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Autore:Guido Gozzano
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Francyskus
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wikitext
text/x-wiki
<!-- Area dati: non modificare da qui: --><onlyinclude><div style="display:none"><section begin="Nome"/>Guido<section end="Nome"/>
<section begin="Cognome"/>Gozzano<section end="Cognome"/>
<section begin="Attività"/>poeta<section end="Attività"/>
<section begin="Nazionalità"/>italiano<section end="Nazionalità"/>
</div></onlyinclude><!-- a qui -->{{Autore
| Nome = Guido
| Cognome = Gozzano
| Attività = poeta
| Nazionalità = italiano
| Professione e nazionalità =
}}
== Opere ==
* {{Testo|La via del rifugio}}
* {{Testo|I colloqui}}
* {{Testo|Verso la cuna del mondo}}
* {{Testo|L'altare del passato}}
* {{Testo|Poesie sparse}}
* L'ultima traccia, Milano, Treves, 1919. [https://archive.org/details/gozzano-ultima-traccia/mode/2up IA]
=== Fiabe ===
* {{Testo|La danza degli gnomi e altre fiabe}}
== Opere su Guido Gozzano ==
* {{Testo|Il Baretti - Anno II, n. 5/Gozzano}}
{{Sezione note}}
[[Categoria:Autori del crepuscolarismo]]
ag7dbk4rhlgbqgfe5mjo9kk454z0vo7
Discussioni utente:Candalua
3
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3653616
3643978
2026-03-29T06:41:57Z
Alex brollo
1615
/* Problema con il salvataggio memoRegex */ nuova sezione
3653616
wikitext
text/x-wiki
<div class="plainlinks" style="float:left; border: 1px solid #999;padding: .2em .3em .25em;margin: .3em .3em .3em 1em;">'''Archivio'''
[//it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Candalua&oldid=742580 2010] ·
[//it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Candalua&oldid=1031411 2011]<br>
[//it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Candalua&oldid=1219438 2012] ·
[//it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Candalua&oldid=1362639 2013]<br>
[//it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Candalua&oldid=1496195 2014] ·
[//it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Candalua&oldid=1647968 2015]<br>
[//it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Candalua&oldid=1826109 2016] ·
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[//it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Candalua&oldid=2518019 2019]<br>
[//it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Candalua&oldid=2707633 2020] ·
[//it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Candalua&oldid=2873688 2021]<br>
[//it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Candalua&oldid=3099312 2022] ·
[//it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Candalua&oldid=3285185 2023]<br>
[//it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Candalua&oldid=3445904 2024]
</div>
<div style="float:right">{{A fine pagina}}</div>
<div style="width:70%; margin: 0 auto; text-align: center; border: 2px solid #FFD595; padding: 5px; background-color: #FFF0D9;">
[[File:Nordkirchen-090806-9419-Capellerallee-Atlas.jpg|200px|center]]'''{{PAGENAME}}''' (non visibile nella foto in quanto sta reggendo sulle sue spalle Atlante che a sua volta regge il Mondo) <br/> è in '''''[[w:Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikipause|wikisinghiozzo permanente]]''''' per cause dipendenti da '''lavoro, donne & altri vizi vari.''' <br/>Chiedete pure, ma sappiate che potrei sparire da un momento all'altro...
</div>
{{TOCright}}
== Fogna! ==
Caro Candalua,
come disse Jovanotti, ''Fogna! Non fmettere mai di fognare!''... e io fogno, o meglio, '''ſ'''ogno. Per diletto ho preso in considerazione un testo settecentesco con le esse lunghe, e mi sono messo di buzzo buono a cliccare con il [[Mediawiki:Gadget-fs.js|gadget f => s]] sulla casella con i due bottoni. Niente di sbagliato, ma mi chiedevo se per vecchi ''boomer-user'' come me fosse possibile usare la tastiera invece del mouse/trackpad: in pratica è possibile fare in modo che, attivato il gadget, oltre che cliccando sui bottoni, sia possibile effettuare la scelta tra effe ed esse cliccando sulla lettera corrispondente della tastiera? in tal modo potrei mantenere gli occhi sullo schermo invece di spostarli continuamente tra casella con bottoni e testo. Lo so, sono un triceratopo, ma lasciami fognare! Che ne pensi? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 14:26, 3 gen 2025 (CET)
:Cariffimo [[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliufMagifter]]! Fui tafti è fempre... ehm, sui tasti è sempre un po' difficile, ma ci poffo provare. Però dovrai aspettare un po', magari intanto dèdicati a qualcos'altro e poi ti farò fapere! [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 15:30, 3 gen 2025 (CET)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]]: il fogno diventa una folida realtà! Ora puoi usare i tasti f-s e ''fpaffartela'' con i ''tefti fettecentefchi!'' [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 15:47, 20 gen 2025 (CET)
:::''Maggico Candalua!'' fantaftico! '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 20:34, 20 gen 2025 (CET)
== Tks... ==
Mi sa che bisogna darci un occhio... -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 19:24, 12 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]]: eh sì. Se vuoi dedicarti un po' anche a questo, ti segnalo un paio di gadget utili che forse non hai ancora visto:
:* Contributi aggregati: una volta attivato, lo trovi nel menu di destra quando sei sulla pagina di un utente o nei suoi contributi. Ti mostra un riassunto degli indici su cui ha lavorato, dal più recente, col conteggio delle modifiche.
:* Cerca errori ortografici: questo lo trovi sugli indici (a volte ci mette un po' a caricare) e cerca possibili errori in base a dei pattern. Ovviamente non li trova tutti, e spesso trova dei falsi positivi, ma è molto utile per trovare gli errori più comuni senza guardare le pagine ad una ad una. Io raccomando di usarlo almeno dopo ogni trascrizione o rilettura completata, per fare un check generale.
:[[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 03:20, 13 gen 2025 (CET)
::Provato Contributi aggregati... è il conto degli edit fatti nelle pagine relative a un indice? sulla tua PU non finisce più di caricare roba... :D Bello, ma è un altro componente che con dark non va :-( -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 13:06, 13 gen 2025 (CET)
:::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]]: eheh, penso sia dura trovare un indice su cui non ho messo le mani... Per tutti questi gadget io ho fatto un css comune con alcuni stili per finestre, bottoni ecc. (altri temo che siano ancora nel common), che trovi all'inizio della pagina di "gadget definition"... Forse si riesce a farne una versione dark, in modo da sistemare tutto in un colpo. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 13:11, 13 gen 2025 (CET)
::::Allora forse avevo già fixato la cosa in locale mettendo a punto non ricordo più quale altro gadget che Alex mi aveva segnalato... il cerca&sostituisci, mi pare. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 16:56, 13 gen 2025 (CET)
== "Pasticcio" pt. 2 ==
Ciao, ho appena fatto un edit che mi ha dato lo stesso problema che ho spiegato nella mia pagina di discussioni. Questa volta [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Autore:Gino_Fano&diff=prev&oldid=3457687 qui]. Sinceramente non mi è chiaro il motivo per cui succeda sta cosa, dato che quella roba cancellata non mi compare nell'editor. In più anche l'anteprima sembra corretta, non si nota nulla di strano fino a quando non salvo la pagina. Annullare l'edit non funziona, ci ho provato ma la pagina diventa vuota (letteralmente), quindi non ho neanche salvato. Potresti sistemare e spiegarmi la causa di questi problemi, così evito che succeda di nuovo? Francamente non mi era mai capitato. Grazie e scusa per il disturbo. [[User:Emyn Muil|Emyn Muil]] ([[User talk:Emyn Muil|disc.]]) 17:29, 13 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Emyn Muil|Emyn Muil]]: ciao, questi errori accadono ogni tanto ma non ho mai capito bene la causa, ne stiamo parlando anche adesso al bar. In questi casi, prova comunque a fare un edit "a vuoto" (cioè vai in modifica e salvi senza aver modificato nulla), questo dovrebbe ripristinare l'area dati. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 15:49, 20 gen 2025 (CET)
== Disambigue: problemi in vista ==
Caro Candalua,
il titolo è un po' enfatico perché non so se si tratti di un vero problema o meno. Ti espongo il caso, tu sicuramente capirai quale ingranaggio sotto la scocca dello script sia da regolare.
* Mi sto apprestando a spostare [[Poesie (Mamiani)/Inni Sacri]] a [[Inni sacri (Mamiani)]], si prospetta dunque la disambiguazione di [[Inni sacri]] tra quelli di Manzoni e questi di Mamiani.
* vado su [[Inni sacri]], attualmente sede degli inni di Manzoni, e trovo già una nota disambigua relativa a [[Il nome di Maria]]... ma questa nota disambigua non dovrebbe trovarsi solo tra [[Inni sacri/Il Nome di Maria]] e [[Nova polemica/Il nome di Maria]]? Il problema è già stato segnalato da qualche altra parte, ma non ricordo dove né quale sia l'origine di questo bugghetto. Secondo te è grave?
'''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 19:41, 22 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]]: lo so... il problema è che nelle disambigua spesso ci sono dei link in più rispetto ai testi da disambiguare. Devo capire come fare a scartarli. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 21:17, 22 gen 2025 (CET)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]]: credo di aver sistemato, adesso il gadget guarda anche se il link proviene da un template Testo, in modo da scartare altri link eventualmente presenti nella disambigua ma non pertinenti. Ovviamente bisogna usare Testo solo per i testi da disambiguare. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 19:02, 24 gen 2025 (CET)
:::Fantastico: sei un razzo del debug! Direi che la tua idea è la soluzione migliore. Purtroppo per un breve periodo ho usato dei "doppi template testo", ma ricordo che i casi problematici sono molto pochi. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 19:05, 24 gen 2025 (CET)
== Decesso di PersonalButtons.js ==
Da stamattina la mia "bottoniera", che contiene i bottoni definiti in [[Utente:Alex brollo/PersonalButtons.js]], non dà segni di vita. La console si lamenta dell'errore ''document.ready non è una funzione'' e incrimina startup.js. Hai idea di cosa potrebbe essere successo? Disgraziatamente sono consapevole che i miei script personali sono poco robusti, ma senza di loro sono morto... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:05, 27 feb 2025 (CET)
:@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: io stamattina ho messo un po' in ordine il [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=MediaWiki%3AGadgets-definition&diff=3481359&oldid=3464390 Gadgets-definition], ma non credo che c'entri qualcosa. La tua bottoniera si appoggia a qualche altro script? Cos'è startup.js? [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 13:32, 27 feb 2025 (CET)
::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Non ne ho idea, la console emette questo lamento ... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:21, 27 feb 2025 (CET)
:::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Comunque_ ho trovato deselezionato il gadget "Raccolta dei giocattoli", riattivandolo il problema è scomparso (e pure l'errore). Grazie comunque per l'attenzione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:32, 27 feb 2025 (CET)
::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: uhm, strano: io ho spostato alcuni gadget, ma la raccolta dei giocattoli non l'ho toccata. Strano che si sia disabilitato per conto suo. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:57, 27 feb 2025 (CET)
== Privilegio ==
Per favore, mi ridai i privilegi di admin dell'interfaccia, che mi sono scaduti? Ne farò un uso omeopatico.... :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:49, 20 mar 2025 (CET)
:@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: rinnovati per un anno, così non hai più scuse per non toccare i gadget :D [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 07:54, 20 mar 2025 (CET)
== Request to delete [[MediaWiki:Cite_reference_link]] ==
Hello @[[Utente:Candalua|Candalua]] and sorry for posting in English.
[[meta:WMDE_Technical_Wishes|My team]] is currently working on some improvements regarding references and footnotes and we realized, that you added a custom version of [[MediaWiki:Cite_reference_link]] to this wiki once.
We recently [https://gerrit.wikimedia.org/r/c/mediawiki/extensions/Cite/+/1056448 updated] that message in the code. Due to the override on your project these updates are not be applied here. Since the [[MediaWiki:Cite_reference_link|custom version]] does not add any special formatting that seems to be needed here it would be best to delete that page.
Thank you and feel free to reach out if you have questions or need help.
[[User:Christoph Jauera (WMDE)|Christoph Jauera (WMDE)]] ([[User talk:Christoph Jauera (WMDE)|disc.]]) 12:20, 20 mar 2025 (CET)
:@[[Utente:Christoph Jauera (WMDE)|Christoph Jauera (WMDE)]]: ok, done. We'll keep hiding the brackets using font-size: 0 as suggested on gerrit. Thank you. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:16, 20 mar 2025 (CET)
::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Thanks again, I just realized that you also created <code>MediaWiki:Cite_reference_link</code> on [https://vec.wikisource.org/wiki/MediaWiki:Cite_reference_link vec.wikisource.org] it would be really helpful if you could delete that version there as well. At also seems to have no relevant custom changes :-). Best [[User:Christoph Jauera (WMDE)|Christoph Jauera (WMDE)]] ([[User talk:Christoph Jauera (WMDE)|disc.]]) 17:32, 20 mar 2025 (CET)
:::@[[Utente:Christoph Jauera (WMDE)|Christoph Jauera (WMDE)]]: done that too, thank you. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:46, 20 mar 2025 (CET)
== autoNs0 ==
Ciao, sembra ci sia un problema col tool: adesso inserisce il tag pages anche quando si entra in modifica, creando un duplicato [[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 09:26, 5 apr 2025 (CEST)
:Aggiungo: il problema [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=L%27ug%C3%B9ri_de_sto_monno&curid=308599&diff=3499830&oldid=3453620 non si presentava ieri alle 14:10] ma [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Lum%C3%ACe_di_Sicilia_(Novella,_1926)&curid=949669&diff=3499972&oldid=3476273 capitava alle 18:59]--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 09:29, 5 apr 2025 (CEST)
::@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]]: grazie; dovrei aver sistemato. Come avrai visto sto cercando di fare ordine nei gadget per riuscire a velocizzare il caricamento, e sono incorso in una svista. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:07, 5 apr 2025 (CEST)
== Correttore ortografico ==
Proseguendo da [[Discussioni_indice:Yambo,_Luna_paese_incomodo.djvu#Rilettura|qua]], (visto che là è OT), si ho presente le convenzioni sugli accenti, è una vera rottura di palle che in quel testo si usi '''í''' anzichè '''ì''' che c'è sulla tastiera... :-D Anche se forse visto che vedo una incomprensibile sezione memoregex che riguarda la ì, sarebbe più veloce per l'umano mettere delle ì e poi lasciare che sia qualche magia a correggerle... ok, vado a vedere che dice MediaWiki:Gadget-ErroriOrtografici.js per farmi una cultura ;-) ciao -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 10:08, 7 apr 2025 (CEST)
:@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]]: quella del memoregex è un'altra idea geniale del buon @[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: con il gadget [[Aiuto:Strumenti per la rilettura|Strumenti per la rilettura]], hai un comando "Trova e sostituisci" (nel menu di sinistra) con cui puoi sostituire caratteri in una pagina e dirgli "Ricorda questa sostituzione". Nelle pagine successive la potrai applicare (insieme a tutte le altre sostituzioni già salvate da te o da altri) con il comando PostOCR o più rapidamente Alt+7. Attivando anche la [[Wikisource:La fabbrica dei giocattoli|bottoniera]] ti trovi in basso anche dei bottoni "salva regex", "carica regex", "esegui regex", che vengono comodi (specialmente il salva, con cui le regex vengono scritte in quella sezione che hai visto, così sei sicuro di non perderle — altrimenti mi pare che rimangano solo sul browser).
:P.S. questa è probabilmente una cosa che prima o poi dovremmo mettere su un gadget per conto suo, in modo che ci siano tutti i comandi in un box solo, più intuitivo per l'utente (lo dico più che altro per Alex, ma ne riparleremo nel bar tecnico). [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:53, 8 apr 2025 (CEST)
::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Sì, l'idea di incorporare il "carica regex" e il "salva regex" nel Trova e sostituisci mi piace molto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:04, 8 apr 2025 (CEST)
:::Rispondendo a [[Discussioni_utente:Damadicarta#c-Candalua-20250408073300-Damadicarta-20250407090100|questo]] ("strumento utile, già che ci sono, è il "Controlla interruzioni di pagina", dal menu Strumenti:")... nel menù strumenti non ho quella voce... :(. E ne approfitto per segnalare quella che penso sia un'altra problematica per gli utenti che si approcciano a WS: l'interfaccia è molto dispersiva, con comandi a destra, a sinistra, nel sottomenu, in basso, in alto... La UX è un inferno :-D<br>
:::Per es, non me ne voglia @[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]], ma perchè carica-salva-esegui regex sta in una barra in basso, mentre trova&sostituisci nel menù a sx (o nel menu panino se si nasconde il menu?). E' lo stesso script, o cmq lo stesso tipo di attività, no?<br>
:::Altro es. (per par condicio :-p ) perchè "Cerca errori ortografici" e "Controlla interruzioni di pagina" invece stanno nel menù strumenti a dx? Troppe cose sparpagliate ovunque.🤯
:::IMHO ci vorrebbe una razionalizzazione "per attività". :-) --[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 14:31, 8 apr 2025 (CEST)
:::Fra l'altro Vector22, con i suoi spazi esagerati di default e il suo bianco-ovunque-e-senza-bordi peggiora pure la percezione di non capire dove si è e cosa si fa. Lo noto ora perchè "a casa mia" ho stretto tutti gli spazi inutili e messo bei bordini azzurri per delimitare certe cose, ma per l'utente "di default" sembra di navigare in un oceano di comandi sparsi dappertutto... Lo trovo molto "faticoso". --[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 14:35, 8 apr 2025 (CEST)
::::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]]: eh, infatti sarebbe il punto a cui vorrei arrivare anch'io. Gli "Strumenti per la rilettura" e la "bottoniera" in basso sono tra i gadget più vecchi, e risalgono ad un'epoca in cui era più facile "attaccare roba" al di fuori dei menu standard, e in cui veniva più naturale riunire tante funzioni diverse. L'interfaccia era più basica e la trascrizione più laboriosa, per cui ci siamo scatenati ad inventare gadget che ci potessero aiutare (anche in maniera un po' disordinata, provando e riprovando). Adesso il paradigma è cambiato, perché è possibile caricare i singoli gadget selettivamente in base all'azione (view o edit) e al namespace, quindi è più conveniente avere gadget che fanno una cosa sola e che si caricano solo quando serve quella singola cosa. Quindi vorrei pian piano isolare le funzioni più utili, come il memoregex, e portarle verso questa direzione, anche per riuscire poi a metterci le mani più facilmente, senza timore di rompere altre cose.
::::Per il "Controlla interruzioni di pagina", il gadget è ErroriComuni che dovresti avere attivato; il comando si attiva solo in ns0 e solo in visualizzazione. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 15:21, 8 apr 2025 (CEST)
:::::Mah, ho appena finito di correggere i trattini e avere il tasto "esegui memoregex" subito in basso a portata di click senza passare da menù e voci varie è stato molto comodo. Per cui anche l'idea di concentrare tutti i comandi di correzione/verifica nella bottoniera non è male... Forse potrebbe essere una specie di menù con voci che si aprono verso l'alto? boh.
:::::Controlla interruzioni di pagina continuo a non vederlo anche se ErroriComuni è on. :-( [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 15:37, 8 apr 2025 (CEST)
::::::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] Ti suggerirei di fare un viaggio esplorativo in Distributed proofreaders, il "laboratorio tipografico specializzato" del progetto Gutenberg. La filosofia di trascrizione è completamente diversa da quella di wikisource, ma la differenza fondamentale, secondo me, è che fa una sola cosa, mentre la nostra interfaccia è un adattamento di quanto serve a una miriade di progetti diversi, dominati da wikipedia. Mi pare di ricordare che nei pasticci che ho fatto, anni fa, ci sia qualche traccia di quell'interfaccia.
::::::Sarebbe poi interessantissimo esplorare per bene la wikisource tedesca, he ha avuto una evoluzione profondamente divergente, fino ad allontanarsi dall'interfaccia proofread. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:38, 8 apr 2025 (CEST)
:::::::<small>@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]], Distributed proofreaders sarebbe [https://www.pgdp.net/c/]? Look molto anni '90 :D
:::::::de.ws in effetti non capisco come operi: l'interfaccia "a fronte" mi sembra concettualmente meglio. Il problema che sento io, come dicevo, è la dispersione "logica" degli strumenti e la difficoltà ad adattare l'interfaccia alle esigenze di lettura. Beninteso, non è una critica al vs lavoro, solo una suggestione. :-) Purtroppo non ho le competenze per fare qualcosa di concreto su questi aspetti. --[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:27, 8 apr 2025 (CEST)</small>
::::::::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] Il tuo link punta alla home page: sei andato fino all'interfaccia di editing? Penso che ci si debba registrare e travestire da volontario :-)
::::::::Io l'ho fatto, ho lavorato su un bel po' di pagine, anche se come utente con minimi privilegi (c'è molto rigore nel sito, gli utenti novizi possono fare solo cose elementari, sotto severo tutoraggio, su testi già selezionati e caricati dagli admin, per passare di livello occorre superare veri esami online... è un mondo del tutto diverso da mediawiki), ed è stata un'esperienza molto interessante e suggestiva.
::::::::Ma stiamo devastando la talk page di Candalua; mi scuso e ti propongo, se ti interessa, di parlarne altrove. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:46, 9 apr 2025 (CEST)
== Gadget Riassunto ultime modifiche ==
Ciao. Le righe tr.odd dovrebbero avere background-color: var(--background-color-backdrop-light) e non #efefef, altrimenti in dark restano bianco sporco. ;-) --[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:35, 12 apr 2025 (CEST)
:Rammento [[mw:Recommendations for night mode compatibility on Wikimedia wikis]], praticamente la bibbia per questo tipo di operazioni. -- [[User:ZandDev|ZandDev]] ([[User talk:ZandDev|disc.]]) 14:42, 20 apr 2025 (CEST)
::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]]: {{Fatto}}
::@[[Utente:ZandDev|ZandDev]]: TrameOscure aveva iniziato a lavorare sul night mode, ma poi visti i suoi trascorsi wikipediani qualcuno non si fidava e abbiamo lasciato perdere. Ma se tu ci sai fare, non ti andrebbe di proporti per un flag temporaneo di ''interface administrator''? Io sto già facendo un lavorone di ottimizzazione dei gadget, oltre al consueto "lavoro sporco", e non riesco a stare dietro a tutto. Ovviamente ti farei comunque da "garante" di fronte alla comunità. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:21, 22 apr 2025 (CEST)
:::👍 Cmq sono sempre a disp. se a ''qualcuno'' sono passate -come spero- le ''psicosi-poco-[https://foundation.wikimedia.org/wiki/Policy:Universal_Code_of_Conduct/it UCoC-compliant]''. :-p -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 12:55, 22 apr 2025 (CEST)
== Richiesta di rivalutazione opera ora con ISBN ==
Gentile Candalua,
ti scrivo in merito alla precedente cancellazione della pagina ''[[Whelmity. Manifesto del pensiero strutturato]]'', da te motivata con la mancanza di una fonte editoriale verificabile.
Ti segnalo che l’opera è ora regolarmente '''pubblicata su Amazon KDP''' in formato cartaceo ('''ISBN: 979-8282754032''') e disponibile anche in formato eBook ('''ASIN: B0F7M6MQ51''').
È inoltre '''archiviata su Internet Archive con metadati completi''':
🔹 https://archive.org/details/whelmity-manifesto-del-pensiero-strutturato
🔹 [[openlibrary:works/OL43287365W|Open Library]]
L’opera è rilasciata con licenza '''Creative Commons BY-SA 4.0''', quindi compatibile con le linee guida di Wikisource.
Chiedo cortesemente se è possibile '''valutare la ripubblicazione''' o fornirmi ulteriori indicazioni per procedere correttamente.
Grazie per l’attenzione e il tempo dedicato,
<nowiki>--~~~~</nowiki> [[User:Marino car|Marino car]] ([[User talk:Marino car|disc.]]) 22:53, 8 mag 2025 (CEST)
== autoPt ==
Ciao, ho visto che hai tolto il comando dalla barra a sinistra. Mi pare di capire che lo hai fatto perchè la funzione non è necessaria: la parola viene riunita da sola. Ma ogni tanto non succede vedi [[Pagina:Storia della venerabile arciconfraternita della Misericordia 1871.djvu/11 |qui]. In questo caso cosa devo fare? ho letto che qualcuno si è messo il tasto da qualche parte, come di fa? Ciao e grazie Susanna [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 16:27, 11 mag 2025 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]]: c'è il bottone Pt nella barra in alto (che sarebbe il posto "ufficiale" dove mettere i nostri strumenti). [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 19:11, 11 mag 2025 (CEST)
::Grazie, ora l'ho visto. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 19:51, 11 mag 2025 (CEST)
== Filo d'Arianna per pag. di aiuto e ns:ws ==
Detto anche breadcrumb. Ho notato che [[:Template:Intestazione indice linee guida]] e [[:Template:Intestazione indice aiuto]] generano una inutile e brutta duplicazione del nome della pagina (vedi [[Aiuto:Guida del lettore|qua]] per es.). Non ne capisco lo scopo e visto che i due template hanno dei parametri non vorrei fare casino. Ma per es fr.ws mi sembra sia più pulito e comprensibile ([https://fr.wikisource.org/wiki/Aide:Cr%C3%A9er_un_fichier_DjVu es.]). Si può togliere questo "doppio/triplo titolo" o ha qualche scopo che non comprendo? -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 11:45, 12 mag 2025 (CEST)
:@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]]: anticamente c'erano degli stili che poi si erano persi in qualche pulizia. Ora li ho rimessi (con templatestyles). C'è da dire però che la cosa aveva maggiore senso quando si poteva nascondere il titolo "normale" delle pagine usando {{tl|Nascondi titolo}}: ora sembra molto più una ripetizione. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 12:09, 12 mag 2025 (CEST)
::Infatti anche quel template non lo capivo.. :D
::Però a sto punto leverei il box di ripetizione, anche perchè non funziona con la mod. scura... [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 12:45, 12 mag 2025 (CEST)
:::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]]: sì, quasi quasi... si potrebbe tenere solo le briciole di pane. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 12:51, 12 mag 2025 (CEST)
::::Esatto... Poi come hanno fatto i francesi mi sembra molto carino, con la casetta (o volendo col salvagente). -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 12:56, 12 mag 2025 (CEST)
== Linee punteggiate ==
Ciao. Di situazioni come [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Yambo_-_Manoscritto_trovato_in_una_bottiglia,_Roma,_Scotti,_1905.pdf/78&diff=next&oldid=3523999 questa] ce ne sono in millemila miliardi di pagine in 'sto libro.
Mezza riga di punti e mezza riga di testo... in proporzioni variabili. Non sapendo come ottenere l'effetto ho messo punto-spazio-punto-spazio-punto-testo o testo-punto-spazio-punto-spazio-punto a seconda dei casi senza cercare l'esatta resa grafica. Non ci sono mai spazi dopo il terzo punto perchè quella combinazione con spazio finale l'ho usata come regex per il template rigapunteggiata/16 --[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 19:14, 16 mag 2025 (CEST)
== Ariosto ==
Ciao. Sono finalmente arrivato a creare le pagine Opera delle liriche dubbie. [[Opera:Madonna, qual certezza|Questa]] è la prima (corrispondente a [[:d:Q134486391|questo elemento Wikidata]]): quando hai tempo, ci sarebbe da modificare il template {{tl|Opera}} per mostrare il possibile autore anche qui da noi.-- [[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 12:10, 17 mag 2025 (CEST)
:@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]]: ok, ho aggiunto la gestione del "possibile autore" (da testare cosa succede se sono più di uno). Ho creato [[:Categoria:Opere con possibili attribuzioni]] per radunare questi casi. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 12:04, 19 mag 2025 (CEST)
::Grazie mille, ti faccio sapere se trovo comportamenti inaspettati o ''bug''--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 13:08, 19 mag 2025 (CEST)
== Due domande "laterali" ==
Abbi pazienza se ti pongo due domande che con wikisource hanno poco a che fare (ma poi... chissà...).
Dopo decenni mi è tornata la voglia di preparare pagine web.
Ho scelto come editor Bluegriffon. OK? Altro?
E se oltre a creare pagine web locali, volessi metterle in rete, hai qualche suggerimento? Non mi serve un dominio "mio". [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:54, 22 mag 2025 (CEST)
== Info ==
Ho "perso un pezzo" nella discussione sulle Ville, si può far sparire il dato? Grazie :-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 11:47, 9 giu 2025 (CEST)
:@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]]: intendi il tuo IP, vero? ho provveduto a mascherarlo. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:53, 9 giu 2025 (CEST)
== Modifica gadget ==
Fatta una piccola modifica a [[Mediawiki:Gadget-common.js]], funzione newAutoRi, in modo che funzioni anche se il parametro pagina contiene un tl rl (visualizzazione come numero romano). Visto che sono estremamente arrugginito e che ti stai occupando di risistemare gli script ti avviserò ad ogni mia cauta modifica. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:30, 16 giu 2025 (CEST)
== Pg aggiunto in modo strano ==
[https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Come_si_possa_diventare_artisti_cinematografici_1914-PaoloAzzurri.pdf/30&diff=next&oldid=3542341 Questo] mi si è aggiunto facendo Alt+7, immagino che venga da una MemoRegex di chissà quale altro indice! Grazie [[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 14:10, 3 lug 2025 (CEST)
:@[[Utente:Cruccone|Cruccone]]: purtroppo è un bug noto. Succede a volte quando si cambia indice, probabilmente perché non trova un memoregex sull'indice nuovo. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:41, 3 lug 2025 (CEST)
== OCR Google ==
Ciao, mi dicono che hai tolto il pulsante tra i gadgets. A me è molto utile spesso, es. di [[Pagina:Matilde Serao Evviva la vita 1919.pdf/76| questa pagina]] non vedo il testo se non uso il tasto OCRGoogle. Come faccio ad attivarlo per me? Ciao e grazie Susanna [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 19:00, 27 lug 2025 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]]: ciao, l'ho disattivato perché è da qualche anno che è stato sostituito da uno strumento "ufficiale", che è il bottone "Trascrivi testo": puoi usare quello d'ora in poi. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 20:13, 27 lug 2025 (CEST)
::Grazie. Come faccio ad attivarlo? devo inserire una istruzione nel mio common.js? me la puoi indicare? Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 15:15, 28 lug 2025 (CEST)
:::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]]: non è un gadget, è un componente standard, quindi dovresti già vederlo. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 15:38, 28 lug 2025 (CEST)
::::Non lo vedo; potresti guardare il mio common.js per capire se lì ho fatto pasticci? [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:24, 28 lug 2025 (CEST)
:::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]]: ho visto che avevi tentato di riaggiungerti il bottone OCRGoogle, ma in quel modo non poteva funzionare, ora forse sì. Comunque, riusciresti a caricare uno screenshot dove si veda l'intera pagina quando vai in modifica? Va bene su Commons, o qualunque altra piattaforma dove ti sia comodo. Vorrei davvero capire come ti appare il sito, perché senz'altro c'è qualcosa di strano. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:10, 28 lug 2025 (CEST)
::::::ecco una [https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pagina_Serao.png pagina normale] e [https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pagina_Serao_con_eis.png una con eis] del testo Serao che per problemi strano non mi visualizza la pagina. Per questo qui mi serviva assolutamente la funzione ORCGoogle. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 18:35, 28 lug 2025 (CEST)
:::::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]]: non sono riuscito a replicare del tutto la tua situazione, comunque vedo che stai ancora usando il tema "Vector legacy"... io ti consiglierei, per cominciare, di passare a quello nuovo, andando su Preferenze -> Aspetto e scegliendo "Vector (2022)". Poi può essere che tu abbia attivato qualche gadget "strano" che magari nasconde o copre il bottone trascrivi... [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 19:11, 28 lug 2025 (CEST)
== Problemi OCR Google ==
Con la mia utenza l'accoppiata pulsante OCR Google - eis funziona, ma non funziona per @Giaccai nè per la mia utenza secondaria. Da cosa può dipendere? Puoi aiutarci? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:16, 1 ago 2025 (CEST)
:@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: la tua utenza non so, ma hai visto lo screenshot dell'ambiente di @[[Utente:Giaccai|Giaccai]] che ha postato qui sopra? È come fare un tuffo nel passato... ha ancora la vecchia Vector e altri gadget strani che non usa più nessuno, tipo "Blocca la sidebar" e "Resize.menu"... e le mancano alcune cose indispensabili, tipo Section (e infatti non sa mai come gestire i capitoli che iniziano a metà pagina...). Io ho cercato di replicare la situazione sulla mia utenza, ma non ci sono nemmeno riuscito del tutto. Bisognerebbe fare un "riallineamento" con la situazione generale degli altri utenti, sennò ci sono troppe cose che potrebbero influire, e facciamo anche fatica a capirci. Avrei bisogno di vedere l'elenco completo dei gadget attivi, e magari anche i tab "Aspetto" e "Casella di modifica" delle Preferenze, forse anche lì c'è qualcosa che può influire, tipo il visual editor. E ovviamente sbiancare tutti gli script personali. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:37, 1 ago 2025 (CEST)
::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Grazie. Provo a operare con più diligenza sulla mia utenza secondaria. Poi suggerisco a @[[Utente:Giaccai|Giaccai]] le contromisure. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:43, 1 ago 2025 (CEST)
:::@Trovato il problema in [[Utente:Alex brollo bis]]: era attivato il gadget eis test, non aggiornato con le istruzioni di caricamento di OCR Google. Adesso è allineato all'eis generale. @Giaccai : Chissà, forse adesso ti funziona... prova ad attivare Vector 2022. E per attivare l'aggiornamento dei tuoi gadget, disattivane qualcuno, e salva; se poi lo rivuoi puoi riattivarlo e salvare di nuovo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:06, 1 ago 2025 (CEST)
::::caro Alex, ho già attivato Vector 2022 prima di scriverti. Ho cancellato diversi gadget, ho cambiato browser, ma tutto resta come prima, non vedo il tasto OCR standard e neanche il tasto OCR Google. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 20:35, 1 ago 2025 (CEST)
:::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Uffa. :( Riprovo... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:28, 2 ago 2025 (CEST)
== Ancora su Giaccai e Google-OCR ==
Mistero. Dall'utenza di Giaccai, lanciando in modifica dalla console <code>mw.loader.load('//wikisource.org/w/index.php?title=MediaWiki:GoogleOCR.js&action=raw&ctype=text/javascript');</code>, non succede niente. Da tutte le mie utenze, compare immediatamente il pulsante Google OCR funzionante. Nonostante l'azzeramento di script personali (common.js, PersonalButtons.js) non cambia nulla. E' come se ''Giaccai non potesse vedere //wikisource.org''. Ho gettato la spugna. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:39, 10 ago 2025 (CEST)
:PS: Giaccai dice che entrando in modifica nsPagina si apriva un box con F8 F7 F6.... non l'ho visto e non ho capito cosa sia e da dove venga. :(. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:09, 10 ago 2025 (CEST)
::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: c'è un'ultima cosa, un pochino drastica, che Giaccai potrebbe fare: aprendo il browser in incognito, crearsi una seconda utenza Giaccai2 e vedere se da lì le cose funzionano. Se neanche così va... allora è proprio stregato il suo pc. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:31, 21 ago 2025 (CEST)
:::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Prova anche il suggerimento di Candalua.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:41, 21 ago 2025 (CEST)
::::Ho aperto una nuova utenza con lo stesso risultato (ma senza aprire il browser in incoglino perchè non so come fare) Ho provato le due utenze su un altro pc un Mac, ma in nessun caso vedo il tasto OCR. Sul mio pc ho Linux Mint Mate. Mi rassegno? Grazie molto a entrambi per la pazienza, buona giornata [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 11:15, 22 ago 2025 (CEST)
:::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]]: scusa, ma vedi proprio tutto identico da un'utenza all'altra? Non c'è nessuna differenza per esempio tra i bottoni della barra di modifica, o tra i comandi del menu? [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 22:23, 25 ago 2025 (CEST)
== Flag AI ==
Sarei propenso a richiedere il flag di AI per sistemare robette qua e la che confliggono con la modalità scura in modo che possa finalmente essere funzionale e consistente nonchè abilitata anche per non-loggati.
Inoltre vorrei fare qualche altro fix funzional/estetico a vector22 (che di default sembra un'interfaccia per mobile e non per pc...🙄). Visto che nulla s'è mosso in 8 mesi, e che certe obiezioni dovrebbero essere superate, ti pare inopportuno che riproponga la cosa al bar da qui a qualche tempo? -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 20:30, 20 ago 2025 (CEST)
:@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]]: sembra anche a me che i tempi possano essere maturi. Mi pare che, superato qualche piccolo screzio iniziale, tu abbia dimostrato di portare un contributo utile al progetto, e di saper collaborare con gli altri utenti. Nella richiesta, dettaglia bene il perimetro del tuo intervento: sistemare la modalità scura va bene, ma se hai visto altre fix da fare, spiega bene quali sono e cosa comportano, ed eventualmente rimandale ad una seconda richiesta. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:28, 21 ago 2025 (CEST)
::"Utile" è un parolone... in realtà il mio contributo è abbastanza limitato e per niente paragonabile a quello di moltissimi altri che trascrivono decine di pagine al giorno 😨, ed è anche un po' di contorno e ''sui generis'' ([https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Speciale%3AContributi&target=TrameOscure&namespace=12&tagfilter=&start=&end=&limit=50 propedeutico]?).
::Le "altre" fix sono abbastanza piccolezze, riguardano la compattazione dei menu (che allo stato sembrano spaziati da touch e se si tiene lo zoom a >100% sono pure da scrollare...) e un elegante bordino 1px azzurro (come sotto l'header, che era un'aggiunta mia) per scontornarli: mera estetica ma IMHO decisamente migliorativa percettivamente specie per chi apprezzava vector legacy o addirittura roba più datata e meno piatta/vuota/lattiginosa. Semmai produco uno screenshot.
::Provvedo appena ho ragionevolmente tempo di dedicarmi alla cosa, anche perchè devo prima estrapolare dalle mie millemila modifiche in locale quelle da trasferire. :-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 17:24, 21 ago 2025 (CEST)
== Bug VisualEditor? ==
Sono incappato in un problema di VisualEditor che non avevo notato in passato.
Se si edita una sezione di una pagina (es [[Aiuto:Guida alla pubblicazione di un testo/Pubblicizzare il testo|m'è successo qua]] con "modifica sorgente" a lato del titolo di sezione, viene caricata come wikitesto raw solo la sezione. Se si fa qualche modifica e si passa a "modifica" tramite la scritta in altro (non l'icona dell'occhio e della penna), si passa al WYSIWYG di quella sola sezione, ma salvando, di tutta la pagina resta veramente ''solo'' quella sezione. In pratica VE carica e visualizza solo una porzione della pagina, ma salvando considera che il salvataggio sia di ''tutta'' la pagina.<br>
La cosa non si verifica se lo switch viene fatto con le icone occhio/penna.<br>
Non so se è materia di cui ti occupi tu (forse no), ma di certo ne capisci più di me. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:20, 24 ago 2025 (CEST)
== Problemi capolettera ==
Ciao, ho un problema in [[Pagina:Gemelli Careri - Viaggi per Europa, Vol. I, Napoli, Roselli, 1701.djvu/27|questa pagina]]: sostanzialmente, non funziona l'"a capo". Dopo diversi scervellamenti, ho notato che togliendo il tl Capolettera non ci sono problemi e va a capo tranquillamente. E' possibile ci sia qualche bug? Grazie dell'aiuto! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 10:29, 29 set 2025 (CEST)
:Ciao @[[Utente:Modafix|Modafix]]! Era il PieDiPagina che causava questo comportamento strano... aggiungendoci prima un ritorno a capo, è andato a posto. Comunque, credo che nella trasclusione i paragrafi sarebbero venuti giusti lo stesso, che è quello che conta di più. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:47, 29 set 2025 (CEST)
::Grazie ancora! :) [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 10:54, 29 set 2025 (CEST)
== Piccolo e irrilevante bug di autoNs0 ==
In Critica della ragion pura, la struttura del Sommario è particolarmente complessa, con sovrabbondanza di livelli di sottopagine, e autoNs0 si confonde compilando (in alcuni casi) campi prec e succ "rotti". Non è una problema rilevante, vista l'eccezionalità del caso, ma visto che ho incontrato il problema ho pensato che fosse il caso di segnalartelo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:39, 10 ott 2025 (CEST)
:@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: eh, mi pare che regga fino a 5 livelli, e quindi vedo che si arriva addirittura a 8... :D Era stato già complicato gestirne 5, quindi senz'altro lo lascerò così. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 12:35, 10 ott 2025 (CEST)
== Notice of expiration of your interface-admin right ==
<div dir="ltr">Hi, as part of [[:m:Special:MyLanguage/Global reminder bot|Global reminder bot]], this is an automated reminder to let you know that your permission "interface-admin" (Amministratori dell'interfaccia) will expire on 2025-11-04 09:54:42. Please renew this right if you would like to continue using it. <i>In other languages: [[:m:Special:MyLanguage/Global reminder bot/Messages/default|click here]]</i> [[User:Leaderbot|Leaderbot]] ([[User talk:Leaderbot|disc.]]) 20:42, 28 ott 2025 (CET)</div>
== maggiore rispetto e spiegazioni di cancellazioni voci ==
Ciao, ho per due volte consecutive inserito una voce riferita a uno scrittore e giornalista che tu hai, nel primo caso cancellato, e nel secondo addirittura bannato.
Puoi essere così gentile da spiegarmi i motivi e, soprattutto, capire perché non ci si rivolge all'autore della VOCE e/o DISCUSSIONE, fosse anche in privato, per spiegare l'azione?
E' una questione di rispetto verso chi ha interesse per questa enciclopedia, oltre che alla fonte riportata
Grazie, attendo un tuo opportuno riscontro
Gianbattista Sforza [[User:Gianbattista Sforza|Gianbattista Sforza]] ([[User talk:Gianbattista Sforza|disc.]]) 12:19, 24 nov 2025 (CET)
:@[[Utente:Gianbattista Sforza|Gianbattista Sforza]]: il motivo è chiaramente indicato nell'operazione di cancellazione: "Pagina costituita unicamente da collegamenti esterni e spam promozionale". Wikisource non è il luogo dove inserire il curriculum vitae di uno scrittore contemporaneo per cercare di dargli visibilità. In particolare è vietato l'inserimento di link a siti personali o che comunque pubblicizzano un autore a fini commerciali. La biografia si può eventualmente inserire su Wikipedia, sempre se lì la ritengono meritevole di interesse enciclopedico, cosa di cui dubito. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 12:49, 24 nov 2025 (CET)
::va bene, grazie [[User:Gianbattista Sforza|Gianbattista Sforza]] ([[User talk:Gianbattista Sforza|disc.]]) 16:13, 24 nov 2025 (CET)
== Ancora sul nuovo Trova e sostituisci ==
Dopo parecchie settimane di uso intensivo del nuovo Trova e sostituisci, su testi in prosa, sono entusiasta. Adesso sono alle prese con un testo poetico in versi, e trovo un intoppo: la rinuncia a Strumenti di rilettura, ed in particolare dello script per la numerazione dei versi, mi crea qualche difficoltà.
Immagino che il problema stia principalmente nella routine cleanup, che in Strumenti richiama (fra le altre cose) il vecchio Trova e sostituisci, mentre il nuovo ridefinisce la routine.
Provo a creare un "clone" di [[MediaWiki:Gadget-RegexMenuFramework.js]] cancellando ogni riferimento a cleanup, ad uso personale, in modo da aggirare i conflitti. Ma temo di aver perso qualche abilità critica. Tu hai in progetto di risolvere? Tienimi informato, per favore. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:33, 10 dic 2025 (CET)
:Fatto, procedo con il test. Il gadget clone è [[MediaWiki:Gadget-RegexMenuFrameworkNew.js]], sembra funzionare. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:17, 10 dic 2025 (CET)
::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: purtroppo ci sto lavorando molto saltuariamente, anche per una certa incertezza su come procedere. Vorrei portare in Trova&Sostituisci il vecchio cleanup e il RigaIntestazione, ma senza portarmi dietro pacchi di codice legacy, e non è facile. Poi bisognerebbe capire che fare degli altri Strumenti per la rilettura. Comunque non ci dovrebbero essere conflitti, solo lo shortcut, ma il Trova&Sostituisci è in grado di accorgersi se hai gli Strumenti attivati e nel caso rinuncia a prendersi lo shortcut. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 15:12, 10 dic 2025 (CET)
:::Io sono appagato, il nuovo gadget si attiva e fa tutto, e non collide con il nuovo Trova e sostituisci. Mi rendo conto che è uno script caotico, ma è quello che mi serviva... ti chiedo solo di verificare che non parta di default. E ancora complimenti per il nuovo Trova e sostituisci. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:35, 10 dic 2025 (CET)
::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: eh sì, avevi lasciato il default. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:23, 10 dic 2025 (CET)
:::::Trovato un bug, c'è qualcosa che non va nella gestione di RigaIntestazione (in Telesilla) scatenato da <code>Alt+7</code>. Indagherò fino allo sfinimento. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:06, 13 dic 2025 (CET)
::::::Mi pare che il problema si verifichi ''solo sotto eis''. Non è molto ma è un indizio. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:12, 13 dic 2025 (CET)
:::::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: ieri sera ho introdotto in trova&sostituisci anche la riga intestazione automatica, non so se può interferire. Come le altre funzioni, è disattivabile aprendo il gadget. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 23:27, 13 dic 2025 (CET)
::::::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Ritorno a Telesilla e verifico. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:27, 14 dic 2025 (CET)
:::::::::Sembra che ci siamo.
:::::::::* Sotto Modifica non-eis Alt+7 funziona ma con una piccola differenza rispetto all'algoritmo originale.
:::::::::* Sotto Modifica eis Al7+7 si imbizzarrisce.
:::::::::La differenza rispetto all'algoritmo originale è che l'algoritmo nuovo è ''forzante'', ossia modifica RigaIntestazione anche se RigaIntestazione c'è già. Il vecchio algoritmo invece è "non forzante", non scatta se RigaIntestazione c'è già. Nella mia bottoniera c'è una versione del vecchio script nella versione ''forzante'', che uso solo quando un RigaIntestazione esistente va modificato, altrimenti Alt+7 chiamava ''lo script non forzante''-
:::::::::Provo ad aprire il nuovo Trova e sostituisci per cercare di capire il codice. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:04, 14 dic 2025 (CET)
::::::::::Come immaginavo, trovo un algoritmo autoRI() nuovo di pacca dentro il gadget; me lo studio con calma. Di certo il problema sta lì. Nel frattempo, devo solo ricordarmi di cliccare il mio pulsante autoRi ''forzante'' prima di salvare la pagina, se serve, e posso lavorare tranquillo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:10, 14 dic 2025 (CET)
:::::::::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: in effetti credo sia meglio non sovrascrivere Riga intestazione se già presente. Modificherò in tal senso. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:11, 14 dic 2025 (CET)
::::::::::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Grazie! Problema quasi risolto (sotto eis basta ricordarsi di generare il RigaIntestazione giusto prima di chiamare postOcr). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:22, 25 dic 2025 (CET)
== Minuscolo miglioramento di Trova errori ortografici? ==
Lanciando:
$("#errori-ortografici-list a").attr("target","errore")
in console, dopo caricata tutta la lista di errori, ottengo che la pagina che si apre dal link usi sempre la stessa scheda del browser. E' un trucco che trovo comodo per evitare che la lista delle schede aperte si allunghi in modo fastidioso (almeno per me). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:52, 25 feb 2026 (CET)
== Caratteri nascosti o invisibili nei titoli ==
Caro Candalua,
ho letto da qualche parte che in un titolo possono inserirsi caratteri invisibili che creano problemi. Io nei miei pergrinaggi ho trovato questo:
*Primo caso: [[Lettre à M. C*** sur l’unite de temps et de lieu dans la tragédie]] non è lo stesso titolo di [[Lettre à M. C*** sur l'unite de temps et de lieu dans la tragédie]]: sono due pagine differenti, ma non ho capito dove stia la differenza nel titolo, come possa scovarla e quindi disfarmi el doppione inutile (tra l'altro mi piacerebbe scoprire quanti altri di simili doppioni abbiamo nel nostro progetto).
*Secondo caso: se guardi il template di navigazione in [[Il buon vino]] noterai che la parte tra parentesi in [[L'allodola (de Tourtoulon)]] non "scompare", e lo stesso vale sia in [[Antologia provenzale/Linguadoca]] quando il titolo è dentro un template:Testo. Sospetto che ci sia un carattere invisibile che interferisce con gli automatismi di mediawiki.
Sto pensando correttamente o mi sto creando un film fantasy? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 16:51, 7 mar 2026 (CET)
:Caro @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]],
:* la differenza, scovata con occhio allenato, sta nell'apostrofo: il primo titolo ce l'ha tipografico. Ho già cercato di impedire la creazione di pagine con questo apostrofo e altri caratteri strani, imponendo una regola in [[MediaWiki:Titleblacklist]], ma ci sono riuscito solo per gli utenti normali: per gli admin la regola non scatta e non interviene nessun avviso, quindi è facile non accorgersene. Si può trovare [https://lists.toolforge.org/itwikisource/Testi/Testi_con_caratteri_speciali qui] una lista di pagine con apostrofi tipografici o lineette lunghe: per fortuna sono solo una manciata.
:* per le parentesi, la regola che abbiamo usato è: nascondi la parte tra parentesi solo se inizia per lettera maiuscola. Questo per evitare di nascondere cose legittime tipo ''[[Così è (se vi pare)]]''. Ovviamente anche qui c'è il caso limite... il "de" nobiliare non fa veramente parte del cognome e quindi è giusto che in questo caso sia minuscolo. Si può tuttavia ovviare usando direttamente un wikilink: [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Il_buon_vino&diff=3643755&oldid=3639092], soluzione un po' singolare e da non generalizzare, ma che si può usare in casi come questo. Nel template Testo, invece, c'è già un secondo parametro per sostituire il titolo.
:[[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:45, 9 mar 2026 (CET)
::Mi cospargo il capo di cenere: sul primo caso ci sarei dovuto arrivare da solo.... Per il secondo, ho imparato qualcosa di nuovo. In ogni caso mi ero fatto un film fantasy. Grazie per la pazienza nello spiegarmi questi particolari tecnici. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 14:17, 9 mar 2026 (CET)
:::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]]: figurati! tra l'altro, mi accorgo adesso che dovrebbe essere ''unité'', non ''unite''. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:50, 9 mar 2026 (CET)
== Problema con il salvataggio memoRegex ==
[https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_indice:Porta_-_Poesie_milanesi.djvu&oldid=3653615 In questa pagina Discussioni indice], a seguito di un salvataggio memoRegex, ho notato due problemi:
* è stata aggiunta una nuova copia della sezione memoRegex invece di sostituire quella esistente;
* una discussione con Edo è sparita (era già successo in precedenti modifiche della pagina e sono impazzito per ritrovala).
Adesso che lo so ci sto attento, ma cosa c'è che non va? Sto lavorando sotto eis. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:41, 29 mar 2026 (CEST)
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="FranzJosef" />{{RigaIntestazione|100|MACBETH.|}}</noinclude><poem>
:Si stringono fra lor, non è mistero,
:Per mulacchie e per corbi. Han tratto lume
:Le più fiere e coverte opre dell’uomo.
:- A qual punto è la notte?
:::<small>''(Lady Macbeth ritorna.)''</small>
::::{{Sc|lady.}}
:::::::È quasi in lite
:Col matin; non è chiaro, e il buio muore.
::::{{Sc|macbeth.}}
:Dimmi, che pensi di Macduffo? Il core
:Di venir non gli dà.
::::{{Sc|lady.}}
:::::Per lui mandasti?
::::{{Sc|macbeth.}}
:Non ancor; manderò. - Mi fur soffiate
:Certe mene agli orecchi.... Il sai, nessuno
:Di costor tiene un servo, cui non abbia
:Compro e sedotto l’oro mio. - Domani
:Visiterò col primo albor del giorno
:Le fatali sorelle, e del futuro
:Dovran, più che non fero, alzarmi il velo.
:Perocchè mal mio grado io son costretto
:A ricercar col pessimo de’ mezzi
:Pessime cose. Mi tuffai nel sangue
:Così, che se ritrarre il piè dovessi
:Dal cruento cammino, a me saria
:Più del seguirlo periglioso. In capo
:Volgo strani disegni a cui bisogno
:È della man. Precorrere al pensiero</poem><noinclude>
<references/></noinclude>
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Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]]
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proofread-page
text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Alebot" />{{RigaIntestazione|102|MACBETH.|}}</noinclude><poem><br />
{{Centrato|'''ATTO QUARTO.'''}}<br />
<hr style="width:3em; margin:auto" /><br />
::::{{Sc|SCENA I.}}
::::<small>Luogo aperto</small>
:::ROSSE {{Sc|e}} LENOX.<br />
::::{{Sc|rosse.}}
:Io v’addito la via che può condurvi
:Sulle tracce del ver. Le mie parole
:Ben ponderate. - In lagrime Macbetto
:Si stemprò per Duncan: la cosa è chiara.
:Sepolto egli era. Il caro egregio Banco
:A tardissima notte in via si pose.
:Potria, chi n’ha talento, andar cianciando
:Che lo uccise il figliol, perchè Fleanzio
:Fuggì. Mal cauto chi viaggia al bujo!
:Ma come immaginar che mostri tali
:Fossero Donalbano e suo fratello
:Da piantar nel più tenero dei padri
:Il pugnal del sicario? Enorme colpa
:Che die’ grave cordoglio al pio Macbetto.
:In un sacro furor ha svenato
:Egli i due parricidi avvinazzati
:E sonnolenti? Nè fu quella un’opra</poem><noinclude>
<references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Acul reip" />{{RigaIntestazione||ATTO QUARTO|113|}}</noinclude><poem>
:E raccogli in silenzio i detti suoi.
::::{{Sc|fanciullo.}}
:Nella ferocia, nell’ardimento
::Lion ti mostra, né darti cura
::Se un tuo vassallo leva un lamento,
::Se t’odia un altro, se in te congiura.
::Solo, o Macbetto, cader potrai
::quando vedrai
::Birnàm, l’antica selva lontana,
::Sotto la cerchia di Dusinana.
::::''<small>(Si sprofonda.)</small>''
::::{{Sc|macbeth.}}
:Ciò mai non avverrà. Chi dice al bosco
:Come al guerrier: «Mi segui, e le profonde
:»Radici che t’avvincono alla terra
:»Sbarbica e corri?» Oracolo felice!
:Non potrà la rivolta alzar la fronte
:Pria che smossa non sia dal letto antico
:La selva di Birnam. Vivrai, Macbetto,
:gli anni che la natura a te concede,
:senza porgere ad altri il tuo tributo
:Fuor che alla legge universal. - Ma d’oltre
:Saver mi batte desioso il core.
:Dite (se l’arte vostra a tanto arriva)
:La progenie di Banco avrà lo scettro
:Di questo regno?
:::{{Sc|le tre streghe.}}
:::::Nol cercar!
</poem><noinclude>
<references/>{{A destra|20}}</noinclude>
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Pagina:Macbeth.djvu/135
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2026-03-29T09:54:13Z
Utoutouto
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Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]]
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proofread-page
text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Acul reip" />{{RigaIntestazione|132|MACBETH|}}</noinclude><poem>
:::'''ATTO QUINTO'''<br />
<br />
::::<hr style="width:3em; margin:" /><br />
::::{{Sc|'''scena i'''}}
:::<small>Una camera. Notte.</small>
{{Sc|un}} MEDICO, {{Sc|una}} DAMA, {{Sc|indi}} LADY MACBETH.<br />
::::{{Sc|medico}}
:Due notti insiem vegliamo, e nulla io vidi
:Che potesse allestar le strane cose
:Da vooi raccontate E quando in questo stato
:L’ultima volta la frovaste?
::::{{Sc|dama}}
:::::::Il letto
:Lasciar più volte al dì la vid’io dal giorno
:Che mosse il signor nostro alla battaglia.
:dico uscir dalle coltri, avvilupparsi
:nella veste da notte, aprir lo stipo,
:Levarne un foglio, scrivervi, piegarlo
:e supporvi il sigillo; indi corcarsi
:Di nuovo, e tutto in un profondo sonno.
::::{{Sc|medico}}
:La quiete del sonno e al tempo istesso
:Il moto e gli atti della veglia? Ê grave
:Sconcerto di natura! - Ed oltre a questo
:Sonnolento aggirarsi e far le cose
</poem><noinclude>
<references/></noinclude>
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Pagina principale/Sezioni
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/* Laboratorio */ aggiorno rilettura
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wikitext
text/x-wiki
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{{ucfirst:Gestione delle sezioni della Pagina principale}}</div>
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<br style="clear: both;" />
__NOTOC__
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*[[Pagina principale/Sezioni#Biblioteca|Biblioteca]]
</div>
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*[[Pagina principale/Sezioni#Citazioni|Citazioni]]
</div>
<div style="border: 1px solid #{{Colore portale sfondo barre 4}}; background-color: #{{Colore portale sfondo barre 2}}; padding: .2em; spacing: .2em">
*[[Pagina principale/Sezioni#Proposte|Proposte]]
</div></div>
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*[[Pagina principale/Sezioni#WikiGuida|WikiGuida]]
</div>
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*[[Pagina principale/Sezioni#Ricorrenze|Ricorrenze]]
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<div style="border: 1px solid #{{Colore portale sfondo barre 4}}; padding: .5em;;">Sezioni "comunità"
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*[[Pagina principale/Sezioni#Oltre Wikisource|Oltre Wikisource]]
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=== Titolo ===
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== Prima colonna ==
=== Biblioteca ===
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Discussioni utente:Alex brollo
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== Legge del 20 novembre 1859, n. 3778 ==
Abbiamo una [[Legge del 20 novembre 1859, n. 3778]] e le pagine [[Pagina:Parlamento Italiano - Atti parlamentari, 1860, Documenti.pdf/578]] (e successive). Che devo fare per unire il tutto? (nelle pause tra una pagina e l'altra della intro di Luigi Morandi ai sonetti di ''Peppe er tosto'' aka ''996'', aka G G Belli).
:[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 18:10, 8 nov 2022 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Volentieri ci metto mano. però prima una conferma: vuoi sostituire il testo naked con il contenuto delle pagine dalla 578 alla 594 (tabella compresa)? O mi fermo alla fine del testo della legge, ossia alla pagina 585? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:18, 8 nov 2022 (CET)
::Dovrebbero stare insieme. (E io devo finire le pagine che ancora sono da trascrivere). Mi sa che metto anche un po' di ancore in giro (almeno alle provincie). Il testo su WP è ripreso da GB. Non sia mai.
::''de coeteris'': A proposito di Luigi Morandi et.: mi avevi scritto che ne facevi una parte e di conseguenza io ho iniziato da CCXXX ca. onde evitare di conflittarmi con te. Inoltre, visto che è pesantemente lungo e che Morandi stesso ha messo una specie di indicazione di capitoli in numeri romani (che poi non sono Romani...) penso sarebbe oppotruno dividerli anche noi in capitoli.
::::
::[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 18:32, 8 nov 2022 (CET)
:::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] OK per la suddivisione in capitoli (il Sommario è già terribile così, ma qualche voce in più non cambia molto), adeguo Sommario e pagina transclusa, che diventerà una pagina-indice. non preoccuparti di sovrappoizioni, sto lavorando sui Sonetti ed è abbastanza impegnativo per tenermi occupato parecchi giorni. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:39, 8 nov 2022 (CET)
::::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] {{fatto}} Intanto è transcluso tutto in un paginone unico, poi lo spezzetteremo (prima ipotesi: relazione, legge, tabelle). E... grazie per Belli! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:22, 8 nov 2022 (CET)
'''<nowiki>{{Breaking news}}</nowiki>!''' il testo della Legge n. 3778 è stato TUTTO trascritto. Mentre il testo vero e proprio è OK, la tabella è un po' da vomito. Se ci dai una guardata te ne rendi conto. Prima di partire lancia in resta a cambiare tutto sarà meglio ragionarci un attimo. Io mo' (= adesso) accompagno mia moglie al cinema, quindi ti lascio solo un po' di pensieri, da verificare e discutere.
# eliminerei il ripetere dell'intestazione a ogni piè sospinto.
# NON farei un unico TABLE per tutto il documento (diventa un casino trovare gli errori e correggere)
# La versione senza <code>margin</code>è più elegante ma si legge male.
# metterei il "PROVINCIA DI" entro il TABLE anche quando nell'originale sta fuori.
T'arisponno quanno aritorno dar cimena (=ti rispondo quando torno dal cinema).
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 16:26, 9 nov 2022 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Eh, adesso tocca decidere... si può fare qualsiasi cosa, ma tocca decidere:
:# se riprodurre in transclusione le pagine come stanno, in tabelle separate, e in questo caso se ficcarle tutte in un'unica paginona in ns0 o suddividerle in più sottopagine;
:# se ristrutturare, in ns0, le tabelle delle varie pagine, fondendole a gruppi, e con quale criterio (es. una tabella unica per provincia, o una tabella per più province;
:# se riprodurre i bordi delle tabelle così come sono nell'originale o semplificare.
:Ipotizzata una soluzione alle varie domande, bisogna provare, pronti a cambiare idea se le cose diventano ieccessivamente complicate. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:16, 9 nov 2022 (CET)
Io lascerei la transclusione in un unico file. Mentre sul testo non ci sono ovviamente problemi sulle tabelle i problemi ci sono.
vado in ordine:
# le tabelle mi piace che appaiano separate per provincia. Anche se nell'originale così non è. e quindi da eliminare il "''Segue'' PROVINCIA DI"
# non so come possano essere alleggeriti i bordi che (secondo il mio gusto) sono un po' pesanti.
# ho provato a togliere al "Segue prov. di Genova" e l'intestazione ma allora bisogna fissare la larghezza delle varie colonne.
# la 4° colonna, quella con l'elenco dei comuni va allineata a sinistra (e magari anche con indentatura)
Il film (Astolfo) non era male. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 23:50, 9 nov 2022 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Non è un caso semplice. Bisogna lavorare su styles.css, classe tab1, ficcandoci dentro tutto quello che si può. Uno degli aspetti più difficili da rendere sono le graffe che raggruppano le righe, rinuncerei sostituendole con una linea che idendifichi i vari raggruppamenti. Un secondo problema è quello dei titoli "Provincia", da standardizzare, la soluzione scovata dal tipografo è orrida. Secondo me si potrebbe adottare questa "regola": una tabella per provincia, nome provincia fuori tabella, riga didascalia ripetuta in ogni tabella (con un template), niente righe orizzontali tranne quelle che sostituiscono le graffe. In generale, filosofia "deve venire bene in ns0, a costo di qualche rinuncia di fedeltà in nsPagina". Ti va? Naturalmente ci vogliono tentativi ed errori. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 00:40, 10 nov 2022 (CET)
::Ipotesi:
# class tab1: con margini come dici te, larghezza della colonne a allineamento come serve nelle tabelle.
# intestazione fatto con tmpl. Da mettere <code>noinclude</code> quando la provincia prosegue nella pagina successiva e <code>onlyinclude</code> se la provincia inizia a metà pagina. Credo che così sarebbe come da tipografo cartaceo e secondo le esigenze del "tipografo webiano". Metterei (oltre alle ancore che già ci dovrebbero stare) anche le sezioni così se ci sfrugola il velopendulo (cit.) possiamo fare file con singole provincie. Mantenendo comunque il file intero.
Non so se ho fatto proposte ''ad mentulam canis''. Mi sembra che stiamo dicendo entrambi la stessa cosa. Comincerei intanto del {{tl|Tabella legge 3778}} (ci saranno altre tabelle più meno simili per altre leggi) --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]])
::: @[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Ok, proseguo "a tempo parziale" (voglio "finire" Belli!) rifinendo styles.css e pensando al template intestazione. Fare una tabella per provincia (con i suoi noinclude, come hai detto) facilita molto l'aggiunta di section per eventuale transclusione separata. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:54, 10 nov 2022 (CET)
Fatto test:
* [[ Pagina:Parlamento Italiano - Atti parlamentari, 1860, Documenti.pdf/587]]
* [[Utente:Carlomorino/Test]]
Finito ''669'' ne riparliamo. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 14:33, 10 nov 2022 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Ho un paio di idee sulle famose tabelle e lavorerei sulla pagina-test 587 portando tutto il possibile su styles.css, compresa la larghezza delle colonne e il text-indent dove serve. Ma prima serve la risposta a un quesito fisimoso: tentiamo di inserire le graffe fra la prima e la seconda colonna? Se sì, ci sono due opzioni, che devo verificare (una più "solida", ma che richiede la modifica della struttura di tutte le tabelle, l'altra più "sbrigativa", che però non funzionarebbe se ci sono testi "lunghi" nella prima colonna). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:30, 15 nov 2022 (CET)
Cerco di pensare (cosa faticosa)
:se è possibile mettere le graffe in un secondo tempo senza faticare troppo, conviene intanto fare senza, controllare la leggibilità e se non crea problemi fermarsi lì.
:Anche le graffe messe dal tipografo spesso non sono chiare.
:--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 10:41, 15 nov 2022 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] ho trovato un paio di intoppi:
:# styles.css va in conflitto con rowspan, "vede" come cella first-of-type talora il nome della provincia, talora il numero progressivo. Risolto fissando la laghezza delle colonne nella sezione ''header'' in pagina 586;
:# la soluzione spiccia per le eventuali graffe non va, bisognerebbe usare quella "solida", ma lascerei perdere volentieri, il bordo fra una provincia e l'altra rende le cose molto chiare.
:Ti segnalo le "pensate" adottate in pag 586 e 587:
:# TUTTE le celle hanno text-indent, agendo sulla classe tab1 in styles.css, ma l'effetto si vede solo nelle righe lunghe;
:# le tabelle sono spezzate una per provincia;
:# invece di usare un template per l'intestazione, ho definito una section in pagina 586, e basta richiamarla nel punto giusto come in pagina 587 per sistemare la tabella.
:# a causa del conflitto rowspan-styles non è possibile fissare l'align:right per i numerelli della colonna 2. Se indispensabile, l'align va scritto a mano per le celle critiche.
:# l'unica formattazione che va messa a mano è il rowspan + <nowiki>{{cs|Mb}}</nowiki> per le celle delle provincie in colonna 1, oltre che i bold e i italic opportuni.
:# resta il problema della unione, in transclusione, fra tabelle spezzate in pagine successive ma penso sia risolvibile.
:[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:50, 15 nov 2022 (CET)
A me sembra, a uno sguardo veloce, decisamente ok. E ora? --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 13:06, 15 nov 2022 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Ti propongo di correggere il puro testo in tabelle elementari, poi io ripasso, se trovi difficoltà, a formattare. Intanto proseguo formattando le pagine già tabellate (intravedo un altro problemino, ma non dovrebbe essere ostico). una curiosità: hai incontrato in Belli il tl|nsb? Strano a dirsi, ''può essere usato anche in questo testo''.... mi divertirò a fare un esperimento. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:26, 15 nov 2022 (CET)
::Se mi riesce di riunire Como, pagine 588-589, forse è fatta.... :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:53, 15 nov 2022 (CET)
:::Como riunita in transclusione! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:24, 15 nov 2022 (CET)
== Numeri a lato ==
Ciao Alex, [https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Foscolo,_Ugo_%E2%80%93_Prose,_Vol._II,_1913_%E2%80%93_BEIC_1823663.djvu/11 qui] i numeri a lato come si inseriscono? Grazie! [[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 14:48, 10 nov 2022 (CET)
:@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Al momento ''non c'è soluzione; non li inseriamo''. Eventuali annotazioni che puntano su un numero riga sono trasformate in annotazioni standard applicate all'interno del testo con tag ref. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:06, 10 nov 2022 (CET)
::Ok, allora lì non li inseriamo. Grazie, a presto.--[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 15:19, 10 nov 2022 (CET)
== In virtù di un autore citato ==
Carissimo, avrei bisogno di inserire un Ec (precisamente:<nowiki>{{Ec|Francesco Beccattini|Becattini}})</nowiki> nel secondo blocco di Autore citato [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Leopardi_-_La_virt%C3%B9_indiana,_manoscritto,_1811.djvu/14&action=edit# qui] '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 14:35, 14 nov 2022 (CET)
:@[[Utente:Xavier121|Xavier121]] provato e riprovato..... e gettata la spugna :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:52, 14 nov 2022 (CET)
== Nota annidata ==
[[Pagina:Ferretti - Centoventi sonetti in dialetto romanesco.pdf/42]]
O so io che nun sò bbono o le spiegazzioni nun sò cchiare.
([[Template:Note annidate]])
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 19:50, 20 nov 2022 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Il caso, più che un caso, è un casino, perchè la seconda annotazione cade dentro un poem, il chd non è previsto dal template. Provo a risolverlo. Ammetto un piccolo colpetto di Alzheimer: di tl|Note annidate avevo perso la memoria :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:04, 20 nov 2022 (CET)
::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Ho aggirato vilmente il problema, ma il risultato, dai, non è male. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:08, 21 nov 2022 (CET)
:::Furbastro !!! Non è che a furia di leggere Peppe er Tosto prendi anche i nostri "difetti"? Altro problemino appresso.--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:25, 21 nov 2022 (CET)
:::: @[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] OK, debitamente pungolato e ferito nell'amor proprio mi ci sono messo... controlleremo poi come viene in trnsclusione.
== Appendice==
Ne avevamo già parlato ma ho dimenticato cosa avevamo detto.
Il problema:
[[Pagina:Parlamento Italiano - Atti parlamentari, 1860, Documenti.pdf/629|Qui]] sono elencati alcuni atti che dovremmo sistemare.
Il primo pezzo è quasi ok. Quasi perché manca [[Pagina:Parlamento Italiano - Atti parlamentari, 1860, Documenti.pdf/596|quasta parte]] che lo modifica (<code>section</code> già messa).
Mancano i decreti dittatoriali per Emilia e per Toscana. Poi quando abbiamo tempo mettiamo a posto le tabelle.
Il problema è decidere il nome. Così quando serve li linko da WP.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:25, 21 nov 2022 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Volentieri "ripasserò" le altre tabelle; sui nomi non sono forte e spesso sono in imbarazzo anche sui testi su cui lavoro direttamente, figurimoci su quelli altrui. Per quanto riguarda l'integrazione da pag. 596, non immagino come tu voglia rappresentarla.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:33, 21 nov 2022 (CET)
Fatti:
::[[Statuto e legge elettorale nelle Provincie dell'Emilia]]
::[[Statuto e legge elettorale nella Toscana]]
Intanto è arrivato un altro problemino: l'impostazione per la tabella di:
::[[Nuova ripartizione dei collegi elettorali di Sardegna]]
Quando hai tempo e voglia. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 23:10, 22 nov 2022 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] particolarmente fastidiosa, a prima vista... di gran lunga peggiore delle altre. vediamo.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:23, 23 nov 2022 (CET)
== Ma chi avete eletto? ==
Uno mezzo matto? Guarda che ha combinato!
[[Pagina:Parlamento subalpino - Atti parlamentari, 1853-54, Documenti.pdf/368]]
-- [[Utente:Carlomorino|'''Anonimo romanesco.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 12:00, 23 nov 2022 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Di fronte un tabella del genere. io ci penso lungo.... e poi sbaglio un mezza dozzina di volte. :-) al momento non sono nemmeno alla fase 1°..... temo che in questo caso maligno le graffe siano indispensabili. Se mi convinco che lo siano, bisogna strutturare la tabella per loro fin dall'inizio. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:13, 23 nov 2022 (CET)
== WOW!! ==
[[Indice:Parlamento subalpino - Atti parlamentari, 1848.pdf/styles.css]]
Creata nuova ''class''!! Meraviglia delle meraviglie:
{{centrato|'''FUNZIONA!!!'''}}
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:08, 6 dic 2022 (CET)
:p.s. [[Pagina:Parlamento subalpino - Atti parlamentari, 1848.pdf/8|Pagina con Indice]], un indice veramente di classe. [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:12, 6 dic 2022 (CET)
== Manca il tocco finale ==
Cari Alex e @[[Utente:Candalua|Candalua]],
mi hanno chiesto di spostare l'indice delle prose di Bianca Laura Saibante: l'ho fatto, ho spostato tutte le pagine che afferivano ad esso al nuovo indice, ho creato il nuovo ModuloDati, ho aggiornato i pages index in ns0: tutto bene se non fosse che in ns0 non mi compaiono i template capitolo di navigazione tra le varie novelle del testo. Magari è solo questione di aspettare, ma più probabilmente ho sbagliato qualcosa nel processo che ti ho descritto: c'è qualche altro file da aggiornare? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 14:46, 19 dic 2022 (CET)
:Tu quoque {{@|OrbiliusMagister}}! Più automatismi vi facciamo, e più vi dimenticate come funzionano i template :) Tutti i template IncludiIntestazione erano vuoti, perché la frettolosa caricatrice aveva creato le pagine ns0 prima di compilare il sommario, e quindi mancavano i link. Le ho rigenerate col bottoncino del "fulmine" e ora sono a posto. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 15:03, 19 dic 2022 (CET)
::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Richiesta h. 14,46, risoluzione problema h. 15.03. ''Fulmineo!'' :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:12, 19 dic 2022 (CET)
== Numero versi ==
Ciao Alex, c'è un modo per sistemare il "5" a destra di "l’albero della" in [[Pagina:Abrabanel, Juda ben Isaac – Dialoghi d'amore, 1929 – BEIC 1855777.djvu/412]]? Quel numero risulta proprio appiccicato, tanto che si vede appena. [[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 17:40, 21 dic 2022 (CET)
:@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Ce ne sono diversi, ne ho applicato uno: assegnare a poem uno style "margin-right" leggermente negativo, che sovrascrive il valore di default, che è di 2em, e così si crea un po' più di spazio a destra. Il problema, però, è delicato, perchè dipende dai particolari del layout di visualizzazione e dai suoi vincoli. Ad esempio, sul mio schermo e con il mio browser il problema non si verificava. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:53, 21 dic 2022 (CET)
::Ciao Alex, sempre a proposito di versi, in casi come [[Pagina:Abrabanel, Juda ben Isaac – Dialoghi d'amore, 1929 – BEIC 1855777.djvu/408]] dobbiamo riprodurre l'a capo tipografico che nella pagina originale è presente per "e la mia fede è nella sua grazia" e, se sì, c'è uno standard per farlo? Grazie!--[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 12:50, 22 dic 2022 (CET)
:::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] L'effetto, volendolo riprodurre, si ottiene con uno span float:right che "appoggia" la seconda parte del verso al margine dx. Fammi provare... penso che ci voglia anche un display:inline-block. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:47, 22 dic 2022 (CET)
::::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Vedi se vi va: la parentesi quadra è opzionale. Il css della classe vl (acronimo di "verso lungo) è nella pagina [[Indice:Abrabanel, Juda ben Isaac – Dialoghi d'amore, 1929 – BEIC 1855777.djvu/styles.css|styles.css]] dell'Indice. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:12, 22 dic 2022 (CET)
:::::Mitico!! Grazie! --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 18:25, 22 dic 2022 (CET)
== Sono un disastro, aiuto! ==
Caro Alex,
mi tocca chiedere il tuo aiuto dopo aver provato ad arrangiarmi: prima di gettarmi in progetti ad ampio respiro volevo cavarmi due sassi dalla scarpa: i Canti di Aleardi e il Lucrezio tradotto da Marchetti: entrambi hanno problemi.
#Aleardi (trovato su {{GB|25JycAjFWocC}}) ho provato a trasformarlo in djvu con un convertitore online, ma nel processo le sue dimensioni sono decuplicate. [[:File:Aleardi - Canti, Firenze 1899.djvu|Caricatolo comunque su commons]] mi sono accorto che chi lo ha messo sotto lo scanner era molto distratto, e ci sono diversi gruppi di pagine acquisite due volte... Se volessi mettere in ordine e ricaricare quel testo mi appresterei ad accoppiarlo a ''[[Canti (Aleardi)]]''.
#Il caso del ''De rerum natura'' tradotto da Giovanni Marchetti [[Discussioni indice:Lucrezio e Fedro I.djvu|ti è già noto]]: Sono stato frettoloso e non ho capito bene quante e quali pagine sono state duplicate o acquisite in ordine sbagliato e ti ho interpellato prima di avere idea dell'entità del problema: vista la necessità di rivedere completamente la numerazione e l'ordine delle pagine ho dovuto interromperne la trascrizione.
Torno a chiedere umilmente perdono per il disturbo: se tu potessi, con gli strumenti che io non ho, controllare questi due file e ricaricarli con le pagine in ordine potrei procedere con M&S e trascrizione senza patemi o sorprese. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 23:37, 3 gen 2023 (CET)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Volentieri... Il lavoro su Sonetti romaneschi alle volte è un po' tedioso e una ricreazione è benvenuta. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:21, 4 gen 2023 (CET)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Il tomo I di Lucrezio dovrebbe essere a posto; ho trovato la pagina 72 mancante, la 73 duplicata, e l'assenza delle pagine dalla 203 in poi (libro IV monco). Ho adeguato il pagelist. Il tomo II dovrebbe essere a posto, confermami per favore.
:::I tomi di Lucrezio sono entrambi a posto. Grazie! - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 09:48, 4 gen 2023 (CET)
::Per Aleardi, mi metto a ripassarlo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:34, 4 gen 2023 (CET)
:::Nell'attesa mi sono travestito da bot e ho regolarizzato un po' di indici da file rinominati su commons. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 11:11, 4 gen 2023 (CET)
::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Che pasticcio era Aleardi! Ho deciso di rifarlo daccapo con abbyy, partendo dal pdf, e poi ho dato la caccia ai doppioni. Il djvu è dimagrito moltissimo, ma mi sembra che la qualità sia più o meno invariata. Lo carico su commons al posto del vecchio. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:13, 4 gen 2023 (CET)
:::::Non si finisce mai di controllare:
:::::ho appena scoperto che [[Pagina:Aleardi - Canti, Firenze 1899.djvu/18]] e [[Pagina:Aleardi - Canti, Firenze 1899.djvu/19]] sono doppioni da eliminare di [[Pagina:Aleardi - Canti, Firenze 1899.djvu/22]] e [[Pagina:Aleardi - Canti, Firenze 1899.djvu/23]]: senza i doppioni la numerazione delle pagine torna a correre. Per evitare ulteriori sorprese ho scaricato il file e ripassato la sequenza pagina per pagina: dopo queste due pagine in più la sequenza è corretta. P.S. ho provato a generare il ModuloDati ma inutilmente. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 09:04, 5 gen 2023 (CET)
::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Dovrei aver sistemato. Ho corretto il pagelist e spostato quelle poche pagine che andavano spostate.
::::::Modulo dati è schizzinoso: vuole che esista qualcosa nel Sommario. Altre cose che tollera male sono le doppie virgolette nei nomi o nei titoli, e la presenza di elementi estranei nel campo pagelist. Quando il campo Sommario sarà completato, basterà richiamare il tool per sistemare.
::::::Riguardo alle pagine dell'Indice , anche tl|Vi e tl|Pg sono abbastanza schizzinosi.... non uso mai tl|Spazi per le indentature di blocchi di titoli, uso invece il tl|Ms; Pg non gradisce spazi attorno ai parametri. Se il titolo è più lungo di una riga, tocca usare il parametro larghezzap per ottenere un risultato gradevole. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:53, 5 gen 2023 (CET)
:::::::Grazie, sei fantastico! ^__^ '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 12:25, 5 gen 2023 (CET)
== [[:d:Q116003355|Baiocco romano]] ==
Sto cercando fonti su queste monete.
In alcuni casi c'è un testo su IA e su GB.
La domanda è: convienemi usare IA upload (ammesso che ancora funzioni) o caricare direttamente da GB?
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 14:40, 5 gen 2023 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Al momento, l'unico vantaggio che si ottiene nel trasformare un pdf in un djvu per gli utenti "normali"(tranne pochi "anormali"come me) è che il djvu permette di far correre il Match and Split mediawiki. Se non ci sono testi di cui fare il M&S, quindi io caricherei direttamente il pdf Google, ''eliminando però l'eventuale pagina "warning"'' prima del caricamento. Il programma libero pdfsam lo fa benissimo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:07, 5 gen 2023 (CET)
Nguè Nguè (non è un calciatore africano ma un pianto infantile): ho scaricato il file ma commons mi dice che è troppo grosso: 194,1 MB su disco (194.055.770 byte). Ho provato a caricarlo direttamente da GB e mi dice che da quel sito (GB) non si può caricare. E poi dice che uno compra la Treccani... Carico da IA? IA upload funziona ancora?
p.s. l'autore è [[autore:Edoardo Martinori]] e il testo è La moneta: vocabolario generale.--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 19:06, 5 gen 2023 (CET)
:[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Si può, si può. Ci vuole un tool "Chunked upload"da attivare su Commons. Attivato, il limite di grandezza dei file diventa di '''2 Gby''' o_O. Io sarei pronto a caricare il tuo file che dovrebbe essere [https://books.google.it/books?id=1RdBAQAAMAAJ questo], giusto? Andrebbe bene [[:File:Martinori - La moneta: vocabolario generale.pdf]] o basta [[:File:Martinori - La moneta.pdf]], che io, minimalista, preferirei? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:23, 5 gen 2023 (CET)
:: PS: le istruzioni per installare il tool su Commons qui: [[:c:Help:Chunked upload]] [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:26, 5 gen 2023 (CET)
:::Io avevo previsto: [[La moneta: vocabolario generale.pdf]]. Mi sembra che alla fine ci siano della pagine ripetute e una tavola "fallica". Per fortuna ho l'originale....
:::Per il chuck (chissà che vor di', ma perchè non parlano una lingua decente?) vedo se di capisco qualcosa.
::::
:::[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 21:05, 5 gen 2023 (CET)
::::[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Sarebbe bene controllare e sistemare il pdf prima di caricarlo.... le pagine duplicate non sono un problema (ma sarebbe bene eliminarle), mentre invece sarebbe un problema se alcune pagine fossero mancanti. Te la senti di controllare? Io stento a scorrere pagina per pagina un pdf così enorme. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:56, 5 gen 2023 (CET)
:::::Lo farò tra le Befana e santa Stefanessa. Al massimo per l'8. Poi spero di riuscire a usare Chuck (Berry). Buona notte. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 23:34, 5 gen 2023 (CET)
::::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] ''Chunked'' significa "a pezzi", il file viene trasmesso a Commons in segmenti e poi ricostruito. Mi prostro davanti a chi ha ideato il magheggio. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:42, 5 gen 2023 (CET)
:::::"fatto a...". Comunque {{Wl|Q5921|Chuck Berry}} è (era) più figo. ''Bonae novae'': non mancano pagine. ''de coeteris'': le donne di casa sono stanche per il lavoro fatto stanotte a cavallo delle loro scope. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 09:52, 6 gen 2023 (CET)
::::::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Ma tu hai a casa uno scanner piano per scannerizzare pagine di libri della tua biblioteca? Io ho lo scanner, ma non ho la biblioteca.... la qualità delle immagini a fine libro è molto incostante, buone scansioni a colori sarebbero doverose. Se non mancano pagine io caricherei, c on nome file [[:File:La moneta: vocabolario generale.pdf]]. ma forse vuoi farlo tu per provare Chunk. Sappimi dire. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:01, 6 gen 2023 (CET)
A casa ho uno scanner piano ma si è rotto e devo sostituirlo. L'ho usato molto per acquisire tutti i documenti sparsi tra tutti i familiari e che riguardano "li mortacci mia": diversi mega di foto, manoscritti, quadri (un paio di pittori in famiglia e alcuni ceramografi; se ti interessa dai una letta ai miei conflitti di interesse). Il "mio Martinori" è messo molto male. Dovrò fargli rifare la rilegatura. Detto questo: il file di GB l'ho caricato. Non credo che mi ci metterò a lavorare subito. Forse lavorerò alcune pagine che servono come fonti per WP. Cercherò anche di fargli pubblicità sperando che qualche altro appassionato di monete inizi a venire anche di qua.
p.s. non diversi mega ma oltre 27 Giga...--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 14:27, 6 gen 2023 (CET)
2 domande 2:
:che scanner tieni (faccio la spia....)
:[[Indice:La moneta - vocabolario generale.pdf|Qui]] mi sono inventato una sciocchezza. Il nome delle "sotto-pagine" è ''la moneta.../A'' mentre sull'indice si legge ''"A"''. Non so se mettere le virgolette al nome della sotto-pagina o toglierle dall'indice oppure lasciare tutto così. Che ne dici? --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 19:25, 8 gen 2023 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] 1. Un antico scanner Epson. 2: '''NO! Niente doppie virgolette!''' Sono un carattere "tossico" per Indice sommario, per scoprirlo ho usurato un bel po' di neuroni. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:04, 8 gen 2023 (CET)
== Nuovo vocabolario Siciliano-Italiano ==
Ciao, vorrei trascrivere il libro di Antonino Traina ''Nuovo vocabolario Siciliano-Italiano'', presente sul sito digitale-sammlungen.de in CC0. ma non so quali norme vi sono per il formato del file, come dev'essere trascritto, ecc. [[User:Àncilu|Àncilu]] ([[User talk:Àncilu|disc.]]) 22:36, 12 gen 2023 (CET)
:@[[Utente:Àncilu|Àncilu]] Posso permettermi di suggerirti di pensarci a lungo? Si tratterebbe di un lavoro estremamente lungo e difficile - ''centinaia e centinaia di ore di lavoro'' anche per un trascrittore molto esperto. In teoria basterebbe caricare il testo in formato pdf, ma... non è certo il lavoro con cui iniziare una collaborazione con wikisource. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:59, 12 gen 2023 (CET)
::@[[Utente:Àncilu|Àncilu]] Il testo è disponibile anche su archive.org: {{IA|bub_gb_qIBWAAAAcAAJ}} oppure {{IA|bub_gb_g3hRYCA1qyYC}}. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 00:04, 13 gen 2023 (CET)
::Ho contribuito da IP per un po' di tempo (tipo 1 anno e mezzo) su wikisource francofona e multilingual. In realtà vorrei trascriverlo per averlo più facilmente come fonte sul wikizionario francofono. E anche perché il sito che conteneva una bellissima trascrizione, veramente ben fatta è sparito. Certo è ancora accessibile sulla wayback machine, ma per comodità è più semplice averlo in un sito più rapido che archive.org. [[User:Àncilu|Àncilu]] ([[User talk:Àncilu|disc.]]) 00:07, 13 gen 2023 (CET)
:::@[[Utente:Àncilu|Àncilu]] La precedente trascrizione mi interessa moltissimo. Puoi vertificare se è disponibile sulla wayback machine? Ricordi l'url del sito?
:::Prima di imbarcarsi nel caricamento completo, direi comunque di fare alcuni test su una o poche pagine per verificare la qualità dell'OCR incorporato nei file o ottenibile con gli strumenti mediawiki. L'OCR dei file IA non è male: richiede comunque decine e decine di correzioni per pagina. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:40, 13 gen 2023 (CET)
::::Ho ancora un filtro che me lo impedisce, quindi te lo mando spezzato https ://web.archive.org/web/20220123153301/https ://www.liberliber.it/mediateca/libri/t/traina/nuovo_vocabolario_siciliano/pdf/traina_nuovo_vocabolario_siciliano.pdf . [[User:Àncilu|Àncilu]] ([[User talk:Àncilu|disc.]]) 09:50, 13 gen 2023 (CET)
::::: La trascrizione su LiberLiber, quella replicata nella wayback machine. è ancora diasponibile: https://www.liberliber.it/online/autori/autori-t/antonino-traina/nuovo-vocabolario-siciliano-italiano/ . A questo punto rifare il lavoro mi sembra veramente difficile da giustificare. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:03, 13 gen 2023 (CET)
::::::@[[Utente:Àncilu|Àncilu]] @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] La cosa si fa interessante. Ma prima una domanda: che livello di competenza informatica hai? Sei a tuo agio nella manipolazione xml/html/css? O addirittura sei un profondo conoscitore della manipolazione dei file pdf, a livello della estrazione non solo del testo, ma anche del suo codice di formattazione?
::::::In breve, il problema. Nei dizionari non basta estrarre il testo, occorre estrarre anche la formattazione delle singole voci e delle singole parole (grassetto, corsivo, maiuscoletto hanno essenziale valore informativo). Tutte queste informazioni sono open nel formato file odt di LiberLiber, molto meno open nel formato pdf. Ci sarebbero anche in alcune estrazioni OCR, ma con innumerevoli errori, sia nel riconoscimento caratteri che nel riconoscimento della formattazione, da correggere manualmente, uno a uno. In questo caso particolare, quindi, essendo disponibile da fonte open source sia il testo corretto da umani, che la sua formattazione, rifare tutto quanto è ''impensabile''. L'ipotesi di caricare il dizionario in wikisource passa attraverso il lavoro di analisi e programmazione della conversione automatizzata del codice odt in un codice mediawiki. La cosa per certi versi mi affascina, per altri mi terrorizza. Pingo OrbiliusMagister per un'opinione generale. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:34, 13 gen 2023 (CET)
:::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Ripingo.... probabile che il ping precedente sia inefficace. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:38, 13 gen 2023 (CET)
::::::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: So smanettare i file odt, ma non so quali template di formattazione siano i più adatti a wikisource. Magari se sto un po' qua a contribuire mi impratichisco con tutti i template ecc. (Tipo per il maiuscoletto so usare i tag span per l'effetto, ma non so ad esempio se qua c'è un template specifico che fa ciò). [[User:Àncilu|Àncilu]] ([[User talk:Àncilu|disc.]]) 11:54, 13 gen 2023 (CET)
:::::::::@[[Utente:Àncilu|Àncilu]] "So smanettare odt" è molto incoraggiante. Magari anche un minimo di python... sarebbe l'ideale.
:::::::::La formattazione delle singole parole è facilissima: <code><nowiki>'''grassetto''' ''corsivo'' {{Sc|maiuscoletto}}</nowiki></code> -> <code>'''grassetto''' ''corsivo'' {{Sc|maiuscoletto}}</code>. Ogni voce, un paragrafo con testo continuo, senza acapo. Per separare i paragrafi, una linea vuota. Per ottenere l'indentazione dei paragrafi, si può fare in vari modi, anche con css generale. Riguardo per bene l'html derivato dal odt via LiberOffice. comincio a essere ottimista (il lavoro si sta trasformando da ''impossibile'' a ''parecchio impegnativo''). :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:59, 13 gen 2023 (CET)
::::::::::Vabbè il wikitesto lo conosco :P sennò non avrei più di {{formatnum:20000}} contributi. Era per capire se appunto c'erano template di messa in pagina; [[User:Àncilu|Àncilu]] ([[User talk:Àncilu|disc.]]) 15:23, 13 gen 2023 (CET)
:::::::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Il caso è particolare: dovrebbe prestarsi a un caricamento di massa fortemente automatizzato, analogo a quello usato per [[Dizionario - Vocabolario del dialetto triestino]] ma con risultati ancora migliori. @[[Utente:Àncilu|Àncilu]] Scusa la banalità sul wikicode... no, non ci sono template particolari; volendo riprodurre il layout a due colonne (ma io rinuncerei) vedi {{tl|Colonna}}, {{tl|AltraColonna}} e {{tl|FineColonna}}, che agiscono, opportunamente, solo in nsPagina. Il problema più spinoso è suddividere correttamente il testo in pagine, devo guardare bene il codice html per vedere se c'è qualche codice di fine pagina originale. Se non c'è, bisogna inventarsi qualcosa: esiste un tool "match and split", ma di certo non funziona bene su testo formattato. Ci rifletterò.
:::::::::::Io non sono riuscito a scaricare il pdf dal sito tedesco, mi piacerebbe confrontarne la qualità con quello IA. Tu ce l'hai fatta? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:37, 13 gen 2023 (CET)
::::::::::::Sì ecco il il link [https ://download.digitale-sammlungen.de/pdf/16736398578888bsb10524014.pdf]. Dopo circa un trimestre di contribuzione qua penso che comincerò a fare questo, preferisco davvero prendere un po' di pratica con wikisource. [[User:Àncilu|Àncilu]] ([[User talk:Àncilu|disc.]]) 21:11, 13 gen 2023 (CET)
::::::::Ehm..... scusateni, vedo solo ora il ping. Onestamente il mio contributo è poca cosa. Consiglierei ad @[[Utente:Àncilu|Àncilu]] di prendere un testo compilativo come ''[[Dizionario Latino-Italiano (Georges, Calonghi)|Dizionario Latino-Italiano]]'' e dare un'occhiata ai vari codici di formattazione nelle pagine già formattate.
::::::::In seconda battuta da un'occhiata al testo di Internet Archive posso affermare che l'imprsa è certo fattibile, ma che mille e rotte pagine di testo sono destinate a produrre risultati come ''[[Dizionario moderno (Panzini)|Dizionario moderno]], [[Vocabolario del dialetto napolitano (Rocco 1882)|Vocabolario del dialetto napolitano]]'' o ''[[Vocabolario dell'uso abruzzese (1893)|Vocabolario dell'uso abruzzese]]'', imprese ben cominciate ma arenatesi e in attesa da anni di completamento. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 14:45, 13 gen 2023 (CET)
:::::::::@[[Utente:Àncilu|Àncilu]] Un po' di complicazioni. Il sito tedesco continua a sembrarmi problematico: per realizzare il lavoro (secondo me) occorre basarsi sulla versione LiberLiber + un pdf della stessa edizione (1868: altre edizioni presentano diffuse differenze). Su IA trovo due items dell'edizione 1868, una ha un pdf con risoluzione insoddisfacente, l'altra: {{IA|bub_gb_g3hRYCA1qyYC}} ha buone scansioni ma l'ordine delle pagine è buggato: la sequenza va verificata pagina per pagina (es. manca la pagina 154) Senza un pdf, che contenga tutte le pagone nell'ordine giusto, non comincio nemmeno a lavorare.... continuo la ricerca e le verifiche; il mio pessimismo cresce un pochino. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:07, 14 gen 2023 (CET)
== OrbiliusMasochister ==
Caro Alex,
ti aggiorno sul mio lavoro e ti do un paio di notizie interessanti:
*finito Aleardo Aleardi (di cui sono molto contento), lascio da parte il Pavese che avevo sbocconcellato prima di te (e a dirla tutta sono tentato di dividere i romanzi con capitoli numerati in sottopagine) per guardarmi intorno...
* riprendo il mio progetto di completare il Lucrezio tradotto da Marchetti: è un paciugo dato che il M&S bruto contrappone due edizioni troppo diverse tra loro e l'OCR preesistente non è molto incoraggiante nemmeno per iniziare. L'OCR di google permette quantomeno di non impazzire ma ogni pagina è un discreto bagno di sudore: per la mia salute mentale decido a malincuore di non affrontare di petto tutte le pagine ma di alternarle ad altre riletture;
* ho scoperto una falla molto interessante da coprire: Il ''[[Il Canzoniere (Bandello)|Canzoniere]]'' di Matteo Bandello che ha praticamente tutte le poesie in ns0 da collegare alle pagine dell'indice. Ci sarà un bello sforzo da compiere con le note in calce, ma dopo il lavorone su Monti, Dresselio e Aleardi mi sento abbastanza rodato. Non avevo messo in programma questo indice ma la prospettiva di applicare un poderoso accoppiamento di pagine ns0-nsPagina anche senza M&S mi attrae e dunque... mi faccio del male.
* Con grande soddisfazione ho portato a termine un altro grosso colpo: dopo i due Capuana fiabeschi, dopo Aleardi, ho ottenuto da Google la liberazione di un altro elemento da anni annorum nella mia wishlist: il [[Catechismo Maggiore]]! Finalmente leggibile la sua fonte su Google Books, la metto in coda per il prossimo lavoro di M&S. Dato però che si tratta di molte piccole pagine, che come al solito le pagine del libro portano più materiale di quello presente in ns0 e che la formattazione non è banalissima, prima di effettuare altre operazioni volevo chiederti se potevi dare un'occhiata al pdf di Google e in particolare allo testo testo per effettuare il caricamento su commons di un file apprezzabile (magari djvu).
* In coda mooolto nei sogni a lungo termine ti elenco le mie mire:
*#Inseguire poesiole e prosette meno note di Foscolo o Manzoni presenti sia in nsPagina che in ns0 ma non accoppiate (Cfr. [[Indice:Foscolo - Poesie,1856.djvu|qui]] con la pagina dell'autore)
*#Ritornare su Romagnoli (Aristofane oppure completare la collezione cercando i volumi mancanti);
*#Prendere il coraggio a due mani e accoppiare i Fioretti di San Francesco con l'edizione che contiene la Vita di Frate Ginepro:
*#Ristrutturare in ns0 il ''Tesoro'' di Brunetto latini attualmente in stato pietoso a metà tra struttura di libri "cartacei" e "logici";
**rileggere tante opere che lo meritano e chiudere tanti cantieri lasciati aperti (qui l'elenco è veramente enorme)
**nota che finora ho toccato perlopiù il tasto "ns0"... se penso al lavoro che attende in nsOpera o alla semplice "scoperta di nuovi testi interessanti da trascrivere" (come ad esempio le migliaia di pagine della Gazzetta musicale Ricordi, le centinaia di poesie di Chiabrera e Testi) qui mi fermo.
*''A latere'' ho scoperto un mesetto fa che la [[Crestomazia Retoromontscha XII|Rätoromanische chrestomathie]] volume XII è del tutto disaccoppiata con [[Indice:Decurtins - Rätoromanische chrestomathie, XII.djvu|la fonte]] e sarebbero centinaia di pagine... ma dopo un tentativo [[Pagina:Decurtins - Rätoromanische chrestomathie, XII.djvu/214|pagina]] e [[Poesias (Cadieli)/1 |transclusione]] ho capito che era una impresa più grande di me...
Questo lo stato dell'arte del mio passatempo preferito. Lo tengo "tra me e te" anche se immagino che qualche altro utente non si tratterrà dallo sbirciare questo ''papello''. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 19:30, 24 gen 2023 (CET)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Sto dando un'occhiata a [[Catechismo Maggiore]]. Dovrei caricare il djvu ex [https://books.google.it/books?id=ZpJqhlYxa8o Google books] oggi o domani.[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:17, 25 gen 2023 (CET)
:::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Per non lavorare ''di band'', mi confermi che la fonte Google è quella giusta? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:32, 25 gen 2023 (CET)
::::La fonte sembra quella esatta; intravedo la possibilità di un adeguamento massivo della formattazione direttamente in ns0, almeno parziale, preliminare al M&S (aggiunta D - R; eliminazione numerazione delle domande/risposte; formato intestazione delle domande->paragrafo normale in corsivo). Il M & S sarebbe anche facilitato dell'aggiunta dei titoli nel testo spostandoli dal tl Intestazione (senza formattazione, il M&S si imbroglia con i tl Centrato e simili). La suddivisione delle pagine segue i "capi" e, anche se è abbastanza frammentata, penso che potrebbe restare quella che è. Tutto via bot, ovviamente. Approvi? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:12, 25 gen 2023 (CET)
:::::Certo che approvo! È tutto un lavorone in meno da intraprendere da zero: se ci sono aggiustamenti da fare saranno sicuramente meno numerosi di quanta formattazione andrebbe diversamente aggiunta a mano. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 12:52, 25 gen 2023 (CET)
::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Carico il djvu; nome file, autore (vigliaccamente: Pio X) ecc. tutti provvisori. Ti raccomando: se vuoi cambiare nome file, facciamolo subito, prima di caricare pagine. Nome provvisorio: : [[:File:Catechismo Maggiore, 1905.djvu]]. Lascio perdere tutti gli altri ''masochismi'', i sonetti romaneschi e il dizionario siciliano-italiano ne hanno una dose ottima ed abbondante. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:52, 25 gen 2023 (CET)
{{Rientro|::::::}}Rinomina effettuata. Ti prego, non lasciare gli altri masochismi: in particolare ''io'' resto ostacolato nella ricerca di titoli da disambiguare finché l'elenco di titoli multipli non sarà sfoltito di duemilaerotti doppioni di titoli dei sonetti romaneschi. ;-) '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 06:47, 27 gen 2023 (CET)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Appaiamento ''conservativo'' effettuato, non ti sto a dire il numero di problemi. Appaiamento ''conservativo'' significa che c'è una lunga lista di sonetto naked appaiati a sonetti proofread, ossia veri doppioni, e una lista, aimè lunga, ancora da sfoltire controllandoli uno a uno, di casi di mancato appaiamento . Il confronto viene eseguito anche per ''somiglianza'' del contenuto, via bot. Una strage di neuroni. Tu pensi che i naked già appaiati possano essere marcati con <nowiki>{{cancella subito}}</nowiki> e tanti saluti?
:L'alternativa: cancellare tutti i naked, siano o non siano appaiati, e tanti saluti. Ma esito a farlo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:30, 27 gen 2023 (CET)
::Come ho già scritto altrove io sono assai meno scrupoloso e procederei per eliminazione in blocco: gli unici scrupoli che mi sono sorti dalle discussioni fatte finora riguardano solo quei sonetti che mancano nella raccolta di Morandi e sono stati accorpati successivamente. Per il resto ''Cancella subito''. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 08:32, 27 gen 2023 (CET)
:::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] OK, cerco di salvare i mancanti in Morandi, poi do una passata di bot. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:01, 27 gen 2023 (CET)
::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Non si sono appaiati 137 sonetti naked. Suppongo che Morandi si sia scandalizzato particolarmente per la gustosa corona "Le confidenze de le regazze" :-). Procedo con la marcatura dei sonetti naked duplicati. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:17, 27 gen 2023 (CET)
:::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Alla fine della marcatura saranno pronte per la cancellazione immediata oltre 2000 sottopagine ns0 SAL 75%. La cosa provocherà tacche visibili nelle statistiche... :-(
:::::Come "trattiamo" i sonetti naked non cancellati? Vanno spostati da [[Sonetti romaneschi|Sonetti romaneschi,]] ma dove li mettiamo? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 00:07, 28 gen 2023 (CET)
::::::Caro Alex,
::::::mi spiace per la statistica, ma duemila nuove pagine ns0 SAL 75% le creeremo nel corso di quest'anno, dunque non me ne dolgo eccessivamente: pensa invece alla tacca di percentuale di testi proofread ''vs'' naked che questa operazione comporterà (a cui aggiungerò nel corso dei prossimi mesi sia le molte pagine ns0 di Bandello che quelle del Catechismo maggiore). Io i sonetti romaneschi superstiti li tratterei così:
::::::#Creo la raccolta ''[[Sonetti romaneschi (1998)]]'' con l'infotesto che trovi nella cronologia di [[Discussione:Sonetti romaneschi]] e ci elenco i sonetti supertiti
::::::#questi sonetti possono essere tanto sottopagine della raccolta, ma per coerenza con la raccolta proofread potremmo "liberarli" con il titolo dato dal Belli a ciascun sonetto e linkandoli alla nuova raccolta.
::::::#Infine, per scrupolo di coscienza, creo in una sottopagina utente un elenco di link rossi con tutti i sonetti cancellati: non si sa mai che in futuro si vogliano ripristinare e in tal modo avremmo una pagina per recuperarli tutti.
::::::Spero che si capisca quello che ho scritto. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 06:37, 28 gen 2023 (CET)
:::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] {{fatto}} punti 1 e 2, per ora spostati in sottopagine (ci saranno in giro link rossi). {{fatto}} punto 3, in [[Utente:Alex brollo/Sonetti romaneschi 1998, cancellati]] [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:50, 28 gen 2023 (CET)
== [[Centoventi sonetti in dialetto romanesco/Indice]] ==
Non so perché mi mette in rosso alcuni collegamenti peraltro presenti. Mistero collegamentoso. :-) [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 13:28, 9 feb 2023 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Aggiornato il ModuloDati, il problema sembra scomparso. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:44, 9 feb 2023 (CET)
::Ogni giorno ne scopro uno... Il "modulo" mi era sfuggito. Già che sei qui:
::ho fatto aggiornare il mio Mac, tutto funziona molto meglio, ma... uno sei programmi che usavo di più era Acrobat con cui lavoravo i fil .pdf. Ora non funge più. Hai qualche consiglio su dove posso trovare un programma che svolga le stesse funzioni (e che funzioni ovviamente sul Mac), altrimenti non posso neanche togliere la prima pagina ai file che voglio caricare su commons.
::Grazie per aver corretto l'indice. Ora posso portare il tutto a 75%. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 14:46, 9 feb 2023 (CET)
:::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Per le cose semplici (tipo smontare e rimontare pagine), [https://pdfsam.org/it/download-pdfsam-basic/ pdfsam]], anche per Mac. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:55, 9 feb 2023 (CET)
:::::GRAZIE.
==SAL al 100==
Per favore Alex, quando hai tempo, mi controlleresti se ho portato bene a 100 il SAL di [[Indice:Fiabe_e_leggende_Emilio_Praga.djvu]]? Grazie mille. --[[User:Lagrande|Lagrande]] ([[User talk:Lagrande|disc.]]) 12:56, 16 feb 2023 (CET)
:@[[Utente:Lagrande|Lagrande]] C'era un banale lapsus che generava link rossi, per il resto mi pare perfetto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:16, 16 feb 2023 (CET)
== Problemino in sup ==
In [[Pagina:Guasti - Sigilli pratesi.djvu/42|questa pagina]], il sottotitolo presenta una lettera "sulla riga sopra" rispetto alle altre. Ho risolto con un <nowiki><sup></nowiki>, ma non mi convince del tutto: sai se c'è un modo di sistemarlo meglio? [[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 17:34, 27 feb 2023 (CET)
: {{ping|Dr Zimbu}} Vedi se ti va bene. Vi sono caratteri unicode "piccoli sopra", ma in questo caso la v è giusto sopra lo spazio fra una lettera e l'altra. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:59, 27 feb 2023 (CET)
::Grazie mille per il trucco. L'ho rimesso in {{tl|sc}} (con qualche piccola modifica ai parametri) perché così mi sembra più vicino alla fonte--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 21:32, 27 feb 2023 (CET)
:::@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Purtroppo non è una soluzione "robusta", ma il fatto che il posizionamento sia in em potrebbe dare un po' di garanzia che funzi abbastanza bene. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:04, 27 feb 2023 (CET)
::::Altro problema nello stesso testo: [[Pagina:Guasti - Sigilli pratesi.djvu/57|qui]] (nel sottotitolo in fondo) ho bisogno di mettere una tilde sopra due lettere. C'è un modo?--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 08:58, 1 mar 2023 (CET)
::::: @[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Il modo ci sarebbe, e sarebbe pure "robusto", c'è un carattere ricombinante unicode che si estende sopra due caratteri; unico problema, non tutti i font lo rendono bene, e in particolare con ce la fa Georgia, il font di default di itwikisource. Vedi https://www.compart.com/en/unicode/U+0360. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:55, 1 mar 2023 (CET)
:::::: @[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] C'è un'alternativa interessante: vedi template {{tl|LegaturaC}}, che ho modificato per accettare, come secondo parametro, un carattere alternativo a quello di default (a te interessa una tilde). Provo! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:55, 1 mar 2023 (CET)
:::::::@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Non è perfetto, ma ci si avvicina :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:02, 1 mar 2023 (CET)
::::::::Ottimo, grazie ancora!--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 11:04, 1 mar 2023 (CET)
== Vasari in inglese ==
Caro Alex, sto collaborando ad un [[fr:Wikisource:Projet_Lessico_Beni_culturali |progetto universitario]] che prevede il lavoro su diverse versioni linguistiche delle vite del Vasari. Abbiamo iniziato con 3 edizioni francesi e adesso vorrebbero iniziare con la [https://fr.wikisource.org/wiki/Wikisource:Projet_Lessico_Beni_culturali versione inglese]. Non conosco la comunità inglese nè le loro regole, tu saresti in grado di caricarla? Ciao Susanna [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 18:53, 10 mar 2023 (CET)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] E' un secolo che non lavoro su en.source, l'idea mi solletica. anche per esplorarne le novità. Dove trovo il testo? Il link mi porta al progetto, ma a una prima occhiata non ho trovato un link alla versione in inglese. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:43, 10 mar 2023 (CET)
::Scusami; [https://archive.org/details/livesofmostemi01vasa1850/page/n7/mode/2up questa] mi pare l'edizione migliore anche se gli manca il frontespizio; [https://archive.org/details/bub_gb_sHtKAAAAYAAJ/page/25/mode/2up questa] digitalizzata da Google ha il frontespizio, lo sfondo bianco, e molto segnata, ma i caratteri mi paiono più sfumati. Oppure [https://archive.org/details/livesmosteminen02richgoog/page/530/mode/2up questa] sempre digitalizzata da Google ma non segnata. Vedi tu, con la tua esperienza, quale è la migliore. Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 07:01, 12 mar 2023 (CET)
::: @[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Un confronto rapido fra le due scansioni mi sembra che indichi che si tratta di scansioni diverse della stessa edizione, la numerazione e il contenuto delle pagine corrispondono. L'OCR è molto buono in entrambe, come avviene in genere per i testi in inglese; di certo quella a colori è più gradevole. Se fossimo su itwikisource userei le scansioni a colori, aggiungendo il frontespizio da quella BN con sostituzione di pagine; ma dovendo lavorare in altro progetto, eviterei di pasticciare. Lasciami esaminare un po' più a fondo la qualità dell'OCR. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:35, 12 mar 2023 (CET)
::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Sono perplesso.... l'OCR della versione a colori è migliore, ma non manca solo il frontespizio, manca anche la prefazione e l'indice. Non me lo spiego.... ma temo che tocchi caricare la versione B/N. privilegiando la completezza. C'è però uno "sporco trucco" per caricare l'OCR migliore (derivante dal djvu a colori) su quello B/N, anzi: le strategie sono più d'una. Controllo se en.source ha attivo il Match and Split.... --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:21, 12 mar 2023 (CET)
:::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Adesso, più che perplesso, sono estremamente confuso. Rovistando in IA, trovo scansioni multiple di edizioni multiple.... e vedo anche che l'opera è fatta in genere di 5 volumi + un volume di annotazioni. Molte serie sono complete (anzi, se non sbaglio quella che mi hai indicato è l'unica incompleta). E' stata fatta una scelta ''ponderata'' fra tutte le edizioni disponibili? criteri: completezza, qualità delle scansioni, qualità dell'OCR. Ma prima una domanda banale: l'intenzione è quella di caricare l'opera completa, 5+1 volumi, vero? Vedi es. questa, completa: {{IA|livesofmostemine01vasa}}, 1855; o questa successiva, ma apparentemente ottenuta per riproduzione anastatica, {{IA|livesofmostemi01vasa1892}}, 1899 (nella paguina successiva al frontespizio, [Reprinted from stereotype plates]. In questi casi sono preso dallo sconforto.... chiedo aiuto nella verifica e nella scelta. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:34, 12 mar 2023 (CET)
@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Una tabella, incompleta, di alcune opzioni si IA:
{| class=wikitable
|1||{{IA|livesofmostemi01vasa1892}}||Foster||1900||Bell||Brigham Young University||1,2,3,5,6|| manca il vol. 4
|-
|2||{{IA|livesofmostemine19001vasa}}||Foster||1900||Bell||Brigham Young University||1,2,3,5,6|| manca il vol. 4
|-
|3||{{IA|livesofmostemi01vasa1850}}||Foster||1850||Bohn||Brigham Young University||1,3,4,5, || manca il vol. 2
|-
|4||{{IA|livesofmostemine01vasa}}||Foster||1855||Bohn||New York Public Library||1,2,3,4,5 || manca il vol. 6?
|-
|5||{{IA|b29350323_0001}}||Foster||1850||Bohn||Wellcome Library||1, 2,3,4,5,6|| completo
|-
|6||{{IA|ivesofseventyof02vasa_0}}||Foster||1912||Scribner||Getty||1,2,3,4 || edizione diversa dalle precedenti
|}
: Quindi sembrano interessanti la 5 e la 6, fermo restando che andrebbe controllata, su tutti i volumi della serie, la esatta sequenza delle pagine.
:[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:58, 13 mar 2023 (CET)
:grazie Alex, ho segnalato questo scambio alla docente proponente di questa attività; penso che risponderà qui a beve. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 13:48, 14 mar 2023 (CET)
::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Intanto passo alla "verifica sequenza pagine" '''dell'edizione 5'''; le immagini mi sembrano molto buone. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:09, 14 mar 2023 (CET)
:::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] In lavorazione il volume 4... prima di controllare, a campione, che le pagine ci siano tutte, li trasforma in djvu. Attendo un parere sulla scelta dell'edizione n. 5. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:49, 18 mar 2023 (CET)
::::Ho risollecitato gli interessati a risponderti. Grazie di tutto quello che hai fatto. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 09:42, 19 mar 2023 (CET)
:::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Attendo, i 6 volumi djvu-ati sono a posto (analisi campionaria sulla sequenza pagine), se l'edizione va bene il prossimo problema è un buon titolo per i file, coerente con le raccomandazioni en.wikisource. Me le devo studiare bene. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:30, 19 mar 2023 (CET)
::::::Personalmente voto per la 5, essendo l'unica completa se non sbaglio. Grazie, Antonella Luporini [[Speciale:Contributi/2A02:B027:8010:CC6D:C41B:88B5:4D8C:540|2A02:B027:8010:CC6D:C41B:88B5:4D8C:540]] 14:15, 19 mar 2023 (CET)
:::::::Concordo. Dato che l'edizione 5 (Foster, 1850, Bohn, Wellcome Library) è la sola integrale, mi sembra chiaro che è questa edizione che dobbiamo scegliere. Ho controllato la qualità della scansione per ogni volume, e non vedo nessun problema, dal punto di vista tecnico, per quanto riguarda la conversione OCR (ci saranno errori da correggere, come sempre, ma non penso che ce ne siano più del solito). Ciao, Daniel Henkel [[Speciale:Contributi/2001:861:3D44:9D20:1375:CED0:8C6:2A3A|2001:861:3D44:9D20:1375:CED0:8C6:2A3A]] 14:34, 19 mar 2023 (CET)
::::::::Confermo anche io che va bene la 5. Grazie a tutti/e [[Speciale:Contributi/151.36.29.67|151.36.29.67]] 15:00, 19 mar 2023 (CET)
:::::::::Caro Alex a questo punto visto l'accordo di tutti, puoi partire a lavorare sulla 5. Io non conosco la versione inglese quindi posso per ora fare poco per caricare i volumi. Ti ringrazio [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 15:12, 19 mar 2023 (CET)
::::::::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Bene, ho visto che il Bar di en.source non è poi così affollato, e ho provato a [[:en:Wikisource:Scriptorium#Some_banal_questions|chiedere lì]] un commento sulla mia prima proposta di nome-base per i files, e quindi per le pagine Index. Chiarito questo il caricamento sarà rapido. Naturalmente mi piacerebbe approfittare dell'occasione per esplorare le novità di en.wikisource, spero che non vi dispiacerà se provo a lavorarci un po' su.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:45, 19 mar 2023 (CET)
:::::::::::@[[Utente:Billinghurst|Billinghurst]] mi ha risposto immediatamente nel bar di en.source, il nome dei files (e quindi degli indice) sarà <code>Vasari - Lives of the Most Excellent Painters, Sculptors, and Architects, volume 1.djvu</code> ecc. Si parte con il caricamento su Commons e con la creazione delle pagine Indice. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:51, 20 mar 2023 (CET)
::::::::::::Grazie mille Alex; saremo felici se tu vorrai lavorare sul testo. Come pensi tu abbia visto il progetto ha lo scopo di individuare il variare del nome degli edifici e degli artisti nel tempo e in diverse lingue; la rilettura è solo una attività collaterale. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 10:26, 20 mar 2023 (CET)
:::::::::::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Per ora ho caricato solo il volume 1, che poi userò come modello. [[:en:Index:Vasari - Lives of the Most Excellent Painters, Sculptors, and Architects, volume 1.djvu|Pagina indice]], [[:en:Lives of the Most Excellent Painters, Sculptors, and Architects|Pagina principale ns0]]. Ma... anche se ''collaterale'', la rilettura è ''prevista''? Spero di sì.... raccomando agli eventuali rilettori di registrarsi (meglio se con un'utenza globale, in modo che sia attiva su più progetti). La registrazione rende molto più facile la discussione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:00, 20 mar 2023 (CET)
== Immagini a SAL 0%? ==
Ciao, mi sono imbattuto in [[Indice:Giacomo Bresadola - I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media, con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino, 1906.djvu|questo indice]] in cui il bot ha caricato le tavole a SAL 0%. C'è un motivo per cui non seguono il normale SAL 75/100%, considerando anche che sono incluse in una [[I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media/Parte speciale/Tavole|pagina ns0]]? [[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 11:26, 15 mar 2023 (CET)
:@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Ho interpretato il SAL 0 come "pagina che non richiede rilettura", essendo senza testo. Ma... non ho verificato se il SAL 0% permette la transclusione... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:44, 15 mar 2023 (CET)
::@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Sì, vengono transcluse. Tutto a posto. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:48, 15 mar 2023 (CET)
:::Pensavo che SAL 0% servisse per quelle pagine che fossero irrilevanti per il libro; in tutti gli altri indici che mi è capitato di vedere le tavole hanno il SAL normale. Del resto, la differenza tra "solo disegno" e "disegno + breve didascalia" non mi sembra così fondamentale da dover essere trattate diversamente...--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 21:21, 15 mar 2023 (CET)
::::@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Probabilmente, hai ragione. Se lo pensi opportuno, assegno un SAL 75% a tutte le tavole. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:35, 17 mar 2023 (CET)
:::::Non ho grandi certezze, ma mi sembrerebbe la cosa più sensata. Poi si fa veloce a portarle al 100%--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 18:43, 17 mar 2023 (CET)
== Little help... ==
Ho un problemino:
dovrei inserire [[Discussioni indice:Bollettino delle leggi e disposizioni della Repubblica Romana (1849).pdf|qui]] un memo regex con dei ritorni a capo. Ma non so come si fa.
Qualcosa tipo:
{{ct|f=100%|Carlo}}
{{ct|f=100%|è incapace}}.
Come devo fare? (Ch'aggie e fa'?)
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 13:12, 17 mar 2023 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Linkami, per favore, una pagina dove c'è il problema da risolvere. Se ho capito bene, io in genere risolvo il problema con un <nowiki><br></nowiki>; il parametro lh (line-height) risolve la distanza verticale fra le righe. .
{{ct|f=100%|lh=1.4|Carlo mi pone<br>un problema poco chiaro.}}
:[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:27, 17 mar 2023 (CET)
Mi spiego meglio:
la maggior parte delle ordinanze hanno come firma:
<code>
<nowiki>{{Ct|f=100%|t=1|''I Triumviri''}}</nowiki>
<nowiki>:{{Ct|f=90%|t=.5|{{Sc|{{Wl|Q187336|Giuseppe Mazzini}}}}}}</nowiki>
<nowiki>{{Ct|f=90%|t=.5|{{Sc|{{Wl|Q775698|Aurelio Saffi}}}}}}</nowiki>
<nowiki>{{Ct|f=90%|t=.5|v=1|{{Sc|{{Wl|Q1041849|Carlo Armellini}}}}}}</nowiki>
<nowiki>{{Rule|6em|000|h=2px}}</nowiki>
</code>
cfr. [[Pagina:Bollettino delle leggi e disposizioni della Repubblica Romana (1849).pdf/158]], una a caso.
Ora scrivere/correggere ogni volta tutta sta pappardella mi peggiora l'{{Wl|Q540850|orchite}} e vorrei evitare.
Al momento l'ho messo in una sandbox e faccio copia/incolla.
Pensavo di mettere che una sequenza impossibile (tipo qwe) venisse sostituita dalla firma in questione, ma non sono riuscito a crearla. Credevo che fosse possibile mettere il ritorno a capo con una sequenza del tipo "//pp//" o qualche altra stregoneria del genere. Ma essendo vecchio mi ricordo il {{Sc|Basic}} e un po' di Pascal. Invece le ''regex'' nei primi anni '80 del secolo scorso non c'erano.
<code>
:100 REM
:200 PRINT "Ciao, come va?"
:250 RI$ ="" REM corretta dimenticanza
:300 FOR I = 1 TO 4
:400 GET A$
:500 RI$ = RI$+A$
:600 NEXT I
:700 IF RI$ <> "Bene" THEN PRINT "Sti c..."
:800 END
</code>
Se ho capito potrei scrivere:
<nowiki>{{ct|f=95%|lh=1.4|''I Triumviri''<br>{{Sc|{{Wl|Q187336|Giuseppe Mazzini}}}}<br/>{{Sc|{{Wl|Q775698|Aurelio Saffi}}}} <br/>etc... }}</nowiki>
{{ct|f=95%|lh=1.4|''I Triumviri''<br>{{Sc|{{Wl|Q187336|Giuseppe Mazzini}}}}<br/>{{Sc|{{Wl|Q775698|Aurelio Saffi}}}} <br/>etc...}}
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 19:07, 17 mar 2023 (CET)
: Fatto, la parola chiave è ''kfirme''. Con il nostro Trova e sostiruisci, gli acapo vengono inseriti come \n, bisogna però che sia settata "Espressione regolare". [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:20, 17 mar 2023 (CET)
::usata. uau. La prox la faccio io.
::Grazie diecimila
:::
::[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 20:26, 18 mar 2023 (CET)
:::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Bene! Ripeto una raccomandazione, usa sempre Trova e sostituisci per testare e poi memorizzare nuove regex, modificare direttamente il testo "memoRegex" nella pagina Discussione indice è delicatissimo e fonte di frustrazioni. La sequenza consigliabile è: sperimentare con Trova e sostituisci con "Ricorda questa sostituzione" '''disattivato'''; quando tutto funzia, ripetere la sostituzione con "Ricorda questa sostituzione" '''attivato''', e cliccare il bottone "salva regex" in bottoniera. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:12, 19 mar 2023 (CET)
::::Sì, maestro.
:::::
::::[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 14:56, 19 mar 2023 (CET)
:::::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Diffido un po' del pungente sarcasmo romanesco.... :-) sarebbe comunque stato peggio se "maestro" fosse stato maiuscolo. :-P [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:50, 19 mar 2023 (CET)
In realtà qui (e di là) lo sanno pochissimi, ma secondo le leggi italiane io sono Maestro (con M maiuscola)..., per l'esattezza {{Sc|Maestro di Sport}}. Un titolo inventato dal Coni a metà anni '60, di cui mi fregio. In ufficio le segretarie mi si rivolgevano chiamandomi appunto maestro. In tutto siamo stati meno di 250. Ho anche una ''maitrise'' accattata in Francia, all'univ. di Lione, Claude Bernard. Quindi bis-magister. Non era affatto ironia romana, ma sincero riconoscimento. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 20:00, 19 mar 2023 (CET)
== Consijo ==
Sto cominciando a lavorare ({{Sc|anche}}) er "Bollettino delle leggi" della benemerita Repubblica romana, il secondo stato ad abbolire le pena de morta e trai i primi a mette er suffraggio niversale. L'Italia l'ha messo (a metà) una 60insa di anni dopo.
A parte ste considerazione, che consijio vojo?
Ogni po' de paggine ce sta un mini-indice. Presempio [[Pagina:Bollettino delle leggi e disposizioni della Repubblica Romana (1849).pdf/34|quine]] e puro [[Pagina:Bollettino delle leggi e disposizioni della Repubblica Romana (1849).pdf/786|quine]].
Pensavo che nel "Sommario" dell'indice di metterci questi mini-indici. Er consijio è: Come li metto? <nowiki>[[.../Bollettino N. 1]] </nowiki> o qurcosartro der genere? Tu che dichi?
:p.s. Se hai difficoltà con il romano fammi sapere che posso tradurre in toscano
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:09, 21 mar 2023 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] '''Sì''', se le varie sezioni andranno in pagine/sottopagine distinte. Se sono presenti nel Sommario. generano l'automatismo autoNs0, ossia la compilazione automatica di Intestazione e IncludiIntestazione (sempre che sia attivato il relativo gadget, e che venga usato, in Sommario, il template ̆{{tl|Indice sommario}}). Una volta che tutte le pagine/sottopagine ns0 sono state create, il Sommario può essere semplificato. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:50, 21 mar 2023 (CET)
== Dimanna ==
Havvi tra li comandi del ciesseesse (css) uno che permetta ai noi di imitar lo magnifico bordato come possi veder in nello esempio originale di [[Pagina:Bollettino delle leggi e disposizioni della Repubblica Romana (1849).pdf/194|questa]] pagina. Là ove possi leggere "BOLLETTINO DELLE LEGGI".
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:45, 22 mar 2023 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Non lo trovo. :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:58, 22 mar 2023 (CET)
''Nillo faciet''. La buffizia è: ne lo programma, di pochissimo conto (e costo), che permettemi la scrittura, havvi la possibilitate di inserir testo bordato. ''Oh tempora, oh mores''. ''Sine religio sumus''. Grazie lo istesso. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 19:49, 22 mar 2023 (CET)
:p.s. oggi son seicentesco.
== {{tl|Outdent}} ==
Credo di essergli antipatico. Sulla pagina funziona benissimo ma nella transclusione non ne vuol sapere.
[[Pagina:Bollettino delle leggi e disposizioni della Repubblica Romana (1849).pdf/8]]
[[Bollettino delle leggi e disposizioni della Repubblica Romana/Indice delle materie della I parte]]
''de coeteris'' (= BTW, per voi anglofoni): negli indici ci dovrebbe essere il collegamento alle varie pagine ma non ricordo più come si fa.
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 15:32, 30 mar 2023 (CEST)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Interessante. Mi pare sia un caso di un problema che è stato segnalato in bar tecnico. @[[Utente:Candalua|candalua]]: che ne dici? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:12, 30 mar 2023 (CEST)
== consigli di formattazione ==
Caro Alex, dopo aver visto il film su Tina Anselmi, ho caricato la [[Indice:Relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulla Loggia P2.pdf|sua relazione conclusiva sulla Commissione P2]]. Ti chiedo se dovrei metterci l'intestazione a tutte la pagine o posso evitarla. Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 15:40, 5 mag 2023 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Finora l'abbiamo sempre messa. Ho visto che fr.source non lo fa, ma secondo me è un errore: forse un giorno nsPagina verrà valorizzato e sarà possibile produrre un pdf con la paginazione originale del libro-fonte, e allora sarà utilissima. Domanda: usi Alt+5 e Alt+7? Senza di loro (soprattutto Alt+7) ormai mi rifiuterei di editare.... se non li conosci ne parliamo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:27, 6 mag 2023 (CEST)
::Si uso sia F7 che F5. Metterò l'intestazione come ti indichi. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 15:25, 7 mag 2023 (CEST)
::Ho creato l'intestazione nella [[Pagina:Relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulla Loggia P2.pdf/7|pagina]], ma lo spazio tra le righe è troppo largo. Me la puoi aggiustare per favore? [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 16:52, 7 mag 2023 (CEST)
:::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Vedi se ti va bene.. come bozza, però, devo lavorarci ancora. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 00:06, 8 mag 2023 (CEST)
== È sparito? ==
Ciao! Non trovo più il VIS (mi pare che si chiama(va) così quel coso per leggere comodo comodo). L'hai tolto? L'hanno tolto? Si è nascosto nel bush? A me fa(ceva) un comodo e anche due comodi. Suggerimento: perché non lo metti(amo) bene in vista vicino alle linguette - o almeno fra gli strumenti - che è cento volte meglio di "leggi"? @ salut --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:51, 13 mag 2023 (CEST)
:@[[Utente:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] Per causa ignota, VIS non parte più dalla pagina Indice, ho interpellato anche Candalua sul problema. Parte invece da nsPagina, e anche da ns0, con il link "Visualizzatore" in sidebar (menu verticale a sinistra). Il problema è recente e i miei tentativi di capirci qualcosa per ora sono stati vani. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:42, 13 mag 2023 (CEST)
::Ah, ecco! Beh Vabbè. Grazie --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 21:34, 13 mag 2023 (CEST)
:::Alex, [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]]: mi era sfuggito, ma adesso ho dato un'occhiata e l'ho sistemato! Ha ragione Silvio a volerlo mettere più visibile. Bisognerebbe anche sistemare l'"inizio" e la "fine": se sei nella prima pagina e schiacci indietro, vedi una pagina vuota, e stessa cosa con l'ultima. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:57, 15 mag 2023 (CEST)
::::{{ping|Candalua}} Benissimo, grazie! Trattasi di trabiccolo che ritengo essenziale, ma buttato là negli "strumenti" e nemmeno in evidenza mi dispiace non poco. Usare il grassetto? uhm! Io ormai mi limito a leggere e, di quando in quando, rileggere. Poca roba. Penso che l'utilizzatore brado, qual io sono, troverebbe molte cose utili in alto, se ce le possiamo mettere. Mah! Ciao & Grazie! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:37, 16 mag 2023 (CEST)
::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Corro a cercare (e poi cercare di capire) la tua modifica... grazie! Quanto al difetto che hai segnalato, sarà dura. Se pesco chi ha scritto il codice, lo rimprovero severamente. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:53, 17 mag 2023 (CEST)
== Che palle sti romani! ==
Hai proprio ragione. Questi romani sono incapaci, presuntuosi, nullafacenti ma soprattutto pretendono, scassano e manco ringraziano.
Per non smentire la giusta affermazione eccoti un piccolo problema:
nella ''class ="carico1"'' (v. [[Indice:Bollettino delle leggi e disposizioni della Repubblica Romana (1849).pdf/styles.css| '''style.css''']]) il rompiscatole di turno non è stato capace a far sì che le celle avessero ognuno il suo bravo bordo (QED i.e. cvd).
Quale è il magnifico comando che mette i bordi a tutte lasciando il bordo nero intorno alla tabella di pagina [[Pagina:Bollettino delle leggi e disposizioni della Repubblica Romana (1849).pdf/429|'''396''']] e mantenendo il resto della formattazione? Ci sarebbe la ''class=wikitable'' ma lo scassa-palle non la vole usare. [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 15:18, 15 mag 2023 (CEST)
:Scusate se mi intrometto. {{@|Carlomorino}} Se può esserti utile, prova a guardare [[Indice:Beltrami - Di un sistema di formole per lo studio delle linee e delle superficie ortogonali - 1872.pdf/styles.css|qui]]. Sono a disposizione per eventuali chiarimenti. --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 13:24, 16 mag 2023 (CEST)
::{{ping|Paperoastro}} Scusato. Alex da parte sue è vaccinato; ha fatto anche la quarta dose. Tornando al ''topic'': l'esempio mi è stato utilissimo. Esattamente la dritta che cercavo. Peccato che su wbooks il libro sui css si sia fermato (almeno così sembra). --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 16:48, 16 mag 2023 (CEST)
== dove ho sbagliato? ==
caro Alex, ho creato [[Indice:La villa di Poggio Imperiale.djvu|questo indice]]. Ma c'è un errore che non capisco. Mi dai una mano? grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 20:43, 19 mag 2023 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Guardo guardo... e non vedo l'errore. Poi l'illuminazione: guardo la cronologia, e vedo che aveva sistemato @[[Utente:Candalua|Candalua]]. Semplicemente, in pagelist (che è molto permaloso), avevi scritto <code>251 to 254=.</code> invece di <code>251to254=.</code>. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:40, 19 mag 2023 (CEST)
::caro Alex, grazie, rusolvi sempre tutti i miei problemi. Un'altra cosa: ho provato ad usare EIS nella WS francese ma non si attiva; di nuovo, dove sbaglio?. Inoltre ogni tanto l'immagine mi si visualizza girata di 45°. Cosa posso fare? Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:18, 20 mag 2023 (CEST)
:::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Questa è dura: a me si apre, sia in editing di una pagina esistente, sia in creazione di una nuova pagina. Ti mando una mail. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:19, 20 mag 2023 (CEST)
::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] C'è una grossa novità, annunciata in Bar: potrebbe arrivare eis per tutti... e un eis rivisto da gente brava. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:33, 26 mag 2023 (CEST)
:::::Per tutti in tutte le versioni linguistiche? [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 11:41, 27 mag 2023 (CEST)
== altro errore ==
Eccomi di nuovo ;-( in [[Pagina:Relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulla Loggia P2.pdf/179| questa pagina]] c'è un errore che non riesco a vedere e che tu certamente saprai risolvere ;-)) Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 08:44, 26 mag 2023 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Immagino che l'errore fosse il cognome DoNINI invece di DONINI :-) Scherzo...
:Veniamo a Gelli. Penso che il caso non sia compatibile con VoceIndice, in questi casi invece che impazzire è meglio ripiegare su una normalissima tabella. Un paio di note generali su VoceIndice: se ci sono due elementi pee ogni voce, il primo è meglio renderlo con il parametro titolo piuttosto che sezione. Il parametro sezione va usato nei casi in cui gli elementi sono tre. Fatto, diventa inutile il parametro aligns. Correggo la pagina e le successive. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:32, 26 mag 2023 (CEST)
::Grazie, non ci sarei mai arrivata !! Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 11:35, 26 mag 2023 (CEST)
== quale file caricare? ==
caro Alex, vorrei caricare [https://archive.org/details/cenni-biografici-e-ritratti-d-insigni-do/Cenni_biografici_e_ritratti_d_insigni_do/page/n9/mode/2up questo libro] ma non ha la versione Djvu. Quale altra versione file usare? Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 11:43, 27 mag 2023 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Io caricherei direttamente il pdf, ma prima è opportuno ritoccarlo. L'OCR. guardato rapidamente, mi pare molto buono. Suggeriscimi un buon nome per il file. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:42, 27 mag 2023 (CEST)
::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] [[Indice:Bonafede - Cenni biografici e ritratti d'insigni donne bolognesi.pdf]]. Il pagelist sarà un po' faticoso, le tavole sono fuori testo. Il pdf è stato leggermente modificato (potato delle due prime pagine, warning Google, e "croppato" con briss). Non sopno riuscito a identificare bene A. Nicoli, il disegnatore dei ritratti, peccato, se ci riesci aggiungi il campo "Illustratore" anche in Commons. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:40, 28 mag 2023 (CEST)
:::caro Alex, ho dei problemi con questo libro; non compaiono le immagini della pagina. Cosa posso fare? E non trovo in Commons il file. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 11:46, 28 mag 2023 (CEST)
::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Da un po' il caricamento di immagini di nuovi file è, alle volte, molto lento. Il file comunque lo trovi, su Commons, [[:c:File:Bonafede - Cenni biografici e ritratti d'insigni donne bolognesi.pdf]]. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:55, 28 mag 2023 (CEST)
:::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Provo a convertirlo in djvu, vediamo se va meglio. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:00, 28 mag 2023 (CEST)
::::::grazie, attendo un tuo cenno per proseguire a lavorarci, ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 18:09, 28 mag 2023 (CEST)
:::::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Adesso le pagine del pdf, con un po' di lentezza, si caricano. Prova! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:07, 28 mag 2023 (CEST)
== Io e il teatro... riproviamoci! ==
Caro Alex,
come sai con i testi teatrali non ho un grande feeling, ma ciò non esclude che periodicamente non provi a riavvicinarmi a loro. Stavolta mi sta solleticando l'idea del M&S di [[Don Giovanni]]. Fammi il seguente favore: ho provato a formattare approssimativamente [[Pagina:Da Ponte - Don Giovanni, 1867.djvu/3|la pagina 3]]: ho usato il template poem t un po' a casaccio, non ho elaborato le didascalie e le abbreviazioni dei personaggi sono automaticamente maiuscolette laddove nel testo cartaceo non lo sono. Ti andrebbe di rivedere quella pagina e impostare il foglio di stile dell'indice in modo da poter andare avanti senza troppo impazzire con la formattazione? Poi mi basterà vedere dove ho sbagliato per evitare ulteriori mal di testa.
P.S: se imparerò a usare il template farò tesoro dell'esperienza per una futura formattazione delle egloghe e favole boscherecce di Gabriello Chiabrera, autore che sto curando un pezzetto alla volta come avevo fatto per V. Monti. Intanto però il mio obiettivo a breve termine è il completamento del quarto libro del Lucrezio tradotto da Marchetti. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 21:56, 14 giu 2023 (CEST)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Purtroppo <code>Poem t</code> è stato creato quando c'era templatestyles, ma non ancora la pagina styles.css. Quindi, per fargli "sentire" un css diverso, tocca attribuirgli un parametro aggiuntivo c=[classe]; io ho scelto c=dg. La conversione da ''<nowiki>{{Poem t</nowiki>'' a ''<nowiki>{{Poem t|c=dg</nowiki>'' è automatizzata con memoRegex.
:A questo punto la pagina styles.css stabilisce il corsivo per il personaggio (eliminando il maiuscoletto) e stabilisce il padding sinistro dei versi in 6em (se vuoi puoi "stringerlo"). Ho eliminato due memoRegex che aggiungevano il corsivo sui personaggi: ormai sono inutili.
:Sono molto imbarazzato da alcuni aspetti della (curiosa) formattazione tipografica, probabilmente occorrerebbe verificare se ci sono "regole" nella formattazione delle indicazioni di scena e nei titoli e didascalie delle scene, per poi utilizzare il template Ct con parametro c (classe) e scrivere, sempre nella pagina styles.css, le regole css per tali classi, come ho fatto per le classi .atto, .scena e .scena1 in [[Indice:Goldoni - Opere complete, Venezia 1927, XXIV.djvu/styles.css]]. Se ti va ci pensiamo in un altro momento. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:15, 14 giu 2023 (CEST)
:: PS: non ci sarebbe un'altra edizione con una formattazione un po' meno stravagante....? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:20, 14 giu 2023 (CEST)
:::Guardando meglio vedo che le indentature dei versi sono bizzarre. Proporrei di NON rappresentarle affatto. Volendo rappresentarle, tieni conto che gli spazi dopo il segno + sono ignorati, perchè si creano con una cifra che segue immediatamente il carattere + (cosa utile nei versi spezzati). Speravo di trovare una "regola", ma non c'è: alle volte, il primo verso di una battuta ha un'indentatura inversa, alle volte è allineato ai versi successivi. Ci vuole una standardizzazione e proporrei, se la loro soppressione completa non ti va: tutti i primi versi di una battuta, niente rientro (nè spazi nè cifre dopo il +); tutti i versi successivi della stessa battuta, rientro semplice; cifra dopo il + solo nei versi spezzati. Vuoi che ti faccia vedere cosa intendo su una pagina? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:34, 14 giu 2023 (CEST)
:::Partendo dal fondo:
:::Non ho cercato altre edizioni: ho visto questa che era stata accoppiata al testo naked e non mi sono fatto altre domande.
:::Hai visto la mia scelta di ridurre a colonna singola i testi posti su due colonne, più per risparmiare spazio cartaceo che per una ragione espressiva o funzionale.
:::Tolta questa bizzarria il testo diventa molto più regolare, e alla maniera di Goldoni ha sia didascalie separate e allineate a destra (come "Esce" o o "inline" (cioè scritte di fila alla battuta) ogni tanto abbiamo delle strofe con blocco centrato ma nient'altro di pazzesco.
:::Non ho fretta: torno a occuparmi di Lucrezio-Marchetti e prima di cinque-sei giorni non penso di finire. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 00:02, 15 giu 2023 (CEST)
::::Come non detto: formattare una pagina di questo tipo è un notevole sforzo e impiegherò tempo per finire. Meno male che manca solo un'altra ventina di pagine. Non sono sicuro di aver usato al meglio i template Poem_t e Ids. saresti così gentile da dare un'occhiata al primo atto che ho appena terminato? Prima di buttarmi su altre venti pagine vorrei essere corretto se non ho usato bene i template. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 22:45, 22 giu 2023 (CEST)
:::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Lo faccio senz'altro, ma... sono abbastanza lento e guardingo, nell'immergermi in una stampa con formattazione bizzarra. Alle volte, ci metto decine e decine di pagine e di tentativi primna di essere soddisfatto. Vediamo.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:16, 22 giu 2023 (CEST)
::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Come immaginavo... la formattazione delle indicazioni di scena è incostante, e Ids non le rende bene. Innanzitutto il font-size è normale e non ridotto; poi non tutte le indicazioni di scena sono allineate a destra, in vari casi c'è solo uno stacchetto di 3em circa fra battuta e indicazione. Volendo, si potrebbe sistemare, il sistema meno pericoloso sarebbe di aggiungere a Ids un parametro c (che richiama una classe css).
::::::A parte il fatto del font, vedo nel codice Ids ''un uso pleonastico del markup corsivo'': il corsivo è di default, generato dal template.
::::::Per Ids, guarda [[Pagina:Da Ponte - Don Giovanni, 1867.djvu/19|questa pagina]], la prima indicazione di scena: la classe c=ids3 determina l'allineamento a destra, il corsivo e il font normale. A parte il fastidio di aggiungere il parametro c, risolvibile via bot/via memoregex, ti andrebbe bene?
::::::Il codice di Poem t mi sembra corretto, anche se non rende esattamente le stranezze dell'originale. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 00:52, 23 giu 2023 (CEST)
:::::::Hai visto le due pagine a SAL 50%: ci sono casi di battute con parole o lettere sovrapposte. c'è un qualche attributo di stile che riesce a riprodurre quella follia? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 00:54, 23 giu 2023 (CEST)
::::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] C'è il trucco ma non lo ricordo.... prova a porre la domanda in Bar. Invece, se ti va bene il risultato di c=ids3 per tl|Ids, confermamelo, che provo a fare una sostituzione massiccia e a predisporre un memoRegex che converta Ids|....|r in Ids|....|c=ids3 così non diventi matto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:39, 23 giu 2023 (CEST)
:::::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Per le lettere/parole sovrapposte, una soluzione con math, vedi Pagina delle prove [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:43, 23 giu 2023 (CEST)
::::::::::Fantastico: ho adottato la soluzione math e ora il primo atto è al 75%: per l'aggiustamento fine del tl Ids hai carta bianca su tutto. Da come scrivi deduco che non ho commesso errori particolarmente evidenti con i template: mi fa molto piacere. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 15:06, 23 giu 2023 (CEST)
:::::::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Finisco la bella selvaggia e poi mi ci metto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:29, 26 giu 2023 (CEST)
::::::::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] {{fatto}} [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:19, 26 giu 2023 (CEST)
== Template BEIC ==
Ciao Alex! Occorrerebbe, senza urgenza, aggiornare il [[Template:BEIC]] perché la versione attuale collega al vecchio sito (che è ancora attivo) ma andrebbe ora privilegiato il nuovo sito https://catalogue.beic.it/discovery/search?vid=39BEIC_INST:39BEIC_INST. Abbiamo già aggiornato il template corrispondente su Commons [https://commons.wikimedia.org/w/index.php?title=Template%3ABEIC&diff=737050092&oldid=322544786 aggiungendo un nuovo parametro collegato al nuovo sito] in maniera da usare quello d'ora in poi, ma il template di Wikisource è più semplice e finora è stato meno utilizzato, quindi volevo chiederti se può essere migliore una soluzione diversa. Gli identificativi del nuovo sito iniziano tutti con "IE". Segnalo anche a {{ping|Candalua}} che aveva fatto le utltime sistemazioni al template. Grazie. [[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 09:19, 27 giu 2023 (CEST)
:@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Sono parecchio arrugginito, spero che ci pensi @[[Utente:Candalua|Candalua]], sarei più tranquillo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:57, 27 giu 2023 (CEST)
::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] no scusa, ma sul nuovo sito non si possono usare gli stessi identificativi? Mi sembra una follia! Per esempio io ho trovato un template BEIC sulla pagina [[Autore:Marcello Malpighi]], che adesso punta a https://gutenberg.beic.it/webclient/DeliveryManager?pid=3053086. Questo stesso testo l'ho ritrovato sul nuovo sito e mi pare essere questo: https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE5749381. Dunque l'id è totalmente cambiato, da 3053086 a IE5749381. Eppure nel nuovo sito, nella sezione di destra trovo: Identifier: DIGITOOL3053086 che è l'id vecchio, a parte il prefisso. Dunque se questo identificativo è stato mantenuto, non c'è modo usarlo per atterrare sul nuovo sito, invece di dover "scoprire" l'id nuovo? [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:13, 27 giu 2023 (CEST)
:::@[[User:Candalua|Can da Lua]]: purtroppo no, non si possono usare gli stessi identificativi, perché il nuovo sito ha id diversi, e ti confermo che l'id 3053086 del vecchio sito corrisponde a IE5749381 su quello nuovo, quindi credo che l'unica sia aggiungere, come fatto su Commons, un nuovo parametro che utilizzi l'url https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid= ed eventualmente sostituire in seguito i vecchi id con quelli nuovi. Mi spiace per il disagio. --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 12:47, 27 giu 2023 (CEST)
::::[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]]: sono allibito che siano stati cambiati gli identificativi con tanta disinvoltura. Non si dovrebbe veramente MAI fare una cosa del genere. Già è grave aver cambiato il link del sito. Altro che favorire l'accesso alla cultura, sembra facciano apposta a renderlo più difficile. Vabbè, scusa lo sfogo. Ho cambiato il template in modo che accetti i nuovi id: l'uso rimane lo stesso cioè <nowiki>{{BEIC|id}}</nowiki>, ma se l'id comincia per IE si viene mandati al nuovo link. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:12, 27 giu 2023 (CEST)
:::::@[[User:Candalua|Can da Lua]]: Grande, hai risolto in maniera davvero geniale e semplice la cosa! Adesso capisco perché Alex Brollo abbia lasciato il colpo a te, questo è vero talento!! Un caro saluto e a presto.--[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 16:20, 27 giu 2023 (CEST)
== Antico e nuovo Pascoli ==
Caro Alex,
ti scrivo perché da Google su mia richiesta hanno liberato un libro che è difficilissimo trovare: ''{{GB|NQAzAQAAIAAJ|Antico sempre nuovo}}'' di Giovanni Pascoli. Se me lo controllassi e caricassi su Commons almeno allestirei l'indice qui e comincerei a prenderne le misure. Ti ringrazio tanto! '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 01:40, 8 ago 2023 (CEST)
: {{ping|OrbiliusMagister}} Volentieri, WIP :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:13, 8 ago 2023 (CEST)
:: [[Indice:Pascoli - Antico sempre nuovo.djvu]] --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:19, 8 ago 2023 (CEST)
:::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Ahia. La conversione pdf-djvu falla gli hypen delle parole spezzate a fine riga, il che è un gran fastidio. Cerco un rimedio (mal che vada, Abbyy FineReader). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:02, 8 ago 2023 (CEST)
::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Ripiegato su FineReader, potrei fare un "caricamento preformattato" (correzione di un po' di errori OCR ricorrenti). Ti va? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:29, 8 ago 2023 (CEST)
:::::Ma certo che sì ^__^ ! '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 19:24, 8 ago 2023 (CEST)
== Emergenza ModuloDati ==
Caro Alex,
non capisco come mai, ma dalle colonne mi è scomparso il link alla creazione di ModuloDati sia in Vector2010 che in Vector Legacy!
Volevo mostrarlo a Bodhisattva! Mi dai un'occhiata al suo stato? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 03:44, 17 ago 2023 (CEST)
:Da alcuni giorni ho notato che ModuloDati non funzionava più (ma il link c'era). A dire il vero, ModuloDati ha alcuni grossi difetti, che non sono mai stato in grado di correggere; se la scomparsa del link significa che qualcuno bravo ci sta mettendo mano, la cosa non mi dispiace affatto. Accetterei anche la decisione di rimuoverlo totalmente, uno script che provoca errori non ha molto senso di sopravvivere, a meno che sia possibile la sua sistemazine. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:49, 17 ago 2023 (CEST)
::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Ne sai qualcosa? Tu saresti d'accordo di mandare in pensione lo script? Sbaglia in modo sistematico su tutte le pagine che comprendono sezioni transcluse in ns0 su sottopagine diverse. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:34, 17 ago 2023 (CEST)
:::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]], @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]], lo avevo disabilitato per sbaglio: era appiccicato in testa al gadget "strumenti per la rilettura", che ora scatta solo in edit, mentre il modulo dati deve scattare solo in view. Intanto l'ho ripristinato mettendolo in un gadget per conto suo, poi, Alex, vedi tu cosa vuoi farne. Il codice adesso è in [[MediaWiki:Gadget-ModuloDati.js]]. Se decidi che non lo ritieni più indispensabile, puoi togliere "default" da [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=MediaWiki:Gadgets-definition&diff=prev&oldid=3215401 questa riga] e lasciarlo come gadget opzionale. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:37, 24 ago 2023 (CEST)
::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] e Alex brollo,
::::Per favore non buttiamo via il bambino con l'acqua sporca! Il template PG si appoggia sul Modulo dati e una massa enorme di indici e relative opere transcluse si appoggia su {{Tl|Pg}} dunque a quel che so l'eliminazione del gadget influirebbe si di essi ed impedirebbe la creazione di altri collegamenti biunivoci tra nsPagina e ns0, giusto?
::::Non capisco: mi sto sbagliando e dunque si può eliminare il gadget così innocuamente? illuminatemi e scrollatemi di dosso l'inquietudine, per favore. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 09:53, 24 ago 2023 (CEST)
:::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] No, sono contentissimo che sia stato risolto il problema della sua "sparizione"; ma ha un enorme tallone d'Achille, proprio nella relazione fra nsPagina e ns0, che è il suo aspetto più innovativo. Presuppone che fra nsPagina e ns0 ci sia la famosa relazione univoca una pagina-una sottopagina ns0, il che non è vero: purtroppo una pagina può contenere frammenti (section) di diverse pagine ns0, in genere due, ma in certi casi di più. E' molto curioso che pochi o nessuno se ne sia accorto e abbia quindi vivacemente protestato; la spiegazione è una sola: nella pratica, viene usato poco, e se viene usato poco, è ''necessario''? Un po' come i riferimenti stampati nelle Polizzine di Leopardi, nella nostra edizione di riferimento. Molti sono trascritti male dalla stampa (aimè), ma molti sono sbagliati fin dalla stampa. Quanti lettori dell'opera stampata se ne sono accorti? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:10, 24 ago 2023 (CEST)
::::::PS: Non mi sognerei mai, comunque, di eliminare un gadget così pervasivo senza una lunga discussione nella comunità, e un accurato progetto per sistemare le cose diversamente.... ;-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:19, 24 ago 2023 (CEST)
::::::Ehm... vi racconto una amenità, ma in questo caso ha il suo senso:
:::::::Scrissi una tesi di laurea sul rapporto tra scansione metrica e sintassi nell'esametro omerico, all'epoca abbastanza innovativa.
:::::::Quando mi chiesero quale fosse la parte che ritenevo più importante risposi senza esitazione: la bibliografia! Apparentemente nessuno la leggerebbe, ma raccogliere, controllare e trascrivere in un solo luogo tutti i riferimenti importanti sull'argomento da me trattato avrebbe risparmiato tempo ad altri, avrebbe guidato le ricerche ad altri e nel mio caso era frutto di un vaglio molto puntiglioso.
:::::::Le polizzine sono trascurate da noi ''laymen'' di un argomento, ma chiunque abbia interesse al mondo leopardiano e faccia ricerca si passerà le polizzine e scoprirà gli errori per poi cercare di correggerli. Non sta a noi valutare l'importanza di un testo, sta a noi dare a chi voglia lavorare su di essi gli strumenti per farlo più comodamente. Tra l'altro questo è un gadget di impoertanza enorme che potrebbe seguire l'esempio di eis, dunque vorrei presentarlo ai nostri cugini saggi del subcontinente indiano.
::::::'''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 10:21, 24 ago 2023 (CEST)
:::::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Sta il fatto che adesso il link a ModuloDati è ricomparso, ma non funziona. La console si lamenta del fatto che non trova alcune funzioni. Può essere che dipenda dal fatto che Strumenti per la rilettura scatti, adesso, solo in edit? Se è così, forse la soluzione più semplice sarebbe far scattare anche ModuloDati solo in edit. Altrimenti, con la necessaria pazienza, bisognerebbe fare in modo che trovi le funzioni necessarie anche in view. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:26, 24 ago 2023 (CEST)
::::::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: credo ci debba essere una dipendenza da [[MediaWiki:Gadget-Tools.js]] per la funzione parseSommario, giusto? a me andava, ma forse perché ho già altri gadget che caricano quel file. Prova adesso. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:03, 24 ago 2023 (CEST)
:::::::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Sì! Purgate le varie ''cacche'', ModuloDati è ripartito. Grazie! Io non ero stato capace di sistemare. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:30, 24 ago 2023 (CEST)
== Consiglio ==
sarebbe una consulenza, ma visto che le consulenze si pagano..., proferisco un consiglio.
