diciamo... come voto di protesta?<br>– No, l'ho votato sempre.<br>– Ah, cioè fin dall'inizio? Dal '94?<br>– No, dal '94 no, perché non ero maggiorenne e non potevo votare. Però ho fatto campagna elettorale attiva e penso sia il meglio che abbiamo in questo Paese. ([[Boris (terza stagione)|terza stagione]]) *''E meno male che Silvio c'è... | se no la sinistra starebbe al sei perce'... | alla sinistra non è rimasto nien...'' ([[Alessandro (Boris)|Alessandro]], [[Boris (terza stagione)|terza stagione]]) *– Quella sera a Milano, quando hai detto che hai votato per lui...<br>– Sì?<br>– Eh, per me è stato un po' uno shock perché... ti ho sempre considerato tra le poche persone intelligenti di questo set. ([[Boris (terza stagione)|terza stagione]]) ===[[Umberto Bossi]]=== *{{NDR|Nel 1994}} Bisogna che si mettano in testa tutti, anche il Berlusconi-Berluskàz, che con i bergamaschi ho fatto un patto di [[sangue]]: gli ho giurato che avrei fatto di tutto, che sarei arrivato fino in fondo, per avere il cambiamento. E non c'è villa, non c'è regalo, non c'è ammiccamento che mi possa cambiare strada... Berlusconi deve sapere che c'è gente che ne ha piene le tasche e che è pronta a far il culo anche a lui. *{{NDR|Nel 1995}} Dovrai scappare dal Nord di notte con tua moglie e i tuoi figli e le valigie. Hanno capito che tu sei mafioso. *{{NDR|Nel 1997}} I vescovoni sono stati arruolati nell'esercito di Franceschiello, l'esercito del partito-Stato. Il caporale in testa è [[Massimo D'Alema]], lo seguono in seconda fila i vescovoni sulla giumenta, dietro ci sono gli stipendiati del sindacato e a debita distanza el conductor Berluscons, a testa bassa con gli occhiali scuri, agganciato alla mangiatoia del nazionalsocialismo. *{{NDR|Nel 1995, sul cosiddetto ''decreto Biondi''}} Io avevo protestato, dicendo che in materia di giustizia non si può legiferare per decreto. Ma [[Alfredo Biondi|Biondi]], che condivideva in parte questa mia posizione, mi spiegò che Berlusconi, allarmato dalla possibilità di un arresto del fratello [[Paolo Berlusconi|Paolo]], aveva esercitato una pressione enorme perché si varasse un provvedimento del genere. ([[Umberto Bossi]]) *{{NDR|Nel 1995}} Il vero potere [[Licio Gelli|Gelli]] diceva che lo deteneva chi ha i mezzi di informazione e Berlusconi era la tessera 1816 della P2 di cui [[Licio Gelli |Gelli]] era a capo. E prima di [[Licio Gelli |Gelli]], se ricordo bene, era un principio espresso dal nazista [[Joseph Goebbels|Goebbels]]. *{{NDR|Nel 1994}} Onorevole presidente, mi consenta di ricordarle che lo Stato non è lei! [...] E dopo di lei non c'è il diluvio! *{{NDR|Nel 1996}} Quell'uomo ha fatto tanti imbrogli nella sua vita. Oggi è solo il servo di quel fascista di [[Gianfranco Fini|Fini]]. Parlare di costituente era un modo per "toccare" la Lega. Noi siamo come Gesù Cristo, guariamo i malati e gli storpi. Berlusconi sa che chi tocca la Lega guarisce e spera di dare di sé l'immagine del guaritore. Berlusconi e Fini sono i figli del dio degenere della restaurazione, questo dio si chiama maggioritario e oggi puntano sul maggioritario e sul presidenzialismo per mettere una pietra tombale sul cambiamento. *{{NDR|Nel 2006}} Te lo dico in lombardo che è una lingua a cui sono molto affezionato. Dobbiamo farti un grande applauso, ''tegn' dür, mai molar''. {{NDR|«tieni duro non mollare mai»}} *{{NDR|Nel 2008}} Se Berlusconi mi telefona gli faccio sentire il rumore del mio revolver. ===[[Rocco Buttiglione]]=== *Berlusconi non può fare il profeta del bipolarismo predicando regole che Dio avrebbe rivelato solo e soltanto a lui e che lo autorizzerebbero a contravvenire alle regole della Costituzione. La Costituzione è quella. Berlusconi pensa che si facciano le elezioni e che i voti siano come azioni che si mettono via. Invece la gente elegge i parlamentari e questi rispondono agli elettori e no a Berlusconi. *Il premier ha una maledetta paura del mondo femminile. Le barzellette, le piccole volgarità, gli apprezzamenti da bar dello sport sono solo un modo per sfuggire l’impatto profondo con quell’universo. Ma più uno fa il gradasso, più uno tenta di ridurre la donna ad oggetto sessuale più vuol dire che si sente insicuro, incapace di gestire la situazione. *Io corteggio meglio di Berlusconi: posso dimostrarglielo. *Silvio è grande. Noi non ci pentiamo di quello che abbiamo fatto di buono con lui, ma lui è il passato, diciamolo forte. Il Paese non regge più e ha bisogno di chi indichi un futuro. *Silvio ha amato sinceramente la moglie e la rottura è stato un trauma profondo che ha cercato di superare nel modo peggiore. Il bunga bunga è stato la risposta al dolore. Io l’ho ascoltato parlare di [[Veronica Lario|Veronica]]: non la vedeva come un oggetto sessuale, era la donna della vita, la madre dei suoi figli… ===[[Roberto Calderoli]]=== *Apprendiamo che Berlusconi si lamenta con [[Lamberto Dini|Dini]] accusandolo di aver copiato il programma di Forza Italia del 1994. Strano, mi risultava che fosse Berlusconi ad aver copiato il programma di qualcuno. Un tale che abita in Toscana, [[Licio Gelli]]. Vien da dire: chi la fa l'aspetti. *Forza Italia appare come il partito che in Bicamerale voleva barattare le riforme del Paese con la fedina penale di Berlusconi. *Senza questo e gli altri processi a Berlusconi, oggi al governo ci sarebbe la Casa della Libertà. Quei 25 mila elettori avrebbero votato a favore di Prodi, sapendo che il suo antagonista non era il delinquente che qualcuno voleva far credere? *Vorrei sapere se c'è bisogno d'altro per dire che Craxi è stato un affezionato fornitore della Fininvest, pagato profumatamente per dei servigi che tutti ci aspettiamo di conoscere nei dettagli. Infatti la vera domanda è: che cosa ha dato Craxi a Berlusconi in cambio di 15 miliardi di lire? Poiché i versamenti sono stati negoziati da alti funzionari della Fininvest a stretto contatto, nell'ottobre '91, epoca di questi fatti, con Silvio Berlusconi, e tenuto conto dell'ingentissimo importo dei medesimi, ci pare quantomeno strano che Berlusconi non sapesse nulla di queste operazioni finanziarie. Sembrerebbe provato, documenti alla mano, che Silvio e Bettino siano indissolubilmente legati da rapporti che vanno ben al di là dell'amicizia e ben al di fuori della legge che entrambi considerano "inadatta" alla loro condotta politica prima ancora che professionale. Si sgretola la maschera televisiva di Berlusconi e appare l'inconfondibile ghigna dell'uomo di Hammamet. ===[[Daniele Capezzone]]=== *A noi non sta bene questo Berlusconi, quello dei pasticci, della sudditanza a Bossi. Vorremmo un Berlusconi diverso, quello che nel '94 prometteva la riforma all'americana delle istituzioni, dell'economia, della giustizia. Se tornerà quello si potrà discutere, altrimenti affonderà e peggio per lui. *Berlusconi, a parole e a chiacchiere, minaccia la guerra civile contro D'Alema e la sinistra, ma nei fatti sta già preparando, e praticando, il "soccorso azzurro". [...] Ci saranno liberali di destra e di sinistra desiderosi e capaci di opporsi a queste manovre? *Berlusconi è come [[Vanna Marchi]] e [[Giulio Tremonti|Tremonti]] è come il suo [[Mago do Nascimento]]. *Berlusconi si paragona a [[Napoleone Bonaparte|Napoleone]] e Churchill. Mi ricorda la barzelletta dei due matti: uno dice "Io sono [[Mosè]] e [[Iddio]] mi ha dato le [[Dieci comandamenti|tavole della legge]]" e l' altro, offeso "Ma guarda che io non ti ho dato niente!". Ecco, lui potrebbe essere il secondo matto, mentre per il novello Mosè bisogna scegliere tra [[Sandro Bondi|Bondi]] e [[Emilio Fede|Fede]]. *Silvio Berlusconi è entrato in politica con 5 mila miliardi di debiti e con le banche che tentavano di strozzarlo; oggi vanta 29 mila miliardi di attivo e figura tra i sette uomini più ricchi del pianeta. ===[[Enrico Cisnetto]]=== *{{NDR|Nel 2003}} Alle ultime elezioni ho dato il voto a Berlusconi sperando che vincesse con largo margine, così toccava a lui dimostrare se i cinque anni di opposizione lo avevano reso capace di governare oppure no. *{{NDR|Nel 2003}} Berlusconi è contemporaneamente il padrone del centro-destra e il collante del centro-sinistra. Un suo passo indietro creerebbe problemi ovunque. *{{NDR|Nel 2003}} Il problema di Berlusconi non è l'eccesso di potere. È il suo contrario. Non ha potere. Non è stato nemmeno capace di difendere i suoi interessi pur avendo cento parlamentari di vantaggio sull'opposizione. *Tutti hanno potere di interdizione. Berlusconi non vince coi magistrati e i magistrati non vincono con lui. Finisce sempre zero a zero. ===[[Hillary Clinton]]=== *Non abbiamo un amico migliore di Berlusconi, che ha sostenuto sempre con la stessa coerenza tre presidenti, le amministrazioni [[Bill Clinton|Clinton]], [[George W. Bush|Bush]] e [[Barack Obama|Obama]]. *Tanto le amministrazioni repubblicane quanto quelle democratiche sanno che possono contare sull'[[Italia]] e su Berlusconi per realizzare e sostenere i valori che condividiamo. *Berlusconi ha garantito in [[Afghanistan]] un sostegno generoso, ha lavorato in [[Europa]] con [[Nicolas Sarkozy|Sarkozy]] per la stabilizzazione della [[Georgia]]. ===[[Fedele Confalonieri]]=== {{Cronologico}} *La verità è che se non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel lodo Mondadori. (2000) *Le immagini di piazza San Babila stracolma di gente che lo circonda, e lui che sale sul predellino dell'auto per salutare, mi ricordano l'arrivo di [[Lenin]] in Russia a bordo del treno piombato. (2007) *Le leggi ''ad personam''? Le fa per proteggersi. Se non fai le leggi ''ad personam'' vai dentro. (2009) *Quando una persona che conosci da sessant'anni riesce ancora a stupirti, dev'essere un fenomeno. Io ho conosciuto Silvio bambino all'oratorio, sono diventato suo amico al ginnasio, ma in questi giorni lui riesce ancora a stupirmi. Ha una resistenza alle pressioni quasi sovrumana. (2010) *Quando deve gasare qualcuno, ha un magnetismo che mi ricorda il [[Senofonte]] dell'Anabasi, o i condottieri raccontati da [[Tucidide]]. Del resto i leader naturali sono sempre stati molto fisici. Come [[Benito Mussolini|Mussolini]]. [[Charles de Gaulle|De Gaulle]]. O il [[Fidel Castro]] che parlava otto ore di fila. (2010) *La rivoluzione di Berlusconi ha dato un'occasione agli agnostici della politica: uomini sempre rimasti ai margini, esasperati dal politichese e dalle formule astruse, stufi dall'austerità e dal cattocomunismo, naturalmente di [[destra]] anche perché considerati dalla [[sinistra]] come baluba, ignoranti, stupidi, mentre erano in realtà disimpegnati, un po' egoisti, al limite un po' gretti. Tra loro ci sono quelli che vogliono il Suv e l'orologio firmato, il che non è un male: "Enrichissez-vous!". (2010) *Berlusconi è fatto per i ruoli operativi. E al [[Presidente della Repubblica Italiana|Quirinale]] non sono mai andati i leader, ma figure di compromesso. Berlusconi potrebbe essere un presidente alla [[Nicolas Sarkozy|Sarkozy]]; però la nostra [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]] affida al presidente un compito diverso, per quanto importante. (2010) *[[Gianfranco Fini|Fini]] e Berlusconi hanno il dovere di andare d'accordo. Non devono amarsi; del resto neppure [[Arnaldo Forlani|Forlani]] e [[Ciriaco De Mita |De Mita]] si amavano; ma nessuno dei due metteva in discussione l'unità del partito. *Nella sua testa c'è di finire questa legislatura e poi che se ne occupino gli altri. Credo proprio che abbia deciso di farlo, di lasciare spazio ad altri. (2011) ===[[Franco Cordero]]=== *Gli sta a pennello l'aggettivo tedesco "folgerichtig", nel senso subrazionale: ha dei riflessi costanti (finto sorriso, autocompianto, barzelletta, morso, digestione); non tollera le vie mediate; sceglie d'istinto la più corta, come il caimano quando punta la preda. *Il bello dello studiare B., notavo la settimana scorsa, è che le ipotesi analiticamente giuste risultano sempre confermate a opera sua: salta sulla preda, la inghiotte e digerisce, indi ripete l'operazione; fenomeni naturali, come le cacce del coccodrillo o la digestione del pitone. Tout se tient nella sua storia. I paleontologi ricostruiscono l'intero dinosauro da una vertebra. Idem qui. Persi i protettori salta in politica e non perché gliene sia venuto l' estro: impadronendosi dello Stato vuol salvare una terrificante ricchezza in crescita continua; siccome ha la cultura dei caimani, non gli passa nella testa che esistano poteri separati; e non stia bene diluirsi i falsi in bilancio, ai quali risulta piuttosto dedito, o storpiare la disciplina delle rogatorie affinché prove d'accusa spariscano dai processi milanesi, o codificare stramberie utili alla fuga da Milano. *Sarà sospeso anche uno dei processi inscenati a suo carico "da magistrati d'estrema sinistra": gliel'hanno detto gli avvocati; che male c'è?; un perseguitato politico deve difendersi; e ricuserà il presidente del tribunale, lo rende noto en passant. Ma è puro caso che l'emendamento gli riesca comodo. La ratio sta nell'interesse collettivo. Discorso molto berlusconiano, chiunque glielo scriva. *Stanno nel fisiologico le metamorfosi lente operate da lunghi esercizi (Freud le chiama forme reattive, Reaktionsbildungen). Qui è innaturalmente fulminea. Tale appariva la conversione del Caimano in homme d'Etat pensoso, equanime, altruista. Impossibile, natura non facit saltus. Nessuno cambia d'un colpo a 72 anni, tanto meno l'egomane insofferente delle regole ([[etica]], [[legalità]], [[grammatica]], [[buon gusto]]), specie quando sia talmente ricco in soldi e voti da mettersele sotto i piedi. Era molto chiaro dall'emendamento pro Rete4, in barba alla disciplina della concorrenza, ma i cultori del cosiddetto dialogo perdonano tutto o quasi. ===[[Massimo D'Alema]]=== *A me non importa se Berlusconi vuole l'accordo sulle riforme per interesse personale. *{{NDR|Nel 1993}} Ah-ah! È impensabile che il dottor Berlusconi entri in politica. Deve occuparsi dei suoi debiti. Stia fermo, tanto prenderebbe pochi voti. Non siamo mica in Brasile! *Berlusconi ha buon gioco, perché veniamo da un periodo di vuoto d'autorità. *Con Berlusconi dobbiamo riscrivere le regole dello Stato democratico. *Io di Berlusconi mi fido: credo proprio che sia sincero, quando dice di volere le riforme. *La caduta della sua leadership mi preoccupa, potrebbe bloccare il processo di costruzione di una democrazia dell'alternanza in Italia. *Noi abbiamo una forma democratica della leadership: i leader possono cambiare. Mentre la destra italiana da sedici anni è sotto il comando imperituro di Berlusconi. Però vorrei fare osservare che è la loro l'anomalia, non la nostra. Perché Berlusconi, che ha perduto per due volte le elezioni, nel '96 e nel 2006, tuttavia è rimasto a capo della destra, cosa che non avviene in nessun paese democratico. E perché Berlusconi, malgrado che abbia perduto per due volte le elezioni, Berlusconi è rimasto, ormai per quasi vent'anni, a capo della destra? Perché lui ne è il proprietario, non il leader. E quindi questo è un concetto del tutto diverso. Ora, se si pensa che anche il centrosinistra debba avere un proprietario, ci si sbaglia. Siamo un'associazione libera. *Umanamente, Berlusconi mi è proprio simpatico. ===[[Sergio D'Antoni]]=== *È bravissimo a vincere le elezioni, ma a governare non ce la fa. Sa come proporsi ma non sa come amministrare. *Il modello di partito personale che Berlusconi ha inventato alla fine è imitato da tutti. Che cosa stanno facendo se non tanti partitini personali? Il partito di Bossi, il partito di Fini, il partito di Follini. *Quando Berlusconi disse che in Italia si lavora poco non si rendeva conto che da quando c'è il suo governo sono aumentate in maniera impressionante le ore di sciopero. ===[[Antonio Di Pietro]]=== *Berlusconi non può far molto, a parte calunniare e mentire, contro chi agisce secondo le regole. Non mi querela perché quando dico qualcosa contro di lui ho sempre le prove. Spero mi quereli per diffamazione. Ma non lo farà. *Berlusconi oggi è una persona sostanzialmente sola, che cerca di comprare una felicità che non ha. I miei sentimenti sono di humana pietas per lui. E di rabbia per i cortigiani che di lui si approfittano, che ci mangiano, che umiliano ancora di più le istituzioni, coprendosi dietro la sua faccia. *Berlusconi [...] sta alla politica come [[Emilio Fede]] sta all'informazione. *Certo, Lei, signor Berlusconi, non è un presidente del Consiglio, ma uno stupratore della democrazia, uno stupratore che dopo lo stupro si è fatto una legge, anzi, una ventina di leggi ''ad personam'' per non rispondere del suo stupro. Lei non è, come l'hanno definito, uno dei tanti tentacoli della prova... piovra: Lei è la testa della piovra politica che in questi ultimi vent'anni si è appropriata delle istituzioni in modo antidemocratico e criminale, per piegarle ai suoi interessi personali e a quelli dei suoi complici, quelli della setta massonica deviata di cui Lei fa parte. Lei oggi ci ha parlato di una volontà del Governo di implementare la lotta alla corruzione, all'evasione fiscale, alla criminalità economica delle cricche: e che fa, si arresta da solo? O ha deciso di prendersi a schiaffi tutte le mattine mentre si alza e si guarda allo specchio? *Da Berlusconi un tipico discorso da vero e proprio ducetto: vuole azzerare la [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]] e diventare il padre padrone della sua nuova azienda 'Italia'. Propone la riforma dei regolamenti parlamentari al solo fine di eliminare definitivamente quel che lui considera un inutile ingombro, ossia l'opposizione; pretende che vengano dati maggiori poteri al premier, cioè a lui, così avrà mano libera su quello che lui percepisce come una zavorra: la democrazia. Dopo il controllo dell'informazione, l'attacco all'indipendenza della magistratura, l'indebolimento del sindacato, ecco il potere assoluto, ultimo tassello per il compimento del piano di rinascita democratica della [[P2]], di cui Berlusconi è un noto affiliato. *In realtà a Berlusconi non interessa il bene della collettività ma soltanto la sua impunità. *Io con Berlusconi non ho nulla in comune: mi è bastato vederlo un paio di volte in vita mia per capire che bisogna evitarlo. Lo considero politicamente come l'Aids: se lo conosci lo eviti. *L'antiberlusconismo è un falso problema. Noi lo siamo perché è lui l'anomalia. Ci accusano di occuparci solo di Giustizia, ma è lui che si occupa troppo di Giustizia, è lui che ha fatto il lodo Alfano, il lodo Consolo, la Salvapremier. [...] Cerchiamo solo di contenere il male. *Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo. *Più che Videla, Berlusconi è Do Nascimiento. *Signor Presidente del Consiglio [Berlusconi ndr], anzi signor Presidente Videla, lei è proprio un capo di Governo modello Argentina. Lei ha umiliato e umilia ogni giorno il Parlamento con colpi di mano che violano ogni regola di democrazia parlamentare. Proprio pochi minuti fa, lei ha promosso e realizzato l'ultimo atto provocatore e promotore di una deriva antidemocratica, ovvero la nomina a presidente della Commissione di vigilanza RAI di una persona scelta dalla sua maggioranza. Lo dico a chi ci ascolta in diretta: questa maggioranza parlamentare ha avuto l'arroganza di scegliere anche chi deve rappresentare l'opposizione. Si tratta di un comportamento tipico, appunto, delle dittature argentine. ===[[Anna Stepanovna Politkovskaja]]=== *Credo che se Berlusconi si trovasse per un momento nelle condizioni in cui da anni vivono circa 600mila persone in Cecenia, beh, non parlerebbe così. Non m'importa come sia chiamata: seconda guerra cecena, come diciamo noi, o operazione antiterroristica, come dice Putin. Quel che m'importa sono i metodi crudeli che vengono utilizzati per piegare la popolazione. *Non so come si possa dire che sulla Cecenia si diffondono leggende. Evidentemente, il vostro Presidente del Consiglio non è mai stato, laggiù. Perché non di leggenda si tratta, ma dell'inferno. *Non so su cosa si basi la grande amicizia esistente tra Putin e Berlusconi. So solo che i mass media ufficiali russi ripetono continuamente che Berlusconi è il maggior avvocato europeo di Putin nella sfera di quelli che contano e che hanno potere. *Solo per Berlusconi {{NDR|le vittime cecene}} sono leggende. Per me sono uomini, donne, ragazzi, con le loro facce e le loro storie drammatiche. Persone che ormai sono a un passo dal trasformarsi in bombe umane. ===[[Bill Emmott]]=== *Dopo Mani pulite, il vostro paese si è avviato verso profondi mutamenti. Secondo noi Silvio Berlusconi ha bloccato quel processo. *In Silvio Berlusconi non esiste un singolo problema, ma una accumulazione di problemi. È l'esempio più eclatante di un uomo che ha usato la politica per costruire il proprio impero e per proteggersi dai guai giudiziari. *Noi sosteniamo il capitalismo, ma in una relazione corretta con la democrazia. Lui sta abusando del sistema, distorcendo a suo vantaggio le finalità del potere politico. Silvio Berlusconi viola tutti i principi per cui noi ci battiamo. ===[[Emilio Fede]]=== *I due {{NDR|Berlusconi e [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]]}} a un certo punto hanno iniziato a mettersi insieme per l'edilizia e le cose [...]. Dopodiché è nata quella che poi è diventata un'azienda [...]. Berlusconi non c'aveva una lira [...] Dell'Utri lo ha appoggiato. [...] L'incontro Dell'Utri c'è tutto capisci il rapporto mafia, mafia, mafia, soldi, mafia, soldi. Dell'Utri era praticamente quello che investiva, allora cosa succede? Qui c'è stato un investimento di soldi mafiosi. *Prima ero critico, ma adesso comincio ad apprezzarlo. È un baluardo per la [[democrazia]] e per l'informazione. *Un non politico che si occupa del Paese come fosse la sua azienda. A Pratica di Mare ha messo la parola fine alla guerra fredda, l'Ue lo sta seguendo per uscire dalla crisi finanziaria, è stato decisivo per il conflitto in [[Georgia]]. La storia riconoscerà la sua grandezza. ===[[Giuliano Ferrara]]=== *A odiare Berlusconi che cosa ci si guadagna, a parte il fremito e il parossismo che ogni odio gratuito comporta? Niente. *È un po’ un uomo del vecchio mondo Berlusconi, non ha precisamente, diciamo, un tratto modernissimo - metrosexual, come si dice oggi - per gestire il problema del rapporto tra i sessi. È un cumènda di Milano con tutta una sua filosofia un po’ macha. *Sì, Berlusconi è entrato in politica per impedire che gli portassero via la roba... Tenta di evitare che gli scippino insieme la sua impresa e la sua libertà di imprenditore. ===[[Gianfranco Fini]]=== *A forza di dire - come i suoi apologeti imponevano - che Berlusconi era il centrodestra, si rischia di pensare che, finito Berlusconi, in Italia verrà meno anche l'elettorato che gli (e mi) ha dato fiducia e consenso per tutti questi anni. *Anche quando ha raccolto un consenso vasto, l'ha sempre fatto contro un nemico: il comunismo, lo Stato inefficiente, i magistrati politicizzati, gli alleati infedeli, i "traditori". Ha alzato muri, mentre oggi si dovrebbero costruire ponti. *Autocritica è parola che Berlusconi non conosce. *{{NDR|Nel 2007}} Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quello che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi. *{{NDR|Nel 2007}} Il Cavaliere ha fatto tutto da sé. Ha messo in piedi i Circoli della libertà con la Brambilla. Poi ha creato il Partito della libertà senza neanche avvertire i suoi amici di Forza Italia, quindi ha distrutto la Cdl. Conclusi i giochi, a regole scritte (alla stesura delle quali non siamo stati chiamati a partecipare) dovremmo bussare alla sua porta col cappello in mano e la cenere sulla testa? Non siamo postulanti.[...] Sono il presidente di An, non una pecora. *Lui, l'uomo, confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di... qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo... magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento... siccome è eletto dal popolo... [...] io gliel'ho detto... confonde la leadership con la monarchia assoluta... poi in privato gli ho detto... ricordati che gli hanno tagliato la testa a... quindi statte quieto. *Talvolta accade che Berlusconi confonda la leadership con la monarchia assoluta. ===[[Giorgio Forattini]]=== *Non l'ho mai sentito parlare con livore. Sì, abbonda in barzellette, ma l'odio mai. *Quando Berlusconi comprò Mondadori cominciò il bombardamento delle querele di molti personaggi che sognavano una vecchiaia felice. Il ritornello era: "tanto questo paga". *Questa situazione ha creato una situazione di autocensura nella satira verso la sinistra. Ma se attacchi Silvio Berlusconi diventi un eroe... ===[[Gino e Michele]]=== *Ancora scolaretto Silvio Berlusconi dà prova delle sue straordinarie qualità vendendo i "pensierini" ai compagni meno dotati. Comincia insomma a manifestarsi in lui quella particolare attenzione verso i più somari che sarà in seguito l'origine del suo successo. *Berlusconi: un quasi bisnonno che non accetta l'idea di invecchiare. *Non è vero che se Berlusconi avesse le tette farebbe anche l'annunciatrice. È vero invece che se l'annunciatrice avesse le tette se la farebbe Berlusconi. *Tre quarti delle menzogne che ''la Repubblica'' scrive su Berlusconi sono vere. ===[[Beppe Grillo]]=== *Berlusconi promette un milione di posti di lavoro e ci crede pure, ci crede sul serio, lui. Ma avete mai visto un uomo di Stato che giura sulla testa dei suoi figli? Non lo faceva neanche [[Jean-Bedel Bokassa|Bokassa]], che di figli ne aveva 75. *Ha comperato tutto, il Milan, la Standa per metterci la Carrà e anche l'Aids da quando ha saputo che si trasmette facilmente. *Ma lo avete visto al G7? Era il più piccolo di tutti. Un nanetto così in una società civile lo avrebbero messo a decorare il giardino. *Signor Berlusconi, lei a chi si sta riferendo quando dice che se vinciamo noi {{NDR|il [[Movimento 5 Stelle]], alle elezioni europee del 25 maggio 2014}} ci saranno disordini? Quali disordini? A chi lo dice? Questo è un pizzino: è [[Totò Riina]] che parla ai suoi adepti? ===[[Sabina Guzzanti]]=== *D'altra parte è giusto, bisogna accettarlo: Berlusconi ha vinto le elezioni, gli italiani le hanno perse. *Non è colpa dei cittadini se hanno votato Berlusconi, non tutta loro. È colpa di quelli che, potendo, non lo hanno fermato. Non era candidabile, non eleggibile, oppure doveva rinunciare alle sue proprietà. Punto. E quelli che gliel'hanno permesso, mettendo tutti noi in questa situazione di merda, devono rispondere delle loro azioni, dare spiegazioni esaurienti, chiedere scusa e sparire. *Se b. avesse voluto davvero fare lo spiritoso anziché lo sborone ignorante come al solito, avrebbe detto che lui usa lo stesso fondo tinta di [[Barack Obama|obama]]. ===[[Daniele Luttazzi]]=== *Berlusconi è un creativo. Per lui il codice penale è un catalogo di opzioni. *Berlusconi... è un Re mida al contrario: tutto quello che tocca diventa merda. Silvio, per favore, non toccare più nulla! Tocca [[Claudio Scajola|Scajola]]. *Berlusconi ha una mente fertile. E sappiamo cosa rende fertili le cose. *La Chiesa è così: finché Berlusconi ha uno stalliere mafioso in casa, va bene. Falso in bilancio, corruzione, leggi ad personam: okay. Se però Berlusconi va a letto con una puttana, allora no, questo non si può fare. Spero che abbiano capito che non esiste una persona più profondamente anticattolica di Berlusconi. I suoi riferimenti sono altri, il suo stesso mausoleo non brilla certo per simbolismi cristiani. ===[[Curzio Maltese]]=== *Berlusconi era un psicofarmaco ambulante, l'antidoto all'ansia diffusa di un paese che pensava di aver perso troppi treni mentre gli altri (perfino l'Est e l'ex Terzo mondo) si erano messi a correre più veloce e che si sentiva per questo inadeguato alla sfida globale, non all'altezza. Ma che problema c'è? Se uno non si sente all'altezza infila i rialzi alle scarpe, rinfoltisce la capigliatura e accentua il maquillage, anche sull'intero paese. È indimenticabile la scena di Berlusconi al [[Fatti del G8 di Genova|G8 di Genova]] che si occupa di stendere fondali finti sui vecchi (e magnifici) palazzi del centro, mentre i colleghi discutono di relazioni commerciali con la Cina. A uno così l'Italia non poteva che essere grato. L'aveva sollevato dalla paura e aveva sostituito l'incubo con i sogni. Peccato che la paura fosse reale e i sogni no. *Le altre volte che ho incontrato il più recente uomo della Provvidenza sono meno suggestive ma altrettanto segnate dalla bizzarria. [...] Una convention di Publitalia al Casinò di Montecarlo, dove il proprietario di Canale 5 intrattenne mille venditori sul concetto: "Il [[consumismo|cliente]], il [[televisione|pubblico]], è un bambino di undici anni, neppure tanto intelligente". Non era originale neppure in questo, come nell'idea del "contratto", rubacchiata qua e là. Ricordava la "legge di [[Phineas Taylor Barnum|Barnum]]". Una volta un giornalista chiese all'inventore del circo moderno di definire la chiave del successo. Barnum lo portò alla finestra del proprio studio: "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone [[intelligenza|intelligenti]], sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue". *Silvio Berlusconi è dal principio il nostro Juan Perón, quello che prepara la dittatura attraverso l'assassinio della politica, la scomparsa dell'opinione pubblica, il declino civile, legale, morale ed economico. La progressione è spaventosa. Tutti i giorni, in Parlamento o nelle province dell'impero, passano norme liberticide, xenofobe, poliziesche. Ogni tanto qualcuna rientra, ma per beghe interne o per l'intervento dell'Europa o del Vaticano, ora perfino dell'Onu. *Tutto quello che nella figura di Berlusconi appariva come vizio intollerabile alla parte più [[etica]], per gli altri, i seguaci, costituiva motivo di identificazione consolatoria. Ecco un uomo ricchissimo che non aveva l'apparenza colta, raffinata, cosmopolita, insomma "straniera", delle grandi dinastie, dei signori Agnelli. Un italiano vero che aveva costruito un'immensa fortuna senza studiare troppo e senza mai confrontarsi con la competizione internazionale. Esperto conoscitore dell'arte di arrangiarsi, trasformista, all'occorrenza massone o socialista o di destra. Uno che parla, ragiona e veste come un commendatore degli anni cinquanta, diffida dell'Unione europea e dell'euro, non nomina neppure per sbaglio Cina e India, e risolve ogni questione di politica estera con una professione di fede nella potenza degli Stati Uniti, come neppure i democristiani del dopoguerra. ===[[Indro Montanelli]]=== *Arrivò a Palazzo Chigi credendo, e facendo credere, che uno Stato si poteva condurre con gli stessi criteri di un'azienda privata. Io su questo avevo avuto serie discussioni con lui – non litigi, non ho mai litigato con Berlusconi – gli avevo detto: "Guarda che lo Stato non è un'azienda privata". Lui credeva di potersi comportare a Palazzo Chigi, e con la macchina dello Stato, come si comportava con la sua organizzazione, dove la gente frullava e, se non frullava, lui la cacciava via, com'è giusto che faccia un imprenditore. Ma lui non poteva applicare questi metodi e sistemi allo Stato. Quando si trovò di fronte alla muraglia grigia, sorda e ottusa della burocrazia italiana, che è la peggiore, ma anche la più resistente del mondo, lui rimase senz'armi: non poteva licenziare neanche un usciere. Nel gioco parlamentare lui naufraga perché non è abituato a queste cose. La politica – non dico che sia solo un mestiere – ma è anche un mestiere. Questo mestiere lui non lo aveva. *Berlusconi, cui nulla riesce tanto bene quanto la parte di vittima e perseguitato. «[[Chiagne e fotte]]» dicono a Napoli dei tipi come lui. E si prepara a farlo per cinque anni di seguito. *Berlusconi ha straordinarie qualità di imprenditore – coraggio, fantasia, forza di lavoro – che gli hanno valso il successo in tutti i campi in cui si è cimentato. Una sola cosa non gli riesce di fare, il presidente di una società di calcio. *Berlusconi non ha idee: ha solo interessi. *Berlusconi ha un sacco di qualità. C'è da dire, ha una grande immaginazione, una grande fantasia; ha un coraggio leonino nel buttarsi nelle imprese; sa trascinare molto bene; è un comunicatore eccezionale, sa accendere i suoi seguaci di entusiasmi eccetera eccetera, mi ricordo che una volta gli dissi: «Io sono sicuro che se tu ti mettessi a fabbricare dei vasi da notte, faresti venire la voglia di fare pipì a tutta l'Italia.» *È il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. [...] È questo che lo rende così pericoloso. Non ha nessun pudore. *È strano: io non avevo mai preso parte alla campagna di demonizzazione: tutt'al più lo avevo definito un pagliaccio, un burattino. Però tutte queste storie su Berlusconi uomo della mafia mi lasciavano molto incerto. Adesso invece qualsiasi cosa è possibile: non per quello che succede a me, a me non succede nulla, non è che io rischi qualcosa, è chiaro. Quello che fa male è vedere questo berlusconismo in cui purtroppo è coinvolta l'Italia e anche tante persone perbene. *È un uomo d'attacco: se avesse fatto la carriera militare lui non sarebbe diventato né un [[Gerd von Rundstedt|Rundstedt]] né un [[Erich von Manstein|Manstein]], che furono i grandi strateghi tedeschi dell'ultima guerra. Lui sarebbe diventato un [[Rommel]] o un [[Patton]]. Cioè dire: è un generale di slancio e di rottura che, appunto, sullo slancio può compiere qualsiasi cosa. Se lo metti poi a difendere le posizioni conquistate con lo slancio, eh no, lì non ci sta. [...] Non sarebbe uomo di Curia e non è un uomo di pazienza, non è un uomo da guerra di posizione e di logoramento, ecco perché mentre ha dato il meglio di sé nella prima fase della sua conquista politica, è un po' imbarazzato e malaccorto. *Io voglio che vinca, faccio voti e faccio fioretti alla Madonna perché lui vinca, in modo che gli italiani vedano chi è questo signore. Berlusconi è una [[malattia]] che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L'immunità che si ottiene col vaccino. *La scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo. ===[[Loretta Napoleoni]]=== *In quarant'anni Silvio ha trasformato il paese nella repubblica italiana delle banane. Lo ha fatto facilitando la diffusione del virus incurabile della politica berlusconiana. Il suo successo, la tenacia con cui è rimasto in sella nonostante l'opposizione ed i tentativi della magistratura di portare allo scoperto i suoi affari, hanno convinto un po' tutti che questo modo di fare politica, la rete capillare di favoritismi e clientelismo, il riciclaggio della verità, la politica ''ad personam'' era l'unica formula vincente. *Silvio Berlusconi era grottesco e geniale allo stesso tempo, caratteristiche che gli hanno permesso di creare quella che ormai tutti definiscono la politica spettacolo, una forma di degenerazione della democrazia che è diventata la modalità più gettonata di fare politica. Ben prima che [[Hugo Chavez|Chavez]] inventasse il suo chat show per ingraziarsi l'audience della popolazione venezuelana, sciorinando falsità e facendo promesse da marinaio, Berlusconi assoggettava il suo impero mediatico ai bisogni ed alla propaganda di Forza Italia un partito ''ad personam'', creato cioè per difendere e promuovere gli interessi di Silvio. Una verità nascosta abilmente dietro una buona dose di populismo ed una politica apertamente e costantemente discriminatoria nei confronti di tutto e tutti. *Tra le speranze illusorie di chi davvero credeva che Berlusconi avrebbe modernizzato il paese portandolo ai livelli delle grandi democrazie europee e l'orgoglio di chi si identificava nell'immagine casalinga del Silvio vitellone che raccontava le barzellette in Parlamento e risolveva tutto in due risate, l'Italia iniziava a piombare nel buio culturale in cui da decenni è prigioniera. ===[[Christian Rocca]]=== *Berlusconi ha rovinato tutto quello che poteva rovinare e che aveva creato con genialità e sregolatezza: le tv che avevano innovato la società italiana trasmettono pressoché spazzatura, la Mondadori non ha più i giornali e i suoi libri non sono più rilevanti, al posto del Milan gli è rimasto il Monza. *Gli occidentali che pendevano dalle labbra della propaganda russa, in Unione Sovietica venivano chiamati «utili idioti», oggi il paradosso è che a guidare questo preciso girone di babbei italiani ci sia l'ex imbonitore della rivoluzione liberale, sceso in campo trent'anni fa perché non voleva vivere «in un paese illiberale». *Le fioriere ben curate di Palazzo Chigi e le alte uniformi dei picchetti d'onore sono state più importanti dei dossier di Stato e dell'economia italiana, sebbene poi si sia messo velocemente da parte quando la situazione si è fatta incontrollabile anche per colpa sua e abbia cambiato la politica estera italiana da filo araba a filo israeliana e dall'essere l'ultima ruota del carro franco-tedesco fino a diventare quella del più importante alleato europeo degli Stati Uniti dopo la Gran Bretagna. *Le oscene dichiarazioni berlusconiane contro il presidente ucraino [[Volodymyr Zelens'kyj|Volodomyr Zelensky]], indicato come il responsabile della guerra in Ucraina e non come la vittima, sono una tragedia nazionale e un imbarazzo perfino per l'attuale, maldestro, governo di destra (senza considerare quanto le parole di Berlusconi siano diventate indistinguibili da quelle di Travaglio, di Santoro e dei pochi nostalgici del comunismo). *Lui che ha fatto carriera politica denunciando le atrocità del regime di Mosca e pubblicando il famigerato libro nero dei crimini del comunismo è lo stesso che durante una conferenza stampa ha mimato una raffica di mitra contro la giornalista russa, collega di [[Anna Stepanovna Politkovskaja|Anna Politkovskaya]] e di tanti altri giornalisti uccisi dal Cremlino, perché aveva osato fare una domanda irriguardosa a Putin. *Silvio Berlusconi si contraddiceva perché era vasto, conteneva moltitudini. Era tutto e il contrario di tutto, un bauscia e un libertino, un intrattenitore e un criminale, un imprenditore politico e un politico imprenditore. Era comico ed era tragico, mentiva, mentiva tanto, spesso per il piacere di farlo e molto di più per tornaconto personale. ===[[Francesco Saverio Romano]]=== {{Cronologico}} *Quale idea di partito ha il leader del [[Il Popolo della Libertà|Pdl]] se è vero come è vero che in quello di cui è padrone non è concepibile pensarla diversamente da lui? Ad un regime autoritario si può arrivare anche con una subdola forma di democrazia e laddove viene si cerca di squalificare il ruolo del Parlamento innestando un rapporto diretto, mediatico, personalista e carismatico con il popolo. È con queste credenziali e con questo modo di concepire la politica che Berlusconi si presenta al cospetto del [[Partito Popolare Europeo|partito popolare europeo]], in cui sta facendo confluire i post fascisti che oggi fanno parte del suo partito. *{{NDR|Dopo che Silvio Berlusconi si paragona ad [[Alcide De Gasperi]]}} È infatti nota la sobrietà di Berlusconi, il suo rispetto per le istituzioni dello Stato e per l'opposizione ma di Berlusconi ammiriamo anche il suo elogio del pluralismo dell'informazione, i toni pacati ed equilibrati dei suoi discorsi politici, il suo interesse per lo sviluppo del Mezzogiorno, la lungimiranza della sua politica estera fatta essenzialmente di pacche sulla spalla a Putin, Gheddafi e George W. Bush. Tutte doti che De Gasperi non aveva e che Berlusconi invece possiede. *Silvio Berlusconi è un personaggio straordinario, che è riuscito a creare una classe dirigente dal nulla. ===[[Gianfranco Rotondi]]=== *Berlusconi, un santo puttaniere, ma passerà alla storia come uno statista. *Come maschi italiani tutti pensiamo di essere i migliori imprenditori, i migliori capitani di squadra, i migliori politici e anche grandi amatori. Ecco Berlusconi tutte queste cose le ha fatte bene. Sui successi di Berlusconi si può discutere, ma a letto non ci sono dubbi e come diceva Cossiga: "Gli unici successi o insuccessi che non si possono nascondere sono quelli di letto." *Finisse anche domani il governo, tratterrei il grande onore di aver collaborato con un uomo onesto, pulito e carico di profondi valori morali: questo è Silvio Berlusconi. *Naturalmente sosterrò il PdL e darò la preferenza a Silvio Berlusconi, ma solo in quanto mio testimone di nozze. *Silvio è come Cristo: anche lui fu vittima di una sentenza. ===[[Daniela Santanchè]]=== *Abbiamo lasciato troppo tempo da solo Silvio Berlusconi nella sua denuncia dell'asse di ferro fra magistrati e giornalisti di sinistra. E abbiamo lasciato troppo tempo da soli i giornalisti. Giornalisti di pura razza come [[Vittorio Feltri|Feltri]], [[Maurizio Belpietro|Belpietro]], [[Piero Ostellino|Ostellino]], [[Giuliano Ferrara|Ferrara]], [[Emilio Fede|Fede]], [[Carlo Rossella|Rossella]]. *Berlusconi è ossessionato da me. Tanto non glie[[Vagina|la]] do. *Berlusconi mi ha fatto diversi regali: braccialetti, collane e pensieri vari in occasione delle festività e dei miei compleanni. È un uomo generoso e attento alle persone, ce ne sono pochi come lui. Tra noi c'è ancora amicizia. Per una donna di destra questo è un valore molto importante, ma purtroppo Silvio ormai è caduto nel teatrino della politica. *Il presidente non inventa niente. *L'unica cosa certa è che Berlusconi è stato veramente perseguitato. *Silvio Berlusconi non ha rispetto per le donne, lo dimostra la sua vita giorno dopo giorno. Ha detto a quella ragazza precaria di sposare un miliardario: non è questa la soluzione del precariato. Il voto a Silvio Berlusconi è il voto più inutile che le donne possano dare. *Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio Berlusconi, perché Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali. Berlusconi ha sempre utilizzato le donne come il predellino della sua Mercedes: un punto d'appoggio per sembrare più alto dei veri nanetti di cui si circonda. ===[[Eugenio Scalfari]]=== *Berlusconi è un uomo di gomma laddove Mussolini si atteggiava a uomo di ferro. Berlusconi galleggia e padroneggia la democrazia cercando di renderla invertebrata; Mussolini distrusse la democrazia. Mussolini volle lo Stato etico, Berlusconi appoggia il suo potere sull'incompatibilità degli italiani nei confronti dello Stato, salvo adottare lo statalismo quando una società impaurita lo invoca come il protettore di ultima istanza. Si tratta, come si vede, di differenze profonde anche se il fine è analogo: un Capo carismatico, plebiscitato da un popolo che ha rinunciato ad esser popolo ed ha trasferito in blocco la sua sovranità al Capo. *Berlusconi è una simpatica e gentile persona, con tratti di generosità e un'elevata capacità imprenditoriale nel suo settore. C'è un solo problema, ed è che Berlusconi è un bananiere a ventiquattro carati, cioè un uomo d'affari che fa i suoi affari con la politica. *L'eccellente Berlusconi viaggia verso un progetto di televisione europea. Qui da noi ha già in mano tutti i network privati che contano, in numero di ben tre; ha messo radici a Parigi e sta per metterle anche a Madrid. In tutti e tre i paesi i suoi "patron" sono socialisti, ma Berlusconi socialista non è: è un uomo d'affari; si allea con chi lo appoggia; tutt'al più ne diventa socio, sempre pronto a cambiar società se il vento cambiasse direzione. Così fan tutti, è normale. L'espediente di far oscurare gli schermi berlusconiani da qualche pretore intransigente, largamente appoggiato dal partito Rai, è logoro. Non è quello il problema. Il problema riguarda invece due punti-chiave: la concentrazione dei network in una sola mano e l'affollamento pubblicitario nelle trasmissioni. *Silvio Berlusconi ha un suo rispettabile concetto dei mezzi d'informazione, che si fonda su due punti essenziali. Primo punto: i mezzi d'informazione sono soprattutto dei contenitori di pubblicità e alla raccolta di pubblicità debbono subordinare ogni altro obiettivo. Secondo punto: i mezzi d'informazione debbono essere strumento d' appoggio e casse di risonanza dei gruppi di potere dominanti. I tycoons della televisione e della stampa fanno cioè parte della stessa galassia popolata dagli altri vested interests, gli interessi forti del sistema. ===[[José Saramago]]=== *CHE FARE CON GLI ITALIANI? Riconosco che la domanda potrà sembrare alquanto offensiva a un orecchio delicato. Ma che succede? Un semplice privato che interpella un intero popolo, che gli chiede il conto per l'uso di un voto che, con sommo gaudio di una maggioranza di destra sempre più insolente, ha finito per fare di Berlusconi il padrone e signore assoluto dell'Italia e della coscienza di milioni di italiani? Anche se in verità, voglio dirlo subito, il più offeso sono io. Sì, proprio io. Offeso nel mio amore per l'Italia, per la cultura italiana, per la storia italiana, offeso, anche, nella mia pertinace speranza che l'incubo abbia fine e che l'Italia possa recuperare l'esaltante spirito verdiano che è stato, un tempo, la sua migliore definizione. E che non mi si accusi di star mescolando gratuitamente musica e politica, qualunque italiano colto e onorato sa che ho ragione e perché. *Non vedo quale altro nome potrei dargli. Una cosa pericolosamente simile a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte del paese di Verdi se un vomito profondo non riesce a strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodergli le vene e distruggere il cuore di una delle più ricche culture europee. *Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano per ben tre volte ha eletto per servirgli da modello, questo è il cammino della rovina verso cui si stanno trascinando i valori che di libertà e dignità impregnarono la musica di Verdi e l'azione politica di Garibaldi, quelli che fecero dell'Italia dell'Ottocento, durante la lotta per l'unificazione, una guida spirituale dell'Europa e degli europei. E questo che la cosa Berlusconi vuole gettare nel cassonetto dei rifiuti della Storia. E gli italiani, glielo permetteranno? ===[[Michele Serra]]=== *Berlusconi è il firmatario di una bancarotta politica che non divenne anche economica per il rotto della cuffia. Se occorre ricordarlo non è tanto per arginare la sua grottesca permanenza sulla scena (chi lo vota crede nel paranormale). È soprattutto per segnalare che il paese, e con esso anche la diciassettesima legislatura, ha il merito di avere già voltato pagina rispetto a lui e alla sua funesta epoca. *Il berlusconismo riassume così perfettamente ciò che le persone di sinistra non sopportano (ricchezza offensiva, ignoranza del limite, spregio per la cultura, clericalismo in campo etico e classismo anticristiano in campo sociale, più il resto che non sono spiccioli) da rendere ovvia la speranza che prima o poi questo momento deprimente e pericoloso della storia italiana finisca. *Immaginiamo che un cittadino, nauseato dalle liti e dall'inconcludenza di questa coalizione di narcisi disfattisti, decida che forse è il momento di guardare al centrodestra. Neanche il tempo di volgere lo sguardo, e si imbatte nel miliardario ridens che riceve tra le sue ortensie, sovreccitato, una delegazione di ispettori europei e gli mostra i sondaggi che lo danno al 63 per cento. Il nostro giudizio su costui, in lunghi anni di forzata promiscuità, è oramai consolidato e inamovibile: nella migliore delle ipotesi è un simpatico megalomane disposto a tutto pur di posare con l'amico Bush e l'amico Putin, nella peggiore è un fanatico prepotente convinto che con i soldi si possa comperare qualunque cosa si muova sulla faccia della Terra. *{{NDR|A proposito del commento sulla vittoria di [[Barack Obama]]}} Io credo che sarebbe ora di dire che è semplicemente uno sciocco. Ecco, più che puntare sul, come dire... sull'allarme istituzionale, la repubblica in crisi... Ecco cominciare a dire quello che poi appare abbastanza evidente: che è un uomo abbastanza sciocco e dice spesso cose molto sciocche, e forse è stato sopravvalutato anche dai suoi avversari. Dopo di che le polemiche, insomma, è persino inutile farle. Insomma.. si prende atto, si constata, si fa un sorrisetto purtroppo di sufficienza. Ecco perché la cosa triste è che si è costretti a fare un sorrisetto di sufficienza su quanto dice e fa, insomma... il primo degli italiani, escluso il capo dello stato, cioè il capo del governo. Piuttosto penoso, ecco... Penoso e sconsolante. Fa il commento più sciocco, non voglio neanche dire che sia una gaffe: è il commento più frivolo, più superficiale, meno colto, meno politico, meno serio. È come... come quando fa le corna nelle fotografie di gruppo, è una persona che non è all'altezza di rappresentare un paese: ma non l'Italia, qualunque paese. E dispiace, insomma, che dire? Cioè, non è neanche una cosa da dire con veemenza, la si dice con... con malinconia profonda a questo punto; però, insomma, non è una novità, dovremmo esserci abituati. Ma ne dirà un'infinità ancora di cose del genere, perché purtroppo il livello è quello: è una persona di basso livello intellettuale. Questa è la mia opinione. *La sua immagine recente, vuoi del vecchietto accattivante, vuoi dell'anziano e saggio moderato, è tipicamente consolatoria. Serve a dimenticare che [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è stato il nostro Trump, ha svuotato la destra conservatrice e borghese per farne una fabbrica di demagogia (fa testo il disgusto di [[Indro Montanelli|Montanelli]]) e soprattutto ha tenuto bene da conto — come Trump, come tutti gli straricchi — i suoi interessi personali. Il più di destra, a destra, è sempre lui: da trent'anni. ===[[Vittorio Sgarbi]]=== *Con Berlusconi è stato subito colpo di fulmine: La prima volta che ci siamo incontrati ci siamo trovati d'accordo su tutto, e devo ammettere che a Sgarbi non capita spesso. *Berlusconi si scopa tutte queste ragazze in nome di tutti gli italiani, e questi lo devono ringraziare perché per governare bene bisogna scopare bene. *{{NDR|Sui rapporti di Silvio Berlusconi con Karima el Marhroug detta Ruby}} Comunque se ci fosse andato a letto, di certo non le ha prima chiesto l'età perché è un gentiluomo e questo già lo assolve. ===[[Rocco Siffredi]]=== *Francamente non credo abbia fatto così male, né penso che sia stato tra i nostri [[Politico|politici]] peggiori. Ha usufruito del potere, gli è piaciuto e si è fatto un po' i cazzi suoi. Ma se mezza Italia femminile voleva attaccarsi alla sua tunica e l'altra metà sognava di essergli amante o fidanzata, di condannarlo, io non me la sento. *Io e Berlusconi abbiamo molto in comune. Mi hanno raccontato che una volta ha detto "Siffredi e io abbiamo lo stesso problema: [[priapismo]]". *Rispetto a certi abissi, Berlusconi si è comportato con assoluta signorilità. ===[[Guia Soncini]]=== *Parliamo di quella volta che l'ho incontrato. Non ero più la ventenne convinta che il futuro fosse del Pds (che tenerezza), ma neanche ero un'adulta con una qualche lucidità. Ero una trentaequalcosenne in uno studio televisivo in cui Berlusconi dava un'intervista elettorale, dovevo scriverne, ero dietro le telecamere e osservavo. A fine diretta, il conduttore me lo presenta, e lui ci resta male: ah, ma quindi è qui per lavoro, io pensavo fosse un'ammiratrice, «le avevo anche schiacciato l'occhio». La me trentenne raccontava questa scena dicendo ma ti rendi conto, che uomo viscido, e poi passava a concentrarsi sulla stranezza estetica di Berlusconi visto dal vivo, l'hai visto tante di quelle volte in foto che sei convinta lo riconoscerai, e invece è una specie di contrario delle anoressiche che sembra sempre abbiano la testa enorme: lui aveva le spalline della giacca talmente imbottite che la testa sembrava minuscola. La me adulta sa che il dettaglio notevole è che non dice «le ho fatto l'occhiolino», dice «schiacciato l'occhio», un'espressione che non credo d'aver mai sentito da nessuno ma che sarebbe stata benissimo addosso a mia nonna, che diceva «bàule» e beveva il rosolio. *Qualche anno fa, osservando non ricordo quale degli scappati di casa politici di questo secolo, un mio coetaneo ha sospirato «ma ti rendi conto che noi pensavamo che l'abisso culturale e la fine della democrazia fosse un parlamento con Lucio Colletti», e io allora ho iniziato a usare per ogni verifica di scemenza quella frase della de Beauvoir cinquantaduenne a proposito dei propri vent'anni: «Avevamo torto pressoché su tutto». Loro, quelli che erano già adulti allora e sono attaccati alle loro convinzioni di allora, hanno accolto irritati la notizia precisando che, certo, Berlusconi avrà pure cambiato l'Italia, ma loro preferivano l'Italia di prima. Seriamente convinti che esistesse un'Italia di prima – l'Italia di cui si fantastica ogni 25 aprile, quando decine di milioni di italiani accorrono sui social a ricordarci genitori e nonni e bisnonni partigiani, cento milioni di partigiani – e anche che il mondo di prima sarebbe continuato, se non fosse stato per l'egemonia d'un signore ricco di pessimo gusto (della preferenza italiana per i soldi ereditati dei quali non si percepisce la fatica, e quindi del nostro vezzo di trovare Gianni Agnelli più elegante di Silvio Berlusconi [...]). Quando gli dici che no, che l'Italia è com'è per colpa degli italiani, non di Silvio Berlusconi, che le tv scollacciate negli anni Ottanta le hanno avute l'Inghilterra e la Germania, e questo non ha impedito molti anni di Merkel al potere, e se le donne italiane faticano a imporsi non è colpa di Tinì Cansino, e che ci sono state la Brexit e Trump e un intero mondo che ha avuto esattamente la nostra stessa deriva senza aver mai guardato i tg di Emilio Fede, prendono i toni dei cinquenni che non vogliono sentire che babbo Natale non esiste e ti dicono no, tu non capisci, il berlusconismo è stato una rovina morale. Ne concludo che Silvio Berlusconi è parimenti sopravvalutato da estimatori e detrattori. *Siamo sempre stati tifosi, e Berlusconi ha incarnato con la tigna di nessuno quella polarizzazione lì, quella vocazione di noi gente qualunque a stare con qualcuno o contro qualcuno. Mentre lui aderiva a un'unica curva, quella di sé stesso. ===[[Marco Travaglio]]=== *Al Tappone ha voluto festeggiare il suo 72° compleanno nel solco della tradizione: raccontando balle. Ha fatto la solita lista di processi a suo carico, esagerando un po' ("100 procedimenti, 900 magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria, 2500 udienze, 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti") e senza rendersi conto che anche un decimo di quelle cifre in qualunque altro paese avrebbe catapultato il premier, se non in galera, almeno fuori da Palazzo Chigi. Ha ripetuto di essere "sempre stato assolto", mentre ha avuto 6 prescrizioni perché lui stesso ha dimezzato i termini di prescrizione (controriforma del falso in bilancio e legge ex-Cirielli) e 2 assoluzioni perché "il fatto non costituisce più reato" in quanto lui stesso l'ha depenalizzato (sempre il falso in bilancio). Ha raccontato che la legge Alfano è "comune ad altri Paesi europei", mentre non esiste democrazia al mondo che preveda l'immunità per il premier (Grecia, Portogallo, Francia e Israele la contemplano solo per il capo dello Stato). E s'è dimenticato di spiegare come mai, appena passato il Dolo Alfano, il suo avvocato on. Niccolò Ghedini annunciò che lui non l'avrebbe usato perché voleva essere assolto, mentre ora pretende di applicarlo pure al coimputato Mills con la sospensione urbi et orbi del processo. *Alla parola "moralità", il Cavaliere chiama Bonaiuti e chiede un dizionario: dev'essere un termine australiano, comunque arcaico. *[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] dice "Hanno intercettato il presidente del consiglio, è una vergogna", ma non è vero niente: lui non è mai stato intercettato in vita sua, sono gli altri che vengono intercettati, quelli con cui lui parla, esattamente come quando parlava con [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]], con [[Salvatore Cuffaro|Cuffaro]], con [[Agostino Saccà|Saccà]], con [[Gianpiero Fiorani|Fiorani]], con [[Gianpaolo Tarantini|Tarantini]] e le escort. Gli interessati sono sempre gli altri, il guaio è quello che dice e a chi lo dice: ogni anno in [[Italia]] si intercettano circa ventimila persone su sessanta milioni di abitanti, possibile che lui non riesca mai a parlare con gli altri cinquantanove milioni novecentoottantamila? Poi il cavaliere dice "Ma io le stesse cose contro Annozero le ho sempre dette anche in pubblico"; a parte che non è vero, perché nelle intercettazioni c'è ben di più, anche se fosse? Cioè, è come se uno dicesse per tutta la vita "Mi