In questa pagine ([[Pagina:Le monete di Venezia.pdf/58]]) e presumibilmente nelle pagine successive, una parte del testo è un corpo più piccolo. Io ho messo la prima soluzione che mi è venuta in mente (un font-size etc) all'interno di uno tag poem.
Diciamo che la cosa funziona, ma non mi convince troppo.
Una delle cose che non convincono è che se uno decide che .9 em è troppo grande deve andare a smazzarsi per un centinaio di pagine e quindi non lo farà mai.
È possibile creare un tmp che sia in '''Indice:Le monete di Venezia.pdf/styles.css''' o '''Indice:Le monete di Venezia.pdf/Discussione''' e che se uno gli rode mette un .85 a tutte le pagine a posto?
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:03, 18 set 2023 (CEST)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Poem non va bene, in realtà quel testo, per renderlo bene, va visto come una ''tabella'', dotata di una classe (il che permette di fare quello che si vuole manipolando Indice:.../styles.css).
:Se scrivere il codice tabella (peraltro semplicissimo) ti infastidisce, possiamo incorporarlo in un template. Intanto provo a sistemare con codice tabella esplicito. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:31, 19 set 2023 (CEST)
::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Fatto, vedi se ti va bene. Per ora singola tabella di prova in [[Pagina:Le monete di Venezia.pdf/58|pag 58]] (Gabinetto numismatico... ecc). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:01, 19 set 2023 (CEST)
Optime. Gratias tibi ago --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 09:27, 19 set 2023 (CEST)
Anzi "quasi optime". C'è una stranezza: se non c'è una seconda colonna la prima è allineata male (capita - anzi "capitava) se la moneta non è presente nelle tavole). Risolto mettendo un || in più. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 16:23, 19 set 2023 (CEST)
== Indirizzi relativi in IncludiIntestazione ==
Ciao! C'è un modo per cui [[Trattato completo di agricoltura/Volume I/Botanica agricola/2|qui]] (e nelle altre pagine) nei campi Precedente e Successivo, non compaia il primo elemento della sottopaginazione ("Volume I") ma il secondo ("Botanica agricola")? Mi sembrerebbe più logico che il template pescasse quello... [[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 17:59, 18 set 2023 (CEST)
:@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Come vedi dalla cronologia di {{tl|Intestazione}} del template si sta occupando da tempo @[[Utente:Candalua|Candalua]], a cui giro la tua osservazione. Io non ci metto più le mani per non fare disastri :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:04, 19 set 2023 (CEST)
::[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]]: vero, in effetti il template era pensato per 3 livelli (che già era stato difficile da fare), e non ha mai funzionato tanto bene per 4 livelli. Proverò a darci un'occhiata. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:03, 19 set 2023 (CEST)
:::[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]]: dovrei aver risolto! [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:41, 19 set 2023 (CEST)
::::{{ping|Candalua}} Ottimo, grazie mille!--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 08:31, 20 set 2023 (CEST)
== Problema ==
Ciao Alex, ho un pasticcio in [[Indice:LadonnafiorentinaDel_Lungo.djvu|questo libro]] le cui pagine non sono incluse. Me le potresi sistemare tu? Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:14, 24 ott 2023 (CEST)
: {{ping|Giaccai}} Senz'altro spero di potere, ma di preciso il problema qual è? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:20, 24 ott 2023 (CEST)
::Manca del tutto la pagina nello spazio 0. E tutte le pagine non sono transcluse. Ciao e grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 18:35, 24 ott 2023 (CEST)
:::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Sto dando un'occhiata al libro. Ho creato [[La donna fiorentina]], adesso si possono creare le sue sottopagine. Trovo molte scelte corrette, es. l'uso del template Nota separata per le annotazioni, la formattazione fine, i link; eliminerei la transclusione delle pagine delle Note, visto che Nota separata già le transclude all'interno del testo, quindi ho semplificato parecchio il campo Sommario della pagina Indice. Dimmi se c'è ancora qualcosa di problematico. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 05:44, 25 ott 2023 (CEST)
::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Approfondendo la questione delle "foglie aldine", i piccoli ornamenti grafici presenti nella copertina e nel frontespizio, mi sono perso fra centinaia di categorie e di immagini di ornamenti grafici su Commons... una roba da perderci la testa :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:15, 25 ott 2023 (CEST)
:::::in effetti in Commons ci sarebbe moltissimo da categorizzare correttamente. Penso per esempio alle immagini fatte da famosi disegnatori di libri. Es. Carlo Chiosti per Pinocchio https://it.wikisource.org/wiki/Le_avventure_di_Pinocchio/Capitolo_4#/media/File:Le_avventure_di_Pinocchio-pag030.jpg [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:05, 25 ott 2023 (CEST)
::::Grazie. Le note credo le abbia gestite Luigi62, io devo ancora prenderci mano. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:11, 25 ott 2023 (CEST)
:::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Ler "note separate" sono una bella rogna. Ne abbiamo discusso recentemente in bar. Oltre a {{tl|Nota separata}} esistono ben due alterrnative, {{tl|Nsb}} e {{tl|Nsp}}, ognuna con pro e contro. Per fortuna tutte le alternative prevedono che il testo della nota separata venga lasciato là dove si trova, incluso in una section. Quindi, emulando il codice nelle pagine delle note già sistemate, puoi rimandare il richiamo nel testo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:00, 26 ott 2023 (CEST)
::::::Grazie. Si tratta di un lavoro certosino, ma mi impegno a farlo piano piano. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 11:20, 26 ott 2023 (CEST)
:::::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Ho visto, il testo delle Note è molto impegnativo. Brava. coraggio e buon lavoro. Se trovi intoppi sai dove trovarmi :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:37, 26 ott 2023 (CEST)
::::::::Caro Alex, questo lavoro è veramente molto faticoso; non esiste alcun gadget per evitare di scrivere tutte le istruzioni a mano? Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 14:04, 30 ott 2023 (CET)
== RigaIntestazione ==
Buongiorno Alex, è da un po' che non scrivo, sono stati anni travagliati e di discreta crescita su Wikisource. Ti scrivo in quanto aggiusta-problemi (tu, ovviamente): continuando come sempre la "mia" opera summa ([[Giro del mondo del dottor d. Gio. Francesco Gemelli Careri - Vol. VI|Giro del Mondo]]) mi sono accorto che il tasto dell'autoRigaIntestazione non funziona più, nel senso che non esce nemmeno il default senza il testo che dovrebbe crearsi in automatico. C'è qualche soluzione a questo mio intoppo? Grazie! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]). 11:08, 26 ott 2023 (CEST)
:@[[Utente:Modafix|Modafix]] Qual è il tuo ambiente di lavoro? Vector 2022 o il Vector vecchio? Usi il vecchio eis o il nuovo Modifica in sequenza? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:36, 26 ott 2023 (CEST)
::Mi hai posto due domande che da dummy informatico ho avuto difficoltà a capire: ho Vector legacy (2010) e non ho mai attivato il nuovo Modifica in sequenza (sono negato per le cose nuove), ho sempre proseguito come avevo cominciato, sostanzialmente. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]). 11:53, 26 ott 2023 (CEST)
:::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Vedo di emulare il tuo ambiente: niente eis, niente Modifica in sequenza, Vector 2010. Spero di capire il problema. Purtroppo la moltitudine di gadget rende le cose abbastanza fastidiose. Scusami dei tecnicismi :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:55, 26 ott 2023 (CEST)
Mi aggiungo:
:autoRI (quello della riga in basso) non si attiva, e lo stesso il bottone autoPT. Anche il bottone (in altro, tra i "Avanzate") è dormiente e non dà segni di vita.
::p.s. che roba è il "nuovo Modifica in sequenza"? --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 12:58, 26 ott 2023 (CEST)
:::figurati, anzi ho imparato cose di WS di cui non avevo idea. @[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] è esattamente il mio problema, l'ho notato anche per autoPt, non funziona nemmeno negli strumenti incolonnati a destra. Grazie per l'aiuto! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]). 13:47, 26 ott 2023 (CEST)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Nuovo gadget centrale, ispirato a eis. Se non lo vedi quando entri in una pagina, non l'hai attivato. Provalo, ma al momento io continuo a usare eis (sotto vector 2010). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:13, 26 ott 2023 (CEST)
::Vabbè. Anzi: che palle! Ma il tastino che genera il {{tl|Wl}}? Chi l'ha mandato a dormire ? --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 13:24, 26 ott 2023 (CEST)
:::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] @[[Utente:Modafix|Modafix]] Non mi funziona più niente... altro che risolvere il vostro problema... ho segnalato la cosa a Candalua in bar tecnico, speriamo bene. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:04, 26 ott 2023 (CEST)
::::Ottimo. Così mi riposo. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 15:06, 26 ott 2023 (CEST)
:::::Grazie davvero! Mi do alla rilettura allora :D [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]). 13:47, 26 ott 2023 (CEST)
::::::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] @[[Utente:Modafix|Modafix]] Il problema generale è (quasi) risolto. Riprovate e sappiatemi dire cosa ancora non funzia. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:47, 31 ott 2023 (CET)
:::::::Ahimè non danno segni di vita nè autoRI nè autoPt. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 13:58, 31 ott 2023 (CET)
::::::::Aspettiamo speranzosi. E poi le altre wiki hanno tanto bisogno di aiuto :-) --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 14:28, 31 ott 2023 (CET)
:::::::Segnalo risoluzione del problema autoRI e autoPt (ma quanto sono belli sti strumenti?), e ringrazio umilmente. Ma poco fa ho notato che sono scomparsi gli strumenti per la rilettura nella colonna a sinistra, nè funzionano i comandi alt+n°. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 10:19, 2 nov 2023 (CET)
::::::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Oibò! Verifico. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:22, 2 nov 2023 (CET)
:::::::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Travestito da Alex brollo bis, a me la sidebar sembra regolare. Prova a ricaricare i gadget (immagino che a te sia stata caricata una versione non funzionante di un gadget, in corso di revisione). Per ricaricare i gadget aggiornati vai in Preferenze->Accessori, disabilita il primo gadget che trovi, salva, poi riabilitalo e salva di nuovo. Sappimi dire.
:::::::::Prova anche ad aprire il nostro Trova e sostituisci, e premi il pulsante "Trova successivo", dovrebbe essere visualizzato un messaggio che avvisa che il pulsante non è abilitato (è ancora in fase di test). [[User:Alex brollo bis|Alex brollo bis]] ([[User talk:Alex brollo bis|disc.]]) 10:31, 2 nov 2023 (CET)
::::::::::Fantastico! Ora tutto è tornato funzionante. Grazie per aver aggiustato l'internet! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 10:36, 2 nov 2023 (CET)
:::::::::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Grazie, ma.... sto solo aggiustando pasticci fatti personalmente :-(. Spero solo che @[[Utente:Candalua|Candalua]] abbia compassione... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:51, 2 nov 2023 (CET)
== RigaPunteggiata/doc ==
Non mi è chiaro cosa fare per evitare che metta punti per tutta la larghezza della pagina. Dal testo smbra che sia possibile farlo ma manca completamente la descrizione della sintassi. Mi sembra.
Può darsi che dipenda dal fatto che, come dice mia m., sia un po' "rinco".
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 12:44, 31 ott 2023 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] la documentazione era laconica. Ho aggiunto un paio di esempi. Un parametro <code>l</code> seguito da una percentuale consente di determinare la lunghezza della riga, in percentuale rispetto allo spazio disponibile, ma alle volte non è quello che serve. Dammi il nome della pagina che contiene il busillo e vedo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:45, 31 ott 2023 (CET)
Niente di particolare. Solo che quella "l" sembrava uno "/". Una sola domanda "l= " solo percento o anche altre unità? --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 14:31, 31 ott 2023 (CET)
: @[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Qualsiasi unità. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:45, 31 ott 2023 (CET)
== Problema formattazione ns0 ==
Ciao Alex, ti disturbo nuovamente per una questione di formattazione a cui non riesco a venire a capo, essendo tu uno stregone di WS. Ho pensato di aver regolarmente formattato [[Pagina:Barbaro, Camagna - Per Cannatà Girolamo, P. Lombardi, 1900.djvu/3|questa pagina in nsPagina]], ma il problema è che si scompagina tutto appena vado su ns0. Cosa sto sbagliando? [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 09:02, 16 nov 2023 (CET)
:@[[Utente:Modafix|Modafix]] Messaggio ricevuto, appena posso guardo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:25, 16 nov 2023 (CET)
::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Il problema, che non ho capito, stava del blocco rotate. L'ho sostituito con un'oimmagine, con qualche trucco di posizionamento relativo. Vedi se ti va bene. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:06, 16 nov 2023 (CET)
:::Problema risolto con il tuo stratagemma, grazie! Sostanzialmente si sovrapponeva l'indice e il riquadro dell'edizione [[Per Cannatà Girolamo|in questa pagina]]. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 11:23, 16 nov 2023 (CET)
::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Sì, era come se le div si fossero ingarbugliate. Boh? Nota il parametro alt dentro il codice immagine: il testo presentato come immagine è esportato in eventuale esportazione di puro testo. Almeno lo spero....[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:36, 16 nov 2023 (CET)
:::::Sì, infatti mi aveva incuriosito e lo spero pure io, non sapevo come risolvere dal punto di vista teorico la decisione immagine vs testo, ma così comunque la resa grafica è sicuramente migliore. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 11:50, 16 nov 2023 (CET)
::::::Giuro che è l'ultima volta, ma mi è stato consigliato di chiederti per inserire [https://archive.org/details/bub_gb_sMUPlto-TzYC/page/n9/mode/2up questo testo]. Altrimenti posso caricarlo io su Commons e poi usare il pulsante "Trascrivi il testo", che [[Per Cannatà Girolamo|qui]] ho trovato particolarmente utile. Come meglio preferisci. Ovviamente un grazie in ogni caso. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 16:01, 17 nov 2023 (CET)
:::::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Perchè l'ultima volta?
:::::::Faccio il solito giretto con i cani e poi mi ci metto. Preferisci il pdf o una conversione djvu? Se non prevedi un Match and split, ormai le due cose sono equivalenti. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:09, 17 nov 2023 (CET)
::::::::Va benissimo il djvu, o comunque come ti viene più comodo! Mi adatto facilmente e non mi cambia nulla. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 16:16, 17 nov 2023 (CET)
== Gibbon ==
Ciao, mi dispiace per aver abbandonato i capitoli successivi al 42 in uno stato pressoché illeggibile con le note inserite in mezzo al testo dove non dovrebbero stare. Fino al capitolo 42 avevo risistemato a mano poco alla volta inserendo le note dentro i ref e spostandole in corrispondenza del numeretto corrispondente. Poi però dieci anni fa ho abbandonato la wikificazione dei capitoli di Gibbon lasciando i capitoli dal 43 al 71 in quello stato. Purtroppo in questo periodo non ho neanche tempo libero e quindi non posso dare una mano per rimediare. Segnalo comunque l'esistenza delle pagine [[Storia della decadenza e rovina dell'Impero romano/Saggio di confutazione de' due capi 15 e 16]], [[Storia della decadenza e rovina dell'Impero romano/Riflessioni d'ignoto autore sopra i capitoli XVII, XVIII, XIX, XX, XI, XXII, XXIII, XXIV e XXV]], [[Storia della decadenza e rovina dell'Impero romano/Riflessioni d'ignoto autore sopra i capitoli XVI, XXVII e XXVIII]], su cui non è stato ancora effettuato match e split (le pagine risultano orfane).--[[User:Casmiki|Casmiki]] ([[User talk:Casmiki|disc.]]) 15:08, 22 nov 2023 (CET)
:@[[Utente:Casmiki|Casmiki]] Grazie! Per fortuna nel tempo ho accumulato attrezzi utili, e ho scovato il modo di recuperare e sistemare le note al loro posto. Ci sono intoppi, ma occasionali. tecnicamente, aiutandomi con python, smonto il file ePub e estraggo quello che mi serve. Purtroppo ho dovuto rullare il testo di parecchi capitoli, perdendo la formattazione aggiunta a mano; ma chissà, dopo finita la prima passata forse scoverò il modo da recuperarla dalle vecchie versioni. Appena il lavoro è concluso, ti avviso. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:14, 22 nov 2023 (CET)
::@[[Utente:Casmiki|Casmiki]] ... e grazie per la segnalazione dei testi accessori! Mi erano completamente sfuggiti. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:20, 22 nov 2023 (CET)
:::@[[Utente:Casmiki|Casmiki]] Completato l'inserimento del testo, ''comprese le annotazioni''. Passo alla rilettura (abbastanza veloce: trascuro l'inserimento degli Ac e a maggior ragione dei Tc, mi sono abbastanza odiosi; mi concentro sulla corretta suddivisione del testo in pagine e su formattazione di corsivi e centrature; gli errori nella grafia sono rarissimi). Sono incerto sulla struttura generale: un testo monoblocco o una suddivisione in volumi indipendenti, uniti in una raccolta? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:19, 30 nov 2023 (CET)
Sì, per me va bene (la formattazione delle indicazioni dell'anno). Segnalo che nel capitolo 43 sono state inserite solo le prime 10 note.--[[User:Casmiki|Casmiki]] ([[User talk:Casmiki|disc.]]) 10:39, 6 dic 2023 (CET)
:@[[Utente:Casmiki|Casmiki]] Grazie della segnalazione! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:02, 6 dic 2023 (CET)
::@[[Utente:Casmiki|Casmiki]] Sistemato. L'algoritmo di inserimento note si era bloccato per ''un semplice punto esclamativo imprevisto''.... :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:53, 6 dic 2023 (CET)
== Inventione de Nicolò Tartaglia ==
Ari-ciao!
Gironzolando fra vari testi mi sono imbattuto e ho preso a cuore (anche per la complessità stimolante) l'[[Inventione de Nicolò Tartaglia]], che ho visto lasciato a se stesso da qualche anno. Ho iniziato pertanto la trascrizione delle pagine rimanenti, ma leggendo quelle precedenti già trascritte ([[Pagina:Inventione de Nicolò Tartaglia.djvu/38|tipo questa]]) ho notato l'utilizzo del template Var, per una eventuale edizione diplomatica immagino, per quanto riguarda diverse abbreviazioni. Avendo notato il tuo lavoro sul Vasari, e letto della presenza di un inizio di edizione diplomatica di quel testo, mi stavo chiedendo se la trascrizione di Tartaglia andasse proseguita con i vari template Var o semplicemente sciogliendo le abbrevazioni.
P.S.: oltretutto mi sto rendendo conto che l'opera non si dovrebbe chiamare ''Invenzione di Nocolò Tartaglia'', ma ''Nova Scientia''. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 12:07, 29 nov 2023 (CET)
:@[[Utente:Modafix|Modafix]] La doppia trascrizione diplomatica/critica è una idea affascinante ma si è rivelata molto complessa (con il risultato di scoraggiare i trascrittori talora fino all'abbandono). Non la proseguirei. Preferirei, piuttosto, eseguire "edizioni wikisource" separate, lavorando su due indici indipendenti. Non è possibile, temo, ricavare due pagine Indice dallo stesso file djvu o pdf; ma niente impedirebbe di caricare due file distinti dalla stessa fonte, basta una differenza minima e irrilevante a fini di trascrizione.
:Quello che invece si può fare senza difficoltà è ''transcludere su pagine ns0 diverse le pagine provenienti dalla stessa pagina Indice''. Quindi, niente impedisce che tu lo faccia nel caso del testo che ti interessa, senza modificare la precedente versione ns0 organizzata sull'idea "var". [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:55, 29 nov 2023 (CET)
::Non sono sicuro di aver capito, non credo di avere le conoscenze adatte: nell'ultima tua ipotesi, quali sarebbero le differenze fra le pagine ns0 finora create e quelle ns0 diverse? [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 14:20, 29 nov 2023 (CET)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Tu che ne dici? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:24, 29 nov 2023 (CET)
:::Cari @[[User:Modafix|Modafix]] e @[[User:Alex brollo|Alex brollo]],
:::Intanto chiarisco l'aspetto '''operativo''' per la rilettura:
:::Purtroppo ho potuto constatare che il template è stato usato molte volte a sproposito:
:::# Le legature come "cõmodo" o simili vanno sciolte in "commodo" e basta, non in <nowiki>{{Var|cõmodo|comodo}}</nowiki> con doppio errore. Chi lo ha usato ha preferito modernizzare anche dove non era necessario: eliminiamolo
:::#Ugual discorso per casi come <nowiki>{{Var|ouer|over}}</nowiki> dove la normalizzazione di "u" e "v" non richiedono questi template (altrimenti in poche pagine saturiamo di template le transclusioni in ns0). anche in questo caso si normalizzino all'uso moderno le "u" e le "v" e via.
:::#sugli <nowiki>{{Var|&|et}}</nowiki> altrettanto: si tratta di un retaggio della tachigrafia amanuense che sicuramente era letto e pronunciato come la nostra congiunzione attuale: anche in questo caso non vedo necessità di mantenerlo o di usare template di distinzione.
:::Spero di aver spiegato quanto già scritto in [[Wikisource:Convenzioni di trascrizione]].
:::Ora spiego l'aspetto '''teorico''' sulla trascrizione come edizione Wikisource.
:::*Quando trascriviamo effettuiamo comunque qualche piccolo adattamento, come quelli qui elencati sopra: la nostra è dunque una riproduzione parzialmente ''infedele'';
:::c'è chi ha proposto una edizione totalmente diplomatica in cui mantenere anche quel poco che abbiamo deciso di normalizzare, mettendo in ogni singola pagina ''due'' trascrizioni, una diplomatica e una che segue le convenzioni di trascrizione.
:::Queste trascrizioni corrispondono a due section transcluse separatamente in modo da avere in ns0 due versioni della stessa pagina.
:::A me e a molti altri utenti l'idea di revisionare due trascrizioni di una medesima pagina non è mai piaciuta.
:::Alex proponeva di prendere un medesimo file Djvu e caricarlo due volte su commons con nomi infinitesimamente diversi, trascrivendo le pagine del primo con le convenzioni normali, quelle del secondo con la trascrizione diplomatica.
:::Di nuovo mi sembra una forzatura, e la lascio all'ardore di utenti più indefessi di me. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 15:54, 29 nov 2023 (CET)
::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Concordo con Edo. I grandi di frwikisource al proposito hanno una bella convenzione: dichiarano, fin dall'inizio, il loro stile di trascrizione (dalla trascrizione modernizzata, alla trascrizione diplomatica stretta), il che impone a tutti i contributori di procedere con lo stesso stile. Questo permette di adottare "convenzioni di trascrizione" diverse da caso a caso. Un esempio: in [[Orlando furioso (sec. la stampa 1532)]] la trascrizione dovrebbe essere diplomatica stretta, ignorando le convenzioni generali di trascrizione; il senso dell'edizione è proprio quella di riprodurre fedelmente un'antica edizione. Ma... anche i rilettori più indefessi alla fine si sono ''defessionati''. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:22, 29 nov 2023 (CET)
:::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Meglio fesso che indefesso, in questo caso: l'idea di operare su una doppia versione, tanto più diplomatica e con abbreviazioni sistematiche, mi fa impallidire, d'altronde Wikisource è un bel passatempo, e che rimanga bello. Prima di cimentarmi in questa opera, ho letto e riletto le convenzioni di trascrizione e avevo concluso che fosse meglio sciogliere le abbreviazioni per favorire una lettura più scorrevole del testo, quindi ho proceduto così. Proseguirò con questa opera come avevo iniziato ed eliminerò nelle pagine già trascritte i template Var (così che nella rilettura per SAL 100% non si creerà confusione nella correzione degli eventuali errori)! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 18:24, 29 nov 2023 (CET)
== Monete di Venezia ==
Qui ([[Pagina:Le monete di Venezia.pdf/431]]) ma anche nelle pagine immediatamente precedenti e in quelle successive c'è un continuo riferimento alla pagine del testo. Io ho risolto con <nowiki>{{Pt|[[../203|pag. 186]]|[[../Marino Falier#pagename283 |pag. 186]]}}</nowiki> e simili. Non è che esiste un qualche tmpl che automatizza il tutto. Per la prima parte ovviamente credo di possa fare un qualcosa.
Poi ho un'altra domanda sulla regex.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 12:38, 7 dic 2023 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Sì, c'è, è il famoso tl {{tl|Pg}}, che trasforma automaticamente il numero pagina (così com'è scritto) nel link alla pagina giusta in nsPagina, ma anche al link al capitolo giusto (aimè... non sempre...) nella transclusione ns0. Però per farlo funzionare bisogna che sia disponibile il Modulo Dati, e per costruire il Modulo Dati occorre che i campi pagelist e Sommario di Indice siano estremamente semplici, rigorosamente standard, senza alcun abbellimento.
:Questo è il motivo per cui, per poter attivare Pg, ho dovuto modificare profondamente la pagina Indice.
:Adesso Pg funziona: vedi un paio di esempi all'inizio di [[Pagina:Le monete di Venezia.pdf/431]]. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:25, 8 dic 2023 (CET)
::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] PS: senza Pg, affrontando certo paurosi indici analitici, sarei semplicemente defunto. Il problema degli errori è il seguente: se una pagina è suddivisa in section transcluse separatamente in diverse sottopagine ns0, non ho scovato il modo di far puntare sulla sottopagina giusta... il dato semplicemente ''non esiste'', e quindi non può essere indovinato dall'algoritmo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:37, 8 dic 2023 (CET)
Intanto <big>'''grazie'''</big>. Per casi particolari (ad esempio elenco monete e bibliografia) uso il sistema "tradizionale": metto l'ancora e punto a quella. La seconda domanda che è un po' complessa (per me) la faccio dopo. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 13:19, 8 dic 2023 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Guarda che con Pg puoi puntare anche un'ancora, se c'è; basta aggiungerla al numero pagina. Dove ne trovo una per verificare/esemplificare? Mi scuso ancora per averti manomesso il pagelist e il sommario... ma adesso che il Modulo Dati è costruito, probabilmente si potrebbero riportare le cose com'erano. Due cose vanno accuratamente evitate: niente virgolette e niente spazi all'interno del nome delle pagine su pagelist, quindi non 444="Tab. X" ma 444=TabX, pazienza se è bruttino. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:54, 8 dic 2023 (CET)
::Ci ho provato a pag. [[Pagina:Le monete di Venezia.pdf/432|432]]. Controlla se ho capito. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 18:13, 8 dic 2023 (CET)
:::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Sì, proprio così. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:25, 8 dic 2023 (CET)
== problemi su en.wikisource ==
caro Alex, mi segnalano [https://en.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bot_requests#Index:Vasari_-_Lives_of_the_Most_Excellent_Painters,_Sculptors,_and_Architects,_volume_1.djvu questa cosa] che per me è arabo. Penso possa interessarti. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 09:47, 8 dic 2023 (CET)
Mi sono sbagliata; in realtà hanno cancellato tutti i link da Source a Wikidata, perchè pare non siano link ammessi.. Pensi che debba spiegare perchè lo abbiamo fatto? Ciao
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Mistero. Temo che sia un segno che utenti, anche autorevoli, del mondo wiki non abbiano digerito a fondo la rivoluzione wikidata e la bestialità (peccato originale del mondo wiki) di usare un campo variabile (il nome della pagina) come bersaglio di un link. Ho provato a inserirmi nella discussione, ma non sono ottimista. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:00, 8 dic 2023 (CET)
::Grazie; ho visto che sono restii e credo non ci sia niente da fare. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:07, 8 dic 2023 (CET)
:::E' una di quelle discussioni "filosofiche" che odio. Peggio per loro. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:55, 8 dic 2023 (CET)
::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] La risposta di Xover chiarisce un punto. Un problema è il link verso wikidata, un problema diverso il tipo di entità puntata dal link. E' ragionevole che i link di wikisource puntino su pagine di wikisource reali o almeno potenziali, e quindi siano limitati a pagine Autore o a pagine di testi (nel caso di itwikisource, anche su pagine Opera, ma penso che siamo gli unici ad averle escogitate). Se questa è la convenzione di un progetto, occorre rispettarla. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:10, 8 dic 2023 (CET)
:::::grazie; in effetti se questa è la loro policy non possiamo contraddirla. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 16:07, 9 dic 2023 (CET)
== Monete di Venezia 2 ==
(a volte ritornano, purtroppo....)
Pensavo di mettere nel memoRegex questa stringa:
<nowiki>"£(.+?)£":["(regex)","pag. {{Pg|$1}}","g"],</nowiki>
tre domande:
# funziona?
# c'è da qualche parte qui su WS una pagina in cui si spiega qualcosa sulla faccenda?
# se dovessi farne un'altra con magari dei ritorni a capo per creare una piccola tabella (esempio a seguire) come devo scrivere la regex?
{| align= center
|-
|aaa||casa
|-
|bbb||chiesa
|}
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 15:28, 9 dic 2023 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] "Funziona?" Fra le cose "mie", c'è un nuovo strumento: un pulsante aggiuntivo "Trova successivo" infilato nel nostro Trova e sostituisci. Evidenzia, una dopo l'altra, tutte le stringhe catturate dalla regex. Un sistema formidabile per vedere se una regex funziona come previsto o no. Te la monto?
:Per quanto riguarda l'inserimento massivo dei tl|Pg nelle pagine, spesso avviene che i numeri pagina siano quasi ''gli unici numeri presenti nel testo''. Guardando con più cura, sono spessissimo ''gli unici numeri preceduti da uno spazio'': es. quelli in RigaIntestazione non lo sono. Una regex molto semplice, <code> (\d+)</code> pesca tutti questi numeri preceduti da uno spazio, e il codice sostituzione <code><nowiki> {{Pg|$1}}</nowiki></code> li sostituisce con il numero inserito in un template Pg. Il tuo caso è molto particolare, in genere negli indici analitici i numeri sono singoli alla fine della riga; in questo caso, con alcuni accorgimenti, l'intero template Vi, compreso il tl Pg, viene applicato in un colpo solo con una singola regex.
:Il caso della tabella è interessante. C'è un gadget, TableMaker, che costruisce una tabella a partire da un testo; basta che ogni riga sia su una riga di testo, e che i campi siano suddivisi da <code>||</code>. Una regex preliminare può inserire al loro posto i caratteri <code>||</code>, poi si selezionano le righe, si pigia il pulsante del gadget, fine: si produce una tabella grezza che poi si poò rifinire a mano. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:17, 25 dic 2023 (CET)
Monta.
Il problema "tabella" è molto semplice: il testo della tabelle è sempre quello. Ma si ripete frequentemente.
Ora faccio semplicemente copia-incolla e inserisco l'unica variante, che è un numero. Pensavo di mettere una sequenza tipo zxc (uno di seguito all'altro nella tastiera) che dia un
<nowiki>{| class=Brollo </nowiki>
|esperto wikisorcio||da Ljubiana
|-
etc.
Il mio problema di fondo è che non so cosa devo mettere al posto del ritorno a capo.
Più in generale non so come si costringe a mettere una spazio, un ritorno a capo etc. Credo che sia anche possibile indicare una cifra, tipo: ogni volta che trovi una sequenza del tipo Carlo x (ove x è una qualsivoglia cifra) sostituisci con il "bellissimo Marcello Mastroianni" ripetendo la cifra, ma se Carlo non è seguito da cifra passa oltre. Insomma un manuale di regex ''{{Wl|Q286568|ad usum delphini}}'' c'è? E se c'è, dove è?
Comunque oggi mi sono ingozzato di schifezze e mi duole l'addome. Così imparo.
Buon Natale.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 20:33, 25 dic 2023 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Per motivi misteriosi la mia risposta era rimasta in un limbo, e solo ieri sono riuscito a disincastrarla.
:Due domande preliminari sulle regex:
:# usi il nostro Trova e sostituisci?
:# se sì, vedi, fra i pulsanti, uno "Trova successivo"?
:Per manovrare le regex occorre superare un punto morto, oltre il quale le cose smettono di essere una fitta nebbia, e diventano un sentiero accidentato ma praticabile. Io ci ho messo un bel po', inciampo ancora spesso negli ostacoli, ma in qualche modo ce la faccio. Ci sono folle di tutorial, ma non servono a nulla se non si prova e si riprova. Per provare e riprovare non ho trovato strumenti migliori di [https://regex101.com/ questo sito], ma mi raccomando: seleziona il "Flavour" ECMAScript. fatto questo, potrai sperimantare qualsiasi cosa come se fossi in Trova e sostituisci, e c'è un'ottima probabilità che sia le regex, che le formule di sostituzione possano essere semplicemente copiaincollate dal sito a wikisource, e da wikisource al sito.
:In Trova e sostituisci, una volta attivata la sua opzione regex, il carattere a capo si scrive semplicemente come <code>\n</code> sia nella regex che nel campo sostituzione, e diventa un carattere come tutti gli altri. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:43, 26 dic 2023 (CET)
FUNZIONA!!! (\n) Mo' me studio er resto. Due-tre anni, tanto che arrivo a 80 tondi e imparo tutto. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 18:27, 26 dic 2023 (CET)
== Corano e template v ==
Il Corano che stai trascrivendo richiede di usare il template {{tl|v}}? Se sì, posso darti una mano ad inserirlo e ti consiglio di dare un'occhiata [[Utente:Sciking/TheEvangelizer.js|qui]]. [[User:Sciking|Sciking]] ([[User talk:Sciking|disc.]]) 23:30, 24 dic 2023 (CET)
:@[[Utente:Sciking|Sciking]] Non ci avevo pensato affatto. Il template v, così com'è, modificherebbe parecchio lo stile tipografico della pagina, che è semplicissimo. Inoltre in fondo al testo non esiste un indice analitico con link ai versetti, cosa che mi avrebbe senz'altro suggerito di farlo. Direi di rimandare la decisione a una fase più avanzata della trascrizione; sarà facile sistemare, vista la semplicità e l'uniformità del testo. Nel frattempo darò un'occhiata al tl v: forse può essere modificato in modo da ottenere un effetto tipografico diverso opera per opera, pur mantenendo lo stesso "motore".
:Potrei decodificare lo script js, ma... mi dai una mano? Precisamente, cosa fa? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:03, 25 dic 2023 (CET)
::@[[Utente:Sciking|Sciking]] Ho esaminato il codice del template V, è un template molto vecchio (pre-proofread), strano nei risultati, e molto rigido. Il Corano non ha un indice analitico che richiami i versetti, ma nelle note ha frequenti rimandi a capitolo-versetto, e quindi qualcosa è necessario per risolvere questi link; ma bisogna pensarci bene. distinguendo i vari problemi: 1. come inserire comodamente un'ancora all'inizio del versetto; 2. come visualizzare "elasticamente" il testo che fa da ancora (numero versetto + punto oppure l'intero testo del versetto); 3. con che codice creare il link che punta al versetto; 4. se deve funzionare solo in ns0 (facile) o anche in nsPagina (difficilotto).
::Bello sarebbe risolvere tutti questi problemi modificando direttamente il codice del template V, a patto che resti una compatibilità con i vecchi inserimenti. Il problema 1 ammette una soluzione elastica sfruttando le pagine styles.css di Indice: assegnando all'ancora una classe, poi in styles.css, opera per opera, si potrebbe sistemare la sua particolare visualizzazione.
::Sta il fatto che qualsiasi sia la soluzione, può essere tranquillamente rimandata: solo i versetti iniziano con qualcosa beccato dalla regex <code>\n\d+\. </code> quindi possono essere ripescati ed elaborati in vari modi, anche via bot. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:05, 26 dic 2023 (CET)
:::Ci sarebbe anche il template {{Tl|vb}} in caso. [[User:Sciking|Sciking]] ([[User talk:Sciking|disc.]]) 16:52, 26 dic 2023 (CET)
::::@[[Utente:Sciking|Sciking]] Ci sono delle grosse differenze; la più notevole è che crea ''un'ancora'', ma non ''un codice link''. Il nome, Vb, probabilmente è abbreviazione di "V per bibbia". [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:42, 26 dic 2023 (CET)
== Nuova scoperta della ruota ==
Caro Alex,
dopo i sonetti dei poeti marinisti ho scoperto una nuova serie di testi "trascritti due volte" dalla stessa fonte: Leggi qui:
*Il 7 novembre 2006 [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussione:Sonetti_dei_mesi&diff=prev&oldid=63626 do una fonte ai tredici sonetti di Folgore da S. Gimignano] prendendola da Bibliotecaitaliana, che a sua volta si appoggia agli ''Scrittori d'Italia'' Laterza
*a maggio 2017 comincia l'avventura [[Wikisource:Scrittori d'Italia|Scrittori d'Italia]],
*il 18 giugno 2018 viene caricato [[Indice:AA. VV. – Sonetti burleschi e realistici dei primi due secoli, Vol. I, 1920 – BEIC 1928288.djvu]], cioè la fonte dei sonetti di Folgore da S. Gimignano indicata nel 2006...
*...ma questi sono transclusi in ns0 ''di nuovo'' con il titolo costituito dal primo verso, per tal motivo ''[[A la brigata nobile e cortese]]'' è a tutti gli effetti il clone proofread di ''[[Sonetti dei mesi/I]]''
Conseguenza:
#Che bello: possiamo eliminare una trentina di sonetti (forse anche di più controllando altri autori come [[Autore:Cenne da la Chitarra|Cenne da la Chitarra]])!
#C'è modo di scoprire tra i caricamenti derivati da BibliotecaItaliana altri eventuali casi di duplicazione inavvertita come questo?
Buon anno, caro amico: a Bari io e Salvatore ti abbiamo pensato parecchio. La prossima edizione di ItWikiCon potrebbe essere molto più vicino a dove stai... comincia a pensarci. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 10:06, 1 gen 2024 (CET)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Buon anno anche a te!
:Ci penso un po'. Il problema è simile a quello dell'appaiamento naked-proofread delle migliaia di sonetti di Belli. Ci penso un po'. Immagino che ci sia da lavorare un bel po' in Excel, a partire da due elenchi di tutti i sonetti di wikisource, naked e proofread. Quando sarò soddisfatto della completezza, cercherò di fare un altro passo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:21, 1 gen 2024 (CET)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Difficile! Ci sono legioni di sonetti non categorizzati come tali; oltre alla difficoltà di risolvere il problema delle "corone" e di altri raggruppamenti oltre alle selve di redirect. La prima idea sarebbe che forse sarebbe opportuna una "caccia al sonetto", completando la loro categorizzazione usando il campo "argomento" di Intestazione o il campo "arg" del tl Qualità nelle sottopagine. Mi imbatto poi in [[Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta)]] naked, con il suo corrispondente [[Le rime di M. Francesco Petrarca]] proofread ma abbandonato... finisco [[Corano]] e poi ci rifletto. Ma sono sgomento. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:01, 2 gen 2024 (CET)
== Scusami ==
<del>C'è un problema su [[Modulo:Dati/Le monete di Venezia.pdf]]. </del>
<del>La Tavola XIII (che si dovrebbe trovare da qualche parte) manca all'appello</del>
Manca nel file. Il file "di riserva" è addirittura senza le tavole. Spero di riuscire a fare qualcosa. Dovrei trovare una copia originale del testo e fotografare la pagina mancante all'appello.
Ti aggiorno appena possibile.
Intanto scalda bene i muscoli.
Per il resto: sono ancora vivo e sono riuscito a sopravvivere ai festeggiamenti per la fine del 23 (che a roma poi è il foro al termine del tubo digerente)
Buon anno. [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:52, 1 gen 2024 (CET)
{{Centrato|Dovrei averla trovata. Fa un po' schifo, ma c'è.}}
È su {{gb|PWU-AQAAMAAJ|questa}} versione, una decina di parine prima della fine. Fammi sapere che devo fare.
Scusami di nuovo.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:58, 1 gen 2024 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Auguri! Sono azzoppato, ho in prestito un pc altrui in cui non voglio installare niente. Abbi pazienza un paio di giorni. Appena recupero i miei attrezzi dovrebbe essere una cosa facile. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:12, 1 gen 2024 (CET)
::Grazie per la risposta. Non ci corre dietro nessuno. Fai con comodo. Mi spiace per la "gamba". Appena "ti togli l'ingessatura" fammi un fischio. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 18:16, 1 gen 2024 (CET)
:::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Ho un nuovo pc. Mi muovo in modo un po' incerto, ma dovrei essere riuscito a farcela. Se un giorno riuscirai a procurarti immagini MOLTO migliori delle tavole, non esitare a passarmele per sistemare il pdf o almeno per ricaricare i crop. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:38, 4 gen 2024 (CET)
::::Bene. Babbo Natale (che poi sarebbe s. Nicola di Bari) ha fatto il so dovere... [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 09:44, 5 gen 2024 (CET)
:::::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Avendo un pc nuovo e vuoto, sfrutto l'occasione per verificare quali sono gli strumenti essenziali per lavorare in wikisource in "stile Alex". Per ora vedo che mi sono risultati indispensabili:
:::::# un ottimo editor di testo (Notepad++)
:::::# DjvuLibre per manipolare i file djvu
:::::# PDFSAM per manipolare i file PDF
:::::# OpenOffice Calc per manipolare file tipo Excel, complementare all'editor di testo
:::::# XnView per manipolare immagini
:::::NON risultano indispensabili:
:::::# pdf2djvu (c'è un servizio online eccellente)
:::::# python per far correre il bot o altro (c'è l'ambiente PAWS accessibile via browser)
:::::# ABBYY FineReader (i tool OCR di Mediawiki sono eccellenti)
:::::[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:12, 5 gen 2024 (CET)
Mi viene in mente una cosa: dovremmo avere una pagina WS del tipo "consigli per gli acquisti". Hai fatto un elenco di strumenti che ritieni validi: questo elenco dovrebbe essere lì dentro. Ovviamente nella sezione "Windows" (poi la stesse cose per "Linus" o "Mac" o "Android" etc.) --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 11:52, 5 gen 2024 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Una volta l'idea mi sarebbe piaciuta... ma ormai mi rendo conto che lo "stile Alex" è troppo personale e probabilmente anche molto retrò. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:59, 5 gen 2024 (CET)
== La giusta prospettiva ==
Caro Alex,
scusa se rompo ma non lo farei se non fosse necessario. Permettimi di dissentire su una tua scelta che se trascurata creerebbe un precedente pericoloso che non approvo: '''non approvo l'uso di {{Tl|sezione note}} in nsPagina.'''
Il template sezione note è stato pensato per il ns0. È finito in nsPagina per sbaglio durante le manovre di M&S e con un piccolo tweak è stato reso invisibile in nsPagina, ma il suo scopo non è di comparire in nsPagina: significherebbe trasformare lo sbaglio in "nuova normalità": il progetto è già abbastanza complesso: non aggiungiamo un altro interrogativo dalla risposta non banale a chi vuole imparare a formattare.
Ecco, questo è il ''memento'' da non scordare: '''mettiamoci al servizio degli utenti apprendisti''': c'è un'esigenza di formattazione sulla pagina? purché l'utente novizio possa scrivere <nowiki>{{esigenza|effetto}}</nowiki> e risolvere il suo problema possiamo complicare ciò che si cela dietro quelle graffe finché ci pare, ma non ragioniamo da ''utenti che sanno'' per risolvere le nostre questioni personali supponendo che chi legge il codice recuperi tutto il retroscena storico non documentato...<br />
infine immagino con giusta preoccupazione il momento in cui chiunque provi a formattare in nsPagina con visual editor! '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 09:44, 3 gen 2024 (CET)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] ''By example'', essendomi imbattuto in miriadi di Sezione note in nsPagina, avevo dato per scontato che fosse uno standard. Poco male per [[Corano]], sto sistemando le cose per una revisione pagina per pagina per l'aggiunta delle ancore sui numeri di versetti e relativi link (tutti contenuti nelle annotazioni); mi costa poca fatica spostare i Sezione note. Riguardo al template per le ancore, escluderei {{tl|V}}, che anzi sarebbe da categorizzare come Superato, mentre merita attenzione {{tl|Vb}}; ma lo riesamino.
:Per quanto riguarda Visual Editor (e anche Vector2022) lascio il compito ad altri; provo una profonda antipatia per entrambi, e lascio il campo libero. Nel momento in cui sarà indispensabile adeguarsi, lo farò, ma non prima. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:09, 3 gen 2024 (CET)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] L'idea di mettere Sezione note in nsPagina mi piaceva per il fatto che durante il lavoro in nsPagina si sa se serve o no (se ci sono, o no, note). In ns0 non si sa, lo si scopre solo con preview o dopo salvataggio pagina. In più, per questioni di automazione, mi attira l'idea che il codice di transclusione in ns0 sia minimalista, essenziale. Ma non farò fatica a rinunciare. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:22, 5 gen 2024 (CET)
== Modulo:Dati/Le monete di Venezia.pdf ==
Serve ricetta:
[[Pagina:Le monete di Venezia.pdf/280]]: qui metto il solito {{tl|pg}} ma.... purtroppo sulla stessa pagina ci sono due documenti. Mentre se clicco dalla pagina va al posto giusto, se vado nel PAGENAME finale non capisce più nulla e va al posto sbagliato (lo fa perché gli sto antipatico).
Come dovrei correggere ?
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:14, 5 gen 2024 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Aimè, è un bug inevitabile. Si risolve solo rinunciando al tl|Pg e scrivendo il codice esplicito. Trovi parecchi esempi nell'Indice del Corano. Tieni conto che in caso di un Pg che punta su una pagina con più di un capitolo, il link è giusto per ''l'ultimo'', e sbagliato per ''tutti gli altri''. Si può utilizzare un template Pt, primo parametro il link completo vs. nsPagina, secondo parametro il link completo vs. ns0. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:22, 5 gen 2024 (CET)
:OK. Ricordo ancora come si fa. Pg è certo più comodo ma "si avimmo a cambia', cambiammo" (cit. di A. Siani)
::De coeteris:
:quando hai tempo dai una guardata qui: [[Speciale:PuntanoQui/Pagina:Le_monete_di_Venezia.pdf/468]]. È la favola che prima mancava, e ora c'è. Ma pg segnala errore.
::
:[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:35, 5 gen 2024 (CET)
::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Dimenticanza mia.... quando si modifica pagelist oppure le voci di Sommario bisogna cliccare "Modulo dati" per ricaricare l'ambaradan che poi viene usato da Pg. Basta un click, ma tocca darlo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:41, 5 gen 2024 (CET)
:clicco ? indove? --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 18:12, 5 gen 2024 (CET)
Metti che io abbia il desiderio di creare il [[Modulo:Dati/Testamento di C. Morino.pdf]], che devo fare?
Non è spiegato in qualche recondita pagina? --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 19:58, 15 gen 2024 (CET)
:Se ci sono queste condizioni:
:* c'è una pagina [[Indice:Testamento di C. Morino.pdf]];
:* se in questa pagina c'è un campo pagelist ben fatto (senza orpelli)
:* se nel campo Sommario c'è almeno un template {{tl|Indice sommario}} ben compilato
:allora si tratta solo di scovare il link ModuloDati ben menu laterale sinistro della pagina Indice se usi Vector 2010 o dove c'è in Vector22, e cliccarci sopra. No, non credo che ci sia una pagina di aiuto. :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:53, 15 gen 2024 (CET)
::Forse non ho il vector giusto? La pagina indice c'è. Contiene sia la pagelist che il campo sommario. Vedo anche il bottoncino, ma... si limita ad andare a una page/dati da fare. Boh. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 23:05, 15 gen 2024 (CET)
:::!!!!! Contrordine: cercavo nel menù sbagliato. Fatto: [[Modulo:Dati/Ciceruacchio e Don Pirlone.djvu]]. !!! Wow. Grazissime. Nonostante l'età ci sono riuscito!!!! --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 23:13, 15 gen 2024 (CET)
== Piccola infrattura gonadica ==
il "pg|TavXVI" (di [[Modulo:Dati/Le monete di Venezia.pdf]]) va alla pagina errata (va a pag. 476 - errata) anziché a p. 474 - giusta). Non mi azzardo a toccare. [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 13:03, 9 gen 2024 (CET)
== Non mandarmi a.... ==
[[Pagina:Le_monete_di_Venezia.pdf/333|Qui]] c'è un problema. Mettere [https://books.google.it/books?id=PWU-AQAAMAAJ&pg=PA316 questa] al posto dell'esistente richiede troppo lavoro?
Fammi sapere.
Solo insulti. Nessuna minaccia fisica, per favore
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 12:50, 11 gen 2024 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Fatto. Visto che c'ero ho usato il nuovo tool OCR, Google, lingua latino. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:54, 11 gen 2024 (CET)
== Transclusione in ns0 per Tp Colonna ==
Ciao,
ho un quesito: in [[Pagina:Spanò Bolani - Storia di Reggio Calabria, Vol. I, Fibreno, 1857.djvu/375|questa nsPagina]] il template Colonna mi dà un risultato di cui sono soddisfatto, nella [[Storia di Reggio di Calabria (Spanò Bolani)/Imprimatur|sua transclusione]] l'impostazione si sfasa. In cosa sbaglio? Grazie per l'aiuto! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 09:53, 18 gen 2024 (CET)
:@[[Utente:Modafix|Modafix]] Non è la situazione in cui è ragionevole usare il tl|Colonna. Meglio usare semplicemente il solito markup tabella: in fondo, se guardi il testo, non è altro che ''una tabella di una riga con due celle''. Provi tu a modificare il codice wiki o ti va un piccolo aiuto? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:35, 18 gen 2024 (CET)
::Ci posso provare pure io, poi se non riesce bene ti disturbo di nuovo. Grazie! Aggiornamento: ho modificato, secondo me la resa grafica è buona, tu che dici? [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 13:47, 18 gen 2024 (CET)
:::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Certo che va bene. Ho solo fatto un ritocchino per diminuire la spaziatura fra righe. Un'alternativa era mettere due blocchi di testo multiriga, ciascuno in una cella. Ma come hai fatto tu è ancora più semplice. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:57, 18 gen 2024 (CET)
::::Non sapevo come ridurre la spaziatura, l'avevo lasciata così per imperizia. Ma me la rivendo sicuro! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 17:41, 18 gen 2024 (CET)
:::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Ti incoraggio a esplorare il tl Ct, che può operare anche su righe multiple (basta separarle con un <nowiki><br></nowiki>) e che ha un parametro opzionale lh che sta per line-height (default 1.5, ma prova valori fra 1 e 3). Io non vivrei senza Ct.... ;-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:50, 18 gen 2024 (CET)
== Giusto per sicurezza ==
non mi piace far danni.
Per aggiornare il modulo dati di un indice (ove ho fatto correzioni) devo fare clic su Modulo Dati nel menù sulla sinistra? Oppure faccio <del>un casino</del> danni irreparabili? [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 18:01, 22 gen 2024 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Sì, fallo tranquillamente. Se compare il messaggio di conferma, tutto è OK. Se non compare, avvisami. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:31, 23 gen 2024 (CET)
:Non compare. SIGH! Intanto non si modificò per nulla. Non è giusto! Dovrebbe occuparsene il consiglio di sicurezza!!! --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 16:22, 23 gen 2024 (CET)
::(comunque è [[Indice:Infessura - Diario della città di Roma.djvu]])
:::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Il problema stava nel Sommario: per ora ''non tollera alcun template all'interno dei vari template Indice sommario''. Cancellati, quindi, i template Sc e i template Nowrap, immediatamente Modulo dati corre. Vedo se si risolve il problema che ti aveva indotto a applicare i Nowrap. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:34, 23 gen 2024 (CET)
:::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Ci sono riuscito :-) manipolando style.css, così sappiamo che agisce anche in nsIndice (non lo sapevo). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:50, 23 gen 2024 (CET)
Insomma prima si fa il modulo dati e poi (eventualmente) si abbellisce l'indice. Ma se ne può anche fare a meno. La cosa positiva è che si impara (almeno te) a conoscere meglio il tutto. Grazie. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 21:55, 23 gen 2024 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Forse sbaglio, ma considero la pagina Indice un semplice ''strumento funzionale'', rigorosa come un ''linguaggio di programmazione'' per garantire efficaci automatismi (alimenta ModuloDati, permette la creazione automatica di pagine principali e sottopagine ns0). Non è esportabile in alcun modo. Per gli abbellimenti, si può operare sulle pagine ns0, che sono il prodotto da esportazione.
:Certo, mi piacerebbe moltissimo poter esportare anche nsIndice e nsPagina, creando un pdf vicinissimo alla fonte; rispettando la paginazione originale, ma al momento non si può fare e la proposta di farlo non ha avuto, finora, seguito. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:28, 23 gen 2024 (CET)
::"Obbedisco" (cit.) :-) --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 22:42, 23 gen 2024 (CET)
:::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Citazione preoccupante.... ti sei fatto un'idea di cosa l'autore dell'espressione pensava fra sè e sè all'indirizzo del Re...? Penso cose irripetibili... ;-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:51, 23 gen 2024 (CET)
:L'autore? Non so cosa pensasse in quel momento. Ha talmente tante sfaccettature nei comportamenti. Gli seccava ma credo cha alla fine pensasse che l'unità del paese (compresa Roma) fosse più importante delle sue preferenze più o meno repubblicane. Qui da noi ci scherziamo con: "O Roma o Orte" (scalo ferroviario del Lazio molto importante). --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 23:00, 23 gen 2024 (CET)
== Due favori per tirare avanti ==
Caro Alex,
mi sto avvicinando alla fine del lavorone sulle poesie di Chiabrera... ho lasciato indietro per ultime le ''favole boscherecce'' perché i testi teatrali non mi sono mai andati giù in termini di formattazione: se mi indicassi un testo teatrale di recenissima trascrizione con styles.css personalizzati me lo studierei attentamente (ma quando si tratterà di passare a ''[[Adelchi (1922)]]'' ti chiederò comunque un aiuto).
Peraltro ho una richiesta più stringente: mi sono accorto che in [[Indice:Opere (Chiabrera).djvu]] che le immagini alle pagine [[Pagina:Opere (Chiabrera).djvu/311|311]] e [[Pagina:Opere (Chiabrera).djvu/312|312]] sono doppioni di [[Pagina:Opere (Chiabrera).djvu/311|211]] e [[Pagina:Opere (Chiabrera).djvu/312|212]]... occorrerebbe sostituire i doppioni con le pagine mancanti ricavandole da altrove (ad esempio da [https://archive.org/details/bub_gb_XtkuFnFncx8C/page/n309/mode/2up qui]). Se potessi compiere questo aggiustamento mi permetteresti di affrontare l'ultimo tratto di trascrizione con serenità... '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 01:42, 28 gen 2024 (CET)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Pagine sballate sistemate (in BN, purtroppo, ma si ottiene un OCR che mi sembra buono). Per le favole boscherecce, ci penso appena torno a casa (cani e cavalli mi terranno impegnata la mattinata....) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:26, 28 gen 2024 (CET)
== Script Wikidata ==
Ciao Alex,
grazie del [[Wikisource:Bar/Archivio/2024.02#c-Alex brollo-20240125153700-OrbiliusMagister-20240121210700|link al tuo script]] su Wikidata! In effetti mi ha dato l'ispirazione per [[Utente:Nastoshka/Wikidata_Lookup.js|quest'altro]]. Niente di che, permette solo di avere un feedback veloce se ci sono item wikidata la cui ''label'' o link a wikipedia o a wikisource combaciano con il testo selezionato quando clicchi sul bottone. -- [[User:Nastoshka|Nastoshka]] ([[User talk:Nastoshka|disc.]]) 18:18, 2 feb 2024 (CET)
== Pagina obsoleta ==
Ciao! Immagino che [[Test|questa pagina di test]] non serva più: si può cancellare? C'è anche la discussione, ma non so se può servire o meno [[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 08:42, 7 feb 2024 (CET)
:@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Certo, fatto! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:27, 7 feb 2024 (CET)
== Pagine mancanti ==
Caro Alex,
ti rompo per segnalare che in [[Indice:Foscolo - Poesie,1856.djvu]], tra [[Pagina:Foscolo - Poesie,1856.djvu/13]] e [[Pagina:Foscolo - Poesie,1856.djvu/14]] mancano due pagine (lo noto dalla numerazione in intestazione). Se potessi innestarle prendendoe ad es. da {{IA|bub_gb_3weGhKKGn6UC}} potrei finire di trascrivere l'“avvertenza” all'intero volume.
Non c'è fretta e mi spiace disturbarti, ma sei l'unico qui intorno che riesce a compiere di simili magheggi. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 07:00, 12 feb 2024 (CET)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Faccio volentieri una ricreazione da Gibbon (anche come antiruggine...).
Fatto il trapianto; modificato pagelist e sommario; in corso lo spostamento delle pagine esistenti. Manca la correzione dei tag pages in ns0 (a tutti i from e to va aggiunto 2; oppure, usare il tool di correzione automatica de solo tag pages). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:29, 12 feb 2024 (CET)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Vedo che c'è l'occasione di fare un M&S di [[Tieste]]... lo guardo meglio. Fra l'altro è uno dei casi di applicazione efficace di poem t adattato via styles.css... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:37, 12 feb 2024 (CET)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Sono abbastanza soddisfatto dal M&S d [[Tieste]], passo alla eliminazione delle sottopagine "Scena". Pensi che sia utile una illustrazione punto per punto dello stile di formattazione in Discussione Indice? Le cose rilevanti sono l'uso di styles.css sia nei tl|Ct che nel tl|Poem t. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:35, 12 feb 2024 (CET)
:::Documenta in Discussione indice: pensiamo a lungo termine. In generale mettiamoci nei panni di chi voglia agire sul wikitesto e si domandi certe scelte senza essere perfettamente dentro le ultime novità. Ad esempio a me tutto quel che serve per capire gli styles.css aiuta molto. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 17:59, 12 feb 2024 (CET)
::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] {{fatto}}. Fine ricreazione, purtroppo... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:18, 12 feb 2024 (CET)
== cancellare libro ==
caro Alex, ho stupidamente caricato questo libro senza verificare se c'era già Indice:Luigi Barzini, La metà del mondo vista da una automobile.djvu. Lo puoi cancellate per favore? Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 12:27, 23 feb 2024 (CET)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Fatto. Ciao e buon lavoro! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:55, 23 feb 2024 (CET)
::Grazie mille, ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 07:32, 24 feb 2024 (CET)
==altro problema==
Approfitto ancora della tua disponibilità; non riesco a mettere le pagine di [[Indice:Matilde Serao Evviva la vita.pdf|questo libro]]; dove sbaglio? oppure dipende dal fatto che sia un pdf? Ciao Susanna
::contrordine. Pare sia andato a posto da solo. Ciao Susanna
: @[[Utente:Giaccai|Susanna Giaccai]]No, non è andato a posto da solo :-) . Il principale problema, di cui tu sei innocente :-), è che il pdf che hai usato è fallato, l'ho sostituito con un altro e adesso funziona. Ci sono alcuni equivoci di codice, sia in caricamento che nella compilazione della pagina Indice (spero di non scoraggiarti!):
# nel caricamento su Commons, megio usare il tl Book rispetto al to Information. Io uso un modello, suggerito da Ruthven, che trovi qui: [[:c:User:Alex brollo/Book]].
: il tag pagelist va riservato esclusivamente al ''numero'' di pagine, la suddivisione in capitoli va in Sommario. In ogni caso, pagelist non tollera spazi negli eventuali nomi delle pagine. Ti sistemo il pagelist e cerco di recuperare i dati sui capitoli. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:24, 24 feb 2024 (CET)
:Grazie di tutto. Non avevo visto in cronologia la tua presenza ;-). Sono diversi mesi che non lavoro in Source e mi sono dimenticata molte cose. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 14:20, 24 feb 2024 (CET)
==Ciceruacchio e Don Pirlone==
I problemi a volte ritornano, purtroppo (per te).
Mi sono accorto che i pgxxx che dovrebbero puntare ai singoli documenti puntano tutti a "Documenti". Credo che dovrei far creare un aggiornamento del modulo data. Ma ho il timore di fare una cassata alla ... Che faccio? Vado? --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 15:55, 27 feb 2024 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Vai. Se poi non ricevi il messaggio di conferma, avvisami: in genere c'è qualche sbavatura in pagelist o nel campo Sommario. La regola è: lanciare ModuloDati ogni volta che si modifica pagelist o il campo Sommario. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:59, 27 feb 2024 (CET)
::Ok. Se succede un casino è colpa tua :-)))) [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 21:14, 27 feb 2024 (CET)
:::::Tutto QUASI bene. Se ci sono più documenti che iniziano alla stessa pagina il va all'ultimo. Ad esempio nel [[Ciceruacchio_e_Don_Pirlone/Capitolo V#cite note-1]] il collegamento al doc. 2 va dal doc. 4 che è nella stessa pagina. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 22:03, 27 feb 2024 (CET)
::::::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Esatto, è il "bug di Pg", l'hai descritto benissimo. Risolverlo non è ''difficile'': con i dati disponibili per lo script, è ''impossibile''. E' un bel po' che ci penso, la soluzione è di rinunciare a Pg nei casi errati, che sono tanto più numerosi quanto più piccole sono le sezioni ns0. Vedi [[Wikisource:Domande_tecniche#Template_Pg%3A_bug_da_risolvere]]. Se non sbaglio sei il primo utente che se n'è accorto: io lo conosco ''ab initio'', ma finora i miei tentativi di risoverlo sono sempre falliti, e finora ho lasciato perdere visto che nessuno brontolava :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:50, 28 feb 2024 (CET)
Ricordo vagamente di averne "parlato". Ricordo che va usato {{tl|pt}}. Già che ci siamo: metterei le conclusioni della nota anche nella doc del tmpl. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 09:16, 28 feb 2024 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Vero, ma aspettavo qualche feedback tecnico prima di farlo. Da tempo ho ridimensionato radicalmente il mio profilo di "programmatore" :-( Non vorrei che quello che a me sembra ''impossibile'', non lo sia. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:58, 28 feb 2024 (CET)
Già che ci siamo:
vedi:
:[[Ciceruacchio e Don Pirlone/Documenti/LXXX]]
:vs
:[[Pagina:Ciceruacchio e Don Pirlone.djvu/524]]
Ora QUALE sia il problema lo so. In altro punto mi sono limitato a ripetere la nota. Volevo sapere se esiste invece un modo "elegante" per risolverlo. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 11:14, 1 mar 2024 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Simpatico problema! Mai incontrato prima. Ci penserò. Transcludendo tutti i documenti in un paginone sparirebbe anche lui, insieme a quello su Pg... chissà che non sia una buona idea.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:46, 1 mar 2024 (CET)
Mi è capitato in precedenza e ho fatto una cosa "irregolare": ho messo nella pagina '''due''' note '''due'''. Con lo istesso contenuto. Per il momento salto i documenti che presentano il problema. Poi si vedrà. Credo che farò un elenco in "discussione" delle pagine con il problema in modo che magari tra 15 anni chi verà farà prima a trovarle. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 15:05, 1 mar 2024 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Al momento mi pare una delle poche soluzioni possibili. Se a qualcuno non piacerà, e troverà di meglio.... niente in contrario che sistemi :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:14, 1 mar 2024 (CET)
::metto due note in pag. discussione e faccio come ho detto. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 16:21, 1 mar 2024 (CET)
Messe annotazioni. La nota dice:
<nowiki>''Dalle Buste della guardia civica degli anni 1847-1849'', esistenti nell’archivio Comunale di Roma. Busta 37.</nowiki>
Quasi quasi faccio il tmpl '''<nowiki>{{Ciceruacchio e Don Pirlone|1}}</nowiki>'''.
Certo se esistesse un tmpl per inserire testo ripetuto specifico per ogni opera..
Qualcosa del tipo '''<nowiki>{{Alex|n}}</nowiki>''' (ove n è un numero) che richiama l'ennesimo (1°, 2°, 3°) tmp associato all'opera verrebbe stra-imitato da tutto il mondo. Se. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:09, 1 mar 2024 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] E cosa sono le section, se non templates incastrati nel testo? Però c'è una regola, spero di non sbagliarmi: non si può transcludere un pezzo di testo nella stessa pagina. :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:03, 1 mar 2024 (CET)
== Epistolario leopardiano ==
<section begin="EpLeo" />Carissimo, scusami per questo improvvido msg, ma non saprei chi coinvolgere nell'impostazione di progetti di più ampio respiro: tu vanti eccellenti criteri organizzativi quando si tratta di ''monumenti''! Ho finito la preparazione dell'Epistolario di Leopardi (edizione critica - quindi libera dopo 20 anni - ''Epistolario di G.L. a cura di Brioschi - Landi, ed. Boringhieri, Torino 1998'') da una copia nella mia biblioteca di zona, privandola tra l'altro, come già fatto per Gramsci delle parti ancora non libere da copyright (introduzione note indici). Si tratta dell'ultimo studio sulle lettere e anche quello filologicamente più ''accurato'', motivo per cui avevo rinunciato a caricare Moroncini (che si potrebbe comunque recuperare, insieme all'edizione Flora, in un momento successivo) e a preferire questa come l'edizione di '''riferimento'''. Se mi fai un cenno, inizio a preparare la pagina Opera e nella discussione a inserire tutte le info necessarie a costruire il ''nostro'' indice. Via WT posso girarti i djvu, in questo modo potrai renderti conto del criterio organizzativo dell'edizione, che è principalmente ''cronologico'' (con poche eccezioni quando non si hanno dati sufficienti sulle date precise) e per numerazione ''progressiva'' delle lettere. L'idea di fondo è organizzarci come fatto per lo zibaldone e rendere quei numeri, che individuano ogni singola lettera, dei link. La progressione numerica riporta sia le lettere di Leopardi, sia quelle dei suoi ''corrispondenti'', creando un continuum, un dialogo, spesso tra personaggi straordinari. Se abbiamo per ogni lettera una pagina Ns0, la citazione è più semplice, come anche la costruzione delle singole pagine autori dei corrispondenti, però mi piacerebbe mantenere allo stesso tempo in NsPagina gli interlink per gli eventuali indici che ''richiameranno quei numeri'' (tipo tabelle) e potranno essere transclusi ovunque. --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 11:44, 9 mar 2024 (CET)
:@[[Utente:Xavier121|Xavier121]] Volentieri approfitto di ogni scusa per una pausa da Gibbon. Passami pure i djvu che comincio a esaminarli. Però confermami l'invio anche con un messaggio qui: mi sono accorto che guardo le mail sempre meno.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:59, 9 mar 2024 (CET)
::<nowiki>Fatto... Inviato testo completo per meglio inquadrare la struttura e le possibilità di applicazione su nostra piattaforma, su Commons sto già caricando quelle rimodellate ecc. </nowiki> '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 13:09, 9 mar 2024 (CET)
:::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]] Cosa significa "testo completo"? Attendo comunque la comparsa dei due djvu su Commons e la creazione delle due pagine Indice. Appena trovo l'energia per riesumare alcuni script, estrarrò il testo dei due djvu per tentare un "caricamento preformattato" sia in nsPagina che in ns0. Quanto alla struttura, mi attira l'idea di pagine ns0 "principali" per ogni lettera, il cui nome vari solo per il numero progressivo della lettera (tipo "Epistolario (Leopardi) - Lettera [numero]". Niente impedisce, poi, di creare pagine-raccolta per riunire le lettere con una o diverse "logiche". Vediamo!
:: Ho paura che il meccanismo Modulodati non regga all'enorme numero di lettere; immagino che ci vorrà una soluzione ad hoc, per memorizzare la relazione numero lettera-numero pagina. Per la transclusione immagino che sarà comodo usare section con il numero pagina come nome della section, e poi fare largo uso, in transclusione, della comoda sintassi ''onlysection''. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:33, 10 mar 2024 (CET)
:::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]] Per "testo completo" intendi i djvu completi, con le scansioni di tutte le pagine? Mi pare che sarebbe tua intenzione eliminare pagine di copyright controverso; ho dei dubbi sul fatto che sia necessario; senti @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] anche su questo problema. Comunque, se alla fine sarà necessario eliminare pagine, invece di rimuoverle suggerirei di sostituirle con pagine bianche; in caso di ripensamento la sistemazione di una nuova trascrizione, completa anche dei testi eliminati, non comporterà variazioni dei codici di transclusione e del sistema di appaiamento pagina-lettera.
:::Per quanto riguarda la formattazione delle lettere, mi pare che sia molto semplice e molto omogenea: forse si riesce a "preformattare" quasi completamente. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:56, 10 mar 2024 (CET)
::::Sono d'accordo con Alex per le pagine bianche, magari con i numeri di pagina in intestazione: romperanno le scatole, saranno una specie di monito e magari potrebbero spingere a una riflessione. Quanto alla struttura suggerirei una standardizzazione per i titoli delle pagine ns0: come sono indicizzate nel sommario dell'edizione?
::::Approfitto del coinvolgimento per proporre a @[[Utente:Xavier121|Xavier121]] di considerare come raccordare in nsOpera '''le singole poesie''' dei ''Canti'' di Leopardi, presenti in molteplici edizioni anche sganciate dalla raccolta in giro per il progetto (pensa solo a [[Speciale:Cerca/"dell'ultimo orizzonte"|questo esempio]]) - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 20:24, 10 mar 2024 (CET)<section end="EpLeo" />
:::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Le lettere, nell'indice, sono indicizzate per numero della lettera.... una pacchia :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:41, 10 mar 2024 (CET)
:::::: Bene, intanto sistemo i file da caricare su commons con le pagine bianche. Per ''diverse logiche'' ci sarebbe quella importantissima '''per corrispondenti''', poi per ''anno'', per argomento ecc. Va da se che non ci corre nessun obbligo di rispettare le differenti dimensioni del testo ecc. --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 23:22, 10 mar 2024 (CET)
:::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]]@[[Utente:Xavier121|Xavier121]] Sulle ''diverse logiche'' si apre anche un bel quiz per chi capisce a fondo wikidata, al momento non ho la minima idea di come siano stati implementati gli epistolari. Una bella avventura! Intravedo comunque una parentela con Zibaldone, che potrebbe essere considerato, con un po' di fantasia, come un epistolario di Leopardi su vari temi, rivolto a se stesso. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:23, 11 mar 2024 (CET)
:::::::: Files su Commons sistemati: '''File:Leopardi - Epistolario, Bollati Boringhieri, Torino 1998, I.djvu''' e '''File:Leopardi - Epistolario, Bollati Boringhieri, Torino 1998, II.djvu''', --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 22:37, 11 mar 2024 (CET)
:::::::::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]] Bene, attacco. Ho il testo estratto e suddiviso in pagine. Creo la prima pagina Indice (bozza non rifinita) giusto per verificare i meccanismi di caricamento in nsPagina, e per avere la pagina Discussioni indice in cui documentare il lavoro in corso. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 00:12, 12 mar 2024 (CET)
::::::::::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] La discussione continua in [[Discussioni indice:Leopardi - Epistolario, Bollati Boringhieri, Torino 1998, I.djvu|Discussioni indice , volume I]]. Per favore discutiamo le cose subito! Meno modifiche saranno necessarie dopo il caricamento del testo e meglio è. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:37, 12 mar 2024 (CET)
== Blocco a destra ==
Credo che dopo la tua modifica il blocco sta a sinistra invece che a destra. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 07:57, 14 mar 2024 (CET)
:@[[Utente:Luigi62|Luigi62]] Ahia. Grazie dell'avviso, ma per favore dammi il link alla pagina dove vedi l'errore. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:20, 14 mar 2024 (CET)
::@[[Utente:Luigi62|Luigi62]] Vedi se ho sistemato.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:44, 14 mar 2024 (CET)
:::Perfetto. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:13, 14 mar 2024 (CET)
== Ruotare una lettera ==
Ciao. [[Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/352|Qui]] avrei bisogno di avere alcune "S" ruotate di 90 gradi: non ho trovato template che lo facciano e i miei tentativi di usare il CSS sono andati a vuoto. C'è un modo semplice per farlo o lascio la pagina com'è ora? [[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 14:51, 26 mar 2024 (CET)
: {{ping|Dr Zimbu}} In questi casi uso croptool e tanti saluti.... ho ritagliato una di queste S girate: [[:File:Rivista italiana di numismatica 1892 (page 352 crop).jpg]], che visualizza [[File:Rivista italiana di numismatica 1892 (page 352 crop).jpg|18px]], ma forse andrebbe un po' rifinita. Per prova ne ho messe un paio nel punto 9 della pagina. Vedi se ti possono andare bene. Hai già consultato il nostro numismatico {{ping|Carlomorino}}? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:04, 26 mar 2024 (CET)
::Non mi convinceva molto la soluzione croptool... però ho scovato il [[:fr:Modèle:Rotation|template francese]] e l'ho usato per scrivere uno span all'interno della pagina. Magari si potrebbe pensare ad importare il template? Tenere tutto quel codice in nsPagina non è il massimo dell'eleganza--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 18:18, 26 mar 2024 (CET)
:::@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Bello! C'è già un template adatto: tl|Span. Basta aggiungergli una classe da mettere in styles.css. Ci provo (non immediatamente...). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:30, 26 mar 2024 (CET)
::::@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Sì, funzia. l codice si semplifica moltissimo e diventa '''<nowiki>{{span|S|rot90}}</nowiki>'''. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:36, 27 mar 2024 (CET)
:::::Perfetto! Grazie,--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 08:23, 27 mar 2024 (CET)
== pagine mancanti ==
Caro Alex questa |[[Pagina:Le confessioni di una figlia del Secolo (1906).djvu/43]] non ha il testo ed anche le successive; mi puoi dare una mano? Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 19:57, 5 apr 2024 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Volentieri ma... non capisco. A me il testo OCR viene visualizzato regolarmente. A te non viene visualizzato? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:29, 5 apr 2024 (CEST)
:Scusate l'intrusione. Per caso stai provando a meodificare con il nuovo EIS? se apro un link rosso il testo OCR lo vedo normalmente, ma se aziono il nuovo Modifica in Sequenza tale testo non compare. Ma in realtà questo è un falso problema perché se premi il pulsante "Trascrivi il testo" l'OCR è uguale o migliore dell'OCR preesistente. Ho indovinato? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 07:29, 6 apr 2024 (CEST)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Spetta che provo.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:42, 6 apr 2024 (CEST)
:::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Vero! Un altro grosso bug di Modifica in sequenza! Ce ne vorrà, perchè il nuovo tool pareggi il vecchio, rudimentale eis... ;-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:47, 6 apr 2024 (CEST)
::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Il mio consiglio: prova ad attivare il vecchio gadget eis e a disattivare il Modifica in sequenza, oppure segui il consiglio di Edo e prova entrambe le opzioni di Trascrivi il testo. Esplora anche le "Opzioni avanzate", utilissime se ci sono pezzi di testo in lingue diverse dall'italiano. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:53, 6 apr 2024 (CEST)
:::::Ho disattivato Modifica in sequenza ed ora va tutto bene. Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 08:09, 8 apr 2024 (CEST)
==l'eis che fa cucù ==
ciao! l'altro giorno che passavo mi ci ero messo, me, a provare, ma non ci ho capito molto nella nuova faccia. Ho combinato un piccolo pasticcio per fortuna che Can da Lua ce l'ha sistemato. In particolare non trovavo l'eis (ma perché non lo scrivi in maiuscolo o in '''bold''' li nel cantone?. Mo' l'ho trovato a fianco di Modifica come al solito. Peròperòpperò. Se clicco sul eis lassù a destra non appare la riga di comando su a sinistra. L'ho trovata adesso che sono meno rinco. Perché appare quando muovo di uno "scatto" la rotellina del sorcio e se torni indietro scomparisce. Ciò non è fiera. Spero che sono solo io che ci ho 'sto problema. Invece la riga in sotto con le parentetiche graffe sta ben là. Se trovo qualche altra rogna te lo rogno di certo. Ma per ora stai tranquillo che ci ho da fare fuori di qui. Stamme ben [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:56, 12 apr 2024 (CEST)
:@[[Utente:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] Me n'ero accorto; dipende dallo stile del blocco class="vector-header-container", basato su flex che per me è molto misterioso, sta il fatto che è "opaco" e maschera quello che c'è sotto. Scrollando un po' verso l'alto la riga dei comandi eis ricompare. Io ci ho fatto l'abitudine. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:05, 12 apr 2024 (CEST)
:: Nono va bene mo' che lo so... Cià --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 17:00, 12 apr 2024 (CEST)
== Smaller block su più pagine ==
Ciao Alex, ho fatto vari tentativi per evitare che con "Smaller block" compaiano degli a capo tra una pagina e l'altra, da [[Pagina:Guicciardini, Francesco – Scritti politici e ricordi, 1933 – BEIC 1844634.djvu/368]] in poi, secondo le indicazioni in [[Template:Smaller block#Approfondimento]] (per far proseguire lo small su più pagine) ma non sembra funzionare, puoi darci un occhio? Grazie! [[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 11:18, 15 apr 2024 (CEST)
:Come non detto, ho poi avuto un'illuminazione e ho risolto! --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 11:30, 15 apr 2024 (CEST)
::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Bene! A te sembra che la soluzione sia costata meno fatica di quando ho affrontati io la cosa! :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:10, 15 apr 2024 (CEST)
:::Ecco una "domanda di scorta": in [[Pagina:Guicciardini, Francesco – Scritti politici e ricordi, 1933 – BEIC 1844634.djvu/376]] c'è un testo diviso in due colonne che continuano staccate nella pagina successiva, come faccio a collegare il testo delle due pagine in maniera rimanga leggibile nel namespace principale?--[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 15:03, 15 apr 2024 (CEST)
::::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Questo è un problema di cui non ho trovato una soluzione elegante. La soluzione inelegante è: creare un codice tabella nella prima pagina (i template Colonna - Altracolonna non vanno bene); cella per cella della prima tabella, completare il testo della cella con il testo della pagina successiva, incluso in includeonly o in un template Pt; nella pagina successiva, tutto ciò che non serve in noinclude. Un affronto al sano principio "If you are repeating yourself, you are going wrong", ma non ho trovato di meglio :-(. Se la spiegazione è poco comprensibile metto io il codice inelegante. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:16, 15 apr 2024 (CEST)
:::::Sì, ammetto che mi è poco comprensibile, io non capisco nulla di cose tecniche ma imparo solo per imitazione e tentativi :D --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 15:24, 15 apr 2024 (CEST)
::::::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Procedo :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:12, 15 apr 2024 (CEST)
:::::::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] {{fatto}} [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:23, 15 apr 2024 (CEST)
::::::::Ciao, grazie ancora per ieri e un'ultima richiesta: per caso riusciresti a dare una sistematina veloce anche alla tabella in fondo a [[Pagina:Guicciardini, Francesco – Scritti politici e ricordi, 1933 – BEIC 1844634.djvu/389]]? Le due pagine successive [[Pagina:Guicciardini, Francesco – Scritti politici e ricordi, 1933 – BEIC 1844634.djvu/390]] e [[Pagina:Guicciardini, Francesco – Scritti politici e ricordi, 1933 – BEIC 1844634.djvu/391]] sembrano già formattate da te, quelle dovrebbero essere ok, giusto? Ma se provo a incollare nella prima pagina un pezzo della tabella già presente nella seconda faccio molta fatica a capire dove mettere i numerini. Sono le ultime pagine del volume, così riusciamo a completarlo! --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 09:49, 16 apr 2024 (CEST)
:::::::::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Bel caso, un po' intricato. In ns0 dovrebbe risultare, a mio parere, una colonna unica continua, tipo quello che si ottiene (stavolta sì) con il tl Colonna e AltraColonna. Vediamo... ma prima va sistemata la prima pagina. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:14, 16 apr 2024 (CEST)
::::::::::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] {{fatto}} Non sono del tutto soddisfatto; ho rinunciato a convertire la tabella in un'unica colonna, e mi manca la riga verticale per dividere le due colonne; ma la transclusione è fedele e i tre pezzi della prima tabella sono fusi fra di loro in modo che l'incolonnamento sia comune. Per ora mi accontento.
::::::::::Suggerimento: in tabelle intricate di questo tipo lavoro impostando provvisoriamente, nella tabella, border=1... così le celle le vedo e le inevitabili correzioni sono facilitate. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:17, 16 apr 2024 (CEST)
:::::::::::Sei troppo un grande, grazie davvero per l'aiuto e per le indicazioni!! --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 11:37, 16 apr 2024 (CEST)
::::::::::::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Eh... addirittura... grazie. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:43, 16 apr 2024 (CEST)
== nuovo pasticcio ==
Caro Alex, ci risono. Non riesco a sistemare questo indice [[Indice:Trattato di litografia.djvu]]. Mi aiuti per favore. Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 21:54, 17 apr 2024 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Volentieri! Capisco benissimo la tua desolazione :-) ma con Edo abbiamo concordato una regola: nel Sommario, che rappresenta la struttura del testo, non oltrepassare il terzo livello di dettaglio; e tenere i nomi delle pagine e sottopagine più semplici e brevi possibile. Chi vuole un maggiore dettaglio può consultare le pagine transcluse dell'indice originale (cosa che, in questo caso, sarà laboriosa.... ma che può essere differita). Procedo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:37, 18 apr 2024 (CEST)
::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Aimè, mancano due pagine, la 56 e 57 del trattato, che dovrebbero stare dopo la pagina 85 del file djvu. In questi casi inserisco due pagine bianche al posto delle originali, come semplice segnaposto; sarebbe bello trovarne le scansioni, forse con qualche contatto bibliotecario ce la fai. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:54, 18 apr 2024 (CEST)
:::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Lo trovo su Google, {{GB|_lQuHAAACAAJ}}, ma non visualizzabile... c'è chi dice che chiedendo a Google talora la visualizzazione completa può essere sbloccata. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:40, 18 apr 2024 (CEST)
::::Grazie Alex, ho fatto richiesta delle pagine all'Università di Torino, se mi rispondono ti mando le 2 pagine. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 10:46, 20 apr 2024 (CEST)
== Malìa ==
Ciao. Le voci delle singole scene ([[Malìa/Atto primo/Scena I]] eccetera) ti servono ancora o possono essere cancellate? [[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 15:49, 18 apr 2024 (CEST)
:@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Possono essere cancellate. Mi ripromettevo di marcarle con il tl Cancella subito appena possibile. Se fai tu ti ringrazio.... e mi dedico a [[Orlando innamorato]], che è rimasto da anni abbandonato. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:14, 18 apr 2024 (CEST)
::{{fatto}} cancellate le sottopagine delle scene--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 17:42, 18 apr 2024 (CEST)
== Bella scoperta ==
Caro Alex,
finito Pascoli, sbocconcello con calma le pagine in italiano dei Vangeli apocrifi (hanno una formattazione che non permette di lavorare velocemente in sequenza e non possono essere trascritte superficialmente). Nel frattempo ho scoperto che l'OCR di google funzione eccellentemente sui volumi di Poesie e prose di Luigi Carrer, in particolare le pagine di prosa volano alla media di una al minuto! Ho possibilità di completare un lavoro lasciato a metà. Nel frattempo mi congratulo per l'idea di completare Boiardo. Mi sono accorto di un altro lavoro che proofreaderebbe 150-170 pagine: guarda [[Indice:Lapidi storiche a Rovereto.djvu]]; guarda [[Pagina:Lapidi_storiche_a_Rovereto.djvu/15]] che deriva da [[Speciale:LinkPermanente/1189584|questa versione preesistente]]... '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 18:47, 19 apr 2024 (CEST)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Confermo, i tool OCR vanno che è una meraviglia, l'OCR incorporato nel djvu/pdf potrebbe essere considerato quasi inutile. La raccolta delle Lapidi di Rovereto la guardo ogni tanto; ma non ricordo bene perchè mi ha finora scoraggiato. La riguarderò. Grazie del feedback su Boiardo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:22, 20 apr 2024 (CEST)
== Fr.wikisource ==
caro Alex, una allieva si è registrata nella versione francese, ma compare come utente maschio
<nowiki>https://fr.wikisource.org/wiki/Utilisateur:MariaFrancescaVetrugno</nowiki>
è possibile correggere in qualche modo? grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 19:06, 22 apr 2024 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Dille ad andare (dopo fatto login, naturalmente) in Spécial:Préférences-> Informations personnelles-> Préférences langagières: lì c'è possibilità di specificare ''il genere con il quale essere menzionati'' c on la prudente domanda ''Comment préférez-vous qu’on vous décrive ?'' :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:52, 22 apr 2024 (CEST)
== Laude da disambiguare ==
Caro Alex,
prima di effettuare spostamenti di massa dammi dieci minuti per effettuare le seguenti operazioni:
In effetti non c'è motivo che dia all'edizione Mancini precedenza sulle altre in ns0, dunque [[Laude]] rimanderà a [[Opera:Laude (Jacopone da Todi)]] e l'edizione Mancini sarà coerente con le altre diventando [[Laude (1974)]]. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 09:53, 28 apr 2024 (CEST)
:{{Fatto}}, ora puoi scatenare l'inferno! - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 10:11, 28 apr 2024 (CEST)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Grazie della sistemazione. Però, aimè, facendo uno "split manuale" devo darti una brutta notizia: da un certo punto in poi, il testo delle laude 1974 non corrisponde affatto al testo ns0... Le differenze sono tali che conviene senz'altro usare il tool OCR. Tengo la cosa in stand-by, per selezionare le Laude in cui il M & S ha senso, e porto a SAL 25% le Laude ns0 in cui invece non ha senso. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:29, 28 apr 2024 (CEST)
== errore nell'indice ==
Caro Alex, ho ancora bisogno del tuo aiuto per sistemare questo indice [[Indice:Cafaggioli_e_di_altre_fabbriche_di_ceramica_in_Toscana,_1902.djvu]], che mi da Errore: intervallo non valido. Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:59, 6 mag 2024 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Mai visto nulla del genere: su Commons è tutto regolare. Ho pasticciato giusto un po', modificando il link alla fonte su Commons e cancellando tutto dalla versione locale del file con la scheda "Modifica descrizione locale", e le cose si sono sistemate.... ma dubito che sia per merito mio :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:05, 6 mag 2024 (CEST)
::PS: Ho modificato leggermente il Sommario, correggendo un "ceraica" in "ceramica" e aggiungendo la riga iniziale che linka alla pagina principale e transclude il frontespizio. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:12, 6 mag 2024 (CEST)
== nuovo errore caricamento ==
Caro Alex anche questo [[Indice:Giovanni Botti, I boccali di Montelupo.djvu|testo]] non riesco a caricarlo. Mi dai una mano? Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 16:52, 18 mag 2024 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] E' un bug, Candalua ha trovato come risolvere (in attesa che lo eliminino i "piani alti"):
:* andare sulla pagina File di Commons; eseguire "Purga";
:* tornare sulla pagina Indice di wikisource: eseguire "Purga".
:L'ho fatto e le cose si sono sistemate. Speriamo che risolvano presto perchè è una cosa molto fastidiosa. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:20, 18 mag 2024 (CEST)
::Grazie mille, buona domenica [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 09:21, 19 mag 2024 (CEST)
== Ma che corpo ha la duchessa di Leyra? ==
Caro Alex,
non sono maniaco: il titolo scherzoso serve solo a chiederti un parere su quante differenti dimensioni hanno i caratteri nei paragrafi dell'articolo di De Roberto.
Leggendo ad esempio [[Pagina:De Roberto - La Duchessa di Leyra (di Giovanni Verga), 1922.djvu/8|pagina 408]] sono sicuro che il primo e il secondo paragrafo hanno corpo diverso e infatti il primo paragrafo l'ho posto in ''smaller'', ma guardando bene mi sembra che il testo del capitolo, nella colonna di destra, abbia un corpo lievemente più grande rispetto alla colonna di sinistra... ho le traveggole? Tu cosa noti, anche confrontando con il testo di altre pagine? Queste differenze vanno risolte a suon di template o con un css personalizzato? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 18:18, 19 mag 2024 (CEST)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Sono nella fase di studio e prima sistemazione dell'OCR; quando avrò le idee più chiare, penso che userò il template block con classe sistemata in styles.css. C'è poi il problema delle fotografie (che sono quello che sono.... ma che temo che richiederanno un compromesso, non mi risulta possibile ottenere una resa fedele della posizione nemmeno con css "avanzato". Penso che le sposterò tutte a destra rispetto alla colonna (unica) di testo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:36, 20 mag 2024 (CEST)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Sistemerò i "corpi" con styles.css lasciando il corpo di Default al testo di Verga, e riducendo un po' il testo di De Roberto (classe corpo1), e un po' di più le citazioni all'interno del testo di De Roberto (classe corpo2). Tl|smaller non va bene, perchè non adatta l'interlinea e il risultato a me pare sgradevole. Vediamo come viene... usare styles.css, naturalmente, ha il vantaggio di poter modificare tutto in un colpo solo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:55, 20 mag 2024 (CEST)
== Altro problema ==
Caro Alex, uno studente sta rileggendo Le rime di Guittone d'Arezzo; in [[Pagina:Guittone d'Arezzo – Rime, 1940 – BEIC 1851078.djvu/293 |questa pagina]] non si riesce a inserire il fondo pagina (la riga Le rime di Guittone d'Arezzo 19), si posizione sopra le note. E' un ennesimo bug? Ciao e grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 10:37, 20 mag 2024 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] No, tutto regolare. Vedi il codice; bisogna mettere esplicitamente un <code><nowiki><references/></nowiki></code> nel campo footer, seguito, volendo, dal piedipagina. Io in genere non riproduco la linea orizzontale che precede le note, va volendo si può sistemarla, sempre in footer, immediatamente prima del references [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:51, 20 mag 2024 (CEST)
::Grazie Alex, ma io non vedo l'istruzione <nowiki>nowiki /nowiki</nowiki>, dove l'hai messa? [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 11:13, 20 mag 2024 (CEST)
:::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] .... avevo sbagliato il codice... :-( vedi correzione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:42, 20 mag 2024 (CEST)
::::@[[Utente:Alex brollo|Alex]] Vedo una tua prima modifica alle 10:46, ma niente dopo. [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 14:34, 20 mag 2024 (CEST)
:::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Avevo sbagliato codice nel messaggio qui sopra. :-) Comunque ho anche sistemato la pagina [[Pagina:Guittone d'Arezzo – Rime, 1940 – BEIC 1851078.djvu/293]]. Attenzione: il footer sembra vuoto, in modifica, ma non lo è.... bisogna scorrere nel campo per vedere il codice. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:38, 20 mag 2024 (CEST)
== niente immagine ==
Caro Alex, ci risono. Ho caricato [[Indice:Novissima.pdf|questo libro]], ma non vedo nel lato destro la pagina. Ho fatto il purge sia in Commons che in Source. Mi aiuti? Grazie infinite [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 16:16, 5 giu 2024 (CEST)
::Controordine. Ora vedo le pagine. Grazie comunque
:::Di nuovo: non le vedo tutte, molte le vedo in orizzontale invece che in verticale.
:::: {{ping|Giaccai}} Mi sa che ci sono ancora problemi con i pdf. Forse è meglio convertire in djvu. Per farlo, visita il sito https://pdf2djvu.com/it/, provalo! Ci "butti dentro" il pdf, e ti fa scaricare il djvu. Fine! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:21, 6 giu 2024 (CEST)
:::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Ti ho mandato il risultato via email. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:33, 6 giu 2024 (CEST)
== formattazione ==
Ciao, sto impazzendo con la formattazione; non trovo una pagina di help che mi spieghi:* come fare i rientri, come mettere a fondo pagina una frase ecc.vedi [[Pagina:Novissima.djvu/8|questa pagina]]; se me la sistemi la uso come esempio. Grazie e scusa se sono continuamente a chiedere aiuto. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:58, 6 giu 2024 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Hai scelto un testo con stile tipografico "creativo"... il modo più semplice di risolvere questi casi è usare poem. Se poi conosci un po' di css, puoi ficcarlo dentro il poem stesso... vedi. L'indentazione dei paragrafi è una specie di maledizione, hai ragione. Pensa che alcuni progetti non li usano affatto... ma qui amiamo complicarci la vita. :-)
:Approfitto per risponede alla tue due domande via mail. No, in questo caso escluderei la doppia colonna. No, io non trascrivo mai le pagine pubblicitarie, lascio la trascrizione vuota e assegno SAL 0%; il contenuto resta visibile per gli appassionati, come immagini, in nsPagina. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:50, 6 giu 2024 (CEST)
::grazie Alex, e buona serata [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 20:56, 6 giu 2024 (CEST)
== indentature ==
Caro Alex, rieccomi, In [[Pagina:AA. VV. – Opuscoli e lettere di riformatori italiani del Cinquecento, Vol. II, 1927 – BEIC 1889291.djvu/294|questo indice]] non so come fare ad indentare, mi puoi aiutare? grazie di nuovo e buon fine settimana. Mi raccomando vai a votare. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 09:18, 8 giu 2024 (CEST)
:{{ping|Giaccai}} Vado a vedere. Per la seconda raccomandazione, dai 18 anni (e ne sono passati abbastanza...) non ho mai perso una votazione. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:52, 8 giu 2024 (CEST)
:: {{ping|Giaccai}} Ti ho risposto nella pagina di discussione di [[Pagina:AA. VV. – Opuscoli e lettere di riformatori italiani del Cinquecento, Vol. II, 1927 – BEIC 1889291.djvu/294|questa pagina]], con una proposta pratica di codice nella pagina.
== pulizia ==
Ciao, potresti cancellare [[Indice:Novissima.pdf|questo file]] (la vecchia versione pdf), che mi crea problemi: dall'indice del djvu il titolo del cairolo mi porta alla versione pdf? Grazie. E inoltre: la numerazione delle pagine del testo è in basso, è corretto mettere il template Riga intestazione nel campo Pie di pagina? [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:29, 19 giu 2024 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Pulizia fatta. Adesso vedo la questione della numerazione pagine. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:26, 20 giu 2024 (CEST)
::Fatta anche la numerazione pagine in basso. Se usi il tl|PieDiPagina invece di RigaIntestazione, scatta il solito automatismo di compilazione automatica. Il codice dei due template è identico, ma il nome diverso segnala a uno script di eseguire il riempimento automatico in footer. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:32, 20 giu 2024 (CEST)
:::Grazie infinite [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 07:24, 20 giu 2024 (CEST)
== ModuloDati su due volumi ==
Caro Alex,
finito con soddisfazione il testo "ufficiale" di ''[[Dell'uomo di lettere difeso ed emendato]]'' (integrato da un sacco di note a più di pagina) mi trovo ora con la ''Tavola'', cioè venti pagine di indice analitico. Il problema è che in esso (le cui pagine sono nel secondo volume) per ogni voce d'indice viene indicato il numero di volume e il numero di pagina di quel volume. Potrei tranquillamente non porre alcun link come accade attualmente, ma se volessimo linkare i numeri di pagina con ModuloDati c'è un modo per farlo già sperimentto in altre opere multivolume? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 09:27, 24 giu 2024 (CEST)
:Certo che c'è. Come terzo parametro di Pg, si può usare il nome base del volume o, molto meglio per facilitare la leggibilità, un brevissomo mnemonico per ciascun volume, registrato in [[Modulo:Pg]] (ce ne sono già parecchi ma Lua è stato introdotto apposta per il batto che "digerisce" bene lunghi elenchi). D'ufficio, le sigle per i due volumi sono <code>du1</code> e <code>du2</code>.
:Fammi dare un'occhiata.... a volte un paio di regex ben assestate fanno miracoli, in questi terribii indici. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:34, 24 giu 2024 (CEST)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Ti ho ''pingato '' nella pagina Discussioni della pagina test. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:57, 24 giu 2024 (CEST)
== Ancora aiuto ==
Caro Alex, mi spieghi per favore quando trovo questa [https://archive.org/download/sottolatenda00barzini opzione di file da IA], quale scelgo? Ho caricato un altro [Indice:Barzini,_Luigi._-_Sotto_la_tenda._Impressioni_d%27un_giornalista_al_Marocco_(1907).pdf ]testo ma non si sprono le pagine. Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 10:29, 30 giu 2024 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Candalua ho identificato la soluzione:
:# andare su Commons, eseguire <code>purge</code> (io lo trovo sotto la linguella "altro");
:# andare sulla pagina Indice di wikisource, eseguire <code>purge</code> (io lo vedo sotto "strumenti").
:Magicamente tutto si sistema. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:08, 30 giu 2024 (CEST)
::Scusami, me lo avevi già detto e me ne ero dimenticata. Grazie e buona domenica [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 13:25, 30 giu 2024 (CEST)
:::rimane la prima domanda: Caro Alex, mi spieghi per favore quando trovo questa opzione di [[https://archive.org/download/sottolatenda00barzini opzione di file da IA] file da IA], quale scelgo? Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 13:27, 30 giu 2024 (CEST)
::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Ci sono tre casi :-)
::::# c'è un .djvu e un .pdf (libri caricati da tempo): scegliere il djvu.
::::# non c'è il .djvu, c'è un .pdf e un -txt.pdf: bisognerebbe preferire il -txt.pdf, ma ci sono problemi, spesso la qualità grafica non è eccellente. Provare a caricare il -txt.pdf, e se ci sono problemi, chiedere aiuto.
::::# non c'è il .djvu e c'è un solo .pdf: caricare il pdf (è il caso del libro di cui parliamo).
::::Se se la senti, nei casi 2 e 3 c'è la possibilità di scaricare il pdf e ottenerne un djvu, alle volte è semplice, alle volte meno... se ti va ti spiego come farlo nel modo semplice (ma il risultato talora non è soddisfacente). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:40, 30 giu 2024 (CEST)
:::::grazie l'ho convertito ma non riesco a caricarlo come nuova versione del file. [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 16:08, 30 giu 2024 (CEST)
::::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Non si può perchè è un file di tipo diverso. Devi caricarlo come nuovo file. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:30, 30 giu 2024 (CEST)
:::::::Grazie !!!!. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 21:19, 30 giu 2024 (CEST)
== Emergenza copyviol ==
Caro Alex,
[[Discussione:Candido#Piazza_pulita|Siamo stati ingannati per diciassette anni]]! Urge una sostituzione non solo "finta" di testo con un M&S tra LiberLiber e GoogleBooks. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 09:33, 5 lug 2024 (CEST)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Se ho capito bene, si tratta di utilizzare il ''vero ''testo Liberliber e di utilizzarlo per un M & S sulla fonte GB, vero? Intanto scarico lo scaricabile e lo guardo per bene. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 05:34, 6 lug 2024 (CEST)
::Esatto. Anche in questo caso c'è un po' di complicazione per il fatto che nell'edizione usata da Liberliber ci sono due testi:
::# ''Candido'' (trenta capitoli) di Voltaire
::# ''Candido o l'ottimismo - Parte II'', [[:en:w:Candide,_Part_II|qui alcuni particolari]]
::La priorità è la sparizione del testo iread attualmente presente, l'uso di una edizione con una continuazione apocrifa è scelta solo per la presenza di una trascrizione già pronta su liberliber.
::Se dal tuo esame risultasse che l'accoppiamento LiberLiber-GoogleBooks crei problemi possiamo cercare un'altra edizione PD. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 07:26, 6 lug 2024 (CEST)
:::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Intanto ho digerito la prima fonte LiberLiber, poi vedo la seconda. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:39, 6 lug 2024 (CEST)
::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Ripulitura fatta, presto la ricostruzione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:39, 6 lug 2024 (CEST)
== Piccola ma pungente insofferenza ==
Caro Alex,
ti confesso quello che ho messo in titolo: ho due casi che non riesco a lasciar stare e condivido con te:
*[[Indice:AA. VV. - Il rapimento d'Elena e altre opere.djvu]] e [[Indice:Bonaccorsi - Vangeli apocrifi.pdf]] sono testi latini e greci con testo a fronte, note e commenti vari. Ho trascritto le traduzioni in italiano e stavo pensando alle parti accessorie di indici e annotazioni ma...
*#gli indici del libro di Bonaccorsi fanno continuo oriferimento alle pagine in lingua originale
*#le annotazioni al ''Rapimento di Elena'' fanno riferimento al testo greco;
In pratica perché i link degli indici vadano a destinazione dovrei trascrivere e transcludere qui su it.source pagine in lingua non italiana. Non l'ho fatto ancora ma non vedo soluzioni differenti. Che ne pensi? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 10:48, 11 lug 2024 (CEST)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Penso che Pg potrebbe funzionare bene anche con Iwpage e Iwpages, ma... il fatto di non poter esportare l'opera completa è un difetto inaccettabile. Quindi, io replicherei tutto il testo latino e greco su it.wikisource. Forse si può fare via bot con piccole correzioni del codice. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:19, 11 lug 2024 (CEST)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] P.S.: spero che i piani alti si spiccino a realizzare la "transclusione interprogetto" che risolverebbe questo, e anche altri, problemi. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:22, 11 lug 2024 (CEST)
:::Aggiornamento dopo un mesetto e mezzo: lo sforzo è oggettivamente grande.
:::#per il ''Rapimento di Elena'' il testo del poema è già presente in altri siti, ma con un testo più moderno da rivedere una volta incollato da noi; le note a piè di pagina sono da aggiungere da zero. Ogni pagina richiede una media di mezzora-tre quarti d'ora: devastante.
:::#per i vangeli apocrifi la formattazione e l'apparato critico sono piuttosto complessi e l'OCR del testo greco per quanto buono richiede comunque una revisione. Lo trovo ancora più tosto del caso precedente.
:::In pratica, getto la spugna per il momento: sarà un lavoro lentissimo e improbo, a meno che non riesca a coinvolgere qualche pazzo come me da altre lande informatiche, cosa di cui dubito.
::: Quanto alla transclusione interprogettoo alla lontana ipotesi di ricomporre un'unica Wikisource stile commons, a Katowice ho raccolto segnali contrari, con progetti che devono già da soli combattere con opere scritte in tre alfabeti differenti (su tr.source ad esempio ci sono opere in turco scritte in alfabeto latino ma anche in alfabeto arabo). - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 20:42, 25 ago 2024 (CEST)
== completare un libro ==
Caro Alex, ho finito [[https://it.wikisource.org/wiki/Indice:Novissima.djvu questo libro]], ma risultano 2 pagine non transcluse per portare l'indice al 75%; mi puoi aiutare. Vedi anche la [[Pagina:Novissima.djvu/9|pagina indice]] che ho trascritto ma non riesco ad incolonnare il testo correttamente. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 21:41, 25 lug 2024 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Non sono le 2 pagine non transcluse, ma quelle ancora SAL 25% a essere bloccanti. La pagina Indice è un problemaccio, ma intravedo una soluzione... domani però :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 01:38, 26 lug 2024 (CEST)
== Nullus annus sine vate. ==
Caro Alex,
avrei voglia di terminare l'estate in un'impresa che sia possibilmente facile, veloce e magari che mi interessi... così ho adocchiato ''{{IA|cabiriavisionest00dannuoft|Cabiria}}'' di Gabriele D'Annunzio, la sceneggiatura dell'omonimo film. una quarantina di pagine in maiuscoletto che dovrebbero essere semplici semplici da elaborare.
In seconda battuta un altro testo dall'eccellente tipografia e dalla possibilità di OCR quasi perfetto è ''{{IA|larmataditalia00dann|L'armata d'Italia}}'', testo lunghino ma spero facile da portare al 75%.
Quando hai un minuto potresti predigerire questi testi in djvu? Sarebbero per me una maniera per ottemperare al mio desiderio di non lasciare l'anno senza liberare un testo di D'Annunzio o Pascoli. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 20:59, 25 ago 2024 (CEST)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] I djvu, usando https://pdf2djvu.com/it/, sono venuti bene (i pdf di IA non hanno il problema che spesso emerge a tradimento). Cabiria merita un minimo di riflessione informatica; la sua grafica è molto particolare, e vorrei riflettere un po' sull'opportunità di usare il maiuscoletto, oppure un semplice maiuscolo di font-size ridotto, che eviterebbe di dover convertire il testo in lettere minuscole. Il che mi dà l'opportunità di affrontare un fastidioso problema mediawiki di css su cui non ti molesto :-) . Una domanda: nella correzione del wikitesto preferiresti caratteri maiuscoli o minuscoli? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:36, 26 ago 2024 (CEST)
::In termini informatici il maiuscoletto ha senso solo se ci sono effettive "maiuscole" contrapposte a lettere "maiuscolette": se il testo di {{Sc|cabiria}} è tutto maiuscoletto senza alcuna maiuscola "vera" si può lasciare il wikitesto maiuscolo e adattarne le dimensioni tramite css. Ricordi che ho mantenuto lo stesso standard in [[Italia - 9 maggio 1936, Discorso di proclamazione dell'Impero|questo documento]]: mi sa che lo scopo è il medesimo. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 10:07, 26 ago 2024 (CEST)
:::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Il problema è come assegnare un css a '''tutti ''' i paragrafi di un testo (esclusi quelli con una formattazione particolare). Dopo vari tentativi, non trovo altra soluzione che quella applicata nelle due pagine di prova 15 e 16; cioè aggiungere una div class=prp (transclusa una sola volta) in tutte le pagine Pagina di ogni sezione. Allora si riesce a formattare tutti i paragrafi, contenuti in quella div, con il css. Non ho scovato altri trucchi che reggano la transclusione :-(. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:07, 26 ago 2024 (CEST)
::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]]
::::* [[Indice:D'Annunzio - L'armata d'Italia.djvu]] Testo che non presenta (a primo sguardo) nessun problema particolare. Vedi solo se ti va bene il campo Sommario.
::::[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:11, 27 ago 2024 (CEST)
===Non uno ma tre D'Annunzio===
Ecco un resoconto della mia avventura recente eis: affronto ''[[Indice:D'Annunzio - L'armata d'Italia.djvu|L'armata d'Italia]]'' con l'intenzione di spremere il nuovo eis: quando lo metto in azione "nasconde" lo strato OCR preesistente, ma la qualità della scansione è tale che l'OCR Google è praticamente già eccellente permettendo una comoda trascrizione, ma come sai l'automatismo dei RigaIntestazione non funziona, così mi riprometto di tornare in seconda battuta per ovviare a questo problema tutto sommato marginale.
Finita la trascrizione delle pagine, dalle preferenze disattivo il nuovo eis e attivo l'eis "di noialtri" con cui AutoRI funziona. Con PostOCR conto di inserire le intestazioni a raffica... peccato che oltre a fare questo, PostOCR mi aggiunge virgole prima della congiunzione "e" e trasforma le "é" in "è" senza che glielo abbia chiesto: si direbbe che abbia lo script abbia caricato delle memoregex da antiche mie trascrizioni seicentesche... ma nella pagina discussione:indice non c'è neanche uno straccio di regex... insomma sono dovuto ripartire e procedere molto più lentamente. Intanto ti documento questa stranezza, magari sai già di che si tratta.
In secondo luogo mi è capitata sott'occhio da commons questa categoria con strafalcione nel titolo: [[:c:Category:La fioccola sotto il moggio - tragedia (1905)|Category:La fioccola sotto il moggio - tragedia]]: dagli un'occhiata. Chissà perché mentre stavo per chiedere il rename mi sei venuto in mente subito: ci sono altri file di quest'opera: {{IA|lafiaccolasottoi00dann_0|questo}} e {{IA|lafiaccolasottoi00dannuoft|questo}}. Mi sbaglio o le scansioni norvegesi della categoria sopracitata sono di qualità enormemente superiore a quelle di IA? Nel qual caso ti andrebbe di ricavare da essere un djvu ad alta qualità con cui trascrivere da noi l'opera? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 18:13, 9 set 2024 (CEST)
== Procopio ==
Ciao! Mi servirebbe una piccola operazione di ''ingegneria del djvu'': a [[Indice:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu|questo indice]] mancano due pagine, che si trovano in [https://www.google.it/books/edition/Opere_di_Procopio_di_Cesarea/06ZQAAAAcAAJ?hl=it&gbpv=1 quest'altra scansione della stessa edizione]. Se possibile (e senza la minima fretta) riusciresti ad inserire quelle due pagine nel djvu originale (e spostare le pagine via bot)? [[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 15:25, 1 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Volentieri. Penso che invece di spostare avanti le pagine per far posto alle mancanti, sposterò le pagine indietro in modo da sostituire le due pagine warning (che io di solito elimino prima del caricamento). Spero che tu sia d'accordo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:43, 1 set 2024 (CEST)
::@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Ripensamento.... meglio rispettare sia nsPagina che ns0 nelle parti rilette. Lascio le pagine warning al loro posto, tanto sono numerosi i file djvu che le hanno. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:48, 1 set 2024 (CEST)
:::Dal punto di vista tecnico non ho nessuna preferenza: fai come ti è più comodo--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 17:58, 1 set 2024 (CEST)
::::@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Djvu modificato, campo Sommario allineato. Manca:
::::* creazione delle due pagine 350 e 351;
::::* aggiustamento manuale dei pages di [[Istoria delle guerre vandaliche/Libro primo/Capo XV]] e successivi, aggiungendo 2 a tutti i campi from e to.
::::A questo punto tutto dovrebbe essere a posto. C'è un piccolo problema tecnico: se vuoi caricare il Modulo dati, per poter usare il template Pg, tocca normalizzare il pagelist. Ma ne parliamo a restauro concluso. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:47, 1 set 2024 (CEST)
:::::Grazie mille! nei prossimi giorni vedo di sistemare. Non ho capito l'ultima cosa sul pagelist, ma al massimo me la spieghi dopo--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 21:33, 1 set 2024 (CEST)
::::::@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] "Normalizzare il pagelist" significa usare un ''unico '' pagelist e nient'altro. Probabilmente si tratta di una limitazione causata da un difetto dello script che produce il Modulo Dati, ma a suo tempo, quando ero più abile e audace, non sono stato in grado di sistemarlo, e adesso nemmeno ci provo. :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:47, 1 set 2024 (CEST)
:::::::@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Trascritte le due pagine 350 e 351. Dovrebbe mancare solo la correzione dei tag pages. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:14, 2 set 2024 (CEST)
== ennesimo pasticcio ==
Caro Alex, sono a Vicenza a accudire una vecchia zia, per passare il tempo vado su Wikisource. Ma ho fatto un pasticcio: ho caricato un [[Indice:Cadore.djvu|libro ]] che avevo già caricato nel 2017 [[Indice:Lorenzoni_Cadore_1907.djvu|questo]] e il cui titolo, inspiegabilmente, si lega ad una poesia del Carducci. Non capisco quale delle due sia la migliore digitalizzazione o se io abbia caricato la stessa copia da Internet archive. Mi puoi aiutare a fare un po' di oprdine. Grazie infinite [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 14:38, 4 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Intanto, il problema di [[Cadore]]: è una pagina redirect (strana, punta da una pagina principale a una sottopagina, di solito è il contrario). Verifico in paio di cose e cerco di sistemare.
:Per quanto riguarda il libro, sceglieremo la scansione migliore e poi eliminerò il doppione su wikisource (su commons non credo sia necessario intervenire). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:14, 4 set 2024 (CEST)
::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Problema 1 risolto: pagina redirect cancellata, era un "redirect orfano" :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:17, 4 set 2024 (CEST)
:::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Secondo problema: l'indice [[Indice:Lorenzoni Cadore 1907.djvu]] ha immagini nettamente migliori di quelle di [[Indice:Cadore.djvu]]. Faccio una rapida verifica della completezza delle pagine e poi recupero dal secondo le pagine eventualmente non ancora trascritte sul primo. Dal secondo sono state estratte varie illustrazioni, ma direi di abbandonarle al loro destino. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:27, 4 set 2024 (CEST)
::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Fatto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:15, 4 set 2024 (CEST)
:::::Sei eccezionale !! Grazie proseguo allora su Cadore 1907. ciao Susanna [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 19:39, 5 set 2024 (CEST)
::::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Grazie e buon lavoro. Se hai qualsiasi altro problema chiedimi pure: sono immerso [[Prediche volgari|in un lavoro faticoso]] e ogni ricreazione è benvenuta! E inoltre mi tengo allenato ad affrontare problemi di vario tipo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:11, 6 set 2024 (CEST)
:::::::Grazie !! [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:03, 7 set 2024 (CEST)
== Sonetto dentro le note ==
Ciao, [[Pagina:Sonetti romaneschi V.djvu/165|qui]] ho un caso di sonetto dentro una nota, peraltro diviso tra due pagine. Quando hai tempo, riesci a ottenere un risultato ragionevole? [[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 16:58, 9 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Più o meno ci siamo.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:54, 9 set 2024 (CEST)
::Grazie! Più tardi ricontrollo e porto al 75%--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 05:40, 10 set 2024 (CEST)
=={{testo|Vita di santa Francesca romana}}==
Non è che per caso in un attimo di tempo libero carichi [https://books.google.it/books?id=1nN1SQc5Pu4C Vita di santa Francesca romana]?
o anche:
* https://books.google.it/books?id=qBkM3UWyymwC
* https://books.google.it/books?id=xQW9vQM2kB0C
* https://books.google.it/books?id=hjDgmAEACAAJ
* https://books.google.it/books?id=KjKL_cURgFwC
* https://books.google.it/books?id=jGiCIuyZk1UC
* https://books.google.it/books?id=xQW9vQM2kB0C
Se lo fai ti do un bacio (ovviamente appena mia moglie mi dà il permesso...)
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 22:45, 10 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Hai visto questo: {{IA|wotb_6743929}}, edizione posteriore (1753) , con scansioni che mi sembrano molto migliori del tuo primo link (alcune pagine sono veramente poco leggibili, ma non ho controllato le altre)? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 00:04, 11 set 2024 (CEST)
::Devo controllare con calma. Il testo è citato da nonno Tito ([[Pagina:Contributo alla storia della letteratura romanesca.djvu/10|pag. 10 e segg.]]) e da Sabatini [[Pagina:Francesco Sabatini - Il volgo di Roma - 1890.pdf/96|qui]].
::Devo cercare di capire se quello di IA e di GB corrispondono ai citati o sono altro. Ho bisogno di un po' di tempo.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 10:21, 11 set 2024 (CEST)
Contrordine. Il testo che cerco è questo:
[https://books.google.it/books?id=ykWzXwAACAAJ ] esempio del romanesco del XV secolo. Ci sono alcuni esemplari ma nessuno è disponibile. Cercherò in giro. Per il momento grazie per l'attenzione.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 14:39, 11 set 2024 (CEST)
ah, ah...
[https://books.google.it/books?id=E_8qAAAAIAAJ&pg=PA365 Qui] c'è la trascrizione fatta poco dopo da {{AutoreCitato|Mario Pelaez|Mario Pelaez}}. Non è l'edizione di {{AutoreCitato|Mariano Armellini|Armellini}}, ma meglio che niente (gnente a Rroma). Che dici? Sentiamo anche Edo? [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 14:49, 11 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Bon, aspetto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:55, 11 set 2024 (CEST)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|Magister Optime]], opinio tua quaeritur. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 11:33, 12 set 2024 (CEST)
:::Beh, se nonno Tito cita l'edizione del 1882, allora cerchiamo l'edizione del 1882: avventurarci in un'edizione antica ha i suoi pregi ma taaaanti difetti pratici.
:::Intanto ho chiesto a Google di liberare {{Gb|ykWzXwAACAAJ|questa edizione}}, attendo il suo responso. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 14:31, 12 set 2024 (CEST)
::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|Magister]]: grazie per l'intervento qui (e su gughel). Credo che i due testi siano due cose diverse. Quello "di Armellini" dovrebbe essere la trascrizione di un manoscritto del XV secolo. Mentre quelli che ho annotato sopra sono testi del '600, in italiano (d'epoca) quindi non rilevanti per la storia del "romanesco". --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 14:41, 12 set 2024 (CEST)
::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Quello (Armellini 1882) dovrebbe essere il testo giusto. L'avevo adocchiato, cercherò di tenerlo d'occhio per eventuale "liberazione". Se mi sfugge ricordatemelo! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:32, 12 set 2024 (CEST)
== Collezione interessante ==
Caro Alex,
giusto in questi giorni sono stati caricati su Internet Archive diversi testi di equitazione che ti interesseranno sicuramente. [https://archive.org/details/@national_sporting_library_museum Ecco l'indirizo della collezione]. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 14:01, 12 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Grazie! Ma il mio interesse per la letteratura equestre si è molto affievolito. E' ora di archiviare un bel po' di cose.... ma fra le cose da archiviare non metto, per ora, wikisource. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:10, 12 set 2024 (CEST)
== File djvu ==
Carissimo Alex, so che tempo fa hai avuto uno scambio mail con Marcella della BEIC che ti ha chiesto consigli su come caricare file su Commons per poi poterli utilizzare su Wikisource, ora mi dicono che hanno trovato un modo per generare i file djvu partendo direttamente dalle loro TIFF. Stanno provando a caricare un primo djvu, è un libro a stampa del 1841 di circa 1287 pagine. È quindi un file djvu di discrete dimensioni (400Mbyte). Hanno però un problema: notano che [https://commons.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Upload&uploadformstyle=basic&uselang=it qui] viene data la possibilità di caricare solo file di massimo 100Mbyte a meno che non si abbia un sito presente nella whitelist wiki. Nel caso come si fa a mettere il sito digital.beic.it nella whitelist? Oppure come possiamo fare? Grazie! [[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 15:01, 17 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Esiste un tool, bigChunkedUpload, documentato in [[:commons:Help:Chunked upload]]. Io uso quello. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:18, 17 set 2024 (CEST)
::Grazie mille, gliel'ho segnalato, però intanto hanno provato con UploadWizard ed è venuto [[:s:File:Nuova enciclopedia popolare, ovvero Dizionario generale di scienze, lettere, arti, storia, geografia, ecc. ecc.djvu|questo risultato]], all'inizio dava un messaggio di errore e sembrava non funzionare ma poi ho purgato la pagina (non so se dipende da quello) e ora sembra funzionare, che ne pensi?--[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 19:50, 17 set 2024 (CEST)
:::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Non c'è che da provare a aprire una pagina Indice e verificare che l'OCR dia un risultato discreto.... certo che è un lavoro mostruoso. Buona fortuna e buon lavoro.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:36, 17 set 2024 (CEST)
::::Ho creato la pagina [[Indice:Nuova enciclopedia popolare, ovvero Dizionario generale di scienze, lettere, arti, storia, geografia, ecc. ecc.djvu]], sicuramente ci sono delle cose da correggere nel campo "Lista delle pagine", vedo che le pagine si aprono ma al momento non compare un testo generato in OCR, come mai? Per favore se puoi darci un occhio e sistemare i problemi più urgenti te ne sarei davvero grato, noi vorremmo davvero trascrivere (o quantomeno iniziare a farlo) quest'opera :) --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 09:10, 18 set 2024 (CEST)
::::Scusa adesso ho visto che quando la pagina è aperta in modifica, se si usa l'opzione "Trascrivi il testo" l'OCR viene generato e ci sono anche vari OCR e opzioni tra cui scegliere... Strano, finora ho sempre trovato un testo già trascritto da OCR quando aprivo le pagine ancora da formattare in altri testi, per caso si può impostare all'inizio l'OCR migliore per tutte le pagine, così da trovare anche in questo caso già il testo da formattare quando le pagine si aprono in modifica? E scusami davvero per il disturbo! --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 12:27, 18 set 2024 (CEST)
:::::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Dò un'occhiata. In questo caso penso sia inutile usare eis, visto che il tempo di rilettura di una pagina è bello lungo (inutile risparmiare pochi secondi su un tempo di parecchi minuti). Mi pare che la scelta della variante dell'OCR preferito resti memorizzata passando da una pagina all'altra. Se invece la tua domanda è: si può far partire l'OCR in automatico all'apertura della pagina? Non lo escludo, ma non ci ho mai pensato; ma vale il ragionamento su eis: un click e una breve attesa non creano grossi rallentamenti, se la rilettura impegna duramente per parecchi minuti.
:::::Se il djvu è stato creato a partire da immagini tiff, escluderei che l'OCR ci fosse... forse si potrebbe ficcarglielo dentro a forza, ma purtroppo non dispongo più di FineReader. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:49, 18 set 2024 (CEST)
::::::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Mi pare che il djvu sia eccellente. Fatte alcune prove, raccomanderei di usare pagina per pagina Opzioni avanzate di Trascrivi un testo, e di usare "Trascrivi un'area" un colonna alla volta. Fra i due motori, mi pare più accurato Google. Sembra macchinoso, ma la mescolanza di righe di testo fra due colonne adiacenti è frequente e faticosissima da correggere. Pagelist ritoccato. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:09, 18 set 2024 (CEST)
== Help! I need Alex Brollo's help ==
Ciao Alex, cerco di scocciarti il meno possibile, ma se lo faccio è perché ho concluso le mie risorse. Ho bisogno di un aiuto su [[Pagina:Spanò Bolani - Storia di Reggio Calabria, Vol. I, Fibreno, 1857.djvu/362|questa pagina]] e la successiva: come vedi il paragrafo/VoceIndice è diviso fra le due pagine, ma nella [[Storia di Reggio di Calabria (Spanò Bolani)/Tavola delle materie|transclusione in ns0]] non compare la pagina alla fine (cosa che avviene in nsPagina). Oltre a ciò, non riesco a gestire l'indentazione in pagina 338. Come si risolve? Grazie per l'aiuto! :) [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 15:41, 17 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Modafix|Modafix]] Ricordo distintamente di aver già affrontato il problema.... ma dove? In caso disperato, si potrebbe includere i due pezzi fra noinclude, e preparare, in una delle due pagine, una versione della voce completa, inclusa in includeonly. Vediamo se trovo le soluzioni precedenti, o se mi riesce di scovare un trucco più elegante. Mi sa comunque che è opportuno lavorare in transclusione sul codice della pagina successiva, piuttosto che su quella precedente. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:52, 17 set 2024 (CEST)
::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Potremmo esserci. Come vedi, tutto il Vi sulla pagina 362 è noinclude, tutto il Vi sulla successiva è transcluso, ma nel solo campo titolo c'è un Pt che visualizza solo in transclusione la parte iniziale del testo titolo. Il gap nel primo parametro di Pt produce uno spazio che maschera l'indentatura. Controlla e, se ti va bene, elimina pure i due commenti html con il loro contenuto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:05, 17 set 2024 (CEST)
:::Grazie Alex, mi garba molto! L'importante per me è rendere la resa grafica più simile all'originale, a prescindere dall'eleganza, e questo è il risultato che hai raggiunto tu. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 08:45, 18 set 2024 (CEST)
::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Ho usato un termine improprio.... più che eleganza, mi interessa la semplicità (si fa per dire...) e soprattutto l'assenza, o la riduzione al minimo, delle ripetizioni: "if you are repeating yourself, you are going wrong". Creo una categoria. [[:Categoria:Pagine con indici complessi]], per facilitare la ricerca di esempi alla prossima occasione... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:19, 18 set 2024 (CEST)
:::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Curioso: dopo poche pagine di [[Prediche volgari]] ho ritrovato, [[Pagina:Bernardino da Siena - Prediche volgari II.djvu/470|qui]] e nella pagina successiva, lo stesso problema, risolto in modo meno "elegante". Se quardi il codice, c'è un altro trucco: il tl {{tl|Vi/2}}, che alleggerisce molto la formattazione perchè richiama un tl|Vi specificamente adattato al testo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:22, 18 set 2024 (CEST)
::::::E' caduto a fagiuolo! Il codice è sicuramente molto più snello, ma credo non consenta la duttilità di alcuni casi particolari (ad esempio la possibilità del nodots), ma va da sè che potrebbe essere molto utile in futuro. Bellissima idea la categoria che ha creato, penso che la userò molto spesso, considerando la mia scarsa memoria dei codici. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 15:18, 18 set 2024 (CEST)
:::::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Sì, è un codice "rigido", ma perfettamente compatibile con l'uso diretto di tl|Vi base, nelle righe che fanno eccezione rispetto a uno schema standard (come quelle della riga spezzata). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:04, 19 set 2024 (CEST)
== Strano problema ==
Qui: [[Indice:Statistica elezioni 1900 legislatura 21.djvu/styles.css]]
Pensavo, visto che più colonne hanno lo stesso style, di poter indicare più colonnecon un'unica istruzione. Sai per caso se esistono istruzioni da qualche parte. E se sì, DOVE?
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 15:46, 19 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Temo che istruzioni generali sul codice css si trovino solo... nei siti di documentazione del codice css. Comunque, è facilissimo: basta elencare, '''separati da virgola''', tutti gli elementi che partecipano dello stesso stile. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:57, 19 set 2024 (CEST)
::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Modificata, per fare un esempio, la riga 7 della pagina styles.css. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:01, 19 set 2024 (CEST)
:Ora ho capito. Credevo fosse possibile qualcosa del tipo td:nth-of-type(4,5). Ti "ruberò" il consiglio.
:--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:23, 19 set 2024 (CEST)
== interlinea ==
Caro Alex, nel testo che sto rileggendo (esempio [[Pagina:Lorenzoni_Cadore_1907.djvu/50]] ci sono spesso citazioni un po' indentate, a caratteri piccoli e con una interlinea stretta. Per i primi due aspetti mi sono arrangiata, ma non so se correttamente. Ma non riesco a mettere una interlinea stretta. Mi aiuti? Grazie Susanna [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 18:20, 23 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Sono tutti brani di poesie? E tutti i brani di poesie hanno la stessa formattazione? Se le risposte sono ambedue "sì", basta stabilire in [[Indice:Lorenzoni Cadore 1907.djvu/styles.css]] uno stile css da applicare a tutti i testi inclusi in <nowiki><poem></nowiki>. Presumendo che i sì siano due, lo faccio. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:35, 23 set 2024 (CEST)
::Grazie mille. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 09:15, 24 set 2024 (CEST)
== DjvuToy ==
Ciao Alex, sai dove trovare una versione priva di virus di djvutoy che può essere condivisa? Il link indicato nella pagina: https://it.wikisource.org/wiki/Aiuto:DjvuToy non funziona e non saprei aggiornarlo: non ho trovato in rete fonti affidabili da indicare. [[User:Gian Paolo Bagnato (BEIC)|Gian Paolo Bagnato (BEIC)]] ([[User talk:Gian Paolo Bagnato (BEIC)|disc.]]) 09:53, 25 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Gian Paolo Bagnato (BEIC)|Gian Paolo Bagnato (BEIC)]] No, non uso il programma da vari anni, quando ho contattato lo sviluppatore mi ha detto che considerava il formato djvu defunto e non aveva più intenzione di occuparsene. Inoltre, disponendo (ma non più....) di ABBYY FineReader, non ne sentivo il bisogno.
:Al momento mi trovo molto bene con pdf2djvu, sia online che offline, visto che gran parte delle fonti sono pdf e che la conversione rispetta l'eventuale strato testo delle immagini. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:08, 25 set 2024 (CEST)
::Ok, grazie infinite. Io mi trovo bene anche con DjVuLibre, un po più complicato da usare ma flessibile. [[User:Gian Paolo Bagnato (BEIC)|Gian Paolo Bagnato (BEIC)]] ([[User talk:Gian Paolo Bagnato (BEIC)|disc.]]) 09:43, 26 set 2024 (CEST)
:::@[[Utente:Gian Paolo Bagnato (BEIC)|Gian Paolo Bagnato (BEIC)]] Certo, DjvuLibre lo uso tantissimo, anche per la creazione di file Djvu a partire da immagini. Non sono ancora mai riuscito, però, a creare dalle immagini un djvu multilayer... devo accontentarmi di produrre djvu in BN oppure in modalità foto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:50, 26 set 2024 (CEST)
::::@[[Utente:Gian Paolo Bagnato (BEIC)|Gian Paolo Bagnato (BEIC)]] Aggiungo: è un vero peccato che djvu sia un formato moribondo.... sembra fatto apposta per wikisource, e la sua struttura testo è molto, molto superiore alla struttura testo del pdf. Ma sono anni che non mi dedico a fondo allo studio dello strato testo (in formato tipo LISP o xml) e alla sua conversione in altri formati strutturati, come hOCR, prodotto anche da Tesseract. Largo ai giovani! :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:00, 26 set 2024 (CEST)
:::::purtroppo, come spesso accade, il successo non è determinato dalla bontà tecnica del prodotto. :-( Sempre largo ai giovani! Fosse per me andrei in pensione anche ora! ah ah :-) [[User:Gian Paolo Bagnato (BEIC)|Gian Paolo Bagnato (BEIC)]] ([[User talk:Gian Paolo Bagnato (BEIC)|disc.]]) 16:17, 26 set 2024 (CEST)
== colonne ==
Eccomi di nuovo, non riesco a sistemare decentemente [[Pagina:Grammatica italiana, Fornaciari.djvu/252|questa]] pagina; mi aiuti per favore. Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:58, 26 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Tenendo buon l'idea dei tre poem, io farei così. Non è perfetta, manca l'indentatura inversa degli elemwnti dell'elenco, ma io mi accontenterei; se ti sembrano indispensabili, bisogna rinunciare ai poem. Non è un caso facile! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:34, 26 set 2024 (CEST)
::Grazie di nuovo; l'espressione <nowiki><poem style="margin:0;"></nowiki> annulla lo stile generale dato a ''poem'' nel ccs che mi hai creato le tuo messaggio precedente? <ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 12:16, 27 set 2024 (CEST)
:::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Quale messaggio precedente...? :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:07, 27 set 2024 (CEST)
::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Vedo che la pagina Indice NON ha una pagina styles.css; immagino che tu ti riferisca a un lavoro diverso. Sì, si potrebbe anche ficcare il codice css nella pagina styles.css della pagina Indice, ma non assegnerei lo stile a tutti i poem, non so se nell'opera magari ci sono poem che richiedono un altro stile css. Se qua e là nel libro ci sono altre pagine analoghe, magari ci pensiamo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:28, 27 set 2024 (CEST)
== Titolo Nuova enciclopedia popolare ==
Ciao Alex, settimana prossima prevediamo di caricare anche i successivi volumi della Nuova enciclopedia popolare su Commons, avrei una domanda: attualmente il primo volume è intitolato su Commons [[:File:Nuova enciclopedia popolare, ovvero Dizionario generale di scienze, lettere, arti, storia, geografia, ecc. ecc.djvu]] e pensavamo di rinominarlo "Nuova enciclopedia popolare, ovvero Dizionario generale di scienze, lettere, arti, storia, geografia, ecc. ecc., vol. 1 (1841)" per specificare che è solo il primo volume, tuttavia non mi è chiaro 1) se poi dovrei spostare anche [[Indice:Nuova enciclopedia popolare, ovvero Dizionario generale di scienze, lettere, arti, storia, geografia, ecc. ecc.djvu]] allo stesso titolo. Sì, vero? 2) se va davvero bene lo spostamento tardivo su Commons, o può creare problemi su Wikisource. 3) a conferma del punto 1, vedo che per ''Del rinnovamento civile d'Italia'' c'è [[Indice:Gioberti - Del rinnovamento civile d'Italia, vol. 1, 1911 - BEIC 1832099.djvu]] con il titolo del primo volume nell'indice principale e gli altri volumi raggiungibili sotto "volumi": è appunto questo lo standard corretto? Se sì opterei appunto per lo spostamento ma vorrei una tua conferma :) [[User:Spinoziano|Spinoziano]] ([[User talk:Spinoziano|disc.]]) 12:43, 27 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Sì, bisogna spostare a un nuovo titolo in cui sia specificato il numero volume. Francamente a me piacciono i nomi file significativi ma brevi, e visto che il testo ns0 sarà [[Nuova enciclopedia popolare]] proporrei [[Indice:Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841.djvu]]. Rinominato il file (con il nome che ti ho proposto o quello che preferite, ma suggerisco comunque di ''escludere il sottotitolo'', e magari, invece, di aggiungere BEIC e codice come nell'altro) basta spostare al nome corrispondente la pagina Indice ed è fatta. Attendo il nome file e poi procedo subito. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:04, 27 set 2024 (CEST)
::Bene! Ho spostato su Commons a [[:File:Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu]]. Mi sembra che posso spostare anche l'indice su Wikisource ma lascio procedere te come mi hai detto :) --[[User:Spinoziano|Spinoziano]] ([[User talk:Spinoziano|disc.]]) 14:52, 27 set 2024 (CEST)
:::@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Fatto (anche se sono certo, adesso, che sapevi farlo tu benissimo....). Ho corretto gli Indici sommario in cui ho visto qualche equivoco. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:41, 27 set 2024 (CEST)
== Template:Pg/doc ==
Mettere in evidenza il pulsante che crea "Modulo:Dati/" ??
Onde evitare che uno ti venga a scassare per sciocchezze.
<br/> [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 16:48, 27 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Avrai notato che da tempo non metto le mani nell'interfaccia, ''ubi major minor cessat''. Comunque: quelli che tu chiami "scassare" in realtà sono, per me, momenti in cui mi sento utile.... e se riesco a risolvere un problema di altri, sento un notevole appagamento. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:46, 28 set 2024 (CEST)
== Edittools ==
Ciao Alex, ho notato che in [[Speciale:Carica]] si usa ancora [[MediaWiki:Edittools]] (che dovrebbe essere migrato su [[MediaWiki:Wikimedia-copyrightwarning]]). È possibile correggere sta cosa? Pingo [[Utente:Candalua|Candalua]] in quanto altro amministratore dell'interfaccia. A presto <span style="font-family:Times; color:#219">'''[[Utente:Ruthven|Ruthven]]'''</span> <span style="color:#0070EE"><small>([[User talk:Ruthven|<span style="color:#101090">msg</span>]])</small></span> 07:24, 8 ott 2024 (CEST)
:Secondo me la pagina andrebbe semplicemente sostituita con un redirect verso Commons. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:45, 8 ott 2024 (CEST)
::Sono abbastanza d'accordo. Ci eviterebbe parecchi problemi. Sai come si fa? <span style="font-family:Times; color:#219">'''[[Utente:Ruthven|Ruthven]]'''</span> <span style="color:#0070EE"><small>([[User talk:Ruthven|<span style="color:#101090">msg</span>]])</small></span> 20:52, 8 ott 2024 (CEST)
:::{{ping|OrbiliusMagister}} Purtroppo no, vedo che la pagina è collegata con [[MediaWiki:Uploadtext]], ma non ho idea da dove venga il codice del modulo interattivo. E comunque non modificherei quella pagina senza una discussione approfondita con la comunità. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:48, 8 ott 2024 (CEST)
== Grazie 10.000 ==
p.s. comunque una pagina di help per consigliare alcuni strumenti utili la farei. [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 15:03, 25 ott 2024 (CEST)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Strumenti per dividere le pagine/creare il djvu oppure per non impazzire nella lotta contro le tabelle di questa varietà di testi, che io eviterei come la peste...? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:13, 25 ott 2024 (CEST)
p.s. anche in altro indice ([[Indice:Statistica elettorale politica elezioni 1880.djvu]]) mi ha dato l'errore. Dice: Errore: intervallo non valido. Probabile ritardo della IA. Buona notte. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 23:44, 25 ott 2024 (CEST)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Aperto adesso, non compare l'errore. Boh. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:23, 26 ott 2024 (CEST)
== Favore ==
caricheresti l'Archivio di Statistica 1876.
lo farei io ma non so coma togliere la pagina di gughel.
l'url:
https://books.google.it/books?id=BhQoAAAAYAAJ
Il titolo: lascerei "Archivio di Statistica 1876"
Mi sa che se ti bevi tutti i caffè che ti devo diventi troppo nervoso.
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 19:19, 27 ott 2024 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] [[Indice:Archivio di statistica - 1876.djvu]]. Vedo che è una rivista: un campo in cui ho poca esperienza (categorie decenti sia su Commons che qui). Rivedi e eventualmente correggi, per favore. Buon lavoro. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:22, 27 ott 2024 (CET)
::Grazi. Quando fai un salto qui, da me, ti offro il caffè con vista sul Colosseo. [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 22:48, 27 ott 2024 (CET)
== Guardia civica==
Mi serve un favore
Avrei bisogno di questo file:
https://books.google.it/books?id=2yv7eJhi5KoC
Come titolo lascerei quello originale: "Regolamento per la guardia civica nello Stato pontificio".
Grazie in anticipo
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 09:26, 11 nov 2024 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] WIP :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:37, 11 nov 2024 (CET)
::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Eccolo: [[:File:Regolamento per la guardia civica nello Stato pontificio.djvu]]. Purtroppo ho usato un tl|Information, quindi la compilazione automatica dei campi di Indice non sarà automatica :-(, ma non dovrebbe essere difficile. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:17, 11 nov 2024 (CET)
Grazie. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 11:40, 11 nov 2024 (CET)
:::Ci sono alcune stranezze, sicuramente per colpa mia:
:::nelle pagina in cui c'è "riga intestazione" appare un margine sulla destra.
:::lo stesso margine appare nella pagina [[Indice:Regolamento per la guardia civica nello Stato pontificio.djvu]], tra "da (''fare'') e la percentuale.
:::Credo ci sia qualcosa nei css che difatti nell'unico posto ove sono usati (pag, 10) non funzionano come vorrei.
::::Poi mi dovresti insegnare una cosa (ammesso che io lo capisca): come fare che i bordi siano tutti uniti e che il testo non sia appiccicato al bordo.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 15:50, 11 nov 2024 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Trovato. Nell'elenco di vari tag a cui applicare il css, bisogna ripetere tutto il selettore, compresa la classe, altrimenti il codice viene letto male, il codice viene aplicato a tutti gli elementi di quel tipo dovunque siano (tutti i td...). Vedi la modifica. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:51, 11 nov 2024 (CET)
OK. Spero di ricordarlo in futuro. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:45, 11 nov 2024 (CET)
== [[Eutifrone/Dedica]] ==
@[[utente: alex_brollo]] ciao, non so se è giusto scriverti qui. Sono capitato su questa opera e mi sono accorto che ha delle particolarità di trascrizione. A volte per esempio una parola è spostata di posto all'interno della frase, a volte due sono invertite nell'ordine, a volte alcune forme contratte sono sciolte, insomma un tipo di "errori" molto particolari.
Mi chiedevo se ne conoscessi l'origine perché immagino sia stata creata in modo diverso dalle trascrizioni che di solito ho riletto. Giusto per curiosità eh. Cmq è una rilettura da fare con attenzione perché rischia di ingannare. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 22:03, 17 nov 2024 (CET)
:@[[Utente:Accolturato|Accolturato]] Si, va benissimo scrivermi qui: vengo notificato immediatamente del messaggio :-) (non serve nemmeno il "ping"; su qualsiasi altra pagina invece serve). Immagino che tu parli del testo dei capitoli, e non della dedica. Di questo testo io ho fatto solo un rapido Match and Split di un testo già SAL 75%, controllando solo eventuali problemi di esattezza della procedura e di regolarità della formattazione per verificare che il Match and Split non avesse introdotto errori. La formattazione è molto semplice: direi che tutti gli errori che descrivi vanno corretti. Ma per essere sicuri, per favore, metti un messaggio dettagliato che descriva la stranezza in nsPagina, nella pagina di discussione della pagina, specificando cosa c'è che non va, e "pingandomi". Grazie! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:24, 17 nov 2024 (CET)
::ok grazie! [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 14:50, 18 nov 2024 (CET)
::: [[User:Alex brollo|Alex brollo]] il problema è che mi sembra che possa essere addirittura un ocr di un'altra edizione. Perchè non sono normali errori da OCR ma proprio un diverso ordine delle parole in una frase che però è praticamente la stessa. Mani e piedi -> piedi e mani. Ch'io -> che io, Bene -> Benone. E molte altre cose di questo tipo. Non so nemmeno se continuare, mi sembra molto sospetta questa cosa.[[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 14:58, 18 nov 2024 (CET)
::::Leggo questo commento nella Pagina Discussione che non avevo visto:
::::---inizio---
::::Ho spostato L'Eutifrone a Eutifrone, coerentemente con la fonte LiberLiber. sarei dell'avviso di fare così anche con L'apologia di Socrate; voi che dite? --Aubrey McFato 19:09, 24 giu 2008 (CEST)
::::---fine---
::::Questa cosa della LiberLiber non ricordo cos'è ma mi accende un alert... [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 15:03, 18 nov 2024 (CET)
:::::@[[Utente:Accolturato|Accolturato]] Ho recuperato dalla cronologia la fonte della versione naked; hai ragione, si trattava di una differente edizione della traduzione di Acri. Sono possibili insidiose differenze editoriali. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:31, 19 nov 2024 (CET)
::::::quindi come mi comporto, seguo comunque il testo a fronte giusto? [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 09:26, 19 nov 2024 (CET)
:::::::@[[Utente:Accolturato|Accolturato]] Sì. Mi spiace di aver dato alle pagine un SAL 75% non del tutto meritato. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:42, 19 nov 2024 (CET)
::::::::ma figurati, era una mia curiosità personale per chiarirmi il processo a monte. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 14:03, 19 nov 2024 (CET)
== Trattato della Pittura (da Vinci) ==
Ciao Alex! Per sicurezza: confermi che le 947 pagine del trattato di Pittura Da Vinci che hai messo in cancellazione, sono effettivamente da cancellare? Appena posso comincio! --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 11:31, 20 nov 2024 (CET)
:@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] Io aspetterei qualche giorno... comunque: conosci il trucco per eliminare moltissime pagine (almeno 100 alla volta), in pratica. con un click, dopo aver registrato una semplice riga di codice jquery in console?
:La "istruzione magica" da lanciare dalla Categoria:Da cancellare subito (con "cancellazione ultrarapida" attivata) è:
:<code>$(".cancellaultraRapidaButton").click()</code>
:In pratica, clicca tutte le X prodotte dal gadget a fianco di ciascun file. Meglio farlo, però, dopo essersi travestiti da bot :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:08, 20 nov 2024 (CET)
::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] Morale: non impelagarti in un lavoro che richiede almeno un migliaio di click quando possono essere ridotti a una decina ;-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:06, 20 nov 2024 (CET)
:::Ricevuto! Grazie per la spiegazione! ;-) --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 15:59, 20 nov 2024 (CET)
== Ennesima rdc ==
[[La zecca di Bologna/Documenti I-XVI]]:
a me pare un casino. Ho sollevato il problema al bar ma nessuno si è peritato a rispondere.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 13:33, 12 dic 2024 (CET)
p.s. (per "rdc" cfr. Rocco Schiavone )
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Per transcludere da pagine Iwpage ci vuole un template {{tl|iwpages}}. Vedi. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:50, 12 dic 2024 (CET)
== File da caricare ==
Ciao, ti ricordi quando mi avevi dato la tua disponibilità per caricare un testo che avevo già inserito su Internet Archive?
Ecco, scuserai l’attesa ma trovi il testo qui—-> https://archive.org/details/img-5275_202412. Saluti, [[User:12Akragas12|12Akragas12]] ([[User talk:12Akragas12|disc.]]) 10:18, 20 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:12Akragas12|12Akragas12]] Interessante. Una buona occasione per ripassare il funzionamento di Scan Taylor (bel programma di "aggiustamento delle scansioni"). Un suggerimento: esiste una app per telefonini fatta apposta per "normalizzare" le foto di pagine. Prova a cercarla, intanto chiedo di nuovo a mia figlia il suo nome. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:43, 20 dic 2024 (CET)
::@[[Utente:12Akragas12|12Akragas12]] PS: abbi un po' di pazienza.... (e se tardo per dimenticanza sollecitami) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:44, 20 dic 2024 (CET)
:::@[[Utente:12Akragas12|12Akragas12]] Neanche ScanTaylor fa il miracolo. Se hai ancora il fascicoletto a disposizione, ti chiederei di digitalizzare con uno scanner piano, il bianco e nero va benissimo (qualsiasi buona fotocopiatrice lo fa senza problemi) e di ricaricare le immagini su IA, oppure me le fai pervenire in qualche modo e le assemblo io in un djvu o in un pdf. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:15, 20 dic 2024 (CET)
::::Ciao, purtroppo non ho il fascicolo con me. Ti mando le foto per mail allora? [[User:12Akragas12|12Akragas12]] ([[User talk:12Akragas12|disc.]]) 12:18, 20 dic 2024 (CET)
:::::@[[Utente:12Akragas12|12Akragas12]] No, se sono quello originali difettose, caricate su IA, non serve. Cerco di fare il possibile con quelle. Ma niente miracoli (ci vorrebbe uno più bravo di me) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:21, 20 dic 2024 (CET)
== Curiosità ==
Ho una curiosità:
nella [[Pagina:I rappresentanti del Piemonte e d'Italia.djvu/75]] nella seconda colonna le parole (nomi di mesi) vanno allineate a sinistra. Ma... ogni tanto invece del nome del mese ci sta un segno (») che indica che il mese è lo stesso. Potrei mettere un '''<nowiki>{{css}}</nowiki>''' e risolvermi il problema. In fondo sono pochi elementi. Masiccome sono un po' impiccione mi è venuta una curiosità:
Esiste un'istruzione css che mette al centro il segno (») e lascia a sinistra tutto il resto.
:p.s. buon natale. A me hanno regalato un pennello da barba molto bello e costoso (sono quasi 50 anni che non la taglio e chi me l'ha regalato non vuole che cambi).
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:11, 25 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Ho cercato ma non trovo nel css un meccanismo di selezione in base al contenuto. Risolverei in un modo diverso: un memoRegex che trasformi il testo <code>||»||</code> in <code><nowiki>||{{cs|C}}|»||</nowiki></code>. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:55, 25 dic 2024 (CET)
::Protesterò con i ccs. Devono impegnarsi di più. ;-)))
::--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 20:02, 25 dic 2024 (CET)
== Movimenti su commons ==
Caro Alex,
dopo aver visto che un utente di buona volontà si è messo d'impegno con le lettere di Santa Caterina ho fatto un salto su IA e ho caricato su commons i volumi mancanti della collana: caricando gli indici qui avremmo quantomeno il piano dell'opera completo.
Ti scrivo perché le operazioni da me compiute, in avanzato dormiveglia, hanno creato la necessità di alcuni spostamenti ora semplici ora delicati: questi i volumi.
<gallery>
Lettere - Santa Caterina volume I, 1922.djvu|volume I: qui ho dimenticato di mettere la virgola tra "Caterina" e volume"
Lettere - Santa Caterina, 1922.djvu|Il volume 2 preesistente, da rinominare secondo la logica degli altri
Lettere - Santa Caterina, volume III, 1913.djvu|volume III
Lettere - Santa Caterina, volume IV, 1922.djvu|volume IV: qui ho sbagliato a scrivere la data (1913 e non 1922)
Lettere - Santa Caterina, volume V, 1913.djvu|Volume V
Lettere - Santa Caterina, volume VI, 1921.djvu|Volume VI
</gallery>
Il caso delicato è il volume II, che va rinominato ma ha già moltissime pagine trascritte qui, il che significa procedere allo spostamento di massa di pagine, dell'indice e rinoinazione dei tag pages in ns0. Del lavoro sporco qui mi posso occupare personalmente, ma su commons occorri tu. Scusa ancora per il disturbo. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 02:35, 4 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] OK! E... buon 2025 :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:10, 4 gen 2025 (CET)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] {{Fatto}} [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:35, 4 gen 2025 (CET)
== Maschere nude ==
Oggi mi sono reso conto che [[Indice:Pirandello - Maschere nude, 1918.djvu]] occupava il Namespace principale per Maschere nude, sebbenenfosse propriamente un volume di un'edizione più che un'edizione di Maschere nude in sé. Ho quindi spostato in [[Maschere nude. I.]].
A questo punto mi sembra il caso muovere Maschere nude (Mondadori, 1965) nell'ora libero [[Maschere nude]]. Ho visto che te ne stavi occupando proprio in questi giorni e mi sembrava il caso di informarti preventivamente. Ho già copiato il contenuto di [[Maschere nude (1965)]]. [[User:Karthage|Karthage]] ([[User talk:Karthage|disc.]]) 01:08, 9 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Karthage|Karthage]] Grazie dell'interesse. Concordo sull'opportunità di rivedere i titoli delle due edizioni, ma mi riservavo di discuterne in una fase più avanzata della trascrizione dell'edizione completa del 1965. Completo l'iniziativa spostando al titolo corretto alcune sottopagine iniziali rimaste "orfane" della seconda edizione; eventualmente il tema sarà riesaminato a suo tempo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:40, 9 gen 2025 (CET)
::@[[Utente:Karthage|Karthage]] Lo spostamento di pagine ns0 è una procedura delicata e purtroppo ho commesso una svista da fretta: poichè la procedura corretta è lo spostamento in blocco di una pagina e delle sue sottopagine, ho spostato Maschere nude (1965) in [[Maschere nude]] con tutte le sue sottopagine rimaste "orfane", e questo ha sovrascritto la cronologia della pagina che documentava il tuo intervento. Possiamo rimediare. se lo ritieni necessario, "raccontando" la storia della pagina in [[Discussione:Maschere nude]]. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:20, 9 gen 2025 (CET)
== Romagnoli, di nuovo ==
Caro Alex
mentre pondero su Santa Caterina (peraltro posso già predisporre le singole lettere in sottopagina anche senza modificare la pagina principale attuale, dunque abbiamo tempo per trovare una soluzione ottimale con cui disporre la pagina indice dell'opera), sto saggiando il primo dei cinque volumi dei lirici greci tradotti da Romagnoli. MI piacerebbe un tuo feedback sulla formattazione per capire cosa vada registrato finemente prima di replicare le stesse formattazioni per centinaia di pagine.
P.S. ci risiamo: dopo Euripide anche con Aristofane-Romagnoli abbiamo un problema di numerazione: guarda il piè di pagina di [[Pagina:Commedie di Aristofane (Romagnoli) III.djvu/4]]: il volume III è in realtà il volume IV! Per fortuna me ne sono accorto. Intanto ho chiesto a Google di liberare {{GB|Wl2AVEO4B-wC|questo volume}}, vediamo cosa ne uscirà
P.P.S. [[Progetto:Trascrizioni/Match and split|ho trovato un nuovo possibile M&S]]! '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 06:54, 11 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]]
:* Per lo spostamento di [[Indice:Commedie di Aristofane (Romagnoli) III.djvu]] a
:[[Indice:Commedie di Aristofane (Romagnoli) IV.djvu]] non dovrebbero esserci problemi. {{fatto}}
:* Per la formattazione delle Liriche, vedo tre possibili miglioramenti:
:** applicare uno stile via styles.css per RigaIntestazione (con il doppio risultato di poter imitare più fedelmente la grafica originale, e di semplificare il codice) che si ridurrebbe a <code><nowiki>{{RigaIntestazione|12|I LIRICI GRECI||}}</nowiki></code>, aumentando lo spazio fra l'header e il primo verso;
:** ripensare al template Asterismo, che dentro poem non si spazia verticalmente bene;
:** usare il template Smaller block piuttosto che il template Smaller per le note a fondo lirica, magari appoggiando anche lui a styles.css (come farlo in modo più semplice possibile è un po' problematico: tu usi la "bottoniera"? Hai una pagina [[Utente:OrbiliusMagister/PersonalButtons.js]]; ma ti è comodo usare i "bottoni"? Questione di abitudine: io senza sarei handicappato...)
:* In generale, riguardo alle grosse novità costituite dalla (fantastica) possibilità di liberarsi dallo style online e di passare con decisione all'uso delle classi, c'è un problema tecnico; cercherò di illustrarlo in un post nel bar tecnico, nel quale ''pingherò ''te e Candalua.
:* Viste le due new entry fra i candidati al Match and Split, una delle quali teatrale con scansioni superlative... le metto fra le cosa da fare, a tempo perso fra i lavori sul teatro di Pirandello.