piacerebbe ammazzare mia moglie", dopodiché scoprono che ha assoldato un killer per farla ammazzare, lo processano, lui va in tribunale e dice "E va be', ma l'avevo detto, no?, che l'ammazzavo". *L'altro giorno, a Torino, due tizi hanno rapinato una banca mascherati da Berlusconi e [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]]. Sulle prime il cassiere era terrorizzato. Poi ha capito che erano solo maschere. *La boiata razzista del Cainano s'inserisce in una tradizione che l'ha reso celebre nel mondo, perché è fuori dai patrii confini che dà il meglio. Le corna a Caceres, in Spagna. L'atterraggio in Estonia ("Bella, l'Estuania"). Le molestie a un'operaia della Merloni in Russia ("voglio baciare la lavoratrice più bella", con Putin che osservava gelido l'amico Silvio intento ad arrampicarsi sulla giunonica ragazza in fuga). Il ricordo dell'11 settembre ("voglio ricordare l'attacco del comunismo alle due torri"). Gl'insulti al mondo islamico ("Dobbiamo esser consapevoli della superiorità della nostra civiltà su quella islamica, ferma a 1400 anni fa)". Le ganassate da latrin lover col danese Rasmussen ("È più bello di Cacciari, lo presenterò a Veronica") e col tedesco Schroeder ("Parliamo di donne: tu te ne intendi, ne hai cambiate tante, eh eh"). Il "kapò nazista" al socialista tedesco Schulz. La mania di regalare orologi a chiunque, anche durante il G8 mentre parlava Chirac. E poi i tentativi di rimediare alle gaffe, raddoppiandole. [...] Pezo el tacon del buso. Infatti l'altroieri ha dato degli "imbecilli" e poi dei "coglioni" a quelli che non hanno gradito il suo umorismo da Ku Klux Klan, mandandolo alla fine "affanculo". Ora si spera che non incontri mai [[Nelson Mandela|Mandela]]: "Ohè, Nelson, troppe lampade eh?". *Ma non possiamo non occuparci, ancora una volta, di un governo indecente e di un premier fuori controllo che ieri, dopo la bocciatura del suo demenziale decreto incostituzionale e vergognoso, ha sostenuto che Eluana sta benissimo, tanto che potrebbe persino avere figli. In attesa che ci racconti una barzelletta sui malati terminali in coma vegetativo, sulla scia di quelle sull'Olocausto e sulle ragazze stuprate, sarebbe il caso che qualcuno provvedesse a un Tso (trattamento sanitario obbligatorio). In un paese perlomeno decente, in casi come questo arrivano due infermieri e portano via il soggetto in ambulanza, per sottoporlo ad accurati accertamenti. *Non c'è più niente da fare. Ormai Berlusconi ha vinto. Dopo 15 anni di slogan falsi bombardati con gli ordigni radioattivi delle sue televisioni e della sua Rai, è riuscito a contaminare tutto il paese, tutto l'ambiente che lo circonda, compresi i politici del centrosinistra che dovrebbero opporglisi, compresi tanti intellettuali e giornalisti. Per cui, ormai, parlano e pensano (si fa per dire) quasi tutti come lui. Lo dimostrano, se ve ne fosse ancora bisogno, gli alti lai del Club degli Intoccabili – da Bertinotti a Mastella, da Franceschini a Berlusconi, per non parlare delle mosche cocchiere dalemian-veltroniane Latorre, Caldarola e Polito e dei cerchiobottisti alla Sergio Romano – contro le intercettazioni, chi le effettua e chi le pubblica. *{{NDR|Sulla richiesta degli scudetti 2004-05 e 2005-06 da parte di [[Silvio Berlusconi]] nel 2006}} Quanto agli scudetti da restituire, e quali, e a chi, segnaliamo un bel libro di Carlo Petrini: «Le corna del diavolo» (Kaos). Vi si racconta come il Milan ha vinto i suoi, di scudetti. A cominciare da quello del 1987-88, quando il [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] di [[Diego Maradona|Maradona]] ormai sicuro vincitore si suicidò a fine stagione. Poi si scoprì che alcuni giocatori partenopei avevano rapporti con la [[camorra]], terrorizzata dall'idea di restituire le alte quote promesse col totonero a chi scommetteva sul Napoli. Ma soprattutto c'è il caso di [[Gianluigi Lentini]], il fantasista passato nel '92 dal [[Torino Football Club|Toro]] al Milan per 64 miliardi [di lire], di cui 10 versati in nero da Berlusconi e [[Adriano Galliani|Galliani]] al presidente-bancarottiere Gianmauro Borsano. L'acquisto avvenne in periodo proibito: marzo '92. Borsano voleva i soldi subito, ma il Milan non si fidava e pretendeva garanzie: alla fine ottenne «in pegno» la maggioranza azionaria della società granata sino al termine della stagione. Così, per mesi, il Cavaliere controllò due società di serie A: un illecito sportivo clamoroso, sul quale ovviamente la giustizia sportiva sorvolò. Non però quella penale: la Procura di [[Milano]] fece rinviare a giudizio Berlusconi e Galliani per falso in bilancio. Ma niente paura. Il processo fu poi assassinato nella culla dalla legge Berlusconi sul falso in bilancio. Prescrizione garantita per tutti: per il Cavaliere, quello che rivuole indietro gli scudetti, e per Galliani, quello del codice etico. ===[[Nichi Vendola]]=== *Berlusconi è proprio come uno di quei personaggi di George Orwell capace di capovolgere il significato delle parole: lo sciopero dei giornalisti, la protesta civile dei cittadini e delle forze di opposizione lui la chiama bavaglio. Il bavaglio vero è quello che ci viene prospettato ogni giorno dall'esercito dei professionisti del bavaglio governativo al servizio di sua maesta', e che dà l'idea che bisogna irrigimentare per raccontare propagandisticamente che l'Italia è il Paese della cuccagna. Che dovremmo avere come colonna sonora la chitarra di Apicella, e dovremmo sentirci tutti invitati alla corte del novello Dioniso. *Berlusconi è un premier che vive in erezione sulla scena pubblica. *La forza di Berlusconi sta nella debolezza del centrosinistra. ===[[Bruno Vespa]]=== *Berlusconi ha commesso leggerezze imperdonabili. Eppure, il suo consenso resta sorprendentemente intatto. Ma non conta: quando vince lui, il risultato elettorale è frutto d'ignoranza e arretratezza. *Come tutti i grandi imprenditori, Berlusconi non ha la purezza di [[San Francesco d'Assisi|San Francesco]]. *Se oggi fermate qualcuno per strada e gli chiedete chi è l'avversario di Berlusconi, difficilmente avrete una risposta univoca. ===[[Michael Wolff]]=== *Berlusconi ha una personalità da promoter. La sua mancanza di ritegno è parte del suo charme, una caratteristica essenziale del prodotto in vendita. È una strategia mediatica. Questa, di sicuro, è una delle ragioni (assieme alle sue stupide dichiarazioni, alla corruzione, alla devozione per Bush) per cui l'Europa non può sopportarlo: è il tipico milionario in stile americano. Berlusconi è uno che grida senza ritegno «Io, Io, Io». «Compra, compra, compra». È la libera impresa lanciata in corsa, forse con tanta libertà quanta non se n'era mai vista. *C'è una grande differenza {{NDR|tra Donald Trump e}} Berlusconi: quest'ultimo vuole rimanere attaccato al potere e alle istituzioni politiche a ogni costo, mentre a Trump questo non interessa. Trump non vuole governare, lui vuole solo diventare il più famoso possibile, punto. *Il nostro uomo ha creato l'industria televisiva privata nel suo Paese e ne ha mantenuto il monopolio, accumulando uno dei più grandi patrimoni al mondo. Ma ciò non bastava. Alla fine Berlusconi ha preso il controllo di quel Governo che in qualche maniera avrebbe potuto limitare il campo dei suoi affari (e che non lo avrebbe difeso di fronte alle numerose accuse di corruzione). *Il premier italiano non è proprio altissimo (tutti sanno che porta speciali suolette per sembrare più alto). Solitamente è molto abbronzato. La sua persona appare sempre «ritoccata». Di per sé non è particolarmente attraente, né carismatico. È un populista, uno che consapevolmente ama rivolgersi al pubblico (dopotutto è un prodotto dell'era della Tv), ma che non sembra avere un rapporto particolarmente buono con il pubblico stesso. [...] Il suo appeal sembra provenire interamente dal fatto che è un miliardario, un miliardario esibizionista e privo di modestia. Berlusconi è un uomo d'affari mascherato da eroe popolare. È una persona che l'enorme ricchezza ha trasformato in una persona speciale. *[[Rupert Murdoch|Murdoch]] era [...] forse l'unica {{NDR|persona}} che potesse effettivamente stare alla pari con Berlusconi. I due costituivano un'accoppiata di magnati in grado di sfidare il resto del mondo. *Nonostante il grande potere, l'enorme ricchezza e l'appoggio incondizionato a qualunque avventura intrapresa dagli americani sullo scacchiere internazionale, nessuno fuori dall'Italia lo prende sul serio. C'è chi lo considera uno stereotipo italiano cui, sia in affari che in politica, manca il «senso della misura» tipicamente anglosassone. Non a caso, Berlusconi sembra essere la «bestia nera» del molto anglosassone «Economist» che pare considerarlo il più stupido e perfido uomo in Europa. Altri lo vedono come un aberrante e comico (ma anche imbarazzante e inspiegabile) prodotto della ricchezza e dell'era dei media. *Stando alle dichiarazioni del premier italiano, Mussolini non avrebbe mai ucciso nessuno e avrebbe mandato gli oppositori in vacanza.<br>In qualche modo, Mussolini sta ai dittatori fascisti come Berlusconi ai magnati dei media. Il primo esagerava la sua figura di despota rendendola al contempo efficace e ridicola, anche se sempre terribile. E il secondo è un prodotto di una simile esagerazione. Forse nessuno lo prenderà sul serio, ma crea comunque un precedente molto particolare. ==Note== <references /> {{DEFAULTSORT:Berlusconi, Silvio}} [[Categoria:Citazioni su persone]] [[Categoria:Imprenditori italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] aa3ncxs3xdzzdtyqzpra9t2gzihq78y Gianni Rivera 0 40269 1417577 1390723 2026-06-19T22:28:39Z SirPsych0 33615 /* Citazioni su Gianni Rivera */ +1 1417577 wikitext text/x-wiki [[File:Rivera Gianni 02.jpg|thumb|Gianni Rivera]] '''Giovanni Rivera''' detto '''Gianni''' (1943 – vivente), ex calciatore e politico italiano. ==Citazioni di Gianni Rivera== *Non riesco mai ad infastidirmi per le parole di [[Adriano Galliani|Galliani]]. La sua incompetenza è evidente.<ref>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2113 p. 2113]. ISBN 8880898620</ref> *Non sono mai stato un calciatore, ho sempre giocato a pallone.<ref>Intervistato nel programma televisivo ''Ballando con le Stelle'', 7 gennaio 2012.</ref> *Non sono stato simpatico a parecchi giornalisti italiani perché ho apertamente discusso le loro convinzioni calcistiche.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/10-10-2010/giorno-numeri-10-711415225569.shtml Il giorno dei numeri 10. Auguri ai super del calcio]'', ''Gazzetta.it'', 10 ottobre 2010.</ref> *Sono cose che tutti sanno, è dunque ora che si dicano. Sta scritto da qualche parte che il Milan non debba raggiungere la Juventus. È il terzo scudetto che ci fregano, così non si può andare avanti. Se lo avessimo saputo non avremmo nemmeno partecipato al campionato. I casi sono due: o io mi sono inventato tutto e allora mi squalificano a vita, oppure riconoscono di avere sbagliato e bisogna cambiare, sostituire chi non è all'altezza.<ref>Da un'intervista del 12 marzo 1972 dopo la partita Cagliari-Milan 2-1; citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/roma/2014/10/07-379262/Totti+e+la+Juve%3F+Rivera+us%C3%B2+le+stesse+frasi+nel+%E2%80%9972 Totti e la Juve? Rivera usò le stesse frasi nel '72]'', ''Corrieredellosport.it'', 7 ottobre 2014.</ref> *{{NDR|Su [[Giacinto Facchetti]]}} Una grande persona. Molto più grande sul piano umano rispetto a quello sportivo. Fuori dal campo valeva molto, molto di più.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/sport/calcio/morto-facchetti-reazioni/morto-facchetti-reazioni/morto-facchetti-reazioni.html Mazzola: "Compagno meraviglioso sempre pronto a lottare"]'', ''Repubblica.it'', 4 settembre 2006.</ref> {{int2|''[https://web.archive.org/web/20131026192455/http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/2012/10/16-219096/Rivera+ricorda+Beppe+Viola%3A+%C2%ABMi+manca+il+poeta+del+gol%C2%BB Rivera ricorda Beppe Viola: «Mi manca il poeta del gol»]''|Citato in ''Tuttosport.com'', 16 ottobre 2012.}} *[[Beppe Viola]] mi manca, eravamo diventati amici, con lui era facile esserlo. Abbiamo condiviso parecchio di ciò che voleva dire il [[Calcio (sport)|calcio]] in quel periodo. [...] uno che era un poeta del nostro sport, un innovativo, dal quale accettavo ogni critica, perché sapevo che lui era sempre in buona fede. *So che quell'intervista<ref>Si riferisce ad un'intervista realizzata sul tram 15 di Milano in mezzo ai passeggeri.</ref> è rimasta impressa a tanta gente, e tutti si ricordano di quella parte in cui eravamo a bordo del tram: era un qualcosa fuori dal comune, un po' come lo stesso Viola. Mi ricordo che quella era una domenica senza calcio, e la Domenica Sportiva di quel giorno era in pratica dedicata tutta a me. È stato bello. *{{NDR|Riferito a Beppe Viola}} Quella sua diversità rispetto agli altri, che mi divertiva così tanto. Da lui era più facile accettare le critiche, anche perché di calcio ne capiva, era competente e non uno dei tanti. {{Int2|''«Liedholm e Schiaffino: io al Milan grazie a loro»''|Intervista di Nicola Cecere, ''La Gazzetta dello Sport'', 14 dicembre 2019, p. 7.}} *{{NDR|Su [[Nereo Rocco]].}} Era unico, sapeva alleggerire il carico di [[responsabilità]] avverito dai giocatori con le sue battute folgoranti. Sapeva cogliere i momenti per agire anzitutto in chiave [[Psicologia|psicologica]]. *Furono Pedroni e [[Giuseppe Viani|Gipo Viani]] a portarmi da [[Alessandria]] a [[Milano]] per fare un provino {{NDR|con il [[Associazione Calcio Milan|Milan]]}} sul campo di Linate. Una partita al termine della quale due giocatori della prima squadra, [[Nils Liedholm |Liedholm]] e [[Juan Alberto Schiaffino|Schiaffino]], andarono da Viani, il nostro d.s., a dirgli che quel ragazzino andava assolutamente preso. Non avevo ancora compiuto i 16 anni: la mia storia cominciò da questa [[raccomandazione]] illustre. *Ho sempre condiviso le gioie con tutti i compagni che ho avuto: fuoriclasse, giocatori medi, anche un po' scarsi. Ma ho sempre detto che [[Pallone d'oro 1969|quel Pallone d'oro]] avrei dovuto romperlo in pezzettini da donare a ciascuno dei miei compagni di avventura: nel calcio vince la squadra. *{{NDR|«Più forte il suo [[Cesare Maldini|Cesare]] o [[Paolo Maldini|Paolo]]?»}} Il mio Maldini è stato un difensore di rara efficacia e personalità, ma usava solo il destro. Paolo ha evidentemente ricevuto dal padre quel qualcosa in più che Cesare non era riuscito ad esprimere. *{{NDR|«Esiste uno "spirito Milan"?»}} Sì, c'è un filo che lega i vari periodi ed è la correttezza dei rapporti interni e la pacatezza degli atteggiamenti esterni: non siamo mai stati una squadra di urlatori. Al punto che i cronisti ci rimproveravano spesso: Gianni, non ci date mai dei titoloni... {{Int2|1=''[https://www.repubblica.it/sport/2023/08/16/news/gianni_rivera_io_come_mick_jagger_la_vita_inizia_a_80_anni_datemi_la_nazionale-411325853/?ref=RHLF-BG-I411385131-P19-S1-T1 Gianni Rivera: “Io come Mick Jagger, la vita inizia a 80 anni: datemi la Nazionale”»]''|2=Intervista di [[Maurizio Crosetti]], ''Repubblica.it'', 17 agosto 2023}} *Quando [[Nils Liedholm|Liedholm]] andò alla Roma, consigliai il presidente Colombo di prendere Giacomini, mi sembrava il nome giusto per allenarci. E Giacomini, quando arrivò, disse subito al presidente che io gli avrei creato problemi: così mi ritirai per amore del [[Associazione Calcio Milan|Milan]], sbagliando. È triste essere messi da parte da chi abbiamo aiutato ad arrivare. *In [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] abbiamo sempre giocato insieme {{NDR|con [[Sandro Mazzola]]}}, poi [[Ferruccio Valcareggi|Varcareggi]] in [[Campionato mondiale di calcio 1970|Messico]] subì pressioni da Coverciano e dal direttore della [[La Gazzetta dello Sport|Gazzetta]]. La staffetta fu una stupidaggine. E io davo fastidio. * {{NDR|Sul gol del 4-3 alla Germania nella [[Partita del secolo|semifinale del Campionato mondiale di calcio 1970]]}} Avevo in mente di dribblarli tutti, poi vidi il muro bianco davanti a me e passai il pallone di lato, per riceverlo più avanti. Ma solo rivedendo l'azione in tivù mi accorsi di avere segnato di destro e non di sinistro, tanto rapido era stato il mio cambio di piede. ==Citazioni su Gianni Rivera== *Avevo dodici anni, qualche sogno nel cassetto e un solo idolo: Gianni Rivera. ([[Giuseppe Bergomi]]) *''Come spenti | passano i vinti, passa il vittorioso | manipolo, ridente pur se stanco. | E in mezzo, lui, che ancora la tribuna | vibra al suo nome, echeggia la collina. | A testa china, assorto, | la dolce nuca ersuta di sudore, | l'ecchimosi, lo strappo sulla maglia.'' ([[Fernanda Romagnoli]]) *Diventai milanista perché da piccolo trovai un giorno per terra il portafoglio di mio nonno. Lo aprii e vidi le foto ingiallite di padre Pio e Gianni Rivera, che io non conoscevo, non sapevo chi fossero. Lo chiesi a mio nonno e lui mi spiegò: uno fa i miracoli, l'altro è un popolare frate pugliese. ([[Diego Abatantuono]]) *Era la prima domenica de i' ggirone di ritorno dell'anno di grazia millenuvecient' sessantadue. Sullo stadio di San Sir' il cielo da sereno di colpo, per incanto, si scurò. Tutti i nuvolon' ner' hann' accuminciat' a scuntrarse, e buttavano saette, lambi, strill', un burdello tremendo dentro il celo, di colpo, dalle nubi squarciat' come da due potenti mani spunta il crapino di Dio – un bell'uomo, sui quarant'anni – che punta il suo indice tremendo su i' ccampo di San Siro e dice: "Gianni Rivera, ciapp' questo pallone, un Tango, e vai in giro per il mondo a insegnare il giuoco del calcio!" (''[[Eccezzziunale... veramente]]'') *Piedi da artista, inventiva da grande regista e senso del gol fanno di Rivera uno dei giganti di ogni epoca del calcio mondiale. ([[Carlo Felice Chiesa]]) *Rivera gioca un calcio in prosa: ma la sua è una prosa poetica, da «elzeviro». ([[Pier Paolo Pasolini]]) * Un calciatore di un altro livello […]. Grandissime qualità, non faceva pesare la sua leadership. Mi sono sempre trovato molto bene con lui. ([[Fabio Capello]]) *Uno stile inarrivabile: il tocco di velluto, il passaggio rasoterra millimetrico, il senso del gol. ([[Carlo Felice Chiesa]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *''[[Il profeta del gol]]'' (1976) *[[Pallone d'oro 1969]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rivera, Gianni}} [[Categoria:Calciatori italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] l9x78ffivbv1pj37s2xktrxc5lvd7af Gino Capponi 0 42414 1417554 1310711 2026-06-19T19:39:19Z Udiki 86035 +1 1417554 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Gino Capponi.jpg|thumb|Gino Capponi]] '''Gino Capponi''' (1792 – 1876), politico, scrittore e storico italiano. ==Citazioni di Gino Capponi== *[...] al pigliare le grandi [[Risoluzione|risoluzioni]] pare che la volontà sparisca, e l'uomo sia vinto da una forza superiore [...].<ref>Da ''Storia della Repubblica di Firenze'', G. Barbèra, Firenze, 1876, p. 120.</ref> *Dall'uso vivo abbiamo tratto ancora noi quanto più potevamo, adoprandoci con molta voglia a fare incetta di quei [[proverbi toscani|Proverbi]] dei quali s'ornano i discorsi massimamente dei campagnuoli, e in Firenze di quelle donne che hanno abitudini casalinghe e non possiedono altra scienza.<ref name=si>Da ''Raccolta dei proverbi toscani'', F. Le Monnier, Firenze, 1853, [http://books.google.co.uk/books?id=U_EIAAAAQAAJ&pg=PR8 p. VIII].</ref> *[...] le cose udite, non le insegnate, formano l'animo de' [[Bambino|fanciulli]].<ref>Da ''Pensieri sull'educazione'', in ''Scritti editi e inediti'', a cura di Marco Tabarrini, vol. I, Barbèra, Firenze, 1877, p. [https://books.google.it/books?id=nBTglgqupRMC&pg=PA313 313].</ref> *Ma delle cose fin qui piuttosto accennate che dette, io deduco questi due canoni. Che la lingua scritta non può divenire mai abbastanza popolare, quando essa non si accosti a una lingua parlata. Che questa lingua parlata, per divenire illustre, cioè degna di passar nella lingua scritta, ha bisogno d'esser usata da chiari uomini, nota al popolo, perché adoperata in grandi popolari occasioni, potente sugli animi di tutti per essere state in essa trattate cose d'universale importanza.<ref>Indirizzo di Gino Capponi alla Reale Accademia della Crusca, del 31 luglio 1827, in ''Atti dell'Imperiale e Reale Accademia della Crusca'', Firenze 1829, vol. II, pp. 459-61; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 64.</ref> *Ma fatto è che un assai buon numero di sentenze proverbiali variano poco da un luogo all'altro, e spesso accade che si rivenga, da tempi remoti e nelle contrade più diverse, le stesse immagini adoprate ad esprimere le stesse cose. Talché i [[proverbio|Proverbi]] che appartengono a una provincia sola, per molta parte si riferiscono a condizioni locali o alle istoriche tradizioni di quella provincia, e stonerebbe pe' dialetti che hanno ciascuno il proprio genio, e male potrebbono insieme confondersi.<ref name=si/> *Qual sia migliore tra la privata e la pubblica [[educazione]], mi sembra vano il cercarlo: e l'una e l'altra sono del pari necessarie a formare tutto l'uomo; quella educa il cuore, e questa insegna la vita.<ref>Da ''Pensieri sull'educazione'', 1845.</ref> ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Storia della Repubblica di Firenze''=== Narrare l’istoria della città di Firenze distesamente dai suoi primordi male potremmo, e non sarebbe dell’assunto nostro, per la incertezza o per la oscurità dei fatti, e perché tardi questa città pigliò un carattere che la distinguesse tra molte in Italia. ===''Storia di Pietro Leopoldo''=== Nella storia de' principi, fu raro e bellissimo esempio d'animo retto e di volontà sincera ed operosa, quello che dimostrò al tempo de' padri nostri Pietro Leopoldo I granduca di Toscana. Quindi è che scrivere di lui e del suo governo mi parve fatica non disutile, come documento per comporre la gran contesa in cui si travaglia questa età nostra, tra le paure del principato e le ambizioni del popolo. Dirò di Leopoldo ciò ch'ei fece e ciò ch'ei volle e non poté fare; le poche colpe sue, le molte del secolo, ancora restìo a intendere il retto e l'utile, e ad accoglierlo. ==Citazioni su Gino Capponi== *A lui ripugnava che nella fretta di ordinare il personale dell'istruzione secondaria e superiore, ed in premio di dubbi servigi patriottici, si fosse data facoltà d'insegnare ad uomini senza dottrina e senza condotta, i quali non avrebbero avuto altro mezzo per farsi applaudire, che quello di portare sulla cattedra i deliri dei loro cervelli o le rapsodie di quanto di più strano producevano le scuole oltramontane. Egli ammetteva che sotto il regime della libertà tutte le dottrine e anche tutte le {{sic|follìe}} avessero il campo aperto per manifestarsi; ma non poteva concedere che agli onori dell'insegnamento, e più dell'insegnamento {{sic|officiale}}, fossero ammessi tutti i traviamenti del pensiero contemporaneo, e che lo Stato pagasse i propagatori di dottrine sovvertitrici d'ogni governo e d'ogni società; ed obbligare i padri di famiglia a sottomettere i figliuoli a questa corruzione degli intelletti, gli pareva tirannia assurda e intollerabile. ([[Marco Tabarrini]]) *''Errai, candido Gino; assai gran tempo, | e di gran lunga errai. Misera e vana | stimai la vita, e sovra l'altre insulsa | la stagion ch'or si volge.'' ([[Giacomo Leopardi]]) *''Gino mio, l'ingegno umano | partorì cose stupende, | quando l'uomo ebbe tra mano | meno libri e più faccende''. ([[Giuseppe Giusti]]) *Da molti il Ministero Capponi in Firenze è paragonato al Ministero di [[Carlo Troja]] in Napoli ed il paragone calza purtroppo da molti lati. Entrambi si trovano collocati tra la dubbia fede del principe e quella dei soliti arruffapopoli: levarne le gambe sarebbe stato difficile per chiunque. Impossibile poi a due uomini indeboliti – l'uno e l'altro – dagli anni e dalle infermità: il Troja era paralitico, il Capponi cieco. ([[Ernesto Masi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gino Capponi, ''[https://gutenberg.org/files/67295/67295-h/67295-h.htm Storia della Repubblica di Firenze]'', G. Barbèra ed., 1876. *Gino Capponi, ''[http://www.liberliber.it/libri/c/capponi/index.htm Introduzione alla Istoria Civile dei Papi. Storia di Pietro Leopoldo]'', ristampa anastatica dell'edizione pubblicata nel 1877 a cura di Marco Tabarrini, Casa Editrice Le Lettere, 1976. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|commons=Category:Gino Capponi|s=Autore:Gino Capponi|s2=en:Catholic Encyclopedia (1913)/Count Gino Capponi|s2_oggetto=la voce della ''Catholic Encyclopedia'' (1913)|s2_lingua=inglese|s2_preposizione=riguardante}} {{DEFAULTSORT:Capponi, Gino}} [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] rgfn02wbbscflw8pu265gf5yrvh6xa1 Reggio di Lombardia 0 48427 1417556 339678 2026-06-19T20:04:16Z EmausBot 59507 Sistemo i reindirizzamenti doppi da [[Reggio nell'Emilia]] a [[Reggio Emilia]] 1417556 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Reggio Emilia]] 7kixzvmpag4g0im097js2hk7stecbow Silvia Ziche 0 62282 1417517 617352 2026-06-19T12:04:40Z ~2026-35835-89 107544 /* Citazioni di Silvia Ziche */ 1417517 wikitext text/x-wiki [[File:Lucca2010 Ziche.jpg|thumb|Silvia Ziche]] '''Silvia Ziche''' (1967 – vivente), fumettista italiana. ==Citazioni di Silvia Ziche== *Certo che sono [[single]] per scelta. Di un altro, però.<ref>Citato in [[Gino e Michele]], [[Matteo Molinari]], ''Le Formiche: anno terzo'', Zelig Editore, 1995, § 1615.</ref> *Credo che chiunque voglia raccontare delle storie debba leggere. E se vuole raccontare storie a fumetti, non deve limitarsi a leggere fumetti. La struttura, la costruzione di una trama o di una storia la si può apprendere da [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]], anche se poi si andrà a raccontare una storia con Topolino [...].<ref name=RaiLibro>Dall'intervista di Stas' Gawronski, [http://www.railibro.rai.it/interviste.asp?id=51 ''Silvia Ziche: una vignetta e due parole'', RaiLibro.rai.it].</ref> *Io scrivo delle storie a fumetti comiche. Per arrivare a farlo, sono passata anche per [[Italo Svevo|Svevo]] e [[Italo Calvino|Calvino]], [[Carlo Emilio Gadda|Gadda]] e [[Jorge Luis Borges|Borges]], [[Samuel Beckett|Beckett]], [[Raymond Queneau|Queneau]], [[Kurt Vonnegut|Vonnegut]]. I russi dell'ottocento. [[Laurence Sterne|Sterne]]. [[Alessandro Manzoni|Manzoni]]. [[Gustave Flaubert|Flaubert]]. [[Stendhal]]. [[Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos|Laclos]]. [[Nabokov]]. [[Luigi Meneghello|Meneghello]]. E poi gli americani contemporanei, [[Philip Roth]], [[Don DeLillo]].<ref name=RaiLibro/> *Mi piace l'umorismo scorretto e spiazzante di [[Leo Ortolani]]. Spesso mi ritrovo a pensare: questa avrei voluto scriverla io! A volte anche: questa avrei voluto avere il coraggio di scriverla io!<ref>Da ''[http://www.fumettologica.it/2014/01/rat-man-n-100-l-omaggio-degli-autori/4/ Rat-Man n.100: l'omaggio degli autori]'', ''[[Fumettologica]]'', 16 gennaio 2014.</ref> *Per i [[Banda Bassotti|Bassotti]], il bianco diventa nero, e il nero bianco. Insomma, loro si sentono nel giusto, anche se il resto del mondo la pensa diversamente.<ref>Citato in Manin Giuseppina, ''[http://www.tempo-reale.net/2013/05/intervista-a-silvia-ziche/ Intervista a Silvia Ziche]'', ''tempo-reale.net'', 6 maggio 2013.</ref> *{{NDR|I personaggi Disney}} Sono vivi dentro di me. Li vedo muoversi, agire. Quando penso le storie, mi sembra che siano loro a dirmi cosa vogliono fare.<ref>Dall'intervista di Massimiliano Maccaus, ''[http://www.facciunsalto.it/la-signora-dei-paperi-intervista-silvia-ziche/ La Signora dei Paperi]'', ''facciunsalto.it'', 20 ottobre 2013.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|commons=Category:Silvia Ziche}} [[Categoria:Fumettisti italiani|Ziche, Silvia]] pcuaqg4s6cdwdg0whyoavu1owc6mfrp 1417522 1417517 2026-06-19T12:36:20Z ~2026-35835-89 107544 /* Citazioni di Silvia Ziche */ 1417522 wikitext text/x-wiki [[File:Lucca2010 Ziche.jpg|thumb|Silvia Ziche]] '''Silvia Ziche''' (1967 – vivente), fumettista italiana. ==Citazioni di Silvia Ziche== *Certo che sono [[single]] per scelta. Di un altro, però.<ref>Citato in [[Gino e Michele]], [[Matteo Molinari]], ''Le Formiche: anno terzo'', Zelig Editore, 1995, § 1615.</ref> *Credo che chiunque voglia raccontare delle storie debba leggere. E se vuole raccontare storie a fumetti, non deve limitarsi a leggere fumetti. La struttura, la costruzione di una trama o di una storia la si può apprendere da [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]], anche se poi si andrà a raccontare una storia con Topolino [...].<ref name=RaiLibro>Dall'intervista di Stas' Gawronski, [http://www.railibro.rai.it/interviste.asp?id=51 ''Silvia Ziche: una vignetta e due parole'', RaiLibro.rai.it].</ref> *Io scrivo delle storie a fumetti comiche. Per arrivare a farlo, sono passata anche per [[Italo Svevo|Svevo]] e [[Italo Calvino|Calvino]], [[Carlo Emilio Gadda|Gadda]] e [[Jorge Luis Borges|Borges]], [[Samuel Beckett|Beckett]], [[Raymond Queneau|Queneau]], [[Kurt Vonnegut|Vonnegut]]. I russi dell'ottocento. [[Laurence Sterne|Sterne]]. [[Alessandro Manzoni|Manzoni]]. [[Gustave Flaubert|Flaubert]]. [[Stendhal]]. [[Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos|Laclos]]. [[Nabokov]]. [[Luigi Meneghello|Meneghello]]. E poi gli americani contemporanei, [[Philip Roth]], [[Don DeLillo]].<ref name=RaiLibro/> *Mi piace l'umorismo scorretto e spiazzante di [[Leo Ortolani]]. Spesso mi ritrovo a pensare: questa avrei voluto scriverla io! A volte anche: questa avrei voluto avere il coraggio di scriverla io!<ref>Da ''[http://www.fumettologica.it/2014/01/rat-man-n-100-l-omaggio-degli-autori/4/ Rat-Man n.100: l'omaggio degli autori]'', ''[[Fumettologica]]'', 16 gennaio 2014.</ref> *Per i [[Banda Bassotti|Bassotti]], il bianco diventa nero, e il nero bianco. Insomma, loro si sentono nel giusto, anche se il resto del mondo la pensa diversamente.<ref>Citato in Manin Giuseppina, ''[http://www.tempo-reale.net/2013/05/intervista-a-silvia-ziche/ Intervista a Silvia Ziche]'', ''tempo-reale.net'', 6 maggio 2013.</ref> *{{NDR|I personaggi Disney}} Sono vivi dentro di me. Li vedo muoversi, agire. Quando penso le storie, mi sembra che siano loro a dirmi cosa vogliono fare.<ref>Dall'intervista di Massimiliano Maccaus, ''[http://www.facciunsalto.it/la-signora-dei-paperi-intervista-silvia-ziche/ La Signora dei Paperi]'', ''facciunsalto.it'', 20 ottobre 2013.</ref> *Io devo tutto a [[Giorgio Cavazzano|Giorgio]] [Cavazzano], perché quando avevo 15 anni mi ha dato un consiglio che mi ha cambiato la vita: scrivi le tue storie. Mi diceva sempre: “Se non scrivi le storie per conto tuo avrai sempre bisogno di uno sceneggiatore”. Io ero sì una lettrice di fumetto ma soprattutto un’appassionata del disegno, eppure in quel momento capii che i fumetti erano disegno e scrittura, insieme. Farmi capire che sarei dovuta diventare autrice unica è stato il regalo più grande che potesse farmi. <ref>Dall'intervista di Andrea Fiamma, ''[https://fumettologica.it/2026/06/silvia-ziche-papernovela-fumetto-disney/ L’esperimento che è diventato un classico del fumetto Disney]'', ''[[Fumettologica|fumettologica.it]]'', 11 giugno 2026.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|commons=Category:Silvia Ziche}} [[Categoria:Fumettisti italiani|Ziche, Silvia]] f4xfvv0xrohp4tx1fgy671jia5qttgq Aldo Spinelli 0 63227 1417568 1406908 2026-06-19T22:14:05Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Aldo Spinelli */ +1, elimino una non significativa 1417568 wikitext text/x-wiki [[File:Aldo Spinelli a Sanremo 2026 (headshot).jpg|miniatura|Aldo Spinelli nel 2026]] '''Aldo Spinelli''' (1940 – vivente), imprenditore e dirigente sportivo italiano. ==Citazioni di Aldo Spinelli== *{{NDR|Su [[Tomáš Skuhravý]]}} Piuttosto che cederlo, vendo tutti gli altri.<ref>Citato in Renzo Parodi, ''L'incredibile Hulk'', ''Guerin Sportivo'' nº 39 (913), 23-29 settembre 1992, pp. 30-32.</ref> *[[Igor Protti|Protti]] era il nostro grande centravanti, uno di quelli che hanno scritto pagine indelebili della storia del Livorno. Parliamo di un numero 9 di livello assoluto, ma soprattutto del primo tifoso della squadra. Lui e Lucarelli ci hanno portato fino all'Europa: basta questo per capire cosa abbiano rappresentato per questa città [...]. Protti era l'amico della Curva, era il volto e il cuore di Livorno. Aveva un rapporto speciale con la gente, un legame che andava oltre il calcio. Per i tifosi era un punto di riferimento assoluto. E poi c'era una cosa che rende bene l'idea di chi fosse: ciò che diceva Protti a Livorno era Vangelo. Era rispettato da tutti, amato da tutti. E questo, forse, vale ancora più dei suoi gol.<ref>Dall'intervista di Giacomo Iacobellis, ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/cio-diceva-protti-livorno-vangelo-toccante-ricordo-dell-ex-presidente-spinelli-2245653 "Ciò che diceva Protti a Livorno era Vangelo". Il toccante ricordo dell'ex presidente Spinelli]'', ''tuttomercatoweb.com'', 19 giugno 2026.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Spinelli, Aldo}} [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] [[Categoria:Imprenditori italiani]] pzbzxtn0dm6np075zhf1ajwws8r3xv6 Nereo Rocco 0 66318 1417576 1380929 2026-06-19T22:27:39Z SirPsych0 33615 /* Citazioni su Nereo Rocco */ +1 1417576 wikitext text/x-wiki [[File:Nereo Rocco - Milan 1970-71.jpg|thumb|upright=1.4|Nereo Rocco in panchina]] '''Nereo Rocco''' (1912 – 1979), calciatore ed allenatore di calcio italiano. ==Citazioni di Nereo Rocco== *{{NDR|A un ammiratore che alla Gare de Lyon lo accolse a braccia aperte dicendogli: "Monsieur Roccò, mon ami", replicò}} mona a mi?, mona a ti e anca testa de gran casso.<ref>Aneddoto riferito da [[José Altafini]], citato in [[Gigi Garanzini]], ''Nereo Rocco: {{small|la leggenda del paròn continua}}'', Mondadori, Milano, 2012, [https://books.google.it/books?id=FaLT8A1gbiYC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT28&dq=&pg=PT28#v=onepage&q&f=false p. 28]. ISBN 9788852025525.</ref> *{{NDR|Nel 1956 alla vigilia di un Padova-Juventus, sentendosi augurare «Vinca il migliore», rispose}} Ciò, sperémo de no.<ref>Citato in [[Gigi Garanzini]], ''Nereo Rocco: {{small|la leggenda del paròn continua}}'', Mondadori, Milano, 2012, [https://books.google.it/books?id=FaLT8A1gbiYC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT28&dq=&pg=PT6#v=onepage&q&f=false p. 6]. ISBN 9788852025525</ref> *{{NDR|[[Ultime parole]] al figlio Tito}} Damme el tempo.<ref name=romanzo>Citato in [[Gianni Mura]], ''[http://www.repubblica.it/2009/02/sport/calcio/rocco-mura/rocco-mura/rocco-mura.html In panchina con Rocco il calcio era un romanzo]'', ''repubblica.it'', 19 febbraio 2009.</ref> *{{NDR|Frase tipica ai suoi giocatori}} Mi te digo cossa far, ma dopo in campo te ghe va ti.<ref name=romanzo/> *{{NDR|Su [[Luciano Chiarugi]]}} Quando Chiarugi arrivò da noi era già famoso come calciatore e come personaggio. Aveva, però, quella sicurezza nei suoi mezzi che a lungo andare può benissimo venir scambiata con la presunzione. Il suo gioco era spesso vincente, impensabile tuttavia un suo dialogo con i compagni. Così cercai d’inserirlo in un contesto meno individualista e più collettivo, limando i tunnel e la sua ricerca del numero per far divertire la platea. Ho solo tentato, però, perché un Chiarugi o lo si ripudia, oppure lo si accetta in blocco. Con lui non esistono mezze misure.<ref>Citato in ''[https://storiedicalcio.altervista.org/blog/luciano-chiarugi.html Chiarugi Luciano: Cavallo Pazzo]'', ''storiedicalcio.altervista.org''.</ref> *{{NDR|Frase tipica rivolta ai giocatori più anziani}} Te jèri campion, no ti pol finir bidòn.<ref name=romanzo/> *{{NDR|Frase tipica nell'intervallo quando qualcosa non andava}} Testa de gran casso ti e anca quel che t'ha messo in squadra.<ref name=romanzo/> ===Attribuite=== *A tuto quel che se movi su l'erba, daghe. Se xe 'l balon, no importa. :Colpire tutto ciò che si muove a pelo d'erba. Se è il pallone, meglio.<ref>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, p. 2112. ISBN 88-8089-862-0</ref> ::{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Nel libro ''Nereo Rocco: la leggenda del paròn'' (p. 58) si legge che tra le tante frasi storiche attribuite al paròn una, indimenticabile, va cancellata e il riferimento è proprio a questa citazione. Nello stesso libro [[Gianni Rivera|Rivera]] inoltre aggiunge: «Una frase come questa Rocco non l'avrebbe detta nemmeno da ubriaco [..] Io l'ho sentito un'infinità di volte raccomandare una marcatura stretta, asfissiante. Non gli ho mai sentito dire di far male a qualcuno. Sono certo che non gli è mai venuto in mente.» Aurelio Scagnellato (capitano del Padova) parla di frase attribuita che è diventata poi una leggenda metropolitana. *Palla lunga e pedalare.<ref>Citato in [[Marco Pastonesi]] e [[Giorgio Terruzzi]], ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992, p. 27. ISBN 88-8598-826-2</ref> ==''Nereo Rocco: la leggenda del paròn''== *{{NDR|Su [[Pelè]]}} Mi no credevo che un omo podessi far questo. (p. 30) *{{NDR|Su [[Dino Sani]]}} Gavemo comprà un impiegà del catasto. [[Giuseppe Viani|Gipo]] nostro ga fato rimpatriar el nonno. (p. 89) *{{NDR|Rivolto a [[Alberto Bigon|Bigon]]}} Ti te ga studià, vero? E alora mona de un dotòr, tradusi, che questi no conossi le lingue. (p. 139) *Io posso prendere un [[difensore|terzino]] e metterlo all'[[centrocampista|ala]] senza che nessuno dica niente. Ma se prendo un'ala e gli chiedo una volta, per un'emergenza, di fare il terzino ne devo render conto al sindacato? Ma andè in mona tuti quanti, Spegiorin, Campana e ti che me sta a 'scoltar a 'sta ora de note. (p. 150) *Me piase [[Sergio Santarini|Santarini]], el portièr e [[Giancarlo De Sisti|De Sisti]]. [[Roberto Pruzzo|Pruzzo]] xe pesante de fianchi, tuti i altri i fa barufa a centrocampo. Tatticamente, me racomando, scrive bén, xe la storia de tuti i alenadori. Dal lùnedi al vénerdi i xe olandesi. Al sabato i ghe pensa. La domenica, giuro su la mia beltà, tuti indrìo e si salvi chi può. (p. 182) *{{NDR|Sulla sua partecipazione alla Domenica Sportiva}} Go fato 'l paiazzo per tanti ani in spogliatoio perché me divertivo. Nol poso farlo in televisiòn perché se diverta el signor [[Tito Stagno]]. (pp. 183-184) ==Citazioni su Nereo Rocco== *{{NDR|«Quando pensa all'immagine dell'allenatore, a chi pensa?»}} A una foto di Rocco a Milanello, appoggiato a un bastone, con la camicia aperta sulla pancia e i calzoncini. Me lo immagino all'osteria con [[Gianni Brera|Brera]]. Questa è l'immagine dell'allenatore che amo. ([[Serse Cosmi]]) *Amichevole a Lione, vinciamo 4-0 e a pochi minuti dalla fine lui urla: "Indrìo, indrìo". Un po' difensivista... ([[José Altafini]]) * Capiva di calcio, ed era una persona molto diretta. Qualche volta gli piaceva bere, e ci giocava su. Ci faceva fare i giri di campo e ogni volta ne aggiungeva uno. E noi: mister, ce l'ha già aggiunto, doveva essere l'ultimo, si è scordato? E lui: "Me go desmentegà, colpa del vino bianco..." ([[Fabio Capello]]) *Era unico, sapeva alleggerire il carico di [[responsabilità]] avvertito dai giocatori con le sue battute folgoranti. Sapeva cogliere i momenti per agire anzitutto in chiave [[Psicologia|psicologica]]. ([[Gianni Rivera]]) *Il magnifico allenatore pata-vino. ([[Gino e Michele]]) *Il secondo maestro è stato Rocco. Un uomo diverso da com'è stato raccontato. Timido, rispettoso. Sembrava burbero ma non lo era, ogni tanto gli scappava una battuta in dialetto ma era un uomo colto, che non diceva mai nulla di banale. Parlava volentieri con noi, ma non aveva mai il coraggio di avvertirci: oggi stai fuori. ([[Giovanni Trapattoni]]) *In quel periodo ci convoca sempre la mattina per andare a pranzo nella sua trattoria preferita. Un giorno nell'allenamento del pomeriggio dice: "Ora saltè de testa per il lato lungo del campo, camminè nel corto e tornate qui". Lo facciamo. "Ora saltè de testa per il lato lungo del campo, camminè nel corto e tornate qui". Lo rifacciamo. "Ora saltè de testa per il lato lungo del campo, camminè nel corto e tornate qui". [[Cesare Maldini|Maldini]] lo guarda e, tartagliando: "Pa-pa-paron, ga po-poca fantasia oggi...". E lui: "Maledetto vino bianco". ([[José Altafini]]) *La sua bazza circonfusa da antico pelo, gli occhi cespugliosi ed un po' malandrini nonché cilestrini mi intrigano ancora. [...] Nereo era un tecnico naturale, istintivo, il suo calcio era lo stesso di Saba, masticato e bevuto in compagnia degli amici. I giocatori diventavano amici suoi nel momento stesso in cui decidevano la sua conferma e le sue vittorie. Fu il compagnone più entusiasmante, un uomo terribilmente solo senza il calcio, superfluo senza lo spogliatoio, povero senza le ciacole dette ai calciatori, spalancandosi l'eterno verde mistero della pedata davanti al suo cespuglioso malandrino cilestrino sguardo. ([[Vladimiro Caminiti]]) *Rocco era un autodidatta, poco democratico, ma aveva quel qualcosa che gli faceva sempre capire gli altri, in particolare i propri giocatori, tenerli carichi psicologicamente. ([[Sandro Salvadore]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gigi Garanzini, ''[http://books.google.com/books?id=KWY-AgAACAAJ Nereo Rocco: la leggenda del paròn]'', Baldini & Castoldi, 1999. ISBN 88-8089-434-X ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rocco, Nereo}} [[Categoria:Allenatori di calcio italiani]] [[Categoria:Calciatori italiani]] dvygt6isxzxu7soujpz5g5uwj2lqsfb Gigi Riva 0 66640 1417573 1383909 2026-06-19T22:24:28Z SirPsych0 33615 /* Citazioni su Gigi Riva */ +1 1417573 wikitext text/x-wiki [[File:Gigi Riva, Gente 1973.JPG|thumb|Gigi Riva (1973)]] '''Luigi Riva''', detto '''Gigi''' (1944 – 2024), calciatore e dirigente sportivo italiano. ==Citazioni di Gigi Riva== {{cronologico}} *Ho vissuto con [[Giacinto Facchetti|Facchetti]] cento e più partite in azzurro, io attaccante lui capitano. Giorni belli e meno belli ma comunque con una costante: Giacinto era una persona straordinaria, pulita, onesta. Per noi tutti era un esempio, un punto di riferimento costante, era il nostro angelo.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/sport/11_luglio_05/scudetto-difesa-facchetti_aa156c14-a722-11e0-bbaa-d83a3b6f7958.shtml Un coro: giù le mani da Facchetti. Riva: "Giacinto era un angelo"]'', ''corriere.it'', 5 luglio 2011.</ref> *Francesco {{NDR|[[Francesco Totti|Totti]]}} mi è piaciuto subito. Non solo come calciatore ma anche come persona. È un fenomeno, giocatore raro. Sembra quasi che quando è nato, il Padreterno gli abbia detto: vai giù e gioca a pallone e basta. E lui ha fatto quello che gli è stato ordinato.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/27-03-2013/totti-20-anni-a-omaggio-buffon-riva-un-fenomeno-mandato-cielo-92697365263.shtml Totti, 20 anni di A. L'omaggio di Buffon e Riva: "Un fenomeno mandato dal cielo"]'', ''gazzetta.it'', 27 marzo 2013.</ref> *Quando vedevo la gente che partiva alla 8 da Sassari e alle 11 lo stadio era già pieno, capivo che per i sardi il calcio era tutto. Ci chiamavano pecorai e banditi in tutta Italia e io mi arrabbiavo. I banditi facevano i banditi per fame, perché allora c'era tanta fame, come oggi purtroppo. Il [[Cagliari Calcio|Cagliari]] era tutto per tutti e io capii che non potevo togliere le uniche gioie ai pastori. Sarebbe stata una vigliaccata andare via, malgrado tutti i soldi della Juve. Dopo ogni partita spuntava Allodi che mi diceva "Dai, telefoniamo a Boniperti". Ma io non ho mai avuto il minimo dubbio e non mi sono mai pentito.<ref>Dall'intervista di Alberto Cerruti, ''[http://web.archive.org/web/20130404131245/http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Cagliari/03-04-2013/riva-50-anni-sardegna-scoprii-isola-che-mi-ama-92810622006.shtml Riva, 50 anni di Sardegna: "E dire che non ci volevo venire"]'', ''gazzetta.it'', 4 aprile 2013.</ref> *[...] una delle poche volte che mi sono arrabbiato seriamente in campo è stato proprio per difendere [[Claudio Olinto de Carvalho|Nené]]. Nei suoi confronti era cominciata una caccia all'uomo, non ci vidi più dalla rabbia. Volevano fargli male, ma guai a chi ce lo toccava. [...] una persona simpaticissima, buona, leale, pulita. Durante la sua militanza nel Cagliari fu fondamentale anche fuori dal campo. Teneva alto il morale di tutti con la sua solarità. Spesso si inventava ritmi di samba durante i momenti di pausa degli allenamenti o quando eravamo in ritiro. Poi era un grande amico, di quelli veri.<ref>Citato in Francesco Caruso, ''[https://web.archive.org/web/20160906075215/http://gianlucadimarzio.com/news-cat/cagliari-piange-la-scomparsa-di-nene-eroe-dello-scudetto-riva-un-grande-amico-di-quelli-veri/ Cagliari piange la scomparsa di Nené, eroe dello scudetto. Riva: "Un grande amico, di quelli veri"]'', ''gianlucadimarzio.com'', 3 settembre 2016.</ref> *{{NDR|Su Claudio Olinto de Carvalho}} Senza di lui, difficilmente il Cagliari avrebbe ottenuto quei risultati. [...] Aveva grinta e sapeva fare tutto: attaccare, persino marcare l'uomo più pericoloso.<ref>Citato in Vanni Zagnoli, ''[https://www.assocalciatori.it/news/il-pallone-racconta-nen%C3%A9 Il pallone racconta: Nené]'', ''assocalciatori.it'', 7 settembre 2016.</ref> *{{NDR|Su [[Fabrizio De Andrè]]}} Aveva appena scritto ''Preghiera in gennaio'', in una notte. Volevo sapere come gli veniva l'ispirazione, mi raccontò che di giorno dormiva e di notte usciva e ascoltava i rumori della campagna.<ref>Citato in Elvira Serra, ''La sera ascolto De Andrè ricordando il nostro whisky. Avrei voluto il Pallone d'Oro'', ''Corriere della Sera'', 12 febbraio 2017, p. 25.</ref> *{{NDR|Su [[Nicolò Barella]]}} Io ne sono orgoglioso perché rappresenta Cagliari e la Sardegna, come la rappresentavo io.<ref>Citato in [[Luigi Garlando]], ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/19-01-2021/inter-barella-riva-mancini-giulini-complimenti-commenti-3902612810479.shtml Da Riva a Mancini, tutti incoronano Barella: "Il più bravo, sarà l'euro-star"]'', ''gazzetta.it'', 19 gennaio 2021.</ref> *{{NDR|Sull'arbitraggio di [[Concetto Lo Bello]] in Juventus – Cagliari 2-2 del 15 marzo 1970}} Cominciò con un rigore per la Juventus, del tutto inesistente. Protestammo a lungo, lui fu irremovibile, andò sul dischetto Haller e Albertosi parò. Mentre correvamo ad abbracciarlo, l'arbitro tornò a indicare il dischetto: il rigore era da ripetere. E lì perdemmo tutti quanti la testa, a cominciare da me. Mentre Albertosi piangeva di rabbia aggrappato al palo, io andai da Lo Bello e incominciai a riempirlo di parole, parolacce, insulti. Gli urlai che noi avevamo fatto sacrifici per un anno intero, e non era giusto che un coglione come lui li buttasse all'aria. Gli dissi anche di peggio, lui fingeva di non sentire e continuava a dirmi di pensare a giocare. Anastasi segnò il secondo rigore [...]. Rientrando a metà campo tornammo a dirgliene di tutti i colori [...]. Pensa a giocare, mi disse ancora un istante prima di far riprendere la partita. E a Cera, che era il nostro capitano, con quell'aria furba che sapeva fare: e voi pensate a buttar la palla in area su Riva. Il rigore per noi arrivò a qualche minuto dalla fine, per un contatto in area non meno discutibile di quello precedente. Stavolta furono loro a protestare a non finire, io ero così stravolto che non calciai benissimo e Anzolin in tuffo riuscì a toccare la palla, per fortuna senza prenderla. Tornando a metà campo dopo abbracci interminabili perché quel gol valeva praticamente il titolo, Lo Bello mi fissò a lungo e la sua espressione diceva: «Allora, hai visto?». Gli risposi ancora un po' secco: «E se lo sbagliavo?». La parola fine la pretese lui: «Te lo facevo ripetere».<ref>Da ''Mi chiamavano Rombo di Tuono'', con Gigi Garanzini, Rizzoli, Milano, 2022; citato in ''[https://www.lastampa.it/sport/calcio/2022/10/20/news/gigi_riva_le_mie_verita_mi_chiamavano_rombo_di_tuono-12178835/ Gigi Riva, le mie verità: "Mi chiamavano Rombo di Tuono"]'', ''lastampa.it'', 22 ottobre 2022.</ref> {{Int|''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2002/maggio/01/Riva_avventura_mai_nata_Fabbri_co_0_0205012182.shtml Riva, un'avventura mai nata «Fabbri si scusò in lacrime»]''|Intervista di [[Marino Bartoletti]], ''Corriere della Sera'', 1º maggio 2002.}} *Al contrario di Mazzola e di Rivera, che da lui vennero coccolati moltissimo, non ho mai ritenuto [[Edmondo Fabbri|Fabbri]] un grande Commissario Tecnico: tutt'al più un buon preparatore. Ma con me si comportò da galantuomo: il giorno dopo {{NDR|l'uscita dal mondiale 1966}}, benché distrutto, mi prese in disparte e mi chiese scusa. "Se avessi avuto il coraggio di farti giocare, ora non saremmo qui". E le stesse scuse me le ripeté qualche anno dopo quando, per uno strano caso della vita, diventò il mio allenatore al Cagliari. *{{NDR|Sulla nazionale del mondiale 1966}} In una delle ali dormivano i "potenti", quelli che facevano il bello e il cattivo tempo (Mazzola, Rivera, Bulgarelli, Albertosi, Pascutti...), quelli che Fabbri "subiva". Dall'altra parte c'erano, oltre a me e a Bertini, coloro che contavano poco o nulla. L'unica maniera che avevamo di sfogarci era quella di umiliare i nostri "rivali" in allenamento: le partitelle le vincevamo sempre noi della "seconda" Nazionale. E io segnavo, segnavo, segnavo: ero tanto in forma, quanto imbestialito. *{{NDR|Riferito al mondiale 1966}} Ma quella nazionale, mi creda, non sarebbe andata comunque lontano: se avessimo passato il turno ci saremmo scontrati col Portogallo di Eusebio e credo proprio che il nostro Mondiale, viste le premesse, sarebbe finito lì. Troppe divisioni, troppe incomprensioni, troppe inimicizie. {{Int|''[https://www.unionesarda.it/news-sardegna/quando-riva-diceva-ecco-perche-non-voglio-diventare-onorevole-ijozwipt Quando Riva diceva: «Ecco perché non voglio diventare onorevole»]''|Dall'intervista di Giorgio Pisano, ''L'Unione Sarda'', 10 maggio 2004; ripubblicato in ''unionesarda.it'', 24 gennaio 2024.}} [[File:Gigi Riva - Cagliari.jpg|thumb|Riva con la maglia del Cagliari: «Oltre che un'affermazione sportiva importante, la nostra è stata una vittoria sociale. Allora della Sardegna si parlava solo come terra di banditi. [...] Abbiamo ricevuto tante lettere anche dall'estero: operai, minatori, commercianti sardi sparsi per l'Europa ci scrivevano per dirci che si sentivano riscattati. Sono felice di aver contribuito a quella stagione».]] *[...] la Sardegna deve smetterla di nascondersi dietro il mito della [[Costa Smeralda]]. Tanto più che la Costa Smeralda non è neanche roba nostra. È solo nata nel nostro mare. {{NDR|«Ce l'ha col turismo formula extralusso?»}} No. Anzi penso che l'arcipelago della Maddalena sia il posto più bello del mondo. [...] noi ci mascheriamo dietro il miracolo del mare e facciamo finta che la [[Sardegna]] sia quella fotografata sui depliants azzurri che spediamo in tutto il pianeta ricco. *{{NDR|«Per molti sardi le sue parole sono sentenze di Cassazione»}} Lo so, ne sono felice e non voglio deluderli. Simpatizzo per chi sbaglia, per chi vive in un certo modo. *Dovessi fondare un partito mi muoverei tra Oristano, Macomer, Nuoro, Mamoiada, Lanusei... mi spiego? Possibile che nessuno si renda conto? {{NDR|«Di cosa?»}} Che quella è una Sardegna viva, vera, autentica. Una Sardegna che ha solo la sfortuna di stare a cento chilometri dai luoghi dove si fanno le feste con lo champagne. *{{NDR|«Il popolo degli stadi è massa di manovra?»}} Oggi nel calcio si sono infilati molti interessi: sponsor, business, televisioni. Dietro, ci trovi il politico. Che protegge una squadra perché, attraverso i tifosi, può attirare voti. *{{NDR|«Servono dieci Aga Khan per cambiare la nostra sorte?»}} Più che dieci Aga Khan sarebbe meglio avere cinquanta fabbriche in più. Occupazione, lavoro. L'Aga Khan ha fatto molto per una certa immagine della Sardegna ma occorre anche sottolineare un altro aspetto: ha creato un mondo che non è a dimensione di sardo. Quello che ci serve, oggi, è fermare la fuga dei figli con la valigia, la nuova emigrazione. L'Aga Khan, con tutto il rispetto, non è il nostro futuro. *Sono arrivato qui che avevo diciassette anni, nel '63. Dicevano: poverino, è finito in Sardegna. Ovvio che col tempo ho acquisito il modo di pensare e di essere dei sardi. A cominciare dalla diffidenza, che tuttavia fa parte della nostra storia. I sardi sono stati sempre maltrattati e quando dicono che dal mare non arriva buona gente, mica sbagliano. {{NDR|«Invidia»}} Invidia e gelosia. È vero, fanno parte di noi ma sono sentimenti che trovi con frequenza nelle città e nei grandi centri piuttosto che nei paesini. *[...] vorrei dire di un traguardo che la politica non ha mai raggiunto. Sono orgoglioso di quello che ho fatto, che abbiamo fatto, negli anni d'oro del [[Cagliari Calcio|Cagliari]], tra il '68 e il '72. Oltre che un'affermazione sportiva importante, la nostra è stata una vittoria sociale. Allora della Sardegna si parlava solo come terra di banditi. [...] battendo a San Siro l'Inter o il Milan sapevamo di rendere meno depressi e un po' più orgogliosi migliaia di emigrati. Abbiamo ricevuto tante lettere anche dall'estero: operai, minatori, commercianti sardi sparsi per l'Europa ci scrivevano per dirci che si sentivano riscattati. Sono felice di aver contribuito a quella stagione. [...] negli anni della storia autonomistica, la politica sarda non ha mai fatto nulla di simile, non ci ha mai fatto sentire riscattati, orgogliosi. {{Int|''[https://www.repubblica.it/dossier/sport/italia-germania-4-3/2020/06/16/news/gigi_riva_i_miei_gol_per_dovere_-259150634/ Gigi Riva: "I miei gol per dovere"]''|Dall'intervista di [[Gianni Mura]] per il 60º compleanno, ''la Repubblica'', 2004; ripubblicato in ''repubblica.it'', 15 giugno 2020.}} *{{NDR|«Se avrà incubi, da adulto, riguarderanno i giorni in collegio e più tardi quelli in divisa militare, sempre obbligato a obbedire»}} E il peso, l'umiliazione di essere poveri, le camerate fredde, il mangiare da schifo, il cantare ai funerali anche tre volte al giorno, il dover dire sempre grazie signora grazie signore a chi portava il pane, i vestiti usati, e pregare per i benefattori, e dover stare sempre zitti, obbedienti, ordinati, come dei bambini vecchi. *{{NDR|«Gli ho chiesto se avrebbe rifatto tutto, compresi i tanti no alle squadre del Nord»}} Per orgoglio, quando giocavo, ho sempre difeso la mia scelta, ma qualche dubbio l'avevo. Adesso sono convinto di aver fatto bene. La Sardegna mi ha dato affetto e continua a darmene. La gente mi è vicino come se ancora andassi in campo a fare gol. E questa per me è una bella cosa, non ha prezzo. *La Sardegna allora non era la Costa Smeralda, l'Aga Khan, era il posto dove mandavano i carabinieri per punizione. Dall'aereo, sembrava di andare in Africa. Un aereo che non andava oltre i quattromila metri, viaggi da incubo. Sono arrivato a Cagliari massacrato dalla vita, incazzato, chiuso e anche cattivo, se mi toccavano reagivo. Ero senza famiglia e ne ho trovate tante: quella del pescatore che m'invitava a cena, quella dell'edicolante, del macellaio, del pastore. Quando giocavamo a Milano, a Torino, c'erano cinque-seimila sardi che arrivavano dalla Germania, dalla Svizzera, dalla Francia. Mi dispiace di non aver tenuto tutte le loro lettere, ne basterebbe una o due per far capire perché abbiamo amato [[Cagliari Calcio|Cagliari]], la Sardegna. Tutti, non solo io. E nessuno di noi giocatori era sardo. Ma eravamo un gruppo forte, solido, senza che nessuno ci avesse mai chiesto di fare gruppo. Rappresentavamo tutta l'isola, lo sapevamo e ci piaceva. *{{NDR|«Uno scudetto: poco o tanto?»