:PS: dai un occhio alla discussione precedente con Karthage. Mi è sembrato opportuno accettare il suo suggerimento, ma possiamo ridiscuterne con calma; si tratta, eventualmente, solo di fare qualche spostamento in ns0, cosa sempre delicata ma non troppo laboriosa. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:59, 11 gen 2025 (CET)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Test per RigaIntestazione (mi sembra buona) e Smaller block (non finemente formattato ma accettabile) in [[Pagina:Poeti lirici (Romagnoli), vol. I.djvu/14|pagina 14]]. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:21, 11 gen 2025 (CET)
:::Sistemato anche l'asterismo: ti propongo in alternativa il template <code><nowiki>{{Ast3|poem}}</nowiki></code> più fedele e meglio spaziato di tl|Asterismo all'interno di poem. MemoRegex è settato in maniera che un semplice a3 su una riga si "espanda" nel codice template. Test nella solita pagina 14. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:36, 11 gen 2025 (CET)
== Blocco a dx e class ==
"2C'è del marcio in Danimarca" (W.S. Amleto I, IV)
Ho provato a fare una class per un ricorrente commento nelle Medaglie di Volta. C'è qualcosa che non funge. Ma non riesco a capire cosa.
La class è in:
[[Indice:Rivista italiana di numismatica 1899.djvu/styles.css]].
L'ho applicata solo in:
[[Pagina:Rivista italiana di numismatica 1899.djvu/580]]
e invece che a dx il blocco è a sn. Boh.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 13:43, 15 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Due premesse:
:* il template "Blocco a destra" ha un codice "strano", in pratica apre una tabella, con una sola cella.
:* L'uso del parametro c= azzera tutto: bisogna inserire nel css ''tutto ciò che serve per allineare l'intera tabella a destra''.
:* la soluzione più sbrigativa sarebbe un "float:right" ma il float è traditore. Meglio agire sul margine sin; ma di cosa: il margine della tabella o il margine dell'unica cella...? Spetta che provo.
:[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:00, 15 gen 2025 (CET)
::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Ok, ti lascio in css due alternative. Giusto per "vedere" meglio la tabella, ho impostato un bordo; naturalmente '''cancellalo '''appena hai fatto le tue prove. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:15, 15 gen 2025 (CET)
:::Alex, il fatto è che azzera il "blocco a destra". Quindi la documentazione inganna. Vabbè che son vecchio e rincitrullito, però non è giusto...... :-((
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 14:52, 15 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Sei tu che hai voluto avventurarti in un'area "''hic sunt leones''"; io tl|Blocco a destra con il parametro c non l'avevo mai usato... :-P. Però uso moltissimo Ct con il parametro c, e anche in quel caso in css bisogna dirgli tutto, compreso il fatto che il testo deve risultare centrato. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:09, 15 gen 2025 (CET)
::Comunque hai ragione, come il solito la doc del template è carente. :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:10, 15 gen 2025 (CET)
::Sapevo che alla fine usciva fuori che il colpevole era il maggiordomo.
::Much ado for nothing? Comunque spero di ricordarmelo. Alla prossima. [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 15:13, 15 gen 2025 (CET)
== Nuovo errore ==
Caro Alex, per prima cosa, <buon anno!. Poi ho un errore in questo indice [[Indice:Stefano Morelli La donna e la scienza.pdf]] e non riesco acorreggerlo. Grazie prer quanto potrai fare. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:48, 20 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Buon anno anche a te! Ho sistemato il codice di pagelist, devo ancora sistemare Sommario, ma c'è un problema più serio: le immagini "vengono male", come succede, ogni tanto, con i file pdf da IA. Faccio delle prove. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:10, 20 gen 2025 (CET)
::Grazie Alex. Quindi se non c'è il file djvu, quale alternativa ho? Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 20:24, 20 gen 2025 (CET)
:::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Non preoccuparti, il djvu te lo faccio io :-) (ma devo trovare il modo di farlo decente), poi ci sposto sopra la pagina Indice. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:49, 20 gen 2025 (CET)
::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Ho creato un nuovo file indice (identico, ma trasformato in un djvu di migliore qualità) qui: [[Indice:Morelli - La donna e la scienza.djvu]]. Ho fatto un po' di modifiche e aggiustamenti. Spero che non ti dispiaccia. Dimmi se adesso le cose sono migliorate/se il problema è risolto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 00:12, 21 gen 2025 (CET)
== Graffe, rowspan... ==
Ciao Alex, eccomi di nuovo a chiederti aiuto su questioni di formattazione (nel frattempo me la sto cavando con risultati soddisfacenti): non riesco a creare la giusta formattazione per le due linee della parentesi graffa in [[Pagina:Spanò Bolani - Storia di Reggio Calabria, Vol. II, Fibreno, 1857.djvu/288|questa tabella]]. Mi sono fatto una cultura su rowspan, colspan, cercando di copiare e modificare codici simili ma senza avvicinarmi alla resa grafica desiderata. Se ci puoi fare un salto, ti ringrazio! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 12:24, 30 gen 2025 (CET)
:Mi autorispondo, la ricerca ha dato i suoi frutti, ho risolto! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 15:48, 30 gen 2025 (CET)
::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Benissimo. Vado a vedere come hai risolto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:23, 30 gen 2025 (CET)
:::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Sì, è come faccio io. Suggerimento: io applicherei il codice per l'indentatura a tutte le celle della colonna "lunga" con opportuno codice in styles.css. Attenzione: per indentare il testo dentro una cella, non bisogna "creare spazio" a sinistra per il text-indent negativo con margin-left, ma con padding-left.
:::Farlo per tutte le celle permette di ottenere l'indentatura anche in caso di modifiche del font-size. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:29, 30 gen 2025 (CET)
::::Grazie per l'imbeccata, ci farò più attenzione. In merito allo style.css, non sono ancora in grado di usarlo, anche se mi piacerebbe, e quando ho tempo lo studiacchio. Dato che ci sei ti chiedo anche un controllino su [[Pagina:Spanò Bolani - Storia di Reggio Calabria, Vol. II, Fibreno, 1857.djvu/313|quest'altra pagina]] (in questo caso, credo vada messo il colspan)... [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 16:34, 30 gen 2025 (CET)
:::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Quella tabella Errata corrige mi ha fatto penare. Certo, colspan, ma non funzionava, per una incomprensibile interferenza coi template ''A destra'' e ''Centrato ''delle celle precedenti.
:::::Visto che c'ero, ho inserito una classe ec alla tabella, ho eliminato tutti i Centrato e i A destra e ho scritto due righe di css. La prima dice: "all'interno dell'elemento di classe ec, metti text-align:center in tutti i primi elementi td di ogni serie", La seconda dice: ""all'interno dell'elemento di classe ec, metti text-align:right in tutti i secondi e quarti elementi td di ogni serie".
:::::Ho fatto qualche altro ritocco, chiedimi pure se non li capisci perfettamente. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:24, 30 gen 2025 (CET)
::::::Grazie dell'aiuto! Avendo a portata di mano una guida HTML, mi sembra ora abbastanza comprensibile per le mie conoscenze. Mi piacerebbe utilizzare più diffusamente il css per le commedie di Aristofane. Comunque, stavo notando una cosa che mi era già precedentemente capitata durante la rilettura di Lucrezio un po' di tempo fa: nei testi con più volumi, una volta transclusa la pagina in ns0, il link verso la pagina singola dove si trova l'errore da correggere si trasforma in un link verso l'ns0 dove si trova la pagina (in questo caso il capitolo) ''del primo volume'', non tenendo mai in considerazione il secondo volume dell'opera. Questo porta a dover eliminare il template pagina e a richiamare la pagina vera e propria dove si trova l'errore. Non so se mi sono spiegato. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 08:57, 31 gen 2025 (CET)
:::::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Parliamo del tl Pg, vero? Certo, nel caso di opere in più volumi, di default il link punta al numero pagina sul primo volume. Per indicare un volume diverso, si usa il ''terzo parametro'' opzionale del template. Come terzo parametro puoi usare sia il nome base della pagina Indice, sia un'abbreviazione (cosa indispensabile se i link sono tanti, il codice wiki risulterebbe difficile da correggere). Le abbreviazioni, grossolanamente ma efficacemente, sono registrate nelle prime righe di [[Modulo:Pg]]. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:40, 31 gen 2025 (CET)
::::::::Benissimo, non ne ero a conoscenza e ora mi si è aperto un nuovo mondo. Grazie! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 11:09, 31 gen 2025 (CET)
== Rename su commons ==
Caro Alex,
sono stato troppo veloce: ho caricato un Aristofane su commons dimenticando di cambiargli titolo: appena hai un attimo rinomineresti [[:File:Aristofane-le-rane-donne-parlamento-pluto.djvu]] in [[:File:Commedie di Aristofane (Romagnoli) V.djvu]]? Grazieee! '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 09:42, 4 feb 2025 (CET)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Fatto, ma che fatica.... ben due click :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:09, 4 feb 2025 (CET)
Ooops! Sono proprio una frana: mi stavo già strofinando le mani per essere riuscito a caricare su commons in formato djvu i cinque volumi dei poeti dell'Antologia Palatina ([[c:File:I poeti del'Antologia Palatina (Romagnoli) 1.djvu|I]] - [[c:File:I poeti del'Antologia Palatina (Romagnoli) 2.djvu|II]] - [[c:File:I poeti del'Antologia Palatina (Romagnoli) 3.djvu|III]] - [[c:File:I poeti del'Antologia Palatina (Romagnoli) 4.djvu|IV]] - [[c:File:I poeti del'Antologia Palatina (Romagnoli) 5.djvu|V]]), operazione che non è risultata liscissima... quando mi sono accorto che tutti e cinque hanno nel titolo una "elle" in meno ("del'Antologia" invece di "dell'Antologia"). ho chiesto cinque rename, prima di procedere alla costruzione di pagelist e sommari.Salviamo il positivo: con questi caricamenti ci avviciniamo al completamento della collana: già il fatto di poter presentare tutti i volumi (dopo la pubblicazione di questi ultimi manca solo il volume 3 di Aristofane) a chiunque voglia cimentarvisi è un grande traguardo. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 21:39, 5 feb 2025 (CET)
== Ingarbugliamento ns0 e note ==
Ciao Alex, eccomi di nuovo. Questa volta ho un problema complicato da un punto di vista comprensivo e, per me, piuttosto ingarbugliato. La questione è la seguente: in questa [[Storia di Reggio di Calabria (Spanò Bolani)/Appendice|appendice]] si trova un testo in latino che ha delle note. E fin qui poco male, ho usato il tl Nota separata e sembra funzionare. Il problema mi sorge perchè il testo latino, essendo una poesia, l'ho trascluso nella pagina [[Rhegii Amoenitates]]. In quest'ultima pagina la formattazione in ns0 è accettabile, ma nell'ns0 dell'Appendice non lo è per niente, comparendo due volte di seguito le note. Ho pensato anche a creare un altro ns0 chiamato "Note all'ode", ma in calce a queste note c'è un altro testo che non c'entra nulla con l'ode stessa. Come fare? Spero di essermi spiegato, perchè non sono sicuro nemmeno di questo. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 14:33, 4 feb 2025 (CET)
:@[[Utente:Modafix|Modafix]] A prima vista, mi pare che si dovrebbe usare questo principio: ''le pagine che contengono note separate non si transcludono, perchè il meccanismo "nota separata" ne esegue già una transclusione''.
:Soluzione: marcato con section="note" quello che, nel sottocapitolo "Note all'Ode", non è costituito da note; transclusione di questo frammenti con un pages onlysection="note"; segue un tl|Sezione note, dove compaiono le note. Mi pare che funzi. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:48, 4 feb 2025 (CET)
::Essendo la prima volta che mi sono trovato di fronte a Note separate, non conoscevo questa specifica, che effettivamente poi ho notato. Mi è piaciuto molto il metodo elegante che hai usato, poi io sono un precisetti, e ho voluto dare un'ultima limata. Grazie ancora! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 23:03, 5 feb 2025 (CET)
:::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Prova a guardare anche {{tl|Nsb}}, che io (''ogni scarafone... ecc'') preferisco a {{tl|Nota separata}}. Il nome del template (breve ma oscuro...) deriva dal fatto che è stato creato per Belli, e quindi significa "Nota separata Belli" :-). Ne ho proposto l'uso per [[Cronica (Villani)]], e ne farò uso dimostrativo nelle prime pagine del Libro I. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:13, 5 feb 2025 (CET)
::::Effettivamente è più snello, ma volevo fare il ganzo e provarlo nella sua magnificenza. Comunque, ho un altro quesito sul nuovo testo che sto trascrivendo e pensavo che fosse una cosa semplice, e invece... Sostanzialmente, in [[Pagina:Pellicano - Ricordi intorno al movimento politico di Reggio nell'anno 1847, Morano, 1879.djvu/43|questa pagina]] c'è un nota, e in questa nota c'è una poesia. Ho inserito normalmente i tag ''section begin'' e ''section end'' per creare l'ns0 relativo, ma all'atto della [[Il due settembre 1847|transclusione]] non viene visualizzata. C'entrano i tag ''ref''? Grazie in anticipo. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 11:55, 7 feb 2025 (CET)
:::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Sì, penso sia il ref. Mai successo prima. Vediamo una cosetta... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:37, 7 feb 2025 (CET)
::::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Speravo che sostituendo il tag <code>ref</code> con la sintassi <code>#tag:ref</code>, ma niente da fare :-(. Non ho soluzioni eleganti (una soluzione inelegante sarebbe quella di copiare il testo della poesia in una pagina non transclusa, es. la 57, e poi transcludere sia dentro il ref che nella pagina ns0. Ci provo, giusto per gioco :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:49, 7 feb 2025 (CET)
:::::::Arieccoci. Ho risolto decidendo di turlupinare l'algoritmo: ho notato che dal nsPagina era stato comunque creato il link per l'ns0, per cui (visto che nel ns0 c'è il rimando al nsPagina) ho copiato e incollato il testo della poesia. Risultato: come se fosse transclusa non essendo transclusa. Non è un modo ortodosso, ma lo ritengo efficace. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 10:55, 10 feb 2025 (CET)
::::::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Pienamente accettabile; unico problema, il noto aforisma "If you are repeating yourself, you are going wrong". Una eventuale modifica in nsPagina NON si riprodurrà nel testo copiato. Ammetto che è un problema più teorico che pratico e che una piccola eccezione non causerà problemi; ma... guai se si diffonde. :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:02, 10 feb 2025 (CET)
:::::::::Ciò che dici è un problema anche pratico, altrochè, questa soluzione è accettabile forse solo per la relativa importanza e visibilità del testo di provenienza e della poesia stessa (per intenderci, non è un'opera di Manzoni che contiene una di Foscolo). Si potrebbe, per stare più nel giusto, forse inserire un disclaimer nella pagina discussione della poesia, dichiarando che a causa di una presunta incompatibilità fra ''ref'' e trasnsclusione, si è reso necessario copiare il testo della poesia in ns0 e che le modifiche apportate su nsPagina devono essere anche apportate su ns0 (questo almeno fin quando non ci sarà qualcuno che vorrà/capirà dove sta il problema tecnico). Che ne dici? [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 11:18, 10 feb 2025 (CET)
::::::::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Certo. Ripensandoci, non sono affatto rare intere poesie all'interno di una annotazione. Vale la pena di rifletterci. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:33, 10 feb 2025 (CET)
== Modulo Dati ==
Ciao Alex, sto cercando di creare [[Modulo:Dati/Il Valdarno da Firenze al mare.djvu]] ma in automatico non fa niente, le poche righe le ho messe a mano sperando che bastassero per l'imboccata, ma niente da fare. C'è qualche errore evidente in giro per cui la creazione dalla pagina indice non funziona? Grazie [[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 13:36, 24 feb 2025 (CET)
:@[[Utente:Cruccone|Cruccone]] C'era un doppio carattere <code>|</code> abusivo in uno degli Indice sommario... non è stato facile scovarlo. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:19, 24 feb 2025 (CET)
::Grazie mille! Non ci sarei mai arrivato! --[[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 18:18, 24 feb 2025 (CET)
== Donne e uomini della Resistenza ==
Caro Alex con una docente di UNIFI avevamo pensato di fare un brevissimo corso su Wikidata usando la fonte dell'ANPI. Vedo però da questa discussione https://it.wikisource.org/wiki/Discussione:Donne_e_Uomini_della_Resistenza
che gran parte delle biografie è già presente. A tua parere ce ne sono una trentina ancora da immettere a mano? per farcilavorare gli studenti? Ciao e grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:40, 2 mar 2025 (CET)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Hai modo di indicarmi i nomi mancanti? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:09, 2 mar 2025 (CET)
::No, io chiedevo appunto a te quali siano i nomi mancanti. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 08:44, 3 mar 2025 (CET)
:::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Prova a ragionarci... ma ho una perplessità: la fonte è un sito web modificabile, tenere allineati i testi di wikisource con una fonte modificabile è un'impresa destinata all'insuccesso. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:45, 3 mar 2025 (CET)
::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Vedi che la pagina web è seguita dalla Wayback machine di archive.org, qui: https://web.archive.org/web/20140601000000*/http://www.anpi.it/donne-e-uomini/ ; ma non ho esperienza dell'uso pratico di questa fonte di dati. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:54, 3 mar 2025 (CET)
:::::Grazie. WayBack machine fa copia delle pagine; non so come lo si possa usare e se lo si possa usare in questo caso. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 20:18, 3 mar 2025 (CET)
::::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] In teoria, il confronto fra gli scaricamenti nel tempo dovrebbe consentire di identificare le modifiche e quindi di aggiornare la pubblicazione su wikisource. A questo pensavo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:16, 4 mar 2025 (CET)
== Il mio rapporto complesso con i djvu ==
Caro Alex,
sono riuscito a caricare il terzo volume delle commedie di Aristofane su IA: {{IA|le-commedie-di-aristofane-romagnoli-vol.-3|eccolo}}. Solo che per quanto abbia tentato più volte di passare per [https://ia-upload.wmcloud.org/ IA Upload] non mi è riuscito di convertire il pdf in djvu (come invece mi era riuscito per poeti lirici e Antologia Palatina). Solo a questo punto dopo circa un mese di tentativi mi rivolgo a te per capire come caricare il volume in djvu su commons. Potrei caricare il pdf ma volevo togliere la prima pagina... e poi sono ancora sostenitore del formato djvu e volevo un pdf in meno su commons. Se potrai completare i caricamenti di Romagnoli con questo file per me sarà un grande giorno. Grazie in anticipo! '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 19:37, 4 mar 2025 (CET)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Djvu caricato, indice creato. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:21, 4 mar 2025 (CET)
::Se in angelo! Aggiorno la pagina di discussione della raccolta. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 08:11, 5 mar 2025 (CET)
:::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Purtroppo ho pasticciato un po' su Commons, beccandomi una notifica da [[User:AntiCompositeBot]]... ma spero di aver sistemato. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:08, 5 mar 2025 (CET)
== doppione ==
Caro Alex, ho visto che [[Indice:Luigi Barzini. Sotto la tenda.djvu|questo libro]] è stato caricato una seconda volta inserendo nel titolo l'anno. Ma non riesco più a trovare il file. Di questa altra copia sono state riviste solo 2 o 3 pagine. Puoi trovarlo e cancellarlo? Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 14:38, 11 mar 2025 (CET)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Non lo trovo! Appena lo ritrovi avvisami. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:46, 11 mar 2025 (CET)
::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]]: l'ho già cancellato! Ho anche spostato e corretto molti capitoli che avevano degli errorini nel titolo. Fai attenzione prima di creare le pagine, specialmente con le parole straniere, con cui è facile sbagliare! [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 15:38, 11 mar 2025 (CET)
==OCR Google==
E' sparito il bottone per rivedere la trascrizione con Google. o io ho fatto qualcosa che l'ha fatto sparire? Ciao Susanna
: No, è stato {{ping|Candalua}}.... ha messo ordine nei gadget e probabilmente l'ha giudicato pleonastico, ma anch'io ne sento la mancanza. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:36, 15 mar 2025 (CET)
:Io invece lo trovo utilissimo, rende le pagine quali perfette. Come faccio ad attivarlo? Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 09:43, 26 lug 2025 (CEST)
::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Si attiva automaticamente se attivi '''eis'''. Se vuoi che si attivi anche in modifica normale, devi aggiungere un po' di codice nella tua pagina [[Utente:Giaccai/common.js]], questo:
::* <code>mw.loader.load('//wikisource.org/w/index.php?title=MediaWiki:GoogleOCR.js&action=raw&ctype=text/javascript');</code>
::Prova e vedi se funziona. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:13, 26 lug 2025 (CEST)
:::Grazie per l'ennesima volta !! [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 16:38, 26 lug 2025 (CEST)
::::Ops!! ho messo in Common.js le stringhe ma forse manca qualche istruzione? Comunque non vedo in eis GoogleOCR [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 16:44, 26 lug 2025 (CEST)
== nuovo problema ==
Caro Alex, ho caricato [[Indice:Firenze souvenir 1900.pdf]], ma mi ha tagliato il bordo con la didascalia di diverse foto, ed anche il frontespozio è tagliato a destra. Come puoi vedere [https://archive.org/details/firenzesouvenira00wehr/page/n9/mode/2up il file] in IA è completo. Ho caricato la versione PDF di questo libro, ma ce ne sono altre; quale è la migliore da usare?
Ciao e grazie per la tua pazienza. [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 16:16, 15 mar 2025 (CET)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Eh... il visualizzatore di IA va bene, ma il pdf ha difetti identici. Ci penso in po'. Mi dai i link alle altre versioni? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:44, 15 mar 2025 (CET)
::Nello stesso link che vedi sopra in basso ci sono i diversi tipi di file e poi [https://archive.org/download/firenzesouvenira00wehr qui] vedi altri tipi.
::Non vedo più l'opzione OCR Google che funzionava benissimo. Come mai è sparita?
Ho anche un problema con questo [[Indice:Storia del Palazzo Vecchio 1889.djvu| questo libro]] non mi crea la lista delle pagine.
Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:57, 15 mar 2025 (CET)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]]
:* Per la lista delle pagine è bastato un purge dela pagina Indice (vedi un comando Purge fra gli Strumenti?).
:* Per l'OCR Google prova ad aggiungere al tuo file [[Utente:Giaccai/PersonalButtons.js]] questa riga di codice:
<pre>mw.loader.load('//wikisource.org/w/index.php?title=MediaWiki:GoogleOCR.js&action=raw&ctype=text/javascript');</pre>
:Se abbiamo un po' di fortuna, ti ricomparirà il pulsante per OCR Google.
:* per il testo su Firenze le cose sono un po' complicate.... bisogna partire dalle ''immagini delle pagine'' e costruire ex novo un file pdf o djvu. Sono un pochino arrugginito, ma dovrei farcela....
:[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:55, 15 mar 2025 (CET)
::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Vedi [[Indice:Firenze souvenir 1900.djvu]] se ti va bene. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 00:52, 16 mar 2025 (CET)
:::Scusa il ritardo. Il file va benissimo. Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 07:30, 21 mar 2025 (CET)
== di nuovo non crea il libro ==
Ho caricato questo [[Indice:Nello Tarchiani Firenze 1915.djvu]], ma non crea l'indice delle pagine e non visualizza l'immagine del testo. Dove sbaglio? ho fatto Purge diverse volte ma senza risultato. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 20:41, 20 mar 2025 (CET)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] In questi casi, devi fare un Purge anche sulla pagina file su Commons. Fatto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:45, 20 mar 2025 (CET)
::Grazie infinite. Buona serata [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 20:54, 20 mar 2025 (CET)
== altro errore ==
caro Alex ho caricato [[Indice:Firenze souvenir 1900.djvu]] ma non riesco a create le versione di lettura. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:34, 25 mar 2025 (CET)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Il sistema non gradiva che una pagina ns0 avesse un suffisso ".pdf". Ho scelto un nome diverso: [[Firenze souvenir (1900)]]. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:45, 25 mar 2025 (CET)
::Grazie ancora una volta.Buona serata [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 19:06, 25 mar 2025 (CET)
== ( Numero pagina ) ==
Sono completamente rinco.. (già lo sapevi, ovviamente)
Le pagine di [[Indice:Protocollo della repubblica romana.djvu]] hanno il numero scritto tra due belle parentesi e non ci sono xxxxx ma autoRI non fa altro che prendermi in giro e mette esattamente lo stesso "nummero" della pagina pre-precedente.
Da noi in questo caso si invocano gli antenati, in questo caso di autoRI. Ma lui se ne frega.
Hai consigli? Esiste un trucco?
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:17, 2 apr 2025 (CEST)
Trovato il trucco:
<code> &lpar ; 31 &rpar ;</code>
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:27, 2 apr 2025 (CEST)
Neanche questo funge. :-(
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:35, 2 apr 2025 (CEST)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Capisco da dove nasce il problema. Nasce dal fatto che autoRi "vede" come numero pagina solo alcune combinazioni particolari di caratteri e cifre - prima si turbava se nel testo trovava altri numeri. Cerco una soluzione - vorrei evitare di rimettere mano allo script, i miei neuroni si stanno diradando e rispetto più che mai il principio "if it runs, don't touch it" :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:03, 3 apr 2025 (CEST)
::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Ho avuto fortuna (almeno sembra...) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:28, 3 apr 2025 (CEST)
:::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Ho modificato un gadget; l'effetto non si vede subito, per "purgare" gli accessori forse sai che devi entrare in preferenze->accessori, fare una modifica qualsiasi, salvare, annullare la modifica e salvare di nuovo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:30, 3 apr 2025 (CEST)
ora funge. In compenso è sparito autoPt. Sia in basso che nel menù "Strumenti per la rilettura". L'ho messo come bottone in cima. Un giorno di questi ti presenterò un problema grande come tre cavalli + un paio di ghepardi affamati. Invece a me cedo serva un analista. Vorrei fare dieci cose contemporaneamente e riesco a terminarne solo poche. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 20:30, 3 apr 2025 (CEST)
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 20:30, 3 apr 2025 (CEST)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]]: autoPt l'ho fatto sparire io, lo confesso! Sto cercando di "isolare" ciascun gadget per caricarlo in un solo punto, solo quando serve, con solo il codice necessario, senza portarsi dietro mille altre funzioni. Purtroppo la bottoniera e gli strumenti per la rilettura vanno un po' contro questa filosofia e tendono ad appesantire il sito caricando un botto di roba tutta insieme. Spero di non creare disagio con questi adeguamenti, in fondo l'importante è che da qualche parte il bottone ci sia. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 21:30, 3 apr 2025 (CEST)
::@[[Utente:Candalua|Candalua]]: Io preferisco i comandi in basso. Sono sempre li. Non devi fare su e giù con i cursori. Comunque sono in grado di metterlo anche semplicemente usando la tastiera. ;-) [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 23:44, 3 apr 2025 (CEST)
== La frusta letteraria ==
Da quanto capisco sono due volumi:
''La frusta letteraria, vol. I'' e [[La frusta letteraria]].
Credo che sia il caso di spostare il secondo a [[La frusta letteraria. vol. II]] e (forse) creare Opera:La frusta letteraria. {{ping|OrbiliusMagister}}, che insegna 'sta roba, che ne pensa.
<br/> [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 14:35, 4 apr 2025 (CEST)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Secondo me, basta una pagina-raccolta [[La frusta letteraria]], che raccoglie i vari numeri della rivista; da vedere se fare, o no, una "pagina principale" per ogni numero, o mettere ogni numero in una sottopagina. La divisione in due volumi è arbitraria, dettata solo da motivi editoriali. No, non mi pare il caso di creare un'Opera:La frusta letteraria; è il titolo di una rivista, non il titolo di un'opera. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:50, 4 apr 2025 (CEST)
::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] e @[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]],
::La frusta letteraria è un ''periodico'', i numeri di tale rivista vanno da I a XXXIII; i volumi primo e secondo si riferiscono invece alla loro edizione nella collana Scrittori d'Italia, che non ha nulla a che vedere con la loro originaria diffusione: ho rettificato la situazione a livello fondendo le due pagine in ''[[La frusta letteraria]]''. Orfanizzo ed elimino ''La frusta letteraria, vol. I''. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 17:20, 4 apr 2025 (CEST)
== Comedie di Aristofane ==
Ciao Alex, ti disturbo per una questione tecnica di cui non riesco a venire a capo. Mi sto occupando de [[I cavallieri]] e, formattando un discorso del coro in maniera molto rigorosa e fedele, fra ''padding'', ''indent'' e ''div'' mi sono impelagato in una "inception" di tag tale che ora comprendo la moglie di DiCaprio nel film. Il risultato è che, non so perchè, non mi considera più il tl Poem t che con tanta cura avevo creato su style.css. Mi puoi far capire che è successo? Grazie! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 16:33, 8 apr 2025 (CEST)
:@[[Utente:Modafix|Modafix]] Guardo volentieri; tieni conto però che mi è successa la stessa cosa in una commedia di Pirandello, e alla fine ho abbandonato sia poem che poem t, utilizzando invece la vecchia sintassi doppio punto. Spetta che la ritrovo.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:03, 8 apr 2025 (CEST)
::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Eccola: [[La favola del figlio cambiato]]. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:06, 8 apr 2025 (CEST)
::Ti ringrazio, ma credo sia successo qualcosa di davvero strano: formattando con poem t un'altra pagina è andato tutto a posto... ora sto trovando problemi con la pagina successiva: i testi cinquenteschi sono il male. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 17:10, 8 apr 2025 (CEST)
:::Niente, mi sono perso e non ci capisco più nulla. Per sistemare queste pagine ho bisogno di qualcuno che ne capisca piuù di me. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 18:03, 8 apr 2025 (CEST)
::::Continuo a spammare per smettere di spammare: ho risolto, sono bravissimo, mi incorono re del poem t, duca del div e condottiero dei rompiscatole. Grazie comunque! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 18:13, 8 apr 2025 (CEST)
:::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Bravo! Io mi ero stufato. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:42, 8 apr 2025 (CEST)
== Distributed proofreaders ecc. ==
Venendo da [[Discussioni utente:Candalua#c-Alex brollo-20250409064600-TrameOscure-20250408192700|qui]] (si, in genere per gli OT uso lo >small<), speravo che ci fosse qualche spiegazione in breve, ma in effetti se c'è da registrarsi diciamo che va fuori dai limiti operativi che voglio darmi. Più si allarga il raggio, più si diluisce il tempo che si può dedicare, per cui ti ringrazio ma declino. Sono già impegnato su troppi fronti e troppi progetti, e rischierei solo di fare tante cose male e superficialmente, che non è utile a nessuno. :-) [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:25, 9 apr 2025 (CEST)
== Note su più pagine ==
Caro Alex, mi sistemi la nota in [[Pagina:Storia della venerabile arciconfraternita della Misericordia 1871.djvu/9| questa pagina]]?. Ciao Susanna [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 20:52, 30 apr 2025 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Sistemata; nota il trucco per fare delle "pseudo-indentature" nelle note lunghe, suddivise in paragrafi, nella parte della mota sulla pagina successiva. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:41, 1 mag 2025 (CEST)
::Grazie Alex e buon 1° maggio. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 16:52, 1 mag 2025 (CEST)
:::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Di niente, è stata una piccola distrazione gradita! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:56, 1 mag 2025 (CEST)
::::Scusa, mi ero dimanticata. Non riesco a creare la pagina nel name space principale. https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Storia_della_venerabile_arciconfraternita_della_Misericordia&action=edit&redlink=1 [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 18:50, 1 mag 2025 (CEST)
:::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Curioso... Intestazione si ribellava al fatto che non esiste un progetto "Storia locale". Messo in Argomento, tutto è filato liscio. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:06, 1 mag 2025 (CEST)
::::::Grazie Alex. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 19:40, 1 mag 2025 (CEST)
:::::::Anche i capitoli hanno lo stesso problena: non riesco a crearli. Come hai risolto tu? Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 11:08, 2 mag 2025 (CEST)
::::::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Non capisco... a me si creano regolarmente. Cosa vedi? Seguito il "link rosso" ti si apre una pagina vuota e basta? Ti succede solo su questo testoi? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:21, 2 mag 2025 (CEST)
:::::::::Scusa il ritardo. Si mi succede solo per questo testo ed il messaggio che ricevo è [https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Schermata_a_2025-05-04_21-02-14.png questa] Ciao e grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 18:08, 5 mag 2025 (CEST)
::::::::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Hai attivato qualcosa nelle preferenze che fa partire un editor diverso dal mio. Faccio un paio di prove per verificare. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:19, 5 mag 2025 (CEST)
:::::::::::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Sì, ottengo lo stesso errore dopo attivato, in Preferenze -> Casella di modifica, l'opzione "Abilita l'editor visuale". Prova a disattivarlo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:24, 5 mag 2025 (CEST)
::::::::::::Grazie, ho disabilitato l'Editor visuale e ora tutto funziona bene. Buona serata [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 19:37, 5 mag 2025 (CEST)
== immagine voltata ==
Eccomi ancora una volta: [[Pagina:Storia della venerabile arciconfraternita della Misericordia 1871.djvu/3 |qui]] quando vado in modifica l'immagine di capovolge. Puoi aggiungare per favore. Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 20:56, 9 mag 2025 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Non capisco! A me su quel link non succede. Forse per verificare mi tocca di nuovo "immedesimarmi" nella tua utenza. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:55, 11 mag 2025 (CEST)
== linea sopra le note ==
caro Alex, rieccomi. In [[Storia della venerabile arciconfraternita della Misericordia/Capitolo III|questo]] libro ho iniziato a mettere <nowiki>{{rule|4em|l=2em}}</nowiki> come riga sopra le note che è presente nel libro. Ho visto però che essa rimane nella visualizzazione del testo continuo dove le note sono a fine capitolo. Cosa devo fare? Non la metto? Ciao Susanna [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 14:59, 11 mag 2025 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Non la mettere; io non la metto mai; ma se proprio la vuoi mettere, mettila nel "footer".Vado a vedere. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:16, 11 mag 2025 (CEST)
::@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Spostamento fatto, come esempio, in [[Pagina:Storia della venerabile arciconfraternita della Misericordia 1871.djvu/17|questa pagina]]. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:19, 11 mag 2025 (CEST)
:::Mi adeguo, non la metto così faccio prima. Grazie e ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 12:09, 12 mag 2025 (CEST)
== Ad Ercolano ==
Hi,
could you, please, help me to find if [https://www.ebay.it/itm/355024113803 this text] or scans of this book are available anywhere? [[User:Ankry|Ankry]] ([[User talk:Ankry|disc.]]) 10:03, 19 mag 2025 (CEST)
:@[[Utente:Ankry|Ankry]] I found it here: https://sol.unibo.it/SebinaOpac/resource/ad-ercolano-vescovo-e-martire-inno/UBO07850488 searching into https://opac.sbn.it/; but I don't know if such result is what you are searching for. :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:42, 19 mag 2025 (CEST)
::I cannot find the text there. I see only a library catalogue entry. My intention was to verify if it is indeed the original text of [[:pl:Hymn o Św. Herkulanie|this translation]] as I found a suggestion that the pl.ws text is an independent work by Krasiński, not a translation (only falsely assigned to Leo XIII). Any hints? [[User:Ankry|Ankry]] ([[User talk:Ankry|disc.]]) 12:01, 19 mag 2025 (CEST)
:::@[[Utente:Ankry|Ankry]] Unhapplily I can't help you more.... @[[Utente:Giaccai|Giaccai]], tu che se più esperta in problemi bibliotecari, puoi aiutare Ankry? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:36, 20 mag 2025 (CEST)
::::@[[Utente:Ankry|Ankry]] I'll ask to a librarian of the UNiversity of Florence, [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 14:53, 21 mag 2025 (CEST)
:::::@[[Utente:Ankry|Ankry]] This is the reply of Ask a librarian service of the University of Bologna: We confirm that the booklet preserved at the University Library of Bologna (Inv. 469878 Coll. A.3.Caps.21/26) contains the Latin text and the Italian translation by Bernardino Quatrini of the hymn "To Herculaneum bishop and martyr" by pope Leo 13. Document published in 1883 by the Tipografia Pontificia Mareggiani of Bologna. I am not able to tell you more informations. Bye [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 14:21, 23 mag 2025 (CEST)
== Titoli dei Canti di Leopardi ==
Ti dovrei chiedere due favori, se possibile:
1) <s>Mi potresti fare un titolo di prova per una delle pagine in questione dei Canti di Leopardi, in modo che mi posso regolare graficamente per tutti gli altri?</s> Quel che più mi premeva, infatti, era questo, con pure la nota incassata: https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Leopardi_-_Canti,_Starita,_Napoli_1835.djvu/114
EDIT: https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Leopardi_-_Canti,_Starita,_Napoli_1835.djvu/13 Questa potrebbe essere una soluzione grafica accettabile?
2) Non mi è chiaro questo passaggio che hai lasciato sul Bar: "Ne approfitto per segnalare che la mancanza dei titoli nelle varie pagine ns0 naked è un grave errore: la vecchia idea che fossero pleonastici, visto che il titolo è compreso nel box Intestazione, è un errore, perchè dell'Intestazione, dopo esportazione, non resta traccia. Peccato non aver il tempo di aggiungerli sistematicamente nelle tantissime pagine dove mancano"
Se posso sistemare i titoli sull'edizione di Leopardi, dimmi come posso aiutare! [[User:Shinitas|Shinitas]] ([[User talk:Shinitas|disc.]]) 09:49, 21 mag 2025 (CEST)
:@[[Utente:Shinitas|Shinitas]] Il problema non riguarda i testi ''proofread ''(nei quali in genere NON si commette l'errore di non trascrivere fedelmente i titoli) ma i vecchi testi ''naked'', che all'inizio dell'avventura wikisource venivano caricati direttamente su ns0. Nel caso dell'opera di cui ti stai occupando, mi pare che siamo a posto; basta trascivere il testo del titolo eliminando l'immagine. Interessante, invece, a proposito dei titoli, una recente discussione in Bar sull'opportunità di utilizzare i tag <code>h2, h3...</code> per aggiungere un contenuto "semantico"; è possibile formattarli con opportuno codice css nella sottopagina styles.css della pagina Indice, ma per ora è solo una proposta molto interessante lanciata da @[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]], se non ricordo male. Al momento lo standard per la formattazione dei titoli è l'uso del template Centrato o del template Ct.
:Vado a risistenare la pagina incriminata :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:01, 21 mag 2025 (CEST)
::@[[Utente:Shinitas|Shinitas]] Ahi.... vedo che il problema è generalizzato. Formatto un paio di titoli, a partire dal [[Pagina:Leopardi - Canti, Starita, Napoli 1835.djvu/19|Canto II]], e appena sono soddisfatto passo a quello con la annotazione inclusa. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:10, 21 mag 2025 (CEST)
:::Ciao Alex, ciao @[[Utente:Shinitas|Shinitas]]. La discussione sull'uso di H2 non era al bar ma in [[Discussioni indice:Yambo - Manoscritto trovato in una bottiglia, Roma, Scotti, 1905.pdf#header h2 per titoli capitoli]]. Come spiegato in fondo alal disc. alcuni capitoli sono fatti col "solito" {ct}, in un paio ho raddoppiato (provvisoriamente) i titoli con ct e con h2, e quelli finali sono fatti solo con h2. Esteticamente vengono identici. Un esempio di come risulta l'intero libro transcluso in ns0 (e non capitolo per capitolo come prassi) è provvisoriamente a scopo di test in [[Manoscritto_trovato_in_una_bottiglia_(Yambo)/Intero]]. L'effetto in teoria dovrebbe essere lo stesso dell'indice che si genera qui a sinistra e che riporta i titoli delle varie discussioni, ma per qualche motivo peculiare di ws, in ns0 la TOC non viene generata: sicuramente è una scelta tecnica voluta, perchè come noto per es. nel ns0 di wikipedia la TOC appare.
:::Il caso indicato qui, invece, ha la complicazione di un titolo più complesso, cioè ''numero romano + la denominazione del capitolo con un font più grosso + prosecuzione titolo con font più piccolo''. Forse si potrebbe risolvere infilando tutto dentro il tag h2, e formattando i 3 elementi con degli span opportuni. Ma di certo l'h2 deve essere unico perchè il titolo è uno, non tre.
:::Allo stato attuale si tratta di una prova di cui valutare le implicazioni e l'utilità effettiva. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 18:36, 21 mag 2025 (CEST)
::::Ottimo, allora attendo pazientemente il da farsi su quei titoletti, mentre procedo alla rilettura delle altre pagine? Ditemi voi, che procedo. [[User:Shinitas|Shinitas]] ([[User talk:Shinitas|disc.]]) 20:33, 21 mag 2025 (CEST)
:::::@[[Utente:Shinitas|Shinitas]] Penso che l'uso degli h2 sia ancora un po' da discutere, oltre alle problematiche tecniche di formattare in 3 modi diversi le 3 parti del titolo, per cui IMHO non è allo stato da prendere in considerazione per quest'opera. --[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 20:47, 21 mag 2025 (CEST)
::::::@[[Utente:Shinitas|Shinitas]] Mi scuso del riferimento sbagliato della interessante discussione aperta da @[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]]. Concordo che in questo caso le cose sono un po' complicate e penso che sia meglio sperimentare l'uso dei tag titolo (h2, h3...) su un'altra opera e quindi ripiegare sul template Ct. Volendo si può utilizzare un trucco memoRegex, associato a Ct, per sveltire le cose. Se i titoli di prova che ho inserito vanno più o meno bene, provo a costruirlo: ottenuta la trascrizione del testo delle righe-titolo non formattata, basterebbe aggiungere, prima di ogni riga, un brevissimo codice-chiave (tipo t1, t2, t3 per le varie formattazioni) e memoRegex si occuperebbe di applicare la giusta formattazione. Quindi, aspetto solo di sapere se la formattazione di prova va più o meno bene... e ci proviamo.
::::::Usando styles.css sarebbe anche possibile NON inserire nel template Ct uno ''stile definito online'', ma una ''classe'', definita in styles.css, con il notevole vantaggio di poter raffinare la formattazione in un secondo momento, in blocco, su tutti i titoli, senza modificare il codice wiki. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:28, 22 mag 2025 (CEST)
:::::::"Quindi, aspetto solo di sapere se la formattazione di prova va più o meno bene... e ci proviamo."
:::::::Come mi comporto, quindi? Procedo intanto alla rilettura del resto del libro, escluse le pagine coi titoli? [[User:Shinitas|Shinitas]] ([[User talk:Shinitas|disc.]]) 10:00, 22 mag 2025 (CEST)
::::::::@[[Utente:Shinitas|Shinitas]] Intanto, potresti inserire i testi dei titoli (non formattati). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:19, 22 mag 2025 (CEST)
:::::::::Ciao Alex, ho finito la rilettura, procedo adesso con l'inserimento dei titoli formattati.
:::::::::Se mi potessi dare un attimo una mano, ci sarebbero da creare qualche pagina Autore per la pagina 175:
:::::::::https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Leopardi_-_Canti,_Starita,_Napoli_1835.djvu/181
:::::::::Di seguito, gli autori che mancano a pagina 181 (graziaddio, son solo due):
:::::::::https://it.wikipedia.org/wiki/Heribert_Rosweyde
:::::::::https://en.wikipedia.org/wiki/Kaspar_von_Barth [[User:Shinitas|Shinitas]] ([[User talk:Shinitas|disc.]]) 11:10, 30 mag 2025 (CEST)
::::::::::@[[Utente:Shinitas|Shinitas]] ho creato [[Autore:Heribert Rosweyde]] (+ link a wikidata), mentre per [[Autore:Caspar von Barth]] la pagina già c'è. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 15:44, 30 mag 2025 (CEST)
:::::::::::Grazie infinite, TrameOscure! [[User:Shinitas|Shinitas]] ([[User talk:Shinitas|disc.]]) 17:10, 30 mag 2025 (CEST)
==Dettaglio contributi==
Ciao Alex, io e Marcella Medici abbiamo notato che in pagine indice come [[Indice:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 2, 1792 - BEIC IE6332532.djvu]] è possibile cliccare "dettaglio contributi" per avere delle statistiche sui contribuiti effettuati dagli utenti sulle pagine del volume, tuttavia cliccandoci sopra paiono comparire delle statistiche sballate, in quanto ad esempio a "Marcella Medici (BEIC)" risultano meno di 10 contributi mentre lei ha già portato al 75% più di un centinaio di pagine su quel volume; sai se c'è un modo per visualizzare correttamente le statistiche o se ci sono altri strumenti per visualizzare nel dettaglio la quantità dei contributi di un utente su Wikisource? Grazie, a presto!--[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 17:19, 5 giu 2025 (CEST)
:Ciao @[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] e @[[Utente:Marcella Medici (BEIC)|Marcella Medici (BEIC)]], vi rispondo io in quanto autore di quel gadget. Effettivamente non stava funzionando a dovere: a causa di una limitazione delle API di Mediawiki (che non so da quando sia stata introdotta, ma tant'è) caricava solamente l'ultima modifica di ciascuna pagina. Adesso è decisamente più lento, ma dovrebbe caricare davvero tutto. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 19:12, 5 giu 2025 (CEST)
== Mi servono una decina di cose ==
Ma visto che sto per partire per una decina di giorni...
mi limito a:
# ci sarebbe da caricare su commons sto libro: https://archive.org/details/frammentidellin00jacigoog
# vorrei sapere cosa devo mettere perché [[Statistica delle elezioni generali politiche 1900/Elenco dei candidati|qui]] i dati non appaiano attaccati alle righe verticali.
e poi....
il pezzo grosso:
se ricordi un paio di secoli fa mi avevi detto che [[Indice:Storia dei collegi elettorali 1848-1897.djvu|questo]] era troppo lungo e incasinato. Il fatto è che l'ho finito e stiamo trasferendo tutti i dati su WP. A dire il vero c'è qualcuno che li copia e mi segnala quello che non funziona.
Il fatto è che vorrebbero andare avanti con le elezioni del 1900 e quindi con [[Statistica delle elezioni generali politiche 1900]] di cui sopra.
Quello che non mi azzardo a fare (non mi sento all'altezza) è impostare la pagina per i risultate dei singoli collegi. Iniziano da [[Pagina:Statistica elezioni 1900 legislatura 21.djvu/34]] e proseguono.
Anche le elezioni successive usano lo stesso schema. Quindi una volta fatto il primo, dovrebbe andare bene anche per il [[Statistica delle elezioni generali politiche 1904|1904]], [[Statistica delle elezioni generali politiche 1909|1909]] e [[Statistica delle elezioni generali politiche 1913|1913]].
:::non mi "mandare".....
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:39, 5 giu 2025 (CEST)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Sempre robe facili, eh... :-(
:* lo stacchetto dai bordi non è stato difficile; ma io sistematicamente prendo la via ''facilior'', border-collapse:collapse; spero che il risultato ti vada bene.
:* no problem per il caricamento del nuovo testo, il djvu è buono, tolgo le pagine iniziali e procedo (non immediatamente). Ci sono varie tabelle bestiali, ma ormai tu sei un veterano :-). Però ti do un compito preliminare: ''un buon nome per il djvu e pagina Indice''. Intanto ripulisco il djvu di 3 pagine iniziali.
:* il problema delle tabelle per collegio è tosto. Devo rifletterci. La strada è quella di formattare duramente via css le larghezze delle colonne, ma il fatto che ci siano colspan e rowspan mi impensierisce. Ci vorrà un po' di pazienza. Temo che per le "intestazioni" e per i "risultati" servano classi distinte. Di certo il codice delle intestazioni non va ripetuto pagina per pagina, vediamo come si può evitare.
:[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:35, 5 giu 2025 (CEST)
::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Boh, intanto chiamo il file ''Jacini - Frammenti dell'inchiesta agraria, 1884.djvu'', poi casomai chiedimi un cambio nome. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:46, 5 giu 2025 (CEST)
:::[[Indice:Jacini - Frammenti dell'inchiesta agraria, 1884.djvu]]: buon lavoro :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:00, 5 giu 2025 (CEST)
::::Intanto grazie. Ci sentiamo quando "aritorno". [[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 23:37, 5 giu 2025 (CEST)
:::::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Ho cominciato a fare prove su quelle tabelle - è dura. Abbi pazienza. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:20, 19 giu 2025 (CEST)
{{rientro}} hai tutto il tempo che vuoi. Io, intanto, poto gli alberi e raccolgo la legna per l'inverno (sistemo l’impianto elettrico, innaffio le piante, faccio marmellate....) --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 12:06, 20 giu 2025 (CEST)
== h2 e "==" ==
Ciao. Notavo ieri che [[Pagina:Villani - Cronica, Tomo VIII, 1823.djvu/60|qui]] funziona tutto correttamente, ma [[Cronica (Villani)/Documenti diversi#pagename60|nella transclusione no]] (non è manco un h2)... :-(
Invece [https://it.wikisource.org/wiki/Manoscritto_trovato_in_una_bottiglia_(Yambo)/XX] qui funzionava sia in ns:0 che pagina... Forse è il template sc che sballa qualcosa? -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 12:43, 17 giu 2025 (CEST)
:@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] Bastava aggiungere una riga vuota prima del tag... il tag == "vuole" essere preceduto da un acapo. Ne ho approfittato per aggiungere un NOEDITSECTION. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:54, 17 giu 2025 (CEST)
::Strano però che in ns pagina andasse e in ns0 no...
::Non conoscendo la struttura del testo, ti chiedo ancora che ci fa un "==indice==" fra i due tag <pages> in https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Cronica_(Villani)/Documenti_diversi&action=edit... non vedo nulla di simile nelle scansioni... Nel caso forse allora gerarchicamente i titoli come "EPISTOLA di DANTE A TUTTI GL’ITALIANI..." dovrebbero essere h3 ===. [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 19:02, 17 giu 2025 (CEST)
non c'entra col titolo ma non val la pena aprire una nuova sezione: in dark, i pulsanti della bottoniera restano chiari, ma il testo diventa bianco, rendendoli illeggibili. Finchè non si convertiranno i bottoni per diventare scuri, andrebbe impostato .baseButton{color:black;} che credo sia la classe applicata solo alla bottoniera (ma ne sai certamente più di me sul punto), segnandosi che è una impostazione temporanea in attesa di far scurire i bottoni. Tks :-) --[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 20:49, 17 giu 2025 (CEST)
:@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] La prima riga di una pagina ns0 è un punto critico, e francamente non l'ho capita a fondo; per abitudine, lascio sempre una riga vuota in testa al testo, e non ho mai problemi.
:Quanto ai bottoni, il loro stile è inline (a quei tempi non usavo le classi). Cercherò il codice e poi vediamo.
: Quanto a quell' == indice ==, è del tutto provvisorio, non ho ancora deciso come strutturare la transclusione; comunque hai ragione, crea confusione, lo oscuro. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:15, 17 giu 2025 (CEST)
::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Alla fine ho deciso la struttura della sezione [[Cronica (Villani)/Documenti diversi]] secondo i suggerimenti dei nostri fratelli maggiori (nome sottopagina costituito da semplici numeri romani progressivi, visualizzazione più estesa ma semplificata rispetto all'originale). La visualizzazione può essere modificata, allineando sia nsIndice che ns0, ricordandosi di aggiornare ModuloDati. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:06, 18 giu 2025 (CEST)
== Dubbio su nsOpera e sonetti di Angelo Mazza ==
Ciao Alex,
come avrai notato mi sto occupando della creazione delle pagine nsOpera dell'[[The Oxford book of Italian verse|Oxford book of Italian verse]] di Lucas. Sta procedendo discretamente, ma mi sono trovato di fronte a un garbuglio causato dal signor [[Autore:Angelo Mazza|Angelo Mazza]] e dalla sua devozione per Santa Cecilia. In soldoni:
* su Lucas ci sono tre sonetti, intitolati [[Per Santa Cecilia - i (Lucas)|Per Santa Cecilia - i]] (il quale ho rinominato), [[Per Santa Cecilia - ii]] e [[Per Santa Cecilia - iii]];
* su [[Poeti minori del Settecento]] ci sono gli stessi sonetti ([[Poesie varie (Angelo Mazza)/Sonetti/I. Per santa Cecilia|I. Per santa Cecilia]] e [[Poesie varie (Angelo Mazza)/Sonetti/XII. A santa Cecilia|XII. A santa Cecilia]]).
Ora:
* [[Per Santa Cecilia - iii]] e [[Poesie varie (Angelo Mazza)/Sonetti/XII. A santa Cecilia|XII. A santa Cecilia]] sono lo stesso sonetto e si può creare la relativa nsOpera, ma
* in [[Poesie varie (Angelo Mazza)/Sonetti/I. Per santa Cecilia|I. Per santa Cecilia]] ci sono gli altri due sonetti ''insieme''.
Come posso gestire la cosa? Unisco i due sonetti di Lucas? Divido quelli di Laterza? Creo un nsOpera per ognun sonetto pur mantenendoli insieme e inserendo in due nsOpera diversi [[Poesie varie (Angelo Mazza)/Sonetti/I. Per santa Cecilia|questi due sonetti uniti di Laterza]]?
Ogni consiglio è calorosamente accetto. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 17:59, 19 giu 2025 (CEST)
:@[[Utente:Modafix|Modafix]] Me la cavo rapidamente: pingo @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] :-)
:Si tratta di un argomento su cui ho idee scarse e confuse.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:58, 19 giu 2025 (CEST)
::È il dramma delle antologie: spezzano ciò che è unitario e fanno apparire il frammento come indipendente: un dramma perché chi legge le antologie poi crede che il frammento sia l'opera intera. Non vedo soluzione (peraltro già impostata per le poesie di Vittorio Alfieri) se non dare un elemento wikidata e una pagina opera ai singoli sonetti delle corone: è quello che occorre per la madre di tutte le corone: i ''[[Sonetti dei mesi]]''. Su come gestiere il ns0 di quanto abbiamo già mi serve un attimo di studio. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 08:31, 20 giu 2025 (CEST)
::@[[Utente:Modafix|Modafix]], ho trovato la soluzione.
::Da una rapida incursione in rete noto che
::*L'antologia Laterza non è una riproduzione integrale di poesie e perfino l'ordine di presentazione differisce dalle edizioni da cui trae i testi, però
::*I primi due sonetti comuni a Lucas e Laterza sono effettivamente presentati di seguito e numerati I e II anche da Mazza mentre il terzo appare sganciato e in edizioni successive delle sue opere. la scelta di Laterza è coerente con l'intenzione del'autore. Dunque abbiamo una corona di due sonetti e un terzo sonetto a parte da gestire.
::* Si uniscono i due sonetti di Lucas in [[Per Santa Cecilia (Lucas)]]
::Si sposta [[Poesie varie (Angelo Mazza)/Sonetti/I. Per santa Cecilia|I. Per santa Cecilia]] (che contiene due sonetti) a [[Per Santa Cecilia (1912)]].
::* si crea [[Per Santa Cecilia (Mazza)]] (meglio anticipare la disambiguazione) che rinvierà a [[Opera:Per Santa Cecilia (Mazza)]] che conterrà i link a [[Per Santa Cecilia (Lucas)]] e [[Per Santa Cecilia (1912)]], entrambe conteneneti la loro coppia di sonetti. I titoli preesistenti l'operazione saranno trasformati in rinvii a queste corone.
::**Si creano precauzionalemnte titoli con i primi versi dei sonetti che rinvieranno alle rispettive corone, vero destinatario dell'elemento wikidata.
::Venendo al terzo sonetto,
::*[[Dopo le tante vigilate e sparte]], [[A Santa Cecilia]], [[Per Santa Cecilia - iii]] e [[Poesie varie (Angelo Mazza)/Sonetti/XII. A santa Cecilia]] punteranno a [[Opera:Dopo le tante vigilate e sparte]]; (su cosa fare di [[A Santa Cecilia]] quando arriveranno altri testi con tale titolo... al momento soprassediamo).
::Per il momento basta così. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 11:55, 20 giu 2025 (CEST)
:::Benissimo, ora ha tutto più senso ed è tutto spiegato precisamente: procedo secondo queste indicazioni e ti ringrazio! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 12:31, 20 giu 2025 (CEST)
== ho dimenticato tutto :-( ==
come diavolo si fa partire l'eis? --[[User:.mau.|.mau.]] ([[User talk:.mau.|disc.]]) 23:00, 8 lug 2025 (CEST)
:@[[Utente:.mau.|.mau.]] Innanzitutto deve essere attivato il gadget eis in Preferenze -> Accessori. Poi si deve entrare in Modifica o in Creazione in nsPagina; dopo una brevissima attesa (1 sec.) dovrebbe comparire una linguella eis nel blocco di comandi in alto a destra (quello che contiene Crea oppure Leggi, modifica, Strumenti. Click su eis e dovrebbe partire immediatamente. Attenzione: sotto Vector 2022 ''la barretta del menu di eis è nascosta sotto la testata della pagina'' e compare solo facendo scorrere la pagina un pochino in alto.
:Se qualcosa non va avvisami. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 05:46, 9 lug 2025 (CEST)
::allora è un mistero. Io avevo rimesso il vecchio vector perché mi pareva ci fosse un problema col tab, ma non l'avevo trovato comunque... però oggi dal pc dell'ufficio lo vedo. Vabbè, mi rimetto in moto con calma a finire di rileggere [[Chi l'ha detto?]]. Grazie! [[User:.mau.|.mau.]] ([[User talk:.mau.|disc.]]) 11:22, 9 lug 2025 (CEST)
:::macché. Col Vector 2022 ho fatto scorrere la pagina in alto o in basso ma la barretta non la vedo (con Firefox). Ritorno al vecchio Vector. --[[User:.mau.|.mau.]] ([[User talk:.mau.|disc.]]) 12:59, 9 lug 2025 (CEST)
::::@[[Utente:.mau.|.mau.]] mi intrometto per confermarti che io con FF e V22 vedo la barra di eis non appena si scrolla la pagina uno scatto in basso (in quanto "si nasconde" dietro la testata). -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 20:52, 10 lug 2025 (CEST)
:::::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] Non è che non abbia cercato di eliminare questo fastidio... ma non ci sono riuscito e alla fine ho scrollato le spalle. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:00, 10 lug 2025 (CEST)
:::::: Ok, alla fine ho capito come far vedere la barra. Ma mi sa che un anzyano come me fa prima a tornare al vector legacy. --[[User:.mau.|.mau.]] ([[User talk:.mau.|disc.]]) 22:55, 10 lug 2025 (CEST)
:::::::Alex, la barra di eis ha uno z-index 100, per cui dovrebbe stare sopra l'header che ha z-index 3. Ma il problema è che il div che contiene eis è dentro il div class="mw-page-container", che è allo stesso livello gerarchico del div "vector-header-container", che è quello che lo copre.
:::::::Se modifichi il js che inietta il div di eis affinchè lo metta dentro il div dell'header (o allo stesso livello gerarchico) anzichè in quello del page-container, la barra si vede. Testato spostando il blocco manualmente. ;-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 09:53, 11 lug 2025 (CEST)
::::::::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] Grazie! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:05, 11 lug 2025 (CEST)
:::::::::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] {{Fatto}} Primo test ok; se qualcosa non funzia, lo scopriremo solo vivendo :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:23, 11 lug 2025 (CEST)
::::::::::@[[Utente:.mau.|.mau.]] No, non era tutto a posto: adesso la barra in alto di eis compare in Vector (2022) e non è nascosta dal box in testa, ma non compariva più in Vector legacy (2010). Adesso compare ma con un codice ignobile :-). @[[Utente:Candalua|Candalua]] Per favore, mi dici come uno script "vede" in modo decente se corre sotto vector 2022 o sotto Vector legacy? Potrei cercarlo da me ma ho un attacco di pigrizia... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:45, 12 lug 2025 (CEST)
:::::::::::Gli script non so, ma <body> ha classe "skin-vector-2022" se è attivo V22, per cui suppongo succeda qualcosa di simile per legacy. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 20:53, 12 lug 2025 (CEST)
::::::::::::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] Quindi basterebbe vedere se la classe esiste o no... grazie, verifico. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:04, 13 lug 2025 (CEST)
:::::::::::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] Già che ci metti le mani, i bottoni si anneriscono correttamente quando la skin è dark, ma il loro testo rimane nero perchè forzati <code>.baseButton=color black</code>, risultando illeggibili. Se non serve per qualche motivo altrove, la dichiarazione andrebbe rimossa tout-court e i testi vengono correttamente bianchi come default (e neri con la skin chiara, quindi ok).
:::::::::::::Questa modifica richiede però un ritocco anche alla bottoniera (sempre che @[[Utente:Candalua|Candalua]] non ce ne [[Wikisource:Bar/Archivio/2025.07#c-Candalua-20250711034100-Alex brollo-20250710205900|privi]] anzitempo :-D): i bottoni restano sempre grigio chiaro, per cui la modifica di cui sopra che rende i testi bianchi crea problemi. Per renderli scuri come quelli di EIS in dark, va rimossa la forzatura (è inline, no via css) <code>background-color: #f0f0f0</code> degli elementi <button>. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 10:43, 13 lug 2025 (CEST)
::::::::::::::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] Ho eliminato per prova il background-color: #f0f0f0, ma non trovo dove sta la dichiarazione .baseButton=color black. Tu lo sai? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:19, 13 lug 2025 (CEST)
:::::::::::::::Sai che sono rincoglionito? .basebutton era una mia modifica locale (e solo su uno dei pc) 🤦♂️per il problema sulla bottoniera che in dark restava chiara ma coi testi bianchi... Ora che viene correttamente scura, non serve più. Invece serve una vacanza a me :-D -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 19:02, 14 lug 2025 (CEST)
::::::::::::::::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] Io allora sarei sempre in vacanza.... ma in fondo, la pensione cos'è? :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:43, 14 lug 2025 (CEST)
:::::::::::::::::Beh, mi spiace di averti fatto cercare una cosa che non c'era... 😔 -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:11, 14 lug 2025 (CEST)
== l'opposto di Ni? ==
a [[Pagina:Chi_l'ha_detto.djvu/671]] dovrei andare a capo prima di "Ancor più curiosa" ma non ci sono riuscito se non mettendo un <nowiki></div></nowiki> dopo il paragrafo dopo il <nowiki>{</nowiki>{Ni}}. C'è un metodo migliore? --[[User:.mau.|.mau.]] ([[User talk:.mau.|disc.]]) 16:17, 10 lug 2025 (CEST)
:@[[Utente:.mau.|.mau.]]: ti rispondo io: ho fatto con {{tl|no rientro}}, che è ''più meglio'' di Ni :) [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 19:51, 10 lug 2025 (CEST)
::{{ping|Candalua}}: tieni però conto che sto rileggendo, quindi cercherei per quanto possibile di non lavorare troppo sui template preesistenti. Però in effetti tanto in casi come questo mi tocca modificare il testo, quindi tanto vale... Grazie! --[[User:.mau.|.mau.]] ([[User talk:.mau.|disc.]]) 21:56, 10 lug 2025 (CEST)
:::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Bello! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:58, 10 lug 2025 (CEST)
::::@[[Utente:.mau.|.mau.]] In effetti, evitare l'indentatura dopo un poem è un problema molto fastidioso. Chissà se.... aggiungendo una classe a poem... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:03, 10 lug 2025 (CEST)
:::::Yesss! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:11, 10 lug 2025 (CEST)
== CVE-2025-53367 ==
Non so se t’intessi, ma https://nvd.nist.gov/vuln/detail/CVE-2025-53367. Visto che sei tu lo smanettatore di djvu, magari si. ;-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 20:55, 10 lug 2025 (CEST)
:@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] E' quasi arabo :-( ma vediamo quale versione ho sul pc. Grazie. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:41, 10 lug 2025 (CEST)
::De nada! L'ho notato ieri fra gli aggiornamenti per cui ho pensato di segnalartelo. Del resto basta che funzioni, poi può parlare la lingua che vuole :-D -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 09:34, 11 lug 2025 (CEST)
== Cercando una scorciatoia ==
Ciao Alex,
devo creare le singole pagine nsOpera dei vari atti e scene de {{Opera|Il Conte di Carmagnola}}, per inserire nel posto giusto [[Coro (Il Carmagnola, atto II)|il coro dell'Oxford Book]]. Tuttò ciò implica che le varie pagine ns0 dell'edizione del 1881 ([[Il Conte di Carmagnola]]) vengano spostate con la specifica dell'edizione (in questo caso aggiungerò, tra parentesi, ''1881'', creando così [[Il Conte della Carmagnola (1881)]], [[Il Conte della Carmagnola (1881)/Atto primo]], etc...), così da liberare la pagina generica per creare appunto la relativa pagina nsOpera. Ma il lavoro è lungo e tedioso. Conosci un modo veloce per poter effettuare questi spostamenti? Grazie! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 13:10, 11 lug 2025 (CEST)
:@[[Utente:Modafix|Modafix]] Mi sembra che un semplice spostamento di pagina e sottopagine + ritocco della pagina indice dovrebbero bastare. Ci provo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:10, 11 lug 2025 (CEST)
::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Vedi se è tutto ok, a me pare di sì. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:30, 11 lug 2025 (CEST)
:::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Un dubbio: io ho ignorato il nuovo nome che hai proposto e ho spostato in [[Il Conte di Carmagnola (1881)]]. OK? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:47, 12 lug 2025 (CEST)
::::A dire il vero è proprio questo il nome che avevo in mente, ho controllato le varie sottopagine e hanno il nome che intendevo dare, quindi ti ringrazio per l'ottimo lavoro! Appena possibile provvederò a creare le varie e tante pagine opera che sono necessarie. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 09:09, 12 lug 2025 (CEST)
:::::Scusate se mi intrometto, ma già che siamo in argomento... nel [[Indice:Tragedie, inni sacri e odi.djvu|in questo libro a cui tengo]] ci sono due testi teatrali che mi hanno bloccato a causa della mia allergia verso "poem t": c'è qualche anima pia che vorrebbe trascriverli? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 09:45, 12 lug 2025 (CEST)
::::::quali opere? --[[User:.mau.|.mau.]] ([[User talk:.mau.|disc.]]) 16:59, 12 lug 2025 (CEST)
:::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Adelchi e Carmagnola, penso. Vecchio caro poem t.... compagno di tante avventure... sto per abbandonarlo a favore della soluzione usata per [[Arcadia (1961)]]: un ritocchino a poem via styles.css, un template per i personaggi allineati a sin, e fine. Ci provo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:10, 13 lug 2025 (CEST)
== altF8 ==
Caro Alex. Non mi funzionano altF8, ALTf7 e altF6. E' un problema mio o qualcuno a fatto delle modifiche su queste funzioni? Grezie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 16:13, 13 lug 2025 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Non credo, a me funzionano, ma.... Alt8, Alt7 e Alt6, non AltF8 ecc... se il problema non si risolve vediamo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:18, 13 lug 2025 (CEST)
::hai ragione alt6, alt7, alt8. Ho provato con 3 browser diversi, ma il 6 e 8 non funzionano del tutto. E alt7 al primo click mi crea l'intestazione, se poi lo riclicko mi toglie tutti o gran parte gli a capo, cosa che prima non faceva, mi pare. [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:02, 13 lug 2025 (CEST)
== altro errore ==
Un fatto strano: in questa pagina mi sono comparse delle [https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Numerazione_strana.png cifre a sinistra] e c'è un [https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Testo_con_a_capo.png a capo] che non riesco a levare. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 20:31, 13 lug 2025 (CEST)
:@[[Utente:Giaccai|Giaccai]] Non ho capito bene cosa vedi, ma adesso mmi pare a posto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:04, 13 lug 2025 (CEST)
== Così è corretto? ==
In [[Pagina:Rufini - Il metodo di Archimede, 1926.djvu/1]] e [[Pagina:Rufini - Il metodo di Archimede, 1926.djvu/1]] il SAL è corretto? [[User:.mau.|.mau.]] ([[User talk:.mau.|disc.]]) 18:07, 15 lug 2025 (CEST)
:@[[Utente:.mau.|.mau.]] Secondo me è correttissimo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:31, 15 lug 2025 (CEST)
::{{ping|Alex brollo}} E invece come metto le note a piè di pagina come in [[Pagina:Rufini - Il metodo di Archimede, 1926.djvu/4]]? [[User:.mau.|.mau.]] ([[User talk:.mau.|disc.]]) 20:45, 15 lug 2025 (CEST)
:::@[[Utente:.mau.|.mau.]] Eh... dipende dai gadget che hai attivato. Cosa ti succede se pigi contemporaneamente Ctrl+Alt+n senza selezionare niente? e se li pigi dopo aver selezionato un pezzo di testo? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:53, 15 lug 2025 (CEST)
::::{{ping|Alex brollo}} mi arriva una ñ... Ma se mi dici dove posso trovare un esempio io copio! [[User:.mau.|.mau.]] ([[User talk:.mau.|disc.]]) 22:13, 15 lug 2025 (CEST)
== perso gadget ==
caro ALex, ho fatto un po' di pulizia nei gadget e ora mi rifunzionano sia alt+6 che alt+8, ma è sparito il tasto googleOCR. Come faccio a recupearlo? come si chiama il suo gadget? Grazie di nuovo [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 08:35, 16 lug 2025 (CEST)
== un nuovo alt-n? ==
Ho azionato il neurone (o meglio, ho cercato tra i miei primissimi contributi) e ho aggiunto alla bottoniera un pulsante <nowiki><math></nowiki> per racchiudere le parti da scrivere con l'estensione matematica. Funziona. Però devo sempre spostarmi col mouse e mi scoccia togliere la mano dalla tastiera. Sono certo che ci sia un modo per far sì che alt-qualcosa (chessò, alt-9) compia l'azione: ma la mia conoscenza di javascript arriva al massimo a copiare codice: quindi potrei anche mettere shortcut.add("Alt+9",alt9); e cominciare a scrivere function(alt9), ma poi mi fermo. Puoi darmi una mano? [[User:.mau.|.mau.]] ([[User talk:.mau.|disc.]]) 14:52, 21 lug 2025 (CEST)
:@[[Utente:.mau.|.mau.]] Quando c'è un bottone che fa qualcosa, l'istruzione per shortcut è semplicemente "pigia quel bottone". Importo il top bottone math da me e faccio dei test. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:20, 21 lug 2025 (CEST)
::.... @[[Utente:.mau.|.mau.]] ma se la funzione scatenata dal bottone è semplice, come quella del bottone math, basta ripeterla come secondo parametro di shortcut.add; l'ho collegata a Alt+9 nella riga immediatamente successiva al tuo newbutton. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:35, 21 lug 2025 (CEST)
:::@[[Utente:.mau.|.mau.]]Per il caso math block, che immagino sia quello in cui una formula copre l'intera riga, c'è una soluzione ancora più spiccia: si salta perfino la selezione del testo... ti trovi con memoRegex? Il trucco: registra una sostituzione con questa regex: <code>^m (.+)</code>, opzioni regex, multilinea, ricorda e con <code><nowiki><math display=block>$1</math></nowiki></code> nel campo sostituisci; applica (anche a vuoto) e salva. D'ora in poi qualsiasi riga che inizia con <code>^m (.+)</code> sarà inclusa nel tuo ''math block'' al primo postOCR (Alt+7) . [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:46, 21 lug 2025 (CEST)
:::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] sperando non ci sia una riga che cominci con una m da sola... (e che io mi ricordi dove sta memoRegex)! --[[User:.mau.|.mau.]] ([[User talk:.mau.|disc.]]) 15:48, 21 lug 2025 (CEST)
::::{{ping|.mau.}} Ma in wikisource senza memoRegex ci sono forme di vita....? :-) Ti registro io la regex sul testo a cui stai lavorando. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:53, 21 lug 2025 (CEST)
:::::@[[Utente:.mau.|.mau.]] NO! Ho sbagliato! non ricordavo che ''NON bisogna usare postOCR prima che tutti i math siano applicati'': altrimenti si mangia gli apostrofi retti trasformandoli in tipografici e succedono guai con Tex. Ignora il trucco memoRegex! :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:00, 21 lug 2025 (CEST)
::::::teoricamente si potrebbe usare una conversione a cascata, nel senso che dopo la prima regexp se ne fa una seconda che in quelle righe ritraduca gli apostrofi tipografici in retti, visto che in una formula in block non ci sono apostrofi tipografici, ma forse è esagerare... [[User:.mau.|.mau.]] ([[User talk:.mau.|disc.]]) 16:20, 21 lug 2025 (CEST)
:::::::@[[Utente:.mau.|.mau.]] Alle volte uso le ''cascate'', ma in questo caso la via maestra è mettere i math e poi scatenare postOCR. Io non sarei un grado di scrivere la regex che aggiusta gli apostrofi solo dentro math. Con javascript lo saprei fare, con le regex avrei difficoltà. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:24, 21 lug 2025 (CEST)
== Nuovo indice ==
Ciao Alex, sto cercando di caricare [[c:File:C. Morisani - Ricordi storici, Reggio C., Ceruso, 1872.djvu|un nuovo file]], ma alla creazione dell'indice mi dà errore sull'intervallo delle pagine, considerato "non valido". Pensando di aver fatto un errore del caricamento su Commons del file djvu (convertito da any2djvu) , l'ho fatto cancellare e l'ho caricato nuovamente con tutti i crismi. Ciononostante il problema rimane. Ora, non è la prima volta che carico djvu, ma non mi era mai capitato sto problema, quindi o mi sono ingoiato il cervello o c'è qualcosa che mi sfugge. Help! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 13:16, 22 ago 2025 (CEST)
:@[[Utente:Modafix|Modafix]] Penso sia quello che succede ogni tanto; se si tratta di quello si risolve facendo un purge prima su Commons, poi sull'Indice di wikisource. Al momento non ho avuto difficoltà nel vedere il file, nel creare la pagina Indice e nel creare qualche pagina di prova usando eis. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:09, 22 ago 2025 (CEST)
::Grazie! Esattamente cos'è ciò che succede, tale che richieda il purge su Commons? Semplice curiosità. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 16:16, 22 ago 2025 (CEST)
:::@[[Utente:Modafix|Modafix]], @[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: se volete approfondire, questa è la issue: [[phab:T382824]]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:36, 22 ago 2025 (CEST)
::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Grazie. Sia nel mal comune mezzo gaudio. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:48, 22 ago 2025 (CEST)
::::Mi aggiungo ai ringraziamenti, mi sento meno sprovveduto ora. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 16:50, 22 ago 2025 (CEST)
== Note di Campanella ==
Ciao Alex, mi sono ritrovato a rileggere [[Pagina:Campanella, Tommaso – Poesie, 1938 – BEIC 1778417.djvu/96]], e ho visto che le note non sono state fatte con i ref ma con codice css. Immagino sia stata una scelta pensata, per cui evito di metterci mano. Unico dubbio, si riesce a far sparire in transclusione l'interlinea diversa sul cambio di pagina (non chiudendo il blocco magari?). Grazie. [[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 18:27, 25 ago 2025 (CEST)
:@[[Utente:Cruccone|Cruccone]] Grazie della segnalazione. Che strana scelta! Adesso non la rifarei e non ricordo per niente il ragionamento che (spero) di aver fatto. Cerco di orientarmi. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:39, 25 ago 2025 (CEST)
::@[[Utente:Cruccone|Cruccone]] Sì, ho capito sia il perchè di questa strana soluzione, che il motivo del problema che mi segnali. Per favore, dà un'occhiata a [[Poesie (Campanella, 1938)/Scelta di alcune poesie di Settimontano Squilla/39. A Genova]], dove il css è stato rivisto. Se ti va bene, si tratterebbe solo di modificare, via bot, le classi c97 in c97a e c97b, senza altre modifiche del codice. Una cosa un po' delicata, ma fattibile (naturalmente la farei io). Se vuoi modificare qualcosa, prova a editare le due classi in [[Indice:Campanella, Tommaso – Poesie, 1938 – BEIC 1778417.djvu/styles.css]]. Differiscono solo perchè c97a ha un gradevole margine superiore che la stacca dai versi. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:40, 25 ago 2025 (CEST)
:::@[[Utente:Cruccone|Cruccone]] PS: il motivo della "strana scelta" è che nella stessa posizione e con la stessa formattazione delle annotazioni ci sono anche, talora, commenti generali che non sono annotazioni numerate. Al tempo (e anche adesso) non ho trovato soluzioni alternative decenti a quella che ho adottato. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:32, 25 ago 2025 (CEST)
::::Immaginavo la scelta venisse da qualcosa di simile, ero curioso![[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 09:10, 26 ago 2025 (CEST)
:::::@[[Utente:Cruccone|Cruccone]] ... e anch'io ero curioso :) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:32, 26 ago 2025 (CEST)
== scaricare tutti i file di una categoria ==
Puoi lanciare questo dalla console della pagina. La scocciatura è che se usi Chrome, te li farà scaricare uno per uno (altri browser non so)
<pre>
function forceDownload(url, fileName){
// fileName = url.substring(url.lastIndexOf('/')+1, url.length);
var xhr = new XMLHttpRequest();
xhr.open("GET", url, true);
xhr.responseType = "blob";
xhr.onload = function(){
var urlCreator = window.URL || window.webkitURL;
var imageUrl = urlCreator.createObjectURL(this.response);
var tag = document.createElement('a');
tag.href = imageUrl;
tag.download = fileName;
document.body.appendChild(tag);
tag.click();
document.body.removeChild(tag);
}
xhr.send();
}
$('.gallery a').each(function() {
title = $(this).attr('title');
if (title) {
$.ajax({
url: '/w/api.php?action=query&format=json&prop=imageinfo&iiprop=url&titles=' + title,
}).done(function(response) {
for (const [key, value] of Object.entries(response.query.pages)) {
imageurl = value.imageinfo[0].url;
imagetitle = value.title.replace('File:', '').replace(/ /g, '_');
console.log(imageurl);
console.log(imagetitle);
forceDownload(imageurl, imagetitle);
}
});
}
})
</pre> [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 15:14, 18 set 2025 (CEST)
:@[[Utente:Candalua|Candalua]] Grazie! Ma non lo capisco a fondo.... prima di lanciarlo mi ripasso un po' un mio vecchio downloader in python. (sempre che lo capisca ancora... ) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:25, 18 set 2025 (CEST)
::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Riattivati e ri-capiti i miei script python ''sviluppatore-fai-da-te-ahiahiahi'' per scaricare sul pc tutte le immagini di una categoria di Commons... adesso non resta che sperimentare il tuo interessante script js. [[Critica della ragion pura (1949)|Kant]] permettendo :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:41, 20 set 2025 (CEST)
== Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino ==
Ciao Alex, nel completare la trascrizione del quarto volume ([[Indice:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 4, 1793 - BEIC IE6206670.djvu]]) di ''Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino'', abbiamo notato che le pagine da 321 a 356 mancano al file BEIC caricato su Commons e utilizzato per questo volume. Siamo riusciti a scaricarle da Internet Archive ma avremmo bisogno di sapere come possiamo procedere per integrarle su Wikisource. Grazie. [[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 14:34, 24 set 2025 (CEST)
:@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] La procedure è un tantino complessa. Il primo passo è inserire le pagine mancanti nel djvu fallato e ricaricarlo su Commons; ma se le pagine successive sono già state trascritte, il peggio viene dopo (e necessita di un bot).
:Se ti servono spiegazioni dettagliate per un'altra volta, te le mando nella tua pagina di discussione; ma di solito è una cosa che faccio io con roba pronta (purtroppo con script non user-friendly, anche perchè ogni caso è diverso). Dove sono le pagine scaricate da IA? Basta anche il link a IA giusto, a scaricarle di nuovo da IA ci metto poco. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:47, 24 set 2025 (CEST)
::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Vedo che il caso richiede solo l'aggiunta delle pagine in fondo al volume.... allora le cose sono molto più semplici :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:51, 24 set 2025 (CEST)
:::Sì, sono solo pagine mancanti in fondo al volume. In pratica le uniche pagine che andrebbero fuori sincrono sono le ultime pagine vuote e un paio contenenti solo immagini, ma quelle è un attimo ricrearle poi. Mi confermi quindi che basta sovrascrivere su Commons il file attuale con la versione completa? (Scusa il disturbo, sei sempre veramente gentile.) Chiedo a Marcella se può farlo, e le dico che in alternativa può mandare a te le pagine scaricate da IA o il link e te ne occupi tu, va bene? --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 15:13, 24 set 2025 (CEST)
::::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Su IA c'è solo un esemplare dell'edizione 1793 quindi non ho bisogno di altro :-). Procedo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:23, 24 set 2025 (CEST)
== Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino (2) ==
Ciao Alex, con la pagina [[Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 5, 1795 - BEIC IE6483391.djvu/149]] c'è un salto tipografico di numerazione (la pagina cartacea è n. 149, mentre la precedente è 144). Si potrebbe modificare in [[Indice:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 5, 1795 - BEIC IE6483391.djvu]] in maniera che dopo "144" ci sia "149"? Non pare manchi infatti alcuna pagina, ma la numerazione tipografica è così. Grazie! --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 17:05, 8 ott 2025 (CEST)
:Come non detto, ho [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Indice%3AViaggi_alle_Due_Sicilie_e_in_alcune_parti_dell%27Appennino%2C_vol._5%2C_1795_-_BEIC_IE6483391.djvu&diff=3571249&oldid=3567894 sistemato] da solo: mi sono poi ricordato come si faceva!, la parte del sommario invece l'ha già sistemata ad hoc Marcella, scusa il disturbo :D --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 17:29, 8 ott 2025 (CEST)
::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Benissimo. Alla prossima! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:13, 8 ott 2025 (CEST)
== Match and split ==
Ciao, curiosando su [[Progetto:Trascrizioni/Match and split]], ho notato che [[Esempi di generosità proposti al popolo italiano]], che era inserito fra i testi solo da rileggere, in effetti ha il SAL ancora completare, per cui mi sono permesso di "retrocederlo". Se ho fatto male, fammi sapere :) [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 09:44, 27 ott 2025 (CET)
:@[[Utente:Modafix|Modafix]] Hai fatto benissimo; io "retrocedo" a SAL 25% il testo ns0. Succede che eseguito il M & S ci si dimentichi di portare il SAL al livello giusto.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:58, 27 ott 2025 (CET)
== Errore in pag. originale ==
Ciao,
durante la trascrizione di [[Pagina:Comnena - Alessiade, 1846, tomo primo (Rossi).djvu/231|questa pagina]] ho trovato un errore nell'originale: nella quinta riga c'è ''taoto quanto'', ma ho trascritto ''tanto quanto'', perché mi sembra oggettivamente corretta.
Come posso mettere in evidenza questa mia correzione? Esiste una funzione/comando per questo?
Grazie [[User:BuzzerLone|BuzzerLone]] ([[User talk:BuzzerLone|disc.]]) 10:57, 4 nov 2025 (CET)
:@[[Utente:BuzzerLone|BuzzerLone]]Si usa il template "Errata corrige": [[Template:Ec]]. Lìho messo; dai un'occhiata alla sua documentazione. Va usato solo quando non c'è il minimo dubbio sul fatto che sia un errore tipografico. In questo caso secodo me non c'è. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:16, 4 nov 2025 (CET)
Grazie [[User:BuzzerLone|BuzzerLone]] ([[User talk:BuzzerLone|disc.]]) 16:36, 4 nov 2025 (CET)
== consigli per gli acquisti ==
secondo te su [[Indice:Statistica delle elezioni generali politiche 1895.djvu]] si possono usare tmpl. uguali a quelli di [[Indice:Statistica elezioni 1900 legislatura 21.djvu]]. O vanno riadattati?
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 11:17, 23 nov 2025 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Mi sono dimenticato quasi tutto di quell'avventura. Per favore, tu che sei più "fresco di lavoro", prova e poi se non funziano dammi una pingata. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:31, 23 nov 2025 (CET)
Fatti piccoli aggiustamenti e copia/incollato. Dagli una guardata al volo quando hai tempo. Non è minimamente urgente. Ci sono i dati in altra fonte molto più comoda da usare. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:36, 23 nov 2025 (CET)
==ps==
Bon'anno. Nun magna' troppo. Sinnò la Bbefana te porta er carbone.
De ceterisse: [[Discussioni indice:Statistica elezioni 1904 legislatura 22.djvu|buttece l'occhio]].
--[[Utente:Carlomorino|Belli risorto]] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:51, 01 gen 2026 (CET)
== E un l'ho hhapita! ==
Ciao, buon anno eccetera. Vedo che il tuo bot ha operato nella mia pagina utente. Bene, anzi benissimo. Ma non ho capito cosa ha fatto :D. Ciao, a più in là. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 11:21, 11 gen 2026 (CET)
:@[[Utente:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] Vedi "Progetto:Bot/Richieste di intervento", ho ripulito qualche centianio di pagine da un carattere invisibile u200e su richiesta di Aleator. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:10, 11 gen 2026 (CET)
::@[[Utente:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] Ps: in cronologia ''sembra ''che non sia cambiato niente... perchè, siccome il carattere è invisibile, non si vede. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:04, 11 gen 2026 (CET)
:::Grazie! Ma che non si veda un carattere invisibile è uno scandalo! Dove è finita la chiarezza degli interventi, eh? Dovrei entrare in sciopero e non lavorare più qui. :P . Stai bene e fai il bravo. Ciao a te e tutti! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 21:22, 11 gen 2026 (CET)
== Pagine Gioberti ==
Ciao! Ti ho inviato via mail le scansioni corrette che mi ha girato Marcella di [[Pagina:Gioberti - Del rinnovamento civile d'Italia, vol. 3, 1912 - BEIC 1833665.djvu/219]] e seguente, se hai la possibilità di sistemare [[c:File:Gioberti - Del rinnovamento civile d'Italia, vol. 3, 1912 - BEIC 1833665.djvu]] su Commons. Fammi sapere se ti sono arrivate e se pensi ne valga la pena. Grazie, a presto! :) [[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 09:42, 14 gen 2026 (CET)
:@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Le ho viste, grazie! Certo, la riparazione del djvu è facile, ma per qualche giorno non sono sul mio pc e mi manca qualche attrezzo (non voglio installare roba sul pc da cui sto lavorando). In settimana dovrei farcela. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:51, 14 gen 2026 (CET)
== Disorientamento nostalgico da Any2djvu ==
Ciao Alex! Ti disturbo perchè volevo caricare la seconda parte dei [[Viaggi per Europa]], ma, volendo convertire il file in djvu con il fidato Any2djvu (la mia personale esperienza con i pdf non è felice), la realtà mi ha fatto fare una doccia gelata, perchè Any2djvu sembra non esistere più (rima non voluta). Premetto che preferisco i siti che mi consentono di fare tutto in rete, senza scaricare altri programmi. Nell'etere ho trovato delle nuove possibilità (vedi un certo [https://convertio.co/it/pdf-djvu/ Convertio]), ma non so quanto siano affidabili, per cui volevo chiedere a te qualche consiglio su come muovermi prima di creare danni. Grazie come sempre! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 11:38, 15 gen 2026 (CET)
:@[[Utente:Modafix|Modafix]] Siccome il problema più comune è pdf -> djvu, io uso sempre pdf2djvu. Salva bene anche lo strato testo. Attenzione: c'è un misterioso settaggio dei pdf che imposta la risoluzione delle immagini in uscita; verificare che le dimensioni della pagina djvu siano attorno al 1000px di larghezza (anche un po' meno, ma non molto). Poi alle volte le routine djvuLibre, ma se non ti piace spippolare con la riga di comandop lascia perdere. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:21, 15 gen 2026 (CET)
::@[[Utente:Modafix|Modafix]] PS: se trovi qualcosa di meglio avvisami! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:22, 15 gen 2026 (CET)
:::In realtà l'avevo adocchiato, ma mi dà il classico errore "404: Not found". [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 13:30, 15 gen 2026 (CET)
::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Hai ragione... ma è una cosa recentissima. L'ho usato fino a pochi giorni fa. Ovviamente ho anche la versione offline, e la conservo con cura (con quella è anche possibile settare la risoluzione delle immagini, che, chissà perchè, IA spesso tiene troppo bassa). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:49, 15 gen 2026 (CET)
:::::Allora attenderò fiducioso il ripristino. Grazie! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 14:19, 15 gen 2026 (CET)
Senza riaprire un altro argomento, ho riscontrato un problema abbastanza fastidioso: in [[Viaggi per Europa - parte II]], quando creo una nuova sezione in ns0, non compare in automatico, come sempre successo, il tl Qualità, con l'intestazione con le sezioni precedenti e successive in automatico, nè ancora più fastidiosamente, l'indice del testo con l'intervallo delle pagine della sezione in ns0 da creare. Come posso ovviare? [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 11:58, 23 gen 2026 (CET)
:@[[Utente:Modafix|Modafix]] Non capisco!
:Da un po', i testi unici in volumi separati (e quindi in pagineIndice separate) vengono transclusi in un unico elemento ns0; vediamo... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:36, 23 gen 2026 (CET)
::@[[Utente:Modafix|Modafix]] @[[Utente:Candalua|Candalua]]Trovato. Il tl Indice sommario è sensibile: non tollera la presenza, fra i parametri, di altri template. Erano bloccanti i tre template Sc assegnati ai numeri romani del parametro delta. Si tratta di un bug (il problema, come minimo, dobrevve essere segnalato al momento del salvataggio della pagina). Ma personalmente non oso mettere le mani sullo script. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:54, 23 gen 2026 (CET)
:::E io che volevo fare l'elegante. Grazie per l'aiuto! [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 23:05, 23 gen 2026 (CET)
::::Mi rendo conto di non aver risposto al dubbio dei due ns0 separati per i due volumi di una stessa opera: mi sono scervellato, poi ho concluso che non avrei potuto fare altrimenti, forse sbagliando, perché in entrambi i volumi c'è "Lettera Prima", "lettera II", non come ad esempio in altri opere dove c'è la continuazione della numerazione dei diversi capitoli o dei titoli di opere diversi l'uno dall'altro. Obiettivamente mi è dispiaciuto, perché sarebbe stato corretto mettere tutto in un ns0 unico. [[User:Modafix|Modafix]] ([[User talk:Modafix|disc.]]) 09:01, 24 gen 2026 (CET)
:::::@[[Utente:Modafix|Modafix]] Si può sempre fare in un secondo momento. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:31, 24 gen 2026 (CET)
== Categoria:BEIC ==
Ciao Alex, bisognerebbe che tutti gli indici contenuti in [[:Categoria:BEIC]] fossero inclusi solo nella sottocategoria [[:Categoria:Scansioni provenienti da BEIC]]; credo che risolvere la cosa non sia complicata: bisognerebbe modificare il template [[Template:BEIC]] che è incluso negli indici (ma chiedo a te che sei più ferrato con i template) e già che ci siamo si potrebbe modificarlo per generare una [[:Categoria:Autori con testi caricabili da BEIC]] (similmente a [[:Categoria:Autori con testi caricabili da IA]]) quando il template è incluso in una pagina autore? Grazie! [[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 11:57, 30 gen 2026 (CET)
:@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Grazie del suggerimento. Se non ci provo in tempi ragionevoli, per favore slllecitami :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:05, 30 gen 2026 (CET)
::Reminder :) Segnalo anche a {{ping|Candalua}} che in passato ha già fatto un eccellente lavoro sul [[Template:BEIC]].--[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 16:13, 5 feb 2026 (CET)
== Il roseto ==
Ciao Alex, ho provato ad aggiungere un autore in questa pagina [[Pagina:Saadi - Il Roseto, I.pdf/41]], l'ho fatto altre volte, ma questa volta non so per quale motivo il collegamento con wikidata non risulta nella pagina dell'autore. Come posso risolvere? L'autore è Anuscirvan, detto Khosrow I [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 18:19, 5 feb 2026 (CET)
:@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Se intendi l'imperatore sassanide, Cosroe I Q207381 : {{Wl|Q207381|Cosroe I}} [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:46, 5 feb 2026 (CET)
::esattamente, come posso fare? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 19:07, 5 feb 2026 (CET)
:::@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Ma sei sicuro che meriti una pagina Autore? Io mi accontenterei di un tl|Wl senza pagina Autore. Wl punterà a wikipedia: mi pare più opportuno. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:26, 5 feb 2026 (CET)
::::Credo sia più opportuno, mi consigli di indirizzare gli autori nelle loro rispettive pagine e i re su wiki? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 19:38, 5 feb 2026 (CET)
::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Non ricordo bene le ultime discussioni, ma mi sembrava di ricordare che di recente si è convenuto che le pagine Autore debbano essere considerate in senso ampio come pagine di "Personaggi storici", per questo abbiamo pagine come [[Autore:Socrate]], che in vita sua non ha mai scritto nulla. I sovrani almeno possono essere autori qualche discorso pubblico, io eviterei però personaggi ai confini tra storia e leggenda di cui non abbiamo fonti coeve come Achille, Mosè, re Artù e simili... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 19:51, 5 feb 2026 (CET)
:::::Dove mi consigliate di collegare i personaggi storici? Su Wikipedia? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 19:58, 5 feb 2026 (CET)
::::::@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Opinione "di parte": io suggerisco di collegarli a wikidata, attraverso il template Wl (significa wikidata link). Io lo uso non solo per i personaggi storici che non sono autori (anzi: cancellerò la pagina Autore relativa all'imperatore sassanide) ma anche per gli autori di cui non è ragionevole pensare che in tempi brevi avremo qui, su wikisource, opere trascritte. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:16, 6 feb 2026 (CET)
:::::::Va benissimo, grazie mille!
:::::::Inoltre, avevo un’altra domanda, nel collegare le pagine ai capitoli, vi sono uno o due inizi di capitoli che si trovano nella stessa pagina, come posso dividerli? [[Il Roseto/Bibliografia/4. Lodi del grande emiro Fakhr Ed-Din]] come ad esempio in questa pagine dove termina il terzo capitolo ma a metà pagina inizia il quarto. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 09:22, 6 feb 2026 (CET)
::::::::@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Per prima cosa, vedi [[Pagina:Saadi - Il Roseto, I.pdf/33]], bisogna aggiungere in nsPagina gli opportuni tag <code>section></code>.
::::::::Fatto questo, in ns0 possono essere usati i due parametri fromsection e tosection del tag pages. Il Capitolo III finisce alla pagina 33, sezione s1 (quindi avrà in pages un <code>to="33" tosection="s1"</code>, mentre il [[Il Roseto/Bibliografia/4. Lodi del grande emiro Fakhr Ed-Din|Capitolo IV]]] inizia alla pagina 33, sezione s2 (quindi avrà in pages un <code>from="33" fromsection="s2"</code>. Il tag pages è una genialata, ci si possono fare moltissime cose, ma l'uso di from, to, fromsection e tosection è il più comune proprio per i capitoli spezzati nelle singole pagine.
::::::: Vedi le mie modifiche in nsPagina e in ns0 e chiedimi pure se non sono chiare. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:40, 6 feb 2026 (CET)
::::::::Penso d'esser riuscito ad applicare il comando! [[Il Roseto/Bibliografia/6. Ordine dei Capitoli]] Ho provato con questo capitolo ed ho fatto terminare il quinto capitolo nell'esatto punto e fatto cominciare il sesto capitolo, spero di non aver commesso errori! [[Pagina:Saadi - Il Roseto, I.pdf/37]] Nel caso ti allego la pagina sulla quale ho lavorato, grazie mille per l'aiuto! [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 14:57, 7 feb 2026 (CET)
:::::::::@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Transclusione esatta! Hai capito il meccanismo. Ho corretto un particolare: NON lasciare una riga vuota dopo il template Ct: se la lasci, il paragrafo NON viene indentato regolarmente.
:::::::::C'è un'alternativa a fromsection... tosection. Immagina che, alla fine della sezione s2, iniziasse un'altra sezione, diciamo s3. In questo caso avresti potuto scrivere fromsection="s2" tosection="2", ma c'è un'altra possibilità: scrivere semplicemente onlysection="s2". E' un comando molto potente: agisce anche su una sequenza di pagine, e transclude, da ogni pagina, SOLO quello che è compreso nella section specificata. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:05, 7 feb 2026 (CET)
::::::::::Grazie mille! Farò più attenzione a quest'errore. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 17:08, 7 feb 2026 (CET)
:::::::::::@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] La questione dell'indentatura dei paragrafi è un delirio... :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:19, 7 feb 2026 (CET)
::::::::::::Concordo! Vedo che è una bella sfida... [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 17:21, 7 feb 2026 (CET)
== Ancora su errori di stampa dentro i link ==
Ciao, innanzitutto ti avviso di aver creato il template {{tl|R-Ec}} che funziona alla perfezione. Ora stavo provando a fare qualcosa di simile con il template {{tl|Wl}}, cioè unire il codice di Wl al codice di {{tl|Ec}} per creare un template che permetta di fare link ad autori con errori di stampa.
Ho provato con [[Template:Wl/Sandbox]] e finché siamo in Ns Pagina tutto funziona ([[Pagina:Tasso, Torquato – Gerusalemme conquistata, Vol. I, 1934 – BEIC 1931910.djvu/338]]). In Ns0 però ([[Gerusalemme conquistata/Test]]) si vedono ancora i valori sbagliati e non quelli giusti. Secondo il codice dovrebbe mostrare il parametro "3" che è "Manzoni", invece appare ancora "Manzini".
Hai idea del motivo? Per qualche motivo non funziona "ifeq" (ho provato anche con "switch" senza successo)? O si tratta del fatto che prende il valore da un'altra parte e non da dove io ho messo il "3"? [[User:Lombres|Lombres]] ([[User talk:Lombres|disc.]]) 23:24, 9 feb 2026 (CET)
:@[[Utente:Lombres|Lombres]] Ammetto che ho fattp difficoltà a raccapezzarmi con il tl|Wl, ma mi pare di aver capito una cosa: fatto: l'output viene generato da [[Modulo:Wl]], sulla base dei soli parametri 1 e 2. Piuttosto che toccare il meccanismo di R e di Wl (sia nel codice template che nel codice Modulo), continuerei a lavorare sul tl Ec. Ma ammetto che sono parecchio arrugginito. :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:48, 10 feb 2026 (CET)
::R è a posto, il [[Template:R-Ec]] creato da me funziona. Riguardo al WL non avevo notato il modulo, i moduli per me sono arabo. Credo che proverò a farlo funzionare senza "invoke" (togliendo ifeq ecc e usando solo quello sotto), altrimenti passerò a creare un template basato su [[template:AutoreCitato]] che non ha moduli --[[User:Lombres|Lombres]] ([[User talk:Lombres|disc.]]) 22:47, 10 feb 2026 (CET)
:::@[[Utente:Lombres|Lombres]] I moduli sono scritti con un vero linguaggio di programmazione, Lua, e mi rendo conto che potrebbe essere difficile affrontarli, se non si ha esperienza almeno di un altro linguaggio tipo python o javascript. Chissà... Comunque mi hai incoraggiato a dare un'occhiata più a fondo a Wl, e se i miei neuroni ce la fanno ancora, forse trovo la soluzione del problema. Di certo, i moduli sono strumenti che possono fare molto, molto di più dei template.
:::La grande differenza fra Wl e AutoreCitato è che Wl non ha affatto bisogno che wikisource abbia una pagina Autore a cui appoggiarsi, e quindi può essere usato sia per autori che non hanno ancora una pagina wikisource Autore, ma anche persone che non sono autori (personaggi "enciclopedici" per altri motivi), sia qualsiasi altro elemento (luoghi, ecc) che sia collegato a wikidata. Il funzionamento di è il seguente: se esiste una pagina Autore, punta a quella; se non esiste, ma esiste una voce wikipedia, punta alla voce wikipedia; se non esiste nemmeno una voce wikipedia, punta all'elemento wikidata, e da là a qualche voce del mondo wiki si arriva. #invoke passa semplicemente i parametri del templare a una funzione del modulo. Poichè il suo codice non sa interpretare altro che i parametri 1 e 2, mostra sia in nsPagina che in ns0 quello che c'è nel parametro 2.... e modificare il codice per "insegnargli" altro è possibile, ma delicato.
:::Ci panso ancora. Intanto tu procedi pure con AutoreCitato. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:43, 11 feb 2026 (CET)
::::è a quello che servirebbe il Wl con EC, appena spunta un errore di stampa sul titolo di un'opera mai tradotta in italiano e che quindi non avrà mai una pagina su Wikisource, ecco che ci vorrebbe un link a Wikipedia con Ec... per ora ho fatto una versione di AutoreCitato che funziona e devo spostarla dalla sandbox --[[User:Lombres|Lombres]] ([[User talk:Lombres|disc.]]) 22:26, 11 feb 2026 (CET)
== Aggiunta di un libro ==
Ciao Alex, perdona il distrbo, un mio amico, utente wiki, mi ha inviato un libro pubblicato nel 2022 dall'UE con licenza libera, mi ha chiesto se si poteva aggiungere su wikisource o su altri progetti, prima di agire, mi sembra opportuno domandare se era possibile o meno. [https://www.agesci.it/wp-content/uploads/2025/01/GreenComp.pdf] Questo è il PDF. Grazie mille in anticipo. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 16:26, 2 mar 2026 (CET)
:@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] E' in piena evidenza un CC BY 4.0, quindi sì. Non ci sono foto, quindi la frase "Per utilizzare o riprodurre foto o altro materiale che non è di proprietà dell'UE, è necessaria l’autorizzazione diretta dei rispettivi titolari dei diritti." mi pare proprio che non si applichi. Occhio, trascrive e transcludere un pdf fortemente formattato e con varie illustrazioni non è uno scherzo... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:50, 2 mar 2026 (CET)
::Grazie mille! [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 20:55, 2 mar 2026 (CET)
== Ancore a note ==
Ciao Alex, seguendo l'esempio in [[Pagina:Dizionario mitologico ad uso di giovanetti.djvu/500]] (da [[Template:Backlink]]) ho provato a collegare la nota "(1)" fra le pagine [[Pagina:Viaggio in Sicilia, 1831 - volume I - BEIC IE4742922.djvu/16]] e [[Pagina:Viaggio in Sicilia, 1831 - volume I - BEIC IE4742922.djvu/229]], ma il collegamento non appare né funziona: sai mica come posso farlo funzionare? C'è un altro template più adatto o mi conviene mettere semplicemente <nowiki>[[Pagina:Viaggio in Sicilia, 1831 - volume I - BEIC IE4742922.djvu/229|(1)]]</nowiki> nella prima pagina per linkare alla seconda? Grazie! [[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 09:14, 4 mar 2026 (CET)
:@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Ci sono due alternative: {{tl|Nota separata}} e {{tl|Nsb}}. Il risultato in ns0 è lo stesso, ma in nsPagina è diverso: il primo NON visualizza il testo dell'annotazione in nsPagina, il secondo sì. In entrambi i casi, la prima cosa da fare è ''applicare alla nota separata una section'' (io in genere uso come nome della section il semplice numero progressivo della nota) escludendo il numero fra parentesi che compare prima del testo della nota. In questo caso alcune note sono molto lunghe: vedi tu se la visualizzazione anche in ns0 ti disturba.
:Ti metto il codice necessario per la nota 1 usando {{tl|Nota separata}}. Dimmi se vuoi vedere anche l'alternativa con {{tl|Nsb}}. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:12, 4 mar 2026 (CET)
::PS: il codice <code><nowiki><br>{{gap|1em}}</nowiki></code> che ho aggiunto nel testo della Nota 1 serve a creare l'indentatura dei paragrafi. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:29, 4 mar 2026 (CET)
:::Mi sembra ottimo come hai sistemato, allora faremo alla stessa maniera con le prossime note del traduttore. [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Viaggio_in_Sicilia,_1831_-_volume_I_-_BEIC_IE4742922.djvu/229&diff=prev&oldid=3641409 Qui] ho tolto il template il template § perché vedo che non serve più. Ne approfitto, se ti avanza tempo e voglia, di ricordarti che è rimasta in sospeso una cosa che ti ho chiesto sopra: [[#Categoria:BEIC]]. Grazie ancora e a presto.--[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 13:10, 4 mar 2026 (CET)
::::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Mi spiace, con Template:BEIC ci ho provato ma ho fallito... sono piuttosto arrugginito :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:31, 4 mar 2026 (CET)
:::::Grazie ugualmente! Un caro saluto. --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 14:29, 4 mar 2026 (CET)
== "Nonno" Augusto ==
Su [[Indice:Della oreficeria italiana.djvu]] ci sono <d>due pagine incasinate [[Pagina:Della oreficeria italiana.djvu/50|50]] e [[Pagina:Della oreficeria italiana.djvu/51|51]].</d>
Sarebbero da eliminare: la foto era venuta male e quelle "fatte bene" sono già presenti. So che sei in grado di ghigliottinarle. Senza fretta (ancora non ci sono arrivato). Poi ho un altro problema. Ma di quello ne parliamo dopo. Buona cavalcata (vai ancora a cavallo?)
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 13:37, 11 mar 2026 (CET)
CONTRORDINE... solo [[Pagina:Della oreficeria italiana.djvu/51|51]]. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 16:55, 11 mar 2026 (CET)
:@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Mi baserò sulla numerazione delle pagine. Al momento mi sembra che per ottenere una numerazione consecutiva le pagine da eliminare siano due :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:05, 11 mar 2026 (CET)
::@[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]] Confermo. {{fatto}} [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:13, 11 mar 2026 (CET)
::: PS Cavallo: Asia è vecchietta.... e io anche :-). Vediamo questa primavera.
Io vecchietto. Molto vecchietto (1946). Tu non sembra. Poi quando avremo tempo mi devi insegnare a risolvere la situazione di pag. [[Pagina:Statistica elezioni 1909 legislatura 23.djvu/40|6]] e simili.
== Minuzia css in Adone ==
Caro Alex,
finita l'autoflagellazione del [[Indice:AA. VV. - Il rapimento d'Elena e altre opere.djvu|Rapimento di Elena]] stavo per ributtarmi sui lirici greci (Corinna pone interessanti sfide metrico-musicali), quando sono tornato per un attimo a uno dei miei primissimi upload, l’''Adone'' di Marino, accoppiato poi a [[Indice:Marino, Giambattista – Adone, Vol. I, 1975 – BEIC 1869702.djvu]]. Appurato che con un po' di mano il tempo di edit per pagina è abbastanza breve, stavo pensando di mandare l'opera al 75%, ma prima di lanciarmi su centinaia di pagine volevo una tua occhiata. In particolare sul css che regola il numero di ottava: sul mio schermo il numero spinge il primo verso un po' a destra rispetto ai successivi; la situazione poi riguarda numeri di ottava di una-due-tre cifre decimali. Sul tuo schermo il primo verso di ogni ottava è allineato ai successivi? Ho provato ad agire sullo style.css dell'indice, ma senza efficacia, dunque mi trovo costretto a rimperti, porta pazienza. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 08:46, 12 mar 2026 (CET)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Mi piace abbastanza così: [[Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. I, 1975 – BEIC 1869702.djvu/58]]. Unica modifica nel codice pagina: attribuire al poem dell'Argomento la classe <code>argomento</code>; questo permette qualsiasi ripensamento globale agendo sul css. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:04, 12 mar 2026 (CET)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] no, non avevo capito a fondo il tuo codice, io uso pochissimo il tl|Blocco centrato e sto cercando di domarlo. Mi sembra di aver capito che tu desideri che il Blocco centrato in ns0 agisca su tutti i versi, sia l'argomento che le ottave. Giusto? comunque. oltrealla pagina style.css, sto pasticciando solo su [[Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. I, 1975 – BEIC 1869702.djvu/58]], quindi i danni dovrebbero essere limitati :) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:31, 12 mar 2026 (CET)
:::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Prova a vedere adesso... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:50, 12 mar 2026 (CET)
::::@[[User:Alex brollo|Alex brollo]], eccellente! ora ci siamo: mi hai/Mi sono spinto a rivedere le centinaia di pagine del M&S del poema.
::::Parto, Romagnoli aspetterà. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 13:23, 12 mar 2026 (CET)
== Notice of expiration of your interface-admin right ==
<div dir="ltr">Hi, as part of [[:m:Special:MyLanguage/Global reminder bot|Global reminder bot]], this is an automated reminder to let you know that your permission "interface-admin" (Amministratori dell'interfaccia) will expire on 2026-03-20 06:52:59. Please renew this right if you would like to continue using it. <i>In other languages: [[:m:Special:MyLanguage/Global reminder bot/Messages/default|click here]]</i> [[User:Leaderbot|Leaderbot]] ([[User talk:Leaderbot|disc.]]) 20:41, 13 mar 2026 (CET)</div>
== Indice ==
Buonasera Alex, ho quasi concluso il primo volume del Roseto! Mancano sostanzialmente tre pagine che sarebbero parte dell'[[Pagina:Saadi - Il Roseto, I.pdf/143|indice]], come posso crearlo correttamente? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 18:55, 14 mar 2026 (CET)
:@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Si usa il template {{tl|VoceIndice}} accoppiato con {{tl|Pg}}. Vado. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:36, 14 mar 2026 (CET)
== Indice malefico ==
Buonasera Alex, porto buone notizie, son riuscito nella mia impresa! Ammetto che è stato arduo aggiungere quel centinaio di capitoli tutti d'un fiato XD, spero di non aver combinato danni! :) Grazie mille ancora per l'aiuto!
P.S. Nel caso potresti darci un'occhiata? Se per caso vi sono errori oppure meno. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 22:36, 16 mar 2026 (CET)
:@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Mi sembra '''ottimo'''! Visto che c'ero ho fatto qualche minimo ritocco e ho portato le pagine a SAL 75%. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:15, 21 mar 2026 (CET)
== Intervallo non valido ==
Ciao Alex, ultimamente sto lavorando con Marcella su [[Indice:Viaggio in Sicilia, 1831 - volume I - BEIC IE4742922.djvu]] ma spesso compare l'avviso "''Errore: intervallo non valido. Se il file è stato caricato da poco, prova a fare un Purge del file da Commons. Se il problema persiste esegui un Purge anche di questa pagina. Vedi Aiuto:Purge.''" Facendo purge sul file di Commons [[c:File:Viaggio in Sicilia, 1831 - volume I - BEIC IE4742922.djvu]] e poi su Wikisouce il problema tende a risolversi, ma non sempre, e tende comunque poi a ripresentarsi a distanza di giorni; al momento ho fatto anche un null edit e il file sembra tornato a posto, ma siccome la cosa tende a ripresentarsi ti chiedo se può esserci un problema nel file, o se è un problema generale di Wikisource, o può dipendere dalle aggiunte che il bot fa su Commons. La cosa più spiacevole è che quando succede non sono visibili nemmeno le pagine già trascritte; qualche settimana fa ho notato che lo stesso problema compariva anche in [[Indice:Viaggio in Sicilia, 1840 - BEIC IE6395202.djvu]] che è già riletto al 100%: è un peccato che il lettore non possa vedere un testo già trascritto per un problema del file, dato che la trascrizione dovrebbere avere vita autonoma rispetto alla fonte (e mi preoccupa che la cosa possa succedere anche a opere già trascritte che magari non vengono più controllate e quindi diventano non fruibili al lettore nonostante siano già complete). [[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 07:24, 26 mar 2026 (CET)
:@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Ho sentito abbastanza spesso Candalua sostenere che è un problema generale. Spesso l'ho visto su file pdf, ma mi dici che l'hai incontrato anche su djvu... mi sa che tocca ai "piani alti" la soluzione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:33, 26 mar 2026 (CET)
::Grazie. Penso che l'ideale comunque sarebbe che in caso di problemi al file il testo trascritto si vedesse ugualmente: dovrebbero non vedersi solo le scansioni; cioè va bene l'avviso ma non dovrebbe scomparire tutto il testo già trascritto ^_^' Un caro saluto.--[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 08:10, 26 mar 2026 (CET)
:::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] In questo momento io vedo tutto. Ma il libro ha un altro problema: la prima pagina è il dorso, largo meno di 500 px, e la larghezza della prima pagina condiziona la larghezza di tutte le pagine successive; e ne risente, ovviamente, la risoluzione. Faccio alcune verifiche e vedo se con una modifica del djvu il problema si risolve. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:05, 26 mar 2026 (CET)
::::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Fatta con successo la modifica del file djvu su Commons.... e adesso la pagina Indice è spaccata anche a me, e resiste tranquillamente al doppio Purge. :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:37, 26 mar 2026 (CET)
:::::Il dorso è presente anche in [[c:File:Viaggio in Sicilia, 1840 - BEIC IE6395202.djvu]] e anche lì lo abbiamo trascritto come prima pagina (come immagine: [[Pagina:Viaggio in Sicilia, 1840 - BEIC IE6395202.djvu/1]], non trasclusa) però non ho notato che ne risentisse la risoluzione. Se la tua modifica di [[c:File:Viaggio in Sicilia, 1831 - volume I - BEIC IE4742922.djvu]] non ha migliorato la situazione, anzi è finito in panne totale (neanch'io riesco più a purgare con successo su Wikisource), magari possiamo ripristinare a com'era prima? :-) Magari terremo presente per i prossimi caricamenti di evitare il dorso. --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 10:13, 26 mar 2026 (CET)
::::::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Il difetto di risoluzione (penso) non si nota perchè le pagine contengono un font "grande" rispetto alle dimensioni della pagina. Aspetto ancora un po' (uno-due giorni) e poi tento il ripristino. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:36, 26 mar 2026 (CET)
:::::::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] Ripristinato. A me funziona regolarmente. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:10, 26 mar 2026 (CET)
::::::::@[[Utente:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] A dire il vero non avevo capito bene il problema, che stava in ns0 e che mi si è ripresentato. Non ho capito da cosa dipenda, per me è stata una novità; mi si è sistemato con una modifica a vuoto della pagina ns0. Speriamo che si risolva. Boh? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:59, 29 mar 2026 (CEST)
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Dr Zimbu
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<noinclude><pagequality level="3" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|246|{{larger|S E C O N D A}}|}}</noinclude><section begin="Sonetto CCCII" />{{Centrato|{{Type|f=1.3em|l=6px|w=0.2em|SONETTO CCCII.}}}}
<poem>
{{Capolettera|G}}{{Sc|Li}} Angeli eletti, e l’anime beate
Cittadine del Cielo, il primo giorno
Che Madonna passò, le fur’ intorno
{{R|4}}Piene di maraviglia, e di pietate.
Che luce è questa, e qual nova beltate?
Dicean tra lor, perch’abito sì adorno
Dal mondo errante a quest’alto soggiorno
{{R|8}}Non salì mai in tutta questa etate.
Ella, contenta aver cangiato albergo
Si paragona pur coi più perfetti;
{{R|11}}E parte ad or’ ad or si volge a tergo,
Mirando s’io la seguo; e par ch’aspetti:
Ond’io voglie, e pensier’ tutti al Ciel’ ergo;
{{R|14}}Perch’i’ l’odo pregar pur, ch’i’ m’affretti.</poem>
<section end="Sonetto CCCII" />
<section begin="Sonetto CCCIII" />{{Centrato|{{Type|f=1.3em|l=6px|w=0.2em|SONETTO CCCIII.}}}}
<poem>
{{Capolettera|D}}{{Sc|Onna}}, che lieta col principio nostro
Ti stai, come tua vita alma richiede,
Assisa in alta, e gloriosa sede,
{{R|4}}E d’altro ornata che di perle, o d’ostro;
O delle donne altero, e raro mostro,
Or nel volto di Lui che tutto vede,
Vedi ’l mio amore, e quella pura fede
{{R|8}}Per ch’io tante versai lagrime, e ’nchiostro:
E senti che ver te il mio core in terra
Tal fu, qual ora è in Cielo; e mai non volsi
{{R|11}}Altro da te che ’l Sol de li occhi tuoi.
Dunque per ammendar la lunga guerra
Per cui dal mondo a te sola mi volsi;
{{R|14}}Prega ch’i’ venga tosto a star con voi.</poem>
<section end="Sonetto CCCIII" />
{{nop}}<noinclude>
<references/></noinclude>
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Pagina:Le rime di M. Francesco Petrarca I.djvu/330
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{larger|P A R T E .}}|247}}</noinclude><section begin="Sonetto CCCIV" />{{Centrato|{{Type|f=1.3em|l=6px|w=0.2em|SONETTO CCCIV.}}}}
<poem>
{{Capolettera|D}}{{Sc|A’}} più belli occhi, e dal più chiaro viso
Che mai splendesse; e da’ più bei capelli,
Che facean l’oro e ’l Sol parer men belli;
{{R|4}}Dal più dolce parlar’, e dolce riso;
Dalle man, dalle braccia che conquiso
Senza moversi avrian quai più rebelli
Fur d’Amor mai; da’ più bei piedi snelli,
{{R|8}}Da la persona fatta in paradiso,
Prendean vita i miei spirti: or n’ha diletto
Il Re celeste, i suoi alati corrieri:
{{R|11}}Ed io son qui rimaso ignudo, e cieco,
Sol’ un conforto a le mie pene aspetto;
Ch’ella, che vede tutt’i miei pensieri,
{{R|14}}M’impetre grazia, ch’i’ possa esser seco.</poem>
<section end="Sonetto CCCIV" />
<section begin="Sonetto CCCV" />{{Centrato|{{Type|f=1.3em|l=6px|w=0.2em|SONETTO CCCV.}}}}
<poem>
{{Capolettera|E}}{{Sc|’ Mi}} par d’or’ in ora udire il messo
Che Madonna mi mande a sè chiamando:
Così dentro, e di fuor mi vo cangiando;
{{R|4}}E sono in non molt’anni sì dimesso,
Ch’a pena riconosco omai me stesso:
Tutto ’l viver’ usato ho messo in bando:
Sarei contento di sapere il quando;
{{R|8}}Ma pur dovrebbe il tempo esser da presso.
O felice quel dì che del terreno
Carcere uscendo, lasci rotta, e sparta
{{R|11}}Questa mia grave, e frale, e mortal gonna;
E da sì folte tenebre mi parta
Volando tanto su nel bel sereno,
{{R|14}}Ch’i’ veggia il mio Signore, e la mia Donna.</poem>
<section end="Sonetto CCCV" /><noinclude>
<references/></noinclude>
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Pagina:Le rime di M. Francesco Petrarca I.djvu/331
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|248|{{larger|S E C O N D A}}|}}</noinclude><section begin="Sonetto CCCVI" />{{Centrato|{{Type|f=1.3em|l=6px|w=0.2em|SONETTO CCCVI.}}}}
<poem>
{{Capolettera|L}}{{Sc|’Aura}} mia sacra al mio stanco riposo
Spira sì spesso, ch’i’ prendo ardimento
Di dirle il mal ch’i’ ho sentito, e sento;
{{R|4}}Che vivend’ ella, non sarei stato oso.
Io ’ncomoncio da quel guardo amoroso
Che fu principio a sì lungo tormento:
Poi seguo, come misero, e contento
{{R|8}}Di dì in dì, d’ora in ora Amor m’ha roso.
Ella si tace, e di pietà dipinta
Fiso mira pur me; parte sospira,
{{R|11}}E di lagrime oneste il viso adorna;
Onde l’anima mia dal dolor vinta,
Mentre piangendo allor seco s’adira,
{{R|14}}Sciolta dal sonno a sè stessa ritorna.</poem>
<section end="Sonetto CCCVI" />
<section begin="Sonetto CCCVII" />{{Centrato|{{Type|f=1.3em|l=6px|w=0.2em|SONETTO CCCVII.}}}}
<poem>
{{Capolettera|O}}{{Sc|Gni}} giorno mi par più di mill’anni
Ch’i’ segua la mia fida, e cara duce,
Che mi condusse al mondo, or mi conduce
{{R|4}}Per miglior via a vita senza affanni:
E non mi posson ritener gl’inganni
Del mondo, ch’il conosco: e tanta luce
Dentro al mio core infin dal Ciel traluce,
{{R|8}}Ch’i’ ’ncomincio a contar il tempo e i danni.
Nè minaccie temer debbo di Morte,
Che ’l Re sofferse con più grave pena,
{{R|11}}Per farme a seguitar constante, e forte;
Ed or novellamente in ogni vena
Intrò di lei che m’era data in sorte;
{{R|14}}E non turbò la sua fronte serena.</poem>
<section end="Sonetto CCCVII" />
{{nop}}<noinclude>
<references/></noinclude>
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Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCCII
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Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCCIII
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Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCCIV
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<!--== Wikimedia italia ==
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== Contributi ==
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=== Partiture trascritte ===
==== Per pianoforte ====
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· {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/A bocca dolce|A bocca dolce}} · {{Testo|Al mio pregar t'arrendi}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 12/Al Presepio|Al presepio}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 2/Automobile|Automobile}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Amore_o_grillo|Amore o grillo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Aria|Aria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Aria di Colette|Aria di Colette}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N. 9/Ave Maria|Ave Maria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/Bambini in festa|Bambini in festa}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Barcarola|Barcarola}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/Barcarolle|Barcarolle}} · {{Testo|Canzone del Grappa (Spartito)}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Charmante coquette|Charmante coquette}} · {{Testo|Daghela avanti un passo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Dansez marquise|Dansez marquise}} · {{Testo|E l'uccellino...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino}} · {{Testo|Il poveretto}} · {{Testo|Il poveretto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/In sogno!|In sogno}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Io la baciavo...|Io la baciavo...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto I. Solo di Candia: Carne mia viva, ti tocco la fronte.|Carne mia viva, ti tocco la fronte.}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto III. Solo di Aligi: Rinverdisca per noi|Rinverdisca per noi}} · {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 4. Crépuscule|La nuit tombait. 4. Crépuscule}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 6. Il pleut|La nuit tombait. 6. Il pleut}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/La ritrosa|La ritrosa}} · {{Testo|L'Opera_in_film/La_serva_padrona_di_G._B._Pergolesi._Intermezzo_primo._Partitura_con_note_per_sequenza_cinematografica|La serva padrona di G. B. Pergolesi. Intermezzo primo}} · {{Testo|Lontana}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/Minuetto lento|Minuetto lento}} · {{Testo|Nel cor più non mi sento}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Ninna-nanna}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Notti di maggio!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Ninna-nanna|Ninna-nanna}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/On dit!|On dit!}} ·{{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Perché dolce, caro bene}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Prima Neve}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 10/Rayon de Lune!..}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Risurrezione}} · {{Testo|La campana di San Giusto (brano musicale)|La campana di San Giusto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Talon Rouge}}· {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Torna Amore}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Tra il sì e il no}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Valse Enlaçante}} }}
==== Canzoni ====
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==== Canti popolari ====
{{smaller|· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A Roma le campane sona}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'omo xe un angelo}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La pesca dell'anello}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Per far i gnochi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Se m'â tocà soldato...}}}}
=== Articoli e saggi brevi ===
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{{Testo|Alcune note sul cinema nord americano 1939-46}} · {{Testo|Armi e scene della guerra dell'avvenire}} · {{Testo|Cani attori}} · {{Testo|Charlot (Curio Mortari)}} · {{Testo|Cinecittà}} · {{Testo|Cinema sperimentale}} · {{Testo|Come riorganizzo la cinematografia tedesca}} · {{Testo|Dalla sceneggiatura alla produzione}} · {{Testo|Date della cinematografia italiana delle origini (1895-1935)}} · {{Testo|Dramma e sonoro}} · {{Testo|Due manifesti sul sonoro 1928-1934}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Evoluzione del truccaggio}} · {{Testo|Fabbrica del volto|La fabbrica del volto}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Film storici}} ·
{{Testo|Fregoli pioniere del muto e precursore del sonoro}} · {{Testo|Gli attori che ho diretto in America}} · {{Testo|I popoli africani dinanzi allo schermo}} · {{Testo|I ragazzi eroi del film}} · {{Testo|Il cinema arte }} · {{Testo|Il cinema quando non esisteva}} · {{Testo|Il cinematografo non esiste}} · {{Testo|Il film sonoro }} · {{Testo|Il ritorno di Francesca Bertini}} · {{Testo|Il teatro è un'altra cosa}} · {{Testo|In fondo, un affare}} · {{Testo|Inferiorità del cinema}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 2/“La Nave„ di Gabriele D'Annunzio}} · {{Testo|L'Opera in film}} · {{Testo|La cinematografia futurista}} · {{Testo|La fucina della cinematografia italiana}} · {{Testo|La musica e il film}} · {{Testo|La segretaria invisibile}} · {{Testo|Manualetto del cinedilettante}} '''[**]''' · {{Testo|Melchiorre Dèlfico}} '''[**]''' ·{{Testo|Nella storia del cinema un rigo per Gertrude Stein}} · {{Testo|Nita Naldi}} · {{Testo|Note sul neo-realismo}} · {{Testo|Organizzazione della produzione}} · {{Testo|Per la storia...}} · {{Testo|Prassi del dialogo cinematografico}} · {{Testo|Realtà o verità?}} · {{Testo|Ricetta per scrivere commedie}} · {{Testo|Rod La Rocque}} · {{Testo|Un grande film del 1918}} · {{Testo|Un superfilm del 1902 }} · {{Testo|Un veliero bianco}}
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=== Riviste ===
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<poem>{{x-smaller|'''[*]''' Contribuito significativamente}}
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<hr>
[[w:Speciale:Contributi/Pic57|Contributi su '''wikipedia''']] — [[wikt:Speciale:Contributi/Pic57|su '''wikizionario''']] — [[q:Speciale:Contributi/Pic57| su '''wikiquote''']] —[[Speciale:Contributi/Pic57|su '''wikisource''']] — [[Commons:Special:Contributions/Pic57|su '''Commons''']] — [[Wikidata:Special:Contributions/Pic57|su '''Wikidata''']] — [[Utente:Pic57/attestati|Wikiriccio ecc...]]
<hr >
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|300px|centro]]
== Laboratori ==
* [[Utente:Pic57/Laboratorio cinema|Cinema]]
* [[Utente:Pic57/Laboratorio musica|Musica]]
* [[Speciale:PagineIndice|Un po' di tutto]]
== Education ==
* [[Utente:Pic57/wikimediaeducation|Ho cominciato così]]
* [[Utente:Pic57/studenti|Pagina degli Studenti]]<br/>
* [[Utente:Pic57/studenti/biblioteca|Biblioteca Scolastica]]
<hr />
== Statistiche di Pic57==
* [https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Special%3ACentralAuth&target=Pic57 Global account information]
* [https://dewkin.toolforge.org/Pic57@itwikisource Deep Wiki Inspector su it.wikisource]
== Statistiche Wikisource ==
* [[Speciale:Statistiche| it.wikisource]]
** [[:na:Special:Statistics| na.wikisource]]
* [[:la:Special:Statistics| la.wikisource]]
* [[:fr:Special:Statistics| fr.wikisource]]
* [[:en:Special:Statistics| en.wikisource]]
{{Rule|4em}}
== [[Utente:Pic57/wikidiario|Wikidiario]] ==
== Vecchissima, ma pur sempre... Tesi ==
* [[Trasformazioni_industriali_e_trasformazioni_linguistiche_nel_cinema_americano_del_dopoguerra|Trasformazioni industriali e trasformazioni linguistiche nel cinema americano del dopoguerra, 1981.]]
**[[Progetto: Tesi|Progetto Tesi]]
''Pagine linkabili e riferimenti''
** Discussione su [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Wikimedia_Italia_ti_d%C3%A0_una_mano,_o_anche_20k:_chiedi_un_finanziamento_veloce_fino_a_500_%E2%82%AC Progetto tesi]
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** [[w:Wikipedia:Lauree|Lauree su wikipedia]]
** [[w:Progetto:Coordinamento/Scuole|Coordinamento scuole]]
** [[Utente:Pic57/Piano_di_diffusione_del_Progetto_tesi|Piano di diffusione del Progetto Tesi]]
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/* Per pianoforte */
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== Contributi ==
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=== Partiture trascritte ===
==== Arie ====
{{smaller|· {{Testo|Al mio pregar t'arrendi}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Amore_o_grillo|Amore o grillo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Aria|Aria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Aria di Colette|Aria di Colette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto I. Solo di Candia: Carne mia viva, ti tocco la fronte.|Carne mia viva, ti tocco la fronte.}} · {{Testo|E l'uccellino...}} · {{Testo|L'Opera_in_film/La_serva_padrona_di_G._B._Pergolesi._Intermezzo_primo._Partitura_con_note_per_sequenza_cinematografica|La serva padrona di G. B. Pergolesi. Intermezzo primo}} · {{Testo|Nel cor più non mi sento}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto III. Solo di Aligi: Rinverdisca per noi|Rinverdisca per noi}}
==== Per pianoforte ====
· {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/A bocca dolce|A bocca dolce}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 12/Al Presepio|Al presepio}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 2/Automobile|Automobile}} {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N. 9/Ave Maria|Ave Maria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/Bambini in festa|Bambini in festa}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Barcarola|Barcarola}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/Barcarolle|Barcarolle}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Charmante coquette|Charmante coquette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Dansez marquise|Dansez marquise}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino}} · {{Testo|Il poveretto}} · {{Testo|Il poveretto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/In sogno!|In sogno}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Io la baciavo...|Io la baciavo...}} · {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 4. Crépuscule|La nuit tombait. 4. Crépuscule}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 6. Il pleut|La nuit tombait. 6. Il pleut}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/La ritrosa|La ritrosa}} · {{Testo|Lontana}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/Minuetto lento|Minuetto lento}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Ninna-nanna}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Notti di maggio!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Ninna-nanna|Ninna-nanna}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/On dit!|On dit!}} ·{{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Perché dolce, caro bene}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Prima Neve}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 10/Rayon de Lune!..}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Risurrezione}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Talon Rouge}}· {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Torna Amore}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Tra il sì e il no}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Valse Enlaçante}}
==== Canti patriottici ====
· {{Testo|Canzone del Grappa (Spartito)}} · {{Testo|Daghela avanti un passo}} · {{Testo|La campana di San Giusto (brano musicale)|La campana di San Giusto}}
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==== Canzoni ====
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· {{Testo|'Till The End O' The World With You}}
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==== Canti popolari ====
{{smaller|· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A Roma le campane sona}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'omo xe un angelo}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La pesca dell'anello}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Per far i gnochi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Se m'â tocà soldato...}}}}
=== Articoli e saggi brevi ===
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{{Testo|Alcune note sul cinema nord americano 1939-46}} · {{Testo|Armi e scene della guerra dell'avvenire}} · {{Testo|Cani attori}} · {{Testo|Charlot (Curio Mortari)}} · {{Testo|Cinecittà}} · {{Testo|Cinema sperimentale}} · {{Testo|Come riorganizzo la cinematografia tedesca}} · {{Testo|Dalla sceneggiatura alla produzione}} · {{Testo|Date della cinematografia italiana delle origini (1895-1935)}} · {{Testo|Dramma e sonoro}} · {{Testo|Due manifesti sul sonoro 1928-1934}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Evoluzione del truccaggio}} · {{Testo|Fabbrica del volto|La fabbrica del volto}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Film storici}} ·
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=== Libri ===
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{{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/I Carabinieri genovesi a Calatafimi}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/Le guide dei Mille}} '''[*]''' · {{Testo|Francesco d'Assisi e il suo secolo}} · {{Testo|L'Antiteatro}} · {{Testo|Le novelle del Cinematografo}} · {{Testo|Pescatori d'Islanda}} · {{Testo|La scienza nuova - Volume I}} '''[*]''' · {{Testo|Cena de le ceneri}} '''[*]''' · {{Testo|Lo cunto de li cunti}} '''[*]''' · {{Testo|Il Canzoniere (Bandello)}} '''[*]''' · {{Testo|Sopra le vie del nuovo impero}} · {{Testo|Malombra}} · {{Testo|Idillii spezzati}} · {{Testo|La Cicceide legittima}} '''[*]''' · {{Testo|Come si possa diventare artisti cinematografici}} · {{Testo|La figlia di Lady Rose}} '''[*]''' · {{Testo|Guida allo studio della Lingua Italiana}} · {{Testo|Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire}}'''[***]'''
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=== Riviste ===
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{{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._1|Ars et Labor, 1906 n. 1}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._2|Ars et Labor, 1906 n. 2}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._3|Ars et Labor, 1906 n. 3}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._4|Ars et Labor, 1906 n. 4}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._5|Ars et Labor, 1906 n. 5}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._6|Ars et Labor, 1906 n. 6}}
}}
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<poem>{{x-smaller|'''[*]''' Contribuito significativamente}}
{{x-smaller|'''[**]''' Pubblicazione a puntate}}
{{x-smaller|'''[***]''' Rilettura}}</poem>
<hr>
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<hr >
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|300px|centro]]
== Laboratori ==
* [[Utente:Pic57/Laboratorio cinema|Cinema]]
* [[Utente:Pic57/Laboratorio musica|Musica]]
* [[Speciale:PagineIndice|Un po' di tutto]]
== Education ==
* [[Utente:Pic57/wikimediaeducation|Ho cominciato così]]
* [[Utente:Pic57/studenti|Pagina degli Studenti]]<br/>
* [[Utente:Pic57/studenti/biblioteca|Biblioteca Scolastica]]
<hr />
== Statistiche di Pic57==
* [https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Special%3ACentralAuth&target=Pic57 Global account information]
* [https://dewkin.toolforge.org/Pic57@itwikisource Deep Wiki Inspector su it.wikisource]
== Statistiche Wikisource ==
* [[Speciale:Statistiche| it.wikisource]]
** [[:na:Special:Statistics| na.wikisource]]
* [[:la:Special:Statistics| la.wikisource]]
* [[:fr:Special:Statistics| fr.wikisource]]
* [[:en:Special:Statistics| en.wikisource]]
{{Rule|4em}}
== [[Utente:Pic57/wikidiario|Wikidiario]] ==
== Vecchissima, ma pur sempre... Tesi ==
* [[Trasformazioni_industriali_e_trasformazioni_linguistiche_nel_cinema_americano_del_dopoguerra|Trasformazioni industriali e trasformazioni linguistiche nel cinema americano del dopoguerra, 1981.]]
**[[Progetto: Tesi|Progetto Tesi]]
''Pagine linkabili e riferimenti''
** Discussione su [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Wikimedia_Italia_ti_d%C3%A0_una_mano,_o_anche_20k:_chiedi_un_finanziamento_veloce_fino_a_500_%E2%82%AC Progetto tesi]
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** [[w:Wikipedia:Lauree|Lauree su wikipedia]]
** [[w:Progetto:Coordinamento/Scuole|Coordinamento scuole]]
** [[Utente:Pic57/Piano_di_diffusione_del_Progetto_tesi|Piano di diffusione del Progetto Tesi]]
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Pic57
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<!--[[File:Wikimediaitaliatessera2017.jpg|thumb|Tessera socio wikimedia Italia 2017|right]]--><small><small>Registrato da {{Utente:IPork/da|year=2012|month=6|day=2}} (2 giugno 2012)<!--Che ore sono? Sono le {{LOCALTIME}} di {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}--> Oggi {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}, alle ore {{LOCALTIME}} wikisource italia ha '''{{NUMBEROFARTICLES}}''' pagine di contenuti...</small></small>
<!--== Wikimedia italia ==
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== Contributi ==
{{#Babel:it|en-2|la-3|grc-3|}}
{{Qualità|avz=25%|data=9 giugno 2012|arg=Da definire}}
=== Partiture trascritte ===
==== Arie ====
{{smaller|· {{Testo|Al mio pregar t'arrendi}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Amore_o_grillo|Amore o grillo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Aria|Aria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Aria di Colette|Aria di Colette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto I. Solo di Candia: Carne mia viva, ti tocco la fronte.|Carne mia viva, ti tocco la fronte.}} · {{Testo|E l'uccellino...}} · {{Testo|L'Opera_in_film/La_serva_padrona_di_G._B._Pergolesi._Intermezzo_primo._Partitura_con_note_per_sequenza_cinematografica|La serva padrona di G. B. Pergolesi. Intermezzo primo}} · {{Testo|Nel cor più non mi sento}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto III. Solo di Aligi: Rinverdisca per noi|Rinverdisca per noi}}
}}
==== Per pianoforte ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/A bocca dolce|A bocca dolce}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 12/Al Presepio|Al presepio}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 2/Automobile|Automobile}} {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N. 9/Ave Maria|Ave Maria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/Bambini in festa|Bambini in festa}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Barcarola|Barcarola}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/Barcarolle|Barcarolle}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Charmante coquette|Charmante coquette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Dansez marquise|Dansez marquise}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino}} · {{Testo|Il poveretto}} · {{Testo|Il poveretto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/In sogno!|In sogno}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Io la baciavo...|Io la baciavo...}} · {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 4. Crépuscule|La nuit tombait. 4. Crépuscule}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 6. Il pleut|La nuit tombait. 6. Il pleut}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/La ritrosa|La ritrosa}} · {{Testo|Lontana}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/Minuetto lento|Minuetto lento}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Ninna-nanna}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Notti di maggio!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Ninna-nanna|Ninna-nanna}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/On dit!|On dit!}} ·{{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Perché dolce, caro bene}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Prima Neve}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 10/Rayon de Lune!..}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Risurrezione}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Talon Rouge}}· {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Torna Amore}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Tra il sì e il no}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Valse Enlaçante}}
}}
==== Canti patriottici ====
{{smaller|· {{Testo|Canzone del Grappa (Spartito)}} · {{Testo|Daghela avanti un passo}} · {{Testo|La campana di San Giusto (brano musicale)|La campana di San Giusto}}
}}
==== Canzoni ====
{{smaller|
· {{Testo|'Till The End O' The World With You}}
}}
==== Canti popolari ====
{{smaller|· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A Roma le campane sona}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'omo xe un angelo}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La pesca dell'anello}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Per far i gnochi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Se m'â tocà soldato...}}
}}
=== Articoli e saggi brevi ===
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{{Testo|Alcune note sul cinema nord americano 1939-46}} · {{Testo|Armi e scene della guerra dell'avvenire}} · {{Testo|Cani attori}} · {{Testo|Charlot (Curio Mortari)}} · {{Testo|Cinecittà}} · {{Testo|Cinema sperimentale}} · {{Testo|Come riorganizzo la cinematografia tedesca}} · {{Testo|Dalla sceneggiatura alla produzione}} · {{Testo|Date della cinematografia italiana delle origini (1895-1935)}} · {{Testo|Dramma e sonoro}} · {{Testo|Due manifesti sul sonoro 1928-1934}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Evoluzione del truccaggio}} · {{Testo|Fabbrica del volto|La fabbrica del volto}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Film storici}} ·
{{Testo|Fregoli pioniere del muto e precursore del sonoro}} · {{Testo|Gli attori che ho diretto in America}} · {{Testo|I popoli africani dinanzi allo schermo}} · {{Testo|I ragazzi eroi del film}} · {{Testo|Il cinema arte }} · {{Testo|Il cinema quando non esisteva}} · {{Testo|Il cinematografo non esiste}} · {{Testo|Il film sonoro }} · {{Testo|Il ritorno di Francesca Bertini}} · {{Testo|Il teatro è un'altra cosa}} · {{Testo|In fondo, un affare}} · {{Testo|Inferiorità del cinema}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 2/“La Nave„ di Gabriele D'Annunzio}} · {{Testo|L'Opera in film}} · {{Testo|La cinematografia futurista}} · {{Testo|La fucina della cinematografia italiana}} · {{Testo|La musica e il film}} · {{Testo|La segretaria invisibile}} · {{Testo|Manualetto del cinedilettante}} '''[**]''' · {{Testo|Melchiorre Dèlfico}} '''[**]''' ·{{Testo|Nella storia del cinema un rigo per Gertrude Stein}} · {{Testo|Nita Naldi}} · {{Testo|Note sul neo-realismo}} · {{Testo|Organizzazione della produzione}} · {{Testo|Per la storia...}} · {{Testo|Prassi del dialogo cinematografico}} · {{Testo|Realtà o verità?}} · {{Testo|Ricetta per scrivere commedie}} · {{Testo|Rod La Rocque}} · {{Testo|Un grande film del 1918}} · {{Testo|Un superfilm del 1902 }} · {{Testo|Un veliero bianco}}
}}
=== Libri ===
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{{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/I Carabinieri genovesi a Calatafimi}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/Le guide dei Mille}} '''[*]''' · {{Testo|Francesco d'Assisi e il suo secolo}} · {{Testo|L'Antiteatro}} · {{Testo|Le novelle del Cinematografo}} · {{Testo|Pescatori d'Islanda}} · {{Testo|La scienza nuova - Volume I}} '''[*]''' · {{Testo|Cena de le ceneri}} '''[*]''' · {{Testo|Lo cunto de li cunti}} '''[*]''' · {{Testo|Il Canzoniere (Bandello)}} '''[*]''' · {{Testo|Sopra le vie del nuovo impero}} · {{Testo|Malombra}} · {{Testo|Idillii spezzati}} · {{Testo|La Cicceide legittima}} '''[*]''' · {{Testo|Come si possa diventare artisti cinematografici}} · {{Testo|La figlia di Lady Rose}} '''[*]''' · {{Testo|Guida allo studio della Lingua Italiana}} · {{Testo|Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire}}'''[***]'''
}}
=== Riviste ===
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{{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._1|Ars et Labor, 1906 n. 1}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._2|Ars et Labor, 1906 n. 2}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._3|Ars et Labor, 1906 n. 3}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._4|Ars et Labor, 1906 n. 4}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._5|Ars et Labor, 1906 n. 5}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._6|Ars et Labor, 1906 n. 6}}
}}
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<poem>{{x-smaller|'''[*]''' Contribuito significativamente}}
{{x-smaller|'''[**]''' Pubblicazione a puntate}}
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<hr >
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|300px|centro]]
== Laboratori ==
* [[Utente:Pic57/Laboratorio cinema|Cinema]]
* [[Utente:Pic57/Laboratorio musica|Musica]]
* [[Speciale:PagineIndice|Un po' di tutto]]
== Education ==
* [[Utente:Pic57/wikimediaeducation|Ho cominciato così]]
* [[Utente:Pic57/studenti|Pagina degli Studenti]]<br/>
* [[Utente:Pic57/studenti/biblioteca|Biblioteca Scolastica]]
<hr />
== Statistiche di Pic57==
* [https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Special%3ACentralAuth&target=Pic57 Global account information]
* [https://dewkin.toolforge.org/Pic57@itwikisource Deep Wiki Inspector su it.wikisource]
== Statistiche Wikisource ==
* [[Speciale:Statistiche| it.wikisource]]
** [[:na:Special:Statistics| na.wikisource]]
* [[:la:Special:Statistics| la.wikisource]]
* [[:fr:Special:Statistics| fr.wikisource]]
* [[:en:Special:Statistics| en.wikisource]]
{{Rule|4em}}
== [[Utente:Pic57/wikidiario|Wikidiario]] ==
== Vecchissima, ma pur sempre... Tesi ==
* [[Trasformazioni_industriali_e_trasformazioni_linguistiche_nel_cinema_americano_del_dopoguerra|Trasformazioni industriali e trasformazioni linguistiche nel cinema americano del dopoguerra, 1981.]]
**[[Progetto: Tesi|Progetto Tesi]]
''Pagine linkabili e riferimenti''
** Discussione su [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Wikimedia_Italia_ti_d%C3%A0_una_mano,_o_anche_20k:_chiedi_un_finanziamento_veloce_fino_a_500_%E2%82%AC Progetto tesi]
** [[w:Wikipedia:Bar/Wikipedia_e_tesi_di_laurea|Wikipedia e tesi di laurea]]
** [[w:Wikipedia:Lauree|Lauree su wikipedia]]
** [[w:Progetto:Coordinamento/Scuole|Coordinamento scuole]]
** [[Utente:Pic57/Piano_di_diffusione_del_Progetto_tesi|Piano di diffusione del Progetto Tesi]]
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Laude (1910)/Lessico
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== Indice ==
* {{Testo|/A|A}}
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||''LESSICO''|{{smaller|311}}|riga}}</noinclude><section begin="1" />{{Colonna}}{{Nop}}
''uoratura''{{spazi|3}} ‘lupo en ''u''.’ che divora 48, 30; v. n. 99η.
''uuce''{{spazi|3}} voce 51, 43; 89, 28; v. n. 11.
''uulnerare''{{spazi|3}} ferire: ''uulneranno'' 8, 10; v. n. 65; ''uulnerato'' 65, 34; 81, 7; 82, 17, ''-e'' 60, 37.
''uuto''{{spazi|3}} avuto 60, 13; v. ''avere''.<section end="1" />
<section begin="2" />''Ybernia''{{spazi|3}} 59, 7.
''ydioti''{{spazi|3}} indotti, ignoranti 52, 12.
''ydolatrìa''{{spazi|3}} 52, 15.
''ydropesìa''{{spazi|3}} idropisìa 48, 3.
''Ypocràte''{{spazi|3}} Ippocrate 15, 23; cf. Parodi, La rima nella D. Comm. p. 107, n. 16.
''ypocresìa''{{spazi|3}} ipocri- 60, 25; ''ypocrisìa'' 29, 2; 77, 27.<section end="2" />
<section begin="3" />''zambra''{{spazi|3}} camera 65, 168;
{{AltraColonna}}v. n. 38 e cf. Arch. Glott. III, 372.
''zampagliato''{{spazi|3}} intricato, impedito nelle gambe 55, 15; cf. Flechia in Arch. Glott. III, 167 e, per alcuni riscontri, Arch. Glott. XII, 428 n.
''zanzauaglia''{{spazi|3}} combatte? 94, 6.
''zifra''{{spazi|3}} ‘staragioce per ''z''.’ non conterò nulla 43, 92; v. n. 53.
''zitello''{{spazi|3}} bambino 97, 56.
''zito''{{spazi|3}} fanciullo, vergine 37, 21; ''-a'' 37, 18; cf. ''çita'' fanciulla nel Ritmo volgare su S. Alessio.
''zizaglia''{{spazi|3}} zizzania 52, 25.
''zona''{{spazi|3}} fascia, cintura 35, 7.
''zona''{{spazi|3}} cinge 43, 432; v. n. 101.<section end="3" />
{{rule|6em}}<noinclude><references/></noinclude>
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<section begin="succ"/>Laude (1910)/Tavola delle abbreviazioni<section end="succ"/>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||''LESSICO''|{{smaller|309}}|riga}}</noinclude>{{Colonna}}{{Nop}}
''uenenose''{{spazi|3}} velenose 22, 38; v. n. 45.
''uenere''{{spazi|3}} venire 32, 12; v. n. 81.
''uenga''{{spazi|3}} vengano 25, 71; v. n. 83.
''uengnata''{{spazi|3}} vendicata 24, 86; v. n. 61.
''ueniare''{{spazi|3}} riposare 23, 23; v. nn. 23 e 25.
''uenino''{{spazi|3}} veleno 27, 7; v. nn. 2 e 45.
''uenta''{{spazi|3}} ‘la ''u''.’ la vittoria 62, 79; v. nn. 10 e 98.
''uentrata''{{spazi|3}} ventre 24, 41; cf. nn. 98 e 101.
''uer''{{spazi|3}} verso 26, 6; ''en uer'' 20, 2.
''uerba''{{spazi|3}} ‘le sue sanctissime ''u''.’ 46, 33.
''uergata''{{spazi|3}} diversità 2, 67; cf. Caix, Studj, 654.
''uergato''{{spazi|3}} abito di più colori 61, 70; 62, 77; 73, 29; 85, 44; cf. Caix, Studj, 654.
''uergognare''{{spazi|3}} vergognarsi: ''uergogni'' 47, 19; ''uergogna'' 47, 17; 76, 7; ''uergognan'', 47, 56; ‘col ''uergognare''’ con la vergogna 10, 29.
''uermigni''{{spazi|3}} vermigli 40, 44; v. n. 24 e cf. Canello in Arch. Glott. III, 311 e d’Ovidio, ibid. XIII, 426.
''Verna''{{spazi|3}} ‘la ''V''.’ 61, 35; 63, 1.
''uernato''{{spazi|3}} inverno 3, 68.
''uero''{{spazi|3}} veramente 72, 19.
''uerràne''{{spazi|3}} verrà 43, 155; 96, 5; v. n. 59.
''uertà''{{spazi|3}} verità 91, 8; v. n. 61.
''uescouata''{{spazi|3}} vescovado 55, 37.
''uespertino''{{spazi|3}} all’ora del vespro 28, 11.
''uessica''{{spazi|3}} vescica 55, 67; v. n. 41.
''uestaro''{{spazi|3}} 43, 230. {{spazi|5}}Il Bonaccorsi:
{{AltraColonna}}‘cioè loco doue si seruano ueste & altre cose de precio’; v. n. 99α.
''uestigia''{{spazi|3}} traccia 13, 5.
''uestute''{{spazi|3}} vestite 60, 36; v. n. 96.
''uetare''{{spazi|3}} vietare: ''uètame'' 38, 47; ''uètate'' 3, 28; ''uèto'' vietato 43, 134; v. nn. 3 e 96.
''uexation''{{spazi|3}} ‘le ''u''.’ i tormenti 48, 33.
''uexello''{{spazi|3}} vessillo 61, 2; v. n. 10.
''uezato''{{spazi|3}} ‘mal ''u''.’ male avvezzo 7, 13.
''uia''{{spazi|3}} ‘longa ''u''. assai m’è paruto andare’ m’è parso aver fatto lungo viaggio 28, 9.
''uicena''{{spazi|3}} vicina 8, 65; v. n. 8.
''uicinanza''{{spazi|3}} compagnia 12, 41.
''uicinata''{{spazi|3}} compagnìa 16, 39; cf. n. 98.
''uicque''{{spazi|3}} vinse 52, 22; v. n. 91 e cf. ''uicque'' e ''vicquo'' vinse e vinto nel Liber Yistoriarum in Crest. 128, 284-6, ''vicque'', ''vicquese'', ''vicquero'' e ''viccoro'' in Buccio di Ranallo.
''uictore''{{spazi|3}} vincitore 91, 68 e 158; ''vittore'' anche in Buccio di Ranallo.
''uiduitate''{{spazi|3}} privazione 43, 187.
''uigorando''{{spazi|3}} acquistando vigore 94, 8; v. n. 101.
''uilanza''{{spazi|3}} avvilimento 9, 18; viltà 75, 9; ‘tenuto m’à en ''u''.’ mi ha tenuto a vile 21, 46; umiltà 42, 7 e 12; v. n. 99α.
''uilare''{{spazi|3}} avvilire e umiliarsi 39, 55; 87, 27; 92, 21; 95, 54; ''uilar'' 39, 56; ''uilato'' 87, 26; v. n. 101.
''uileza''{{spazi|3}} di contro a ''gentileza'' 72, 11; v. n. 99δ.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|{{smaller|310}}|''LESSICO''||riga}}</noinclude>{{Colonna}}{{Nop}}
''uiliata''{{spazi|3}} avvilita 88, 70.
''uilisco''{{spazi|3}} ho a vile 92, 22.
''uilitate''{{spazi|3}} viltà 34, 20.
''uina''{{spazi|3}} vini 24, 119; v. n. 71.
''uirginia''{{spazi|3}} vergine 2, 38; cf. Nannucci, Nomi, p. 729.
''uirgo''{{spazi|3}} ‘Giesse ''u''.’ vergine di Iesse 100, 16.
''uisagio''{{spazi|3}} sguardo 21, 54; cf. Parodi, La rima nella D. Comm. p. 135, n. 42.
''uisco''{{spazi|3}} vischio 6, 8.
''uisione''{{spazi|3}} contemplazione 21, 59.
''uiso''{{spazi|3}} la vista 6, 5; 7, 3; 82, 4 e 6; 88, 28; sguardo 8, 4; aspetto 36, 2; visione 21, 57.
''uiso''{{spazi|3}} veduto 64, 7; 91, 4.
''uisso''{{spazi|3}} vissuto 20, 24; 51, 61; 96, 64; ''-a'' 49, 4; v. n. 96 e cf. ''vesso'' nella Lauda Eugubina in Crest. 467, 156, ''viso'' nella Vita del b. Jacopone 27, 18, ''visso'' nel Petrarca, Giannuzzi-Savelli p. 110.
''uitia''{{spazi|3}} ‘le ''u''.’ i vizj 14, 51; 39, 38; 60, 36 e 38; ‘''u''. reprobata’ 51, 50; v. n. 71.
''uiuacce''{{spazi|3}} presti, pronti 25, 73; v. n. 70 e cf. ''viazo'' agile destro, ''viazamente'' nel Libro d. Tre Scritture e, per altri riscontri, il Nannucci, Nomi p. 119 e il Parodi, Arch Glott. XV. 81.
''uiuaceza''{{spazi|3}} prestezza, prontezza 43, 202 e 218; v. n. 99γ.
''uiuamo''{{spazi|3}} viviamo, cong. 47, 48; v. n. 92.
''uiuanna''{{spazi|3}} vivanda 78, 10; v. n. 65.