}} Poco, altrove ne avremmo vinti tre, ma davamo fastidio al Nord. [...] Angelo Moratti so che mi voleva, ma Herrera preferiva Pascutti, più maturo e affidabile secondo lui. Non andò in porto. Ogni anno, sapendomi interista, Moratti mi mandava una sterlina d'oro per Natale. Una volta chiaro che non mi avrebbero preso, credo abbia dato dei soldi al Cagliari per garantirsi che non andassi altrove. [[File:Cagliari - Gigi Riva e Manlio Scopigno.jpg|thumb|Riva (a sinistra) con Maglio Scopigno: «era intelligentissimo, ci faceva ragionare oltre il calcio e ci trattava da uomini».]] *[[Manlio Scopigno|Scopigno]] era intelligentissimo, ci faceva ragionare oltre il calcio e ci trattava da uomini. Pensa cos'era a quei tempi abolire il ritiro prepartita. [...] ci dava fiducia ma non dovevamo deluderlo. Se in albergo facevamo chiasso a tavola, picchiava il coltello su un bicchiere e diceva: ragazzi, non siamo a casa nostra. E non volava più una mosca. Una notte in albergo si giocava a poker in camera mia, con Albertosi, Poli e Gori, fumo da tagliare con l'accetta, avevamo fatto salire panini e bottiglie. Bussano alla porta, sarà l'una, Gori intuisce chi è e si nasconde nell'armadio. Scopigno entra e dice: "Almeno invitare gli amici, quando si fa festa". Si siede sul mio letto e fa: disturbo se fumo? Noi zitti. E lui: però è l'ultima, anche per voi. Il giorno dopo abbiamo vinto 3-0. *Non sopporto le moviole, le frasi tipo "ecco, la maglia è leggermente tirata, c'è trattenuta, è rigore", oppure "anche se minimo un contatto con la caviglia sinistra c'è stato". Sarà che ho vissuto un calcio in cui certi liberi tiravano una riga vicino alla loro area e dicevano "se la passi ti spacco", tempi in cui per ottenere un rigore a Milano o a Torino non bastava un certificato medico di 15 giorni. {{Int|''[https://web.archive.org/web/20111021050055/http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quijuve/articolo/lstp/425648/ Riva: "Le bandiere costano: la Juve ha già dato tanto a Del Piero"]''|Intervista di Guglielmo Buccheri, ''lastampa.it'', 20 ottobre 2011.}} *[...] Oggi in molti pensano, e giustamente, a quanto [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] ha dato alla Juve. Io penso anche a quanto la Juve ha dato a Del Piero. *Stiamo parlando di un campione che ha avuto la fortuna di incontrare una società che lo ha voluto legare al proprio destino per quasi vent'anni. Ecco, il punto è questo: Del Piero è stato fortunato a potersi allenare, vivere e giocare nel club meglio organizzato d'Italia per tutti questi lunghissimi anni. *Se il giocatore simbolo è anche quello che guadagna il doppio dei compagni di squadra, forse qualche situazione che rafforzi il legame fra calciatore e squadra del cuore potrebbe ancora verificarsi. Ma visto che, come dicevo, ormai prevalgono altri interessi, resto molto scettico. *{{NDR|Sull'esperienza di Del Piero in Nazionale}} C'è un prima e un dopo. Il prima è il ricordo di un professionista gentile, umile, disponibilissimo che giocava con e per la squadra. Poi, una volta che non è stato più convocato in Nazionale, ho conosciuto un altro Del Piero. Stiamo parlando comunque di un ragazzo che non lascia mai niente al caso, alle sue spalle c'è un intero staff che ne segue ogni passo. {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/24_gennaio_22/gigi-riva-intervista-corriere-a2e2e6fa-b958-11ee-8aa6-3680458504a6.shtml L'ultima intervista a Gigi Riva: «Dissi no al miliardo della Juve. La depressione va e viene. Le ammiratrici? Da giovane ho fatto cose che non erano normali»]''|Dall'intervista di Elvira Serra, ''Corriere della Sera'', 28 giugno 2023; ripubblicato in ''corriere.it'', 22 gennaio 2024.}} *{{NDR|«È nato a Leggiuno, in Lombardia, però si considera sardo»}} Io sono [[Sardegna|sardo]] perché sono di poche parole, spesso e volentieri ho il muso, mi preoccupo per i problemi di questa terra bellissima e reagisco a modo mio. *{{NDR|«Tutti la volevano e lei, testardo, non ha ceduto nemmeno al miliardo offerto dalla Juve»}} [ride, ''ndr'']. Quando Arrica, il mio presidente, scoprì che non andavo, non fu contento per niente. Ma non sono testone: io ero una persona chiusa, avevo avuto un'infanzia tragica, i miei genitori erano mancati presto. Poi sono venuto a Cagliari e abbiamo costruito una gran bella cosa: lo scudetto era il sogno di ogni squadra. *{{NDR|«[...] i suoi genitori li sogna?»}} Sì, anche se so già che è impossibile ritrovarli in casa il giorno dopo e mi devo rassegnare. Mi spiace solo di non aver dato loro niente delle soddisfazioni che mi sono tolto io, non ho potuto farli partecipare, non hanno vissuto quel periodo, anni meravigliosi. È un vero dispiacere. *{{NDR|«In collegio la costrinsero a usare la mano destra al posto della sinistra. Ma nessuno riuscì a toglierle il tiro mancino»}} Io adoperavo il piede destro solo per camminare. *{{NDR|«Se rinascesse rifarebbe il calciatore?»}} Sì, sperando che il Padreterno mi dia le stesse doti che avevo: saper giocare al calcio, divertirmi in campo, sognare di fare gol prima di una partita e poi segnare per davvero. {{NDR|«Sempre in Sardegna?»}} Quello che ha reso per me tutto speciale è che ero sardo tra i sardi: ovunque andassi, da Alghero o Sassari a Cagliari, ero uno di loro. ===Citazioni non datate=== {{Int|''[https://www.ilpost.it/2024/01/23/gigi-riva-sardegna-cagliari/ Gigi Riva e la Sardegna]''|Citato in ''ilpost.it'', 23 gennaio 2024.|h=4}} [[File:Amsicora stadium entrance.jpg|thumb|Murale di Riva allo stadio Amsicora: «Invece dell'erba c'era 'sta sabbia chiara chiara, e dove avrei scoperto col tempo che cadere non era drammatico ma nemmeno così simpatico».]] *{{NDR|Sullo [[stadio Amsicora]]}} Invece dell'erba c'era 'sta sabbia chiara chiara, e dove avrei scoperto col tempo che cadere non era drammatico ma nemmeno così simpatico. *La Sardegna era considerata un'isola penale, una terra di banditi, un posto dove si veniva mandati in castigo. I sardi hanno subìto nel corso dei secoli ingiustizie e abbandono. Il [[Serie A 1969-1970|nostro scudetto]] fu un riscatto enorme. Quando andavamo a giocare a Milano e Torino vedevo l'orgoglio dei nostri tifosi, protagonisti dopo aver subito tante umiliazioni nella vita. *Ricordo una manifestazione per farmi restare {{NDR|al [[Cagliari Calcio|Cagliari]]}}. E ricordo un'anziana signora, lì, in mezzo ai tifosi. Non sapeva di calcio, ma sapeva che non avrei mai tradito. E fu anche quello a convincermi. ==Citazioni su Gigi Riva== *Come calciatore, beh, l'avete visto. Attaccante irripetibile, un fuoriclasse. Oggi segnerebbe cinquanta gol a stagione. Forza, tecnica, leadership. Ho sempre sostenuto che era un dio, il nostro dio. Vincere uno scudetto a Cagliari significa vincerne cinque a Milano o a Torino. Se non gli avessero spezzato due volte la gamba, avremmo vinto molto di più. {{NDR|«E dietro le quinte?»}} Un ragazzo semplice, alla mano, non un divo. E sì che poteva permetterselo... ([[Comunardo Niccolai]]) *Fu senza dubbio il più grande calciatore lombardo. Ma visse sempre un po' troppo «isolato». ([[Gino e Michele]]) *Gigi è un grande. Un simbolo di etica, coerenza, lealtà. ([[Comunardo Niccolai]]) * Poche parole, pochi amici, uno era Albertosi. Non dormiva mai, gli allenamenti si facevano nel pomeriggio perché si svegliava alle 11 e dovevamo aspettarlo, era troppo importante. ([[Fabio Capello]]) *{{NDR|Nel 1974}} Privata di Riva, la nazionale italiana è caduta nelle bassure del 1966, che si sintetizzano con un solo nome, di paese asiatico: Corea. In verità, Riva ha determinato l'ascesa del tutto eccezionale e anche parecchio artificiale del calcio italiano. Pochi hanno avuto l'onestà di rilevarlo e di ammetterlo. [...] Molti prima di lui dovrebbero avere l'onestà di andarsene «foeura di ball». ([[Gianni Brera]]) *Puoi fare tutto nella tua carriera ma non farai mai quello che ha fatto Gigi Riva per Cagliari. ([[Nicolò Barella]]) *Quando arrivai a Cagliari, nel '66, finii subito in camera con Gigi. Nessuno voleva starci, dato che lui all'epoca già fumava. E parecchio. Eravamo sempre insieme: a colazione, a pranzo, in giro con la sua Alfa truccata... Anni memorabili. Anche se andare in auto con lui era decisamente pericoloso: amava correre, era un "''Rombo di Tuono''" anche al volante. Ricordo che una volta fece un paio di curve su due ruote e gli dissi che doveva portarmi subito a fare un'assicurazione sulla vita. Quando ci fermava la polizia, lo riconoscevano e gli chiedevano l'autografo anziché farci la multa... ([[Roberto Boninsegna]]) *Quando lo vedeva partire, Burgnich diceva che gli sembrava di sentire il rumore di un popolo che migrava. Fortissimo e appena squilibrato nella corsa e nell'acrobazia. Questo gli dava un anticipo quasi incomprensibile sugli avversari, ma lo ha portato anche a infortuni gravi. Era chiuso e indipendente, fumava anche davanti all'allenatore. A me giovane cronista metteva una forte soggezione. ([[Mario Sconcerti]]) *Riva gioca un calcio in poesia, egli è un «poeta realista». ([[Pier Paolo Pasolini]]) *Riva non ha mai amato i giornalisti. Poteva rispettarli (è il caso di Brera) o sopportarli (era il caso mio). Ma la sua specialità era dribblarli. Non essendoci telefonini, ai campioni si faceva la posta sotto casa. Per Riva, la casa di Fausta, la sorella che gli ha fatto da madre. O era in ritardo l'aereo dalla Sardegna, o Gigi era appena uscito e chissà quando sarebbe rientrato. Nell'attesa, spesso inutile, Fausta faceva un caffè, mi mostrava i quadri (paesaggi) che dipingeva suo marito, gli album di ritagli su Gigi calciatore. ([[Gianni Mura]]) *Se uno mi chiedesse di stringere Riva (Giggirrivva) in due parole, dovrei ricorrere allo spagnolo: hombre vertical. ([[Gianni Mura]]) *Sei stato unico e prezioso esemplare di grande umiltà. Sei stato per me un esempio bellissimo di coerenza e di attaccamento alla maglia, di sincero coraggio. Hai amato come nessun altro la terra che ti ha adottato. Hai saputo trasformare la tua sofferenza e i tuoi dolori in positivo riscatto. Sei stato un compagno di viaggio saggio e prezioso, sei stato sempre te stesso dentro e fuori dal campo. ([[Roberto Baggio]]) *Una domenica a San Siro con una gomitata Riva mi ha buttato giù due incisivi e un premolare. Appena ho potuto gli ho reso il fallaccio, e poi mi sono scusato. ([[Tarcisio Burgnich]]) *Un autentico eroe del nostro tempo: per me non è mai nato nel calcio italiano uno come Gigirriva da Leggiuno. L'ho soprannominato prima Re Brenno e poi, dubitando del nostro senso storico, sono sceso a una metafora più western come "Rombo di tuono". Ha avuto fortuna almeno pari a quella di Toro Seduto. ([[Gianni Brera]]) ===[[Roberto Beccantini]]=== *Lo voleva l'Inter, gli fece ponti d'oro la Juventus [...]. Rispose come Bartleby, lo scrivano di Herman Melville: «Preferisco di no». In una sorta di metaforica sindrome di Stoccolma, il carcerato si era «innamorato» dei carcerieri (Cagliari, la Sardegna). E viceversa. *Mancino, undici di maglia e nove di vocazione, il gol come ribellione al collegio, alle nebbie, e la Sardegna non più prigione, come gli apparve quando vi finì, ceduto dal Legnano, ma residenza e resistenza. *Riva è stato un guerriero. Sacrificò due gambe all'azzurro della patria, ebbe una vita sentimentale che lo portò in rotta di collisione con la «bigotteria» dell'epoca. Gianni Brera lo ribattezzò «Rombo di tuono»: per come tirava, per come occupava il territorio; per come, soprattutto, lo contendeva agli avversari. Non aveva paura: e se l'aveva, la nascondeva. Non era stiloso o elegante. Ne aveva passate troppe, da ragazzo, per scendere a patti con le procedure o, peggio, con le mode. I suoi duelli con Tarcisio Burgnich toccarono picchi omerici, i corpi come corazze, i piedi come clave: e vinca il migliore. *Un lombardo che migrò in un'isola, e ne diventò il tesoro. *Uomo tutto d'un pezzo e non tutto d'un prezzo. ===[[Adalberto Bortolotti]]=== {{cronologico}} *È rimasto consegnato alla storia del calcio italiano da una delle definizioni più belle coniate da [[Gianni Brera]]: rombo di tuono. Vi si coglie il presagio di gol che accompagna la corsa verso la porta del cannoniere implacabile. E questo fu esattamente Gigi Riva da Leggiuno, un cacciatore di gol mai sazio, per quanto tormentato da avversari maligni, infortuni impietosi, vicende non sempre liete, che lo spingevano a chiudersi in se stesso e a trovare un'identificazione con la Sardegna e la sua gente, l'unica che rispettasse pudicamente la sua privacy. Così il ragazzo lombardo divenne la bandiera del Cagliari e puntigliosamente non volle correre altre, pur stimolanti, avventure. I dirigenti che l'avevano scoperto, ogni anno salivano al mercato e concludevano nel suo nome affari incredibilmente vantaggiosi: perché Riva non aveva prezzo. Ma al ritorno si scontravano con i suoi ostinati rifiuti. In questo senso, Riva è stato una bandiera per scelta, più che per vocazione. *Che tipo di attaccante è Gigi Riva? Chi lo ha visto esplodere, in corsa o da fermo, quel suo folgorante sinistro, o librarsi in acrobazie impossibili, o schiantare di forza gli antagonisti più gagliardi, non può non identificarvi il prototipo autentico dell'uomo-gol, quello che fonde potenza e agilità, tecnica e agonismo, che unisce antico e moderno, in una parola il cannoniere ideale. L'attaccante per tutte le stagioni, che si sarebbe imposto anche oggi, irridendo alle recenti sofisticazioni tattiche: e forse Gigi si sorprende talvolta a sognare come avrebbe pascolato senza ritegno nelle difese schierate a zona, come avrebbe perforato crudelmente quelle velleitarie disposizioni in linea. *A Vienna, un austriaco di nome Hof gli polverizza la gamba destra. Questo Hof, tre anni prima, in una partita di Mitropa era finito kappaò per un diretto di Gigi, esasperato dalle rudezze dell'avversario. L'arbitro, equivocando, aveva espulso Boninsegna... Ma l'austriaco aveva visto bene, evidentemente. E aveva buona memoria. *Rispetto alla classe, pochi gli allori [...]. Il pedaggio pagato alla fedeltà. ===[[Giuseppe Tomasini (calciatore)|Giuseppe Tomasini]]=== *Il calcio finisce e poi rimane l'uomo. Non serve a nulla essere grandi calciatori se non si è grandi uomini. Riva è stato il più grande goleador d'Italia, ma è stato anche un grande uomo. Non si è mai fatto acquistare da nessuno, nonostante potesse andare a giocare in tutte le squadre del mondo. È rimasto in questa terra povera, ma nella quale ci siamo trovati tutti benissimo. Non era interessato alle pubblicità e a tutto il resto, lui ha sempre giocato per la passione verso la maglia, sacrificando una gamba in Nazionale. Lui era il nostro condottiero e noi lo seguivamo. Poteva fare tutto quello che voleva, ma è sempre stata una persona seria, umile e corretta verso tutti gli allenatori e tutti i suoi compagni. Una persona da seguire e da imitare. *Il mal di Sardegna esiste eccome. E Gigi Riva fu il primo a farselo entrare sotto la pelle. *Il Riva calciatore era uno di quelli che non si è mai interessato di niente, avrebbe potuto fare lui tutte le formazioni e far giocare chi voleva lui; un solo allenatore si permise di andare da lui a chiedergli che formazione potesse fare, ma lui rispose che la formazione doveva farla l'allenatore e non il giocatore. Entrava in campo e giocava. *Io Riva me lo godevo ogni volta che faceva gol agli avversari, vedevo il terrore negli occhi di chi lo doveva marcare. Lo capivo meglio di tutti: giocargli contro era un'esperienza da non augurare a nessuno. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Riva, Luigi}} [[Categoria:Calciatori italiani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] euok41fbjipcbccn06jwoa4rw27riim 1417584 1417573 2026-06-20T00:50:24Z Danyele 19198 /* Citazioni su Gigi Riva */ semplificazione 1417584 wikitext text/x-wiki [[File:Gigi Riva, Gente 1973.JPG|thumb|Gigi Riva (1973)]] '''Luigi Riva''', detto '''Gigi''' (1944 – 2024), calciatore e dirigente sportivo italiano. ==Citazioni di Gigi Riva== {{cronologico}} *Ho vissuto con [[Giacinto Facchetti|Facchetti]] cento e più partite in azzurro, io attaccante lui capitano. Giorni belli e meno belli ma comunque con una costante: Giacinto era una persona straordinaria, pulita, onesta. Per noi tutti era un esempio, un punto di riferimento costante, era il nostro angelo.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/sport/11_luglio_05/scudetto-difesa-facchetti_aa156c14-a722-11e0-bbaa-d83a3b6f7958.shtml Un coro: giù le mani da Facchetti. Riva: "Giacinto era un angelo"]'', ''corriere.it'', 5 luglio 2011.</ref> *Francesco {{NDR|[[Francesco Totti|Totti]]}} mi è piaciuto subito. Non solo come calciatore ma anche come persona. È un fenomeno, giocatore raro. Sembra quasi che quando è nato, il Padreterno gli abbia detto: vai giù e gioca a pallone e basta. E lui ha fatto quello che gli è stato ordinato.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/27-03-2013/totti-20-anni-a-omaggio-buffon-riva-un-fenomeno-mandato-cielo-92697365263.shtml Totti, 20 anni di A. L'omaggio di Buffon e Riva: "Un fenomeno mandato dal cielo"]'', ''gazzetta.it'', 27 marzo 2013.</ref> *Quando vedevo la gente che partiva alla 8 da Sassari e alle 11 lo stadio era già pieno, capivo che per i sardi il calcio era tutto. Ci chiamavano pecorai e banditi in tutta Italia e io mi arrabbiavo. I banditi facevano i banditi per fame, perché allora c'era tanta fame, come oggi purtroppo. Il [[Cagliari Calcio|Cagliari]] era tutto per tutti e io capii che non potevo togliere le uniche gioie ai pastori. Sarebbe stata una vigliaccata andare via, malgrado tutti i soldi della Juve. Dopo ogni partita spuntava Allodi che mi diceva "Dai, telefoniamo a Boniperti". Ma io non ho mai avuto il minimo dubbio e non mi sono mai pentito.<ref>Dall'intervista di Alberto Cerruti, ''[http://web.archive.org/web/20130404131245/http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Cagliari/03-04-2013/riva-50-anni-sardegna-scoprii-isola-che-mi-ama-92810622006.shtml Riva, 50 anni di Sardegna: "E dire che non ci volevo venire"]'', ''gazzetta.it'', 4 aprile 2013.</ref> *[...] una delle poche volte che mi sono arrabbiato seriamente in campo è stato proprio per difendere [[Claudio Olinto de Carvalho|Nené]]. Nei suoi confronti era cominciata una caccia all'uomo, non ci vidi più dalla rabbia. Volevano fargli male, ma guai a chi ce lo toccava. [...] una persona simpaticissima, buona, leale, pulita. Durante la sua militanza nel Cagliari fu fondamentale anche fuori dal campo. Teneva alto il morale di tutti con la sua solarità. Spesso si inventava ritmi di samba durante i momenti di pausa degli allenamenti o quando eravamo in ritiro. Poi era un grande amico, di quelli veri.<ref>Citato in Francesco Caruso, ''[https://web.archive.org/web/20160906075215/http://gianlucadimarzio.com/news-cat/cagliari-piange-la-scomparsa-di-nene-eroe-dello-scudetto-riva-un-grande-amico-di-quelli-veri/ Cagliari piange la scomparsa di Nené, eroe dello scudetto. Riva: "Un grande amico, di quelli veri"]'', ''gianlucadimarzio.com'', 3 settembre 2016.</ref> *{{NDR|Su Claudio Olinto de Carvalho}} Senza di lui, difficilmente il Cagliari avrebbe ottenuto quei risultati. [...] Aveva grinta e sapeva fare tutto: attaccare, persino marcare l'uomo più pericoloso.<ref>Citato in Vanni Zagnoli, ''[https://www.assocalciatori.it/news/il-pallone-racconta-nen%C3%A9 Il pallone racconta: Nené]'', ''assocalciatori.it'', 7 settembre 2016.</ref> *{{NDR|Su [[Fabrizio De Andrè]]}} Aveva appena scritto ''Preghiera in gennaio'', in una notte. Volevo sapere come gli veniva l'ispirazione, mi raccontò che di giorno dormiva e di notte usciva e ascoltava i rumori della campagna.<ref>Citato in Elvira Serra, ''La sera ascolto De Andrè ricordando il nostro whisky. Avrei voluto il Pallone d'Oro'', ''Corriere della Sera'', 12 febbraio 2017, p. 25.</ref> *{{NDR|Su [[Nicolò Barella]]}} Io ne sono orgoglioso perché rappresenta Cagliari e la Sardegna, come la rappresentavo io.<ref>Citato in [[Luigi Garlando]], ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/19-01-2021/inter-barella-riva-mancini-giulini-complimenti-commenti-3902612810479.shtml Da Riva a Mancini, tutti incoronano Barella: "Il più bravo, sarà l'euro-star"]'', ''gazzetta.it'', 19 gennaio 2021.</ref> *{{NDR|Sull'arbitraggio di [[Concetto Lo Bello]] in Juventus – Cagliari 2-2 del 15 marzo 1970}} Cominciò con un rigore per la Juventus, del tutto inesistente. Protestammo a lungo, lui fu irremovibile, andò sul dischetto Haller e Albertosi parò. Mentre correvamo ad abbracciarlo, l'arbitro tornò a indicare il dischetto: il rigore era da ripetere. E lì perdemmo tutti quanti la testa, a cominciare da me. Mentre Albertosi piangeva di rabbia aggrappato al palo, io andai da Lo Bello e incominciai a riempirlo di parole, parolacce, insulti. Gli urlai che noi avevamo fatto sacrifici per un anno intero, e non era giusto che un coglione come lui li buttasse all'aria. Gli dissi anche di peggio, lui fingeva di non sentire e continuava a dirmi di pensare a giocare. Anastasi segnò il secondo rigore [...]. Rientrando a metà campo tornammo a dirgliene di tutti i colori [...]. Pensa a giocare, mi disse ancora un istante prima di far riprendere la partita. E a Cera, che era il nostro capitano, con quell'aria furba che sapeva fare: e voi pensate a buttar la palla in area su Riva. Il rigore per noi arrivò a qualche minuto dalla fine, per un contatto in area non meno discutibile di quello precedente. Stavolta furono loro a protestare a non finire, io ero così stravolto che non calciai benissimo e Anzolin in tuffo riuscì a toccare la palla, per fortuna senza prenderla. Tornando a metà campo dopo abbracci interminabili perché quel gol valeva praticamente il titolo, Lo Bello mi fissò a lungo e la sua espressione diceva: «Allora, hai visto?». Gli risposi ancora un po' secco: «E se lo sbagliavo?». La parola fine la pretese lui: «Te lo facevo ripetere».<ref>Da ''Mi chiamavano Rombo di Tuono'', con Gigi Garanzini, Rizzoli, Milano, 2022; citato in ''[https://www.lastampa.it/sport/calcio/2022/10/20/news/gigi_riva_le_mie_verita_mi_chiamavano_rombo_di_tuono-12178835/ Gigi Riva, le mie verità: "Mi chiamavano Rombo di Tuono"]'', ''lastampa.it'', 22 ottobre 2022.</ref> {{Int|''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2002/maggio/01/Riva_avventura_mai_nata_Fabbri_co_0_0205012182.shtml Riva, un'avventura mai nata «Fabbri si scusò in lacrime»]''|Intervista di [[Marino Bartoletti]], ''Corriere della Sera'', 1º maggio 2002.}} *Al contrario di Mazzola e di Rivera, che da lui vennero coccolati moltissimo, non ho mai ritenuto [[Edmondo Fabbri|Fabbri]] un grande Commissario Tecnico: tutt'al più un buon preparatore. Ma con me si comportò da galantuomo: il giorno dopo {{NDR|l'uscita dal mondiale 1966}}, benché distrutto, mi prese in disparte e mi chiese scusa. "Se avessi avuto il coraggio di farti giocare, ora non saremmo qui". E le stesse scuse me le ripeté qualche anno dopo quando, per uno strano caso della vita, diventò il mio allenatore al Cagliari. *{{NDR|Sulla nazionale del mondiale 1966}} In una delle ali dormivano i "potenti", quelli che facevano il bello e il cattivo tempo (Mazzola, Rivera, Bulgarelli, Albertosi, Pascutti...), quelli che Fabbri "subiva". Dall'altra parte c'erano, oltre a me e a Bertini, coloro che contavano poco o nulla. L'unica maniera che avevamo di sfogarci era quella di umiliare i nostri "rivali" in allenamento: le partitelle le vincevamo sempre noi della "seconda" Nazionale. E io segnavo, segnavo, segnavo: ero tanto in forma, quanto imbestialito. *{{NDR|Riferito al mondiale 1966}} Ma quella nazionale, mi creda, non sarebbe andata comunque lontano: se avessimo passato il turno ci saremmo scontrati col Portogallo di Eusebio e credo proprio che il nostro Mondiale, viste le premesse, sarebbe finito lì. Troppe divisioni, troppe incomprensioni, troppe inimicizie. {{Int|''[https://www.unionesarda.it/news-sardegna/quando-riva-diceva-ecco-perche-non-voglio-diventare-onorevole-ijozwipt Quando Riva diceva: «Ecco perché non voglio diventare onorevole»]''|Dall'intervista di Giorgio Pisano, ''L'Unione Sarda'', 10 maggio 2004; ripubblicato in ''unionesarda.it'', 24 gennaio 2024.}} [[File:Gigi Riva - Cagliari.jpg|thumb|Riva con la maglia del Cagliari: «Oltre che un'affermazione sportiva importante, la nostra è stata una vittoria sociale. Allora della Sardegna si parlava solo come terra di banditi. [...] Abbiamo ricevuto tante lettere anche dall'estero: operai, minatori, commercianti sardi sparsi per l'Europa ci scrivevano per dirci che si sentivano riscattati. Sono felice di aver contribuito a quella stagione».]] *[...] la Sardegna deve smetterla di nascondersi dietro il mito della [[Costa Smeralda]]. Tanto più che la Costa Smeralda non è neanche roba nostra. È solo nata nel nostro mare. {{NDR|«Ce l'ha col turismo formula extralusso?»}} No. Anzi penso che l'arcipelago della Maddalena sia il posto più bello del mondo. [...] noi ci mascheriamo dietro il miracolo del mare e facciamo finta che la [[Sardegna]] sia quella fotografata sui depliants azzurri che spediamo in tutto il pianeta ricco. *{{NDR|«Per molti sardi le sue parole sono sentenze di Cassazione»}} Lo so, ne sono felice e non voglio deluderli. Simpatizzo per chi sbaglia, per chi vive in un certo modo. *Dovessi fondare un partito mi muoverei tra Oristano, Macomer, Nuoro, Mamoiada, Lanusei... mi spiego? Possibile che nessuno si renda conto? {{NDR|«Di cosa?»}} Che quella è una Sardegna viva, vera, autentica. Una Sardegna che ha solo la sfortuna di stare a cento chilometri dai luoghi dove si fanno le feste con lo champagne. *{{NDR|«Il popolo degli stadi è massa di manovra?»}} Oggi nel calcio si sono infilati molti interessi: sponsor, business, televisioni. Dietro, ci trovi il politico. Che protegge una squadra perché, attraverso i tifosi, può attirare voti. *{{NDR|«Servono dieci Aga Khan per cambiare la nostra sorte?»}} Più che dieci Aga Khan sarebbe meglio avere cinquanta fabbriche in più. Occupazione, lavoro. L'Aga Khan ha fatto molto per una certa immagine della Sardegna ma occorre anche sottolineare un altro aspetto: ha creato un mondo che non è a dimensione di sardo. Quello che ci serve, oggi, è fermare la fuga dei figli con la valigia, la nuova emigrazione. L'Aga Khan, con tutto il rispetto, non è il nostro futuro. *Sono arrivato qui che avevo diciassette anni, nel '63. Dicevano: poverino, è finito in Sardegna. Ovvio che col tempo ho acquisito il modo di pensare e di essere dei sardi. A cominciare dalla diffidenza, che tuttavia fa parte della nostra storia. I sardi sono stati sempre maltrattati e quando dicono che dal mare non arriva buona gente, mica sbagliano. {{NDR|«Invidia»}} Invidia e gelosia. È vero, fanno parte di noi ma sono sentimenti che trovi con frequenza nelle città e nei grandi centri piuttosto che nei paesini. *[...] vorrei dire di un traguardo che la politica non ha mai raggiunto. Sono orgoglioso di quello che ho fatto, che abbiamo fatto, negli anni d'oro del [[Cagliari Calcio|Cagliari]], tra il '68 e il '72. Oltre che un'affermazione sportiva importante, la nostra è stata una vittoria sociale. Allora della Sardegna si parlava solo come terra di banditi. [...] battendo a San Siro l'Inter o il Milan sapevamo di rendere meno depressi e un po' più orgogliosi migliaia di emigrati. Abbiamo ricevuto tante lettere anche dall'estero: operai, minatori, commercianti sardi sparsi per l'Europa ci scrivevano per dirci che si sentivano riscattati. Sono felice di aver contribuito a quella stagione. [...] negli anni della storia autonomistica, la politica sarda non ha mai fatto nulla di simile, non ci ha mai fatto sentire riscattati, orgogliosi. {{Int|''[https://www.repubblica.it/dossier/sport/italia-germania-4-3/2020/06/16/news/gigi_riva_i_miei_gol_per_dovere_-259150634/ Gigi Riva: "I miei gol per dovere"]''|Dall'intervista di [[Gianni Mura]] per il 60º compleanno, ''la Repubblica'', 2004; ripubblicato in ''repubblica.it'', 15 giugno 2020.}} *{{NDR|«Se avrà incubi, da adulto, riguarderanno i giorni in collegio e più tardi quelli in divisa militare, sempre obbligato a obbedire»}} E il peso, l'umiliazione di essere poveri, le camerate fredde, il mangiare da schifo, il cantare ai funerali anche tre volte al giorno, il dover dire sempre grazie signora grazie signore a chi portava il pane, i vestiti usati, e pregare per i benefattori, e dover stare sempre zitti, obbedienti, ordinati, come dei bambini vecchi. *{{NDR|«Gli ho chiesto se avrebbe rifatto tutto, compresi i tanti no alle squadre del Nord»}} Per orgoglio, quando giocavo, ho sempre difeso la mia scelta, ma qualche dubbio l'avevo. Adesso sono convinto di aver fatto bene. La Sardegna mi ha dato affetto e continua a darmene. La gente mi è vicino come se ancora andassi in campo a fare gol. E questa per me è una bella cosa, non ha prezzo. *La Sardegna allora non era la Costa Smeralda, l'Aga Khan, era il posto dove mandavano i carabinieri per punizione. Dall'aereo, sembrava di andare in Africa. Un aereo che non andava oltre i quattromila metri, viaggi da incubo. Sono arrivato a Cagliari massacrato dalla vita, incazzato, chiuso e anche cattivo, se mi toccavano reagivo. Ero senza famiglia e ne ho trovate tante: quella del pescatore che m'invitava a cena, quella dell'edicolante, del macellaio, del pastore. Quando giocavamo a Milano, a Torino, c'erano cinque-seimila sardi che arrivavano dalla Germania, dalla Svizzera, dalla Francia. Mi dispiace di non aver tenuto tutte le loro lettere, ne basterebbe una o due per far capire perché abbiamo amato [[Cagliari Calcio|Cagliari]], la Sardegna. Tutti, non solo io. E nessuno di noi giocatori era sardo. Ma eravamo un gruppo forte, solido, senza che nessuno ci avesse mai chiesto di fare gruppo. Rappresentavamo tutta l'isola, lo sapevamo e ci piaceva. *{{NDR|«Uno scudetto: poco o tanto?»}} Poco, altrove ne avremmo vinti tre, ma davamo fastidio al Nord. [...] Angelo Moratti so che mi voleva, ma Herrera preferiva Pascutti, più maturo e affidabile secondo lui. Non andò in porto. Ogni anno, sapendomi interista, Moratti mi mandava una sterlina d'oro per Natale. Una volta chiaro che non mi avrebbero preso, credo abbia dato dei soldi al Cagliari per garantirsi che non andassi altrove. [[File:Cagliari - Gigi Riva e Manlio Scopigno.jpg|thumb|Riva (a sinistra) con Maglio Scopigno: «era intelligentissimo, ci faceva ragionare oltre il calcio e ci trattava da uomini».]] *[[Manlio Scopigno|Scopigno]] era intelligentissimo, ci faceva ragionare oltre il calcio e ci trattava da uomini. Pensa cos'era a quei tempi abolire il ritiro prepartita. [...] ci dava fiducia ma non dovevamo deluderlo. Se in albergo facevamo chiasso a tavola, picchiava il coltello su un bicchiere e diceva: ragazzi, non siamo a casa nostra. E non volava più una mosca. Una notte in albergo si giocava a poker in camera mia, con Albertosi, Poli e Gori, fumo da tagliare con l'accetta, avevamo fatto salire panini e bottiglie. Bussano alla porta, sarà l'una, Gori intuisce chi è e si nasconde nell'armadio. Scopigno entra e dice: "Almeno invitare gli amici, quando si fa festa". Si siede sul mio letto e fa: disturbo se fumo? Noi zitti. E lui: però è l'ultima, anche per voi. Il giorno dopo abbiamo vinto 3-0. *Non sopporto le moviole, le frasi tipo "ecco, la maglia è leggermente tirata, c'è trattenuta, è rigore", oppure "anche se minimo un contatto con la caviglia sinistra c'è stato". Sarà che ho vissuto un calcio in cui certi liberi tiravano una riga vicino alla loro area e dicevano "se la passi ti spacco", tempi in cui per ottenere un rigore a Milano o a Torino non bastava un certificato medico di 15 giorni. {{Int|''[https://web.archive.org/web/20111021050055/http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quijuve/articolo/lstp/425648/ Riva: "Le bandiere costano: la Juve ha già dato tanto a Del Piero"]''|Intervista di Guglielmo Buccheri, ''lastampa.it'', 20 ottobre 2011.}} *[...] Oggi in molti pensano, e giustamente, a quanto [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] ha dato alla Juve. Io penso anche a quanto la Juve ha dato a Del Piero. *Stiamo parlando di un campione che ha avuto la fortuna di incontrare una società che lo ha voluto legare al proprio destino per quasi vent'anni. Ecco, il punto è questo: Del Piero è stato fortunato a potersi allenare, vivere e giocare nel club meglio organizzato d'Italia per tutti questi lunghissimi anni. *Se il giocatore simbolo è anche quello che guadagna il doppio dei compagni di squadra, forse qualche situazione che rafforzi il legame fra calciatore e squadra del cuore potrebbe ancora verificarsi. Ma visto che, come dicevo, ormai prevalgono altri interessi, resto molto scettico. *{{NDR|Sull'esperienza di Del Piero in Nazionale}} C'è un prima e un dopo. Il prima è il ricordo di un professionista gentile, umile, disponibilissimo che giocava con e per la squadra. Poi, una volta che non è stato più convocato in Nazionale, ho conosciuto un altro Del Piero. Stiamo parlando comunque di un ragazzo che non lascia mai niente al caso, alle sue spalle c'è un intero staff che ne segue ogni passo. {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/24_gennaio_22/gigi-riva-intervista-corriere-a2e2e6fa-b958-11ee-8aa6-3680458504a6.shtml L'ultima intervista a Gigi Riva: «Dissi no al miliardo della Juve. La depressione va e viene. Le ammiratrici? Da giovane ho fatto cose che non erano normali»]''|Dall'intervista di Elvira Serra, ''Corriere della Sera'', 28 giugno 2023; ripubblicato in ''corriere.it'', 22 gennaio 2024.}} *{{NDR|«È nato a Leggiuno, in Lombardia, però si considera sardo»}} Io sono [[Sardegna|sardo]] perché sono di poche parole, spesso e volentieri ho il muso, mi preoccupo per i problemi di questa terra bellissima e reagisco a modo mio. *{{NDR|«Tutti la volevano e lei, testardo, non ha ceduto nemmeno al miliardo offerto dalla Juve»}} [ride, ''ndr'']. Quando Arrica, il mio presidente, scoprì che non andavo, non fu contento per niente. Ma non sono testone: io ero una persona chiusa, avevo avuto un'infanzia tragica, i miei genitori erano mancati presto. Poi sono venuto a Cagliari e abbiamo costruito una gran bella cosa: lo scudetto era il sogno di ogni squadra. *{{NDR|«[...] i suoi genitori li sogna?»}} Sì, anche se so già che è impossibile ritrovarli in casa il giorno dopo e mi devo rassegnare. Mi spiace solo di non aver dato loro niente delle soddisfazioni che mi sono tolto io, non ho potuto farli partecipare, non hanno vissuto quel periodo, anni meravigliosi. È un vero dispiacere. *{{NDR|«In collegio la costrinsero a usare la mano destra al posto della sinistra. Ma nessuno riuscì a toglierle il tiro mancino»}} Io adoperavo il piede destro solo per camminare. *{{NDR|«Se rinascesse rifarebbe il calciatore?»}} Sì, sperando che il Padreterno mi dia le stesse doti che avevo: saper giocare al calcio, divertirmi in campo, sognare di fare gol prima di una partita e poi segnare per davvero. {{NDR|«Sempre in Sardegna?»}} Quello che ha reso per me tutto speciale è che ero sardo tra i sardi: ovunque andassi, da Alghero o Sassari a Cagliari, ero uno di loro. ===Citazioni non datate=== {{Int|''[https://www.ilpost.it/2024/01/23/gigi-riva-sardegna-cagliari/ Gigi Riva e la Sardegna]''|Citato in ''ilpost.it'', 23 gennaio 2024.|h=4}} [[File:Amsicora stadium entrance.jpg|thumb|Murale di Riva allo stadio Amsicora: «Invece dell'erba c'era 'sta sabbia chiara chiara, e dove avrei scoperto col tempo che cadere non era drammatico ma nemmeno così simpatico».]] *{{NDR|Sullo [[stadio Amsicora]]}} Invece dell'erba c'era 'sta sabbia chiara chiara, e dove avrei scoperto col tempo che cadere non era drammatico ma nemmeno così simpatico. *La Sardegna era considerata un'isola penale, una terra di banditi, un posto dove si veniva mandati in castigo. I sardi hanno subìto nel corso dei secoli ingiustizie e abbandono. Il [[Serie A 1969-1970|nostro scudetto]] fu un riscatto enorme. Quando andavamo a giocare a Milano e Torino vedevo l'orgoglio dei nostri tifosi, protagonisti dopo aver subito tante umiliazioni nella vita. *Ricordo una manifestazione per farmi restare {{NDR|al [[Cagliari Calcio|Cagliari]]}}. E ricordo un'anziana signora, lì, in mezzo ai tifosi. Non sapeva di calcio, ma sapeva che non avrei mai tradito. E fu anche quello a convincermi. ==Citazioni su Gigi Riva== *Come calciatore, beh, l'avete visto. Attaccante irripetibile, un fuoriclasse. Oggi segnerebbe cinquanta gol a stagione. Forza, tecnica, leadership. Ho sempre sostenuto che era un dio, il nostro dio. Vincere uno scudetto a Cagliari significa vincerne cinque a Milano o a Torino. Se non gli avessero spezzato due volte la gamba, avremmo vinto molto di più. {{NDR|«E dietro le quinte?»}} Un ragazzo semplice, alla mano, non un divo. E sì che poteva permetterselo... ([[Comunardo Niccolai]]) *Fu senza dubbio il più grande calciatore lombardo. Ma visse sempre un po' troppo «isolato». ([[Gino e Michele]]) *Gigi è un grande. Un simbolo di etica, coerenza, lealtà. ([[Comunardo Niccolai]]) *Poche parole, pochi amici [...]. Non dormiva mai, gli allenamenti si facevano nel pomeriggio perché si svegliava alle 11 e dovevamo aspettarlo, era troppo importante. ([[Fabio Capello]]) *{{NDR|Nel 1974}} Privata di Riva, la nazionale italiana è caduta nelle bassure del 1966, che si sintetizzano con un solo nome, di paese asiatico: Corea. In verità, Riva ha determinato l'ascesa del tutto eccezionale e anche parecchio artificiale del calcio italiano. Pochi hanno avuto l'onestà di rilevarlo e di ammetterlo. [...] Molti prima di lui dovrebbero avere l'onestà di andarsene «foeura di ball». ([[Gianni Brera]]) *Puoi fare tutto nella tua carriera ma non farai mai quello che ha fatto Gigi Riva per Cagliari. ([[Nicolò Barella]]) *Quando arrivai a Cagliari, nel '66, finii subito in camera con Gigi. Nessuno voleva starci, dato che lui all'epoca già fumava. E parecchio. Eravamo sempre insieme: a colazione, a pranzo, in giro con la sua Alfa truccata... Anni memorabili. Anche se andare in auto con lui era decisamente pericoloso: amava correre, era un "''Rombo di Tuono''" anche al volante. Ricordo che una volta fece un paio di curve su due ruote e gli dissi che doveva portarmi subito a fare un'assicurazione sulla vita. Quando ci fermava la polizia, lo riconoscevano e gli chiedevano l'autografo anziché farci la multa... ([[Roberto Boninsegna]]) *Quando lo vedeva partire, Burgnich diceva che gli sembrava di sentire il rumore di un popolo che migrava. Fortissimo e appena squilibrato nella corsa e nell'acrobazia. Questo gli dava un anticipo quasi incomprensibile sugli avversari, ma lo ha portato anche a infortuni gravi. Era chiuso e indipendente, fumava anche davanti all'allenatore. A me giovane cronista metteva una forte soggezione. ([[Mario Sconcerti]]) *Riva gioca un calcio in poesia, egli è un «poeta realista». ([[Pier Paolo Pasolini]]) *Riva non ha mai amato i giornalisti. Poteva rispettarli (è il caso di Brera) o sopportarli (era il caso mio). Ma la sua specialità era dribblarli. Non essendoci telefonini, ai campioni si faceva la posta sotto casa. Per Riva, la casa di Fausta, la sorella che gli ha fatto da madre. O era in ritardo l'aereo dalla Sardegna, o Gigi era appena uscito e chissà quando sarebbe rientrato. Nell'attesa, spesso inutile, Fausta faceva un caffè, mi mostrava i quadri (paesaggi) che dipingeva suo marito, gli album di ritagli su Gigi calciatore. ([[Gianni Mura]]) *Se uno mi chiedesse di stringere Riva (Giggirrivva) in due parole, dovrei ricorrere allo spagnolo: hombre vertical. ([[Gianni Mura]]) *Sei stato unico e prezioso esemplare di grande umiltà. Sei stato per me un esempio bellissimo di coerenza e di attaccamento alla maglia, di sincero coraggio. Hai amato come nessun altro la terra che ti ha adottato. Hai saputo trasformare la tua sofferenza e i tuoi dolori in positivo riscatto. Sei stato un compagno di viaggio saggio e prezioso, sei stato sempre te stesso dentro e fuori dal campo. ([[Roberto Baggio]]) *Una domenica a San Siro con una gomitata Riva mi ha buttato giù due incisivi e un premolare. Appena ho potuto gli ho reso il fallaccio, e poi mi sono scusato. ([[Tarcisio Burgnich]]) *Un autentico eroe del nostro tempo: per me non è mai nato nel calcio italiano uno come Gigirriva da Leggiuno. L'ho soprannominato prima Re Brenno e poi, dubitando del nostro senso storico, sono sceso a una metafora più western come "Rombo di tuono". Ha avuto fortuna almeno pari a quella di Toro Seduto. ([[Gianni Brera]]) ===[[Roberto Beccantini]]=== *Lo voleva l'Inter, gli fece ponti d'oro la Juventus [...]. Rispose come Bartleby, lo scrivano di Herman Melville: «Preferisco di no». In una sorta di metaforica sindrome di Stoccolma, il carcerato si era «innamorato» dei carcerieri (Cagliari, la Sardegna). E viceversa. *Mancino, undici di maglia e nove di vocazione, il gol come ribellione al collegio, alle nebbie, e la Sardegna non più prigione, come gli apparve quando vi finì, ceduto dal Legnano, ma residenza e resistenza. *Riva è stato un guerriero. Sacrificò due gambe all'azzurro della patria, ebbe una vita sentimentale che lo portò in rotta di collisione con la «bigotteria» dell'epoca. Gianni Brera lo ribattezzò «Rombo di tuono»: per come tirava, per come occupava il territorio; per come, soprattutto, lo contendeva agli avversari. Non aveva paura: e se l'aveva, la nascondeva. Non era stiloso o elegante. Ne aveva passate troppe, da ragazzo, per scendere a patti con le procedure o, peggio, con le mode. I suoi duelli con Tarcisio Burgnich toccarono picchi omerici, i corpi come corazze, i piedi come clave: e vinca il migliore. *Un lombardo che migrò in un'isola, e ne diventò il tesoro. *Uomo tutto d'un pezzo e non tutto d'un prezzo. ===[[Adalberto Bortolotti]]=== {{cronologico}} *È rimasto consegnato alla storia del calcio italiano da una delle definizioni più belle coniate da [[Gianni Brera]]: rombo di tuono. Vi si coglie il presagio di gol che accompagna la corsa verso la porta del cannoniere implacabile. E questo fu esattamente Gigi Riva da Leggiuno, un cacciatore di gol mai sazio, per quanto tormentato da avversari maligni, infortuni impietosi, vicende non sempre liete, che lo spingevano a chiudersi in se stesso e a trovare un'identificazione con la Sardegna e la sua gente, l'unica che rispettasse pudicamente la sua privacy. Così il ragazzo lombardo divenne la bandiera del Cagliari e puntigliosamente non volle correre altre, pur stimolanti, avventure. I dirigenti che l'avevano scoperto, ogni anno salivano al mercato e concludevano nel suo nome affari incredibilmente vantaggiosi: perché Riva non aveva prezzo. Ma al ritorno si scontravano con i suoi ostinati rifiuti. In questo senso, Riva è stato una bandiera per scelta, più che per vocazione. *Che tipo di attaccante è Gigi Riva? Chi lo ha visto esplodere, in corsa o da fermo, quel suo folgorante sinistro, o librarsi in acrobazie impossibili, o schiantare di forza gli antagonisti più gagliardi, non può non identificarvi il prototipo autentico dell'uomo-gol, quello che fonde potenza e agilità, tecnica e agonismo, che unisce antico e moderno, in una parola il cannoniere ideale. L'attaccante per tutte le stagioni, che si sarebbe imposto anche oggi, irridendo alle recenti sofisticazioni tattiche: e forse Gigi si sorprende talvolta a sognare come avrebbe pascolato senza ritegno nelle difese schierate a zona, come avrebbe perforato crudelmente quelle velleitarie disposizioni in linea. *A Vienna, un austriaco di nome Hof gli polverizza la gamba destra. Questo Hof, tre anni prima, in una partita di Mitropa era finito kappaò per un diretto di Gigi, esasperato dalle rudezze dell'avversario. L'arbitro, equivocando, aveva espulso Boninsegna... Ma l'austriaco aveva visto bene, evidentemente. E aveva buona memoria. *Rispetto alla classe, pochi gli allori [...]. Il pedaggio pagato alla fedeltà. ===[[Giuseppe Tomasini (calciatore)|Giuseppe Tomasini]]=== *Il calcio finisce e poi rimane l'uomo. Non serve a nulla essere grandi calciatori se non si è grandi uomini. Riva è stato il più grande goleador d'Italia, ma è stato anche un grande uomo. Non si è mai fatto acquistare da nessuno, nonostante potesse andare a giocare in tutte le squadre del mondo. È rimasto in questa terra povera, ma nella quale ci siamo trovati tutti benissimo. Non era interessato alle pubblicità e a tutto il resto, lui ha sempre giocato per la passione verso la maglia, sacrificando una gamba in Nazionale. Lui era il nostro condottiero e noi lo seguivamo. Poteva fare tutto quello che voleva, ma è sempre stata una persona seria, umile e corretta verso tutti gli allenatori e tutti i suoi compagni. Una persona da seguire e da imitare. *Il mal di Sardegna esiste eccome. E Gigi Riva fu il primo a farselo entrare sotto la pelle. *Il Riva calciatore era uno di quelli che non si è mai interessato di niente, avrebbe potuto fare lui tutte le formazioni e far giocare chi voleva lui; un solo allenatore si permise di andare da lui a chiedergli che formazione potesse fare, ma lui rispose che la formazione doveva farla l'allenatore e non il giocatore. Entrava in campo e giocava. *Io Riva me lo godevo ogni volta che faceva gol agli avversari, vedevo il terrore negli occhi di chi lo doveva marcare. Lo capivo meglio di tutti: giocargli contro era un'esperienza da non augurare a nessuno. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Riva, Luigi}} [[Categoria:Calciatori italiani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] ctryabpe7kgul9vz3qju03wftfvc9ou Il Mereghetti 0 81416 1417597 1416992 2026-06-20T06:07:51Z Spinoziano 2297 /* M */ 1417597 wikitext text/x-wiki '''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film. ==Citazioni== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ===A=== [[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']] *Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16) *Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22) *[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28) *Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30) *[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31) *''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54) *Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56) *Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56) *Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58) *Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58) *Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60) *Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64) *[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67) *Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112) *Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90) *Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91) *Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138) *Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98) *Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103) *[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106) *Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113) *Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144) *[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146) *Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146) *Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151) *Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153) *Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154) *[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155) *Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168) *Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179) *Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180) *Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187) *Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194) *Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285) *Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206) *[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206) *Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208) [[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']] *Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212) *Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305) *Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213) *Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214) *Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218) *Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218) *[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229) *Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229) *Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230) ===B=== *Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233) *[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238) [[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']] *Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239) *[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239) *[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244) *Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244) *Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247) *L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248) *Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256) *[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259) *Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261) *Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267) *Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277) *Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288) *[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292) *La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552) *Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308) *Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311) *Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313) *Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345) ===C=== *Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363) *Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366) *[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366) *Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537) *Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380) [[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']] *[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382) *[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395) *[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398) *Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414) *Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690) *Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427) *Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428) *Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434) *Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442) *Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449) *Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458) *Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462) *Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486) *[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486) *Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490) *Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493) *Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493) *L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495) [[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']] *Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501) *[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505) *Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513) *Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513) *Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515) *[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528) *L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549) *Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550) *[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553) *Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554) *[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554) *Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581) *Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583) *Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587) *La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591) *Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597) *Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599) ===D=== *Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606) *Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607) *Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618) *Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619) *Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622) [[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']] *Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622) *Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622) *La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905) *Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635) *Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640) *Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640) *[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643) *Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653) *Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658) *Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658) [[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']] *La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664) *Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666) *[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666) *Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677) *Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678) *[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679) *Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990) *[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688) *[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689) *Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690) *Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693) *[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694) *Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006) *Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701) [[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']] *[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702) *Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711) *Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040) *''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729) *Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732) *Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732) *Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732) [[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']] *Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732) *Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732) *Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733) *Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733) *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733) *L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746) *Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749) *Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749) *La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754) *[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750) *La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761) ===E=== *La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766) *Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777) *La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785) *È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131) *Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793) *Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813) *[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816) *Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817) ===F=== [[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']] *Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850) *[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862) *Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865) *[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869) *[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872) *Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252) [[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']] *[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876) *[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884) *Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884) *Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887) *[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897) *Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897) *Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905) *[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906) *Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910) *Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914) *[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920) *[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921) *[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922) *Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318) *Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927) [[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']] *Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930) *Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938) *[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943) *Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944) *Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945) *Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958) *Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958) ===G=== *Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963) *Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965) *[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970) *Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970) *La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978) *[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986) *Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989) *Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990) *[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991) *Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013) *Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019) *[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024) *[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027) *Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033) [[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]] *Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039) *Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043) *Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913) *Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050) *I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052) *Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055) *[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057) *Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058) *Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059) *[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061) *Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063) *[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063) *[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065) *[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067) *Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070) *Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070) *Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083) ===H=== *Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102) *La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103) *Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103) *Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103) *Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103) *[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108) *Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109) *Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116) [[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']] *Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121) ===I=== *Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135) *Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136) *Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144) *[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144) *Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}}) *Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168) *Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171) *Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185) *Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190) *[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194) *Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197) *[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200) ===J=== *Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228) *[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240) ===L=== *Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262) *Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264) *[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264) *Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267) *[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275) *Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290) *La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283) *Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283) *[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310) *Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315) *Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321) ===M=== *Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340) *[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346) *La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358) [[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']] *Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359) *Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362) *L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359) *Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364) *Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371) *[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375) *[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380) *[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385) *Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389) *Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396) *In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396) *Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398) [[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']] *[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401) *La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405) *Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406) *I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411) *La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415) *Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427) *Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433) *[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444) *Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449) *La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451) *Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089) *Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458) *È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753) *[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461) *[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461) *Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465) *[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465) *Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471) *Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473) *Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489) *Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490) [[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']] *Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494) *La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502) *Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506) *Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508) *Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511) *Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515) *L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515) ===N=== *Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545) *[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548) *Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555) *Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556) *Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560) *Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562) *Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562) *Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576) *Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578) *Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592) *Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592) *Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600) *Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602) *L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606) ===O=== *Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622) *Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623) *Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625) *Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638) *Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639) *[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641) *Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643) *Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645) *Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645) *Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648) *Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650) *Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653) *Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656) *Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658) *Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661) *Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665) *Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671) ===P=== [[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']] *Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685) *Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687) *Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695) *[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200) *[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696) *Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704) *Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705) [[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']] *La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719) *[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725) *Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733) *Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754) *Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016) *Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347) *Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807) *La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807) *Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810) *Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821) *Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822) *Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826) *Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827) *Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830) *Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831) *Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839) *Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845) [[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']] *A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852) *[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855) *Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860) ===Q=== *Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874) *Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887) *Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889) *[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892) *[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895) *[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901) ===R=== *Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925) *Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943) *Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949) *[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954) *Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954) *[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961) *L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963) *[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963) *Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963) *[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966) *Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969) *Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700) *Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979) *Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979) *[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980) *Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982) *La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983) *Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997) *Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006) *[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008) *Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009) *Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014) *[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017) *Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021) *Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021) ===S=== *Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034) *Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049) *[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053) *Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054) *La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056) *Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057) *Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060) *Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956) *Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067) *Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068) *Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071) *Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074) *Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971) *La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077) *Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079) *Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082) *[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083) *[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086) [[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']] *[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088) *Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095) *[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099) *[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107) *Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127) [[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']] *Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127) *Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129) *Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131) *Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132) *Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137) *Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144) *Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145) *[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149) *Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151) *Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152) *Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156) *Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157) *Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162) *Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168) *Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174) *Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178) *L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182) *La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186) *Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141) *Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199) *La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212) *La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212) *[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215) *Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237) *I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237) *Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237) *L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237) *Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237) *Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238) *Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239) *[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239) *Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245) *Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246) *Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250) *Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257) *[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258) *Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258) *Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277) *Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282) *[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287) ===T=== *[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295) *Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295) *[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308) *[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310) *Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319) *Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320) *Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321) *Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322) *Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325) *[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327) [[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']] *Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331) *Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341) *Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355) *Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363) *Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368) *''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374) *[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384) *Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389) *Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391) *Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398) *Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401) *La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417) *Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494) ===U=== *Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438) *Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442) *[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442) *Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442) *Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445) *[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448) *[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449) *Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449) [[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']] *La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451) *Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453) *Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632) *[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463) *[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476) *Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479) *[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485) *La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489) *Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495) *[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495) *Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499) *Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504) *[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506) ===V=== *Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518) *Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520) *Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521) *[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521) *Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523) *Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525) *Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528) *Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534) *Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536) *[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545) *È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559) *Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561) *Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679) *«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567) *Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575) *[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580) *[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581) *Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584) *[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589) *Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744) ===Z=== *Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640) ==Bibliografia== *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8 ==Voci correlate== *[[Il Farinotti]] *[[Il Morandini]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]] h3jj7coglkjw7180rinhonvkwv9i4xt 1417599 1417597 2026-06-20T06:20:05Z Skekzilla 17056 /* E */ 1417599 wikitext text/x-wiki '''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film. ==Citazioni== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ===A=== [[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']] *Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16) *Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22) *[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28) *Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30) *[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31) *''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54) *Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56) *Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56) *Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58) *Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58) *Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60) *Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64) *[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67) *Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112) *Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90) *Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91) *Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138) *Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98) *Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103) *[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106) *Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113) *Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144) *[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146) *Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146) *Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151) *Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153) *Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154) *[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155) *Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168) *Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179) *Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180) *Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187) *Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194) *Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285) *Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206) *[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206) *Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208) [[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']] *Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212) *Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305) *Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213) *Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214) *Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218) *Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218) *[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229) *Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229) *Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230) ===B=== *Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233) *[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238) [[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']] *Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239) *[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239) *[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244) *Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244) *Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247) *L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248) *Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256) *[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259) *Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261) *Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267) *Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277) *Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288) *[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292) *La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552) *Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308) *Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311) *Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313) *Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345) ===C=== *Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363) *Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366) *[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366) *Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537) *Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380) [[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']] *[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382) *[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395) *[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398) *Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414) *Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690) *Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427) *Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428) *Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434) *Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442) *Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449) *Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458) *Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462) *Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486) *[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486) *Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490) *Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493) *Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493) *L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495) [[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']] *Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501) *[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505) *Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513) *Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513) *Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515) *[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528) *L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549) *Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550) *[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553) *Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554) *[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554) *Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581) *Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583) *Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587) *La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591) *Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597) *Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599) ===D=== *Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606) *Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607) *Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618) *Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619) *Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622) [[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']] *Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622) *Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622) *La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905) *Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635) *Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640) *Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640) *[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643) *Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653) *Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658) *Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658) [[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']] *La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664) *Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666) *[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666) *Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677) *Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678) *[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679) *Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990) *[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688) *[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689) *Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690) *Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693) *[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694) *Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006) *Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701) [[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']] *[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702) *Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711) *Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040) *''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729) *Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732) *Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732) *Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732) [[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']] *Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732) *Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732) *Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733) *Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733) *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733) *L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746) *Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749) *Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749) *La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754) *[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750) *La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761) ===E=== *La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766) *Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777) *La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785) *È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131) *Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793) *Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813) *[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816) *Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817) *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822) ===F=== [[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']] *Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850) *[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862) *Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865) *[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869) *[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872) *Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252) [[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']] *[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876) *[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884) *Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884) *Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887) *[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897) *Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897) *Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905) *[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906) *Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910) *Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914) *[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920) *[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921) *[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922) *Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318) *Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927) [[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']] *Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930) *Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938) *[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943) *Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944) *Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945) *Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958) *Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958) ===G=== *Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963) *Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965) *[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970) *Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970) *La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978) *[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986) *Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989) *Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990) *[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991) *Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013) *Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019) *[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024) *[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027) *Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033) [[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]] *Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039) *Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043) *Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913) *Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050) *I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052) *Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055) *[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057) *Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058) *Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059) *[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061) *Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063) *[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063) *[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065) *[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067) *Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070) *Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070) *Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083) ===H=== *Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102) *La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103) *Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103) *Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103) *Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103) *[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108) *Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109) *Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116) [[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']] *Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121) ===I=== *Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135) *Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136) *Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144) *[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144) *Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}}) *Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168) *Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171) *Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185) *Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190) *[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194) *Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197) *[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200) ===J=== *Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228) *[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240) ===L=== *Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262) *Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264) *[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264) *Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267) *[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275) *Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290) *La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283) *Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283) *[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310) *Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315) *Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321) ===M=== *Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340) *[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346) *La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358) [[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']] *Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359) *Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362) *L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359) *Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364) *Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371) *[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375) *[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380) *[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385) *Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389) *Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396) *In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396) *Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398) [[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']] *[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401) *La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405) *Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406) *I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411) *La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415) *Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427) *Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433) *[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444) *Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449) *La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451) *Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089) *Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458) *È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753) *[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461) *[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461) *Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465) *[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465) *Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471) *Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473) *Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489) *Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490) [[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']] *Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494) *La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502) *Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506) *Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508) *Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511) *Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515) *L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515) ===N=== *Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545) *[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548) *Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555) *Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556) *Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560) *Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562) *Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562) *Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576) *Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578) *Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592) *Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592) *Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600) *Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602) *L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606) ===O=== *Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622) *Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623) *Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625) *Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638) *Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639) *[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641) *Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643) *Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645) *Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645) *Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648) *Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650) *Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653) *Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656) *Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658) *Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661) *Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665) *Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671) ===P=== [[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']] *Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685) *Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687) *Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695) *[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200) *[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696) *Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704) *Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705) [[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']] *La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719) *[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725) *Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733) *Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754) *Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016) *Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347) *Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807) *La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807) *Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810) *Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821) *Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822) *Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826) *Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827) *Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830) *Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831) *Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839) *Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845) [[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']] *A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852) *[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855) *Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860) ===Q=== *Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874) *Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887) *Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889) *[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892) *[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895) *[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901) ===R=== *Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925) *Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943) *Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949) *[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954) *Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954) *[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961) *L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963) *[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963) *Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963) *[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966) *Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969) *Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700) *Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979) *Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979) *[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980) *Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982) *La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983) *Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997) *Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006) *[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008) *Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009) *Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014) *[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017) *Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021) *Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021) ===S=== *Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034) *Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049) *[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053) *Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054) *La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056) *Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057) *Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060) *Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956) *Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067) *Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068) *Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071) *Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074) *Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971) *La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077) *Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079) *Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082) *[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083) *[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086) [[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']] *[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088) *Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095) *[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099) *[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107) *Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127) [[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']] *Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127) *Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129) *Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131) *Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132) *Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137) *Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144) *Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145) *[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149) *Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151) *Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152) *Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156) *Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157) *Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162) *Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168) *Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174) *Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178) *L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182) *La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186) *Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141) *Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199) *La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212) *La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212) *[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215) *Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237) *I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237) *Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237) *L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237) *Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237) *Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238) *Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239) *[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239) *Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245) *Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246) *Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250) *Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257) *[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258) *Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258) *Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277) *Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282) *[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287) ===T=== *[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295) *Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295) *[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308) *[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310) *Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319) *Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320) *Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321) *Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322) *Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325) *[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327) [[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']] *Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331) *Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341) *Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355) *Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363) *Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368) *''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374) *[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384) *Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389) *Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391) *Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398) *Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401) *La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417) *Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494) ===U=== *Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438) *Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442) *[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442) *Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442) *Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445) *[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448) *[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449) *Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449) [[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']] *La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451) *Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453) *Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632) *[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463) *[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476) *Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479) *[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485) *La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489) *Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495) *[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495) *Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499) *Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504) *[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506) ===V=== *Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518) *Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520) *Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521) *[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521) *Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523) *Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525) *Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528) *Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534) *Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536) *[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545) *È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559) *Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561) *Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679) *«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567) *Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575) *[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580) *[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581) *Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584) *[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589) *Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744) ===Z=== *Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640) ==Bibliografia== *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8 ==Voci correlate== *[[Il Farinotti]] *[[Il Morandini]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]] kbb6ecduos8jeyvn314eg8xvuial1zp Django Unchained 0 83595 1417631 1406633 2026-06-20T09:53:14Z ~2026-35655-21 107537 /* Dialoghi */ 1417631 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Django Unchained |dimensioneimmagine= 285 |immagine= Django Unchained logo.png |didascalia= |titolooriginale= Django Unchained |paese= USA |annouscita= 2012 |genere= western, avventura, azione |regista= [[Quentin Tarantino]] |soggetto= Quentin Tarantino |sceneggiatore= Quentin Tarantino |attori = *[[Jamie Foxx]]: Django Freeman *[[Christoph Waltz]]: Dr. King Schultz *[[Leonardo DiCaprio]]: Calvin Candie *[[Samuel L. Jackson]]: Stephen *[[Kerry Washington]]: Brunhilda *[[Laura Cayouette]]: Lara Lee Candie-Fitzwilly *[[James Remar]]: Ace Speck *[[Don Johnson]]: Big Daddy *[[Zoë Bell]]: Tracker Peg *[[Walton Goggins]]: Billy Crash *[[Jonah Hill]]: Bag Head #2 *[[Bruce Dern]]: Curtis Carrucan *[[Franco Nero]]: Amerigo Vassepi *[[James Russo]]: Dicky Speck *[[Tom Savini]]: Tracker Chaney *[[Don Stroud]]: sceriffo Bill Sharp *[[M. C. Gainey]]: Big John Brittle *[[Cooper Huckabee]]: Lil Ray Brittle *[[Dennis Christopher]]: Leonide Moguy *[[Quentin Tarantino]]: Frank *[[Tom Wopat]]: maresciallo Gill Tatum *[[Rex Linn]]: Tennessee Harry |doppiatoriitaliani = *[[Pino Insegno]]: Django Freeman *[[Francesco Pezzulli]]: Calvin Candie *[[Stefano Benassi]]: Dr. King Schultz *[[Daniela Calò]]: Broomhilda *[[Massimo Corvo]]: Stephen *[[Chiara Colizzi]]: Lara Lee Candie-Fitzwilly *[[Domenico Maugeri]]: Ace Speck *[[Mario Cordova]]: Big Daddy *[[Andrea Lavagnino]]: Billy Crash *[[Simone Crisari]]: Bag Head *[[Franco Zucca]]: Curtis Carrucan *[[Carlo Valli]]: Dicky Speck *[[Dante Biagioni]]: sceriffo Bill Sharp *[[Renzo Stacchi]]: Big John Brittle *[[Sergio Di Giulio]]: Leonide Moguy *[[Franco Mannella]]: Frank *[[Dario Oppido]]: maresciallo Gill Tatum |note= *Vincitore di 2 '''[[:Categoria: Film premi Oscar|Premi Oscar]]''' *Miglior attore non protagonista ([[Christoph Waltz]]) *Miglior sceneggiatura originale }} '''''Django Unchained''''', film statunitense del 2012 con [[Jamie Foxx]], [[Leonardo DiCaprio]], [[Christoph Waltz]], [[Samuel L. Jackson]] e [[Kerry Washington]], regia di [[Quentin Tarantino]]. == Frasi == * Buona gelida serata, signori! ('''Dr. King Schultz''') * Mi piace come muori, giovane... ('''Django Freeman''') * Signori, avevate la mia curiosità, ma ora avete la mia attenzione. ('''Calvin Candie''') * Decido solo io con la mia proprietà quello che desidero fare. ('''Calvin Candie''') * ''Auf wiedersehen!'' ('''Dr. King Schultz''') * Ora potete chiamare il marshall! ('''Dr. King Schultz''') * Dov'è la mia bella sorella? ('''Calvin Candie''') * Ma che gli farai mai alle donne, tu! ('''Dr. King Schultz''') * Chi è quel negro sopra il ronzino?!? ('''Stephen''') * Django qui è un uomo libero, e lascia prima che vi presenti, almeno! Django, questo è un altro stronzetto impertinente come te: Stephen! Stephen, questo è Django... Sono sicuro che vi odierete. ('''Calvin Candie''') * {{NDR|Mostrando a Django e Schultz un cranio umano}} Questo è Ben. È un muso [[nero (antropologia)|nero]] che ha vissuto qui per molto tempo. Decisamente molto tempo. "Old Ben" qui ha accudito mio padre e il padre di mio padre, finché ha tirato le cuoia un giorno. "Old Ben" ha accudito me. Crescere come il figlio di un grosso proprietario di una piantagione del Mississipi pone un uomo bianco in contatto con tutta una abbondanza di facce nere. Ho passato tutta la vita qui, proprio qui... a Candyland. Circondato da facce nere. A vederle tutti i giorni, un giorno dopo l'altro, Mi chiedevo sempre una cosa: perché non ci uccidono? Su quella veranda là fuori, tre volte a settimana per cinquant'anni, "Old Ben" qui radeva mio padre con un rasoio a mano libera. Ora, nei panni di Old Ben a mio padre avrei tagliato quella dannata gola, e non ci avrei certo messo cinquant'anni a decidere! Ma non l'ha mai fatto. Perché no? {{NDR|Prende un seghetto dalla borsa}} Vedete, la scienza della [[frenologia]] è cruciale per la comprensione dell'interazione tra le nostre due specie. Nel cranio dell'africano qui, l'area associata alla sottomissione è larga più di qualunque umano e qualunque altra subumana tra le specie sul pianeta terra. {{NDR|Taglia un pezzo posteriore del cranio che asporta con un paio di pinze e che mostra ai suoi ospiti}} Se esaminate questo pezzo di cranio qui, noterete tre distinte fossette. Qui, qui e qui. Ora, se avessi in mano il cranio di un [[Isaac Newton|Isacco Newton]], o un [[Galileo Galilei|Galileo]], le tre fossette sarebbero state nell'area del cranio comunemente associata con la creatività. Ma questo è il cranio di Old Ben... E nel cranio di Old Ben, non gravato dal genio, queste tre fossette sono situate nell'area del cranio comunemente associata con... il servilismo. {{NDR|Si rivolge a Django}} Mr. Brillante, devo ammettere che sei un tipo in gamba, ma se io prendessi questo martello qui, e lo abbattessi sul tuo cranio, tu avresti le stesse tre fossette, nello stesso posto di Old Ben. ('''Calvin Candie''') * Te ne vai. E questo è ciò che ti porti. Il tuo muso nero è la sola cosa di cui quei capoccioni della grande casa hanno parlato in queste ultime ore. Di colpo, bianchi che non hanno mai fatto una pensata nella vita, se ne escono con mille idee per farti fuori. E bada, molte di queste idee hanno in comune fotterti le parti basse. Be', capisco che sembra una buona idea, ma in effetti, quando stacchi le palle a un negro si svuota di sangue, boh in quanto... sette minuti, buona parte. Be'... buonissima parte. Allora ho detto: "Cazzarola! I negri che vendiamo alla LeQuint Dickey fanno una fine peggiore". E quelli giù a dire: "Frustiamolo a morte! Gettiamolo ai mandingo! In pasto ai cani di Stonecipher!". Allora io: "Che c'è di speciale? Che c'è? Lo facciamo continuamente! Porco demonio, i negri che vendiamo alla LeQuint Dickey fanno una fine peggiore?!". Guarda, combinazione: non so come mai, Miss Lara se ne esce con la brillante idea di dare il tuo culo alla LeQuint Dickey Mining Company. E come schiavo della LeQuint Dickey Mining Company, da adesso in poi, fin quando morirai, ogni giorno, per tutto il giorno, non farai che alzare e abbassare una mazza, trasformando grandi sassi in piccoli sassi. E quando arrivi lì, quelli ti levano il nome. Ti danno un numero e una mazza in mano, e dicono "Al lavoro!". Una parola insolente e ti tagliano la lingua, e lo sanno fare bene, non perdi sangue. Ohh, lo sanno fare benissimo. Ti fanno lavorare. Ogni giorno, per tutto il giorno, finché ti spacchi la schiena. Quel giorno ti danno un colpo di mazza e ti buttano nella fossa dei negri. E quella sarà la fine della tua storia, Django. ('''Stephen''') * Sai come ti chiameranno? "La pistola più veloce del Sud". ('''Dr. King Schultz''') == Dialoghi == *'''Amerigo Vassepi''': Come ti chiami, giovane?