''uiuesce''{{spazi|3}} vive 101, 173; v. n. 10.
{{AltraColonna}}''uiuitare''{{spazi|3}} ‘en mio ''u''.’ durante tutta la mia vita 27, 54; il Tresatti: ‘prende il frequentativo in luogo del primitivo’.
''uocare''{{spazi|3}} ‘luxuria è suo ''u''.’ si chiama l. 69, 98; ''uocaua'' 2, 54; ''uocato'' 100, 6; ''-a'' 2, 55.
''uoce''{{spazi|3}} ‘gli dài la ''u''.’ lo approvi 31, 12.
''uoitare''{{spazi|3}} vuotare 24, 122; ''uoitata'' 24, 80; v. n. 22 e cf. ''a voito'' nel {{AutoreCitato|Francesco Petrarca|Petrarca}}, Giannuzzi-Savelli, p. 106, e ''vóite'', ''vóidde'' in Finamore.
''uol''{{spazi|3}} vogliono 69, 1; v. ''uolere''.
''uolentire''{{spazi|3}} volentieri 67, 26; v. nn. 21 e 56.
''uolere'': ''uo'' uoglio, ''uoli'', ''uole'', ''uuoli'' vuoi, ''uol'', ''uuol''; ''uolem'' vogliamo, ''uono'' e ''uol'' vogliono, nn. 82 e 88; ''uogli'' tu voglia, n. 83; ''uolea'' volevano, n. 84; ''uolesse'' e ''uolisse'' io volessi, n. 85; ''uolse'', ''uolsi'' e ''uols'' volli, ''uolse'' e ''uuolse'' volle, ''uolsete'' ti volle, ''uolser'' vollero e ''uolserme'' mi vollero, nn. 86 e 91.
''uolontire''{{spazi|3}} volentieri 42, 48; v. nn. 21 e 56.
''uolta''{{spazi|3}} ‘a questa ''u''.’ per questa volta 47, 93 e cf. Parodi, La rima nella D. Comm. p. 133, n. 37 a.
''uoltura''? 14, 56; v. n. 99η.
''uoluntere''{{spazi|3}} volentieri 1, 19; v. n. 21.
''uon''{{spazi|3}} vanno 18, 16; 26, 50; 32, 3; v. n. 88.
''uono''{{spazi|3}} vogliono 24, 128; {{ec|v|v.}} ''uolere''.
''uorato''{{spazi|3}} divorato 25, 30.<noinclude><references/></noinclude>
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Laude (1910)/Lessico/V
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{{Indentatura}}
Arch. Glott. = Archivio Glottologico Italiano diretto da G. I. Ascoli, voll. I-XV, Torino, 1873-’99; continuato da C. Salvioni, vol. XVI, Torino 1902.
Bianchi = Storia della preposizione {{Sc|a}}. Firenze, 1877.
Bianchi, Il dial. di Città di Castello = Il dialetto e la etnografia di Città di Castello. S. Lapi, Città di Castello, 1888.
Bonaccorsi = Tavola terza de la maggior parte de laude, doue si notano alcuni errori di scriptura, passati per inaduertentia etc.; li uocaboli etiam antichi & Todini si dichiarano &c. Nella edizione dei Cantici del b. Jacopone curata in Firenze nel 1490 da Francesco Bonaccorsi.
Bonvesin, Libro d. Tre Scritture = V. De Bartholomaeis, Il Libro delle Tre Scritture e il Volgare delle Vanità di Bonvesin da Riva. Roma, presso la Soc. fil. romana, 1901.
Buccio di Ranallo = Cronaca Aquilana rimata di Buccio di Ranallo di Popplito di Aquila, a cura di V. De Bartholomaeis, nelle Fonti per la storia d’Italia pubblicate dall’Ist. Stor. Italiano. Roma, 1907.
Caix, Studj = N. Caix, Studj di etimologia italiana e romanza. Firenze, 1878.
Carte todine = Spogli di carte notarili todine del secolo XIII (glossarietto favoritomi dal prof. A. Tenneroni).
Crest. = E. Monaci, Crestomazia italiana dei primi secoli. S. Lapi, Città di Castello, fasc. I 1889, fasc. II 1897.
{{AutoreCitato|Giovanni Crocioni|Crocioni}}, Dialetto d’Arcevia = D.<sup>r</sup> G. Crocioni, Il dialetto d’Arcevia (Ancona). Roma, E. Loescher & C., 1906.
Finamore = G. Finamore, Vocabolario dell’uso abruzzese. Città di Castello, Lapi, 1893.
Giannuzzi-Savelli = F. Giannuzzi-Savelli, Arcaismi nelle rime del Petrarca in Studj di filol. romanza, VIII, p. 89 sgg.
Giorn. di fil. rom. = Giornale di filologia romanza. Roma, Loescher, 1878-83.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|{{smaller|314}}|''ABBREVIAZIONI''||riga}}
{{ Indentatura}}</noinclude>{{nop}}
Jeanjaquet, Recherches = V. Jeanjaquet, Recherches sur l’origine de la conjonction «que» et des formes romanes équivalentes. Neuchâtel, 1894.
Körting = G. Körting, Lateinisch-Romaniches Wörterbuch. Paderbon, 1907.
Laud. Orvietano = Sacre rappresentazioni e laude Orvietane del secolo XV contenute nel cod. Vitt. Em. 528 (trascrizione favoritami dal d.<sup>r</sup> Diomede Toni).
Laudi dei disc. di Siena = Rondoni, Laudi drammatiche dei disciplinati di Siena, nel Giorn. storico della lett. ital. II, 273-302.
Libro de varie romanze volgare = Fr. Egidi, Il libro de varie romanze volgare, cod. Vat. 3793. Roma, presso la Società fil. romana, 1906.
Misc. Ascoli = Miscellanea linguistica in onore di Graziadio Ascoli. Torino, E. Loescher, 1901.
Modio = Tavola delle voci più oscure che sonno nei cantici del beato Jacopone. Nella ediz. Jacoponica di Roma, Salviano, 1558.
Nannucci, Nomi = V. Nannucci, Teorica dei nomi della lingua italiana. Firenze, 1858.
Neumann, Beihefte z. Z. f. rom. Ph. n.° 11 = D.<sup>r</sup> A. Neumann-Ritter von Spallart, Weitere Beiträge zur Charakteristik des Dialektes der Marche nelle Beihefte zur Zeitschrift für rom. Phil. del Gröber, n.° 11, Halle a. S. 1907.
Papanti = G. Papanti, I parlari italiani in Certaldo. Livorno, Fr. Vigo, 1875.
Parodi, La rima nella D. Comm. = E. G. Parodi, La rima e i vocaboli in rima nella Divina Commedia, nel Bullettino della Società Dantesca Italiana, N. S. Firenze, marzo-giugno 1896, vol. III, fasc. 6°-9°.
Pèrcopo, Laudi e devoz. Aquilane = E. Pèrcopo, Laudi e devozioni della città di Aquila, lessico e capoversi nel Giorn. stor. della lett. ital., vol. XX (1892), p. 379 sgg.
Pieri, Dial. Aretino = S. Pieri, Note sul dialetto Aretino. Pisa, T. Nistri e C., 1886.
Ritmo volgare su S. Alessio = E. Monaci, Antichissimo ritmo volgare sulla leggenda di sant’Alessio, nei Rendiconti della Reale Accademia dei Lincei, Seduta del 21 aprile 1907.
Riv. di fil. rom. = Rivista di filologia romanza. Imola, 1872-’76.
Röhrsheim = L. Röhrsheim, Die Sprache des Fra Guittone von Arezzo, nelle Beihefte zur Zeitschrift für rom. Phil., n.° 15.
Salvioni, Pianto delle Marie = C. Salvioni, Il pianto delle<noinclude></noinclude>
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Laude (1910)/Tavola delle abbreviazioni
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<noinclude><pagequality level="4" user="Mimidellaboheme" />{{RigaIntestazione|{{sc|x}}||}}</noinclude>ricerche, che quella dell’uso non è; nè altra maggiore può trovarsene se non quest’una, la natura stessa della voce, non soggetta mai a nessuno de’ tanti cambiamenti, dai quali sono perpetuamente agitati i suoi significati usuali. Presi adunque la via, che m’additavano gli Adelung, i Johnson, i Roubaud, ed entrai coraggiosamente ne’ labirinti delle etimologie, unico modo di procedere con sicurezza nell’inchiesta del valor intrinseco delle voci. E qui mi fu forza aprirmi una via non ancor tentata in Italia, onde ridurre a certezza storica quelle origini, che vennero finora travisate o da bizzarre conghietture, o da ingegnose finzioni. Il porre per altro in piena luce il metodo di queste derivazioni, e l’avvalorarne la sincerità cogli ajuti, e colle discipline della storia e dell’arte critica è opera, che non poteva trovar luogo in questo saggio, nel quale si toccano per sommi capi le cose, ma che s’appartiene tutta intiera alla ''Storia della lingua'', che ancor manca all’Italia, e che non dispero di condurre quando che sia a buon termine, se i tempi vorranno con più liberalità consentirmelo.
Basti per ora, che le etimologie da me indicate
nel corso di questo saggio si appoggino<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Mimidellaboheme" />{{RigaIntestazione|||{{sc|xi}}}}</noinclude>ai più sicuri canoni dell’arte, e che non ve n’abbia una sola, che non sia dal consenso dei più dotti filologi convalidata: esse sono, come quelle del Pougens e dell’Adelung, tutte isteriche, che è quanto dire che si possono colla storia della nazione rischiarare, riscontrando in essa i grandi mutamenti al favore de’ quali i nuovi vocaboli entrarono nella favella, il tempo nel quale avvennero questi gravissimi casi, le novelle usanze dalle quali essi vocaboli originarono, e la gente infine, che le portò. E chi non sa, che la storia delle parole è pur quella de’ fatti, de’ costumi, e della civiltà d’una nazione? E chi non sente nelle macchie fatte alla lingua d’un popolo l’insolenza del vincitore, e la vergogna del vinto?
Dalla ragionata dichiarazione delle origini dedussi con facilità la retta definizione delle voci, l’ordine naturale de’ varii loro significati, e finalmente le esatte differenze de’ vocaboli affini. Con queste certezze presi poscia a discorrere gli scrittori del trecento, citati da due secoli in qua come irrefragabili autorità dell’uffizio, e del valor delle parole, ed accortomi, che molti fra essi digiuni affatto d’ogni filosofia, anzi grossolanamente idioti stravolgevano le vere e naturali<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Mimidellaboheme" />{{RigaIntestazione|4||}}</noinclude>
e dove sembra che più se gli accosti, viene ancor differenziato dalla necessità d’esser contrapposto a ''chiedere'' o a ''domandare'', e dall’indole del suo uffizio, che è quello di esprimere un consenso, col quale due cose differenti vengono ad essere conguagliate, mentre che ''concedere'' esprimendo pur esso un consenso, non pareggia in nulla chi lo da a chi lo domanda.
Bella proprietà e grande ricchezza ad una lingua è l’avere altrettanti vocaboli quante sono le varie idee o concomitanti o accessorie, dalle quali vien sempre accompagnata la principale, ossia la caratteristica, e gran segno di povertà è il rimanersi allo schietto necessario de’ vocaboli che esprimono una generalità. Per questo rispetto io porto opinione, che la lingua nostra avanzerebbe d’assai le lingue romane sorelle, ove ella potesse vantaggiarsi di tutte le sue ricchezze, e non fosse perpetuo zimbello ora dei moderni corruttori, che le buttano in volto il fango straniero, ora de’ pedanti, che la stringono e la martoriano entro le fasce della sua prima età, contendendole il crescere, e vietandole d’ampliarsi col secolo, e colla filosofia. E per tornare alla ricchezza relativa della lingua nostra, vedi, o lettore, di quanti bei modi essa<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|10||}}</noinclude>{{nop}}
Venendo al figurato la differenza si fa più viva, poichè ''altiero'' è colui che sente altamente di se, ''superbo'' è quegli, che per troppo sentire di se vuol esser sopra gli altri; l’''altiero'' s’apparta dal volgo, il ''superbo'' ne va in cerca per offenderlo; ''altiero'' è quasi sempre preso in senso onesto, ''superbo'' non mai. {{AutoreCitato|Dante Alighieri|Dante}} scontrandosi nel purgatorio col buon Sordello esclama:
<poem>«..... oh anima Lombarda
Come ti stavi ''altiera'' e disdegnosa,
E nel mover degli occhi onesta e tarda.»</poem>
Ed in altro luogo parlando della squadra degli angeli ribelli la chiama ''superbo strupo'', cioè schiera<ref>È questo il solo e vero significato della voce Dantesca ''strupo'', intorno al quale errarono da cinque secoli in quà tutti i commentatori dell’altissimo poeta (vrd. i commenti al canto 7.0 dell’Inferno dal {{AutoreCitato|Francesco di Bartolo|Buti}} al Biagioli). ''Strupo'' vale quantità di gente, e nel verso di Dante truppa d’angeli, dal latino-barbaro ''stropus'', che sonava gregge di pecore, e per traslato naturalissimo moltitudine di persone, stormo, truppa di gente (vedi il supplimento del Carpentier al glossario del Du-Freane alla voce ''stropus''). La radice è nell’antico teutonico ''Troppe'', ''trop'', ed in alcuni di que’ dialetti ''strop'', che s’interpretano ''grex'', ''certus ovium numerus'': (vedi Schilter in ''Troppe''), onde il ''troupeau'', e la ''troupe'' dei francesi, e la ''truppa'' degli italiani. È degno d’osservazione, che la voce ''strup'' è ancor viva nel dialetto piemontese per gregge, o grosso branco di pecore, cioè nel puro significato degli antichi idiomi teutonici.</ref> di spiriti, che peccarono di ''superbia''<noinclude>
{{PieDiPagina|||riga=si}}
<references/></noinclude>
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Indice:Porta - Poesie milanesi.djvu
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|Autore=Carlo Porta
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|Sottotitolo=Edizione fatta sotto gli auspicî della "Società del Giardino" per commemorare nel centenario della morte il poeta, che ne fu socio
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<noinclude><pagequality level="4" user="Mimidellaboheme" />{{RigaIntestazione|26||}}</noinclude>dalla ferocia; quindi è che si applica indistintamente agli uomini, ed alle belve, e parlando di queste l’addiettivo ''bravo'' è contrario di domato.
Il ''coraggio'' è vigore, elevazione, grandezza d’animo a fare e sopportar cose gravi, ed è manifestazione generosa del cuore nell’incontrare qualunque pericolo.
Il ''valore'' preso nel suo più ampio significato è merito e prezzo d' ogni cosa, cioè tutto quello ch'ella vale, ma considerato come dote dell’uomo è virtù dell’anima, che fa l’uomo eccellente in ogni gran cosa ch’egli imprenda.
La ''bravura'' è come un istinto, e però è qualità meno ragguardevole di ''coraggio'', al quale va sempre congiunta la prudenza; la ''bravura'' può essere momentanea, il ''coraggio'' non abbandona mai la compagnia de’ generosi; diresti che la ''bravura'' vien dal sangue, ed il ''coraggio'' dall’anima educata ad alte cose; la ''bravura'' è cieca e senza consiglio, non vede o non sente il pericolo che affronta, il ''coraggio'' risplende nel farsi incontro al pericolo conoscendolo; la ''bravura'' spinge a certa morte un granatiere, che corre a testa bassa sulle baionette nemiche, ma un generale di provato ''coraggio'' è sereno in mezzo alla tempesta delle batterie, misura<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Spinoza - L'Etica - Paravia, 1928.pdf/41
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<noinclude><pagequality level="4" user="Yuri Gallo" />{{RigaIntestazione||— 25 —|}}</noinclude>che esiste per un’eterna necessità della sua natura. E quindi in Dio non vi è ragione di distinguere l’essenza dall’esistenza (prop. 20).
{{smaller block|{{Sc|Prop}}. 19. Dio, cioè tutti i suoi attributi sono eterni.
{{Sc|Prop}}. 20. L’esistenza e l’essenza di Dio sono una sola e medesima cosa.}}
Un essere particolare e limitato, pensato isolatamente non implica per nulla la necessità della sua esistenza attuale e concreta: esso, per il fatto stesso che è limitato, soggiace all’azione di cause esteriori limitanti, dalle quali dipendono il suo esistere e il suo non esistere nel tempo. Si crea così, nel rispetto di tutti gli esseri limitati, una specie di dissidio, di dualità fra l’essenza e l’esistenza. L’essenza di ogni cosa, anche limitata, è un principio eterno, un modo infinito ed eterno, che, come tale, partecipa della stessa eternità divina dalla quale non può essere scisso. Ma non perciò essa è sempre presente nel tempo, nel mondo della nostra esperienza, dove (per difetto della nostra esperienza, che è sempre un conoscere mutilo e confuso) ora appare come presente, esistente, ora come non esistente, come esistente solo potenzialmente nelle sue cause. Quindi è possibile, per le cose limitate, una conoscenza, anche vera, delle loro essenze, che è una semplice conoscenza astratta, senza alcuna corrispondenza nella realtà esistente. Come, per es., quando io penso «Alessandro Magno»: rappresentazione vera, ma che non ha il suo corrispondente oggetto nel mondo del l’esistenza attuale. Invece, per il concetto della sostanza, questa dualità non è possibile. Sarebbe una contraddizione logica, si è veduto, pensare la sostanza come un’astrazione del nostro pensiero: essa è anzi sempre presente, perchè in tutto ciò che è presente ed esiste, solo la sostanza esiste. Perciò non vi è, in vero senso, esistenza per la sostanza, ma perennità sempre uguale: la sua esistenza è l’eternità, è la sua essenza sempre uguale ed eternamente presente.<noinclude></noinclude>
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{{Rule|v=2|4em}}
I. {{CapoletteraVar|I}}L tempo irreparabilmente passando con sempre vigoroso discorrimento, porta, sconvolge e trascina seco, vincitore d’ogni indugio ed ostacolo, dal nascer loro tutte le cose, e mette in obblio, senza distinzione, così le meno come le più meritevoli di memoria, sospingendole in mortifero gorgo a sommersione; e con volubile ed inconstante varianza (giusta la tragedia<ref>Sofocle - Aiace flag.</ref>) ora dalle tenebre sviluppa le ignote, ed ora avviluppavi le sapute da prima. Se non che la istoria, qual mole d'insuperabile fortezza, li contrasta, non dirò già arrestandone il precipitoso corso, ma certamente impedendo che molte delle geste avvenute in esso<noinclude>{{rule|6em}}
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Canti (1835)
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{{Conteggio pagine|[[Speciale:Statistiche]]}}<!-- Area dati: non modificare da qui: --><onlyinclude><div style="display:none"><section begin="Nome e cognome dell'autore"/>Giacomo Leopardi<section end="Nome e cognome dell'autore"/>
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| Nome e cognome dell'autore = Giacomo Leopardi
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==Indice==
* {{testo|/Avvertenza}}
* {{testo|/Notizia}}
*I. {{testo|/All'Italia}}
*II. {{testo|/Sopra il monumento di Dante}}
*III. {{testo|/Ad Angelo Mai}}
*IV. {{testo|/Nelle nozze della sorella Paolina}}
*V. {{testo|/A un vincitore nel pallone}}
*VI. {{testo|/Bruto minore}}
*VII. {{testo|/Alla primavera}}
*VIII. {{testo|/Inno ai Patriarchi}}
*IX. {{testo|/Ultimo canto di Saffo}}
*X. {{testo|/Il primo amore}}
*XI. {{testo|/Il passero solitario}}
*XII. {{testo|/L'infinito}}
*XIII. {{testo|/La sera del dì di festa}}
*XIV. {{testo|/Alla luna}}
*XV. {{testo|/Il sogno}}
*XVI. {{testo|/La vita solitaria}}
*XVII. {{testo|/Consalvo}}
*XVIII. {{testo|/Alla sua donna}}
*XIX. {{testo|/Al conte Carlo Pepoli}}
*XX. {{testo|/Il risorgimento}}
*XXI. {{testo|/A Silvia}}
*XXII. {{testo|/Le ricordanze}}
*XXIII. {{testo|/Canto notturno di un pastore errante dell'Asia}}
*XXIV. {{testo|/La quiete dopo la tempesta}}
*XXV. {{testo|/Il sabato del villaggio}}
*XXVI. {{testo|/Il pensiero dominante}}
*XXVII. {{testo|/Amore e morte}}
*XXVIII. {{testo|/A se stesso}}
*XXIX. {{testo|/Aspasia}}
*XXX. {{testo|/Sopra un basso rilievo antico sepolcrale}}
*XXXI. {{testo|/Sopra il ritratto di una bella donna}}
*XXXII. {{testo|/Palinodia al marchese Gino Capponi}}
*XXXIII. {{testo|/Imitazione}}
*XXXIV. {{testo|/Scherzo}}
*XXXV. {{testo|/Odi, Melisso}}
*XXXVI. {{testo|/Io qui vagando}}
*XXXVII. {{testo|/Spento il diurno raggio}}
*XXXVIII. {{testo|/Dal greco di Simonide}}
*XXXIX. {{testo|/Dello stesso}}
* {{testo|/Note}}
{{AltraEdizione|Opera:Canti (Leopardi)|Pagina Opera}}
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Ad un tratto parve che prendesse il suo partito. Nuotò velocemente verso l'isolotto e comparve a dieci soli metri dai cacciatori, i quali erano balzati precipitosamente in piedi colle armi in pugno.
– Fuoco Antao! – gridò Alfredo.
Il suo compagno, quantunque si sentisse invadere da un vivo tremito, nel trovarsi dinanzi a quell'animalaccio che pareva si preparasse a tagliarlo in due con un solo colpo delle sue enormi mascelle, fece rapidamente fuoco, ma gli mancò il tempo di constatare gli effetti della sua palla.
Con uno slancio di cui non si sarebbe mai creduto capace un animalaccio così pesante, l'ippopotamo si era scagliato su di lui, urtandolo così violentemente da farlo cadere a gambe levate.
Già l'enorme bocca si apriva sul disgraziato portoghese, quando si udì echeggiare una seconda detonazione.
Alfredo, che aveva risparmiata la sua palla, aveva scaricata la sua carabina nell'orecchio destro del mostro, il quale stramazzò al suolo fulminato.
– Per tutti i diavoli!... – esclamò il portoghese, che si era affrettato ad alzarsi. – Un istante di ritardo e mi tagliava in due meglio d'un pesce-cane.
– Sei ferito? – gli chiese premurosamente il cacciatore.
– No, sono solamente imbrattato del sangue dell'ippopotamo, ma per tutti i diavoli, credo di aver un certo tremito nelle membra... Grazie, Alfredo, del tuo pronto intervento che mi ha salvata la vita.
– Bisogna essere prudenti con questi animali, amico mio ed evitare di trovarsi sul loro passaggio.
– Chi avrebbe creduto che simili masse fossero {{Ec|cosi|così}} leste?...
– Non lo sono in realtà, quando gl'ippopotami non sono irritati, ma quando sono feriti caricano con veemenza.
– Che corpaccio!... – esclamò il portoghese, che girava attorno all'enorme animale. – E soprattutto che bocca!... Brrr!... Mi viene freddo pensando che stavo per provare questi denti!...
– E che denti, Antao!... Guarda questi canini: pesano almeno dodici libbre ciascuno.
– Sono d'avorio?...
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– Sì, ma molto migliore di quello che dànno le zanne degli elefanti. È così duro, che l'urto delle scuri fa scattare delle vere scintille e conserva la sua bianchezza per sempre. Si adopera appunto per ciò nella fabbricazione dei denti artificiali.
– È buona la carne di questi animali?
– È deliziosa quanto quella del bue e soprattutto il grasso è molto pregiato, adoperandosi come burro.
– Allora qui vi è da nutrire una tribù intera di negri.
– Questo animale deve pesare almeno quattordici quintali; puoi quindi immaginarti quale montagna di carne si può trarne.
– Manderai i tuoi uomini a sezionarlo?
– Certamente, Antao, e domani ti farò assaggiare un piede di questo colosso, cucinato al forno come usano i negri di queste regioni e sarai contento di averlo mangiato.
– Ritorniamo?
– Non è prudente riattraversare la foresta di notte e poi spero di abbattere qualche altro ippopotamo. L'anno scorso alcuni negri avevano provato a dissodare delle terre ed a piantare delle granaglie su queste sponde e gli ippopotami si erano radunati in buon numero in questo tratto di fiume e vi sono rimasti.
– Forse che questi animali cercano la compagnia dei negri?
– Tutt'altro, Antao. Erano qui venuti per saccheggiare i campi e bastarono poche notti per distruggere i raccolti, obbligando i coltivatori ad andarsene altrove. Toh!... Odi?... Non m'ingannavo io. –
Verso l'alto corso del fiume si erano uditi dei muggiti prolungati e che parevano s'avvicinassero. Di certo parecchi ippopotami stavano trastullandosi a cinque o seicento metri dall'isolotto, prima di avventurarsi sotto i boschi in cerca di cibo.
– Che vengano qui? – chiese Antao.
– È probabile che scendano lungo le sponde del fiume, essendo necessaria una grande quantità di radici e di canne per quei grossi animali.
– Se si potesse farli venire presto!
– Se noi avessimo degli istrumenti musicali, non tarderebbero ad accorrere.
– Degli istrumenti musicali!... Scherzi, Alfredo?
– No, Antao. Ti sembrerà strano, ma questi animalacci sono sensibili alle dolcezze della musica. Il maggiore Denham ha<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|310|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>rileggendo quel biglietto buono e crudele, inesplicabile, come colei che lo aveva scritto. Il temperamento saldo di Andrea, dalle sorgenti ricche di vitalità, si era guastato, il sistema nervoso si era corrotto, i muscoli si erano ammalati di fiacchezza. Egli ricercava invano la forza dei suoi pugni, la solidità dei garretti che non piegavano: era diventato debole, come se le gambe non lo potessero sostenere. Questo stomaco, dalle cui meravigliose facoltà digestive dipendeva tutta l’armonia di quell’organismo, aveva perduto l’appetito. Egli era giunto a prendere i gusti di Lucia, i bicchieri d’acqua gelata, quelli appena coloriti di vino, le vivande stuzzicanti, i dolci: le costolette sanguinanti lo nauseavano, come nauseavano lei. Si sentiva infermo. Non sentiva in sè, e attorno a sè che un solo rimedio al suo morbo: Lucia. Ella sola poteva guarirlo, ridare ai suoi polsi fiacchi il vigore, fargli correre furioso e ricco il sangue per le vene, restituirgli quella serenità fisica che viene dall’equilibrio, ridonargli quella gaiezza esuberante, quella contentezza della vita che aveva perdute. Egli era infermo per la mancanza di Lei, per una privazione ingiusta: sentiva che al primo bacio, alla prima giornata d’amore, sarebbe rinato, bello, forte, caldo, sfidante la mala fortuna e il dolore. E, a questa visione, egli chiudeva gli occhi, come abbarbagliato dal sole.
— Lucia, Lucia! — andava ripetendo, pallido, coi capelli disordinati, la camicia aperta al collo, poichè respirava male: egli non pensava ad altro che all’appuntamento del domani e a quello che gli avrebbe<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|311|riga=si}}</noinclude>detto Lucia, e come lui l’avrebbe dissuasa dal dirgli addio. L’avrebbe dissuasa, n’era certo: perchè, senza Lucia, egli sarebbe morto e non voleva morire. Mille progetti stravaganti gli si affollavano nella fantasia. Sognava d’inginocchiarsi davanti a lei, di dirle tranquillamente: Sono venuto qui per essere ucciso da te. — Avrebbe portato una rivoltella e gliel’avrebbe offerta. Ella non lo poteva uccidere se lo amava. Sognava di non rispondere nulla ai suoi ragionamenti, se non continuamente: Ti amo, ti voglio. — Sognava di tacere sempre, ma di baciarla, di baciarla, di baciarla, sino alla stanchezza mortale delle labbra. Quando l’alba livida di novembre sorse, trovò Andrea con gli occhi ardenti che guardavano ancora le inafferrabili allucinazioni della sua fantasia, con la bocca riarsa. Egli uscì alle sette, per le vie di Napoli, sotto una pioggerella minuta minuta, lasciandosi bagnare. Alle otto era già in carrozza, passeggiando su e giù per Toledo, con le tendine abbassate, lungo disteso, il cappello sugli occhi, facendo suonare ogni cinque minuti il suo cronometro.
La pesante portiera di pelle imbottita, col paramano di ferro chiodato, ricadde dietro la signora, vestita di lutto profondo, di lana nera. Poca gente nella chiesa di Santa Chiara: è una navata sola, tutta allegra di dorature, di larghi finestroni, di pitture fresche e vivaci: un salone, piuttosto che una chiesa. Lucia prese l’acqua benedetta, si segnò profondamente rivolta all’altare maggiore, poi s’inginocchiò davanti all’altare del-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|312|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>l’Eterno Padre, miracoloso altare, circondato di ''ex-voto'' di cera, di argento, in quadretti rossi e turchini. Essa, genuflessa sullo scalino di marmo, appoggiata la fronte alla balaustra di marmo, parlava mentalmente all’Eterno Padre, dicendogli che se egli aveva voluto così, poiché il destino era quello, poiché lei obbediva ai misteri della Provvidenza, almeno che le desse consiglio in quell’ora suprema. L’Eterno Padre aveva voluto buttarla in quello stato di dolore in cui ella aveva tutto perduto, pace e felicità: ora, la sostenesse, la illuminasse per ritrovare la sua via. Quale era la sua via, dunque, la via della giustizia? Lasciare Andrea perchè egli commettesse qualche eccesso? Darsi a lui, ingannando sempre? Darsi a lui, palesemente? Ella parlava all’Eterno Padre, umilmente, aspettando il lampo divino dello Spirito Santo, che rischiarasse la sua terribile posizione.
— O Padre, o Padre, voi voleste che ciò fosse! Ora aiutatemi voi.
Si levò di lì, dopo tre ''Pater noster'' finali. La grazia non era venuta; l’Eterno Padre non le aveva fatto sentire la sua voce: ella si rialzava inutilmente dalla preghiera. Dio, il Padre, non aveva inteso. Attraversò la lunghezza della chiesa e andò, barcollante, a cadere innanzi all’immagine della Madonna, un’antica Madonna delle Grazie, dal viso scialbo e dai grandi, pietosi occhi azzurri, che pare vi guardino, che pare chiamino, che pare seguano il credente che si allontana. Lucia parlava alla Madonna della sua pena, della sua infelicità..... e col capo abbassato sulla balaustra,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|313|riga=si}}</noinclude>la bocca sul marmo, piangendo e singhiozzando silenziosamente, ella le diceva:
— O Vergine Santissima, voi soffriste come madre, io soffro come donna. Voi non provaste lo strazio di questi dolori, ma dal cielo li vedete e li comprendete. O Vergine Santissima, io fui senza volontà in questo peccato. Dinanzi alla misericordia divina, io sono innocente e infelice. Fui trascinata, vinta, poichè le mie forze erano deboli, poichè le aveva affralite la sventura, inflittami da cielo. O Vergine Santissima, io posso anche aver peccato, ma non sono una malvagia, sono un essere bersagliato, torturato, di cui tutti si fanno zimbello. O Vergine Santissima, come a voi, hanno immerso anche a me nel cuore sette spade di dolore; come voi, sono quindici anni che ho anch’io la truce visione del martirio. O Vergine Santissima, io sono la più alta tribolazione che sia sulla terra. Il mio cuore sanguina, il mio cervello è stretto in una scatola di piombo, i miei nervi sono ritorti da una mano di ferro, la mia bocca è arida. Madonna, aiutatemi voi, consolatemi voi. O Madonna, che non avete conosciuto l’amore umano, pietà di chi lo conosce, immenso, ardente, divorante. O Madonna, che non conoscete il desiderio, pietà di chi lo ha in sè, lungo, insaziato, feroce. O Madonna, ditemelo voi: debbo io darmi ad Andrea?
Ma gli occhi supplici di Lucia si rivolsero invano al volto pallido della Madonna: la Vergine seguitava a guardare, coi medesimi occhi compassionevoli, Lucia che pregava e una femminetta che recitava il rosario<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|314|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>e si batteva il petto. Allora Lucia disse la metà del rosario, su quel frammento in lapislazzuli. A un ''Pater noster'' si fermò, cavò l’orologio: erano le dieci. Finì per pregare solo con le labbra, distratta, sdegnosa, poichè la grazia divina non era venuta a lei. Tutti l’abbandonavano alla sua sorte, anche Dio, anche la Madonna: povera foglia staccata dall’albero e travolta nel vortice del destino. Era inutile: tutti contro lei, tutti la lasciavano senza difesa, senza soccorso. In quell’ora nera, l’ingratitudine del mondo e l’indifferenza del cielo le furono palesi.
— Fiele e aceto, fiele e aceto: è la bevanda che dettero a Cristo — andava ripetendo tra sè, riaccomodando le pieghe del suo abito nero e abbassandosi il lungo velo di crespo nero sulla faccia.
Di nuovo, avvicinandosi all’altare maggiore, s’inchinò, si segnò, disse un ''Gloria Patri'' vago, per abitudine. E fu con un gesto di decisione che ella infilò la porta piccola e lasciò sbattere la portiera.
La carrozza a due cavalli, un ''landau'' di nolo, stava ferma ai cinque gradini. Tutto il chiostro, largo, quadrato, era deserto. Guardavano forse le nobili suore, di dietro alle graticciate? Pioveva fino fino; il cocchiere immobile, indifferente, si riparava sotto un ampio ombrello. La carrozza portava la lettera ''M'' e il numero 522. Lo sportello verso la chiesa era aperto. Tutto questo vide Lucia. Discese con passo fermo, senza guardarsi intorno, fu di un salto solo nella carrozza. Una voce gridò al cocchiere: A Posilipo — lo sportello si richiuse d’un colpo. La carrozza partì.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|315|riga=si}}</noinclude>
— O cara, cara, cara — mormorava Andrea, cercando di abbracciarla.
Ella si sciolse e ridendo ironicamente, gli disse:
— Sapete che la nostra posizione si trova nella ''{{TestoAssente|Madame Bovary}}?'' È un romanzo di {{AutoreCitato|Gustave Flaubert|Flaubert}}.
— Io non l’ho letto. Come puoi essere così cattiva a dirmi queste cose?
— Gli è che noi facciamo del dramma borghese o del dramma provinciale, che vale lo stesso.
— Non so niente io: so che ti amo.
— Era tutto quello che volevi dirmi? — domandò lei ghignando.
— O Lucia, sii umana. È vero che io ho perduto ogni spirito, ogni dignità: ma è per amore di te. Pensa quanto ho sofferto in questi tre giorni. Volevo andare a buttarmi dai ponti della Valle, per la disperazione.
— Chi dice di voler suicidarsi non lo fa.
— Ma se ti amo, non voglio morire. O cattiva, non mi hai dato un solo bacio.
— Non vi sono più baci pel nostro amore — sentenziò lei.
Vestita di nero, col velo ancora abbassato, nell’ombra verde delle tendine, senza che si vedessero nè i piedi nascosti sotto la gonna, nè le mani nascoste sotto i guanti, senza un filo di bianco nella sua persona, ella aveva una apparenza tragica. Un vivissimo senso di paura fe’ trasalire Andrea e gli parve di essere perduto, irresistibilmente perduto, per una strega maligna. Ma come ella si mosse e il noto profumo d’ambra<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|316|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>si svolse nel piccolo ambiente, quella vivezza di paura scemò, scomparve.
— Che hai? — disse lui, non trovando nulla da dire, disanimato, vedendo svanire i suoi progetti.
— Nulla.
— Mi ami?
— Ti amo — fu la risposta glaciale di Lucia.
— Quanto?
— Non lo so.
— Perchè hai detto che non vi sono più baci pel nostro amore?
— Perchè tu sei come Siebel, maledetto da Mefistofele. Siebel non poteva toccare un fiore, senza che avvizzisse e morisse. Tu mi hai baciata e io avvizzisco e muoio. Non vi sono più fiori per Margherita, non vi sono più baci pel nostro amore.
— Ho compreso — disse Andrea, ma era trasognato, addolorato.
— Era questo che ti volevo dire. Noi dobbiamo lasciarci.
— No — gridò Andrea, in collera.
— Sì: è la dura legge del dovere che lo impone.
— Il dovere è una cosa, l’amore è un’altra.
— Appunto per questo. Ami tu Caterina?
— Amo te — e chiuse gli occhi.
— Ebbene, sei più felice di me, io amo Caterina, io amo Alberto: sono per me due esseri adorabili.
— Tu ami troppe persone — osservò lui, amaramente.
Cercò prenderle una mano; ella si schermì. Fuori,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|317|riga=si}}</noinclude>la pioggia cresceva, la carrozza rotolava, senza rumore, sul selciato bagnato di S. Lucia.
— Il mio cuore è largo, Andrea.
— Tu devi amare me solo.
— Non posso. Io amo tua moglie e mio marito, non posso sacrificarli a te. Diciamoci addio.
— Non posso, Lucia. Io debbo amarti, sempre. Tu devi essere mia.
— Mai, mai, mai.
— Ma non hai tu paura di me? — le gridò lui, rosso in viso, furibondo. — Ma credi di potermi dire impunemente tutto questo? Non hai paura che io ti uccida? Non potrei farlo oggi stesso?
— Serviti pure — disse ella, tranquillamente.
— Perdonami, Lucia: sono uno sciocco e un selvaggio. Sei la mia vittima, lo comprendo. Ti rendo infelice e ti maltratto anche. Tutti i torti sono miei. Vuoi tu perdonarmi? Dimmi che mi perdoni.
— Ti perdono — e gli porse la mano che egli baciò, umilmente, sulla pelle del guanto.
— Sentimi bene, Andrea — riprese ella: — dopo ti persuaderai che io ho ragione. Dolente, ma volenteroso, mi darai l’ultimo addio. Mi ascolti?
— Parla pure. Tu non mi convincerai, perchè ti amo.
— Ti convincerò, lo vedrai. In quello che accade, in questo dramma tumultuoso e tenebroso, io non ho colpa, tu lo sai. Io non cercavo l’amore, io non cercavo te. Avevo sposato Alberto, facendogli sacrifizio di tutta la mia vita, volentieri, con affetto. Ti avevo fuggito prima: ti ho ritrovato poi, due volte, sul mio<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|318|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>cammino, col tuo amore crescente, invadente. Non volevo, non volevo, tu sai che io non volevo. Puoi dirlo?
— Sì, posso dirlo: tu non volevi — ripetè Andrea, come un’eco.
— Rendimi questa giustizia. Ho combattuto, palmo a palmo, con te che mi amavi, con l’amore che mi voleva. Ho vegliato, ho pianto, ho chiesto pietà al cielo: muto il cielo, muto il mondo, inesorabile il destino, implacabile statua di bronzo, senza viscere, che le lagrime umane non arriveranno mai a commuovere. È la fatalità che lo ha voluto.
— La fatalità, la fatalità — ripetè Andrea, convinto.
— Ora, io mi sento pura di colpa, quantunque più volte la mia delicata coscienza mi abbia fatto dire che sono un essere malvagio. Con la fatalità non si combatte: noi abbiamo chinato il capo e abbiamo amato. O Andrea, non dovrei dirtelo, ma l’ora è suprema, e qui le anime si debbono rivelare nude di ogni artificio: io ti ho tutto sagrificato...
— Tu sei un angelo...
— No, sono una misera donna che ama e che intende il sacrificio. Pace, tranquillità, doveri coniugali, doveri di amicizia, serenità di coscienza, amore mistico, tutto mi hai preso. Che mi puoi dare tu in cambio?
— Ahimè! io non posso che amarti — egli disse, desolato della propria miseria.
— L’amore non è tutto, Andrea.
— È tutto per me, Lucia.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|319|riga=si}}</noinclude>
— Faresti tutto per l’amore?
— Tutto.
— Di’ la verità, parla come se tu fossi in agonìa, per passare innanzi all’Eterno tuo giudice: faresti tutto?
E gli aveva prese le mani, lo guardava negli occhi, fisamente, ardentemente, quasi volesse trargli fuori l’anima. Andrea, semplicemente, nella reddizione completa della sua vita, disse:
— Tutto.
Ella si lasciò baciare tutte due le mani. Pensava. Poi sollevò un poco la tendina verde e guardò nella via. Pioveva sempre, più forte anzi, di traverso, certe gocce come aghi di acciaio, lunghe e acute. Erano a Mergellina. Sotto la pioggia il mare era di un bigio sporco e una bruma avvolgeva la macchia verde della Villa, la macchia brulla del forte Ovo. Non una barca, non una vela sul mare.
— Che desolazione — mormorò Lucia — sulla terra e sul mare! Il nostro amore è malaugurato.
— Lucia, Lucia bella, non dirle queste cose. Non mi hai dato un bacio, da che sei entrata.
— Il bacio è il tuo ritornello. Baciami pure.
Sollevò il velo, lo gettò indietro, si lasciò baciare sulle labbra che restarono chiuse e fredde. Egli si staccò, umiliato:
— Sei senza passione: io ti sono indifferente — le disse.
— Ma non capisci tu, sciagurato, che io non posso appartenerti? Non capisci che salirei alla più alta felicità essendo tua, e che me ne privo? Non capisci<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|320|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>tu la rinunzia alla gioventù, alla passione, alla vita, che faccio io? O il disgraziato che non capisce e che mi fa spasimare!
— Io ti ammiro, Lucia. Niuna donna ti vale e io non ti merito.
Il cocchiere si fermò. Erano arrivati a Posilipo, sulla via che passa tra le ville salienti alla collina e le ville digradanti al mare.
— Va ai Bagnoli — gli disse Andrea, dallo sportello.
— Dove mi conduci, Andrea?
— Lontano...
— No: ho da tornare in città. Alberto mi aspetta.
— Non parlarmi di Alberto.
— Parliamone invece. Egli è ammalato. Gli ho detto che andavo a confessarmi. Tu mi devi ricondurre presto a casa.
— Io non voglio ricondurti più — disse egli energicamente.
Lucia lo guardò, interrogandolo; ma un fugace sorriso le aveva carezzato le labbra.
— Tu devi stare con me, tu devi venire con me: io non ti lascio, Lucia.
Ella non rispondeva, contemplandolo, esterrefatta.
— Tu impazzisci, Andrea.
— Non impazzisco, Lucia. Parlo sul serio, la mia volontà è ferma.
La carrozza si fermò, era la spiaggia dei Bagnoli.
— Scendiamo un poco. Qui è deserto e piove: nessuno ci vedrà.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|321|riga=si}}</noinclude>
Egli ubbidiente, aprì lo sportello, l’aiutò a scendere, le dette il braccio. La carrozza rimase sulla via, essi discesero sulla spiaggia, sotto la pioggia fine, immergendo i piedi nella sabbia molle. Il paesaggio, deserto, era avvolto nella umidità acquitrinosa. Dinanzi a loro Nisida, l’isola dei galeotti, si faceva nera sul fondo chiaro dell’orizzonte. Lì sotto, il mare era bruno, torbido, come se fossero venute a galla tutte le mostruosità livide del fondo: lontano, verso Baia, diventava di un bianco argenteo e gelato. Alle loro spalle, la trattoria dei Bagnoli aveva tutte le sue finestre chiuse, il pergolato nudo; la facciata gialla si macchiava per la pioggia. Poi, dietro, si allargava, bigia, incassata fra le colline, la pianura dei Bagnoli, dove i soldati vengono a fare le manovre, dove i duellanti napoletani vengono a battersi.
— Pare un paesaggio del nord — disse ella, stringendosi al braccio del suo cavaliere — un paesaggio triste e morto. Non è la Bretagna, poichè la Bretagna ha i suoi scogli irti e i picchi disperati. Non è neppure l’Olanda, poichè la Schelda è bianca, grassa, placida, immersa in una nebbia lattea. È la Danimarca, è Amleto che guarda, con gli occhi pensosi, dove la follìa si concentra, il Baltico che si fa grigio.
Egli stava a sentire, seguendo solo il suono musicale di quella voce che gli vibrava nell’anima. Si bagnavano a quella pioggia sottile, lanceolata, ma non se ne accorgevano.
— Sei mai venuto qui, Andrea, quando il paesaggio era azzurro?<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|322|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>
— Oh sì: vedi, lassù, dietro quelle finestre chiuse, in un grande stanzone di osteria, mi son battuto.
— O amore mio, con chi?
— Con Cicillo Cantelmo, un amico.
— Per chi?
— ... per una femmina.
Un silenzio imbarazzante si fece.
— Come io non so nulla della tua vita, Andrea — riprese ella, con dolcezza, attaccandosi sempre più al suo braccio, avviticchiata a lui. — Io ti sono estranea.
— Il passato non è amore. Tutto quello che fu, è morto.
— O amore, io sono morta, io sono morta alla gioia.
— Lasciati portar via da me: sul mio cuore, rinascerai.
— Tu parli oggi come un poeta, Andrea, come un sognatore.
— Sei tu che mi hai insegnato questo linguaggio: io non lo conoscevo: io non avevo mai sognato. Lucia, vientene via con me.
— È tardi, è tardi — riprese lei. — Torniamo, in carrozza, torniamo a Napoli.
Tornarono in carrozza, rientrarono in quel piccol nido verde, separato dal mondo esterno. Erano ambedue tristi. Come presero la via di Fuorigrotta, Lucia trasalì, si rivolse ad Andrea:
— E l’avvenire?
— Non pensarvi: lascialo giungere.
— Tu sei sempre un fanciullo, Andrea.
— No: sono un uomo, lo vedrai. Vuoi tu affidarti?<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|323|riga=si}}</noinclude>
— Ho paura, ho paura — e si avviticchiò a lui.
— Di che hai paura?
— Non lo so..... Ho paura di perdermi. Questo amore è una rovina, Andrea. Io lo conosco l’avvenire. Vuoi tu che te lo dica? Vuoi che ti descriva i due destini che ci aspettano?
— Dillo, ma dammi le tue mani: dillo, ma sorridi.
— Noi abbiamo due vie. La prima è quella del dovere. Al finire di questa passeggiata, malinconica e cupa, sotto la pioggia, in questa carrozza che sembra un convoglio funebre, condotto da uno spettro di cocchiere, darsi un bacio gelido e dirsi addio. Rinunziare all’amore. Separarsi per tutto il tempo, non ritrovarsi mai. Riprendere, tu, presso Caterina, io, presso Alberto, quella vita arida e secca come la pomice, quell’esistenza volgare e borghese, che uccide l’anima. Quanto fu splendido sogno, quanto fu realtà seducente, dimenticare: ecco l’avvenire.
— No, non posso.
— Ce n’è un altro di avvenire. È il peccato ipocrita, è la colpa segreta, è l’adulterio pauroso e tremante, che si avvilisce, che inganna, che si bacia di nascosto, che dipende dai servi, dai portinai, dai postini, dalle cameriere, da tutti. È quello che abbiamo fatto sinora: è la odiosità, è la volgarità, è il modo di tradire come tutti tradiscono. Amare, come tutti gli altri amano! Rifare, quello che centomila hanno fatto! È indegno di una donna come me, è indegno di un uomo come te.
— Una volta mi dicesti che l’inganno è una pietà<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|324|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>— mormorò lui. — Tu ami Caterina e Alberto: in questo modo li salveresti.
Ella squadrò Andrea, questo suo scolare che aveva imparato così bene le sue teorie amorose e che ella faceva giungere sino a rinnegare la verità. Egli aveva profittato troppo. Egli era già giunto alle sottigliezze sentimentali.
— Allora — disse Lucia cupamente — poichè io non potrò mai rassegnarmi a nascondere l’amor mio, poichè io non posso più ingannare, meglio è lasciarci.
— No, non posso.
— Meglio è lasciarci.
— Non posso. Se debbo lasciarti, muoio.
— E che ho da fare io? Non ci è via di scampo. Muori. Morirò anche io.
E rivolta la faccia verso la parete della carrozza, distese i piedi, incrociò le braccia come se aspettasse la morte.
— Ti ho lasciata parlare — disse egli, pacatamente, con un tono decisivo — perchè me lo hai chiesto. Ma io ho il mio progetto, l’unico, il migliore. Tu non vuoi l’adulterio borghese? Ebbene noi avremo l’adulterio sfacciato, lo scandalo clamoroso. Noi partiremo insieme, da Napoli...
— No! — gridò ella, covrendosi la faccia per l’orrore.
— ... partiremo insieme, per non ritornarvi più. Noi ricomincieremo altrove, a Londra, a Parigi, a Nizza, in Bretagna, dove tu vorrai, la nostra vita. Napoli non esisterà più per noi. Poichè era destinato che io<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|325|riga=si}}</noinclude>dovessi amarti, che tu dovessi amarmi, paghiamo il debito al destino.
— Fatalità, fatalità! — e si torceva le braccia disperata.
— Fatalità! — ripetè Andrea amaramente. — Non dovevamo amarci prima. Ora non è più tempo, è troppo tardi, tu mi appartieni.
— O Caterina, o Alberto! — diceva ella, piangendo.
— È la fatalità, Lucia.
— Mio marito, la mia migliore amica! — e i singhiozzi le rompevano il petto.
— Te lo ripeto, hai il cuore troppo grande. Io amo te sola: me solo tu devi amare.
— Che strazio, Andrea!
— Non mi hai tu detto cento volte: portami via? Ecco che ti porto via.
— Porterai teco un cadavere, uno spettro pallido di rimorsi.
— Allora scegliamo l’inganno, l’amore che fanno tutti e che tu non vuoi fare.
— O mio Dio, che supplizio è questo? Io non me lo meritava.
D’improvviso si fece notte. Ella gettò un grido di spavento.
— Niente, è la grotta. Non temere di nulla. Io ti amo.
— Ma questo amore è una sciagura, è una tragedia.
— Non era questo che mi dicesti nel parco?
— Sì — disse ella, atterrata.
— Ebbene, Lucia, io passerò la mia vita a chiederti<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|326|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>perdono di averti votata a questa sventura. Io t’ho resa una vittima, lo so. T’ho perduta, lo so. Ti chieggo un sacrificio enorme, lo so. Ma tu sei la donna del sacrificio, tu sei l’esempio della più nobile abnegazione; tu sei la stessa virtù, la stessa purezza. Vedrai come saprò amarti, come ti adorerò.
— E Caterina e Alberto?
— Noi partiremo insieme, per non ritornare più — ribattè lui, ostinato.
— Ci danneremo, Andrea.
— Io ti porterò via. Chiamami pure carnefice, me lo merito. Ma vieni con me.
— Noi saremo infelicissimi.
— Che!
— Madonna mia, Madonna mia, perchè avete voluta la mia perdita?
— Vieni tu oggi o domani?
— Nè oggi, nè domani..... ho paura..... lasciami pensare, lasciami pensare. Sei spietato. Tutti sono spietati meco.
— Tu sei un angelo, Lucia: tu perdonerai. Oggi o domani?
— Sii umano, lasciami il tempo.
— Te lo lascio, amore mio. Aspetterò; poichè so che verrai.
Un pallido raggio di sole ferì la portiera, illuminò la carrozza. Lucia pareva trasognata.
— Mi lascerai alla chiesa della Vittoria. Là pregherò: di là andrò a casa, sono due passi.
— E io che debbo fare? Sei tu che disponi di me.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|327|riga=si}}</noinclude>
— Parti oggi stesso per Caserta. Fra cinque o sei giorni ritornerete a Napoli tu e Caterina. Allora... avrò pensato. Ma tu non scrivermi, non venire, non comparirmi innanzi, non chiedermi appuntamenti...
— Ti sono odioso, è vero?
— Ti amo pazzamente. Ma ho bisogno di essere sola.
— Non mi odii, per il male che ti ho fatto?
— Ahimè, no. Tutti siamo capaci di fare il male.
— Tu no. Io sono malvagio, ma ti amo.
— Siamo giunti, Andrea, fa fermare.
— Lucia, pensa che non ci è scampo. Bisogna partire, assolutamente, bisogna. Dammi un bacio, o sposa mia.
In piedi ella si fece baciare.
— A quel giorno, Andrea — disse Lucia, con un gesto tragico, quasi gettasse via la propria vita.
— A quel giorno, Lucia.
Si richiuse lo sportello, la carrozza si allontanò, voltando pel Chiatamone. Ella fece per entrare nella chiesa, ma la trovò chiusa: ne restò colpita.
— Dunque anche Dio lo vuole. O Signore, ricordatevene nel giorno dell’eterno giudizio.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|328|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>
{{Ct|t=2|v=2|II.}}
Caterina era ritornata con un certo piacere alla casa di via Costantinopoli, in Napoli: poichè a Centurano, sola, senza Lucia, senza Alberto, e sopratutto senz’Andrea che era andato quattro volte a caccia in quindici giorni per ripagarsi del tempo perduto, si seccava molto. In quei quindici giorni ella aveva fatto fare grande nettezza nella casa di Centurano, messe le fodere ai mobili, tolte le tendine: la camera di Lucia l’aveva lasciata intatta per l’anno venturo. La casa rimaneva affidata a Matteo. Finito questo, fu contenta di venirsene via.
Nei suoi quartieri d’inverno ella voleva fare molte innovazioni. Ne parlava lungamente con Andrea il cui consiglio per lei era prezioso. Per esempio, la stanza da pranzo aveva bisogno di un parato nuovo; ma ella aveva pensato di far mettere, all’ingiro, sulla parete, uno zoccolo di legno di quercia scolpito, che salisse all’altezza della persona, un’idea che le aveva suggerito Giovanna Gabrielli-Casacalenda, maestra di eleganza. La spesa era un po’ forte e Caterina aveva esitato qualche tempo, malgrado che Andrea le avesse dato facoltà di spendere. Erano ricchi, non spendevano la loro rendita, e la proprietà prosperava; ma ella era naturalmente portata all’economia. In quanto a rinnovare il salotto giallo, poichè Andrea lo trovava<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|329|riga=si}}</noinclude>troppo sfolgorante e troppo provinciale, non sarebbe stata grave spesa, visto che il tappezziere se lo ripigliava tutto il mobiglio del salotto giallo, e ne avrebbe fornito uno in cambio a colori miti, e forme nuove. Ella interrogava spesso Andrea, che le rispondeva distratto, poichè egli era preoccupato per una lite, a proposito di un muro divisorio, in una casa loro, al Sedile di Porto. Egli esciva sempre, aveva conferenze con gli avvocati, discorreva col suo uomo d’affari. Giusto, quella mattina era escito alle otto, non era ritornato che alle undici, disfatto.
— Ebbene, come va la lite? — gli domandò Caterina a colazione.
— Male.
— Perchè? Il nostro vicino non vuole venire a una transazione?
— Non ci vuole venire, si ostina, dice che è nel suo diritto...
— Ma l’avvocato tuo che fa?
— Che cosa vuoi che faccia? Si dimena, come tutti gli avvocati, o finge di dimenarsi.
— Perchè non mangi?
— Ho poca fame. Sono nervoso.
— Dopo colazione potresti dormire un pochino.
— Ti pare? Ho da escire di nuovo.
— Al Tribunale? Questa lite ti farà ammalare.
— Mi guarirò, mi guarirò.
— Senti un po’: se tu lo lasciassi fare il vicino?
— È questione di amor proprio. Ma tu hai ragione, forse.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|330|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>
— Gli è che è una noia questa lite. Stamane Alberto ha mandato a chiedere di te, e non vi eri.
— Chi, Alberto?
— Alberto Sanna.
— Che voleva?
— La cameriera m’ha detto che ti chiedeva perchè, costretto a stare in casa, voleva affidarti un affare. Particolarmente, poi, da parte di Lucia, mi ha detto che Alberto ha sputato sangue, iersera, nel sonno, che non se n’è accorto e che glielo nascondono. Ha anche detto che Lucia piangeva.
— Anche Alberto è un seccatore — disse egli, infastidito, stringendosi nelle spalle.
— È per Lucia che ne ho dispiacere. Chissà come soffre...
Egli tacque.
— Vorrei andarci oggi, per mezz’ora — azzardò ella.
— A che serve?
— Così, per consolare Lucia...
— Oggi io non posso accompagnarti, e sai che mi dispiace mandarti sola.
— Hai ragione, non andrò. Andremo insieme questa sera.
Avevano finito di far colazione, ma rimanevano a tavola. Andrea scherzava con le miche di pane.
— D’altra parte oggi verrà qui Scognamiglio, l’esattore. Porta del denaro che tu prenderai, e gli farai la ricevuta per me. Gli dirai che può dare una dilazione agli inquilini del terzo piano, numero 79, in via Speranzella. Sono povera gente.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Luigi62" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|331|riga=si}}</noinclude>
— Gli ho da dire altro?
— Dàgli la mesata sua.
— Centosessanta lire?
— Sì: fatti dare la ricevuta.
— Va bene. Vuoi ancora del caffè?
— Sì: dammene ancora. È debole oggi.
— Siccome sei nervoso... Voleva dirti: andremo noi al ballo dell’''Unione''?
— ... sì.
— Posso farmi fare, per allora, un abito di broccato ''crème?''
— Ti starà bene il colore?
— La sarta dice di sì.
— Esse dicono sempre così. Ma fattelo pure.
— Metterò le perle al collo.
Egli non rispose. Guardava nella sua tazza e pensava. Poi la fissò lungamente, tanto che Caterina se ne meravigliò.
— Orsù — disse poi, guardando l’orologio — io debbo andarmene.
Si alzò e ella lo seguì, com’era solita. Egli attraversò la casa, tutta: al suo scrittoio si fermò, cavò dalla scrivania un portafogli molto grosso e se lo pose in tasca.
— T’ingrossa — disse ella, ridendo.
— Non importa.
In camera egli gironzò un poco, come se cercasse qualche cosa dimenticata. Poi prese i guanti e il cappello.
— Dovresti prendere il ''paletôt:'' l’aria è rigida.
— Hai ragione, lo prenderò.
Finì di abbottonarsi i guanti: ella, ritta, lo guardava<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|331|riga=si}}</noinclude>
— Gli ho da dire altro?
— Dàgli la mesata sua.
— Centosessanta lire?
— Sì: fatti dare la ricevuta.
— Va bene. Vuoi ancora del caffè?
— Sì: dammene ancora. È debole oggi.
— Siccome sei nervoso... Voleva dirti: andremo noi al ballo dell’''Unione''?
— ... sì.
— Posso farmi fare, per allora, un abito di broccato ''crème?''
— Ti starà bene il colore?
— La sarta dice di sì.
— Esse dicono sempre così. Ma fattelo pure.
— Metterò le perle al collo.
Egli non rispose. Guardava nella sua tazza e pensava. Poi la fissò lungamente, tanto che Caterina se ne meravigliò.
— Orsù — disse poi, guardando l’orologio — io debbo andarmene.
Si alzò e ella lo seguì, com’era solita. Egli attraversò la casa, tutta: al suo scrittoio si fermò, cavò dalla scrivania un portafogli molto grosso e se lo pose in tasca.
— T’ingrossa — disse ella, ridendo.
— Non importa.
In camera egli gironzò un poco, come se cercasse qualche cosa dimenticata. Poi prese i guanti e il cappello.
— Dovresti prendere il ''paletôt:'' l’aria è rigida.
— Hai ragione, lo prenderò.
Finì di abbottonarsi i guanti: ella, ritta, lo guardava<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|332|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>coi suoi occhi sereni. Egli si chinò e le dette un bacio, distratto, a caso. Poi si avviò, accompagnato da lei.
— A rivederci, Andrea.
— ... a rivederci.
Discese le scale: ella, dalla ringhiera del pianerottolo, gli domandò:
— Ritorni tardi?
— No. Addio, Caterina.
Lucia era rimasta a letto tardi. Nella notte, aveva detto ad Alberto, ella aveva avuto la febbre. Difatti le labbra erano aride e macchiate, gli occhi pesti, con una larga ombra di livido. Si era alzata alle undici, sfiaccolata, avvolgendosi in una veste da camera di raso nero, assistendo alla colazione di suo marito — due uova battute, nel caffè con latte, roba eccellente pel petto — reggendosi la testa con la mano. Ogni tanto, dei rossori le salivano alla faccia e ella respingeva i capelli indietro, sul collo, con un gesto vago di dolore.
— Che hai oggi? sei più triste del solito.
— Vorrei vederti bene, Alberto mio. Vorrei darti il sangue delle mie vene.
— E che? Sto tanto male, io?
— No, Alberto, no. È la stagione poco propizia per i petti delicati.
— O dunque? Ma capisco: tu sei tanto buona da allarmarti. Grazie, cara. Se non avessi te, a quest’ora sarei morto.
— Non dirlo, non dirlo.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|333|riga=si}}</noinclude>
— Eccola che piange, adesso, la mia creatura! Se ho scherzato! Sono uno sciocco, io; faccio certi scherzi stupidi che ti fanno piangere. Ti prego, non piangere più.
— Non piango, Alberto mio.
— Piglia un po’ del mio caffè.
— No, grazie: non ho voglia.
— Piglialo, piglialo.
— Ho da fare la comunione, oggi, verso l’una.
— Ah!... scusami allora. Non capisco mai nulla. In che chiesa vai?
— Alla chiesa solita, Santa Chiara.
— Ma la tua pietà religiosa ti fa penare, cara.
— Tutto mi fa soffrire, Alberto mio. È il mio destino. Ma soffrire per Dio è bello.
— Facciamoci monaci tutti due, Lucia.
— Tu scherzi: ma io voleva farmi monaca sul serio. Fu mio padre che non volle. Faccia il Signore che egli non si penta mai di questo divieto.
— E perchè, Lucia? Pensa: se ti fossi fatta monaca, non avresti conosciuto me, non ci saremmo amati, e non saresti la mia moglie cara.
— A che serve l’amore, a che serve il matrimonio? Tutto è corruzione, tutto è putredine nel mondo.
— Lucia, tu sei lugubre.
— Perdonami, Alberto; ma la tetraggine, che m’infosca l’anima, si espande e contrista colui che amo. Sarò sorridente per non contristarti.
— Povera cara! so quanto ti costo. Ma vedrai, starò molto meglio, presto, e ci divertiremo in questo inverno. Avremo feste, balli, corse...<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|334|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>
— Mai più sarò lieta.
— Lucia, vuoi ch’io ti sgridi?
— No, no: non parliamone più.
— Se tu devi andare alla tua chiesa, non hai che il tempo.
— Mi mandi via, Alberto?
— È mezzodì: fino a che arrivi lassù, a Santa Chiara... anzi se ci vai più presto, ritorni prima.
— ... è vero, ritorno prima. Debbo andare, nevvero?
— Certo. L’aria ti farà bene. Va a piedi: anche il cammino ti gioverà.
— Tu che farai intanto?
— Ti aspetterò.
— ... mi aspetterai?
— Sì: forse dormirò, sulla poltrona.
— Hai le mani calde, Alberto?
— Ma no: senti.
— Dolore al petto, ne hai?
— Niente: solo qualche puntura nelle costole, così, vagante: punture meccaniche, come dice il medico. Ma che pensi? Non vedi che sto meglio? Iermattina ho tossito dieciotto volte: stamattina, diciasette. Vi è una migliorìa.
— Alberto, mio, possa tu avere la salute!
— Ma sì: diventerò forte come Andrea. Ah, quel birbone di Andrea! Stamattina l’ho mandato a chiamare, ma non è venuto. È sempre in giro, lui: può uscire, malgrado il freddo che fa. È fortunato Andrea.
Ella stava a sentire, con gli occhi abbassati, con le braccia pendenti.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|335|riga=si}}</noinclude>
— Va a vestirti, va, cara.
Ella se ne andò, lentamente, voltandosi indietro a guardarlo. Ritornò dopo mezz’ora, tutta vestita di nero, coperta da un mantello di pelliccia, sotto cui nascondeva le mani. Venne e si sedette, come già stanca, accanto a lui.
— Non potrai andare a piedi, Lucia. Prendi una carrozza.
— ... la prenderò — diss’ella, con voce fiacca.
— Che hai lì sotto?
— Il libro di preghiere, il velo, il rosario.
— Tutto un bagaglio di pietà ha la mia monacella. Fatti santa, bella mia. Noi andremo tutti in paradiso mercè tua.
— Non ridere mai della religione, Alberto.
— Non rido mai delle cose in cui tu credi. È ora, core mio: va e ritorna presto.
Lucia gli buttò le braccia al collo, lo baciò sulla faccia scarna, e gli disse sottovoce:
— Perdonami.
— Ho da perdonarti, perchè tu prenda la comunione? Te l’ha detto il confessore? Ti assolvo.
Ella si curvò, profondamente. Poi si rialzò, guardò attorno con un’occhiata smarrita. Escì, vacillante, a capo basso: dopo un istante ritornò.
— Avevo dimenticato di salutarti, Alberto.
Gli strinse la mano.
— Ricordati di me nella chiesa, santarella mia.
— Io pregherò per te, Alberto.
E se ne andò, alta, diritta, nera.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|339|riga=si}}</noinclude>
Discese le scale, entrò nella carrozza chiusa. Il cocchiere doveva essere stato avvisato da Giulietta, perchè non chiese indirizzo e si avviò per san Sebastiano. Caterina aveva posato lo scialle e il cappello dirimpetto a lei e, seduta in punta al cuscino, senza appoggiarsi, teneva ancora la mano sulla lettera, in saccoccia. Dai cristalli abbassati delle portiere entrava l’aria rigida: ella ne provava impressione, al collo, di malessere. Poi, non potette resistere e, al chiarore fugace dei lampioni a ''gas'', rilesse, per la sesta volta, le parole di Lucia. Pel moto della carrozza, per le ombre subitanee che succedevano alle luci, le parole scritte balzavano avanti, indietro, sotto, sopra — e Caterina se le sentiva balzare dentro la testa, urtando la fronte, urtando la nuca, battendo alla tempia destra, battendo alla tempia sinistra.
Era un tempestìo di colpetti rapidi, un battito di tamburello sotto il cranio: ella crollava il capo, ogni tanto, come per vincere questa impressione. Piegò il foglio: l’impressione si attenuò, scomparve, e la stupefazione avvolse di nuovo quel cervello.
Ella salì lentamente le scale, portandosi bene stretto il suo scialle, per un moto macchinale. Trovò la porta aperta, spalancata: nell’anticamera la cameriera parlottava vivamente col servitore, puntando il suo discorso di gesti espressivi. Quando la videro entrare, pian piano, vestita da casa, senza cappello, senza guanti, tacquero. Poi, come ella si fermava, presa da una indecisione, non comprendendo dove fosse, non sapendo che cosa fosse venuta a fare, la cameriera le disse sottovoce:
— Il signore l’aspettava.<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|340|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>
Di quale signore parlava? Caterina guardava la cameriera, fisamente, senza batter palpebra.
— Il povero signore ha di nuovo fatto il sangue, verso le tre. Se ne è accorto questa volta: stasera, quando ha ricevuto la lettera della signora, si è fatto rosso, ha strillato, si è riscaldato, ha tossito, e ha buttato di nuovo il sangue, in salute vostra...
La signora, il sangue? Di che le parlavano?
— Ora vi accompagno di là, signorina. Ma fatevi capaci tutti e due: era una cosa che così doveva succedere.
A queste parole Caterina tremò tutta, da capo a piedi: uno sconvolgimento le attraversò il volto. Inchiodata al suo posto, guardava con gli occhi pieni di dolore la cameriera.
— E che ci volete fare, signora mia? Andiamo da quel povero signore.
La precedette: ella andò dietro, docilmente. Nel salotto di Lucia vi era un grande disordine. Arrovesciate le poltroncine; sfogliati, sparpagliati i quaderni di musica sul pianoforte; il cestello da lavoro capovolto, vuoto, rotolati i gomitoli, disperse le lane, giacente per terra, come un cencio, il grosso canevaccio che Lucia ricamava; il tavolinetto da scrivere con la cartella aperta, i cassetti vuotati, le lettere cadute sul tappeto: un campo di battaglia.
— È il signore che ha fatto questo. Pareva un pazzo — spiegò la cameriera.
Lasciarono a destra il salone, oscuro; entrarono nella camera. Una penombra vi regnava: vi era solo<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|341|riga=si}}</noinclude>accesa una lampada da notte, dietro un cristallo opaco, posta in modo che il letto rimanesse in ombra. Silenzio profondo. Solitudine. Un acuto odore di medicina saliva nell’aria, insieme a quel puzzo speciale delle stanze degli ammalati. Caterina, istintivamente, aguzzò gli occhi e si avanzò verso il letto. Alberto vi giaceva, lungo disteso, supino, appoggiando la testa e le spalle a una pila digradante di cuscini. Era vestito, ma aveva la camicia lacera sul petto e le gambe avvolte in uno scialle da donna. Accanto a lui, sul tavolino da notte, boccette, fiale, bicchieri, ostie, scatoline rosse di pillole, pacchetti di cartelline di medicamenti sventrate. Di sotto il cuscino spuntava un fazzoletto, il fazzoletto bianco dove lui sputava. Dalla parte dove Lucia dormiva, nella viottola, era arrovesciato l’inginocchiatoio.
Caterina si chinò sul letto. Egli aveva gli occhi chiusi, la bocca semiaperta, donde usciva un respiro corto e lieve: appena appena si sollevava il petto. Egli aprì gli occhi e, vedendola, gli si gonfiarono di lagrime. Le lagrime discesero, lente, per le guance sparute, caddero sul collo: la cameriera cavò il fazzoletto dal taschino del grembiule, e glielo passò sulla faccia. Egli le fece un cenno con la mano, come per ringraziarla e per licenziarla.
— Volete un pezzetto di neve, ancora?
— Sì — fu un soffio fievole.
La cameriera lo prese da una scodella e glielo mise in bocca.
— La cartellina... non è ora ancora?
— No: vattene.<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|342|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>
Ella se ne andò pian piano, dopo aver fatto un giro per la stanza. Caterina era rimasta ritta, stringendo al petto il suo scialle. — Ora capiva tutto quello che vedeva e che sentiva: anzi la sensazione diventava così acuta che ella soffriva al rumore delle parole, che la luce le acciecava gli occhi, che quell’ammalato le appariva in tutta l’anatomia di un corpo etico, dal profilo a lama di coltello, al mento saliente e magro, al petto scheletrito, alle gambe miserabili. Ella sentiva troppo, vedeva troppo, capiva troppo.
— Venite più vicino e sedetevi. Io non posso alzar la voce, nè voltarmi. Potrebbe prodursi una nuova emottisi.
Ella prese una sedia, sedette di contro il letto, in modo da veder Alberto in viso, incrociò le mani in grembo e aspettò. Egli inghiottì con difficoltà il pezzetto di neve, poi, con quanta desolazione può esservi in una voce rauca e bassa, le disse:
— Avete saputo, eh?
A lei batterono le palpebre due o tre volte, ma non trovò nulla da dirgli. Alberto con gli occhi socchiusi, il mento sollevato e il capo affondato nei cuscini, non la guardava, fissava vagamente la tendina bianca del letto.
— Non me lo sarei mai aspettato, un tradimento simile. Ve lo sareste aspettato voi? No, è vero?
Ella accennò di no. Assolutamente non trovava la forza di parlare: pareva che la sua volontà, inerte, non giungesse più sino ai nervi.
— Lucia pareva che mi volesse tanto bene! Era così buona, non pensava che a me. Voi lo vedevate, come<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|343|riga=si}}</noinclude>lo vedevano gli altri, quanto ella mi volesse bene. Come ha potuto farmi questo?
Egli si lamentava a bassa voce, risparmiando il fiato, non rivolgendosi a Caterina, lagnandosi alla stanza, al letto, alle cortine.
— Anche stamattina mi ha baciato, tre volte. Io doveva capirlo che ella se ne andava, non dovevo lasciarla escire.
Una tossettina agra gli raspò la gola.
— Datemi, datemi un pezzetto di neve.
Ella gli porse la scodella: Alberto, senza guardare, si mise un pezzetto di neve in bocca e tacque, ripigliando fiato.
— Vi ha scritto lei? — domandò poi.
Caterina cavò di tasca la lettera e gliela porse. Alberto l’alzò all’altezza degli occhi e lesse, ansiosamente.
— Qui non vi è niente, nè dove vanno, nè a che ora partono. Ma io l’ho saputo, a che ora sono partiti. Sono partiti col treno delle due e mezzo, col diretto Torino-Parigi. Hanno impostate le lettere alla ferrovia. Andrea che vi ha scritto? Che dice lui? Perchè mi ha fatto questo? Che vi scrive?
— Nulla — rispose Caterina, e le cadde la testa sul petto.
— Nulla? Ma sono proprio due infami? Sono proprio due assassini? Sentite, sentite: è certo che essi mi hanno ucciso.
Si era quasi levato sul letto, strangolato da una rabbia impotente, stringendo il piccolo pugno, schiu-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione|344|{{Sc|fantasia}}||riga=si}}</noinclude>dendo la bocca per respirare, per poter gridare. Ella lo guardava, con gli occhi spalancati, colta di nuovo dallo stupore, che ogni tanto le immobilizzava il cervello.
— Voi dunque non avete ricevuto che questa lettera, voi dunque non sapete niente di quello che hanno fatto? Sapete solamente che se ne sono andati? Per questo siete così fredda? Dovreste sapere, dovreste sapere... che infamia, che infamia...
Ella fece uno sforzo di volontà, rialzò il capo, si avvicinò a lui, lo interrogò con lo sguardo.
— Ve lo racconterò pian piano. Il medico mi ha raccomandato di non sprecare il fiato. Quando mi vedete troppo eccitato, fermatemi. Un tradimento orribile. Durava da un pezzo, sapete, dalla villeggiatura di Centurano. O Dio, eravamo così felici a Centurano...
Uno smarrimento si dipinse sul volto della donna che lo ascoltava: ma egli non ci pensava.
—... invece quegli infami assassini ci tradivano. Anzi, che Centurano! È stato anche prima del mio matrimonio. Una sera che rimasero soli, a casa vostra, Andrea baciò Lucia, sul collo...
Caterina si contorse le mani, in grembo, come per una convulsione che non potesse espandersi.
— ... dopo, hanno fatto l’amore sotto i nostri occhi, scrivendosi, parlandosi, dandosi appuntamenti, con una sfacciataggine!... Non ci siamo accorti di niente. Tutto per quella dannata Esposizione! E che ne potevo sapere io, che mi avrebbero fatto questo? Sapete, si sono ancora baciati...
Egli stringeva i denti, narrando queste cose, get-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Ganjidvd" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte quinta}}|345|riga=si}}</noinclude>tando intorno intorno occhiate feroci, provando un piacere rabbioso, un’ebbrezza di collera, a ricordare tutti i particolari voluttuosi di quell’amore. Caterina, invece, tendendo il capo verso lui, conservava sul viso la sua espressione di sorpresa dolorosa.
— ... si sono baciati, i maledetti assassini. Egli me le ha morsicate le labbra umide e rosse della mia Lucia; quelle labbra che erano mie, solamente mie, egli me le ha prese, mettendoci i suoi grossi baci brutali, che le avranno fatte appassire. Vorrei che tu avessi respirato l’arsenico, la stricnina, in quei baci, e che ti avessero avvelenato nella loro dolcezza, brutto ladro, traditore. Ah! erano buoni i baci di Lucia, neh? Ah! ti son piaciuti e te li sei presi e te li sei portati via, ladrone di campagna, brigante, brigante...
Un colpo di tosse lo affogò: tossì lungamente, con la testa che sbalzava sul cuscino, col petto che palpitava, con un sonito rôco, come di membrana che si laceri. Tremante tutto, prese il fazzoletto e vi sputò entro. Con un gesto frettoloso e spaventato, si sollevò per vedere che avesse sputato, guardò con cura.
— È bianco — disse con un filo di voce, ricadendo sui cuscini, fiaccato, pallido ancora d’ansietà, il petto anelante come un mantice.
Si riposò per un pezzo, poichè l’accesso era stato forte. Ella aspettava, seguendo tutti i suoi movimenti. Quando egli aveva sputato, un piccolo moto di nausea le aveva fatto voltare la testa in là.
— Datemi un cucchiarino di codeina. È la bottiglina azzurra, che ha il cucchiaio accanto.<noinclude></noinclude>
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Fantasia (Serao)
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| Titolo =Fantasia
| Anno di pubblicazione = 1892
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==Indice==
* {{testo|Fantasia (Serao)/Parte prima}}
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Questo amore è anch’esso eterno: è una parte dell’amore che Dio ha per se stesso. Quindi niente più può togliere questo amore.
{{smaller block|{{sc|Prop}}. 33. L ’amore intellettuale di Dio, che sorge dalla conoscenza di terzo genere, è eterno.}}
{{smaller block|{{sc|Prop}}. 35. Dio ama se stesso d’un amore intellettuale infinito.}}
{{smaller block|{{sc|Prop}}. 36. L ’amore intellettuale della mente verso Dìo è lo stesso amore di Dio, con il quale Dio ama se stesso, non in quanto è infinito, ma in quanto può esplicarsi per l’essenza della mente umana considerata nel suo aspetto eterno; cioè l’amore intellettuale della mente verso Dio è parte dell’infinito amore con cui Dio ama se stesso.}}
{{smaller block|{{sc|Prop}}. 37. Non vi è nulla nella natura che possa contrariare o togliere questo amore intellettuale.}}
4) Le proposizioni 38-42 sono la conclusione generale dell’opera: in esse Spinoza dichiara che anche già nella vita terrena questa contemplazione e questo amore intellettuale costituiscono la beatitudine nostra. Quanto più la conoscenza intellettuale penetra il nostro spirito, tanto maggiore diventa la parte eterna dell’essere nostro, tanto meno noi siamo esposti alle passioni ed al timor della morte (prop. 38): nei grandi spiriti che hanno svolto in sè un’alta e ricca vita dell’intelligenza la parte sensibile e peritura non è più che qualche cosa d’insignificante (prop. 39). L’intelletto, che è la parte nostra veramente attiva e più perfetta, è eterno: ciò che perisce è il senso (''imaginatio''), la parte passiva del l’essere nostro. Considerata nell’intima sua essenza, la mente nostra è un modo eterno del pensiero, un momento dell’eterna mente divina (prop. 40). Quindi anche già su questa terra la vita del saggio, che è vita nell’intelligenza, è il bene più alto desiderabile per se medesimo.
{{smaller block}}{{sc|Prop}}. 41. Anche se ignorassimo la nostra mente essere eterna, dovremmo tuttavia mettere innanzi a tutto la carità e la religione e in modo assoluto tutto ciò che nel libro quarto<noinclude></div>
{{PieDiPagina|{{smaller|10 — {{sc|B. Spinoza}}, ''L’Etica''.}}||}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto nono}}|527}}</noinclude><poem>
{{Ottava|171}}Molte ve n’ha, ch’ancor rinchiuse e strette
non son tra’ sensi, e queste pur son tali,
a cantar qui per mia delizia elette
fin che ’n carcer terreno implichin l’ali. —
Adone il canto ad ascoltar si stette
di que’ felici Spiriti immortali,
che già venian con voci in vece d armi
nel verde agone al paragon de’ carmi.
{{Ottava|172}}Fu benigno favor, grazia cortese
di lei, ch’è de’ suoi lumi unico Sole,
e miraeoi del Ciel, ch’Adone intese
di quel linguaggio i sensi e le parole,
e ben distinto ogni concetto apprese
espresso fuor de le canore gole.
Ne la scola d’Amor che non s’apprende,
se ’l parlar degli augelli anco s’intende?
{{Ottava|173}}Era tra questi augei l’ombra d’Orfeo,
che fe’ de’ versi suoi seguace il bosco.
{{Wl|Q134929|Pindaro}} v’era, ed eravi {{Wl|Q728059|Museo}},
e {{Wl|Q219484|Teocrito}} v’era, e v’era {{Wl|Q957548|Mosco}}.
Eravi {{Wl|Q213484|Anacreonte}}, eravi {{Wl|Q212872|Alceo}},
e {{Wl|Q17892|Safo}}, alto splendor del secol fosco,
che non portò di quanti io qui ne scrivo
luce minore a l’idïoma Argivo.
{{Ottava|174}}V’era lo stuol di que’ Latini primi
che ’n amoroso stil meglio cantaro.
{{Wl|Q8825|Gallo}}, {{Wl|Q6197|Orazio}}, {{Wl|Q163079|Catullo}}, alme sublimi,
{{AutoreCitato|Albio Tibullo|Tibullo}}, {{Wl|Q311287|Accio}}, {{Wl|Q8827|Properzio}}, e {{Wl|Q6184|Tucca}}, e {{Wl|Q8808|Varo}},
ed {{Wl|Q7198|Ovidio}}, di cui non è chi stimi
ch’altro Cigno d’Amor volasse al paro.
V’era la schiera poi de’ più moderni
de l’Italica lingua onori eterni.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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OrbiliusMagister
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<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|528|{{Sc|la fontana d’apollo}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|175}}E se ben gli altri, che le bianche piume
per le piagge spiegàr di Roma e d’Argo,
fur lor maestri, ond’ebber spirto e lume,
mercé ch’a quelli il Ciel ne fu più largo,
questi, però che di Parnaso il Nume
gli ha destinati a posseder quel margo,
cantano soli a la gran Dea presenti,
tacciono gli altri ad ascoltare intenti.
{{Ottava|176}}{{Wl|Q43353|Aristofane}} tu, ch’ornasti tanto
là ne’ Greci teatri il socco d’oro,
tu, che d’interpretar ti désti vanto
il ragionar del popolo canoro,
e ’n scena il novo inesplicabil canto
spiegar sapesti, e le favelle loro,
tanta or dal biondo Dio mercé m’impetra
che distinguerlo insegni a la mia cetra.
{{Ottava|177}}Un ve ne fu, che sovra un verde {{Spaziato|{{Sc|Lauro}}}}
fece col suo cantar {{Spaziato|{{Sc|l’aura}}}} immortale,
ed illustrò dal Battrïano al Mauro
quel foco, che d’Apollo il fe’ rivale;
dicendo pur, ch’a le quadrella d’auro
cede la forza del fulmineo strale,
poi che ne l’arbor sacra, al Ciel diletta,
dove Giove non potè, Amor saetta.
{{Ottava|178}}Altro, il cui volo pareggiar non lice,
ben su l’{{Spaziato|{{Sc| Ali liggier}}}}, tre mondi canta,
e la beltà beata, e {{Spaziato|{{Sc|Beatrice}}}},
che da terra il rapisce, essalta e vanta.
Un suo vicin con stil non men felice
seco s’accorda in una istessa pianta,
perché Certaldo ammiri, e ’l mondo scerna
la sua {{Spaziato|{{Sc|Fiamma}}}}, e la fama a un punto eterna.
</poem><noinclude><references/></div></noinclude>
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OrbiliusMagister
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto nono}}|529}}</noinclude><poem>
{{Ottava|170}}Havvi poi d’{{Spaziato|{{Sc|Adria}}}} ancor canoro mostro,
purpureo Cigno, e nobile e gentile,
che la lingua ha di latte, e ’l manto d’ostro,
rossa la piuma, e candido lo stile.
Apre non lunge augel d’{{Spaziato|{{Sc|Etruria}}}} il rostro
(salvo il capo ch’è verde) a lui simile,
appellando il suo amor su ’l verde stelo
Scoglio in mar, Selce in terra, Angelo in Cielo.
{{Ottava|180}}Accompagna costor söavemente
il Sonator de la {{Spaziato|{{Sc|Sincera}}}} avena,
che le Muse calar fece sovente
di Mergellina a la nativa arena.
Le cui dolci seguir note si sente
anco un altro fìgliuol de la Sirena,
che con qual arte i rami a spogliar vegna
lo sfrondator de la {{Spaziato|{{Sc|Vendemmia}}}}, insegna.
{{Ottava|181}}Donne insieme ed Eroi, guerre ed amori,
quel che nacque in su ’l Po cantar s’udia,
immortalando di {{Spaziato|{{Sc|Ruggier}}}} gli onori
con pura vena e semplice armonia;
e di dolcezza innebrïava i cori,
i circostanti tronchi inteneria.
Arder facea d’amor le pietre e l’onde,
sospirar l’aure, e lagrimar le fronde.
{{Ottava|182}}Testor di rime eccelse e numerose
di Parthenope un figlio a lui successe,
e prese a celebrar l’{{Spaziato|{{Sc|Armi pietose}}}},
liberatrici de le mura oppresse;
e i suoi pensier sì vivamente espose,
i versi suoi sì nobilmente espresse,
che fe’ del nome di {{Spaziato|{{Sc|Goffredo}} e {{Spaziato|{{Sc|Guelfo}}}}
sonar Cipro non sol, ma Delo, e Delfo.
</poem><noinclude><references/></div></noinclude>
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OrbiliusMagister
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|530|{{Sc|la fontana d’apollo}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|183}}Né tu con voce men gradita e cara
favoleggiando il canto tuo sciogliesti,
dico a te, che di gloria oggi sì chiara
il tuo {{Spaziato|{{Sc|Fido Pastore}}}} adorni e vesti.
Seguir voleano, e de la nobil gara
dubbia ancor la vittoria era tra questi,
quand’ecco fuor d’un cavernoso tufo
sbucar difforme e rabbuffato un Gufo.
{{Ottava|184}}— Oh quanto oh quanto meglio, infame augello,
ritorneresti a l’infelici grotte,
nunzio d’infausti auguri, al Sol rubello,
e de l’ombre compagno, e de la notte.
Non disturbar l’angelico drappello,
vanne tra cave piante e mura rotte
a celar quella tua fronte cornuta,
quegli occhi biechi, e quella barba irsuta.
{{Ottava|185}}Da qual profonda e tenebrosa buca,
Nottula temeraria, al giorno uscisti?
Torna là dove Sol mai non riluca
tra foschi orrori, e lagrimosi e tristi.
Tu trïonfi cantar d’invitto Duca?
Tu di Mondi novelli eccelsi acquisti?
Tu de l’Invidia rea figlio maligno
di Pipistrel vuoi trasformarti in Cigno? —
{{Ottava|186}}Così parla a l’augel malvagio e brutto
la Dea, sdegnando un stil sì rauco udire,
e i chiari onor del domator del flutto,
dov’ella ebbe il natal, tanto aviiire.
Spiace de’ Cigni al concistoro tutto
la villana sciocchezza e ’l folle ardire,
che l’alte lodi ad abbassar si metta
del Colombo a lei sacro una Civetta.
</poem><noinclude><references/></div></noinclude>
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OrbiliusMagister
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<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto nono}}|531}}</noinclude><poem>
{{Ottava|187}}Mentre a garrir s’appresta, acconcio in atto
che de la nobil turba il gioco accresce,
e scote l’ali, e in un medesmo tratto
gli urli tra’ canti ambizïoso ei mesce,
loquacissima Pica il contrafatto
uccellato Uccellone a sfidar esce,
e con strilli importuni in rozi carmi
dàssi anch’ella a gracchiar d’amori e d’armi.
{{Ottava|188}}Ma che? non prima a balbettar si mise
quel suo (canto non già) strepito e strido,
ch’alto levossi in mille e mille guise
in fra i volanti ascoltatori un grido,
ed empié sì, che Citherea ne rise,
quasi di festa popolare il lido.
l’acque alfine, e fuggì non senza rischio,
del vulgo degli augei favola e fischio.
{{Ottava|189}}— Non è gran fatto, che l’audacia stolta
di questa Gaza, che sì mal borbotta,
l’adunanza gentil ch’è qui raccolta
— disse Venere bella — abbia interrotta.
Già volse in altra forma un’altra volta
con la schiera pugnar famosa e dotta;
ma con l’altre Pïeridi confuse
vergogna accrebbe a sé, gloria a le Muse. —
{{Ottava|190}}Amor, che vede di quel canto lieto
la madre intesa a la piacevol guerra,
volando intanto, ove ’l vicin mirteto
insidïosa chiave asconde e serra,
volge anelletto picciolo e secreto,
e con gagliardo piè batte la terra:
ed ecco d’acqua un repentino velo,
che fa pelago al suolo, e nube al cielo.
</poem><noinclude><references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. I, 1975 – BEIC 1869702.djvu/534
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OrbiliusMagister
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Phe-bot" /></noinclude><poem>
{{Ottava|191}}A pena il piede il pavimento tocca,
e l’ordigno volubile si move,
che ’l fonte traditor súbito scocca
saette d’acqua inaspettate e nove,
e prorompe in piú scherzi, e mentre fiocca,
tempesta par, quand’è sereno, e piove.
Spicciano Tonde, ed aventate in alto
movono a chi noi sa furtivo assalto.
{{Ottava|192}}Come qualora a Roma il festo giorno
del suo sommo Pastor riporta Tanno,
le fusette volanti a mille intorno
col fermamento a gareggiar sen vanno,
ma ne riedon poi vinte, e nel ritorno
lucido precipizio a terra fanno,
e fanno le cadenti auree fiammelle
un diluvio di folgori e di stelle:
{{Ottava|193}}cosí ’l bel fonte in piú fonti si sparse,
se non quanto diverso è l’elemento.
Questo gioco bagnò, quel laioi aise,
e l’una pioggia è d’òr, l’altra d’argento.
Alcun non sa di lor come guardarse
da quel furor, ch’assale a tradimento.
Altrui persegue, e quanto piú lo schiva,
dov’uom crede salvarsi, ivi l’arriva.
{{Ottava|194}}Ahi crudo Amor, versar fontane e fiumi
arte non è, che tu pur ora impari,
avezzo giá per soliti costumi
le tue fiamme a spruzzar d’umori amari.
E non ti basta ognor da’ nostri lumi
lagninosi stillar ruscelli e mari,
ma spesso vuoi che gl’infelici amanti
spargano il sangue, ove son scarsi i pianti.
</poem><noinclude><references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. I, 1975 – BEIC 1869702.djvu/535
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OrbiliusMagister
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Phe-bot" /></noinclude><poem>
{{Ottava|195}}Fugge la Dea di mille rivi e mille
bagnata il sen col suo bel foco in braccio;
e — Queste — dice a lui — gelide stille,
che m’han tutta di fuor sparsa di ghiaccio,
tosto rasciugherò con le faville
di que’ sospiri ond’io per te mi sfaccio. —
Va poi seco in disparte, e cosí lassa
in penoso piacer l’ore trapassa.
{{Ottava|196}}Giá tramontar volea la maggior stella,
e del giorno avanzava ancora poco,
quando col bell’Adon Venere bella
partí da quel delizioso loco.
— Diman, dolce mio ben — gli soggiuns’ella —
ai primi lampi del diurno foco
ne verrai meco a visitare insieme
de’ regni miei le meraviglie estreme.
{{Ottava|197}}E ’I mio carro immortai vo’ che ti porti
su i sereni del Ciel campi lucenti,
a piú vaghi giardini, a piú begli orti,
dove in vece di fiori ha stelle ardenti,
magion d’incorrottibili diporti,
patria beata de le liete genti.
Non deve a te mia gloria essere ascosa,
ché degna è ben del Ciel celeste cosa.
{{Ottava|198}}Quivi data per me ti fia licenza
di contemplar con mortal’occhi impuri
quante d’alta beltá somma eccellenza
Donne avran mai ne’ secoli futuri;
ben che m’ingombri il cor qualche temenza,
e vo’ che la tua fé me n’assecuri,
non alcuna di lor, mentre la miri,
a me ti tolga, ed al suo amor ti tiri. —
</poem><noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Mimidellaboheme" />{{RigaIntestazione|110||}}
{{Indentatura|1.5em}}</noinclude>comprendo; ma tu nol potresti, senza mandar sossopra mille idee già stabilite da una lunga consuetudine.
''M''. Tu cerchi d’ingarbugliarmi con parolone che io non intendo. Spiegati con un esempio.
''A''. Non odi tu ripetere sovente l’ ''arte'' della guerra, l’ ''arte'' della scoltura, l' ''arte'' musicale?
''M''. Sì, odo.
''A''. Or fa, se ’l puoi, di porti in mia vece.
''M''. Oh bella! Senti come è facile. Il ''mestiero'' della guerra, il ''mestiero'' della scoltura, il ''mestiero'' della musica, e vattene là.
''A''. A questo modo tu fai di {{AutoreCitato|Raimondo Montecuccoli|Montecuccoli}} un masnadiero, di {{AutoreCitato|Antonio Canova|Canova}} uno scarpellino, e di {{AutoreCitato|Gioachino Rossini|Rossini}} un orbo che strimpella il violino per le strade; confondi gli artisti cogli artigiani, e sconvolgi questa bella civiltà del nostro secolo.
''M''. Ma non sono io ’l compagno dell’Industria, che è signora nobilissima?
''A''. Appunto come il fantaccino è il compagna d’armi del generale.
''M''. Boccuzza spiritosa! Non è a dire, che tu confetti le parole.
''A''. Vuoi altro da me?
</div><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Mimidellaboheme" />{{RigaIntestazione|124||}}</noinclude>e questo bellissimo traslato deriva dal senso primitivo della voce, come a dire che una forte impressione ''rapisce'', cioè trasporta l’anima, la mente: dell’uomo fuori de’ suoi termini ordinarii; nè qui le due voci possono in nessun modo incontrarsi. V’hanno poi nel comune discorso due modi di dire ne’ quali sembra a prima giunta che esse possano adoperarsi promiscuamente; il primo è ''rubare'', e ''rapire'' il paradiso, presa la metafora dal Vangelo. Ma anche in questo caso affatto particolare le due voci vengono differenziate dall’idea caratteristica, la quale è d’inganno in ''rubare'', e di forza o violenza in ''rapire''; perchè il ladro che dopo una lunga serie di misfatti, giunto all’estremo raccomanda la sua vita a Dio, e muor pentito, si dice che ''ruba'' il paradiso, quasi volendo dire che egli fa inganno alla clemenza del comun padre; ma quegli che con un coraggioso martirio cancella le colpe della vita passata ''rapisce'' il paradiso, cioè fa forza, per dir così, all’eterna giustizia. E con bella maestria di lingua toccò il Segneri di questa differenza nel passo seguente: «Se a te non bastasse l’animo nè di ''rubarti'' il paradiso nel modo pur ora detto, nè di ''rapirtelo'', non ti hai però così tosto da disperare.»<noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=120%|L=0.2em|lh=2|ABATE ALBERTO FORTIS.}}
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diuturnitati rerum intercedit occasus.}}
{{A destra|{{smaller|{{Sc|Macrob}}. in ''Somn. Scip. L.'' 2. ''c''. 10.}}}}}}
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{{Ct|f=150%|L=0.5em|lh=1.5|IN VENEZIA.}}
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|||133}}</noinclude>{{Ct|f=100%|L=0.5em|lh=1.5|''AL CHIARISSIMO SIGNOR''}}
{{Ct|f=100%|L=0.5em|lh=1.5|ABBATE}}
{{Ct|f=180%|L=0.1em|lh=1.5|GABRIELLO D.<sup>{{x-smaller|R}}</sup> BRUNELLI}}
{{Ct|f=100%|L=0.2em|lh=1.5|{{Sc|Prof. Disegnato di Storia Naturale}}}}
{{Ct|f=100%|L=0.2em|lh=1.5|{{Sc|nell’Istituto di Bologna}}}}
{{Centrato|''Del Contado di Sibenico, o Sebenico.''}}
{{xx-larger|I}}L mio viaggio in Dalmazia interrompendo per qualche tempo il commercio di lettere, che tien viva da parecchi anni l’amicizia nostra, dee avervi messo qualche curiosità intorno a’ risultati di esso. Amatore della Storia Naturale, e destinato a professarla in codesta rinomata Accademia, dov’ella rinacque mercè le fatiche degli {{Sc|Aldrovandi}}, de’ {{Sc|Malpighi}}, de’ {{Sc|Marsigli}}, ricercatore diligentissimo di Manoscritti, e documenti atti a spargere qualche lume su la Storia Letteraria de’ passati secoli, e di ogni esotica notizia buon giudice, ed apprezzatore, Voi siete quasi più d’ogni altro a portata di gradire la varietà de’ miei dettagli. Ecco ch’io ve ne indirizzo una parte, affinchè vi serva di prova della mia costante stima ed amicizia per Voi, e di qualche concambio alle notizie, che mi communicate sovente da codesta nobilissima vostra Patria, dove ogni genere di Letteratura, ed ogni Scienza fiorisce.<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|134|{{sc|del Contado}}}}</noinclude>{{Centrato|§. 1. ''Del Territorio, e della Città di Sibenico''.}}
Fra le Provincie tutte della Dalmazia da me visitate, la più atta a tenere molto tempo occupato un Osservatore si è certamente il Territorio di Sibenico, che stendesi lungo il mare per trenta buone miglia, penetrando oltre venti in alcun luogo fra terra, ed abbraccia intorno a settanta fra Isole, e scoglietti minori. La varietà degli oggetti, l’amenità delle situazioni, la buona sorte d’avervi incontrato egregj Ospiti, e un ristretto numero di cortesi, ed attivi Amici, fra’ quali a cagion d’onore mi giova nominare la Famiglia del Conte {{Sc|Francesco Draganich Veranzio}}, coltissima, ed ospitalissima, e ’l Conte {{Sc|Giacinto Soppe Papali}}, di soavissimi costumi, e di cognizioni al viaggiatore utilissime fornito, m’avrebbe determinato a fissare colà per qualche mese il mio soggiorno, facendo quella colta Città centro delle mie escursioni marine, o montane pe’ vicini luoghi. Ma il giusto timore d’essere sindacato, timore cui ben giustificò in parte l’esito della mia spedizione, mi trasse a forza da que’ contorni, e mi costrinse a contentarmi d’aver incominciato parecchie osservazioni senza quasi condurne a perfezione veruna; verità, che non iscandalezzerà punto Voi, nè qualunque altro abituato ad osservare, e che sa per conseguenza quanto tempo esigano le più minute ricerche per esser ben eseguite, ed a compito stato ridotte.
La Città di Sibenico, quarantacinque miglia a dritta linea lontana da Zara; non vanta origine illustre. Coloro, che la vollero nata dalle rovine di ''Sicum'', stabilimento Romano, dove Claudio mandò una Colonia<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{sc|di Sibenico}}|135}}</noinclude>di veterani<ref>{{AutoreCitato|Gaio Plinio Secondo|{{Sc|Plin}}.}} l. III. C. {{Sc|xxii}}. ''Tragurium Civium Romanorum marmore notum;'' {{Sc|Sicum}}, ''in quem locum divus Claudius veteranos misit''.</ref>, ebbero così deboli ragioni per istabilire questa opinione, ch’ella cadde da per se sola. La Tavola Peutingeriana non mette in Dalmazia altro nome di luogo simile a ''Sicum'', se non se ''Siclis''; e questo fra Traù e Salona. Nessun vestigio d’Antichità rimota qualifica Sibenico; non residui di mura, non petrame di lavoro Romano. Una sola Iscrizione vi si vede incassata nelle mura della Città presso alla Porta, che conduce al Molo; e questa vi fu portata da quella parte interna del Territorio, che chiamasi il ''Campo di sopra'', dove probabilmente sorse ne’ tempi antichi ''Tariona''. Il {{Sc|{{AutoreCitato|Giovanni Lucio|Lucio}}}} vuole, che Sibenico sia stato fabbricato da’ Croati ne’ tempi della decadenza dell’Impero, e {{Sc|Giambatista Giustiniano}}, che fiorì un secolo prima, nella sua Relazione ms. della Dalmazia dice, che questa Città “fu fabbricata da Malandrini, o Euscocchi che vogliamo dire, i quali avanti l’edificazione di essa solevano abitare sopra uno scoglio alto, dove ora è fabbricato il Castello, dal quale come vedevano qualche navilio discendevano dal monte; e con le barche, le quali stavano ascose appiè dello scoglio, intorno a cui erano folti boschi, andavano a depredar detti navilj; col tempo incominciarono a drizzare alcune casette, attorniate di certe bacchette chiamate ''Sibice'', dal cui nome fu nominata la Città Sibinico. Questa Città a poco a poco incominciò ad aumentarsi dalle adunazioni di questi ladroni. Si crede poi, che ruinata, e distrutta l’antichissima Città di Scardona nel tempo delle antiche<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|136|{{sc|del Contado}}}}</noinclude>guerre, molti di quegli abitanti si riducessero a Sibinico, di modo che se ben allora non avea nome di Città, col tempo l’acquistò, e si governò molti anni senza esser sottoposta ad altri Principi che agli abitanti di se medesima. Ma non durò questa libertà; imperciocchè il Re d’Ungheria, che allora signoreggiava la Dalmazia, incominciò a tiranneggiarla, dalla qual tirannide volendosi liberare i Sibenzani non potendo più sopportare le insolenze degli Ungheri usate contro le mogli, e contro le figliuole, e nelle proprie facoltà, deliberarono di sottoporsi alla Signoria, come a Principe giusto, del MCCCCXII a’ dodeci del mese di Luglio, essendo Principe il Serenissimo Michele Steno, di felice memoria.“
Qualunque sia stato veramente il principio di questa Città, o simile a quello di Roma, o da una serie di piccoli accrescimenti prodotto, ella è la meglio, e più teatralmente situata, che v’abbia in Dalmazia, e dopo Zara la meglio fabbricata, e popolata di nobili famiglie, tanto lontane dalle barbare maniere degli antichi pirati, quanto le case loro lo sono dalle meschine Sibice. Il Castello eretto sul monte, che la copre, potè preservarla dai replicati sforzi de’ Turchi; e per difenderla dalla parte del mare, v’à dinanzi all’angusto canale, che introduce nel porto, un altro Forte, bell’opera del {{W|Michele Sanmicheli|{{Sc|Sammicheli}}}}, che vi à messo una porta molto simile a quella sua celebre di Verona. Fra le fabbriche di Sibenico merita d’essere osservato il Duomo, quantunque sia di tempi barbari, per la magnificenza del fabbricato, e molto più pel suo tetto composto di gran tavole di marmo connesse insieme: lavoro ardito quanto qualunque altro analogo di tempi Romani. In questa Città fiorirono nel XVI secolo le Lettere, e le Arti più che in qualunque altra della<noinclude>
<references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{sc|di Sibenico}}|137}}</noinclude><section begin="s1" />Dalmazia. Vi si vede in più d’una fabbrica buon gusto d’Architettura, e vi nacquero molti Uomini degni di particolare menzione.<section end="s1" />
<section begin="s2" />{{Centrato|§. 2. ''De’ Letterati, che nacquero, o fiorirono nel XVI secolo a Sibenico; e de’ Pittori''.}}
Fra tutti gli Uomini illustri, de’ quali può vantarsi Madre la Dalmazia, merita per ogni titolo il primo luogo {{W|Antonio Veranzio|{{Sc|Antonio Veranzio}}}}, da Sibenico. Di questo grand’Uomo trovansi memorie sparse in varj libri contemporanei, e presso a qualche Scrittor posteriore di cose Ungaresi; ma niuno à scritto di proposito<ref>Il {{Sc|Belio}} nell’''Hungaria Nova'', T. I; e lo {{Sc|Schmitth}}, negli ''Archiepiscopi Strigonienses compendio dati'', abbozzarono la vita del {{Sc|Veranzio}}; ma entrambi presero degli sbagli, e trattarono assai digiunamente il loro soggetto. Lo {{Sc|Szentivanio}} poi credette, ch’egli fosse nato in Transilvania.</ref> la di lui Vita, ch’è ben degna d’aver luogo distinto fra quelle degli Uomini di Stato non meno che fra quelle de’ Letterati. Io non ò i talenti necessarj per tesserla, nè forse il tempo: ma credo di farvi un piacere communicandovi in succinto le notizie, che ne ò potuto raccogliere dalle preziose Carte conservate presso la nobilissima Famiglia de’ Conti {{Sc|Draganich Veranzj}}.
Nacque {{Sc|Antonio Veranzio}}, il dì ventinove di Maggio {{Sc|mdiv}} da Francesco nobile Sebenzano, e da Margherita Statileo, gentildonna Traurina. La prima puerizia passò in Traù presso gli Zii materni: ma ben presto fu reso alla patria, dov’ebbe per precettore {{Sc|Elio Tolimero}}, del quale fra le Carte Veranziane conservansi varie Poesie latine mss. di qualche pregio. {{Pt|Dal-|}}<section end="s2" /><noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|138|{{sc|del Contado}}}}</noinclude>{{Pt|la|Dalla}} Dalmazia, già ben nutrito nelle Lettere Greche, e Latine, fu chiamato a Vesprimio presso il celebre Vescovo e Bano Pietro Berislavo, Traurino, ch’era pur suo Zio dal lato della Madre; ed ebbe colà i primi rudimenti dell’Arte militare. Ucciso dai Turchi barbaramente nel {{Sc|mdxx}} il guerriero Vescovo, Giovanni Statileo, uomo d’autorità somma nella Corte d’Ungheria, e Vescovo Transilvano, chiamò a se il nostro {{Sc|Antonio}}, e il di lui fratello {{Sc|Michele}}, suoi nipoti. Una delle prime occupazioni del bennato Giovane sembra sia stata la compilazione della Vita del morto Berislavo, ch’è quella medesima, cui s’appropriò cent’anni dopo, con impudentissimo plagio, il {{Ac|Ivan Tomko Mrnavić|{{Sc|Tomco Marnavich}}}}, senza quasi cangiarvi una parola<ref>''Vita'' {{Sc|Petri Berislavi}} ''Vesprim. Ep. Sclav. Dalm. & Croat. Bani'', {{Sc|Jo: Tomco Marnavitio}} ''Auctore. Ven. ap. Evang. Deuch.'' 1620. ''in'' 8°.</ref>. Intorno a questo tempo {{Sc|Antonio}} fu mandato all’Università di Padova; ma le turbolenze insorte nel Regno d’Ungheria fecero, che fosse richiamato ben presto. Sembra ch’egli possa aver continuato gli studj a Vienna, indi a Cracovia, nelle quali due Università certamente studiò {{Sc|Michele}}. Ritornatosene in Ungheria presso lo Zio, che asprissimo, e tenace uomo era, e con villane parole i nipoti suoi vilipendeva maisempre, {{Sc|Antonio}} usò d’un’eroica pazienza, nè si lasciò sedurre dall’esempio del fratello, che la perdette dopo breve tempo. Egli si raccomandò a {{Sc|Stefano Broderico}}, Vescovo Vaciense (del quale resta un pregevole ''Commentario'' ms. della fatal giornata di Mohacz, ove combattè personalmente) e al Monaco Giorgio Utissenio, ch’erano potentissimi alla<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{sc|di Sibenico}}|139}}</noinclude>Corte del Re Giovanni Sepusio. Fu impiegato dallo sfortunato Monarca sin dal {{Sc|mdxxiix}} in commissioni spinose verso i confini del turbulentissimo Regno; e trovavasi presso di lui allora quando fu assediato in Buda da Guglielmo Rogendolff, Generale de’ malcontenti. Ottenne il posto di Segretario Regio, e la Prepositura di Buda Vecchia, de’ quali benefici ringraziò particolarmente con un’Elegia il {{Sc|Broderico}}. Andò in Transilvania commissionato dal Re, per agirvi gli affari del Vescovado in luogo dello Statileo; ed apparisce dalle sue schede, che non solo vi ricopiasse le Iscrizioni esposte, ma eziandio che ne facesse scavare da’ luoghi, dove apparivano ruderi Romani. Sciolto l’assedio di Buda nel {{Sc|mdxxx}} fu inviato a Sigismondo Re di Polonia due volte, e due alla {{Sc|Serenissima Repubblica di Venezia}}. Nell’anno seguente andò a Papa {{AutoreCitato|Papa Clemente VII|Clemente VII}}, poi a {{AutoreCitato|Papa Paolo III|Paolo III}}, ed appena ritornato in Ungheria a Sigismondo di nuovo. Sul finire del {{Sc|mdxxxiv}} passò in Francia spedito dal Signor suo al Re Francesco I, dove fu due volte; indi in Inghilterra ad Arrigo VIII, presso di cui ritrovavasi nel mese di Gennajo {{Sc|mdxxxv}}. È probabile, che intorno a questo tempo egli stringesse amicizia col grand’{{Sc|{{AutoreCitato|Erasmo da Rotterdam|Erasmo Rotterodamo}}}}, e imparasse a stimare il {{Sc|{{AutoreCitato|Filippo Melantone|Melantone}}}}: del primo si conserva diligentemente ancora una Lettera, presso il soprallodato Co: {{Sc|Francesco Draganich Veranzio}}, e in lode del secondo leggesi un Epigramma fra le poesie Latine mss. del nostro {{Sc|Antonio}}. Nel Testamento, ch’egli fece prima d’andare in Francia leggonsi queste parole: “''Mihi, si moriar, pompas sepulchrales, aut Missas fieri nolo ullas. Hospitale pauperum juvetur. Ego contentus ero si in Domino moriar'':“ tratto, che prova certamente almeno la di lui carità verso i poveri. Ritornato alla Corte fu<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|140|{{sc|del Contado}}}}</noinclude>dal suo Re spedito con altri due colleghi Ambasciatore a Ferdinando d’Austria Re di Boemia: ma con poco frutto. Il Re Giovanni morì del {{Sc|mdxl}}; e il {{Sc|Veranzio}}, di cui si conservano due lunghe Lettere su di questo avvenimento scritte a Giovanni Statileo allora Ambasciatore in Francia, sembrava indivisibilmente attaccato agl’interessi della Regina vedova Isabella, e del pupillo Giovanni II. Pella ottava volta fu inviato da Isabella al Re Sigismondo, che aveva preso moglie, nel {{Sc|mdxliii}}; ed è stampata in Cracovia l’Orazione da esso recitata in quell’occasione, che vivamente dipingendo le luttuose circostanze dell’infelice Regina, fece piangere gli ascoltanti. Dopo breve riposo, nell’anno medesimo fu mandato al Re Ferdinando, da cui fu accolto umanissimamente, e trattato a pranzo. Sembra che da quest’epoca egli abbia incominciato a raffreddarsi verso Isabella, i di cui affari piegavano malissimo. Trovo che del {{Sc|mdxliv}} rinunziò a Giorgio Utissenio la Prepositura Transilvana, il che non fece volontieri, come apparisce dai Frammenti d’un Dialogo, ch’ei scrisse molti anni dopo. Ad onta di questo il nostro {{Sc|Antonio}} restò qualche mese ancora nella Corte d’Isabella, e pella nona volta andò in Polonia a trattar d’affari con Sigismondo; dopo la qual commissione dimandò il suo congedo, e passò a Sibenico, d’onde partì conducendo seco due o tre de’ suoi Nipoti, fra’ quali {{Sc|Fausto}}. Si può pensare ch’egli abbia fatto qualche dimora in Italia sino al {{Sc|mdxlix}}, intorno al qual tempo si ridusse alla Corte del Re Ferdinando, che su le prime diegli sufficienti rendite Ecclesiastiche, indi principiò a impiegarlo. Del {{Sc|mdliii}} fu deputato ad Aly-Bassà, Beglierbego di Buda, e nell’anno medesimo fu creato Vescovo di Cinque-Chiese, e Consigliere Regio; indi spedito Ambasciatore in Turchia, con Francesco Zay.<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{sc|di Sibenico}}|141}}</noinclude>Di questo suo viaggio egli deve avere scritto un esteso Giornale, di cui non ci rimane altro che un Frammento degnissimo di vedere la luce<ref>La più interessante parte delle memorie della lunga, e pericolosa spedizione che fu affidata al Gesuita {{Sc|Riceputi}}, che raccolse pella Dalmazia preziosi documenti col pretesto di farli servire all’intrapresa Opera dell’Illirico Sacro; e subì la sorte di quasi tutte le altre Carte radunate da lui smarrindosi di quà dal mare.</ref>. {{Sc|Antonio}} dovette seguire Solimano, che andò a portar la guerra su le frontiere della Persia; e per cinque anni errò coll’esercito Turchesco di paese in paese. Egli profittò della lunga dimora per unire molte memorie spettanti alla Polizia, all’Arte militare de’ Turchi, e alla Corografia delle contrade soggette alla Porta. {{Sc|Augerio Busbekio}}, di cui abbiamo un Trattato del Governo Ottomano fra le Repubbliche Elzeviriane, andava, e veniva in questo frattempo da Vienna in Turchia, e finalmente concluse una tregua. Il {{Sc|Veranzio}}, e lo Zay partirono di là, al dire del {{Sc|Busbekio}} medesimo, agli ultimi d’agosto del {{Sc|mdlvii}}. Non finì l’anno, che {{Sc|Antonio}} fu traslato dal Vescovato di Cinque-Chiese a quello d’Agria; nel seguente trovasi una Lettera di {{Sc|Paolo Manuzio}} al nostro Vescovo, che n’ebbe anche una dal celebre, e sfortunato {{Sc|Aonio Paleario}} nel {{Sc|mdlx}}. Fra le Carte Veranziane, ch’io ò sotto gli occhi, non trovo cosa rimarchevole sino al {{Sc|mdlxvii}}, nel qual anno andò per la seconda volta Ambasciadore alla Porta, pell’Imperadore Massimiliano II. Il trattato di pace con Selimo II. fu condotto a fine in pochi mesi dallo sperimentato Ministro, e grandissimo vantaggio ne venne a tutta la Cristianità. Di quest’Ambasciata celebra le lodi un Poemetto Elegiaco di {{Sc|Giovanni Seccervizio}}. Molti libri manoscritti dovette raccogliere nel-<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|142|{{sc|del Contado}}}}</noinclude>le due spedizioni alla Corte Ottomana il dotto Prelato, de’ quali pell’ingiuria de’ tempi non ci restano memorie: ma basta, per far onore al di lui genio la traduzione, ch’egli fece fare degli Annali Turcheschi da lui trovati in Ancira. Questo Codice, che si conserva colle altre di lui carte a Sebenico, è quel medesimo, da cui trasse gran parte della sua Opera il {{Sc|Leunclavio}}<ref>{{Sc|Leunclav}}. ''Hist. Turc. Lib.'' {{sc|i}}. ''p.'' 31.<br> {{Sc|Schmitth}}. ''Op. cit. in'' {{Sc|Ver}}.</ref>, e che dai dotti è conosciuto sotto il nome di ''Codice Veranziano''. Resosi gloriosamente alla Corte non tardò ad avere il premio delle sue fatiche; e nel {{Sc|mdlxix}} fu creato Arcivescovo di Strigonio, che dopo il Re è la prima figura dell’Ungheria, alla qual dignità si aggiunse nel {{Sc|mdlxxii}} quella di Vicerè. In quest’anno egli coronò Re d’Ungheria l’Arciduca d’Austria Rodolfo; e trovasi stampata in Venezia dal Rampazetto l’Orazione, ch’ei recitò in quell’occasione a nome degli Stati Ungaresi. {{Sc|Giovanni Seccervizio}} pubblicò a Vienna un Panegirico in versi Latini intitolato {{Sc|Verantius}}, al quale trovansi unite varie Poesie pur Latine d’Autori Tedeschi; {{Sc|Giovan Mario Verdizotti}}, stampò in Venezia un Poemetto, diretto all’Arcivescovo {{Sc|Veranzio}} sopra la vittoria navale riportata l’anno innanzi dell’armi Venete sopra i Turchi<ref>{{Sc|Jo: Verdizotti}} ''Oraculum pro magna navali victoria & c. ad'' {{Sc|Antonium Verantium}} ''Strig Archiep. Ven. apud Guerræos'' 1572.</ref>. Nel principio del {{Sc|mdlxxiii}} {{Sc|Pietro Illicino}} gli dedicò un’Opera Teologica. Probabilmente molti altri libri uscirono sotto gli auspizj di lui; il buon Prelato era magnifico Protettore d’ogni sorte di<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{sc|di Sibenico}}|143}}</noinclude>Letteratura. Ma egli trovavasi di già al fine della laboriosa sua vita. Portatosi a Eperies per attendere alla giudicatura ne’ Comizj del Regno, egli cadde ammalato. Su le prime si lasciò medicare: ma sentitosi aggravare fuor dell’usato allontanò da se i Medici spontaneamente, ed aspettò la morte con Cristiana, e filosofica tranquillità. I Letterati perdettero un generoso Mecenate, i poveri un Padre caritatevole, l’Ungheria, e la Cristianità tutta un consumato Uomo di Stato, il dì quindici di Giugno {{Sc|mdlxxiii}}, pochi giorni dopo che gli erano state recate Lettere affettuosissime di {{AutoreCitato|papa Gregorio XIII|Papa Gregorio XIII}}, colle quali gli si annunziava la sua elezione al Cardinalato, procuratagli da un vero merito. {{Sc|Michele Duborozky}}, recitò l’Orazione funebre al Cadavere, che fu sepolto con onorevolissima Iscrizione nella Chiesa di S. Niccolò di Tirnavia. Di questo illustre Prelato parlarono con elogio, oltre i soprannominati {{Sc|Belio, Leunclavio, Schmittio, Busbekio, Manuzio, Seccervizio}}, anche il {{Sc|Bonfinio}} nelle sue ''Decadi Ungariche'', l’{{Sc|Istuamfio}} di lui continuatore, il {{Sc|Jongelino}} nel ''Catalogo de’ Palatini'', l’{{Sc|Autore}} dell’Opera intitolata ''Castrum Strigoniense aureum'', che ne fa amplissimo panegirico in poche parole; e molti altri Scrittori.
{{Sc|Antonio}} fu di bella statura, e ben proporzionato, di carnagione dilicata, d’aperta, e nobile fisonomia; il naso avea lungo, gli occhi azzurri, la bionda barba gli arrivava alla cintola. Nella sua gioventù sembra che sia stato portato agli amori, non potendosi credere affatto finti i molti versi Erotici, ch’egli lasciò mss. Alla bellezza, e dignità della persona egli congiunse in sommo grado la facondia, qualità che come lo rese accetto sin dall’età più fresca ai Sovrani di varie contrade, così dovette renderlo fortunato in Amore. La dolcezza<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|144|{{sc|del Contado}}}}</noinclude>delle di lui maniere era veramente la mostra esterna d’un animo dolcissimo; s’egli usò di pazienza eroica collo Zio Statileo non lo fece già per accortezza, ma per buon animo. Fa d’uopo, che qualche grave offesa lo abbia staccato dalla Regina Isabella, senza di che egli avrebbe persistito. Crescendo in dignità, e in ricchezze non crebbe in superbia, ma sì bene in magnanimità, e beneficenza; del grand’animo di lui può esser prova il dono fatto spontaneamente all’Imperador Ferdinando di 30m. fiorini d’Ungheria, ch’egli avea spesi per pagare le milizie in tempo che l’Erario era sprovveduto. Quindi, ad onta delle immense rendite, ch’ei possedeva allorchè venne a morire, fu d’uopo vendere gli argenti Vescovili, e gli arredi preziosi per pagare i suoi debiti. Negli affari politici avea grandissima penetrazione; nè per sua opinione si sarebbe mai dichiarata la guerra al Turco, se non da una ben connessa, e potentissima Lega di Principi Cristiani. Quantunque occupatissimo negli affari egli conservò mai sempre una predilezione distinta pelle Lettere, e trovò delle ore per applicarvisi. Restano delle di lui Opere mss.
1. ''Vita Petri Berislavi.''
2. ''Iter Buda Hadrianopolim.''
3. ''De Situ Moldaviæ & Transalpinæ. Fragmentum.''
4. ''De Rebus Gestis Joannis Regis Hungariæ. Libri Duo.''
5. ''De obitu Joannis Regis Hungariæ, Epistolæ ad Joannem Statilium Episcopum Transylvanum datæ, dum idem Statilius in Gallia Oratorem ageret anno'' 1540.
6. ''Animadversiones in Pauli Jovii Historiam, ad ipsum Jovium.''
7. ''De obsidione, & interceptione Budæ; ad Petrum Petrovvith.''
8. ''Vita F. Georgii Utissenii, quæ penè tota periit.''
9. ''Collectio Antiquorum Epigrammatum.''<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{sc|di Sibenico}}|145}}</noinclude>
10. ''Multa ad Historiam Hungaricam sui temporis.''
11. ''Otia, seu Carmina.''
{{Sc|Michele Veranzio}}, fratello dell’Arcivescovo, non fece così luminosa figura. Egli si stancò di sopportare lo Statileo, e visse disagiatamente per qualche tempo in Ungheria, poi finalmente tornossene a Sibenico. Egli scrisse con più purgato stile che quello d’{{Sc|Antonio}}, così in prosa, come in versi. Il {{Ac|Ivan Tomko Mrnavić|{{Sc|Tomco Marnavich}}}} cita un’Opera di {{Sc|Michele Veranzio}} sopra la Storia Ungarica de’ suoi tempi: ma di questa non si trova più che un frammento attinente all’anno {{Sc|mdxxxvi}}. Non so se di lui v’abbia altra cosa stampata che un’Elegia fra i Versi Latini di {{Sc|Girolamo Arconati}}. Lasciò mss. alcuni pezzi di Poesia non ineleganti, e un’Orazione ai Transilvani, colla quale vuol persuaderli a mettersi piuttosto sotto la protezione del Turco, che divenir sudditi del Re Ferdinando.
{{Ac|Fausto Veranzio|{{Sc|Fausto}}}}, e {{Sc|Giovanni}}, figli di Michele, furono affidati allo Zio {{Sc|Antonio}} perchè pensasse alla loro educazione. Di {{Sc|Giovanni|}} ci rimangono alcuni Epigrammi da scuola. Egli morì giovinetto in battaglia. {{Sc|Fausto}} visse lungamente ed avrebbe potuto essere ricco, e felice: ma la sua fervidezza lo fece essere mediocremente provveduto, ed inquieto. Ebbe delle traversie per aver compromesso sconsigliatamente la Corte d’Ungheria con quella di Roma in materia beneficiaria; e quindi morì Vescovo di Canadio, ''in partibus''. Pubblicò in Venezia un Dizionarietto Pentaglotto nel {{Sc|mdxcv}}, indi un Volume ''in fol.'', intitolato ''Le Macchine'', e una brevissima Logichetta, ''in'' 24., sotto il nome di {{Sc|Giusto Verace}}. Per quest’ultimo Opuscolo entrò in relazione con due celeberrimi Uomini, vale a dire con F. {{Ac|Tommaso Campanella|{{Sc|Tommaso Campanella}}}}, e coll’Arci-<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|146|{{sc|del Contado}}}}</noinclude>vescovo {{Sc|{{AutoreCitato|Marco Antonio de Dominis|de Dominis}}}}. Del primo conservasi fra le Carte Veranziane una Censura autografa della Logichetta medesima; ed una pur ne rimane del {{Sc|de Dominis}}. {{Sc|Fausto}} scrisse molto, e fra le altre cose una Storia della Dalmazia, cui volle aver seco in sepoltura. Gli eredi suoi rispettarono questa strana volontà; e chi sa quante preziose carte dell’Arcivescovo {{Sc|Antonio}} perirono allora deplorabilmente insieme con quelle di {{Sc|Fausto}}? Questi morì del {{Sc|mdcxvii}}, e fu sepolto nell’Isola di Parvich<ref>Oltre alle accennate cose stampate {{Sc|Fausto Veranzio}} pubblicò a Roma ''Xivot nikoliko izabraniih diwiicz''. 1606. in 8°. e lasciò un Volume ms. ''Regula Cancellariæ Regni Hungariæ''.</ref>. Il {{Sc|Tomco Marnavizio}} gli fece l’Orazione funebre, ch’è stampata in Venezia nello stesso anno. {{Sc|Carlo Veranzio}} nipote di Fausto non lasciò dopo di se Libri stampati, nè Opere inedite: ma fu protettore degli Studiosi, raccoglitore di buoni Libri, ed intelligente d’Antiquaria.
{{Ac|Ivan Tomko Mrnavić|{{Sc|Giovanni Tomco Marnavich}}}}, nacque del {{Sc|mdlxxix}}, di bassa gente, quantunqu’egli abbia poi voluto nobilitarsi fino al darsi origine Reale, pazzia che gli costò grandissimi dispiaceri. Egli fu educato da’ Gesuiti a Roma, e sino dal {{Sc|mdciii}} avea già dato forma a un grosso ms. ''de Illyrico, Cæsaribusque Illyricis'', che si conserva ancora, quantunque sia un pò mutilato. Del {{Sc|mdcxvii}} trovavasi al servigio del Vescovo Canadiense, pella cui morte pubblicò l’Orazione soprindicata. Frugando nelle Carte Veranziane, costui avrà rubato chi sa quante cose! Così dee far giudicare il plagio della Vita di Pietro Berislavo, ch’egli diè alla luce del {{Sc|mdcxx}}, non altro aggiungendovi che alcuni periodi per farsi di<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{sc|di Sibenico}}|147}}</noinclude>lui congiunto, e sopprimendo le poche linee, che scoprivano il vero Biografo {{Sc|Antonio Veranzio}}. Fra le molte cose pubblicate colle stampe di quest’Uomo è la migliore una Dissertazione ''Pro sacris Ecclesiarum ornamentis, & donariis, contra eorum detractores''; a Roma {{Sc|mdcxxxv}} ''in''-8°. Egli era allora Vescovo di Bosna. Pochi anni prima, avea dato alla luce un Leggendario di Santi Illirici di stirpe Reale, col titolo ''Regiæ Sanctitatis Illyricanæ fœcunditas'', ''in'' 4°. {{Sc|mdcxxx}}, nel quale fra gli altri Santi annovera Costantino Imperadore, a cui sanno ben tutti quanto male il titolo di Santo convengasi. Gli altri opusculi del {{Sc|Tomco}} non meritano d’essere riferiti.
{{Sc|Jacopo Armolusich}}, creato di {{Sc|Carlo Veranzio}}, lasciò molti versi mss. Pubblicò a Padova del {{Sc|mdcxliii}} un libretto, ''Slava xenska sprotivni odgovor Giacova Armolusichia Scibençanina çuitu sestomu''. ''in''-4°.
{{Sc|Guarino Tihich}}, o sia {{Sc|Tranquillo}}, visse nel principio del XVI secolo, e lasciò delle Poesie Sacre mss.
{{Sc|Pietro Difnico}}, contemporaneo de’ due primi {{Sc|Veranzj}}, scrisse alcune Poesie nell’idioma Illirico. Dalla medesima famiglia qualche altro dotto Uomo debb’essere stato prodotto: ma io ne cercai senza frutto le notizie. Di questo {{Sc|Pietro}} vi parlerò più sotto, e d’un
{{Sc|Giovanni Nardino}}, che scrisse in versi elegiaci latini ''delle lodi di Sebenico'', soggetto che fu anche trattato da un
{{Sc|Giorgio Sisgoreo}}, di cui cita l’Opera il {{Sc|Tomco}}. Ogni diligenza usata per rinvenirla fu vana.
{{Sc|Pietro Macroneo}} Sebenzano, Canonico di Scardona, quantunque nominato da me dopo tutti gli<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|148|{{sc|del Contado}}}}</noinclude><section begin="s1" />altri, visse in più rimoti tempi. Fra i manoscritti posseduti nel {{Sc|mdcxxxiv}} da {{Sc|Lorenzo Ferenczfi}} a Vienna varie cose trovavansi del {{Sc|Macroneo}} che fiorì cencinquant’anni più addietro. Un solo Opuscolo di lui è stampato, stranissimo Opuscolo, che à per titolo ''Controversia Lyaei, atque Tethidis''. Vienn. {{Sc|mdcxxxiv}}. È un pasticcio di passi scritturali parodiati per servire a questa lite, trattata nulla meno che dinanzi al Tribunale di Dio. Forse il {{Sc|Macroneo}} lo fece con buona fede: ma ne’ tempi nostri corrotti questo accozzamento di sacro, e di profano avrebbe tutta l’apparenza d’una beffa.
Nacque a Sibenico {{W|Martino Rota|{{Sc|Martino Rota}}}} dipintore, e incisore, di cui ci restano parecchie stampe, fra le quali varie Carte Corografiche della Dalmazia, che quantunque poco esatte, sono di qualche uso. Due de’ tre ritratti in rame d’{{Sc|Antonio Veranzio}}, che si conservano fra molte altre preziose Carte di quel grand’Uomo presso la non mai abbastanza lodata Famiglia de’ Conti {{Sc|Draganich Veranzj}}, vengono dal bulino di questo Artefice. Fu anche nativo di Sibenico {{Sc|Andrea}} d’oscura origine conosciuto sotto il nome di {{W|Andrea Schiavone|{{Sc|Schiavone}}}}, valoroso dipintore, le di cui opere in molto pregio sono tenute dagli Amatori, ad onta del disfavorevole giudizio formatone dal {{Ac|Giorgio Vasari|{{Sc|Vasari}}}}.<section end="s1" />
<section begin="s2" />{{Centrato|§. 3. ''Porto di Sibenico, e Lago Scardonitano. Costumanze antiche''.}}
L’ampio Porto, in riva del quale stesa sul pendio d’un colle sorge la Città di Sibenico, spalleggiata dai monti Tartari, asprissimi, e coperti di ghiaje d’antichi fiumi rassodate in breccie, è uno de’ più belli che si possano vedere, pella varietà delle colline, e piccioli promontorj, che lo circondano a foggia di Teatro. Il <section end="s2" /><noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{sc|di Sibenico}}|149}}</noinclude>fiume Kerka, dopo d’aver messo foce nel Lago di Scardona, e d’avervi confuso le proprie acque con quelle del fiume Goducchia, e del torrente Jujova, che vi si scaricano anch’essi all’estremità opposta, si rincanala fra’ dirupi per tre miglia di lento corso, d’onde viene a formare sotto Sibenico un secondo Lago, che ne à ben sei di lunghezza, e si mescola poi col Mare mediante l’angusto canale di S. Antonio. I Romani ebbero uno stabilimento fra le foci de’ due fiumi Goducchia, e Jujova, di cui restano vestigj appena riconoscibili, ma non affatto dispregevoli, perchè somministrano una prova manifesta dell’alzamento dell’acque. I pavimenti a Mosaico, e le divisioni delle stanze rovinate, sono adesso ben due piedi sotto all’ordinario livello del Lago, che soffre qualche flusso, e riflusso in dipendenza dal Mare. V’è anche un lungo molo subacqueo, che congiunge la punta della penisola formata da’ due fiumi collo scoglietto ''Sustipanaz'', su di cui com’ora trovasi una Chiesa rovinata, così altrevolte sarà probabilmente stato un Sacello, o Tempietto de’ Gentili. In una Carta del territorio di Sibenico incisa dal sopraccennato {{Sc|Martino Rota}} del {{Sc|mdlxxi}}, vedesi un gruppo d’abitazioni succedute alle Romane sulla punta che sporge nel Lago fra le due foci, che v’è nominato ''Razlina''; il luogo adesso è affatto deserto.
Fra le poesie del {{Sc|Difnico}} v’à un elogio di Sibenico, in cui trovansi varie cose attinenti alla Storia Naturale delle acque vicine. Eccovi il tratto di questo antico Poeta Naturalista; io avrei creduto, qualunqu’egli siasi, malfatto il trascurarlo<ref name="pag173"><poem>Karka, Koye potok — plove sve mimof Grad,
Ugnoy chiye Otok — nigdarga nebì gràd.</poem></ref>. “Il fiume Karka,<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|150|{{sc|del Contado}}}}</noinclude><ref follow="pag173"><poem>
Rika Karka ovay — spilah Kapgliucch ozgor,
Slove po svaki Kray — chino stuara mramor.
Na çudan pak zlamen — svakse tuy navracchià
Gdi darvo u Kamen — tay voda obracchià.
Utoyti yosc ricy — ugori padayu,
Kogi no oghnici — betegh ne pridayu.
Riche tey yosc nad slap — riba slavom slove
Parxinom yere Kgliap — zlatnomse tuy tove.
Tuyusu psi brez straha — chino samo rexe
Na Turka, i Vlaha — i ugistgih prexe.
Yezero nam blatno — sedmo lito svih stran,
Ugore tad yatno — mecchie iz sebe van.
Raçzi yosc stonoghi — Kozzice chih zovu,
Od pegliasu mnoghi — i tì prì nas plovu.
Prì gradu ovomu — Zubataz Krunnasti
A ne poi inomu — naydese ù çasti.
I toye podobno — castse tay pristogi.
Ofdi er osobno — s’ Kragliem broy rib stogi.
Che ima suud more — nay plemenitiye
Osdi Kraglia duore — passom svaka tiye.
Pitomanam çudno — p skava Riba tay,
Ghdici prirazbludno — na suhi doyde Kray
Ayoscchie çudnigi — stuor, ofdi Vidisce.
Morschi ęlovich diugi — bi Kog’ uhitisce.
Morenam pri Kruzih — ima Korotagne
Zaloxay od druxih — trisu, à ne magne.
Od tach yosc vaglie — moranamsu strane
Danam od Kuraglie — u gnih rastu grane.
Dalece od mora — frid Kopnasu vodè,
Nana che su stuora — i solnam tuy rodè.
Ohualnoga soka — sladorizna vide
Srimçanam otoka — glas po suitu ide.
Viscega ponosa — kopnaye yosc strana.
Mednabonam rosa — tuy pada tay Mana.
Osdi Xena tuy svu — sminose slobodi
Odrizat mater suù — ter xive, i hodi.
Osdi chih ranioce — prisikscigim moxyan
Gliudi ti xivisce— potle godiscch, i dan.
{{A destra|{{Sc|Pet. Difn}}. ''Upohualu od Grada Scib.''}}</poem></ref>
dic’egli, la di cui corrente perenne bagna il piede della Città, à un’Isola, in cui non mai cade gra-<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{sc|di Sibenico}}|151}}</noinclude>gnuola. Esce questo fiume mormorando per ogni lato da spelonche stillanti, dove producesi il marmo; e ognuno concorre a vedervi un prodigio là dove le di lui acque cangiano in pietra il legno. A te porta, o Sibenico, questo fiume Anguille, le carni delle quali non porgono malignità alla febbre, e prima ch’ei precipiti dalla sua gran cateratta vi si trova la rinomata Trota, che d’oro si nutrisce. Lungo quelle sponde abitano cani coraggiosi, che fremono unicamente contro il Turco, e il Morlacco (di lui suddito), e sono intenti a morderli. Il paludoso Lago caccia fuori per nostro uso di sette in sette anni numerosi stuoli d’Anguille. Anche i Granchi da cento piedi, che Schille sono chiamati, nuotano lunghi un palmo dinanzi a noi. I Dentici coronati trovansi più squisiti presso a questa Città che in qualunque altro luogo. Ed è ben conveniente cosa, che facciano onore al sito; perchè quivi particolarmente concorrono in gran numero i pesci più nobili che abbia il mare, e vi corteggiano il Re, vagando pei pascoli d’ogni sorte sì fattamente, che alcuna volta il pesce abitator della sabbia fatto dimestico viensene blandamente all’asciutto lido. Ma più maravigliosa creatura vi si fece vedere, e vi fu preso un marino uomo insociabile. Per noi nodrisce presso a’ suoi vortici il mare ''Kotoragne''<ref>Nessuno a Sibenico à saputo dirmi che spezie di pesce sia la ''Kotoragna''. Generalmente il dialetto di questo Poemetto non è inteso da’ Sebenzani, nè somiglia ad alcuno de’ colti, che s’usano adesso nella Dalmazia Veneta.</ref> riguardevoli per la loro mole; e i di lui scogli subacquei sono così ricchi, che vi crescono i rami del Corallo. Lontano dal mare, in mezzo al-<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|152|{{sc|del Contado}}}}</noinclude>le terre, abbiamo acque salse, dove si cristallizza il Sale... Va pel mondo la fama del lodato succo dolce, che proviene dall’incisione sotto all’Isola di Srimçani<ref>Di quest’Isola non ò potuto trovare chi mi sapesse dar nuova.</ref>; ed è più gloriosamente dotato il continente, perchè vi cade la manna di miele-rugiada. Quivi la donna sempre francamente ardisce tagliare i ligamenti del proprio feto, e ciò non pertanto vive, e cammina<ref>Le Donne popolari non abbisognano in Dalmazia di chi le assista nel parto.</ref>. Quivi coloro, che riportarono ferite nel capo, a’ quali fu spaccato il cervello, vissero posteriormente un anno, ed un giorno.“
Fra le particolarità di Sibenico, mentovate in questo curioso pezzo, mi sembra degno d’osservazione quel {{Sc|Marino Uomo insociabile}}, che vi fu preso. Dalle due spezie di manna indicate dallo Scrittore la prima è certamente quella, che cola dal Frassino per mezzo de’ tagli, che vi si praticano nella stagione opportuna da’ Calabresi, Pugliesi, Maremmani, e Provenzali, e che sono andati in disuso presso i Dalmatini; l’altra è probabilmente quella farina unitasi colla rugiada, che si raccoglie annualmente ne’ contorni di Cracovia, e di cui si fa un picciolo commercio fra quella Città, e Varsavia. Noi abbiamo a Cortelà, vicino a Este nel territorio Padovano, qualche cosa di simile ne’ mesi d’Agosto, e di Settembre.
La massima parte di questi cenni di Storia Naturale Sibenzana trasse {{Sc|Pietro Difnico}} da’ versi Elegiaci pur inediti di {{Sc|Giovanni Nardino}} Canonico Zagabriense, alcuni de’ quali trovansi riferiti in un’opera ms. del {{Ac|Ivan Tomko Mrnavić|{{Sc|Tomco Marnavich}}}}, e non sono sta-<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{sc|di Sibenico}}|153}}</noinclude>ti con iscrupolosa fede espressi dal parafraste Illirico. Il {{Sc|Nardino}} vi accenna la raccolta della Manna come il {{Sc|Difnico}}, e la pesca de’ Coralli.
<poem>
''Manna solo, Sibenice, tuo fælicibus astris''
''Ambrosias tribuit, nectareasque dapes.''
</poem>
{{no rientro}}Il commercio de’ Coralli Sebenzani era bene stabilito in quel secolo, come lo provano questi versi
<poem>
''Hæc quoque florescit speciosis unda Corallis,''
''Qui dites Indos, antipodasque petunt.''
</poem>
Fra le altre molte cose all’enumerazione de’ pregi della sua Patria due costumanze particolarissime annovera questo Autore, una delle quali sussiste tuttora. Eccovi i quattro versi, ne’ quali sono racchiuse:
<poem>
''Sic trino dicata Deo dum festa refulgent''
''Civis in hac sceptrum nobilis Urbe tenet.''
''Hic prius ostenso celebrat nova nupta Priapo''
''Connubium, & socias porrigit inde manus.''
</poem>
Il Re di Sibenico creasi pelle feste del Santo Natale, e dura quindici giorni. Io non mi sono colà trovato in tempo, che lo potessi vedere; quindi scrivo solamente ciò, che me ne fu raccontato. Egli à de’ segni d’Autorità Sovrana, come quello di tenere presso di se le chiavi della Città durante il tempo del suo buffonesco regnare; d’aver luogo distinto nella Cattedrale, e d’esser Giudice delle azioni di coloro, che compongono la sua Corte efimera. Non è più adesso un Gentiluomo che faccia la buffonesca figura di Re, ma un qualche zappatore. Questo Re à però una casa destinata a ben alloggiarlo nel breve giro del suo governo; va per la Città coronato di spiche, vestito di scarlatto alla Nazionale, e con seguito di molti suoi Ufiziali. Il Governatore lo tratta a pranzo, e così il Vescovo; chiunque lo incontra per la via se gl’inchina. Il Borgo di Terra-ferma, e il Borgo di Marina fanno<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|154|{{sc|del Contado}}}}</noinclude><section begin="s1" />anch’essi ciascuno il loro Re, che non può entrare in Città senza prima aver passato un ufizio al Monarca Cittadino. Non ò creduto ben fatto di prendere informazioni in proposito di que’ preliminari del matrimonio, che si sono indicati dal Canonico Zagabriense; fa però d’uopo egli sapesse di certo ch’era in vigore così prudente usanza, da che viene caratterizzato dal {{Sc|Tomco}} come diligente osservatore delle patrie cose. Se avessi potuto rinvenire l’Opera inedita di {{Sc|Giorgio Sisgoreo}}, che trattava ''delle più nobili prerogative di Sebenico'', scritta intorno al {{sc|md}}, ne avrei probabilmente tratto molte notizie risguardanti non meno i costumi antichi, ora andati in disuso, che la Storia fisica del Paese.<section end="s1" />
<section begin="s2" />{{Centrato|§. 4. ''Pesca del Lago, Litografia, e produzioni subacquee del Porto di Sibenico''.}}
Il Lago di Scardona è tutto circondato da colline di piacevole pendio, e suscettibili di ottima coltura: ma queste per la maggior parte sono abbandonate. Come l’Agricoltura, così è maltrattata la Pesca in que’ luoghi, quantunque non sieno mal frequentati da Tonni, e pesci minori emigranti. Vi si bada quasi unicamente al pesce nobile pell’uso giornaliero delle tavole di que’ Signori, che abitano le due Città di Scardona, e di Sibenico. Le Lizze, le Palamide, i Dentici, e le Orate dalla corona, le Triglie, i Congri, e molte altre spezie d’egual pregio si pigliano in quelle acque con metodi rozzissimi, e poco economici. Gli Schilloni lunghi un palmo, de’ quali fa cenno il {{Sc|Difnico}}, proprj del Lago Scardonitano, e del seno di Sibenico, sono veramente un boccon ghiotto. Delle Anguille non vi si fa pesca regolare, quantunque il paludoso fiume Goducchia debba nodrirne in quantità, e debbano {{Pt|an-|}}
<section end="s2" /><noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{sc|di Sibenico}}|155}}</noinclude>{{Pt|che|anche}} trovarsene dall’opposta parte ne’ fondi fangosi del Lago presso alla Città di Scardona.
Tutte le sponde di questi Seni interni sono marmoree; nè molte varietà d’impasti vi si ponno osservare. Il marmo commune di Dalmazia, ora più, ora meno ripieno di corpi fistulosi, e di frantumi di Testacei vi domina, benespesso diviso semplicemente in istrati orizzontali inclinati, e talvolta suddiviso anche verticalmente. Io ò fatto disegnare (Tav. {{sc|vi}}) uno de’ più osservabili luoghi di quel litorale detto ''Suppliastina'', vale a dire Pietra traforata, denominazione venutagli dal buco B, formatovisi in vetta alla rupe ignuda, pel quale si vede fuor fuori. Non v’è forse lungo le coste della Dalmazia, nè fra terra, come non v’è a mia notizia ne’ monti d’Italia che ò visitati, sito più atto a stabilire qualche spirito prevenuto nella falsa opinione dell’esistenza degli impropriamente detti strati verticali calcareo-marini, nella giacitura lor naturale. Il picciolo promontorio stendesi nel canale A, che s’interna verso il Lago Scardonitano. Dalla parte opposta si veggono a nudo le apparenze ingannevoli di filoni C, quasi perpendicolari. Fra le due lettere DD sembrano i filoni perpendicolari del tutto, ma ben esaminando si riconosce la linea EEEE, costituente la primitiva divisione degli strati, e confermata dalla differenza delle materie prese nel marmo. Di sì fatte linee v’ànno riconoscibili vestigj anche più sopra; e ciò, che manifesta la dissimiglianza dell’origine fra esse e le verticali, si è il trovare, che le prime sono appena visibili, e rare volte discontinuano la solidità della massa, le seconde sono manifeste fenditure, ora più ora meno larghe. Anche il canale di S. Antonio, per cui s’esce dal Porto di Sibenico in mare, presenta un aspetto di strati degno d’osservazione. Imperocchè le di-<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|156|{{sc|del Contado}}}}</noinclude>visioni della costa marmorea sono da principio inclinatissime verso il promontorio interno del Porto, indi a poco, a poco si erigono a segno tale, che si trasformano in verticali, e finalmente cangiando indole all’improvviso divengono sinuose con istravagantissima direzione. A questo fenomeno malagevolmente si può trovare spiegazione conveniente, quando non si voglia crederlo dipendente dal vario moto delle acque dell’antico mare, che i primi componenti degli strati calcarei successivamente accozzarono, portate ora di quà, ora di là dalle procelle, e dalle correnti.
I lidi marmorei del Porto di Sibenico mostrano in più d’un luogo manifesti segni di sconvolgimento, che potrebbono essere stati conseguenze di qualche violento Tremuoto. Fra questi deesi annoverare la Grotta di S. Antonio, la di cui volta è formata dall’angolo di due pezzi di monte, che cadendo cozzarono insieme; ed è anche osservabile la lunga rupe pendente per lo spazio di quasi un miglio in senso opposto al mare, che vedesi presso alla Città di Sibenico su la picciola penisola delle Fornaci, appiè del quale s’è rassodata una terra marina argillosa, sterile, azzurognola, senza Testacei. Le Frumentarie prese nella pietra forte sono l’unica spezie ben riconoscibile di corpi marmi lapidefatti, che trovasi lapidefatta in quel sito.
Io ò voluto provarmi a pescare produzioni marine nella maggior profondità del canale di S. Antonio, servendomi d’una barca, e degli attrezzi de’ pescatori Corallaj. Trassimo dal fondo coll’''Ordigno'' varj pezzi di quella crosta petrosa, che in più luoghi del fondo subacqueo suole formarsi da’ frantumi de’ Testacei, dall’arena, e dal fango rappreso. Ognuno de’ pezzi estratti mi parve un’Isola popolata di viventi subacquei. Vi esaminai rapidamente gli Oloturj rossi, le Spugne pur<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{Pt|pio|Tempio}} dedicato a Diana. Io l’ò creduto meritevole d’occupare il mio Disegnatore. Tav. {{ec|{{sc|viii}}|{{sc|x}}|Pagina:Viaggio in Dalmazia.djvu/215}}.
La sommità del Monte AAA è composta di marmo volgare Dalmatino, e di pietra forte Lenticolare sparsa di selci. Vi si vede una grand’apertura fatta dall’acque in tempi rimoti, quando erano viscere del monte quelle materie, che or ne compongono la cima; e si riconosce ancora assai bene l’addentellato degli strati interrotti. Dalla parte esteriore di queste ripide vette staccansi tratto tratto gran masse di pietra a poco a poco divise dal loro tutto pel segreto lavoro delle piovane, che ne sciolgono talvolta i fondamenti, e più spesso vi moltiplicano gli urti progressivamente filtrandosi per nascosi screpoli, e fenditure de’ marmi, fino a tanto che arrivino a separarne l’apparente continuità. Non di rado accade, che le masse rovinate dall’alto, o in conseguenza del tacito, e lungo rodere dell’acqua, o pell’impeto troppo manifesto de’ Tremuoti, sieno d’enorme grandezza, ed ingannino gli Osservatori frettolosi, che non s’avveggono della rivoluzione accaduta. Può anche darsi, che gran pezzi di monte precipitati dall’alto si conservino isolati dopo la distruzione degli strati, da’ quali furono divisi; ed in tal caso fa d’uopo avere una sicurezza d’occhio sperimentata in lunghe osservazioni, per conoscere a prima vista d’onde siano venuti. Dai vacui restati nella rupe AAA presero motivo gli uomini negli andati secoli di formarsi delle abitazioni, chiudendone l’ingresso con muraglie grossolane. Di questa fatta d’abitazioni sono quelle che si vedono segnate BB.
Tutto il corpo del monte, che serve di base alla descritta sommità marmorea persino al mare, è di materia dissomigliantissima dal marmo Dalmatino, e istriano volgare; ella somiglia alle terre argiflacee dell’inter-<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{Pt|pio|Tempio}} dedicato a Diana. Io l’ò creduto meritevole d’occupare il mio Disegnatore. Tav. {{sc|{{ec|viii|x|Pagina:Viaggio in Dalmazia.djvu/215}}}}.
La sommità del Monte AAA è composta di marmo volgare Dalmatino, e di pietra forte Lenticolare sparsa di selci. Vi si vede una grand’apertura fatta dall’acque in tempi rimoti, quando erano viscere del monte quelle materie, che or ne compongono la cima; e si riconosce ancora assai bene l’addentellato degli strati interrotti. Dalla parte esteriore di queste ripide vette staccansi tratto tratto gran masse di pietra a poco a poco divise dal loro tutto pel segreto lavoro delle piovane, che ne sciolgono talvolta i fondamenti, e più spesso vi moltiplicano gli urti progressivamente filtrandosi per nascosi screpoli, e fenditure de’ marmi, fino a tanto che arrivino a separarne l’apparente continuità. Non di rado accade, che le masse rovinate dall’alto, o in conseguenza del tacito, e lungo rodere dell’acqua, o pell’impeto troppo manifesto de’ Tremuoti, sieno d’enorme grandezza, ed ingannino gli Osservatori frettolosi, che non s’avveggono della rivoluzione accaduta. Può anche darsi, che gran pezzi di monte precipitati dall’alto si conservino isolati dopo la distruzione degli strati, da’ quali furono divisi; ed in tal caso fa d’uopo avere una sicurezza d’occhio sperimentata in lunghe osservazioni, per conoscere a prima vista d’onde siano venuti. Dai vacui restati nella rupe AAA presero motivo gli uomini negli andati secoli di formarsi delle abitazioni, chiudendone l’ingresso con muraglie grossolane. Di questa fatta d’abitazioni sono quelle che si vedono segnate BB.
Tutto il corpo del monte, che serve di base alla descritta sommità marmorea persino al mare, è di materia dissomigliantissima dal marmo Dalmatino, e istriano volgare; ella somiglia alle terre argiflacee dell’inter-<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>no, de’ monti che dominano il litorale de’ Castelli di Traù. Questa medesima pasta regna sotto gli strati marmorei costantemente da Zara fino appiè della Fortezza di Duare, cioè per un tratto di centoquindici miglia a dritta linea, facendosi anche in varj luoghi scopertamente vedere per lunghi tratti di paese al mare, dovunque si scoprono le interiora di monti considerabili. Sarebbero per certo ingannati quei, che credessero “l’Istria, la Morlacchia, la Dalmazia, l’Albania, ed alcuni altri vicini paesi anco fra terra, gli Scogli, l’Isole, ed il fondo del mare tutti formati d’un solo masso di marmo opaco, di grana uniforme, quasi della stessa durezza, biancastro!<ref>''Saggio di Storia Naturale dell’Adriatico''. p. VIII.</ref>. Andando innanzi col viaggio trovasi, che anche lungo’l Primorye compariscono le viscere de’ monti ora più ora meno compatte, e strati immensi di marmo differentissimo dal biancastro volgare, oltre a’ varj gruppi, e corsi meno estesi di pietre arenarie, e di marmi pregevoli pella finezza delle loro paste, o pella varietà de’ colori.
Forse mal si conviene a divisioni così vaghe, ed eslegi come quelle, che sono rappresentate nella Tav. {{sc|{{ec|viii|x|Pagina:Viaggio in Dalmazia.djvu/215}}}}, il nome di strati; e quindi io non userò di questa voce in onta della mia scompiacenza segreta, quantunque si trovi consacrata dagli Scrittori Orittologi accreditati la contraddittoria denominazione di ''Strati perpendicolari'', che racchiude una manifesta implicanza. Io mi servirò del nome di filoni, che mi sembra il solo appropriato.
Abbenchè la base degli strati, o divisioni inferiori rappresentate da questa Tavola, sia costantemente di<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>terra argillosa, eglino hanno però subito così differenti modificazioni, che meritano un esame particolare, e minuto. Il filone inclinato CC è di pietra Lenticolare, grigia, marmorea, di grana fina, diviso in pezzi, che ricevono pulimento quanto ogni altro marmo calcareo. È di fatti perfettamente calcarea la sostanza di questa pietra, che di Corpi marini lapidefatti è unicamente composta. Le divisioni DDDD sono di filoni grigio-ferruginosi di materia simigliante alla cote, senz’apparenza di Corpi marini. Se si tragga dal suo luogo naturale un pezzo di questi filoni, la continuità de’ quali è divisa in piccioli ritagli, e si esamini colcato orizzontalmente, vi si distingue chiaramente il corso, che una volta presero a traverso di quella massa le acque cariche di particole ocracee, che si deposero a poco a poco fra gl’intersitizj scavatisi nel passaggio, e li chiusero. Il lavoro di queste acque ferruginose rappresenta a un di presso l’opera reticolata degli Antichi; non à però la medesima solidità, da che sconnettesi agevolmente cedendo ad ogni picciola forza, e spesso all’azione dell’acque piovane, che vi passano, e delle marine, che vi percuotono (Tav. {{sc|{{ec|viii|x|Pagina:Viaggio in Dalmazia.djvu/215}}}}, Fig. A). Lo spazio segnato EE non si può dire propriamente lapidoso. Egli è d’argilla biancastra, che trae al ceruleo senza miscuglio d’arena, indurata, che si rompe in pezzuoli di superficie liscia, e vergata di fluore piriticoso dendromorfitico. Sembra, che tutta, o per la maggior parte, l’acqua impregnata di parti ferree disciolte in ocra, e di atometti spatosi, che doveasi distribuire inzuppando quest’argilla, abbia preso corso, e corso impaziente d’indugio pell’irregolare cammino FF, la di cui pasta è divenuta simile a quella del filone CC. Provano manifestamente la direzione tenuta dall’acqua ora saturata di particole tartarose, ora d’ocracee alcune croste<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>gli danno l’aspetto d’un aggregato di pilastri. L’erosione degli spruzzi dell’acqua marina divide la superficie esterna di quella pietra arenaria in areole romboidali, curvilinee, simili a quelle che si osservano ne’ filoni DDDD Tav. {{sc|{{ec|viii|x|Pagina:Viaggio in Dalmazia.djvu/215}}}}, co’ quali à comune l’origine. La sola riflessibile differenza, che vi ò veduta, si è, che in queste i canaletti, che circoscrivono i ritagli romboidali sono concavi, laddove i filoni DDDD gli ànno prominenti.
La differente positura, o per meglio dire la differente sezione de’ filoni, che ànno pur la medesima indole, produce questo diverso fenomeno. Quelli della Tav. {{sc|{{ec|viii|x|Pagina:Viaggio in Dalmazia.djvu/215}}}} soffrono di fronte l’urto de’ flutti; questi più vicini a Spalatro lo ricevono sull’ampia estensione del fianco, cui espongono al mare scoperto. La casa di campagna del Sig. Co: {{Sc|Capogrosso}}, deliziosamente situata sull’altezza della costa, è il confine di questa combinazione, che resta interrotta da un nuovo seno del mare, che à intorno a dugencinquanta piedi di corda. La di lui curva è scavata in istrati ineguali d’argilla arenosa, azzurrognola, e giallastra, semipetrefatta, e in varj luoghi attraversata da fascie orizzontali di pietra, che cede fendendosi in ritagli quasi cubici all’azione dell’aria, e del mare. Il corno ulteriore del picciolo seno è di rupe arenaria forte, e forma un promontorietto, dietro a cui internasi un nuovo seno, che à per confine un’altra punta quasi affatto marmorea. Quest’alternazione d’argilla, ora più ora meno petrosa nelle sinuosità, e di rupe compatta ne’ Promontorj, che costantemente progredisce quasi fino alle foci di Narenta, gli scoglietti marmorei, che in molti luoghi appariscono fuor d’acqua, o veggonsi poco sotto il livello ordinario del mare, e l’Isole petrose, che stendonsi lungo il Continente della Dalmazia a destra, e a<noinclude>
<references/></noinclude>
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{{Conteggio pagine|[[Speciale:Statistiche]]}}<!-- Area dati: non modificare da qui: --><onlyinclude><div style="display:none"><section begin="sottotitolo"/>Del Contado di Sibenico, o Sebenico<section end="sottotitolo"/>
<section begin="prec"/>../Del Corso del fiume Kerka, il Titius degli antichi/9. Voci popolari in fatto di Mineralogia dalmatina<section end="prec"/>
<section begin="succ"/>../Del Contado di Sibenico, o Sebenico/1. Del Territorio, e della Città di Sibenico<section end="succ"/>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|viii||}}</noinclude>{{Ct|f=150%|L=0.4em|lh=1.5|NOI RIFORMATORI}}
{{Ct|lh=2|{{Sc|Dello Studio di Padova.}}}}
{{xx-larger|A}}Vendo veduto per la Fede di Revisione, ed Approvazione del Pubblico Revisor ''D. Natal dalle Laste'' nel Libro intitolato: ''Viaggio in Dalmazia di Alberto Fortis, ec. Ms.'' non v’esser cosa alcuna contro la Santa Fede Cattolica, e parimente per Attestato del Segretario nostro, niente contro Principi, e buoni costumi, concediamo Licenza ad ''Alvise Milocco'' Stampator ''di Venezia'' che possa essere stampato, osservando gli ordini in materia di Stampe, e presentando le solite Copie alle Pubbliche Librerie di Venezia, e di Padova.
::Dat. li 3. Marzo 1774.
( {{Sc|Andrea Querini Rif.}}
( {{Sc|Girolamo Grimani Rif.}}
( {{Sc|Sebastian Foscarini Cav. Rif.}}
:::Registrato in Libro a Carte 153. al Num. 4.
{{A destra|''Davidde Marchesini Segr.''}}
:::8. Marzo 1774.
Registr. al Magistr. contro la Bestemmia in Libro a Carte 55.
{{A destra|''Andrea Crattarol Segr.''}}<noinclude><references/></noinclude>
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{{Ct|f=100%|L=0.5em|lh=1.5|{{Sc|nel Secondo Volume.}}}}
{{Vi|nodots|titolo={{Sc|{{xx-larger|D}}el Contado di Traù}}.|pagina=Pag. 1}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 1. ''Del distretto di Traù.''|pagina=ivi.}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 2. ''Di Bossiglina, e della Penisola Illide.''|pagina=3}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 3. ''Della Città di Traù, e del Marmo Traguriense degli Antichi.''|pagina=6}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 4. ''Dell’Isola di Bua.''|pagina=10}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 5. ''Minera di Pissasfalto.''|pagina=15}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 6. ''Delle Patelle articolate.''|pagina=19}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 7. ''Del litorale di Traù verso Spalatro, e della pietra di Milo.''|pagina=24}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 8. ''Degl’Insetti nocivi.''|pagina=27}}
{{Vi|nodots|titolo={{Sc|Del Contado di Spalatro}}.|pagina=29}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 1. ''Descrizione degli strati, e filoni del Promontorio Marian. Sbaglio del'' {{sc|Donati}} ''rilevato.''|pagina=31}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 2. ''Del Porto, della Città, della Storia Letteraria di Spalatro.''|pagina=38}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 3. ''Rovine di Salona.''|pagina=42}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 4. ''Della Montagna di Clissa, e del Mossor.''|pagina=46}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 5. ''Del Paese abitato da’ Morlacchi fra Clissa, e Scign; della Valle di Luzzane, e del Gipalovo Vrilo.''|pagina=49}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 6. ''Della Montagna Sutina, e luoghi aggiacenti.''|pagina=54}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 7. ''Delle rovine d’Epezio, e de’ petrefatti che si trovano in que’ contorni.''|pagina=56}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|vi||}}</noinclude>{{Vi|nodots|titolo={{Sc|Del Corso della Cettina, il Tilurus degli Antichi}}.|pagina=61}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 1. ''Delle fonti della Cettina.''|pagina=62}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 2. ''Viaggio sotterraneo.''|pagina=64}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 3. ''Pranzo Morlacco in un sepolcreto.''|pagina=73}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 4. ''Pianura di Pascopoglie, Fonte Salsa, Isola d’Otok. Rovine della Colonia Equense.''|pagina=75}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 5. ''Delle Colline Vulcaniche, e de’ Laghi di Krin. Gesso di Scign.''|pagina=79}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 6. ''Della Fortezza di Scign, e della Campagna vicina.''|pagina=81}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 7. ''Corso della Cettina fra’ precipizj; sue Cateratte.''|pagina=84}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 8. ''Corso della Cettina da Duare, sino alle foci.''|pagina=88}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 9. ''Della Provincia di Pogliza, e suo Governo.''|pagina=92}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 10. ''Della Città d’Almissa. Ingiustizia fatta dal P.'' {{sc|Farlati}} ''a quegli abitanti. Errori Geografici dello stesso.''|pagina=95}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 11. ''Della muraglia naturale di Rogosniza, e della Vrullia, il'' Peguntium ''degli Antichi.''|pagina=99}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 12. ''Della Paklara, o Remora de’ Latini.''|pagina=101}}
{{Vi|nodots|titolo={{Sc|Del Primorie, o sia Regione Paratalassia degli Antichi}}.|pagina=105}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 1. ''Della Città di Macarska.''|pagina=106}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 2. ''Del monte Biocova, o Biocovo, che domina Macarska.''|pagina=111}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 3. ''Delle Meteore del Primorie.''|pagina=114}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 4. ''Del Mare, che bagna il Primorie; del suo livello; della Pesca.''|pagina=119}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 5. ''De’ luoghi abitati lungo il Litorale del Primorie a Ponente, e a Levante di Macarska.''|pagina=131}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|||vii}}</noinclude>{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 6. ''Delle voragini di Coccorich; de’ Laghi di Rastok, di Jezero, di Desna; e del Fiume Trebisat.''|pagina=143}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 7. ''De’ Fiumi Norin, e Narenta, e della pianura allagata da essi.''|pagina=149}}
{{Vi|nodots|titolo={{Sc|Dell’Isole di Lissa, Pelagosa, Lesina, e Brazza nel mare Dalmatico, e dell’Isola d’Arbe nel Quarnaro}}.|pagina=161}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 1. ''Dell’Isole Lissa, e Pelagosa.''|pagina=162}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 2. ''Dell’Isola di Lesina.''|pagina=171}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 3. ''Dell’Isola di Brazza.''|pagina=182}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|5}}§. 4. ''Dell’Isola d’Arbe, nel Golfo del Quarnaro.''|pagina=188}}
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{{Centrato|AVVISO.}}
Nel I. Volume pag. 167, e seguenti, dove sta ''Tribouhug'' leggasi ''Tribohùn''.
Nel Vol. II. pag. 32. e seguenti, la Tavola per isbaglio chiamata VIII è la segnata X.<noinclude><references/></noinclude>
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Viaggio in Dalmazia/Del Contado di Sibenico, o Sebenico/1. Del Territorio, e della Città di Sibenico
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 43 —|A. 1848}}</noinclude>piazza di S. Lorenzo in Lucina (ove era stata convocata, con pubblico affisso) si è recato con una bandiera alla testa al palazzo della Cancelleria ed ha presentata al Consiglio dei Deputati una petizione riguardante le misure più energiche di guerra ecc. Il Presidente ha risposto che la petizione nelle forme del Regolamento sarebbe esaminata e discussa domani. In seguito di che l’attruppamento si è disciolto senza alcuna violenza. — E voce comune che una parte della truppa Civica avesse oggi l’intenzione di tornare ad occupare il Castello e le porte; ma la cosa non ha sino a questa sera avuto effetto.
Giovedì 20. — Questa mattina la Deputazione del Consiglio dei Deputati e dell’alto Consiglio (ed il Principe di Campagnano ha fatto parte della seconda) si son recate al Quirinale per presentare al Papa i loro rispettivi indirizzi ai quali il S. Padre ha dato, pare, bastantemente soddisfacenti risposte. — Ieri pare che effettivamente un certo numero di civici si presentassero arbitrariamente al Castel S. Angelo per occuparlo, e che il comandante Colonnello Stuart, come era naturale, vi si opponesse, facendo anche alzare i ponti. — La precipitazione con cui, secondo la relazione, gli Austriaci lasciarono le vicinanze di Ferrara, si era attribuita a qualche scontro, per loro svantaggioso, con le truppe Piemontesi: ma sinora nulla di nuovo e sembra che non abbiano abbandonato almeno totalmente le rive del Po.
Venerdì 21. — Si aspetta da un momento all’altro il cambiamento del nostro Ministero.
Martedì 25. — Questa mattina è arrivata una legione di nostri civici volontari reduci da Vicenza comandata dal maggiore Galletti. Il Senato Romano, una Deputazione del Consisiglio dei Deputati e 4 battaglioni della truppa civica sono andati ad incontrarla fuori della porta del Popolo e per la strada del Corso (ove erano i parati a tutte le finestre) è andata a piazza di Venezia ove secondo un ordine del giorno del Comando Generale Civico, gli individui dovevano ritornare ai rispettivi battaglioni, a cui appartenevano, ma pare che non abbiano voluto separarsi, e siano perciò stati accasermati. A piazza di Venezia si è suscitato (non si sa bene come, ma si<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 87 —|A. 1849}}</noinclude>Vascello siano in mano dei nostri. Domani si aspetta il formale attacco. Questa sera si son messi i lumi alle finestre.
Lunedì 4. — Tutta la mattina si è sentito di tanto in tanto il cannone e questa sera, dopo le dieci, per un breve tempo accompagnato da un forte fuoco di moschetteria.
Martedì 5. — Tutta la notte ha continuato il fuoco di fucili e cannone. Pare che lo scopo sia sempre d’impedire o distruggere una batteria che i Francesi hanno stabilito o tentano di stabilire ai Quattro venti. Molte palle di cannone da 24 son cadute in città, e segnatamente in Trastevere. Verso le 6 si assicura che una bomba o granata è caduta in piazza Madama, ed ha colpito il palazzo del Governo. Ieri tra i morti si contano i due aiutanti del Generale Garibaldi.
Mercoledì 6. — Fino a circa l’un’ora pomeridiana non si è sentito il cannone; poi si è tornato a sentire di nuovo, ma non con grandissima frequenza.
Giovedì 7, Corpus Domini. — Un ordine del Governo ha ingiunto a tutte le chiese di fare la processione col SS.mo {{ec|nelnell’interno|nell’interno}} delle Chiese medesime. Fino al mezzogiorno il cannone ha taciuto, poi si è cominciato a sentire di nuovo di tanto in tanto sino a notte.
Venerdì 8. — Si è sentito il cannone a intervalli quasi tutta la giornata presso a poco come ieri. — Per disposizione del Governo a molte famiglie, abitanti nelle contrade esposte al fuoco dei Francesi, è stato assegnato il ricovero in vari conventi e palazzi, tra i quali quelli di Odescalchi e Colonna ne hanno dovuto ricevere molte. — Per un’altra disposizione tutti i vetturini debbono nella notte ritrovarsi nei luoghi indicati ed ivi bivaccare coi legni e cavalli: tra i luoghi indicati vi è anche la casa nostra e sino da questa sera hanno riempito il nostro cortile.
Lunedì 11. — È stata nella notte scorsa effettuata la sortita, che si annunziava da ieri, con forza considerevole;<ref>Anche nei giorni precedenti vi erano state altre sortite, ma con forze molto minori.</ref> ma<noinclude></noinclude>
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<poem>
:De già, lustrissem, che semm sul descors
De quij prepotentoni de Frances,
Ch’el senta on poo mò adess cossa m’è occors
Jer sira in tra i nœuv e mezza e i des,
Giust in quell’ora che vegneva via,
Sloffi <ref>{{Nsb|ppm|119|1}}</ref> e stracch come on asen, de bottia.
:Seva in contraa de Santa Margaritta
E andava inscì bell bell, come se fa,
Ziffoland de per mi su la mia dritta,
E quand sont lì al canton, dove che stà
Quel pessee che gh’ha fœura i bej oliv.
Me senti tutt a on bott a dì: Chi viv?
:Vardi inanz, e hoo capii de l’infilera
Di cardon<ref>{{Nsb|ppm|119|2}}</ref> e del strèpet di sciavatt
Che sera daa in la rondena, e che l’era
La rondena senz’olter di crovatt; <ref>{{Nsb|ppm|119|3}}</ref>
E mi, vedend la rondena che ven,
Fermem lì senza mœuvem: vala ben?
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Porta - Poesie milanesi.djvu/119
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Alex brollo
1615
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<noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 113 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" /><poem>
:E vœuna, e dòl Sangua de di de nott.
Che noi se slonga d’olter, che ghe dool
E lu zoilem<ref>{{Nsb|ppm|120|19}}</ref> de capp on scopellott;
Vedi ch’el tend a spettasciamm el eoo;
E mi sott cont on anem de lion;
E lu, tonfetal... on olter scopazzon.
Ah sanguanon! A on colp de quella sort
:Me sont sentuu i cavij a drizza in pee,
E se noi (udess staa che i pover mort
M’han juttaa per soa crazia a torna indree,
Se no ciappi on poo d’aria, senza fall.
Sta vacuità, foo on sparposet de cavall!<ref>{{Nsb|ppm|120|20}}</ref>
</poem>
<section end="s1" /><section begin="s2" />{{Ct|f=100%|v=1|L=0px|NOTE.}}
1) <section begin="1" />sloffi: floscio, snervato.<section end="1" />
2) <section begin="2" />cardon: traslato per fucili innastati.<section end="2" />
3) <section begin="3" />crovatt. Nomina vansi così per ischerzo le Guardie Nazionali del 1802 innanzi, le quali erano composte di straccioni, storpi e veterani assoldati. (Nota dell’autore).<section end="3" />
4) <section begin="4" />voce latina =: riguardo a.<section end="4" />
5) <section begin="5" />felipp: propriamente ’ testatico ’ o tassa personale così detta perchè il 5 dicembre 1775 fu fissata a lire 7 milanesi, quanto valeva la moneta detta ’ filippo ’: ’ sona on bon lilippo de pes ’ in senso traslato, dare una ramanzina solenne: forse al poeta arrise anche il ricordo delle filippiche di Demostene I <section end="5" />
6) <section begin="6" />sansessia: a ogni patto.<section end="6" />
7) <section begin="7" />lavorant de frust: rattoppalore di abiti usati, garzone di rigattiere.<section end="7" />
8) <section begin="8" />in di Tegnon: cioi nell’angiporto o * vicolo dei Tignoni * in via Alessandro Manzoni. Notisi il sale nell’avvicinamento delle voci * lavorant de frust ’ e ’tegnon’ sinonimo di avaro.<section end="8" />
9) <section begin="9" />cobbi: da cubile, letto, dormire. <section end="9" />
10) <section begin="10" />viorìn: seccatura, impiccio. <section end="10" />
11) <section begin="11" />sciati: rospo. <section end="11" />
12) <section begin="12" />spazzaci: soffitta.<section end="12" />
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Discussioni indice:Porta - Poesie milanesi.djvu
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Alex brollo
1615
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wikitext
text/x-wiki
== Documentazione e suggerimenti di formattazione ==
Il testo presenta alcune difficoltà:
# l'OCR è buono, ma non essendo in italiano standard gli errori di interpretazione delle parole sono numerosi e vanno corretti con grande attenzione;
# ci sono molti accenti e diacritici, è utile attivare ed utilizzare il gadget "Diacritici";
# ci sono moltissime note separate, gestite con template {{Tl|Nsp}};
# i frammenti di traduzione dell'Inferno andrebbero resi con una transclusione non standard, a fronte; il problema può essere comunque procrastinato;
# i titoli particolarmente lunghi di alcune poesie sono stati abbreviati; se necessario possono essere modificati in qualsiasi momento.--[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:33, 24 dic 2020 (CET)
:Le foglie aldine usate come separatori di sezioni possono essere rese con:
<pre>{{FI
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</pre> [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:23, 25 mar 2026 (CET)
=== Della versione dell'Inferno di Dante: ipotesi di transclusione ===
Per questa sezione si è scelta (sperimentalmente) una formattazione particolare, con modifiche della formattazione iniziale.
* Ogni canto è stato transcluso in sole due colonne a fronte.
* È stato tentato un allineamento fra il testo dantesco e la versione milanese, ottenuta spaziando verticalmente i blocchi di versi con righe vuote circoscritte da ''includeonly'', in modo che in nsPagina la suddivisione in terzine e in ottave sia conservata, ma in ns0, nei limiti del possibile, ''le terzine siano allineate con la versione milanese''.
* una ''div class=sp'' in testa ai canti riduce, dove necessario, il padding-left generale dei poem per evitare che i versi particolarmente lunghi si spezzino per spazio insufficiente in ns0. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:04, 26 mar 2026 (CET)
== Il nuovo template {{tl|Nsp}} (superato!)==
Il nuovo template Nsp tenta di risolvere il problema 3 (centinaia e centinaia di note separate). Al momento il codice va completato in molte pagine (dalla 165 in poi) aggiungendo il secondo parametro; lavori in corso. Nota: il template va usato solo se ''il testo della nota è in una pagina diversa da quella in cui compare il riferimento alla stessa nota''; se la pagina è la stessa, va usato il normale codice <code>ref</code>. Questo avviene in una piccola minoranza delle pagine. Il piccolo conflitto fra note normali e note separate, che si osserva in alcune pagine con entrambi i tipi di note, scompare in transclusione in ns0. Nota: il testo delle note va escluso dalla transclusione in ns0 (vedi poesia-test [[Poesie milanesi/II - Sestine/Desgrazi de Giovannin Bongee]]. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 01:09, 26 dic 2020 (CET)
: Nel corso della revisione della trascrizione {{tl|Nsp}} sarà sostituito con il template più generale e flessibile '''{{tl|Nsb}}''', utilizzato anche in molti altri libri.
== Struttura ==
{{ping|OrbiliusMagister}} La trascrizione, inizialmente organizzata in sottopagine, sarà rivista assegnando ogni poesia a una pagina ns0 principale, comunque collegandole fra di loro con prec/succ e riunite in raccolte. La poesie di cui esistono trascrizioni ''naked'' (senza testo a fronte) saranno sostituite dalla versione con testo a fronte. Sarà generalizzato il ricorso al primo verso come nome della pagina ns0. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:28, 26 mar 2026 (CET)
:Caro @[[Utente:Alex brollo|Alex]],
:tutto giusto. Teniamo conto di un paio di fattori sulla scorta dell'esperienza con i sonetti seicenteschi:
:* laddove ci sia già un titolo deciso dall'autore quello sia il titolo della pagina (ad esempio ''[[Ona vision]]''): dunque quando ci sia già una pagina con tale titolo occorrerà creare la pagina Opera, valle a dire
:*#''Ona vision'' di questa edizione avrà per titolo [[Ona vision (1921)]] con l'anno di edizione per disambiguante
:*#l'attuale [[Ona vision]] andrà spostato a [[Ona vision (1975)]] cioè l'anno di edizione della versione curata da Dante Isella
:*#Il titolo [[Ona vision]] diventerà redirect a [[Opera:Ona vision]]
:*#in [[Opera:Ona vision]] per la quale occorrerà l'elemento WIkidata, saranno elencate le edizioni della poesia presenti da noi, due oppure, quando tenessimo presente anche [[Indice:Carlo Porta - Poesie milanesi, 1891.djvu]] anche tre.
:*solo laddove Porta stesso non abbia destinato un titolo (è il caso dei sonetti) allora si può usare il primo verso come titolo. Suggerisco di tener presente la lettera œ come possibile problema: la conserviamo pure nel titolo, ma se fosse possibile in automatico creare il redirect dalla forma con "oe" alla forma con "œ" sarebbe perfetto.
:'''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 07:22, 26 mar 2026 (CET)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Grazie. Penso che raccoglierò tutti i dati in un excel e poi ci ragiono con '''molta ''' calma. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:37, 26 mar 2026 (CET)
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Alex brollo
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Gadget [[Aiuto:Gadget Trova e Sostituisci|Trova e Sostituisci]]: salvataggio MemoRegex
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== Documentazione e suggerimenti di formattazione ==
Il testo presenta alcune difficoltà:
# l'OCR è buono, ma non essendo in italiano standard gli errori di interpretazione delle parole sono numerosi e vanno corretti con grande attenzione;
# ci sono molti accenti e diacritici, è utile attivare ed utilizzare il gadget "Diacritici";
# ci sono moltissime note separate, gestite con template {{Tl|Nsp}};
# i frammenti di traduzione dell'Inferno andrebbero resi con una transclusione non standard, a fronte; il problema può essere comunque procrastinato;
# i titoli particolarmente lunghi di alcune poesie sono stati abbreviati; se necessario possono essere modificati in qualsiasi momento.--[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:33, 24 dic 2020 (CET)
:Le foglie aldine usate come separatori di sezioni possono essere rese con:
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</pre> [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:23, 25 mar 2026 (CET)
=== Della versione dell'Inferno di Dante: ipotesi di transclusione ===
Per questa sezione si è scelta (sperimentalmente) una formattazione particolare, con modifiche della formattazione iniziale.
* Ogni canto è stato transcluso in sole due colonne a fronte.
* È stato tentato un allineamento fra il testo dantesco e la versione milanese, ottenuta spaziando verticalmente i blocchi di versi con righe vuote circoscritte da ''includeonly'', in modo che in nsPagina la suddivisione in terzine e in ottave sia conservata, ma in ns0, nei limiti del possibile, ''le terzine siano allineate con la versione milanese''.
* una ''div class=sp'' in testa ai canti riduce, dove necessario, il padding-left generale dei poem per evitare che i versi particolarmente lunghi si spezzino per spazio insufficiente in ns0. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:04, 26 mar 2026 (CET)
== Il nuovo template {{tl|Nsp}} (superato!)==
Il nuovo template Nsp tenta di risolvere il problema 3 (centinaia e centinaia di note separate). Al momento il codice va completato in molte pagine (dalla 165 in poi) aggiungendo il secondo parametro; lavori in corso. Nota: il template va usato solo se ''il testo della nota è in una pagina diversa da quella in cui compare il riferimento alla stessa nota''; se la pagina è la stessa, va usato il normale codice <code>ref</code>. Questo avviene in una piccola minoranza delle pagine. Il piccolo conflitto fra note normali e note separate, che si osserva in alcune pagine con entrambi i tipi di note, scompare in transclusione in ns0. Nota: il testo delle note va escluso dalla transclusione in ns0 (vedi poesia-test [[Poesie milanesi/II - Sestine/Desgrazi de Giovannin Bongee]]. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 01:09, 26 dic 2020 (CET)
: Nel corso della revisione della trascrizione {{tl|Nsp}} sarà sostituito con il template più generale e flessibile '''{{tl|Nsb}}''', utilizzato anche in molti altri libri.
== memoRegex ==
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Alex brollo
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Gadget [[Aiuto:Gadget Trova e Sostituisci|Trova e Sostituisci]]: salvataggio MemoRegex
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== Documentazione e suggerimenti di formattazione ==
Il testo presenta alcune difficoltà:
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# i frammenti di traduzione dell'Inferno andrebbero resi con una transclusione non standard, a fronte; il problema può essere comunque procrastinato;
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=== Della versione dell'Inferno di Dante: ipotesi di transclusione ===
Per questa sezione si è scelta (sperimentalmente) una formattazione particolare, con modifiche della formattazione iniziale.
* Ogni canto è stato transcluso in sole due colonne a fronte.
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Candalua
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Gadget [[Aiuto:Gadget Trova e Sostituisci|Trova e Sostituisci]]: salvataggio MemoRegex
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== Documentazione e suggerimenti di formattazione ==
Il testo presenta alcune difficoltà:
# l'OCR è buono, ma non essendo in italiano standard gli errori di interpretazione delle parole sono numerosi e vanno corretti con grande attenzione;
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</pre> [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:23, 25 mar 2026 (CET)
=== Della versione dell'Inferno di Dante: ipotesi di transclusione ===
Per questa sezione si è scelta (sperimentalmente) una formattazione particolare, con modifiche della formattazione iniziale.
* Ogni canto è stato transcluso in sole due colonne a fronte.
* È stato tentato un allineamento fra il testo dantesco e la versione milanese, ottenuta spaziando verticalmente i blocchi di versi con righe vuote circoscritte da ''includeonly'', in modo che in nsPagina la suddivisione in terzine e in ottave sia conservata, ma in ns0, nei limiti del possibile, ''le terzine siano allineate con la versione milanese''.
* una ''div class=sp'' in testa ai canti riduce, dove necessario, il padding-left generale dei poem per evitare che i versi particolarmente lunghi si spezzino per spazio insufficiente in ns0. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:04, 26 mar 2026 (CET)
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Candalua
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wikitext
text/x-wiki
== Documentazione e suggerimenti di formattazione ==
Il testo presenta alcune difficoltà:
# l'OCR è buono, ma non essendo in italiano standard gli errori di interpretazione delle parole sono numerosi e vanno corretti con grande attenzione;
# ci sono molti accenti e diacritici, è utile attivare ed utilizzare il gadget "Diacritici";
# ci sono moltissime note separate, gestite con template {{Tl|Nsp}};
# i frammenti di traduzione dell'Inferno andrebbero resi con una transclusione non standard, a fronte; il problema può essere comunque procrastinato;
# i titoli particolarmente lunghi di alcune poesie sono stati abbreviati; se necessario possono essere modificati in qualsiasi momento.--[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:33, 24 dic 2020 (CET)
:Le foglie aldine usate come separatori di sezioni possono essere rese con:
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</pre> [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:23, 25 mar 2026 (CET)
=== Della versione dell'Inferno di Dante: ipotesi di transclusione ===
Per questa sezione si è scelta (sperimentalmente) una formattazione particolare, con modifiche della formattazione iniziale.
* Ogni canto è stato transcluso in sole due colonne a fronte.
* È stato tentato un allineamento fra il testo dantesco e la versione milanese, ottenuta spaziando verticalmente i blocchi di versi con righe vuote circoscritte da ''includeonly'', in modo che in nsPagina la suddivisione in terzine e in ottave sia conservata, ma in ns0, nei limiti del possibile, ''le terzine siano allineate con la versione milanese''.
* una ''div class=sp'' in testa ai canti riduce, dove necessario, il padding-left generale dei poem per evitare che i versi particolarmente lunghi si spezzino per spazio insufficiente in ns0. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:04, 26 mar 2026 (CET)
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Alex brollo
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Gadget [[Aiuto:Gadget Trova e Sostituisci|Trova e Sostituisci]]: salvataggio MemoRegex
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text/x-wiki
== Documentazione e suggerimenti di formattazione ==
Il testo presenta alcune difficoltà:
# l'OCR è buono, ma non essendo in italiano standard gli errori di interpretazione delle parole sono numerosi e vanno corretti con grande attenzione;
# ci sono molti accenti e diacritici, è utile attivare ed utilizzare il gadget "Diacritici";
# ci sono moltissime note separate, gestite con template {{Tl|Nsp}};
# i frammenti di traduzione dell'Inferno andrebbero resi con una transclusione non standard, a fronte; il problema può essere comunque procrastinato;
# i titoli particolarmente lunghi di alcune poesie sono stati abbreviati; se necessario possono essere modificati in qualsiasi momento.--[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:33, 24 dic 2020 (CET)
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== Documentazione e suggerimenti di formattazione ==
Il testo presenta alcune difficoltà:
# l'OCR è buono, ma non essendo in italiano standard gli errori di interpretazione delle parole sono numerosi e vanno corretti con grande attenzione;
# ci sono molti accenti e diacritici, è utile attivare ed utilizzare il gadget "Diacritici";
# ci sono moltissime note separate, gestite con template {{Tl|Nsp}};
# i frammenti di traduzione dell'Inferno andrebbero resi con una transclusione non standard, a fronte; il problema può essere comunque procrastinato;
# i titoli particolarmente lunghi di alcune poesie sono stati abbreviati; se necessario possono essere modificati in qualsiasi momento.--[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:33, 24 dic 2020 (CET)
:Le foglie aldine usate come separatori di sezioni possono essere rese con:
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Alex brollo
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Alex brollo
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<poem>
:Quand m’hin adoss che asquas m’usmen el fiaa,
El prim de tutt, che l’era el tamborin,
Traccheta! sto asnon porch del Monferraa
El me sbaratta in faccia el lanternin
E el me fa vede a cn bott so, luna, steli,
A ris’ c de inorbimm lì come on franguell.
:Sera tanto dannaa de quell’azion
Che diniriguarda s’el fudess staa on olter;
Basta, on scior ch’era impari a sto birbon
(Ch’el sarà staa el sur respettor senz’olter).
Dopo avemm ben lumaa, el me dis: Chi siete?
Che mester fate? in dove andee? dicete.
:Chi sont? respondi franco, in dove voo?
Sont galantomm e voo per el falt me;
Intuita<ref>{{Nsb|ppm|119|4}}</ref> poeú del mestee che foo,
Ghe yen quejcossa de vorell savè?
Foo el cavalier, vivi d’entrada, e mò,
Ghe giontaravel fors quejcoss del so?
:Me par d’avegh parlaa de fiœu polid;
N’eel vera? E pur, fudessel ch’el gh’avess
Ona gran volentaa de tacca lid, ’
O che in quell dì gK’andass tusscoss in sbiess,
El me fa sercià su de volt o des,
E lì el me sona on bon felipp<ref>{{Nsb|ppm|119|5}}</ref> de pes.
:Hoo faa mi do o tre vœult per rebeccamm
Tant per respondegh anca mi quejcoss.
Ma lu el torna de cap a interrogamm
In nomo de la legge, e el solta el foss;
E in nomo de la legge, già se sa,
Sansessia,<ref>{{Nsb|ppm|119|6}}</ref> vaia ben? bœugna parla.
:E lì botta e resposta, e via d’incant:
Chi siete? - Giovannin - La parentella? Bongé
- Che mester fate? - El lavorant
De frust<ref>{{Nsb|ppm|119|7}}</ref> _ Presso de chi? - De Isepp Gabella In
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|ove? - In di Tegnon<ref>{{Nsb|ppm|119|8}}</ref> - Vee a spass? - Voo al cobbi -<ref>{{Nsb|ppm|119|9}}</ref>}}
In cà de voi? - Sursì - Dove? - AI Carrobbi.
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 111 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Al Carrobbi! In che porla? - Del piattee Al
numer? - Vottcent volt - Pian? - Terz; e in»cì
Eel satisfaa mò adess; ghe n’iial assee?...
Fussel mò la franchezza mia de mi,
O ch’el gh’avess pu nient de domandamm,
E! va, e el me pienta lì come on salamm.
:Ah, lustrissem, quest chi l’è anmò on sorbelt,
Le on zuccher fìoretton resguard al resi;
El sentirà mò adess el beli casett
Che gh’era pareggiaa depos a quest;
Propi vera, lustrissem, che i battost
Hin pront come la tavola di ost.
:Dopo sto pocch viorin<ref>{{Nsb|ppm|119|10}}</ref>, gris come on sciatt<ref>{{Nsb|ppm|119|11}}</ref>,
Corri a cà che no vedi nanch la straa;
Foo per dervì el porteli, e el trœuvi on tratt
Nient olter che avei^ e sbarattaa
Sta a vede, dighi subet, che anca chi
Gh’è ona gabola anmò contra de mi.
:Magara insci el fudess staa on terna al lott.
Che almanch sta vceulta ghe lassava el segni
Voo dent ciappi la scara sto li on bolt,
Doo a ment — e senti in sui basij de legn,
Dessora inscima, arent al spazzacà<ref>{{Nsb|ppm|119|12}}</ref>,
Come sarav on sciabel a scita.
:Mi a bon cunt saldo li: fermem del pè
De la scara — e, denanz de ris’ cià on pien<ref>{{Nsb|ppm|120|13}}</ref>
Col hdamm a andà su, sbragi: Chi l’è?
Coss’en disel, lustrissem, vaia ben?
A cerca rogna insci per spassass via
Al di d’incœu s’è a temp anch quand se sia.
:Intant nissun respond; e sto tricch tracch
El cress, anzi el va adree a vegni debass....
Ghe soni anmò on Chi l’è? pu masiacch<ref>{{Nsb|ppm|120|14}}</ref>;
Ma oh dess<ref>{{Nsb|ppm|120|15}}</ref>, l’è pesg che ne parla coi sass;
InBn poeìi, a quante mai, sbragi: Se pò
Savè chi l’è ona vœulta, si o nò?
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 112 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Cristo! quanti pensar hoo paraa via
In quell atem che seva adree a sbragià!
M*è fina vegnuu in ment, esussmaria!
Ch’el fuss el condam reficcio<ref>{{Nsb|ppm|120|16}}</ref> de cà,
Cli el compariss lì insci a fa penitenza
De quij pocch ch’el s’è toh su la conscienza.
:El fatt l’è ch’el frecass el cress anmò,
E senti ona pedana, oltra de quell,
Propi d’ona persona che ven giò;
Mi allora tirem lì attacch al porteli.
Che, de reson, sei se le vœur cava
L ha de passa de chi, l’ha de passa.
:Che semm nun chi al busilles: fìnalment
Vedi al ciar de la lampeda de straa
A vegnimm a la centra on accident
D’on cavion<ref>{{Nsb|ppm|120|17}}</ref> frances, de quij dannaa.
Che insci ai curt el me dis: Ett vo el mari
De quella famm che sta dessora li?
:Mi, muso duro tant e quant e lu,
Respondi: Ovi, gè sui moà; perchè? Perchè,
el repia, voter famm, monsú,
L’è tre gioii, sacher diceu, e me pie. O
gioii o non, ghe dighi, l’è la famm
De moà de mi: coss’hal mò de cuntamm?
:Sé che moà gè vceu cocce cont elle. Cocce?
espondi, che cocce d’Egitt?
Ch’el vaga a fa cocce in san Rafaell<ref>{{Nsb|ppm|120|18}}</ref>;
Là l’è el lœugh de cocce, s’el gh’ha el petitt!
Ch’el vaga fœura di cojon, che chi
No gh’è cocce che legna: ave capi?
:Cossa dianzen ghe solta, el dis: Coman,
A moà cojon?.., e el volza i man per damm.
Ovej, ch’el staga requi cont i man,
Ch’el varda el fatte so de nò toccamm,
Se de nò, dia ne libra, son capazz....
E lu in quell menter mollem on scopazz.
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione||— 115 —||n=s}}</noinclude>{{Ct|f=120%|v=1|t=3|L=2px|ONA VISION}}
{{Ct|f=100%|v=1|L=0px|(1812)}}
{{Rule|4em|t=1|v=3}}
<poem>
:On certo reverendo fra Pasqual,
Omm de gran pés in qual se sia manera,
Tant a tœull de la part spiritual,
Come a tœull de la part de la stadera,
Vun de sti dì de podisnà<ref>{{Nsb|ppm|124|1}}</ref> al camin,
Pien come un porch, el fava on visorin.
:L’èva in cà de dò damm bonn religiôs,
Che, per no disturbagh quella quïett,
Mormoraven intant a bassa vôs,
E pregaven de cœur Dio benedett,
Ch’el stermenass con la soa gran bontaa
Tucc quij che secca i pret dopo disnaa.
:Da on’altra part don Dieg ex-zenturon<ref>{{Nsb|ppm|124|2}}</ref>
Teolegh, canonista e missionari,
On poo el juttava la mormorazion,
E on olter poo el sfojava el breviari,
Per tirass intrattant fœura di pee
Quel Mattutin coiomber del dì adree.
:Ora mò, don Pasqual, l’è de notass
Ch’el s’eva quistaa el nomm, coi sœu sudor,
De sant e de paccion de prima class;
Tant che paricc credeven ch’el Signor,
Giusta in l’ora del chilo e del sognett,
El le mettess a part di sœu segrett.
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 116 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:A bon cunl, col conzett ch’el se godeva,
Soa reverenza l’èva dispensaa
Da ogni att de creanza, anzi el podeva
Ronfà<ref>{{Nsb|ppm|124|3}}</ref> tutta la santa podisnaa,
Senza pericol mai che i dò lustrissem
Ghe dassen del villan porch solennissem:
:Ma, sta vceulta, dormend sto don Pasqual
El fava cert versari e certi mocch
Insci fœura de l’orden naturai.
Che i damm s’hin spaventaa minga de pocch,
Per paura che quai vision tremenda
La ghe fass perd la famm per la marenda.
:Basta, quand piàs a Dio, fìnalment
El se desseda<ref>{{Nsb|ppm|124|4}}</ref> torber come on órs,
E vedend i dò damm tutt in spavent,
Curiós de sa ve cossa gh’è occors:
— Che se consolen, Marchesinn, el dis,
Che rivi<ref>{{Nsb|ppm|124|5}}</ref> adess adess dal Paradis.
— Caspita, che bej coss l’averà visti —
Esclamen tutt dò i damm in compagnia.
— Certament; hoo veduu, el dis. Gesú Crist,
La soa Mader Santissima Maria,
E de sant e beatt, no cunti baj,
N’hoo vist assee de fann lece ai cavaj.
:— Dunque l’averà vist nostra cucina,
La baronessa, a cui ci hann scritt la vita,
Poi altre dame molte e qualch pedina<ref>{{Nsb|ppm|124|6}}</ref>
Scritt nel Suss<ref>{{Nsb|ppm|124|7}}</ref> e dirett dai Barnabita?
— . Cara lor, s’hoo de dilla tal e qual,
N’hoo vist nanch vœuna — el respond don Pasqual.
:— Neanch’una! Come mai? In tanta gloria
Ghe sarebber fors mai sfuggii de vista?
Catto! i Pader Devecc, bonna memoria,
Han semper ditt, ch’el Ciel l’è di Sussista;
Dunque, repien<ref>{{Nsb|ppm|124|8}}</ref>, chi è che c’è là su,
De nostra conoscenza o soa de lu?
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 117 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:— Per esempi, el respond, gh’è Mascaron....
Alfier.... Parin.... gh’è el so pessee de cà:
Gh’ c Metastasi.... gh’è l’ost del Falcon....
— Metastasi!... i damm sclamen; se poi dà!
Quell pret che abbiamm sentitt coi nost orecc
A biasimar lant volt dal bon Devecc?
:E d’alter chi hai veduu? ch’el dica un pò.
— Hoo vist Bovara<ref>{{Nsb|ppm|124|9}}</ref>, hoo vist Battaja.... el dis,
Mosca.... Pensa.... Vian. — Ohibò, ohibò,
Anch de sta sort de roba in Paradis?
No sai, che son de quej che l’ha daa in lista
El Devecc per Massoni a noi Sussista?
:In Paradis i franchi-murator?
Se burlem? Ma sai minga, don Pasqual,
Che solament a conversar con lor
Se incorre in la scomunica papal?
Ma, caro lei, car don Pasqual, ch’el taccia,
Ch’el par che Dio el ci abbia voltaa faccia. —
:Intant, per tœulla curta e vegnì al sugh.
Con sto sogn, cuntaa sii insci de salamm.
L’ha ris’ ciaa, don Pasaual, de fass dà el rugh 1O)
Da la cà e da la tavola di damm.
Se el canonista e teologh don Diegh
Noi ghe trovava subet on ripiegh.
:Cestii el gh’ha faa vede, che don Pasqual,
Per vess staa in del disnà on poo intemperant.
L’ha squilibraa col fìsegh el moral;
Ch’hin i potenz<ref>{{Nsb|ppm|124|11}}</ref> in sogn predominane
Che dislinguenJum est in casu tali
Quod detur causa ph^sica aut morali;<ref>{{Nsb|ppm|124|12}}</ref>
:E l’ha conclus infin, che l’ave vist
El Paradis coi sant e coi beatt
L’è efiett moral, che ven de Gesú Crist;
Ma che, eàdem ratione<ref>{{Nsb|ppm|124|13}}</ref>, el ten per fatt
Che l’avegh vist insemma i framasson
L’è effett fìsegh, che ven d’indigestion.
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 120 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Fœura i fraa tucc in troppa, a la serenna,
Per vede el voi de sova reverenza;
Ma per quant corren, riven malapenna
A vedel grand pocch pu d’ona carsenza;
Deffatt quij di pee dolz, come son mi,
E quij cont el cuu grev han scusàa insci.
:Passa l’ora del copp<ref>{{Nsb|ppm|129|7}}</ref> d’incœu e doman,
Passa ona settimana, passa un més,
Meneman l’è chi l’ann, e el guardian
El seguita anca mo a sta giò di spés.
Resten i fraa ogni tratt coi ceucc per ari,
Locch e mìncion pussee de l’ordinari;
:Perchè infin, per quant fussen persuas
Ch’el so Diodatt el fudess sant de bon,
Nonostant ghe pareva ch’el so cas
Noi fudess minga quell d’on ascension
Oh catti diseven, nanch ch’el fuss Enoch,
Elia, o la Madonna, quell marzoch<ref>{{Nsb|ppm|129|8}}</ref>.
:Marcanagg! coss’hal faa de sorprendent
De guadagnass la fin de sant Franzesch?
Che utel ghe n’ha avuu de lu el convent?
Se no gh’era i cercott<ref>{{Nsb|ppm|129|9}}</ref> sì stavem freschi
Si: l’ann passaa, che hin mort squas tucc i vid,
Se stava a lìi vorevem bev polid.
:Basta, se vedarà. Quand pœu han veduu
Che el specciall l’èva on opera de matl,
Han faa on olter guardian pu bottoruu<ref>{{Nsb|ppm|129|10}}</ref>
E pussee grev al doppi de Diodatt;
Han miss di bonn ferrad ai finestron,
E s’el vœur sgorà<ref>{{Nsb|ppm|129|11}}</ref> anch lú, l’è bon patron.
:Però, a gloria del santo Fondator,
El Pader general l’ha faa on decrett
Che de sto voi no s’en dovess descor
Sott penna de scomunega e interdetti
E che l’èva assee a di quant a Diodatt,
Che l’è passaa a la patria di beatt.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 121 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:De il cent dodes ann (sentii sto cas
E restee lì de stucch, se sii Cristian)
Intani che i fraa scennand in santa pàs
No pensaven che al mond ghe fuss on can,
Senten invers la porta del convent
On malarbetto scampanellament.
:Corr el fraa portinee, mezz a taston,
Bestemmìand la pressa e quel che sonna,
E dopo d’ave vist dai bœucc del spion
Che Teva on fraa, o el pareva alla pattonna<ref>{{Nsb|ppm|129|12}}</ref>,
Benedicite, el dis (razza de muj,
Sc’ioppa i fasoRU de fa tant cattabuj?)
:Pax vobis, respond quell; e lì el se invia,
Malapenna ch’el derv, al refettori.
Pian, ferma, cossa fai?... l’oller el cria;
Ma lu, senza fagh oltcr responsori,
El slonga el pass, de mœud ch’el portinee
Per sta vœulta el pò dagh el nàs dedree.
:Ve sii mai imbattuu in quai ostaria
A falla l’uss dopo vess staa a pissà,
E andà in mezz’a tutt’altra compagnia,
Cantand cont i colzon mezz de lazza?
Ben: fee cunt press a pocch che per adess
El cas del refettori el sia l’istess.
:Resten i fraa de gess, come incantaa,
A vedess lì denanz vun del so crœucc
Tutt a filapper<ref>{{Nsb|ppm|129|13}}</ref>, sporch e spaventaa
Ch’el gira intorna mezza spanna d’œucc;
E re sten tant de gess, che pianten lì
Fin de bev e mangia, che l’è tutt dì.
:El guardian, credendel el diavol
Ch’el vorress fagh passa ona mala sira,
Gattònes<ref>{{Nsb|ppm|129|14}}</ref> a la mej in pee del tavol,
E lì, cont un coracg de milia lira.
Come el fuss sant Dominegh in persona,
Trinciegh giò on beli croson con la corona.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 122 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:In nomm del Dio tremend di Cristian
Parla, el dis; chi te set? fa minga el sord:
Per quell lì, lu el respond, sont el guardian;
Ma.... mi no soo.... me senti tant balord,
Che, se noi fuss che seva chi insì arrent,
Credarev squas d’ave fallaa el convent.
:Daj, daj, sbraggen sii tucc, daj che l’è on matt;
Ferméll, lighèll, denanz ch’el daga fœura.
Alto là, lu el repia, son fraa Diodatt;
No ve slonghee fraa becchi<ref>{{Nsb|ppm|129|15}}</ref> bo-e-fœura<ref>{{Nsb|ppm|129|16}}</ref>,
Perchè quel Dio che m’ha faa sgorà
El ve darà del franch<ref>{{Nsb|ppm|129|17}}</ref> nœuva de cà.
:Per fortuna el guardian, fraa Giann Maria,
Di noranta-trii fraa de quell convent
L’èva l’unegh che fuss staa in libreria,
E, per fortuna, ghe vegnuu in la ment
D’ave leggiuu, in non soo qual occasion,
D’on vói de Fra Diodatt, scritt su on carton.
:E tirandesel mej in la memoria,
El le interroga a taj del fatt leggiuu;
E lu el ghe squitta<ref>{{Nsb|ppm|129|18}}</ref> lì tutta l’istoria,
Da la qual se capiss, che avend creduu
D’ess staa in estes mezz’ora, a falla grassa,
El gh’eva staa cent dodes ann e passa.
:Giò tucc i fraa in genceugg pese che ne impressa
A domandagh perdon d’avegh faa on sfris:
Lu el ghe perdonna, el scenna, el se confessa,
El dorma, el mceur, el torna in paradis;
E i fraa, in memoria, en fan l’anniversari
Con dò pittanz de pú de l’ordinari.
:Se vorii mò savè el perchè percomm
Cent dodes ann ghin pars ona mezz’ora,
Ciappee el Prato Fiorito<ref>{{Nsb|ppm|129|19}}</ref>, stampaa in Comm
Del milla ses-cent-quindes da una tal Fiora,
Là a fceuj dusent-settantacinqu se trœuva
Sta cossa frusta, che par semper nœuva.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 124 —||n=s}}</noinclude>{{Ct|f=120%|v=1|t=3|L=0px|EL VIAGG DE FRAA CONDUTT}}
{{Ct|f=100%|v=1|L=0px|(1816)}}
{{Rule|4em|v=2}}
<poem>
:In sul defà<ref>{{Nsb|ppm|135|1}}</ref> de Sant Ambrœus andemm<ref>{{Nsb|ppm|135|2}}</ref>,
Ch’el trottava, el trottava, e via via
El se trovava saldo al post medemm,
Lassand de part on bott la sacrestia<ref>{{Nsb|ppm|135|3}}</ref>,
Ghe diroo coss’è occors, st’estaa passaa,
Al noster fraa Condutt, fraa desfrataa.
:Fraa Condutt, come lor san mej de mi,
Per quella gran golascia del dinar
Come?... el cognossen minga? Oh questa chi
La me reussiss propi singoiar!
Corpo de bio bion, possibel mò
Che sien lor soli che noi cognossen nò?
:Oh ben, come l’è insci, nagott de maa,
In pocch paroll ghen daroo mi l’ideja;
E se per sort Tincontraran in straa.
Me savaran poeìi di s’el ghe someja;
Che on cap rar de sta sort sora tuttcoss
Var la fadiga de possell cognoss!
:Fraa Condutt l’è on magrozzer, on carcamm
D’on pret, longh longh ch’el par on campanin,
Cont on dianzen d’on pomon d’Adamm
Ch’el ghe sbaggia<ref>{{Nsb|ppm|135|4}}</ref> in là on mja el collarin;
Lendenon<ref>{{Nsb|ppm|135|5}}</ref>, coi palper besinfi, inninz<ref>{{Nsb|ppm|135|6}}</ref>,
E el volt a bœucc come el formaj de sbrinz.
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 125 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Sott a duu zij de ru(! e scarpignaa<ref>{{Nsb|ppm|135|7}}</ref>
Che sbarlusca<ref>{{Nsb|ppm|135|8}}</ref> duu bœucc de scoldalecc,
E pocìi sott duu stupendi carimaa<ref>{{Nsb|ppm|135|9}}</ref>,
E anmò sott on bocchin (ina ai orecc,
E in su quell la segcella del moietta<ref>{{Nsb|ppm|135|10}}</ref>,
Che gotta giò tabaccn su la basletta<ref>{{Nsb|ppm|135|11}}</ref>.
:A cressegK i bellezz el gh’ha anca i pagn
Che, comenzand di scarp fina a la lum<ref>{{Nsb|ppm|135|12}}</ref>,
Hin de cinqu o ses negher descompagn,
Tanè, puies, bordocch, martora, fum
Intersiaa a tassij, strattaj, listin,
Pussee che ne on sciffon del Maggiolin<ref>{{Nsb|ppm|135|13}}</ref>.
:Ah, ^hnl quest l’è fraa Sist Sicchè mò han vist
S’el soo mi che l’aveven de cognoss?
Sissignori, l’è lu, propri (raa Sist,
Fradell de don Bernard del Borgh di goss<ref>{{Nsb|ppm|135|14}}</ref>,
Che in Quant ghe dan el nom de fraa Condutt,
L’è perchè l’è on porcon che bocca tutl.
:Lu defatt per on sold el canta, el balla;
Lu el fa la rœuda in terra, el fa la toma;
Lu el va magara con la cotta in spalla
Dedre d’ona vicciura<ref>{{Nsb|ppm|135|15}}</ref> fina a Roma;
Lu el contratta la messa, i esèqui, i ofHzi
Come i œuv e i pollaster de pendizi.
:Adess che semm d’accord fina d’avanz
Qumt al porch (salv però quell ch’el maneggia),
Ciappi el fil de l’istoria e tiri inanz
Drizz drizz, senza desperdem de careggia;
Sicchè, i mee sciori, come ghe diseva
Adess, bellbell.... che pensa in dove seva.
:Donca fraa Sist, per quella gran golascia ~
Del dinar che el le rod e el le sassina,
El s’è trovaa on beli dì in de la mojascia<ref>{{Nsb|ppm|135|16}}</ref>
Con trii impegn tutt al cuu in d’ona mattina.
Messa con ciccolatt al Paradis,
Corp<ref>{{Nsb|ppm|135|17}}</ref> con candirà in Borgh, torcia a Bovis.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 126 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:E siccome per tend de chi e de lì
No gh’era minga terra de fa ball<ref>{{Nsb|ppm|135|18}}</ref>,
Ne a pè se ghe podeva reussì,
L’ha resoli de cavassela a cavali,
E, s’ cioppa l’avarizia, l’ha faa el spicch.
De già che l’era in Borgh, de toeú on boricch<ref>{{Nsb|ppm|135|19}}</ref>.
:Fornii el corp<ref>{{Nsb|ppm|135|20}}</ref>, faa el so noli, prontaa l’asnin,
El se segna, el bettega on’orazion,
Poeú el ghe solta de posta in sul sesin,
Jae vallee! dò fìancad cont i tallon,
On’impennada, quatter salt de cuu.
Dò legnad, dò scorensg, e via tutt duu.
:L’èva un’ora o pocch pu de la mattina
E el ciel luster e beli come on cristall;
Tirava on’aria sana, remondina<ref>{{Nsb|ppm|135|21}}</ref>,
Che ghe fava balla i lenden<ref>{{Nsb|ppm|135|22}}</ref> sui spali;
E el brucc, sbroccand i ramm che sporg in strada,
El ghe strollava i toder<ref>{{Nsb|ppm|135|23}}</ref> de rusada.
:Parasciœur e piccitt, de brocca in brocca,
Ghe sgoraven denanz a fagh besbili,
E fraa Sisl, con avert tanto de bocca,
L’andava per el gust in vesibili,
Ruminand i favor particolar
Ch’el ciel el ghe compart a lu e al somar.
:Insci in estes, godend on paradis.
L’aveva giamo faa ses o sett mja,
E insci l’andava fors fina a Bovis,
Se a dessedall<ref>{{Nsb|ppm|136|24}}</ref> no ghe vegneva via
Vun de quij tai besogn, che fa andà a pè
E desmontà del trono fina i re.
:L’ha avuu de grazia donch de scavalca.
De ligà in straa a ona pianta el so compagn.
De traversa la sces, de andà a cerca
On quej tròs<ref>{{Nsb|ppm|136|25}}</ref> giò de man per i campagn.
In dove fa el so œuv, fœura del cas
Che i sinod possen reflignagh<ref>{{Nsb|ppm|136|26}}</ref> el nas.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 127 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Intrattant che scrusciaa in d’on busegatter<ref>{{Nsb|ppm|136|27}}</ref>
Fraa Sisl el provvedeva ai sceu interess
E a quij de l’indelebil so caratter,
L’asen el se ingegnava in drizz e in sbiest
Se gheva on’erba de pippalla su,
Segond el so caratter anca lu.
:E voltes e revolles col dedree,
Per el lungh de la corda, de chi e lì,
A vora che fraa Sist l’è tornaa indree.
L’è vegnuu giusta in ponta a reussì
Voltaa col magazzin di saresitt<ref>{{Nsb|ppm|136|28}}</ref>
Vers la regia zittaa di missoltitt<ref>{{Nsb|ppm|136|29}}</ref>.
:l’ raa Sist, che l’era minga quell tal omm
De sospetta del prossem malament.
Savend d’avell lassaa voltaa vers Comm,
L’ha creduu ch’el dovess stagh permanent.
E senza olter cerca ne bianch ne negher,
Le desliga, el le monta e el va là alegher.
:Doma che, repassand per certe sit
Che ghe pareven e no ghe pareven,
El ciamava a quej picch<ref>{{Nsb|ppm|136|30}}</ref> j’d va polit;
E quij, credendel smorbi<ref>{{Nsb|ppm|136|31}}</ref>, respondeven.
Come s’usa respond a sti smorbion:
Semper drizz (in di ciapp) ch’el va benon,
:Fraa Sist, assuefaa a fass cojonà,
El tirava de longh e el fava el vece,
Quand fìnalment el ved, va che te va,
A spontà on campanin, poeìi dopo on tecc,
E poeú duu, e poeú trii, poeú vott o des,
E on freguj pu inanz tutt on paes.
:Alto, adess mò ghe semm! Daj, pesta, trotta,
Spues sui dit, cavèzzes i cavij<ref>{{Nsb|ppm|136|32}}</ref>
Deslazza ci fagottell, destend la cotta,
ScorHss la vesta, spieghegh i rescij<ref>{{Nsb|ppm|136|33}}</ref>,
Nettes, freghes, pareggies a la via<ref>{{Nsb|ppm|136|34}}</ref>,
Doma causa<ref>{{Nsb|ppm|136|35}}</ref> de corr in sacrestia.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 128 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Già l’è in riva ai primm cà, già el ved in straa
Carr, navasc<ref>{{Nsb|ppm|136|36}}</ref> e carrett in cattafìra,
Ogne scur el le cred on pret o on fraa,
Ogne bianch on torcion de quatter lira,
Ogni botta de incusgen, de bronzin<ref>{{Nsb|ppm|136|37}}</ref>.
El le toeú per el terz de mattutin<ref>{{Nsb|ppm|136|38}}</ref>,
:Finalment el desmonta a l’ostaria,
El va in cort, el se incontra in d’on amis ....
Oh don Sist! . . . oh er me car don Zaccaria,
Anca lu chi a l’offizi de Bovis? . . .
Bovis?... offizi?... Zaccaria el respond
E resten lì cojon prim e segond.
:Intani che se deciara la borlanda<ref>{{Nsb|ppm|136|39}}</ref>.
Compar fœura stallee, cœugh, camarer,
El patron del boricch, de la locanda,
El curat, el segrista, el cangeler:
Fraa Sist el cava on sgar fina di pee,
E, ponfeta! giò in terra col cuu indree.
:Acqua, asee! prest, corrii! tira, pessega
Mettili chi, mettili li; gent de per tutt.
L’equinozi in d’on bott el se spantega;
Tutt el Borgh rid ai spali de fraa Condutt;
E intraitant ch’el sgambetta, on gatt monell
El se serv de la cotta e del cappell.
:Fraa Sist a pocch la vœulta el torna in pee;
El se trœuva ancamò al Borgh di ortolan
Senza torcia, cappell, cotta e dance,
Bolgiraa<ref>{{Nsb|ppm|136|40}}</ref> per Bovis e per Milan,
Giacche, per fagh passa el maa pussee in pressa,
Gh’han rott anca el degiun, noi pò di messa.
:In sta manera el noster fraa Condutt
L’ha imparaa a spesa sova la moral
Che l’è impossibel podè tend a tutt.
Che se romp l’oss del coli coi salt mortai,
E che, con el vorè caregà tropp.
Se perd la polver e se creppa el s’ ciopp.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 131 —||n=s}}</noinclude>{{Ct|f=120%|v=.6|t=3|L=0px|A LA SURA LENIN MILLESI<ref>{{Nsb|ppm|138|1}}</ref>}}
{{Ct|f=100%|v=.6|L=0px|(-1816)}}
{{Rule|2em|v=1}}
{{Ct|f=100%|v=1|L=2px|BRINDISI.}}
<poem>
:Se (uss bon de fa vers a 1* improvvisa,
Sì che vorev fa el mut in st’occasion!
Ghe giuri che vorev dagh dent de frisa<ref>{{Nsb|ppm|138|2}}</ref>,
E el giuri d’onorato buseccon.
Sont galantomm, e quand ghe rivi a di
Che sont on asen, ch’el le creda a mi.
:Che del rest, se godcss sto don del ciel,
Nanch per insogn che la vorev pientà;
Ma vorev propi propl stagh al pel<ref>{{Nsb|ppm|138|3}}</ref>
Ai tante cortesij che la me fa,
E inscambi de confondem e avvilimm,
Vorev almanch respondegh per i rimm.
:E tanto mej poeìi adess che la me iruiga
Con quell so ton cordial, con quell cerin,
Con quell fa insci grazios, eh* par ch’el diga
Fatt coragg, dì pur su, el me meneghin,
Che infìn dopo disnaa per rid de cœur
Hin giust quatter sproposet che ghe vœur.
:Sproposet? nò per brio! Adasi on poo;
Gh’hoo la botta secretta<ref>{{Nsb|ppm|138|4}}</ref> Scià el biccier:
Viva, sura Millesia, el so beli eoo,
El so beli anem, el so cœur sincer;
Viva ci so spiret che se pò cercali
Via de sti mur, ma stantà assee a trovali.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 132 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Viva, sura Millesl, quell tusscoss
Che fa corr per la bocca la saliva
De tucc quij che le tratta e el le cognoss;
Evviva donca, milla vœult evviva.
Hala mò vist adess se a sto proposet
Gh’hoo arnnì la vergna<ref>la vergna: il modo.</ref> de sparmì i sproposet?
</poem>
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
1) <section begin="1" />Milesi Elena di Milano, madre di Bianca Milesi (1790-1849), che dal
1823 fu moglie del medico Carlo Mojon a Genova, ardente patriotta, cospiratrice e letterata.<section end="1" />
2) <section begin="2" />dagh dent de frisa: mettermi con impegno.<section end="2" />
3) <section begin="3" />stagli al pel: corrispondere.<section end="3" />
4) <section begin="4" />botta secretta: ispirazione secreta.<section end="4" />
5) <section begin="5" /><section end="5" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 133 —||n=s}}</noinclude>
{{Ct|f=120%|v=1|t=3|L=2px|(*) EL ROMANTICISMO}}
{{Ct|f=100%|v=1|L=0px|(1819)}}
{{Rule|4em|v=2}}
<poem>
:De già, madamm Bibin<ref>{{Nsb|ppm|145|1}}</ref>, che la g’hà el rantegh<ref>{{Nsb|ppm|145|2}}</ref>
De mettes anca Ice à spuvà redond<ref>{{Nsb|ppm|145|3}}</ref>,
E la dezid de Classech, de Romantegh,
Come se se trattass de vej, de blond;
Che l’abbia flemma de sentimm anch mi,
Che a sto proposit gho quajcoss de dì.
:In primis ante omnia, ghe diroo
Che, per vorrò dezid de sti materi,
L’è minga assee d’avegh in spalla el eoo,
E squas nanca l’avegh fior de criteri,
Ma fa besogn cognoss à mennadid
In longh e in largh i càus de dezid.
:Che se, per mœud de dì, la se imbattess
In duu che la fasessen à cazzott,
E insci per azzident la ne vedess
Vun piú stizzos à mettes l’oiter sott;
Voràvela mò di, cara signora.
Che la reson ghe l’abbia quell dessora?
:Donca, perchè on Brighella e on Stentarell,
E on Lapóff<ref>{{Nsb|ppm|145|4}}</ref> che vœur falla de Platon<ref>{{Nsb|ppm|145|5}}</ref>
Vaan adoss ai Romantegh col cortell,
E responden bestemmi per reson,
Madamm Bibin, la vorarà anca lee
Andà adoss ai Romantegh cont i pee?
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 134 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Lee, tant bella, graziosa e delicada,
La vorrav fass de stomegh insci fort
De sta à botta<ref>{{Nsb|ppm|145|6}}</ref> à sta pocca baronada?
Ohibò, madamm, la se farav tropp tort!
Se lor tratten de buli e de bardassa
Quest l’è on so privileg, che la ghel lassa.
:Dorica, madamm, che la se rasserenna.
Che la comoda in rid quell beli bocchœu,
Che i Romantegh infin no hin l’ienna,
Hin minga el lofi che va à mangia i fiœu,
Ma hin fior de Paladin tutt cortesia,
E massim coi donn bej come usciuria<ref>{{Nsb|ppm|145|7}}</ref>.
:E l’è appunt dal linguagg che i Paladin
Parlaven in del temp de Carlo Magn,
Che i Todisch han creduu, madamm Bibin,
De tira à voltra<ref>{{Nsb|ppm|145|8}}</ref> on nomm squasi compagn
Per battezza sti Paladin novej,
Protettor del bon sens e di donn bej.
:Ora mò quant al nomm che no la vaga
A cerca pìi de quell che gho ditt mi;
O brutt, o beli el nomm, coss’el suffraga?
Ai Todisch ghè piasuu de digh insci,
E insci anch nun ghe diremm, à màrsc dlspett
De sti ruga-in-la-cacca col legnett.
:Tornand mó adess à nun, l’ha de savè,
Che el gran busilles de la poesia
El consist in de l’arte de piasè,
E st’arte la sta tutta in la magia
De mceuv, de messedà<ref>{{Nsb|ppm|145|9}}</ref>, come se vceur
Tutti i passion che ghemm sconduu in del cœur.
:E siccome i passion coll’andà innanz
Varien, baratten fina a l’infinit,
Segond i temp, i lœugh, i circostanz.
Tal e qual i so mod di cappellitt.
Cossi i poetta ghan de tend adree.
Come coi cappellitt la fa anca lee.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 135 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:E siccome anca lee ai so tosanett,
Per mœuvcgh la passion de studia.
No la ghe esibiss minga on coreghett<ref>{{Nsb|ppm|145|10}}</ref>,
Ne i scuffion cont i al de cent ann fa,
Ne i peland<ref>{{Nsb|ppm|145|11}}</ref> à fioramm con sii i paes,
Che se ved sui crespin<ref>{{Nsb|ppm|145|12}}</ref>, sui cart chines;
:Insci anch con nun, se vœuren sti poetta
Ciappottann<ref>{{Nsb|ppm|146|13}}</ref> ( passion, mœuven el cœur,
Han de toccann i tast che ne diletta,
Ciappann, come se dis, dove ne dœur,
Senza andà sui baltresch<ref>{{Nsb|ppm|146|14}}</ref> à tira à man
I coregh e i scufHon gregh e roman.
:Al temp di Gregh correven in l’arenna
Perlina i rè per acquistass onor;
Pindar, poetta pien de fœugh, de venna,
El cantava el trioni del vincitor;
On trattin<ref>{{Nsb|ppm|146|15}}</ref> Fidia el le ritrava in sass,
£ se trava giò i mur per dagh el pass.
:Al dì d’incœu, madamm, la sa anca lee
De che razza hin sti eroi che menna i bigh<ref>{{Nsb|ppm|146|16}}</ref>
Fior de rabott<ref>{{Nsb|ppm|146|17}}</ref> che corr per pocch danee.
Che de l’onor no ghe n’importa on figh;
Tant che ai poetta, ai prenzep, ai sciiltor,
Patt-e-pagaa<ref>{{Nsb|ppm|146|18}}</ref>, ghe importa on figh de lor.
:Che se on quai talenton strasordenari,
Per canta sti trionf, l’incomodass
Tutt i divinitaa del dizionari,
E el componess on pezzo degn del Tass,
Sto pezzo arcistupendo, arcidivin,
El farav rìd anch lee, madamm Bibin.
:E quand la sent, madamm, à invoca Apoll,
E a domanda in ajut i nœuv sorell<ref>{{Nsb|ppm|146|19}}</ref>,
Per canta on abbaa-ghicc<ref>{{Nsb|ppm|146|20}}</ref>, che mett al coli
La prima vceulta on collarin morell<ref>{{Nsb|ppm|146|21}}</ref>
Ghe par, madamm, che st’invenzion la sia
El non plus ultra de la poesia?
</poem><noinclude></noinclude>
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2026-03-29T07:54:05Z
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 136 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:E quand, madamm, in cas de sposalizzi,
La se sent tutt el dì a sona ai orecc
Che Amor, quell bardasson, l’ha faa giudizzi,
Che l’ha ferii dun cœur coi medemm frecc.
Ghe par che sii antigaj sien maravili
De fa andà in brœuda, in gloria, in visibili?
:E quand in mort de quaj donnin pietos
Gh’el fan vede sto Amor à sani Gregori<ref>{{Nsb|ppm|146|22}}</ref>
A piang, a desperass, tra i pret, i eros
E i pittocch, che pelucca i gestatori<ref>{{Nsb|ppm|146|23}}</ref>,
Se sentela, madamm, a sto spuell<ref>{{Nsb|ppm|146|24}}</ref>
A gerà el sangu, à rescià<ref>{{Nsb|ppm|146|25}}</ref> la peli?
:E quand che la se imbatt in d’on poetta,
Che per la mort de Barborin, de Ghitta,
El se le scolda<ref>{{Nsb|ppm|146|26}}</ref> con la foresetta
De Atropp<ref>{{Nsb|ppm|146|27}}</ref>, che ghà mocciaa el fìl de la vitta,
Ghe par, madamm, che sto poetta el senta
El dolor, la passion ch’el rappresenta?
:E pœu: là, via! a mi e a lee, per dilla.
Ne van mò proppi al cœur cert poesij
Che paren i risposi de la Sibilla,
La smorfia di santissim Littanij,
De tant che hin pienn de Dei e de Dees
Squittaa col servizial<ref>{{Nsb|ppm|146|28}}</ref> in drizz e in sbiess?
:Sicchè i Romantegh fina chi, la ved.
Che n’hin minga sti eretegh, sti settari,
Sti gent pericolos che ghe fan cred
I Torquemada del partii contrari.
Che tran in aria el cuu e s’innoreggissen<ref>{{Nsb|ppm|146|29}}</ref>.
A bon cont, su tutt quell che no capissen.
:Ne l’ha nanca de cred ai strambarij.
Che ghe dan à d’intend per spaventalla.
Che i Romantegh no parlen che de strij.
De pagur, de carr matt<ref>{{Nsb|ppm|146|30}}</ref>, Je mort che balla,
Ohibò! coss che ghe creden, press’à pocch.
Come la cred lee al papa di tarocch.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 137 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:I Romantegh fan anzi profession
De avegh, con soa licenza, in quell servizzi
Tutt quell che tacca lil con la reson.
Che somenna e che cova i pregiudizzi.
Vegnend giò da Saturno a quel folett<ref>{{Nsb|ppm|146|31}}</ref>,
Che ha stremii l’han passaa tucc i sabett ^2.
:Ma deggià che dabass la ghà la fiacca<ref>{{Nsb|ppm|146|33}}</ref>
Per andà a vede Romina de palpce<ref>{{Nsb|ppm|146|34}}</ref>,
E qujstass el piasè de piang a macca<ref>{{Nsb|ppm|146|35}}</ref>
Sora i sbuseccament<ref>{{Nsb|ppm|146|36}}</ref> di temp indree,
Prest, che la vaga, allon, madamm Bibin,
Denanz che daga fœura<ref>{{Nsb|ppm|146|37}}</ref> el vicciurin;
:Che sto baloss, che no l’è minga pratich
Di prezett de Aristolel suj teatter.
L’è fors capazz, contra i unitaa drammatich,
De cred dò or pussee de vintiquatter,
E in grazia d’ess on gnocch, on per, on fìgh,
De dà fœura fors pese del Catlabrigh<ref>{{Nsb|ppm|146|38}}</ref>.
:Beata Ice, madamm, che l’è levada
A boccon coi prezett di Classicista,
Che in quij tré or che la sta là incantada
No la perd mai i dò unitaa<ref>{{Nsb|ppm|146|39}}</ref> Je vista,
E la sa fin che pont lassas andà
Coll’illusion, denanz de torna a cà!
:Che quij golf de Todisch, quij ciaj d’Ingles
Se lassen monna attorna di poetta,
E stan via con lor di dì, di mes,
Senza accorges che passen la stacchetta,
E riden, piangen come tant poppò
Anch che Orazzi e Aristotel vœubbien nò.
:Fan tal e qual che fava quel bon omm.
Che ghe criaven (che la scusa un pco)
Perchè el fava i fatt sceu depós al domm:
Se pò nò, se pò nò!... Ma mi la foo,
El respondcva intant al busseree<ref>{{Nsb|ppm|147|40}}</ref>;
S’el gh’avess tort, o nò, la diga lee.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 138 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Ma per lassa de banda l’ironia
Che no l’è piatt per lee, madamm Bibin,
Ghe diroo che interess de poesia,
Se no ghè del giudizzi in del coppin<ref>{{Nsb|ppm|147|41}}</ref>,
I regol faran mai nagott de drizz,
Che la forma no fa el bon del pastizz.
:Certe regol hin anzi come el bust,
Coi stecch de fèrr, de tarlis<ref>{{Nsb|ppm|147|42}}</ref> doppi in spiga,
Che tante mamm, credendes de bon gust,
Metten sii ai so tosann per fai sta in riga;
Ghe fan dà in fœura el cuu, la panscia indenter,
E ghe rescien tutt la peli del venter.
:Insci, madamm, col bust di so unitaa.
Se rescìa i temma, se stringa l’azion,
Deventa tutt coss suppa e pan bagnaa;
Se streng, se imbruga<ref>{{Nsb|ppm|147|43}}</ref> l’immaginazion,
E el camp de la natura, insci spazios,
El va tutt à fornì in d’on guss de nòs.
:Insci per strengegh sii in vintiquattror<ref>{{Nsb|ppm|147|44}}</ref>
On fatt, che noi pò stagh in quel pocch spazzi,
O gh’el sciabelen giò de guastador<ref>{{Nsb|ppm|147|45}}</ref>,
O gh’el fan canta su come el prefazzi<ref>{{Nsb|ppm|147|46}}</ref>,
Con de quij soliloqui de repezz.
Che fan poeìi pari on ora on mes e mezz.
:E si, madamm Bibin, che dal moment
Che tre ór ghe sommejen vintiquatter,
La podarav mo anch comodament
Mett de part el penser d’ess in teatter,
E figurass inscambi de passann
Trenta, quaranta, on més, magara on ann.
:Perchè, se in d’ona fiasca d’on boccaa<ref>{{Nsb|ppm|147|47}}</ref>
L’è assee brava, madamm, de fagh sta dent
Mezza zajna<ref>{{Nsb|ppm|147|48}}</ref> de pú del mesuraa,
La pò anca vess capazza istessament
De faghen sta ona brenta e, s’el ghe par,
Magara el lagh de Comra, magara el mar.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 139 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Ora i cosa essend quij proppi appuntin
CHe dis on galantomm. che son mi quell,
Che lassi giudica, madamm Bibin,
Se el Brighella, el Lapóff e el Stenlarell
E quell car Cattabrigh dolz e mostos<ref>{{Nsb|ppm|147|49}}</ref>
Resonen col denanz, o col depós<ref>{{Nsb|ppm|147|50}}</ref>.
:Ma via, là. Che la vaga, che l’è vora,
A sentì la Virginia. On olter dì
Che vuj legg ci Macbelh, se la me onora,
Franch e sicur che infin la m’ha de dì:
Grazie, Bosin<ref>{{Nsb|ppm|147|51}}</ref>, capissi; n’occoralter,
I smargiassad no me capponnen<ref>{{Nsb|ppm|147|52}}</ref> d’alter.
</poem>
<section end="s1" /><section begin="s2" />{{Ct|f=100%|v=1|L=0px|NOTE.}}
1) <section begin="1" />La madamm Bihin, alla quale il Porta rivolge queste caustiche tettine di crìtica letteraria e di estetica, era donna Maria Londonnio Frapolli, (detta fin da bimba per vezzeggiativo Bia) classicista accanita: così garantisce un pronipote della nobile milanese.<section end="1" />
2) <section begin="2" />rantegh: raucedine; traslato per smania.<section end="2" />
3) <section begin="3" />spuvà redond: sputar tondo, sentenziare.<section end="3" />
4) <section begin="4" />Lapóff: maschera vestita a un dipresso come il pulcinella con un certo suo cappellaccio (capello a laa-pouff) floscio piú che uno straccio: sotto le tre maschere su indicate sono indicati il dott. Angelo Anelli, Francesco Pezzi, il noto appendicista della Qazzetta di Milano, e Camillo Picciarelli i piú accaniti e volgari avversari del romanticismo in Milano.<section end="4" />
5) <section begin="5" />Platon: saccente.<section end="5" />
6) <section begin="6" />sta à botta: tener bordone.<section end="6" />
7) <section begin="7" />usciuria: corruzione di * vú tciurìa *, vossignoria.<section end="7" />
8) <section begin="8" />tira À voltra: metter fuori, introduae.<section end="8" />
9) <section begin="9" />metsedÀ: rìmetiare.<section end="9" />
10) <section begin="10" />corcghett: diminutivo di coregh, guardinfante, faldiglia.<section end="10" />
11) <section begin="11" />peland: zimarre.<section end="11" />
12) <section begin="12" />crespin: ventaglio.<section end="12" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 142 —||n=s}}{{Rule}}{{Rule}}</noinclude>
{{Ct|f=100%|v=1|t=3|L=2px|PER EL MATRIMONI}}
{{Ct|f=100%|v=1|L=0px|DEL SUR CONT<section end="52" />}}
{{Ct|f=130%|v=1|L=3px|DON GABRIELL VERR}}
{{Ct|f=100%|v=1|L=0px|CON LA SURA CONTESSINA}}
{{Ct|f=130%|v=1|L=3px|DONNA GIUSTINA BORROMEA{{Nsp|155|1}}}}
{{Ct|f=90%|v=1|L=0px|(Di Carlo Porta e Tommaso Grossi -1819)}}
{{Rule|4em|v=2}}
<poem>
Stracch de volta tanti pensar in ment,
Che se follaven a donzenn per vòlta,
Porsi per castigamm de Tardiment
De vorè cascia el nás in sta raccolta{{Nsp|155|2}},
Stracch, come ghe diseva, sur Contin,
Bell beli sont crodaa{{Nsp|155|3}} lá in d’on visorio.
E siccome el cervell l’èva incordaa
Sul poetegh, conforma l’intenzion.
Anca sibben che fuss indormentaa,
El tirava lá anmò de l’istess ton,
Vuj mò dí, che hoo faa vun de quij taj sogn,
Che hin Tajutt d’on poetta in d’on besogn.
E lí m’è pars de vess sii ona collina
Pienna de inscimma á fond de pegoree{{Nsp|155|4}},
Ma de quij pegoree de lanna fina,
Netl, sbarbaa, peccennaa de perrucchee,
Gh’aveven tucc on liri e on ghittarin{{Nsp|155|5}}
Ne se sentiva olter che frin-frín!
</poem><noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=100%|v=1|t=3|L=2px|PER EL MATRIMONI}}
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{{Ct|f=90%|v=1|L=0px|(Di Carlo Porta e Tommaso Grossi -1819)}}
{{Rule|4em|v=2}}
<poem>
:Stracch de volta tanti pensar in ment,
Che se follaven a donzenn per vòlta,
Porsi per castigamm de Tardiment
De vorè cascia el nàs in sta raccolta<ref>{{Nsb|ppm|155|2}}</ref>,
Stracch, come ghe diseva, sur Contin,
Bell beli sont crodaa<ref>{{Nsb|ppm|155|3}}</ref> là in d’on visorio.
:E siccome el cervell l’èva incordaa
Sul poetegh, conforma l’intenzion.
Anca sibben che fuss indormentaa,
El tirava là anmò de l’istess ton,
Vuj mò dì, che hoo faa vun de quij taj sogn,
Che hin Tajutt d’on poetta in d’on besogn.
:E lì m’è pars de vess sii ona collina
Pienna de inscimma à fond de pegoree<ref>{{Nsb|ppm|155|4}}</ref>,
Ma de quij pegoree de lanna fina,
Netl, sbarbaa, peccennaa de perrucchee,
Gh’aveven tucc on liri e on ghittarin<ref>{{Nsb|ppm|155|5}}</ref>
Ne se sentiva olter che frin-frìn!
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 143 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Ch’era a duu pass de mi on abbaa secch secch,
Ch’el se storg, ch’ cl se svida, ch’el se menna
A dagh a quell frin-frìn tanto de plecch
Cont i pee, cont i man e con la schenna,
Sclamand, cont on bocchin de pien de offell,
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5|Oh cari! Oh bravi! Oh che delizia! Oh beli! i}}
:Me tiri arent a lìi....el vardi....el saiudi,
Torni a fìssali.... insomma de la somma
Sai mò chi l’era?...EI me Prefett di studi<ref>{{Nsb|ppm|155|6}}</ref>,
Quel medemm che m’ha faa spedì el diplomma
D’Arcad in cartapegora, che I è
Quell che adess drœuvi de bagna el rappè,
:Appenna che anca lú e’I m’ha cognossuu,
No ghe dighi nagotta che allegria!
In de l’istess moment el m’ha vorsuu
Presenta a tutta auella cottaria;
Arcad lor, Arcaa mi, el pò fìgurass,
De magg<ref>{{Nsb|ppm|155|7}}</ref>, con tanti Arcad che frecass.
:Me sércen su tucc quant, come in coróna,
Tucc me sbraggen adree: Sii sii, dèssora!
M’accorgi intant de vess su l’Elicona;
Vedi el tempi de Apoll, l’asen che sgora<ref>{{Nsb|ppm|155|8}}</ref>,
Vedi el bosch di olubagh<ref>{{Nsb|ppm|155|9}}</ref>, e’I fontanin,
E i ciócch d’acqua<ref>{{Nsb|ppm|155|10}}</ref> che fan el ciocch de vin.
:La portinara del patron de cà
Appenna che la ved l’abbaa sganzerla<ref>{{Nsb|ppm|155|11}}</ref>.
Paratatàgh! la ghe sbaratta là
Contra el mur i dò ant e la pusterla
Per lassa passa innanz soa Reverenza,
E mi con lìi, e tutta la sequenza.
:Al primm entra se traeuva on gran salon
Cont i mur tappezzaa tutt de librazz:
Ch’è in mezz on vece, settaa sii on cardegon,
Ch’el volta, e’I volta i fœuj d’on scartapazz
Scritt per rubrica in ordin d’alfabett,
In sul gust di stat d’anem del Brovetl<ref>{{Nsb|ppm|155|12}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 144 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:El g’ha la peli che la ghe boria giò,
L è senza dent, el gha el melon pelaa,
Ma in mezz a quest el ghe traspar anmò
Quajcossa de quell beli ch’el sarà staa,
Come traspar el lumm in d’on lampion
Anca a travers de l’onc, e di taccon<ref>{{Nsb|ppm|155|13}}</ref>.
:Chi l’è coluu? Domandi al camarada:
Cognossel minga Apoll? el me respond.
Apolli... con quella zucca insci pelada?
Ma in collég noi m’ha ditt che 1 èva biond?
Oh el beli biondin d’amor!... Con quella zucca!
El sarà biond anch lú quand l’è in perucca.
:Ghe guardi ai pagn: el gha marsina e gippa<ref>{{Nsb|ppm|155|14}}</ref>
Tanto largh che ghe ballen tult adoss;
Fors quand j’ha faa, ’l gh’avarà avuu la trippa,
Che l’era el temp ch’el negoziava in gross;
Ma, poveretti despoeú che l’è falii<ref>{{Nsb|ppm|155|15}}</ref>,
L’è vegnuu magher che ghen sta dent trii.
:Vedi on mucc de sabétt, vuna pìi veggia
De l’oltra, in d’on canton che fan giò i fús;
E’I Prefett el me dis in d’ona oreggia:
Ch’el guarda quij popól, quij hin i Mús.
Popól? mi ghe rispondi: In confidenza,
Ne sposaravel vuna. Reverenza?
:Hoo poeìi capii ch’even vegnuu insci brutt
Per rabbia de quij birbi de romantegh,
Che spanteghen intorna de per tutt
Ch’hin vegiann, carampann, col goss, col rantegh,
E meneman voraven, sti anima j,
Desgustagh fin quij quatter collegiaj.
:Vegneva dent de la finestra intani
On ragg de so sii tucc quij ghittarista,
E Apoll pessega a fa sarà sii i ant,
Ch’el tropp s’ ciaró el ghe fava maa la vista:
A sto cólp ghe callaa on travers d’on did,
Che no dass fœura in d’on s’ cioppon de rid.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 145 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Basta, hoo morduu la lengua, e hoo domandaa
A on curiòs, che hoo trovaa lì in sul pass,
Come l’era, ch’el so el podess fa maa
A quel! che tocca de menali à spass<ref>{{Nsb|ppm|156|16}}</ref>,
E come el fass mò adess a vegni sii
Senza el so carroccee, lú de per lìi.
:E quell el m’ha rispost: che antigament
Apoll, defatt, el fava duu mestee,
Vun de fa vèrs e de incorda strument,
L’ clter de vicciurin, de fiaccaree;
Ma on cert Copernich el gha daa sui crost
Tant, ch’el ghà traa per aria el segond post.
:E che adess no ghe resta che l’impiegh
De sonnà, de canta, de fa bordell;
Ma l’è già on poo che han tiraa à man di begh,
E se tronna de tœughel anca quell,
E già el ris’ cia, se i coss van de sto pass,
De fornì in del Trìulz, o a Bìagrass<ref>{{Nsb|ppm|156|17}}</ref>.
:Intrattant che scoltava, dava à ment
Al patron ch’el gh ’aveva intorna al tavol
On santa-cròs<ref>{{Nsb|ppm|156|18}}</ref>, on furugozz de gent.
Che faseven on streppet del diavol;
Se dan tucc à d’intend de vess poetta.
Sicchè el ved, che tappella<ref>{{Nsb|ppm|156|19}}</ref> maladetta!
:Pover omm! m’el vorreven mett sui gucc:
Chi vœur on Od, chi on Madrigal, chi on Dramma;
E lu el respond con bona grazia a tucc.
Che no farav tant d’oller ona mamma,
E, conforma al soggett, je imballa via<ref>{{Nsb|ppm|156|20}}</ref>;
— Stanza tal, numer tal, la tal scanzia; —
:E là ghè pareggiaa tutt quell che occor
Senza fadiga de nessuna sort;
Sonitt per pret, per monegh, per dottor,
Per chi è nassuu, ch’ha toh miee, ch’è mort;
Terzinn, sestinn, quartinn, eglogh, canzon,
E dramma, e taccojn, e taccojon<ref>{{Nsb|ppm|156|21}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 146 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:On comod de sta sort el me desseda
Tutt à on bott la memoria del me impegn;
Par proppi ch’el ciel veda, e che prò veda
(Dighi tra mi) tè chi, che sont a segn;
Se’l me contenta anch mi compagn de lór.
Sta vœulta me la cavi come on sciòr.
:Ditt e fatt, con licenza del prefett
Ch’el m’ha fina boffaa<ref>{{Nsb|ppm|156|22}}</ref> el zerimonjal,
Solti in mezz à la sala, derimpett
Al cardegon del pader provincial,
Ghe foo trii inchin de s ’ceppa in duu el firon,
E pceú comenzi insci l’invocazion.
— Oh pader Elicòni, oh Pittonee!
Oh Sciree! Pattaree! oh Ciparin<ref>{{Nsb|ppm|156|23}}</ref>!
Che te fee vèrs de tutt i sort de pee.
In tutt i lengu, e fina in meneghin,
Juttem anch mi, gran pader Elicòni<ref>{{Nsb|ppm|156|24}}</ref>,
A fann giò quatter per on matrimòni! —
:Appenna Apoll el sent a nomina
Matrimoni, el sbattaggia on campanell,
E senza alza su i œucc da quell ch’el fa
El me petta in consegna d’on bidell:
— Alto, svint, a la gamba tutt duu insema.
Stanza C, armari VI, lettera eMa. —
:Adess, beli beli;... già che l’è tant graziòs,
Ch el me scolta, respondi, sur Sciree<ref>{{Nsb|ppm|156|25}}</ref>;
No vorrev nanca per vestì i mee spos
Recor, per mœud de dì, a on fond de vestee.
Per certa sort de gent, ch’el me perdona,
Ghe vorrav robba nœuva, e robba bòna.
:De matrimoni, al me debol parer,
El ghe n’è tant de bon, come de gramm;
Chi se tratta del fior di cavalier.
Che se marida cont el fior di damm.
— E insci, coss’ha a che fa? — el repia, — hoo intés;
S’el fudess anca el Papa, armari sés. —
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 147 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:— E daj con sto so armari! andemm a pian,
L’ha de savè che quest l’è on sposalizzi,
Che fa andà in brœud de scisger tutt Milan,
E diraven che ghoo ben pocch giudizzi
Se andass a tira a man di coss de ea ^^)
Per loda on Verr, che toeú ona Borromeal
:E quand se dis on Verr, l’ha de savè
Che l’è el tos de don Peder<ref>{{Nsb|ppm|156|27}}</ref>^ ©n trattin
L’autor de tanti articol del Caffè,
L’œucc drizz del Beccaria e del Parin,
L’istorich de Milan, quell, fjola mia!
Che ha faa fa largo a la filosofìa;
:Se intend che l’è nevod de quell ommon
De don Lissander<ref>{{Nsb|ppm|156|28}}</ref>. che n’ha faa insci onor
Coi so Noce ai sepolcher di Scipión;
Se intend che l’è nevod del senator,
De don Carlo<ref>{{Nsb|ppm|156|29}}</ref>, omm de penna e de consei;
El ved che pocch tré pinol de f radei!
:Oltra de quest don Gabrieli, el spos,
Che soo dì che noi sfalza la famiglia.
L’è gioven sì, ma on gioven studios.
Bravo, cortes che l’è ona maraviglia,
Amoros de la mamma e di parent,
On fior de gioven assolutament.
:L ha de savè che anch lec, donna Giustina
La sposa, l’è ona bella baciocchœu<ref>{{Nsb|ppm|156|30}}</ref>,
Levada sul model! de la mammina
El non plus ultra per leva fiœu,
Impastada pœu infìn de quella pasta
De la cà Boromea, e tanto basta;
:De quella pasta, che l’ha daa à Milan
El gran sant Carlo, e ’l cardinal Fedrigh,
Che gh’han traa dent di carra de sovran<ref>{{Nsb|ppm|156|31}}</ref>
in scœul, statov, disegn, liber antigh.
In collegg, bibliotecch, gés, ospedaa,
Accademmi, lœugh pij, dott, caritaa;
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 148 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:De la pasta.... — Ma el pacler Ciparln<ref>{{Nsb|ppm|157|32}}</ref>,
Che, in tutt el temp che fava sta parlada,
No l’ha faa che bjassà e mennà el sesln<ref>{{Nsb|ppm|157|33}}</ref>,
El sbalza glò de la cardega armada<ref>{{Nsb|ppm|157|34}}</ref>,
E infunato come el straac di pjatt,
El me refHla sto pocch fój de gatt<ref>{{Nsb|ppm|157|35}}</ref>. —
— Ah, strappa-cceur! gregori-maccaron!
T’hoo cognossu, gambetta! ficcanasi
Te see on romantegh, beccamort, ciccion,
Che no te vœu sta ai regol de Parnasi
Arcad, a l’armai... Adoss a codeghin! —
E i Arcad, giò fioj, frin frin, frin frin!
:— A l’arma, a l’arma! Ix, Ipsillon e Zetta!
Sont mi, sont el vost barba, che ve ciamma; —
Pattasgiaccheta, el s’ giacca ona saetta!
E lor adoss on Almanacch, on Dramma,
On gran sbolgettament de madrigal.
De opuscol e de articol de giornal<ref>{{Nsb|ppm|157|36}}</ref>.
:Per Dincio! a una borasca de sta sort.
Con tane tempest che me batteva adoss,
Proppi in conscienza, me son daa per morti
Ma ecco lì, quand se dis, even tutt coss
Tant leggier e tant sòrr<ref>{{Nsb|ppm|157|37}}</ref>, che, grazia al ciel.
No m’han nanca fa on boli, nanch storgiuu on pel.
:Chi insci fmiss el sogn; me sont trovaa
Vergin anmò cont el me impegn in meni.
Già capissi che sont scomunicaa.
Che, in quant a Apoll, no poss sperà nient;
Romantegh come sont, quell pocch che foo
Sont condannaa a tœull fœura del me eoo.
:En attendant, sur Cont, con tutt el cceur
Ghe foo on evviva ai sœu consolazion;
Gh’auguri di fìœu, fin ch’el ne vœur,
Onor, ricchez e sanitaa a monton,
Longa vita a la Sposa, a Lú, a i Ered,
E anca a mi, per vede cossa succed.
</poem>
<includeonly>{{sezione note}}</includeonly><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|(*) LA NOMINA DEL CAPPELLAN}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1819)}}
<poem>
A la marchesa Paola Travasa,
Vuna di primm damazz de Lombardia,
Gh’era mort don Gliceri, el pret de casa,
In grazia d’ona peripnèumonia,
Che la gha faa quistà in del sforaggiass
A menagh sul mezz-dì la Lilla a spass.
:L’èva la Lilla ona cagna maltesa,
Tutta goss, tutta pel e tutta lard,
E in cà Travasa, dopo la marchesa.
L’èva la bestia de maggior riguard;
De mœud che guaja al ciel falla sguagnì,
Guaja sbeffalla, guaja a dagh del ti.
:El l’ha savuda el pover don Galdin
Che, in della truscia de l’elevazion
Avendegh insci in fall schisciaa el covin,
Gh’è toccaa lì all’aitar del pret mincion
E el so bon libi<ref>{{Nsb|ppm|165|1}}</ref> appenna in sacrestia.
De mett giò la pianeda e tocca via<ref>{{Nsb|ppm|165|2}}</ref>.
:In mezz a quest, appenna don Gliceri
IL’ha comenzaa a giugà a la mora el fiaa,
E cors de tutt i part on diavoleri
De reverendi di busecch schisciaa.
Per cerca de ottegnì la bonna sort
De slargai fceura in lœugh e stat del mort.
</poem><noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|(*) LA NOMINA DEL CAPPELLAN}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1819)}}
<poem>
A la marchesa Paola Travasa,
Vuna di primm damazz de Lombardia,
Gh’era mort don Gliceri, el pret de casa,
In grazia d’ona peripnèumonia,
Che la gha faa quistà in del sforaggiass
A menagh sul mezz-dì la Lilla a spass.
:L’èva la Lilla ona cagna maltesa,
Tutta goss, tutta pel e tutta lard,
E in cà Travasa, dopo la marchesa.
L’èva la bestia de maggior riguard;
De mœud che guaja al ciel falla sguagnì,
Guaja sbeffalla, guaja a dagh del ti.
:El l’ha savuda el pover don Galdin
Che, in della truscia de l’elevazion
Avendegh insci in fall schisciaa el covin,
Gh’è toccaa lì all’aitar del pret mincion
E el so bon libi<ref>{{Nsb|ppm|165|1}}</ref> appenna in sacrestia.
De mett giò la pianeda e tocca via<ref>{{Nsb|ppm|165|2}}</ref>.
:In mezz a quest, appenna don Gliceri
IL’ha comenzaa a giugà a la mora el fiaa,
E cors de tutt i part on diavoleri
De reverendi di busecch schisciaa.
Per cerca de ottegnì la bonna sort
De slargai fceura in lœugh e stat del mort.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Che, in fin di fatt, se in cà de donna Paola
No gh’era per i pret on gran rispctt,
Almanca gh’era on fioretlon de tavola,
De fa sarà su on œucc su sto diffett
Minga doma a un galupp d’on cappellan
Ma a trii quart de Sorbonna meneman.
:Gh’eva de gionta la soa brava mesta
A trenta bor<ref>{{Nsb|ppm|165|3}}</ref>, senza manutenzion<ref>{{Nsb|ppm|165|4}}</ref>,
Allogg in cà, lavandaria, soppressa,
Cioccolatt, acqua sporca<ref>{{Nsb|ppm|165|5}}</ref> a colazion.
Bona campagna, palpirœu<ref>{{Nsb|ppm|165|6}}</ref> a Natal;
Sicchè se corren, catt, l’è naturai.
:Ma la marchesa, che no la voreva
Scccass la scuffia con la furugada<ref>{{Nsb|ppm|165|7}}</ref>,
L’ha faa savè a tucc quij, che concorreva,
Che dovessen vegnì la tal giornada.
Che dopo avei veduu e parlaa con tutt
L’aorta poi fall ciò che le foss piaciuti.
:Ecco che riva intant la gran mattina,
Ecco el palazz tutt quant in moviment;
Pret in cort, pret sui scal, pret in cusina,
Pienn i anticamer de l’appartament;
Gh’è i pret di fèud, el gh’è i còrs<ref>{{Nsb|ppm|165|8}}</ref>, gh’è i nost:
Par on vói de scorbatt<ref>{{Nsb|ppm|165|9}}</ref> che vaga al post.
:El gran rembomb di vòlt, el cattabui
De la mormorazion che ghe fan sott,
El strusament di pee, di ferr de mui
Che g’han sott ai sciavatt quij sacerdott,
Fan tutt insemma on ghett, on sbragalismo,
Ch’el par che coppen el Romanticismo<ref>{{Nsb|ppm|166|10}}</ref>.
:Baja la Lilla, baja la marchesa,
Tutt e dò dessedaa del gran baccan;
I pret, che hin solet a sbraggià anca in gesa,
Ghe la dan dent senza rispett uman;
Quand on camerleccaj<ref>{{Nsb|ppm|166|11}}</ref> dolz come on órs
El riva a strozzagh lì tutt i descors.
</poem><noinclude></noinclude>
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2026-03-29T10:51:44Z
Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 153 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Che, in fin di fatt, se in cà de donna Paola
No gh’era per i pret on gran rispctt,
Almanca gh’era on fioretlon de tavola,
De fa sarà su on œucc su sto diffett
Minga doma a un galupp d’on cappellan
Ma a trii quart de Sorbonna meneman.
:Gh’eva de gionta la soa brava mesta
A trenta bor<ref>{{Nsb|ppm|165|3}}</ref>, senza manutenzion<ref>{{Nsb|ppm|165|4}}</ref>,
Allogg in cà, lavandaria, soppressa,
Cioccolatt, acqua sporca<ref>{{Nsb|ppm|165|5}}</ref> a colazion.
Bona campagna, palpirœu<ref>{{Nsb|ppm|165|6}}</ref> a Natal;
Sicchè se corren, catt, l’è naturai.
:Ma la marchesa, che no la voreva
Scccass la scuffia con la furugada<ref>{{Nsb|ppm|165|7}}</ref>,
L’ha faa savè a tucc quij, che concorreva,
Che dovessen vegnì la tal giornada.
Che dopo avei veduu e parlaa con tutt
L’aorta poi fall ciò che le foss piaciuti.
:Ecco che riva intant la gran mattina,
Ecco el palazz tutt quant in moviment;
Pret in cort, pret sui scal, pret in cusina,
Pienn i anticamer de l’appartament;
Gh’è i pret di fèud, el gh’è i còrs<ref>{{Nsb|ppm|165|8}}</ref>, gh’è i nost:
Par on vói de scorbatt<ref>{{Nsb|ppm|165|9}}</ref> che vaga al post.
:El gran rembomb di vòlt, el cattabui
De la mormorazion che ghe fan sott,
El strusament di pee, di ferr de mui
Che g’han sott ai sciavatt quij sacerdott,
Fan tutt insemma on ghett, on sbragalismo,
Ch’el par che coppen el Romanticismo<ref>{{Nsb|ppm|166|10}}</ref>.
:Baja la Lilla, baja la marchesa,
Tutt e dò dessedaa del gran baccan;
I pret, che hin solet a sbraggià anca in gesa,
Ghe la dan dent senza rispett uman;
Quand on camerleccaj<ref>{{Nsb|ppm|166|11}}</ref> dolz come on órs
El riva a strozzagh lì tutt i descors.
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2026-03-29T07:57:15Z
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Semm in piazza, per dincio, o in dove semm?
Sangua de dì, che discrezion l’è questa?
Alto là, citto, quij duu in fond, andemm!
Che la marchesa la gha tant de testa;
Hin mò anch grand e gross, e on poo de quella,
Per Dio sacrato, el sarav temp d’avella.
:Dopo quell poo de citto naturai
Che ven de seguit d’on’intemerada,
Vedend sto ambassador del temporal
Che no gh’è intorna on’anima che fiada,
El muda vós, el morbidiss la cera
E el seguita el discors in sta manera.
:Se pceú, anch de prima de parla con lee,
Di vœult gh’avessen genni de sentì
Quai hin i obbligazion del so mestee<ref>{{Nsb|ppm|166|12}}</ref>,
Senza fa tanti ciaccer, eccoi chi;
Insci chi vœur sta, sta, chi no vœur sta
El ghe fa grazia a desmorbagh<ref>{{Nsb|ppm|166|13}}</ref> la cà.
:Pont primm, in quant a l’obblegh de la messa,
festa o nò, gh’e mai ór fiss de dilla;
Chi è via a servì n’occor che l’abbia pressa,
1 ór hin quij che lee la vœur sentilla;
Se je fass sta paraa do, tre, quattr’ór.
Amen, pazienza, offrighel al Signor.
:La messa pœu, s’intend, piuttost curtina,
On quardoretta, vint minutt al pú;
Dò vceult la settimana la dottrina
Per i donzell e per la servitú;
La sira semper la soa terza part<ref>{{Nsb|ppm|166|14}}</ref>,
Via che a taròcch non ghe mancass el quart.
:Chi mò, sentend che on pont insci essenzial
L’èva quell de savè giugà a tarocch,
Ghe n’è staa cinq o ses ch’han ciappaa i scal,
E tra i olter (peccaa!) on certo don Rocch,
Gran primerista<ref>{{Nsb|ppm|166|15}}</ref> fina de bagaj.
Che el giuga i esequi on mes prima de faj.
</poem><noinclude></noinclude>
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2026-03-29T10:51:49Z
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 154 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Semm in piazza, per dincio, o in dove semm?
Sangua de dì, che discrezion l’è questa?
Alto là, citto, quij duu in fond, andemm!
Che la marchesa la gha tant de testa;
Hin mò anch grand e gross, e on poo de quella,
Per Dio sacrato, el sarav temp d’avella.
:Dopo quell poo de citto naturai
Che ven de seguit d’on’intemerada,
Vedend sto ambassador del temporal
Che no gh’è intorna on’anima che fiada,
El muda vós, el morbidiss la cera
E el seguita el discors in sta manera.
:Se pceú, anch de prima de parla con lee,
Di vœult gh’avessen genni de sentì
Quai hin i obbligazion del so mestee<ref>{{Nsb|ppm|166|12}}</ref>,
Senza fa tanti ciaccer, eccoi chi;
Insci chi vœur sta, sta, chi no vœur sta
El ghe fa grazia a desmorbagh<ref>{{Nsb|ppm|166|13}}</ref> la cà.
:Pont primm, in quant a l’obblegh de la messa,
festa o nò, gh’e mai ór fiss de dilla;
Chi è via a servì n’occor che l’abbia pressa,
1 ór hin quij che lee la vœur sentilla;
Se je fass sta paraa do, tre, quattr’ór.
Amen, pazienza, offrighel al Signor.
:La messa pœu, s’intend, piuttost curtina,
On quardoretta, vint minutt al pú;
Dò vceult la settimana la dottrina
Per i donzell e per la servitú;
La sira semper la soa terza part<ref>{{Nsb|ppm|166|14}}</ref>,
Via che a taròcch non ghe mancass el quart.
:Chi mò, sentend che on pont insci essenzial
L’èva quell de savè giugà a tarocch,
Ghe n’è staa cinq o ses ch’han ciappaa i scal,
E tra i olter (peccaa!) on certo don Rocch,
Gran primerista<ref>{{Nsb|ppm|166|15}}</ref> fina de bagaj.
Che el giuga i esequi on mes prima de faj.
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2026-03-29T07:58:12Z
Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:(E quell el tira innanz): Porta biliett.
Fa imbassad, fa provvist, tœus anch adree
Dì va:ult on quai fagott, on quai pacchett,
Corr del sart, di madamm<ref>{{Nsb|ppm|166|16}}</ref>, del perucchee,
Mena a spass la cagnetta, e, se l’occor,
Scriv on cunt, ona lettera al fattor.
:Anca chi el n’è sblusciaa<ref>{{Nsb|ppm|166|17}}</ref> de on sett o vott;
Vun per auella reson de la cagnetta,
On segona per reson de quij fagott,
£ i olter cinqu o ses han faa spazzetta<ref>{{Nsb|ppm|166|18}}</ref>
Per non infesciass coi penn, coi carimaa,
E ris’ ciass de sporca i dit consacraa.
:(E quell el tira innanz): Quant al disnà,
De solit, el gh*è el post con la padronna.
Via giust che no vegna a capita
On aisnà de etichetta, o quai personna
D’alto bordo e d’inipegn, che in sto cas chi
Màngem tra nun, cont i donzell e mi.
:in campagna poeú el cas l’è different;
Vegniss el papa, mangen tucc con lee.
Là la se adatta anch con la bassa gent,
Magara la va a brazz col cangelee:
Tutt quell de pesg, che là ghe possa occor,
L’è quell de lassass god da on sojador<ref>{{Nsb|ppm|166|19}}</ref>.
:Del rest, rid e fa el ciall<ref>{{Nsb|ppm|166|20}}</ref>, no contraddì,
No passa la stacchetta in del respond;
A tavola che s’è, lassass servì,
No fa l’ingord, no slongà i man sul tond,
No sbatt la bocca, non desgangheralla.
No mettess a descorr denanz vojalla,
:Tegnì giò i gombet, no fa pan mojn<ref>{{Nsb|ppm|166|21}}</ref>,
No rugass in di dent cont i cortij.
No sugass el sudor cont el mantin;
In fin nissuna affatt di porcarij
Che hin tant fazil lor pret a lassa cor,
Come se el mond el fuss tutt so de lòr.
</poem><noinclude></noinclude>
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2026-03-29T10:51:54Z
Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 155 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:(E quell el tira innanz): Porta biliett.
Fa imbassad, fa provvist, tœus anch adree
Dì va:ult on quai fagott, on quai pacchett,
Corr del sart, di madamm<ref>{{Nsb|ppm|166|16}}</ref>, del perucchee,
Mena a spass la cagnetta, e, se l’occor,
Scriv on cunt, ona lettera al fattor.
:Anca chi el n’è sblusciaa<ref>{{Nsb|ppm|166|17}}</ref> de on sett o vott;
Vun per auella reson de la cagnetta,
On segona per reson de quij fagott,
£ i olter cinqu o ses han faa spazzetta<ref>{{Nsb|ppm|166|18}}</ref>
Per non infesciass coi penn, coi carimaa,
E ris’ ciass de sporca i dit consacraa.
:(E quell el tira innanz): Quant al disnà,
De solit, el gh*è el post con la padronna.
Via giust che no vegna a capita
On aisnà de etichetta, o quai personna
D’alto bordo e d’inipegn, che in sto cas chi
Màngem tra nun, cont i donzell e mi.
:in campagna poeú el cas l’è different;
Vegniss el papa, mangen tucc con lee.
Là la se adatta anch con la bassa gent,
Magara la va a brazz col cangelee:
Tutt quell de pesg, che là ghe possa occor,
L’è quell de lassass god da on sojador<ref>{{Nsb|ppm|166|19}}</ref>.
:Del rest, rid e fa el ciall<ref>{{Nsb|ppm|166|20}}</ref>, no contraddì,
No passa la stacchetta in del respond;
A tavola che s’è, lassass servì,
No fa l’ingord, no slongà i man sul tond,
No sbatt la bocca, non desgangheralla.
No mettess a descorr denanz vojalla,
:Tegnì giò i gombet, no fa pan mojn<ref>{{Nsb|ppm|166|21}}</ref>,
No rugass in di dent cont i cortij.
No sugass el sudor cont el mantin;
In fin nissuna affatt di porcarij
Che hin tant fazil lor pret a lassa cor,
Come se el mond el fuss tutt so de lòr.
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Pagina:Porta - Poesie milanesi.djvu/162
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2026-03-29T07:59:05Z
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Chi, vedend quel baloss d’on camerer
Che quij bon religios stan lì quacc, quacc
Senza dà el minim segn de disparer,
Fœura d’on quai reffign<ref>{{Nsb|ppm|166|22}}</ref> d’on quai modacc.
Don salt el passa al fin de l’orazion
Cont el reciocch<ref>{{Nsb|ppm|166|23}}</ref> de sta perorazion.
:Quell che ghe raccomandi pu che poss
L’è quella polizìa benedetta;
Che se regorden che, col tanf indoss
De sudor, de sott-sella e de soletta
E con quij ong con l’orlo de velú,
Se quistaran del porch e nient de pú;
:Ceri lenden in sui spali, cert collarin
Che paren faa de fceudra de salamm.
Certi coli de camis, de gipponin,
Hin minga coss de porta innanz ai damm:
Omm visaa, se sol dì, l’è mezz difés.
Ho parlaa ciar, e m’avaran intés.
:Stremii, sbattuu, inlocchii come tappon
Quij pover pret, s’hin miss tra lor in crœucc,
E infin, fussel mo effett de la session<ref>{{Nsb|ppm|166|24}}</ref>,
O d’on specc che gh’avessen sott ai œucc,
Fatto sta, che de on trenta, a raalapenna
El se n’è fermaa lì mezza donzenna.
:A sto pont, ona gran scampanellada
La partezipa a tucc, che Soa Eccellenza
Donna Paola alfin la s’è levada
E che l’è sul prozint de dà udienza;
El camerer allora el cor, el truscia
E i pret fan toillette con la bauscia<ref>{{Nsb|ppm|166|25}}</ref>.
:La marchesa Travasa in gran scufHon
Fada a la Pampadour cont i fìoritt,
Coi so duu bravi ciccolattinon
De taftà negher sora di polsitt,
E duu gran barbison color tanè<ref>{{Nsb|ppm|166|26}}</ref>,
L’èva in sala a specciaj sul canapè.
</poem><noinclude></noinclude>
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2026-03-29T10:51:58Z
Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 156 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Chi, vedend quel baloss d’on camerer
Che quij bon religios stan lì quacc, quacc
Senza dà el minim segn de disparer,
Fœura d’on quai reffign<ref>{{Nsb|ppm|166|22}}</ref> d’on quai modacc.
Don salt el passa al fin de l’orazion
Cont el reciocch<ref>{{Nsb|ppm|166|23}}</ref> de sta perorazion.
:Quell che ghe raccomandi pu che poss
L’è quella polizìa benedetta;
Che se regorden che, col tanf indoss
De sudor, de sott-sella e de soletta
E con quij ong con l’orlo de velú,
Se quistaran del porch e nient de pú;
:Ceri lenden in sui spali, cert collarin
Che paren faa de fceudra de salamm.
Certi coli de camis, de gipponin,
Hin minga coss de porta innanz ai damm:
Omm visaa, se sol dì, l’è mezz difés.
Ho parlaa ciar, e m’avaran intés.
:Stremii, sbattuu, inlocchii come tappon
Quij pover pret, s’hin miss tra lor in crœucc,
E infin, fussel mo effett de la session<ref>{{Nsb|ppm|166|24}}</ref>,
O d’on specc che gh’avessen sott ai œucc,
Fatto sta, che de on trenta, a raalapenna
El se n’è fermaa lì mezza donzenna.
:A sto pont, ona gran scampanellada
La partezipa a tucc, che Soa Eccellenza
Donna Paola alfin la s’è levada
E che l’è sul prozint de dà udienza;
El camerer allora el cor, el truscia
E i pret fan toillette con la bauscia<ref>{{Nsb|ppm|166|25}}</ref>.
:La marchesa Travasa in gran scufHon
Fada a la Pampadour cont i fìoritt,
Coi so duu bravi ciccolattinon
De taftà negher sora di polsitt,
E duu gran barbison color tanè<ref>{{Nsb|ppm|166|26}}</ref>,
L’èva in sala a specciaj sul canapè.
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Porta - Poesie milanesi.djvu/163
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Ma la Lilla, che Teva arent a lee
Quattada giò cont on sciali nœuv de Pranza,
App)cnna che la sent quii dodes pee,
La salta in terra, scovana giò per stanza
El sciali nœuv, e bojand a pu non poss
Con tutt e quant el fiaa di so trii goss.
:E boja, e boja, e rogna, e mostra i dent,
Don Malacchìa, che l’era un poo fogos,
Vedendes rott in bocca el compliment,
El perd la flemma, e el ghe dà su la vos
E menter el ghe dà de la scccada
El fa l’att de mollagh ona pesciada.
:On’orsa (come disen i poetta)
Che la se veda tœu da un cacciador,
O ferì on orsettin sott alla tetta.
No la va in tanta rabbia, in tant furor,
Come la va Sustrissima a vede
Don Malacchìa cont in aria el pè.
:Per fortuna del ciel, che la Lillin,
Con quell intendiment che l’è tult so,
L’ha savuu schiva el colp in del sesin
Col tira arent la cova, e scrusciass giò;
Del restant, se no gh’era sta risorsa,
Vattel a pésca cossa fa quell’orsa.
:Schivaa el colp, descasciaa don Malacchìa,
Even i coss asquasi quiettaa,
Già la dondava la cappellanìa
Sui ceregh de quij poch cinq candidaa,
Quand on olter bordell, on olter càs
El ne manda anmò on para in santa pas.
:E l’è che l’illustrissema padronna,
Menter la va a cuu indree sul canapè
Per mett in stala quoniam la personna,
Stada in disordin per l’affar del pè,
In del lassass andà.... cajn, cajnl...
La soppressa col sedes la Lillin.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Ma la Lilla, che Teva arent a lee
Quattada giò cont on sciali nœuv de Pranza,
App)cnna che la sent quii dodes pee,
La salta in terra, scovana giò per stanza
El sciali nœuv, e bojand a pu non poss
Con tutt e quant el fiaa di so trii goss.
:E boja, e boja, e rogna, e mostra i dent,
Don Malacchìa, che l’era un poo fogos,
Vedendes rott in bocca el compliment,
El perd la flemma, e el ghe dà su la vos
E menter el ghe dà de la scccada
El fa l’att de mollagh ona pesciada.
:On’orsa (come disen i poetta)
Che la se veda tœu da un cacciador,
O ferì on orsettin sott alla tetta.
No la va in tanta rabbia, in tant furor,
Come la va Sustrissima a vede
Don Malacchìa cont in aria el pè.
:Per fortuna del ciel, che la Lillin,
Con quell intendiment che l’è tult so,
L’ha savuu schiva el colp in del sesin
Col tira arent la cova, e scrusciass giò;
Del restant, se no gh’era sta risorsa,
Vattel a pésca cossa fa quell’orsa.
:Schivaa el colp, descasciaa don Malacchìa,
Even i coss asquasi quiettaa,
Già la dondava la cappellanìa
Sui ceregh de quij poch cinq candidaa,
Quand on olter bordell, on olter càs
El ne manda anmò on para in santa pas.
:E l’è che l’illustrissema padronna,
Menter la va a cuu indree sul canapè
Per mett in stala quoniam la personna,
Stada in disordin per l’affar del pè,
In del lassass andà.... cajn, cajnl...
La soppressa col sedes la Lillin.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Don Telesfor e don Spiridion,
Duu gingella che riden per nient,
Dan fœura tutt a on bott in don s’ cioppon
De rid insci cilapp, insci indecent,
Che la marchesa infin stuffa e seccada
La dà fœura anca lee con sta filada.
:"Avria suppost ch’essendo sacerdoti
"Avesser on pò piú d’educazion,
"O che i modi, al piú pesg, le fosser nott
"De trattar con i damm de condizioni
"M’accorgo invece in questa circostanza
"Che non han garbo, modi, ne creanza.
:"Però, da che l’Altissimm el ci ha post
"In questo grado, e siamo ciò che siamm,
"Certissisimament l’è dover nost
"Di farci rispettar come dobbiamm:
"Saria mancar a noi, poi al Signor,
"Passarci sopra, e specialment con lor.
:"Quant a lor due, o malizios, o sempi
"Che sia el lor fall, basta còsi, che vaden;
"Quanto agli altri, me giova che l’esempi
"Je faccia cauti, e me ne persuaden;
Il Cossi è (serva loro). ...adesso poi....
"(Lillin, quietta!...) Veniamo a noi. n
:La cagnetta, che fina a quell pont là
L’èva stada ona pesta indiavolada,
L ha commenzaa a fa truscia e trepilà
A fa intorno la frigna e l’inviziada,
E a rampegà sui gamb de don Ventura,
On pretoccol brutt, brutt, che fa pagura.
:Don Ventura, che l’èva in tra quij trii
El pussee bisognos del benefìzi,
El stava lì drizz drizz, stremii stremii,
Per pagura de fass quai pregiudizi;
El sentiva a slisas<ref>{{Nsb|ppm|166|27}}</ref> quij pocch colzett
E pur, pazienza, el stava li quiett.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 158 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Don Telesfor e don Spiridion,
Duu gingella che riden per nient,
Dan fœura tutt a on bott in don s’ cioppon
De rid insci cilapp, insci indecent,
Che la marchesa infin stuffa e seccada
La dà fœura anca lee con sta filada.
:"Avria suppost ch’essendo sacerdoti
"Avesser on pò piú d’educazion,
"O che i modi, al piú pesg, le fosser nott
"De trattar con i damm de condizioni
"M’accorgo invece in questa circostanza
"Che non han garbo, modi, ne creanza.
:"Però, da che l’Altissimm el ci ha post
"In questo grado, e siamo ciò che siamm,
"Certissisimament l’è dover nost
"Di farci rispettar come dobbiamm:
"Saria mancar a noi, poi al Signor,
"Passarci sopra, e specialment con lor.
:"Quant a lor due, o malizios, o sempi
"Che sia el lor fall, basta còsi, che vaden;
"Quanto agli altri, me giova che l’esempi
"Je faccia cauti, e me ne persuaden;
Il Cossi è (serva loro). ...adesso poi....
"(Lillin, quietta!...) Veniamo a noi. n
:La cagnetta, che fina a quell pont là
L’èva stada ona pesta indiavolada,
L ha commenzaa a fa truscia e trepilà
A fa intorno la frigna e l’inviziada,
E a rampegà sui gamb de don Ventura,
On pretoccol brutt, brutt, che fa pagura.
:Don Ventura, che l’èva in tra quij trii
El pussee bisognos del benefìzi,
El stava lì drizz drizz, stremii stremii,
Per pagura de fass quai pregiudizi;
El sentiva a slisas<ref>{{Nsb|ppm|166|27}}</ref> quij pocch colzett
E pur, pazienza, el stava li quiett.
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<poem>
:Ma la marchesa, che con compiacenza
La dava d’œucc a quella simpatia,
Con tutt che la gh’avess a la presenza
Duu pret de maggior garbo e polizia.
Vada todos, premura per premura,
La decid el so vot per don Ventura.
:Appenna s’è savuu da la famiglia
Che 1 èva deventaa lu el cappellan,
Se sbattezzaven tucc de maraviglia,
No podend concepì come on giavan,
On bicciollan d’on pret, on goff, on ciall
L’avess trovaa el secrett de deventall.
:Col temp poeú s’è savuu, che el gran secreti
L’èva staa nient alter fmalment
Che l’avegh avuu adoss tre o quatter fclt
De salamm de basletta, involtiaa dent
in la Risposta de Madamm Bibin
De quell’olter salamm<ref>{{Nsb|ppm|166|28}}</ref> d’on Ciciarin<ref>{{Nsb|ppm|166|29}}</ref>.
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" /><div style="display:none;">NOTE.
:1) <section begin="1" />tihi: voce latina, usata per rabbuffo.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />toccA via: mettersi la via fra le gambe; andarsene.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />bòr: soldi.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />manutenzion: termine amministrativo delle Fabbricerie, per indicare una
trattenuta di stipendio per le spese di cera, vino e consumo dei sacri arredi.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />acqua sporca: propr. sciacquatura; traslato scherzevole per acqua dolcificata.<section end="5" />
:6) <section begin="6" />palpirœu: cartoccio, traslato per mancia.<section end="6" />
:7) <section begin="7" />seccass, ecc.: aver noie col serra serra dei concorrenti.<section end="7" />
:8) <section begin="8" />In quel tempo nell’Italia superiore era avvenuta una specie d’immigrazione di sacerdoti, che, spinti dal bisogno, venivano dalla Corsica.<section end="8" />
:9) <section begin="9" />scorbatt: corvi.<section end="9" /></div><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Ma la marchesa, che con compiacenza
La dava d’œucc a quella simpatia,
Con tutt che la gh’avess a la presenza
Duu pret de maggior garbo e polizia.
Vada todos, premura per premura,
La decid el so vot per don Ventura.
:Appenna s’è savuu da la famiglia
Che 1 èva deventaa lu el cappellan,
Se sbattezzaven tucc de maraviglia,
No podend concepì come on giavan,
On bicciollan d’on pret, on goff, on ciall
L’avess trovaa el secrett de deventall.
:Col temp poeú s’è savuu, che el gran secreti
L’èva staa nient alter fmalment
Che l’avegh avuu adoss tre o quatter fclt
De salamm de basletta, involtiaa dent
in la Risposta de Madamm Bibin
De quell’olter salamm<ref>{{Nsb|ppm|166|28}}</ref> d’on Ciciarin<ref>{{Nsb|ppm|166|29}}</ref>.
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" /><div style="display:none;">NOTE.
:1) <section begin="1" />tihi: voce latina, usata per rabbuffo.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />toccA via: mettersi la via fra le gambe; andarsene.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />bòr: soldi.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />manutenzion: termine amministrativo delle Fabbricerie, per indicare una
trattenuta di stipendio per le spese di cera, vino e consumo dei sacri arredi.<section end="4" />
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:9) <section begin="9" />scorbatt: corvi.<section end="9" /></div><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 160 —||r=s}}</noinclude>
10) <section begin="10" />Satira ai Classicisti del tempo che nulla perdonavano agli scrittori appartenenti, come il Porta, alla scuola romantica.<section end="10" />
11) <section begin="11" />camerleccaj: dal tedesco Kammerlaquaì, lacchè, servitore di camera (Cherubini). Notisi l’umorismo nella scelta di questo epiteto, per qualificare il domestico confidente della Marchesa.<section end="11" />
12) <section begin="12" />mestee: la scelta del vocabolo mette in evidenza lo sprezzo del domestico per il cappellano che la nobile padrona considerava alla stregua degli altri inservienti di casa.<section end="12" />
13) <section begin="13" />desmorbagh: ripulire.<section end="13" />
14) <section begin="14" />terza part: il rosario, che, essendo diviso in tre parti, non viene recitato per intiero.<section end="14" />
15) <section begin="15" />primerista: che giuoca a primiera.<section end="15" />
16) <section begin="16" />madamm: modista.<section end="16" />
17) <section begin="17" />sblusciaa: ne sono scivolati.<section end="17" />
18) <section begin="18" />han fa spazzetta: se ne sono andati.<section end="18" />
19) <section begin="19" />sojador: motteggiatore, ed anche adulatore.<section end="19" />
20) <section begin="20" />ciall: buffone.<section end="20" />
21) <section begin="21" />no fa pan mojn: non ammollare il pane nel vino.<section end="21" />
22) <section begin="22" />reffign: torcere il naso.<section end="22" />
23) <section begin="23" />reciocch: ripicco.<section end="23" />
24) <section begin="24" />sessioni descrizione al vivo.<section end="24" />
25) <section begin="25" />bauscia: saliva.<section end="25" />
26) <section begin="26" />tanè: colore fra il rosso e il nero.<section end="26" />
27) <section begin="27" />slisass: logorare.<section end="27" />
28) <section begin="28" />salamm: traslato, per sciocco.<section end="28" />
29) <section begin="29" />Nelle edizioni posteriori a quella del 1 842 è sostituito Gherardin (sottintendi Carlo) il vero autore delle sestine milanesi dal titolo Risposta de Madamm Bibin edita nel 1819 contro la cantica del Porta El Romanticismo (v. pag. 1 33). A dimostrare il poco conto in cui fino dalla sua pubblicazione venne tenuta la Risposta, il Porta finge che l’edizione fosse già passata presso un pizzicagnolo che se ne servisse per incartocciare il salame di D. Ventura.<section end="29" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|(*) LA PREGHIERA}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1620)}}
<poem>
:Donna Fabia Fabron De-Fabrian
L èva settada al fœugh sabet passaa
Col pader Sigismond ejr-franzescan,
Che intrattant el ghe usava la bontaa
(Intrattanta, s’intend, che el ris coseva)
De scolta sto discors che la faseva:
:" Ora-mai anche mi, don Sigismond,
" Convengo appien nella di lei paura,
" Che sia prossima assai la fin del mond;
" Che vedo cose di una tal natura,
" D’una natura tal, che non ponn dars
" Che in un mondo assai prossim a disfars.
:" Congiur, stupri, rapinn, gent contro gent,
" Fellonij, uccision de princip regg,
" Violenz, avanij<ref>{{Nsb|ppm|170|1}}</ref>, sovertiment
" De troni e de costura, beffe e mottegg
" Contro il cullo, e perfìn contro i natal
" Del primm cardin de l’ordine social.
:" Questi, don Sigismond, se non son segni
" Del complemento de la profezia<ref>{{Nsb|ppm|170|2}}</ref>,
" Non lascian certament d’esser gli indegni
" Frutti dell’attuai filosofia;
" Frutti di cui, pur troppo, ebbi a ingojar
" Tutto l’amaro, come or vò a narrar.
</poem><noinclude></noinclude>
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2026-03-29T10:52:24Z
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 161 —||r=s}}</noinclude>
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|(*) LA PREGHIERA}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1620)}}
<poem>
:Donna Fabia Fabron De-Fabrian
L èva settada al fœugh sabet passaa
Col pader Sigismond ejr-franzescan,
Che intrattant el ghe usava la bontaa
(Intrattanta, s’intend, che el ris coseva)
De scolta sto discors che la faseva:
:" Ora-mai anche mi, don Sigismond,
" Convengo appien nella di lei paura,
" Che sia prossima assai la fin del mond;
" Che vedo cose di una tal natura,
" D’una natura tal, che non ponn dars
" Che in un mondo assai prossim a disfars.
:" Congiur, stupri, rapinn, gent contro gent,
" Fellonij, uccision de princip regg,
" Violenz, avanij<ref>{{Nsb|ppm|170|1}}</ref>, sovertiment
" De troni e de costura, beffe e mottegg
" Contro il cullo, e perfìn contro i natal
" Del primm cardin de l’ordine social.
:" Questi, don Sigismond, se non son segni
" Del complemento de la profezia<ref>{{Nsb|ppm|170|2}}</ref>,
" Non lascian certament d’esser gli indegni
" Frutti dell’attuai filosofia;
" Frutti di cui, pur troppo, ebbi a ingojar
" Tutto l’amaro, come or vò a narrar.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:" Essendo jeri venerdì de marz<ref>{{Nsb|ppm|170|3}}</ref>,
" Fui tratta da la mia divozion
" A sant Cels, e v’andiedi con quell sfarz
" Che si addice a la nostra condizion;
" 11 mio copè, con l’armi e i lavorin<ref>{{Nsb|ppm|170|4}}</ref>
" Tanto al domestich, quanto al vetturin.
:" Tutte le porte, e i corridoi d’avanti
" Al tempio, cren pien cepp d’ona faragin
" De gent che va che vien, de mendicanti,
" De mercadanti de librett, de immagin,
" In guisa che, con tanto furugozz<ref>{{Nsb|ppm|170|5}}</ref>,
" Agio non v’era a scender dai carrozz.
:" L’imbarazzo era tal, che in quella appunt
" Ch’ero già quasi con un piede abbass,
" Me urtoron contro on pret sì sporch, sì unt,
" Ch’io, per schivarlo e ritirar el pass,
" Diedi nel legno on sculaccion sì grand
" Che mi stramazzò in terra di rimand.
:" Come mi rimanessi in un frangent
" Di questa fatta, è facil da supporr
" E donna e dama, in mezzo a tanta gent
" Nel decòr compromessa e nel pudor.
" E piú che cert che se non persi i sens
" Fu don del ciel che mi guardò propens.
:" E tanto piú, che appenna sorta in pie
" Sentij da tutt i band quij mascalzoni
" A ciufiolarmi dietro il va- via- v’-è!
" Risa sconc, improperi, atti buffoni,
" Quasi fuss donna a loro egual in rango,
" Cittadina.... merciaja.... o simil fango.
:" Ma, come dissi, quell ciel stess che in cura
" M’ebbe ognor sempre fino dalla culla,
" Non lasciò pure in questa congiuntura
" De proteggermi, ad onta del mio nulla,
" E nel cuor m’inspirò tanta costanza,
" Quant c’en voleva in simil circostanza.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 162 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:" Essendo jeri venerdì de marz<ref>{{Nsb|ppm|170|3}}</ref>,
" Fui tratta da la mia divozion
" A sant Cels, e v’andiedi con quell sfarz
" Che si addice a la nostra condizion;
" 11 mio copè, con l’armi e i lavorin<ref>{{Nsb|ppm|170|4}}</ref>
" Tanto al domestich, quanto al vetturin.
:" Tutte le porte, e i corridoi d’avanti
" Al tempio, cren pien cepp d’ona faragin
" De gent che va che vien, de mendicanti,
" De mercadanti de librett, de immagin,
" In guisa che, con tanto furugozz<ref>{{Nsb|ppm|170|5}}</ref>,
" Agio non v’era a scender dai carrozz.
:" L’imbarazzo era tal, che in quella appunt
" Ch’ero già quasi con un piede abbass,
" Me urtoron contro on pret sì sporch, sì unt,
" Ch’io, per schivarlo e ritirar el pass,
" Diedi nel legno on sculaccion sì grand
" Che mi stramazzò in terra di rimand.
:" Come mi rimanessi in un frangent
" Di questa fatta, è facil da supporr
" E donna e dama, in mezzo a tanta gent
" Nel decòr compromessa e nel pudor.
" E piú che cert che se non persi i sens
" Fu don del ciel che mi guardò propens.
:" E tanto piú, che appenna sorta in pie
" Sentij da tutt i band quij mascalzoni
" A ciufiolarmi dietro il va- via- v’-è!
" Risa sconc, improperi, atti buffoni,
" Quasi fuss donna a loro egual in rango,
" Cittadina.... merciaja.... o simil fango.
:" Ma, come dissi, quell ciel stess che in cura
" M’ebbe ognor sempre fino dalla culla,
" Non lasciò pure in questa congiuntura
" De proteggermi, ad onta del mio nulla,
" E nel cuor m’inspirò tanta costanza,
" Quant c’en voleva in simil circostanza.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:" Fatta maggior de mi, subit impongo
" Al mio Anselm ch’el tacess, c’I me seguiss;
" Rompo la calca, passo in chiesa, giungo
" A piedi dell’aitar del Crocifiss,
" Me umilio, me raccolgo, pò a memoria
" Fo al mio Signor questa giaculatoria.
:Mio caro e buon Qesu, che per decreto
Dell’inf allibii Vostra colorito,
M’avete fatta nascere nel ceto
Distinto della prima nobiltà.
Mentre poteva a un minim cenno vostro
Nascer plebea, un verme vile, un mostro.
:Io vi ringrazio che d’un s) gran bene
Abbiev ricolma l’umil mia persona,
Tant piú, che essend le gerarchie terrene
Simbol di quelle che vi fan corona.
Godo così d’un grad ch’è rijlession
*De/ grad di Troni e di Dominazion<ref>{{Nsb|ppm|170|6}}</ref>.
:Questo favor lunge dall’esallarm.
Come accadrebbe in un cervell legger.
No serve in cambi che a ramemorarm
La gratitudin mia, ed il dover
Di seguirvi e imitarvi, speda Iment
Nella clemenza con i delinquent.
:Quindi in vantaggio di costoro anch’io
V offro quei preghi che adi faa Voi stesa
Per i vostri nemici al Padre Iddio;
Ah sì! abbiate pietà dei loro eccess.
Imperciocchè ritengh che mi offendesser
Senza conoscer cosa si facesser.
:Possa st’umile mia rassegnazion,
Congiuntament ai merit infiniti
Della vostra acerbissima passion.
Espiar le lor colpe e i lor delitt.
Condurli al ben, salvar l’anima mia,
Glorificarmi in ciclo, e così sia.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:" Fatta maggior de mi, subit impongo
" Al mio Anselm ch’el tacess, c’I me seguiss;
" Rompo la calca, passo in chiesa, giungo
" A piedi dell’aitar del Crocifiss,
" Me umilio, me raccolgo, pò a memoria
" Fo al mio Signor questa giaculatoria.
:Mio caro e buon Qesu, che per decreto
Dell’inf allibii Vostra colorito,
M’avete fatta nascere nel ceto
Distinto della prima nobiltà.
Mentre poteva a un minim cenno vostro
Nascer plebea, un verme vile, un mostro.
:Io vi ringrazio che d’un s) gran bene
Abbiev ricolma l’umil mia persona,
Tant piú, che essend le gerarchie terrene
Simbol di quelle che vi fan corona.
Godo così d’un grad ch’è rijlession
*De/ grad di Troni e di Dominazion<ref>{{Nsb|ppm|170|6}}</ref>.
:Questo favor lunge dall’esallarm.
Come accadrebbe in un cervell legger.
No serve in cambi che a ramemorarm
La gratitudin mia, ed il dover
Di seguirvi e imitarvi, speda Iment
Nella clemenza con i delinquent.
:Quindi in vantaggio di costoro anch’io
V offro quei preghi che adi faa Voi stesa
Per i vostri nemici al Padre Iddio;
Ah sì! abbiate pietà dei loro eccess.
Imperciocchè ritengh che mi offendesser
Senza conoscer cosa si facesser.
:Possa st’umile mia rassegnazion,
Congiuntament ai merit infiniti
Della vostra acerbissima passion.
Espiar le lor colpe e i lor delitt.
Condurli al ben, salvar l’anima mia,
Glorificarmi in ciclo, e così sia.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:" Volendo poi accompagnar col fatt
" Le parole, onde avesser maggior pés,
" E combinare con un pò d* eclatt
" La mortifìcazion di chi m’ha offes,
" E l’esempio alle dame da seguir
" Ne contingenti prossimi avvenir,
:" Sorto a on tratt dalla chiesa, e a quej pezzent
" Rivolgendem in ton de confidenza,
" Quanti siete, domando, buona gent?...
" Siamo vent’un, responden. Eccellenza!...
" Caspita! molti, replico.... Vent’un?...
" Non serve, Anselm, degh on quattrin per un.
:Chi tàs la dama, e chi don Sigismond
Piein come on œuf de zel de religion,
Scoldaa dal son di forzellinn, di tond.
L’èva lì per sfodragh on’orazion.
Che, se Anselm no interromp con la suppéra,
Vattel a catta che borlanda<ref>borlanda: broda; in senso traslato qui, sproloquio.</ref> l’era!!..
</poem>
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />avanij: angherie, soprusi.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />profezia: allude alla profezia di Cristo sui segni precursori della fine del mondo.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />venerdì de marz: nei venerdì di marzo era pio costume dei milanesi di visitare l’effigie del Crocefisso nel tempio di S. Maria, detta dei Miracoli, presso S. Celso in Porta Ludovica, ora Corso Italia.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />l’armi e i lavorin: gli stemmi nobiliari alla carrozza e i galloni larghi, tessuti di lana e seta cogli emblemi del blasone, a guernizione delle livree dei domestici.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />furugozz: serra serra.<section end="5" />
:6) <section begin="6" />La Marchesa nella sciocca sua vanità paragona il suo grado di nobiltà a quello che i Troni e le Dominazioni, tengono, secondo le indicazioni liturgiche, nella gerarchia degli Spiriti Angelici,<section end="6" />
<section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<poem>
:" Volendo poi accompagnar col fatt
" Le parole, onde avesser maggior pés,
" E combinare con un pò d* eclatt
" La mortifìcazion di chi m’ha offes,
" E l’esempio alle dame da seguir
" Ne contingenti prossimi avvenir,
:" Sorto a on tratt dalla chiesa, e a quej pezzent
" Rivolgendem in ton de confidenza,
" Quanti siete, domando, buona gent?...
" Siamo vent’un, responden. Eccellenza!...
" Caspita! molti, replico.... Vent’un?...
" Non serve, Anselm, degh on quattrin per un.
:Chi tàs la dama, e chi don Sigismond
Piein come on œuf de zel de religion,
Scoldaa dal son di forzellinn, di tond.
L’èva lì per sfodragh on’orazion.
Che, se Anselm no interromp con la suppéra,
Vattel a catta che borlanda<ref>borlanda: broda; in senso traslato qui, sproloquio.</ref> l’era!!..
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:1) <section begin="1" />avanij: angherie, soprusi.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />profezia: allude alla profezia di Cristo sui segni precursori della fine del mondo.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />venerdì de marz: nei venerdì di marzo era pio costume dei milanesi di visitare l’effigie del Crocefisso nel tempio di S. Maria, detta dei Miracoli, presso S. Celso in Porta Ludovica, ora Corso Italia.<section end="3" />
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{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|MENEGHIN BIROEU<ref>{{Nsb|ppm|178|1}}</ref> DI EX MONEGH<section end="7" />}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1820)}}
<poem>
Bravo! bravo! l’ha faa propi polid
A tœuss d’intorna quij bagaj<ref>{{Nsb|ppm|178|2}}</ref>; inscì
Poss cuntagh ona scenna da fall rid,
Che no la cuntarev se fussen chi:
Che di vœult, nèe, già el sa.... se dis pû e men,
E ogni busca per lor l’è on car de fen.
:Quatter ex-monegasc, sôr Benedetta,
Sôr Anna, sôr Eusebia, e sôr Martina,
Viven insemma, e fan tra lor casetta
In cà d’on collaron della dottrina,
Fœura di pee del mond, là passaa el foss<ref>{{Nsb|ppm|178|3}}</ref>
Tra sant Vicenz di matt<ref>{{Nsb|ppm|178|4}}</ref> e sant Caloss.
:Paghen el ficc a furia de rosari,
Gh’han el so bon livell, gh’han la pension,
Dò convers che je serv senza salari.
La soa gesa li arent<ref>{{Nsb|ppm|178|5}}</ref> voltaa el canton,
El sò comed e el pozz denter de l’uss.
La soa gatta e ’l stornell che dis: Esuss.
:De teolegh, de pret, de confessor.
Tra quij che disnen dal padron de cà
E tra quij olter che van sù de lor
A portagh cott e cames<ref>{{Nsb|ppm|178|6}}</ref> de rizzà,
Ghe n’han in frega tutt’el di on brovett.
De podess consultà su tutt i pett.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
Bravo! bravo! l’ha faa propi polid
A tœuss d’intorna quij bagaj<ref>{{Nsb|ppm|178|2}}</ref>; inscì
Poss cuntagh ona scenna da fall rid,
Che no la cuntarev se fussen chi:
Che di vœult, nèe, già el sa.... se dis pû e men,
E ogni busca per lor l’è on car de fen.
:Quatter ex-monegasc, sôr Benedetta,
Sôr Anna, sôr Eusebia, e sôr Martina,
Viven insemma, e fan tra lor casetta
In cà d’on collaron della dottrina,
Fœura di pee del mond, là passaa el foss<ref>{{Nsb|ppm|178|3}}</ref>
Tra sant Vicenz di matt<ref>{{Nsb|ppm|178|4}}</ref> e sant Caloss.
:Paghen el ficc a furia de rosari,
Gh’han el so bon livell, gh’han la pension,
Dò convers che je serv senza salari.
La soa gesa li arent<ref>{{Nsb|ppm|178|5}}</ref> voltaa el canton,
El sò comed e el pozz denter de l’uss.
La soa gatta e ’l stornell che dis: Esuss.
:De teolegh, de pret, de confessor.
Tra quij che disnen dal padron de cà
E tra quij olter che van sù de lor
A portagh cott e cames<ref>{{Nsb|ppm|178|6}}</ref> de rizzà,
Ghe n’han in frega tutt’el di on brovett.
De podess consultà su tutt i pett.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Oltra el rest di vantagg, gh’han sora numer
Quel de sta arent de cà a la mia personna,
Che fan cor tutt el dì per trii cocumer<ref>{{Nsb|ppm|178|7}}</ref>,
E quell’olter de vegh anch la mia donna
Che fa la sarta, e la ghe dà i tassij<ref>{{Nsb|ppm|178|8}}</ref>
Per fa i abet<ref>{{Nsb|ppm|178|9}}</ref>, i agnuss<ref>{{Nsb|ppm|178|10}}</ref> e i coverei).
:Hin quatter donn insomma de la somma
Che podaraven, a vorrend, sta mej
Milla vœult pussee lor ch’el papa a Romma,
E andà in paradis grass come porscej;
Eppur, sur sì, che ghe n’han semper vuna
De cruzziass, de marsciss, de batt la luna.
:On poo ghe l’han, perchè in del sabet grass
Ballen fina passaa la mezza nott;
On poo per via di donn che van a spass
Con la coppa<ref>{{Nsb|ppm|178|11}}</ref> coi brasc, col stomegh biott;
On poo coi vestinn sirene e tiraa-in-cull,
Che mostren tutt la grazia del bauli.
:On dì ghe l’han, perchè Monscior Scirin<ref>{{Nsb|ppm|178|12}}</ref>
L’han traa in despart de ministra la cresma;
On dì, perchè se stampa el Tamborin<ref>{{Nsb|ppm|179|13}}</ref>,
O perchè fan teater in Quaresma,
O perchè a Monscia vœuren fa Arzipret
On nan, de fa scurtà tutt i pianet.
:Lor se cascen, perchè de venerdì
Van voltra i pollirœu a vend pollaster;
Per i scœul di tosann che han de dervì,
Certi scœul, sœuja mi, faa con l’incaster<ref>{{Nsb|ppm|179|14}}</ref>;
Per i stamp scandalos, per i picciur.
Per quij che pissa in straa lontan del mur.
:Ma el bordell, el bòesg<ref>{{Nsb|ppm|179|15}}</ref>, el diavoleri.
Le staa jer e l’oltrer; streppet, deliqui,
Girament, convulsion, on affar seri,
Che ha traa sott sora asee, spiret, reliqui,
Pret, cioccolati, ex fraa, chiffer<ref>{{Nsb|ppm|179|16}}</ref>, devoti,
E trasaa<ref>{{Nsb|ppm|179|17}}</ref> mezz la scorta di bescott.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Oltra el rest di vantagg, gh’han sora numer
Quel de sta arent de cà a la mia personna,
Che fan cor tutt el dì per trii cocumer<ref>{{Nsb|ppm|178|7}}</ref>,
E quell’olter de vegh anch la mia donna
Che fa la sarta, e la ghe dà i tassij<ref>{{Nsb|ppm|178|8}}</ref>
Per fa i abet<ref>{{Nsb|ppm|178|9}}</ref>, i agnuss<ref>{{Nsb|ppm|178|10}}</ref> e i coverei).
:Hin quatter donn insomma de la somma
Che podaraven, a vorrend, sta mej
Milla vœult pussee lor ch’el papa a Romma,
E andà in paradis grass come porscej;
Eppur, sur sì, che ghe n’han semper vuna
De cruzziass, de marsciss, de batt la luna.
:On poo ghe l’han, perchè in del sabet grass
Ballen fina passaa la mezza nott;
On poo per via di donn che van a spass
Con la coppa<ref>{{Nsb|ppm|178|11}}</ref> coi brasc, col stomegh biott;
On poo coi vestinn sirene e tiraa-in-cull,
Che mostren tutt la grazia del bauli.
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L’han traa in despart de ministra la cresma;
On dì, perchè se stampa el Tamborin<ref>{{Nsb|ppm|179|13}}</ref>,
O perchè fan teater in Quaresma,
O perchè a Monscia vœuren fa Arzipret
On nan, de fa scurtà tutt i pianet.
:Lor se cascen, perchè de venerdì
Van voltra i pollirœu a vend pollaster;
Per i scœul di tosann che han de dervì,
Certi scœul, sœuja mi, faa con l’incaster<ref>{{Nsb|ppm|179|14}}</ref>;
Per i stamp scandalos, per i picciur.
Per quij che pissa in straa lontan del mur.
:Ma el bordell, el bòesg<ref>{{Nsb|ppm|179|15}}</ref>, el diavoleri.
Le staa jer e l’oltrer; streppet, deliqui,
Girament, convulsion, on affar seri,
Che ha traa sott sora asee, spiret, reliqui,
Pret, cioccolati, ex fraa, chiffer<ref>{{Nsb|ppm|179|16}}</ref>, devoti,
E trasaa<ref>{{Nsb|ppm|179|17}}</ref> mezz la scorta di bescott.
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<poem>
:E tutt sto ruzz, tutt sto spuell<ref>{{Nsb|ppm|179|18}}</ref> per via
D’on besasc d’on bcgliett<ref>{{Nsb|ppm|179|19}}</ref> che hoo portaa a cà,
Che ha rezevuu de Komma<ref>{{Nsb|ppm|179|20}}</ref> don Tobia,
E che m’han mandaa a tocìi fina giò là
A San Vittor, in tra la vœuna e i dò,
Dove el dis messa per mezz aucc de bò<ref>{{Nsb|ppm|179|21}}</ref>.
:Don Disma, don Rodolf, don Tranquillin,
Don Lorenz, don Clement, don Mansueti,
Don Pio, don Saveri, don Igin,
Don Cels, don Samuell, don Anicett,
Don Romuald, don Lazzer, don Fedel
G’hin cors adree pesg che ne i mosch al mei.
:L’han leggiuu tante vœult e releggiuu,
G’han faa su tant calmeri<ref>{{Nsb|ppm|179|22}}</ref> e tant paroll,
L’hoo sentuu tante vœult e strassentuu
Che, sanguanon! ghe giughi l’oss del coli.
Se no gh’el disi su ciaf, nett e s’ cett.
Senza tœugh via ne giontagh on ett.
:" Amico caro (el dis): Romma, li sedici
" Aprilo milla e votto cento vinti.
" Pur troppo (el dis), no hin lingui maledici,
" Ne cosse (el dice), menzonieri o finti
" Quelle che (el dis), se diceno de voi<ref>{{Nsb|ppm|179|23}}</ref>
" Circa al Governator nostro de noi.
:" Ma Dio (el dis), per nostro vilimento
«L’ha talmente cecato, che de dopo
«Trasato in donne e giogo el puntamento<ref>{{Nsb|ppm|179|24}}</ref>,
" E prenduto gran debiti sul gropo,
" No l’ha possuto, (el dice), condemeno
" E dacchi e dacchi<ref>{{Nsb|ppm|179|25}}</ref>, Je sbottire on pieno.
:" Se dice, (el dis), che el Cardinal Decane
" A furia de dà ment a la gran spesa,
" Naccorcendose (el dis), che el dava mane,
" Asca<ref>{{Nsb|ppm|179|26}}</ref> al resto, al dinaro de la Gesa,
" El sia corruto a squajar<ref>{{Nsb|ppm|179|27}}</ref> tutto al pappa,
" Che l’ha ordenato subet ch’el se ciappa.
</poem><noinclude></noinclude>
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E che m’han mandaa a tocìi fina giò là
A San Vittor, in tra la vœuna e i dò,
Dove el dis messa per mezz aucc de bò<ref>{{Nsb|ppm|179|21}}</ref>.
:Don Disma, don Rodolf, don Tranquillin,
Don Lorenz, don Clement, don Mansueti,
Don Pio, don Saveri, don Igin,
Don Cels, don Samuell, don Anicett,
Don Romuald, don Lazzer, don Fedel
G’hin cors adree pesg che ne i mosch al mei.
:L’han leggiuu tante vœult e releggiuu,
G’han faa su tant calmeri<ref>{{Nsb|ppm|179|22}}</ref> e tant paroll,
L’hoo sentuu tante vœult e strassentuu
Che, sanguanon! ghe giughi l’oss del coli.
Se no gh’el disi su ciaf, nett e s’ cett.
Senza tœugh via ne giontagh on ett.
:" Amico caro (el dis): Romma, li sedici
" Aprilo milla e votto cento vinti.
" Pur troppo (el dis), no hin lingui maledici,
" Ne cosse (el dice), menzonieri o finti
" Quelle che (el dis), se diceno de voi<ref>{{Nsb|ppm|179|23}}</ref>
" Circa al Governator nostro de noi.
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" No l’ha possuto, (el dice), condemeno
" E dacchi e dacchi<ref>{{Nsb|ppm|179|25}}</ref>, Je sbottire on pieno.
:" Se dice, (el dis), che el Cardinal Decane
" A furia de dà ment a la gran spesa,
" Naccorcendose (el dis), che el dava mane,
" Asca<ref>{{Nsb|ppm|179|26}}</ref> al resto, al dinaro de la Gesa,
" El sia corruto a squajar<ref>{{Nsb|ppm|179|27}}</ref> tutto al pappa,
" Che l’ha ordenato subet ch’el se ciappa.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:" Ma lu, el puttasca (el dis), ch’el s’eva dato
" Che se tendeva de cattarlo ladro,
" L’ha fatto el quonìa (el dice), e l’ha curato
" El contrattempo (el dis), che el santo Padro
" L’èva in estasi in l’aria in del dir messa,
" E chi t’ha fallo.... l’è girato in pressa.
:" In circa al resto (el dis), la piú segura
" L’è ch’el sia navigato in del Levante,
" In dove a st’ora (el dice), addio tonsura,
" L’è forse già quattata<ref>{{Nsb|ppm|179|28}}</ref> col turbante;
" E in dove a st’ora forse, addio prepuzzi....
" Con che sono di voi — Monsignor Nuzzi n.
:Sott poeìi gh’eva on poscritt, che in del sentili
Sguagniven<ref>{{Nsb|ppm|179|29}}</ref> tutt e quanti come scin<ref>{{Nsb|ppm|179|30}}</ref>;
On poscritt malarbett, che per capili
Bœugna vess religios, savè el latin,
Ma mi ignorant, in quanto sia de mi,
N’hoo capii olter ch’el diseva insci:
:Poscritto: n Monsignore Monticello
" L’è stato jeri in pubblico cattato,
" C’el fava, el dice, da Guglielmo Tello,
" E l’infilzava el pommo ad un soldato
" Sguizzerò de la guardia pontifìzia,
" E fu menato sopra alla giustizia n.
:Chi insci d’accord tutt quant in tra de lor,
Che sti scandol no hin che i conseguenz
Di nost peccaa, de l’ira del Signor,
S’hin miss a intrequeri quij reverenz
De che razza fudessen sti boltrigh,
Che ne tirava al ghicc sta sort d’ortigh<ref>{{Nsb|ppm|179|31}}</ref>.
:Don Romuald, don Lazzer e don Pio,
Che hin in cura d’anem tutt e trii,
Han ditt ch’el fuss el pocch timor di Dio
De dà certi candir stremii stremii
In di battesim e in di funeral,
E de vorè tassa i list<ref>{{Nsb|ppm|179|32}}</ref> parrocchial:
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:" Ma lu, el puttasca (el dis), ch’el s’eva dato
" Che se tendeva de cattarlo ladro,
" L’ha fatto el quonìa (el dice), e l’ha curato
" El contrattempo (el dis), che el santo Padro
" L’èva in estasi in l’aria in del dir messa,
" E chi t’ha fallo.... l’è girato in pressa.
:" In circa al resto (el dis), la piú segura
" L’è ch’el sia navigato in del Levante,
" In dove a st’ora (el dice), addio tonsura,
" L’è forse già quattata<ref>{{Nsb|ppm|179|28}}</ref> col turbante;
" E in dove a st’ora forse, addio prepuzzi....
" Con che sono di voi — Monsignor Nuzzi n.