<br />'''Django Freeman''': Django.<br />'''Amerigo Vassepi''': Sai come si scrive?<br />'''Django Freeman''': D-J-A-N-G-O. La D è muta.<br />'''Amerigo Vassepi''': Lo so. *'''Dr. King Schultz''': {{NDR|Arriva dopo che Django ha ucciso John Brittle}} Chi sono?<br />'''Django Freeman''': Questo è Big John e Little Ray. <br />'''Dr. King Schultz''': Dov'è Ellis?<br />'''Django Freeman''': È quello là nei campi che se la sta squagliando.<br />'''Dr. King Schultz''': {{NDR|Carica il fucile e prende di mira Brittle}} Sicuro che sia lui?<br />'''Django Freeman''': Sì. <br />'''Dr. King Schultz''': Persuaso?<br />'''Django Freeman''': Non lo so...<br />'''Dr. King Schultz''': Non sai se sei persuaso?<br />'''Django Freeman''': Non so che vuol dire "persuaso"!<br />'''Dr. King Schultz''': Vuol dire "sicuro".<br />'''Django Freeman''': Sì...<br />'''Dr. King Schultz''': Sì cosa?<br />'''Django Freeman''': Sono sicuro che sia Ellis Brittle! {{NDR|Schultz uccide Brittle}} ...Sono "persuaso" che è morto! * '''Spencer 'Big Daddy' Bennett''': {{NDR|Mentre indossa un rudimentale copricapo da Ku Klux Klan}} Diavolo, non vedo un cazzo di niente con quest'affare!<br />'''Bradshaw''': Siamo pronti o no?<br />'''Big Daddy''': Un momento, combatto con 'sti cazzo di buchi... {{NDR|Strappa il copricapo}} Oh ma che cazzo!? Ah, ho fatto peggio!<br />'''Redfish''': Ma chi ha fatto questi cosi di merda?<br />'''O.B.''': La moglie di Willard!<br />'''Willard''': E fatevele da soli, le maschere!!! <br />'''Big Daddy''': Senti, non stiamo dicendo che non apprezziamo quello che ha fatto Jennifer!<br />'''Redfish''': Se non avessi altro da fare che un buco in un sacchetto, giuro che lo tagliavo meglio di così!<br />'''O.B.''': E tu Robert? Ci vedi?<br />'''Robert''': Mica tanto. Cioè, se non muovo la testa tutto sommato ci vedo, più o meno... Ma se cavalco il sacchetto si sposta tutto e allora vado alla cieca.<br />'''Randy''': Cazzo... Ora il mio l'ho strappato. Qualcuno ha sacchetti di riserva?<br />'''Terry''': {{NDR|Sarcastico}} No! Nessuno ha sacchetti di riserva!<br />'''Randy''': Ho soltanto chiesto.<br />'''Doug''': Dobbiamo tenerceli pure a cavallo?!<br/>'''Big Daddy''': Ma cazzarola! Se non ce li teniamo a cavallo, non ce li teniamo proprio!<br />'''Redfish''': {{NDR|Si toglie il copricapo}} Be', io non ci vedo per un cazzo, non ci respiro per un cazzo e non ci cavalco per un cazzo!<br />'''Willard''': Be' vaffanculo, me ne vado a casa! Ho passato la giornata a guardare mia moglie cucire sacchetti apposta per voi, ingrati figli di puttana! E ora non fate altro che criticare, criticare, criticare! D'ora in poi non chiedete a me o ai miei più niente! {{NDR|Se ne va}} <br />'''Big Daddy''': Allora, non ci scordiamo perché siamo qui: abbiamo un negro assassino su quella collina! E dovrà servire da lezione!<br />'''Randy''': Scusa, non ho capito. Li mettiamo i sacchetti o no?<br />'''Robert''': Io penso... Noi pensiamo, che i sacchetti erano un'idea carina. Ma, senza accusare nessuno, si potevano fare meglio! ...Quindi stavolta non usiamo i sacchetti, ma la prossima facciamo i buchi come Dio comanda e ci presentiamo in pompa magna! {{NDR|Tutti si mettono a togliersi i copricapi}}<br />'''Big Daddy''': Un momento! Io non ho detto niente sacchetti!<br />'''Randy''': Ma non ci vediamo nessuno!<br />'''Big Daddy''': Quindi?!?<br />'''Randy''': Quindi sarebbe carino vederci.<br />'''Big Daddy''': Che diamine! È una scorreria! Io non ci vedo e voi neanche, e allora? L'unico che ci deve vedere è il cavallo del cazzo! Questa è una scorreria! *'''Django Freeman''': Che ne sai che Broomhilde aveva padroni tedeschi?<br />'''Dr. King Schultz''': Broomhilde è un nome tedesco. Se l'hanno chiamata così sarà perché sono tedeschi.<br />'''Django Freeman''': Lì da te sono tante le Broomhilde?<br />'''Dr. King Schultz''': Brünhild è il nome di un personaggio della [[La canzone dei Nibelunghi|più popolare di tutte le leggende tedesche]].<br />'''Django Freeman''': C'è una storia su Broomhilde?<br />'''Dr. King Schultz''': Oh, sì che c'è.<br />'''Django Freeman''': La conosci?<br />'''Dr. King Schultz''': Qualunque tedesco conosce quella storia. Vuoi che te la racconti? {{NDR|Django annuisce}} Bene! Brünhild... era una principessa. Una delle figlie di Wotan, dio di tutti gli dei... Comunque sia, suo padre era molto arrabbiato con lei.<br />'''Django Freeman''': E perché?<br />'''Dr. King Schultz''': Non me lo ricordo esattamente... gli aveva disobbedito su qualche cosa. Così lui la pose sulla cima di una montagna.<br />'''Django Freeman''': Broomhilde su una montagna?<br />'''Dr. King Schultz''': È una leggenda tedesca, ci devono sempre infilare una montagna da qualche parte. E mette un drago che sputa fuoco a guardia di quella montagna. E che la avvolge in un cerchio di fiamme infernali. E lassù, Brünhild rimarrà per sempre... A meno che non giunga a salvarla un eroe senza paura.<br />'''Django Freeman''': E il tipo giunge?<br />'''Dr. King Schultz''': Sì, Django: effettivamente giunge. Il tipo si chiama Siegfried.<br />'''Django Freeman''': E Siegfried la salva?<br />'''Dr. King Schultz''': {{NDR|Schultz annuisce}} E lo fa in modo spettacolare. Scala la montagna perché è senza paura. E uccide il drago perché è senza paura. E attraversa le fiamme infernali... perché Brünhild se lo merita.<br />'''Django Freeman''': So come si sente...<br />'''Dr. King Schultz''': Penso che sto cominciando a rendermene conto... Allora, senti. {{NDR|Schultz si siede al fianco di Django, che continua a guardare dritto davanti a sé}} Django... Non ho dubbi che un giorno salverai la tua donna amata, ma non posso lasciarti andare a Greenville, in tutta coscienza. C'è l'asta degli schiavi del Mississipi e non è un posto che puoi visitare: libero o no, è troppo pericoloso. Ma permettimi una domanda. {{NDR|Schultz si siede di fronte a Django}} Ti piace il lavoro di cacciatore di taglie?<br />'''Django Freeman''': Uccidere i bianchi e pagato pure... secondo te?<br />'''Dr. King Schultz''': No perché ammetto che siamo un bel team.<br />'''Django Freeman''': Non sei arrabbiato che ho ucciso Big John e Little Raj?<br />'''Dr. King Schultz''': Sì, in quel caso sei stato un tantino zelante, ma di norma va bene così. Che ne dici di fare coppia per l'inverno?<br />'''Django Freeman''': Fare coppia come?<br />'''Dr. King Schultz''': Tu lavora con me tutto l'inverno fino allo sciogliersi delle nevi e ti darò un terzo delle mie taglie. Quest'inverno faremo un po' di soldi e allo sciogliersi delle nevi andremo a Greenville insieme, e scopriremo... dove hanno mandato tua moglie.<br />'''Django Freeman''': Che te ne importa di me? Che te ne importa se trovo mia moglie?<br />'''Dr. King Schultz''': Francamente... non avevo mai dato la libertà a nessuno finora e ora che l'ho fatto mi sento vagamente responsabile per te. In più un tedesco che incontra uno Siegfried in carne e ossa è un avvenimento. Come tedesco sono obbligato ad aiutarti nella tua ricerca di liberare la tua amata Brünhild. {{NDR|Schultz e Django si stringono la mano}} *'''Calvin Candie''': Ho sentito parlare di te. Ho sentito che dici che tutti quei mandingo sono meno di nulla, che non ce n'è uno che valga la pena di comprare. Sono curioso. Com'è che sei così esperto di mandingo? <br /> '''Django Freeman''': Sono curioso del perché siete così curioso. *'''Hoot, lo schiavista''': {{NDR|a Django, riferito al suo cavallo}} Ci devi montare sopra, non sotto, negro! {{NDR|gli schiavisti ridono, e allora Django fa cadere Hoot da cavallo. Gli uomini di Candie stanno per tirare fuori le pistole ma Django li precede}} <br />'''Django Freeman''': Toccatele e siete morti! <br /> '''Calvin Candie''': Cerchiamo di calmarci! Ho visto tutto io, poco male! <br /> '''Billy Crash''': State scherzando? Questo negro... <br /> '''Calvin Candie''': Ho detto poco male! E leva la mano da quella pistola! Butch, vale anche per te! Smettetela tutti di inimicarvi il mio ospite! Hoot! Rimonta a cavallo, forza! <br /> '''Hoot''': Mi ha rotto la clavicola! <br /> '''Calvin Candie''': Oh, santo cielo! Per favore potete aiutare Hoot a rimontare sul dannato cavallo?!? <br /> '''Schiavista''': Sì, signore! <br /> '''Billy Crash''': {{NDR|a Django}} Oh, allora sei un negro fortunato! <br /> '''Django Freeman''': Da' retta al tuo capo, ragazzo bianco! <br /> '''Billy Crash''': Una sera ti porto a fare un giro al chiaro di luna! <br /> '''Django Freeman''': Mi tieni anche per mano?! {{NDR|Billy Crash ridacchia, e Django sputa per terra}} *'''Django Freeman''': Vuoi dirmi che diavolo combini? <br /> '''Dr. King Schultz''': Ti confermo che Broomhilda è a Candyland. <br /> '''Django Freeman''': Sicuro che è lei? <br /> '''Dr. King Schultz''': {{NDR|Calvin Candie}} Non l'ha chiamata per nome, ma è una signorina con segni di frusta sulla schiena e parla tedesco. {{NDR|Django annuisce}} Di norma non è saggio presumere, ma in questa circostanza credo si possa anche fare. Perché ne parlo? Non voglio che ti fai prendere la mano dalla tua vendetta. Perdi di vista il vero obiettivo! <br /> '''Django Freeman''': Dici che lo perdo di vista? <br /> '''Dr. King Schultz''': Sì, esatto! Smettila di inimicarti Candie! Manderai in fumo tutta questa farsa o, più probabile, riuscirai a farci uccidere. E io, almeno, non intendo morire a Chickasaw County, Mississippi, USA! <br /> '''Django Freeman''': Non me lo sto inimicando, lo sto incuriosendo. <br /> '''Dr. King Schultz''': Come? Prendendo a insulti questi poveri schiavi? <br /> '''Django Freeman''': Ricordo l'uomo che mi ha fatto uccidere un altro uomo, di fronte a suo figlio, senza battere ciglio. Te lo ricordi? <br /> '''Dr. King Schultz''': ...Certo che me lo ricordo... <br /> '''Django Freeman''': E mi hai detto: "Questo è il mio mondo. E nel mio mondo ti devi sporcare". Sto facendo questo: mi sto sporcando. <br /> '''Dr. King Schultz''': {{NDR|rassegnato}} Be', stai parafrasando un tantino ma... ma... diciamo che il succo è questo. Ci vediamo a Candyland! *'''Stephen''': Hai detto che non lo conosci. {{NDR|Django}} <br /> '''Broomhilda''': Eh? <br /> '''Stephen''': Ho detto: "Tu hai detto che non lo conosci". <br /> '''Broomhilda''': Non lo conosco. <br /> '''Stephen''': Sì, lo conosci. <br /> '''Broomhilda''': {{NDR|sull'orlo delle lacrime}} Mister Stephen... No... <br /> '''Stephen''': Perché mi racconti bugie? <br /> '''Broomhilda''': Non mento... <br /> '''Stephen''': E perché allora piangi? Hm? <br /> '''Broomhilda''': {{NDR|piangendo}} Mi mettete paura. <br /> '''Stephen''': Perché ti metto paura? <br /> '''Broomhilda''': Perché fate paura! *'''Calvin Candie''': Qual è il problema?<br />'''Stephen''': Quei figli di puttana non sono qui per comprare un mandingo... Vogliono la ragazza!<br /> '''Calvin Candie''': {{NDR|ride}} Stephen! Di che diavolo mi stai parlando? Hm? <br /> '''Stephen''': Che ti prendono per il culo, di questo ti parlo. Non sono qui per un muscoloso Jimmy. Ma per la ragazza. <br /> '''Calvin Candie''': Q-Quale ragazza? Hildy? <br /> '''Stephen''': Sì, Hildy. E Django. Quei negri si conoscono! <br /> '''Calvin Candie''': Ha, ha... Ha comprato Eschimo Joe... <br /> '''Stephen''': Ti hanno dato dei soldi? <br /> '''Calvin Candie''': No, non ancora, però... <br /> '''Stephen''': Allora che ha comprato? Una sega, ancora. Ma invece stava per comprare, chi è venuto a comprare, quando l'ho interrotto. "Grazie Stephen", "Figurati Calvin"! <br /> '''Calvin Candie''': Co-Come ci sei arrivato? Perché prendersi tanto disturbo per una negra con la schiena sfregiata e che non vale trecento dollari? <br /> '''Stephen''': Si disturbano perché quel negro Django è innamorato di Hildy. È sua moglie magari. Poi perché al tedesco frega un cazzo di chi è innamorato quel borioso arrogante sia dannato se lo so! <br /> '''Calvin Candie''': Se è lei che vogliono, perché tante chiacchiere da imbonitore sui mandingo allora? <br /> '''Stephen''': Quando mai ti scomodavi per trecento dollari? Ma per dodicimila... Amiconi per quello, vero o no? <br /> '''Calvin Candie''': ...Sì, sì, sì... Sua moglie, eh? Mi coltivavo una serpe. Poteva mordermi. Quei bugiardi... Perdigiorno... Figli, di, puttana... Figli di puttana! *'''Calvin Candie''': Torta bianca? <br /> '''Dr. King Schultz''': Non gradisco i dolci, grazie! <br /> '''Calvin Candie''': Rimuginate sul fatto che ho avuto la meglio, eh? <br /> '''Dr. King Schultz''': In realtà stavo pensando al povero diavolo che avete dato in pasto ai cani oggi... D'Artagnan... E mi stavo chiedendo: "[[Alexandre Dumas (padre)|Dumas]] come la prenderebbe?" <br /> '''Calvin Candie''': Come dite? <br /> '''Dr. King Schultz''': Alexandre Dumas, scrittore de ''[[Alexandre Dumas (padre)#I tre moschettieri|I tre moschettieri]]''. <br /> '''Calvin Candie''': Sì, certo dottore... <br /> '''Dr. King Schultz''': Vi reputavo un ammiratore per chiamare un vostro schiavo come il personaggio principale del suo romanzo... Ora, se Alexandre Dumas fosse stato qui oggi, mi chiedo come l'avrebbe presa... <br /> '''Calvin Candie''': Dubitate che avrebbe approvato? <br /> '''Dr. King Schultz''': Sì... Dire che avrebbe approvato sarebbe una dubbia affermazione, almeno! <br /> '''Calvin Candie''': Francese dal cuore tenero... <br /> '''Dr. King Schultz''': Alexandre Dumas è nero. *'''Dr. King Schultz''': Broomhilda Von Shaft, consideratevi una donna libera! Mister Candie... di norma, vi direi ''auf wiedersehen'', ma dato che il significato di "auf weidersehen" è "arrivederci", e dato che non ho intenzione di rivedervi più, signore... vi dico addio, e basta! {{NDR|a Django}} Andiamo.<br />'''Django Freeman''' {{NDR|a Broomhilda}}: Vieni...<br />'''Calvin Candie''': Ancora un momento, dottore!<br />'''Dr. King Schultz''': Che c'è?<br />'''Calvin Candie''': È usanza, qui nel Sud, quando viene concluso un affare tra le due parti, darsi la mano! In segno di buona fede.<br />'''Dr. King Schultz''': Io non sono del Sud.<br />'''Calvin Candie''': Ma voi siete nella mia casa, dottore! Quindi temo di dover insistere...<br />'''Dr. King Schultz''': Insistere? Su cosa? Che vi dia la mano? Oh, allora temo di dover insistere nella direzione opposta!<br />'''Calvin Candie''': Sapete cosa penso di voi?<br />'''Dr. King Schultz''': Cosa pensate di me? No, non lo so.<br />'''Calvin Candie''': Penso che siate un pessimo perdente.<br />'''Dr. King Schultz''': E io penso che siate un infimo vincente!<br />'''Calvin Candie''': Ciò non di meno... qui a Chickasaw County non si chiude un affare finché le due parti non si danno la mano. Firme e scartoffie non contano un cazzo se... voi... non mi date la mano!<br />'''Dr. King Schultz''': Se io non vi do la mano... buttate via dodicimila dollari? Io non credo.<br />'''Calvin Candie''': Mr. Pooch? Se quella cerca di andare via prima che questo tedesco leccanegri mi abbia dato la mano, abbattila, la cagna! {{NDR|Pooch punta il fucile verso di lei. Django si mette in mezzo, per poi scambiare gli sguardi con Schultz, che si rivolge a Calvin}}<br />'''Dr. King Schultz''': Sul serio volete che vi dia la mano...?<br />'''Calvin Candie''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Insisto!<br />'''Dr. King Schultz''': Mah, se proprio insistete... {{NDR|Schultz si avvicina e spara a Calvin nel cuore}}<br />'''Stephen''': Noooooo!!! {{NDR|Accorre al corpo di Calvin}} Calvin! Caaaaalviiiiin!!<br />'''Dr. King Schultz''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]], a Django e Broomhilda}}: Scusate, non ho saputo resistere! {{NDR|Pooch lo fucila, Django prende una pistola da Pooch, lo uccide e si scatena una sparatoria}} *'''Stephen''': Abbiamo la tua donna. Billy Crash qui, gli sta con una pistola puntata alla testa. Se non la pianti di fare casino, le fa esplodere il cervello. E non è una minaccia, stalliere, è una promessa. O tu ti arrendi, butti la pistola, e non ammazziamo Hildi.<br/>'''Django Freeman''': Stronzate! <br/>'''Stephen''': Parola di indiano, Django, te lo giuro su Dio. Ti arrendi, nessun male le verrà fatto.<br/>'''Django Freeman''': E io dovrei crederti, muso nero?<br/>'''Stephen''': A me non me ne frega un beneamato di quello che credi o che non credi! Io invece credo che se tu non ti arrendi entro dieci secondi a quella cagna gli esplode il cervello! Puoi credere a questo! *'''Django Freeman''' {{NDR|dopo averlo colpito con la sua pistola}}: Billy Crash! Dove eravamo? Oh, sì giusto. L'ultima volta che ti ho visto stavi con le mani sul mio... {{NDR|Gli spara nei genitali, e Billy Crash urla dal dolore}} <br/> '''Billy Crash''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: D-Jango, sei un nero figlio di puttana!!!<br/>'''Django Freeman''': La D è muta, bifolco! {{NDR|Lo uccide}} *'''Django Freeman''': Stephen! Ti piace il mio straccetto nuovo? Ho appena scoperto che il bordeaux mi dona... <br/>'''Stephen''' {{NDR|lascia cadere il suo bastone a terra}}: ...Io conto sei colpi, negro!<br/>'''Django Freeman''' {{NDR|tira fuori la sua seconda pistola}}: Io conto due pistole, "negro"! Hai detto che in 76 anni in questa piantagione hai visto cose terribili fatte ai negri. Ma non hai parlato... di essere gambizzati! {{NDR|Gli spara a una gamba}}<br/>'''Stephen''': Argh! Oddio!!! Pezzo di merda! <br/>'''Django Freeman''': 76 anni, Stephen! Quanti negri avrai visto andare perire, eh? Settemila? Ottomila? Novemila? Novemilanovecentonovantanove? Ogni singola parola uscita dalla bocca di Calvin Candie non era che una stronzata! Ma su una cosa aveva ragione: io sono quel negro su diecimila! {{NDR|Spara all'altra gamba di Stephen facendolo cadere a terra}}<br/>'''Stephen''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: B-Brutto figlio di puttana! Ah, pezzo di merda! Oh Gesù santo fammi ammazzare questo negro!!! Stavolta non la passi liscia, Django! Tanto vedrai come ti prendono! Finirai sui manifesti dei ricercati, negro! E i cacciatori di taglie non cercheranno altri che te! Scappa, scappa negro! Quelli ti trovano, tanto! E allora sì, ah ah ah! Sissignoriddio che ti fanno!!! {{NDR|Django accende la dinamite}} Non ti ammazzano solo, negro! Hai fatto una cazzata! Questa è Candyland, negro! Non puoi distruggere Candyland! Siamo qui, ci sarà sempre una Candyland! {{NDR|Django esce dalla villa e raggiunge Broomhilda, che si tappa le orecchie con gli indici}} Un pistolero negro non può passare sotto gli occhi del mondo! Ti ritroveranno, muso nero! {{NDR|Fa una risata isterica}} Django, sei un impertinente figlio di pu... {{NDR|La villa esplode}} *'''Django Freeman''': Ciao piccola peste... <br/> '''Broomhilda''': Ciao grandissima peste... ==Citazioni su ''Django Unchained''== *La schiavitù in America non fu uno spaghetti western di [[Sergio Leone]]. Fu un olocausto. I miei antenati erano schiavi. Portati via dall'Africa. Onorerò la loro memoria. ([[Spike Lee]]) *Non posso dire niente sul film perché non l'ho visto e non lo vedrò, tutto quel che mi limito a far notare è che manca di rispetto ai miei antenati. Questa è la mia opinione, magari sono solo io a pensarla così. Non parlo a nome di nessun altro. ([[Spike Lee]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Django Unchained''}} [[Categoria:Film d'azione drammatici]] [[Categoria:Film western]] [[Categoria:Film premi Oscar]] fd1hztkmsmefth5lbkz316qj0ks97qh Love Hina 0 88879 1417549 661940 2026-06-19T16:04:31Z DragonflySixtyseven 35828 ([[c:GR|GR]]) [[c:COM:FR|File renamed]]: [[File:04190013.jpg]] → [[File:People gardening 04190013.jpg]] old name is not meaningful 1417549 wikitext text/x-wiki {{Fumetto |titolo = Love Hina |tipo = manga |immagine = Love hina logo.svg |titolo originale = Love Hina |autori = Ken Akamatsu |editoreitaliano = Play Press Publishing, collana ''Love2comix''<br /> Panini Comics – Planet Manga |paese = Giappone |lingua originale = giapponese |pubblicazione = 1998 – 2001 |pubblicazioneitaliana = 2001 - 2004 |note = }} '''''Love Hina''''' (''Love Hina''), ''manga'' di [[ Ken Akamatsu]] pubblicato in Giappone dal 1998 al 2001, dal quale sono stati tratti una serie ''anime'', due episodi speciali e tre OAV. ==Citazioni tratte dalla serie== ===Episodio 1, ''Ah, le terme''=== *'''Monaco 1'''<ref>Nella serie sono frequenti le apparizioni di alcuni monaci (dei quali non viene indicato il nome) che, singolarmente o in gruppo, pronunciano frasi che sono un commento agli eventi narrati. Nelle citazioni sono indicati semplicemente ''Monaco'' (nel primo caso) o ''Monaco 1'' – ''Monaco 2'' – ''Monaco 3'' (nel secondo)</ref>: Gli uomini non possono vivere di soli [[sogno|sogni]].<br />'''Monaco 2''': Dopo il sogno viene la [[realtà]].<br />'''Monaco 3''': Ricordate che la linea di confine tra sogno e la realtà non sempre è visibile. *Keitaro, a volte nella vita è meglio [[bugia|mentire]] per evitare che succeda il peggio. ('''Haruka''') *È inutile, quando pensi che c'è non c'è, quando pensi che non c'è invece c'è. ('''Monaco''') ===Episodio 2, ''Shinobu, la nuova affittuaria dell'Hinata''=== *'''Monaco 1''': Prima o poi i sogni terminano.<br />'''Monaco 2''': Il tempo scorre così, come l'ineluttabile [[destino]]. ===Episodio 4, ''Il diario''=== *Da come ti stai comportando sembra che tu abbia già deciso dentro di te che alcune materie non le capirai mai. Non ti rendi conto che se ti arrendi prima ancora di provare non riuscirai mai in niente? ('''Naru''', rivolta a Keitaro) ===Episodio 7, ''Il primo appuntamento''=== *'''Keitaro''': Analizzando e pianificando ogni situazione riesci a diventare il tipo ideale di ogni ragazza, ma quello che non capisco è dove va a finire la tua vera [[personalità]]...<br />'''Kentaro''': La mia vera personalità non è importante.<br />'''Keitaro''': Io vorrei essere apprezzato dalla mia ragazza per quello che sono.<br />'''Kentaro''': Questi sono luoghi comuni. L'[[amore]] è solo un gioco, l'importante è far cadere una ragazza ai tuoi piedi. ===Episodio 8, ''I sogni''=== *'''Monaco 1''': Si sogna da svegli, si sogna da addormentati.<br />'''Monaco 2''': Sono i sogni che rendono interessante la vita.<br /> ===Episodio 14, ''Ah, l'amore''=== *{{NDR|Keitaro ha una visione: Naru e le altre inquiline lasciano l'Hinata}} '''Naru''': Addio Keitaro, non ci vedremo mai più!<br />'''Keitaro''': Ti prego, non andare via Narusegawa!<br />'''Naru''': Io ero un'inquilina e tu il custode della pensione, il nostro rapporto si limitava soltanto a questo.<br >'''Keitaro''': Vuoi dire che le mie erano solo [[illusione|illusioni]]?<br />'''Naru''': Terminati i [[denaro|soldi]], terminata la [[relazione]]: stanno così le cose, baby! ===Episodio 15, ''Ti voglio bene!''=== *'''Naru''' {{NDR|dopo che Sarah le ha detto che lei piace molto a Keitaro}}: A proposito, Keitaro, se ricordo bene quando eravamo in viaggio tu hai confessato a Mutsumi che avevi un debole per me: mi sbaglio, forse?<br />'''Keitaro''' {{NDR|in vistoso imbarazzo}}: Veramente io... ecco... Non ricordo bene! Dunque, in realtà...<br />'''Naru''': Perché fai così, adesso basta! Non riesci mai a comportarti da uomo, ti vergogni sempre di dire quello che pensi! {{NDR|prende Keitaro per il collo}}<br />'''Keitaro''': Sto soffocando, non respiro più...<br />'''Naru''' {{NDR|lasciando Keitaro}}: Non è che tu mi piaccia...<br />'''Keitaro''': Sei crudele!<br />'''Naru''': Però, a pensarci bene... non mi dispiaci neanche! *Considerare una persona come l'uomo dei propri sogni non significa esserne innamorata, sono due cose diverse. ('''Naru''') [[Immagine:People gardening 04190013.jpg|thumb|Scavi archeologici]] *Quando si inizia uno scavo si sa già che scavando non uscirà fuori proprio quello che si sta cercando. Può anche succedere che si scavi, si scavi ma non esca fuori assolutamente nulla, ma va bene anche così. Però senza tentativi non c'è assolutamente nessuna speranza che si possa trovare qualcosa. ('''Seta''') *'''Seta''': Che ne dici Keitaro, andare per scavi lo trovi interessante?<br />'''Keitaro''': Sì, non sai mai cosa potrebbe saltare fuori. Però, è una cosa che mi fa paura...<br />'''Seta''': Non devi avere paura, ad esempio la pensione Hinata nasconde moltissime cose ed è proprio questo che la rende interessante. ===Episodio 17, ''Ah, che paura''=== *Solo quando si vuole bene a qualcuno si diventa forti nel vero senso della parola. Quando si lotta per la persona amata riusciamo a raccogliere tutta l'energia che è in noi. ('''Seta''') ===Episodio 20, ''L'automa''=== *Il destino della [[memoria]] è quello di diventare, prima o poi, vaga e imprecisa per poi essere del tutto dimenticata. Di conseguenza, ho deciso di riportare in questo diario tutto quello che non desidero vada perduto, un prezioso contenitore di tutti gli avvenimenti che non voglio dimenticare. ('''Haruka''', leggendo il diario dell'Hinata) *Le [[promessa|promesse]] sono forse destinate, una volta mantenute, a svanire come la nebbia con l'arrivo del sole? No, ho la certezza che in quell'occasione nasca una nuova fiducia che ci lega al cuore di chi sperava che la promessa fosse mantenuta. ('''Haruka''') *Ritengo che le promesse vadano mantenute a qualunque costo, ancora di più se la promessa è stata fatta a qualcuno per noi importante, e spero che i ricordi di ognuno di noi vivano per sempre. ('''Haruka''', leggendo il diario dell'Hinata) ===Episodio 24, ''Se son rose fioriranno''=== *'''Mutsumi''': Urashima, ascolta: se hai intenzione di restare insieme alla tua dolce Mutsumi per sempre non dobbiamo entrare per forza all'università di Tokyo, possiamo anche provare con altre università, magari meno difficili e rigorose...<br />'''Keitaro''': Se facessi questo per me sarebbe come scappare via.<br />'''Mutsumi''': Esattamente il contrario: tu sei tornato qui proprio per non scappare e per non rifugiarti nel tuo sogno, non devi colpevolizzarti.<br />'''Keitaro''': I sogni sono il luogo dove ognuno si rifugia... ===Episodio speciale 2, ''Fiori di ciliegio''=== *Non esiste niente di impossibile, se ci si impegna davvero si può riuscire in qualsiasi cosa! ('''Shinobu''', riportando una frase di Keitaro) *Per quanto possa essere fantastico quel sogno, non dimentichiamo che appartiene solo a lei. Non è giusto sentirsi vivi attraverso i desideri di Seta o la promessa di Nyamo, rischiamo di non vivere più la nostra vita. Noi abbiamo i nostri sogni e i nostri desideri da esaudire, non dobbiamo far altro che guardare dentro di noi per capire cosa vogliamo e cosa cerchiamo: niente è impossibile da realizzare! ('''Keitaro''', dopo che Nyamo è partita da sola) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Love Hina''|w=Love Hina|w2_etichetta=episodi di ''Love Hina''|w2=episodi di Love Hina|w2_preposizione=riguardante gli}} [[Categoria:Manga]] [[Categoria:Serie televisive anime]] 8qiw6njbp9cgqvr6rcm0uz0iqaedzh0 Roberto Recchioni 0 95172 1417593 1406843 2026-06-20T05:55:08Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Roberto Recchioni */ 1417593 wikitext text/x-wiki [[File:Roberto Recchioni - Lucca Comics & Games 2014.JPG|thumb|Roberto Recchioni a Lucca Comics & Games 2014]] '''Roberto Recchioni''' (1974 – vivente), fumettista e scrittore italiano. ==Citazioni di Roberto Recchioni== *Ho seguito [[Rat-Man]] da quel suo primo numero autoprodotto a oggi, e quel "di più" non ha fatto altro che continuare a crescere. Nel tempo, è diventato più "complicato". Fa sempre ridere, e tanto, ma i suoi livelli di lettura si sono moltiplicati, offrendo riflessioni estremamente profonde e articolate sulla vita, il senso del narrare, la religione, l'amore e quanto altro. <ref name=fumettologica>Citato in ''[http://www.fumettologica.it/2014/01/rat-man-n-100-l-omaggio-degli-autori/8/ Rat-Man n.100: l'omaggio degli autori]'', ''Fumettologica.it'', 16 gennaio 2014.</ref> * In sostanza, il fantastico è il reale senza le parti noiose e con effetti speciali migliori. <ref>Citato in ''[http://heroicfantasyitalia.altervista.org/la-locanda-di-mastro-angelo-intervista-a-roberto-recchioni/ La locanda di Mastro Angelo: intervista a Roberto Recchioni]'', ''Heroic Fantasy Italia'', gennaio 2018.</ref> *{{NDR|Parlando di ''[[Ronin (fumetto)|Ronin]]''}} La via del samurai è la morte. La via del ronin è il disonore. La via di Frank Miller è il segno e la parola. Unite insieme in un solo colpo di spada.<ref>Dalla postfazione di [[Frank Miller]] e Lynn Varley, ''Ronin'' nn. 1-6, DC Comics, (1983,1984); edizione italiana su ''Absolute DC – Ronin. Edizione Assoluta'', traduzione di Leonardo Rizzi, Lion Comics, settembre 2014.</ref> *Quanto a quello che {{NDR|[[Rat-Man]]}} rappresenta, è facile: il perfetto connubio tra una visione popolare del fumetto e una autoriale. È uno dei migliori fumetti al mondo. <ref name=fumettologica/> {{Int|''[https://www.bestmovie.it/news/excalibur/798706/ Excalibur]''|''bestmovie.it'', 27 dicembre 2021.}} {{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}} *[...] una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che Excalibur lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. {{Int|''[https://blog.screenweek.it/2025/01/un-lunghissimo-discorso-su-nosferatu-907416.php/ Nosferatu, la recensione di Roberto Recchioni]''|''screenweek.it'', 4 gennaio 2025.}} *{{NDR|Su ''[[Nosferatu il vampiro]]''}} Perché il capolavoro del regista tedesco è così speciale? Le ragioni sono molteplici, a cominciare dal fatto che è la prima pellicola a portare sullo schermo il Dracula di Bram Stoker, anche se in una versione con i nomi alterati per evitare rogne legali (spoiler: il trucco non funzionò, visto che la vedova di Stoker fece comunque causa a Murnau e alla società produttrice del film, vincendola, e un tribunale sentenziò che tutte le copie della pellicola sarebbero dovute essere distrutte. Fortunatamente ormai il film era diventato troppo popolare e c'erano troppe copie sparse nel mondo perché si potesse fare davvero). Assieme a Sherlock Holmes, Dracula è uno dei personaggi più popolari e più rappresentati del cinema e della televisione, e tutto nasce dal ''Nosferatu'' di Murnau, che riuscì a trovare un modo per adattare il romanzo inadattabile (perché scritto in una forma epistolare ben poco compatibile con il linguaggio visivo) di Stoker e pure a inventarsi alcune caratteristiche (poi diventate praticamente canoniche) che ne migliorarono la formula e che furono riprese da chiunque. Per esempio, nel romanzo originale il vampiro non muore se esposto alla luce solare ma viene solamente indebolito da essa; nella versione di Murnau, invece, il sole lo tramuta in cenere e questa idea sarà poi ripresa pedissequamente (assieme a molte altre) da Tod Browning nel primo adattamento ufficiale di ''Dracula'', prodotto dalla Universal Pictures nel 1931 e, successivamente, dalla quasi totalità di opere dedicate ai succhiasangue. Ma non è solo questo. A livello di scrittura, Murnau mette in atto un processo di essenzializzazione del plot (semplificandolo, certo, ma anche mettendolo più a fuoco) e dei personaggi (eliminando quelli inutili e ridondanti) e, soprattutto, trasforma il ruolo di Mina (Ellen, nella sua versione) da quello di semplice donna da salvare a vera eroina di tutta la vicenda, centrale nello sviluppo della storia e salvifica nel finale. E poi, c'è il lato visivo. Oggi è difficile capirlo, ma prima del ''Nosferatu'' di Murnau, certe cose non si erano mai viste, sia in termini di effetti visivi (gli effetti speciali dell'epoca), sia in termini di invenzioni all'interno della grammatica cinematografica (da un certo tipo di montaggio alla scelta delle inquadrature fino, ovviamente, alla fotografia fortemente contrastata e tipica dell'espressionismo tedesco). Ultimo, ma non ultimo, l'aspetto che Murnau decide di dare al suo Conte Orlok (questo il nome scelto al posto di Dracula, sempre per la storia dei diritti), che da una parte è fedele allo spirito del romanzo di Stoker (Dracula è, prima di tutto, una creatura mostruosa) ma dall'altra parte la reinventa da zero, creando una figura iconica autonoma. *{{NDR|Su ''[[Dracula il vampiro]]''}} La [[Hammer Film Productions|Hammer]] aveva le idee molto chiare sull'approccio da seguire: colori saturi (specie il rosso del sangue) da contrapporre al bianco e nero dei film Universal, più violenza mostrata e, soprattutto, più sesso, rappresentato a schermo sia dalle bellezze discinte (per l'epoca) delle attrici prescelte, sia dalla volontà di rendere maggiormente esplicito quel sottotesto sessuale che nell'opera di Stoker era implicito (ma ben presente). Per il resto, il Dracula della Hammer seguiva solo blandamente la storia originale, guardava poco (o per niente) al ''Nosferatu'' di Murnau e rubava da Browning solamente l'aspetto estetico del Conte, rendendolo però molto più fisico, più sessualmente carnale e predatorio. Anche in questo caso, il successo commerciale fu enorme e la Hammer, al pari della Universal, creò un suo universo narrativo di mostri e, sempre al pari della Universal, lo sfruttò troppo, facendolo sfociare nel film di exploitation di serie B (a essere generosi). *{{NDR|Su ''[[Nosferatu, il principe della notte]]''}} Prima di affrontare l'impresa, Herzog studia con attenzione il materiale originale, capendone la portata eversiva per il cinema del suo tempo, e decide di restargli fedele non tanto nella forma quanto nello spirito. Se Murnau era stato un innovatore assoluto sul piano visivo, altrettanto lo sarà Herzog, che deciderà di rifuggire da qualsiasi tentazione citazionista formale per rimanere fedele al suo cinema naturalistico (spesso documentaristico), alla sua “verità estatica”, alla sua contemplazione di una natura selvaggia, ai suoi personaggi perduti e fuori dal mondo. Ma sul piano visivo Herzog segna una discontinuità evidente con il film di Murnau, mentre sul piano narrativo opera un processo di rottura meno evidente, rimanendo estremamente fedele alla struttura dello script originale, cambiandone però in maniera sottile gli equilibri. La storia del Nosferatu di Herzog è quella di un amore sbagliato, mostruoso, tossico, ambiguo, un rapporto di dominio e sottomissione mai chiaro e costantemente messo in discussione, drammaticamente condannato a una fine tragica, dove Lucy (questa volta tocca a lei in questo infinito rimescolamento di nomi e personaggi) e Orlok (qui interpretato da uno straordinario Klaus Kinski, amico-nemico di Herzog e suo attore feticcio) sono protagonisti centrali e alla pari. In questo Nosferatu convivono lo spirito di Murnau e i demoni di Herzog, tanto il vampiro mostruoso quanto quello dolente, tanto la donna-preda quanto la donna padrona del suo destino, tanto l'amore quanto la morte. Il film viene salutato dalla critica per quello che è (un gioiello) e entra nella storia del cinema, accanto al suo progenitore. *{{NDR|Su ''[[Dracula di Bram Stoker]]''}} [...] Coppola è un grande amante e conoscitore del cinema e, nella sua versione di Dracula, proprio non può esimersi dal citare e reinterpretare i capolavori del passato. Così, in questo adattamento, trovano posto le invenzioni visive di Murnau, le atmosfere gotiche di Browning, i colori saturi, il sangue, il sesso e la carnalità di Fisher, l'umanità dolente e l'amore di Herzog, in un adattamento che è sia opera nuova che compendio di tutte le opere precedenti. *{{NDR|Su ''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]''}} Sul piano visivo e formale, poco da dire, il film è sontuoso, ricercatissimo e perfetto. Cita l’aspetto visionario di Murnau nei tanti momenti in cui l’orrore entra in scena e blandisce Herzog negli attimi più naturalistici. Ma, appunto, “cita”. Di suo, di personale, apporta poco. Se Herzog aveva capito che uno degli elementi chiave della pellicola originale di Murnau era il suo portato di innovazione e freschezza rispetto al cinema del suo tempo, Eggers questo non sembra coglierlo e si limita a creare una sua versione, patinata, digitale e hollywoodiana, dell’espressionismo tedesco. Riuscitissima e realizzata con grandissima attenzione e gusto, sia chiaro, ma priva di una scintilla vitale propria. *{{NDR|Su ''Nosferatu''}} [...] la grande idea che sta alla base di questo nuovo ''Nosferatu'' è che è la donna a essere la ragione del male, che è Ellen a essere l’afflizione di Orlok e non il contrario. Figo, eh? Un bel ribaltamento! Se non fosse che in ''The Witch'' le donne erano creature lunari, in contatto con il diavolo e suo veicolo per manifestarsi, streghe perditrici di uomini; in ''The Lighthouse'' l’unico personaggio femminile era una sirena, tentatrice di uomini che li porta alla pazzia con lo scopo di divorarli; e in ''The Northman'', i personaggi femminili erano o streghe o madri degeneri che, indovinate? Tentano e divorano i loro uomini [...]. E in questo Nosferatu, Ellen è la ragione per cui Orlok si risveglia, la sua concubina bambina, il motivo per cui il vampiro arriva in Germania ossessionato da lei, la causa della strage di tante persone innocenti. E, indovinate qual è l’arma a cui Ellen si affida per liberarsi del vampiro? Il sesso, ovviamente. Che è la stessa arma che le fanno usare anche Murnau e Herzog, ma nel 1922 e nel 1979, diamine, non oggi, nel nostro presente, con la nostra sensibilità del tempo. *{{NDR|Su ''Nosferatu''}} Tiepido ero e tiepido sono rimasto. È un film con tante cose buone (mi sono scordato di citare, tra gli altri elementi positivi, gli splendidi costumi e ambienti e il bellissimo montaggio) ma che sul piano visivo non aggiunge davvero nulla e che su quello tematico porta sì alcuni elementi di novità, ma sono altamente discutibili. ==Fumetti== *''[[Orfani (fumetto)|Orfani]]'' (2013) ==Note== <references/> ==Filmografia== *''[[Monolith (film 2017)|Monolith]]'' (2017) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Recchioni, Roberto}} [[Categoria:Fumettisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] saexjdt97gpa2s7ap3nb35ftqfumudo Guy Ritchie 0 100486 1417601 1181975 2026-06-20T06:28:50Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Guy Ritchie */ 1417601 wikitext text/x-wiki [[Immagine:GuyRitchiebyKathyHutchins.jpg|miniatura|Guy Ritchie nel 2017]] '''Guy Stuart Ritchie''' (1968 – vivente), regista, sceneggiatore e produttore cinematografico britannico. ==Citazioni di Guy Ritchie== *Con David {{NDR|[[David Beckham]]}} siamo amici da molto tempo, gli avevo già fatto fare una comparsa in [[Operazione U.N.C.L.E.]] e mi piaceva l’idea di inserirlo in questo film, a patto però che non rappresentasse troppo una distrazione. Gli abbiamo truccato il volto con numerose cicatrici, eppure sul set {{NDR|di [[King Arthur - Il potere della spada]]}} sentivo molti membri del cast commentare: “Me lo farei comunque…”<ref name=Ercolani> Dall'intervista di Adriano Ercolani, ''[https://www.rollingstone.it/cinema/interviste-cinema/guy-ritchie-il-mio-king-arthur-come-game-of-thrones-no-grazie/364446/#Part1 Guy Ritchie: «Il mio ‘King Arthur’ come ‘Game of Thrones’? No grazie»]'', ''RollingStone.it'', 11 maggio 2017.</ref> *{{NDR|Parlando di [[Revolver (film 2005)|Revolver]]}} Lo stile pretenzioso e la narrazione spezzettata del film preclude il coinvolgimento del pubblico nello sfuggente melodramma. Credo di essere stufo dei film che non ti fanno ragionare. Mi piace l'idea di un film con cui devi danzare. Mi piace la mia mente che viene messa alla prova mentre guardo un film. Così, l'idea [del film] era davvero mettere cinque film in uno. :''The film's pretentious style and fractured storytelling preclude any audience involvement in the coy melodrama. I think I got fed up with films that don't make you think. I liked the idea of one that you have to be dancing around with. I like my mind to be engaged when I watch a film. So, the idea was really to put five films in one.''<ref name=cav>Da ''[http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/4237970.stm Critics savage Ritchie's new film ]'', ''News.bbc.co.uk'', 12 settembre 2005.</ref> *Non discuto mai di lavoro quando incontro un attore per la prima volta, non mi interessa cosa pensa ad esempio della sceneggiatura. Mi interessa conoscerlo davvero.<ref name=Ercolani/> *{{NDR|Su [[King Arthur - Il potere della spada]]}} Trovare il tono giusto era la chiave fondamentale per la riuscita. Fin dall'inizio sentivo che non poteva essere un film leggero vista la materia trattata, durante le riprese insieme a Charlie {{NDR|[[Charlie Hunnam]]}} e gli altri attori cercavamo però di alleggerire il peso, soprattutto a fine giornata di lavoro. Volevo fare un film che in qualche modo parlasse al nostro presente: il linguaggio parlato in King Arthur è contemporaneo, era importante che il pubblico più giovane potesse relazionarsi alla storia e ai personaggi quindi ho scelto un accento odierno.<ref name=Ercolani/> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''[[Excalibur]]'' di [[John Boorman]], uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione.<ref name=Ercolani/> ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Regia=== {{div col|strette}} *''[[Lock & Stock - Pazzi scatenati]]'' (1998) *''[[Snatch - Lo strappo]]'' (2000) *''[[Revolver (film 2005)|Revolver]]'' (2005) *''[[RocknRolla]]'' (2008) *''[[Sherlock Holmes (film 2009)|Sherlock Holmes]]'' (2009) *''[[Sherlock Holmes - Gioco di ombre]]'' (2011) *''[[Operazione U.N.C.L.E.]]'' (2015) *''[[King Arthur - Il potere della spada]]'' (2017) *''[[The Gentlemen]]'' (2019) {{div col end}} ===Produttore=== *''[[RocknRolla]]'' (2008) *''[[The Gentlemen]]'' (2019) ===Sceneggiatura=== {{div col|strette}} *''[[Lock & Stock - Pazzi scatenati]]'' (1998) *''[[Snatch - Lo strappo]]'' (2000) *''[[Revolver (film 2005)|Revolver]]'' (2005) *''[[RocknRolla]]'' (2008) *''[[Sherlock Holmes (film 2009)|Sherlock Holmes]]'' (2009) *''[[Operazione U.N.C.L.E.]]'' (2015) *''[[King Arthur - Il potere della spada]]'' (2017) *''[[The Gentlemen]]'' (2019) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Produttori cinematografici britannici]] [[Categoria:Registi britannici]] [[Categoria:Sceneggiatori britannici]] 8g4nzfmvkhsthpkb7ay5h8teuo76r7c Liam Neeson 0 108968 1417562 1326034 2026-06-19T21:28:04Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Liam Neeson */ 1417562 wikitext text/x-wiki [[File:Liam Neeson Deauville 2012.jpg|thumb|Liam Neeson nel 2012]] '''Liam Neeson''' (1952 – vivente), attore e doppiatore britannico. ==Citazioni di Liam Neeson== *Non sono su Facebook né su Twitter. Queste frontiere senza legge né regole mi paiono terrificanti e, dal punto di vista politico, pericolose.<ref name=Anton>Dall'intervista di Virginia Anton, ''[https://www.iodonna.it/personaggi/interviste-gallery/2018/01/13/liam-neeson-volte-e-meglio-fare-la-spia/ Liam Neeson: «A volte è meglio fare la spia»]'', ''IoDonna.it'', 13 gennaio 2018.</ref> *Seguo il monito dei soldati del [[Special Air Service]], addestrati a ogni evenienza: al primo segno di provocazione – in un bar, ristorante, ovunque – esci immediatamente.<ref name=Anton /> *Un attore, come un regista, non si giudica per una sola prestazione, ma per il complesso delle sue prove. Passare dai film d'autore ai blockbuster per me non fa differenza anche perché, da ragazzo, non ho studiato solo arte drammatica, ma praticato boxe e arti marziali. Ciò che conta è sempre il tuo impegno e, come nella vita, ciò che conquisti e ciò che perdi dipendono da quello, e dal tuo desiderio di crescere e maturare, sempre.<ref>Citato in Grassi Giovanna, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2014/agosto/24/Neeson_detective_tormentato_ragazzino_rida_co_0_20140824_da11c9a0-2b52-11e4-8af2-28ae013ccf8e.shtml Neeson detective tormentato: ma un ragazzino mi ridà il sorriso]'', ''Corriere della Sera'', 24 agosto 2014, p. 34.</ref> *{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}} Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre [[Helen Mirren|Helen]] camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana Le Fey]] e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche [[Ciarán Hinds|Ciarán]] lo fosse, ma io ero molto innamorato!<ref>Citato in ''[https://www.105.net/liam-neeson-ho-chiuso-con-lamore-non-frequento-piu-nessuno/ Liam Neeson: “Ho chiuso con l’amore, non frequento più nessuno”]'', ''105.net'', 25 ottobre.</ref> ==Citazioni su Liam Neeson== *Ho fatto un sogno con Liam Neeson. Volevo rapire sua figlia e lui proprio non ci stava. Lo sai, ne hanno fatti tre di quei film, a un certo punto viene da chiedersi se non sia un pessimo padre.<ref>Riferito ai film ''[[Io vi troverò]]'' (2008), ''[[Taken - La vendetta]]'' (2012) e ''[[Taken 3 - L'ora della verità]]'' (2015).</ref> (''[[Deadpool (film)|Deadpool]]'') *Per me è il tipo di attore che incarna come dovrebbe essere una star del cinema. Solido, talentuoso, eclettico, rispettoso di tutti quelli che ha intorno. ([[Patrick Wilson (attore statunitense)|Patrick Wilson]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col|strette}} *''[[Mission]]'' (1986) *''[[Scommessa con la morte]]'' (1988) *''[[Darkman]]'' (1990) *''[[Mariti e mogli]]'' (1992) *''[[Vite sospese]]'' (1992) *''[[Schindler's List]]'' (1993) *''[[Michael Collins (film)|Michael Collins]]'' (1996) *''[[Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma]]'' (1999) *''[[K-19]]'' (2002) *''[[Gangs of New York]]'' (2002) *''[[Love Actually - L'amore davvero]]'' (2003) *''[[Kinsey]]'' (2004) *''[[Batman Begins]]'' (2005) *''[[Le crociate - Kingdom of Heaven]]'' (2005) *''[[Io vi troverò]]'' (2008) *''[[After.Life]]'' (2009) *''[[Scontro tra titani]]'' (2010) *''[[The Next Three Days]]'' (2010) *''[[Unknown - Senza identità]]'' (2011) *''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012) *''[[Battleship]]'' (2012) *''[[Ted 2]]'' (2015) *''[[Il cacciatore e la regina di ghiaccio]]'' (2016) *''[[Silence (film 2016)|Silence]]'' (2016) *''[[L'uomo sul treno - The Commuter]]'' (2018) *''[[La ballata di Buster Scruggs]]'' (2018) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Neeson, Liam}} [[Categoria:Attori britannici]] [[Categoria:Doppiatori britannici]] ts4sm39me78csjxf5qwyky3by9d7txx Spazzacamino 0 109499 1417619 1323197 2026-06-20T07:50:25Z Spinoziano 2297 typo, +1 1417619 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:German chimney-sweep's costume Wellcome L0015109.jpg|thumb|Uno spazzacamino]] Citazioni sullo '''spazzacamino'''. *Centinaia di bambini [[Val Vigezzo|vigezzini]] e della vicina [[Valle Cannobina|Cannobina]], altra valle disperata, hanno compiuto i sei, sette anni a spazzacamino, lontano da casa, nella città, dietro al padrone. Non a caso lo Sgrinfia arruola i più miseri di statura, s'arrampicano meglio sulle canne, riuscendo a sventolare la mano dal comignolo per mostrare al committente che sono in cima, che il lavoro è stato eseguito alla perfezione. ([[Benito Mazzi]]) *"Come si chiama un uomo che vuole abbracciare uno spazzacamino?"<br/>"Un santo", disse Padre Brown. ([[Gilbert Keith Chesterton]], ''[[Padre Brown#Le stelle volanti|Le stelle volanti]]'') *''Tu penserai che lo spazzacamin | si trovi del mondo al più basso gradin. | Io sto fra la cenere eppure non c'è | nessuno quaggiù più felice di me''. (''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sullo|w_preposizione=riguardante lo}} [[Categoria:Professioni dell'artigianato]] 0k15wqxaky39e3z6f85saeepolo5hlt Negromanzia 0 116728 1417539 1341138 2026-06-19T14:12:57Z Skekzilla 17056 1417539 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Negromante - Caroselli.jpg|thumb|''La negromante'' (Angelo Caroselli)]] Citazioni sulla '''negromanzia'''. *– È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del negromante. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>– Ma il potere? La gioia?<br>– Soltanto attimi, attimi fuggenti. (''[[Excalibur]]'') ==''[[Levitico]]''== *Non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini; non li consultate per non contaminarvi per mezzo loro. *Se un uomo si rivolge ai negromanti e agli indovini per darsi alle superstizioni dietro a loro, io volgerò la faccia contro quella persona e la eliminerò dal suo popolo. *Se uomo o donna, in mezzo a voi, eserciteranno la negromanzia o la [[divinazione]], dovranno essere messi a morte; saranno [[lapidazione|lapidati]] e il loro sangue ricadrà su di essi. ==Voci correlate== *[[Spiritismo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la|wikt}} [[Categoria:Divinazione]] [[Categoria:Magia]] [[Categoria:Religione e morte]] 7ne2nl8cydppzewv237lzlxxgqzh8ms 1417548 1417539 2026-06-19T15:15:33Z Spinoziano 2297 @[[Utente:Skekzilla|Skekzilla]]: se c'è una sottosezione preceduta da altre citazioni, va messa l'intestazione 1417548 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Negromante - Caroselli.jpg|thumb|''La negromante'' (Angelo Caroselli)]] Citazioni sulla '''negromanzia'''. ==Citazioni== *– È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del negromante. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>– Ma il potere? La gioia?<br>– Soltanto attimi, attimi fuggenti. (''[[Excalibur]]'') ===''[[Levitico]]''=== *Non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini; non li consultate per non contaminarvi per mezzo loro. *Se un uomo si rivolge ai negromanti e agli indovini per darsi alle superstizioni dietro a loro, io volgerò la faccia contro quella persona e la eliminerò dal suo popolo. *Se uomo o donna, in mezzo a voi, eserciteranno la negromanzia o la [[divinazione]], dovranno essere messi a morte; saranno [[lapidazione|lapidati]] e il loro sangue ricadrà su di essi. ==Voci correlate== *[[Spiritismo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la|wikt}} [[Categoria:Divinazione]] [[Categoria:Magia]] [[Categoria:Religione e morte]] argihz7f9dpj2a6ufliynd15kk3s5od Template:Lingue/Dati 10 148341 1417565 1417485 2026-06-19T21:58:14Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1417565 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 66046 |lingua2 = it |voci2 = 55397 |lingua3 = pl |voci3 = 31778 |lingua4 = ru |voci4 = 17963 |lingua5 = cs |voci5 = 15637 |lingua6 = et |voci6 = 13696 |lingua7 = uk |voci7 = 12301 |lingua8 = pt |voci8 = 12068 }} 4fsowjp2z0c7x3u1rqc8cibcyd8i9k2 Patrick Stewart 0 169103 1417560 1370474 2026-06-19T20:32:10Z Skekzilla 17056 1417560 wikitext text/x-wiki [[File:Patrick_Stewart_Press_Conference_Logan_Berlinale_2017_04.jpg|thumb|Patrick Stewart nel 2017]] Sir '''Patrick Stewart''' (1940 – vivente), attore, doppiatore e produttore cinematografico britannico. ==Citazioni di Patrick Stewart== *{{NDR|Su ''[[Star Trek: La nemesi]]''}} Ci sono stati un sacco di pettegolezzi sul fatto che questo sarebbe stato l'ultimo film di ''The Next Generation''. Ma queste sono notizie che girano nella comunità dei fan, e almeno per quanto ci concerne, sebbene tutti noi abbiamo le nostre opinioni a riguardo, non c'è assolutamente niente di ufficiale riguardo al fatto che sia l'ultimo.<ref>Citato in [https://www.fantascienza.com/2607/dopo-nemesis-ancora-tng ''Dopo Nemesis? Ancora TNG!''], ''Fantascienza.com'', 5 giugno 2002.</ref> *{{NDR|Su ''[[Star Trek (film 2009)|Star Trek]]''}} Amo questo film. Certo è stata un'esperienza un po' strana trovarsi al cinema a vedere ''Star Trek'' senza conoscere nemmeno un membro del cast, eccezion fatta, ovviamente per [[Leonard Nimoy]]. Ma, in fin dei conti, è davvero ''Star Trek''. Sono state prese delle decisioni molto innovative ma l'essenziale di ''Star Trek'' non manca.<ref>Citato in [https://blog.libero.it/StarTrekNews24/7230731.html ''Il capitano Picard promuove a pieni voti Star Trek XI e il nuovo capitano Kirk''], ''''StarTrekNews24'', 15 giugno 2009.</ref> *{{NDR|Su ''[[Star Trek: Picard]]''}} Non volevo assolutamente riportarlo agli anni ‘80 e ‘90, anzi! La mia intenzione era cercare di rendere la grande differenza tra l’uomo che recitavo allora e quello che recito adesso, che tra le altre cose è anche un problema di recitazione affascinante: mostrare l’impatto 17 anni possono avere su un individuo.<ref>Citato in [https://tv.badtaste.it/2020/01/star-trek-picard-patrick-stewart-ammette-sono-stato-io-a-proporre-di-ispirarci-a-logan/ ''Star Trek: Picard, Patrick Stewart ammette: “Sono stato io a proporre di ispirarci a Logan”''], ''Badtaste.it'', 13 gennaio 2020.</ref> *Sin dall'inizio della mia carriera, ho sempre cercato contrasto e cambiamento ogni volta che è stato possibile. Credo che qualcuno una volta mi abbia detto che è perché sto ancora cercando me stesso, perché ancora non so chi sono e mi immergo in personaggi così diversi nella speranza che uno di loro si riveli il vero me. Un pensiero interessante, ma non credo del tutto corretto. In passato mi sono dedicato molto all'insegnamento, tra lezioni, masterclass e laboratori, ma non lo faccio più perché non credo di sapere sul serio come funziona, di essere qualificato per essere d'esempio a studenti. Ho un unico messaggio per loro ed è ''"dovete essere coraggiosi!"'' Niente altro.<ref>Citato in ''[https://movieplayer.it/articoli/star-trek-picard-intervista-a-patrick-stewart-e-isa-briones_22306/ "Sono tornato a essere Picard per scoprire quanto è cambiato"]'', ''Movieplayer.it'', 24 gennaio 2020.</ref> *Sono ossessionato dai [[pit bull]]. Che cani, quanto sono stati usati male, usati in modo terribile.<ref name="numberone">Citato in [https://www.tgtrek.com/2020/01/intervista-patrick-stewart-su-number.html ''Intervista a Patrick Stewart su Number One, il Pit Bull di Jean-Luc Picard''], ''Tgtrek.com'', 28 gennaio 2020.