:Sott poeìi gh’eva on poscritt, che in del sentili
Sguagniven<ref>{{Nsb|ppm|179|29}}</ref> tutt e quanti come scin<ref>{{Nsb|ppm|179|30}}</ref>;
On poscritt malarbett, che per capili
Bœugna vess religios, savè el latin,
Ma mi ignorant, in quanto sia de mi,
N’hoo capii olter ch’el diseva insci:
:Poscritto: n Monsignore Monticello
" L’è stato jeri in pubblico cattato,
" C’el fava, el dice, da Guglielmo Tello,
" E l’infilzava el pommo ad un soldato
" Sguizzerò de la guardia pontifìzia,
" E fu menato sopra alla giustizia n.
:Chi insci d’accord tutt quant in tra de lor,
Che sti scandol no hin che i conseguenz
Di nost peccaa, de l’ira del Signor,
S’hin miss a intrequeri quij reverenz
De che razza fudessen sti boltrigh,
Che ne tirava al ghicc sta sort d’ortigh<ref>{{Nsb|ppm|179|31}}</ref>.
:Don Romuald, don Lazzer e don Pio,
Che hin in cura d’anem tutt e trii,
Han ditt ch’el fuss el pocch timor di Dio
De dà certi candir stremii stremii
In di battesim e in di funeral,
E de vorè tassa i list<ref>{{Nsb|ppm|179|32}}</ref> parrocchial:
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<poem>
:Che in di busser<ref>{{Nsb|ppm|179|33}}</ref> di ces e in quij de strada
No ghe se trœuva d’olter cne quattritt;
I mess scars, l’elemosina impiccada,
1 parecchi infesciaa de poyeritt,
La eros de legn in aria a tutt i vent<ref>{{Nsb|ppm|179|34}}</ref>,
E la becca<ref>{{Nsb|ppm|179|35}}</ref> frustada per nient.
:I francescan don Cels e don Clement
Voreven che nassess tutt el bordell
Dall’avegh tolt a lor i socú convent;
E l’ex domenican don Samuell
El giurava, che l’èva per reson
D’ave abolii la Santa Inquisizion.
:Sòr Usebbia, anca a nomm di camarada,
La pretendeva inscambi che st’istoria
La prozedess da quella baronada
De ayej descasciaa lor de la Vittoria<ref>{{Nsb|ppm|179|36}}</ref>,
Soggiungend tutt insemma a quatter vós:
Che sevem quei che candidava i nós<ref>{{Nsb|ppm|179|37}}</ref>.
:Don Fedel, don Igin, che hin pret de cà
Dona Marchesa e d ona Baronessa,
Daven la colpa a quella de faj sta
Digiun (ina a mezz dì per digh la messa;
E on poelta d’on pret, on cert don Disma,
Le tra va tutt’adoss al Romantisma.
:Finalmenl on rangogn<ref>{{Nsb|ppm|179|38}}</ref> d’on pretascion,
Ch’el m’era settaa ciò giusta per mira,
Ch’el ciammen el Polpetta de rognon
E el pesarà pès bruti cent trenta lira,
El me infilza in del muso ona vistada
De can cors, e via el va con st’infìlada:
:Mi ghe diroo, mi sì che ghe diroo
I reson perchè Dio el ne svargella
Seiua nanca dì: vnrda che te doo!
Hin i aitar stravaccaa su la bradella<ref>{{Nsb|ppm|180|39}}</ref>,
I ges in vituperi, e i sazerdott
Sii per sii<ref>{{Nsb|ppm|180|40}}</ref>, mori de famm, magher e biott.
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:Che in di busser<ref>{{Nsb|ppm|179|33}}</ref> di ces e in quij de strada
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I mess scars, l’elemosina impiccada,
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La eros de legn in aria a tutt i vent<ref>{{Nsb|ppm|179|34}}</ref>,
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:I francescan don Cels e don Clement
Voreven che nassess tutt el bordell
Dall’avegh tolt a lor i socú convent;
E l’ex domenican don Samuell
El giurava, che l’èva per reson
D’ave abolii la Santa Inquisizion.
:Sòr Usebbia, anca a nomm di camarada,
La pretendeva inscambi che st’istoria
La prozedess da quella baronada
De ayej descasciaa lor de la Vittoria<ref>{{Nsb|ppm|179|36}}</ref>,
Soggiungend tutt insemma a quatter vós:
Che sevem quei che candidava i nós<ref>{{Nsb|ppm|179|37}}</ref>.
:Don Fedel, don Igin, che hin pret de cà
Dona Marchesa e d ona Baronessa,
Daven la colpa a quella de faj sta
Digiun (ina a mezz dì per digh la messa;
E on poelta d’on pret, on cert don Disma,
Le tra va tutt’adoss al Romantisma.
:Finalmenl on rangogn<ref>{{Nsb|ppm|179|38}}</ref> d’on pretascion,
Ch’el m’era settaa ciò giusta per mira,
Ch’el ciammen el Polpetta de rognon
E el pesarà pès bruti cent trenta lira,
El me infilza in del muso ona vistada
De can cors, e via el va con st’infìlada:
:Mi ghe diroo, mi sì che ghe diroo
I reson perchè Dio el ne svargella
Seiua nanca dì: vnrda che te doo!
Hin i aitar stravaccaa su la bradella<ref>{{Nsb|ppm|180|39}}</ref>,
I ges in vituperi, e i sazerdott
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Hin el gran ciallonismo di mari
De lassass mena a vóltra per el nas
(E chi el vardava fiss in faccia a mi)
Dai miee, e lassagh fa quel che ghe pias:
Spés sora spés, senza vardass dintorna
Se vegnen da la guggia, oppur dai corna.
:Hin la golascia, la leccardaria
De sti operari, de sti mezz-camis:
In cà miseria, raccol<ref>{{Nsb|ppm|180|41}}</ref>, calestria,
La baldoria in di bœucc<ref>{{Nsb|ppm|180|42}}</ref> in di bois<ref>{{Nsb|ppm|180|43}}</ref>;
Ciocch sora ciocch, robba, danee, temp persi
(E zonfeta on’oggiada per travers).
:Hin la birbada de lassa i fìœu
In strusa per i straa, per i pasquee,
A fa l’ozios, el tóff, el borsirœu,
Senza dà a ment se biggen el mestee<ref>{{Nsb|ppm|180|44}}</ref>,
Se van a messa in festa e a la dottrina....
(E li traffeta on’oltra lampadina)<ref>{{Nsb|ppm|180|45}}</ref>.
:Hin quell’oss in la s’ cenna, quij bosij,
Quij córs<ref>{{Nsb|ppm|180|46}}</ref> in sui fattur, in su la spesa,
Quel pettà i vizi a caregh di lo5Ugh pij,
Quel godegh tutt a gratis a la gesa.
Quel dì maa di patron tutt quant el dì....
(E li ^aj! quij duu œucc adoss a mi).
:Hin l’ardiment de sti spantega-strasc
De tœunn<ref>{{Nsb|ppm|180|47}}</ref> nun pret per gent come se sia,
De tira el nost tabacch con quij didasc,
De settass giò a descor in compagnia....
Balossi.... porci.... malcreati.... infamm!...
(Acqua! sta vœulta l’ha volsuu bisiamm)<ref>{{Nsb|ppm|180|48}}</ref>.
:Ah fiol d’ona negra! adess capissi
(Dighi in del cœur) con chi el parla sto can:
Me se s’ ciara el cerve!; me secudissi<ref>{{Nsb|ppm|180|49}}</ref>,
Pesseghi a alza del scagn el fabrian,
E polid si, ma franco, ma dannaa,
Te ghe respondi in sta conformitaa:
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<poem>
:Hin el gran ciallonismo di mari
De lassass mena a vóltra per el nas
(E chi el vardava fiss in faccia a mi)
Dai miee, e lassagh fa quel che ghe pias:
Spés sora spés, senza vardass dintorna
Se vegnen da la guggia, oppur dai corna.
:Hin la golascia, la leccardaria
De sti operari, de sti mezz-camis:
In cà miseria, raccol<ref>{{Nsb|ppm|180|41}}</ref>, calestria,
La baldoria in di bœucc<ref>{{Nsb|ppm|180|42}}</ref> in di bois<ref>{{Nsb|ppm|180|43}}</ref>;
Ciocch sora ciocch, robba, danee, temp persi
(E zonfeta on’oggiada per travers).
:Hin la birbada de lassa i fìœu
In strusa per i straa, per i pasquee,
A fa l’ozios, el tóff, el borsirœu,
Senza dà a ment se biggen el mestee<ref>{{Nsb|ppm|180|44}}</ref>,
Se van a messa in festa e a la dottrina....
(E li traffeta on’oltra lampadina)<ref>{{Nsb|ppm|180|45}}</ref>.
:Hin quell’oss in la s’ cenna, quij bosij,
Quij córs<ref>{{Nsb|ppm|180|46}}</ref> in sui fattur, in su la spesa,
Quel pettà i vizi a caregh di lo5Ugh pij,
Quel godegh tutt a gratis a la gesa.
Quel dì maa di patron tutt quant el dì....
(E li ^aj! quij duu œucc adoss a mi).
:Hin l’ardiment de sti spantega-strasc
De tœunn<ref>{{Nsb|ppm|180|47}}</ref> nun pret per gent come se sia,
De tira el nost tabacch con quij didasc,
De settass giò a descor in compagnia....
Balossi.... porci.... malcreati.... infamm!...
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:Ah fiol d’ona negra! adess capissi
(Dighi in del cœur) con chi el parla sto can:
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Pesseghi a alza del scagn el fabrian,
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Te ghe respondi in sta conformitaa:
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Senza tant ch’el se scolda a descuttì,
Col ris’ c de deslenguass ona mezzenna<ref>{{Nsb|ppm|180|50}}</ref>,
Anca mi ghi diroo, chi diroo anmì
I rcson perchè Dio el ne pcccenna,
I reson perchè el tas e el lassa cor
De quij bej coss cossett di so Monscior.
:Hin l’avarizia porca malarbetta,
Che in paricc de lor sciori Tè quell vizzi,
Ch’el par taccaa a la vesta e a la goletta<ref>{{Nsb|ppm|180|51}}</ref>,
On obblegh meneman come l’ofBzzi:
Quei! c’ha inventaa sacchilt, busser, bascir<ref>{{Nsb|ppm|180|52}}</ref>,
Noli de cardegh, e dazzi de candir.
:Hin quell mercaa de inceri de cotta e stolla,
De mess, de vós, de aria de polmon,
De esequi, de micchitt de sant Nicolla<ref>{{Nsb|ppm|180|53}}</ref>,
De catafalchi suffragg, benedizion,
Quell traffegh d’angonij a on tant al bott<ref>{{Nsb|ppm|180|54}}</ref>,
E quell fa mai nagotta per nagott<ref>{{Nsb|ppm|180|55}}</ref>,
:Hin quij corp<ref>{{Nsb|ppm|180|56}}</ref>, quij trasport de caritaa,
Quij vesper, quij compiett, quij mattutin
Pettaa là de nojaa, de desgarbaa,
Intersiaa de flatti e cicciorin<ref>{{Nsb|ppm|180|57}}</ref>,
De sbaggiad<ref>{{Nsb|ppm|180|58}}</ref>, de sbarlceugg de scià e de là<ref>{{Nsb|ppm|180|59}}</ref>,
E de no vede l’ora de andà a cà.
:Hin quell dass a d’intend de vess dritt dritt
Su la strada battuda da Gesú
Cont el dà mai nagott ai poveritt,
Col trattaj d’alt in bass e casciaj sii,
E col vess de so pè<ref>{{Nsb|ppm|180|60}}</ref> critegh eterna
De tutt i novitaa che fa ’I governa.
:Hin quell predica semper el digiun,
E cerca i mej boccon d’impì el tarlis;
Quell de dann del golos, del porch a nun
Per on poo de bojacca de bois<ref>{{Nsb|ppm|180|61}}</ref>,
E credes lor l’ottava maraviglia
A spazza vott, des piatt anch in vigilia.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 171 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Senza tant ch’el se scolda a descuttì,
Col ris’ c de deslenguass ona mezzenna<ref>{{Nsb|ppm|180|50}}</ref>,
Anca mi ghi diroo, chi diroo anmì
I rcson perchè Dio el ne pcccenna,
I reson perchè el tas e el lassa cor
De quij bej coss cossett di so Monscior.
:Hin l’avarizia porca malarbetta,
Che in paricc de lor sciori Tè quell vizzi,
Ch’el par taccaa a la vesta e a la goletta<ref>{{Nsb|ppm|180|51}}</ref>,
On obblegh meneman come l’ofBzzi:
Quei! c’ha inventaa sacchilt, busser, bascir<ref>{{Nsb|ppm|180|52}}</ref>,
Noli de cardegh, e dazzi de candir.
:Hin quell mercaa de inceri de cotta e stolla,
De mess, de vós, de aria de polmon,
De esequi, de micchitt de sant Nicolla<ref>{{Nsb|ppm|180|53}}</ref>,
De catafalchi suffragg, benedizion,
Quell traffegh d’angonij a on tant al bott<ref>{{Nsb|ppm|180|54}}</ref>,
E quell fa mai nagotta per nagott<ref>{{Nsb|ppm|180|55}}</ref>,
:Hin quij corp<ref>{{Nsb|ppm|180|56}}</ref>, quij trasport de caritaa,
Quij vesper, quij compiett, quij mattutin
Pettaa là de nojaa, de desgarbaa,
Intersiaa de flatti e cicciorin<ref>{{Nsb|ppm|180|57}}</ref>,
De sbaggiad<ref>{{Nsb|ppm|180|58}}</ref>, de sbarlceugg de scià e de là<ref>{{Nsb|ppm|180|59}}</ref>,
E de no vede l’ora de andà a cà.
:Hin quell dass a d’intend de vess dritt dritt
Su la strada battuda da Gesú
Cont el dà mai nagott ai poveritt,
Col trattaj d’alt in bass e casciaj sii,
E col vess de so pè<ref>{{Nsb|ppm|180|60}}</ref> critegh eterna
De tutt i novitaa che fa ’I governa.
:Hin quell predica semper el digiun,
E cerca i mej boccon d’impì el tarlis;
Quell de dann del golos, del porch a nun
Per on poo de bojacca de bois<ref>{{Nsb|ppm|180|61}}</ref>,
E credes lor l’ottava maraviglia
A spazza vott, des piatt anch in vigilia.
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Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Lazzalazza88" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Hin quell de fa servì la religion
E i obblegh de conscienza per roffian
Di sò vendett, di sò persecuzion,
O per fà dà on impiegh a on balandran<ref>{{Nsb|ppm|180|62}}</ref>,
A on storta-coll, a on furb, che gh’abbia el meret
D’avegh basaa la tonega e ’l preteret.
:Quist chì, quist chì puttost hin i belee<ref>{{Nsb|ppm|180|63}}</ref>,
Che mœuv la pest, la famm, la calestria;
Che fa vegnì de Romma quij palpee
Che scriv monsignor Nuzzi a don Tobia:
Hin quist, per brio, e no gh’è ball che ten,
N’eel vera lù? ch’el diga, ho parlaa ben?
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />birœu: traslato in senso di uomo di fiducia.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />tœuss, ecc.: levarsi d’intorno quei ragazzi (bagaj).<section end="2" />
:3) <section begin="3" />foss: il naviglio o canale intemo di navigazione ora, per quel tratto, coperto,<section end="3" />
:4) <section begin="4" />Sant Vincenz di matt, ecc.: San Vincenzo, antico ospedale dei pazzi, ora distrutto, vicino alla chiesa di S. Vincenzo in prato; e S. Calocero, tuttora esistente; entrambe nel quartiere oggidì detto di porta Genova.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />Sembra alluda alla chiesa di S. Maria della Vittoria, poco discosta dal corso di porta Ticinese, prima della soppressione degli ordini religiosi annessa al monastero donde provenivano le quattro suore, con le due religiose (convers) serventi.<section end="5" />
:6) <section begin="6" />cott e cames: cotte e camici da stirare con arricciatura.<section end="6" />
:7) <section begin="7" />per tri cocumer: per un’inezia.<section end="7" />
:8) <section begin="8" />tassij: tasselli, ritagli.<section end="8" />
:9) <section begin="9" />abet: gli scapolari.<section end="9" />
:10) <section begin="10" />agnuss: specie di immaginette sacre colla figura dell’agnello pasquale.<section end="10" />
:11) <section begin="11" />coppa: nuca.<section end="11" />
:12) <section begin="12" />Monscior Scirin: Monsignor Cerina Eugenio frate francescano, arcivescovo titolare di Sergiopoli, che allora risiedeva in Milano e aiutava l’arcivescovo, supplendolo nell’amministrazione delle Cresime.<section end="12" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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2026-03-29T10:53:31Z
Alex brollo
1615
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3653858
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Lazzalazza88" />{{RigaIntestazione||— 172 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Hin quell de fa servì la religion
E i obblegh de conscienza per roffian
Di sò vendett, di sò persecuzion,
O per fà dà on impiegh a on balandran<ref>{{Nsb|ppm|180|62}}</ref>,
A on storta-coll, a on furb, che gh’abbia el meret
D’avegh basaa la tonega e ’l preteret.
:Quist chì, quist chì puttost hin i belee<ref>{{Nsb|ppm|180|63}}</ref>,
Che mœuv la pest, la famm, la calestria;
Che fa vegnì de Romma quij palpee
Che scriv monsignor Nuzzi a don Tobia:
Hin quist, per brio, e no gh’è ball che ten,
N’eel vera lù? ch’el diga, ho parlaa ben?
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />birœu: traslato in senso di uomo di fiducia.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />tœuss, ecc.: levarsi d’intorno quei ragazzi (bagaj).<section end="2" />
:3) <section begin="3" />foss: il naviglio o canale intemo di navigazione ora, per quel tratto, coperto,<section end="3" />
:4) <section begin="4" />Sant Vincenz di matt, ecc.: San Vincenzo, antico ospedale dei pazzi, ora distrutto, vicino alla chiesa di S. Vincenzo in prato; e S. Calocero, tuttora esistente; entrambe nel quartiere oggidì detto di porta Genova.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />Sembra alluda alla chiesa di S. Maria della Vittoria, poco discosta dal corso di porta Ticinese, prima della soppressione degli ordini religiosi annessa al monastero donde provenivano le quattro suore, con le due religiose (convers) serventi.<section end="5" />
:6) <section begin="6" />cott e cames: cotte e camici da stirare con arricciatura.<section end="6" />
:7) <section begin="7" />per tri cocumer: per un’inezia.<section end="7" />
:8) <section begin="8" />tassij: tasselli, ritagli.<section end="8" />
:9) <section begin="9" />abet: gli scapolari.<section end="9" />
:10) <section begin="10" />agnuss: specie di immaginette sacre colla figura dell’agnello pasquale.<section end="10" />
:11) <section begin="11" />coppa: nuca.<section end="11" />
:12) <section begin="12" />Monscior Scirin: Monsignor Cerina Eugenio frate francescano, arcivescovo titolare di Sergiopoli, che allora risiedeva in Milano e aiutava l’arcivescovo, supplendolo nell’amministrazione delle Cresime.<section end="12" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 173 —||r=s}}</noinclude>
13) <section begin="13" />Tamborin: il teologo gúuuenúu. professore a Pavia. Pietro Tambo* rini di Brescia autore di opere teologiche messe M’Indice (1737-1627)<section end="13" />
14) <section begin="14" />faa con l’incaster: scuole di mutuo insegnamento, giusta il sistema di Giuse]:>pe Lancaiter, promosse dai liberali.<section end="14" />
15) <section begin="15" />bordell.... bòesg: chiasso, tafieruglio.<section end="15" />
16) <section begin="16" />chiifer: panino foggiato a mezza luna.<section end="16" />
17) <section begin="17" />traiaa: sciupata.<section end="17" />
18) <section begin="18" />ipuell: vociferazione enfatica.<section end="18" />
19) <section begin="19" />besasc d’on begliett: biglietto bislacco (besasc).<section end="19" />
20) <section begin="20" />Per questa paeudo-corrispondenza il Porta attinse alla cronaca del tempo, che narrava la fuga (7 aprile 1819) del Governatore di Roma, il nipote ^ del Card. Pacca, accusato di manomissione del denaro pontificio (il quale andò a terminare i suoi giorni in America, non in Turchia come, per scopo di satira, qui suppone il poeta) ed il processo per uno di quelli eccessi, che sono veri fenomeni, pur troppo nonrari, ma sempre deplorevoli, della degenerazione umana.<section end="20" />
21) <section begin="21" />mezz oeucc de bò: il popolo milanese chiamava occhio di bue la moneta di L. 6.<section end="21" />
22) <section begin="22" />calmeri: commenti.<section end="22" />
23) <section begin="23" />de voi: presso di voi, da voi,<section end="23" />
24) <section begin="24" />puntamento: stipendio dell’impiego.<section end="24" />
25) <section begin="25" />dacchi, ecc: dalli, dalli.<section end="25" />
26) <section begin="26" />asca: oltre.<section end="26" />
27) <section begin="27" />squajar: spifferare.<section end="27" />
28) <section begin="28" />quattata: coperta.<section end="28" />
29) <section begin="29" />sguagniven: strillavano.<section end="29" />
30) <section begin="30" />Kin : gattini (abbreviazione de mi’scín ?)<section end="30" />
31) <section begin="31" />tirava, ecc: Craeva dietro siffatti triboli.<section end="31" />
32) <section begin="32" />list: tariffe.<section end="32" />
33) <section begin="33" />busaer: cassette delle elemosine.<section end="33" />
34) <section begin="34" />la ero», ecc : sottintendi per i funerali gratuiti dei poveri.<section end="34" />
35) <section begin="35" />becca : l’antica insegna dei parroci milanesi, di stoffa nera, sinaile all’odierna mozzella, ma aperta sul petto, come si vede in qualche ritratto di benefattori dei nostri istituti di beneficenza.<section end="35" />
36) <section begin="36" />Convento di domenicane, annesso alla chiesa omonima tuttora esistente al ponte della vecchia porta Ticinese.<section end="36" />
37) <section begin="37" />candidava i nos: confettavano le noci.<section end="37" />
38) <section begin="38" />rangogn: brontolone.<section end="38" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 174 —||r=s}}</noinclude>
39) <section begin="39" />bradella : gradino di legno sul quale sta il celebrante quando è all’altare.<section end="39" />
40) <section begin="40" />su per su: in condizioni precarie.<section end="40" />
41) <section begin="41" />raccol: contese.<section end="41" />
42) <section begin="42" />bceucc: propriamente buco; in gergo, bettole.<section end="42" />
43) <section begin="43" />boís: rosticcerie dove si consumavano le vivande ivi apprestate.<section end="43" />
44) <section begin="44" />senza dá a ment, ecc. : senza osservare, vigilare, se marinano l’opificio.<section end="44" />
45) <section begin="45" />lampadina: in gergo, sbirciata.<section end="45" />
46) <section begin="46" />cors: falcidie sulle fatture riscosse, ecc.<section end="46" />
47) <section begin="47" />tceunn: tenerci.<section end="47" />
48) <section begin="48" />bisiamm: pungermi (come fa il tafano o la mosca).<section end="48" />
49) <section begin="49" />me secudissi: mi riprendo.<section end="49" />
50) <section begin="50" />mezzenna: lardone.<section end="50" />
51) <section begin="51" />goletta: collare da prete.<section end="51" />
52) <section begin="52" />bascir: bacili da questua.<section end="52" />
53) <section begin="53" />micchitt, ecc.: i panini di S. Nicola.<section end="53" />
54) <section begin="54" />angonij, ecc : il suono della campana che invita i fedeli a pregare
per un agonizzante, mercanteggiato secondo il numero dei colpi di battente (Jboit).<section end="54" />
55) <section begin="55" />nagotta, ecc.: nulla per nulla.<section end="55" />
56) <section begin="56" />corp: funerali.<section end="56" />
57) <section begin="57" />cicciorin: chiaccheruzze.<section end="57" />
58) <section begin="58" />sbaggiad: sbadigli.<section end="58" />
59) <section begin="59" />sbarloeugg, ecc.: occhiate qua e lá.<section end="59" />
60) <section begin="60" />de so pè: di sua natura.<section end="60" />
61) <section begin="61" />bojacca de bois: intingolo da trattoria.<section end="61" />
62) <section begin="62" />balandran : scioccone.<section end="62" />
63) <section begin="63" />belee : propriamente giocatoli, qui, per ironia " le belle cose ".<noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|(*) LA GUERRA DI PRET<ref>{{Nsb|ppm|187|1}}</ref>}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1820)}}
<poem><section end="63" />
:Canti la guerra santa e i breviari,
I piatt, i micch, i péccher<ref>{{Nsb|ppm|187|2}}</ref>, i peston<ref>{{Nsb|ppm|187|3}}</ref>,
I callott, i barett, ch’è sgoraa<ref>{{Nsb|ppm|188|4}}</ref> in ari
E han gibolaa<ref>{{Nsb|ppm|188|5}}</ref> la cerega e *1 melon<ref>{{Nsb|ppm|188|6}}</ref>
A vintiquatter pret che in cappa e vesta
Celebraven a tavola ona festa.
:O gran pader di vers e de la bissa<ref>{{Nsb|ppm|188|7}}</ref>,
Promolór di baruff e di legrij,
Ti, che a costor te gh’et scoldaa la pissa,
Scoldem anch mi, te preghi, i scinivij<ref>{{Nsb|ppm|188|8}}</ref>,
In manera che possa famm onor
Con di limm, degn de mi, de ti e de lor.
:El dì de Sant Lorenz, a on sit de fœura
Quatter pass de Milan, se fa on feston
In onor del gran sant cott in brasœura<ref>{{Nsb|ppm|188|9}}</ref>
1 fustusc<ref>{{Nsb|ppm|188|10}}</ref> de la gesa hin, confession,
Panegirich, campann, mess, sinfonia
E decott de cacao in sacrestia.
:Ma on compadron del sìt, ch’el vœur moccass<ref>{{Nsb|ppm|188|11}}</ref>
Tutt i indulgenz che se despensa in gesa
Senza mettess al ris’ c de confessass,
El ghe regalla ai pret. a tutta spesa,
On disnaron sui moli<ref>{{Nsb|ppm|188|12}}</ref>, che je tra lì
Incojonii mezz més a digerì.
</poem><noinclude></noinclude>
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:Canti la guerra santa e i breviari,
I piatt, i micch, i péccher<ref>{{Nsb|ppm|187|2}}</ref>, i peston<ref>{{Nsb|ppm|187|3}}</ref>,
I callott, i barett, ch’è sgoraa<ref>{{Nsb|ppm|188|4}}</ref> in ari
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Celebraven a tavola ona festa.
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Promolór di baruff e di legrij,
Ti, che a costor te gh’et scoldaa la pissa,
Scoldem anch mi, te preghi, i scinivij<ref>{{Nsb|ppm|188|8}}</ref>,
In manera che possa famm onor
Con di limm, degn de mi, de ti e de lor.
:El dì de Sant Lorenz, a on sit de fœura
Quatter pass de Milan, se fa on feston
In onor del gran sant cott in brasœura<ref>{{Nsb|ppm|188|9}}</ref>
1 fustusc<ref>{{Nsb|ppm|188|10}}</ref> de la gesa hin, confession,
Panegirich, campann, mess, sinfonia
E decott de cacao in sacrestia.
:Ma on compadron del sìt, ch’el vœur moccass<ref>{{Nsb|ppm|188|11}}</ref>
Tutt i indulgenz che se despensa in gesa
Senza mettess al ris’ c de confessass,
El ghe regalla ai pret. a tutta spesa,
On disnaron sui moli<ref>{{Nsb|ppm|188|12}}</ref>, che je tra lì
Incojonii mezz més a digerì.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Memoria, ti che con la toa sapienza
Ti fet cor tutt i ann a sta pacciada,
S’ ceremji<ref>{{Nsb|ppm|188|13}}</ref> sott ai œucc tutt in sequenza,
Come denanz a on general d’armada,
Dimm chi hin, chi no hin, che cossa yaren,
Cossa fotten al mond, cossa bozzaren.
:Prima de tucc ghe ven Don Mansuett
Fiœu del cœugh de monsignor Fabrizi;
I entremé de so pader e i polpett
Gh’han procuraa a bonn’ora on benefizi,
Poeú on post in seminari, poeú ona cura
E per ultem on fior de prevostura.
:Adess, che l’è beli lene<ref>{{Nsb|ppm|188|14}}</ref>, la soa passion,
Oltra quella, s’intend, de spassass via.
L’è d’andà intorno a fa tutt i funzion.
Per drovà ’l pastoral e la bosia<ref>{{Nsb|ppm|188|15}}</ref>,
E per fa adoss ai picch<ref>{{Nsb|ppm|188|16}}</ref> la gibigianna
Con quell topazz in did largh ona spanna.
:Quell’olter ch’el g’ha ai fianch, con quella trippa
Che ghe sgiaffa i gallon<ref>{{Nsb|ppm|188|17}}</ref>, l’è Don Tadee,
On ex-fraa zoccolott, ch’el se n’impippa
De tutt i sgenadur<ref>{{Nsb|ppm|188|18}}</ref> del galatee;
El mond l’è so de Iti, e’I lassarav cor<ref>{{Nsb|ppm|188|19}}</ref>
Anch in presenza de l’imperator.
:Quij trii insemma in d’on gropp. Don Beroald,
Don Gian Paol Maria e Don Lucrezzi
Hin trii pampossonon<ref>{{Nsb|ppm|188|20}}</ref> né fregg né cald;
Pur ch’el papa e *1 forment staghen in prezzi,
No patissa i vidor<ref>{{Nsb|ppm|188|21}}</ref>, viva i moron<ref>{{Nsb|ppm|188|22}}</ref>,
E creppa i sciori<ref>{{Nsb|ppm|188|23}}</ref>, |or hin contenton.
:Quel negron lósch, pelós come on demoni,
De per lú soli, in vesta e capelinna,
Le on can de Dio, on certo Don Carboni
Resiàtt<ref>{{Nsb|ppm|188|24}}</ref>, cospetton<ref>{{Nsb|ppm|188|25}}</ref> de man ladinna<ref>{{Nsb|ppm|188|26}}</ref>;
L’ha cavaa pussee dent lú a man destesa
Che né ’l Bonella<ref>{{Nsb|ppm|188|27}}</ref> con la ciav inglesa.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Memoria, ti che con la toa sapienza
Ti fet cor tutt i ann a sta pacciada,
S’ ceremji<ref>{{Nsb|ppm|188|13}}</ref> sott ai œucc tutt in sequenza,
Come denanz a on general d’armada,
Dimm chi hin, chi no hin, che cossa yaren,
Cossa fotten al mond, cossa bozzaren.
:Prima de tucc ghe ven Don Mansuett
Fiœu del cœugh de monsignor Fabrizi;
I entremé de so pader e i polpett
Gh’han procuraa a bonn’ora on benefizi,
Poeú on post in seminari, poeú ona cura
E per ultem on fior de prevostura.
:Adess, che l’è beli lene<ref>{{Nsb|ppm|188|14}}</ref>, la soa passion,
Oltra quella, s’intend, de spassass via.
L’è d’andà intorno a fa tutt i funzion.
Per drovà ’l pastoral e la bosia<ref>{{Nsb|ppm|188|15}}</ref>,
E per fa adoss ai picch<ref>{{Nsb|ppm|188|16}}</ref> la gibigianna
Con quell topazz in did largh ona spanna.
:Quell’olter ch’el g’ha ai fianch, con quella trippa
Che ghe sgiaffa i gallon<ref>{{Nsb|ppm|188|17}}</ref>, l’è Don Tadee,
On ex-fraa zoccolott, ch’el se n’impippa
De tutt i sgenadur<ref>{{Nsb|ppm|188|18}}</ref> del galatee;
El mond l’è so de Iti, e’I lassarav cor<ref>{{Nsb|ppm|188|19}}</ref>
Anch in presenza de l’imperator.
:Quij trii insemma in d’on gropp. Don Beroald,
Don Gian Paol Maria e Don Lucrezzi
Hin trii pampossonon<ref>{{Nsb|ppm|188|20}}</ref> né fregg né cald;
Pur ch’el papa e *1 forment staghen in prezzi,
No patissa i vidor<ref>{{Nsb|ppm|188|21}}</ref>, viva i moron<ref>{{Nsb|ppm|188|22}}</ref>,
E creppa i sciori<ref>{{Nsb|ppm|188|23}}</ref>, |or hin contenton.
:Quel negron lósch, pelós come on demoni,
De per lú soli, in vesta e capelinna,
Le on can de Dio, on certo Don Carboni
Resiàtt<ref>{{Nsb|ppm|188|24}}</ref>, cospetton<ref>{{Nsb|ppm|188|25}}</ref> de man ladinna<ref>{{Nsb|ppm|188|26}}</ref>;
L’ha cavaa pussee dent lú a man destesa
Che né ’l Bonella<ref>{{Nsb|ppm|188|27}}</ref> con la ciav inglesa.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:El gha avert duu process; Tè staa tospés
On cinqu vocult de la messa; in mezz a quest
EI ghè a tutt i (unzion, per tutt i gés,
A tutt i funeral, a tutt i fest;
Nessun l’invida, ma el fa tant paura,
Che in dove el va l’è padron lú adrittura.
:Quell bon veggett, che scond i man depos
Che voraven basa<ref>{{Nsb|ppm|188|28}}</ref> tutt i pajsan,
L’è el curat de Sant Sist, Don Fruttuos,
Che vegnen a vedell di mìa<ref>{{Nsb|ppm|188|29}}</ref> lontan:
L’è on angiol del Signor, pien de virtú;
Se gh’è on sant a sto mond l’è propi lú,
:Sostegn di Bacch, confort di desgraziaa,
Franch, tollerant, discrett, giojal, sincer,
Caritatevoi senza vanitaa,
Prodigh pú de danee che de parer:
Tutt el rispetten, tutt ghe vceuren ben,
Tutt ghe fann largo come a on car de fen.
:E perchè bon fa bon, quell eh* el g’ha areni<ref>{{Nsb|ppm|188|30}}</ref>
A man drizza, che l’è el so cappellan.
De desgarbaa che l’era e sognorent<ref>{{Nsb|ppm|188|31}}</ref>,
Tel n’ha faa fœura on fior de Cristian
Disinvolt, amorevoi, esemplar,
Degn insomma de lú, degn de l’aitar.
:Magher magher, longh longh, color di lòfi<ref>{{Nsb|ppm|188|32}}</ref>,
Cont in eoo on boromee<ref>{{Nsb|ppm|188|33}}</ref> tutt pien de tegna,
E ona vesta de quatter o cinq stoff.
L’è chi Don March, quell martor<ref>{{Nsb|ppm|188|34}}</ref>, ch’el se ingegna
De solleva i miseri de la gent
Imprestand cont el pegn al vint per cent.
:In tra quij duu, che paren duu fradij,
Sbrodolaa tutt e duu d’onc de cusina,
E ’l mostacc con su el tarter di vassij<ref>{{Nsb|ppm|189|35}}</ref>,
Ghe ven come on pagodo de la China,
Dondand i ciapp e’I eoo, Don Giorg Braghetta
Col colett e coi gamb color d’ughetta<ref>{{Nsb|ppm|189|36}}</ref>:
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 179 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:El gha avert duu process; Tè staa tospés
On cinqu vocult de la messa; in mezz a quest
EI ghè a tutt i (unzion, per tutt i gés,
A tutt i funeral, a tutt i fest;
Nessun l’invida, ma el fa tant paura,
Che in dove el va l’è padron lú adrittura.
:Quell bon veggett, che scond i man depos
Che voraven basa<ref>{{Nsb|ppm|188|28}}</ref> tutt i pajsan,
L’è el curat de Sant Sist, Don Fruttuos,
Che vegnen a vedell di mìa<ref>{{Nsb|ppm|188|29}}</ref> lontan:
L’è on angiol del Signor, pien de virtú;
Se gh’è on sant a sto mond l’è propi lú,
:Sostegn di Bacch, confort di desgraziaa,
Franch, tollerant, discrett, giojal, sincer,
Caritatevoi senza vanitaa,
Prodigh pú de danee che de parer:
Tutt el rispetten, tutt ghe vceuren ben,
Tutt ghe fann largo come a on car de fen.
:E perchè bon fa bon, quell eh* el g’ha areni<ref>{{Nsb|ppm|188|30}}</ref>
A man drizza, che l’è el so cappellan.
De desgarbaa che l’era e sognorent<ref>{{Nsb|ppm|188|31}}</ref>,
Tel n’ha faa fœura on fior de Cristian
Disinvolt, amorevoi, esemplar,
Degn insomma de lú, degn de l’aitar.
:Magher magher, longh longh, color di lòfi<ref>{{Nsb|ppm|188|32}}</ref>,
Cont in eoo on boromee<ref>{{Nsb|ppm|188|33}}</ref> tutt pien de tegna,
E ona vesta de quatter o cinq stoff.
L’è chi Don March, quell martor<ref>{{Nsb|ppm|188|34}}</ref>, ch’el se ingegna
De solleva i miseri de la gent
Imprestand cont el pegn al vint per cent.
:In tra quij duu, che paren duu fradij,
Sbrodolaa tutt e duu d’onc de cusina,
E ’l mostacc con su el tarter di vassij<ref>{{Nsb|ppm|189|35}}</ref>,
Ghe ven come on pagodo de la China,
Dondand i ciapp e’I eoo, Don Giorg Braghetta
Col colett e coi gamb color d’ughetta<ref>{{Nsb|ppm|189|36}}</ref>:
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" /></noinclude>
<poem>
:L’è sia a Roma, l’ha faa de segretari
A on cardinal, sebben noi savess scriv;
Per licenziali l’han faa Protonotari
Apostolici!, e quest l’è ’l gran motiv
Che adess el bóffa<ref>{{Nsb|ppm|189|37}}</ref> pesg che né on boffett
E ch’el va a voltra con quij bei colzett.
:Quell coi brasc in sui fìanch sul gust d’on olla
L’è Don Prosper de razza ex-cappuscina:
De novizzi el ciamaven fraa Biciolla;
Ma, de che l’è tornaa de Palestina,
El spara de quij sìt ball<ref>{{Nsb|ppm|189|38}}</ref> senza fin
E el passa per un Tuli<ref>{{Nsb|ppm|189|39}}</ref> in collarin.
:Cacciador per la vita, ostariatt.
Col don de Dio d’ave semper set.
Ecco, ven Don Vittór del nas scarlatt;
L’è staa pret, pœu soldaa, pœu ancamò pret,
Comich, fraa, vicciurin<ref>{{Nsb|ppm|189|40}}</ref>^ l’è tornaa adess,
Fin che noi g’ha de mei, a dì di mess.
:Quell pret che ven beli beli, palpaa palpaa<ref>{{Nsb|ppm|189|41}}</ref>
Coi œucc bass, gonfi, pien, ross come fœugh,
L*è el pover Abaa Ovina, desgraziaa,
Ch’el cerca tapinand<ref>{{Nsb|ppm|189|42}}</ref> de lœugh in lœugh.
De fa sorà<ref>{{Nsb|ppm|189|43}}</ref> el dolor ch’el le bozzira,
Ne’l pò trova solev per quant el gira:
:<ref>Qui doveva seguitare un episodio patetico, in cui si raccontavano le disgrazie, che al " pover Abaa Ovina " erano accadute: egli era stato calunniato da un finto amico; la Curia l’aveva sospeso a dioinis e in ultimo fatto cacciare entro una prigione; conosciuta finalmente la sua innocenza, rimesso in libertà, trova la madre moribonda. Di questo squarcio, che non fu compiuto, riferiamo le ultime quattro strofe, dalle quali si conosce qnanta potenza avesse il Poeta anche nel patetico: la scena è nelle vicinanze del Lago d’Orta. (Nola di T. GROSSI; ediz. 1821).</ref>{{loop|15| .}}
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<poem>
:L’è sia a Roma, l’ha faa de segretari
A on cardinal, sebben noi savess scriv;
Per licenziali l’han faa Protonotari
Apostolici!, e quest l’è ’l gran motiv
Che adess el bóffa<ref>{{Nsb|ppm|189|37}}</ref> pesg che né on boffett
E ch’el va a voltra con quij bei colzett.
:Quell coi brasc in sui fìanch sul gust d’on olla
L’è Don Prosper de razza ex-cappuscina:
De novizzi el ciamaven fraa Biciolla;
Ma, de che l’è tornaa de Palestina,
El spara de quij sìt ball<ref>{{Nsb|ppm|189|38}}</ref> senza fin
E el passa per un Tuli<ref>{{Nsb|ppm|189|39}}</ref> in collarin.
:Cacciador per la vita, ostariatt.
Col don de Dio d’ave semper set.
Ecco, ven Don Vittór del nas scarlatt;
L’è staa pret, pœu soldaa, pœu ancamò pret,
Comich, fraa, vicciurin<ref>{{Nsb|ppm|189|40}}</ref>^ l’è tornaa adess,
Fin che noi g’ha de mei, a dì di mess.
:Quell pret che ven beli beli, palpaa palpaa<ref>{{Nsb|ppm|189|41}}</ref>
Coi œucc bass, gonfi, pien, ross come fœugh,
L*è el pover Abaa Ovina, desgraziaa,
Ch’el cerca tapinand<ref>{{Nsb|ppm|189|42}}</ref> de lœugh in lœugh.
De fa sorà<ref>{{Nsb|ppm|189|43}}</ref> el dolor ch’el le bozzira,
Ne’l pò trova solev per quant el gira:
:<ref>Qui doveva seguitare un episodio patetico, in cui si raccontavano le disgrazie, che al " pover Abaa Ovina " erano accadute: egli era stato calunniato da un finto amico; la Curia l’aveva sospeso a dioinis e in ultimo fatto cacciare entro una prigione; conosciuta finalmente la sua innocenza, rimesso in libertà, trova la madre moribonda. Di questo squarcio, che non fu compiuto, riferiamo le ultime quattro strofe, dalle quali si conosce qnanta potenza avesse il Poeta anche nel patetico: la scena è nelle vicinanze del Lago d’Orta. (Nola di T. GROSSI; ediz. 1821).</ref>{{loop|15| .}}
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:L’ cva ona noce d’inverno di pu fó»ch
La noce che l’è staa miss in libertaa:
Per i gol de quij mont, dcnt per quij bosch,
Ziffolaven i vent infuriaa
E sbatteven travers, a rose<ref>{{Nsb|ppm|189|44}}</ref>, a ondad,
La nev e l’acqua giò per i vallad:
:Per i vœuj<ref>{{Nsb|ppm|189|45}}</ref> di caverna a la lontana,
In trà’l ruggì di turbin, di torrent,
Se sentiva ci dan!... dan!... d’ona campana,
Che rebombava interpolatamenl,
E in del cœur del bon pret el dessedava
On fantasma ogni colp che’l le scaggiava<ref>{{Nsb|ppm|189|46}}</ref>.
:Ah che pur tropp ci cœur l’è ona gran spia.
Pur tropp gh’era on malann ch’el presentiva:
Eren quij bott<ref>{{Nsb|ppm|189|47}}</ref>, i bott dell’angonia
De la povera donna che moriva;
De la mader<ref>{{Nsb|ppm|189|48}}</ref>, che, in pont de vessegh tolta.
Leva scritt ch’el vedess l’ultema volta.
:Quella meschina, tutta rassegnada
Al tremendo viacc de l’olter mond,
La compagnava con la vos panada
L’ultima orazion di moribond,
Quand strabuffaa, moisc, convuls del frecc
L’ha se vista el so Ovina ai pee del lece<ref>{{Nsb|ppm|189|49}}</ref>
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />Questo componimento doveva eatere divúo in quattro canti.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />p^cher: bicchieroni, peccherò.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />pctton: bottiglioni.<section end="3" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<poem>
:L’ cva ona noce d’inverno di pu fó»ch
La noce che l’è staa miss in libertaa:
Per i gol de quij mont, dcnt per quij bosch,
Ziffolaven i vent infuriaa
E sbatteven travers, a rose<ref>{{Nsb|ppm|189|44}}</ref>, a ondad,
La nev e l’acqua giò per i vallad:
:Per i vœuj<ref>{{Nsb|ppm|189|45}}</ref> di caverna a la lontana,
In trà’l ruggì di turbin, di torrent,
Se sentiva ci dan!... dan!... d’ona campana,
Che rebombava interpolatamenl,
E in del cœur del bon pret el dessedava
On fantasma ogni colp che’l le scaggiava<ref>{{Nsb|ppm|189|46}}</ref>.
:Ah che pur tropp ci cœur l’è ona gran spia.
Pur tropp gh’era on malann ch’el presentiva:
Eren quij bott<ref>{{Nsb|ppm|189|47}}</ref>, i bott dell’angonia
De la povera donna che moriva;
De la mader<ref>{{Nsb|ppm|189|48}}</ref>, che, in pont de vessegh tolta.
Leva scritt ch’el vedess l’ultema volta.
:Quella meschina, tutta rassegnada
Al tremendo viacc de l’olter mond,
La compagnava con la vos panada
L’ultima orazion di moribond,
Quand strabuffaa, moisc, convuls del frecc
L’ha se vista el so Ovina ai pee del lece<ref>{{Nsb|ppm|189|49}}</ref>
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:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />Questo componimento doveva eatere divúo in quattro canti.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />p^cher: bicchieroni, peccherò.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />pctton: bottiglioni.<section end="3" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 182 —||r=s}}</noinclude>
4) <section begin="4" />è sgoraa: sono volati.<section end="4" />
5) <section begin="5" />gibolaa: ammaccato.<section end="5" />
6) <section begin="6" />melon: zucca, testa.<section end="6" />
7) <section begin="7" />bissa: propr. biscia, allude all’andare a zig zag degli ubbriachi.<section end="7" />
8) <section begin="8" />scinivij: le cervella.<section end="8" />
9) <section begin="9" />brasoeura: costeletta.<section end="9" />
10) <section begin="10" />fustusc: gli abborracciamenti, cioè gli uffici in chiesa (gesa) celebrati senza diligenza da quegli ecclesiastici, che qui il Poeta motteggia.<section end="10" />
11) <section begin="11" />moccass : piluccarsi, avere a uffo.<section end="11" />
12) <section begin="12" />sui moli: di lusso; allusione alle carrozze signorili con molle.<section end="12" />
13) <section begin="13" />s’ceremij: da s’cerá, schierameli.<section end="13" />
14) <section begin="14" />lene: grassoccio fino alla lucidezza.<section end="14" />
15) <section begin="15" />pastoral e.... bosia: cioè la ferula (bastone) e la palmatoria (bugia) insegne della dignitá prepositurale nella chiesa milanese.<section end="15" />
16) <section begin="16" />picch: villano.<section end="16" />
17) <section begin="17" />sgiaffa i gallon: rimbalza sulle coscie.<section end="17" />
18) <section begin="18" />sgenadur: francesismo per noje.<section end="18" />
19) <section begin="19" />lassarav cor: farebbe venti.<section end="19" />
20) <section begin="20" />pampossonon: accrescitivo di pamposs, (pane raffermo), nel senso di poltrone.<section end="20" />
21) <section begin="21" />vidor: vigneti.<section end="21" />
22) <section begin="22" />moron: gelsi.<section end="22" />
23) <section begin="23" />creppa i sciori : augurio di morte per poterne fare, ben retribuiti, i funerali.<section end="23" />
24) <section begin="24" />resiátt: litigioso.<section end="24" />
25) <section begin="25" />cospetton: bestemmiatore.<section end="25" />
26) <section begin="26" />de man ladinna: manesco.<section end="26" />
27) <section begin="27" />Bonella: dentista al quale il Porta dedicò anche un Sonetto: Ma sái, el me sur Leila.<section end="27" />
28) <section begin="28" />basa : baciare.<section end="28" />
29) <section begin="29" />mía: miglia.<section end="29" />
30) <section begin="30" />arent: rasente, appresso.<section end="30" />
31) <section begin="31" />sognorent: sonnolento.<section end="31" />
32) <section begin="32" />color di lòfi: colore giallognolo, livido.<section end="32" />
33) <section begin="33" />borromee: cappello di panno.<section end="33" />
34) <section begin="34" />martor : propriamente minchione, grullo ; qui per ironia vuol significare malizioso.<section end="34" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 183 —||r=s}}</noinclude>
35) <section begin="35" />Urter di vouij: ckpotito «ulle botti (oattij).<section end="35" />
36) <section begin="36" />color d’ughetta: colore violaceo.<section end="36" />
37) <section begin="37" />boffa, ecc.: (ofHa come un tofTietto. cioè li pavooeggia.<section end="37" />
38) <section begin="38" />spara.... ball; ipaccia.... frottole.<section end="38" />
39) <section begin="39" />Tulli in collarin: Cicerone in abito da prete.<section end="39" />
40) <section begin="40" />vicciurin: vetturale.<section end="40" />
41) <section begin="41" />palpaa: floicio, lento.<section end="41" />
42) <section begin="42" />tapinand : va come un tapino.<section end="42" />
43) <section begin="43" />lori : sollevare.<section end="43" />
44) <section begin="44" />a ro«c : a folate.<section end="44" />
45) <section begin="45" />voeuj : vuoto, cavitá.<section end="45" />
46) <section begin="46" />tcaggiava: coagolava il sangue come avviene del latte.<section end="46" />
47) <section begin="47" />bolt: rintocchi.<section end="47" />
48) <section begin="48" />Nelle ediz. successive a ’ mader ’ è sostituito * Luisa ’ il nome cioè clrlla donna innocente che il calunniatore aveva fatto credere fosse l’amante dell’Ovina.<section end="48" />
49) <section begin="49" />Questi furono gli ultimi versi scritti dal Porta: la morte Io sorprese nel mezzo del suo lavoro, (T. GROSSI; ediz. 1821.<section end="49" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|(*)LA COLAZION}}
<poem>
:Oh don Peder! — Oh el me don Romuald!
Come staal? — Stoo benissem mi; e lú? —
Discreltament anch mi — Sèntel sto cald?
Marcadetta se’I senti! no en poss pìi;
Rivi adess de l’offizi a Sant Caloss,
E son bagnaa che pari staa in d’on foss.
:— Là, donch: che’l vegna chi, se l’è sudaa;
Chi, chi, lontan de l’aria, el me don Peder —
Grazie tant! — Hai giamo cicolattaa? —<ref>cicolattaa: presa la cioccolatta.</ref>
Nò signor, hoo bevuu on agher de zeder
Con dent on para de bescott delfgerlo —<ref>bescott del gerlo: scherzevole per dir pane che il fornaio portava colla gerla.</ref>
Mo bravo lú! la colazion del merlo!
:Bottega!... el cicolatt! — El fa beli di,
Don Romuald, a scœudes<ref>scœudes: soddisfare.</ref> i caprizi:
Lú el guadagna, lú el va de chi e de li;
Ogni bott lú el pelucca<ref>pelucca: pilucca, cioè ha la fortuna di intervenire alle esequie retribuite.</ref> on quai offizi;
Ma mi con quella messa di des or,
Hoo pari a sbatt, no me capponi on bor<ref>capponi on bor: prendo un soldo.</ref>.
{{loop|17|. }}
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</poem>
:
{{Ct|f=100%|v=1|L=0px|NOTE.}}<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 184 —||r=s}}</noinclude>
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|(*)LA COLAZION}}
<poem>
:Oh don Peder! — Oh el me don Romuald!
Come staal? — Stoo benissem mi; e lú? —
Discreltament anch mi — Sèntel sto cald?
Marcadetta se’I senti! no en poss pìi;
Rivi adess de l’offizi a Sant Caloss,
E son bagnaa che pari staa in d’on foss.
:— Là, donch: che’l vegna chi, se l’è sudaa;
Chi, chi, lontan de l’aria, el me don Peder —
Grazie tant! — Hai giamo cicolattaa? —<ref>cicolattaa: presa la cioccolatta.</ref>
Nò signor, hoo bevuu on agher de zeder
Con dent on para de bescott delfgerlo —<ref>bescott del gerlo: scherzevole per dir pane che il fornaio portava colla gerla.</ref>
Mo bravo lú! la colazion del merlo!
:Bottega!... el cicolatt! — El fa beli di,
Don Romuald, a scœudes<ref>scœudes: soddisfare.</ref> i caprizi:
Lú el guadagna, lú el va de chi e de li;
Ogni bott lú el pelucca<ref>pelucca: pilucca, cioè ha la fortuna di intervenire alle esequie retribuite.</ref> on quai offizi;
Ma mi con quella messa di des or,
Hoo pari a sbatt, no me capponi on bor<ref>capponi on bor: prendo un soldo.</ref>.
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:
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|(*) FŒURA DE PORTA LUDIVIGA.}}
{{Ct|f=100%|v=1|Frammenti di un poema che doveva avere per titolo L’''Apparlzion del Tass.''}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1817)}}
<poem>
:Fœura de porla Ludiviga on mìa,
Su la sinistra, in tra duu fontanin<ref>{{Nsb|ppm|192|1}}</ref>
E in tra dò fil de piant che ghe fa ombrìa,
El gh’è on sentirolin,
Solitari, patetech, deliziós,
Che’l «e perd a zicch zacch dcnt per i praa
E ch’el par giusta faa
Per i malinconj d’on penseros.
:Là insci, via del piss piss
D’on quai sbilz d’acqua che sboltiss di us’ ciœu<ref>{{Nsb|ppm|192|2}}</ref>,
Via d’on quai gorgheg d’on rosignœu,
O de quai vers lontan, lontan, lontan
D’on manzett, o d’on can,
No se ghe sent on etl,
Che rompa la quiett.
:Tutt coss, là insci, la jutta la passion,
Ne s’hà nanch fa duu pass
Tra quij acqu, tra quij piant, tra quell’ombrìa,
Che se sent a quattass d’on cert magon<ref>{{Nsb|ppm|192|3}}</ref>
Se sent a trasportass
Dona certa estes de malinconia,
Che sgonfia i œucc senza savè el perchè,
E sforza a piang, don piang che fa piasè.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 185 —||r=s}}</noinclude>
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|(*) FŒURA DE PORTA LUDIVIGA.}}
{{Ct|f=100%|v=1|Frammenti di un poema che doveva avere per titolo L’''Apparlzion del Tass.''}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1817)}}
<poem>
:Fœura de porla Ludiviga on mìa,
Su la sinistra, in tra duu fontanin<ref>{{Nsb|ppm|192|1}}</ref>
E in tra dò fil de piant che ghe fa ombrìa,
El gh’è on sentirolin,
Solitari, patetech, deliziós,
Che’l «e perd a zicch zacch dcnt per i praa
E ch’el par giusta faa
Per i malinconj d’on penseros.
:Là insci, via del piss piss
D’on quai sbilz d’acqua che sboltiss di us’ ciœu<ref>{{Nsb|ppm|192|2}}</ref>,
Via d’on quai gorgheg d’on rosignœu,
O de quai vers lontan, lontan, lontan
D’on manzett, o d’on can,
No se ghe sent on etl,
Che rompa la quiett.
:Tutt coss, là insci, la jutta la passion,
Ne s’hà nanch fa duu pass
Tra quij acqu, tra quij piant, tra quell’ombrìa,
Che se sent a quattass d’on cert magon<ref>{{Nsb|ppm|192|3}}</ref>
Se sent a trasportass
Dona certa estes de malinconia,
Che sgonfia i œucc senza savè el perchè,
E sforza a piang, don piang che fa piasè.
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Porta - Poesie milanesi.djvu/192
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<poem>
:Appunt in de sto stat de scoldament
Seva jer soli solett, in sta stradella,
Gh’aveva el Tass sott sella,
E i soeu desgrazi in ment: ....
</poem>
<section end="s1" /><section begin="s2" />
NOTE.
1) <section begin="1" />fontanili: canali d’acqua viva.<section end="1" />
2) <section begin="2" />us’cioeu: piccole chiuse di legno nel canale irriguo.<section end="2" />
3) <section begin="3" />magon: accoramento.<section end="3" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Appunt in de sto stat de scoldament
Seva jer soli solett, in sta stradella,
Gh’aveva el Tass sott sella,
E i soeu desgrazi in ment: ....
</poem>
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NOTE.
1) <section begin="1" />fontanili: canali d’acqua viva.<section end="1" />
2) <section begin="2" />us’cioeu: piccole chiuse di legno nel canale irriguo.<section end="2" />
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{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|OLTER DESGRAZI DE GIOVANNIN BONGEE<ref>Questa poesia i una conlinuazioiie di quella riportala a pag. 109 dell’attuale volume.</ref>}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1814)}}
<poem>
:Quand se nass deslippaa Oi lustrissem scior,
L*è inulel tœuss el cœur, che l’è tuttuna,
No gh’è pu ne fadigli ne pont d’onor
Che poda mett in cas de fa fortuna;
Vegnen adoss i bolt de traditor;
Ne s’ha nanca fornii de tœunn su vuna,
Che in manch de quella ghe sen lacca adree
Sett, vott, come ona salva de mortee.
:Mi, che pari nassuu in de quel moment
Ch’el Signor l’ha creaa i pu gran travaj,
Come sarav a dì el dolor de dent
E quell caro sur Lelia per strappaj,
Hoo già provaa ai mee dì tanti azzident,
Che ghe vorav on secol a cuntaj.
De mœud che no me specci a fornì l’ascia<ref>{{Nsb|ppm|210|2}}</ref>
Che on quej copp<ref>{{Nsb|ppm|210|3}}</ref> in sul eoo che me spettascia.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Quand se nass deslippaa Oi lustrissem scior,
L*è inulel tœuss el cœur, che l’è tuttuna,
No gh’è pu ne fadigli ne pont d’onor
Che poda mett in cas de fa fortuna;
Vegnen adoss i bolt de traditor;
Ne s’ha nanca fornii de tœunn su vuna,
Che in manch de quella ghe sen lacca adree
Sett, vott, come ona salva de mortee.
:Mi, che pari nassuu in de quel moment
Ch’el Signor l’ha creaa i pu gran travaj,
Come sarav a dì el dolor de dent
E quell caro sur Lelia per strappaj,
Hoo già provaa ai mee dì tanti azzident,
Che ghe vorav on secol a cuntaj.
De mœud che no me specci a fornì l’ascia<ref>{{Nsb|ppm|210|2}}</ref>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Vussustrissema el sa se mi sont vun
De quij che van in volta a fa quarell.
Che, grazia ai pover mort, no gh’è nissun
Che pò cusamm d’avegh storgiuu on Cavell;
Anzi quand gh’è di rogn tra quejghedun,
Regola generala ficchi el veli<ref>{{Nsb|ppm|210|4}}</ref>,
Che no vuj minga per on gust de ciall
Andà in peltrera<ref>{{Nsb|ppm|210|5}}</ref> o toeú su el-reff<ref>{{Nsb|ppm|210|6}}</ref> in fall.
:E pur con tutt el me fa de cojon,
Col me bon pè de pombi e l’ara 8rizz,
Giust perchè sont nassuu in quell dì birbon,
Ogni bott borii dent in quej pastizz:
E poeìi, senza sta chi a fa tant reson,
Se vussustrissema el gh’ha flemma on sgrizz,
Ghen cunti vuna che m’è occors adess,
Ch’el le farà resta propri de gess.
:Quand per vede el Prometti<ref>{{Nsb|ppm|210|7}}</ref> trii mes fa
El correva a la Scara tutt Milan
E vegneven giò a tropp de là e de scià
I forestee de tante mja lontan,
Tant che per ciappà post bœugnava ess là
Col disnà mezz in gora e mezz in man, .
Vedend tutta sta truscia S) e sto spuell.
Me sont ressolt anmì d’andà a vedell.
:Oltra el rest, me premeva, a dì el cœur ciar,
De satisfa in quej mœud anca la donna,
Che dopo quell scappusc<ref>{{Nsb|ppm|210|9}}</ref> col paracar<ref>{{Nsb|ppm|210|10}}</ref>
L’ha miss giò el eoo davvera, e la dragonna<ref>{{Nsb|ppm|210|11}}</ref>
D’andà a vede on vesin de la soa nonna.
Che l’è quell che vestii come on pollin<ref>{{Nsb|ppm|211|12}}</ref>
L’andava a becca su el prim ballarin.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Vussustrissema el sa se mi sont vun
De quij che van in volta a fa quarell.
Che, grazia ai pover mort, no gh’è nissun
Che pò cusamm d’avegh storgiuu on Cavell;
Anzi quand gh’è di rogn tra quejghedun,
Regola generala ficchi el veli<ref>{{Nsb|ppm|210|4}}</ref>,
Che no vuj minga per on gust de ciall
Andà in peltrera<ref>{{Nsb|ppm|210|5}}</ref> o toeú su el-reff<ref>{{Nsb|ppm|210|6}}</ref> in fall.
:E pur con tutt el me fa de cojon,
Col me bon pè de pombi e l’ara 8rizz,
Giust perchè sont nassuu in quell dì birbon,
Ogni bott borii dent in quej pastizz:
E poeìi, senza sta chi a fa tant reson,
Se vussustrissema el gh’ha flemma on sgrizz,
Ghen cunti vuna che m’è occors adess,
Ch’el le farà resta propri de gess.
:Quand per vede el Prometti<ref>{{Nsb|ppm|210|7}}</ref> trii mes fa
El correva a la Scara tutt Milan
E vegneven giò a tropp de là e de scià
I forestee de tante mja lontan,
Tant che per ciappà post bœugnava ess là
Col disnà mezz in gora e mezz in man, .
Vedend tutta sta truscia S) e sto spuell.
Me sont ressolt anmì d’andà a vedell.
:Oltra el rest, me premeva, a dì el cœur ciar,
De satisfa in quej mœud anca la donna,
Che dopo quell scappusc<ref>{{Nsb|ppm|210|9}}</ref> col paracar<ref>{{Nsb|ppm|210|10}}</ref>
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L’andava a becca su el prim ballarin.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Intrettanta ei b«ll dì de Tutt i sant
Dopo i dottrina invers l’ora di tre
Ciappi la donna in aria de marciant
E content tutt e duu come duu rè
S’inviem a la Scara ben d’incant,
E là se postem per i prirnm del pc
De la porta sarada del lobbion
Col noster bravo cuu pondaa a l’us’ cion.
:Passa i tre, passa i quatter, i cinqu or,
S’impieniss de person tutt el pasquee<ref>{{Nsb|ppm|211|13}}</ref>,
Chi mangia, chi gingina, chi descor.
Chi ziffola, chi ria, chi fa el scocchee<ref>{{Nsb|ppm|211|14}}</ref>,
Chi se scolda la pissa<ref>{{Nsb|ppm|211|15}}</ref> e fa sussor
A contra di impresari del soree<ref>{{Nsb|ppm|211|16}}</ref>
Che goden i sœu comed e fan grassa,
E no gh’han nanca el pubblegh per la cassa<ref>{{Nsb|ppm|211|17}}</ref>.
:Ma a furia de speccià poeìi fìnalment
Solten voltra anca lor sti lizonon
Che in mezz ai urla e ai fìs’ c plazidament
Se derven la calcherà<ref>{{Nsb|ppm|211|18}}</ref> coi button<ref>{{Nsb|ppm|211|19}}</ref>,
E quand me riven lì ben ben d’arent<ref>{{Nsb|ppm|211|20}}</ref>,
Quell denanz cont i ciav e col lampion
Con tutta grazia el me sgombetta<ref>{{Nsb|ppm|211|21}}</ref> el venter
E el me dis: Allon, fort, s’emm d’andà denter.
:Mi però tant e tant tegneva dur;
Ma in tra che Teva l’uss d’on’anta solla
De derviss in canton attacch al mur,
E in tra, che in del derviss la cress la folla,
Zonfeta, tutt a on bott me tran là al scur
A giucà<ref>{{Nsb|ppm|211|22}}</ref> appos a l’anta al tiramolla,
Tant che s’ ciavo miee<ref>{{Nsb|ppm|211|23}}</ref>, s’ ciavo prim post.
L’è ona grazia del ciel a salva i cost.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 191 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Intrettanta ei b«ll dì de Tutt i sant
Dopo i dottrina invers l’ora di tre
Ciappi la donna in aria de marciant
E content tutt e duu come duu rè
S’inviem a la Scara ben d’incant,
E là se postem per i prirnm del pc
De la porta sarada del lobbion
Col noster bravo cuu pondaa a l’us’ cion.
:Passa i tre, passa i quatter, i cinqu or,
S’impieniss de person tutt el pasquee<ref>{{Nsb|ppm|211|13}}</ref>,
Chi mangia, chi gingina, chi descor.
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Che goden i sœu comed e fan grassa,
E no gh’han nanca el pubblegh per la cassa<ref>{{Nsb|ppm|211|17}}</ref>.
:Ma a furia de speccià poeìi fìnalment
Solten voltra anca lor sti lizonon
Che in mezz ai urla e ai fìs’ c plazidament
Se derven la calcherà<ref>{{Nsb|ppm|211|18}}</ref> coi button<ref>{{Nsb|ppm|211|19}}</ref>,
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Con tutta grazia el me sgombetta<ref>{{Nsb|ppm|211|21}}</ref> el venter
E el me dis: Allon, fort, s’emm d’andà denter.
:Mi però tant e tant tegneva dur;
Ma in tra che Teva l’uss d’on’anta solla
De derviss in canton attacch al mur,
E in tra, che in del derviss la cress la folla,
Zonfeta, tutt a on bott me tran là al scur
A giucà<ref>{{Nsb|ppm|211|22}}</ref> appos a l’anta al tiramolla,
Tant che s’ ciavo miee<ref>{{Nsb|ppm|211|23}}</ref>, s’ ciavo prim post.
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2026-03-29T08:21:10Z
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Ma ch’el varda, lustrissem, s’el par vera
Che m’abba de zuzzed tusscoss a mi!
E pur questa l’è anmc la pu leggera,
Come el sentirà adess, s’el vœur sentì:
Appenna liberaa de caponera<ref>{{Nsb|ppm|211|24}}</ref>,
Vardi intorna per tutl de chi e de lì
Per cerca Barborin, ma dess, descor,
L’è inutel: dove l’è, le sa el Signor.
:Barborin senza mi, senza dance,
Senza on can che tampocch le cognossess.
L’era su a mitaa scala de per lee,
Senza sa ve in che mond la se fudess<ref>{{Nsb|ppm|211|25}}</ref>;
No la podeva andà né inanz né indree,
Perchè per andà inanz ghe va del pess<ref>{{Nsb|ppm|211|26}}</ref>,
E per torna indree sola a quij or là
Ghe va manch carna indoss che no la gh’ha.
:Basta, voo su anca mi a la fenitiva,
S’incontrem, se demm part di nost desgrazi,
Femm rid on poo ai nost spali la gent che riva,
E poeú marcem inanz, paghem el dazi;
E a vede, quand se dis, rivem a piva<ref>{{Nsb|ppm|211|27}}</ref>
De trova tant e tant assee de spazi
De settass giò tutt duu in lœugh competent,
On poo cusii<ref>{{Nsb|ppm|211|28}}</ref> sigur, ma almanch arent.
:Li intrattant che la gent coi zitfolin,
Col pesta, col sonee, se spassen via.
Se comenza a smorbià<ref>{{Nsb|ppm|211|29}}</ref>, a tacca ballin<ref>{{Nsb|ppm|211|30}}</ref>
Con quij ch’è pussee arent de cottaria;
Oh chi lassa fa a lee la Barborin,
Che, minga per dì a dì che la sia mia.
Ma in tra che l’è bullona anca de sort.
L’è inutel già, la farav rid i mort.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 192 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Ma ch’el varda, lustrissem, s’el par vera
Che m’abba de zuzzed tusscoss a mi!
E pur questa l’è anmc la pu leggera,
Come el sentirà adess, s’el vœur sentì:
Appenna liberaa de caponera<ref>{{Nsb|ppm|211|24}}</ref>,
Vardi intorna per tutl de chi e de lì
Per cerca Barborin, ma dess, descor,
L’è inutel: dove l’è, le sa el Signor.
:Barborin senza mi, senza dance,
Senza on can che tampocch le cognossess.
L’era su a mitaa scala de per lee,
Senza sa ve in che mond la se fudess<ref>{{Nsb|ppm|211|25}}</ref>;
No la podeva andà né inanz né indree,
Perchè per andà inanz ghe va del pess<ref>{{Nsb|ppm|211|26}}</ref>,
E per torna indree sola a quij or là
Ghe va manch carna indoss che no la gh’ha.
:Basta, voo su anca mi a la fenitiva,
S’incontrem, se demm part di nost desgrazi,
Femm rid on poo ai nost spali la gent che riva,
E poeú marcem inanz, paghem el dazi;
E a vede, quand se dis, rivem a piva<ref>{{Nsb|ppm|211|27}}</ref>
De trova tant e tant assee de spazi
De settass giò tutt duu in lœugh competent,
On poo cusii<ref>{{Nsb|ppm|211|28}}</ref> sigur, ma almanch arent.
:Li intrattant che la gent coi zitfolin,
Col pesta, col sonee, se spassen via.
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Con quij ch’è pussee arent de cottaria;
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L’è inutel già, la farav rid i mort.
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Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Besognava sentilla sta mattocca
In temp de l’opra per crepa del rid;
La n’ha ditt su pur anch de quella bocca:
Tra i olter n’ha ditt vuna insci polid
Contra de quell spettacol de qucll’occa<ref>{{Nsb|ppm|211|31}}</ref>
Che canta insci de sbergna<ref>{{Nsb|ppm|211|32}}</ref> e insci inivid<ref>{{Nsb|ppm|211|33}}</ref>,
Ch’anch che la fuss la prima cantarina,
Per tutta sira se n’è faa tonina<ref>{{Nsb|ppm|211|34}}</ref>.
:Se, tutta sira on corno, che per mi
Fornissea tucc i spass, tucc a ona sort;
Anzi quand rivi a god in pas on di,
L’è el ver mijorament del pont de moit,
Ch’el vœur di che l’è in brusa<ref>{{Nsb|ppm|211|35}}</ref> de sbotti
On malann col segond de contraffort,
E on terz de fœudra, e on quart de guarnizion,
Come m’è giust suzzess in st occasion.
:Defatt dopo sto rid strasordenari,
Quand sul pu bon del ball m’era duvis<ref>{{Nsb|ppm|211|36}}</ref>
De vess annH coi nivol su per l’ari
E de vede a andà a spass in paradis
Tucc i sant<ref>{{Nsb|ppm|211|37}}</ref> in di sœu reliquiari.
Coi lumitt pizz intorna a la cornis,
Tutt a un tratt Barborin la tra su on sguagn
Tant guzz e fort ch’hoo mai sentuu el compagn.
:Ch’eel, che no eel, l’è che on despresios
El te gh’aveva reBlaa dedree
Propri a cuu biott on pezzigon rabbios.
Mi allora, sanguanon! me volti indree,
E con duu œucc de brasca e besios<ref>{{Nsb|ppm|211|38}}</ref>
Vardi in motria a on pomper e a on lampedee,
Disend: Per cristo, vorev anch cognoss
Quell asen porch che fa sta sort de cossi
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 193 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Besognava sentilla sta mattocca
In temp de l’opra per crepa del rid;
La n’ha ditt su pur anch de quella bocca:
Tra i olter n’ha ditt vuna insci polid
Contra de quell spettacol de qucll’occa<ref>{{Nsb|ppm|211|31}}</ref>
Che canta insci de sbergna<ref>{{Nsb|ppm|211|32}}</ref> e insci inivid<ref>{{Nsb|ppm|211|33}}</ref>,
Ch’anch che la fuss la prima cantarina,
Per tutta sira se n’è faa tonina<ref>{{Nsb|ppm|211|34}}</ref>.
:Se, tutta sira on corno, che per mi
Fornissea tucc i spass, tucc a ona sort;
Anzi quand rivi a god in pas on di,
L’è el ver mijorament del pont de moit,
Ch’el vœur di che l’è in brusa<ref>{{Nsb|ppm|211|35}}</ref> de sbotti
On malann col segond de contraffort,
E on terz de fœudra, e on quart de guarnizion,
Come m’è giust suzzess in st occasion.
:Defatt dopo sto rid strasordenari,
Quand sul pu bon del ball m’era duvis<ref>{{Nsb|ppm|211|36}}</ref>
De vess annH coi nivol su per l’ari
E de vede a andà a spass in paradis
Tucc i sant<ref>{{Nsb|ppm|211|37}}</ref> in di sœu reliquiari.
Coi lumitt pizz intorna a la cornis,
Tutt a un tratt Barborin la tra su on sguagn
Tant guzz e fort ch’hoo mai sentuu el compagn.
:Ch’eel, che no eel, l’è che on despresios
El te gh’aveva reBlaa dedree
Propri a cuu biott on pezzigon rabbios.
Mi allora, sanguanon! me volti indree,
E con duu œucc de brasca e besios<ref>{{Nsb|ppm|211|38}}</ref>
Vardi in motria a on pomper e a on lampedee,
Disend: Per cristo, vorev anch cognoss
Quell asen porch che fa sta sort de cossi
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Porta - Poesie milanesi.djvu/200
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Paricc col lampedee fan d’Indian,
Ma el soldaa se le scolda in sul moment,
El me dà on pugn, e el dis: Tasi lì, can.
Che te fotto in platea, sacramenti
Mi, che sont pesg d’on azzalin bressan<ref>{{Nsb|ppm|211|39}}</ref>,
Che tacchi fœugh appenna a strusamm dent,
Volzi la vos de prepotent anmì,
E ghe respondi: On can te saret ti!
:Vien de fora (el repia) marmotton,
Che te la darò mi, mummia d’Egitto Che
vegni fœura (dighi), di cojon!
T’insegnaroo anca chi a parla politto.
Intrattant de per tutt in sul lobbion
No se sent che sìlanse! abbasso! citto!.
E lu el giudee, rebuttonandem su.
Se pò trova? el sbragia citto! anch lu.
:Sera lì lì, vedel, lustrissem scior.
Per fann vuna de quij d’andà in gazzetta;
E se no gh’era i mee sant protettor
A juttamm e portamm propri in spalletta,
Vuj dì a famm boria adoss on respettor
A l’improvvista come ona saetta,
Ghe soo dì mi ch’en reussiva on scempi
De cuntass de chi inanz per on esempi.
:Basta, la cossa l’è fornida lì,
Almanch resguard ai ciaccer e ai quereli;
Ma intuitú de quell che vœubbia dì
Bona vœuja e indrittura de buell<ref>{{Nsb|ppm|211|40}}</ref>,
S’ ciavo, quella l’è andada a fass rostì,
De mœud ch’el ball, per quant el fudess beli
(Ch’el faga el locch s’el ved el Vigano)<ref>{{Nsb|ppm|211|41}}</ref>,
Né a mi ne a Barborin l’è piasuu nò.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 194 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Paricc col lampedee fan d’Indian,
Ma el soldaa se le scolda in sul moment,
El me dà on pugn, e el dis: Tasi lì, can.
Che te fotto in platea, sacramenti
Mi, che sont pesg d’on azzalin bressan<ref>{{Nsb|ppm|211|39}}</ref>,
Che tacchi fœugh appenna a strusamm dent,
Volzi la vos de prepotent anmì,
E ghe respondi: On can te saret ti!
:Vien de fora (el repia) marmotton,
Che te la darò mi, mummia d’Egitto Che
vegni fœura (dighi), di cojon!
T’insegnaroo anca chi a parla politto.
Intrattant de per tutt in sul lobbion
No se sent che sìlanse! abbasso! citto!.
E lu el giudee, rebuttonandem su.
Se pò trova? el sbragia citto! anch lu.
:Sera lì lì, vedel, lustrissem scior.
Per fann vuna de quij d’andà in gazzetta;
E se no gh’era i mee sant protettor
A juttamm e portamm propri in spalletta,
Vuj dì a famm boria adoss on respettor
A l’improvvista come ona saetta,
Ghe soo dì mi ch’en reussiva on scempi
De cuntass de chi inanz per on esempi.
:Basta, la cossa l’è fornida lì,
Almanch resguard ai ciaccer e ai quereli;
Ma intuitú de quell che vœubbia dì
Bona vœuja e indrittura de buell<ref>{{Nsb|ppm|211|40}}</ref>,
S’ ciavo, quella l’è andada a fass rostì,
De mœud ch’el ball, per quant el fudess beli
(Ch’el faga el locch s’el ved el Vigano)<ref>{{Nsb|ppm|211|41}}</ref>,
Né a mi ne a Barborin l’è piasuu nò.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Già besogna poeti ancK dì che on gran motiv
De vess critegh e brusch come lasec,
L’era con pocch respcH quell lavativ
Del soldaa semper lì inciodaa dedree,
Che de giunta al sgognamnì<ref>{{Nsb|ppm|212|42}}</ref> e al mangiamm viv
Cont i ceucc, doma on poo vardass indree,
El seva aneli tiraa arent cert camarada
Che dininguarda, Cristo, in su ona strada.
:Mi, che cognossi on poo el me naturai,
Che 800 fina a che poni poda fidamm,
Vedend propi in don specc che sto animai
El me tirava a perd con l’inzigamm<ref>{{Nsb|ppm|212|43}}</ref>,
Lott lott a dondignand voo invers i scal....
Foo segn a Borborin de seguitamm,
E al beli tra<ref>{{Nsb|ppm|212|44}}</ref>, giò ficeu, speccia ch’el ven....
Chi gh’ha prudenza, l’usa: vaia ben?
:Adess mò che gh’hoo daa in pegn on canton,
Giontandegh tutt quell spass che gh’hoo giontaa,
Lustrissem, el sarà de opinion
Che i coss andassen sœuli come on daa<ref>{{Nsb|ppm|212|45}}</ref>,
Cioè che dopo on para de boccon,
E ona bona scorada<ref>{{Nsb|ppm|212|46}}</ref> de boccaa,
El pover Giovannin, lontan di rogn,
El mss in lece al cold in del prim sogn.
:Lustrissem sì: el sarav propi induvin
Se se trattas de tutt oltra personna.
Ma, trattandes del pover Giovannin,
L’è ben dolz anca lu, ch’el me perdonna;
Sì, adess el sentirà che bescottin;
Olter che in lece al teved con la donna!
Preson, cadenn, ballin<ref>{{Nsb|ppm|212|47}}</ref>, sbirr, rabbi, frecc
Quist hin staa i mee bej sogn, quist el me lece.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 195 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Già besogna poeti ancK dì che on gran motiv
De vess critegh e brusch come lasec,
L’era con pocch respcH quell lavativ
Del soldaa semper lì inciodaa dedree,
Che de giunta al sgognamnì<ref>{{Nsb|ppm|212|42}}</ref> e al mangiamm viv
Cont i ceucc, doma on poo vardass indree,
El seva aneli tiraa arent cert camarada
Che dininguarda, Cristo, in su ona strada.
:Mi, che cognossi on poo el me naturai,
Che 800 fina a che poni poda fidamm,
Vedend propi in don specc che sto animai
El me tirava a perd con l’inzigamm<ref>{{Nsb|ppm|212|43}}</ref>,
Lott lott a dondignand voo invers i scal....
Foo segn a Borborin de seguitamm,
E al beli tra<ref>{{Nsb|ppm|212|44}}</ref>, giò ficeu, speccia ch’el ven....
Chi gh’ha prudenza, l’usa: vaia ben?
:Adess mò che gh’hoo daa in pegn on canton,
Giontandegh tutt quell spass che gh’hoo giontaa,
Lustrissem, el sarà de opinion
Che i coss andassen sœuli come on daa<ref>{{Nsb|ppm|212|45}}</ref>,
Cioè che dopo on para de boccon,
E ona bona scorada<ref>{{Nsb|ppm|212|46}}</ref> de boccaa,
El pover Giovannin, lontan di rogn,
El mss in lece al cold in del prim sogn.
:Lustrissem sì: el sarav propi induvin
Se se trattas de tutt oltra personna.
Ma, trattandes del pover Giovannin,
L’è ben dolz anca lu, ch’el me perdonna;
Sì, adess el sentirà che bescottin;
Olter che in lece al teved con la donna!
Preson, cadenn, ballin<ref>{{Nsb|ppm|212|47}}</ref>, sbirr, rabbi, frecc
Quist hin staa i mee bej sogn, quist el me lece.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Ah el me car lece! sì, te set dur, l’è vera,
Te set tutt a carpotter<ref>{{Nsb|ppm|212|48}}</ref>^ a montagn,
Ma l’è franch el prim cas che in cà Bongera
Te siet staa vœuj per un baratt compagni
Disili vujolter, banch, pajon, testerà,
Piumitt, covert, disili se in tresent agn
Avii mai vist olter lugher<ref>{{Nsb|ppm|212|49}}</ref> ^è sbirr<ref>{{Nsb|ppm|212|50}}</ref>
Che quij del scoldalecc e di candir.
:Ma de già che, lustrissem, l’è tant bon
Che l’è despost a dà de scolt al rest,
Per no desabusamm di sœu attenzion
Faroo de tutt almanch per sbrigali prest;
Donca appenna sghimbiaa<ref>{{Nsb|ppm|212|51}}</ref> giò del lobbion.
Per fa la straa pu curta, butti lest,
E senza olter boltrigh<ref>{{Nsb|ppm|212|52}}</ref> che me incoronna
Rivi a cà in quatter salt con la mia donna.
:Pian pian dervi el porteli, pian pian voo su
Di scal, che no s’accorgen i vesin,
Dervi el me bravo uss beli beli anch lu,
Rugatti el fogoraa col zoffreghin<ref>{{Nsb|ppm|212|53}}</ref>,
Pizzi el lum. Barborina, ove sei tu?
La vedi là col eoo sora i cossin
Travers al lece, cont una man sul ghicc.
Che la tirava su grev grev el lìce!<ref>{{Nsb|ppm|212|54}}</ref>
:Cossa gh’ét, Barborin?... — Me dœur.... — Dov’è?
Chi insci.’. • — Sul cuu? — Cojonet!... — Propi chi...
N’eel staa fors?... — Sì, quell porch.... — Lassa vede
Mi nò. — Perchè mò nò? sont tò mari.... —
Gh’hoo vergogna.... — Set matta? fa piasè....
Là sta savia.... — Fa pian.... — Lassa fa a mi...
Basta, infln cont i dolz l’hoo missa a termen
De lassasse! vardà biott come un vermen.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Ah el me car lece! sì, te set dur, l’è vera,
Te set tutt a carpotter<ref>{{Nsb|ppm|212|48}}</ref>^ a montagn,
Ma l’è franch el prim cas che in cà Bongera
Te siet staa vœuj per un baratt compagni
Disili vujolter, banch, pajon, testerà,
Piumitt, covert, disili se in tresent agn
Avii mai vist olter lugher<ref>{{Nsb|ppm|212|49}}</ref> ^è sbirr<ref>{{Nsb|ppm|212|50}}</ref>
Che quij del scoldalecc e di candir.
:Ma de già che, lustrissem, l’è tant bon
Che l’è despost a dà de scolt al rest,
Per no desabusamm di sœu attenzion
Faroo de tutt almanch per sbrigali prest;
Donca appenna sghimbiaa<ref>{{Nsb|ppm|212|51}}</ref> giò del lobbion.
Per fa la straa pu curta, butti lest,
E senza olter boltrigh<ref>{{Nsb|ppm|212|52}}</ref> che me incoronna
Rivi a cà in quatter salt con la mia donna.
:Pian pian dervi el porteli, pian pian voo su
Di scal, che no s’accorgen i vesin,
Dervi el me bravo uss beli beli anch lu,
Rugatti el fogoraa col zoffreghin<ref>{{Nsb|ppm|212|53}}</ref>,
Pizzi el lum. Barborina, ove sei tu?
La vedi là col eoo sora i cossin
Travers al lece, cont una man sul ghicc.
Che la tirava su grev grev el lìce!<ref>{{Nsb|ppm|212|54}}</ref>
:Cossa gh’ét, Barborin?... — Me dœur.... — Dov’è?
Chi insci.’. • — Sul cuu? — Cojonet!... — Propi chi...
N’eel staa fors?... — Sì, quell porch.... — Lassa vede
Mi nò. — Perchè mò nò? sont tò mari.... —
Gh’hoo vergogna.... — Set matta? fa piasè....
Là sta savia.... — Fa pian.... — Lassa fa a mi...
Basta, infln cont i dolz l’hoo missa a termen
De lassasse! vardà biott come un vermen.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Cribbi, lustrissem! se l’avess vcduu,
Minga cojonarlj, lant de svargell<ref>{{Nsb|ppm|212|55}}</ref>
Ross, scarlatl, ch’ cl quattava on quart de cuu,
Con de gionta duu gran barbis morell<ref>{{Nsb|ppm|212|56}}</ref>.
Bona ch’el cicl el gn ha mò proweduu
On fior de timpen con tiraa la peli:
Che se l’era on poo froll, disi nient,
Che boccon de zaffagna<ref>{{Nsb|ppm|212|57}}</ref> ci ghe fa dcnt.
:Mi però, sœuja mi<ref>{{Nsb|ppm|212|58}}</ref>, qyij duu barbis
M’hin pars come on poo tropp in simetria;
Defalt ghe strusi dent, e ghe foo on sfris<ref>{{Nsb|ppm|212|59}}</ref>;
Freghi, e vedi ch’el ncgher el ven via;
Torni a frega, me resta i did tutt gris,
Tacchent, e luster de besonciaria;
Finalment usmi, e senti on odorusc
Come d’œuli ordenari e de moccusc<ref>{{Nsb|ppm|212|60}}</ref>.
:Ah canaja, ah baloss d’on lampedee!
L’è chi el prozess, l’è chi el corp del delitt:
Olter che fa la lœuggia<ref>{{Nsb|ppm|212|61}}</ref> e el forestee
E che fa mostra de cuntà i travitt....
Ma va pur là: se te me dee in di pee,
No l’avaree d’andà a Roma a pentitt,
Te l’hoo giurada mi, brutto desutel;
E quad rivi a giura, varda, l’è inutel.
:Negher come on sciavatt tal e qual sera,
Foo on spiret de no di a la Barborin;
Ma infin, per cascia via la scighera<ref>{{Nsb|ppm|212|62}}</ref>,
Rézzipe<ref>{{Nsb|ppm|212|63}}</ref>, dighi, on bon biccier de vin.
Ti parcura inttattant in quej manera
De tegnitt su bagnaa di piumazzin,
Che adess tomaroo mi col tocca e salda,
De quattordea boritt<ref>{{Nsb|ppm|212|64}}</ref>, Rocca Grimalda.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 197 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Cribbi, lustrissem! se l’avess vcduu,
Minga cojonarlj, lant de svargell<ref>{{Nsb|ppm|212|55}}</ref>
Ross, scarlatl, ch’ cl quattava on quart de cuu,
Con de gionta duu gran barbis morell<ref>{{Nsb|ppm|212|56}}</ref>.
Bona ch’el cicl el gn ha mò proweduu
On fior de timpen con tiraa la peli:
Che se l’era on poo froll, disi nient,
Che boccon de zaffagna<ref>{{Nsb|ppm|212|57}}</ref> ci ghe fa dcnt.
:Mi però, sœuja mi<ref>{{Nsb|ppm|212|58}}</ref>, qyij duu barbis
M’hin pars come on poo tropp in simetria;
Defalt ghe strusi dent, e ghe foo on sfris<ref>{{Nsb|ppm|212|59}}</ref>;
Freghi, e vedi ch’el ncgher el ven via;
Torni a frega, me resta i did tutt gris,
Tacchent, e luster de besonciaria;
Finalment usmi, e senti on odorusc
Come d’œuli ordenari e de moccusc<ref>{{Nsb|ppm|212|60}}</ref>.
:Ah canaja, ah baloss d’on lampedee!
L’è chi el prozess, l’è chi el corp del delitt:
Olter che fa la lœuggia<ref>{{Nsb|ppm|212|61}}</ref> e el forestee
E che fa mostra de cuntà i travitt....
Ma va pur là: se te me dee in di pee,
No l’avaree d’andà a Roma a pentitt,
Te l’hoo giurada mi, brutto desutel;
E quad rivi a giura, varda, l’è inutel.
:Negher come on sciavatt tal e qual sera,
Foo on spiret de no di a la Barborin;
Ma infin, per cascia via la scighera<ref>{{Nsb|ppm|212|62}}</ref>,
Rézzipe<ref>{{Nsb|ppm|212|63}}</ref>, dighi, on bon biccier de vin.
Ti parcura inttattant in quej manera
De tegnitt su bagnaa di piumazzin,
Che adess tomaroo mi col tocca e salda,
De quattordea boritt<ref>{{Nsb|ppm|212|64}}</ref>, Rocca Grimalda.
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2026-03-29T08:22:13Z
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:In quatter solt sont lì de l’Antonglna<ref>{{Nsb|ppm|212|65}}</ref>,
In d’on esuss<ref>{{Nsb|ppm|212|66}}</ref> me sbrighi, e torni indree
Col me bravo peston de bombasina<ref>{{Nsb|ppm|212|67}}</ref>;
E quand sont lì a la porta del cartee,
In dove mett giò banca la Rosina,
Ch’el disa on poo chi catti in sul mestee?
Roba minga de credi catti l’amis,
Quell lampedee insci faa di duu barbis.
:Vedell, e sentì el sangu a surbuì,
Sentimm a quatta i ceucc, perd la resòn.
L’è staa tuttuna: no me poss tegnì;
De slanz ghe sari adoss cont on button,
E ghe disi: Toeú su, quest l’è per ti
A cunt de quell tò credet del lobbion;
Portel raò via, e impara, o porch fottuu,
A tocca i donn e a pizzigagh el cuu.
:Vedend ch’el resta li come de sass
Senza né repettà né tira el fiaa,
L’hoo creduu per on martor<ref>{{Nsb|ppm|212|68}}</ref> che purgass
Con tutta la pa scienza el so peccaa:
Me tiri allora indree per dagh el pass,
E lu in ringraziament, sto renegaa,
Lassem volta, e poeú zonfeta! sul eoo
On pugn, senza dì varda che te doo.
:Acqua! coss’el deventa el Gioannin!
I tigher, i lion gh’hin per nagott;
Volzi in l’ari el me bon peston de vin,
E zinf zonf dov’el va fin che l’è rott:
Giò la cassa de l’œuli e di stoppin,
Giò i transilli<ref>{{Nsb|ppm|212|69}}</ref> tutt quant in barilott<ref>{{Nsb|ppm|212|70}}</ref>
E giò anca nun coi ong in di cavij
A tomborlon per straa come vassij.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 198 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:In quatter solt sont lì de l’Antonglna<ref>{{Nsb|ppm|212|65}}</ref>,
In d’on esuss<ref>{{Nsb|ppm|212|66}}</ref> me sbrighi, e torni indree
Col me bravo peston de bombasina<ref>{{Nsb|ppm|212|67}}</ref>;
E quand sont lì a la porta del cartee,
In dove mett giò banca la Rosina,
Ch’el disa on poo chi catti in sul mestee?
Roba minga de credi catti l’amis,
Quell lampedee insci faa di duu barbis.
:Vedell, e sentì el sangu a surbuì,
Sentimm a quatta i ceucc, perd la resòn.
L’è staa tuttuna: no me poss tegnì;
De slanz ghe sari adoss cont on button,
E ghe disi: Toeú su, quest l’è per ti
A cunt de quell tò credet del lobbion;
Portel raò via, e impara, o porch fottuu,
A tocca i donn e a pizzigagh el cuu.
:Vedend ch’el resta li come de sass
Senza né repettà né tira el fiaa,
L’hoo creduu per on martor<ref>{{Nsb|ppm|212|68}}</ref> che purgass
Con tutta la pa scienza el so peccaa:
Me tiri allora indree per dagh el pass,
E lu in ringraziament, sto renegaa,
Lassem volta, e poeú zonfeta! sul eoo
On pugn, senza dì varda che te doo.
:Acqua! coss’el deventa el Gioannin!
I tigher, i lion gh’hin per nagott;
Volzi in l’ari el me bon peston de vin,
E zinf zonf dov’el va fin che l’è rott:
Giò la cassa de l’œuli e di stoppin,
Giò i transilli<ref>{{Nsb|ppm|212|69}}</ref> tutt quant in barilott<ref>{{Nsb|ppm|212|70}}</ref>
E giò anca nun coi ong in di cavij
A tomborlon per straa come vassij.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:El me pu gran tracoll in sta tomada<ref>{{Nsb|ppm|212|71}}</ref>
L’è staa a restagh desott giust col mostacc,
E col stomegh schisciaa contra la strada;
Del rest, se noi gh’avcva sto vantacc.
No ghe disi nagott che peccenada!<ref>{{Nsb|ppm|212|72}}</ref>
Ghen dava propi fin che sera sacc;
Ma el maa l’è staa, resguard al pesta giò,
Che lu l’era de comed, e mi nò.
:L’unega macciavella iri sto moment
L’era quella de mettem a sgarì,
Per vede de juttamm col fa corr geni;
E de fatt con sta tattega che chi
Sera asquasi redutt a salvament,
Se el dianzer noi fa capita lì,
Senza besogn a cress la compagnia,
Quatter o cinqu dannaa de polizia.
:Costor con quij so vacch de cappellon
Che somejen on meder de barchett,
Fan on ruzz, on sussor, che sanguanon
Noi ne pò fa de pu el medemm parfett;
Lì ne vegnen adoss cont i baston.
Come fudesscm can senza collett,
E ne sercen su streng cont on spuell,
Pesg ch’avessen ayuu de toeìi el Castell.
:Con sta sort de tavan taccaa a la vitta,
Spongiuu, casciaa per straa tucc i moment.
Se va on trattin vers Santa Margaritta
Con dedrevia on santa eros de gent
Che paren poresitt tacca a la pitta<ref>{{Nsb|ppm|212|73}}</ref>.
In sto mœud, tutt dojos, tutt sporscellent,
Se consegna in guardina on Giovannin,
Pesg che noi fuss on Jacom Legorin<ref>{{Nsb|ppm|212|74}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:El me pu gran tracoll in sta tomada<ref>{{Nsb|ppm|212|71}}</ref>
L’è staa a restagh desott giust col mostacc,
E col stomegh schisciaa contra la strada;
Del rest, se noi gh’avcva sto vantacc.
No ghe disi nagott che peccenada!<ref>{{Nsb|ppm|212|72}}</ref>
Ghen dava propi fin che sera sacc;
Ma el maa l’è staa, resguard al pesta giò,
Che lu l’era de comed, e mi nò.
:L’unega macciavella iri sto moment
L’era quella de mettem a sgarì,
Per vede de juttamm col fa corr geni;
E de fatt con sta tattega che chi
Sera asquasi redutt a salvament,
Se el dianzer noi fa capita lì,
Senza besogn a cress la compagnia,
Quatter o cinqu dannaa de polizia.
:Costor con quij so vacch de cappellon
Che somejen on meder de barchett,
Fan on ruzz, on sussor, che sanguanon
Noi ne pò fa de pu el medemm parfett;
Lì ne vegnen adoss cont i baston.
Come fudesscm can senza collett,
E ne sercen su streng cont on spuell,
Pesg ch’avessen ayuu de toeìi el Castell.
:Con sta sort de tavan taccaa a la vitta,
Spongiuu, casciaa per straa tucc i moment.
Se va on trattin vers Santa Margaritta
Con dedrevia on santa eros de gent
Che paren poresitt tacca a la pitta<ref>{{Nsb|ppm|212|73}}</ref>.
In sto mœud, tutt dojos, tutt sporscellent,
Se consegna in guardina on Giovannin,
Pesg che noi fuss on Jacom Legorin<ref>{{Nsb|ppm|212|74}}</ref>.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Eppur ch’el varda, a dì quell ch’è de dì,
In mezz ai mee travaj, ai mee cuntee<ref>{{Nsb|ppm|212|75}}</ref>,
Me restoiava tutt a vede lì
In l’istessa mojascia el lampedee.
Catto! in Milan, diseva in tra de mi,
Gh’è giustizia, e ghe n’è tant che sia assee,
E quand me sentiran, ghe giughi el eoo
Che ona satisfazion ghe l’avaroo.
:Intani che padimava<ref>{{Nsb|ppm|212|76}}</ref> i mee dolor
Con la giusta giustizia ch’han de fann,
Che tirava su el cunt fin del valor
Che podeva partend per spes e dann,
Ecco lì che compar el respettor.
Che adrittura el comenza a interrogann
Chi semm e chi no semm, in dove stemm,
Patria, porta, cà e tecc, che mestee femm.
:Sui prim respost el dava nanca a ment
Com’el fuss ona statova de saa;
Ma appenna el lampedee l’ha tiraa dent
La gran reson de vess regio impiegaa,
Dighi nagott, hin deventaa parent;
Ma già l’è insci: tra lor utoritaa,
Fuss sansessia<ref>{{Nsb|ppm|213|77}}</ref>, già se dan de man:
Propi vera che can no mangia can.
:Defatt tutt i attenzion, tutt i resguard
Hin staa per Tillustrissem lampedee,
E per mi on corno come fuss bastard.
Anzi perchè on dò vœult sont soltaa in pee
A dagh, com’era giusta, del bosard.
Merda de gatt! com’el m’ha saraa adree:
Citto là voi; non voglio, o temerari.
Che se parla in la mane al lampedari!
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Eppur ch’el varda, a dì quell ch’è de dì,
In mezz ai mee travaj, ai mee cuntee<ref>{{Nsb|ppm|212|75}}</ref>,
Me restoiava tutt a vede lì
In l’istessa mojascia el lampedee.
Catto! in Milan, diseva in tra de mi,
Gh’è giustizia, e ghe n’è tant che sia assee,
E quand me sentiran, ghe giughi el eoo
Che ona satisfazion ghe l’avaroo.
:Intani che padimava<ref>{{Nsb|ppm|212|76}}</ref> i mee dolor
Con la giusta giustizia ch’han de fann,
Che tirava su el cunt fin del valor
Che podeva partend per spes e dann,
Ecco lì che compar el respettor.
Che adrittura el comenza a interrogann
Chi semm e chi no semm, in dove stemm,
Patria, porta, cà e tecc, che mestee femm.
:Sui prim respost el dava nanca a ment
Com’el fuss ona statova de saa;
Ma appenna el lampedee l’ha tiraa dent
La gran reson de vess regio impiegaa,
Dighi nagott, hin deventaa parent;
Ma già l’è insci: tra lor utoritaa,
Fuss sansessia<ref>{{Nsb|ppm|213|77}}</ref>, già se dan de man:
Propi vera che can no mangia can.
:Defatt tutt i attenzion, tutt i resguard
Hin staa per Tillustrissem lampedee,
E per mi on corno come fuss bastard.
Anzi perchè on dò vœult sont soltaa in pee
A dagh, com’era giusta, del bosard.
Merda de gatt! com’el m’ha saraa adree:
Citto là voi; non voglio, o temerari.
Che se parla in la mane al lampedari!
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Cont ona protezion tant spiattarada,
Senza d’olter despcrdes in rcson,
El pò doma capì come l’è andada:
No 8*è parlaa ona sverza<ref>{{Nsb|ppm|213|78}}</ref> del lobbion,
Del pizzegh in sul cuu ona sbolgirada<ref>{{Nsb|ppm|213|79}}</ref>;
De mœuu che el prepotent, el birbonon,
El boja, can, sassin l’è staa el Bongee,
E li allon speltasciell già che sii aaree.
:Vedend ona ingiustizia de sta sort
No. hoo ditt in tra de mi, m’han de ligà,
M’han de mett sott ai pee, de damm la mort,
Ma vuj parla, l’è inutel, vuj parla;
E lì per brio me sont miss al fort
D’ona manera tal che, andà a cercai
Sant March! l’ha avuu de grazia el respettor
De mett giò i ari e de lassamm descor.
:Fœura i manegh<ref>{{Nsb|ppm|213|80}}</ref>^ e lì come on molin
Voo via senza mett parola in fall;
Ghe cunti de l’affront faa a Barborin
In sul publegh lobbion, in tcmp del ball;
Dighi e sostegni che le cinqu in vin<ref>{{Nsb|ppm|213|81}}</ref>
Ch el rejo l’è staa lu, che poss giurali;
E che quell me prim impet del button
L’è giusta staa on formaj sui maccaron.
:Ghen diseva insci anmò; ma quell baloss
D’on lampedee, malign come on demoni,
El me dà su la vos, negand tuttcoss,
E domandand i prœuv e i testemoni;
Allora el respettor el solta el foss,
E el ohe fa el lecco<ref>{{Nsb|ppm|213|82}}</ref> senza zerimonì,
Disend: Sur sì, le prove, affar finito,
Le prove, sur Gioanni riverito.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Cont ona protezion tant spiattarada,
Senza d’olter despcrdes in rcson,
El pò doma capì come l’è andada:
No 8*è parlaa ona sverza<ref>{{Nsb|ppm|213|78}}</ref> del lobbion,
Del pizzegh in sul cuu ona sbolgirada<ref>{{Nsb|ppm|213|79}}</ref>;
De mœuu che el prepotent, el birbonon,
El boja, can, sassin l’è staa el Bongee,
E li allon speltasciell già che sii aaree.
:Vedend ona ingiustizia de sta sort
No. hoo ditt in tra de mi, m’han de ligà,
M’han de mett sott ai pee, de damm la mort,
Ma vuj parla, l’è inutel, vuj parla;
E lì per brio me sont miss al fort
D’ona manera tal che, andà a cercai
Sant March! l’ha avuu de grazia el respettor
De mett giò i ari e de lassamm descor.
:Fœura i manegh<ref>{{Nsb|ppm|213|80}}</ref>^ e lì come on molin
Voo via senza mett parola in fall;
Ghe cunti de l’affront faa a Barborin
In sul publegh lobbion, in tcmp del ball;
Dighi e sostegni che le cinqu in vin<ref>{{Nsb|ppm|213|81}}</ref>
Ch el rejo l’è staa lu, che poss giurali;
E che quell me prim impet del button
L’è giusta staa on formaj sui maccaron.
:Ghen diseva insci anmò; ma quell baloss
D’on lampedee, malign come on demoni,
El me dà su la vos, negand tuttcoss,
E domandand i prœuv e i testemoni;
Allora el respettor el solta el foss,
E el ohe fa el lecco<ref>{{Nsb|ppm|213|82}}</ref> senza zerimonì,
Disend: Sur sì, le prove, affar finito,
Le prove, sur Gioanni riverito.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:I prceuv (respondi),... i prœuv?... Cisto maria!
Anca i prcEuv gh’hoo de dà? questa l’è bella!
Con quij face de scappusc<ref>{{Nsb|ppm|213|83}}</ref> d’intorna via,
Cribbi e boffitt, ghe calarav anch quella!...
Gh’hoo daa ona bettegada longa on mja....
Me s’è geraa sul pizzegh<ref>{{Nsb|ppm|213|84}}</ref> la tappella,
E quella prœuva tal de faj stordì,
Quella del sett<ref>{{Nsb|ppm|213|85}}</ref>^ l’hoo soffegada in mi.
:Ma ch’el disa on poo lu, lustrissem scior,
Coss’avaravel faa in del Gioannin?
Avaravel ris’ ciaa ch’el respettor
El mandass a cà a tceìi la Barborin,
E ch’óltra del stremizi, se l’occor,
L’avess avuu de volta là el sesin
A descrezion de quij carna de coli?
Oh quest chi si ch’el sarav staa on beli noli.
:S’ ciavo, pascienza per i pover mort;
Infin, per maa che la me poda andà,
Eel pu che senti el giudes a damm tort,
E che toeú su on felipp da porta a cà!
Intrattanta che foo on cunt de sta sort,
Vedi che in santa pas el toeú su e el va,
Ch’el fa on cert segn, e poeú el me dis a mi:
Parlerete, el me omo, martedì.
:Grazia tant de la soa caritaa;
Foo per corregh adree a basagh la man,
E per senti a che ór l’è in libertaa.
Per no vessegh de incomed posdoman;
E in quella che sont lì che l’hoo rivaa,
Me senti a tira indree per el gabban;
Chi l’è? L’è on sbir che in aria de sgognamm
El me prega a fagh grazia de fermamm.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 202 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:I prceuv (respondi),... i prœuv?... Cisto maria!
Anca i prcEuv gh’hoo de dà? questa l’è bella!
Con quij face de scappusc<ref>{{Nsb|ppm|213|83}}</ref> d’intorna via,
Cribbi e boffitt, ghe calarav anch quella!...
Gh’hoo daa ona bettegada longa on mja....
Me s’è geraa sul pizzegh<ref>{{Nsb|ppm|213|84}}</ref> la tappella,
E quella prœuva tal de faj stordì,
Quella del sett<ref>{{Nsb|ppm|213|85}}</ref>^ l’hoo soffegada in mi.
:Ma ch’el disa on poo lu, lustrissem scior,
Coss’avaravel faa in del Gioannin?
Avaravel ris’ ciaa ch’el respettor
El mandass a cà a tceìi la Barborin,
E ch’óltra del stremizi, se l’occor,
L’avess avuu de volta là el sesin
A descrezion de quij carna de coli?
Oh quest chi si ch’el sarav staa on beli noli.
:S’ ciavo, pascienza per i pover mort;
Infin, per maa che la me poda andà,
Eel pu che senti el giudes a damm tort,
E che toeú su on felipp da porta a cà!
Intrattanta che foo on cunt de sta sort,
Vedi che in santa pas el toeú su e el va,
Ch’el fa on cert segn, e poeú el me dis a mi:
Parlerete, el me omo, martedì.
:Grazia tant de la soa caritaa;
Foo per corregh adree a basagh la man,
E per senti a che ór l’è in libertaa.
Per no vessegh de incomed posdoman;
E in quella che sont lì che l’hoo rivaa,
Me senti a tira indree per el gabban;
Chi l’è? L’è on sbir che in aria de sgognamm
El me prega a fagh grazia de fermamm.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Fermamm, ohe dighi, che fermamm d’Egitti
O uucsta sì che la sarav mincionnal
Se tuss Michee?<ref>{{Nsb|ppm|213|86}}</ref> vuj andà a cà dritt drilt,
Ch’hin tre or che l’è là a «pecciamtn la donna.
Intant costú el va adree a famm i galitt<ref>{{Nsb|ppm|213|87}}</ref>
E a sfognatamm<ref>{{Nsb|ppm|213|88}}</ref> per tutta la pcrsonna,
Tant che a la fin son poeú vegnuu in senior
De quell segn insci faa del respeltor.
:A che segn l’è staa quell! che segn birbon,
Tant come quell de Giuda Scariolt;
L’è on segn che m’ha fottuu in d’ona preson
A piang come on bagaj tutta la nott.
Sissignor, no ga’è staa pu remission:
Dopo d’avemm palpaa dna sul biott,
M’han miss sott a tant ciav e cadenazz,
Che no ghen va oltertant a fa on palazz.
:Ah Gioannin de la mala fortuna,
Dov’ell ch’el t’ha redutt el tò destin?
Varda, chi su on ballin, saraa in comuna<ref>{{Nsb|ppm|213|89}}</ref>
Tra i miseri, la spuzza e i nialandrin;
Ma quest l’è anmò nagott, l’è anmò tuttuna,
E la povera mia Barborin?
Cossa farala adess senza de mi?
Ah destin fioron, dimmel mò ti!
:La Barborin, de quella brava donna
Che l’è, come sustrissema già el sa,
Intant che mi biassava sta coronna.
L’èva intorna per tutt a sciavattà
Per catta nœuva de la mia personna,
E l’ha faa tant col spiret che la gh’ha
Che inaiiz di la saveva el comm e el romm
De podeghel cuntà al lanzian<ref>{{Nsb|ppm|213|90}}</ref> Jd Domm.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 203 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Fermamm, ohe dighi, che fermamm d’Egitti
O uucsta sì che la sarav mincionnal
Se tuss Michee?<ref>{{Nsb|ppm|213|86}}</ref> vuj andà a cà dritt drilt,
Ch’hin tre or che l’è là a «pecciamtn la donna.
Intant costú el va adree a famm i galitt<ref>{{Nsb|ppm|213|87}}</ref>
E a sfognatamm<ref>{{Nsb|ppm|213|88}}</ref> per tutta la pcrsonna,
Tant che a la fin son poeú vegnuu in senior
De quell segn insci faa del respeltor.
:A che segn l’è staa quell! che segn birbon,
Tant come quell de Giuda Scariolt;
L’è on segn che m’ha fottuu in d’ona preson
A piang come on bagaj tutta la nott.
Sissignor, no ga’è staa pu remission:
Dopo d’avemm palpaa dna sul biott,
M’han miss sott a tant ciav e cadenazz,
Che no ghen va oltertant a fa on palazz.
:Ah Gioannin de la mala fortuna,
Dov’ell ch’el t’ha redutt el tò destin?
Varda, chi su on ballin, saraa in comuna<ref>{{Nsb|ppm|213|89}}</ref>
Tra i miseri, la spuzza e i nialandrin;
Ma quest l’è anmò nagott, l’è anmò tuttuna,
E la povera mia Barborin?
Cossa farala adess senza de mi?
Ah destin fioron, dimmel mò ti!
:La Barborin, de quella brava donna
Che l’è, come sustrissema già el sa,
Intant che mi biassava sta coronna.
L’èva intorna per tutt a sciavattà
Per catta nœuva de la mia personna,
E l’ha faa tant col spiret che la gh’ha
Che inaiiz di la saveva el comm e el romm
De podeghel cuntà al lanzian<ref>{{Nsb|ppm|213|90}}</ref> Jd Domm.
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Sponta nanch l’alba che la torna a cor
Senza requi, sta povera meschina,
Di parent, di amis, di protettor,
E infin la catta fœura ona pedina
Insci fada a resguard del respettor
Che in vers i des pocch pu de la mattina,
Quand me la specci manch, me sont veduu
A dervì l’uss, e chi n’ha avuu n’ha avuu.
:Vœurel mò adess, lustrissem, sentinn vuna
De quij de fa resta de marzapan?
Sont nanca fœura mezz de la comuna.
Che m’incontri in del sbir, quell del gabban,
Che, com’el fuss staa lì a ninamm in cuna,
El partend on trattin la bona man.,..<ref>{{Nsb|ppm|213|91}}</ref>
Anca la bona man?... Ma ghe n’è anmò,
Car Signor, di angarij de manda giò!
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />deslippàa: sfortunato.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />fornì lascia: a finire la matassa (ascia) della vita.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />copp: tegola.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />ficchi el veli: spiego la vela, me ne vado.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />peltrera: propr. mobile a palchetti per esporre le stoviglie; qui nel senso di palco degli accusati.<section end="5" />
:6) <section begin="6" />tceú su el reff: incappare in qualche danno.<section end="6" />
:7) <section begin="7" />Prometti: Prometeo, ballo del celebre coreografo Salvatore Vigano, dato con grande successo al teatro della Scala per la prima volta il 22 maggio 1816.<section end="7" />
:8) <section begin="8" />truscia: fanatismo<section end="8" />
:9) <section begin="9" />scappusc: scappatella.<section end="9" />
:10) <section begin="10" />paracar: nomignolo dato ai soldati francesi, per la loro rassomiglianza ai paracarri delle strade, quando in occasione di feste pubbliche stavano allineati sulle pubbliche vie per le quali transitava il corteo delle autorità.<section end="10" />
:11) <section begin="11" />dragonna: lavora alacramente.<section end="11" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 204 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Sponta nanch l’alba che la torna a cor
Senza requi, sta povera meschina,
Di parent, di amis, di protettor,
E infin la catta fœura ona pedina
Insci fada a resguard del respettor
Che in vers i des pocch pu de la mattina,
Quand me la specci manch, me sont veduu
A dervì l’uss, e chi n’ha avuu n’ha avuu.
:Vœurel mò adess, lustrissem, sentinn vuna
De quij de fa resta de marzapan?
Sont nanca fœura mezz de la comuna.
Che m’incontri in del sbir, quell del gabban,
Che, com’el fuss staa lì a ninamm in cuna,
El partend on trattin la bona man.,..<ref>{{Nsb|ppm|213|91}}</ref>
Anca la bona man?... Ma ghe n’è anmò,
Car Signor, di angarij de manda giò!
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />deslippàa: sfortunato.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />fornì lascia: a finire la matassa (ascia) della vita.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />copp: tegola.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />ficchi el veli: spiego la vela, me ne vado.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />peltrera: propr. mobile a palchetti per esporre le stoviglie; qui nel senso di palco degli accusati.<section end="5" />
:6) <section begin="6" />tceú su el reff: incappare in qualche danno.<section end="6" />
:7) <section begin="7" />Prometti: Prometeo, ballo del celebre coreografo Salvatore Vigano, dato con grande successo al teatro della Scala per la prima volta il 22 maggio 1816.<section end="7" />
:8) <section begin="8" />truscia: fanatismo<section end="8" />
:9) <section begin="9" />scappusc: scappatella.<section end="9" />
:10) <section begin="10" />paracar: nomignolo dato ai soldati francesi, per la loro rassomiglianza ai paracarri delle strade, quando in occasione di feste pubbliche stavano allineati sulle pubbliche vie per le quali transitava il corteo delle autorità.<section end="10" />
:11) <section begin="11" />dragonna: lavora alacramente.<section end="11" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 205 —||r=s}}</noinclude>
12) <section begin="12" />pollin: allude all’aquila che nella favola rode il cuore di Prometeo, qui icherzoMoiente chiamala pollin cioè lacchino.<section end="12" />
13) <section begin="13" />patquee: dalla voce della baua latinilá patquarium, pkzzaletto.<section end="13" />
14) <section begin="14" />Kocchee: motteggiatore.<section end="14" />
15) <section begin="15" />Kolda la piua : (i infiamma.<section end="15" />
16) <section begin="16" />toree: cioè loggione, perchè all’ultimo piano come un lolaio.<section end="16" />
17) <section begin="17" />caiu: voce del gergo milanese, come hauti, tiee e simili, per indicare la parte posteriore del corpo umano: v. luogo parallelo in pari. Il del ’ Marchionn di gamb averi *, ottava 13*.<section end="17" />
18) <section begin="18" />calcherá: folla.<section end="18" />
19) <section begin="19" />button: spintoni, spallate.<section end="19" />
20) <section begin="20" />d’arent: vicino.<section end="20" />
21) <section begin="21" />sgombelta: urta coi gomiti.<section end="21" />
22) <section begin="22" />giugi.... al tira molla: spingere e respingere dietro l’uscio.<section end="22" />
23) <section begin="23" />miee: moglie.<section end="23" />
24) <section begin="24" />caponera: prigione, qui significa posizione critica.<section end="24" />
25) <section begin="25" />fudest: fosse.<section end="25" />
26) <section begin="26" />pets: forse dal francese pihces, monete, pezzi.<section end="26" />
27) <section begin="27" />a piva: in punto.<section end="27" />
28) <section begin="28" />cusii: cuciti, stretti.<section end="28" />
29) <section begin="29" />smorbiA: scherzare.<section end="29" />
30) <section begin="30" />tacca ballin: immagine presa dal giuoco delle pallottole, confabulare.<section end="30" />
31) <section begin="31" />"La «ignora Corese espertissima cantante, ma quanto abile nella sua professione altrettanto soggetta alle malattie dell’arte. In quell’anno stancò veramente la xoiferenza del pubblico, al quale alcuna sera pareva cantasse per grazia, ed alcun’altra per fare dispetto ’. (Nola Jell’A.).<section end="31" />
32) <section begin="32" />sbergna: sprezzante.<section end="32" />
33) <section begin="33" />inivid: dal latino invilut; di mala voglia.<section end="33" />
34) <section begin="34" />faa tonina: far scempio scherzando.<section end="34" />
35) <section begin="35" />in brusa: in procinto.<section end="35" />
36) <section begin="36" />duvis: d’avviso.<section end="36" />
37) <section begin="37" />Per Bongè tutte le diviniti pagane, figurate nel ballo, erano Santi in paradiso. * In questo ballo vedevansi rappresentati i segni dello Zodiaco e lo stesso carro del Sole con figure vive e naturali, le quali, giusta il loro ordine divise in tanti separati gruppi a guisa di quadri, si offrivano di passaggio alla vista dei spettatori ". (Nola dell’ A.).<section end="37" />
38) <section begin="38" />besios: bieco.<section end="38" />
39) <section begin="39" />azzalin bressan: acciarino per accendere l’etca, fabbricato a Brescia.<section end="39" />
40) <section begin="40" />indrittura de buell : buon stomaco, buon umore.<section end="40" />
41) <section begin="41" />Vigano: v. nota 7 a pag. precedente.<section end="41" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 206 —||r=s}}</noinclude>
42) <section begin="42" />sgognamm: da gogna, far visacci.<section end="42" />
43) <section begin="43" />inzigamm: istigarmi.<section end="43" />
44) <section begin="44" />al beli tra: al momento opportuno.<section end="44" />
45) <section begin="45" />soeuli, ecc. : liscio come un dado (daa).<section end="45" />
46) <section begin="46" />scorada: sgolata.<section end="46" />
47) <section begin="47" />ballin: giaciglio da prigione,<section end="47" />
48) <section begin="48" />carpotler: nodi.<section end="48" />
49) <section begin="49" />lugher: resti di bragia.<section end="49" />
50) <section begin="50" />sbirr: scintille; qui il Poeta giuoca sul doppio senso della voce, per scintille e birri.<section end="50" />
51) <section begin="51" />sghimbiaa: sgattaiolati.<section end="51" />
52) <section begin="52" />boltrigh = bolgira, imbroglio, insidia.<section end="52" />
53) <section begin="53" />zoffreghin: zolfino.<section end="53" />
54) <section begin="54" />tirava su..,, el ficc: è Tatto di chi, in procinto di piangere, aspira convulsivamente il fiato per le narici,<section end="54" />
55) <section begin="55" />svargell: flagellatura, impronta.<section end="55" />
56) <section begin="56" />morell: pavonazzo.<section end="56" />
57) <section begin="57" />zaffagna: strappo.<section end="57" />
58) <section begin="58" />sceuja mi: che so io.<section end="58" />
59) <section begin="59" />sfris: frego.<section end="59" />
60) <section begin="60" />moccusc: smoccolatura.<section end="60" />
61) <section begin="61" />loeuggia: allocco.<section end="61" />
62) <section begin="62" />scighera: letteralmente annebbiatura.<section end="62" />
63) <section begin="63" />rezzipe: recipe, formola delle ricette mediche, usata in quel tempo.<section end="63" />
64) <section begin="64" />col tocca, ecc. : col farmaco (toccasana) di una bottiglia di " Rocca Grimalda " che in quel tempo pagavasi " quattordes boritt ! " bòriit, diminutivo di bòr, soldo.<section end="64" />
65) <section begin="65" />Antongina: i famosi vinaj oriundi di Premeno.<section end="65" />
66) <section begin="66" />esuss: motto per Jesus, cioè attimo.<section end="66" />
67) <section begin="67" />bombasina: dolce conforto.<section end="67" />
68) <section begin="68" />martor: grullo.<section end="68" />
69) <section begin="69" />transilli: utensili.<section end="69" />
70) <section begin="70" />barilott: confusione, alla diavola.<section end="70" />
71) <section begin="71" />tomada: caduta, capitombolo.<section end="71" />
72) <section begin="72" />peccenada: pettinata, cioè strigliata.<section end="72" />
73) <section begin="73" />pitta: chioccia.<section end="73" />
74) <section begin="74" />Jacom Legorin: Giacomo Legorino famoso brigante.<section end="74" />
75) <section begin="75" />cuntee: crucci.<section end="75" />
76) <section begin="76" />padimava: mitigava.<section end="76" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 207 —||r=s}}</noinclude>
77) <section begin="77" />fuM mdscuía: foMe chicchcMu.<section end="77" />
78) <section begin="78" />sverza: propriam. cavolo; non li parlò punto.<section end="78" />
79) <section begin="79" />oaa ibolgirada ’ qui val«, niente del tulio.<section end="79" />
80) <section begin="80" />(oeura i manegh: atto di chi per lottare rimbocca le maniche; qui lignifica prendo ardire.<section end="80" />
81) <section begin="81" />cinqu in vin: non c’è dubbio.<section end="81" />
82) <section begin="82" />fa el lecco: fa eco.<section end="82" />
83) <section begin="83" />scappuic: icaiieiliati.<section end="83" />
84) <section begin="84" />pizzegh: punta della lingua.<section end="84" />
85) <section begin="85" />quella del lett: la prova deciiiva del je//e.<section end="85" />
86) <section begin="86" />Michee: gonzo.<section end="86" />
87) <section begin="87" />galitt: lolletico.<section end="87" />
88) <section begin="88" />kfognatamm: frugarmi.<section end="88" />
89) <section begin="89" />romuna: camera di sicurezza.<section end="89" />
90) <section begin="90" />lanzian: anziano, ufficiale nelle parrocchie con funzioni informative.<section end="90" />
91) <section begin="91" />bonna man: mancia.<section end="91" /><noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|FRA ZENEVER}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1811-1815)}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|NOVELLA.<ref>Questa Novella è tratta dal libro intitolato ''Le Meraviglie di Dio ne’ suoi Santi'', opera del rev. P. Gregorio Rossignoli, della Compagnia di Gesú. Vedi l’edizione milanese fattane dal Malatesta nell’anno 1708, parte II, meraviglia XXII, pag. 245.</ref>}}
<poem>
:Bagaj, che sii amoros, che sii intendever,
De già che gh’avii gust de damm a tra,
Vuj contav on beli cas de fraa Zenever
Ch’el ve farà resta de mascabà<ref>{{Nsb|ppm|223|1}}</ref>;
Vel cunti senza franz ne saa ne pever,
Tal e qual l’hoo sentii anca mi a cuntà
L’ann passaa de sti dì de quell panscion
Che predicava al Carmen la mission.
:Avii donch de savè inanz a tusscoss
Che fraa Zenever l’era on bon vivan,
Tutt scisger e buell<ref>{{Nsb|ppm|223|2}}</ref>, tutt carna e oss
Col medemm fondator di Franzescan;
E ch’anzi quell beato requiepposs<ref>{{Nsb|ppm|223|3}}</ref>
Che adess goden in ciel sti duu Cristian,
L’han quistaa insemma in l’istess lœugh tutt duu,
Vun con l’offizi, e l’olter col cazzuu<ref>{{Nsb|ppm|223|4}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Bagaj, che sii amoros, che sii intendever,
De già che gh’avii gust de damm a tra,
Vuj contav on beli cas de fraa Zenever
Ch’el ve farà resta de mascabà<ref>{{Nsb|ppm|223|1}}</ref>;
Vel cunti senza franz ne saa ne pever,
Tal e qual l’hoo sentii anca mi a cuntà
L’ann passaa de sti dì de quell panscion
Che predicava al Carmen la mission.
:Avii donch de savè inanz a tusscoss
Che fraa Zenever l’era on bon vivan,
Tutt scisger e buell<ref>{{Nsb|ppm|223|2}}</ref>, tutt carna e oss
Col medemm fondator di Franzescan;
E ch’anzi quell beato requiepposs<ref>{{Nsb|ppm|223|3}}</ref>
Che adess goden in ciel sti duu Cristian,
L’han quistaa insemma in l’istess lœugh tutt duu,
Vun con l’offizi, e l’olter col cazzuu<ref>{{Nsb|ppm|223|4}}</ref>.
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Ma per quant tult e duu per santitaa
Fudessen dò mosch bianch in religion,
ImpunemancK però vœuren che i fraa
Gh’avessen pussee amor per el ratton<ref>{{Nsb|ppm|223|5}}</ref>.
Se seva fraa anca mi, già sarev staa,
Dighi el cocur, de l’istessa opinion,
Perchè in convent aimanca fraa Zenever
Quejcossa el ghe portava per la fever.
:Defatt quand che lu el fava el cercador,
A furia de panzanegh e tabacch.
De coronn e majstaa coi pajelt d*or.
Ogni esuss l’èva a cà a vo)à i bisacch:
Sant Franzesch el podeva canta in cor
Sira e mattina fin che l’èva stracch,
Che fin che lu el batteva la cattolega<ref>{{Nsb|ppm|223|6}}</ref>
L’èva f ranch l’interess de la buccolega.
:Oltra de tult i sloffi<ref>{{Nsb|ppm|223|7}}</ref> di cercott.
L’èva anch famos per cent olter cosselt,
Cioè per giusta zent<ref>{{Nsb|ppm|223|8}}</ref> e braghee<ref>{{Nsb|ppm|223|9}}</ref> rott,
Solassà, strappa dent, mett i copett,
Tajà caj, compwnn acqu, sugh e decott
Per colegh, toss, bugnon, brusor de peti,
De mœud che i medegh per desperazion
£1 ciamaven Padrin Rompacojon.
:Ma i fraa che hin semper fraa, e come fraa
No se diletten tant de cortesia,
Giusi apponi per sta poca abilitaa,
Póndegh anca sul gœubb l’infermeria;
E lu content e stracontent, inguaa<ref>{{Nsb|ppm|223|10}}</ref>
Che se gh’avessen daa la libraria,
El portava i duu pes con quell savor
Che mi portarev quel de senalor.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 209 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Ma per quant tult e duu per santitaa
Fudessen dò mosch bianch in religion,
ImpunemancK però vœuren che i fraa
Gh’avessen pussee amor per el ratton<ref>{{Nsb|ppm|223|5}}</ref>.
Se seva fraa anca mi, già sarev staa,
Dighi el cocur, de l’istessa opinion,
Perchè in convent aimanca fraa Zenever
Quejcossa el ghe portava per la fever.
:Defatt quand che lu el fava el cercador,
A furia de panzanegh e tabacch.
De coronn e majstaa coi pajelt d*or.
Ogni esuss l’èva a cà a vo)à i bisacch:
Sant Franzesch el podeva canta in cor
Sira e mattina fin che l’èva stracch,
Che fin che lu el batteva la cattolega<ref>{{Nsb|ppm|223|6}}</ref>
L’èva f ranch l’interess de la buccolega.
:Oltra de tult i sloffi<ref>{{Nsb|ppm|223|7}}</ref> di cercott.
L’èva anch famos per cent olter cosselt,
Cioè per giusta zent<ref>{{Nsb|ppm|223|8}}</ref> e braghee<ref>{{Nsb|ppm|223|9}}</ref> rott,
Solassà, strappa dent, mett i copett,
Tajà caj, compwnn acqu, sugh e decott
Per colegh, toss, bugnon, brusor de peti,
De mœud che i medegh per desperazion
£1 ciamaven Padrin Rompacojon.
:Ma i fraa che hin semper fraa, e come fraa
No se diletten tant de cortesia,
Giusi apponi per sta poca abilitaa,
Póndegh anca sul gœubb l’infermeria;
E lu content e stracontent, inguaa<ref>{{Nsb|ppm|223|10}}</ref>
Che se gh’avessen daa la libraria,
El portava i duu pes con quell savor
Che mi portarev quel de senalor.
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Oh chi insci sì, el diseva el Missionari,
Besognava vedell sto religios;
Con pu gh’eya occasion de vess in l’ari,
Pussee el pareva ch’el fudess a spos;
Lu el vojava spuin<ref>{{Nsb|ppm|223|11}}</ref>, vas, orinari,
Com’el vojass di impoll d’œuli de ros;
Lu el nedrugava<ref>{{Nsb|ppm|223|12}}</ref> piagh, marsciur e crost
Come el nedrugass quàj<ref>{{Nsb|ppm|223|13}}</ref> de cœus a rost.
:Quand se trattava poeìi de tend adree
A on ammalaa d’on maa de conseguenza.
L’era propi offellee fa el tò mestee;
Fraa Zenever dov’eel? Con reverenza
El gh’era saldo lì del pè di pee
Tutta la santa noce, anca in sentenza
De resta in del patton<ref>{{Nsb|ppm|223|14}}</ref> ^l settimann
Dritt dritt come el battacc in di campann.
:Ma el fa stringh de la peli<ref>{{Nsb|ppm|223|15}}</ref> in di occasion
L’èva anmò, direv squas, on bescottin,
Ch’el n’ha faa fin de quij, giurabaccon.
De fass cred sassinaa in di mezzanin<ref>{{Nsb|ppm|223|16}}</ref>;
E per quest sant Bernard el gh’a reson
Là in dove el tratta de l’amor divin,
E che el dis ciar e nett, ve ziti el test,
Che Amor quoedam sancia insania est<ref>{{Nsb|ppm|223|17}}</ref>.
:Adess mò, i mee bagaj, che cognossli
Fraa Zenever con tutt i so virtú,
Stee quiett, demm a tra che sentirii
Quell fatt che v’hoo promiss de cuntav su.
Col dà ascolt, chi sa fors che no podii
Deventà tane Zenever come lu;
Se de nò restarii tanci Gervas,
Baciocch, Michee, Pasqual, quell ch’a Dio pias.
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 210 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Oh chi insci sì, el diseva el Missionari,
Besognava vedell sto religios;
Con pu gh’eya occasion de vess in l’ari,
Pussee el pareva ch’el fudess a spos;
Lu el vojava spuin<ref>{{Nsb|ppm|223|11}}</ref>, vas, orinari,
Com’el vojass di impoll d’œuli de ros;
Lu el nedrugava<ref>{{Nsb|ppm|223|12}}</ref> piagh, marsciur e crost
Come el nedrugass quàj<ref>{{Nsb|ppm|223|13}}</ref> de cœus a rost.
:Quand se trattava poeìi de tend adree
A on ammalaa d’on maa de conseguenza.
L’era propi offellee fa el tò mestee;
Fraa Zenever dov’eel? Con reverenza
El gh’era saldo lì del pè di pee
Tutta la santa noce, anca in sentenza
De resta in del patton<ref>{{Nsb|ppm|223|14}}</ref> ^l settimann
Dritt dritt come el battacc in di campann.
:Ma el fa stringh de la peli<ref>{{Nsb|ppm|223|15}}</ref> in di occasion
L’èva anmò, direv squas, on bescottin,
Ch’el n’ha faa fin de quij, giurabaccon.
De fass cred sassinaa in di mezzanin<ref>{{Nsb|ppm|223|16}}</ref>;
E per quest sant Bernard el gh’a reson
Là in dove el tratta de l’amor divin,
E che el dis ciar e nett, ve ziti el test,
Che Amor quoedam sancia insania est<ref>{{Nsb|ppm|223|17}}</ref>.
:Adess mò, i mee bagaj, che cognossli
Fraa Zenever con tutt i so virtú,
Stee quiett, demm a tra che sentirii
Quell fatt che v’hoo promiss de cuntav su.
Col dà ascolt, chi sa fors che no podii
Deventà tane Zenever come lu;
Se de nò restarii tanci Gervas,
Baciocch, Michee, Pasqual, quell ch’a Dio pias.
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Ora sappiec che tra i tane ammalaa
Ch’el gh’ha avuu fraa Zcnever per i man,
Gh’è capitaa ona voculta on certo fraa,
Ch’el ciamaven fra Sist de Fabrian.
L’era Sist in sul fior de la soa etaa,
£ se dis che un trattin quand l’era san
L’avarav daa de fa a tendegh adrce
A on para de bottegh de prestinee.
:Fra Sist, che a colezion, a disnà, a scenna
E a tucc i marenditt, che insci ghen fuss!
£1 ris’ cìava là on stomegh de balenna.
Che l’avarav sbertii<ref>{{Nsb|ppm|223|18}}</ref> i ostrech col gust,
Adess, senza appetiti e senza lenna,
Desf<ref>{{Nsb|ppm|223|19}}</ref> de stomegh, e magher come on uss,
£1 deslenguava in man de fraa Zenever
Senza on dolor de eoo ne on fil de fever.
:1 medegh e i zerusegh de la cura,
Avend faa i sœu rifless che a no toccali
El se inviava al babbi<ref>{{Nsb|ppm|223|20}}</ref> per vittura,
£ el marciava per posta a medegall,
Han dezis de lassagh a la natura
£1 scrupol de conscienza de coppali,
£ se n’hin lavaa i man col streng i laver.
Alza i œucc, e scrusciass<ref>{{Nsb|ppm|224|21}}</ref> el eoo in del baver.
:Ma Zenever, per quella cognizion
Ch’el gh’aveva del stomegh de fraa Sist,
El s’eva tolt l’impegn in religion
De fagh vede ai dottor che gh’han stravisi;
Tutt sta che l’aggradissa ci prim boccon,
El diseva, e vuj css on becc fottrist<ref>{{Nsb|ppm|224|22}}</ref>
Se adree vun l’olter noi redusi in cas
De mangiass i sciavatt in alabras<ref>{{Nsb|ppm|224|23}}</ref>,
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 211 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Ora sappiec che tra i tane ammalaa
Ch’el gh’ha avuu fraa Zcnever per i man,
Gh’è capitaa ona voculta on certo fraa,
Ch’el ciamaven fra Sist de Fabrian.
L’era Sist in sul fior de la soa etaa,
£ se dis che un trattin quand l’era san
L’avarav daa de fa a tendegh adrce
A on para de bottegh de prestinee.
:Fra Sist, che a colezion, a disnà, a scenna
E a tucc i marenditt, che insci ghen fuss!
£1 ris’ cìava là on stomegh de balenna.
Che l’avarav sbertii<ref>{{Nsb|ppm|223|18}}</ref> i ostrech col gust,
Adess, senza appetiti e senza lenna,
Desf<ref>{{Nsb|ppm|223|19}}</ref> de stomegh, e magher come on uss,
£1 deslenguava in man de fraa Zenever
Senza on dolor de eoo ne on fil de fever.
:1 medegh e i zerusegh de la cura,
Avend faa i sœu rifless che a no toccali
El se inviava al babbi<ref>{{Nsb|ppm|223|20}}</ref> per vittura,
£ el marciava per posta a medegall,
Han dezis de lassagh a la natura
£1 scrupol de conscienza de coppali,
£ se n’hin lavaa i man col streng i laver.
Alza i œucc, e scrusciass<ref>{{Nsb|ppm|224|21}}</ref> el eoo in del baver.
:Ma Zenever, per quella cognizion
Ch’el gh’aveva del stomegh de fraa Sist,
El s’eva tolt l’impegn in religion
De fagh vede ai dottor che gh’han stravisi;
Tutt sta che l’aggradissa ci prim boccon,
El diseva, e vuj css on becc fottrist<ref>{{Nsb|ppm|224|22}}</ref>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:E lì allon! fa su insemina in d’on fagott
Polver, pinol, triacch e lettuari,
Impeli, groppitt, tollitt, mestur, decott,
E giò per al condutt del nezessari;
E poeú mettegh al post de sti ciapott<ref>{{Nsb|ppm|224|24}}</ref>
Di bon peccher de vin vece ordenari,
Propi de quell che scuffien tra de lor
Quand fan capitol i deflnitor.
:E pceú a furia de brceud e geladinn,
De ressumad legger e de ceuv fresch,
De pantrid, de pappinn e de nozzinn<ref>{{Nsb|ppm|224|25}}</ref>
De zinivella<ref>{{Nsb|ppm|224|26}}</ref> fritta e pan todesch,
Te Tha redutt a segn de sbalordinn
Perlina l’istess pader sant Franzesch
Ch’el sclamava dì e noce Integram horum
Opto silvam habere ìuniperorum<ref>{{Nsb|ppm|224|27}}</ref>.
:Ma fin chi gh’è nagott de stravagant,
Me dirii, perchè hin coss che al dì d’incœu,
Senza dass a d’intendes de vess sant,
1 fan a l’Ospedaa fina i pezzœu<ref>{{Nsb|ppm|224|28}}</ref>,
Sì, bona! bravi! me rallegher tant:
Savii nanmò nagotta, i mee fiœu....
Ma basta.... Sentii questa, e sappiemm dì
Se i pezzœu en fan anch lor de quist che chi.
:Quand fraa Sist, grazia al ciel, l’è staa a la via
De fa balla coi dent i duu polsitt,
Zenever saldo arent come l’ombria.
Noi fava che inzigagh tutt i petitt,
E ghi je scodeva tucc fuss sansessia.
Come fan i mamm grand coi biadeghitt,
Savend che quell che pias noi fa descapit,
E che el proverbi el dia: Nutrii quod sopii<ref>{{Nsb|ppm|224|29}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 212 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:E lì allon! fa su insemina in d’on fagott
Polver, pinol, triacch e lettuari,
Impeli, groppitt, tollitt, mestur, decott,
E giò per al condutt del nezessari;
E poeú mettegh al post de sti ciapott<ref>{{Nsb|ppm|224|24}}</ref>
Di bon peccher de vin vece ordenari,
Propi de quell che scuffien tra de lor
Quand fan capitol i deflnitor.
:E pceú a furia de brceud e geladinn,
De ressumad legger e de ceuv fresch,
De pantrid, de pappinn e de nozzinn<ref>{{Nsb|ppm|224|25}}</ref>
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Te Tha redutt a segn de sbalordinn
Perlina l’istess pader sant Franzesch
Ch’el sclamava dì e noce Integram horum
Opto silvam habere ìuniperorum<ref>{{Nsb|ppm|224|27}}</ref>.
:Ma fin chi gh’è nagott de stravagant,
Me dirii, perchè hin coss che al dì d’incœu,
Senza dass a d’intendes de vess sant,
1 fan a l’Ospedaa fina i pezzœu<ref>{{Nsb|ppm|224|28}}</ref>,
Sì, bona! bravi! me rallegher tant:
Savii nanmò nagotta, i mee fiœu....
Ma basta.... Sentii questa, e sappiemm dì
Se i pezzœu en fan anch lor de quist che chi.
:Quand fraa Sist, grazia al ciel, l’è staa a la via
De fa balla coi dent i duu polsitt,
Zenever saldo arent come l’ombria.
Noi fava che inzigagh tutt i petitt,
E ghi je scodeva tucc fuss sansessia.
Come fan i mamm grand coi biadeghitt,
Savend che quell che pias noi fa descapit,
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Ma a forza de fresagh ci culiieo,
Sur sì mò che on beli dì ghc solta in ment
De vorè on pc de porch a scottadeo<ref>{{Nsb|ppm|224|30}}</ref>;
E Zenever dolz dolz e compiasent
£1 ghe respond col solet Laus dco,
E poeÌ! el corr come on matl per ci convcnl
A cerca on porch de quij de quatter pc,
Ma de quatter, sì adess! ciappa ch’el gh’è.
:El resta sui so duu come de strasc
Come in att de dà a tra a on’ispirazion;
Poeú va in cusina, ranca on cortellasc,
Regolzes<ref>{{Nsb|ppm|224|31}}</ref> (ina al sedes el patton;
Ciappa la straa pu curta a on cassinasc,
Solta foss, scarpa sces, sforza on us’ cion.
Branca on beli porch per on pesciceu dedree.
Zonfeta, tajel via, e scappa indree.
:I sguagn<ref>{{Nsb|ppm|224|32}}</ref> del pover porch, e quij d’on tot
Ch’era staa testimoni de Tazion,
Desseden on vespee de curios
Che van inanz indree come in fonzion;
Intant per el paes la corr la vos,
E la riva a l’oreggia del patron
Ch’el sent e el ved el cas, e el buj e el fuma
Come la birra che va tutta in scuma.
:E insci cold cold de rabbia el va sul fatt
A catta sant Franzesch propi in persona,
E lì el comenza a scartagh giò bagatt<ref>{{Nsb|ppm|224|33}}</ref>
Disendegh adree roba bolgirona;
Che ghe vceur olter che porta i zapatt<ref>{{Nsb|ppm|224|34}}</ref>,
El eoo pelaa, el cuu biott e la corona,
Che predegà el degiun, scœudend a off
Tutt i pctitt con la reson del loff.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 213 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Ma a forza de fresagh ci culiieo,
Sur sì mò che on beli dì ghc solta in ment
De vorè on pc de porch a scottadeo<ref>{{Nsb|ppm|224|30}}</ref>;
E Zenever dolz dolz e compiasent
£1 ghe respond col solet Laus dco,
E poeÌ! el corr come on matl per ci convcnl
A cerca on porch de quij de quatter pc,
Ma de quatter, sì adess! ciappa ch’el gh’è.
:El resta sui so duu come de strasc
Come in att de dà a tra a on’ispirazion;
Poeú va in cusina, ranca on cortellasc,
Regolzes<ref>{{Nsb|ppm|224|31}}</ref> (ina al sedes el patton;
Ciappa la straa pu curta a on cassinasc,
Solta foss, scarpa sces, sforza on us’ cion.
Branca on beli porch per on pesciceu dedree.
Zonfeta, tajel via, e scappa indree.
:I sguagn<ref>{{Nsb|ppm|224|32}}</ref> del pover porch, e quij d’on tot
Ch’era staa testimoni de Tazion,
Desseden on vespee de curios
Che van inanz indree come in fonzion;
Intant per el paes la corr la vos,
E la riva a l’oreggia del patron
Ch’el sent e el ved el cas, e el buj e el fuma
Come la birra che va tutta in scuma.
:E insci cold cold de rabbia el va sul fatt
A catta sant Franzesch propi in persona,
E lì el comenza a scartagh giò bagatt<ref>{{Nsb|ppm|224|33}}</ref>
Disendegh adree roba bolgirona;
Che ghe vceur olter che porta i zapatt<ref>{{Nsb|ppm|224|34}}</ref>,
El eoo pelaa, el cuu biott e la corona,
Che predegà el degiun, scœudend a off
Tutt i pctitt con la reson del loff.
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" /></noinclude>
<poem>
:Ch’el vegniss, e el vedess che sort de spass
El s’eya tolt con lu vun di sœu fraa;
Ch’el vegniss, el vedess e el giudicass
Se no even canaj, lader de straa,...
De mceud che a no sfondagh tutt dò i gannass
Gh’è vorsuu la pascienza e l’umiltaa
D’on sant pacifegh come on sant Franzesch:
Se Teva sant Ambrœus, el stava freschi
:Ma Franzesch, mansueti come on agnell,
El ghe lassa con flemma svojà el goss,
El compassiona el stat del so porscell,
El conlessa anca lu ch’el fall l’è gross;
Poeìi el le ruzza<ref>{{Nsb|ppm|224|35}}</ref> a la porta insci beli,
Promettendegh on mondo de bej coss;
E el se le cava infin del brutt impacc
Col saragh la pusterla in sul mostacc.
:A on pover cap de cà che gh’ha interess
De conserva i provecc d’ona fameja
Ghe lassi on poo pensa s’el ghe rincress
A Franzesch el trovass in sta boreja!
Intant, per medegà el maa ch’è suzzess
Col pel de quell che ha avun sta bella ideja,
L’ordenna subet de ciamà a rassegna
Tucc i fraa, tant ratton<ref>{{Nsb|ppm|224|36}}</ref>^ che de colmegna.
:Appenna sonaa el copp, fiocchen i fraa
In di sai del capitol a balocch<ref>{{Nsb|ppm|224|37}}</ref>,
Che quand se tratta de curiositaa
Corraraven descolz<ref>{{Nsb|ppm|224|38}}</ref> sui articiocch<ref>{{Nsb|ppm|224|39}}</ref>:
Se setten, stan lì zitt che no tran fìaa
A vardà sant Franzesch che in ton patocch<ref>{{Nsb|ppm|224|40}}</ref>
El ghe squaquara giò con pocch paroll
Tutta la relazion de sto beli noli.
</poem><noinclude></noinclude>
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2026-03-29T10:57:04Z
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 214 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Ch’el vegniss, e el vedess che sort de spass
El s’eya tolt con lu vun di sœu fraa;
Ch’el vegniss, el vedess e el giudicass
Se no even canaj, lader de straa,...
De mceud che a no sfondagh tutt dò i gannass
Gh’è vorsuu la pascienza e l’umiltaa
D’on sant pacifegh come on sant Franzesch:
Se Teva sant Ambrœus, el stava freschi
:Ma Franzesch, mansueti come on agnell,
El ghe lassa con flemma svojà el goss,
El compassiona el stat del so porscell,
El conlessa anca lu ch’el fall l’è gross;
Poeìi el le ruzza<ref>{{Nsb|ppm|224|35}}</ref> a la porta insci beli,
Promettendegh on mondo de bej coss;
E el se le cava infin del brutt impacc
Col saragh la pusterla in sul mostacc.
:A on pover cap de cà che gh’ha interess
De conserva i provecc d’ona fameja
Ghe lassi on poo pensa s’el ghe rincress
A Franzesch el trovass in sta boreja!
Intant, per medegà el maa ch’è suzzess
Col pel de quell che ha avun sta bella ideja,
L’ordenna subet de ciamà a rassegna
Tucc i fraa, tant ratton<ref>{{Nsb|ppm|224|36}}</ref>^ che de colmegna.
:Appenna sonaa el copp, fiocchen i fraa
In di sai del capitol a balocch<ref>{{Nsb|ppm|224|37}}</ref>,
Che quand se tratta de curiositaa
Corraraven descolz<ref>{{Nsb|ppm|224|38}}</ref> sui articiocch<ref>{{Nsb|ppm|224|39}}</ref>:
Se setten, stan lì zitt che no tran fìaa
A vardà sant Franzesch che in ton patocch<ref>{{Nsb|ppm|224|40}}</ref>
El ghe squaquara giò con pocch paroll
Tutta la relazion de sto beli noli.
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Pagina:Porta - Poesie milanesi.djvu/221
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2026-03-29T08:25:41Z
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Paricc a sta borlanda comenzaven
A ninà per la bila el tafanari;
Paricc inscambi manch fogos tremaven
Su la cerca del vin che 1 era in Tari;
Paricc d’olter pu agher mormoraven.
E faven di giudi^i temerari,
Quand Zenever a on tratt el sbalza in mezz,
E el rezita a assa-brutta<ref>{{Nsb|ppm|224|41}}</ref> sto bel pezz.
:Se in don paes cattolegh e roman
Se stima pussee on porch che ne on fradell,
Se la var manch la vita d’on Cristian
Che ona strascia de gamba don porscell,
Gh’avii reson, son mi et razza de can,
Sì, reverendi pader, sont mi quell;
Tajee giò pur alegher la sentenza,
Che s’hoo faa el maa, faroo la penitenza.
:Ma ve avvisi però ch’el falt che hoc faa,
L’hoo faa per scœud i butti<ref>{{Nsb|ppm|224|42}}</ref> de fraa Sist,
Per dà la vita a on pover ammalaa,
A on omm simiiitudena de Crist;
L’hoo faa per via ch’el ciel me l’ha ispiraa,
Perchè la mia pa^sion l’è a fann de quist,
Che in fin me vanti, e che poss ben vantamen,
Se quel che hoo faa, l’hoo faa ad Dei gloriam: Amen.
:Ah Zenever, Zenever! sti reson,
El sclama sant Franzesch, hin bonn, hin bej,
Varen di copp in su<ref>{{Nsb|ppm|224|43}}</ref> di milion,
Ma chi in terra no paghen i porscej;
Ora però che l’è staa faa el scarpon, ’
Besogna giustall su a la bella mej,
E perchè mò te pias de parla insci
Fa on poo giust el piasc de giustall ti.
</poem><noinclude></noinclude>
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2026-03-29T10:57:08Z
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 215 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Paricc a sta borlanda comenzaven
A ninà per la bila el tafanari;
Paricc inscambi manch fogos tremaven
Su la cerca del vin che 1 era in Tari;
Paricc d’olter pu agher mormoraven.
E faven di giudi^i temerari,
Quand Zenever a on tratt el sbalza in mezz,
E el rezita a assa-brutta<ref>{{Nsb|ppm|224|41}}</ref> sto bel pezz.
:Se in don paes cattolegh e roman
Se stima pussee on porch che ne on fradell,
Se la var manch la vita d’on Cristian
Che ona strascia de gamba don porscell,
Gh’avii reson, son mi et razza de can,
Sì, reverendi pader, sont mi quell;
Tajee giò pur alegher la sentenza,
Che s’hoo faa el maa, faroo la penitenza.
:Ma ve avvisi però ch’el falt che hoc faa,
L’hoo faa per scœud i butti<ref>{{Nsb|ppm|224|42}}</ref> de fraa Sist,
Per dà la vita a on pover ammalaa,
A on omm simiiitudena de Crist;
L’hoo faa per via ch’el ciel me l’ha ispiraa,
Perchè la mia pa^sion l’è a fann de quist,
Che in fin me vanti, e che poss ben vantamen,
Se quel che hoo faa, l’hoo faa ad Dei gloriam: Amen.
:Ah Zenever, Zenever! sti reson,
El sclama sant Franzesch, hin bonn, hin bej,
Varen di copp in su<ref>{{Nsb|ppm|224|43}}</ref> di milion,
Ma chi in terra no paghen i porscej;
Ora però che l’è staa faa el scarpon, ’
Besogna giustall su a la bella mej,
E perchè mò te pias de parla insci
Fa on poo giust el piasc de giustall ti.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" /></noinclude>
<poem>
:Fan l’ecco luce i fraa a la provvidenza
E al mezz termen del pader general,
E Zenever, che in poni d’ubbedienza
El corr ladin pussee d’on servizial,
Appenna l’ha sentii la soa sentenza,
El va a cerca el patron de l’animai,
E el le catta sui œuv che l’era adree
A dinn di Franzescan tant che sia assee.
:E lì allon vagh adoss saraa adrittura
Con di argoment che tacchen a la peli,
Con di pass de vangeli e de scrittura.
Col paragon tra Sist e tra el porscell,
E el sa trovagh tant ben l’infìlzadura,
Che d’on torrion che l’èva del Castell,
In manch d’on’ai;e e on gloria el me devenla
Ona torr de lasagn e de polenta.
:E Zenever ch’el ved la mudazion
Che suzzed in quell omm a œucc battent,
El tocca via de longh de l’istess ton
Fin che tutt sbaguttii,<ref>{{Nsb|ppm|224|44}}</ref>^ tutt maccarent<ref>{{Nsb|ppm|224|45}}</ref>
El ghe se butta in terra in genuggion
E el le prega a aggradì e porta in convent,
In segn de componzion vera e sincera,
Quell porscell de tre gamb tal e qual l’era.
:Zenever trionfant e glorios
L’entra in convent cont el porscell in spalla;
Ghe fan cortegg intorna i religios,
Che in st’occasion no ghe n’è vun che calla:
Se canta on beli Te Deum a sett vos,
E dopo in refettori la se scialla,
E se sent fina i fraa pu scompiasever
A sbragià a tutt sbragià, Viva Zenever.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Fan l’ecco luce i fraa a la provvidenza
E al mezz termen del pader general,
E Zenever, che in poni d’ubbedienza
El corr ladin pussee d’on servizial,
Appenna l’ha sentii la soa sentenza,
El va a cerca el patron de l’animai,
E el le catta sui œuv che l’era adree
A dinn di Franzescan tant che sia assee.
:E lì allon vagh adoss saraa adrittura
Con di argoment che tacchen a la peli,
Con di pass de vangeli e de scrittura.
Col paragon tra Sist e tra el porscell,
E el sa trovagh tant ben l’infìlzadura,
Che d’on torrion che l’èva del Castell,
In manch d’on’ai;e e on gloria el me devenla
Ona torr de lasagn e de polenta.
:E Zenever ch’el ved la mudazion
Che suzzed in quell omm a œucc battent,
El tocca via de longh de l’istess ton
Fin che tutt sbaguttii,<ref>{{Nsb|ppm|224|44}}</ref>^ tutt maccarent<ref>{{Nsb|ppm|224|45}}</ref>
El ghe se butta in terra in genuggion
E el le prega a aggradì e porta in convent,
In segn de componzion vera e sincera,
Quell porscell de tre gamb tal e qual l’era.
:Zenever trionfant e glorios
L’entra in convent cont el porscell in spalla;
Ghe fan cortegg intorna i religios,
Che in st’occasion no ghe n’è vun che calla:
Se canta on beli Te Deum a sett vos,
E dopo in refettori la se scialla,
E se sent fina i fraa pu scompiasever
A sbragià a tutt sbragià, Viva Zenever.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Bagaj, ch’oltra a vess bravi e savi e bon,
Sii timoraa de Dio e sii devott,
No lassev vesnì in eoo la tentazion
De imita al dì d’incœu sto fraa cercott,
Perche col codez de Napoleon
A l’articol tresent e vottantott,
Ve costarav st’ispirazion divina
Cinqu o des ann de ferr e la berlina.