</ref> *{{NDR|Sui [[pit bull]]}} Sono le creature più sensibili, più amorevoli, più generose, più affettuose che si possa sperare di incontrare.<ref name="numberone"/> {{Int|[https://archivio.unita.news/assets/main/1995/02/14/page_035.pdf ''Star Trek non finirà mai'']|Intervista di Roberta Cinti, ''L'Unità'', 14 febbraio 1995.}} *Le persone che sceglierei come compagni di viaggio sono tre: [[Laurence Olivier]] perché è un grande, [[William Shakespeare]] perché gli devo molta gratitudine anche se vorrei chiedergli qualche spiegazione, e [[Margaret Thatcher]] perché contro di lei mi sono tenuto dentro tanto bile e disgusto, che non mi lascerei mai sfuggire la possibilità di sfogarmi. *Il successo di ''[[Star Trek]]'' deve moltissimo alla sua visione ottimistica della vita. Però attenzione. All'equipaggio dell'Enterprise non è che piaccia questa realtà. Loro sono convinti, invece, che si può fare di meglio. Che il futuro si può è deve essere migliore dell'oggi, se si agisce nel modo giusto. *Quando andavano in onda i primi episodi io recitavo due volte al giorno alla Royal Shakespeare Company interpretando a ripetizione Oberon, Shylock, Antonio. Dopo la matinée e prima della serale, mi capitava qualche volta di guardare ''Star Trek'' in tv, prendendo il tè con i miei bambini. Qualche scena, non di più. Per cui, quando mi chiamò la produzione, arrivai totalmente impreparato sul set della serie tv ''The next generation''. Ma forse è stato un bene: l'alone di leggenda non mi ha mai intimorito. *In genere i fans di ''Star Trek'' rimangono delusi quando dico che, a me, la fantascienza mi lascia freddino. Sì, mi è piaciuto ''Alien 2'', sono orgoglioso di aver partecipato a ''Dune'', ma mi fermo lì. Idem dicasi per la letteratura: io, che sono uuno di quelli che leggono anche il dietro delle scatole di Kellogg's, se si parla di fantascienza mi fermo a Asimov e Bradbury... {{Int|[https://www.vanityfair.it/show/cinema/17/03/02/patrick-stewart-logan-charles-xavier-intervista ''«Quando mi vedo morto»'']|''Vanity.it'', 2 marzo 2017.}} *Ho mollato la scuola a 15 anni ma la mia vita è cambiata quando un insegnante mi ha messo in mano una copia di [[William Shakespeare|Shakespeare]] e mi ha chiesto di leggerlo ad alta voce. *{{NDR|Su [[Hugh Jackman]]}} Ha grande talento, si fa in quattro al lavoro ed è di un'educazione rara. *Ho una fobia, quella di essere investito e così attraverso la strada solo se c’è il semaforo verde, dopo mille attente valutazioni che mandano ai pazzi mia moglie. {{Int|[https://web.archive.org/web/2020*/https://www.mondofox.it/2019/11/04/a-lucca-con-patrick-stewart-l-amore-per-i-cani-la-rabbia-per-la-brexit-e-il-ritorno-come-picard/ ''A Lucca con Patrick Stewart: l'amore per i cani, la rabbia per la Brexit e il ritorno come Picard'']|''Mondofox.it'', 4 novembre 2019.}} *In tutta onestà, non volevo tornare ad interpretare Picard. Dopo 178 episodi di ''Star Trek: Next Generation'' e 4 film, sentivo in maniera profonda di aver dato tutto quello che avevo come attore al franchise e a Picard. *Ci sono elementi inaspettati e interessanti in questo nuovo Picard. Per esempio Jean-Luc ora ha un cane. Devo dirlo, è stata una mia idea ed è figlia del fatto che io e mia moglie siamo dei grandi appassionati di pitbull. *Per tutti noi coinvolti nel progetto è stato molto importante che ''Star Trek: Picard'' non fosse solo una storia di fantascienza, ma che facesse costante riferimento al molto di oggi. Lo stato attuale delle cose a livello globale è un caos assoluto e la serie riflette la nostra realtà. Questo non significa che ci saranno [[Donald Trump]] e [[Boris Johnson]] in ''Picard'', tranquilli, ma lasciatemelo ripetere. *Dalle compagnie teatrali shakesperiane a Next Generation, ho sempre provato questo sentimento di comunanza. Sono decenni che tento di descrivere questo ensemble, che riguarda anche i membri della troupe, da chi fa i costumi a chi cura le luci. Credo che sia uno dei temi cardine di Star Trek tra l’altro: l’unità, lo stare insieme. *C’è una cosa che ho imparato dai miei anni a teatro e che mi sono portato in Next Generation. Sapete, non ci sono tasche nelle calzamaglie che si utilizzano nei ruoli teatrali classici, così come non ce ne sono nelle uniformi di ''Star Trek''. Devi imparare a stare lì in piedi, senza ciondolare, senza poter mettere le mani in tasca. In questa serie vedrete come non mi tolgo quasi mai le mani di tasca, ora che posso usarle perché Picard indossa abiti civili. {{Int|[https://www.talkingtrek.it/2020/02/intervista-patrick-stewart-su-playboy-star-trek-picard-parte-1.html ''Intervista a Patrick Stewart su Playboy'']|''Talkingtrek.it'', 26 febbraio 2020.}} *Ricordo quando misero in commercio il primo iPhone e qualcuno disse: "Ti rendi conto che questi sono proprio come ''Star Trek''?" *Mi commuovo ancora quando ricordo [[Whoopi Goldberg]] che mi dice cosa significava per lei vedere il personaggio di Uhura in TV; quello che mi ha detto è stato "Uno di noi ce l'ha fatta", che è in parte ironico e un po' cinico ma non di meno profondo. *Mia moglie ed io siamo andati in Italia all'inizio di quest'anno: Firenze, Bologna e Ravenna. Non avevo mai riflettuto molto su queste città, quindi quando ho visto che erano città antiche - non solo una chiesa qua, un vecchio edificio là - e parti ancora vitali della società italiana, sono rimasto stupito. La connessione tra passato e presente è così forte. ''Star Trek'' offre anche questo. *Quando recitavo da bambino, non ero "Patrick Stewart". Vivevo la vita di qualcun altro, migliore della mia. Mi sono sempre sentito al sicuro sul palco. Ciò che amo di questo lavoro è che, col passare degli anni, ho sempre meno paura di esibirmi mostrando qualcosa di me. *Il modo in cui la superiorità maschile è diventata parte della nostra vita è molto sottile e complicato. Ma esiste, e ora sta cambiando, e alcuni pensano non abbastanza rapidamente. *Boris Johnson e Donald Trump si rivolgono entrambi a persone che hanno subito privazioni. Il divario tra ricchi e poveri, che sta crescendo a un ritmo terrificante, e il riscaldamento globale sono le cose che mi allarmano di più. *I [[pitbull]] sono la nostra ossessione, ma non possiamo tenere i pitbull perché sono banditi in Inghilterra. Sostengo una campagna che lavora per cambiare questa legge, perché è ridicola. Non ha nulla a che fare con i cani; riguarda i proprietari. *Stavo girando ''[[Excalibur]]'' con [[John Boorman]], il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. Ora mi sento fortunato ad essere ragionevolmente sano, a lavorare, ad essere così impegnato, ad avere una moglie incredibile con una famiglia che è diventata in qualche modo la mia famiglia. {{Int|[https://filmtv.press/promo/un-altro-jean-luc-intervista-a-patrick-stewart ''Un altro Jean-Luc'']|Intervista di Alice Cucchetti su ''[[Star Trek: Picard]]'', ''Filmtv.press'', marzo 2020.}} *In questa serie Picard è un’altra persona. È sempre Jean-Luc, ovviamente, ma quel che è successo nella pausa di quasi 20 anni tra ''Star Trek: La nemesi'' e questa serie è tale da aver rivelato aspetti del personaggio che non erano mai stati toccati in ''The Next Generation''. È a un punto emotivo e psicologico diverso da quello in cui era quando l’abbiamo conosciuto, quand’era capitano dell’Enterprise. *Negli anni ho conosciuto centinaia di persone che mi hanno raccontato cos’ha significato per loro ''Star Trek'': c’è stato chi aveva pensieri suicidi e li ha superati guardando la serie, e persone che hanno scelto quale lavoro fare in base allo show... Per esempio alla NASA ci sono un sacco di scienziati che hanno deciso di dedicarsi all’esplorazione spaziale guardando ''Star Trek''! *Credo che il tempismo di ''Picard'' sia perfetto. Siamo circondati da problemi serissimi: si va dagli uomini preoccupanti che sono al potere nei nostri paesi fino al ''global warming'' e all’impoverimento globale... {{Int|[https://www.wired.it/article/patrick-stewart-intervista-libro/ ''L'ultima frontiera di Patrick Stewart'']|Intervista di Gideon Lichfield, ''Wired.it'', 5 ottobre 2023.}} *{{NDR|Su [[Jean-Luc Picard]]}} È stato un lungo viaggio in cui io e lui eravamo, all'inizio, molto distanti. Lui era un oggetto, ed è uno dei motivi per cui la prima stagione di The Next Generation non è una delle migliori. Credo che il resto del cast principale si sia sintonizzato su quello che stavamo facendo molto più velocemente di me. *Mio padre si alcolizzava nei fine settimana, aveva molta rabbia e aggressività dentro di sé. Aveva fatto cinque anni di seconda guerra mondiale, ma era stato anche un soldato per dieci anni, dagli anni Venti agli anni Trenta. Soffriva di disturbo da stress post-traumatico, senza dubbio. *Dover aprire le porte della mia infanzia per poter fare l'attore mi ha intrigato in un modo che non mi era mai capitato prima. E quando ripenso ad alcuni ruoli che ho interpretato, mi rammarico per quello che avrei potuto metterci se mi fossi liberato un po' di più. *{{NDR|Su [[Bryan Singer]]}} È molto triste, quasi tragico, che abbia smesso di fare il lavoro che ha svolto per un po' in modo così brillante. Volevo lavorare con lui, ma non volevo che fosse fantascienza. Mi ha convinto del fatto che Charles Xavier e Jean-Luc Picard non erano paragonabili. Ho messo insieme tutte le loro somiglianze anni dopo. *Charles Xavier ha un handicap fisico. Credo che questo gli abbia dato più empatia di Picard. Abbiamo visto Picard perderla un paio di volte. *Non sono sicuro di avere la resistenza fisica necessaria {{NDR|per recitare in ''Re Lear''}}. È un'opera di quasi quattro ore. Ian McKellen mi ha detto una lunga pausa per il ruolo, tipo una pausa di 25 minuti, nel bel mezzo dell'opera. Grazie, William Shakespeare! Sapeva cosa stava facendo. *Ho già un figlio. E chissà cosa gli succederà. Potrebbe diventare il prossimo Jean-Luc, è un attore meraviglioso. *Questa è una delle cose un po' imbarazzanti della recitazione: penso subito: "Oh, sì, so cosa farei in questa situazione". E, da adolescente, sapevo farlo. Perché, da adolescente, significava che non dovevo essere Patrick Stewart, che non mi piaceva molto. Potevo fingere di essere qualcun altro e gli adulti mi avrebbero creduto. *{{NDR|«Ha un episodio o un film preferito dell'universo di Star Trek?»}}<br>Sì, ''La luce interiore''. [...] Perché sono diventato una persona diversa da Jean-Luc Picard vivendo una vita diversa nel corso dei decenni. Sono diventato una persona diversa, una persona domestica, non un capitano di nave stellare. E c'è un'altra ragione personale. Mio figlio Daniel ha interpretato mio figlio in ''La luce interiore'', un'esperienza straordinaria. *{{NDR|Su [[Jean-Luc Picard]]}} L'assimilazione {{NDR|da parte dei Borg}} lo ha cambiato per sempre. E come le esperienze estreme e forse tragiche, non possiamo e non dobbiamo cercare di cancellarle, di dimenticarle. Fanno parte di noi, di ciò che siamo. Dobbiamo imparare ad accettarle. ==Note== <references/> ==Filmografia== ===Attore=== *''[[Il piccolo Lord (film 1980)|Il piccolo Lord]]'' (1980) *''[[Excalibur]]'' (1981) *''[[Dune (film)|Dune]]'' (1984) *''[[Robin Hood - Un uomo in calzamaglia]]'' (1993) *''[[Generazioni (film)|Generazioni]]'' (1994) *''[[Pagemaster - L'avventura meravigliosa]]'' (1994) *''[[Primo contatto]]'' (1996) *''[[Star Trek - L'insurrezione]]'' (1998) *''[[X-Men (film)|X-Men]]'' (2000) *''[[Star Trek: La nemesi]]'' (2002) *''[[X-Men 2]]'' (2003) *''[[Il primo dei bugiardi]]'' (2009) *''[[X-Men le origini - Wolverine]]'' (2009) *''[[Wolverine - L'immortale]]'' (2013) *''[[X-Men - Giorni di un futuro passato]]'' (2014) *''[[Logan - The Wolverine]]'' (2017) ===Doppiatore=== *''[[Il principe d'Egitto]]'' (1998) *''[[L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva]]'' (2012) *''[[Ted]]'' (2012) *''[[Ted 2]]'' (2015) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stewart, Patrick}} [[Categoria:Attori britannici]] [[Categoria:Doppiatori britannici]] [[Categoria:Produttori cinematografici britannici]] izblu63lnxmjqmdkcw0o4841t624y7c Charlie Hunnam 0 171691 1417603 1335295 2026-06-20T06:32:38Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Charlie Hunnam */ 1417603 wikitext text/x-wiki [[Immagine:MJK34326 Charlie Hunnam (The Lost City Of Z, Berlinale 2017).jpg|miniatura|Charlie Hunnam nel 2017]] '''Charles Matthew Hunnam''' (1980 – vivente), attore britannico. ==Citazioni di Charlie Hunnam== *Quando ho accettato il ruolo mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''[[Excalibur]]'' di [[John Boorman]] sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me.<ref>Da ''[https://movieplayer.it/articoli/king-arthur-il-potere-della-spada-intervista-a-charlie-hunnam-sul-film_17467/ King Arthur - Il potere della spada, Charlie Hunnam: "Intepretare Re Artù è stata una sfida psicologica"]'', ''movieplayer.it'', 12 maggio 2017.</ref> *Credo che la mia evoluzione come attore e come uomo scorrano parallele, in una specie di viaggio verso l’accettazione – anzi, l’accettazione radicale – di chi sono davvero. In altre parole: quando ero più giovane avevo la tendenza a evocare un alter ego rispetto a chi sono realmente, mi esaltava l’idea di entrare nei panni di un’altra persona, e di conseguenza tirare fuori una versione “aumentata” di me stesso… Oggi quello che mi interessa è trasportare la vera essenza di chi sono nei ruoli che interpreto. È la consapevolezza che forse sono abbastanza interessante da non dovere sforzarmi di essere qualcun altro.<ref name=Bonaldi> Dall'intervista di Mario Bonaldi, ''[https://www.rollingstone.it/cinema/interviste-cinema/charlie-hunnam-i-miei-colleghi-attori-sono-un-po-troppo-delicati/449517/ Charlie Hunnam: «I miei colleghi attori sono un po’ troppo delicati»]'', ''RollingStone.it'', 11 marzo 2019.</ref> *[...] oggi cerco di portare la mia verità nel lavoro che faccio. Qualunque esso sia.<ref name=Bonaldi/> *Onestamente, credo che i colleghi attori e i registi siano un po’ troppo… delicati. Io sono nato per stare all'aria aperta, quindi quando sento parlare di condizioni atmosferiche inclementi o ambienti difficili in cui si è stati costretti a girare, mi scappa un po’ da ridere.<ref name=Bonaldi/> ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Ritorno a Cold Mountain]]'' (2003) *''[[Hooligans (film 2005)|Hooligans]]'' (2005) *''[[I figli degli uomini]]'' (2006) *''[[Sons of Anarchy]]'' (2008 – 2014) *''[[Pacific Rim (film)|Pacific Rim]]'' (2013) *''[[King Arthur - Il potere della spada]]'' (2017) *''[[The Gentlemen]]'' (2019) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Hunnam, Charlie}} [[Categoria:Attori britannici]] hk0d53ki1k12ksvtigzj4roo37l2si1 1417604 1417603 2026-06-20T06:33:22Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Charlie Hunnam */ 1417604 wikitext text/x-wiki [[Immagine:MJK34326 Charlie Hunnam (The Lost City Of Z, Berlinale 2017).jpg|miniatura|Charlie Hunnam nel 2017]] '''Charles Matthew Hunnam''' (1980 – vivente), attore britannico. ==Citazioni di Charlie Hunnam== *Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di [[re Artù]] in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''[[Excalibur]]'' di [[John Boorman]] sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me.<ref>Da ''[https://movieplayer.it/articoli/king-arthur-il-potere-della-spada-intervista-a-charlie-hunnam-sul-film_17467/ King Arthur - Il potere della spada, Charlie Hunnam: "Intepretare Re Artù è stata una sfida psicologica"]'', ''movieplayer.it'', 12 maggio 2017.</ref> *Credo che la mia evoluzione come attore e come uomo scorrano parallele, in una specie di viaggio verso l’accettazione – anzi, l’accettazione radicale – di chi sono davvero. In altre parole: quando ero più giovane avevo la tendenza a evocare un alter ego rispetto a chi sono realmente, mi esaltava l’idea di entrare nei panni di un’altra persona, e di conseguenza tirare fuori una versione “aumentata” di me stesso… Oggi quello che mi interessa è trasportare la vera essenza di chi sono nei ruoli che interpreto. È la consapevolezza che forse sono abbastanza interessante da non dovere sforzarmi di essere qualcun altro.<ref name=Bonaldi> Dall'intervista di Mario Bonaldi, ''[https://www.rollingstone.it/cinema/interviste-cinema/charlie-hunnam-i-miei-colleghi-attori-sono-un-po-troppo-delicati/449517/ Charlie Hunnam: «I miei colleghi attori sono un po’ troppo delicati»]'', ''RollingStone.it'', 11 marzo 2019.</ref> *[...] oggi cerco di portare la mia verità nel lavoro che faccio. Qualunque esso sia.<ref name=Bonaldi/> *Onestamente, credo che i colleghi attori e i registi siano un po’ troppo… delicati. Io sono nato per stare all'aria aperta, quindi quando sento parlare di condizioni atmosferiche inclementi o ambienti difficili in cui si è stati costretti a girare, mi scappa un po’ da ridere.<ref name=Bonaldi/> ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Ritorno a Cold Mountain]]'' (2003) *''[[Hooligans (film 2005)|Hooligans]]'' (2005) *''[[I figli degli uomini]]'' (2006) *''[[Sons of Anarchy]]'' (2008 – 2014) *''[[Pacific Rim (film)|Pacific Rim]]'' (2013) *''[[King Arthur - Il potere della spada]]'' (2017) *''[[The Gentlemen]]'' (2019) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Hunnam, Charlie}} [[Categoria:Attori britannici]] 8s9j8lvxlgel8iziss6ix43l0infoi3 Olivia Rodrigo 0 174489 1417558 1354880 2026-06-19T20:19:24Z ~2026-35673-61 107549 1417558 wikitext text/x-wiki [[File:Glasto2025-546 (cropped) (2).jpg|thumb|upright=1.1|Olivia Rodrigo nel 2025]] '''Olivia Isabel Rodrigo''' (2003 – vivente), cantautrice e attrice statunitense. ==Citazioni di Olivia Rodrigo== {{cronologico}} *{{NDR|Su ''[[High School Musical: The Musical - La serie]]''}} Siamo entrambi cresciuti guardando i film, quindi entrare a far parte di qualcosa così grande, che ha toccato così tanti cuori, è davvero emozionante. Ma la cosa più bella è che stiamo creando qualcosa di completamente nuovo e non un remake, il che allenta un po' la pressione che deriva dal portare avanti questo enorme franchise.<ref>Da Giulia Ausani, ''[https://www.sorrisi.com/tv/serie-tv/high-school-musical-la-serie-intervista-a-olivia-rodrigo-e-joshua-bassett/ "High School Musical", la serie: intervista a Olivia Rodrigo e Joshua Bassett]'', ''sorrisi.com'', 6 maggio 2020.</ref> {{Int|''[https://billboard.it/interviste/olivia-rodrigo-superstar-ma-sono-anche-una-studentessa-liceale/2021/05/1665849/ Olivia Rodrigo superstar: «Ma sono anche una studentessa liceale»]''|Citato in ''billboard.it'', 16 maggio 2021.}} *Mi appassionano tutti i tipi di musica. Hai presente quando chiedi a qualcuno "Che musica ti piace?" e ti rispondono "Ascolto di tutto"? Tu pensi: "Ok, questo non mi dice niente". Ma io sono davvero così. *Guidare è quello che preferisco». Ogni volta che mi sento stressata, salto in macchina e faccio qualche giro ascoltando musica o cose così. *Magari quando avrò trent'anni o giù di lì e avrò figli smetterò di fare musica e scriverò solo per altre persone. Perché adoro scrivere canzoni. Ancora più che pubblicarle. {{Int|''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/olivia-rodrigo-avere-ventanni/784621/ Olivia Rodrigo – Avere vent'anni]''|Da Angie Martoccio, ''Rolling Stone US''; tradotto in ''rollingstone.it'', 12 settembre 2023.}} *Non riuscivo a scrivere una canzone senza domandarmi che cosa avrebbe detto la gente. Certi giorni mi sedevo al pianoforte entusiasta di scrivere un pezzo, ma finivo in lacrime. *Vivere da sola fa paura. Ho sempre il terrore che entri qualcuno e mi uccida, o che un fantasma venga a perseguitarmi. *Sono cresciuta in questo strano ambiente in cui tutti mi lodavano per il talento che avevo alla mia età, e ora devo [...] chiedermi se la gente continuerà a pensare che sono cool anche se non sono più una diciassettenne che sa scrivere canzoni. *Tutti i miei modelli di riferimento non si vergognano di ciò che sono e io non posso scegliere di mostrare solo alcune parti di me. *{{NDR|Su [[Kat Bjelland]]}} Il rock al femminile fatto così, per me, è la cosa più bella del mondo. *Sono sempre stata fissata con l'idea della maternità [...]. Fin da piccola, cercavo nomi per bambini che si abbinassero bene con i cognomi. Vedi quanto sono psicotica? *{{NDR|Sulla ritrosia nel farsi fotografare con i fan}} Se non fai le foto, parli con le persone e le conosci meglio. *Parlo troppo ed è una cosa che ho dovuto imparare a controllare, facendo questo mestiere. Ma è normale. Scrivo canzoni diaristiche, per cui è ovvio che ognuno dia la sua interpretazione. *{{NDR|Su ''[[Barbie (film)|Barbie]]''}} È un film femminista bellissimo, meraviglioso. [...] Non ricordo l'ultima volta in cui ho visto un film così incentrato sulle donne che non tirasse in ballo il sesso o non parlasse di una donna tormentata che passa dei guai. È solo un bel film, positivo, su una ragazza in gamba. {{Int|''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/olivia-rodrigo-rischi-di-andare-fuori-di-testa-quando-ti-esibisci-tutte-le-sere-per-mesi/949034/ Olivia Rodrigo: «Rischi di andare fuori di testa quando ti esibisci tutte le sere per mesi»]''|Dall'intervista di Brittany Spanos a ''Rolling Stone US''; tradotto in ''rollingstone.it'', 31 ottobre 2024.}} *{{NDR|«È stato il tuo primo tour mondiale. Pro e contro?»}} Sono stata in un sacco di posti che avevo solo sognato, in Asia e in Europa. Ho visto il mondo, mi sono fatta una cultura, mi sono divertita. Ma stando sul palco una sera dopo l'altra per mesi e mesi ne risentono il fisico e la mente. Puoi andare fuori di testa se non ti sforzi di tenere i piedi per terra, parlare con la gente, chiamare il terapista, assicurarti di tenere sotto controllo la salute mentale. Ci sono stati giorni migliori e giorni peggiori, ma sono felice d'averlo fatto. Grazie a questa esperienza adesso mi sento più forte. E grata. *[...] fare i palazzetti mi è piaciuto parecchio. C'è un grado sufficiente d’intimità che ti permette di vedere le persone, ma allo stesso tempo c'è la grande energia che nasce quando un sacco di gente è riunita nello stesso spazio. *{{NDR|«Mentre eri in tour sei riuscita a scrivere canzoni [...]?»}} [...] Non è facile scrivere quando sei sballonzolata da una parte all'altra, quando non ti sembra di avere radici, ma qualcuna l'ho scritta. Comporre è anche un modo per curare sé stessi, è come scrivere un diario o andare in terapia. Fa sembrare ogni cosa meno opprimente. Quindi sì, ho scritto qualche pezzo, più che altro per me stessa. Ma in fondo è così che nascono le belle canzoni. ==Citazioni tratte da canzoni== ===''Sour''=== '''Etichetta''': Geffen Records, 2021. *''E sono così stufa di avere diciassette anni | Dov'è il mio fottuto sogno adolescenziale? | Se qualcuno mi dice ancora una volta | "Goditi la tua giovinezza", piangerò'' :''And I'm so sick of seventeen | Where's my fucking teenage dream? | If someone tells me one more time | "Enjoy your youth," I'm gonna cry'' (da ''Brutal''<ref name="rodrigo, nigro">Testo di Olivia Rodrigo e Daniel Nigro.</ref>, n. 1) *''Mi hai tradita | E so che non ti dispiacerà mai | Per il modo in cui sono stata male, sì | Parlavi con lei quando stavamo insieme | Ti ho amato nei tuoi momenti peggiori, ma non importava | Ti ci sono volute due settimane per riprenderti e uscire con lei | Immagino che non mi hai tradito, ma sei comunque un traditore'' :''You betrayed me | And I know that you'll never feel sorry | For the way I hurt, yeah | You talked to her when we were together | Loved you at your worst, but that didn't matter | It took you two weeks to go off and date her | Guess you didn't cheat, but you're still a traitor'' (da ''Traitor''<ref name="rodrigo, nigro"/>, n. 2) *''E probabilmente sei con quella ragazza bionda | Che mi ha fatto sempre dubitare | È molto più grande di me | È tutto ciò di cui sono insicura'' :''And you're probably with that blonde girl | Who always made me doubt | She's so much older than me | She's everything I'm insecure about''(da ''Drivers License''<ref name="rodrigo, nigro"/>, n. 3) *''E so che non eravamo perfetti | Ma non mi sono mai sentita così per nessuno | E non riesco proprio a immaginare | Come fai a stare così bene ora che me ne sono andata | Immagino che non intendevi ciò che hai scritto su di me in quella canzone | Perché dicesti per sempre, ora guido da sola oltre la tua strada'' :''And I know we weren't perfect | But I've never felt this way for no one | And I just can't imagine | How you could be so okay now that I'm gone | Guess you didn't mean what you wrote in that song about me | 'Cause you said forever, now I drive alone past your street'' (da ''Drivers License''<ref name="rodrigo, nigro"/>, n. 3) *''Quindi quando le dirai | Che l'abbiamo fatto anche noi, lei penserà che sia speciale? | Ma è tutto riutilizzato | Quello era il nostro posto, l'ho trovato prima io | Ho fatto gli scherzi di cui parli con lei | Quando lei è con te | Hai un [[deja vu]] quando lei è con te?'' :''So when you're gonna tell her | That we did that too, she think it's special? | But it's all re-used | That was our place, I found it first | I made the jokes you tell to her | When she's with you | Do you get deja vu when she's with you?'' (da ''Deja Vu''<ref>Testo di Olivia Rodrigo, Daniel Nigro, [[Taylor Swift]], Jack Antonoff e [[St. Vincent (musicista)|St. Vincent]].</ref>, n. 5) *''Beh, buon per te | Sembri felice e in forma, a differenza mia | Se ti fosse mai importato chiederlo | Buon per te | Vai alla grande qua fuori senza di me, tesoro | Dio, vorrei saper fare ciò'' :''Well, good for you | You look happy and healthy, not me | If you ever cared to ask | Good for you | You're doin' great out there without me, baby | God, I wish that I could do that'' (da ''Good 4 U''<ref name="rodrigo, nigro, williams, farro>Testo di Olivia Rodrigo, Daniel Nigro, [[Hayley Williams]] e Josh Farro.</ref>, n. 6) *''Ho perso la testa, ho passato la notte | A piangere sul pavimento del mio bagno | Ma sei così insensibile, non capisco | Ma immagino, buon per te'' :''I've lost my mind, I've spent the night | Cryin' on the floor of my bathroom | But you're so unaffected, I really don't get it | But I guess good for you'' (da ''Good 4 U''<ref name="rodrigo, nigro, williams, farro/>, n. 6) *''Forse sono troppo emotiva | Ma la tua apatia è come sale su una ferita | Forse sono troppo emotiva | O forse non te ne è mai importato niente'' :''Maybe I'm too emotional | But your apathy's like a wound in salt | Maybe I'm too emotional | Or maybe you never cared at all'' (da ''Good 4 U''<ref name="rodrigo, nigro, williams, farro/>, n. 6) *''Oh, io spero che tu sia felice | Ma non come lo eri con me | Sono egoista, lo so, non riesco a lasciarti andare | Quindi trova qualcuno fantastico, ma non trovare qualcuno migliore | Spero che tu sia felice, ma non essere più felice'' :''Oh, I hope you're happy | But not like how you were with me | I'm selfish, I know, I can't let you go | So find someone great, but don't find no one better | I hope you're happy, but don't be happier'' (da ''Happier'', n. 8) *''Voglio essere te così tanto e non ti conosco neanche | Tutto ciò che vedo è ciò che dovrei essere | Più felice, più carina, gelosia, gelosia | Tutto quello che vedo è quello che dovrei essere | Sto perdendo il controllo, tutto ciò che sento è gelosia, gelosia'' :''I wanna be you so bad and I don't even know you | All I see is what I should be | Happier, prettier, jealousy, jealousy | All I see is what I should be | I'm losin' it, all I get's jealousy, jealousy'' (da ''Jealousy, Jealousy''<ref>Testo di Olivia Rodrigo, Daniel Nigro e Casey Smith.</ref>, n. 9) ===Altre canzoni=== *''Tutto quello che voglio è un amore che duri | Tutto quello che voglio forse è chiedere troppo? | Tutto quello che voglio è un bravo ragazzo | Le mie aspettative sono forse troppo alte | Faccio del mio meglio ma quello che posso dire | Tutto quello che ho sono io stessa, dopo tutto | Quello non dovrebbe essere abbastanza per me'' :''All I want is love that lasts | Is all I want too much to ask | Is it something wrong with me | All I want is a good guy | Are my expectations far too high | Try my best but what can I say | All i have is myself at the end of the day | Shouldn't that be enough for me'' (da ''All I Want''<ref>Testo di Olivia Rodrigo, 2020.</ref>) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|All I Want (Olivia Rodrigo)|All I Want|(2019)}} {{Pedia|Deja Vu (Olivia Rodrigo)|Deja Vu|(2021)}} {{DEFAULTSORT:Rodrigo, Olivia}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Cantautori statunitensi]] lfjs0jhum8hovowxh7z7wj6jls1fbrt 1417588 1417558 2026-06-20T00:53:54Z Danyele 19198 fix foto: crop migliore 1417588 wikitext text/x-wiki [[File:Glasto2025-546 (cropped 2).jpg|thumb|Olivia Rodrigo nel 2025]] '''Olivia Isabel Rodrigo''' (2003 – vivente), cantautrice e attrice statunitense. ==Citazioni di Olivia Rodrigo== {{cronologico}} *{{NDR|Su ''[[High School Musical: The Musical - La serie]]''}} Siamo entrambi cresciuti guardando i film, quindi entrare a far parte di qualcosa così grande, che ha toccato così tanti cuori, è davvero emozionante. Ma la cosa più bella è che stiamo creando qualcosa di completamente nuovo e non un remake, il che allenta un po' la pressione che deriva dal portare avanti questo enorme franchise.<ref>Da Giulia Ausani, ''[https://www.sorrisi.com/tv/serie-tv/high-school-musical-la-serie-intervista-a-olivia-rodrigo-e-joshua-bassett/ "High School Musical", la serie: intervista a Olivia Rodrigo e Joshua Bassett]'', ''sorrisi.com'', 6 maggio 2020.</ref> {{Int|''[https://billboard.it/interviste/olivia-rodrigo-superstar-ma-sono-anche-una-studentessa-liceale/2021/05/1665849/ Olivia Rodrigo superstar: «Ma sono anche una studentessa liceale»]''|Citato in ''billboard.it'', 16 maggio 2021.}} *Mi appassionano tutti i tipi di musica. Hai presente quando chiedi a qualcuno "Che musica ti piace?" e ti rispondono "Ascolto di tutto"? Tu pensi: "Ok, questo non mi dice niente". Ma io sono davvero così. *Guidare è quello che preferisco». Ogni volta che mi sento stressata, salto in macchina e faccio qualche giro ascoltando musica o cose così. *Magari quando avrò trent'anni o giù di lì e avrò figli smetterò di fare musica e scriverò solo per altre persone. Perché adoro scrivere canzoni. Ancora più che pubblicarle. {{Int|''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/olivia-rodrigo-avere-ventanni/784621/ Olivia Rodrigo – Avere vent'anni]''|Da Angie Martoccio, ''Rolling Stone US''; tradotto in ''rollingstone.it'', 12 settembre 2023.}} *Non riuscivo a scrivere una canzone senza domandarmi che cosa avrebbe detto la gente. Certi giorni mi sedevo al pianoforte entusiasta di scrivere un pezzo, ma finivo in lacrime. *Vivere da sola fa paura. Ho sempre il terrore che entri qualcuno e mi uccida, o che un fantasma venga a perseguitarmi. *Sono cresciuta in questo strano ambiente in cui tutti mi lodavano per il talento che avevo alla mia età, e ora devo [...] chiedermi se la gente continuerà a pensare che sono cool anche se non sono più una diciassettenne che sa scrivere canzoni. *Tutti i miei modelli di riferimento non si vergognano di ciò che sono e io non posso scegliere di mostrare solo alcune parti di me. *{{NDR|Su [[Kat Bjelland]]}} Il rock al femminile fatto così, per me, è la cosa più bella del mondo. *Sono sempre stata fissata con l'idea della maternità [...]. Fin da piccola, cercavo nomi per bambini che si abbinassero bene con i cognomi. Vedi quanto sono psicotica? *{{NDR|Sulla ritrosia nel farsi fotografare con i fan}} Se non fai le foto, parli con le persone e le conosci meglio. *Parlo troppo ed è una cosa che ho dovuto imparare a controllare, facendo questo mestiere. Ma è normale. Scrivo canzoni diaristiche, per cui è ovvio che ognuno dia la sua interpretazione. *{{NDR|Su ''[[Barbie (film)|Barbie]]''}} È un film femminista bellissimo, meraviglioso. [...] Non ricordo l'ultima volta in cui ho visto un film così incentrato sulle donne che non tirasse in ballo il sesso o non parlasse di una donna tormentata che passa dei guai. È solo un bel film, positivo, su una ragazza in gamba. {{Int|''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/olivia-rodrigo-rischi-di-andare-fuori-di-testa-quando-ti-esibisci-tutte-le-sere-per-mesi/949034/ Olivia Rodrigo: «Rischi di andare fuori di testa quando ti esibisci tutte le sere per mesi»]''|Dall'intervista di Brittany Spanos a ''Rolling Stone US''; tradotto in ''rollingstone.it'', 31 ottobre 2024.}} *{{NDR|«È stato il tuo primo tour mondiale. Pro e contro?»}} Sono stata in un sacco di posti che avevo solo sognato, in Asia e in Europa. Ho visto il mondo, mi sono fatta una cultura, mi sono divertita. Ma stando sul palco una sera dopo l'altra per mesi e mesi ne risentono il fisico e la mente. Puoi andare fuori di testa se non ti sforzi di tenere i piedi per terra, parlare con la gente, chiamare il terapista, assicurarti di tenere sotto controllo la salute mentale. Ci sono stati giorni migliori e giorni peggiori, ma sono felice d'averlo fatto. Grazie a questa esperienza adesso mi sento più forte. E grata. *[...] fare i palazzetti mi è piaciuto parecchio. C'è un grado sufficiente d’intimità che ti permette di vedere le persone, ma allo stesso tempo c'è la grande energia che nasce quando un sacco di gente è riunita nello stesso spazio. *{{NDR|«Mentre eri in tour sei riuscita a scrivere canzoni [...]?»}} [...] Non è facile scrivere quando sei sballonzolata da una parte all'altra, quando non ti sembra di avere radici, ma qualcuna l'ho scritta. Comporre è anche un modo per curare sé stessi, è come scrivere un diario o andare in terapia. Fa sembrare ogni cosa meno opprimente. Quindi sì, ho scritto qualche pezzo, più che altro per me stessa. Ma in fondo è così che nascono le belle canzoni. ==Citazioni tratte da canzoni== ===''Sour''=== '''Etichetta''': Geffen Records, 2021. *''E sono così stufa di avere diciassette anni | Dov'è il mio fottuto sogno adolescenziale? | Se qualcuno mi dice ancora una volta | "Goditi la tua giovinezza", piangerò'' :''And I'm so sick of seventeen | Where's my fucking teenage dream? | If someone tells me one more time | "Enjoy your youth," I'm gonna cry'' (da ''Brutal''<ref name="rodrigo, nigro">Testo di Olivia Rodrigo e Daniel Nigro.</ref>, n. 1) *''Mi hai tradita | E so che non ti dispiacerà mai | Per il modo in cui sono stata male, sì | Parlavi con lei quando stavamo insieme | Ti ho amato nei tuoi momenti peggiori, ma non importava | Ti ci sono volute due settimane per riprenderti e uscire con lei | Immagino che non mi hai tradito, ma sei comunque un traditore'' :''You betrayed me | And I know that you'll never feel sorry | For the way I hurt, yeah | You talked to her when we were together | Loved you at your worst, but that didn't matter | It took you two weeks to go off and date her | Guess you didn't cheat, but you're still a traitor'' (da ''Traitor''<ref name="rodrigo, nigro"/>, n. 2) *''E probabilmente sei con quella ragazza bionda | Che mi ha fatto sempre dubitare | È molto più grande di me | È tutto ciò di cui sono insicura'' :''And you're probably with that blonde girl | Who always made me doubt | She's so much older than me | She's everything I'm insecure about''(da ''Drivers License''<ref name="rodrigo, nigro"/>, n. 3) *''E so che non eravamo perfetti | Ma non mi sono mai sentita così per nessuno | E non riesco proprio a immaginare | Come fai a stare così bene ora che me ne sono andata | Immagino che non intendevi ciò che hai scritto su di me in quella canzone | Perché dicesti per sempre, ora guido da sola oltre la tua strada'' :''And I know we weren't perfect | But I've never felt this way for no one | And I just can't imagine | How you could be so okay now that I'm gone | Guess you didn't mean what you wrote in that song about me | 'Cause you said forever, now I drive alone past your street'' (da ''Drivers License''<ref name="rodrigo, nigro"/>, n. 3) *''Quindi quando le dirai | Che l'abbiamo fatto anche noi, lei penserà che sia speciale? | Ma è tutto riutilizzato | Quello era il nostro posto, l'ho trovato prima io | Ho fatto gli scherzi di cui parli con lei | Quando lei è con te | Hai un [[deja vu]] quando lei è con te?'' :''So when you're gonna tell her | That we did that too, she think it's special? | But it's all re-used | That was our place, I found it first | I made the jokes you tell to her | When she's with you | Do you get deja vu when she's with you?'' (da ''Deja Vu''<ref>Testo di Olivia Rodrigo, Daniel Nigro, [[Taylor Swift]], Jack Antonoff e [[St. Vincent (musicista)|St. Vincent]].</ref>, n. 5) *''Beh, buon per te | Sembri felice e in forma, a differenza mia | Se ti fosse mai importato chiederlo | Buon per te | Vai alla grande qua fuori senza di me, tesoro | Dio, vorrei saper fare ciò'' :''Well, good for you | You look happy and healthy, not me | If you ever cared to ask | Good for you | You're doin' great out there without me, baby | God, I wish that I could do that'' (da ''Good 4 U''<ref name="rodrigo, nigro, williams, farro>Testo di Olivia Rodrigo, Daniel Nigro, [[Hayley Williams]] e Josh Farro.</ref>, n. 6) *''Ho perso la testa, ho passato la notte | A piangere sul pavimento del mio bagno | Ma sei così insensibile, non capisco | Ma immagino, buon per te'' :''I've lost my mind, I've spent the night | Cryin' on the floor of my bathroom | But you're so unaffected, I really don't get it | But I guess good for you'' (da ''Good 4 U''<ref name="rodrigo, nigro, williams, farro/>, n. 6) *''Forse sono troppo emotiva | Ma la tua apatia è come sale su una ferita | Forse sono troppo emotiva | O forse non te ne è mai importato niente'' :''Maybe I'm too emotional | But your apathy's like a wound in salt | Maybe I'm too emotional | Or maybe you never cared at all'' (da ''Good 4 U''<ref name="rodrigo, nigro, williams, farro/>, n. 6) *''Oh, io spero che tu sia felice | Ma non come lo eri con me | Sono egoista, lo so, non riesco a lasciarti andare | Quindi trova qualcuno fantastico, ma non trovare qualcuno migliore | Spero che tu sia felice, ma non essere più felice'' :''Oh, I hope you're happy | But not like how you were with me | I'm selfish, I know, I can't let you go | So find someone great, but don't find no one better | I hope you're happy, but don't be happier'' (da ''Happier'', n. 8) *''Voglio essere te così tanto e non ti conosco neanche | Tutto ciò che vedo è ciò che dovrei essere | Più felice, più carina, gelosia, gelosia | Tutto quello che vedo è quello che dovrei essere | Sto perdendo il controllo, tutto ciò che sento è gelosia, gelosia'' :''I wanna be you so bad and I don't even know you | All I see is what I should be | Happier, prettier, jealousy, jealousy | All I see is what I should be | I'm losin' it, all I get's jealousy, jealousy'' (da ''Jealousy, Jealousy''<ref>Testo di Olivia Rodrigo, Daniel Nigro e Casey Smith.</ref>, n. 9) ===Altre canzoni=== *''Tutto quello che voglio è un amore che duri | Tutto quello che voglio forse è chiedere troppo? | Tutto quello che voglio è un bravo ragazzo | Le mie aspettative sono forse troppo alte | Faccio del mio meglio ma quello che posso dire | Tutto quello che ho sono io stessa, dopo tutto | Quello non dovrebbe essere abbastanza per me'' :''All I want is love that lasts | Is all I want too much to ask | Is it something wrong with me | All I want is a good guy | Are my expectations far too high | Try my best but what can I say | All i have is myself at the end of the day | Shouldn't that be enough for me'' (da ''All I Want''<ref>Testo di Olivia Rodrigo, 2020.</ref>) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|All I Want (Olivia Rodrigo)|All I Want|(2019)}} {{Pedia|Deja Vu (Olivia Rodrigo)|Deja Vu|(2021)}} {{DEFAULTSORT:Rodrigo, Olivia}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Cantautori statunitensi]] qlwrd55ovzlzm91k799lnkobks03afm Helen Mirren 0 175403 1417633 1401447 2026-06-20T11:13:08Z Skekzilla 17056 1417633 wikitext text/x-wiki [[File:Helen Mirren-2208.jpg|thumb|Helen Mirren nel 2020]] {{Premio|Oscar| '''[[The Queen - La regina]]''' *Miglior attrice protagonista (2007) }} '''Helen Mirren''' (1945 – vivente), attrice britannica. {{Int|''[https://thehollywoodinterview.blogspot.com/2008/05/helen-mirren-hollywood-interview.html Helen Mirren: The Hollywood Interview]''|Alex Simon, ''thehollywoodinterview.blogspot.com'', 25 gennaio 2013.|h=2}} *{{NDR|Su ''[[Caligola (film)|Caligola]]''}} [[Malcolm McDowell|Malcolm]] non dovrebbe vergognarsene. È stato bravissimo! Io di certo non mi vergogno di ''Caligola''; anzi, ne sono sempre andata molto fiera. Per quel che è, è un film davvero grandioso su Roma. Il fatto è che [[Gore Vidal|Gore]] volle ritirare il proprio nome dal progetto, ma noi realizzammo proprio il film che lui aveva concepito. Ci attenemmo fedelmente alla sceneggiatura, e lui aveva scritto un film davvero estremo, fuori dagli schemi. È curioso ricordare quando ci incontrammo tutti per la prima volta: [[Bob Guccione]] ci offrì il pranzo e, alzandosi in piedi, disse: "Questo sarà il film più grande di tutti, perché abbiamo i migliori attori, il miglior regista, il miglior sceneggiatore..." e continuò a lungo su questa scia. Mentre Bob parlava, il regista [[Tinto Brass]], seduto accanto a me, mi sussurrò: "Le persone migliori... per fare il film peggiore!" :''Malcolm shouldn't be ashamed of it. He's wonderful in it! I'm certainly not ashamed of Caligula. In fact, I've always been very proud of it. Within its form, ther's a really great movie about Rome in there. The fact is, Gore took his name off it, but we made Gore's movie. We really did stick to the script, and he wrote a really full-on, "out there" movie. It's funny, when we all met together for the first time and Bob Guccione gave us lunch, and he stood up and said "This is going to be the greatest film because we've got the best actors, and the best director, and the best writer..." and kept going on and on. And the director, Tinto Brass, was sitting next to me as Bob was talking and whispered "The best people, to make the worst movie!"'' *{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}} [...] credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto. :[...] ''I think it was very much to John Boorman's credit that he crafted this very magical world out of what could have been a real mess! Some of those scenes when we read them during rehearsal sounded absolutely embarrassing! We were all like "My God, how can we say these lines?" But with all the other elements, it all started falling into place, especially the lighting and the beauty of the film.'' *{{NDR|Sul suo rapporto con [[Nicol Williamson]] durante le riprese di ''Excalibur''}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici! :''We had done a production of'' MacBeth ''prior to that, and our relationship was horrendous. Nicol is a very brilliant, but very dark, troubled man. He has so much talent in so many different directions, but he just... he couldn't bear me, and was very nasty to me. I don't think I was nasty to him at all, but he just hated me. When I went to see John about the film, he said "I'm thinking about Nicol for Merlin," I said I didn't think I could do it then, because we had this horrible relationship. John convinced me that he would help to make it work, and of course, being greedy and wanting the role, I said "Fuck it. I'll just put up with it." In fact, Nicol and I wound up becoming very good friends on it!'' {{Int|''[https://www.vogue.it/news/article/berlino-helen-mirren-orso-d-oro-carriera-intervista Berlino, Helen Mirren Orso d'Oro alla carriera. L'intervista di Vogue]''|Alessandra De Tommasi, ''vogue.it'', 20 febbraio 2020.|h=2}} *{{NDR|Il consiglio più saggio}} Dalla sceneggiatrice Lynda La Plante, che mi ha detto: “Smetti di sorridere”. Jane, in effetti, non vuole ingraziarsi nessuno ma spesso noi donne lo facciamo in automatico per far sentire gli altri a sicuro e a loro agio. E funziona. Da allora non ho più sorriso e ha seguito la sua strada. *{{NDR|Come sceglie i ruoli}} […] leggo il copione iniziando dall’ultima pagina. Se il mio personaggio è ancora vivo allora è buon segno, se invece l’hanno fatto fuori procedo a ritroso fino a capire com’è uscito di scena, magari con un suicidio magnifico dove tutti piangono per la perdita. Se è così allora comincio a leggere la sceneggiatura dal principio, altrimenti se scompare nel nulla non mi prendo neppure la briga di andare avanti. Ce l'ha insegnato Shakespeare, no? *Secondo me il primo errore quando ci si riferisce a personaggi femminili è quello di definirli “forti”. Non credo che quello che le contraddistingue sia la presunta forza quanto la loro vulnerabilità, il lato che più attrae il pubblico. Investigando su questo aspetto si capisce cosa c’è dietro questa apparenza magari da dura e ci si può relazione con maggiore facilità. {{Int|''[https://d.repubblica.it/beauty/benessere/2026/01/24/news/helen_mirren_nessuna_e_perfetta_e__la_nostra_forza_a_renderci_speciali-425113740/ Helen Mirren: “Nessuna è perfetta. È la nostra forza a renderci speciali”]''|Alessandra D'Acunto, ''repubblica.it'', 24 gennaio 2026.|h=2}} *A lungo le donne sono state in competizione, come se l’unico modo per raggiungere i traguardi personali fosse lasciare le altre in un angolo. Adesso le cose sono cambiate: nel mondo del teatro e del cinema ci siamo sempre incoraggiate, anche perché eravamo poche. Quando ho iniziato io le colleghe erano meno del 30%. Oggi siamo più rappresentate, ma la strada da percorrere è ancora lunga. *Jane Fonda è straordinaria, ammirata e rispettata da tutti per la sua energia, il suo impegno costante nella vita. Un faro da seguire. Di Viola Davis mi colpiscono la determinazione e il talento, di Gillian Anderson l’indipendenza. *La moda riesce a rendere reale l’immaginazione e il design prende vita attraverso il lavoro sartoriale. *Sono estremamente affascinata dal calore del [[Italia meridionale|Sud Italia]] e della sua gente. In termini estetici, mi attrae la grande autenticità che si ritrova in uomini e donne di ogni età e nelle loro fisicità, una diversa dall’altra. ==Filmografia== ===Attrice=== {{div col|strette}} *''[[Caligola (film)|Caligola]]'' (1979) *''[[Excalibur]]'' (1981) *''[[2010 - L'anno del contatto]]'' (1984) *''[[Gosford Park]]'' (2001) *''[[Quando meno te lo aspetti]]'' (2004) *''[[The Last Station]]'' (2009) *''[[State of Play]]'' (2009) *''[[Red (film 2010)|Red]]'' (2010) *''[[The Door]]'' (2012) *''[[Red 2]]'' (2013) {{div col end}} ===Doppiatrice=== *''[[Il principe d'Egitto]]'' (1998) *''[[Guida galattica per autostoppisti]]'' (2005) *''[[Monsters University]]'' (2013) *''[[Barbie (film)|Barbie]]'' (2023) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mirren, Helen}} [[Categoria:Attori britannici]] aghldum4vl7rzlpbiucfctuda2f9jjs Claudio Villa (fumettista) 0 202825 1417523 1347925 2026-06-19T12:38:20Z ~2026-35835-89 107544 /* Citazioni di Claudio Villa */ 1417523 wikitext text/x-wiki [[File:Claudio Villa (fumettista).jpg|thumb|Claudio Villa nel 2012]] '''Claudio Villa''' (1959 – vivente), fumettista e illustratore italiano. ==Citazioni di Claudio Villa== *Ci può anche essere chi lavora a rimorchio del lavoro degli altri. Tipo i cavalli o i cappelli di [[Giovanni Ticci]] sono un punto di riferimento per ogni disegnatore di [[Tex]]. Tutti abbiamo avuto la tentazione di prendere un suo cavallo, bellissimo, e copiarlo. Però poi pensi alla fatica che ha fatto e ti metti a studiare anche tu.<ref>Dall'intervista di Andrea Fiamma, ''[https://fumettologica.it/2023/03/claudio-villa-intervista-fumetti-bonelli-tex/ Intervista a Claudio Villa, ospite d’onore di Lucca Collezionando 2023]'', ''[[Fumettologica|fumettologica.it]]'', 23 marzo 2023.</ref> *[[Aurelio Galleppini|Galep]] ha fatto scuola nelle copertine di Tex. E ancora molti lettori, giustamente, lo vedono come "il copertinista" di Tex. Chiunque venga dopo di lui è solo un rimpiazzo, nemmeno molto efficace. [...] Le copertine di Tex sono un misto di tradizione e immagini che si rifanno a una cultura western che deve essere ancorata intorno agli anni Cinquanta. Se si esce da questo canone si rischia di non rendere più riconoscibile il personaggio in edicola, dove il lettore si aspetta di vedere un Tex sicuramente trionfante, che combatte a suon di Bang Bang, Zip, Zip. Qualsiasi scostamento dal tipo di cultura dell'immagine a cui Tex è legato, lo snaturerebbe. Il difficile sta proprio qui: riuscire ogni mese a dare una copertina "in linea" con la cultura di riferimento di Tex, senza rinnegarla, anche in presenza di contenuti inediti. Facile a parole, un po' meno nel lavoro.<ref name="Dilauro">Da Lorenzo di Lauro, ''[https://www.periodicoclinamen.it/intervista/intervista-a-claudio-villa/ Intervista a Claudio Villa]'', ''periodico clinamen''.</ref> *Quando mi hanno passato da [[Martin Mystère]] (personaggio che disegnavo per la Bonelli all'epoca) a Tex, mi sembrava di sognare. Ho sempre amato il [[western]], e trovarmi nelle condizioni di poterlo disegnare era un punto d'arrivo, nella mia ingenuità. Ho capito dopo che era un punto di partenza. Perché con Tex , sei tu al suo servizio e non viceversa. Devi capire chi è, come si comporta, com'è la sua psicologia e poi, forse, lo puoi "raccontare" con cognizione di causa. E Tex è una brutta bestia. Nel senso che se non lo "racconti" in un certo modo, "non è lui". Puoi fare un [[cowboy]] vestito come lui, con la sua faccia, ma se non lo fai "essere" Tex, non è lui. È una situazione che ti accompagna giorno dopo giorno, tavola dopo tavola, anno dopo anno. Capire Tex e "raccontarlo" al meglio è il traguardo, mai raggiunto, per ogni disegnatore. Più lo disegni, più lo "frequenti", più lo conosci e più capisci come descriverlo al lettore. È necessario un lavoro silente e non percepito dal lettore perché gli appassionati si trovino di fronte al "vero" Tex. È un processo che non ha fine. Ancora oggi imparo, capisco e conosco Tex più di ieri.