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />nuKabii: propnam. zucchero roMo (dal francete moscovaJe) qui usato per annichilito.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />sciager e buell: etaere come ceci e trippa, cioè inaeparabili.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />requieppos: beata requie.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />cazzuu: mestolo del cuoco.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />ratton: frate laico converto. ’ Voce caduta colla toppreuione degli ordini religiosi ". (Nola Jell’A.).<section end="5" />
:6) <section begin="6" />batteva la cattolega: questuava.<section end="6" />
:7) <section begin="7" />sloffi: fanfaluche.<section end="7" />
:8) <section begin="8" />zent: cinture.<section end="8" />
:9) <section begin="9" />braghee: fasciatura per sostenere gli intestini, che escono fuori com«- chessia dalla cavità del basso ventre.<section end="9" />
:10) <section begin="10" />inguaa: come.<section end="10" />
:11) <section begin="11" />spuin: sputacchiera.<section end="11" />
:12) <section begin="12" />nedrugava: puliva accuratamente.<section end="12" />
:13) <section begin="13" />quàj: quaglie.<section end="13" />
:14) <section begin="14" />patton: sajo.<section end="14" />
:15) <section begin="15" />fa strinali de la peli: propriam. ridurre la pelle a stringhe, cioè assoggettarsi ai piò duri stenti.<section end="15" />
:16) <section begin="16" />mezzanin: ammezzati, cioè cervello<section end="16" />
:17) <section begin="17" />Amor. ecc.: amore è una specie di santa [pazzia.<section end="17" />
:18) <section begin="18" />sbertii: smaltite.<section end="18" />
:19) <section begin="19" />de»f: dllfatto.<section end="19" />
:20) <section begin="20" />al babbi: all’altro mondo.<section end="20" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Bagaj, ch’oltra a vess bravi e savi e bon,
Sii timoraa de Dio e sii devott,
No lassev vesnì in eoo la tentazion
De imita al dì d’incœu sto fraa cercott,
Perche col codez de Napoleon
A l’articol tresent e vottantott,
Ve costarav st’ispirazion divina
Cinqu o des ann de ferr e la berlina.
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />nuKabii: propnam. zucchero roMo (dal francete moscovaJe) qui usato per annichilito.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />sciager e buell: etaere come ceci e trippa, cioè inaeparabili.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />requieppos: beata requie.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />cazzuu: mestolo del cuoco.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />ratton: frate laico converto. ’ Voce caduta colla toppreuione degli ordini religiosi ". (Nola Jell’A.).<section end="5" />
:6) <section begin="6" />batteva la cattolega: questuava.<section end="6" />
:7) <section begin="7" />sloffi: fanfaluche.<section end="7" />
:8) <section begin="8" />zent: cinture.<section end="8" />
:9) <section begin="9" />braghee: fasciatura per sostenere gli intestini, che escono fuori com«- chessia dalla cavità del basso ventre.<section end="9" />
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:12) <section begin="12" />nedrugava: puliva accuratamente.<section end="12" />
:13) <section begin="13" />quàj: quaglie.<section end="13" />
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21) <section begin="21" />scrusciass, ecc. : stringersi nelle spalle.<section end="21" />
22) <section begin="22" />becch fottrist: gran monello.<section end="22" />
23) <section begin="23" />alabras: labras, stracotto.<section end="23" />
24) <section begin="24" />ciapott: ninnoli.<section end="24" />
25) <section begin="25" />nozzinn: bocconcelli.<section end="25" />
26) <section begin="26" />zinivella: cervello.<section end="26" />
27) <section begin="27" />Integram, ecc.: vorrei avere una selva intiera di questi Ginepri.<section end="27" />
28) <section begin="28" />pezzoeu: inservienti d’ospedale.<section end="28" />
29) <section begin="29" />Nutrii, ecc.: nutre quello che si gusta.<section end="29" />
30) <section begin="30" />scottadeo: bollente,<section end="30" />
31) <section begin="31" />regolzes: rimbocca, succinge.<section end="31" />
32) <section begin="32" />sguagn: guaiti.<section end="32" />
33) <section begin="33" />scartagli giò bagatt: imagine presa dal gioco del tarocco, spiattellare.<section end="33" />
34) <section begin="34" />zapatt: ciabatte, sandali.<section end="34" />
35) <section begin="35" />ruzza: sospinge.<section end="35" />
36) <section begin="36" />tant ratton, ecc. : tanto laici che di coro («/e colmegna).<section end="36" />
37) <section begin="37" />a balocch: a bizzeffe.<section end="37" />
38) <section begin="38" />descolz: scalzi.<section end="38" />
39) <section begin="39" />articiocch: carcioffi.<section end="39" />
40) <section begin="40" />patoch: patetico.<section end="40" />
41) <section begin="41" />assa-brutta: ex abrupto.<section end="41" />
42) <section begin="42" />scoeud i butti: soddisfare le esigenze di stomaco.<section end="42" />
43) <section begin="43" />di copp in su: dalle tegole in su.<section end="43" />
44) <section begin="44" />sbaguttii: sbigottito.<section end="44" />
45) <section begin="45" />maccarent: piagnucoloso.<section end="45" /><noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|EL TEMPORAL}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1817)}}
<poem>
:Carolina, varda, varda
Come sguizza la saetta,
Che tronada malarbetta!
Sent el turben che ingajarda.
:Se quell ciall de don Galdin
Noi desmett con quij campann,
El forniss cont el tirann
On quej fulmen sul coppin.
:Carolina, Carolina,
Minga in gesa per amor!
Va a toeú i ciav, prest prest, cor cor,
Ciò giò, andemm tutt duu in cantina.
:Ciò giò, andemm, no te dubitta
Che quij bcj zifer morell<ref>{{Nsb|ppm|228|1}}</ref>
Pitturaa sott al bocchell
Del mezzin<ref>{{Nsb|ppm|228|2}}</ref> salven la vitta.
:Che s’ ciaró!... Santa Maria!
Franch l’è on fulmen ch’è s cioppaa.
Che?... Perchè mi hoo bestemmaa? . . .
Mi?... Set matta! va on poo via.
</poem><noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|EL TEMPORAL}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1817)}}
<poem>
:Carolina, varda, varda
Come sguizza la saetta,
Che tronada malarbetta!
Sent el turben che ingajarda.
:Se quell ciall de don Galdin
Noi desmett con quij campann,
El forniss cont el tirann
On quej fulmen sul coppin.
:Carolina, Carolina,
Minga in gesa per amor!
Va a toeú i ciav, prest prest, cor cor,
Ciò giò, andemm tutt duu in cantina.
:Ciò giò, andemm, no te dubitta
Che quij bcj zifer morell<ref>{{Nsb|ppm|228|1}}</ref>
Pitturaa sott al bocchell
Del mezzin<ref>{{Nsb|ppm|228|2}}</ref> salven la vitta.
:Che s’ ciaró!... Santa Maria!
Franch l’è on fulmen ch’è s cioppaa.
Che?... Perchè mi hoo bestemmaa? . . .
Mi?... Set matta! va on poo via.
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<poem>
:Varda i fìamm, vàrdej lassú;
L’è s’ cioppaa in del campanili....
E mò, quell bevevel vin?
Bestemmavel anca lú?
:Giò, giò, andemm senza tant ciaccol,
Che quij bej zifer morell
Pitturaa sott al bocchell
Del mezzin faran miracol.
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE
:1) <section begin="1" />ziifer morell: le cifre o motti dipinti in tinta azzurra (morell) sul boccale.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />mezzin: vaso di majolica con beccuccio, che usano i contadini nelle cantine, della capacità di mezzo boccale.<section end="2" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
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<poem>
:Varda i fìamm, vàrdej lassú;
L’è s’ cioppaa in del campanili....
E mò, quell bevevel vin?
Bestemmavel anca lú?
:Giò, giò, andemm senza tant ciaccol,
Che quij bej zifer morell
Pitturaa sott al bocchell
Del mezzin faran miracol.
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE
:1) <section begin="1" />ziifer morell: le cifre o motti dipinti in tinta azzurra (morell) sul boccale.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />mezzin: vaso di majolica con beccuccio, che usano i contadini nelle cantine, della capacità di mezzo boccale.<section end="2" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|LETTERA A LA BARBORIN}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1815)}}
{{Rule|8em|t=1|v=2}}
{{Ct|f=90%|v=1|lh=1.5|CANZON}}
<poem>
:Barborin, speranza dora,
Car amor, beli baciocchœu,
No vedeva la sant’ora
D’avegh nœuva di fatt tœu.
:Finalment quella lumaga
De quell Peder cavallant<ref>{{Nsb|ppm|232|1}}</ref>
L’è rivaa: che Dio el ghe daga
De pena anca lu oltertant.
:De quell dì che te see andada
A Ni guarda<ref>{{Nsb|ppm|232|2}}</ref> col patron,
Sont pur anch staa di or in strada
A speciali, sto lizonon<ref>{{Nsb|ppm|232|3}}</ref>.
:E ogni vœulta che vedeva
Lontan via a comparì
Quej carrell, soo che diseva,
Franch l’è el Peder, là, l’è chi —
:El sta pocch — el gh’ha tant pass.
Oh che cara, l’è vesin —
Me ingurava ch’el scorass<ref>{{Nsb|ppm|232|4}}</ref>
Lu, la mula e el volantin<ref>{{Nsb|ppm|232|5}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
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:Barborin, speranza dora,
Car amor, beli baciocchœu,
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De pena anca lu oltertant.
:De quell dì che te see andada
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A speciali, sto lizonon<ref>{{Nsb|ppm|232|3}}</ref>.
:E ogni vœulta che vedeva
Lontan via a comparì
Quej carrell, soo che diseva,
Franch l’è el Peder, là, l’è chi —
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Ma lallèla! inanz riva
Ghe n’è staa de la gran luna,
Hoo insci avuu de sospira
Per godella sta fortuna.
:Basta adess, cara baciocch,
El begliett l’è chi con mi,
L’hoo leggiuu, e basaaa a di poch
Milla vœult, stagliela li<ref>{{Nsb|ppm|232|6}}</ref>.
:Di begliett, varda, n’hoo vist,
N’hoo portaa di milion,
Ma pareli compagn de quist
No sen scriv nanch di patron.
:Che paroll! quist si consolen;
Quist chi si ch’hin naturai!
Hin li li pròpi che scolen
Giò d’on cceur s’ cett e lejal;
:Fina là, dove per via
De la Togna te moccolet<ref>{{Nsb|ppm|232|7}}</ref>,
Barborin, te sèe ona strja,
Te me sponget e consolet.
:Ma voi, varda, sta pur franca,
La pò fann de tucc i stee<ref>{{Nsb|ppm|232|8}}</ref>,
Ma la Togna la vuj nanca
Caregada de dance.
:Si l’è vera, la me cura
Sul repian<ref>{{Nsb|ppm|232|9}}</ref> quand vegni a cà,
E di vœult anch la procura
De tegnimm li a ciociara.
:Ma l’è inutel, già stoo su,
Che i vesin tei poden di;
S’ ciavo, alegher, tutt al pu
La saludi, e tendi a mi.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Ma lallèla! inanz riva
Ghe n’è staa de la gran luna,
Hoo insci avuu de sospira
Per godella sta fortuna.
:Basta adess, cara baciocch,
El begliett l’è chi con mi,
L’hoo leggiuu, e basaaa a di poch
Milla vœult, stagliela li<ref>{{Nsb|ppm|232|6}}</ref>.
:Di begliett, varda, n’hoo vist,
N’hoo portaa di milion,
Ma pareli compagn de quist
No sen scriv nanch di patron.
:Che paroll! quist si consolen;
Quist chi si ch’hin naturai!
Hin li li pròpi che scolen
Giò d’on cceur s’ cett e lejal;
:Fina là, dove per via
De la Togna te moccolet<ref>{{Nsb|ppm|232|7}}</ref>,
Barborin, te sèe ona strja,
Te me sponget e consolet.
:Ma voi, varda, sta pur franca,
La pò fann de tucc i stee<ref>{{Nsb|ppm|232|8}}</ref>,
Ma la Togna la vuj nanca
Caregada de dance.
:Si l’è vera, la me cura
Sul repian<ref>{{Nsb|ppm|232|9}}</ref> quand vegni a cà,
E di vœult anch la procura
De tegnimm li a ciociara.
:Ma l’è inutel, già stoo su,
Che i vesin tei poden di;
S’ ciavo, alegher, tutt al pu
La saludi, e tendi a mi.
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<poem>
:E, poeìi scolta: ci sani Michee<ref>{{Nsb|ppm|232|10}}</ref>
L’è chi arent, ma, se te vcku.
Per mi spazzi anch sui duu pee;
Tœuvi cà magara incccu<ref>{{Nsb|ppm|232|11}}</ref>.
:Che per mi, se noi fudess
Per reson de quell socchè....<ref>{{Nsb|ppm|232|12}}</ref>
El sarav lì bella adess
Ma.... tei vedet n’è el perchè?
:Brusi anmì, per di el cœur giust,
De vegnì a la conclusion,
Che gh’hoo propi minga gust
De vedett in l’occasion.
:Che vuj ben che sti tœu gent
Sien tucc fior de galantomen,
Ma hin patron Ti fìnalment
Te set donna, e lor hin omen;
:E poeìi ti come bagaja<ref>{{Nsb|ppm|232|13}}</ref>
Quell dovej mett a dormì,
Scoldà in lece, vede in pattaja<ref>{{Nsb|ppm|232|14}}</ref>
Là, l’è mej picntalla lì.
:De maross<ref>{{Nsb|ppm|232|15}}</ref> el gh’è anca el cceugh
Ch’el 800 ben ch’el dorma nò,
E ch’el cura el temp e el lœugh
Per friccammela<ref>{{Nsb|ppm|232|16}}</ref>, s’el pò.
:Sto baloss me l’ha friccada
Cont on’oltra, adess duu agn<ref>{{Nsb|ppm|232|17}}</ref>,
Ma gh’hoo gust ch’el l’ha pienlada,
E l’ha faa sto beli guadagn.
:Ma la Giulia l’è ona tosa
Ch’ha a che fa nagott con ti;
L’è ona matta capriziosa
De stantà a trova mari.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:E, poeìi scolta: ci sani Michee<ref>{{Nsb|ppm|232|10}}</ref>
L’è chi arent, ma, se te vcku.
Per mi spazzi anch sui duu pee;
Tœuvi cà magara incccu<ref>{{Nsb|ppm|232|11}}</ref>.
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Per reson de quell socchè....<ref>{{Nsb|ppm|232|12}}</ref>
El sarav lì bella adess
Ma.... tei vedet n’è el perchè?
:Brusi anmì, per di el cœur giust,
De vegnì a la conclusion,
Che gh’hoo propi minga gust
De vedett in l’occasion.
:Che vuj ben che sti tœu gent
Sien tucc fior de galantomen,
Ma hin patron Ti fìnalment
Te set donna, e lor hin omen;
:E poeìi ti come bagaja<ref>{{Nsb|ppm|232|13}}</ref>
Quell dovej mett a dormì,
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E ch’el cura el temp e el lœugh
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:Sto baloss me l’ha friccada
Cont on’oltra, adess duu agn<ref>{{Nsb|ppm|232|17}}</ref>,
Ma gh’hoo gust ch’el l’ha pienlada,
E l’ha faa sto beli guadagn.
:Ma la Giulia l’è ona tosa
Ch’ha a che fa nagott con ti;
L’è ona matta capriziosa
De stantà a trova mari.
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<poem>
:L’han pientada pu de ses,
Pu de sett e pu de volt,
L’è ona vigna senza sces
Ch’ha a che fa con ti nagott,
:Ti mò inscambi, el me baciocch,
Te see bona come el pan,
Come on fior spontaa ch’è pccch,
Come on dolz de marzapan.
:Te set limpita de cœur
Come on’acqua, come on veder;
Ma, voi là coss’eel ch’el vœur?
Cossa vegnel a fa el Peder?
:L’è già vora d’andà via.
De torna a Niguarda anmò?...
Ta saludi, anema mia,
Vœubbiem beri, che già son tò.
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />cavallant: il corriere di campagna.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />Niguarda: paesello vicino a Milano.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />lizononL accrescitivo di lizon.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />sgorass: volasse.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />volantin: baroccio a due ruote alte.<section end="5" />
:6) <section begin="6" />stàghela li: né piú né meno.<section end="6" />
:7) <section begin="7" />moccolet: ti lamenti.<section end="7" />
:8) <section begin="8" />de tucc i stee: di tutte le staja = di tutti i generi.<section end="8" />
:9) <section begin="9" />repian: pianerottolo.<section end="9" />
:10) <section begin="10" />sant Michee: la data dello sgombro, che secondo l’uso milanese è fissata al 29 settembre.<section end="10" />
:11) <section begin="11" />incceu: oggi, dal latino in hoc hodie.<section end="11" />
:12) <section begin="12" />socchè: non so che.<section end="12" />
:13) <section begin="13" />bagaja: ragazza.<section end="13" />
:14) <section begin="14" />pattaja: mutande.<section end="14" />
:15) <section begin="15" />de maross: di sopraosso; soprappiú.<section end="15" />
:16) <section begin="16" />friccàmmela: appiopparmela.<section end="16" />
:17) <section begin="17" />agn: voce rustica per anni.<section end="17" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<poem>
:L’han pientada pu de ses,
Pu de sett e pu de volt,
L’è ona vigna senza sces
Ch’ha a che fa con ti nagott,
:Ti mò inscambi, el me baciocch,
Te see bona come el pan,
Come on fior spontaa ch’è pccch,
Come on dolz de marzapan.
:Te set limpita de cœur
Come on’acqua, come on veder;
Ma, voi là coss’eel ch’el vœur?
Cossa vegnel a fa el Peder?
:L’è già vora d’andà via.
De torna a Niguarda anmò?...
Ta saludi, anema mia,
Vœubbiem beri, che già son tò.
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />cavallant: il corriere di campagna.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />Niguarda: paesello vicino a Milano.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />lizononL accrescitivo di lizon.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />sgorass: volasse.<section end="4" />
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{{Ct|f=90%|v=1|lh=1.5|FAVOLA<ref>{{Nsb|ppm|234|1}}</ref>.}}
<poem>
M’han cuntaa che Porcinella
On dì el fava el prepotent
Menestrand con la cannella
fìott a tucc allegrament..
:El sur Lelli, el Dottorazz,
El Tartaja, el Pantalon<ref>{{Nsb|ppm|234|2}}</ref>
N’han faa e ditt de tutt i razz
Per redull a la reson.
:Ma con pu ghe la peltaven<ref>{{Nsb|ppm|234|3}}</ref>,
Reussiven a nagott.
E de gionta anca buscaven
Quej razion doppia de bott.
:L’èva appont in sto travaj
La gran cà del Romanin<ref>{{Nsb|ppm|235|4}}</ref>,
Quand ghe riva propi a taj
El famoso Truffaldin<ref>{{Nsb|ppm|235|5}}</ref>.
:Truffaldini che l’èva staa
Al servizi d’ona stria,
El gh’aveva giust grippaa<ref>{{Nsb|ppm|235|6}}</ref>
On bacchett con la magia.
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M’han cuntaa che Porcinella
On dì el fava el prepotent
Menestrand con la cannella
fìott a tucc allegrament..
:El sur Lelli, el Dottorazz,
El Tartaja, el Pantalon<ref>{{Nsb|ppm|234|2}}</ref>
N’han faa e ditt de tutt i razz
Per redull a la reson.
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E de gionta anca buscaven
Quej razion doppia de bott.
:L’èva appont in sto travaj
La gran cà del Romanin<ref>{{Nsb|ppm|235|4}}</ref>,
Quand ghe riva propi a taj
El famoso Truffaldin<ref>{{Nsb|ppm|235|5}}</ref>.
:Truffaldini che l’èva staa
Al servizi d’ona stria,
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On bacchett con la magia.
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:E con quel l’è andaa a incontra
Quell birbon de Porcinella,
E spliff, splaff te le mett là
Incantaa lu e la cannella<ref>{{Nsb|ppm|235|7}}</ref>.
:Malappenna che l’han vist
Dur e immobel come on mort,
Fceura tucc i baracchisi:<ref>{{Nsb|ppm|235|8}}</ref>
Ghe n’han faa de tutt i soit;
:Gh’han daa bott, gh’han spuaa in faccia,
Gh’han ditt roba malarbetta,
Ma i pu spert<ref>{{Nsb|ppm|235|9}}</ref> a dagh la caccia,
I pu brav hin staa i poetta.
:Quist che chi ghe s’hin taccaa
Come can per i lustrissm<ref>{{Nsb|ppm|235|10}}</ref>,
E gh’han scritt e gh’han stampaa
Poesij propi bellisem.
:Ma coss’è?... Se romp l’incant,
Porcinella el torna viv<ref>{{Nsb|ppm|235|11}}</ref>;
Alto a ^amb, mollen tucc quant
Quij che baja e quij che scriv.
:Ora mò cossa credii
Che nassess de sta lezion?.,.
Ch’abbien miss el eoo a partii?...
Andee là che sii ben bon.
:Per fortuna Porcinella
L è andaa ai quondam a fa cà<ref>{{Nsb|ppm|235|12}}</ref>,
Se de nò serem a quella
De vedej anmò a scappà.
</poem>
:
:<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />Allegoria politica: in Pulcinella è adombrata la figura di Napoleone I.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />Nelle note maschere italiane sono designate le potenze europee in conflitto con Napoleone.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />pettaven: picchiavano.<section end="3" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 228 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:E con quel l’è andaa a incontra
Quell birbon de Porcinella,
E spliff, splaff te le mett là
Incantaa lu e la cannella<ref>{{Nsb|ppm|235|7}}</ref>.
:Malappenna che l’han vist
Dur e immobel come on mort,
Fceura tucc i baracchisi:<ref>{{Nsb|ppm|235|8}}</ref>
Ghe n’han faa de tutt i soit;
:Gh’han daa bott, gh’han spuaa in faccia,
Gh’han ditt roba malarbetta,
Ma i pu spert<ref>{{Nsb|ppm|235|9}}</ref> a dagh la caccia,
I pu brav hin staa i poetta.
:Quist che chi ghe s’hin taccaa
Come can per i lustrissm<ref>{{Nsb|ppm|235|10}}</ref>,
E gh’han scritt e gh’han stampaa
Poesij propi bellisem.
:Ma coss’è?... Se romp l’incant,
Porcinella el torna viv<ref>{{Nsb|ppm|235|11}}</ref>;
Alto a ^amb, mollen tucc quant
Quij che baja e quij che scriv.
:Ora mò cossa credii
Che nassess de sta lezion?.,.
Ch’abbien miss el eoo a partii?...
Andee là che sii ben bon.
:Per fortuna Porcinella
L è andaa ai quondam a fa cà<ref>{{Nsb|ppm|235|12}}</ref>,
Se de nò serem a quella
De vedej anmò a scappà.
</poem>
:
:<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />Allegoria politica: in Pulcinella è adombrata la figura di Napoleone I.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />Nelle note maschere italiane sono designate le potenze europee in conflitto con Napoleone.<section end="2" />
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 229 —||r=s}}</noinclude>
4) <section begin="4" />la gran ca del Romanin : in quel tempo era celebre il burailinaio Maa(imiliano Romanin, colla tua baracca di Magale!, nella quale faceva agire i fantocci rappretentanti le suddette maschere.<section end="4" />
5) <section begin="5" />IVuffaldin : colla maschera berganwtca il Poeta simboleggia Franceaco I d’Austria trionfaste di Napoleone.<section end="5" />
6) <section begin="6" />grippaa: carpito.<section end="6" />
7) <section begin="7" />Allegoría al relegamento di Napoleone all’isola d’Elba.<section end="7" />
8) <section begin="8" />baracchist: i fantocci suddetti.<section end="8" />
9) <section begin="9" />spert: esperti.<section end="9" />
10) <section begin="10" />Come cani alle calcagna.<section end="10" />
11) <section begin="11" />Napoleone toma a tnonfare per cento giorni<section end="11" />
12) <section begin="12" />Pulcinella è morto; cioè Napoleone relegalo a S. Elena, Kompare dalla vita politica.<section end="12" /><noinclude></noinclude>
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Pagina:Porta - Poesie milanesi.djvu/236
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3653762
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude>
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|RESPOSTA A ONA LETTERA IN VERS<br>D’ON AMIS AMMALA A CONT ON BUGNON<ref>{{Nsb|ppm|237|1}}</ref>}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1817)}}
<poem>
:Per l’abbondanza porca bolgirona
Che somènen al mond i vers e i rimm,
Compatissi el tò pret, mi per el primm,
S’el te secca la pippa e s*el tontona<ref>{{Nsb|ppm|237|2}}</ref>.
:Magara insci quell’olter pret mincion
Che m’ha insegnaa a zappa in del carimaa,
L’avess faa onor al me prim vers che hoo faa
Cont ona bona salva de coppon<ref>{{Nsb|ppm|237|3}}</ref>.
:Ch’el m’avarav almanch schivaa l’impicc
De scusamm tutt i dì con certe goff
Che voraven di rimm su tutt i loff,
Ceme se i rimm se fassen cont el ghicc<ref>{{Nsb|ppm|237|4}}</ref>.
:Ma adess ch’el maa l’è faa, già l’è tuttuna;
Sont vece, e quant a mi gh’è pu rimedi;
E in quant a ti, pò dass, ma infin prevedi
Ch’el tò sur barba el bajarà a la luna.
:Perchè quand no te rivet a desverges<ref>{{Nsb|ppm|237|5}}</ref>
De la smania di vers nanch coi bugnon,
No cred ch’el possa indutt a la reson
S’el drovass anch el manegh de l’asperges<ref>{{Nsb|ppm|237|6}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|RESPOSTA A ONA LETTERA IN VERS<br>D’ON AMIS AMMALA A CONT ON BUGNON<ref>{{Nsb|ppm|237|1}}</ref>}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1817)}}
<poem>
:Per l’abbondanza porca bolgirona
Che somènen al mond i vers e i rimm,
Compatissi el tò pret, mi per el primm,
S’el te secca la pippa e s*el tontona<ref>{{Nsb|ppm|237|2}}</ref>.
:Magara insci quell’olter pret mincion
Che m’ha insegnaa a zappa in del carimaa,
L’avess faa onor al me prim vers che hoo faa
Cont ona bona salva de coppon<ref>{{Nsb|ppm|237|3}}</ref>.
:Ch’el m’avarav almanch schivaa l’impicc
De scusamm tutt i dì con certe goff
Che voraven di rimm su tutt i loff,
Ceme se i rimm se fassen cont el ghicc<ref>{{Nsb|ppm|237|4}}</ref>.
:Ma adess ch’el maa l’è faa, già l’è tuttuna;
Sont vece, e quant a mi gh’è pu rimedi;
E in quant a ti, pò dass, ma infin prevedi
Ch’el tò sur barba el bajarà a la luna.
:Perchè quand no te rivet a desverges<ref>{{Nsb|ppm|237|5}}</ref>
De la smania di vers nanch coi bugnon,
No cred ch’el possa indutt a la reson
S’el drovass anch el manegh de l’asperges<ref>{{Nsb|ppm|237|6}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 109 —|riga=si}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Intant per el bugnon la provvidenza
La t’ha giamo lì beli e preparaa
Quatter fraschett de malba, el pan grattaa,
£1 lacc, i piumazzitt e la pascienza.
:Tant cKe speri in virtú de sta rizetta
De vedett posdoman svelt e spedii
A lassa la crosera di (crii
Per ciappà post in quella di poetta<ref>Fra una piccola brigata di amici, e cultori delle mute, che ti aduna le domeniche in casa dell’Autore.</ref>.
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />L’amico era il Grotti, il quale annunciando al Porta il tuo incommodo, Mcolui li ifogava della immeritata rampogna di suo zio prete:
:<poem>
" Che rabbiot e dannaa pesg che n’è un Kin, (f/allo)
El me scriv che gii sont on fiœu pera.
Perchè l’ha sentuu a dì che foo di vert,
E veri, Jesui Maria, in meneghin.
" E lì el me lara addo» infoliarmaa
Con tutti i titol, come aveu faa el lader,
Beitemmia Geiú, mazzaa me pader,
E, le gh’è, on’oltra pesg infamilaa.
:" E per tegnimm de piang e ivariamm
El primm penser, che in quella m’è loltaa.
L’è mò ita quell de scrivel, com’ho faa
Con Ili poch veri ... "
</poem>
:Vedi in fine (pag. 120) lettera ol Sur Tommaa Cross a Trevlj.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />lontona: le brontola con insistenza.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />coppon: tcapitccioni.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />ghicc: deretano.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />deiverges: districarti.<section end="5" />
:6) <section begin="6" />asperges: aiperiorio che usano i preti per benedire coli’* acqua santa*.<section end="6" />
<section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Intant per el bugnon la provvidenza
La t’ha giamo lì beli e preparaa
Quatter fraschett de malba, el pan grattaa,
£1 lacc, i piumazzitt e la pascienza.
:Tant cKe speri in virtú de sta rizetta
De vedett posdoman svelt e spedii
A lassa la crosera di (crii
Per ciappà post in quella di poetta<ref>Fra una piccola brigata di amici, e cultori delle mute, che ti aduna le domeniche in casa dell’Autore.</ref>.
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />L’amico era il Grotti, il quale annunciando al Porta il tuo incommodo, Mcolui li ifogava della immeritata rampogna di suo zio prete:
:<poem>
" Che rabbiot e dannaa pesg che n’è un Kin, (f/allo)
El me scriv che gii sont on fiœu pera.
Perchè l’ha sentuu a dì che foo di vert,
E veri, Jesui Maria, in meneghin.
" E lì el me lara addo» infoliarmaa
Con tutti i titol, come aveu faa el lader,
Beitemmia Geiú, mazzaa me pader,
E, le gh’è, on’oltra pesg infamilaa.
:" E per tegnimm de piang e ivariamm
El primm penser, che in quella m’è loltaa.
L’è mò ita quell de scrivel, com’ho faa
Con Ili poch veri ... "
</poem>
:Vedi in fine (pag. 120) lettera ol Sur Tommaa Cross a Trevlj.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />lontona: le brontola con insistenza.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />coppon: tcapitccioni.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />ghicc: deretano.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />deiverges: districarti.<section end="5" />
:6) <section begin="6" />asperges: aiperiorio che usano i preti per benedire coli’* acqua santa*.<section end="6" />
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<noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 111 —|riga=si}}</noinclude>
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|AI CAROCCEE E FIACCAREE}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1815-1816)}}
{{Rule|8em|t=1|v=2}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|FAVOLA.}}
<poem>
:La giustizia de sto mond
La someja a quij ragner
Ordii in longh, tessuu in redond,
Che se trœuva in di tiner.
:Dininguarda ai mosch, moschitt
Che ghe barzega on poo arent,
Purghen subet el delitt
Malappenna ghe dan dent.
:A l’incontra i galavron
Sbusen, passen senza dagn,
E la gionta del scarpon
La ghe tocca tutta al ragn.
:Fiaccarista e vicciuritt,
Che vee fœura de manera,
Inanz batt quij gambaritt<ref>gambaritt: cavalli magri, deboli, stentati, che appena si reggono in piedi.</ref>
Pensee ai mosch e a la ragnera.
</poem>
NOTA.<noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1815-1816)}}
{{Rule|8em|t=1|v=2}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|FAVOLA.}}
<poem>
:La giustizia de sto mond
La someja a quij ragner
Ordii in longh, tessuu in redond,
Che se trœuva in di tiner.
:Dininguarda ai mosch, moschitt
Che ghe barzega on poo arent,
Purghen subet el delitt
Malappenna ghe dan dent.
:A l’incontra i galavron
Sbusen, passen senza dagn,
E la gionta del scarpon
La ghe tocca tutta al ragn.
:Fiaccarista e vicciuritt,
Che vee fœura de manera,
Inanz batt quij gambaritt<ref>gambaritt: cavalli magri, deboli, stentati, che appena si reggono in piedi.</ref>
Pensee ai mosch e a la ragnera.
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text/x-wiki
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{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|LETTERA A ON AMIS}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1808)}}
{{Rule|8em|t=1|v=2}}
<poem>
:Sont staa in lece des dì inBlaa
Con la gotta in tutt duu i pee,
Ho traa scarr, ho bestemiaa
Per dò mila caroccee.
:Gh’eva i did besinfì<ref>{{Nsb|ppm|240|1}}</ref> e gross
Che pareven tane bojocch<ref>{{Nsb|ppm|240|2}}</ref>,
E on dolor dent per i oss,
On dolor, tei digh mi Rocchi<ref>{{Nsb|ppm|240|3}}</ref>
:Gh’eva i ong di duu didon<ref>{{Nsb|ppm|240|4}}</ref>
Fœura affate de simetria,
Destaccaa i cjuatter eanton,
Asquas lì de boffas via.
:E la peli rossa, infocada
Come i face di brentador,
L’èva squas pussee tirada
Che ne quella di tambor.
:Di eampann, de ehi je sonna
O dà orden de sona,
Ho ditt roba bolgironna:
Bon ch’el eiel noi m’ha daa a tra<ref>{{Nsb|ppm|240|5}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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text/x-wiki
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<poem>
:Sont staa in lece des dì inBlaa
Con la gotta in tutt duu i pee,
Ho traa scarr, ho bestemiaa
Per dò mila caroccee.
:Gh’eva i did besinfì<ref>{{Nsb|ppm|240|1}}</ref> e gross
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E on dolor dent per i oss,
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:Gh’eva i ong di duu didon<ref>{{Nsb|ppm|240|4}}</ref>
Fœura affate de simetria,
Destaccaa i cjuatter eanton,
Asquas lì de boffas via.
:E la peli rossa, infocada
Come i face di brentador,
L’èva squas pussee tirada
Che ne quella di tambor.
:Di eampann, de ehi je sonna
O dà orden de sona,
Ho ditt roba bolgironna:
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 234 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
Se de nò ceregh, segrista,
Campanatt, e fraa novizi
Creppen tucc a l’ imprevista
Senza on can de fagh l’offizi.
A forzieri adess podii
Figurav quanti torment,
Quanti spasim ho soffrii
Malapenna a strusagh<ref>strusagh: toccare accidentalmente.</ref> dent.
Basta dí che ses dí e pu
Son staa ferm a l’istess post
Sfondaa in lece senza fall su,
Che Dio guarda! me fuss most<ref>most: mosso.</ref>.
I deliqui, i convulsion
Me ciappaven senza requi,
Sont rivaa a fa compassion
Pinna a on pret che viv d’ esequi.
</poem>
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE
1) <section begin="1" />besinfi: rigonfi.<section end="1" />
2) <section begin="2" />bojocch: rape allessate.<section end="2" />
3) <section begin="3" />tei dighi, ecc.: te lo dico iol<section end="3" />
4) <section begin="4" />didon: i pollici.<section end="4" />
5) <section begin="5" />daa a tra: dato ascolto.<section end="5" />
<section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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2026-03-29T11:01:25Z
Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 234 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Se de nò ceregh, segrista,
Campanatt, e fraa novizi
Creppen tucc a l’imprevista
Senza on can de fagh l’offizi.
:A forzieri adess podii
Figurav quanti torment,
Quanti spasim ho soffrii
Malapenna a strusagh<ref>strusagh: toccare accidentalmente.</ref> dent.
:Basta dì che ses dì e pu
Son staa ferm a l’istess post
Sfondaa in lece senza fall su,
Che Dio guarda! me fuss most<ref>most: mosso.</ref>.
:I deliqui, i convulsion
Me ciappaven senza requi,
Sont rivaa a fa compassion
Pinna a on pret che viv d’esequi.
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE
:1) <section begin="1" />besinfi: rigonfi.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />bojocch: rape allessate.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />tei dighi, ecc.: te lo dico iol<section end="3" />
:4) <section begin="4" />didon: i pollici.<section end="4" />
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 235 —||r=s}}</noinclude>
{{Ct|f=160%|v=5|t=5|ODI E CANZONI.}}<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 233 —||r=s}}</noinclude>
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|A CERT FORESTEE CHE VIVEN IN MILAN<br>E CHE SE DILETTEN DE DINN ROBA DE CIOD}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1814)}}
{{Rule|8em|t=1|v=2}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|OD.}}
<poem>
:Merda ai vost ariezz,
Maicanaggi pajasc de foiestee;
Andee fœura di pce;
Tornee pu per on pezz:
Fénnela sta regina di iìnezz.
:1 avessem natica vist
Col fagottell sott sella a entra in Milan
Blotl, descalz, a pescian<ref>{{Nsb|ppm|245|1}}</ref>,
Magher, umel e trist,
Sti gran bondanz, sti malarbetti cristi
:Hin staa chi, s’hin faa su
Lene e petard<ref>{{Nsb|ppm|245|2}}</ref> col noster cervellaa<ref>{{Nsb|ppm|245|3}}</ref>,
Che abonora el gh’ha faa
Slonsà el coli come i gru,
E adess, porconi, el ghe fa ingossa anch lui
:Nun, pover buseccon<ref>{{Nsb|ppm|245|4}}</ref>,
Se semm strengiuu in di cost per (agh el iœugh
De scoldass al nost fœugh;
E lor cont el carbon
Se spassen via a tengen el muson.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 237 —||r=s}}</noinclude>
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|A CERT FORESTEE CHE VIVEN IN MILAN<br>E CHE SE DILETTEN DE DINN ROBA DE CIOD}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1814)}}
{{Rule|8em|t=1|v=2}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|OD.}}
<poem>
:Merda ai vost ariezz,
Maicanaggi pajasc de foiestee;
Andee fœura di pce;
Tornee pu per on pezz:
Fénnela sta regina di iìnezz.
:1 avessem natica vist
Col fagottell sott sella a entra in Milan
Blotl, descalz, a pescian<ref>{{Nsb|ppm|245|1}}</ref>,
Magher, umel e trist,
Sti gran bondanz, sti malarbetti cristi
:Hin staa chi, s’hin faa su
Lene e petard<ref>{{Nsb|ppm|245|2}}</ref> col noster cervellaa<ref>{{Nsb|ppm|245|3}}</ref>,
Che abonora el gh’ha faa
Slonsà el coli come i gru,
E adess, porconi, el ghe fa ingossa anch lui
:Nun, pover buseccon<ref>{{Nsb|ppm|245|4}}</ref>,
Se semm strengiuu in di cost per (agh el iœugh
De scoldass al nost fœugh;
E lor cont el carbon
Se spassen via a tengen el muson.
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 238 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Merda, ve torni a dì,
Marcanaggi pajasc de forestee!
Andee fœura di pee;
E inanz de torna chi,
Speccee de prima che vel diga mi.
:E chi hin sti forestee
Che se la scolden tant contra Milan?
Hin Chines, hin Persian?
Sur nò; hin tutt gent chi adree;
Hin d’Italia anca lor Peh! la minee!
:Oh Italia desgraziada,
Cossa serv andà a tœulla cont i mort,
In temp che tutt el tort
De vess insci strasciada
L’è tutt de ti, nemisa toa giurada!
:Sur si, se te set senza
Legg e lenguagg, se tutt hin forestee
I tò usanz, i mestee,
Se, a dilla in confidenza,
Te tegnen i dandinn, l’è provvidenza.
:E fin ch’el naturai
Noi te giusta on deluvi o on terremott,
L’ess insci Tè nagott:
Mej i Turch coi sœu pai.
Che l’invidia e i descordi nazional.
:Ma stemm a la reson:
Eel<ref>{{Nsb|ppm|245|5}}</ref> sto porch d’on paes che ve despias?
Lasséll in santa pas;
Andemm, spazzetta, allon!
V’emm forsi ligaa chi per i mincion?
:Alto, donca, tabacchi<ref>{{Nsb|ppm|245|6}}</ref>
Andee fœura di ball, sanguadedì!
Già che podem guari
La piaga del destacch
Forsi mej col buttèr che coi triacch.
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Porta - Poesie milanesi.djvu/245
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 235 —||r=s}}</noinclude>
NOTE
1) <section begin="1" />a pcician: a piedi.<section end="1" />
2) <section begin="2" />lene e peUrd: gruMCci e peltoniti.<section end="2" />
3) <section begin="3" />cervellaa: cervellato; (alticcia (ora ditutata) composta di gnucia, di porco e di manzo, imbudellata, con ipezie, lale e cacio, che serviva di condimento al risotto alla milanese: il budello era preparato eoa xafferano e perciò all’ettrmo la salsiccia era di color giallo.<section end="3" />
4) <section begin="4" />buseccon : nomignolo affibbiato ai milanesi per la loro pMaone alla zuppa di trippa (busecca).<section end="4" />
5) <section begin="5" />Eel: è egli.<section end="5" />
6) <section begin="6" />tabacch: imperativo del verbo tabacca =: per utdanene solleciti.<section end="6" /><noinclude></noinclude>
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3653929
2026-03-29T11:06:00Z
Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 239 —||r=s}}</noinclude>
NOTE
1) <section begin="1" />a pcician: a piedi.<section end="1" />
2) <section begin="2" />lene e peUrd: gruMCci e peltoniti.<section end="2" />
3) <section begin="3" />cervellaa: cervellato; (alticcia (ora ditutata) composta di gnucia, di porco e di manzo, imbudellata, con ipezie, lale e cacio, che serviva di condimento al risotto alla milanese: il budello era preparato eoa xafferano e perciò all’ettrmo la salsiccia era di color giallo.<section end="3" />
4) <section begin="4" />buseccon : nomignolo affibbiato ai milanesi per la loro pMaone alla zuppa di trippa (busecca).<section end="4" />
5) <section begin="5" />Eel: è egli.<section end="5" />
6) <section begin="6" />tabacch: imperativo del verbo tabacca =: per utdanene solleciti.<section end="6" /><noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|LAMENT DEL MARCHIONN DI GAMB AVERT}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1816)}}
{{Rule|8em|t=1|v=2}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|CANZON.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|''PRIMA PART''<ref>La divisione in tre parti, che noi conserviamo, venne introdotta nella seconda edizione di questo componimento, nella edizione delle Poesie di Carlo Porta curata da Tommaso Grossi (Milano, Ferrario, 1821, due tomi): il testo è preso dalla edizione principe (1817) colle varianti volute dall’Autore,</ref>.}}
<poem>
:Moros dannaa, tradii de la morosa,
Pien de lœuj<ref>{{Nsb|ppm|257|1}}</ref>, de fastidi<ref>{{Nsb|ppm|257|2}}</ref>, e pien de corna,
Serciémm chi tucc d’intorna;
Stee chi a senti l’istoria dolorosa
Del pover Marchionn,
Del pover Marchionn, che sont mi quell,
Striaa e tiraa a bordell
De la capa de tucc i bolgironn.
:Godeva la mia vita, i mes indree,
Propi<ref>{{Nsb|ppm|257|3}}</ref> campagna, in pas e in libertaa;
I varœul i èva faa;
Seva fœura di busch<ref>{{Nsb|ppm|257|4}}</ref> quant al mestee;
E, in grazia di desgrazi
Che de bagaj m’han revoltaa i garett.
Aveva anch passaa nett
El pu malarbetton de tucc i dazi<ref>{{Nsb|ppm|257|5}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Moros dannaa, tradii de la morosa,
Pien de lœuj<ref>{{Nsb|ppm|257|1}}</ref>, de fastidi<ref>{{Nsb|ppm|257|2}}</ref>, e pien de corna,
Serciémm chi tucc d’intorna;
Stee chi a senti l’istoria dolorosa
Del pover Marchionn,
Del pover Marchionn, che sont mi quell,
Striaa e tiraa a bordell
De la capa de tucc i bolgironn.
:Godeva la mia vita, i mes indree,
Propi<ref>{{Nsb|ppm|257|3}}</ref> campagna, in pas e in libertaa;
I varœul i èva faa;
Seva fœura di busch<ref>{{Nsb|ppm|257|4}}</ref> quant al mestee;
E, in grazia di desgrazi
Che de bagaj m’han revoltaa i garett.
Aveva anch passaa nett
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<poem>
:Seva in somma la incia<ref>{{Nsb|ppm|257|6}}</ref> de Milan,
El cap dì locc<ref>{{Nsb|ppm|257|7}}</ref>, el pader di legrij;
E in tucc i cottarij
No se parlava d’olter che del nan.
De gionta anca sonava
Fior de sonad in su l’armandorin,
E se andava a on festin,
Gli’eva subet la gent che se portava<ref>{{Nsb|ppm|257|8}}</ref>.
:E apponi in su la sarà<ref>{{Nsb|ppm|257|9}}</ref> del Battista,
in dove fava el prim<ref>{{Nsb|ppm|258|10}}</ref> sto carnevaa,
Me sont trovaa imbrojaa
Come on merla in di lazz, a l’improvvista.
Mi, insci come se fa,
Giubbianava<ref>{{Nsb|ppm|258|11}}</ref> per spass con la Tetton;
E lee con quij oggion
La me dava mej ansa a giubbianà.
:Che fìtt che foi<ref>{{Nsb|ppm|258|12}}</ref>, mi la vardava lee,
E lee de scrocca la vardava mi;
I nosl œucc even lì
Saldo adoss vun de l’olirà inanz indree;
Ma infin, daj e redaj,
Dceuggia<ref>{{Nsb|ppm|258|13}}</ref> sbarlceuggia<ref>{{Nsb|ppm|258|14}}</ref> quij Juu oggion de fœugh,
Sont rivaa, iii eoo del giœugh,
A brusattamm i àr come on parpaj.
:Ma el colp che m’ha traa là come on percoli,
L’è slaa quand, ona sira, sta ballrocca
La m’ha slrappaa de bocca
La caraffa li lì in su l’ullem gott,
E poslandela in mezz
De quij duu làvor, ch’even de bornis<ref>{{Nsb|ppm|258|15}}</ref>,
Sur Marchionn, la dis,
Bevi, con pocc respell, i sœu bellezzl
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 242 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:In quell pont ona vampa de calor
La m’ha quattaa la faccia, el cceur, el coli;
Soltaven i pareli,
E i ceucc voreven soltà fœura aneli lor;
E fin l’armandorin.
Che ghe l’èva de car come on fradell,
El m’è borlaa anca quell
Debass del pè di pee de l’orchestin.
:A vedella, chi insci con che premura
La s’è sbassada giò per tœummel sul
Cisto! n’hoo possuu pu!
Che bombe, che gambott, che inquartadura!
La m’ha daa de maross
Tra el manegh e i birœu<ref>{{Nsb|ppm|258|16}}</ref> ona strengiudina
De man, tant moresina,
Che hoo senluu i sgrisor fina in mezz di oss.
:S’ ciavo, sur prim: per tutta quella sira
Hoo tira giò a campann, va là che vegn<ref>{{Nsb|ppm|258|17}}</ref>;
E gh’eva el cocch<ref>{{Nsb|ppm|258|18}}</ref> a on segn
Che fava anca, a fa insci, s’ cioppon de lira<ref>{{Nsb|ppm|258|19}}</ref>.
Forniss el ball infin,
E mi, inscambi de tend ai fatti mee,
Sgori a cercalla lee
E a storgem de per mi el me straforzin<ref>{{Nsb|ppm|258|20}}</ref>.
:Ghe foo millia finezz in del bordalla,
E poeú ghe molli el loffi<ref>{{Nsb|ppm|258|21}}</ref>, al prim beli tra,
De compagnalla a cà;
E lee, svergnand<ref>{{Nsb|ppm|258|22}}</ref> el eoo sora ona spalla,
Ninandes de simona<ref>{{Nsb|ppm|258|23}}</ref>,
Giust insci, la respond, incomodass....
E mi: Catt, fegurass!
L’è on onor che me fa la soa persona!
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 243 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Intant che femm i noster compliment,
Solta voltra la mamma marcanaggia,
Che, per fa gropp e maggia<ref>{{Nsb|ppm|258|24}}</ref>,
La comenza de cap el striament.
M’han visi on gorgoran<ref>{{Nsb|ppm|258|25}}</ref>,
Che pativa i galitt<ref>{{Nsb|ppm|258|26}}</ref> in del lodamm,
E lor giò a insavonamm
Per drizz e per travers a quatter man.
:Me ciappi la mia stria sott al braso,
Vemm in straa, nun denanz, la mamma indree
Col 8Ò gimacch<ref>{{Nsb|ppm|258|27}}</ref> anch lec;
E li ghe cunti su i mee resona se,
E, per dagh a capì
Che l’èva propi el cœur che ghe parlava.
De tant in tant che dava
Di strengiudinn ae brasc col me de mi.
:Ghe parli de moros? Par che cojonna;
D’amor?.,. No la sa nanca coss’el sia;
E de sciguettaria?...
Pesg che pesg, sitta squas<ref>{{Nsb|ppm|258|28}}</ref>, la par nanch donna.
Lee, tutt el so defà
L’è sguggià, soppressa; l’è fa giò fìr;
E, per sparmì i candir
Quand i noce hin tant long, l’è andà a balla.
:E i omen? Porta a mi<ref>{{Nsb|ppm|258|29}}</ref>, bej capital!
Ma el cœur? El cœur, sant March, ch’el staga lì.
Ma on tocchell de mari?...
Oh quest poeìi.... se sa ben.... l’è naturai:
Ma però, impunemanch,
Se noi catti a me geni.... in sul so fa,
Vuj puttost resta in cà
A speccià i sepolto cont el pann bianch<ref>{{Nsb|ppm|258|30}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 244 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Donca mi ghe sont minga indefferent?
Caspeta, fa besogn! Vorev savè
A chi pò despiasè
On omm del so mostacc<ref>{{Nsb|ppm|258|31}}</ref>, del so talenti
E in quella la me imcioda
On’oltra oggiadonona, ma de quij
Che sbusa i scinivij:
E andemm là, sur mincion, ch’el se le goda!
:Ona reson dree l’oltra, in su sto fa,
Rivem, che m’en despias, al Malcanton<ref>{{Nsb|ppm|258|32}}</ref>,
E lì, la volponon,
Infirand el porteli de la soa cà.
Fora fora<ref>{{Nsb|ppm|258|33}}</ref> a cuu indree,
Denanz che Toltra<ref>{{Nsb|ppm|258|34}}</ref> la ghe riva arent,
La me dà el pontament
De trovass del Battista anch el dì adree.
:Ghe stampi sul buttér de quij sœu man
On basin s’ ciasser<ref>{{Nsb|ppm|258|35}}</ref>, stagn, propi sul biott,
Ghe doo la bona nott,
Resti in quell per l’affare de doman;
E dopo d’ave faa
Con la mamma e el miscee<ref>{{Nsb|ppm|258|36}}</ref> quatter dover,
Regœuii<ref>{{Nsb|ppm|258|37}}</ref> i me penser,
E voo drizz drizz a cà per la mia straa.
:Cribbi, che noce de can! povera mi!
Che striament, fìœul de settimana!
Volta, revolta, danna,
Sont mai staa muso de posse dormì.
Doma che reussiss
A carpiamm<ref>{{Nsb|ppm|258|38}}</ref> doma on poo, doma on’ombria,
Soltava subet via,
Giust come quand se insogna de stremiss.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 245 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Quell babbi<ref>{{Nsb|ppm|258|39}}</ref>, quìj paroll, qui) oggionon,
Quij manitt moresinn, qui) bej brasciott,
Quij re lev sora e solt,
Quij gamb de porta intorna anca on canon.
No faven oltra vita
Che ballamm la forlana in del cerveli,
E cress Bamma al fornell,
Come a stravaccagh su de l’acquavita.
:Finalment l’alba, tance vœult spionada,
L’è comparsa anca Ice di fìlidur;
E insci, tra el ciar e scur,
Hoo pessegaa<ref>{{Nsb|ppm|259|40}}</ref> a vestimm e a corr in strada.
Doveva andà a patron
On trattin del Liron fina in di Fior<ref>{{Nsb|ppm|259|41}}</ref>i
E i pee, lor de per lor,
Te m’han menaa de posta al Malcanton.
:E denanz che sti marter de sti pee
In quell dì me ruzzassen<ref>{{Nsb|ppm|259|42}}</ref> a bottia,
N’han pur anch fa di mja,
Tra el Cappell e el Falcon....<ref>{{Nsb|ppm|259|43}}</ref> inanz indree!
Brusava de posse
Speggiamm dent in quell vòlt; ma, perchè giust
El m’eva allora on gust.
L’è staa as^ee quest per no posseil godè!
:Sont staa a bottia, e hoo pongignaa<ref>{{Nsb|ppm|259|44}}</ref> per scusa,
Che a chi tocca quij pont, povera lor!
Ne hoo possuu famm onor,
Sangua de dì de noce! nanch a la busa<ref>{{Nsb|ppm|259|45}}</ref>.
Amor, me se specciava,
Ch’el possess ben rostimm in la legria;
Ma ch’el me brusass via
La petitt e la sogn, mai pu el pensava.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 246 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Mi, che infirava i mee volt ór de sloffen<ref>{{Nsb|ppm|259|46}}</ref>,
Sœuli<ref>{{Nsb|ppm|259|47}}</ref>, seguent e senza nanch voltamm;
Mi, mi che, articol lamm,
Avarev mangiaa i pee de sant Cristoffen<ref>{{Nsb|ppm|259|48}}</ref>;
Mi adess, pover quajò<ref>{{Nsb|ppm|259|49}}</ref>,
Pisorgni<ref>{{Nsb|ppm|259|50}}</ref> e scumi<ref>{{Nsb|ppm|259|51}}</ref> inscambi de dormì,
E, intuiti! tra chi<ref>{{Nsb|ppm|259|52}}</ref>,
Ses colp, ogni boccon, per mandali giò.
:Basta, anch sto dì, per quant el me pariss
Vun di pu long che m’abba mai passaa,
Infin l’è deslenguaa<ref>{{Nsb|ppm|259|53}}</ref>,
E prima, prima on pezz, ch’el se scuriss,
Seva giamo in Quadronn<ref>{{Nsb|ppm|259|54}}</ref>,
Che no gh’eva anmò insegna de pizza<ref>{{Nsb|ppm|259|55}}</ref>,
Ne gh’eva nanmò a cà
Ne el Battista, ne i guardi, ne i stellonn!<ref>{{Nsb|ppm|259|56}}</ref>
:Ah, quand che pensi, sangua de quel can,
Che gh’eva in tra i stellonn la Firisella,
On trattin la pu bella
E la mej ballarina de Milan;
E quand pensi che sera
El patron mi de tœulla quand se sia,
Ah sanguanon de bia!
Me senti a andà giò el fond propi davvera!
:Porco mi milla vœult, porcon, porcasc!
A vede che posseva in tra mi e lee
Guadagnamm tant assee
De famm on scior e de tra via i strasc;
E mi, porcasc, porcon,
Con pussee la me fava la giangiana<ref>{{Nsb|ppm|259|57}}</ref>,
Che andavi a la lontana
E ghe giugava adree de repetton!<ref>{{Nsb|ppm|259|58}}</ref>
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 247 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:E giust in quella sira, me sovven
Che, essend rivada lee prima de tucc,
Seva come in di gucc
A savè minga come fa a fa ben;
Che sarev puttost mort,
Che no risela, di vœuit, che la Telton
L’avess avuu occasion
De cred che fuss capazz de fagh intort.
:Intani a liberamm de sto martiri
Riva el Battista, i guardi, i sonador,
E infin riva el me amor.
La cara Tetlon d’or, el me deliri.
La gh’eva su on corseti,
De velli ross scarlatt, strengiuu sui fianch,
Con sott on percall bianch
Ch’el rivava doma al fior di colzett<ref>{{Nsb|ppm|259|59}}</ref>.
:El sen bianch com’el lacc, comor<ref>{{Nsb|ppm|259|60}}</ref>, grassott,
L’èva dent voltiaa in d’on panettin
Insci suttil e fm,
Ch’el diseva sì e nò tra el quattaa e el biolt;
I cavij a la zceura<ref>{{Nsb|ppm|259|61}}</ref>,
Spartii in duu su la front, negher e folt,
Ghe faven pari el volt
On rosin lì per lì per derviss fœura.
:Quij duu popœu<ref>{{Nsb|ppm|259|62}}</ref> de fœuch, luster, strion,
Che in dove varden lassen el soarbaj<ref>{{Nsb|ppm|259|63}}</ref>,
Spionaven de duu taj
Bislonch come la sferla<ref>{{Nsb|ppm|259|64}}</ref> di maron;
E di lavrilt rident
Compariva ona fìra de dencitt,
Bej, inguaj, piscinitt,
Come ona lira de perlinn dargent,
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 247 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:E giust in quella sira, me sovven
Che, essend rivada lee prima de tucc,
Seva come in di gucc
A savè minga come fa a fa ben;
Che sarev puttost mort,
Che no risela, di vœuit, che la Telton
L’avess avuu occasion
De cred che fuss capazz de fagh intort.
:Intani a liberamm de sto martiri
Riva el Battista, i guardi, i sonador,
E infin riva el me amor.
La cara Tetlon d’or, el me deliri.
La gh’eva su on corseti,
De velli ross scarlatt, strengiuu sui fianch,
Con sott on percall bianch
Ch’el rivava doma al fior di colzett<ref>{{Nsb|ppm|259|59}}</ref>.
:El sen bianch com’el lacc, comor<ref>{{Nsb|ppm|259|60}}</ref>, grassott,
L’èva dent voltiaa in d’on panettin
Insci suttil e fm,
Ch’el diseva sì e nò tra el quattaa e el biolt;
I cavij a la zceura<ref>{{Nsb|ppm|259|61}}</ref>,
Spartii in duu su la front, negher e folt,
Ghe faven pari el volt
On rosin lì per lì per derviss fœura.
:Quij duu popœu<ref>{{Nsb|ppm|259|62}}</ref> de fœuch, luster, strion,
Che in dove varden lassen el soarbaj<ref>{{Nsb|ppm|259|63}}</ref>,
Spionaven de duu taj
Bislonch come la sferla<ref>{{Nsb|ppm|259|64}}</ref> di maron;
E di lavrilt rident
Compariva ona fìra de dencitt,
Bej, inguaj, piscinitt,
Come ona lira de perlinn dargent,
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 248 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Quij gambot insci faa, redond, polpos,
Che se vedeven sott ai socch a pend,
Andaven via morend
De suttir in suttir fina a la nos,
E forniven in bocca
D’on para de scarpett curt e streccinn
E pussee piscininn
Che no ponn vess duu coverei j de rocca<ref>{{Nsb|ppm|259|65}}</ref>.
:Oltra pcEU de vess lì tutta de god,
Viscora<ref>{{Nsb|ppm|259|66}}</ref>, drizza, avolta<ref>{{Nsb|ppm|259|67}}</ref>, traversada<ref>{{Nsb|ppm|259|68}}</ref>,
E de vess prepontada
De ciccia bianca e stagna come on ciod,
La gh’eva anca in so ajutt
La bellezza, regina di bellezz,
Desdott annitt e mezz,
Quell gran rof&an che dà mari anca ai brutt.
:L’èva insci pu ne manch, in quell moment
Che l’ha alzaa’ la pattona<ref>{{Nsb|ppm|260|69}}</ref> de la sarà,
E che tucc gh’han faa ara
Per podè remiralla a vegni dent;
Tucc quant ghe daven sott<ref>{{Nsb|ppm|260|70}}</ref>
Cont ona quej reson, fœura de mi,
Che seva restaa lì.
Che a cavamm sangu no m’en vegneva on gott;
:Mi, al prim vedella, sont restaa adrittura
Locch e geraa, coi did come indorm^nt
Sui cord de l’istrument,
E sont staa lì in sto stat de ingermadura<ref>{{Nsb|ppm|260|71}}</ref>
Fintant che coi sœu oggion
L’è vegnuda a scernimm lee in l’orchestin
E la m’ha faa on ghignin
Come sarant a di: Teli là el cojon!
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Allora m’è tornaa l’anema in sen,
E hoo ditt e hoo faa tutt quell che fa on morot
Quand l’è bujent e ansios
De demostrà al so ben ch’ cl ghe vœur ben;
E Ice, anca Ice, con mi
Umanament l’ha faa tult quell che fa
Ona tosa che gh’ fià
On bru8 al cœur e el le vorur dà a capì.
:Insci, de amor e accord, pur tutta sira
S’è ballaa, s’è sonaa, s’è boccalaa,
S’è smorbiaa<ref>{{Nsb|ppm|260|72}}</ref>, s’è scoccaa<ref>{{Nsb|ppm|260|73}}</ref>,
S’è faa cinad<ref>{{Nsb|ppm|260|74}}</ref> e giubianad<ref>{{Nsb|ppm|260|75}}</ref> Je lira,
Tant che inanz mezza nott
(Per vegnì ai curi) sevem giamo mi, tee.
La mamma e el so miscee
A la Commenda<ref>{{Nsb|ppm|260|76}}</ref> a prozionà<ref>{{Nsb|ppm|260|77}}</ref> on risott.
:E lì, tra el cold del fœugh, tra quell del scabbi<ref>{{Nsb|ppm|260|78}}</ref>,
Tra l’intrigh di genœucc conlra genœucc.
Tra el tempesta di œucc
E el giœugh de cert descors faa come i cabbi<ref>{{Nsb|ppm|260|79}}</ref>,
Me sont a bagn maria
Trovaa ciappaa, ligaa, beli e impromiss,
Denanz che reussiss
A porta fœura i verz<ref>{{Nsb|ppm|260|80}}</ref> Je l’ostaria.
:Dopo che m’han leggiuu dent in del cœur.
Come a legg intramez/ d’on impollin,
El compaa zoffreghin<ref>{{Nsb|ppm|260|81}}</ref>,
Che l’era on prim sargent in di sapœur.
Noi s’è possuu tegnì
De basamm, de famm millia sibizion
(Sibben che in sul pu bon,
El me pientass lì el cunt de paga mi).
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 250 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Ma poeú, in dg l’andà a cà, dighi nient
Che porch d’on scior el me voreva fa!
El voreva famm dà
L’appalt di scarp de tutt el regglment,
El voreva famm ve
On post in sui foragg, sui proviand,
On post de gatt in grand,
De fornì a mett bottia mi del me.
:E mi, tamberla, andava tutt in brœuda
In tra i sœu loffi e quij de la fìœura,
E me sgonfiava fœura
Tal e qual on pollin che fa la rœuda,
E cantava<ref>{{Nsb|ppm|260|82}}</ref> ogne pocch,
In del respond ai coss che parponeven,
Tutt quell che lor voreven.
Come on dord sott ai smorfi del lorocch.
:Rivaa a cà che semm staa, tucc a ona vos
Me s’hin miss a l’inlorna a fa on frecass
De dessedà<ref>{{Nsb|ppm|260|83}}</ref> anca i sass:
Reverissi, sur spos! grazie, sur spos!
M’han vorsuu gibollà^^)
Cont i cinqu e cinqu des^^)^ co^t i attenzion,
E infin m nan faa patron
(Come l’èva de giust) d’andagh in cà.
:Magara insci, in de quell fottuu moment
Ch’hoo profittaa el dì adree di sœu favor,
Me fuss vegnuu a mi o a lor
On dianzen sui corna o on accidenti
Che no sarev, in st’ora,
Quell pover Marchionn desfortunaa,
Tradii, desonoraa,
Magher e biott, in l’ultema malora.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 251 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Ma s’ ciavo, inutell chi l’ha dent<ref>{{Nsb|ppm|260|86}}</ref>, sei tegnal
Per mi no gh’è resoti che me suffraga:
Che l’è a quell pont la piaga,
Che el remedi del maa l’è a Ziiavegna<ref>{{Nsb|ppm|260|87}}</ref>.
Per mi l’unegh confort
L’è quell de svoja el goss, piang e sgarì,
E de sentimm a di:
Pover dianzer, el gh’ha minga lort.
:Se gh’avii visser, donch, se gh’avii flemma
De scolta on desgraziaa che se lumenta,
E se noi ve spaventa
El trovass forsi in càs de piang insemma,
Stee chi, no ve movii,
Che sentirii di coss strasordenari.
Di azion de scurì l’ari,
Gabol e tradiment mai pu sentii.
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE
:1) <section begin="1" />Iceuj: crucci.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />fastidì: contrarietà.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />Propi campagna: l’A. nell’e/ra/a corrige della I ediz. soppresse \’in che precedeva campagna; quindi * campagna * è aggettivo di ’ vita ’.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />(ceura di busch: fuori noviziato.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />Allude alla leva militare, prescritta dal Governo Repubblicano, il 3 novembre 1801, successivamente riconfermata, che prescriveva la coscrizione militare in tutta la Repubblica italiana, dei giovani dall’eti dei 20 ai 23 anni, affine di formare un armamento nazionale a difesa della repubblica istessa, coscrizione allora considerata come la peggiore delle taglie poste dal Governo ai cittadini lombardi.<section end="5" />
:6) <section begin="6" />incia: sinonimo di ’ igna, ghigna ’ (/à ghigna) dettare invidia.<section end="6" />
:7) <section begin="7" />locc: brigate allegre.<section end="7" />
:8) <section begin="8" />geni che se portava: ressa di gente.<section end="8" />
:9) <section begin="9" />sarà: notisi, qui e altrove, la sostituzione della consonante - l’• alla consonante - 1 -; sara-sala, scara per scala; ar, ali.<section end="9" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 252 —||r=s}}</noinclude>
10) <section begin="10" />prím: sottintendi nell’orchestra.<section end="10" />
11) <section begin="11" />giubbianava : civettava.<section end="11" />
12) <section begin="12" />Che fitt che f oi : che è che non è (forse dal latino quii fit, quid fuit).<section end="12" />
13) <section begin="13" />Doeuggia: addocchia.<section end="13" />
14) <section begin="14" />sbarloeuggia : addocchia fissando.<section end="14" />
15) <section begin="15" />bornis: bragie.<section end="15" />
16) <section begin="16" />biroeu: chiavi.<section end="16" />
17) <section begin="17" />Hoo tiraa giò, ecc. : ho sonato alla diavola, in qualche modo.<section end="17" />
18) <section begin="18" />cocch: stordimento, allucinazione.<section end="18" />
19) <section begin="19" />s’cioppon de lira: stonature madornali.<section end="19" />
20) <section begin="20" />straforzin: capestro.<section end="20" />
21) <section begin="21" />loffi: proposta; lusinghiera.<section end="21" />
22) <section begin="22" />svergnand: piegando.<section end="22" />
23) <section begin="23" />de simona: aggettivo derivato dal verbo simorá far moine.<section end="23" />
24) <section begin="24" />gropp e maggia: groppo e maglia; irretire.<section end="24" />
25) <section begin="25" />gorgoran: minchione.<section end="25" />
26) <section begin="26" />galitt: solletico.<section end="26" />
27) <section begin="27" />gimacch: ganzo.<section end="27" />
28) <section begin="28" />sitta squas: zitta quasi.<section end="28" />
29) <section begin="29" />Porta a mi: che importa a me.<section end="29" />
30) <section begin="30" />Allude all’uso antichissimo milanese, che le bare delle nubili e dei celibi erano ricoperte d’una coltre (e/ strati) bianca, benché il banco o catafalco fosse apparato in nero.<section end="30" />
31) <section begin="31" />mostacc: ciera.<section end="31" />
32) <section begin="32" />Malcanton: il primo tratto della odierna via Unione entrando da via Torino (cosí detto, per la mala situazione del luogo, angusto) allargato su la fine del sec. XVIII per iniziativa di un tal Marazzani, che fece dipingere su la sua casa (ora sostituita dal n. 2 di via Unione) due medaglie, una rappresentante S. Ambrogio collo staffile, l’altra S. Giorgio, state cancellate nel 1798. (Quadro storico di Milano, ecc. Milano, Pulini, 1802, pag. 208).<section end="32" />
33) <section begin="33" />fora fora: in fretta.<section end="33" />
34) <section begin="34" />l’oltra: cioè la madre.<section end="34" />
35) <section begin="35" />sciasser: massiccio.<section end="35" />
36) <section begin="36" />miscee: ganzo.<section end="36" />
37) <section begin="37" />regoeuii: raccolgo.<section end="37" />
38) <section begin="38" />carpiamm: da carpio; il primo velarsi dei liquidi che si rappigliano; al primo velarsi degli occhi.<section end="38" />
39) <section begin="39" />babbi: muso, volto.<section end="39" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 253 —||r=s}}</noinclude>
40) <section begin="40" />peuegu: affrelUto.<section end="40" />
41) <section begin="41" />Liron.... Fior: due vi«di Milano, l’uiu preaao U builica di S. Aro» brogio (via Niroiir). l’altra prcMo il palazzo di Brera (vie Fiori Chiari e Fiori Oicuri).<section end="41" />
42) <section begin="42" />ruzzassen: apingcMcro.<section end="42" />
43) <section begin="43" />Cappell.... Falcon: altre due víe del centro di Milano.<section end="43" />
44) <section begin="44" />poncignaa: ho fatto punii alla carlona.<section end="44" />
45) <section begin="45" />a la buta: * alla bettola* come dal soggiungere che fa Marchionn ’ ma ch’cl me brutau via la petitt ’.<section end="45" />
46) <section begin="46" />iloffen: dal tedesco schlafcn; dormire.<section end="46" />
47) <section begin="47" />soculi: IíkÌo.<section end="47" />
48) <section begin="48" />Il santo gigantesco,<section end="48" />
49) <section begin="49" />quajò: grullo.<section end="49" />
50) <section begin="50" />piaorgni: l’appisolarsi.<section end="50" />
51) <section begin="51" />scumi: sfioro il sonno invece (Inscamti) di dormire.<section end="51" />
52) <section begin="52" />intuito tra eh): in riguardo a metter qui; frase ora disusala che doveva essere accompagnata dal gesto della mano destra portata verso la bocca per indicare la voracitá di un mangiatore.<section end="52" />
53) <section begin="53" />deslenguaa: svanisse.<section end="53" />
54) <section begin="54" />Quadronn: via situata fra il corso Italia e via Porta Vigentina.<section end="54" />
55) <section begin="55" />Non ancora si vedeva l’affaccendarsi dell’incaricato della illuminaziooe della sala da ballo del Battista.<section end="55" />
56) <section begin="56" />stellonn: femminile di tlellon, uccello da allettare; cosi chiamavansi le fanciulle piú addestrate nel ballo che avevano l’ufficio di avviarlo.<section end="56" />
57) <section begin="57" />giangiana: femminile, da gingin, vagheggino, civettone.<section end="57" />
58) <section begin="58" />repetton: ripicco.<section end="58" />
59) <section begin="59" />al fior di colzett : quell’ornamento delle calze, che è fatto da una line* retta, sopra il maleolo, e termina in un piccolo ornato simile a fiorellino.<section end="59" />
60) <section begin="60" />comor: colmo.<section end="60" />
61) <section begin="61" />zoeura: derivato da zcru; montanaro, forte voce sincopata da hrlati’ zaeu, brianzama (brianzuola).<section end="61" />
62) <section begin="62" />popoeu: occhi.<section end="62" />
63) <section begin="63" />sbarba): abbarbaglio.<section end="63" />
64) <section begin="64" />sferla: spaccato.<section end="64" />
65) <section begin="65" />covercij de rocca: quella fasciatura di stoffa o cartapecora, simile ad imbuto molto stretto e capovolto, col quale si assicurava alla rocca il pennecchio o quantitá di roba da filare.<section end="65" />
66) <section begin="66" />Viscora: vispa.<section end="66" />
67) <section begin="67" />avolta : alta.<section end="67" />
68) <section begin="68" />traversada: ampia di spalle.<section end="68" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 254 —||r=s}}</noinclude>
69) <section begin="69" />pattona: coltrone da portiera.<section end="69" />
70) <section begin="70" />daven sott: solleticavano.<section end="70" />
71) <section begin="71" />ingermadura: impacciatura.<section end="71" />
72) <section begin="72" />smorbiaa: scherzato.<section end="72" />
73) <section begin="73" />scoccaa: (figurato) burlato.<section end="73" />
74) <section begin="74" />cinad: scempiaggini.<section end="74" />
75) <section begin="75" />giubianad: giochi.<section end="75" />
76) <section begin="76" />Commenda: osteria situata nella casa n. 4591, del Borgo di Paria Romana, che aveva un transito interno alla strada e vicolo della Commenda, continuazione della via Guastalla ; a quella casa, secondo il Manuale di raffronto.... delle soppresse numerazioni delle case.... di Milano (Milano, Pirola, 1866), attualmente corrisponde quella che porta il n. 77 in corso di Porta Romana.<section end="76" />
77) <section begin="77" />prozioná: consumare porzioni.<section end="77" />
78) <section begin="78" />scabbi: vino generoso.<section end="78" />
79) <section begin="79" />cabbi: cappi, nodi scorsoi.<section end="79" />
80) <section begin="80" />porta foeura i verz: strapparsi.<section end="80" />
81) <section begin="81" />compaa zoffreghin: lenone.<section end="81" />
82) <section begin="82" />cantava: svelava i miei interessi.<section end="82" />
83) <section begin="83" />dessedá: svegliare.<section end="83" />
84) <section begin="84" />gibollá: ammaccare.<section end="84" />
85) <section begin="85" />cinqu e cinqu des: motto popolare pronunciato nell’atto di una confidenziale quanto cordiale stretta di mano.<section end="85" />
86) <section begin="86" />chi l’ha, ecc.: chi ha la sfortuna, se la tenga.<section end="86" />
87) <section begin="87" />Zilavegna : il paese di Cilavegna, secondo il molto popolare : " Come dis el Curaa de Zilavegna, chi ghe l’ha denter se le legna ".<section end="87" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 255 —||r=s}}</noinclude>
SECONDA PART.
<poem>
Dopo ona noce in largh e in long goduda
Tra la pisorgna{{Nsp|269|1}} e tra el dormí in ombria{{Nsp|269|2}},
Cont in cocur quella stria,
Semper fissa, inciodada e rebattuda,
Sont soltaa su al prim segn{{Nsp|269|3}},
E dopo ave sgrossaa in pee in pee ona Messa,
Sont cors a gamb in pressa
Al Malcanton, su per quij scar de legn.
Ciamann cunt, vess a l’uss, l’è staa on moment,
E, mesurand el so del me piasè,
Tiri in pee Talzapè{{Nsp|269|4}},
E, traghi butti in lá l’uss e voo de dent;
E denter che sont staa,
Cribbi e boffítt, fuss puttost mort in strada!
La bella improvvisada
Min staa i dò donn in mezz a trii soldaa.
Vun, negher e pelos come on cavron,
El se fava la barba a on tocch de specc;
E vun de fíanch del lece
L’èva adree a lazza el bust a la Tclton;
E el sur sargcnt in gippa
El se seoldava i ciapp voltaa al cammin,
Intant che la mammin
L’èva scrusciada a nedrugagh la pippa.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 255 —||r=s}}</noinclude>
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|''SECONDA PART.''}}
<poem>
Dopo ona noce in largh e in long goduda
Tra la pisorgna<ref>{{Nsb|ppm|269|1}}</ref> e tra el dormì in ombria<ref>{{Nsb|ppm|269|2}}</ref>,
Cont in cocur quella stria,
Semper fissa, inciodada e rebattuda,
Sont soltaa su al prim segn<ref>{{Nsb|ppm|269|3}}</ref>,
E dopo ave sgrossaa in pee in pee ona Messa,
Sont cors a gamb in pressa
Al Malcanton, su per quij scar de legn.
:Ciamann cunt, vess a l’uss, l’è staa on moment,
E, mesurand el so del me piasè,
Tiri in pee Talzapè<ref>{{Nsb|ppm|269|4}}</ref>,
E, traghi butti in là l’uss e voo de dent;
E denter che sont staa,
Cribbi e boffìtt, fuss puttost mort in strada!
La bella improvvisada
Min staa i dò donn in mezz a trii soldaa.
:Vun, negher e pelos come on cavron,
El se fava la barba a on tocch de specc;
E vun de fìanch del lece
L’èva adree a lazza el bust a la Tclton;
E el sur sargcnt in gippa
El se seoldava i ciapp voltaa al cammin,
Intant che la mammin
L’èva scrusciada a nedrugagh la pippa.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 256 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:A sto colp, tutt a on bott, hoo sentuu in sen
On voltiament come s’ cioppamm la fel,
E gh’è staa calaa on pel
(Tant seva irato) che nassess on pien;
Ma on luzzid intravall
El te m’ha daa on parer de Cristian:
S’ cioppee, razza de can!
E, dittum fattum, vòltegh tant de spali.
:E giò a ses, sett, a vott basij per vœulta,
Segond vegneven, per quij scar infamm,
A risc’ c de spettasciamm
I scinivij in d’ona girivœulta;
E lor anch lor i donn
Adree a la gamba a salt, come livree,
Me tendeven adree
Sbragiand: Sur Marchionn, sur Marchionn!
:Dess vegn! scarpèv el goss! Ma giust in quell
Che seva lì per infirà la straa,
Pondi i pee in su on bagnaa,
E, ponf! in terra come on fass de squell<ref>{{Nsb|ppm|269|5}}</ref>.
Inlora la Tetton
La gh’ha vuu el contrattemp de possemm giong,
De francamm in di ong,
De tornamm a tra al coli el cavezzon<ref>{{Nsb|ppm|269|6}}</ref>.
:La fu.... l’è staa.... l’è on sart.... l’è on me cusin.
El staa l’è, che a vedella in soriœura<ref>{{Nsb|ppm|269|7}}</ref>,
Mezza sbarlada fceura<ref>{{Nsb|ppm|269|8}}</ref>,
A piang, a sospira, a strusamm vesin,
Tutt la bila e el spuell
Hin fornii in quell freguj de fora fora
E in del torna de sora
Umel e mansueti come on agnell.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 257 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Fada la pai. tornada la legria,
Andaa per i fatt sœu quij duu soldaa,
Per on pczz no oh’è staa
Olter suaj che, di vœult, quej poo d’ombria;
Però oc quij nebbijtt
Che se sa, ne se ponn de condemen
Tra gent che se vœur ben,
Salsettinn brusch che guzzen el petitt.
:Doma ch’anch sti nebbijtt e sta salsetta
Han comenzaa anca lor, de lì on des dì,
A spessiss e a vegnì
Scighèr folt e senavra<ref>{{Nsb|ppm|269|9}}</ref> malarbetta;
Ch noo savuu del sicur
Che Quell can d’on soldaa, quell porch d on sart
El gh andava in la part
De nascondon de mi, in tra el ciar e el scur.
:E con tutt che tant mader de (ìœura.
In quanto sia giura, nega e sconfond,
Fussen prim e segond,
Dò canoncgonn vece be bona scœura,
Impunemanch però,
Sott a on Marchionn, gh’è staa nagott de Dœuv,
1 hoo cattaa sui ceuv,
E pussee d’una vœulta e pu de dò.
:Ma poeìi ona sira infin di face, che sera
Negher, dannato malarbettament.
Che l’hoo vist mi a corr dent
In del comed, in fond de la linghera<ref>{{Nsb|ppm|269|10}}</ref>,
Me sont pientaa in del mezz
(Dur come on ciod) de la linghera anmì,
E hoo ditt: Se te set lì,
Stagh almanca, birbon, per on beli pezzi
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 258 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:E lì, intrattant che i donn me rebuttaven
De tutt i part per tiramm dent in cà,
E che mi saldo là
Me stinava de pu, con pu bajaven,
Torna indree quell canaja,
Ch’el me yen, col muson fin sul muson,
A domandamm reson
De quell rebuttament, de quella guaja.
:E pceú infin, desmostrand se l’èva lì
De vessegh per parla al sargent maggior,
E d’avenn nanch mi e lor
Per el bœucc de la cassa del tarli<ref>{{Nsb|ppm|269|11}}</ref>,
El te me dà del mona<ref>{{Nsb|ppm|269|12}}</ref>,
Del can, del marmotton, de l’impiccaa.
Del pilatt<ref>{{Nsb|ppm|269|33}}</ref> inciodaa,
E via el va, sbrofiand ch’el par che trona.
:I donn allora, ch’han capii el latin,
Dighi nagott che plajt<ref>{{Nsb|ppm|269|14}}</ref>, che trebuleri!
M’han ditt giò vetuperi
De fa corr in su l’uss tucc i vesin,
E s’hin scoldaa talment
:Ch’hoo vuu paria, denanz cavann costruii<ref>{{Nsb|ppm|269|15}}</ref>,
Che lor.... pascenza tutt.
Ma in l’onor dininguarda a strusagh dent.
:Insci, con tutt el me sta de sguajton<ref>{{Nsb|ppm|269|16}}</ref>,
E con tutt el defà de avej squajaa<ref>{{Nsb|ppm|269|17}}</ref>,
Sont restaa lì sgognaa,
Pien de vergogna, e lócch come on tappon;
E tutt quell me sussor
L’è fornii anch lu compagn de l’olter guaj.
Anzi cont el pregaj
A dì nagotta al sur sargent maggior.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 259 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:De l’ora inanz, allon, me sont miss dent
Coi man, coi pee, per pesseoà a sposalla;
Me sont vestii on poo in galla,
Hoo giustaa su la cà passantament,
E el resi di pocch ciovitt<ref>{{Nsb|ppm|269|18}}</ref>,
Vanzaa on poo col sona, on poo col mestee,
Ch’i hoo faa soltà dree a lee,
Scceudendegh vun per un tucc i petitt<ref>{{Nsb|ppm|269|19}}</ref>.
:Ch’aveva giamo tolt i periti d’or<ref>{{Nsb|ppm|269|20}}</ref>,
La guggia d’ora, el coli de granadinn,
La eros de perla finn
E quej barlafus<ref>{{Nsb|ppm|269|21}}</ref> d’olter de valor,
Quand la m’ha daa occasion
De capì, che pu mej che ne i periti,
L’avarav vuu el petitt
De avegh on quej beli para de anellon.
:E mi adrittura, catti corri in del Bin,
(Quell che sta là schisciaa in del post di ant
Del volton di Mercant)<ref>{{Nsb|ppm|269|22}}</ref>
E con quatter bej ses-des-e-on-quattrin!<ref>{{Nsb|ppm|269|23}}</ref>
Te me petti in saccoccia<ref>{{Nsb|ppm|269|24}}</ref>
Duu bravi anellonon d’or badial.
Grand asquas, tal e qual,
De duu sercion de rœuda de caroccia.
:E via a gambe, torni indree de troll,
Voo a loeìi la mia Tetton, vemm del Battista,
Tegni ben ben de pista
In dove che la mett ciò el manicott,
E quand la me ven rada,
Bell beli, beli beli, che barzeghi d’areni<ref>{{Nsb|ppm|269|25}}</ref>
Per faohi sghimbià<ref>{{Nsb|ppm|269|26}}</ref> Jenl,
E dagh el giubel de l’improvvisada.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 260 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Mò sur sì, che intra’tant che foo el giughett
E che ghi foo passa d’ona guadina,
Marcia, passa, cammma!
Squitta fceura de l’oltra on begllett;
Mi prest, allon, su on pè,
Ghe stoo on poo adoss, fasend el peder-sloffi<ref>{{Nsb|ppm|269|27}}</ref>,
E poeú, ciaff, mei gajoffi<ref>{{Nsb|ppm|270|28}}</ref>,
E torni in l’orchestrin per el fatt me.
:Soni, stoo alegher, la compagni a cà,
Doo a ment se vedi mœuv el manicott.
Se la se incorg nagott.
Se di vœult mai la scolti a descartà<ref>{{Nsb|ppm|270|29}}</ref>;
Ma, oh dessi ch’eel, che no eel.
Che fors no la tovess quell me palpee<ref>{{Nsb|ppm|270|30}}</ref>
Per l’olter so de lee,
Ne l’ha avert bocca, ne l’ha most on peel.
:Se lassem donca tutt e duu, al porteli,
Descognet<ref>{{Nsb|ppm|270|31}}</ref> del regali che gh’emm indoss;
Ma el pu grev, el pu gross,
Mei seva andaa a toeú mi senza savell;
Ch’el me l’èva on regali
Pien, caregh, ras de pever e de spezzi,
E che mai pu a quell prezzi
No me sarev creduu de guadagnali.
:Ecco, fiœuj, dee a tra, scoltee, sentii,
Coss’el diseva quell fottuu begliett;
No ghe baratti on ett;
Scoiteli, che ghe l’hoo in ment piccaa e scolpii:
Caro mio dolcie core
Ho receputo el tuo beglietto
Del guaio te imprometto
Che te sarò fidele in del me amore.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 261 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Domane so de guardia lutto el gomo:
Poso<ref>{{Nsb|ppm|270|32}}</ref> ce vedaremo. Sta segura;
Ma ti però par cura
De scasciare quelVaserìo de intorrìo.
Basta ne vedo<ref>{{Nsb|ppm|270|33}}</ref> l’ora
Ch’el li abbia tolto questro tuo accidento.
Per fornire el tormento
De far sta vita. Adio anema d’ora.
:Una fevera eulta<ref>{{Nsb|ppm|270|34}}</ref>, ©n maa de pelt,
On azzident, on copp in sul tegnon<ref>{{Nsb|ppm|270|35}}</ref>
Saraven slaa on bonbon
In pari a sto baloss d’on begliett.
Hoo comenzaa a bui,
A suda, a fuma come on caldar,
E sont daa fœura a sgar,
Matt, malt affacc, de no possemm tegnì.
:Amor, rabbia, vergogna e millia inferna
Me strasciaven, me faven a freguj<ref>{{Nsb|ppm|270|36}}</ref>;
Catto, che cattabujl<ref>{{Nsb|ppm|270|37}}</ref>
Che malarbetta noce, che noce eterna!
Se sarava palperà,
No vedeva che sangu, che beecaria<ref>{{Nsb|ppm|270|38}}</ref>,
E, tracchi soltava via
De la pagura ch’el podess vess vera.
:Seva eoi eœur in mezz a sti cortij<ref>{{Nsb|ppm|270|39}}</ref>,
Quand senti a sant Ambrœus a sona i ses,
E poeìi per tutt i gies,
De lì on poo, a scampana i avemarij.
A! son de quij campann
Me recordi in bon pont de quell lassú,
E ch’olter che ne lu
Pò juttamm e salvamm de sti malann.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 262 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:E insci cold cold de fed, voo giò di scar,
E corri, via de voi, fœura de cà
Per andamm a butta
In di so brasc, del pè d’on quej aitar;
Ma appenna faa duu pass,
Doo mò giust dent in del sargent maggior
Che, al frecc e de quij or,
El me impastoccia<ref>{{Nsb|ppm|270|40}}</ref> d’ess intorna a spass.
El me tra i brasc al coli, el me strascina
Per pagamm l’acquavita a tutt i stee<ref>{{Nsb|ppm|270|41}}</ref>;
El me sta tant adree,
:El me frega, el me vergna, e el me mojna,
Che infin, sto malarbett,
El me cava del cœur la confession
De quell me gran magon,
E el me strappa di ong el begliett.
E lì, cont ona longa filastrocca,
El me fa comparì el negher per bianch,
E el me prceuva, nient manch,
Ch’el begliett Tha scritt lu per fa ona scocca<ref>{{Nsb|ppm|270|42}}</ref>,
E che l’è beli capì
:Che doma el termen d’asen, che gh’è su,
L*è assee lu de per lu
A desmostrà che noi pertocca a mi.
:Infin, per calcamm su mej la reson,
El me ciappa sott brasc, che hoo pari a sbattem,
E el me mena in su l’atem.
De bon compagn, a cà de la Tetton,
Che la m’ha faa ona festa
E ona truscia<ref>{{Nsb|ppm|270|43}}</ref> de sort, che i mee travaj
M’hin calaa in di strivaj,
E bravament hoo bevuu su anca questa.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 263 —||r=s}}</noinclude>
NOTE
1) <section begin="1" />puorgna: l’appÌMlarti.<section end="1" />
2) <section begin="2" />dormí in ombria: dormiveglia.<section end="2" />
3) <section begin="3" />al prim segn ; qui richiamando il primo tegno di campana, previo alla Metta, fa comprendere che la icena avvenne in domenica mattina.<section end="3" />
4) <section begin="4" />alzapè: saliscendi; sbarra di legno o di ferro, che imperniata dall’uno dei capi nell’imposta (anta) o nell’uscio (usa) ed accavalciando il monachetto (cafm<ru) serra l’uscio o la finestra.<section end="4" />
5) <section begin="5" />fass de squcll : fascio di scodelle.<section end="5" />
6) <section begin="6" />cavezzon: specie di museruola per domare i cavalli. ’<section end="6" />
7) <section begin="7" />in torioeura: in gonnellina.<section end="7" />
8) <section begin="8" />sbarlada foeura: discinta.<section end="8" />
9) <section begin="9" />tenavra : salsa di sènape.<section end="9" />
10) <section begin="10" />comed, ecc.: ritirata in fondo al ringhiera (llnghero) come nelle vecchie case milanesi,<section end="10" />
11) <section begin="11" />tarli : voce gergale per indicare il buco della corno Ja, dalla ciambella di traliccio che lo copre; per dire: tenere in nessun conto.<section end="11" />
12) <section begin="12" />mona: scimmia calva.<section end="12" />
13) <section begin="13" />pilatt: sudicione.<section end="13" />
14) <section begin="14" />plajt: piato.<section end="14" />
15) <section begin="15" />hoo vuu paría, ecc. : ho avuto difiicoltá a UKire dal guaio.<section end="15" />
16) <section begin="16" />sguajlon: chi sta in agguato.<section end="16" />
17) <section begin="17" />tquajaa: sorpresi.<section end="17" />
18) <section begin="18" />ciovitt: propriam. chiodetti; qui, in senso figurato, per rísparmi.<section end="18" />
19) <section begin="19" />petitt: voglie, caprícci.<section end="19" />
20) <section begin="20" />peritt d’or: gli orecchini d’oro a forma di pera.<section end="20" />
21) <section begin="21" />barlafus: ninnoli.<section end="21" />
22) <section begin="22" />volton di Mercant: uno dei passaggi a volta nella piazza dei Mercanti che era completamente chiusa da edifici.<section end="22" />
23) <section begin="23" />ses-des-e-on-quattrin: sinonimo di scudo napoleonico il quale corrispondeva a lire sci, soldi dieci e un quattrino dell’antica valuta milanese.<section end="23" />
24) <section begin="24" />me petti in saccoccia: intasco.<section end="24" />
25) <section begin="25" />birzeghi d’arent: accosto (il manicotto).<section end="25" />
26) <section begin="26" />faghi sghimbii: ficcarli di nascosto.<section end="26" />
27) <section begin="27" />sloffi : lento, pigro ; quindi ’ peder-sloffi * uomo che si attarda, quasi distratto, in una data posizione, qui, sinonimo di uomo che ’ fa lo gnorrí *.<section end="27" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 264 —||r=s}}</noinclude>
28) <section begin="28" />mei gajoffi: l’intasco.<section end="28" />
29) <section begin="29" />descartá: sciogliere l’involto.<section end="29" />
30) <section begin="30" />palpee: involto di carta.<section end="30" />
31) <section begin="31" />descognet: ignari.<section end="31" />
32) <section begin="32" />Poso : posdomani.<section end="32" />
33) <section begin="33" />ne vedo: non vedo.<section end="33" />
34) <section begin="34" />cutta: acuta.<section end="34" />
35) <section begin="35" />tegnon: cotticagna.<section end="35" />
36) <section begin="36" />freguj : briciole.<section end="36" />
37) <section begin="37" />cattabuj : ribollimento.<section end="37" />
38) <section begin="38" />beccarla: carneficina.<section end="38" />
39) <section begin="39" />cortij: coltelli.<section end="39" />
40) <section begin="40" />el me impastoccia: mi dá ad intendere.<section end="40" />
41) <section begin="41" />a tutt i stee: ad ogni costo.<section end="41" />
42) <section begin="42" />fa ona scocca: fare una burla.<section end="42" />
43) <section begin="43" />truscia: effusione di complimenti.<section end="43" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 265 —||r=s}}</noinclude>
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|''TERZA PART.''}}
<poem>
:Inlraltant in su Tassa del Brovèll<ref>{{Nsb|ppm|283|1}}</ref>
Gh’eva giamo el me nom beli e impastaa;
TuttcoEs èva prontaa,
Finamai i cumò, la dota, el lett;
Leva giamo fm stada
intorna, lec la sposa, coi benis<ref>{{Nsb|ppm|283|2}}</ref>
A pertegà<ref>{{Nsb|ppm|284|3}}</ref> ì amis
E i posi<ref>{{Nsb|ppm|284|4}}</ref> e i cavalier<ref>{{Nsb|ppm|284|5}}</ref> de la contrada.
:Seva insomma già in brusa de sposalla,
E Teva anca de gionta (ìssaa el dì,
Quand el beli giovedì,
Giust l’antegrass, voo al solet a tiovalla.
L’èva on’ora de sira;
Vedi la lum per terra, in d’on canton,
E trœuvi la Tetton
Sul lece che se lumenta e che sospira.
:La mamm, tutta modacc<ref>{{Nsb|ppm|284|6}}</ref>, col did sul nas
La fa segn de tasè e de andà pian pian;
Resti de marzapan
De la pagura de sentì on quej cas;
E quand ghe sont del pè
Lee medemm la Tetton la solta su:
— Ah, sur Marchionn! mai pu
Credeva incœu possell torna a vede! —
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 266 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:— Ah car mort benedltt! perchè sta cossa? Me
trema i gamb, voo tutt in d’on sudor,
E in quali ch’el car amor
L’èva adree a impastocciammen vuna grossa,
Riva denter on tos
Che, voltaa vers la mamma, el sbragia: Ej lee,
L’ha ditt el mascaree....
E bott lì: ghe se suffega la vos.
:Sangua d’on can barbini me solta in testa
Che quell maa noi fudess on cremesì<ref>{{Nsb|ppm|284|7}}</ref>
Per liberass de mi
E andà a la Canobbiana a god la festa;
E mi, de maladett
Ghe molli el vada<ref>{{Nsb|ppm|284|8}}</ref> a lee de parnonzià,
S’hoo de andà o s’hoo de sta;
E stoo spionand in dove la se mett....<ref>{{Nsb|ppm|284|9}}</ref>
:Ma lee, senza fa tante zerimoni,
La gradiss el boccon, l’imbrocca el vada,
E la me dà l’alzada<ref>{{Nsb|ppm|284|10}}</ref>
In mœud che, ditt e f att, me la capponi<ref>{{Nsb|ppm|284|11}}</ref>;
E quand sont su la scara
Me senti tant a messedà el ghignon,
Che foo la conclusion
De riva a tutt ì cunt a l’acqua ciara.
:E sitta<ref>{{Nsb|ppm|284|12}}</ref> bolgiraa l’intrigh e i gàbel!
Voo a toeú on vestii de turch d’on mascaree,
Longh e largh tant assee
De possemm scond con la pelanda i sciabel<ref>{{Nsb|ppm|284|13}}</ref>;
E de trott e galopp,
Pettegasciand<ref>{{Nsb|ppm|284|14}}</ref> per terra la balzana,
Corri a la Canobbiana
A cura el legoratt<ref>{{Nsb|ppm|284|15}}</ref> con tant de s’ ciopp.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 267 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:E su e giò, inanz indree, gira, regira
Per la platea e el palch, e intorna i scagn,
Varda gent, varda pagn,
Scolta vós, spiona anaann<ref>{{Nsb|ppm|284|16}}</ref>, tira, bestira,
Finalment de lì on poo.
Tra on grópp de gent che balla la monfrina
Vedi ona mascarina
Che le lee, tutta lee, giugagh el cool
:So tal e qual ci taj de la persona.
La grazia in del fa el pass; so el perovètt<ref>{{Nsb|ppm|284|17}}</ref>;
So el sporg inanz di tett,
E el svergnà el cuu de fìanch a la s’ ciancona<ref>{{Nsb|ppm|284|18}}</ref>;
So quij brasciott redond,
So el color di cavij, so el poitament,
So quij oggion sbirenl<ref>{{Nsb|ppm|284|19}}</ref>;
Insomma, so tuttcoss de inscima in fond.
:— A sguanguana de tucc i sguanguanonn,
L’è chi la bolgirona, l’hoo cattada,
L’è chi col camarada
A sbavazzass<ref>{{Nsb|ppm|284|20}}</ref> ai spali de Marchionn!
Sangue de fraa de legn,
No manca pu che de squajatt la vós,
E poeìi te pesti i nos,
Che per on pezz t’ee de portann el scgn! —
:Seva fœura de mi d’ona manera
Che no sont staa mai pu tanto dannaal
Ghe voo adree infuriaa.
De per tutt, fœura e dent per la calcherà;
No scolti pu nagott,
No doo a tra pu a reson; vedi lee e lu
On bott a brasciass su,
E mi giò ona firada de cazzott.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 268 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Alto lì, allon, l’è deciaraa la guerra!
Daj, redaj, para, pia, messeda, tira,
Pugn e pesciad de lira,
Reussissem tucc trii col cuu per terra;
Ne riva adoss infin
De quatter o cinqu turch pesg che ne mi,
Gendarma vestii insci.
Che ne menen de slanz in camarin.
:Lì, on bravo respettor, grazios, compii,
El scolta di dò part tutta la scenna,
E poeti con pàs l’ordenna
De tira via i mascher a tutt trii.
Me drizzi allora in pee
Per vardalla on poo mi la porconon
A desquattà el faccion,
E, disii mò, fiœuj?... l’è minga lee....
:Ah providenza! Ajutt, coss’hoo mai faa!
Ghe domandi perdon, confessi el fall,
Ghe schisai<ref>{{Nsb|ppm|284|21}}</ref> mendall
Magara a tutt danee, s’han volentaa;
Piangi e preghi, de sort
Che se giusta tusscoss; fceura che mi
Bceugna che staga lì
Per la reson del manda su el ripport.
:Scoltee mò adess, fiœuj, cossa che nass,
E vardee, quand se dis di coss del mondi
Quell respettor, che in fond
L’èva on bon pastorott, on persegh lass<ref>{{Nsb|ppm|284|22}}</ref>,
Vedend che in de quell lœugh
Sarev geraa del frecc, el me toeú su
Sott brasc, lu come lu,
Per menamm in quarter coi guardi, al fœugh.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:E in quella ch’el derv Tuts, che voo de dent,
Cribbi! chi trceuvi mil... Ah fioroni
Lee, giust lee, la Tellon
Con la mamma, col sart e col sargent;
Gh’aveven a la bocca
Tutt quatter la caraffa, e hin restaa li
Cojoni a vardamm mi
Senza ne batt on œucc, ne fa una mocca<ref>{{Nsb|ppm|284|23}}</ref>.
:El prim a falla fœura, a romp Tincant Sont
staa mi, che hoo bajaa dona manera
Che nanch on turch davvera
No l’avarav possuu bajà oltertant:
Per lee seva in cantégora<ref>{{Nsb|ppm|284|24}}</ref>,
Per lee in preson, per lee seva a sto pass;
Podii donch fegurass
Che cagnazz seva mi dedree a sta lègora.
:Ma lee, franca francona, la spergiura
EI ciel, la terra; la me fa pari
Ch’el traditor sont mi.
Che l’è on pezz ch’el le sa, che la me cura:
La dis che la s’è trada
Marada apposta per vegnì a cattamm;
Che sont on porch infamm,
E giò, a l’uso di donn, ona lucciadal<ref>{{Nsb|ppm|284|25}}</ref>
:Mi che poss vede a piang nanca per rid,
A pocch a pocch deventi moresin<ref>{{Nsb|ppm|284|26}}</ref>,
Me se setti vesin,
:On poo betteghi<ref>{{Nsb|ppm|284|27}}</ref>, on poo ghe strengi i did.
Lee on poo la me sgoratta
Come on usell per no lassass ciappà,
Ma infm poeìi la se dà:
Caraffa in l’aria, e Paci’e cielebratta l<ref>{{Nsb|ppm|284|28}}</ref>
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:No me calava adess che de podè
Giusta su el prim pastizz col respettor;
E el sur sargent maggior,
Che l’è quell bravo mennapolt che l’è,
Ditt e fatt el corr via
E el truscia tant ch’el porta indree on croson.
De quij che ai rogazion<ref>{{Nsb|ppm|284|29}}</ref>
Ogni vun ciappa sott ses o sett mja.
:A sta nceuva, alto, allori, sont mi che paga,
Giò alegher fioj on’oltra boccarada!
La mòtria l’è passada:
Viva nun, porchi i sciori, e che la vaga!
E adrittura cold cold
Torni, smorbiand coi donn, in su la festa
A god tutt quell che resta
Fina a l’ultem quattrin del me vintsold<ref>{{Nsb|ppm|284|30}}</ref>.
:De sto pont fìnamai al sabet grass,
Cont tant che semm sta in vceulta de chì e lì,
A dì quell ch’è da dì,
No gh’hoo avuu el minem che de lumentass.
Lee, se l’èva a on festin.
La ballava con mi, con mi la stava,
Con mi la cicciarava,
E mi e lee, e lee e mi, saldo vesin.
:Tal e qual anca in cà: per quant ghe sia
Andaa in vers, in quij dì, d’ora e strasora.
No gh’hoo trovaa dessora
Mai, mai, nissun che podess damm ombria.
Lee saldo là, impesada
Col cuu su la cardega, adree a sguggià,
La ghe dava a tutt dà
A god tucc i retaj de la giornada.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 271 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Che brava tosai che desgaggladonna,
(Diseva in tra de mi) che tosa d’ori
L’ha d’ess propri el restor,
£1 dio-fece, de la cà Marchionna!
E, matt adree st’ideja,
Cuntava ansios e recuntava i dì
Ch’aveva de patì
Denanz menamm a cà sta maraveja.
:Finalment quell beli dì, quell di trii so,
Saludaa al prim spenta don battajon
D’occh, barbasgian, cappon,
Quajott, gasgiott, lorócch, merla e cocó<ref>{{Nsb|ppm|284|31}}</ref>,
Quell dì fissaa là su
Per compagnamm con tutt sti razz d’usij
E compì i mee legrij,
L’è compars finalment, dighi, anca lu.
:L’èva el beli sabet grass. Tutt èva in pront:
La Tetton, per la prima, in gran parada;
Ciò, fin la fiacca in strada,
Ona fiacca campagna<ref>{{Nsb|ppm|284|32}}</ref> e de tutt pont,
De mœud che inanz mezzdì
L’èva già adree in Brovètt el Bolognin<ref>{{Nsb|ppm|285|33}}</ref>,
In faccia ai duu padrin,
E ai sœu scricciatt a bolognalla a mi.
:Fornii el face in Brovett, alto lì allon
Se va, trott e galopp, anca a la cura,
Poeú al pastegg<ref>{{Nsb|ppm|285|34}}</ref> adrittura,
Poeìi al cors, poeú a la rassegna di ballon<ref>{{Nsb|ppm|285|35}}</ref>,
Poeú al Carchen, al Lentas,
Al Rè, a la Canobbiana<ref>{{Nsb|ppm|284|36}}</ref>, «p^eú al risott,
Poeú a la messa ai Carott<ref>{{Nsb|ppm|284|37}}</ref>,
Poeú ai tortij, poeú al rosoli in del Cambias<ref>{{Nsb|ppm|284|38}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 272 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Infìn, quand semm staa sagg de possenn pu,
Che no possevem dagh ne lee ne mi,
Semm andaa a cà a dormì
Giust in l’ora che i olter leven su.
Adess mo, lorocch, cappon,
Merla, cocó, quajott, occh, barbasgian,
Fis’ cee, fee pur baccan,
Degh dent a scarpagoss, che semm al bon.
:Tant’è, fiœuj: intramm dent lee in de Tuss,
Vegnimm lee in cà, e vedemm a scappa via
Quell pocch rest de legria
E de pas di dì indree, l’è staa on esuss.
De sto pont desgraziaa
No gh’è staa pu che guerr, che cattabuj,
Trappol, pastizz, garbuj,
Gir e regir e corna stermenaa.
:Lee cagna<ref>{{Nsb|ppm|285|39}}</ref>^ lee cioccherà<ref>{{Nsb|ppm|285|40}}</ref>^ lee bosarda,
Lenguasciona, leccarda, desgarbada;
Lee imbrojona, sfacciada,
Starlattona<ref>{{Nsb|ppm|285|41}}</ref>, lunatega, testarda;
Lee zavaj<ref>{{Nsb|ppm|285|42}}</ref>, lee slandrosa<ref>{{Nsb|ppm|285|43}}</ref>,
Lee sguanguana, lee capa di baltrocch;
Vardee, fioj, in pocch
Che boccon de belee Teva sta sposa?
:Adrittura el prim dì, su e giò di scar,
D’ora e strasora, gent come i correr;
Soldaa, roffiann, pattèr<ref>{{Nsb|ppm|285|44}}</ref>,
Can borian<ref>{{Nsb|ppm|285|45}}</ref> pussee che on port de mar.
La cà l’èva on faxall<ref>{{Nsb|ppm|285|46}}</ref>:
Ogni bott gh’eva lì on seccamincion;
Seva nanch pu patron
(Con licenza) on besogn de posse fall.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 273 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Se poeìi derviva bocca, a revedess;
Ciò la cà ci teccl bestemmi a cattafira!
Sbragiad, bajad de lira:
Del porci) fottuu Tè el manch che me vegnets;
E gh’eva, ogni moment,
La conclusion per aria de cuiamm
Denanz a quij bona lamm
Del soldaa sart e del soldaa sargent.
:E sii duu galantomm, mej che ne mi,
Comandaven i fest lor in cà mia:
Lor la menaven via,
Senza nanca dì catt, de noce, de di;
E sont (in rivaa a quella
Che, via de quij pocch or del pasteggia.
Che allora l’èva in cà,
L’èva grazia a dormì de posse avella.
:Podii doma pensa con che dolor
La vedeva insci matta e desbrìada,
Sibben giamo visada
Millia vœult del curat, del cogitor<ref>{{Nsb|ppm|285|47}}</ref>.
Del piang, del desperass
N’hoo faa pur anch, se n’hoo possuu mai fa;
E adree a l’onor de cà
Che deslenguava anmì de l’istess pass.
:Ma inBn pceú, a tajagh su sta vita stramba,
E soltaa fœura a temp on sgonfìament
Col so compagnament
De gòmit<ref>{{Nsb|ppm|285|48}}</ref>, de rincress<ref>{{Nsb|ppm|285|49}}</ref>, de mal in gamba;
De mœud che, balcaa i ari<ref>{{Nsb|ppm|285|50}}</ref>,
Hoo quislaa on poo de requi per quej mes,
Pagaa però bon pes
Col spendegh in petitt<ref>{{Nsb|ppm|285|51}}</ref> tutt el salari.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 274 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Ma se! pascienza spend; quant ai danee
Van e vegnen, e insci fussen staa bon
De fagh intra reson,
Che sarav staa nagotta a traghi adree.
Ma on corna.... Sentii questa,
Che l’è i’ullema infin, la pu gajarda,
E che el Signor ve guarda
Quant e mai, fuss on can, de sta tempesta.
:L’èva ses mes che seva spos, pocch pu,
E i coss andayen via con l’andana
De la fever terzana,
On dì ben, on dì maa, on poo giò, on poo su,
Quand ona bella sira,
In del torna a cà al solet de bottia,
Me sont vist dree on’ombria
Come de vun che me tujess de mira.
:Mi che sont omm che tendi ai fatte mee,
Com’è de giust ch’abben de fa la gent,
No gh’hoo squas nanch faa a ment,
E andava ina, senza voltamm indree;
Ma quand sont staa al Liron,
Lì insci voltaa el caffè, costìi de slanz
El me fa on solt inanz,
E el me tra contra el mur cont on button.
:L’èva costú on demoni d’on cilan<ref>{{Nsb|ppm|285|52}}</ref>
Vestii in s’ giacchè, con su duu colzonasc
De tira de pajasc<ref>{{Nsb|ppm|285|53}}</ref>,
Col volt tutt a barbis come on magnan;
El fava pceú sgarì,
:Inanz indree per l’aria, on nisciorin<ref>{{Nsb|ppm|286|54}}</ref>,
De fa streng el sesin
A mezza ona Boemia, olter che a mi.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 275 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Denanz, e giust in mira al me porteli,
Gh’eva in mezz a la strada on’oltra ombrìa
Che, insci per famm legrìa,
La pestava sui prej cont on tarèll<ref>{{Nsb|ppm|286|55}}</ref>.
£1 sarav staa el me cas
De rebatt cont i gnocch<ref>{{Nsb|ppm|286|56}}</ref> |a prepotenza,
Ma inscambi hoo usaa prudenza,
E hoo faa sto sagrifìzi per la pas.
:Tutt inutel però, che, in de quell menter
Che ghe molli on sghimbiett per scappa in ca,
Me sont sentuu a ciappà
Sul porteli, mitaa focura e mitaa denter;
E lì coi pee in del cuu.
Tal e qual seva, insci a gatton sui sast.
Me fan desgorgà el pass
E vegnen dent in cort anca lor duu.
:— Oh pover mi! Signor! La vita in don, —
Sbragiava a tutta vos del pè di scarr,
E lor, adree ai mee sgarr,
Ciò insci a l’orba pesciad, legnad, sgiafion:
ln6n compar on lum;
1 lobbi se impienissen de sabètt,
E quij, senza dì on ett,
Ciappen a gamb la porta, e van in fum.
:La Tctton, che me ved a compari
Tutt sporch, tutt rabuffaa, tutt sanguanent.
La va in tanto spavent.
Che ghe ciappa i dolor del parturi,
Ghe solta i conversion.
Che la sguizza sul lece come on’inguilla,
D’ave de fa a tegnilla,
E de gionta, deliqui e strangojòn<ref>{{Nsb|ppm|286|57}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 276 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Alto prest, el zerusegh, la comaa!
Acqua, solass<ref>{{Nsb|ppm|286|58}}</ref>, foment, panncald, asce!
Vesinn inanz indree,
Tucc dottoren, tucc platen, fan mercaa;
Intani ven mezza nott,
Gajarda el maa, la donna la peggiora,
E, in pont al bott de l’ora,
Oèe, oèe! cossa l’è? l’è on beli mas’ ciott.
:E in andaa i coss tant ben, grazia al Signor,
L.è stada tanta la satisfazion
Che hoo avuu in quella occasion
Per sta prœuva insci granda del so amor,
Che, s ciavo, hoo pensaa pu
Né ai guaj del temp indree, né ai sœu caprizi,
Né al priguer<ref>{{Nsb|ppm|286|59}}</ref> Jgl stremizi.
Né al brusor del buratt<ref>{{Nsb|ppm|286|60}}</ref> che hoo cattaa su.
:Ma, cold e matt d’amor, ghe stava adree,
Ch’avarev fin vorsuu famm in freguj;
E a furia d’œuv, de puj,
De formaj del mejor di cervellee,
A furia de struziamm,
De sta di noce intregh senza dormì,
L’hoo missa in quindes dì
A la portada de posse pagamm.
:El pagament l’è staa che ona mattina,
Tornand de la bottia per disnà,
Trœuvi netta la cà,
De possegh balla denter la monfrina.
Pu ona camisa, on strasc,
Pu on lenzœu, ona coverta, on piatt, on ramm,
E lee, la ladra infamm,
Scappada a fa la crappa <ref>{{Nsb|ppm|286|61}}</ref>, el soldarasc<ref>{{Nsb|ppm|286|62}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 277 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:GesusI che infamltaal che tradimenti
Trceuvi in terra ona motta de palpcc;
Leggi i letter de lee,
Vedi l’intrigh col sart, ciar e patent,
E vegni irì cognizion
:Che 8Ò l’èva el begliett (quell del guantin)
So el ladrament, so infin
Anch quali biiba d’on fatt del buratton.
:In quell stat de passion, de prim bullor,
Ma sarev fors scannaa mi come on can,
Se a tertegnimm la man
No me vegneva in ment quell car amor,
Quell car angerottell,
Quell pover innocent del me bambin,
Che l’è nanch settemin,
E el par squasi don amn, tant che l’è beli.
:Ficeuj, tender de cœur, che sii staa chi
A scolta i mee lument con cortesia,
Inanz de passa via,
Compatimm, consolemm, piangii con mi;
Piangii col Marchionn,
Col pover Marchionn che sont mi quell,
Striaa e tiraa a bordell
De la capa de luce i bolgironn.
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />lu lana del Brovètt: il palazzo municipale, nella via omonima, fu iniziato da Filippo Maria Viiconti e ultimato dal Conte di Carmagnola, ora residenza degli uffici demaniali o dell’Intendenza di Finanza. Quivi, fino al «ettembre del 1860, erano gli uffici del Municipio di Milano. VSaaa del Brov’ ctl era ì’albo dove ti pubblicavano i matrimoni da contrarti civilmeate, secondo le prescrizioni della legislazione francese.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />benis: confetti.<section end="2" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 278 —||r=s}}</noinclude>
3) <section begin="3" />pertegá: imagine tolta dall’abbacchiare le noci per farle cadere.<section end="3" />
4) <section begin="4" />i post: i clienti.<section end="4" />
5) <section begin="5" />i cavalier: i signori del vicinato.<section end="5" />
6) <section begin="6" />tutta modacc: tutta a mimica.<section end="6" />
7) <section begin="7" />un cremesi : motto volgare disusato, per indicare un * pretesto " o titolo colorato; cremesi propriamente indica il colore ben noto con tal nome.<section end="7" />
8) <section begin="8" />el vada: termine italiano, di giuoco, che equivale a invilo.<section end="8" />
9) <section begin="9" />in dove la se mett: la lascio arbitra.<section end="9" />
10) <section begin="10" />alzada: la spinta a andar via.<section end="10" />
11) <section begin="11" />capponi: battersela, andarsene.<section end="11" />
12) <section begin="12" />sitta: antiquato per sia.<section end="12" />
13) <section begin="13" />sciabel: gambe storte.<section end="13" />
14) <section begin="14" />pettegasciand : trascinando e inzaccherando.<section end="14" />
15) <section begin="15" />legoratt: il lepre.<section end="15" />
16) <section begin="16" />spiona andann: spia portamenti, andatura.<section end="16" />
17) <section begin="17" />perovètt: il piroettare.<section end="17" />
18) <section begin="18" />a la s’ciancona : sinonimo di " stoccona " (f . di a ’ciancon, e sloccon) donna che veste alla moda.<section end="18" />
19) <section begin="19" />sbirent: sfavillanti.<section end="19" />
20) <section begin="20" />sbavazzass: gavazzare.<section end="20" />
21) <section begin="21" />sebissi: esibisco.<section end="21" />
22) <section begin="22" />persegh lass: pesca spiccia.<section end="22" />
23) <section begin="23" />mocca:’ smorfia.<section end="23" />
24) <section begin="24" />cantégora: cosí detta la cantilena che si cantava dalle ragazze milanesi nelle processioni fatte specialmente per questuale a favore del Duomo; in senso figurato qui è detto per " essere sulla bocca di tutti ".<section end="24" />
25) <section begin="25" />lucciada: rovescio di lagrime.<section end="25" />
26) <section begin="26" />moresin: tenero.<section end="26" />
27) <section begin="27" />betteghi: balbetto.<section end="27" />
28) <section begin="28" />" Pace celebrata " era il motto latino che leggevasi su la moneta d’argento del valore di L. 5’, coniata nel 1801 in occasione della posa della prima pietra del Foro Bonaparte.<section end="28" />
29) <section begin="29" />croson, ecc.: il segno di croce che il Parroco, ai crocicchi delle vie di campagna traccia per benedire i campi durante le processioni (logazion) fatte in primavera innanzi Pentecoste : qui significa " non luogo a procedere ".<section end="29" />
30) <section begin="30" />vintsold : sinonimo di lira ; la lira milanese suddividevasi in venti soldi ; donde il proverbio " Ghe cala semper desnoeuv e mezz a fa vint sold ".<section end="30" />
31) <section begin="31" />battajon d’occh, ecc. : quel giorno salutato dal canto di uccelli nel linguaggio milanese concepito come ridicoli o di malaugurio.<section end="31" />
32) <section begin="32" />fiacca campagna : carrozza " in fiore, coi fiocchi ".<section end="32" /><noinclude></noinclude>
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33) <section begin="33" />Che il Porta intenda qui identificare il uvio Gian Giacomo Botegnid come l’ufTiciale civile, il quale awitte al matrimonio celebrato alla proenza dei testimoni (padrln) coll’inlervento dei segretari comunali (icricdal) non è certo; notisi però il sale del poeta nel scegliere fra tutti i cognomi di famiglie illustri quello dei Bolognini, per mettere in rilievo la disgrazia del Marchionn, il quale qui deplora che quell’atto civile gli aveue appioppata una merce avariata quale la Tetton: bolognalla ha appunto il senso di imbrogliare.<section end="33" />
34) <section begin="34" />pastegg: il pranzo.<section end="34" />
35) <section begin="35" />La notte del sabato grasso era libero a tutti l’iagreato nei ritrovi pubblici (veglioni e feste danzanti minori) illuminati con lampioncini a forma di palloni.<section end="35" />
36) <section begin="36" />Quattro teatri popolari : Carchrn in corso Porta Romana, e Canobhiantí (oggidí Lirico) in via Larga, tuttora esistenti. Lrntát, nella via omonima, e Rr, sull’area dell’attuale Galleria V. E., corrispondente alla parte centrale del fabbricato fra piazza del Duomo, via Silvio Pellico e Galleria propriamente delta.<section end="36" />
37) <section begin="37" />Protraendoii le danze fino al mattino della Domenica I di Quaresima, i milanesi, prima di rincasare, per l’osservanza del precetto festivo, affollavano le chiese per assistervi alla Messa in aurora : Caroti, era la chiesa fra il teatro della Scala e S. Fedele (sull’area dell’attuale Banca Commerciale prospicente il palazzo Marino) detta S. Giovanni alle case rolle (Caroli).<section end="37" />
38) <section begin="38" />Cambia»: ca0À di storica memoria, nel largo presto il teatro della Scala, che allora comunemente dicevasi il Teatro Grande.<section end="38" />
39) <section begin="39" />cagna: mordace.<section end="39" />
40) <section begin="40" />cioccherá: ubbriacona.<section end="40" />
41) <section begin="41" />Starlattona : dissipatrice.<section end="41" />
42) <section begin="42" />zavaj : bighellona<section end="42" />
43) <section begin="43" />slandrosa: sfacciata.<section end="43" />
44) <section begin="44" />pattèr: rigattiere.<section end="44" />
45) <section begin="45" />can borian: gente sospetta.<section end="45" />
46) <section begin="46" />faxall: corruzione di fauxall, pubblico divertimento in luogo all’aperto (entro recinto ben illuminato, allietato da musiche, danze, fuochi artificiali, con spacci di bibite, tabacchi, ecc.) che nell’ultimo quarto del sec. XVllI piú volte era stato autorizzato in Milano.<section end="46" />
47) <section begin="47" />cogilor: coadiutore del parroco.<section end="47" />
48) <section begin="48" />gòmit: vomito.<section end="48" />
49) <section begin="49" />rincress: male voglie.<section end="49" />
50) <section begin="50" />balcaa i ari: placate le baldanze<section end="50" />
51) <section begin="51" />petitt: qui significa voglie di gestanti.<section end="51" />
52) <section begin="52" />cilan : spilongone ; propriamente giovane di statura piò alta di quel che la sua etá richieda.<section end="52" />
53) <section begin="53" />(>ajasc: saccone di paglia o foglie di grano.<section end="53" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 280 —||r=s}}</noinclude>
54) <section begin="54" />nisciorín: verghella di nocciuolo.<section end="54" />
55) <section begin="55" />tarèll: grosso e nodoso bastone.<section end="55" />
56) <section begin="56" />gnocch: pugni.<section end="56" />
57) <section begin="57" />strangojòn: nodi alla gola.<section end="57" />
58) <section begin="58" />tolass: salasso.<section end="58" />
59) <section begin="59" />priguer: pericolo (sottintendi, di aborto) in conseguenza dello spavento (streinizi) simulato d’accordo coi compari che avevano bastonato Marchionn, per giustificare presso il credulo marito le doglie di quel parto che avveni/a innanzi tempo.<section end="59" />
60) <section begin="60" />buratt: bastonatura.<section end="60" />
61) <section begin="61" />crappa: baltracca.<section end="61" />
62) <section begin="62" />soldarasc: far la vita da caserma.<section end="62" /><noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=120%|v=1|t=3|1.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|PER LA MORT DEL BRAVISSEM PITTOR E LETTERATO<br>GIUSEPP BOSS<ref>{{Nsb|ppm|320|1}}</ref>}}
{{Ct|f=100%|v=2|lh=1.5| (1815)}}
<poem>
:L’è mort el pittor Boss! Jesuss per lu,
Sclamen, e passen i fedcl Cristian:
I pretocch vicciuritt (reghcn i man,
E disen, roejl on candirott de pu.
:Quij del mestee, ch’el veden in di pu,
Goden de vess tant manch intorna al pan;
1 rìcci) ozios ghc dan del barbagian
A vesses bolgiraa per la virtú.
1 malign, che hin pu spess che i galantomm,
O de rift o de raff, o indrizz o stort,
Cerchen, se ponn, de spiscinigh el nomm.
:E mi, per consolamm del me magon,
Ghe disi a sto grand’omm che se l’è mort.
L’è pur anch fœura don gran mond cojon.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 284 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=3|lh=1.5| 2.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|PER ONA SCENNA MAL ORGANIZZADA}}
{{Ct|f=100%|v=2|lh=1.5| (-1815).}}
<poem>
:Per burattà<ref>{{Nsb|ppm|320|2}}</ref> se drœuva el buratton,
Per pontellà se drceuva di pontij,
Per lima e scopellà, limm e scoppij,
Per stanga e bastona, stangh e baston;
:Se drœuva per stoppa di stopporon,
Per martella se drœuva di marti j.
Per imbrià di bruco se drœuva i brij,
E per scopponà sii, di bon coppon;
:Per inredà i merlott se drœuva el red,
Per sganassà a l’ingross di bonn ganass,
Per inspedà polid se drœuva el sped;
:Ergo donca Ve cossa che la va
Sœulia, sœulia, polid e del so pass
Se drœuven i orghen per organizza.
</poem>
<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=3|lh=1.5| 3.}}
{{Ct|f=100%|v=2|lh=1.5| (-1815).}}
<poem>
Ma sal, el mè sur Lella<ref>{{Nsb|ppm|320|3}}</ref>, che a dì pocch
El meritta de vess casciaa in galera,
Asen fottuu! ch’el vaga a strappa i sciocch<ref>{{Nsb|ppm|320|4}}</ref>,
E minga a strappa i dent in sta manera!
:Per cavamm on dent guast tramm tutta in tocch
La gengiva e on bon quart de restellera?<ref>{{Nsb|ppm|320|5}}</ref>
Ah, sur Leila! ona porca de tarocch<ref>{{Nsb|ppm|320|6}}</ref>
Pesg de lu no la gh’è propi davvera!
:So che parland di strappadent in massa
Se diseva ona vœulta che costor
O che strappen el dent o la ganassa;
:Ma lu, sur Leila, senza avegh la flemma
De fa vuna di dò come fan lor,
El strappa la ganassa e i dent insemma.
</poem>
<section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 285 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
:{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5|4.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1809).}}
<poem>
El sarà vera fors quel ch’el dis lu<ref>{{Nsb|ppm|320|7}}</ref>
Che Milan Ve on paes che mett ingessa<ref>{{Nsb|ppm|320|8}}</ref>,
Che l’aria l’è maliana, umeda, grossa,
E che nun Milanes semm turlurú;
:Impunemanch però, el me sur Monsìi,
Hin iredes ann che osservi d’ona cossa
Che quand lor sciori pienten chi in sta fossa
Quij benedetti verz<ref>{{Nsb|ppm|320|9}}</ref>, no i spienten pìi.
:Per resolv a la mej sta question,
Monsìi, ch’el scusa, ma no poss de men
Che pregali a adattass a on paragon.
:On asen manteguuu semper de stobbia<ref>{{Nsb|ppm|320|10}}</ref>,
S’el riva a zaffa<ref>{{Nsb|ppm|320|11}}</ref> biava e fava e fen,
El tira giò scalzad<ref>{{Nsb|ppm|320|12}}</ref> fina in la grobbia<ref>{{Nsb|ppm|320|13}}</ref>.
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />5<ref>{{Nsb|ppm|321|14}}</ref>.
(1811).
:<poem>
Mè cugnaa el Giromin, quell candiron
Ch’el pareva on salam mal insaccaa,
El te m’ha daa assabrutta on beli pienton<ref>{{Nsb|ppm|321|15}}</ref>
E Ve cors in Castell a fass soldaa.
:La piang la mamma, e la gh’ha ben reson.
Che la mamma l’è quella ch’el l’ha faa;
So pader anca lu el fa el maccaron<ref>{{Nsb|ppm|321|16}}</ref>,
Ma l’è semper so pà, sia bolgiraal
:Quel che me par a mi on poo strava(;;ant
L’è a vede i sœu fradij tutl magonent<ref>{{Nsb|ppm|321|17}}</ref>
A piang, a sospira, a casciass<ref>{{Nsb|ppm|321|18}}</ref> tant.
:Màssem che fœura de sto stat che chi
No che n’è vun pu spicc al temp present
Per fagh schiva l’incomed del spartì<ref>{{Nsb|ppm|321|19}}</ref>.
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 6.<ref>{{Nsb|ppm|321|20}}</ref>.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1816).}}
<poem>
:Coss’evela la manna ch’el Signor
El fava piœuv del elei per i sœu Ebrej?
L’èva on cerio compost d’ogni savor
Faa a boccon press a pocch come i tortej .
:Sti savor se postàven de per lor
In di bocch a mesura di so idej:
Voreven figattej....<ref>{{Nsb|ppm|321|21}}</ref> puj....<ref>{{Nsb|ppm|321|22}}</ref> cavolfior?...
Mangiaven cavolfior, puj, figattej.
:Pur gh’han avuu anmò faccia, sti canaj,
De digh a nost Signor che n’even sacc<ref>{{Nsb|ppm|321|23}}</ref>;
E lu, al de là de bon, màndegh di quaj!<ref>{{Nsb|ppm|321|24}}</ref>
:Se seva mi el Signor, stampononazza!
Ghe voreva fa piœuv in sul mostacc
Ona manna de stronz longh quatter brazza.
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 7.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1815).}}
<poem>
Subet che sevem sett a on tavolin,
E che gh’eva de sott quattordes pee,
Come fala mò a dì, sura Lenin,
Che i pee che l’han toccada even i mee?
:Come fala poeú a damm tant del gingin<ref>{{Nsb|ppm|321|25}}</ref>
E del cisquitt<ref>{{Nsb|ppm|321|26}}</ref> che ghe sussiss<ref>{{Nsb|ppm|321|27}}</ref> adree,
Quand podarev crepa in man de Ciocchin<ref>{{Nsb|ppm|321|28}}</ref>
Se m’è mai soltaa in eoo de pensa a lee!
:Sto strapazzamm giugand a induvinà,
Cara sura Lenin, l’ha de capì
Che ghel poss propi minga perdona.
:A men che l’abbia ditt che sont staa mi
A toecalla coi pee, perchè la sa
Che eoi man già gh’hoo on schivi de no dì.
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 287 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 8.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (- 1812).}}
<poem>
Quand vedessev on pubbleg fonzionari
A scialalia coi fiocch senza vergogna,
Disii pur che l’è segn ch’oltra el salari
El ghe mett lu del so quell che besogna.
:Quand savessev del franch che a l’incontrari
Noi gh’ha del so che i ball ch’el ne bologna<ref>{{Nsb|ppm|321|29}}</ref>,
Allora, senza nanch vess temerari,
Disii ch’el gratta<ref>{{Nsb|ppm|321|30}}</ref> senza avegh la rogna.
:Quand intrattant ch’el grattta allegrament
Vedessev che i sœu capp riden e tasen,
Disii pur che le segn che san nient.
:Ma quand poeìi ve sentissev quej ribrezz,
Perchè a dì che san nient l’è on dagh de l’asen,
Giustemmela, e disii che fan a mezz<ref>{{Nsb|ppm|321|31}}</ref>.
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 9.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1815).}}
<poem>
Remirava con tutta devozion
Vuna de sti mattinn in l’Ospedaa
El ritratt de Monteggia<ref>{{Nsb|ppm|321|32}}</ref>, e l’iscrizion<ref>{{Nsb|ppm|321|33}}</ref>
Che dis con pocch pardi tane verìtaa.
:Quand on tricch e tritracch sott al porton
El me presenta on asen mezz spelaa
Ch’el fava on vòlt real con el firon<ref>{{Nsb|ppm|321|34}}</ref>
Per rampa<ref>{{Nsb|ppm|321|35}}</ref> jora in cort on ammalaa.
:A sto pont tutt l’amor per la virtú,
Ch’el me ispirava quell dottor de sass<ref>{{Nsb|ppm|321|36}}</ref>,
L è andaa in fond di calcagn lu de per lu.
:E hoo vist infin che i sciori<ref>{{Nsb|ppm|321|37}}</ref> no gh’han tort
Quand se disen tra lor per confortass
Che var pu on asen viv, che on dottor mort.
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 288 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 10.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1814).}}
<poem>
Marcanagg i politegh seccaball<ref>{{Nsb|ppm|321|38}}</ref>,
Cossa serv tane descors, lance reson?
Già on basi infin di face bœugna portai,
E l’è inutel pensa de fa el patron.
:E quand sto bast ghe l’emm d’ave sui spali
Eternament, e senza remission,
Cossa ne importa a nun che! sia d’on gali<ref>{{Nsb|ppm|321|39}}</ref>,
D’ cn’aquila, d’on* oca o d’on cappon?
:Per mi credi che el mej el possa vess
El partii de fa el quoniam<ref>{{Nsb|ppm|321|40}}</ref>^ e prega
De no baratta tant el bast de spess.
:Se de nò col posta<ref>{{Nsb|ppm|321|41}}</ref> d’on sit a l’olter
I durezz di travers, reussirà
On spelament puttasca e, nagott olter.
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 11.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1815).}}
<poem>
Sissignor, sur marches, lu l’è marches,
Marchesazz, marcheson, marchesonon,
E mi sont el sur Carlo milanes,
E bott lì senza nanch on strasc d’on don.
:Lu el ven luster e beli, e el cress de pes
Grattandes con so comed i mincion,
E mi, magher e biott, per famm sti spes
Bœugna che menna tutt el dì el fetton<ref>{{Nsb|ppm|322|42}}</ref>.
:Lu, senza savè scriv ne savè legg
E senza, direv squas, savè descor,
El god salamelecch, carezz, cortegg;
:E mi (destinon porch) col me sta su
Sui palpee tutt el dì, gh’hoo nanch l’onor
D’on salud d’on asnon come l’è lu.
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 289 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 12.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1807-1617).}}
<poem>
Quand per i stravaganz de la stagion
La campagna la va a fass sbolgirà,
Ogni fede! zeoco subet el va
A tcEUssela con chi ghe fa passion.
:1 picch ghe l’han coi vizi di patron,
1 scrupolos col tropp amoreggia,
I «onaj<ref>{{Nsb|ppm|322|43}}</ref> col vorè filosofa,
I quamquam<ref>{{Nsb|ppm|322|44}}</ref> con la strada del Sempion,
:I magatton<ref>{{Nsb|ppm|322|45}}</ref> col stomegh desquattaa<ref>{{Nsb|ppm|322|46}}</ref>,
I beatt coi bottegh avert in festa,
I pcssee<ref>{{Nsb|ppm|322|47}}</ref> coi vegili<ref>{{Nsb|ppm|322|48}}</ref> trascuraa.
:E cert olter, stremii de la tempesta,
Usand misericordia ai nost peccaa,
Ghe l’han, savii con chi?... con quell che resta....
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 13.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|ON CONTIN BERGAMASCHIN CHE FA EL BRUSCHIN<br>CONTRA DI MENEGHIN<ref>{{Nsb|ppm|322|49}}</ref>.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1816).}}
<poem>
Oh carin, beatin, mattin, smorbiin,
Arcadin poetin, ciccin, contin,
Puresin col tossin<ref>{{Nsb|ppm|322|50}}</ref>^ che in Parnassio
Pien d’estrin fa frin frin col ghitarrin,
:Pian pianin, beli bellin, ch’el tropp foghin
Noi te scalda el pissin, contin ciccin.
Te preghi per mammin, per papparin,
Per tult i bortolin<ref>{{Nsb|ppm|322|51}}</ref> bergamaschin.
:Te preghi per l’acquin del fontanin
Che lava el mostaccin<ref>{{Nsb|ppm|322|52}}</ref> Je Doridin<ref>{{Nsb|ppm|322|53}}</ref>
In sul poggin verdin, freschin, gingin;
:InBn te preghi per el cardeghin
Dove te fee settina<ref>{{Nsb|ppm|322|54}}</ref> a fa cacchin
E a fa versin de tutt e duu i boggin<ref>{{Nsb|ppm|322|55}}</ref>.
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="2" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 290 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 14.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1815).}}
<poem>
Scimes<ref>{{Nsb|ppm|322|56}}</ref>, pures, bordocch<ref>{{Nsb|ppm|322|57}}</ref>, centpee, tavan,
Camol<ref>{{Nsb|ppm|322|58}}</ref>, mosch, pappatas, vesp, galavron,
Formigh, zanzar, scigàd<ref>{{Nsb|ppm|322|59}}</ref>, vermen, scorpion,
Consolèv che l’estaa l’è pocch lontan.
:Pover bestiolitt! pover badan!<ref>{{Nsb|ppm|322|60}}</ref>
Mordinn<ref>{{Nsb|ppm|322|61}}</ref>, sciscenn<ref>{{Nsb|ppm|322|62}}</ref>, secchenn<ref>{{Nsb|ppm|322|63}}</ref> che sii patron;
Caghenn in sui pitanz, in sul muson;
Cribbienn<ref>{{Nsb|ppm|322|64}}</ref> ( pagn<ref>{{Nsb|ppm|322|65}}</ref>, i frutt, la carna, el gran.
:Fee pur quell che ve pias, car bestiolitt,
Che el manch che possem fa per i vost meret
L’è quell de lassav scœud tutti i petitt.
:Insci magara ve vegniss a taj<ref>{{Nsb|ppm|322|66}}</ref>
D’andà a quarter d’inverna in del preterel
De chi loda l’estaa coi sœu regaj.
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 15.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1812).}}
<poem>
I paroll d’on lenguagg, car sur Manell{{Nsp|322|67|323|67}}
Hin ona tavolozza de color
Che ponn fa el quader brutt, e el ponn fa beli
Segond la maestria del pittor.
:Senza idej, senza gust, senza on cervell
Che regola i paroll in del discor,
Tult i lenguagg del mond hin come quell
Che parla on so umelissem servitor.
:E sti idej, sto bon gust già el sa vara
Che no hin privativa di paes.
Ma di eoo che gh’han flemma de studia.
:Tant l’è vera che in bocca de ussuria
El bellissem lenguagg di Sienes
L’è el lenguagg pu cojon che mai ghe sia.
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| 16.}}
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| (-1815).}}
<poem>
Capissi anmì, sur professor Ronchett<ref>{{Nsb|ppm|323|68}}</ref>,
Che in quant a fa strivaj lu le quell omm
Che pò sta impari quand se sia al Domm,
Che l’è tra i maravej quella di sett.
:Ma quell vizi fotluu de l’impromett
E de vess tant de rari calantomm,
Et fa tort minga poch al so bon nomm,
E come dighi l’è on fottuu difett.
:Ma dianzer, coss’hin i mee danee?
Hin merda, ch’el vœur propri ciappann pu?
Feo el sbir, e! boja, el lader de mestee?
:Anzi quant a meatee semm cama e peli,
Che lavorem in vers<ref>{{Nsb|ppm|323|69}}</ref> lant mi che lu,
Mi i penser del me eoo, e lu el viteil.
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 17.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1810-1814).}}
<poem>
Quand passi de la Piazza di Mercant,
E che vedi a brusà di mercanzij
In mezz a on sere de ozios, de toff<ref>{{Nsb|ppm|323|70}}</ref>^ Je spij,
Ridi de cœur ch’hoo mai riduu oltertant.
:Ingles mincioni, dighi, arziignorant!
Credevev fors che nun fussem de quij
De inorbì coi vost strasc, coi speziarij?
On cazzi vardee, vi brusem ben d’incant<ref>{{Nsb|ppm|323|71}}</ref>.
:Ne ve credissev nanch che sii falò
Se pizzassen doma per gust del re
In pubblegh e sui piazz? Mai, mai, ohibò!
:1 femm anch nun tra nun per nost piasè:
Anzi on disnà noi ne fa mai bon prò
Se noi sa on poo de gremm del vost caffè.
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 18<ref>{{Nsb|ppm|323|72}}</ref>.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1810).}}
<poem>
E daj con sto chez-nous: ma sanguanon!
Subet ch’el gh’ha sta gran cuccagna in Pranza,
Ghe va tant a andà fceura di cojon
E a torna a cà a godella sta bondanza?
:In quant a nun, s’el ne usa st’attenzion,
In contrassegn de grata regordanza
El scassem subet giò del tabellon
Di baloss e di porch senza creanza.
:Anzi, ch’el varda, vuj ch’el preghem fina
De no fa olter quand el riva a cà
Che parla maa de nun sira e mattina.
:Insci almanch podatavem lusingass
Che paricc finalment, dandegh a tra,
Barattassen el sit d’andà a seccass.
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 19.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|PER EL MATRIMONI DELLA SURA VIOLANTINA PORTA<br>COL SUR ANTONI LANDRIAN<ref>{{Nsb|ppm|323|73}}</ref>.}}
{{Ct|f=100%|v=1|''Sonett accompagnatori d’on servizi de deseri.''}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1814).}}
<poem>
Per no lassav andà fœura de cà
Senza nanch dav adree quej testimoni
De quell che gh’hoo intenzion de vorè fa
Per trepudi del voster matrimoni,
:Ve mandi quatter piatt bon de drovà
Per quand no vorii sta sui zerimoni:
Hin giust per frutta, e serven a spiega
Che l’è per frutta che ancamì vi doni.
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 293 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Oltra quest, quand voressev dà de ment
A l’uso che se fa de certi capp,
Ponn serviv de auguri e compliment.
:A tuttamanch però perchè hin sgiandos<ref>{{Nsb|ppm|323|74}}</ref>,
Servirai! tutt i vœult che van in ciapp<ref>{{Nsb|ppm|323|75}}</ref>
A fav dì per me cunt, Evviva i spos!!
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 20.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|AL SUR CAV. VINCENZ MONTI.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|''Invid a on festin<ref>{{Nsb|ppm|323|76}}</ref>''.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1815).}}
<poem>
Per incœu guarna pur via
I tò rimm, i tœu conzett.
E ven chi a godè in cà mia
Vun di solet Testinett.
:Te doo face de mett legria,
Fior de gamb, de brasc, de lett,
De imbrojà el eoo a chi se sia
Che podess tra on fazzolett<ref>{{Nsb|ppm|323|77}}</ref>,
:Sont sicur che te diree
Che hin i Grazi e i Mus che balla
Sui bej praa del Pegasee:
:Ma el diroo forsi mej mi
A vede che no ghe calla
El so Apoll, che te set ti.
</poem>
:<section end="s2" />
<section begin="s3" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 21.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1815).}}
<poem>
:A proposet, lustrissem, de vaccina,
Ch’el senta s’el vceur rid questa che chi
Ch’el sarà on mes che la m’è occorsa a mi
In del fa vaccina la Barberina.
</poem><section end="s3" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 294 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Gh’eva in cà del dottor ona mammina
Che l’èva in d’on fastidi de no dì
Per scernì fœura el sit de fa insedi
I varœul a ona sova piscinina.
:Minga chi, perchè chi el dà tropp in l’œucc,
Minga là, perchè la se vedarà;
Chi nanch, perchè ghe resta el segn di bœucc.
:Tira, bestira, on mondo de reson,
Fin ch’el medegh, per falla quieta,
Femmegh Tinest<ref>Nelle prime edizioni si legge inset, ma sembra un errore tipografico.</ref>, el dis, in sui garon?
:Oh che tocch de mincion
(La sclama sta sciorina a l’improvvista).
Sui garon? giust insci: pussee anmò in vista!
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 22.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|AL SUR AVVOCAI GIUSEPP’ANTONI MARTINELL.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|''Scritt in la soa delizia de Senagh.''}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1814).}}
<poem>
Alto scià penna, carta e carimaa,
E giustemm el nost cunt, sur Martineli:
Ch’el varda chi che hoo giusta preparaa
Tiraa fœura anca mi el me cuntarell:
:A lu: tant per lenzœu slisaa<ref>{{Nsb|ppm|323|78}}</ref> e sporcaa,
Tant per pan, per pitanza e fìrisell<ref>{{Nsb|ppm|323|79}}</ref>;
A mi: tant per falzett<ref>{{Nsb|ppm|323|80}}</ref> e gipp, s’ cioppaa
A furia de paccià come on porscell;
:A lu: tant per carocc inanz indree;
Tant per caffè, sorbitt, acqu e bombon;
Tant per latt, ciccolatt, cruzi e cuntee;
:A mi: tant per la tolla del faccion<ref>{{Nsb|ppm|323|81}}</ref>;
Tant per cremor de tarter al speziee;
Tant al dottor per l’indigestion.
Vedi a la conclusion.
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 295 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Sur Martinell. che i cunt hin II p«r lì,
Se fors’anch no me ven quejcois a mi,
Come sarav a dì:
:Tant per la frustadura di ganass,
Per i dent de nettass e de strappass,
E per el vegnì grass
:Tant de pu, in di vestii, de tila e pann,
Ch’ cl capirà che l’è minga pocch dann,
E màssem in sti ann
:Ch’el vestiari l’è montaa a quell segn<ref>{{Nsb|ppm|323|82}}</ref>,
Che mej che grass l’è asquas vess in di legn<ref>{{Nsb|ppm|323|83}}</ref>.
Donca lu col so ingegn
:El vedarà che, a vorè sta a rigor,
Restarèv mi a la longa creditor;
Ma no stemm a descor
:De danee.... pover lu.... nò..,, el me fa tort....
Se incontraremm.... già no semm minga mort....
E poeú femm de sta soft,
:Ch’el tegna sald.... puttost tornaroo chi
A sta con lu ancamò per quindes dì.
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 23.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|I SETT DESGRAZI.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1815).}}
<poem>
On pover cereghett schisciamicchin<ref>{{Nsb|ppm|323|84}}</ref>,
Per tœuss sto carnevaa on divertiment.
L’ha pientaa ona pastoccia ai sœu parent,
E l’è sghimbiaa a la festa al Teatrin<ref>{{Nsb|ppm|323|85}}</ref>.
:Però per no fa tort al collarin
El s’è vestii de mascher bravament,
Barattand contra on scud de pagament
L’abet de pret in l’abet d’on pollin.
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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Pagina:Porta - Poesie milanesi.djvu/302
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 296 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Ma el diavol, nemìs nassuu e giuraa
De tucc i Cristian, ma anmò pussee
De quij ghe gh’han sul eoo quell o pelaa<ref>{{Nsb|ppm|323|86}}</ref>,
:Prevedend fors ch’el studi o la fortuna
Podeven tirali fœura del vivee<ref>{{Nsb|ppm|323|87}}</ref>,
L’ha resoli de strozza el prevost in cuna,
E el te ghe n’ha faa vuna
:Propi maggenga, e pesg de la tempesta,
Che in pocch pareli, senza tant franz, l’è questa:
Appenna su la festa,
:El ghe spediss incontra on bel donnin
Cont on cuu pu redond d’on pomm poppin.
De mœud che l’abbadin.
:Che l’è de carna infin, che infìn l’è on omm,
Noi pò de manch de pettà i ong sul pomm;
E in quella on galantomm
:De quij tal de la gippa de Baltramm<ref>{{Nsb|ppm|323|88}}</ref>
El ferma al voi sto beli sciampin d’Adamm.
Ah traditor infamm
:D’on demoni! va là: corregh adree,
Fagh pur fa de maross anch la minee
Intant ch’el va a pollee!
:Va là: satisfet pur, fa i tò vendett:
D’ona desgrazia faghen fœura setti
Demoni marcadett!
:Sissignor, propi sett, nanch vuna men:
Cuntéj, e vedarii se dighi ben.
Vuna, l’arrest; dò, el pien
:Coi sœu de cà, che pronten la cannella;
La terza, i guaj e el rugh de la soa bella;
La quarta, la querella
:E el nichìl transit<ref>{{Nsb|ppm|323|89}}</ref> de monscior vicari;
La quinta, el benefizi che va a l’ari;
La sesta, el vestiari
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="Sciking" />{{RigaIntestazione||— 297 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:De paga al mascaree fin ch’el sta dent
Cioè a tutt sabet grass comodament;
L’ultema fìnalment,
:Quella d’ave daa el nas in d’on poetta
Che spantega sto fatt con la trombetta.
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 24.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|SONITT ALL’ABBAA GIAVAN<ref>{{Nsb|ppm|323|90}}</ref>}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1816).}}
{{Smaller block|class=is}}Questo nomignolo vela il nome del piacentino abate Pietro Giordani, ottimo letterato, ma acre e pedante. Al comparire del primo volume della Collezione delle migliori opere scritte irx dialetto milanese (Piroita, 1816. 12 volumi in 16’) stampò che esso non conteneva che Inezie e inutilità, atte a mantenere il popolo nella tua grossezza e trivialità, e che ad ogni modo dodici volumi erano troppi, e danneggiavano la gloria letteraria di Milano. Dei tredici sonetti polemici che il Porta, sdegnato, tcrÌMe contro il Giordani, pubblichiamo i cinque ritenuti migliori.</div>
:<poem>
Se on viaggiator el se fudèss propost
De descriv on paes, puta Milan,
E che appenna rivaa al Boroh di Ortolan
El fermass la caroccia in del prim ost;
:E che là, senza mai mœuves de post,
El scrivess ciò triff tiaff roba de can
Contra i faboregh<ref>{{Nsb|ppm|323|91}}</ref>, i donn, el ciel, el pian,
I costumm e el savè del popol nost;
:Costú, domandi mi, saravel somm<ref>{{Nsb|ppm|323|92}}</ref>,
Fatov, malign, tambèrla, malcreaa,
Birbon, canaja, bestia, oppur on omm?
:Ohibò! el sarav fradell de ìjuell’Abaa
Che in grazia che noi pò capì on prim tomm,
El ne strapazza vundes nanmò faa.
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 298 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 25.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1816).}}
<poem>
Se i Milanes col scriv in milanes
Pretendessen de tra in terra el toscan,
Mi per el prim vorev che Don Giavan
El te ghe sonass giò sardell de pes;
:Ma siccome l’è pubblegh e pales,
Manifest e patent a tutt Milan,
Ch’hin gent senza pretes, e bon vivan,
Vorèv mò inscambi ch’el ghe fuss cortes.
:Tanto pu che stampand, stampen per lor,
E in cà soa, e per so divertiment,
E con licenza di superior;
:E che infin dodes tomm n’hin minga assee
De porta el minem dann ai sœu talent
In d’ona Italia pienna de pessee<ref>{{Nsb|ppm|324|93}}</ref>.
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 26.}}
<poem>
Catto! el me dis, che i sœu paroll toscann
Hin tutta grazia, tutta ziviltaa,
E pœu el ne sgogna dopo a brazz de pann,
Senza che gh’abbiem faa ne ben ne maa?
:Ma catto! s’el voreva strapazzann,
El doveva almanch fall in sbottasciaa<ref>{{Nsb|ppm|324|94}}</ref>,
Sbassass, come el dis lu, trattann, parlann
Cont el lenguagg di goff e di rabbiaa!
:Insci mo, coss’hal faa con la sua piatta?<ref>{{Nsb|ppm|324|95}}</ref>
L’ha sassinaa de pianta i sœu argoment,
E el se desfaa lìi de per lú la fatta:
:E col vorrò sta sii e fa el caga in l’olla<ref>{{Nsb|ppm|324|96}}</ref>,
L’ha obblegaa a volzass nun per stagh arent,
E a digh sii in bon toscan:»S/e//e che chiolla!
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
7nxkdcbk8u81nydgs8i4ck4hcboejf4
Pagina:Porta - Poesie milanesi.djvu/305
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 299 —||r=s}}</noinclude>
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 27.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1816).}}
<poem>
Natan profetta (e questa, sur Abaa,
L’è moral de la bona e de la bella)
L’è andaa de David dopo quell peccaa
Ch’el sa poeú lu<ref>{{Nsb|ppm|324|97}}</ref>, a cuntagh st’istoriella:
:David, giustizia! On ricch picn ras sfondaa
De bè, de bœu, de becchi, de scarsella
L’ha traa in setton de pianta<ref>{{Nsb|ppm|324|98}}</ref> on desgraziaa
Robandegh ona poca pegorella.
:David, che l’èva on re puttost fogos.
In dov’eei, el respond, sto becco etzettera,
Ch’el poda fa inciodà sora ona eros?
:Bell beli, allora Natan el repìa,
Manch fœugh, che a redú i coss propi a la lettera
Ti te sec el ricch, e el desgraziaa l’è Uria.
Istess cont uscioria
:Bajaroo on poo anca mi Natan nostran....
Cwne?... lu che l’è dent coi pee, coi man,
Col eoo, col fabrian
:In di rimm de Toscana, e ch’el ghe n’ha
De fa lece a cavaj, de impinn di cà,
£1 gh’ha el coragg de fa
:La guerra a sti pocch nost dodes tomitt,
A l’unega berina di BosittP
Lu, dighi, el gh’ha el petitt
:De sgognann, strapazzann, rompen la pippa?
Che azion de porch, sur David de la lippa!
</poem><noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5| 28.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1816).}}
<poem>
Per fagh vede e tocca propi con man
Che, anch senza vess nassuu in d’on’aria fina
E ave tettaa de bajla firentina,
Se pò fass fœura i busch<ref>{{Nsb|ppm|324|99}}</ref> anca in Milan,
:Ch’el me sporgla on poo chi, sur Don Giavan,
El fregaœucc<ref>{{Nsb|ppm|324|100}}</ref> de quella soa manina,
E ch’el tocca, ch’el studia e ch’el compina<ref>{{Nsb|ppm|324|101}}</ref>
Sti pocch donzenn de nomm italian.
:S’el leggiarà polit cont attenzion,
E se de gionta el vorarà nota
Sti nomm sul mennabò<ref>{{Nsb|ppm|324|102}}</ref> Ji citazion,
:Sur Don Giavanin d’or, ch’el lassa fa
Che ghe meltaroo insemma on regalon
Ch’el vorarà stantà a portali a cà.
Prest donch ch’el vegna za,
:Leggemm: Letteratura: Muss<ref>{{Nsb|ppm|324|103}}</ref>, Gigee,
Rivola, Castion, Magg, Balestree,
Litta, Tanz, Borromee,
:Setalla, Ripamont, Gian MarHan,
Carchen, Maggenta, Ajrold, Venust, Cardan,
Ferrari Ottavian,
:Castion d’Alfons, Berchet, Scott, Purisell,
Peregh, Manzon, Luin, Pozzobonell,
Gianella, Gambarell,
:Torti, Panigarœu, Bellott, Parin,
Verr Lissander, Oltrocch, Rejna, Venin.
Storia: Sass, Calch, Giulin,
:Verr, Simonetta, Cœuri Bernardin.
Medesma: Majner, Lanfranch, Baldin,
Cros, Concorezz, Tadin,
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 301 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Salvadegh, Mennaben, Grì0, Lampugnan,
Duu De Grad, duu Caimm, Manata Alban,
Simonetta, Giussan,
:Rovida, Della Porta, Castion,
Moscati, Pravesin, Casaa, Boldon,
Boss, Assander, Siton.
:Anatomcga: Buzz, Gaspcr Asell,
Carchen, Bianch, Bium, Monteggia, Magistrcll,
Tron, Cuoi, Mazzucchell,
:E Riboli, e Palletta, e l’Ospedaa.