<ref name="Dilauro"/> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Villa, Claudio}} [[Categoria:Fumettisti italiani]] [[Categoria:Illustratori italiani]] sc8f2d9z7cr8rindo38r9eaekko4hlj Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie/Voci 4 219244 1417632 1416761 2026-06-20T09:53:47Z Spinoziano 2297 1417632 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ ==Voci create o ampliate nell'ambito del progetto Mappe letterarie== {{vedi anche|Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie}} Totale provvisorio: '''234''' voci create e '''68''' ampliate. {{MultiCol}} ===Persone=== ====Create==== #[[Alfredo Pioda]] - <small>2025-05-29</small> #[[Felice Menghini]] - <small>2025-05-29</small> #[[Giorgio Orelli]] - <small>2025-05-29</small> #[[Vittore Frigerio]] - <small>2025-05-30</small> #[[Dante Bertolini]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Orelli]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Bonalumi]] - <small>2025-05-30</small> #[[Karl Viktor von Bonstetten]] - <small>2025-06-05</small> #[[Douglas William Freshfield]] - <small>2025-06-05</small> #[[Plinio Martini]] - <small>2025-06-07</small> #[[Giuseppe Zoppi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Piero Bianconi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Angelo Casè]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stefano Franscini]] - <small>2025-06-12</small> #[[Mario Medici]] - <small>2025-06-13</small> #[[Hermann Burger]] - <small>2025-06-19</small> #[[Gerhart Hauptmann]] - <small>2025-06-23</small> #[[Giuseppe Curti]] - <small>2025-06-23</small> #[[Gaspero Barbera]] - <small>2025-06-23</small> #[[Alexandre Cingria]] - <small>2025-06-23</small> #[[Emil Balmer]] - <small>2025-06-24</small> #[[Maurice Chappaz]] - <small>2025-06-26</small> #[[Carl Spitteler]] - <small>2025-06-30</small> #[[Klaus Schädelin]] - <small>2025-06-30</small> #[[Eyvind Johnson]] - <small>2025-06-30</small> #[[Guido Calgari]] - <small>2025-08-23</small> #[[Elena Bonzanigo]] - <small>2025-08-23</small> #[[Oskar Keller]] - <small>2025-08-30</small> #[[Franco Beltrametti]] - <small>2025-09-05</small> #[[Gonzague de Reynold]] - <small>2025-09-05</small> #[[Rainis]] - <small>2025-09-12</small> #[[Pietro Peri]] - <small>2025-09-13</small> #[[Mario Agliati]] - <small>2025-09-13</small> #[[Benito Mazzi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Siro Borrani]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giovanni Laini]] - <small>2025-10-02</small> #[[Jean Alexandre Buchon]] - <small>2025-10-08</small> #[[Friedrich von Matthisson]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gabriele Alberto Quadri]] - <small>2025-10-09</small> #[[Giovanni Anastasi (giornalista)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Albert Dauzat]] - <small>2025-10-27</small> #[[S. Corinna Bille]] - <small>2025-11-06</small> #[[Arnold Büchli]] - <small>2025-11-12</small> #[[Virgilio Chiesa]] - <small>2025-11-21</small> #[[Georg Leonhardi]] - <small>2025-12-01</small> #[[Felice Filippini]] - <small>2025-12-10</small> #[[Hans Rudolf Schinz]] - <small>2026-01-09</small> #[[Giovanni Bianconi (poeta)]] - <small>2026-04-11</small> #[[Gustav Gräser]] - <small>2026-04-30</small> #[[Guglielmo Camponovo]] - <small>2026-05-04</small> #[[Carlo Cavalli (1799-1860)]] - <small>2026-05-06</small> #[[Felicina Colombo]] - <small>2026-05-12</small> #[[Vincenzo De Vit]] - <small>2026-05-13</small> #[[Déodat de Dolomieu]] - <small>2026-05-15</small> #[[Ferdinand de Géramb]] - <small>2026-06-01</small> #[[Károly Kerényi]] - <small>2026-06-09</small> #[[Alberto Sinigaglia]] - <small>2026-06-19</small> ====Ampliate==== #[[William Carlos Williams]] - <small>2025-05-29</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Carlos_Williams&diff=1377660&oldid=1263203 +1] #[[Antonio Caccianiga]] - <small>2025-05-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Antonio_Caccianiga&diff=prev&oldid=1377817 +1] #[[Erich Mühsam]] - <small>2025-06-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Erich_M%C3%BChsam&diff=1378318&oldid=783695 +1] #[[Enrico Filippini]] - <small>2025-06-05/2026-05-27</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Enrico_Filippini&diff=1414573&oldid=1190828 +4] #[[Maria Savi-Lopez]] - <small>2025-06-07</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Maria_Savi-Lopez&diff=prev&oldid=1378869 +1] #[[Samuel Butler]] - <small>2025-06-10/09-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Samuel_Butler&diff=1387546&oldid=1350767 +8] #[[Giovanni Battista Angioletti]] - <small>2025-06-13/2026-03-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giovanni_Battista_Angioletti&diff=1408293&oldid=1279447 +4] #[[Patricia Highsmith]] - <small>2025-06-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Patricia_Highsmith&diff=prev&oldid=1380386 +4] #[[Filippo Sacchi]] - <small>2025-06-20/11-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Filippo_Sacchi&diff=1394050&oldid=1321732 +4] #[[Giosuè Carducci]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giosu%C3%A8_Carducci&diff=1380830&oldid=1378905 +1] #[[Dario Fo]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dario_Fo&diff=prev&oldid=1380859 +2] #[[Joseph Victor Widmann]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Joseph_Victor_Widmann&diff=1381194&oldid=1353343 +1] #[[Ernest Hemingway]] - <small>2025-06-24/2026-06-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Ernest_Hemingway&diff=1415794&oldid=1366444 +6] #[[Luigi Pirandello]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Luigi_Pirandello&diff=prev&oldid=1386708 +1] #[[Friedrich Glauser]] - <small>2025-08-22/2026-06-05</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Friedrich_Glauser&diff=1415663&oldid=1035116 +3] #[[Eugenio Montale]] - 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<small>2026-06-11</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Laura_Mancinelli&diff=1416446&oldid=1281229 +8] ===Opere=== ====Create==== #[[Senza uscita (Dickens e Collins)]] - <small>2026-05-14</small> {{ColBreak}} ===Tematiche=== ====Create==== #[[Fusio]] - <small>2025-05-29</small> #[[Val Poschiavo]] - <small>2025-05-29</small> #[[Chiesa dei Santi Fedele e Simone]] - <small>2025-05-29</small> #[[Lago di Lugano]] - <small>2025-05-30</small> #[[Ascona]] - <small>2025-06-03</small> #[[Valle Verzasca]] - <small>2025-06-05</small> #[[Val Bavona]] - <small>2025-06-05</small> #[[Basòdino]] - <small>2025-06-05</small> #[[Cevio]] - <small>2025-06-05</small> #[[Prato (Lavizzara)]] - <small>2025-06-07</small> #[[Cavergno]] - <small>2025-06-07</small> #[[Mendrisio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Verdabbio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Pian San Giacomo]] - <small>2025-06-10</small> #[[San Bernardino (Mesocco)]] - <small>2025-06-10</small> #[[Passo del San Gottardo]] - <small>2025-06-10</small> #[[Locarno]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stadio del Lido]] - <small>2025-06-10</small> #[[Maggia (fiume)]] - <small>2025-06-11</small> #[[Bedretto]] - <small>2025-06-12</small> #[[Riva San Vitale]] - <small>2025-06-13</small> #[[Chiesa di San Vitale (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Battistero di San Giovanni (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Canton Ticino]] - <small>2025-06-20</small> #[[Terre di Pedemonte]] - <small>2025-06-20</small> #[[Ponte Brolla]] - <small>2025-06-20</small> #[[Passo del Bernina]] - <small>2025-06-23</small> #[[Monte Generoso]] - <small>2025-06-23</small> #[[Brissago]] - <small>2025-06-23</small> #[[Arcegno]] - <small>2025-06-24</small> #[[Brione Verzasca]] - <small>2025-06-26</small> #[[Passo di Redorta]] - <small>2025-06-26</small> #[[Passo del San Bernardino]] - <small>2025-06-30</small> #[[Mergoscia]] - <small>2025-08-22</small> #[[Monte Verità]] - <small>2025-08-22</small> #[[Spruga]] - <small>2025-08-23</small> #[[Casa Serodine]] - <small>2025-08-23</small> #[[Chiesa della Santissima Trinità dei Monti]] - <small>2025-08-24</small> #[[Casa Rusca]] - <small>2025-08-24</small> #[[Castello Visconteo (Locarno)]] - <small>2025-08-24</small> #[[Chiesa dei Santi Abbondio e Andrea]] - <small>2025-08-30</small> #[[Sant'Abbondio (Gambarogno)]] - <small>2025-08-30</small> #[[Indemini]] - <small>2025-08-30</small> #[[Monte Tamaro]] - <small>2025-08-30</small> #[[Monte Gradiccioli]] - <small>2025-08-30</small> #[[Dirinella]] - <small>2025-08-30</small> #[[Stazione di Bellinzona]] - <small>2025-08-30</small> #[[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)]] - <small>2025-09-03</small> #[[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)]] - <small>2025-09-04</small> #[[Chiesa di San Quirico (Minusio)]] - <small>2025-09-06</small> #[[Castagnola-Cassarate-Ruvigliana]] - <small>2025-09-13</small> #[[Intragna (Centovalli)]] - <small>2025-09-22</small> #[[Valle Onsernone]] - <small>2025-09-22</small> #[[Auressio]] - <small>2025-09-22</small> #[[Monte Limidario]] - <small>2025-09-23</small> #[[Golino (Centovalli)]] - <small>2025-09-24</small> #[[Isola di Sant'Apollinare]] - <small>2025-10-02</small> #[[Cima di Medeglia]] - <small>2025-10-08</small> #[[Monte Ceneri]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gambarogno]] - <small>2025-10-09</small> #[[Magadino]] - <small>2025-10-09</small> #[[Canobbio]] - <small>2025-10-09</small> #[[Paradiso (Svizzera)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Val Fedoz]] - <small>2025-10-20</small> #[[San Carlo (Cevio)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Poschiavo]] - <small>2025-10-27</small> #[[Casaccia (Bregaglia)]] - <small>2025-10-31</small> #[[Campo (Svizzera)]] - <small>2025-11-04</small> #[[Niva (Campo)]] - <small>2025-11-04</small> #[[Linescio]] - <small>2025-11-06</small> #[[Rovana]] - <small>2025-11-06</small> #[[Cerentino]] - <small>2025-11-06</small> #[[Boschetto (Cevio)]] - <small>2025-11-06</small> #[[Monastero di Santa Maria Assunta (Bellinzona)]] - <small>2025-11-12</small> #[[Gordevio]] - <small>2025-11-24</small> #[[Brusio]] - <small>2025-12-01</small> #[[San Romerio]] - <small>2025-12-03</small> #[[Arbedo-Castione]] - <small>2025-12-10</small> #[[Bellinzona]] - <small>2025-12-10</small> #[[Lumino]] - <small>2025-12-11</small> #[[Passo San Lucio]] - <small>2025-12-15</small> #[[Sementina]] - <small>2025-12-17</small> #[[Camorino]] - <small>2025-12-17</small> #[[Balerna]] - <small>2025-12-17</small> #[[Chiasso]] - <small>2026-01-09</small> #[[Distretto di Locarno]] - <small>2026-03-25</small> #[[Bavona]] - <small>2026-03-25</small> #[[Berzona]] - <small>2026-03-26</small> #[[La Baronata]] - <small>2026-03-28</small> #[[Passo di Cristallina]] - <small>2026-03-30</small> #[[Bolle di Magadino]] - <small>2026-03-31</small> #[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Sacro Monte di Brissago]] - <small>2026-04-02</small> #[[Isole di Brissago]] - <small>2026-04-02</small> #[[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Centovalli (valle)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Cardada]] - <small>2026-04-02</small> #[[Minusio]] - <small>2026-04-03</small> #[[Rasa (Svizzera)]] - <small>2026-04-03</small> #[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo]] - <small>2026-04-03</small> #[[Vogorno]] - <small>2026-04-03</small> #[[Verzasca (fiume)]] - <small>2026-04-03</small> #[[Corippo]] - <small>2026-04-03</small> #[[Verdasio]] - <small>2026-04-04</small> #[[Losone]] - <small>2026-04-04</small> #[[Bignasco]] - <small>2026-04-05</small> #[[Sornico]] - <small>2026-04-11</small> #[[Diga di Contra]] - <small>2026-04-11</small> #[[Passo di Bosco]] - <small>2026-04-14</small> #[[Bosco Gurin]] - <small>2026-04-14</small> #[[Museum Walserhaus]] - <small>2026-04-14</small> #[[Val d'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Repubblica partigiana dell'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Santa Maria Maggiore (Italia)]] - <small>2026-04-15</small> #[[Villadossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Battaglia di Gravellona Toce]] - <small>2026-04-15</small> #[[Muralto]] - <small>2026-04-17</small> #[[Melezzo Orientale]] - <small>2026-04-18</small> #[[Verscio]] - <small>2026-04-18</small> #[[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Piano di Magadino]] - <small>2026-04-25</small> #[[Chiesa della Madonna della Fontana (Ascona)]] - <small>2026-04-27</small> #[[Palazzo Borromeo (Isola Bella)]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isola Bella (Lago Maggiore)]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isola Madre]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isole Borromee]] - <small>2026-04-28</small> #[[Colosso di san Carlo Borromeo]] - <small>2026-04-28</small> #[[Buccione]] - <small>2026-04-30</small> #[[Sacro Monte di Orta]] - <small>2026-04-30</small> #[[Mottarone]] - <small>2026-04-30</small> #[[Val Vigezzo]] - <small>2026-05-06</small> #[[Foroglio]] - <small>2026-05-08</small> #[[Sonlerto]] - <small>2026-05-08</small> #[[Chiesa di San Michele (Centovalli)]] - <small>2026-05-08</small> #[[Monte Camoghè]] - <small>2026-05-08</small> #[[Monte Brè]] - <small>2026-05-08</small> #[[Madom da Sgióf]] - <small>2026-05-09</small> #[[Chiesa di San Bartolomeo (Verzasca)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Peccia (Lavizzara)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Giumaglio]] - <small>2026-05-11</small> #[[Chiesa di Sant'Eufemia (Novara)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Vairano (Gambarogno)]] - <small>2026-05-12</small> #[[Grand Hotel des Iles Borromées]] - <small>2026-05-13</small> #[[Passo del Sempione]] - <small>2026-05-14</small> #[[Gola di Gondo]] - <small>2026-05-14</small> #[[Ganterbrücke]] - <small>2026-05-14</small> #[[Macugnaga]] - <small>2026-05-15</small> #[[Stresa]] - <small>2026-05-20</small> #[[Isola dei Pescatori]] - <small>2026-05-21</small> #[[Villa Branca]] - <small>2026-05-21</small> #[[Palazzo Bolongaro]] - <small>2026-05-22</small> #[[Eremo di Santa Caterina del Sasso]] - <small>2026-05-22</small> #[[Gattico]] - <small>2026-05-23</small> #[[Angera]] - <small>2026-05-25</small> #[[Castelli di Cannero]] - <small>2026-05-25</small> #[[Rocca di Arona]] - <small>2026-05-26</small> #[[Intra]] - <small>2026-05-26</small> #[[Pella (Italia)]] - <small>2026-05-27</small> #[[Ticino (fiume)]] - 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<small>2025-06-20/2026-06-12</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Vallemaggia&diff=1416684&oldid=1190536 +6] #[[Lugano]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lugano&diff=1391715&oldid=1388770 +2] #[[Svizzera]] - <small>2025-12-01/2026-04-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Svizzera&diff=1409457&oldid=1331873 +2] #[[Lago d'Orta]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_d%27Orta&diff=1412120&oldid=1309879 +4] #[[Isola di San Giulio]] - <small>2026-04-30/2026-06-11</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Isola_di_San_Giulio&diff=1416447&oldid=1300342 +7] #[[Orta San Giulio]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Orta_San_Giulio&diff=prev&oldid=1412122 +1] #[[Monte Rosa]] - <small>2026-05-15</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Monte_Rosa&diff=1413466&oldid=1377667 +1] #[[Cascata del Toce]] - <small>2026-05-15</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cascata_del_Toce&diff=prev&oldid=1413468 +1] #[[Luino]] - <small>2026-05-26/2026-06-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Luino&diff=1415797&oldid=1289832 +2] #[[Domodossola]] - <small>2026-05-26</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Domodossola&diff=1414481&oldid=1413366 +1] #[[Valle Cannobina]] - <small>2026-06-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Valle_Cannobina&diff=1417618&oldid=1416242 +1] {{EndMultiCol}} 9y7bxnqcaiwjuj2aht37ojn25g883qc Spruga 0 220522 1417612 1386769 2026-06-20T07:08:06Z Spinoziano 2297 amplio 1417612 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Spruga.jpg|thumb|Spruga]] Citazioni su '''Spruga''', frazione di Onsernone. *In fondo alla valle, dove la strada finisce, stanno le guardie confinarie italiane nella loro uniforme, ragazzi di Palermo e Messina, le mani in tasca, lieti quando un taglialegna o un pescatore sportivo si ferma a chiacchierare con loro. Attualmente neanche il contrabbando per montagne impervie vale la pena.​ ([[Max Frisch]]) *La visuale è ridotta dallo sfarfallio dei fiocchi e dal bosco maestoso che racchiude la civettuola caserma. In basso, il vallone dorme sotto un metro di neve, in alto si scorgono appena le baite del Monfracchio e più in qua, in uno scenario da presepe, la passerella sull'Isorno ghiacciato e le baracche abbandonate dei boscaioli, con accanto enormi pile di tronchi scortecciati, pronti per essere inviati a valle in primavera. Non un'impronta o un segno sulla neve, la carreggiata per Spruga, primo paese svizzero a 4 chilometri, è sparita in quel deserto bianco, regno della solitudine. ([[Benito Mazzi]]) ==Voci correlate== *[[Bagni di Craveggia]] *[[Valle Onsernone]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] 0vs3isu0ldedoecnyv8s8ionrthaad8 Valle Onsernone 0 220996 1417616 1414816 2026-06-20T07:27:48Z Spinoziano 2297 +1 1417616 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Onsernonetal Isorno2.jpg|thumb|Valle Onsernone]] Citazioni sulla '''Valle Onsernone'''. ==Citazioni== *Da Loco giù a Niva in fondo alla valle [...] ogni tanto il sentiero si slarga a dire che un tempo era importante strada, ingresso dell'Onsernone. Quasi in fondo alla scesa, l'oratorio di San Giovanni Nepomuceno (che protegge dai pericoli dell'acqua, come rammentavano alcuni deliziosi quadrucci ex voto ormai scomparsi, disintegrati...). Impensata scoperta, lì accanto abita un eremita, un autentico anacoreta, un prete cattolico e zurighese intinto di orientalismi, ogni giorno celebra il rito ortodosso, nella chiesetta ha impiantato un'approssimativa iconostasi, tollerata dal mansueto curato. ([[Piero Bianconi]]) *''È il pensier d'una valle romita | accuneata tra picchi e burroni | ove dura e stentata è la vita | ma ispirata a cristiano saper.'' ([[Guido Calgari]]) *In tre valli – [[Valle Verzasca|Verzasca]], Onsernone e [[Centovalli (valle)|Centovalli]] – i fiumi scorrono in letti squarciati nella roccia, innocui ed invisibili, percepibili appena attraverso il loro sotterraneo mormorio. Nelle grandi vallate tuttavia i fiumi scorrono liberi e devastatori sopra ghiaia e sabbia. ([[Karl Viktor von Bonstetten]]) *La strada che dal Cantone Ticino mette a [[Val Vigezzo|Vigezzo]] per la Valle Osernone è, può dirsi, di nessuna conseguenza, ed è pochissimo frequentata. Percorrendo il lungo di quella Valle, arriva allo stabilimento dei [[Bagni di Craveggia|Bagni termali di Craveggia]], e da questa, superata la vetta dei monti al {{sic|nord nord}} est, discende nel piano Vigezzino. La lunghezza di questa strada da [[Santa Maria Maggiore (Italia)|Santa Maria Maggiore]] a [[Locarno]] può valutarsi a miglia venticinque. ([[Carlo Cavalli (1799-1860)|Carlo Cavalli]]) ===[[Max Frisch]]=== *D'inverno, quando nevica è una valle nera. Nero l'asfalto tra le zolle di neve spazzata di lato. Nere le orme nella neve bagnata, quando fonde, e nero il granito bagnato. Neve tonfa dai fili; i fili sono neri. Neve nei boschi, neve sul suolo e sui rami, ma i tronchi sono neri. Anche sui tetti c'è neve; neri i comignoli. Soltanto la corriera postale resta gialla; viaggia con le catene, le tracce sono nere. *La valle ha un'unica strada, che è tutta curve, ma provvista quasi ovunque di un parapetto di ferro; una strada stretta ma accettabile, che fa paura solo agli stranieri, specialmente gli olandesi. Gli incidenti dall'esito mortale sono più rari di quanto ci si aspetterebbe alla prima visione di questa strada. La continua veduta nei burroni da una parte, la roccia a spigoli vivi dall'altra, l'intuizione che il parapetto di ferro non potrebbe trattenere una macchina, rendono gli autisti vigili e prudenti. Dove non passano due macchine affiancate, l'autista che viene da sopra deve fare marcia indietro finché riesce a cedere il passo. *La valle (Val Onsernone) è senza fondo, ma nel centro ha una gola profonda e selvaggia in cui non siamo ancora mai discesi; le sue pareti boscose, più in alto rocciose e con gli anni probabilmente noiose. D'inverno mi piace di più. La popolazione indigena viveva un tempo intrecciando la paglia, finché all'improvviso comparvero sul mercato di Milano i canestri, i cappelli e le borse di produzione giapponese; da quel giorno è una valle in impoverimento. *Le nostre dimore non sono così vicine da fare in modo che uno senta la macchina da scrivere dell'altro, però non sono nemmeno così lontane da fare in modo che io, quando esco dal mio studio, non avverta la laboriosità dei vicini che scrivono e dipingono in questa valle che tutto sommato è una valle tranquilla, dove in passato anche [[Kurt Tucholsky|Tucholsky]] e [[Ignazio Silone|Silone]] hanno trovato rifugio e hanno lavorato. Una valle verde, boscosa come nell'età della pietra. Confederazione e cantone fanno di tutto perché non muoia: autopostale tre volte al giorno, un lago artificiale non è previsto. In estate, di notte, si vedono le stelle cadenti o si sente una civetta. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Valli della Svizzera|Onsernone]] byjgm4uad2sw626symc6m8pja3abtrg Benito Mazzi 0 221010 1417626 1417513 2026-06-20T08:58:39Z Spinoziano 2297 typo, fix link 1417626 wikitext text/x-wiki [[File:Benito Mazzi.jpg|thumb|Benito Mazzi nel 2011]] '''Benito Mazzi''' (1938 – 2022), scrittore e giornalista italiano. ==Citazioni di Benito Mazzi== *Dalla lobia della sua abitazione lo sguardo spazia sull'immenso piano, sulla ferrovia e la stazioncina con fermata a richiesta, sulla parete di verde severo, tutta pini, larici, abeti e faggi, che con le cuspidi rocciose del [[Monte Limidario|Gridone]] s'erge di fronte, a sfondare un cielo terso che giù a Garlasco si sognano.<br>Dalla metà d'agosto in poi i boschi [[Val Vigezzo|vigezzini]] sono il paradiso dei cercatori di boleti, i ''fungiàt''.<ref>Da ''Coppi, Bartali, Carollo e Malabrocca. Le avventure della Maglia Nera'', Ediciclo editore, Portogruaro, 2005, p. 158. ISBN 8888829172</ref> ==''Nel sole zingaro''== *In questi sperduti paesi di montagna, dall'introduzione da parte di [[Napoleone Bonaparte|Napoleone]] delle dogane, ai primi dell'Ottocento, alla fine degli anni cinquanta del nostro secolo, era indispensabile, per vivere, "andare in dentro", in Svizzera, con la bricolla in spalla, non offrendo [[Val Vigezzo|Vigezzo]], come del resto le contigue vallate dell'[[Val d'Ossola|Ossola]], risorse alternative all'infuori dell'emigrazione e dei prodotti dell'arido suolo, che un'annata storta bastava a rendere insufficienti. (premessa, p. 7) *I vigezzini sono poveri di risorse, potendo contare soltanto sui miseri prodotti della loro aridissima terra e sul contrabbando. Considerano le guardie di finanza – canarini, prapòst, burlanda, caini, nelle definizioni popolari – i nemici, gli affamatori delle loro famiglie. Si scatena pertanto un odio implacabile nei confronti degli uomini in divisa, con scontri e risse di inaudita violenza. (cap. I, pp. 11-12) *Il contrabbando s'è allargato, non è più circoscritto alle valli di confine, fin dal 1830 ha contagiato la bassa Ossola. Ma, mentre da quelle parti l'andar di sfroso costituisce una scelta, un modo per guadagnare di più e in fretta, dal momento che là un po' di lavoro si trova, soprattutto dopo l'apertura a Vogogna delle tessiture di cotone, in Vigezzo continua a rimanere, con l'emigrazione, l'unica possibilità di sopravvivenza. La terra, la vacca, la capra non bastano al sostentamento della famiglia, specialmente nelle annate svergole. (cap. II, pp. 16-17) *Le popolazioni di Vigezzo, cronicamente carenti di prospettive occupazionali per i loro uomini – nell'ultimo censimento, su 5500 abitanti erano 1000 gli emigrati per lavoro –, rimangono fra le più soggiogate al contrabbando, nonostante le conseguenze ogni giorno più dolorose che il fenomeno comporta. Per pagare le contravvenzioni alle leggi doganali molti padri di famiglia sono caduti in rovina subendo il sequestro della casa e della campagna, altri, pur di evitare la prigione, se la sono squagliata all'estero abbandonando mogli e figli. (cap. III, pp. 22-23) *Lontano brillano i chiari di [[Borgnone]], il borgo svizzero dove son diretti.<br>All'entrata dell'abitato s'appostano dietro una siepe, Cecco va avanti, s'avvia per una streccia, batte due colpi a una porta, poi li ribatte. Esce una donna, fa sì col capo, richiude. Dopo aver ammucchiato i sacchi nella cascina sotto la casa, i contrabbandieri s'intavolano in un locale appartato e caldo. Alle 3 del mattino la squadra s'accinge al ritorno. Il carico è più leggero, non supera i 20 chili tra caffè, sale e tabacco. (cap. III, p. 31) *Centinaia di bambini vigezzini e della vicina [[Valle Cannobina|Cannobina]], altra valle disperata, hanno compiuto i sei, sette anni a [[spazzacamino]], lontano da casa, nella città, dietro al padrone. Non a caso lo Sgrinfia arruola i più miseri di statura, s'arrampicano meglio sulle canne, riuscendo a sventolare la mano dal comignolo per mostrare al committente che sono in cima, che il lavoro è stato eseguito alla perfezione. (cap. VI, p. 41) *A [[Meis (Re)|Meis]], le osterie della Marin e del Balassi, una di fronte all'altra lungo lo stradone per la Svizzera, sono il ritrovo di contrabbandieri, carbonai, boscaioli, mercanti di passaggio. La borgata, poche case ai piedi delle mulattiere per Dissimo, Olgia e Folsogno, a un tiro di fucile dalla frontiera, domina un ampio pianoro circondato da monti e dirupi, nel quale biancheggia la stazione della Vigezzina, ferrovia elettrica a scartamento ridotto che collega l'Italia alla Svizzera, Domodossola a Locarno. (cap. VIII, p. 52) *Dal 1917 le teleferiche hanno soppiantato le vecchie "sère" nell'inviare a valle il legname venduto dai comuni all'incanto. Di dimensioni faraoniche quella dell'impresa Girola per lo sfruttamento dei boschi della [[valle Onsernone]], territorio di Craveggia, Santa Maria Maggiore e Re. È un impianto lungo 9 chilometri, parte dai [[Bagni di Craveggia|Bagni]], si snoda a Fondo Monfracchio, sorpassa la Bocchetta di Moino, a oltre 2000 metri, internandosi per un tratto in galleria, dove forma una stazione d'angolo, e da qui riparte per la battuta d'arrivo alla "Siberia". (cap. VIII, p. 52) *Faina non perde un colpo. A Monadello, paesino svizzero in alto a picco sulla frontiera, c'è chi gli tiene da parte zucchero e caffè. Sfrosa in prevalenza da solo, le grandi spedizioni non funzionano più, c'è da stare in campana, le pallottole non fan complimenti. A Monadello trova la bricolla già confezionata, pronta da sbalzare. Una mattina, insieme con la bricolla, l'aspettano due sfrosìne, la Carola e la Rosa, la donna del Bula. La Carola è una femmina procace, robusta e forte, coi seni eretti, le cosce stagne e lo sguardo di sfida. I suoi occhi sono dardi che trusano il sangue e Faina ci ha le caldane su per il filone. È una che non bacìla, la Carola, ama lo scherzo e la battuta grassa, è vero, ma è un rischio slungare le ciampe con lei, lascia partire certi patoni che addormentano. Faina non ci ha mai tentato, ma quel giorno a Monadello si sente il respiro pesante. (cap. IX, pp. 61-62) *La visuale è ridotta dallo sfarfallio dei fiocchi e dal bosco maestoso che racchiude la civettuola caserma. In basso, il vallone dorme sotto un metro di neve, in alto si scorgono appena le baite del Monfracchio e più in qua, in uno scenario da presepe, la passerella sull'Isorno ghiacciato e le baracche abbandonate dei boscaioli, con accanto enormi pile di tronchi scortecciati, pronti per essere inviati a valle in primavera. Non un'impronta o un segno sulla neve, la carreggiata per [[Spruga]], primo paese svizzero a 4 chilometri, è sparita in quel deserto bianco, regno della solitudine. Ad accentuare il senso d'abbandono, appena sotto la caserma troneggia l'albergo dei [[Bagni di Craveggia|Bagni]], un'elegante struttura tutta camini, eretta nel 1819 dal comune di Craveggia per lo sfruttamento di una sorgente termale dalle proprietà miracolose. L'apertura è soltanto estiva, il suo destino è purtroppo segnato: nel 1951 sarà distrutto da una slavina staccatasi dalla montagna di fronte. (cap. XI, pp. 74-75) *In Vigezzo, come nel resto dell'Ossola, i soldati che rientrano dal fronte hanno scarse opportunità di lavoro, aggiungono miseria a miseria. Per sfuggire alla fame e alla deportazione in Germania non restano che il contrabbando e la fuga sui monti, a sostegno delle bande partigiane che vanno organizzandosi.<br>Confluiscono sul confine per trovare scampo in Svizzera fuggiaschi di ogni razza e nazionalità: ebrei destinati ai campi di sterminio, prigionieri evasi, antifascisti, perseguitati per motivi politici, razziali o religiosi, ufficiali e soldati di tutti gli eserciti. (cap. XIII, p. 86) *A [[Camedo]] sanno già di scaricare nella casa di un certo Dago, ex gendarme, il quale corrisponderà il pattuito con Gianca non appena pesati i sacchi e offerto un giro di acquavite. [...] Resisi conto del falso allarme, si ricompongono e riprendono il viaggio giungendo infine alle porte di Camedo. Va in avanscoperta Gianca. Accertatosi che il vicolo che immette all'abitazione del Dago è deserto, dà il vialibera. Uno dopo l'altro raggiungono la casa e sfociano in un cortavolo dal quale, sempre seguendo la guida, si introducono in un usciolo. (cap. XIV, pp. 99-100) *Il [[Ponte del Maglione|Malione]]: un ponte sui 30 metri, detto dalla gente "romano", roba da star male solo ad affacciarvisi. La Rosa, che pure non ha paura di niente, quando passa di là con la cadola della legna evita di guardare di sotto, l'attanaglia un'angoscia, un che di sconvolgente difficile da spiegare. L'acqua del [[Melezzo Orientale|Melezzo]], cupa e lontanissima, si tortura schiumosa in un perenne gemito fra pareti e spuntoni di roccia. Nessuno s'è mai azzardato ad attraversare a nuoto quella gola per timore dei gorghi, dei terribili mulinelli che si avvistano addirittura dal ponte, capaci di inghiottire interi tronchi d'albero. (cap. XIV, p. 101) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Benito Mazzi, ''[https://books.google.it/books?id=BWpbDwAAQBAJ&gbpv&pg=PT0 Nel sole zingaro: storie di contrabbandieri]'', presentazione di [[Alberto Sinigaglia]], Interlinea edizioni, Novara, 2018 [1997]. ISBN 9788868571993 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mazzi, Benito}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 033hfj1bpa0truy7o9cf4ml10z8d7dn 1417630 1417626 2026-06-20T09:46:42Z Spinoziano 2297 amplio 1417630 wikitext text/x-wiki [[File:Benito Mazzi.jpg|thumb|Benito Mazzi nel 2011]] '''Benito Mazzi''' (1938 – 2022), scrittore e giornalista italiano. ==''Coppi, Bartali, Carollo e Malabrocca''== *Tra i plichi della posta spicca un giorno una lettera dalla [[Val Vigezzo|Valle Vigezzo]], terra di confine che la maglia nera del '47 attraversò sotto il diluvio nell'ultima tappa del Giro, la Lugano-Milano. Accidenti se l'ha ancora presente: la Svizzera di lingua italiana, la frontiera di Ponte Ribellasca, la polenta e bagna nella casuppola con la vecchia dalle mille raccomandazioni. (''Prima dei varesotti'', p. 157) *Dalla lobia della sua abitazione lo sguardo spazia sull'immenso piano, sulla ferrovia e la stazioncina con fermata a richiesta, sulla parete di verde severo, tutta pini, larici, abeti e faggi, che con le cuspidi rocciose del [[Monte Limidario|Gridone]] s'erge di fronte, a sfondare un cielo terso che giù a Garlasco si sognano.<br>Dalla metà d'agosto in poi i boschi vigezzini sono il paradiso dei cercatori di boleti, i ''fungiàt''. (''Prima dei varesotti'', p. 158) *Sono trascorsi dieci anni dalla prima edizione di questo libro e siamo ancora qui, il [[Luigi Malabrocca|Mala]] e chi scrive, nella vecchia casa di Re incastonata fra le strecce del paese alto. Allo stesso tavolo di allora. È il 10 aprile 2003, giovedì. Fuori fa fresco e il cielo è gnecco. Due gatti s'inseguono per il cortile deserto, la stufa tira controvoglia bofonchiando lagnosa, sul televisore senz'audio le auto del Gran Premio s'inseguono mute. (''Dieci anni dopo'', p. 203) *Quando il Giro d'Italia del 1947 passò dal mio paese, Re, ultimo comune piemontese al confine con la Svizzera di lingua italiana, dove ho vissuto con la mia famiglia fino al matrimonio, io avevo nove anni. La ricordo eccome quella domenica mattina di pioggia e temporali. I corridori, avvolti nelle mantelline gonfiate dal vento, il volto ridotto a una crosta di palta, si dibattevano sul fondo sfatto dello stradone come anguille prigioniere nel fango. Prima di allora non avevo mai visto una bicicletta da corsa né sentito nominare il Giro d'Italia. (''Dieci anni dopo'', p. 204) ==''Nel sole zingaro''== *In questi sperduti paesi di montagna, dall'introduzione da parte di [[Napoleone Bonaparte|Napoleone]] delle dogane, ai primi dell'Ottocento, alla fine degli anni cinquanta del nostro secolo, era indispensabile, per vivere, "andare in dentro", in Svizzera, con la bricolla in spalla, non offrendo [[Val Vigezzo|Vigezzo]], come del resto le contigue vallate dell'[[Val d'Ossola|Ossola]], risorse alternative all'infuori dell'emigrazione e dei prodotti dell'arido suolo, che un'annata storta bastava a rendere insufficienti. (premessa, p. 7) *I vigezzini sono poveri di risorse, potendo contare soltanto sui miseri prodotti della loro aridissima terra e sul contrabbando. Considerano le guardie di finanza – canarini, prapòst, burlanda, caini, nelle definizioni popolari – i nemici, gli affamatori delle loro famiglie. Si scatena pertanto un odio implacabile nei confronti degli uomini in divisa, con scontri e risse di inaudita violenza. (cap. I, pp. 11-12) *Il contrabbando s'è allargato, non è più circoscritto alle valli di confine, fin dal 1830 ha contagiato la bassa Ossola. Ma, mentre da quelle parti l'andar di sfroso costituisce una scelta, un modo per guadagnare di più e in fretta, dal momento che là un po' di lavoro si trova, soprattutto dopo l'apertura a Vogogna delle tessiture di cotone, in Vigezzo continua a rimanere, con l'emigrazione, l'unica possibilità di sopravvivenza. La terra, la vacca, la capra non bastano al sostentamento della famiglia, specialmente nelle annate svergole. (cap. II, pp. 16-17) *Le popolazioni di Vigezzo, cronicamente carenti di prospettive occupazionali per i loro uomini – nell'ultimo censimento, su 5500 abitanti erano 1000 gli emigrati per lavoro –, rimangono fra le più soggiogate al contrabbando, nonostante le conseguenze ogni giorno più dolorose che il fenomeno comporta. Per pagare le contravvenzioni alle leggi doganali molti padri di famiglia sono caduti in rovina subendo il sequestro della casa e della campagna, altri, pur di evitare la prigione, se la sono squagliata all'estero abbandonando mogli e figli. (cap. III, pp. 22-23) *Lontano brillano i chiari di [[Borgnone]], il borgo svizzero dove son diretti.<br>All'entrata dell'abitato s'appostano dietro una siepe, Cecco va avanti, s'avvia per una streccia, batte due colpi a una porta, poi li ribatte. Esce una donna, fa sì col capo, richiude. Dopo aver ammucchiato i sacchi nella cascina sotto la casa, i contrabbandieri s'intavolano in un locale appartato e caldo. Alle 3 del mattino la squadra s'accinge al ritorno. Il carico è più leggero, non supera i 20 chili tra caffè, sale e tabacco. (cap. III, p. 31) *Centinaia di bambini vigezzini e della vicina [[Valle Cannobina|Cannobina]], altra valle disperata, hanno compiuto i sei, sette anni a [[spazzacamino]], lontano da casa, nella città, dietro al padrone. Non a caso lo Sgrinfia arruola i più miseri di statura, s'arrampicano meglio sulle canne, riuscendo a sventolare la mano dal comignolo per mostrare al committente che sono in cima, che il lavoro è stato eseguito alla perfezione. (cap. VI, p. 41) *A [[Meis (Re)|Meis]], le osterie della Marin e del Balassi, una di fronte all'altra lungo lo stradone per la Svizzera, sono il ritrovo di contrabbandieri, carbonai, boscaioli, mercanti di passaggio. La borgata, poche case ai piedi delle mulattiere per Dissimo, Olgia e Folsogno, a un tiro di fucile dalla frontiera, domina un ampio pianoro circondato da monti e dirupi, nel quale biancheggia la stazione della Vigezzina, ferrovia elettrica a scartamento ridotto che collega l'Italia alla Svizzera, Domodossola a Locarno. (cap. VIII, p. 52) *Dal 1917 le teleferiche hanno soppiantato le vecchie "sère" nell'inviare a valle il legname venduto dai comuni all'incanto. Di dimensioni faraoniche quella dell'impresa Girola per lo sfruttamento dei boschi della [[valle Onsernone]], territorio di Craveggia, Santa Maria Maggiore e Re. È un impianto lungo 9 chilometri, parte dai [[Bagni di Craveggia|Bagni]], si snoda a Fondo Monfracchio, sorpassa la Bocchetta di Moino, a oltre 2000 metri, internandosi per un tratto in galleria, dove forma una stazione d'angolo, e da qui riparte per la battuta d'arrivo alla "Siberia". (cap. VIII, p. 52) *Faina non perde un colpo. A Monadello, paesino svizzero in alto a picco sulla frontiera, c'è chi gli tiene da parte zucchero e caffè. Sfrosa in prevalenza da solo, le grandi spedizioni non funzionano più, c'è da stare in campana, le pallottole non fan complimenti. A Monadello trova la bricolla già confezionata, pronta da sbalzare. Una mattina, insieme con la bricolla, l'aspettano due sfrosìne, la Carola e la Rosa, la donna del Bula. La Carola è una femmina procace, robusta e forte, coi seni eretti, le cosce stagne e lo sguardo di sfida. I suoi occhi sono dardi che trusano il sangue e Faina ci ha le caldane su per il filone. È una che non bacìla, la Carola, ama lo scherzo e la battuta grassa, è vero, ma è un rischio slungare le ciampe con lei, lascia partire certi patoni che addormentano. Faina non ci ha mai tentato, ma quel giorno a Monadello si sente il respiro pesante. (cap. IX, pp. 61-62) *La visuale è ridotta dallo sfarfallio dei fiocchi e dal bosco maestoso che racchiude la civettuola caserma. In basso, il vallone dorme sotto un metro di neve, in alto si scorgono appena le baite del Monfracchio e più in qua, in uno scenario da presepe, la passerella sull'Isorno ghiacciato e le baracche abbandonate dei boscaioli, con accanto enormi pile di tronchi scortecciati, pronti per essere inviati a valle in primavera. Non un'impronta o un segno sulla neve, la carreggiata per [[Spruga]], primo paese svizzero a 4 chilometri, è sparita in quel deserto bianco, regno della solitudine. Ad accentuare il senso d'abbandono, appena sotto la caserma troneggia l'albergo dei [[Bagni di Craveggia|Bagni]], un'elegante struttura tutta camini, eretta nel 1819 dal comune di Craveggia per lo sfruttamento di una sorgente termale dalle proprietà miracolose. L'apertura è soltanto estiva, il suo destino è purtroppo segnato: nel 1951 sarà distrutto da una slavina staccatasi dalla montagna di fronte. (cap. XI, pp. 74-75) *In Vigezzo, come nel resto dell'Ossola, i soldati che rientrano dal fronte hanno scarse opportunità di lavoro, aggiungono miseria a miseria. Per sfuggire alla fame e alla deportazione in Germania non restano che il contrabbando e la fuga sui monti, a sostegno delle bande partigiane che vanno organizzandosi.<br>Confluiscono sul confine per trovare scampo in Svizzera fuggiaschi di ogni razza e nazionalità: ebrei destinati ai campi di sterminio, prigionieri evasi, antifascisti, perseguitati per motivi politici, razziali o religiosi, ufficiali e soldati di tutti gli eserciti. (cap. XIII, p. 86) *A [[Camedo]] sanno già di scaricare nella casa di un certo Dago, ex gendarme, il quale corrisponderà il pattuito con Gianca non appena pesati i sacchi e offerto un giro di acquavite. [...] Resisi conto del falso allarme, si ricompongono e riprendono il viaggio giungendo infine alle porte di Camedo. Va in avanscoperta Gianca. Accertatosi che il vicolo che immette all'abitazione del Dago è deserto, dà il vialibera. Uno dopo l'altro raggiungono la casa e sfociano in un cortavolo dal quale, sempre seguendo la guida, si introducono in un usciolo. (cap. XIV, pp. 99-100) *Il [[Ponte del Maglione|Malione]]: un ponte sui 30 metri, detto dalla gente "romano", roba da star male solo ad affacciarvisi. La Rosa, che pure non ha paura di niente, quando passa di là con la cadola della legna evita di guardare di sotto, l'attanaglia un'angoscia, un che di sconvolgente difficile da spiegare. L'acqua del [[Melezzo Orientale|Melezzo]], cupa e lontanissima, si tortura schiumosa in un perenne gemito fra pareti e spuntoni di roccia. Nessuno s'è mai azzardato ad attraversare a nuoto quella gola per timore dei gorghi, dei terribili mulinelli che si avvistano addirittura dal ponte, capaci di inghiottire interi tronchi d'albero. (cap. XIV, p. 101) ==Bibliografia== *Benito Mazzi, ''[https://books.google.it/books?hl=it&id=kzZGd8CyApcC&pg=PA0 Coppi, Bartali, Carollo e Malabrocca: le avventure della maglia nera]'', prefazione di Paolo Facchinetti, Ediciclo editore, Portogruaro, 2005 [1993]. ISBN 8888829172 *Benito Mazzi, ''[https://books.google.it/books?id=BWpbDwAAQBAJ&gbpv&pg=PT0 Nel sole zingaro: storie di contrabbandieri]'', presentazione di [[Alberto Sinigaglia]], Interlinea edizioni, Novara, 2018 [1997]. ISBN 9788868571993 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mazzi, Benito}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] re5k7947h2da8ssoay941yttrjcg12e Monte Limidario 0 221011 1417617 1412905 2026-06-20T07:35:34Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1417617 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Monte-Gridone.jpg|miniatura|Monte Limidario]] Citazioni sul '''Monte Limidario''', o '''Gridone''' o '''Ghiridone'''. *Anche nel soleggiato Ticino il caldo di primavera si fa talvolta aspettare. La sorella della nostra "bise", la fredda tramontana, soffia ogni tanto sfacciatamente giù dai monti e penetra fino al midollo. Il Pizzo Vogorno, il Tamaro, il Gridone hanno ancora il loro berretto da notte, e quest'ultimo è ancora avvolto nei suoi lenzuoli – si potrebbe credere che siano cime di quattromila metri, e non semplici colli azzurri, che possono misurarsi appena col nostro Stockhorn. ([[Emil Balmer]]) *''Brilla il crinale, bianco e viola, del Gridone: cristallo | di rocca, che ti costringe a farti solecchio, ad alzare | la mira dallo schermo pronto per la sonografia. Altri | crinali appaiono, e dossi, valli del tuo bacino, | promontori, baratri nell'addome, con le cento | varianti del grigio: s'è ristretto lo sfacelo della ghiandola | impazzita. A malincuore, rinunci a guardare il Gridone | – ma già si azzuffano nubi sul bianco, sul viola.'' ([[Angelo Casè]]) *Così la sera, appena il sole s'è messo giù sotto la mansueta gobba del Ghiridone: quella vasta luce che si sventaglia e a poco a poco si rattrappisce, il cielo color carta da zucchero si fa a oriente di un giallo velato di verde, giallo limone, giallo affumicato, oro brunito, giù verso il fondo del lago è arancio intenso, tuorlo d'uovo. ([[Piero Bianconi]]) *''Dietro le spalle lasci ramingare il falso | pungente allarme, i timori, la subitanea | certezza che ti negava di vivere perlomeno | la quiescenza – ora, guardi affascinato | baluginare sulle alture opposte l'onda delle luci | a intermittenza timide / spavalde, sulla Corona | detta dei Pinci e oltre il dosso che a strapiombo | tira sul Gridone tagliente, sulla neve: ogni lume | un brivido sarà, una stazione da segnare con mano | ferma sul calendario dell'anno nuovo.'' ([[Angelo Casè]]) *{{NDR|Il lago Maggiore}} davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento Tamaro, il Gambarogno e il Ghiridone gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. ([[Piero Bianconi]]) *Il Ghiridone, con quella sua terribile merlatura di picchi, e tutto, bastioni muraglie, costrutto in un pensiero di guerra: ma con che pietra d'incantesimo, quel giorno! Un lapislàzzoli formicolante di minùzzoli d'oro. ([[Francesco Chiesa]]) ==Voci correlate== *[[Lago Maggiore]] *[[Monte Tamaro]] *[[Val Vigezzo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Montagne della Svizzera|Limidario]] 7ksdwoxggaj1mitpjueqa4rgbu5y35c Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1417592 1417454 2026-06-20T05:49:00Z Skekzilla 17056 1417592 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). 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Sacchi in quel momento aveva ragione: guardando quel calciatore, più della Serie C non poteva fare. Questo è la dimostrazione che con la passione, volontà e spirito di sacrificio si può arrivare oltre a quelli che possono sembrare i nostri limiti.<ref>Citato in ''[https://www.corriere.it/sport/calcio/26_marzo_28/igor-protti-malattia-cancro-film-0629632b-8bea-47f4-9ad9-c9217f214xlk.shtml Igor Protti: «Il cancro è un avversario subdolo, tante complicazioni: sto ricominciando a camminare»]'', ''Corriere.it'', 28 marzo 2026.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Protti, Igor}} [[Categoria:Calciatori italiani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] {{stub}} 1kmjrl2ttyip4sn03yyddibgq4bb57i 1417566 1417557 2026-06-19T22:05:54Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Igor Protti */ +1 1417566 wikitext text/x-wiki [[File:Igor Protti in 2020 at Stadio San Nicola in Bari.jpg|thumb|Igor Protti nel 2020]] '''Igor Protti''' (1967 – 2026), ex calciatore e dirigente sportivo italiano. ==Citazioni di Igor Protti == *Quando ero ragazzino avevo [[Arrigo Sacchi|Sacchi]] come allenatore e lui disse che per le mie caratteristiche avrei potuto giocare al massimo in Serie C, però lavorando giorno dopo giorno sono riuscito a diventare capocannoniere in Serie A. 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Sperando che sia un arrivederci e non un addio.<ref>Da un comunicato diffuso dalla sua famiglia sul suo profilo ''Instagram''; citato in Alessandro Latini, ''[https://www.lanazione.it/sport/calcio/igor-protti-ultimo-messaggio-7c4540de Igor Protti, l'ultimo messaggio: "Uno splendido viaggio è arrivato al triplice fischio". Sabato la salma al Picchi]'', ''lanazione.it'', 19 giugno 2026.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Protti, Igor}} [[Categoria:Calciatori italiani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] {{stub}} hz8smj211imjvksgkdqfnhs81ukheav 1417567 1417566 2026-06-19T22:12:13Z Udiki 86035 1417567 wikitext text/x-wiki [[File:Igor Protti in 2020 at Stadio San Nicola in Bari.jpg|thumb|Igor Protti nel 2020]] '''Igor Protti''' (1967 – 2026), calciatore e dirigente sportivo italiano. ==Citazioni di Igor Protti == *Quando ero ragazzino avevo [[Arrigo Sacchi|Sacchi]] come allenatore e lui disse che per le mie caratteristiche avrei potuto giocare al massimo in Serie C, però lavorando giorno dopo giorno sono riuscito a diventare capocannoniere in Serie A. Sacchi in quel momento aveva ragione: guardando quel calciatore, più della Serie C non poteva fare. Questo è la dimostrazione che con la passione, volontà e spirito di sacrificio si può arrivare oltre a quelli che possono sembrare i nostri limiti.<ref>Citato in ''[https://www.corriere.it/sport/calcio/26_marzo_28/igor-protti-malattia-cancro-film-0629632b-8bea-47f4-9ad9-c9217f214xlk.shtml Igor Protti: «Il cancro è un avversario subdolo, tante complicazioni: sto ricominciando a camminare»]'', ''corriere.it'', 28 marzo 2026.</ref> *{{NDR|Poco prima della sua morte}} Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l'unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l'affetto e l'amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio.<ref>Da un comunicato diffuso dalla sua famiglia sul suo profilo ''Instagram''; citato in Alessandro Latini, ''[https://www.lanazione.it/sport/calcio/igor-protti-ultimo-messaggio-7c4540de Igor Protti, l'ultimo messaggio: "Uno splendido viaggio è arrivato al triplice fischio". 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Questo è la dimostrazione che con la passione, volontà e spirito di sacrificio si può arrivare oltre a quelli che possono sembrare i nostri limiti.<ref>Citato in ''[https://www.corriere.it/sport/calcio/26_marzo_28/igor-protti-malattia-cancro-film-0629632b-8bea-47f4-9ad9-c9217f214xlk.shtml Igor Protti: «Il cancro è un avversario subdolo, tante complicazioni: sto ricominciando a camminare»]'', ''corriere.it'', 28 marzo 2026.</ref> *{{NDR|Poco prima della sua morte}} Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l'unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l'affetto e l'amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. 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E poi c'era una cosa che rende bene l'idea di chi fosse: ciò che diceva Protti a Livorno era Vangelo. Era rispettato da tutti, amato da tutti. E questo, forse, vale ancora più dei suoi gol. ([[Aldo Spinelli]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Protti, Igor}} [[Categoria:Calciatori italiani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] {{s}} 105eionrgguf4rcgl2s0c5en2tg12zu 1417570 1417569 2026-06-19T22:15:27Z SirPsych0 33615 /* Altri progetti */ Destub 1417570 wikitext text/x-wiki [[File:Igor Protti in 2020 at Stadio San Nicola in Bari.jpg|thumb|Igor Protti nel 2020]] '''Igor Protti''' (1967 – 2026), calciatore e dirigente sportivo italiano. ==Citazioni di Igor Protti == *Quando ero ragazzino avevo [[Arrigo Sacchi|Sacchi]] come allenatore e lui disse che per le mie caratteristiche avrei potuto giocare al massimo in Serie C, però lavorando giorno dopo giorno sono riuscito a diventare capocannoniere in Serie A. 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E poi c'era una cosa che rende bene l'idea di chi fosse: ciò che diceva Protti a Livorno era Vangelo. Era rispettato da tutti, amato da tutti. E questo, forse, vale ancora più dei suoi gol. ([[Aldo Spinelli]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Protti, Igor}} [[Categoria:Calciatori italiani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] jx8ui9yj9y8epguhg3xb56v99h7i4ks Carlo Cavalli (1799-1860) 0 224649 1417608 1412746 2026-06-20T06:51:39Z Spinoziano 2297 wlink 1417608 wikitext text/x-wiki '''Carlo Cavalli''' (1799 – 1860), politico italiano. ==Citazioni di Carlo Cavalli== *[...] appare che la [[Val Vigezzo|Valle di Vigezzo]] trovasi esposta al perfetto mezzodì. Il sole all'equinozio percorre il mezzo preciso della sua lunghezza, spuntando all'apertura, che mette a [[Locarno]], e tramontando da quella che accenna a [[Domodossola]]. L'aria vi è purissima, e quale suolsi avere nei paesi elevati ed asciutti. I venti entrando nella Valle pei due soli di lei sbocchi, soffiano sempre da ponente e levante, o viceversa, ed i primi sopratutto sono assai frequenti, impetuosi, e freddi.<ref name="Cenni">Da ''Cenni statistico-storici della Valle Vigezzo'', vol. 1, Tipografia di Enrico Mussano, Torino, 1845, [https://books.google.it/books?id=FBoEAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9].</ref> *La strada che dal Cantone Ticino mette a Vigezzo per la [[Valle Onsernone|Valle Osernone]] è, può dirsi, di nessuna conseguenza, ed è pochissimo frequentata. Percorrendo il lungo di quella Valle, arriva allo stabilimento dei [[Bagni di Craveggia|Bagni termali di Craveggia]], e da questa, superata la vetta dei monti al {{sic|nord nord}} est, discende nel piano Vigezzino. La lunghezza di questa strada da [[Santa Maria Maggiore (Italia)|Santa Maria Maggiore]] a Locarno può valutarsi a miglia venticinque.<ref name="Cenni" /> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cavalli, Carlo}} [[Categoria:Politici italiani]] pfwakfjbxpvblh6aij7ry5brs1yyvu7 Val Vigezzo 0 224650 1417625 1416254 2026-06-20T08:58:31Z Spinoziano 2297 amplio 1417625 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:ValVigezzoDalTorriggia.jpg|thumb|Val Vigezzo]] Citazioni sulla '''Val Vigezzo'''. ==Citazioni== *Appare che la Valle di Vigezzo trovasi esposta al perfetto mezzodì. Il sole all'equinozio percorre il mezzo preciso della sua lunghezza, spuntando all'apertura, che mette a [[Locarno]], e tramontando da quella che accenna a [[Domodossola]]. L'aria vi è purissima, e quale suolsi avere nei paesi elevati ed asciutti. I venti entrando nella Valle pei due soli di lei sbocchi, soffiano sempre da ponente e levante, o viceversa, ed i primi sopratutto sono assai frequenti, impetuosi, e freddi. ([[Carlo Cavalli (1799-1860)|Carlo Cavalli]]) *«Nel Sole zingaro» si muovono ombre perché il Sole zingaro è la Luna, compagna dei contrabbandieri, che la chiamano così anche in val Vigezzo, estremo nord del Piemonte, a un tiro di fucile dal confine con il Canton Ticino.<br>Non è un modo di dire: si spara davvero. C'è ben poco da aspettarsi dal suolo, dalla vacca, dalla capra, specie nelle «annate svergole». Chi non emigra, chi non ha i mezzi per fare il carbonaio, il mercante, il carrettiere, non ha scelta, va con gli sfrosìni, si carica sulla schiena 20, 30, 40 chili di bricolla. ([[Alberto Sinigaglia]]) ===[[Benito Mazzi]]=== *I vigezzini sono poveri di risorse, potendo contare soltanto sui miseri prodotti della loro aridissima terra e sul contrabbando. Considerano le guardie di finanza – canarini, prapòst, burlanda, caini, nelle definizioni popolari – i nemici, gli affamatori delle loro famiglie. Si scatena pertanto un odio implacabile nei confronti degli uomini in divisa, con scontri e risse di inaudita violenza. *Il contrabbando s'è allargato, non è più circoscritto alle valli di confine, fin dal 1830 ha contagiato la bassa Ossola. Ma, mentre da quelle parti l'andar di sfroso costituisce una scelta, un modo per guadagnare di più e in fretta, dal momento che là un po' di lavoro si trova, soprattutto dopo l'apertura a Vogogna delle tessiture di cotone, in Vigezzo continua a rimanere, con l'emigrazione, l'unica possibilità di sopravvivenza. La terra, la vacca, la capra non bastano al sostentamento della famiglia, specialmente nelle annate svergole. *In questi sperduti paesi di montagna, dall'introduzione da parte di [[Napoleone Bonaparte|Napoleone]] delle dogane, ai primi dell'Ottocento, alla fine degli anni cinquanta del nostro secolo, era indispensabile, per vivere, "andare in dentro", in Svizzera, con la bricolla in spalla, non offrendo Vigezzo, come del resto le contigue vallate dell'Ossola, risorse alternative all'infuori dell'emigrazione e dei prodotti dell'arido suolo, che un'annata storta bastava a rendere insufficienti. *Le popolazioni di Vigezzo, cronicamente carenti di prospettive occupazionali per i loro uomini – nell'ultimo censimento, su 5500 abitanti erano 1000 gli emigrati per lavoro –, rimangono fra le più soggiogate al contrabbando, nonostante le conseguenze ogni giorno più dolorose che il fenomeno comporta. Per pagare le contravvenzioni alle leggi doganali molti padri di famiglia sono caduti in rovina subendo il sequestro della casa e della campagna, altri, pur di evitare la prigione, se la sono squagliata all'estero abbandonando mogli e figli. ==Voci correlate== *[[Val d'Ossola]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Valli d'Italia|Vigezzo]] ni3wi7xhpwmxp1lcz16dyyqo2w939kh Camedo 0 224973 1417623 1414593 2026-06-20T08:50:48Z Spinoziano 2297 +1, voce correl. 1417623 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Ponte Ribellasca 280216.jpg|thumb|Camedo, ponte Ribellasca]] Citazioni su '''Camedo''', frazione di Centovalli. *A Camedo sanno già di scaricare nella casa di un certo Dago, ex gendarme, il quale corrisponderà il pattuito con Gianca non appena pesati i sacchi e offerto un giro di acquavite. [...] Resisi conto del falso allarme, si ricompongono e riprendono il viaggio giungendo infine alle porte di Camedo. Va in avanscoperta Gianca. Accertatosi che il vicolo che immette all'abitazione del Dago è deserto, dà il vialibera. Uno dopo l'altro raggiungono la casa e sfociano in un cortavolo dal quale, sempre seguendo la guida, si introducono in un usciolo. ([[Benito Mazzi]]) *​Un'ora dopo, vicino al ponte della ferrovia, camminavo senza veder nulla nel buio della notte fittissima, la faccia bagnata di pioggia, sulla scarpata di brecciame, seguendo il rumore dei passi di due nuovi compagni – un italiano e un belga – quando un raggio di luce ci ha illuminati e un fucile si è levato. "Alt o sparo." Ho visto per un attimo il casco del soldato, m'è franato sotto il pendio di breccia, ho avuto in faccia sassi e acqua, sassi e spine alle palme delle mani. ([[Franco Fortini]]) ==Voci correlate== {{div col}} *[[Borgnone]] *[[Centovalli (valle)]] *[[Golino (Centovalli)|Golino]] *[[Intragna (Centovalli)|Intragna]] *[[Rasa (Svizzera)|Rasa]] *[[Verdasio]] {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] o57ouubgzb6fih9ootalt9eq9omnevc Borgnone 0 225001 1417624 1414688 2026-06-20T08:52:46Z Spinoziano 2297 +1 1417624 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Borgnone.jpg|thumb|Borgnone]] Citazioni su '''Borgnone''', frazione di Centovalli. *Lontano brillano i chiari di Borgnone, il borgo svizzero dove son diretti.<br>All'entrata dell'abitato s'appostano dietro una siepe, Cecco va avanti, s'avvia per una streccia, batte due colpi a una porta, poi li ribatte. Esce una donna, fa sì col capo, richiude. Dopo aver ammucchiato i sacchi nella cascina sotto la casa, i contrabbandieri s'intavolano in un locale appartato e caldo. Alle 3 del mattino la squadra s'accinge al ritorno. Il carico è più leggero, non supera i 20 chili tra caffè, sale e tabacco. ([[Benito Mazzi]]) *Nelle sue vicinanze i viaggiatori ammirano la superba cascata di San Remo, — il ponte e l'altra cascata della pittoresca ''Richiusa'', l'orrido aspetto de' dirupi circostanti alla cappelletta Delle Pene, — il magnifico sito del casolare Della Rosa, la vista del Finero giganteggiante all'estremità di val Canobbina, — e per giunta il grazioso colpo d'occhio di molti pascoli alpini e di selvose pendici di là della cappella di Vergummio. ([[Stefano Franscini]]) ==Voci correlate== {{div col}} *[[Camedo]] *[[Centovalli (valle)]] *[[Golino (Centovalli)|Golino]] *[[Intragna (Centovalli)|Intragna]] *[[Rasa (Svizzera)|Rasa]] *[[Verdasio]] {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] p5mbbfgkf7x00tndzt2174wcg836ua5 Valle Cannobina 0 225262 1417618 1416242 2026-06-20T07:44:20Z Spinoziano 2297 +1, voce correl. 1417618 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Falmenta e Crealla.jpg|thumb|Valle Cannobina: i borghi di Crealla (a sinistra) e Falmenta]] Citazioni sulla '''Valle Cannobina'''. *Centinaia di bambini vigezzini e della vicina Cannobina, altra valle disperata, hanno compiuto i sei, sette anni a spazzacamino, lontano da casa, nella città, dietro al padrone. Non a caso lo Sgrinfia arruola i più miseri di statura, s'arrampicano meglio sulle canne, riuscendo a sventolare la mano dal comignolo per mostrare al committente che sono in cima, che il lavoro è stato eseguito alla perfezione. ([[Benito Mazzi]]) *La valle Canobina, che da Finero sin qui stendesi, è angusta e miserabile: uno de' maggiori suoi prodotti è la corteccia dei querciuoli, che gli abitanti spogliano, (con danno gravissimo de' boschi) gettandone i tronchi marcati nel fiume che li porta al lago, e vendendone la corteccia sotto nome di ''Rusca'' a' conciatori di pelli, che in Canobio hanno antiche ed estese manifatture. Vuolsi che le pelli di capra, dette a sommaco, qui riescano meglio che altrove, per la purezza delle acque. ''Maccaneo'', che scrivea nel secolo {{maiuscoletto|xv}}, chiama Canobio ''emporium mercis coriaceae''; e ''[[Paolo Morigia|Morigia]]'' nel secol {{maiuscoletto|xvi}} rilevò da libri di dogana che veniano da Canobio a Milano annualmente 50,000 pelli minute, e 12,000 corami grossi. Oggidì vi sono ancora le stesse manifatture, ma meno estese. V'è qui pure l'antico donnesco lavoro di merletti, come v'era allora. ([[Carlo Amoretti]]) ==Voci correlate== *[[Val Vigezzo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Valli d'Italia|Cannobina]] pfio82pradzbw6x1avrjpaw5zpk8li1 Romeo Venturelli 0 225366 1417583 1417116 2026-06-20T00:30:43Z Danyele 19198 immagine di qualità migliore 1417583 wikitext text/x-wiki [[File:Romeo Venturelli - 1967.jpg|thumb|Romeo Venturelli nel 1967]] '''Romeo Venturelli''' (1938 – 2011), ciclista italiano. ==Citazioni di Romeo Venturelli== *La vita è una e se non ti diverti è sprecata. Potevo essere il migliore, forse, non lo sono diventato, amen, mi sono divertito molto comunque.<ref>Citato in Giovanni Battistuzzi, ''[https://ilfoglio.it/sport/2017/03/08/news/lerede-di-coppi-che-non-volle-vincere-romeo-venturelli-meno-58-al-giro100--239351 L'erede di Coppi che non volle vincere, Romeo Venturelli: meno 58 al Giro100]'', ''ilfoglio.it'', 8 marzo 2017.</ref> ==Citazioni su Romeo Venturelli== *Bisogna conoscerlo, Venturelli: [...] è modenese di montagna, che poi montagna non è, ma collina, Appennino, è nato a Sassostorno di Lama Mocogno, quattro case, più pecore che umani, e forse anche per questo l'etichetta di pastorello non gliela toglierà più nessuno. ([[Marco Pastonesi]]) *Dal collo in giù sei una [[Ferrari]], ma dal collo in su sei tutto sbagliato, tutto da rifare. ([[Gino Bartali]]) *Venturelli era un campione naturale che, in potenza, per virtù innate, sarebbe stato capace di qualsiasi impresa. Ma in bicicletta, ahimé, mentiva per la gola. [...] nacque, visse e sparì nel giro di pochi giorni. [[Jacques Anquetil|Anquetil]] ebbe il tempo di conoscerlo e di spaventarsene. Il gusto di batterlo non lo provò nemmeno, perché Venturelli s'incenerì da solo. ([[Bruno Raschi]]) ===[[Claudio Gregori]]=== {{cronologico}} *Romeo Venturelli è un'apparizione folgorante. [[Fausto Coppi]] si è appena spento, il 2 gennaio 1960. [...] E nel buio di quel vuoto irrompe una supernova. Il 14 marzo a Nimes, nel corso della Parigi-Nizza, in una cronometro [...] lascia a 19" Rivière e a 29" [[Jacques Anquetil|Anquetil]]. Otto giorni dopo s'impone in volata a Reggio Emilia battendo Carlesi, ma anche il campione del mondo Darrigade. Il 12 maggio, al giro di Romandia, vince sull'arrivo in salita di Montana, staccando di 42" Anquetil e 1'15" Nencini. Irrompe sulla scena del [[Giro d'Italia|Giro]] come Tamerlano a cavallo: nella cronometro di Sorrento [...] col Monte Faito, batte Anquetil di 6" e Carlesi di 54". Ha 21 anni e un fisico formidabile. Va su tutti i terreni: in pianura, in salita, a cronometro, in volata. Quel 20 maggio 1960 veste la maglia rosa. Il giorno dopo la perde. Tre giorni dopo si ritira. Toccato il cielo, precipita. Si inabissa. *Venturelli è la forza e lo smarrimento. Trionfa. Si distrae. Si perde. Svanisce. Eroe e fantasma. *Meo dissipa. Si butta via. Donne, peccati di gola, automobili. [...] [[Mike Bongiorno]] lo invita, tre minuti importanti per lo sponsor in tv e lui ne spreca uno, nascosto in un camerino con le miss. Fa il militare e, in licenza, torna col mitra per sparare agli uccelli. Va in auto con [[Gino Bartali|Bartali]] e si ricorda di aver dimenticato nel baule una bomba a mano: lo fa fermare, prende la bomba, la lancia e quella esplode. In Svizzera butta dalla finestra il materasso sui tavolini di clienti che schiamazzano e all'albergatore spiega che avendo caldo aveva messo il materasso sul davanzale per farlo raffreddare. A Pescara, dal letto, per spegnere la luce, lancia le scarpe sul lampadario. Irresponsabile. Matto da legare. E distratto. Dimentica le scarpe e fa un giro del Lazio con i mocassini. Alla Tre Valli Varesine dimentica anche la bici. Tramonta così. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Venturelli, Romeo}} [[Categoria:Ciclisti italiani]] 8fs0b6ys1z01cwlqrkqxh3ruiimmxpd Ettore Stampini 0 225431 1417524 1417504 2026-06-19T13:00:45Z Gaux 18878 Giuseppe Regaldi 1417524 wikitext text/x-wiki [[File:Ettore Stampini, ante 1907 - Accademia delle Scienze di Torino 0048 B.jpg|thumb|upright=0.6|Ettore Stampini]] '''Ettore Stampini''' (1855 – 1930), filologo classico e latinista italiano. ==Citazioni di Ettore Stampini== *''Ad un fiore appassito''<br>Fiorin dell'Alpi, sovra un bel pendio | io ti mirai fra l'erba molle un giorno, | e di tuo vago aspetto ebbi desio | di fare il sen della mia bella adorno. | Dal prato ti strappai senza pietà | e ti condussi nella mia città. || Ma tu, povero fior, lungo la via | reclinasti le foglie ed avvizzisti; | sì che sul sen della fanciulla mia, | povero fior, tu più non apparisti. | Hai perduta la tua cara beltà, | chè al prato ti strappai senza pietà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-impressioni-affetti/mode/1up Impressioni ed affetti]'', Tipografia e litografia G. Amosso, Biella, 1879, p. 13.</ref> *Si è scritto che il [[Giuseppe Regaldi|Regaldi]] era uno di que' poeti i quali «non cantano perché siano commossi, ma si commovono perchè cantano». Che il Regaldi s'esaltasse della sua stessa parola lo sanno quelli che l'hanno udito improvvisare, lo sanno quelli che hanno conversato con lui; ma è pervertire totalmente il processo del pensiero poetico del Regaldi nella formazione de' suoi canti migliori l'affermare della sua poesia meditata quello che qualche volta, e solo qualche volta, poté esser vero delle sue creazioni improvvise.<ref>Da ''Sangue e pensiero latino'', pp. 38-39.<ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Stampini, Ettore}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 13t14yxh939rjicclc8uoyhdaxigmqd 1417525 1417524 2026-06-19T13:01:29Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ettore Stampini */ typo 1417525 wikitext text/x-wiki [[File:Ettore Stampini, ante 1907 - Accademia delle Scienze di Torino 0048 B.jpg|thumb|upright=0.6|Ettore Stampini]] '''Ettore Stampini''' (1855 – 1930), filologo classico e latinista italiano. ==Citazioni di Ettore Stampini== *''Ad un fiore appassito''<br>Fiorin dell'Alpi, sovra un bel pendio | io ti mirai fra l'erba molle un giorno, | e di tuo vago aspetto ebbi desio | di fare il sen della mia bella adorno. | Dal prato ti strappai senza pietà | e ti condussi nella mia città. || Ma tu, povero fior, lungo la via | reclinasti le foglie ed avvizzisti; | sì che sul sen della fanciulla mia, | povero fior, tu più non apparisti. | Hai perduta la tua cara beltà, | chè al prato ti strappai senza pietà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-impressioni-affetti/mode/1up Impressioni ed affetti]'', Tipografia e litografia G. Amosso, Biella, 1879, p. 13.</ref> *Si è scritto che il [[Giuseppe Regaldi|Regaldi]] era uno di que' poeti i quali «non cantano perché siano commossi, ma si commovono perchè cantano». Che il Regaldi s'esaltasse della sua stessa parola lo sanno quelli che l'hanno udito improvvisare, lo sanno quelli che hanno conversato con lui; ma è pervertire totalmente il processo del pensiero poetico del Regaldi nella formazione de' suoi canti migliori l'affermare della sua poesia meditata quello che qualche volta, e solo qualche volta, poté esser vero delle sue creazioni improvvise.<ref>Da ''Sangue e pensiero latino'', pp. 38-39.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Stampini, Ettore}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] lzwaw5pdp7aqfpqjch3ycbx6gyz61mr 1417526 1417525 2026-06-19T13:05:46Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ettore Stampini */ riferimenti bibliografici 1417526 wikitext text/x-wiki [[File:Ettore Stampini, ante 1907 - Accademia delle Scienze di Torino 0048 B.jpg|thumb|upright=0.6|Ettore Stampini]] '''Ettore Stampini''' (1855 – 1930), filologo classico e latinista italiano. ==Citazioni di Ettore Stampini== *''Ad un fiore appassito''<br>Fiorin dell'Alpi, sovra un bel pendio | io ti mirai fra l'erba molle un giorno, | e di tuo vago aspetto ebbi desio | di fare il sen della mia bella adorno. | Dal prato ti strappai senza pietà | e ti condussi nella mia città. || Ma tu, povero fior, lungo la via | reclinasti le foglie ed avvizzisti; | sì che sul sen della fanciulla mia, | povero fior, tu più non apparisti. | Hai perduta la tua cara beltà, | chè al prato ti strappai senza pietà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-impressioni-affetti/mode/1up Impressioni ed affetti]'', Tipografia e litografia G. Amosso, Biella, 1879, p. 13.</ref> *Si è scritto che il [[Giuseppe Regaldi|Regaldi]] era uno di que' poeti i quali «non cantano perché siano commossi, ma si commovono perchè cantano». Che il Regaldi s'esaltasse della sua stessa parola lo sanno quelli che l'hanno udito improvvisare, lo sanno quelli che hanno conversato con lui; ma è pervertire totalmente il processo del pensiero poetico del Regaldi nella formazione de' suoi canti migliori l'affermare della sua poesia meditata quello che qualche volta, e solo qualche volta, poté esser vero delle sue creazioni improvvise.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-sangue-pensiero-latino/mode/1up Sangue e pensiero latino]'', Terza serie, Fratelli Bocca editori, Torino, 1926. pp. 38-39.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Stampini, Ettore}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 9cej444f9g9qbqc8qqkf0qdsbriq2y6 1417527 1417526 2026-06-19T13:12:32Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ettore Stampini */ altra sul Regaldi 1417527 wikitext text/x-wiki [[File:Ettore Stampini, ante 1907 - Accademia delle Scienze di Torino 0048 B.jpg|thumb|upright=0.6|Ettore Stampini]] '''Ettore Stampini''' (1855 – 1930), filologo classico e latinista italiano. ==Citazioni di Ettore Stampini== *''Ad un fiore appassito''<br>Fiorin dell'Alpi, sovra un bel pendio | io ti mirai fra l'erba molle un giorno, | e di tuo vago aspetto ebbi desio | di fare il sen della mia bella adorno. | Dal prato ti strappai senza pietà | e ti condussi nella mia città. || Ma tu, povero fior, lungo la via | reclinasti le foglie ed avvizzisti; | sì che sul sen della fanciulla mia, | povero fior, tu più non apparisti. | Hai perduta la tua cara beltà, | chè al prato ti strappai senza pietà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-impressioni-affetti/mode/1up Impressioni ed affetti]'', Tipografia e litografia G. Amosso, Biella, 1879, p. 13.</ref> *Ebbe il [[Giuseppe Regaldi|Regaldi]], nel fortunoso periodo della sua vita di poeta estemporaneo, una rinomanza universale. In tutti i paesi dell'Europa, nell'Egitto, nell'Oriente, risonava il suo nome: dovunque si fermasse, già l'aveva preceduto la fama ad annunziarne l'avvento, a predicarne il felicissimo portentoso talento d'improvvisatore, a suscitare febbre di aspettazione, a preparargli esultanza d'accoglienze, fremiti di ammirazione, fragori d'entusiasmo. Il suo peregrinare da una terra all'altra era come la marcia d un conquistatore, che di tratto in tratto s'arresta, per dar battaglia, sicuro di vincere le più difficili prove, e di commovere il mondo con lo strepito delle sue vittorie.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-sangue-pensiero-latino/mode/1up Sangue e pensiero latino]'', Terza serie, Fratelli Bocca editori, Torino, 1926. p. 2.</ref> *Si è scritto che il [[Giuseppe Regaldi|Regaldi]] era uno di que' poeti i quali «non cantano perché siano commossi, ma si commovono perchè cantano». Che il Regaldi s'esaltasse della sua stessa parola lo sanno quelli che l'hanno udito improvvisare, lo sanno quelli che hanno conversato con lui; ma è pervertire totalmente il processo del pensiero poetico del Regaldi nella formazione de' suoi canti migliori l'affermare della sua poesia meditata quello che qualche volta, e solo qualche volta, poté esser vero delle sue creazioni improvvise.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-sangue-pensiero-latino/mode/1up Sangue e pensiero latino]'', Terza serie, Fratelli Bocca editori, Torino, 1926. pp. 38-39.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Stampini, Ettore}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] oi0fcw90cdgl93tj984nn3r1cmz3f3b 1417528 1417527 2026-06-19T13:14:23Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ettore Stampini */ sic e altro 1417528 wikitext text/x-wiki [[File:Ettore Stampini, ante 1907 - Accademia delle Scienze di Torino 0048 B.jpg|thumb|upright=0.6|Ettore Stampini]] '''Ettore Stampini''' (1855 – 1930), filologo classico e latinista italiano. ==Citazioni di Ettore Stampini== *''Ad un fiore appassito''<br>Fiorin dell'Alpi, sovra un bel pendio | io ti mirai fra l'erba molle un giorno, | e di tuo vago aspetto ebbi desio | di fare il sen della mia bella adorno. | Dal prato ti strappai senza pietà | e ti condussi nella mia città. || Ma tu, povero fior, lungo la via | reclinasti le foglie ed avvizzisti; | sì che sul sen della fanciulla mia, | povero fior, tu più non apparisti. | Hai perduta la tua cara beltà, | chè al prato ti strappai senza pietà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-impressioni-affetti/mode/1up Impressioni ed affetti]'', Tipografia e litografia G. Amosso, Biella, 1879, p. 13.</ref> *Ebbe il [[Giuseppe Regaldi|Regaldi]], nel fortunoso periodo della sua vita di poeta estemporaneo, una rinomanza universale. In tutti i paesi dell'Europa, nell'Egitto, nell'Oriente, risonava il suo nome: dovunque si fermasse, già l'aveva preceduto la fama ad annunziarne l'avvento, a predicarne il felicissimo portentoso talento d'improvvisatore, a suscitare febbre di aspettazione, a preparargli esultanza d'accoglienze, fremiti di ammirazione, fragori d'entusiasmo. Il suo peregrinare da una terra all'altra era come la marcia d un conquistatore, che di tratto in tratto s'arresta, per dar battaglia, sicuro di vincere le più difficili prove, e di {{sic|commovere}} il mondo con lo strepito delle sue vittorie.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-sangue-pensiero-latino/mode/1up Sangue e pensiero latino]'', Terza serie, Fratelli Bocca editori, Torino, 1926, p. 2.</ref> *Si è scritto che il Regaldi era uno di que' poeti i quali «non cantano perché siano commossi, ma si {{sic|commovono}} perchè cantano». Che il Regaldi s'esaltasse della sua stessa parola lo sanno quelli che l'hanno udito improvvisare, lo sanno quelli che hanno conversato con lui; ma è pervertire totalmente il processo del pensiero poetico del Regaldi nella formazione de' suoi canti migliori l'affermare della sua poesia meditata quello che qualche volta, e solo qualche volta, poté esser vero delle sue creazioni improvvise.<ref>Da ''Sangue e pensiero latino'', Terza serie, cit., pp. 38-39.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Stampini, Ettore}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 4dk0mzodtn1jzct0pkb8qtjpmhwlbx4 1417529 1417528 2026-06-19T13:15:18Z Gaux 18878 no stub 1417529 wikitext text/x-wiki [[File:Ettore Stampini, ante 1907 - Accademia delle Scienze di Torino 0048 B.jpg|thumb|upright=0.8|Ettore Stampini]] '''Ettore Stampini''' (1855 – 1930), filologo classico e latinista italiano. ==Citazioni di Ettore Stampini== *''Ad un fiore appassito''<br>Fiorin dell'Alpi, sovra un bel pendio | io ti mirai fra l'erba molle un giorno, | e di tuo vago aspetto ebbi desio | di fare il sen della mia bella adorno. | Dal prato ti strappai senza pietà | e ti condussi nella mia città. || Ma tu, povero fior, lungo la via | reclinasti le foglie ed avvizzisti; | sì che sul sen della fanciulla mia, | povero fior, tu più non apparisti. | Hai perduta la tua cara beltà, | chè al prato ti strappai senza pietà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-impressioni-affetti/mode/1up Impressioni ed affetti]'', Tipografia e litografia G. Amosso, Biella, 1879, p. 13.</ref> *Ebbe il [[Giuseppe Regaldi|Regaldi]], nel fortunoso periodo della sua vita di poeta estemporaneo, una rinomanza universale. In tutti i paesi dell'Europa, nell'Egitto, nell'Oriente, risonava il suo nome: dovunque si fermasse, già l'aveva preceduto la fama ad annunziarne l'avvento, a predicarne il felicissimo portentoso talento d'improvvisatore, a suscitare febbre di aspettazione, a preparargli esultanza d'accoglienze, fremiti di ammirazione, fragori d'entusiasmo. Il suo peregrinare da una terra all'altra era come la marcia d un conquistatore, che di tratto in tratto s'arresta, per dar battaglia, sicuro di vincere le più difficili prove, e di {{sic|commovere}} il mondo con lo strepito delle sue vittorie.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-sangue-pensiero-latino/mode/1up Sangue e pensiero latino]'', Terza serie, Fratelli Bocca editori, Torino, 1926, p. 2.</ref> *Si è scritto che il Regaldi era uno di que' poeti i quali «non cantano perché siano commossi, ma si {{sic|commovono}} perchè cantano». Che il Regaldi s'esaltasse della sua stessa parola lo sanno quelli che l'hanno udito improvvisare, lo sanno quelli che hanno conversato con lui; ma è pervertire totalmente il processo del pensiero poetico del Regaldi nella formazione de' suoi canti migliori l'affermare della sua poesia meditata quello che qualche volta, e solo qualche volta, poté esser vero delle sue creazioni improvvise.<ref>Da ''Sangue e pensiero latino'', Terza serie, cit., pp. 38-39.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stampini, Ettore}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 3sq6kp2hgpxrv81gziasco3zkx4z0ed 1417531 1417529 2026-06-19T13:35:34Z Gaux 18878 metro e ritmo 1417531 wikitext text/x-wiki [[File:Ettore Stampini, ante 1907 - Accademia delle Scienze di Torino 0048 B.jpg|thumb|upright=0.8|Ettore Stampini]] '''Ettore Stampini''' (1855 – 1930), filologo classico e latinista italiano. ==Citazioni di Ettore Stampini== *''Ad un fiore appassito''<br>Fiorin dell'Alpi, sovra un bel pendio | io ti mirai fra l'erba molle un giorno, | e di tuo vago aspetto ebbi desio | di fare il sen della mia bella adorno. | Dal prato ti strappai senza pietà | e ti condussi nella mia città. || Ma tu, povero fior, lungo la via | reclinasti le foglie ed avvizzisti; | sì che sul sen della fanciulla mia, | povero fior, tu più non apparisti. | Hai perduta la tua cara beltà, | chè al prato ti strappai senza pietà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-impressioni-affetti/mode/1up Impressioni ed affetti]'', Tipografia e litografia G. Amosso, Biella, 1879, p. 13.</ref> *Ebbe il [[Giuseppe Regaldi|Regaldi]], nel fortunoso periodo della sua vita di poeta estemporaneo, una rinomanza universale. In tutti i paesi dell'Europa, nell'Egitto, nell'Oriente, risonava il suo nome: dovunque si fermasse, già l'aveva preceduto la fama ad annunziarne l'avvento, a predicarne il felicissimo portentoso talento d'improvvisatore, a suscitare febbre di aspettazione, a preparargli esultanza d'accoglienze, fremiti di ammirazione, fragori d'entusiasmo. Il suo peregrinare da una terra all'altra era come la marcia d un conquistatore, che di tratto in tratto s'arresta, per dar battaglia, sicuro di vincere le più difficili prove, e di {{sic|commovere}} il mondo con lo strepito delle sue vittorie.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-sangue-pensiero-latino/mode/1up Sangue e pensiero latino]'', Terza serie, Fratelli Bocca editori, Torino, 1926, p. 2.</ref> *Si è scritto che il Regaldi era uno di que' poeti i quali «non cantano perché siano commossi, ma si {{sic|commovono}} perchè cantano». Che il Regaldi s'esaltasse della sua stessa parola lo sanno quelli che l'hanno udito improvvisare, lo sanno quelli che hanno conversato con lui; ma è pervertire totalmente il processo del pensiero poetico del Regaldi nella formazione de' suoi canti migliori l'affermare della sua poesia meditata quello che qualche volta, e solo qualche volta, poté esser vero delle sue creazioni improvvise.<ref>Da ''Sangue e pensiero latino'', Terza serie, cit., pp. 38-39.</ref> *Già gli antichi grammatici avvertirono una differenza notevolissima tra metro e ritmo. Quello infatti ha bisogno di sillabe ''lunghe'' e ''brevi'' che ordinatamente si succedano, e senza di esse non esiste; mentre il ritmo può anche sussistere senza sillabe lunghe e brevi, mutando non di rado i tempi, rendendo cioè lungo ciò che è breve, e per converso. Il metro è qualche cosa di corporeo, il ritmo ha carattere spirituale: quello consiste nella serie ordinata delle lunghe e delle brevi; questo nell'ordine dei tempi fra loro, nel movimento, nella modulazione della serie metrica; il metro è sempre limitato da un numero stabilito di sillabe o di piedi, il ritmo non è circoscritto da numero. Perciò, secondo l'espressione di S. Agostino, che si può ritenere come generalmente vera, ogni metro è un ritmo, ma non ogni ritmo è altresì un metro. La ritmica quindi si differenzia dalla metrica: quella serve di base a tre arti, che sono la metrica appunto, la musica e la danza; per conseguenza la metrica è subordinata alla ritmica, ne è una parte importante, ma sempre una parte.<ref>''Nel mondo latino'', pp. 6-10.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stampini, Ettore}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 7disn9htaaft2c4122jrysomi00he1k 1417532 1417531 2026-06-19T13:43:20Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ettore Stampini */ wlink 1417532 wikitext text/x-wiki [[File:Ettore Stampini, ante 1907 - Accademia delle Scienze di Torino 0048 B.jpg|thumb|upright=0.8|Ettore Stampini]] '''Ettore Stampini''' (1855 – 1930), filologo classico e latinista italiano. ==Citazioni di Ettore Stampini== *''Ad un fiore appassito''<br>Fiorin dell'Alpi, sovra un bel pendio | io ti mirai fra l'erba molle un giorno, | e di tuo vago aspetto ebbi desio | di fare il sen della mia bella adorno. | Dal prato ti strappai senza pietà | e ti condussi nella mia città. || Ma tu, povero fior, lungo la via | reclinasti le foglie ed avvizzisti; | sì che sul sen della fanciulla mia, | povero fior, tu più non apparisti. | Hai perduta la tua cara beltà, | chè al prato ti strappai senza pietà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-impressioni-affetti/mode/1up Impressioni ed affetti]'', Tipografia e litografia G. Amosso, Biella, 1879, p. 13.</ref> *Ebbe il [[Giuseppe Regaldi|Regaldi]], nel fortunoso periodo della sua vita di poeta estemporaneo, una rinomanza universale. In tutti i paesi dell'Europa, nell'Egitto, nell'Oriente, risonava il suo nome: dovunque si fermasse, già l'aveva preceduto la fama ad annunziarne l'avvento, a predicarne il felicissimo portentoso talento d'improvvisatore, a suscitare febbre di aspettazione, a preparargli esultanza d'accoglienze, fremiti di ammirazione, fragori d'entusiasmo. Il suo peregrinare da una terra all'altra era come la marcia d un conquistatore, che di tratto in tratto s'arresta, per dar battaglia, sicuro di vincere le più difficili prove, e di {{sic|commovere}} il mondo con lo strepito delle sue vittorie.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-sangue-pensiero-latino/mode/1up Sangue e pensiero latino]'', Terza serie, Fratelli Bocca editori, Torino, 1926, p. 2.</ref> *Si è scritto che il Regaldi era uno di que' poeti i quali «non cantano perché siano commossi, ma si {{sic|commovono}} perchè cantano». Che il Regaldi s'esaltasse della sua stessa parola lo sanno quelli che l'hanno udito improvvisare, lo sanno quelli che hanno conversato con lui; ma è pervertire totalmente il processo del pensiero poetico del Regaldi nella formazione de' suoi canti migliori l'affermare della sua poesia meditata quello che qualche volta, e solo qualche volta, poté esser vero delle sue creazioni improvvise.<ref>Da ''Sangue e pensiero latino'', Terza serie, cit., pp. 38-39.</ref> *Già gli antichi grammatici avvertirono una differenza notevolissima tra [[Metrica|metro]] e [[ritmo]]. Quello infatti ha bisogno di sillabe ''lunghe'' e ''brevi'' che ordinatamente si succedano, e senza di esse non esiste; mentre il ritmo può anche sussistere senza sillabe lunghe e brevi, mutando non di rado i tempi, rendendo cioè lungo ciò che è breve, e per converso. Il metro è qualche cosa di corporeo, il ritmo ha carattere spirituale: quello consiste nella serie ordinata delle lunghe e delle brevi; questo nell'ordine dei tempi fra loro, nel movimento, nella modulazione della serie metrica; il metro è sempre limitato da un numero stabilito di sillabe o di piedi, il ritmo non è circoscritto da numero. Perciò, secondo l'espressione di S. Agostino, che si può ritenere come generalmente vera, ogni metro è un ritmo, ma non ogni ritmo è altresì un metro. La ritmica quindi si differenzia dalla metrica: quella serve di base a tre arti, che sono la metrica appunto, la musica e la danza; per conseguenza la metrica è subordinata alla ritmica, ne è una parte importante, ma sempre una parte.<ref>''Nel mondo latino'', pp. 6-10.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stampini, Ettore}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 0meojbv2vg5rasztm4pwx88aytlcih1 1417534 1417532 2026-06-19T13:46:05Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ettore Stampini */ riferimenti bibliografici 1417534 wikitext text/x-wiki [[File:Ettore Stampini, ante 1907 - Accademia delle Scienze di Torino 0048 B.jpg|thumb|upright=0.8|Ettore Stampini]] '''Ettore Stampini''' (1855 – 1930), filologo classico e latinista italiano. ==Citazioni di Ettore Stampini== *''Ad un fiore appassito''<br>Fiorin dell'Alpi, sovra un bel pendio | io ti mirai fra l'erba molle un giorno, | e di tuo vago aspetto ebbi desio | di fare il sen della mia bella adorno. | Dal prato ti strappai senza pietà | e ti condussi nella mia città. || Ma tu, povero fior, lungo la via | reclinasti le foglie ed avvizzisti; | sì che sul sen della fanciulla mia, | povero fior, tu più non apparisti. | Hai perduta la tua cara beltà, | chè al prato ti strappai senza pietà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-impressioni-affetti/mode/1up Impressioni ed affetti]'', Tipografia e litografia G. Amosso, Biella, 1879, p. 13.</ref> *Ebbe il [[Giuseppe Regaldi|Regaldi]], nel fortunoso periodo della sua vita di poeta estemporaneo, una rinomanza universale. In tutti i paesi dell'Europa, nell'Egitto, nell'Oriente, risonava il suo nome: dovunque si fermasse, già l'aveva preceduto la fama ad annunziarne l'avvento, a predicarne il felicissimo portentoso talento d'improvvisatore, a suscitare febbre di aspettazione, a preparargli esultanza d'accoglienze, fremiti di ammirazione, fragori d'entusiasmo. Il suo peregrinare da una terra all'altra era come la marcia d un conquistatore, che di tratto in tratto s'arresta, per dar battaglia, sicuro di vincere le più difficili prove, e di {{sic|commovere}} il mondo con lo strepito delle sue vittorie.<ref>Da ''[https://archive.org/details/stampini-sangue-pensiero-latino/mode/1up Sangue e pensiero latino]'', Terza serie, Fratelli Bocca editori, Torino, 1926, p. 2.</ref> *Si è scritto che il Regaldi era uno di que' poeti i quali «non cantano perché siano commossi, ma si {{sic|commovono}} perchè cantano». Che il Regaldi s'esaltasse della sua stessa parola lo sanno quelli che l'hanno udito improvvisare, lo sanno quelli che hanno conversato con lui; ma è pervertire totalmente il processo del pensiero poetico del Regaldi nella formazione de' suoi canti migliori l'affermare della sua poesia meditata quello che qualche volta, e solo qualche volta, poté esser vero delle sue creazioni improvvise.<ref>Da ''Sangue e pensiero latino'', Terza serie, cit., pp. 38-39.</ref> *Già gli antichi grammatici avvertirono una differenza notevolissima tra [[Metrica|metro]] e [[ritmo]]. Quello infatti ha bisogno di sillabe ''lunghe'' e ''brevi'' che ordinatamente si succedano, e senza di esse non esiste; mentre il ritmo può anche sussistere senza sillabe lunghe e brevi, mutando non di rado i tempi, rendendo cioè lungo ciò che è breve, e per converso. Il metro è qualche cosa di corporeo, il ritmo ha carattere spirituale: quello consiste nella serie ordinata delle lunghe e delle brevi; questo nell'ordine dei tempi fra loro, nel movimento, nella modulazione della serie metrica; il metro è sempre limitato da un numero stabilito di sillabe o di piedi, il ritmo non è circoscritto da numero. Perciò, secondo l'espressione di S. Agostino, che si può ritenere come generalmente vera, ogni metro è un ritmo, ma non ogni ritmo è altresì un metro. La ritmica quindi si differenzia dalla metrica: quella serve di base a tre arti, che sono la metrica appunto, la musica e la danza; per conseguenza la metrica è subordinata alla ritmica, ne è una parte importante, ma sempre una parte.<ref>''[https://archive.org/details/imgAV1176MiscellaneeOpal/mode/1up Nel mondo latino]'', Seconda serie, Fratelli Bocca editori, Torino, 1921, pp. 6-10.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stampini, Ettore}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] q9lwlzfcicbo07kvmalionfh55w689g Giuseppe Regaldi 0 225434 1417536 2026-06-19T14:09:49Z Gaux 18878 Giuseppe Regaldi 1417536 wikitext text/x-wiki '''Giuseppe Regaldi''' (1809 – 1883), poeta e scrittore italiano. ==Citazioni su Giuseppe Regaldi== *Ebbe il Regaldi, nel fortunoso periodo della sua vita di poeta estemporaneo, una rinomanza universale. In tutti i paesi dell'Europa, nell'Egitto, nell'Oriente, risonava il suo nome: dovunque si fermasse, già l'aveva preceduto la fama ad annunziarne l'avvento, a predicarne il felicissimo portentoso talento d'improvvisatore, a suscitare febbre di aspettazione, a preparargli esultanza d'accoglienze, fremiti di ammirazione, fragori d'entusiasmo. Il suo peregrinare da una terra all'altra era come la marcia d un conquistatore, che di tratto in tratto s'arresta, per dar battaglia, sicuro di vincere le più difficili prove, e di {{sic|commovere}} il mondo con lo strepito delle sue vittorie. ([[Ettore Stampini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Regaldi, Giuseppe}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] mwnq1fyfnpdmmuoll9mylp382wmjynp 1417540 1417536 2026-06-19T14:13:28Z Gaux 18878 immagine 1417540 wikitext text/x-wiki [[File:Giuseppe Regaldi, morto il 14 febbraio, a Bologna.jpg|thumb|upright=0.8|Giuseppe Regaldi]] '''Giuseppe Regaldi''' (1809 – 1883), poeta e scrittore italiano. ==Citazioni su Giuseppe Regaldi== *Ebbe il Regaldi, nel fortunoso periodo della sua vita di poeta estemporaneo, una rinomanza universale. In tutti i paesi dell'Europa, nell'Egitto, nell'Oriente, risonava il suo nome: dovunque si fermasse, già l'aveva preceduto la fama ad annunziarne l'avvento, a predicarne il felicissimo portentoso talento d'improvvisatore, a suscitare febbre di aspettazione, a preparargli esultanza d'accoglienze, fremiti di ammirazione, fragori d'entusiasmo. Il suo peregrinare da una terra all'altra era come la marcia d un conquistatore, che di tratto in tratto s'arresta, per dar battaglia, sicuro di vincere le più difficili prove, e di {{sic|commovere}} il mondo con lo strepito delle sue vittorie. ([[Ettore Stampini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Regaldi, Giuseppe}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] s4zmzjpcfyjo4zf6yyity491dz0yxcs 1417541 1417540 2026-06-19T14:14:48Z Gaux 18878 /* Citazioni su Giuseppe Regaldi */ altra di Stampini 1417541 wikitext text/x-wiki [[File:Giuseppe Regaldi, morto il 14 febbraio, a Bologna.jpg|thumb|upright=0.8|Giuseppe Regaldi]] '''Giuseppe Regaldi''' (1809 – 1883), poeta e scrittore italiano. ==Citazioni su Giuseppe Regaldi== *Ebbe il Regaldi, nel fortunoso periodo della sua vita di poeta estemporaneo, una rinomanza universale. In tutti i paesi dell'Europa, nell'Egitto, nell'Oriente, risonava il suo nome: dovunque si fermasse, già l'aveva preceduto la fama ad annunziarne l'avvento, a predicarne il felicissimo portentoso talento d'improvvisatore, a suscitare febbre di aspettazione, a preparargli esultanza d'accoglienze, fremiti di ammirazione, fragori d'entusiasmo. Il suo peregrinare da una terra all'altra era come la marcia d un conquistatore, che di tratto in tratto s'arresta, per dar battaglia, sicuro di vincere le più difficili prove, e di {{sic|commovere}} il mondo con lo strepito delle sue vittorie. ([[Ettore Stampini]]) *Si è scritto che il Regaldi era uno di que' poeti i quali «non cantano perché siano commossi, ma si {{sic|commovono}} perchè cantano». Che il Regaldi s'esaltasse della sua stessa parola lo sanno quelli che l'hanno udito improvvisare, lo sanno quelli che hanno conversato con lui; ma è pervertire totalmente il processo del pensiero poetico del Regaldi nella formazione de' suoi canti migliori l'affermare della sua poesia meditata quello che qualche volta, e solo qualche volta, poté esser vero delle sue creazioni improvvise. ([[Ettore Stampini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Regaldi, Giuseppe}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 40luwxfposjtiqv35ynw2i9ilxtvg57 1417544 1417541 2026-06-19T14:25:14Z Gaux 18878 Giosuè Carducci 1417544 wikitext text/x-wiki [[File:Giuseppe Regaldi, morto il 14 febbraio, a Bologna.jpg|thumb|upright=0.8|Giuseppe Regaldi]] '''Giuseppe Regaldi''' (1809 – 1883), poeta e scrittore italiano. ==Citazioni su Giuseppe Regaldi== *Ebbe il Regaldi, nel fortunoso periodo della sua vita di poeta estemporaneo, una rinomanza universale. In tutti i paesi dell'Europa, nell'Egitto, nell'Oriente, risonava il suo nome: dovunque si fermasse, già l'aveva preceduto la fama ad annunziarne l'avvento, a predicarne il felicissimo portentoso talento d'improvvisatore, a suscitare febbre di aspettazione, a preparargli esultanza d'accoglienze, fremiti di ammirazione, fragori d'entusiasmo. Il suo peregrinare da una terra all'altra era come la marcia d un conquistatore, che di tratto in tratto s'arresta, per dar battaglia, sicuro di vincere le più difficili prove, e di {{sic|commovere}} il mondo con lo strepito delle sue vittorie. ([[Ettore Stampini]]) *Il Regaldi considera con roseo ottimismo tutte le cose e gli uomini tutti. Egli, come ogni poeta da natura e nello stato di natura, è buono. Ammira facilmente, facilissimamente loda; per lui non vi sono né scuole, né partiti, né sette: cita Giuseppe Mazzini e il commendatore Minghetti; ama il Cibrario e il Brofferio; il Prati, Norberto Rosa ed il Révere. È un uomo egregio, che vi apre le braccia e vi sorride di primo acchito; che si esalta della sua stessa parola, e prorompe nella lirica. La sua critica in fatti non è altro che lirica. ([[Giosuè Carducci]]) *Si è scritto che il Regaldi era uno di que' poeti i quali «non cantano perché siano commossi, ma si {{sic|commovono}} perchè cantano». Che il Regaldi s'esaltasse della sua stessa parola lo sanno quelli che l'hanno udito improvvisare, lo sanno quelli che hanno conversato con lui; ma è pervertire totalmente il processo del pensiero poetico del Regaldi nella formazione de' suoi canti migliori l'affermare della sua poesia meditata quello che qualche volta, e solo qualche volta, poté esser vero delle sue creazioni improvvise. ([[Ettore Stampini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Regaldi, Giuseppe}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] fxz4b3d4bkfylh418as7sr617ip9s3u 1417545 1417544 2026-06-19T14:25:38Z Gaux 18878 no stub 1417545 wikitext text/x-wiki [[File:Giuseppe Regaldi, morto il 14 febbraio, a Bologna.jpg|thumb|upright=0.8|Giuseppe Regaldi]] '''Giuseppe Regaldi''' (1809 – 1883), poeta e scrittore italiano. ==Citazioni su Giuseppe Regaldi== *Ebbe il Regaldi, nel fortunoso periodo della sua vita di poeta estemporaneo, una rinomanza universale. In tutti i paesi dell'Europa, nell'Egitto, nell'Oriente, risonava il suo nome: dovunque si fermasse, già l'aveva preceduto la fama ad annunziarne l'avvento, a predicarne il felicissimo portentoso talento d'improvvisatore, a suscitare febbre di aspettazione, a preparargli esultanza d'accoglienze, fremiti di ammirazione, fragori d'entusiasmo. Il suo peregrinare da una terra all'altra era come la marcia d un conquistatore, che di tratto in tratto s'arresta, per dar battaglia, sicuro di vincere le più difficili prove, e di {{sic|commovere}} il mondo con lo strepito delle sue vittorie. ([[Ettore Stampini]]) *Il Regaldi considera con roseo ottimismo tutte le cose e gli uomini tutti. Egli, come ogni poeta da natura e nello stato di natura, è buono. Ammira facilmente, facilissimamente loda; per lui non vi sono né scuole, né partiti, né sette: cita Giuseppe Mazzini e il commendatore Minghetti; ama il Cibrario e il Brofferio; il Prati, Norberto Rosa ed il Révere. È un uomo egregio, che vi apre le braccia e vi sorride di primo acchito; che si esalta della sua stessa parola, e prorompe nella lirica. La sua critica in fatti non è altro che lirica. ([[Giosuè Carducci]]) *Si è scritto che il Regaldi era uno di que' poeti i quali «non cantano perché siano commossi, ma si {{sic|commovono}} perchè cantano». Che il Regaldi s'esaltasse della sua stessa parola lo sanno quelli che l'hanno udito improvvisare, lo sanno quelli che hanno conversato con lui; ma è pervertire totalmente il processo del pensiero poetico del Regaldi nella formazione de' suoi canti migliori l'affermare della sua poesia meditata quello che qualche volta, e solo qualche volta, poté esser vero delle sue creazioni improvvise. ([[Ettore Stampini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Regaldi, Giuseppe}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] ihhzm8irvnjetmdvdiv6x12dl16c1t0 John Boorman 0 225435 1417551 2026-06-19T19:24:46Z Skekzilla 17056 Creata pagina con "[[File:John Boorman Cannes 2014.jpg|thumb|Boorman nel 2014]] Sir '''John Boorman''' (1933 – vivente), regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo e giornalista britannico. {{Int|1=''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,1431_02_1981_0123_0031_20250604/ La guerra di Merlino e Artù]''|2=Intervista di Lamberto Antonelli, ''La Stampa'', 8 maggio 1981.|h=2}} {{NDR|S..." 1417551 wikitext text/x-wiki [[File:John Boorman Cannes 2014.jpg|thumb|Boorman nel 2014]] Sir '''John Boorman''' (1933 – vivente), regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo e giornalista britannico. {{Int|1=''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,1431_02_1981_0123_0031_20250604/ La guerra di Merlino e Artù]''|2=Intervista di Lamberto Antonelli, ''La Stampa'', 8 maggio 1981.|h=2}} {{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}} *[...] per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di [[Re Artù]], dei [[cavalieri della Tavola Rotonda]], dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del [[Graal|Sacro Graal]] e del [[mago Merlino]]. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. *Pensi ad [[Obi-Wan Kenobi]] come a Merlino e a [[Luke Skywalker]] come al giovane Artù e non le sembrerà sorprendente scoprire la vera identità di [[Dart Fener|Darth Vader]] ne ''[[L'impero colpisce ancora]]''. Ciò che distingue le antiche leggende della moderna "fiction" è che i personaggi sono spinti a scoprire il proprio destino piuttosto che a cercare se stessi. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *Non è una coincidenza che il mio film ''[[Zardoz]]'', del 1974, concernesse il trionfo della magia sulla scienza in un mondo futuro e che il fortunatissimo ''[[Un tranquillo weekend di paura|Un tranquillo week-end di paura]]'' riecheggiasse un tema di Artù, la perduta armonia dell'uomo che lo circonda. {{Int|1=''[https://www.pangea.news/john-boorman-intervista-film/ "Avrei dovuto girare Il Signore degli Anelli, ho Excalibur sotto al tavolo". Dialogo con John Boorman, il regista che è diventato eremita]''|2=Intervista di Xan Brooks, ''pangea.news'', 15 febbraio 2020.|h=2}} *Sono stato molto fortunato. Certo, c'è sempre quella fastidiosa percezione… avrei potuto fare di più… A volte è questa idea che mi tiene sveglio, la notte. *La vecchiaia è una serie di rinunce. Non posso nuotare, non posso correre, non posso andare a cavallo o guidare una macchina. Faccio una passeggiata. Mi siedo su una panchina. Ritorno. *''[[Un tranquillo weekend di paura]]'' mi convince ancora, è fatto bene. ''[[Zardoz]]'' non so cosa sia. Eppure, credo di aver fatto sempre dei film audaci, nel bene o nel male. *{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}} L'ho costruito come una grande storia distopica. Ho pensato tutto il film, l'ho disegnato, scena per scena, ho pensato a ogni possibile soluzione. Avrei scelto dei ragazzini di dieci anni per fare gli hobbit, truccandoli a dovere, è ovvio. Magari sarebbe venuto fuori un disastro. Magari no. *Tanti amici sono morti, ho la sensazione di essere abbandonato. La mia generazione è quasi scomparsa. Devo solo accettare che le cose vanno così: una cosa dopo l'altra scompare. Sei solo. Infine, muori. *Forse c'è una connessione tra i film e gli alberi. Quando giri un film, ne cerchi la verità fondamentale. Hai la sceneggiatura, gli attori, ma… dove stai andando? Il film cambia e solo fino a un certo punto puoi domarlo. Devi seguire il flusso. Lo stesso accade per gli alberi. Li pianti. Molti muoiono. Alcuni sono consumati dagli animali. Altri sopravvivono, diventando dei giganti. ==Filmografia== *''[[Excalibur]]'', regista *''[[Il sarto di Panama]]'', regista ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Boorman, John}} [[Categoria:Giornalisti britannici]] [[Categoria:Produttori cinematografici britannici]] [[Categoria:Registi britannici]] [[Categoria:Sceneggiatori britannici]] h1lb4334c51g6r7rylb8tizh9pg7vbn 1417552 1417551 2026-06-19T19:26:55Z Skekzilla 17056 1417552 wikitext text/x-wiki [[File:John Boorman Cannes 2014.jpg|thumb|Boorman nel 2014]] Sir '''John Boorman''' (1933 – vivente), regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo e giornalista britannico. {{Int|1=''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,1431_02_1981_0123_0031_20250604/ La guerra di Merlino e Artù]''|2=Intervista di Lamberto Antonelli, ''La Stampa'', 8 maggio 1981.|h=2}} {{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}} *[...] per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di [[Re Artù]], dei [[cavalieri della Tavola Rotonda]], dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del [[Graal|Sacro Graal]] e del [[mago Merlino]]. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. *Pensi ad [[Obi-Wan Kenobi]] come a Merlino e a [[Luke Skywalker]] come al giovane Artù e non le sembrerà sorprendente scoprire la vera identità di [[Dart Fener|Darth Vader]] ne ''[[L'impero colpisce ancora]]''. Ciò che distingue le antiche leggende della moderna "fiction" è che i personaggi sono spinti a scoprire il proprio destino piuttosto che a cercare se stessi. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *Non è una coincidenza che il mio film ''[[Zardoz]]'', del 1974, concernesse il trionfo della magia sulla scienza in un mondo futuro e che il fortunatissimo ''[[Un tranquillo weekend di paura|Un tranquillo week-end di paura]]'' riecheggiasse un tema di Artù, la perduta armonia dell'uomo che lo circonda. {{Int|1=''[https://www.pangea.news/john-boorman-intervista-film/ "Avrei dovuto girare Il Signore degli Anelli, ho Excalibur sotto al tavolo". Dialogo con John Boorman, il regista che è diventato eremita]''|2=Intervista di Xan Brooks, ''pangea.news'', 15 febbraio 2020.|h=2}} *Sono stato molto fortunato. Certo, c'è sempre quella fastidiosa percezione… avrei potuto fare di più… A volte è questa idea che mi tiene sveglio, la notte. *La vecchiaia è una serie di rinunce. Non posso nuotare, non posso correre, non posso andare a cavallo o guidare una macchina. Faccio una passeggiata. Mi siedo su una panchina. Ritorno. *''[[Un tranquillo weekend di paura]]'' mi convince ancora, è fatto bene. ''[[Zardoz]]'' non so cosa sia. Eppure, credo di aver fatto sempre dei film audaci, nel bene o nel male. *{{NDR|Sul suo progetto di girare ''Il signore degli anelli''}} L'ho costruito come una grande storia distopica. Ho pensato tutto il film, l'ho disegnato, scena per scena, ho pensato a ogni possibile soluzione. Avrei scelto dei ragazzini di dieci anni per fare gli hobbit, truccandoli a dovere, è ovvio. Magari sarebbe venuto fuori un disastro. Magari no. *Tanti amici sono morti, ho la sensazione di essere abbandonato. La mia generazione è quasi scomparsa. Devo solo accettare che le cose vanno così: una cosa dopo l'altra scompare. Sei solo. Infine, muori. *Forse c'è una connessione tra i film e gli alberi. Quando giri un film, ne cerchi la verità fondamentale. Hai la sceneggiatura, gli attori, ma… dove stai andando? Il film cambia e solo fino a un certo punto puoi domarlo. Devi seguire il flusso. Lo stesso accade per gli alberi. Li pianti. Molti muoiono. Alcuni sono consumati dagli animali. Altri sopravvivono, diventando dei giganti. ==Filmografia== *''[[Excalibur]]'', regista *''[[Il sarto di Panama]]'', regista ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Boorman, John}} [[Categoria:Giornalisti britannici]] [[Categoria:Produttori cinematografici britannici]] [[Categoria:Registi britannici]] [[Categoria:Sceneggiatori britannici]] 2q5puvnwr0049et4k65wpjtm7rsaoni 1417559 1417552 2026-06-19T20:30:18Z Skekzilla 17056 1417559 wikitext text/x-wiki [[File:John Boorman Cannes 2014.jpg|thumb|Boorman nel 2014]] Sir '''John Boorman''' (1933 – vivente), regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo e giornalista britannico. ==Citazioni di John Boorman== *{{NDR|Su ''[[Zardoz]]''}} Per il finale del film volevo girare una scena in cui Sean Connery e Charlotte Rampling invecchiano e muoiono. Questo comportava riprese con una cinepresa fissa, in modo da poterli farli uscire dall'inquadratura, invecchiare i loro vestiti e i loro volti, rimetterli davanti all'obiettivo, riprenderli ancora un po', poi toglierli e invecchiarli ulteriormente, finché alla fine erano scheletri che, a loro volta, si sgretolavano. Questo processo è durato un giorno intero. Poi, l'assistente operatore ha scaricato la cinepresa e ha esposto accidentalmente la pellicola alla luce. Questo significa che abbiamo dovuto passare un'altra giornata intera a girare. Dovetti anche impedire a Connery di uccidere l'assistente, che poco dopo cambiò nome e si trasferì a Los Angeles. Un giorno lo vidi in un caffè di Los Angeles. "Sean è in città?", chiese con voce tremante.<ref>Citato in ''[https://www.badtaste.it/articoli/john-boorman-perche-film-non-dovrebbero-essere-piu-chiamati-film John Boorman spiega perché oggi quasi tutti i film non dovrebbero essere più chiamati "film"]'', ''badtaste.it'', 18 marzo 2023.</ref> {{Int|1=''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,1431_02_1981_0123_0031_20250604/ La guerra di Merlino e Artù]''|2=Intervista di Lamberto Antonelli, ''La Stampa'', 8 maggio 1981.|h=2}} {{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}} *[...] per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di [[Re Artù]], dei [[cavalieri della Tavola Rotonda]], dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del [[Graal|Sacro Graal]] e del [[mago Merlino]]. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. *Pensi ad [[Obi-Wan Kenobi]] come a Merlino e a [[Luke Skywalker]] come al giovane Artù e non le sembrerà sorprendente scoprire la vera identità di [[Dart Fener|Darth Vader]] ne ''[[L'impero colpisce ancora]]''. Ciò che distingue le antiche leggende della moderna "fiction" è che i personaggi sono spinti a scoprire il proprio destino piuttosto che a cercare se stessi. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *Non è una coincidenza che il mio film ''[[Zardoz]]'', del 1974, concernesse il trionfo della magia sulla scienza in un mondo futuro e che il fortunatissimo ''[[Un tranquillo weekend di paura|Un tranquillo week-end di paura]]'' riecheggiasse un tema di Artù, la perduta armonia dell'uomo che lo circonda. {{Int|1=''[https://www.pangea.news/john-boorman-intervista-film/ "Avrei dovuto girare Il Signore degli Anelli, ho Excalibur sotto al tavolo". Dialogo con John Boorman, il regista che è diventato eremita]''|2=Intervista di Xan Brooks, ''pangea.news'', 15 febbraio 2020.|h=2}} *Sono stato molto fortunato. Certo, c'è sempre quella fastidiosa percezione… avrei potuto fare di più… A volte è questa idea che mi tiene sveglio, la notte. *La vecchiaia è una serie di rinunce. Non posso nuotare, non posso correre, non posso andare a cavallo o guidare una macchina. Faccio una passeggiata. Mi siedo su una panchina. Ritorno. *''[[Un tranquillo weekend di paura]]'' mi convince ancora, è fatto bene. ''[[Zardoz]]'' non so cosa sia. Eppure, credo di aver fatto sempre dei film audaci, nel bene o nel male. *{{NDR|Sul suo progetto di girare ''Il signore degli anelli''}} L'ho costruito come una grande storia distopica. Ho pensato tutto il film, l'ho disegnato, scena per scena, ho pensato a ogni possibile soluzione. Avrei scelto dei ragazzini di dieci anni per fare gli hobbit, truccandoli a dovere, è ovvio. Magari sarebbe venuto fuori un disastro. Magari no. *Tanti amici sono morti, ho la sensazione di essere abbandonato. La mia generazione è quasi scomparsa. Devo solo accettare che le cose vanno così: una cosa dopo l'altra scompare. Sei solo. Infine, muori. *Forse c'è una connessione tra i film e gli alberi. Quando giri un film, ne cerchi la verità fondamentale. Hai la sceneggiatura, gli attori, ma… dove stai andando? Il film cambia e solo fino a un certo punto puoi domarlo. Devi seguire il flusso. Lo stesso accade per gli alberi. Li pianti. Molti muoiono. Alcuni sono consumati dagli animali. Altri sopravvivono, diventando dei giganti. ==Filmografia== *''[[Excalibur]]'', regista *''[[Il sarto di Panama]]'', regista ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Boorman, John}} [[Categoria:Giornalisti britannici]] [[Categoria:Produttori cinematografici britannici]] [[Categoria:Registi britannici]] [[Categoria:Sceneggiatori britannici]] 7kqaegm46jxu8ayyq0mg41bxtkn7tgc 1417589 1417559 2026-06-20T00:55:33Z Danyele 19198 fix 1417589 wikitext text/x-wiki [[File:John Boorman Cannes 2014.jpg|thumb|Boorman nel 2014]] Sir '''John Boorman''' (1933 – vivente), regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo e giornalista britannico. ==Citazioni di John Boorman== {{cronologico}} *{{NDR|Su ''[[Zardoz]]''}} Per il finale del film volevo girare una scena in cui Sean Connery e Charlotte Rampling invecchiano e muoiono. Questo comportava riprese con una cinepresa fissa, in modo da poterli farli uscire dall'inquadratura, invecchiare i loro vestiti e i loro volti, rimetterli davanti all'obiettivo, riprenderli ancora un po', poi toglierli e invecchiarli ulteriormente, finché alla fine erano scheletri che, a loro volta, si sgretolavano. Questo processo è durato un giorno intero. Poi, l'assistente operatore ha scaricato la cinepresa e ha esposto accidentalmente la pellicola alla luce. Questo significa che abbiamo dovuto passare un'altra giornata intera a girare. Dovetti anche impedire a Connery di uccidere l'assistente, che poco dopo cambiò nome e si trasferì a Los Angeles. Un giorno lo vidi in un caffè di Los Angeles. "Sean è in città?", chiese con voce tremante.<ref>Citato in ''[https://www.badtaste.it/articoli/john-boorman-perche-film-non-dovrebbero-essere-piu-chiamati-film John Boorman spiega perché oggi quasi tutti i film non dovrebbero essere più chiamati "film"]'', ''badtaste.it'', 18 marzo 2023.</ref> {{Int|1=''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,1431_02_1981_0123_0031_20250604/ La guerra di Merlino e Artù]''|2=Intervista di Lamberto Antonelli, ''La Stampa'', 8 maggio 1981.}} {{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}} *[...] per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di [[Re Artù]], dei [[cavalieri della Tavola Rotonda]], dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del [[Graal|Sacro Graal]] e del [[mago Merlino]]. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. *Pensi ad [[Obi-Wan Kenobi]] come a Merlino e a [[Luke Skywalker]] come al giovane Artù e non le sembrerà sorprendente scoprire la vera identità di [[Dart Fener|Darth Vader]] ne ''[[L'impero colpisce ancora]]''. Ciò che distingue le antiche leggende della moderna "fiction" è che i personaggi sono spinti a scoprire il proprio destino piuttosto che a cercare se stessi. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *Non è una coincidenza che il mio film ''[[Zardoz]]'', del 1974, concernesse il trionfo della magia sulla scienza in un mondo futuro e che il fortunatissimo ''[[Un tranquillo weekend di paura|Un tranquillo week-end di paura]]'' riecheggiasse un tema di Artù, la perduta armonia dell'uomo che lo circonda. {{Int|1=''[https://www.pangea.news/john-boorman-intervista-film/ "Avrei dovuto girare Il Signore degli Anelli, ho Excalibur sotto al tavolo". Dialogo con John Boorman, il regista che è diventato eremita]''|2=Intervista di Xan Brooks, ''pangea.news'', 15 febbraio 2020.}} *Sono stato molto fortunato. Certo, c'è sempre quella fastidiosa percezione… avrei potuto fare di più… A volte è questa idea che mi tiene sveglio, la notte. *La vecchiaia è una serie di rinunce. Non posso nuotare, non posso correre, non posso andare a cavallo o guidare una macchina. Faccio una passeggiata. Mi siedo su una panchina. Ritorno. *''[[Un tranquillo weekend di paura]]'' mi convince ancora, è fatto bene. ''[[Zardoz]]'' non so cosa sia. Eppure, credo di aver fatto sempre dei film audaci, nel bene o nel male. *{{NDR|Sul suo progetto di girare ''Il signore degli anelli''}} L'ho costruito come una grande storia distopica. Ho pensato tutto il film, l'ho disegnato, scena per scena, ho pensato a ogni possibile soluzione. Avrei scelto dei ragazzini di dieci anni per fare gli hobbit, truccandoli a dovere, è ovvio. Magari sarebbe venuto fuori un disastro. Magari no. *Tanti amici sono morti, ho la sensazione di essere abbandonato. La mia generazione è quasi scomparsa. Devo solo accettare che le cose vanno così: una cosa dopo l'altra scompare. Sei solo. Infine, muori. *Forse c'è una connessione tra i film e gli alberi. Quando giri un film, ne cerchi la verità fondamentale. Hai la sceneggiatura, gli attori, ma… dove stai andando? Il film cambia e solo fino a un certo punto puoi domarlo. Devi seguire il flusso. Lo stesso accade per gli alberi. Li pianti. Molti muoiono. Alcuni sono consumati dagli animali. Altri sopravvivono, diventando dei giganti. ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Excalibur]]'', regista *''[[Il sarto di Panama]]'', regista ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Boorman, John}} [[Categoria:Giornalisti britannici]] [[Categoria:Produttori cinematografici britannici]] [[Categoria:Registi britannici]] [[Categoria:Sceneggiatori britannici]] dpd6yo7pe58j3s9ef6ppptc1e47qitd Bagni di Craveggia 0 225436 1417610 2026-06-20T06:56:53Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Bagni di Craveggia 06.JPG|thumb|Bagni di Craveggia]] Citazioni sui '''Bagni di Craveggia'''. *Dal 1917 le teleferiche hanno soppiantato le vecchie "sère" nell'inviare a valle il legname venduto dai comuni all'incanto. Di dimensioni faraoniche quella dell'impresa Girola per lo sfruttamento dei boschi della valle Onsernone, territorio di Craveggia, Santa Maria Maggiore e Re. È un impianto lungo 9 chilometri, parte dai Bagni, si snoda a Fondo Mon..." 1417610 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Bagni di Craveggia 06.JPG|thumb|Bagni di Craveggia]] Citazioni sui '''Bagni di Craveggia'''. *Dal 1917 le teleferiche hanno soppiantato le vecchie "sère" nell'inviare a valle il legname venduto dai comuni all'incanto. Di dimensioni faraoniche quella dell'impresa Girola per lo sfruttamento dei boschi della valle Onsernone, territorio di Craveggia, Santa Maria Maggiore e Re. È un impianto lungo 9 chilometri, parte dai Bagni, si snoda a Fondo Monfracchio, sorpassa la Bocchetta di Moino, a oltre 2000 metri, internandosi per un tratto in galleria, dove forma una stazione d'angolo, e da qui riparte per la battuta d'arrivo alla "Siberia". ([[Benito Mazzi]]) *Non un'impronta o un segno sulla neve, la carreggiata per Spruga, primo paese svizzero a 4 chilometri, è sparita in quel deserto bianco, regno della solitudine. Ad accentuare il senso d'abbandono, appena sotto la caserma troneggia l'albergo dei Bagni, un'elegante struttura tutta camini, eretta nel 1819 dal comune di Craveggia per lo sfruttamento di una sorgente termale dalle proprietà miracolose. L'apertura è soltanto estiva, il suo destino è purtroppo segnato: nel 1951 sarà distrutto da una slavina staccatasi dalla montagna di fronte. ([[Benito Mazzi]]) ==Voci correlate== *[[Spruga]] *[[Valle Onsernone]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] 90nwk8zyglhlxpyhwieqky43mg3or0q 1417611 1417610 2026-06-20T07:01:28Z Spinoziano 2297 /* Altri progetti */ 1417611 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Bagni di Craveggia 06.JPG|thumb|Bagni di Craveggia]] Citazioni sui '''Bagni di Craveggia'''. *Dal 1917 le teleferiche hanno soppiantato le vecchie "sère" nell'inviare a valle il legname venduto dai comuni all'incanto. Di dimensioni faraoniche quella dell'impresa Girola per lo sfruttamento dei boschi della valle Onsernone, territorio di Craveggia, Santa Maria Maggiore e Re. È un impianto lungo 9 chilometri, parte dai Bagni, si snoda a Fondo Monfracchio, sorpassa la Bocchetta di Moino, a oltre 2000 metri, internandosi per un tratto in galleria, dove forma una stazione d'angolo, e da qui riparte per la battuta d'arrivo alla "Siberia". ([[Benito Mazzi]]) *Non un'impronta o un segno sulla neve, la carreggiata per Spruga, primo paese svizzero a 4 chilometri, è sparita in quel deserto bianco, regno della solitudine. Ad accentuare il senso d'abbandono, appena sotto la caserma troneggia l'albergo dei Bagni, un'elegante struttura tutta camini, eretta nel 1819 dal comune di Craveggia per lo sfruttamento di una sorgente termale dalle proprietà miracolose. L'apertura è soltanto estiva, il suo destino è purtroppo segnato: nel 1951 sarà distrutto da una slavina staccatasi dalla montagna di fronte. 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([[Benito Mazzi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] gguv3j92txijrngwrr5o49mmqu2hkk5 Ponte del Maglione 0 225438 1417621 2026-06-20T08:48:08Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Re PonteMaglione.jpg|thumb|Ponte del Maglione]] Citazioni sui '''ponte del Maglione'''. *Il Malione: un ponte sui 30 metri, detto dalla gente "romano", roba da star male solo ad affacciarvisi. La Rosa, che pure non ha paura di niente, quando passa di là con la cadola della legna evita di guardare di sotto, l'attanaglia un'angoscia, un che di sconvolgente difficile da spiegare. L'acqua del [[Melezzo Orientale|Melezzo]], cupa e lontanissima, si t..." 1417621 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Re PonteMaglione.jpg|thumb|Ponte del Maglione]] Citazioni sui '''ponte del Maglione'''. *Il Malione: un ponte sui 30 metri, detto dalla gente "romano", roba da star male solo ad affacciarvisi. La Rosa, che pure non ha paura di niente, quando passa di là con la cadola della legna evita di guardare di sotto, l'attanaglia un'angoscia, un che di sconvolgente difficile da spiegare. L'acqua del [[Melezzo Orientale|Melezzo]], cupa e lontanissima, si tortura schiumosa in un perenne gemito fra pareti e spuntoni di roccia. Nessuno s'è mai azzardato ad attraversare a nuoto quella gola per timore dei gorghi, dei terribili mulinelli che si avvistano addirittura dal ponte, capaci di inghiottire interi tronchi d'albero. ([[Benito Mazzi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} {{s}} [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Ponti d'Italia]] 23khwykqsh9wd2jgs20ve45wl5husq5 1417622 1417621 2026-06-20T08:48:50Z Spinoziano 2297 1417622 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Re PonteMaglione.jpg|thumb|Ponte del Maglione]] Citazioni sul '''ponte del Maglione'''. *Il Malione: un ponte sui 30 metri, detto dalla gente "romano", roba da star male solo ad affacciarvisi. 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