Chimega: L’Alcman, Monguzz, Poraa.
Scienza d’antightlaa:
:Trivulz, Ferrari Ottavi e Ottavian,
Fumagall, Allegranza, Boss anzian
E Gattani Gaitan.
:Fisega: Fris, Raccagn, De Regis, Pin.
Meccanega: Isimbard, Elli, Sonzin,
E Beccaria Ballin.
:Argentana: Cardan, Brambilla, Gross,
Luccignœu, Scorza, Arsagh, e quel pess gross
Del Poppa Caradoss.
:Incishn: Giusepp Longh e la soa scceula.
Archilellura: Bass, Mangon, Vignœula,
Solar, Meda, Cagnœula.
:Pitlura: Cresp, Boltraffi, Bramantin,
Melz, Lomazz, Poppa, Zeser Sest, Luin,
Pamfil, Oggionn, Figin,
:Del Cajro, Michelin, Pepp Boss, Appian,
Peregh, Gallear, Sanquiregh, Landrian,
Ganna, Levaa, Vaccan,
:E in tra i donn la Milesi, la Legnana,
La Belleria, la Corneo, la Vedana,
L’Olivazza, l’Appiana.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 302 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Scultura: Porta, Biff, Fontana, Agraa,
Solar, Bambaja. Giusprudenza: Alziaa
Papà di dottoraa,
:Posteria, Ares, Taegg, Cajmm, Carpan,
Manfred Setalla, Gian Luis Toscan,
Piroven e Giussan.
:^olitega: Moron, Verr, Beccaria.
Matematega, Calcai, Stronomia:
Ceva, Agnesa Maria,
:Caravagg, Mazzucchell, Zeser, Carlin,
Lece, Cavalier, e on Orian che in fin
L’è on lum de vott stoppin.
:Milizia: EI gran Trivulz, Melz Luduvigh,
Medes, Castald, e Belgiojos Albrigh,
E i nost Viscont antigh.
:Musega: Cadenazz, Mess, Palladin,
Mìnoja, la Grassina, Sant Martin,
E Luvis Marchesin.
:Diplomazia: El cardinal Moron,
Archint, Taverna, Cresp, Melz, Castion
E el Boss de Provvision.
:Teologia: Moron, Branca, Bonscior,
E in Domm on para l’ann dedree del cor<ref>{{Nsb|ppm|324|104}}</ref>,
Artegian poeìi descor!
:Ona motta, on vivee, on muco, on brovètt;
Perfett, arziperfett, plusquam perfett:
Basta dì che on Ronchett
:L’instrivalla tutt l’ann re e imperator;
E che a Londra e a Paris ne fan l’onor
De dà la metta a l’or
:Coi noster bravi balanzitt nostran,
Fabbricaa in st’aria grossa de Milan.
Ora, sur Don Giavan,
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 303 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Che l’ha leggiuu polit, e che l’ha vitt
Che sto paes no l’è poeú tanto trist,
Ne insci biott e sprovvitt
:De gent che vara tant e quant e lu,
Se per modestia noi vœur dì de pu,
Ch’ei te tœuva mò su
:Insci a la bona, e senza zerimoni,
Quella motta de liber che ghe doni.
Lì gh’è dent el Sigoni,
:El Silon, el Murator, gh’è l’Argellaa<ref>{{Nsb|ppm|324|105}}</ref>,
Tucc in fœuj, stampaa ciar, e ben ligaa;
E quist chi, sur Abaa,
:Ghe mostraran in tucc i or ch’el stinui
Tane olter nomm de omenon de scima,
Che in grazia de la rima
:E in virtú de la santa discrezion
Hoc dovuu per desgrazia in s’ toccasion
Lassaj in d’on canton
:Infin per la bonne bouche el gh’è on breviari<ref>{{Nsb|ppm|324|106}}</ref>
Pien ras e comor de indulgenz plenari.
Toh fœura del Bollari,
:De Lissander Segond, Gregori, Urban,
E de duu d’olter papa de Milan.
E quest chi, Don Giavan,
:Speri ch’el ghe farà propi servizi
E per l’obblegh ch’el gh’ha de dì l’ofiìzi,
E per el benefìzi
:De qui) sant indulgenz ch’el pò quistass
Insci col stecch in bocca andand a spass;
Che l’è mej che struziass
:A dragona, studia, perzepità
Per vegnì in culi a tucc, come ch’el fa.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 304 —||r=s}}</noinclude>
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5|29.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|SONETTIN COL COVON<ref>Il Poeta per dimostrare ai suoi avversari, i classici, che egli rifugge dai luoghi comuni della mitologia, allora in voga, non per ignoranza della medesima, ma per convinzione che il classicismo non risponde alle esigenze dello spirito pratico moderno, in questo sonetto passa in rassegna le divinità pagane, anche le piú dimenticate, ricordandone con molto umorismo i loro piú reconditi poteri, sognati dai poeti dell’antichità pagana.</ref> MENEGHIN CLASSEGH.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1817).}}
<poem>
Mi romantegh? soo ben ch’el me cojonna!
Mi sont classegh fin dent el moli di oss;
Mangi, bevi, foo el porch in Eliconna,
E ai romantegh ghe guardi nanch adoss.
:Mi, quand canti i mee vers, Apoll el sonna:
I Mus, se i ciammi, pienten lì<ref>{{Nsb|ppm|324|107}}</ref> tusscoss.
Se vuj on temporal, Giove el me tronna;
Se vuj fa el ciall. Amor me le fa in scoss.
:Vener e i Grazi, quatter sgarzorin,
Che hin bej de tutt i part, stan lì per mi
E me serven de tavola e molin.
:Minerva in di travaj la me consolla;
Morfee el me ninna e pœu el me fa dormì;
Bach el me scolda el eoo, e el me dà la tolla;
Ghoo Pann<ref>{{Nsb|ppm|324|108}}</ref> ch’el me pascolla
:Quij quatter pegor che m’han faa el favor
De damm a Romma quand m’han faa pastor<ref>{{Nsb|ppm|324|109}}</ref>;
Ghoo Flora, che la corr
:A cattamm rceus, viœur, gili, s’ cioppon<ref>{{Nsb|ppm|324|110}}</ref>,
Per tutt i sort de’ loffi e paragon.
Su tucc quij possession
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 305 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Gh’hoo a’ ficc del Tass invera Gerusalemm
Vertun, Cerer, Pornona, Tritolemm<ref>{{Nsb|ppm|324|111}}</ref>
Ghe stronzonen<ref>{{Nsb|ppm|324|112}}</ref> insemm;
:La sta de mi, d’on me comandament,
L’avegh quand vuj, o acqua, o succ, o vent.
Che ghoo ami 8 on spavent
:De Ninf pissonn, capazz, se la ven fada,
De fa on deluvi cont ona pissada;
E sont tutt camerada
:D Eoi, re de cert vent razza de can
Che boffen come el pròs<ref>{{Nsb|ppm|324|113}}</ref> di (ranzescan.
Se mai quai tolipan
:El me secca la bòzzera e el me sgenna,
Ven vohra Momo<ref>{{Nsb|ppm|324|114}}</ref>, ch’el me le peccenna<ref>{{Nsb|ppm|324|115}}</ref>
Fina in fond de la s’ cenna,
:E s’el scalza, s’el mord, e s’el repetta,
Ciammi Nemesia<ref>{{Nsb|ppm|324|116}}</ref> e foo la mia vendetta.
Se me nœus la bolletta,
:Plulo pietos, el rè di Tesoree,
El dessotterra on olla de dance
Sconduda i temp indree,
:E pliff, e plaff me je sgandolla lì
Che le ona maraviglia de stordì.
Se vuj intenerì
:El cœur de tigher d*ona quaj valdrappa<ref>{{Nsb|ppm|324|117}}</ref>,
fa sta a post quaj vergine cillappa,
De quij che iiuiga e s’ cappa,
:Ghoo el dio Netun che me sbaratta el mar
E me lassa toeú sii quell che me par,
Perla bej, gross e rar,
:Coraj stupendi, de fa mœuv perfìn
1 balzann impiombaa di sottannin
Di damm del bescottin<ref>{{Nsb|ppm|324|118}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 306 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Se me ciappa la fevera, i dolor,
Ghoo Esculappi, Chiron; ghoo Igea che cor<ref>{{Nsb|ppm|324|119}}</ref>,
E s’hin minga assee lor,
:Ghoo fin per on amis on Dio monell<ref>{{Nsb|ppm|325|120}}</ref>
Cont’al fina aj strivaj, fina al capell.
Se mai vuj porta ai steli
:I prodezz sanguanent d’on quaj soldaa,
Can de Dio, rabbios, desfogonaa,
Ghoo li bujent, prontaa,
:Arrostì, caldi, sott’a la pattona<ref>{{Nsb|ppm|325|121}}</ref>
Pallad, Mart, Briaree<ref>{{Nsb|ppm|325|122}}</ref>, Ercol, Bellona,
Con tutta la corona
:Di soeú berlicch, berlocch. Megera, Alett,
E Tesifon<ref>{{Nsb|ppm|325|123}}</ref>/ e Atropp di forbesett<ref>{{Nsb|ppm|325|124}}</ref>,
E Vulcan del bofett<ref>{{Nsb|ppm|325|125}}</ref>,
:E i Ziclopp<ref>{{Nsb|ppm|325|126}}</ref> regolzaa cont adree on mucc
De spad, de lanz, de frecc, de picch, de gucc,
E per ultem de tucc
:La Majstaa sova del gran re Platon
Col ghicc sii un còffen de decorazion.
Se mai ven l’occasion
:Che stanta à parturì quaj comarina,
Ghe mandi Egeria<ref>{{Nsb|ppm|325|127}}</ref> © la commaa Luzina<ref>{{Nsb|ppm|325|128}}</ref>
A dagh una manina,
:E col so ajutt, in manch che noi se dis,
La fa lì on beli Adon, on beli Narzis<ref>{{Nsb|ppm|325|129}}</ref>
O on olter magnaris,
:Che col passa de vuna in l’oltra man
De Canina, de Edusa e de Statan<ref>{{Nsb|ppm|325|130}}</ref>,
El pò fass sii on magnan
:Capazz, chi sa? col temp, de deventà
On fior de ciolla de strappa la cà.
Se vun la stanta a fa,
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 307 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Ghe foo fa on vòt a Cloazzina<ref>{{Nsb|ppm|325|131}}</ref>, e tracch
Besugna recorr subet al tabacch;
Ghoo Bn, per chi fuss stracch
:De tegni indree quai fiaa che sforza i port,
El Dio Crepcl<ref>{{Nsb|ppm|325|132}}</ref> coni el passaport,
E guaj a fagh intortl
:Quand che se tratta de pettà in castell<ref>{{Nsb|ppm|325|133}}</ref>,
Ghoo Com<ref>{{Nsb|ppm|325|134}}</ref> cWe\ tira a vohra el bon el beli;
E se infesci el buell
:Ghoo la Dea Corna<ref>{{Nsb|ppm|325|135}}</ref>, ona zerusegona,
Ch’anch che la serva per Santa Corona<ref>{{Nsb|ppm|325|136}}</ref>,
No la fa la cojona.
:Se me tocca a la vita on indiscreti
D’on creditor, che no me lassa quiett,
Voo giò a cava al fium Leti<ref>{{Nsb|ppm|325|137}}</ref>
:Dell’acqua che fa el giœuch de incojonì;
E se noi vœur bev lú la bevi mi,
E tiri inanz insci.
:Se vuj viv a la moda, e damm del spacc
Col fa in commedia de paricc mostacc,
Ghoo Gian de quatter face,
:Ghoo Proteo al me comand, e ghoo Diana
Ch’el ne fa giusta selt la settimana<ref>{{Nsb|ppm|325|138}}</ref>.
Se me batt la mattana,
:La patturgna<ref>{{Nsb|ppm|325|139}}</ref>, la móttria<ref>{{Nsb|ppm|325|140}}</ref>^ la scighcra<ref>{{Nsb|ppm|325|141}}</ref>.
La corr Lubenzia della bella cera<ref>{{Nsb|ppm|325|142}}</ref>
A mettem lì in spallerà,
:Gratis-amore-Dei, tanti piasè.
Doma occasion de scernigh fœura el me.
Se no poss andà a pè,
:O per reson di pee, o del calzolai,
Ne andà in tirosa come tane somar,
Ghoo lì con larg i àr
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 308 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:El Pegas<ref>{{Nsb|ppm|325|143}}</ref> che me porta a sgoratton
In terra, in ciel, senza slisà i colzon,
E el gh’è anca quest de bon
:Ch’el scolda minga i ciapp al cavalier,
Ch’el gha on trott comod, comod e leger<ref>{{Nsb|ppm|325|144}}</ref>_
Se vegni del parer
:D’andà in barchett, magara a dì, a Cassan,
O dininguarda anca pussee lontan,
Ghoo subet lì ona man
:De Drìad, de Amadrìad, de Tr itoti<ref>{{Nsb|ppm|325|145}}</ref>
Adree ai cord, alla para<ref>{{Nsb|ppm|325|146}}</ref>^ adree al forcon,
E ghoo fin col sponton
:Polluz e Castor su la straa Lanzana<ref>{{Nsb|ppm|325|147}}</ref>
A cascia inanz la casa Gambarana<ref>{{Nsb|ppm|325|148}}</ref>,
Se la giustizia umana
:La me pariss orj cert socchè in su l’oss<ref>{{Nsb|ppm|325|149}}</ref>,
O prest o tard ghoo Cacch<ref>{{Nsb|ppm|326|150}}</ref>, ghoo Minoss,
Che giusten lor tusscoss.
:Ghoo per i donzellett<ref>{{Nsb|ppm|326|151}}</ref>, per i sartinn.
Per tutt i cantarinri, i ballarinn,
I serv, i scuffierinn<ref>{{Nsb|ppm|326|152}}</ref>
:La Dea Voluppia<ref>{{Nsb|ppm|326|153}}</ref> che la pensa lee
A tiraj giò di banch e dal pajee,
E a portaj sui duu pee
:Su fior de soffaron, tutt a recamm.
In pari al venter e al bauli<ref>{{Nsb|ppm|326|154}}</ref> di damm;
Infin, per no struzziamm
:A nominann a vun a vun di fass
(Che no l’è cossa classega el struziass)
El preghi a ingenœuggiass,
:A dobbià ben la s’ cenna e sbassa el eoo
Per l’ultema che adess nominaroo;
Questa, per quell che soo.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 309 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:L’è la gran proteltrlz di sacerdott,
Di damm, di cavalieri, di divott.
Di comich, di cercott,
:Di macster normal, di sonador,
Di scolar, di lettor, di confessor,
Di serv, di scrvitor,
:Di impiegaa regg, di ricch, di postion,
Di ciarlatan, di musech, di castron,
E l’è senza eccezion
:La morosa, la mamma, Tamisonna
De tutta quella razza bella e bonna
Che viv in Eliconna,
:E che ghan certe nomm tucc in hattisla,
Come sarav a dì mitologista,
Classicista, elenista;
:L’è lee che manten tutta sta brigada
A furia de piatton de pappa faaa
E de robba passada<ref>{{Nsb|ppm|326|155}}</ref>,
:L’è lee quella che spianna, e slarga e netta
La strada del Parnass ai sœu poelta,
E je porta in spalletta
:Al tempi de la Gloria come scior
Dove, quand ghin, se freghen tant tra lor;
Infin sta Dea d’amor
:Per digh chi l’è, l’è la Dea Marcia, ossia
La gran metréss de la poltronaria.
Cli’el varda mo, usciuria,
:Se me pò convegni de renunzià
A tante comod, per andà a cerca
Sta rogna de ’gratta;
:Ch’el varda lìi se occor ris’ ciagh la peli,
Lassa i bej vialon per di stradell.
Suda come on porscell
</poem><noinclude></noinclude>
5fcox0x9xhuy3wa0arquol4ghj0i85f
Pagina:Porta - Poesie milanesi.djvu/316
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 310 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Per vess sicur, quand sont rivaa a bottega<ref>{{Nsb|ppm|326|156}}</ref>,
De trovagh nane on asen che me prega;
Nò, nò, no vuj sta bega:
:Classegh sont e vuj stagh; saront fors anch
On cojon, ma on cojon classegh almanch.
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5|30.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|UN AMANTE TRADITO DALLA SUA BELLA.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1806).}}
<poem>
T’hoo vist, no me sconfond, adess n’ho assee;
Soo per quant te poss spend, soo i to prodezz:
Per mi te pienti subet su i duu pee
E rinonzii a chi voauj i to bellezz.
:Speccia, cojonna, che te corra adree
A corteggiati anmò; sì, speccia on pezz,
E che creda a quij smorfi che te fee.
Ch’in luce simonn, trapolarii, doppiezz.
:Quist hin donca i protest che te m’ee faa?
È mi, baccol<ref>{{Nsb|ppm|326|157}}</ref>^ credend ai to bambann.
S’era coti e stracott, s’era brusaa!
:Va, che le see la mader de l’ingann;
Va, che te see la slessa infedellaa;
Va, birba sbozzarada, al to malann.
No soo pll cossa fann.
:Tend pur, bagascia, tend pur ai fall lœu;
Tacchel pur, traditora, a chi te vœu.
Che mi comenzi incœu
:A scassai dal me cœur, quell cœur che on dì
L’ava tuli fœugh e tutt amor per lì.
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 311 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5|31.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1606)}}
<poem>
Sura Peppina, n’hoo pien i cojon
De sentimm tult’el dì a rosegà,
E la m’ha sauasi rott la divozion
Con quel maìadettissim borbotta.
:Per mi ghe parli ciar, senza (ìnzion,
A sta manera no poss seguita.
E vuj minga giontagh la complession
Per fa rida i cojon e pœu creppà.
:Finalment già nun duu no semm sposaa,
El divorzi pomm fall senza avvocatt,
Che i division tra nun hin subet faa:
:Lee che la me trasmetta el me ritratt,
E mi anca mi; e quell ch’è faa è faa
E da stoo dì sien rott tutt i nost patt.
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />32.
:A DON LISSANDER GARION. POETTA MENEGHIN
:TRADUTTOR DE LA "BATRACOMIOMACHIA* D’OMER<ref>{{Nsb|ppm|326|158}}</ref>.
:(-1808).
:<poem>
Varron<ref>{{Nsb|ppm|326|159}}</ref>^ Magg, Balestree, Tanz e Parin,
Cinqu omenoni proppi de spallerà<ref>{{Nsb|ppm|326|160}}</ref>,
Gloria del lenguagg noster meneghin,
Jesus! hin mort e insci noi fudess vera.
:Ma s’hin mort sti torcionn de tant stoppin,
Nane per quest se pò di ch’è fornii Brera<ref>{{Nsb|ppm|326|160}}</ref>*
Che gh’hemm pizz ancamò on bon lanternin
Coi riverber e i veder de minora<ref>{{Nsb|ppm|326|162}}</ref>;
:Gh’hemm on fraa Garion domenican
Viv vivent, ch’el Signor ne l’ha daa apposta
Per conserva la gloria de Milan.
:Insci nun meneghilt, con sto brav omm
Gh’hemm i sett maravej tucc in cà nosta;
I primm cinq, quest ch’è ses, e sett el Domm.
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 312 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
:{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5|33.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (-1815).}}
<poem>
El mangià e bev in santa libertaa
In mezz ai galantommen, ai amis,
In temp d’inverna al cold, al frecc d’estaa,
Diga chi vœur, Ve on gust cont i barbis );
:Ma se pœu se ghe gionta el vess trattaa
A macca, come incceu dal nost Luvis<ref>{{Nsb|ppm|326|164}}</ref>,
Et quldem con quell cœur larg insci faa,
Cossa serva! l’è on gust de paradis.
:E el gh’è pceu anch quest de bon, che el Tordorò,
Sto so beli paradis, el ne le dà
Senza fann romp in prima i ci-o-cò;
:Che, a quistall, no ghe vœur macerazion,
E per godell dadrizz basta doma
Mortificass on poo in la colazion.
</poem>
:<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5|34.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (Aprile 1814).}}
<poem>
Paracar che scappee de Lombardia,
Se ve dan quai moment de vardà indree.
Dee on’oggiada e fee a ment con che legria
Se festeggia sto voster sant-michee.
:E sì che tutt el mond sa che vee via
Per lassa el post a di olter forestee.
Che, per quant fussen pien de cortesia,
Voraran anca lor robba e danee;
:Ma n’havii fa mo tant, violter baloss,
Col ladrann e coppann gent sora gent,
Col pelann, tribulann, cagann adoss.
:Che infìn n’havii redutt al pont puttana
De podè nane vess indifferent
Sulla scerna del boja che ne scanna.
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 313 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5|35.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|(») NOTIZIE AUTOBIOGRAFICHE. (Frammenlo).}}
<poem>
Sont nassuu sott a sant Bartolamee
In del mila settcent settanta ses.
Al mezz-dl del dì quìndes de quel mes
Ch’ cl so e! riva a quell pont eh ci volta indrce<ref>{{Nsb|ppm|326|165}}</ref>,
:Per auell che soo da Isepp el caioccce,
Ch’el cn’avatà i 8Ò setlant’ann bon pcs,
Fina ci Pà del Messee<ref>{{Nsb|ppm|326|166}}</ref> Je me Messce
L’èva anch’ lú, come mi, bon milanes.
<ref>Il Grossi non trova che le due quartine di questo sonetto. Vedi altri sonetti dell’Autore nell’appendice "Rime per la Società del Giardino ".</ref>{{loop|16| .}}
{{loop|17|. }}
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5|36.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1815)<ref>{{Nsb|ppm|326|167}}</ref>.}}
<poem>
Carlo Porta, poetta ambrosiän,
No vorrend vess creduu per on baloss.
Prima perchè a sto mond el g’ha quajcoss,
£ pœu perchè ci g’ha minga el eoo balzan,
:El protesta e el dicciara a tutt Milan,
Che tucc quij vers che gira e ghe dà addoss
A re, governa, prenzep e pèss gross.
No hin farina fada col so gran.
:E però el prega quij cagazibett<ref>{{Nsb|ppm|326|168}}</ref>
Che ogni bott el battezzen per autor,
A vess on freguin<ref>{{Nsb|ppm|326|169}}</ref> pussee discrett.
:Giacchè de scriv stì bozzer de cavali
No l’è né on vis-de-cazz, sul gust de lor,
Né el g’ha come i lumagh la cà sui spali.
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 314 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5|37.}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1816).}}
<poem>
Gh’oo miee, g’hoo fiœu, sont impiegaa,
Et quìdem anch’a caregh del sovran;
G’hoo al so quaj crost<ref>{{Nsb|ppm|326|170}}</ref>, g’hoo el pader pensìonaa,
Hoo già saraa l’anta<ref>{{Nsb|ppm|326|171}}</ref> e sont malsan;
:E me vœuren mò cred tant desperaa,
De pettamm de sti coss sul fabrlan<ref>{{Nsb|ppm|326|172}}</ref>
Per andà a tœulla contra soa Majstaa,
Padron de la mia vita e del me pan?
:Che fan on bell’onor a sto me ingegn,
Col supponel capazz de la virtú
De vess baron fottuu fina a sto segn.
:E se mai g’hoo daa gust in quaj manera,
Per me compens no me specciava pú
Che me credessen degn de andà in galera.
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=100%|v=1|NOTE.}}
:1) <section begin="1" />Giuseppe Bossi (1777 f 1815) pittore e letterato insigne, specialmente celebre per la sua opera critica sul Cenacolo di Leonardo da Vinci e per la copia del capolavoro leonardesco eseguita per incarico del Vice Re Eugenio Beauharnais.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />buratta: abburattare, cernere la farina dalla crusca.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />Leila: il dentista Bonella allora in voga.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />sciocch: ceppo, radice di albero.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />restellera: rastrelliera, cioè la dentatura.<section end="5" />
:6) <section begin="6" />porca de tarocch: porcacchione.<section end="6" />
:7) <section begin="7" />Sfogo contro i francesi che parlan male di Milano (v. anche Sonetti 18 e 31).<section end="7" />
:8) <section begin="8" />ingossa: schifo.<section end="8" />
:9) <section begin="9" />pianten.... i verz: metton.. . piede (oerz: cavoli).<section end="9" />
:10) <section begin="10" />stobbia: stoppie.<section end="10" />
:11) <section begin="11" />zaffa: toccare.<section end="11" />
:12) <section begin="12" />scalzad: calci.<section end="12" />
:13) <section begin="13" />grobbia: greppia.<section end="13" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 315 —||r=s}}</noinclude>
14) <section begin="14" />Allusione alle leve militari indette per le guerre MpolaoaklM.<section end="14" />
15) <section begin="15" />El te m’ha daa, ecc: mi Ka piantalo in «MO.<section end="15" />
16) <section begin="16" />maccaron: piagnucolone.<section end="16" />
17) <section begin="17" />magonent: accorati.<section end="17" />
18) <section begin="18" />caiciaM: corucciani.<section end="18" />
19) <section begin="19" />tpartì: fare in parti, cioè dividere (sottinteso) l’eredità patema.<section end="19" />
20) <section begin="20" />Al Porta offre argomento per questa invettiva contro gli ebrei, quanto di loro leggesi nella Bibbia che lamentaronsi anche di Dio, ancorchè avesse sovvenuto al loro sostentamento, mandando nugoli di quaglie e la manna, che durante i quarant’anni di vita nomade nel deserto, non cessò di piovere dal cielo per nutrirli: cibo che al dire del sacro scrittore era ’un pane bell’e (atto.... contenente in sé ogni delizia ed ogni soave sapore*. (Sap., XVI, 20).<section end="20" />
21) <section begin="21" />figatej: fegatelli.<section end="21" />
22) <section begin="22" />puj: polli.<section end="22" />
23) <section begin="23" />sacc: satolli, sazi.<section end="23" />
24) <section begin="24" />quaj: quaglie. Per la veritii storica osserveremo che, nella narrazione biblica le quaglie precedettero la pioggia della manna. (E$oJo, cap. XVI).<section end="24" />
25) <section begin="25" />gingin: vagheggino.<section end="25" />
26) <section begin="26" />cisquitt: civettone.<section end="26" />
27) <section begin="27" />sumÌm: spasima.<section end="27" />
28) <section begin="28" />Ciocchin; nome di persona, che sulla fine del sec. XVllI tn incaricata di sotterrare le carogne degli animali morti in Milano.<section end="28" />
29) <section begin="29" />ball, ecc.: le fanfaluche che ci racconta.<section end="29" />
30) <section begin="30" />gratta: qui e nel verso seguente giuoca sul doppio senso del verbo grattò = grattare, che in milanese vuol dire rubare.<section end="30" />
31) <section begin="31" />Questo sonetto è la eco dei grandi commenti fatti in Milano per una festa data in casa propria dal tesoriere Casiraghi (non avente che L. 3U00 di stipendio) festa del costo di circa L. 12000. con intervento del Ministro Prina. superiore del Casiraghi, vedi COMANDÌNI (L’Italia, ecc.) sotto la data 15 febbraio 1612, ove i pubblicato il fac-simile di questo sonetto.<section end="31" />
32) <section begin="32" />Monteggia G. B. medico chirurgo (8 agosto 1762- 17 gennaio 1815).<section end="32" />
33) <section begin="33" />L’iscrizione si legge tuttora sotto i portici del nostro Ospitale Maggiore.<section end="33" />
34) <section begin="34" />fava on volt, ecc.: che inarcava la schiena (firon) per la fatica nel superare il dislivello notevole che allora esisteva fra la strada e il cortile dell’ospedale.<section end="34" />
35) <section begin="35" />rampi: portare arrampicando.<section end="35" />
36) <section begin="36" />de sass: scolpito nel sasso.<section end="36" />
37) <section begin="37" />sciorì: ricchi.<section end="37" />
38) <section begin="38" />seccaball: seccatori.<section end="38" />
39) <section begin="39" />d’un gali, ecc.: della Francia (gali), dell’Austria (aquila).<section end="39" />
40) <section begin="40" />el qjoniam: lo gnorri.<section end="40" />
41) <section begin="41" />posta: appoggiare.<section end="41" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 316 —||r=s}}</noinclude>
42) <section begin="42" />menna.... el fetton: faticare.<section end="42" />
43) <section begin="43" />sonaj: sciocchi.<section end="43" />
44) <section begin="44" />quamquam : retrogradi. Qui il Poeta allude alle critiche che si facevano alla grandiosa strada del Sempione, progettata da Napoleone I, che metteva capo all’" Arco della Pace ",<section end="44" />
45) <section begin="45" />magatton: bigotti.<section end="45" />
46) <section begin="46" />slomegh desquattaa: scollature dell’abito muliebre.<section end="46" />
47) <section begin="47" />pessee: pescivendoli.<section end="47" />
48) <section begin="48" />vegill: i giorni di magro e di digiuno.<section end="48" />
49) <section begin="49" />Satira contro il bergamasco Conte Bartolomeo Secco -Suardi, per veritá non piccino ma di forme colossali, che in una sua poesia deplorò il clima umido di Milano.<section end="49" />
50) <section begin="50" />Puresin col tossin : allude al detto proverbiale " tutti i puress gh’an la toss " tutte le pulci hanno la tosse, col quale si mettono in ridicolo quanti hanno velleitá di interloquire senza competenza; qui, particolarmente, di poetare.<section end="50" />
51) <section begin="51" />bortolin : diminutivo di Bortolo, nome fra i piú comuni nel contado di Bergamo.<section end="51" />
52) <section begin="52" />mostaccini piccola faccia (mostacc),<section end="52" />
53) <section begin="53" />Dorindin: Dòride; personificazione mitologica, figlia dell’Oceano; una delle figure abusate nella poesia classica.<section end="53" />
54) <section begin="54" />te fee settina: ti siedi.<section end="54" />
55) <section begin="55" />fa versin, ecc.: scherza sul doppio senso della parola versi; piccoli versi poetici e piccoli rumori.<section end="55" />
56) <section begin="56" />Scimes: cimici.<section end="56" />
57) <section begin="57" />bordocch: scarafaggi.<section end="57" />
58) <section begin="58" />camol: tarme.<section end="58" />
59) <section begin="59" />scigad: cicale.<section end="59" />
60) <section begin="60" />badan: innocenti.<section end="60" />
61) <section begin="61" />Mordinn: morsicateci.<section end="61" />
62) <section begin="62" />sciscenn: succhiateci.<section end="62" />
63) <section begin="63" />secchenn: seccateci.<section end="63" />
64) <section begin="64" />Cribbienn: crivellateci,<section end="64" />
65) <section begin="65" />pagn: gli abiti.<section end="65" />
66) <section begin="66" />vegniss a taj: capitasse l’occasione propizia.<section end="66" />
67) <section begin="67" />" Questo sonetto si legge stampato nella prefazione al X tomo del teatro italiano antico, edito dalla societá nostra de’ classici nell’anno 1812. Tuttoché quei signori abbiano creduto di protestare che questo sonetto non si riferiva ad alcuno ed abbiano cangiato il nome di Gorelli in quel di Manelli, sappia che io lo feci appositarmnte per rintuzzare la baldanza di questo nominato Qorelli sienese, altre volte cameriere dell’ex Senatore Spannocchi ed ora Cancelliere del Tribunale nostro d’appello il quale in occasione che da un {{Pt|croc-|}}<section end="67" /><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 317 —||r=s}}</noinclude>
<section begin="67" />{{Pt|chio|crocchio}} d’amici leggevansi alcuni miei sonetti, ebbe a prorompere in i* contro il vernacolo noctro e contro chi ti dilettava di UMme lenY fn doM*. (Nola del Porla).<section end="67" />
68) <section begin="68" />Antimo Ronchetti, cal/olaib di grande rinomanza in Milano non aolo per la tua grande aLilili e onettik, ma anche per la tua intelligenza, che lo rendeva gradito anche a persone di alta levatura che frequentavano la tua casa e si compiacevano della sua conversazione.<section end="68" />
69) <section begin="69" />lavorero In ven : bisticcio sul suono ’ in ver* ’ che significa in veni poetici e al rovescio (Invers).<section end="69" />
70) <section begin="70" />tèS: curiosoni.<section end="70" />
71) <section begin="71" />Dal 19 ottobre 1610 sotto il primo regno d’Italia, erano periodici i falò per la distruzione delle merci inglesi<section end="71" />
72) <section begin="72" />Vedi anche i Sonetti 4 e 32.<section end="72" />
73) <section begin="73" />Il matrimonio della nipote del Poeta ebbe luogo il I 3 ottobre 1814.<section end="73" />
74) <section begin="74" />tgiandos: fragili.<section end="74" />
75) <section begin="75" />in ciapp: in cocci.<section end="75" />
76) <section begin="76" />• Questo sonetto fu diretto al celebre cav. e poeta Vincenzo Monti, per commissione del sig. Carlo Casiraghi, che invitavalo ad intervenire ad uno dei suoi brillantisiimi festini ’. (Nola del Porla).<section end="76" />
77) <section begin="77" />Allude all’uso orientale, per cui il Signore dell’l-larem gettando il fazzoletto accennava alla prescelta fra le odalische.<section end="77" />
78) <section begin="78" />slisaa: logorato per lungo uso.<section end="78" />
79) <section begin="79" />iirisell: gergo, per vino chiaretto.<section end="79" />
80) <section begin="80" />falzett: cintura dei calzoni.<section end="80" />
81) <section begin="81" />tolla del faccion: audacia di presentarsi.<section end="81" />
82) <section begin="82" />Allusione al prezzo esorbitante degli abili, effetto del blocco napoleonico, che in Lombardia cessò definitivamente nel 1814.<section end="82" />
83) <section begin="83" />vess in legn: essere smagrito.<section end="83" />
84) <section begin="84" />schisciamicchin : gran mangiatore di michette, titolo che si dava per dileggio ai seminaristi.<section end="84" />
83) <section begin="85" />Teatrín : cosí detto il minore dei due teatri regi, la Canobbiana. ora teatro Lirico.<section end="85" />
86) <section begin="86" />o pelaa: la chierica.<section end="86" />
87) <section begin="87" />vivee: seminario.<section end="87" />
88) <section begin="88" />de quij, ecc.: poliziotti.<section end="88" />
89) <section begin="89" />nlchil Iramil: formola curialesca indicante impedimenti a promozione.<section end="89" />
90) <section begin="90" />Nelle prime edizioni veniva indicato come ahóa giavotí un anoríimo giornalisla invece del Giordani e ciò si crede per l’oppoaizione della Censura austriaca.<section end="90" />
91) <section begin="91" />fabbregh: case, palazzi.<section end="91" />
92) <section begin="92" />somm: scemo.<section end="92" /><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 318 —||r=s}}</noinclude>
93) <section begin="93" />pessee: pescivendoli: intendi che le carte dei poeti dialettali non fanno concorrenza a quelle infinitamente piú numerose dei saccenti, destinate ai pescivendoli.<section end="93" />
94) <section begin="94" />sbottasciaa: linguaggio triviale. 11 Giordani sosteneva che il dialetto serve solo a esprimere idee rozze, basse, volgari, idiote: e che le idee alte solo si possono esprimere col parlare italiano.<section end="94" />
95) <section begin="95" />piatta: saccenteria.<section end="95" />
96) <section begin="96" />E col vorrè sta su, ecc.: fare il superuomo, il cacasenno.<section end="96" />
97) <section begin="97" />Allude all’adulterio di Davide con Betsabea moglie di Uria, narrato nella Bibbia (lib. II dei Re, cap. XI-XII.<section end="97" />
98) <section begin="98" />traa, ecc.: dare un tracollo; (sellon = mezzo ritto sul Ietto).<section end="98" />
99) <section begin="99" />fass foeura, ecc.: cavarsela onoratamente.<section end="99" />
100) <section begin="100" />fregaoeucc : dito indice col quale i bambini, appena svegliati, si stropiccisuio gli occhi.<section end="100" />
101) <section begin="101" />compina: compita.<section end="101" />
102) <section begin="102" />mennabò: guida, repertorio.<section end="102" />
103) <section begin="103" />Per i dati biografici di questi e di altri celebri milanesi si potranno consultare le note di CAMPAGNANI POLICARPO alle Poesie milanesi del Porta, (ediz. I, Milano, Bobecchi, 1887, ediz. II, Milano, Capriolo e Massimino, 1918) dove però manca qualche nome.<section end="103" />
104) <section begin="104" />E in Domm, ecc. : cioè, in Duomo un paio di teologi, ogni anno, nei confessionali dei penitenzieri allineati nel retro coro.<section end="104" />
105) <section begin="105" />Qui sono citati i quattro autori, che danno notizie biografiche di scrittori e scienziati milanesi.<section end="105" />
106) <section begin="106" />breviari : sommario delle indulgenze concesse da Papi milanesi cavate dalla raccolta delle bolle pontificie (Bollari’).<section end="106" />
107) <section begin="107" />pienten lí, ecc.: cessano ogni cosa.<section end="107" />
108) <section begin="108" />Pann: Pane, divinitá delle campagne e dei pastori.<section end="108" />
109) <section begin="109" />Allude alla sua nomina nell’Accademia dell’Arcadia.<section end="109" />
110) <section begin="110" />s’cioppon : garofani.<section end="110" />
111) <section begin="111" />Vertunno, dio dei giardini ; Cerere, dea delle biade ; Pomona, divinitá dei frutti; Tritolemo, al quale Cerere insegnò l’arte di coltivare la terra.<section end="111" />
112) <section begin="112" />stronzonen : sinonimo di struggioná, struggersi nelle fatiche.<section end="112" />
113) <section begin="113" />pròs =: podice.<section end="113" />
114) <section begin="114" />Momo, censore delle azioni degli dei e degli uomini.<section end="114" />
115) <section begin="115" />peccenna : pettina a dovere<section end="115" />
116) <section begin="116" />Nemesia dea della vendetta.<section end="116" />
117) <section begin="117" />valdrappa : gualdrappa, e in senso traslato donna ad arte recalcitrante.<section end="117" />
118) <section begin="118" />damm del bescottin : consorzio di pie Signore dedite alle opere di pietá e beneficenza, fondato presso la chiesa parrocchiale di S. Alessandro in Milano, dette cosí, dai biscottini che distribuivano nelle visite agli ospedali.<section end="118" />
119) <section begin="119" />Chirone, gran medico ; Igea (Minerva) che presiedeva all’arte di guarire.<section end="119" /><noinclude></noinclude>
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120) <section begin="120" />Dio mondi: Mercurio.<section end="120" />
121) <section begin="121" />lott’a la pattoiui: allude all’uso milanne di manteoere pronti e cakJe lotto il toppone (fiallona) le cattagnc arrottite.<section end="121" />
122) <section begin="122" />Briareo, il gigante dalle cento braccia e cinquanta tette; Bellona, la dea della guerra.<section end="122" />
123) <section begin="123" />Megera, Aletto e litifone, le tre furie o diviniti infernali.<section end="123" />
124) <section begin="124" />Atropo, la Parca incaricata di recidere il filo della vita.<section end="124" />
125) <section begin="125" />bofètt: mantice.<section end="125" />
126) <section begin="126" />Ciclopi, i fabbri di Vulcano.<section end="126" />
127) <section begin="127" />Egeria, la ninfa invocata dalle donne pagane per i parti felici.<section end="127" />
128) <section begin="128" />Lucina la divinitá dei parti.<section end="128" />
129) <section begin="129" />Adone e Narciso i due giovani di insuperata bellezza.<section end="129" />
130) <section begin="130" />Cunina presiedeva alle culle de’ bambini ; Edusa al primo loro nutrimento tosto che lasciavano le poppe; Statano aveva cura dell’educazione de’ ragazzi.<section end="130" />
131) <section begin="131" />Cloacina, la dea delle fogne.<section end="131" />
132) <section begin="132" />l ’pagani nelle loro abenazioni avevano fatto una diviniti anche del crepUus ventrh.<section end="132" />
133) <section begin="133" />petti in castell: mangiare, banchettare.<section end="133" />
134) <section begin="134" />Como, diviniti che presiedeva alle feste ed alle lotletla.<section end="134" />
135) <section begin="135" />Cama avea cura dell’interiora umane. I Romani le avevano eretto un tempio sul monte Celio.<section end="135" />
136) <section begin="136" />Santa Corona : l’opera Pia milanese per l’assistenza gratuita dei poveri.<section end="136" />
137) <section begin="137" />Lete: le acque di questo fiume d’inverno, avevano la virtú di far dimenticare il passato a quanti ne bevevano.<section end="137" />
138) <section begin="138" />Ch’el ne fa, ecc.: Diana (cioè la luna) che ogni giorno cambia faccia.<section end="138" />
139) <section begin="139" />patturgna: tristezza.<section end="139" />
140) <section begin="140" />mottria: broncio, malumore.<section end="140" />
141) <section begin="141" />tcighera : propriamente nebbia ; qui per nebbia dell’anima o tristezza indefiníbile.<section end="141" />
142) <section begin="142" />Lubezia, la diviniti che presiede ai piaceri.<section end="142" />
143) <section begin="143" />Pegaso: il cavallo alato.<section end="143" />
144) <section begin="144" />Ch’el gha, ecc. : verso sostituito nelle edizioni fatte durante la dominazione austriaca; l’originale dice: ’Come quij che i todÌKh dan in quarter ’.<section end="144" />
145) <section begin="145" />Le prime erano le ninfe dei boschi; Tritone la diviniti del mare.<section end="145" />
146) <section begin="146" />para: timone.<section end="146" />
147) <section begin="147" />straa Lanzana : la piccola strada Alzoja, percorsa dai cavalli che tirano le barche quando devono risalire la corrente.<section end="147" />
1486) <section begin="148" />casa Cambarana : termine volgare per indicare la nave di tra^x>rto dei passeggeri sul naviglio pavese e della Martesana.<section end="148" />
149) <section begin="149" />secche, ecc.: un certo non so che caduto sull’otto del collo.<section end="149" /><noinclude></noinclude>
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150) <section begin="150" />Caco, divinitá data in aiuto a Minosse per giudicare i mortali nell’Averno.<section end="150" />
151) <section begin="151" />donzellètt : diminutivo di donzelle, cameriere.<section end="151" />
152) <section begin="152" />scuffierinn : che fa le cuffie, allora di moda anche per le signore giovani.<section end="152" />
153) <section begin="153" />Voluppia, divinitá infame delle dissolutezze.<section end="153" />
154) <section begin="154" />bauli : podice.<section end="154" />
155) <section begin="155" />roba passada : roba passata allo staccio.<section end="155" />
156) <section begin="156" />rivaa a bottega : arrivato alla méta.<section end="156" />
157) <section begin="157" />baccol: minchione.<section end="157" />
158) <section begin="158" />Vedi anche il Madrigale " Al Pader Garion ", questi pubblicava nel 1808 anche la versione milanese del racconto biblico di Tobia; che non essendo qui ricordata nella dedica dimostra che il sonetto sia di data anteriore.<section end="158" />
159) <section begin="159" />Varron : non l’eruditissimo e fecondo scrittore latino, ma Giovanni Capis, il nostro scrittore dialettale piú antico (sec. XVI) il quale compose il Varron milanes de la lengua de Milan (1" ediz. 1606) per dimostrare in gran parte le voci del nostro dialetto derivano dal greco e dal latino.<section end="159" />
160) <section begin="160" />omenoni, ecc. : paragone tolto dagli alberi fruttiferi scelti che si pongono a spalliera contro i muri.<section end="160" />
161) <section begin="161" />fornii Brera: finite le celebri scuole di Brera.<section end="161" />
162) <section begin="162" />veder de minerá: cioè la mica o vetri di Moscovia,<section end="162" />
163) <section begin="163" />gust cont i barbis: gusto compito, coi baffi (haihis).<section end="163" />
164) <section begin="164" />Luvis: cioè Luigi Tordorò allora Consigliere di governo.<section end="164" />
165) <section begin="165" />Il mese d’agosto.<section end="165" />
166) <section begin="166" />Messee: Nonno, avolo.<section end="166" />
167) <section begin="167" />"Sonetto scritto nel giugno del 1815, per disinganno di coloro che mi credevano autore di sonetti in vernacolo nostro, scritti in offesa di nobili e di altre persone ragguardevoli ". (Nota del Porta).<section end="167" />
168) <section begin="168" />cagazibett: pettegoli.<section end="168" />
169) <section begin="169" />freguín : diminutivo di freguj, briciolo.<section end="169" />
170) <section begin="170" />g’hoo al so, ecc. : ho beni immobili.<section end="170" />
171) <section begin="171" />saraa l’anta: compiti i quaranta (anni).<section end="171" />
172) <section begin="172" />" Ho scritto questo sonetto per difendermi dall’accusa che mi veniva generalmente fatta d’essere io autore di una celebre poesia di anonimo in odio del Governo, e per togliermi alle inevitabili conseguenze di questa fatale insinuazione. Pure ebbi lo sconforto di suscitarmi contro un malevolo, che di mano in mano che io tentava di emergere dal naufragio, egli invece mi sommergeva di nuovo.... I tre (sonetti) che furono scritti contro di me non ebbero fortunatamente assai spaccio.... " (Nota del Porta).<section end="172" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 323 —||r=s}}</noinclude>
:{{Ct|f=110%|v=.7|t=3|BRINDES DE MENEGHIN ALL’OSTARIA}}
{{Ct|f=90%|v=.7|PER EL SPOSALIZI DE S. M. L’IMPERATOR}}
{{Ct|f=110%|v=.7|NAPOLEON}}
{{Ct|f=90%|v=.7|CON}}
{{Ct|f=110%|v=.7|MARIA LUISA}}
{{Ct|f=90%|v=.7|ARZIDUCHESSA D’AUSTRIA <ref>{{Nsb|ppm|337|1}}</ref>}}
{{Ct|f=90%|v=.7|(Aprile 1610)}}
{{Rule|8em|t=1|v=.7}}
<poem>
:Scià del vin — per Meneghin
Che’l moment — de fass onor
Finalment — l’è soltaa fœura
Cattalœural<ref>{{Nsb|ppm|337|2}}</ref> — £1 nost resgiò<ref>{{Nsb|ppm|337|3}}</ref>,
El nost pà, rimperator,
El se sposa! — Scià del vin,
Che l’è temp de fa glo glo.
:Vuj trincamen on sidell<ref>{{Nsb|ppm|337|4}}</ref>
Del pú bon che ch’ha el Perell<ref>{{Nsb|ppm|338|5}}</ref>:
Vuj che i rimm del me cervell
Sbilzen fœura<ref>{{Nsb|ppm|338|6}}</ref> come el most
Dalla spinna
D’ona tinna.
:Ch’el se beva el Pegasee
Tutta l’acqua d’Eliconna:
Sto miracol di so pee<ref>{{Nsb|ppm|338|7}}</ref>,
Che sei goden rann e sciati;
Per mi 1 acqua, se l’è bonna,
L’è doma per lava i piatt.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 324 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:De sto liqued fatt e ciall<ref>{{Nsb|ppm|338|8}}</ref>,
Doma on gott ch’en beva in fall,
Me va el floss<ref>{{Nsb|ppm|338|9}}</ref>
Finna in di oss,
Me va a stènderà el eoo<ref>{{Nsb|ppm|338|10}}</ref>, me donda i brasc,
Ruzzi adree<ref>{{Nsb|ppm|338|11}}</ref> i ganib, che pari on omm de strasc.
:Quand mò inscambi ona caraffa
Poss boffann de la ciayetta<ref>{{Nsb|ppm|338|12}}</ref>,
O del scabbi della sta^a<ref>{{Nsb|ppm|338|13}}</ref>,
Passi subet la stacchetta<ref>{{Nsb|ppm|338|14}}</ref>,
E me sentì anch mi poetta,
E voo via, via, via
Col cervell, lontan di mia.
:Alto donca, portee chi
Del bon vin — per Meneghin:
Vojeen subet ona tazza:
Glo glo glo glo gló, evvivazza!
:L’hoo trincada. Ah che guston
Viva el gran Napoleon,
Noster pà, resgió, patron,
Cceur e amor di busecconi
:Viva semper la gran Tosa
Ch’el se sposa!
Che la possa, come i vid,
Attaccass a lú polid.
De fagh presi on beli basgiœu
De fìœu — tucc pari sœu.
:Giò, giò allegher
Del vin negher:
Sbegascemm<ref>{{Nsb|ppm|338|15}}</ref>,
Che pœu dopo parlaremm.
:Che granada! varda, varda!
Sent che odor!
Che beli color!
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Viva Bu8t<ref>{{Nsb|ppm|338|16}}</ref>
E i 8Ò vidor!
Quest chi sì l’è el ver bombas<ref>{{Nsb|ppm|338|17}}</ref>
Che consola, che dà gust,
Alla bocca, ai œucc, al nas;
Che pìasè! la boccalina
Cont el cuu la varda el so:
Glo, glo, glo.
:Viva, viva el Patriarca,
Che mennava la gran barca:
Per lìi gh’emm tirìn e vassij,
Ch’in faa anch quij — sul gust dell’arca,
Grazie, grazie, o gran Noè,
Pel piasc
Te n’ee daa de god el sugh
Che se spremm fœura di ugh:
Grazie, grazie, o gran Noè.
:O gran vini ciuanci miracol
Te spantéghet<ref>{{Nsb|ppm|338|18}}</ref> sulla terra:
Ti te dee la lengua ai bacol<ref>{{Nsb|ppm|338|19}}</ref>,
Ai soldaa la forza in guerra.
L’è per ti, cara vinaja,
Ch’el soldaa in d’ona battaja,
El se scolda, el se fa fort,
El se impippa de la mort.
L’è per ti, per la toa tetta,
Che anca mi foo de poclta.
Per ti infìn fastidi e cruzzi
No deventen che minuzzi;
Se pasenten<ref>{{Nsb|ppm|338|20}}</ref> — se indormenten
Finna quij senza pescuzzi.
:Quanti prenzep e monarca
Al me santo Patriarca
Dovaraan fors’i sostegn
Del so imperi e del so regn?
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 326 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Che on biccer del so liquor,
S’el soppiss i penser seri,
£1 dà intani temp airamor
De tra insemma i suzzessor
Per el regn e per l’imperi.
:Me despias però, o Noè,
Che te resta in st’occasion
De fa proppi pocch de che:
Che l’è gioven el patron,
E la menna adree con lee
Tanti grazzi la miee,
Che tutt quell che te pò fa
Col tò balsem caloros,
El sarà — de conforta.
De giusta — el stomegh di spos.
:Presto, ovej<ref>{{Nsb|ppm|338|21}}</ref>, della cantinna!
Portenn scià ona caraffinna
De quell fin de Gattinara,
Vera gloria de Novara.
Quest l’è on vin; l’è on vin de scior
Ch’el pò vcss bevuu magara
Anch dal primm Imperator.
:Varda chi, varda sta scumma,
Sanguanonl come la sfumma;
La corr via dal biccer
A saltand, come van via
Dal palpee brusaa i lughèr<ref>{{Nsb|ppm|338|22}}</ref>.
Quest l’è on vin, che mett legria:
L’è on poo gross, ma fa nagott,
L’è olter tant pussee gustos,
Pú mostos, pú sostanzio»;
L’è on bon pader de mas’ ciott:
:Se volzass<ref>{{Nsb|ppm|338|23}}</ref>, Sacra Majstaa,
De sto vin miracolos
Presentaghen doma on fiaa<ref>{{Nsb|ppm|338|24}}</ref>,
Sarèv franch che cont on tòs<ref>{{Nsb|ppm|338|25}}</ref>,
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 327 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
Cont on beli Napolconìn,
Vegnaraven alla primma
Gjmpii i vot de Meneghin.
:Ccrt pinciorla<ref>{{Nsb|ppm|338|26}}</ref>, cert pacciugh<ref>{{Nsb|ppm|338|27}}</ref>
Senza corp, senza color,
Hln vergogna, hin disonor
Di vidor, — di vid, di ugh.
Stì ciorlinn<ref>{{Nsb|ppm|338|28}}</ref> — sii impiastra-stomegh,
Guasta-tinn — guasta-vassij.
Doma on dì c^ie comandass
Corponon! vorèv bandi),
Podaràv allora dass
Che quij birbi de brugnon<ref>{{Nsb|ppm|338|29}}</ref>.
No vendessen mai pìi al taj<ref>{{Nsb|ppm|338|30}}</ref>
El 8Ò vin come i limon.
Che i mes’ ciozz a Meneghin
Fan fastidi, fan ingossa<ref>{{Nsb|ppm|338|31}}</ref>;
Mi, puttost che on vin de vin,
Bevarèv.... non so che cossa.
:Ma coss’eel car lampedin?<ref>{{Nsb|ppm|338|32}}</ref>
Cossa vœut?...<ref>{{Nsb|ppm|338|33}}</ref> Perche tontonnet?...<ref>{{Nsb|ppm|338|34}}</ref>
Mi pientatt?...<ref>{{Nsb|ppm|338|35}}</ref> mai pú! mincionnett?
No son minga insci coco.
Car amor, ven scià, glo glo.
:Oh che balseml Adess mò,
El me ben, che te see giò,
Che te see attacch al me cœur,
Fagh coragg, digh che l’è vora
De dì sii tutt quell ch’el vceur
In onor della Resgiora.
:L’è la nostra patronscinna
Ona bella todeschinna
In sul primm fior delKetaa: .
Viva, pronta, spiritosa,
Come on vin nœuv doma faa;
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 328 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:El cerin Ve on moscatell
Ch’el consola, ch’el rallegra;
Lusen i œucc come dò steli,
Negher pìi de Tuga negra;
La soa front Ve majestosa,
I duu laver hin rubin.
L’è la peli on lacc e vin:
Bell el coli, el stomegh beli,
Bei i brasc, bella statura;
Per formila, l’è on modell
D’ona scœura de pittura.
:Quanto sia pœu ai vertu
De sta bella Arziduchessa,
Quand s’è ditt, Napoleon
L’ha scernida fœura lú.
La dev’ess la vertú istessa;
No se pò cerca de pìi.
Se ghe stass el paragon,
Sarev squasi lì per dì
Che la quista opinion
Come on ronch, che comprass mi.
Quest l’è franch, che in d’on me sid
Ghe sarav di gran bonn vid.
:Ma come! on olter biccer?
De chi eel mai sto beli penser?
Montarobbi!<ref>{{Nsb|ppm|338|36}}</ref> Se badinna?<ref>{{Nsb|ppm|338|37}}</ref>
Montarobbi! gh’è chi pò
Avegh cœur de ditt de nò?...
Ah ven scià, cara zajninna<ref>{{Nsb|ppm|339|38}}</ref>,
Ven tra i brasc d’on tò devoti:
Te vuj bev a gott per gott,
Te vuj god a onza a onza,
Savoritt — come i sorbiti,
Stagh adree — del temp assee
Come a beven ona bonza<ref>{{Nsb|ppm|339|39}}</ref>.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:L’è peccaa che el Montarobbi
Noi sia on mont largii milla mia,
Che in d’on quaj cantonscelHn
Che sarav forsi cà mia;
Ma l’è on mont tant piscinin,
Che lant vœult quell pocch pcnser
De scuffiachen<ref>{{Nsb|ppm|339|40}}</ref> on biccer,
Bœugna<ref>{{Nsb|ppm|339|41}}</ref> proppi guarnall via.
:Ma che serva? la natura,
Per i C08S prezios e car
L’ha tegnuu curt ia mesura,
Giust per rendi pussee rar.
Hin i perla, hin i diamant
Piscinitt, e hin olter tant
Cross i anguri, gross i zucch;
Anca el gran Lissander Magn,
Che l’ha ìaa lant badalucch<ref>{{Nsb|ppm|339|42}}</ref>
Col so eoo, coi so compagn.
L’èva piccol, eppur Dari
L’è andaa là coi pitt aliarla
E poeú ai curt; Napoleon,
El pú grand de tucc i grand,
No l’è minga on candiron.
:Catt incustra<ref>{{Nsb|ppm|339|43}}</ref> all’Inghilterra,
Ai so trappol, ai so intrighi
S’hin i dagn della soa guerra
L’ess al bruso<ref>{{Nsb|ppm|339|44}}</ref> di jò spezzi.
Me n’importa proppi on figh,
Che per mi quist hin inczzii
Mi per mi, quand gh’ho del scabbi,
Del bon pan, del bon formaj,
Sont allegher come on matl.
No gh’hoo rabbi ~ no gh’hoo guaj;
Stoo de Pappa - sto de Rè;
Mandi a fass<ref>{{Nsb|ppm|339|45}}</ref> ©1 cioccolati.
Me n’impippi del caffè.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:L’ann passaa, giust de sti dì
Me regòrd — che quij milord
Me l’han missa in cinqu quattrin<ref>{{Nsb|ppm|339|46}}</ref>,
Ch’han tentaa de casciann chi
Di bonn lamm per spongà el vin<ref>{{Nsb|ppm|339|47}}</ref>.
:El san ben Buragh, Tradaa,
Montaveggia, Oren, Magenta,
Canegraa, Busser, Masaa,
Pillastrell, — Siron, Groppell<ref>{{Nsb|ppm|339|48}}</ref>,
Quanci lacrem, qua ne sospir,
Quanci affann, quanci dolor
M’hin costaa quij so bei fir<ref>{{Nsb|ppm|339|49}}</ref>,
Quij so toppi<ref>{{Nsb|ppm|339|50}}</ref>, quij vidor.
:Adess mò hin fornii i pagur;
Fiadem, godem, semm sicur:
L’Inghilterra, per adess.
La pò fa liga coi pess,
Che tra nun — gh*è pìi nessun
Che ghe loggia ai so bambann<ref>{{Nsb|ppm|339|51}}</ref>:
L’ha beli pari lee a casciann,
Ma denanz fanni rizev,
Sì, coco, doman de sira!
Per mennà l’Europa a bev
Ghe vœur olter che la bira.
:Intrattant semm franch del dent<ref>{{Nsb|ppm|339|52}}</ref>
E i nost vin
Cont i vesin
Cont i amis, cont chi ne pias
I emm de bev eternament
Cont el cœur viscor<ref>{{Nsb|ppm|339|53}}</ref>, in pas.
:Ma sto stàt de quiett, de piasè,
A chi l’è — ch’el se dev chi giò in terra?
Alla forza, al coragg, al savè
Dell’omm unegh in pas come in guerra.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 331 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
:<poem>
L’ann passaa, dalla brutta pagura
EI n’ha tolt coi sceu solet miracol;
Ma pœu adess ci ne franca e segura
Di bej sccol de pas senza racol.
:Donch bevemm: e col fumm di biccer
Vaga in aria di evviva sciaios,
E di vòt i pìi cald e sinzer
Per la vita contenta di spot.
:Che se beva e, a ogni gott. che se canta:
Stì vassij, sti caraf!, st abbondanza
Hin ci frút della Liga pú santa,
Di dò cà de Lorenna e de Pranza.
:Sbagascemm, scudelemm<ref>{{Nsb|ppm|339|54}}</ref>, femm bandoria;
Che Ve qiiest el temp giust de scialalla,
E onoremm tucc i agn la memoria
De sto dì, col glo glo, colla balla<ref>{{Nsb|ppm|339|55}}</ref>.
</poem>
:
:<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />"Questo ditirambo, che fu divulgato colle stampe di G. G. De Stefania (senza nome d’A. nel 1810) e gratuitamente distribuito a chiunque mostrò brama d’averlo, non è stato da me composto per forza d’altrui comandi o suggerimenti, ni per desiderio di lucro o smania di entrare fra il numero immenso degli adulatori di Napoleone, ma per spontaneo tributo’ di ammirazione dovuto in (juel momento al Grand’Uomo. Io cantai tanto piú volootieri le sue nozze in quanto che esse parevano destinate a consolidare sulll terra quella pace che ciascuno implorava e che era in allora ancor dubbio se fosse tolta ai mortali dalle mire ambiziose di Napoleone ovvero dalla intolleranza degli altri Principi. In oggi che egli è stato balzato dal trono, il mio ditirambo non ardirebbe ricomparire al pubblico per non rientrare fischiato: ebbe però ai suoi tempi il favore di qualche non voig.tre applauso, come a te (/a nota e scritta per il figlio del Poeta) lo diranno tuttora alcune lettere di dotti uomini a me scrìtte, le quali saran sempre dalla vanità mia con asni cura serbale". (''Nota del Porta'').<section end="1" />
:2) <section begin="2" />cattalœura: caspita.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />resgiò: reggitore, capo di caia.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />sidell: secchio.<section end="4" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 332 —||r=s}}</noinclude>
5) <section begin="5" />Perdi: rinomato vinajo.<section end="5" />
6) <section begin="6" />sbilzen foeura: spiccino, zampillino.<section end="6" />
7) <section begin="7" />Allude alla favola mitologica del cavallo alato, Pegaso, il quale in Elicona, dato un calcio contro una rupe ne fece sgorgare il fonte Ippocrene.<section end="7" />
8) <section begin="8" />fatt e ciall: insipido e sciocco.<section end="8" />
9) <section begin="9" />floss: floscio.<section end="9" />
10) <section begin="10" />va a stènderá el eoo: tentenna il capo.<section end="10" />
11) <section begin="11" />ruzzi adree : trascino.<section end="11" />
12) <section begin="12" />Poss boffann, ecc. : posso tracannare (il vino) custodito sotto chiave (Je la ciavetta).<section end="12" />
13) <section begin="13" />scabbi della staffa: vino dell’ultimo bicchiere (avanti la partenza).<section end="13" />
14) <section begin="14" />stacchetta: propriamente è chiodo; qui significa la misura, il limite della discrezione.<section end="14" />
15) <section begin="15" />sbegascemm: sbevazziamo.<section end="15" />
16) <section begin="16" />Bust : Busto Garolfo, terra lombarda allora famosa per vigneti (yidor).<section end="16" />
17) <section begin="17" />bombas: bambagia; in gergo, vino prelibato.<section end="17" />
18) <section begin="18" />spantéghet : diffondi.<section end="18" />
19) <section begin="19" />bacol : imbecilli.<section end="19" />
20) <section begin="20" />se pasenten: si danno pace.<section end="20" />
21) <section begin="21" />ovej: o lá; ehi (cenno di chiamata).<section end="21" />
22) <section begin="22" />dal palpee brusaa, ecc.: dalla carta carbonizzata le faville (Jugher).<section end="22" />
23) <section begin="23" />volzass: osassi.<section end="23" />
24) <section begin="24" />doma on iíaa: soltanto un sorso.<section end="24" />
25) <section begin="25" />tos: neonato.<section end="25" />
26) <section begin="26" />pinciorla: vinelli.<section end="26" />
27) <section begin="27" />pacciugh: mal riusciti; qui, vini scemi.<section end="27" />
28) <section begin="28" />ciorlinn: (vini) chiaretti.<section end="28" />
29) <section begin="29" />brugnon : cantiniere in senso spregiativo.<section end="29" />
30) <section begin="30" />taj: allude alle miscele di due vini; questa operazione in dialetto si denomina tajá el vin; il poeta scherza sul doppio senso della voce laj che significa taglio.<section end="30" />
31) <section begin="31" />ingossa: nausea.<section end="31" />
32) <section begin="32" />lampedin: voce del gergo per bicchiere.<section end="32" />
33) <section begin="33" />voeut: vuoi.<section end="33" />
34) <section begin="34" />tontonnet : brontoli.<section end="34" />
35) <section begin="35" />pientatt: lasciarti.<section end="35" />
36) <section begin="36" />Montarobbi: vino di Monterobbio, colle della Brianza in comune di Rebbiate, celebre per eccellenti uve.<section end="36" />
37) <section begin="37" />se badinna?: si scherza ><section end="37" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 333 —||r=s}}</noinclude>
38) <section begin="38" />ujainna: píccola zaina, a forma di boccale, ma di niaorB capaciti.<section end="38" />
39) <section begin="39" />bonza: botte di (orma aMai allungata.<section end="39" />
40) <section begin="40" />KuffiagKen: berne.<section end="40" />
41) <section begin="41" />boeugna: occorre, biaogna.<section end="41" />
42) <section begin="42" />badalucch: chiauo.<section end="42" />
43) <section begin="43" />Catt incuitra : accidenti.<section end="43" />
44) <section begin="44" />al bruto: in carestia.<section end="44" />
45) <section begin="45" />a fau: a cattafaacio.<section end="45" />
46) <section begin="46" />me i’han, ecc.: mi hanno metto gran paura.<section end="46" />
47) <section begin="47" />* Ciò ti riferisce ai tedeschi, che godono fra noi fama di buoni bevitori e che nell’anno 1809 minacciavano colle loro armi il regno d’Italia *. (Nola del Poeta).<section end="47" />
48) <section begin="48" />Il Poeta enumera i vigneti allora piò rinomati dei pacai lombardi: Burago, Tradate, Montevécchia, Oreno. Magenta, Caoegrate, Buttero, Matate, Pilastrello Sirone, Groppello (pretto Cattano d’Adda).<section end="48" />
49) <section begin="49" />fir: filari.<section end="49" />
50) <section begin="50" />toppi: pergole.<section end="50" />
51) <section begin="51" />ghe loggia, ecc.: dia ascolto alle tue frottole.<section end="51" />
52) <section begin="52" />franch del dent: sicuri di mangiare; cioè ci tentiamo ben laldi.<section end="52" />
53) <section begin="53" />vitcor: allegro.<section end="53" />
54) <section begin="54" />tcudelemm : beviamo nelle ciottole.<section end="54" />
55) <section begin="55" />balla: ubbriacatura.<section end="55" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 334 —||r=s}}</noinclude>
BRINDES DE MENEGHIN A L’OSTARIA
PER L’ENTRATA IN MILANO
DI
FRANCESCO I E Di MARIA LUISA<ref>Sotto l’aUegoría dei diversi vini, dei quali è fatta parola in questo ditirambo, si adombravano i piú distinti fra i concittadini, i cui poderi allora
primeggiavano in quei luoghi ove raccoglievansi i vini medesimi.<br>
{{gap|1.5em}}Il Poeta dacché la costituzione del Regno Lombardo-Veneto chiudeva definitivamente il periodo della dominazione francese, in questo brindisi inneggiante alla pace ed alla coppia imperiale, dá libero sfogo alla sua letizia, giustificata dalle precedenti disillusioni per la prepotenza dei francesi, che fu tanta
da meritare che il Porta, alla loro partenza (aprile 1814) scrivesse essere il
popolo milanese ridotto al punto
<poem>
" De podè nane vess indifferent
Sulla scerna del boja che ne scanna ".
</poem></ref>
(31 Dicembre 1815)
<poem>
Alto allon, trinche vain, trinche vain!
Portee sciá mezz e zain{{Nsp|349|1}} — e peston{{Nsp|349|2}},
Trinche vain, trinche vain, prest, allon!
Mi denanz de mia trippa voUer
D’ogni sort de caraff, de biccier,
Mi voller metter surba{{Nsp|349|3}} in vassell,
E vodara cantina a Perell!{{Nsp|349|4}}
Ah che bev! Ah che bev che vuj fa,
Vuj sgonfíamm,
Vuj negamm — vuj s’cioppá,
Vuj scarpamm{{Nsp|349|5}},
Sgarbellamm{{Nsp|349|6}} — col canta,
</poem><noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=120%|v=1|t=2|BRINDES DE MENEGHIN A L’OSTARIA }}
{{Ct|f=100%|v=1|PER L’ENTRATA IN MILANO}}
{{Ct|f=100%|v=1|DI}}
{{Ct|f=120%|v=1|FRANCESCO I E Di MARIA LUISA<sup>nota</sup>}}
{{Ct|f=100%|v=1|(31 Dicembre 1815)}}
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<poem>
:Alto allon, trinche vain, trinche vain!
Portee scià mezz e zain<ref>{{Nsb|ppm|349|1}}</ref> — e peston<ref>{{Nsb|ppm|349|2}}</ref>,
Trinche vain, trinche vain, prest, allon!
:Mi denanz de mia trippa voller
D’ogni sort de caraff, de biccier,
Mi voller metter surba<ref>{{Nsb|ppm|349|3}}</ref> in vassell,
E vodara cantina a Perell!<ref>{{Nsb|ppm|349|4}}</ref>
:Ah che bev! Ah che bev che vuj fa,
Vuj sgonfìamm,
Vuj negamm — vuj s’ cioppà,
Vuj scarpamm<ref>{{Nsb|ppm|349|5}}</ref>,
Sgarbellamm<ref>{{Nsb|ppm|349|6}}</ref> — col canta,
</poem>
<ref>Sotto l’allegorìa dei diversi vini, dei quali è fatta parola in questo ditirambo, si adombravano i piú distinti fra i concittadini, i cui poderi allora primeggiavano in quei luoghi ove raccoglievansi i vini medesimi.<br>{{gap|1.5em}}Il Poeta dacchè la costituzione del Regno Lombardo-Veneto chiudeva definitivamente il periodo della dominazione francese, in questo brindisi inneggiante alla pace ed alla coppia imperiale, dà libero sfogo alla sua letizia, giustificata dalle precedenti disillusioni per la prepotenza dei francesi, che fu tanta da meritare che il Porta, alla loro partenza (aprile 1814) scrivesse essere il popolo milanese ridotto al punto
:<poem>
:" De podè nane vess indifferent
Sulla scerna del boja che ne scanna ".
</poem></ref><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" /><section begin="s1" /><section end="s1" /><section begin="s2" /><section end="s2" /></noinclude>
<poem>
Col (á evviva
Al gran metter che riva,
Al Patron, car carasc, bon patron,
Ch’el ven sciá con la brocca{{Nsp|349|7}} d’oliva,
Senza ruzz{{Nsp|349|8}}, ne sparaci{{Nsp|349|9}}, ne baccan,
A proved ai besogn de Milan.
Alto allon, trinche vain, trinche vain!
Portee sciá mezz e zain — e peston.
Trinche vain, trinche vain, prest, allon I
Se i speranz de la pas ses agn fa
M’han faa bev a sto post tanto vin
De (á corr di barchitt, di molin.
Tanto mej l’è incoeu el dí de boffá{{Nsp|350|10}},
De spongá,
De suga,
De nega{{Nsp|350|11}},
Che la pas no la manca — l’è franca,
Che l’è chi, che la pò pu scappa.
Alto donch, trinche vain, sciá del vini
Ch’el me stomegh l’è secch come on ciod;
Sciá on martin
De Buscaa{{Nsp|350|12}}, ch’el vuj god
Con savor
In onor — del patroni
Quest l’è bon!
Cara, cara, che fior
De bobo — che l’è quest! Oh che gusti
G16, glo, glo — Benedetta la terra
De Buscaa, di contorna de Bust{{Nsp|350|13}},
Che ve staga lontana la guerra,
Che i tempest, i stravent, la scighèra
Vaghen tucc a pestass in brughera.
Viva semper quel patron
Che manten — grass el terren,
Ch’el sa spend in piantagion
E in lepar quell che conven.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 335 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Col (à evviva
Al gran metter che riva,
Al Patron, car carasc, bon patron,
Ch’el ven scià con la brocca<ref>{{Nsb|ppm|349|7}}</ref> d’oliva,
Senza ruzz<ref>{{Nsb|ppm|349|8}}</ref>, ne sparaci<ref>{{Nsb|ppm|349|9}}</ref>, ne baccan,
A proved ai besogn de Milan.
:Alto allon, trinche vain, trinche vain!
Portee scià mezz e zain — e peston.
Trinche vain, trinche vain, prest, allon I
:Se i speranz de la pas ses agn fa
M’han faa bev a sto post tanto vin
De (à corr di barchitt, di molin.
Tanto mej l’è incœu el dì de boffà<ref>{{Nsb|ppm|350|10}}</ref>,
De spongà,
De suga,
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Che la pas no la manca — l’è franca,
Che l’è chi, che la pò pu scappa.
:Alto donch, trinche vain, scià del vini
Ch’el me stomegh l’è secch come on ciod;
Scià on martin
De Buscaa<ref>{{Nsb|ppm|350|12}}</ref>, ch’el vuj god
Con savor
In onor — del patroni
Quest l’è bon!
Cara, cara, che fior
De bobo — che l’è quest! Oh che gusti
G16, glo, glo — Benedetta la terra
De Buscaa, di contorna de Bust<ref>{{Nsb|ppm|350|13}}</ref>,
Che ve staga lontana la guerra,
Che i tempest, i stravent, la scighèra
Vaghen tucc a pestass in brughera.
:Viva semper quel patron
Che manten — grass el terren,
Ch’el sa spend in piantagion
E in lepar quell che conven.
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 336 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Che l’è giust cont i pajsan,
Che in del spend el va corriv,
Che ai fattor el liga i man,
Ch’el sa viv e lassa viv!
:Viva semper quell patron
Che va, ved e che proved,
Che sa cred ai relazion
Quell ch’el cred de podè cred!
:Ogni sces<ref>{{Nsb|ppm|350|14}}</ref> a on patron su sto taj
La deventa ona vigna pientada,
Sgrazzononn<ref>{{Nsb|ppm|350|15}}</ref> d’ugonona insci fada,
De stantà col stanghett a portaj .
:A on patron de sta sort tucc i ugh
Ghe fan vin, ghe van tucc in cantina:
Nissan grippa<ref>{{Nsb|ppm|350|16}}</ref>, nissun fa pacciugh<ref>{{Nsb|ppm|350|17}}</ref>,
Hin inutel i ciav su la spina.
:Donch glo, gió — Viva viva el resgió,
Gloria e onor di Lombard, di Todesch,
Donch gló, glo — Viva viva Franzesch!
:L’è Franzesch quell patron — tanto bon,
Tucc el san, el san tucc che l’è lu
Quell patron caregh ras de vertú,
Ch’el ven scià senza ruzz ne baccan
A proved ai besogn de Milani
:Ohe baroni,
Brugnoni,
Slandroni!<ref>{{Nsb|ppm|350|18}}</ref>
Pientamm chi
Giuradi
De par mi
On trattin
Col martin
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Senza vin?
On intort
De sta «ori
Al Bosin?{{Nsp||19}}
Prest, canaj, —
Razzapaj{{Nsp||20}},
Mort o vin!
:Pas, pas, pas — che Ve chi lu el bombai.
Ginegraa{{Nsp||21}} — del Modron?...{{Nsp||22}}
Sanguanon I
Pas, pas, pas
Hoo fallaa — i mee brugnon.
:Che Toccaj, che Alicant, che Sciampagn,
Che pacciugh. che mes’ ciozz foresler!
Vin nostran, vin di noster campagn,
Ma legittem, ma s’ cett, ma sinzer.
Per el stomegh d’on bon Milanes
Ghe va roba del noster paes.
:Nun che pàccem del beli e del bon
Fior de manz, de vedij{{Nsp||23}}, de cappon,
Fior de pan, de formaj, de buttér,
No emm besogn de fa el cunt coi biccer,
E per quest la gran mader natura
La s’è tolta la santa premura
De vojann ciò de bev col boccaa
Fior de scabbi passant e salaa,
Fior de scabbi mostos e suttir
Di nost vign, di nost ronch, di nost fir.
:Vin nostran, vin nostran, tomi a dì,
De trinca col cœur largh, e a memoria,
Che di vin forestee la gran boria
Per el pu la va tutta a fornì
In d’on poff, fum e scuma, e bott lì.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Ma ovej là! giust mò lu/sur Perell,
Scià on bon fiaa de vinett, ma de quell
Savorii, limped, luster e s’ cett
Che se catta sui ronch del Gergnett<ref>{{Nsb|ppm|350|24}}</ref>.
:Con sto scabbi, che in poni de lejal
L’è el retratt del nost cœur tal e qual,
Gh’hoo intenzion — de intona ona canzon
In onor de la nostra Patrona
Che poeú infin se l’è bella, l’è bona,
Se l’è dolza, graziosa — e giusosa<ref>{{Nsb|ppm|350|25}}</ref>,
Foo el me cunt che l’è on rasoi<ref>{{Nsb|ppm|350|26}}</ref> anch lee
D’ona vit — ben scernida — e scialosa,
Insedida<ref>{{Nsb|ppm|350|27}}</ref> — e cressuda in sto sit.
Grazia a l’aria e a l’influss del Verzee<ref>{{Nsb|ppm|350|28}}</ref>,
:Scià — manch ciaccer, vint, trenta carafi!
Paghi mi — chi vœur bev vegna chi.
Chi vœur bey, presto chi — paghi mi.
Creppa, s’ cioppa in sto di — l’avarizia,
E che viva la pas, l’amicizia.
Alto andemm —
Su sbragemm — su cantemm,
Che la sòlfa l’è questa che chi,
Alto là! intòni mi — citto lì.
:Viva, viva la nostra Patrona,
Buseccona
Tant lee, come nun.
Che intuitú
De bellezza e virtú
Per brio bacco le zed a nissun!
:St’anemina del ciel delicada,
Destinada
A sta ai fianch del patron,
L’è el retratt
De la Pas che l’è in att
De fa a sciosc<ref>{{Nsb|ppm|350|29}}</ref> con la giusta reson.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Dopo i tòrber, i guaj, la deslippa<ref>{{Nsb|ppm|350|30}}</ref>
Che la pippa
N’han roti<ref>{{Nsb|ppm|350|31}}</ref> per tant ann,
Lee la ven
Come l’arco balcn
A prometten la fin di malann.
:Viva, viva la nostra resgiora
Proteltora
Di bon Milanes,
No gh’è ben
Fin ch’el ciel le manten
Che noi poda sperà el nost paes.
:Car vinitt del Monsciasch<ref>{{Nsb|ppm|350|32}}</ref> savorii,
Che gh’avii
Giustaa el stomegh de tosa,
Tornee adess
A giustaghel l’istess,
Conservenn la soa vita preziosa!
:Trinche vain, trinche vain, presi, allonl
Che l’è insci che forniss la canzon.
:Puntum<ref>{{Nsb|ppm|350|33}}</ref> chi: adess ghe vœur on crostin
Tant per romp, per deslingu vin de vin....
Cribbi! cribbi! che pan piscinin!
Hin pu grand i paroll de la metta<ref>{{Nsb|ppm|350|34}}</ref>,
Hin pu gross i botton del LapofI<ref>{{Nsb|ppm|350|35}}</ref>,
Se me catta ona fam de poetta,
M’en sgandolli<ref>{{Nsb|ppm|350|36}}</ref> yint, trenta in d’on boff.
:Ma andemm là — che la pas, ch’el patron
El ven chi a sigillann in persona.
La farà — scomparì sti botton.
:Manch aggravi, commerzi, dance,
On bon prenzep che faga on quej spicch.
El san tucc, fina el Miggla e el Simona<ref>{{Nsb|ppm|350|37}}</ref>,
Ch hin el mantes che sgonfia su i micch.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Ora intani che l’abbondanza
L*è in viagg coni el resgló,
Vuj spassamm per la Brianza
Anmò on bott a fa gló gló.
Gh’hoo el petitt de impì el bottan<ref>{{Nsb|ppm|350|38}}</ref>
Cont on fior de firisell<ref>{{Nsb|ppm|350|39}}</ref>
Che se fa in d’on cantonscell
Su la volta de Vedan<ref>{{Nsb|ppm|350|40}}</ref>.
Ah che vin, pader abbaa,
Limped, viv e savorii!
De quest chi in del vin de trii<ref>{{Nsb|ppm|350|41}}</ref>
No ghe n’è propi mai staa.
:Se sto vin tal e qual l’è
El podess deventà on omm,
E mi aimiì deventà on rè,
No vorèv de galantomm
Che sto scior vin de Vedan
El me stass on brazz lontan....
:Ma, eel fors lu.... che denanz dagh el sagg
El me cascia in del cceur el coragg
De voltamm per brio bacco a descor
Col medemm
Noster re e imperator?
A sì ben che l’è lu!.., saldo.... andemm....
Alto, spiret, sur Carla!...<ref>{{Nsb|ppm|350|42}}</ref> politto....
Via ch’el parla — Moxtill!...<ref>{{Nsb|ppm|350|43}}</ref> spiret.... citto!
:Cont el fum de sto vin, sacra majstaa,
Come procurador de! popol bass,
Ghe stampi in ciel pu mej che né sul sass
El giurament de amor, de fedeltaa!
Adess, majstaa, mò el leggiarà adrittura
Sul volt de tucc la carta de procura.
:Anem tucc: Trinche vain, prest allon,
Viva semper Franzesch nost patron!
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Chec?... Vin bianchi
Quest poeìi nò, noi vuj nanch
S’ cl fudcss de Masaa<ref>{{Nsb|ppm|351|44}}</ref> del pu a’cctl!
Nò, noi vuj, malarbetta la pressai
Vin de messa? — Sont pien de respett,
Hin ben vin, tutt sostanza e savor.
Ma però van bevuu de per lor.
Che no lighen coi vin de color.
:Mi puttost vorev (ann ona toma
Col vin ross de Masaa de cà Roma<ref>{{Nsb|ppm|351|45}}</ref>,
Cordial, nett e s’ celt come on specc,
Semper bon — stupcndon - quand l’è vece.
:L’è peccaa, sanguanon, ch’el me venter
Noi sia largh come el fond d’ona tina;
Podarèv insci melteghen denter
De sti Bor de siropp de cantina,
Che ghe n’emm propi a mucc, a balocch.
Che a lassaj me va l’anema in tocch.
:Pagarèv no soo còssa.... on millionl
Che in quij dì - che sta chi el nost patron
Possess mi — fagh in cà el cantinee.
Ma con patt che i dottor de la cori
Fort....<ref>{{Nsb|ppm|351|46}}</ref> s’intend, stassen fœura di pce.
:Vorev mettegh lì tucc in spallerà
I nost scabbi, scialos e baffios<ref>{{Nsb|ppm|351|47}}</ref>:
Quell beli limped e sodo d’Angera<ref>{{Nsb|ppm|351|48}}</ref>,
Quell de Casten brillant e giusos.
Quij grazios — de la Santa e d’Osnagh,
Quell magnifegh de Omaa, de Buragh,
Quell de Vaver posaa e sostanzios,
Quell sinzer e piccant de Casal,
Quij cordial — de Canonega e Oren,
Quij mostos — nett e s’ cett e salaa
De Suigh, de Biassonn, de Casaa,
De Bust piccol, Buscaa, Parabiagh,
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 342 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:De Mombell, de Cassan, Nœuva e Dea,
De Maggenta, de Arlun, de Vares,
E olter milla million — de vin bon,
Che s’el riva a saggiaj el patron,
Noi ne bey mai pu on gott forestee;
Fors el loda, chi sa, el cantinee,
E fors’anca el le ciama, e el ghe ordenna
De inviaghen quej bonza a Vienna.
:Scià de bev anca mò, che sont succi<ref>{{Nsb|ppm|351|49}}</ref>
Che no poss pu mena la tappella....<ref>{{Nsb|ppm|351|50}}</ref>
:Franco in gamba.... voj là.... ch’el se ponda.
Vej! s’el donda — ch’el sbassa la velia,
Si s’el vœur volta là la caraffa
De quell tal insci faa de la staffa.
:Che caraffa! che velia d’Egitti
Gaviraa?...<ref>{{Nsb|ppm|351|51}}</ref> del sur duca?... del mej?
Vuj sgonfìamm,
Vuj negamm — L’hoo già ditti
Foo on sequester su tucc i vassej,
Che l’è quest el ver dì — de boffà,
De spongà,
De suga.
De nega,
Che la pas no la manca — l’è franca,
Che l’è chi — che la pò pu scappa.
:Alto allonl Trinche vain, paghi mi:
Chi gh’ha set, chi vœur bev, vegna chi!
Foo poeìi cunt che la pas in d’on mes
La ne paga la ciocca<ref>{{Nsb|ppm|351|52}}</ref> coi spes.
:Cara pas, santa pas sospirada,
Tant cercada — comprada e pagada,
T’emm cattada — pur anch se Dio vœur!
Ah sta chi! Pientet<ref>{{Nsb|ppm|351|53}}</ref>, sceppa<ref>{{Nsb|ppm|351|54}}</ref>, radisa<ref>{{Nsb|ppm|351|55}}</ref>,
No destacchet mai pu dal nost cœur!
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 343 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Te faran de ciel limped, de so
I vertú de FranzescK, de Luvisa,
Te faran de difesa e de scesa
Gratitudena, e amor di resgio,
Finalment te faran de rosada
Sta granada<ref>{{Nsb|ppm|351|56}}</ref>,
E sti gott de glo glo.
:Svint<ref>{{Nsb|ppm|351|57}}</ref>, 8u, alegher! coi tazz in di man
Femm evviva al patron de Milan!
Tucc unii in d’ona sola fameja
Gent de toga, de spada, e livreja,
Gent de cappa, de gippa e de penna,
Venezian, Busecconi, Todesch,
Bevemm tucc, su sbragemm — su cantemm
Fin che cascia<ref>{{Nsb|ppm|351|58}}</ref> |a spina e la lenna,
Viva, viva la cà de Lorenna!
Viva, viva, evvivazza Franzesch!
Ch’el ne possa dura sto resgio
Fin che al mond ghe sarà de glo glo.
:Trinche vain, trinche vain, femm baldoria,
Che l’è quest el temp giust de scialalla,
R E onoremm tucc i ann la memoria
{{Ct|f=120%|v=1|t=2|lh=1.5|De sto dì col glo glo, con la balla<ref>{{Nsb|ppm|351|59}}</ref>,}}
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />mezz e zain: mezzette e piccoli boccali.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />peston: bottiglioni.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />turba: sifone.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />Perdi: rinomato vinajo già ricordato nel brinditi precedente.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />Karpamm: stracciarmi.<section end="5" />
:6) <section begin="6" />tgarbellamm: spellarmi la gola.<section end="6" />
:7) <section begin="7" />brocca: ramo.<section end="7" />
:8) <section begin="8" />nizz: chiasso.<section end="8" />
:9) <section begin="9" />sparad: spacconate.<section end="9" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 344 —||r=s}}</noinclude>
10) <section begin="10" />boifá: tracannare.<section end="10" />
11) <section begin="11" />nega : annegare.<section end="11" />
12) <section begin="12" />martin, ecc.: voce del gergo per fiasco (di vino) di Buscate.<section end="12" />
13) <section begin="13" />Bust: Busto Arsizio nei cui dintorni vi sono brughiere, cioè sodaglie a erica.<section end="13" />
14) <section begin="14" />sces: siepe.<section end="14" />
15) <section begin="15" />sgrazzononn, ecc. : grappoloni d’uva tanto fatta.<section end="15" />
16) <section begin="16" />grippa: ruba.<section end="16" />
17) <section begin="17" />pacciugh: intrugli.<section end="17" />
18) <section begin="18" />slandroni: poltroni.<section end="18" />
19) <section begin="19" />bosin: il poeta vernacolo.<section end="19" />
20) <section begin="20" />razza paj: ciurmaglia.<section end="20" />
21) <section begin="21" />Canegraa: terra di Canegrate.<section end="21" />
22) <section begin="22" />Modron: i Visconti di Modrone.<section end="22" />
23) <section begin="23" />vedij: vitelli.<section end="23" />
24) <section begin="24" />Gergnett: Gernetto, presso Monza, villa allora del Conte Mellerio.<section end="24" />
25) <section begin="25" />giusosa: succosa.<section end="25" />
26) <section begin="26" />rasoi: magliolo, sarmento da innestare (insedi).<section end="26" />
27) <section begin="27" />insedida: innestata (qui in senso metaforico).<section end="27" />
28) <section begin="28" />influss del Verzee : influsso milanese, perchè nata nel palazzo reale di Milano.<section end="28" />
29) <section begin="29" />fa a sciosc: fare a soccida.<section end="29" />
30) <section begin="30" />deslippa: sfortuna.<section end="30" />
31) <section begin="31" />* romp la pippa ", significa infastidire.<section end="31" />
32) <section begin="32" />Monsciasch: territorio di Monza.<section end="32" />
33) <section begin="33" />Punium: punto fermo, cioè, qui si faccia pausa nel bere.<section end="33" />
34) <section begin="34" />metta: il manifesto del calmiere.<section end="34" />
35) <section begin="35" />Lapoff: la maschera.<section end="35" />
36) <section begin="36" />sgandolli: mastico, mangio.<section end="36" />
37) <section begin="37" />el Miggia e el Simona : modo di dire equivalente all’altro : ogni minchione.<section end="37" />
38) <section begin="38" />bottan: bottaccio, ventre.<section end="38" />
39) <section begin="39" />firisell: vino chiaro.<section end="39" />
40) <section begin="40" />Vedano al Lambro.<section end="40" />
41) <section begin="41" />de trii: di tre soldi.<section end="41" />
42) <section begin="42" />Carla: vecchio modo di pronunciare il nome Carlo, quello proprio del Poeta.<section end="42" />
43) <section begin="43" />moxtill: barbarismo, derivato dall’unione delle due voci mò (ora) e stili che in tedesco significa zitto, silenzio I<section end="43" /><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 345 —||r=s}}</noinclude>
44) <section begin="44" />MaMte, paeae fr«Trezzo e Gorgonzola.<section end="44" />
45) <section begin="45" />C«M Roma Orimi, famiglia nobile milanete proprieUria dd beai di Maule.<section end="45" />
46) <section begin="46" />Forti voce dal tedesco per (cacciare, via!<section end="46" />
47) <section begin="47" />baffioi: da leccarli i baffi.<section end="47" />
48) <section begin="48" />Si osservi la enumerazione molto interessante (vero documento storico, dacché la filossera e le altre malattie hanno distrutti i nostri vigneti) delle qualilik dei vini fatti colle uve coltivate nei paesi lombardi di Angera, Castano, Santa presso Monza, Osnago, Omate, Burago. Vaprio, Caiale. Canonica al Lambro, Oreno, Sovico, Biassonno, Casate, Busto Garolfo (plccol), Buscate, Parabiago, Mombelio, Caisano, Nova. Drsio, Magenta, Arluoo e Varese.<section end="48" />
49) <section begin="49" />succ: asciutto.<section end="49" />
50) <section begin="50" />tappella: voce del gergo, invece di lengua.<section end="50" />
51) <section begin="51" />Gavirate nel Varesotto, altro possesso del Duca Visconti di Modrone.<section end="51" />
52) <section begin="52" />ciocca: ubbriachezza.<section end="52" />
53) <section begin="53" />pientet: piantati.<section end="53" />
54) <section begin="54" />sceppa: fa cespite.<section end="54" />
55) <section begin="55" />radisa: metti radice.<section end="55" />
56) <section begin="56" />granada: il color granato del vino.<section end="56" />
57) <section begin="57" />Svint: barbarismo dal tedesco, gcschwind, avv. presto! voce ora disusata.<section end="57" />
58) <section begin="58" />fin che cascia: fin che getta vino la spina.<section end="58" />
59) <section begin="59" />balla: ubbríacatura.<section end="59" /><noinclude></noinclude>
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Pagina:Porta - Poesie milanesi.djvu/353
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" /></noinclude>
{{Ct|f=160%|v=5|t=5|POESIE VARIE.}}<noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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{{Rule|8em|t=1|v=2}}
<poem>
:Ona veggiana esosa,
Spiossera<ref>{{Nsb|ppm|360|1}}</ref>, avara, tegna<ref>{{Nsb|ppm|360|2}}</ref>, pedocciosa,
Che per cava d’on pozz la eros d’on ghell<ref>{{Nsb|ppm|360|3}}</ref>
L’avaràv (aa la corda con la peli,
L’andava d’on gran pezz fantastegand,
Masnand e ruminand
Come posse in don bott,
Senza tanci cuntee,
Deventà ricca e sgonfia su el bolgiott;
E avend sentii a descorr come qualment.
Gh’eva staa de la gent
Che aveven ottegnuu sta sort de coss
Con l’ajutt de quell angior di orecc d’oss,
La s’è resolta anch lee
De buttass a la sort e a la fortuna,
E intani per scongiurali e fass juttà
Dee a tra cossa la fa.
(Ma ovej, fiœuj, che i coss staghen chi insci
Tra violter e mi!
Che in pont de striament e malefìzi
Gh’è di œucc intorna, e bœugna avegh giudizi).
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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:Ona veggiana esosa,
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Che per cava d’on pozz la eros d’on ghell<ref>{{Nsb|ppm|360|3}}</ref>
L’avaràv (aa la corda con la peli,
L’andava d’on gran pezz fantastegand,
Masnand e ruminand
Come posse in don bott,
Senza tanci cuntee,
Deventà ricca e sgonfia su el bolgiott;
E avend sentii a descorr come qualment.
Gh’eva staa de la gent
Che aveven ottegnuu sta sort de coss
Con l’ajutt de quell angior di orecc d’oss,
La s’è resolta anch lee
De buttass a la sort e a la fortuna,
E intani per scongiurali e fass juttà
Dee a tra cossa la fa.
(Ma ovej, fiœuj, che i coss staghen chi insci
Tra violter e mi!
Che in pont de striament e malefìzi
Gh’è di œucc intorna, e bœugna avegh giudizi).
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Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 350 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Donca, vegnend a nun, la va ona nolt
De luna pienna sora on baltreschin,
E alzand el sottanin
La le incensa sett vœult cont el cuu biott.
Dopo la dà de man
A on pugnattin de biella de tre tett<ref>{{Nsb|ppm|360|4}}</ref>,
E denter la ghe mett,
Descartandi e basandi a vuna a vuna,
I sett origen de la gran fortuna,
Cioè: Peli de roffian,
Ugora de cantant, refi de socchett,
Lengua de adulator,
Gengiv de fornitor,
Crani de becch content, e on soraoss
De lader a l’ingross.
:Fa quest, la seccudiss<ref>{{Nsb|ppm|360|5}}</ref> el pugnattin,
Le ponda in terra, la ghe fa d’intorna
Sett vosult on bicocchin<ref>{{Nsb|ppm|360|6}}</ref>,
Sett vœult le segna cont el stamp di corna,
E poeìi (con pocch respett)
La ghe fa su sett pett.
:Dopo i pett, la barbotta ona lienda<ref>{{Nsb|ppm|360|7}}</ref>
In barlicch e barlocch ®),
Mezza in lenguagg ebrej, mezza in latin,
E intant la tira a voltra ona faccenda
Sul gust d’on barettin.
Le ciappa per el fiocch,
Le mett con gravitaa sora el zignon<ref>{{Nsb|ppm|360|9}}</ref>,
E la dis in genœucc st’oltra orazion
:Oh argen, ai, gol, oet<ref>{{Nsb|ppm|360|10}}</ref>, che te see stada
Su la crappa pelada
Del gran Rot, sop, mifraa
Majester di dannaa,
Cedem in st’occasion
A gloria de Astarott
Almanca tutt e vott
I sett pecca mortai del tò patron!
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Porta - Poesie milanesi.djvu/357
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2026-03-29T11:53:53Z
Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 278 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:E lì adrittura subet triff e traff
La fa su on’insalata
De pesa grega. zòffregh, trementina,
Acuuarasa, resina,
E dent in la pugnatta;
E poeìi la ghe dà el fœugh sett spann lontan
Cont on sonett de l’avvocat Stoppan<ref>{{Nsb|ppm|360|11}}</ref>.
:Se volza on gran fumeri tutt on tratt
Cont in mezz ona (ianìnia verdesina,
Scappen tucc i tegnœur, scappen i ralt,
Corren i gatt a scondes in cantina.
E aneli lee la luna la se tira appos
(A sguaità<ref>{{Nsb|ppm|360|12}}</ref> ci rest) d*on piantonon de nos,
:Mort el fceugh e fornii tutt el striozz,
La veggia la regœuj
La sova brava scénderà in d*on fœuj;
La ne fa su on scartozz e el te le mett
Colda colda in tra el bust e el post di tett,
E finalment, die la ringrazi anmì.
Notte felice, la va anch lee a dormì.
:Ora, a dispett de sti fìlosofon *
Che in pont de striarij
Riden de compassion
E battezzen tuttcoss col nom d’arlij<ref>{{Nsb|ppm|360|13}}</ref>,
Dee a tra, fiœuj, cossa che va a suzzed,
E credili che vel doo quasi de fed:
:L era nanca sta veggia bolgirona
Squas se pò dì indormenta.
Che, tracchi ghe se presenta
Vun di primm carbonee<ref>{{Nsb|ppm|360|14}}</ref> propi in persona.
:Costú l’èva ona micchena de lard
Luster, lene e petard come el Cccchett<ref>{{Nsb|ppm|360|15}}</ref>
Largh de fianch e de s’eenna,
Con dò ganass come dò micch boffetl<ref>{{Nsb|ppm|360|16}}</ref>,
E on vòlt de luna pienna;
</poem><noinclude></noinclude>
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2026-03-29T11:55:54Z
Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 351 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:E lì adrittura subet triff e traff
La fa su on’insalata
De pesa grega. zòffregh, trementina,
Acuuarasa, resina,
E dent in la pugnatta;
E poeìi la ghe dà el fœugh sett spann lontan
Cont on sonett de l’avvocat Stoppan<ref>{{Nsb|ppm|360|11}}</ref>.
:Se volza on gran fumeri tutt on tratt
Cont in mezz ona (ianìnia verdesina,
Scappen tucc i tegnœur, scappen i ralt,
Corren i gatt a scondes in cantina.
E aneli lee la luna la se tira appos
(A sguaità<ref>{{Nsb|ppm|360|12}}</ref> ci rest) d*on piantonon de nos,
:Mort el fceugh e fornii tutt el striozz,
La veggia la regœuj
La sova brava scénderà in d*on fœuj;
La ne fa su on scartozz e el te le mett
Colda colda in tra el bust e el post di tett,
E finalment, die la ringrazi anmì.
Notte felice, la va anch lee a dormì.
:Ora, a dispett de sti fìlosofon *
Che in pont de striarij
Riden de compassion
E battezzen tuttcoss col nom d’arlij<ref>{{Nsb|ppm|360|13}}</ref>,
Dee a tra, fiœuj, cossa che va a suzzed,
E credili che vel doo quasi de fed:
:L era nanca sta veggia bolgirona
Squas se pò dì indormenta.
Che, tracchi ghe se presenta
Vun di primm carbonee<ref>{{Nsb|ppm|360|14}}</ref> propi in persona.
:Costú l’èva ona micchena de lard
Luster, lene e petard come el Cccchett<ref>{{Nsb|ppm|360|15}}</ref>
Largh de fianch e de s’eenna,
Con dò ganass come dò micch boffetl<ref>{{Nsb|ppm|360|16}}</ref>,
E on vòlt de luna pienna;
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2026-03-29T11:54:08Z
Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 352 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Sott al barbozz, e fina a mezza gippa,
Ghe pendeva on scalott<ref>{{Nsb|ppm|360|17}}</ref> (Je grassa matta,
E el comor<ref>{{Nsb|ppm|361|18}}</ref> de la trippa
El ghe podeva asquas scusa de patta.
L’èva costú in sostanza
On ciappin tentador de refettori,
De quij che fan consist tucc i soeú glori
A fa pecca i prior de intemperanza,
E che in certe occasion
De vegilia e degiun, l’è el so spasson
A mola via<ref>{{Nsb|ppm|361|19}}</ref> petitt che fa stordì,
E jutten per despresi a digerì.
:In mezz a quest però,
Se noi fuss staa che sora del topè
El gh’eva quij socchè che gh’han i bò,
Ghe scommetti che al volt,
A l’aria ambrosiana, a la marsina
El podeva vess tolt
Minga per quell che l’è,
Ma per on collaron de la dottrina<ref>{{Nsb|ppm|361|20}}</ref>.
:E defatt, tutt grazios, cont on bocchin
Giustaa come la mitria del pollin<ref>{{Nsb|ppm|361|21}}</ref>,
El ghe se volta, e el dis: Car bacioccœu.
Parla, sont chi, dì su,
Coss’eel mò che te vœu?
Hin feHpp de quij quader de Milan?
Hin dobel, hin sovran,
Hin savoj, genovinn, spagn, portoghes?
Hin òngher, de quij grand come tondin
Che te pias, che te vœu? parla, ciccin.
:La veggia stria a sta proposizion
La se rallegra tutta,
E la respond che in quant a la valutta,
Già che l’era tant bon.
Le remetteva in lu,
Olter no ghe premènd resguard al rest
Che d’aveghen sossenn e mondaj prest.
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Porta - Poesie milanesi.djvu/359
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2026-03-29T11:54:35Z
Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 280 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Eh bien Jone, ci repìa, Madamoisell,
Je vais en avanl, venez, suicez mea pas,
Ne doutez rien, Vous en aurez on sfragell.
Insci ditt, el va inanz, e in quella ancn Ice
La va, o ghe par almanch de andagh adree;
E va, va che te va, va che te va.
Su de chi, giò de là, per drizz, per stort,
Volta, revoha, corr, traversa, solta
Per cors, contrad, pasquee,
:Transet, pont, piazz, strecciœu<ref>{{Nsb|ppm|361|22}}</ref>, zappej<ref>{{Nsb|ppm|361|23}}</ref>, sentee.
Passa vign, camp, ortaj, risèr e praa,
Finalment eccoj denter in d’on bosch
Folt folt, antigh e fosch.
De rògher e de scerr gross insci faa:
E va anmò che te va, quand de lì on pezz
Riven in del beli mezz;
Compaa bargniff el se revolta indree,
E fermandela ai pee
De vun de quij miara de pianton,
El ghe forlocca su st’oltra reson
Che sott sett brazza e on quart, cara ciccin,
Gh’è sotlerraa on seggiòn de semicuppi
Pien de dobel de Spagna e de zecchin;
Ven chi doman mattina.
Zappa, la mia ciccina,
E god per amor me tutt el marsuppil
:Grazie, grazie, sur dianzer benedett.
La sclama, tirand salt come on cavrett;
Ma inanz de volta velia.
Caro lu, la repia, ch’el diga on poo
Com’eel mò che faroo
In mezz a tance piant, in tanto spazi,
A catta giusta quella
Che gha sott, sur dianzer, i sœu grazi?
Speccia, el respond.... te gh’ee reson.... che striai...
Sass no ghe n’è.... brocch de catta<ref>{{Nsb|ppm|361|24}}</ref>.... nemmen....
Oh appont.... scolta, el me ben:
</poem><noinclude></noinclude>
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2026-03-29T11:56:01Z
Alex brollo
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3654064
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 353 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Eh bien Jone, ci repìa, Madamoisell,
Je vais en avanl, venez, suicez mea pas,
Ne doutez rien, Vous en aurez on sfragell.
Insci ditt, el va inanz, e in quella ancn Ice
La va, o ghe par almanch de andagh adree;
E va, va che te va, va che te va.
Su de chi, giò de là, per drizz, per stort,
Volta, revoha, corr, traversa, solta
Per cors, contrad, pasquee,
:Transet, pont, piazz, strecciœu<ref>{{Nsb|ppm|361|22}}</ref>, zappej<ref>{{Nsb|ppm|361|23}}</ref>, sentee.
Passa vign, camp, ortaj, risèr e praa,
Finalment eccoj denter in d’on bosch
Folt folt, antigh e fosch.
De rògher e de scerr gross insci faa:
E va anmò che te va, quand de lì on pezz
Riven in del beli mezz;
Compaa bargniff el se revolta indree,
E fermandela ai pee
De vun de quij miara de pianton,
El ghe forlocca su st’oltra reson
Che sott sett brazza e on quart, cara ciccin,
Gh’è sotlerraa on seggiòn de semicuppi
Pien de dobel de Spagna e de zecchin;
Ven chi doman mattina.
Zappa, la mia ciccina,
E god per amor me tutt el marsuppil
:Grazie, grazie, sur dianzer benedett.
La sclama, tirand salt come on cavrett;
Ma inanz de volta velia.
Caro lu, la repia, ch’el diga on poo
Com’eel mò che faroo
In mezz a tance piant, in tanto spazi,
A catta giusta quella
Che gha sott, sur dianzer, i sœu grazi?
Speccia, el respond.... te gh’ee reson.... che striai...
Sass no ghe n’è.... brocch de catta<ref>{{Nsb|ppm|361|24}}</ref>.... nemmen....
Oh appont.... scolta, el me ben:
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2026-03-29T11:54:45Z
Alex brollo
1615
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3654058
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 354 —|riga=si}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Te gh’avarisset mai per azzident
Volontà de boschi?<ref>{{Nsb|ppm|361|25}}</ref>
Brava, donch, falla chi....
Insci tornand doman te trovaree
A specciatt al post glust el tò campee!<ref>{{Nsb|ppm|361|26}}</ref>
Ditt e fatt l’alza i socch in d’on moment,
La scruscia<ref>{{Nsb|ppm|361|27}}</ref> giò i garon, la nina i quart<ref>{{Nsb|ppm|361|28}}</ref>,
La calca el fiaa, la strucca la musella<ref>{{Nsb|ppm|361|29}}</ref>
Per dervi fœura el part,
E sparlafeta là, la se fa sott
(Dessedandes in quella)
On tesor d’on l’evaa<ref>{{Nsb|ppm|361|30}}</ref> tant galiott
Ch’el passa i matarazz, el passa i banch,
Ona navascia<ref>{{Nsb|ppm|361|31}}</ref>, i mee fiœuj, nient manchi
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />spiossera: tìrchia.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />tegna: taccagna.<section end="2" />
:3) <section begin="3" />eros d’on ghell: il quattrino.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />biella de tre tett: tegame con tre piedini a mo’ di capezzoli.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />seccudiss: scuote.<section end="5" />
:6) <section begin="6" />bicocchin: piroetta.<section end="6" />
:7) <section begin="7" />lienda: tiritera.<section end="7" />
:8) <section begin="8" />In barlicch, ecc.: in suoni incomprensibili.<section end="8" />
:9) <section begin="9" />zignon: dal francese chignon, cervice.<section end="9" />
:10) <section begin="10" />argen, ai....: leggi a rovescio, teo-Iog-ia negra; come piú sotto iRo//, sop, ecc.; fraa (frate) im-pos-tor.<section end="10" />
:11) <section begin="11" />Mette in ridicolo l’avv. Pietro Stoppani di Beroldingher classicista da strapazzo.<section end="11" />
:12) <section begin="12" />sguaità: guatare di n2iscosto.<section end="12" />
:13) <section begin="13" />arlij: superstizioni, ubbie.<section end="13" />
:14) <section begin="14" />carbonee: diavoli.<section end="14" />
:15) <section begin="15" />Cecchett: facchino di forme atletiche, allora popolare<section end="15" />
:16) <section begin="16" />micch boffett: pan bonetto.<section end="16" />
:17) <section begin="17" />scalott: pappagorgia.<section end="17" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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Pagina:Porta - Poesie milanesi.djvu/361
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2026-03-29T11:54:50Z
Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 282 —||r=s}}</noinclude>
18) <section begin="18" />comor: colmo, conveuiti.<section end="18" />
19) <section begin="19" />moli via: distribuire.<section end="19" />
20) <section begin="20" />colloron de la dottrina: dal collare ipagnuolo afTÌcciato, che ttMvaao i tignori, i quali ordinariaroenle erano a rapo delle icuole della doltrina cfiitiana, co«í chiamaronsi dal popolo le persone distinte per pietá.<section end="20" />
21) <section begin="21" />mitria del pollin: porta coda del tacchino.<section end="21" />
22) <section begin="22" />(treccioeu : vicolo angusto. Si ouervi l’arte con cui il Poeta, con appropriatc parole, descrive il graduale procedere dal cuore di Milano alla pe* riferia, quindi all’aperta campagna.<section end="22" />
23) <section begin="23" />zappe): piccoli argini in margine ai prati.<section end="23" />
24) <section begin="24" />brocch: fronde da staccare.<section end="24" />
25) <section begin="25" />boachí : evacuare all’aperto.<section end="25" />
26) <section begin="26" />campee: propriamente, guardiano dei campi.<section end="26" />
27) <section begin="27" />icruscia: accoscia.<section end="27" />
28) <section begin="28" />nina i quart: dondola i fiaiKhi.<section end="28" />
29) <section begin="29" />sirucca la musell»: strizza le labbra tporgendole.<section end="29" />
30) <section begin="30" />levaa: pasta lievitata.<section end="30" />
31) <section begin="31" />navascia: truogolo dei vuotacessi.<section end="31" /><noinclude></noinclude>
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2026-03-29T11:56:11Z
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3654065
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 355 —||r=s}}</noinclude>
18) <section begin="18" />comor: colmo, conveuiti.<section end="18" />
19) <section begin="19" />moli via: distribuire.<section end="19" />
20) <section begin="20" />colloron de la dottrina: dal collare ipagnuolo afTÌcciato, che ttMvaao i tignori, i quali ordinariaroenle erano a rapo delle icuole della doltrina cfiitiana, co«í chiamaronsi dal popolo le persone distinte per pietá.<section end="20" />
21) <section begin="21" />mitria del pollin: porta coda del tacchino.<section end="21" />
22) <section begin="22" />(treccioeu : vicolo angusto. Si ouervi l’arte con cui il Poeta, con appropriatc parole, descrive il graduale procedere dal cuore di Milano alla pe* riferia, quindi all’aperta campagna.<section end="22" />
23) <section begin="23" />zappe): piccoli argini in margine ai prati.<section end="23" />
24) <section begin="24" />brocch: fronde da staccare.<section end="24" />
25) <section begin="25" />boachí : evacuare all’aperto.<section end="25" />
26) <section begin="26" />campee: propriamente, guardiano dei campi.<section end="26" />
27) <section begin="27" />icruscia: accoscia.<section end="27" />
28) <section begin="28" />nina i quart: dondola i fiaiKhi.<section end="28" />
29) <section begin="29" />sirucca la musell»: strizza le labbra tporgendole.<section end="29" />
30) <section begin="30" />levaa: pasta lievitata.<section end="30" />
31) <section begin="31" />navascia: truogolo dei vuotacessi.<section end="31" /><noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|AL SUR TOMMAS CROSS A TREVIJ}}
{{Rule|8em|t=1|v=2}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| Milan. 21 agost 1816.}}
<poem>
Ve scrivi quatter vers ambrosian
Mezz longk, mezz curt insci come Dio vœur
Talis qualis me sponten in del cœur
E passen in la man.
In sta manera vegni sœuli sœuli
A div i mee reson come in scarliga<ref>{{Nsb|ppm|365|1}}</ref>,
Resparmi la fadiga,
E me van i mee coss mej che ne on œuli.
:E poeú sto sfros<ref>{{Nsb|ppm|365|2}}</ref> che foo a l’Abaa Giavan
El me va in sangu, e el me someja bon
Pussee che a on tabaccon
Ona presa de fœuja de Lugan<ref>{{Nsb|ppm|365|3}}</ref>.
:N’eel defatt on guston
A faghela a sti fìœuj de settimana,
A sti prepotenton
Che se creden la scuma di sapient
Doma perchè hin parent
Del boffacrusca de la cà Brentana?<ref>{{Nsb|ppm|365|4}}</ref>
:Però intant, el me Cross,
Che mi me scarpi el goss, lor coi sœu astuzzi
Hin fors adree a catta el Luzzi Cambuzzi<ref>{{Nsb|ppm|365|5}}</ref>
Che ghe ong<ref>{{Nsb|ppm|365|6}}</ref> la cusina,
E ghe paga la crusca per farina.
Donca vegnimm a nun: Chi è matt, so dagn;
E cazzincula al sur Abaa e Compagn.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
:Oh che cara, oh che bella, oh che stupenda
Vila scialosa che le fce, o Tommas!
Se te vee inanz insci,
T’ee de ciappà ona motria reverenda
E dò ganass che t’han de seppellì
Anch quella poca pinola d’on nasi
:Dormì, bev e mangia
Mangia, bev e dormii
Senza olter obblegh tra sto gran defà
Che de incastragh qucj ciaccer e quej lap>p<ref>{{Nsb|ppm|365|7}}</ref>,
E poeú doman de capp
A dormì, mangia e bev....
Oh che gust, oh che spass, oh che sollevi
:Benedetto Trevij, borgh del Signori
Che te staga lontan di tò mura)
I malann, i travaj;
:Che on’aria semper fresca e remondina
La possa gira semper sul mezzdì
Interna a la dispensa e a la cantina,
Che la te possa rescià su e inranghì<ref>{{Nsb|ppm|365|8}}</ref>
Quell moscon malarbett
Che sassina<ref>{{Nsb|ppm|365|9}}</ref> i pollaster e i polpclt;
Che la possa a on besogn
Trovass lì semper a desposizion
De quij desgraziadon
Che stanten<ref>{{Nsb|ppm|365|10}}</ref> p^^ el cold a ciappà sogni
:Nò, nò, Tommas, no sta a legg pu (>er briol
S’el te cria el sur zio<ref>{{Nsb|ppm|365|11}}</ref>,
El ch’ha reson; no sta a legg pu, Tommas;
Godet in santa pas — sto ben de Dio.
:Pensa che on beli culazz
E ona s’ cenna e ona trippa relevada
Che impissa<ref>{{Nsb|ppm|365|12}}</ref> tutta ona cardega armada,
Hin in sti temp de cazz
Quell che ghe vceur per fass reputazioo.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 358 —|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Set grass? te dan del don;
Set peli e oss?
Te petten del baloss!
E adree al don, già te see,
Quanci onor ghe stravacchen i badee.
:Ora mò sti mezzènn tant nezessarj,
Sti s’ cenn, sti tafanari
Se quisten fors col studi e col struziass?
Ohibò, ohibò, el me Tommas,
Se quisten con la pas
E con la santa flemma di ganass!
:Insci possess anmì
Dà on pè in la seggia<ref>{{Nsb|ppm|365|13}}</ref>, e vegnì chi con lì
A spartitt la fadiga del paccià,
A juttatt per on mes a fa nient.
Gesuss che gusti doma a tirali in ment
Me senti a ciappottà.
:Vorev giura denanz al Crozefiss
De Comm<ref>{{Nsb|ppm|365|14}}</ref>, che l’è insci tant miracolos,
De mori anca mi in eros;
Vorev fina pregali ch’el me inorbiss
S’el me catta ona sira
A god on sgrizz<ref>{{Nsb|ppm|365|15}}</ref> de lum d’ona candirà,
O el lum d’on stoppin pizz.
Se no l’è per reson
De invia giò polit quell pocch boccon.
Tutt al pu, tutt al pu via de sto cas
Me servirèv del lum d’on quej mocchett
Per vedegh a andà in lett,
E per fa ciar al me car sur Tommas,
Quand lott lott<ref>{{Nsb|ppm|365|16}}</ref> el se pienta
In la strecciœura<ref>{{Nsb|ppm|365|17}}</ref>, de la mia parenta<ref>{{Nsb|ppm|365|18}}</ref>.
Ah el rid adess?... adess n’è el fa bocchin?...
Bravo sur Tommasin!
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 359 —||r=s}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Me ne raliegher tant de la cuccagna.
Olter che mangia, bev, e che dormì!
E quella cossa lì
La se bev, la se dorma, o la se magna >
:Bravo, bravo, per brio,
Bravo sur Tommasœu!
Ehi!... ch’el tenda ai fatt sœu.... Vh chi el sur zìo.
</poem>
:
<section end="s1" /><section begin="s2" />NOTE.
:1) <section begin="1" />in Karliga: correntemente, da tcarllgò. KÌvolare.<section end="1" />
:2) <section begin="2" />tfro*: contrabbando (di icnvere veni dialettali).<section end="2" />
:3) <section begin="3" />fœuja de Lugan: tabacco di Lugano, cioè contrabbandato.<section end="3" />
:4) <section begin="4" />boffacnuca, ecc.: nuKchera di ferro poeta all’esterno della caia Brentano tulio zoccolo della facciata in via del Giardino a ifogo dà rifiuti della cucina e delle scuderie.<section end="4" />
:5) <section begin="5" />Luzzi-Gambuzzi: parole delle quali ci sfugge il significato: forse si* gnificavano ’ persona irreperibile ’.<section end="5" />
:6) <section begin="6" />ong: ingrassa.<section end="6" />
:7) <section begin="7" />lapp: lappola, panzana.<section end="7" />
:8) <section begin="8" />inranght: irrigidire.<section end="8" />
:9) <section begin="9" />sassina: guasta.<section end="9" />
:10) <section begin="10" />stanten: stentano.<section end="10" />
:11) <section begin="11" />Come gii s’è visto nella ’ Resposta a ona lettera in vert d’on amis, ecc. * (fra le quartine) questo era lo zio prete del Growi.<section end="11" />
:12) <section begin="12" />impissa: riempia.<section end="12" />
:13) <section begin="13" />Dà on pè....: liberarmi dall’impaccio dell’impiego.<section end="13" />
:14) <section begin="14" />Crozefiss de Comm: Crocefisso venerato nel Santuario omonimo in Como.<section end="14" />
:15) <section begin="15" />sgrizz: giiizzo.<section end="15" />
:16) <section begin="16" />lott lott: pian piano.<section end="16" />
:17) <section begin="17" />strecciceura (sottintendi, del letto), spazio fra il letto e il muro.<section end="17" />
:18) <section begin="18" />Il Groasi faceva compagnia ad una signora ammalata parente dell’autore.<section end="18" /><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 360 —|riga=si}}</noinclude>
:{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5|EL MISERERE.}}
{{Ct|f=90%|v=1|lh=1.5|(''On funeral'')}}
{{Ct|f=100%|v=1|lh=1.5| (1816)}}
<poem>
:Vuna de sti mattinn tornane! indree
De la scceura de lengua del Verzee<ref>{{Nsb|ppm|369|1}}</ref>
Con sott la mia scorbetta
Caregada de tucc i erudizion
Che i serv e i recatton<ref>{{Nsb|ppm|369|2}}</ref>
Dan de solet a gratis ai poetta,
Me trœuvi senza asquas vessem accori
Denanz a San Fedel, che fœura e dent
L’èva tutt quant e mai paraa de mort.
:Me fermi sui duu pee come on gadan<ref>{{Nsb|ppm|369|3}}</ref>,
Leggi el gran cartellon
Che l’èva tal e qual a on sorascritt
D’ona cassa de scuffi e cappellitt,
Con su in fond fina i P. P. del posa pian,
E m’accorgi che tutta sta parada
A rebesch e fioramm
(Senza invidia però) l’èva pientada
Per on gran personagg passaa ai quondamm.
Esuss per lu, dighi in del cœur, fin chi
Mej dò vœult lu che mi.
Ma siccome de spess mi sont on tos
On freguj curios,
Mò sissignor che m’è soltaa el petitt
D’andà in gesa a vede
Che defferenza gh’è
Tra el ben<ref>{{Nsb|ppm|370|4}}</ref> di sciori e quell di poveritt.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="" />{{RigaIntestazione||— 361 —||r=s}}</noinclude>
<poem>
:Gh’eva in mezz a la gesa ona baracca
Fada a guglia a trii pian, volta<ref>{{Nsb|ppm|370|5}}</ref> come,
Con settaa su per su
Di bcj statov ae rivi e de bojacca<ref>{{Nsb|ppm|370|6}}</ref>
Rappresentant la motta di virtú
Ch el mort el gh’eva, o el ghe doveva ave.
:Intrattant di canton
Sbrodolaven giò scira<ref>{{Nsb|ppm|370|7}}</ref> in sui relev
Quatter candireron
Pien de torc de Venezia a l’uso»cv<ref>{{Nsb|ppm|370|8}}</ref>.
Intorna via del pè del cattafalch
Cantaven come merli i sazerdott
Col so beli candirott
E el so liber in man,
Segond ghe comandava l’abaa Alban<ref>{{Nsb|ppm|370|9}}</ref>,
Che svelt come on usell
El tendeva per tutt spacciadament.
No lassand nanch manca denter per dent
I sœu bravi coppon
Ai ceregh che patissen l’astrazion.
:Giust in quella che intravi even lì adree
Per daghela a canta el Misereree;
E mi ch’el soo anca mi,
Póndem dedree di pret in genuggion
Per ajutall a dì
E profitta iiìtrattant de l’occasion
De fa on quej poo de ben de mett ina<ref>{{Nsb|ppm|370|10}}</ref>
Per quand ghe sarà el cunt de comoda.
:Mò el credarissev, ficeuj, che hoo avuu beli pari
A segnamm<ref>{{Nsb|ppm|370|11}}</ref> e a cerca de tend a mi,
Che no gh’hoo possuu propi reussìi
Ch’aveva de denanz duu strafusari<ref>{{Nsb|ppm|370|12}}</ref>
De pret vicciurinatt, ch’a ogni tocchell
De salmo e de versett
Te ghe incastraven denter on tassell
De descors de politega e polpett.
</poem><noinclude></noinclude>
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Poesie milanesi/II - Sestine/Fraa Diodatt
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Poesie milanesi/II - Sestine/El viagg de fraa Condutt
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Poesie milanesi/II - Sestine/A la sura Lenin Millesi
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Pagina:Tignola - Sem Benelli, 1911.djvu/165
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{{centrato|{{Sc|Giuliano.}}}}
A me una sola....
{{centrato|{{Sc|Adelaide.}}}}
Una sola?
{{centrato|{{Sc|Giuliano.}}}}
Sì: Una sola che non è mai fuggita da me.
{{a destra|style=font-size:80%|Cercando il punto.}}
{{no rientro}}Fu qui.... vi rammentate? Eh, eh.... quel bacio.... Ogni tanto io lo ritrovo fra i miei libri: è l’unica cosa della mia vita che io abbia messa a catalogo.... E lo merita perchè fu prima ardente come un fiore d’agosto.... poi parve una grande sciocchezza.... poi un grande rimorso.... ora pare una cosa impossibile.... Eh, eh.... Non tutti i baci son così preziosi come il nostro.... E ora, per non disgustarvi.... parliamo d’altro....
{{centrato|{{Sc|Adelaide.}}}}
Disgustarmi?... No!...
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Giuliano!...<noinclude>{{PieDiPagina||— 154 —|}}</noinclude>
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Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. I, 1960 – BEIC 1723036.djvu/426
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|420|{{Sc|nota sul testo}}|}}</noinclude>{|class=lba1
|class=td20|p. {{Pg|61}}|| 1. F<sup>1</sup> om. ''fioritissimi'': F<sup>1</sup> ''stolgangli da’ letii'' (''dagli otii'' di tutti gli altri codd. potrebbe forse essere una ''lectio facilior'') {{spazi|5}}4. F<sup>1</sup> ''che è faticoso'' {{spazi|5}}12. F<sup>1</sup> ''nel ragionar tuo ben'' {{spazi|5}}21. F<sup>1</sup>'' dicevi tu:'' F<sup>1</sup> ''guidare'', F<sup>4</sup> ''aggiudicare'' {{spazi|5}}26. U ''stesso'': F<sup>1</sup> om. ''tu forse credi'' {{spazi|5}}28. F<sup>1</sup> om. ''quel medesimo'': F<sup>1</sup> om. ''padri'' {{spazi|5}}30. F<sup>1</sup> om. ''stimi tu'' {{spazi|5}}36. F<sup>1</sup> ''et vigilantia, egli è pure affanno assai a’ padri''
|-
|p. {{Pg|62}}|| 1-4. F<sup>1</sup> ''et pigliare/cappare migliore. Et èlli grandissimo dolore de’ conosciuti mali ne’ suoi non gli essere quanto vorria licito schifargli et discacciarli'' {{spazi|5}}15. U F<sup>3</sup> F<sup>5</sup> ''parare'' {{spazi|5}}23. F<sup>1</sup> ''come ti sai'' {{spazi|5}}25. F<sup>1</sup> ''potenti'' {{spazi|5}}26. U om. ''tali'' {{spazi|5}}29. F<sup>1</sup> ''virtù {{spaziato|loro}} essere innata'' (''loro'' cancellato con puntini)
|-
|p. {{Pg|63}}|| 1. F<sup>1</sup> ''intera natura quanto per se possa venire perfecta'' {{spazi|5}}4-5. F<sup>1</sup> agg. m. a. ''E non è virtù ... producta natura'' {{spazi|5}}20. F<sup>1</sup> ''agli exercitii'' {{spazi|5}}35. F<sup>1</sup> ''senza Libero et Cerere''
|-
|p. {{Pg|64}}|| 4. F<sup>1</sup>'' mi pare'' {{spazi|5}}6. F<sup>1</sup> ''et simili vitii'' {{spazi|5}}10. F<sup>1</sup> ''via andare al {{spaziato|tempio}} al theatro'' (benché ''al tempio'' sia qui cancellato con puntini, ricorre negli altri codd., e a mio parere, con miglior senso della frase) {{spazi|5}}15. F<sup>1</sup> ''nelle laude aiutarli'' {{spazi|5}}16. F<sup>1</sup> ''dislodata maniera et vezo'' {{spazi|5}}19. F<sup>1</sup> om. ''troppo'' {{spazi|5}}24-29. F<sup>1</sup> ''Adovardo: Piacerai questa tua sententia et lodola, ma stima però più difficile che non pare conoscere et emendare e vitii nella gioventù. La gioventù è cosa volubile: le voluntati, gli appetiti de’ giovani sono infiniti, sono instabilissimi, et è quasi impossibile a qualunque prudentissimo fermare in loro certa alcuna institutione. Et chi potria'' {{spazi|5}}30. F<sup>1</sup> ''buono et quale cattivo. Chi potria'' {{spazi|5}}33. F<sup>1</sup> ''e’ quali'' {{spazi|5}}34-p. 65, 8 F<sup>1</sup> dopo ''Lionardo'' lascia uno spazio di due righe e mezzo in bianco; om. tutto il passo ''Et chi potrebbe... ...Dico adunque che''
|-
|p. {{pg|65}}||11. F<sup>1</sup> ''mezani mi sogliono'': F<sup>1</sup> ''ne’ quali'' {{spazi|5}}19. F<sup>1</sup> om. ''ivi'' {{spazi|5}}20. F<sup>1</sup> om. ''lui'' {{spazi|5}}22. F<sup>1</sup> ''si fermi ne’ giovani'' {{spazi|5}}26. F<sup>1</sup> ''primo'' {{spazi|5}}29. F<sup>1</sup> om. ''a’ suoi'': F<sup>1</sup> ''ricuopranlo'' {{spazi|5}}32. F<sup>1</sup> ''saria non minimo biasimo essere stato'' {{spazi|5}}33. F<sup>1</sup> ''pigro a non averne avuto miglior cura. Et se''
|-
|p. {{Pg|66}}|| 2. F<sup>1</sup> ''che ll’abino'' {{spazi|5}}3. F<sup>1</sup> om. ''giova molto'' {{spazi|5}}4. F<sup>1</sup> om. ''già'': F<sup>1</sup> om. ''vorrassi'' {{spazi|5}}6. F<sup>1</sup> ''et a quel modo'' {{spazi|5}}8. F<sup>1</sup> om. ''io'': F<sup>1</sup> ''et ricordarli e vitiosi quanto siano sviliti'' {{spazi|5}}11. F<sup>1</sup> om. ''con grazia'' {{spazi|5}}12. F<sup>1</sup> ''non senza'' {{spazi|5}}13. F<sup>1</sup> F<sup>2</sup> F<sup>5</sup> F<sup>6</sup> ''molestie d’animo'' (in U ''d’animo'' è stato raschiato, e manca in F<sup>3</sup> F<sup>4</sup>): F<sup>1</sup> om. ''L’animo de’ viziosi sempre sta disordinato e infermo, e niuna pena si truova alla mente maggiore che quella quale a sé stessi prieme l’animo non regolato e ragionevole''. {{spazi|5}}17. F<sup>1</sup> ''Antonio Alberti'' {{spazi|5}}18. F<sup>1</sup> om. ''più'': {{Pt||U F<sup>3</sup> F<sup>4</sup> F<sup>5</sup> F<sup>6</sup> ''perfetto'': {{spazi|5}}19. F<sup>1</sup> ''quegli in chi'' {{spazi|5}}20. F<sup>1</sup> corr. m. a. ''latroni'' ex ''detractori'' {{spazi|5}}21. F<sup>1</sup> ''scelestissimi'' {{spazi|5}}22. F<sup>1</sup> om. ''e’'' {{spazi|5}}28. F<sup>1</sup> m. a. ''minori et men rari vitii negli uomini'' {{spazi|5}}33. F<sup>1</sup> ''e’ si consuma''}}
|}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i libri della famiglia}}|421}}</noinclude>{|class=lba1
<noinclude>
|class=td20| ||U F<sup>3</sup> F<sup>4</sup> F<sup>5</sup> F<sup>6</sup> ''perfetto'': {{spazi|5}}19. F<sup>1</sup> ''quegli in chi'' {{spazi|5}}20. F<sup>1</sup> corr. m. a. ''latroni'' ex ''detractori'' {{spazi|5}}21. F<sup>1</sup> ''scelestissimi'' {{spazi|5}}22. F<sup>1</sup> om. ''e’'' {{spazi|5}}28. F<sup>1</sup> m. a. ''minori et men rari vitii negli uomini'' {{spazi|5}}33. F<sup>1</sup> ''e’ si consuma''
|-</noinclude>
|class=td20| p. {{pg|67}}|| 8. U ''della'' {{spazi|5}}11. F<sup>1</sup> om. ''a’ giovani'' {{spazi|5}}13-16. F<sup>1</sup> ''mostrar lo’ da tutti meritino essere amati, in molti modi gloriarli et fare sì ch’e nostri non possono'' {{spazi|5}}23. F<sup>1</sup> om. ''e questo'' {{spazi|5}}25. F<sup>1</sup> ''negli uomini'' {{spazi|5}}26. F<sup>1</sup> ''O prudentissima!... O exemplo...!'' {{spazi|5}}30-33. F<sup>1</sup> dopo ''altrui'' agg. da m. a. ''In ciascuno non in tutto freddo et tardo de intelletto pare da natura sia inmessa molta cupidità di laude et gloria, e per questo e giovani animosi e generosi più che gli altri desiderano essere lodati. Per tanto molto gioverà'' {{spazi|5}}35. F<sup>1</sup> agg. m. a. ''confermare in loro:'' F<sup>1</sup> ''grandissimo odio contra le cose''
|-
|p. {{Pg|68}}||2. F<sup>1</sup> ''di suoi figliuoli'' (agg. m. a. ''di suoi'') {{spazi|5}}10. F<sup>1</sup> ''o ambigua o incerta''
|-
|p. {{Pg|69}}|| 10. U ''prezzo'' {{spazi|5}}16. F<sup>1</sup> om. ''qui'' {{spazi|5}}26. F<sup>1</sup> ''con opera et rito de’ maggiori'' {{spazi|5}}27. F<sup>1</sup> ''quanto è di sapere le cose singularissime'' {{spazi|5}}29. F<sup>1</sup> ''et godano in se essere eruditi et docti'' {{spazi|5}}34. F<sup>1</sup> ''dilectivi ornarvi''
|-
|p. {{Pg|70}}|| 4. F<sup>1</sup> ''né sì fiorito'' {{spazi|5}}5. F<sup>1</sup> ''ameno et grato'' {{spazi|5}}10. F<sup>1</sup> ''quella del leggere:'' F<sup>1</sup> ''tu n’esci d’abbundanti exempli'' {{spazi|5}}14. F<sup>1</sup> ''saria'' {{spazi|5}}18. F<sup>1</sup> om. ''testé'': F<sup>1</sup> om. ''alla repubblica e conosciute'' {{spazi|5}}21. F<sup>1</sup> om. ''prudentissimi uomini'' {{spazi|5}}22. U ''della'': F<sup>1</sup> om. ''nostra'' {{spazi|5}}22-26. F<sup>1</sup> ''S’egli è cosa alcuna o che stia benissimo colla gentileza o che sia ornamento alla vita degli uomini o che dia molto utile alle famiglie, certo le ledere sono quelle'' {{spazi|5}}23. F<sup>2</sup> F<sup>4</sup> ''bellissima'' {{spazi|5}}24. F<sup>4</sup> ''alla virtù degli uomini'' {{spazi|5}}27. F<sup>1</sup> ''le quali non si può'' {{spazi|5}}28. F<sup>1</sup> om. ''bene'' {{spazi|5}}30. F<sup>1</sup> om. ''Adovardo:'' F<sup>1</sup> ''a cui sommamente elle piacciono'' {{spazi|5}}31. F<sup>1</sup> ''così è'' {{spazi|5}}32. F<sup>1</sup> om. ''come'' e ''così'' {{spazi|5}}33. F<sup>1</sup> om. ''troppo'' {{spazi|5}}34. F<sup>1</sup> ''si diano alle lectere'' {{spazi|5}}36. F<sup>1</sup> ''d’averli''
|-
|p. {{Pg|71}}|| 1. F<sup>1</sup> ''facti necti buoni scriptori et lectori. Egli è quasi simile'' {{spazi|5}}2. F<sup>1</sup> ''Dipoi inprendano'' {{spazi|5}}3. F<sup>1</sup> om. ''insieme'': F<sup>1</sup> om. ''ancora veggano'' {{spazi|5}}4. F<sup>1</sup> ''agli ingegni fanciulleschi'' {{spazi|5}}5. F<sup>1</sup> ''non poco fanno utile saperle. Poi ritornino a’ poeti, agli oratori, a’ philosaphi'' {{spazi|5}}6. U om. ''d’avere'' {{spazi|5}}8. F<sup>1</sup> om. ''buoni'' {{spazi|5}}9. F<sup>1</sup> ''et Servio'' {{spazi|5}}10. F<sup>1</sup> ''grecismi'' (cfr. «Lingua Nostra» XIII, 107) {{spazi|5}}12. F<sup>1</sup> ''dal primo principio ricevano et attingano quella perfectissima et splendidissima aere d’eloquentia'' {{spazi|5}}15. F<sup>1</sup> om. ''forse'' {{spazi|5}}16. F<sup>1</sup> ''da poi ne saprà'' {{spazi|5}}17. F<sup>1</sup> ''crudi et duri'' {{spazi|5}}18. F<sup>1</sup> om. ''non'' {{spazi|5}}22. U ''quali ebbono'' {{spazi|5}}26. F<sup>1</sup> ''a qualunque si sia exercitio giovano'', U F<sup>2</sup> F<sup>3</sup> F<sup>5</sup> F<sup>6</sup> ''leggono'' {{Pt||''in essa per si sia'', al quale evidente errore F<sup>4</sup> ha rimediato con ''a qualunque in esse si exercita'' {{spazi|5}}27. F<sup>1</sup> ''sono stati egregii et singulari'' {{spazi|5}}30. F<sup>1</sup> ''Et non credere'' {{spazi|5}}34. F<sup>4</sup> ''da niuno vitio o biasimo''}}
|}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|422|{{Sc|nota sul testo}}|}}</noinclude>{|class=lba1
<noinclude>
|class=td20| ||''in essa'' per ''si sia'', al quale evidente errore F<sup>4</sup> ha rimediato con ''a qualunque in esse si exercita'' {{spazi|5}}27. F<sup>1</sup> ''sono stati egregii et singulari'' {{spazi|5}}30. F<sup>1</sup> ''Et non credere'' {{spazi|5}}34. F<sup>4</sup> ''da niuno vitio o biasimo''
|-</noinclude>
|class=td20|p. {{Pg|72}}|| 2. F<sup>1</sup> ''ma niuno di quegli giuochi senza exercitio et fatica a’ robusti giovani mi pare lecito'' {{spazi|5}}5. F<sup>1</sup> ''piglino exercitio colla persona'' {{spazi|5}}6. F<sup>1</sup> ''virili giuochi et di fatica'' {{spazi|5}}11. F<sup>1</sup> ''la mano per segno'': F<sup>1</sup> om. ''costui'' {{spazi|5}}16. F<sup>1</sup> ''molto se ne dilectò'' {{spazi|5}}18, 19 U e tutti gli altri (salvo F<sup>1</sup>) ''Celio'' {{spazi|5}}18. F<sup>1</sup> ''perduto cento non ne dava se non cinquanta'', U F<sup>2</sup> F<sup>5</sup> F<sup>6</sup> (e F<sup>3</sup>, in cui il passo è agg. da Z. A.) ''perduto davane se non cinquanta'', F<sup>4</sup> ''perduto cento davane se non cinquanta'' {{spazi|5}}19. F<sup>1</sup> om. ''adunque'' {{spazi|5}}21. U ''Publico'': F<sup>1</sup> om. ''e'' (''Publio'') {{spazi|5}}23. F<sup>1</sup> ''saria'' {{spazi|5}}24. F<sup>1</sup> ''Né mi dispiaceria e fanciugli avessero'' {{spazi|5}}25. F<sup>1</sup> om. ''e'' {{spazi|5}}26. F<sup>1</sup> om. ''in tempo'' {{spazi|5}}28. F<sup>1</sup> ''per consuefarli a virtù a questi'' {{spazi|5}}33. F<sup>1</sup> ''anni LXII in su ’no cavallo'', U F<sup>2</sup> F<sup>3</sup> F<sup>5</sup> F<sup>6</sup> ''benché el cavallo che quanto'' (il ''che'' sarà rimasto per errore dopo la correzione; manca in F<sup>4</sup>) {{spazi|5}}35-p. 73 1 F<sup>1</sup> ''da piccoli imparassino cavalcare, schermire''...
|-
|p. {{Pg|73}}|| 4. F<sup>1</sup> ''tutte queste quali ò decte cose essere necessarie'' {{spazi|5}}5-6. F<sup>1</sup> ''presto l’imparano et a me paiono tutte negli uomini molto richieste però che veggo in ogni età a cui elle siano acquistano lode, et in cui le non sono nuoce et rendono biasimo'' {{spazi|5}}7. F<sup>1</sup> ''Io t’ò con molta voluptà el dilecto in verità, Lionardo, ascoltato'' {{spazi|5}}9. F<sup>1</sup> ''mi piacevano da ogni parte'' {{spazi|5}}12. F<sup>1</sup> ''troverebbono e quali volessono'' {{spazi|5}}13. F<sup>1</sup> om. ''mai'': F<sup>1</sup> om. ''uno'' {{spazi|5}}15. F<sup>1</sup> ''potria'' {{spazi|5}}16. F<sup>1</sup> ''s’induceria'' {{spazi|5}}18. F<sup>1</sup> om. ''facile'' {{spazi|5}}20. F<sup>1</sup> ''dove t’è stato poco a voluptà che io chiega'' {{spazi|5}}22. F<sup>1</sup> ''mi dài testé nuova fatica'': F<sup>1</sup> ''sapessi che llo studio dell’uomo può ogni cosa'' {{spazi|5}}25. F<sup>1</sup> om. ''in Roma'' {{spazi|5}}26. F<sup>1</sup> om. ''qui'': F<sup>1</sup> ''in casa stanno'' {{spazi|5}}27. F<sup>1</sup> om. ''ài nuovo'' {{spazi|5}}28. F<sup>1</sup> ''studio, potrà ella manco'' {{spazi|5}}30. F<sup>1</sup> ''dopo difficilissima cosa'' segue questa frase che non ricorre negli altri codd., tolta forse perché non fa che ripetere, perfino qua e là con le stesse parole, la frase precedente, ''Et se questo può la sollecitudine degl’uomini in una bestia, insegnare cose all’uomo proprie, alienissime a chi le impara, molto più facile esserne maestro sia nato et acto per saperle'' (cfr. l’ed. Pellegrini, 128, 11) {{spazi|5}}31. F<sup>1</sup> ''agli uomini'' {{spazi|5}}32. F<sup>1</sup> ''molto pochissimi'' {{spazi|5}}33. F<sup>1</sup> ''et per ingegno'': F<sup>1</sup> ''a ogni cosa più di me non vagliano'' {{spazi|5}}34. F<sup>1</sup> ''quanta la casa è non poco gloriosa'' {{spazi|5}}35. F<sup>1</sup> ''a me non ci pare'' {{spazi|5}}36. F<sup>1</sup> ''discreto'' (tutti gli altri ''destro'')
|-
|p. {{Pg|74}}||5. F<sup>1</sup> om. ''s’io ben mi ricordo:'' F<sup>1</sup> ''Parririo'' {{spazi|5}}9. F<sup>1</sup> ''qual prima solea'' {{spazi|5}}11. F<sup>1</sup> ''dotolla del secondo di que’ medesimi tertii di tutto il campo: et dio buono'' {{spazi|5}}13. F<sup>1</sup> om. ''così'' {{spazi|5}}16. F<sup>1</sup> ''quella'' {{spazi|5}}17. F<sup>1</sup> ''a se quanto tutto lo ’ntero rendea'' {{spazi|5}}23. F<sup>1</sup> om. ''e pregiare''
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<noinclude><pagequality level="4" user="BuzzerLone" />{{RigaIntestazione||— 192 —|}}</noinclude>{{Nop}}
I pappagalli risposero con una risatina rispettosa, ma sardonica.
— Vostra Maestà non dubiti!... - disse Beccolungo.
— ... non dubiti! - ripetè Beccocorto.
Il tragitto aereo si compì in pochi minuti.
Ecco Ciuffettino seduto in un bel nido fatto di rami intrecciati maestevolmente e imbottito di superbe piume azzurre, rosse, gialle, verdi e color dell’oro. E quel nido maraviglioso era piantato su la biforcatura di un alto albero, nel bel mezzo della foresta.
Intorno a Ciuffettino, su i rami degli alberi stavano appollaiati, a gruppi di due, di tre, di quattro, dei graziosi perrocchetti, dei maestosi kakatoa, dei superbi pappagalli cinerini, verdi e rossi, delle are colossali, dai colori mirabili. Alcuni di quei pappagalli, forse per la vecchiaia, portavano gli occhiali; altri tenevano sotto l’ala dei grossi scartafacci; altri, ancora, erano decrepiti e malconci, però si coprivano le membra spennacchiate, con delle piume di altri uccelli, attaccate a furia di gomma e di colla di pesce.
Il più vecchio dell’assemblea - un decrepito kakatoa che aveva perduto la cresta rossa, e portava piume finte e gli occhiali - dopo aver confabulato a lungo con Beccolungo e Beccotorto, esclamò, rivolto al nostro eroe:
— Tu sei il successore di Ciuffettino XXXIV, il nostro grande imperatore morto per aver mangiato del prezzemolo con le patate. Tu sei colui che attendevamo. Ricordati però, che se tu sei l’Imperatore, io sono il tuo primo ministro, e sono anche perciò presidente del Consiglio. Tu avrai nelle tue mani le nostre ricchezze e le nostre sostanze. Però non potrai disporne in nessuna maniera, senza il nostro consenso, che non ti accorderemo mai. Ti serviremo tutti {{Pt|fe-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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Ciuffettino/Capitolo XXIII
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{{Conteggio pagine|[[Speciale:Statistiche]]}}<!-- Area dati: non modificare da qui: --><onlyinclude><div style="display:none"><section begin="sottotitolo"/>Dove Ciuffettino è obbligato a dimostrare la propria sagacia e la propria tattica nella guerra contro le scimmie predone<section end="sottotitolo"/>
<section begin="prec"/>../Capitolo XXII<section end="prec"/>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione||— 200 —|}}</noinclude>{{Nop}}
In cima alla palma i pappagalli dell’isola avevano depositati i ricordi e i documenti più preziosi della loro storia. Ciuffettino, senza badare a Beccolungo e a Beccocorto, i quali gridavano al sacrilegio, all’empietà, arruffando le penne e mettendosi la testa sotto le ali, Ciuffettino, dico, si infilò dentro la pelle del macacco e abbandonò precipitosamente il Museo storico.
{{FI
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}}
I dignitari lo seguirono borbottando, altamente scandalizzati. Ma egli li calmò subito.
— Se seguitate a brontolare così, miei cari aiutanti, vi metto allo spiedo per questa sera. Giusto, ve l’ho detto, ci ho un appetito... E voi siete belli e grassocci. Delle vostre lingue, poi, me ne faccio fare un cibreino dal cuoco di Corte...
Traversarono di nuovo il bosco. Quando fu sul limitare, Ciuffettino impartì alcuni ordini misteriosi: e Beccolungo e Beccocorto, divenuti improvvisamente ossequenti e premurosi, fecero due o tre rivoltoloni per terra, e promisero, anche questa volta, di obbedire.
Ciuffettino si avviò, solo solo, verso l’esercito nemico. Mano a mano che si avanzava, le scimmie emettevano dei grugniti di sorpresa e di gioia. Un loro compagno...! nell’isola! La cosa parve di buon augurio a tutti. Il capo dei macacchi si avanzò verso l’imperatore dei pappagalli, facendo ad ogni passo una riverenza, e strofinando il muso contro la sabbia: poi quando si trovò a brevissima distanza da Ciuffettino, in atto di suprema allegrezza, si lanciò in aria, ed eseguì una serie di doppi salti mortali,<noinclude><references/></noinclude>
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In cima alla palma i pappagalli dell’isola avevano depositati i ricordi e i documenti più preziosi della loro storia. Ciuffettino, senza badare a Beccolungo e a Beccocorto, i quali gridavano al sacrilegio, all’empietà, arruffando le penne e mettendosi la testa sotto le ali, Ciuffettino, dico, si infilò dentro la pelle del macacco e abbandonò precipitosamente il Museo storico.
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I dignitari lo seguirono borbottando, altamente scandalizzati. Ma egli li calmò subito.
— Se seguitate a brontolare così, miei cari aiutanti, vi metto allo spiedo per questa sera. Giusto, ve l’ho detto, ci ho un appetito... E voi siete belli e grassocci. Delle vostre lingue, poi, me ne faccio fare un cibreino dal cuoco di Corte...
Traversarono di nuovo il bosco. Quando fu sul limitare, Ciuffettino impartì alcuni ordini misteriosi: e Beccolungo e Beccocorto, divenuti improvvisamente ossequenti e premurosi, fecero due o tre rivoltoloni per terra, e promisero, anche questa volta, di obbedire.
Ciuffettino si avviò, solo solo, verso l’esercito nemico. Mano a mano che si avanzava, le scimmie emettevano dei grugniti di sorpresa e di gioia. Un loro compagno...! nell’isola! La cosa parve di buon augurio a tutti. Il capo dei macacchi si avanzò verso l’imperatore dei pappagalli, facendo ad ogni passo una riverenza, e strofinando il muso contro la sabbia: poi quando si trovò a brevissima distanza da Ciuffettino, in atto di suprema allegrezza, si lanciò in aria, ed eseguì una serie di doppi salti mortali,<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione||— 203 —|}}</noinclude>{{Nop}}
Camminarono fino ad una grande radura, nella quale i pappagalli, dietro gli ordini del loro imperatore, avevano preparato un meraviglioso banchetto. In terra, erano sparse a profusione, in un disordine pittoresco, delle ghiottonerie di ogni genere. C’erano montagnole di mandorle dolci, cùmuli di noci e di nocciòle tostate, piramidi di susine, colonne di dàtteri, mucchi di banane bell’e sbucciate, torri di ananassi, colline di fichi verdini: e poi un esercito
{{FI
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di bottiglie di ogni grandezza, avanzo di un bottino memorabile fatto dai pappagalli a bordo di una nave naufragata su la spiaggia dell’isola.
Cominciò il pranzo: e non vi so dire se i macacchi assaltassero con entusiasmo le delicate vivande. Basti ricordare che, di lì a un’oretta, era spolverata ogni cosa. Durante il banchetto, fra il capitano dei macacchi e Ciuffettino ci fu un commovente scambio di cortesie. Il macacco vero prendeva le mandorle, le biascicava ben bene e poi voleva ficcarle per forza in bocca al macacco falso: segno di estrema riverenza e di grandissimo affetto. Ma a quelle belle dimostrazioni il nostro eroe non ci era abituato, e dopo aver lottato fieramente per non subirle, finì con l’alzarsi, adducendo il pretesto di andar a prendere delle {{Pt|bot-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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Camminarono fino ad una grande radura, nella quale i pappagalli, dietro gli ordini del loro imperatore, avevano preparato un meraviglioso banchetto. In terra, erano sparse a profusione, in un disordine pittoresco, delle ghiottonerie di ogni genere. C’erano montagnòle di mandorle dolci, cùmuli di noci e di nocciòle tostate, piramidi di susine, colonne di dàtteri, mucchi di banane bell’e sbucciate, torri di ananassi, colline di fichi verdini: e poi un esercito
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di bottiglie di ogni grandezza, avanzo di un bottino memorabile fatto dai pappagalli a bordo di una nave naufragata su la spiaggia dell’isola.
Cominciò il pranzo: e non vi so dire se i macacchi assaltassero con entusiasmo le delicate vivande. Basti ricordare che, di lì a un’oretta, era spolverata ogni cosa. Durante il banchetto, fra il capitano dei macacchi e Ciuffettino ci fu un commovente scambio di cortesie. Il macacco vero prendeva le mandorle, le biascicava ben bene e poi voleva ficcarle per forza in bocca al macacco falso: segno di estrema riverenza e di grandissimo affetto. Ma a quelle belle dimostrazioni il nostro eroe non ci era abituato, e dopo aver lottato fieramente per non subirle, finì con l’alzarsi, adducendo il pretesto di andar a prendere delle {{Pt|bot-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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Camminarono fino ad una grande radura, nella quale i pappagalli, dietro gli ordini del loro imperatore, avevano preparato un meraviglioso banchetto. In terra, erano sparse a profusione, in un disordine pittoresco, delle ghiottonerie di ogni genere. C’erano montagnòle di mandorle dolci, cùmuli di noci e di nocciòle tostate, piramidi di susine, colonne di dàtteri, mucchi di banane bell’e sbucciate, torri di ananassi, colline di fichi verdini: e poi un esercito
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di bottiglie di ogni grandezza, avanzo di un bottino memorabile fatto dai pappagalli a bordo di una nave naufragata su la spiaggia dell’isola.
Cominciò il pranzo: e non vi so dire se i macacchi assaltassero con entusiasmo le delicate vivande. Basti ricordare che, di lì a un’oretta, era spolverata ogni cosa. Durante il banchetto, fra il capitano dei macacchi e Ciuffettino ci fu un commovente scambio di cortesie. Il macacco vero prendeva le mandorle, le biascicava ben bene e poi voleva ficcarle per forza in bocca al macacco falso: segno di estrema riverenza e di grandissimo affetto. Ma a quelle belle dimostrazioni il nostro eroe non ci era abituato, e dopo aver lottato fieramente per non subirle, finì con l’alzarsi, adducendo il pretesto di andar a prendere delle {{Pt|bot-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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Ciuffettino/Capitolo XXIV
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{{CapoLetteraVar|C}}osì gli autori, come gli editori sogliono le loro fatiche ad un qualche mecenate intitolare, o per segno di gratitudine, o per procacciamento di favore, o per mira di basso interesse. Io che nelle imprese mie dalla generosa indulgenza di un colto Pubblico fui sempre assecondato e per sentimento di gratitudine, e per bisogno di favore, e per isfuggire ogni taccia di bassezza, a voi questa ristampa delle Poesie emendate del Poeta Friulano intitolo, o colti Friulani. Preceduto in questa impresa dai due dotti e pii luminari del nostro clero che procurarono, l'edizione del 1785, le mie cure si re-<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Shinitas" /></noinclude>{{Centrato|VIAGGIANDO}}
<poem>
{{xx-larger|I}}{{smaller|N}} treno: ad una piccola stazione
Sotto l’Alpi, un momento di fermata.
Io, da un triste viaggio affaticata,
{{R|4}}Guardavo una fanciulla ad un balcone.
Giù, in quel cangiante accozzo di persone,
Gettò una lunga e pensierosa occhiata,
Mentre ne la mantiglia inviluppata,
{{R|8}}Da ’l vento si schermìa de ’l suo burrone.
Che l’attraeva? Il desiderio intenso
Di mutar cielo, d’affrontar l’ignoto?
{{R|11}}Provava ella per noi d’invidia un senso?
O un senso di pietà per chi si parte
Da un fido asilo, a ricercar ne ’l vuoto
{{R|14}}Mondane ebbrezze o qualche sogno d’arte?
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Ermes Co. Di Colloredo -Poesie Scelte Edite ed Inedite Vol I-1828.pdf/12
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Carmemossy" />VI</noinclude>trinsero a correggere molti errori che alla loro vigilanza, forse per l’imperfezione de’
manoscritti, erano sfuggiti, colla scorta d’un prezioso manoscritto che fortunatamente ho potuto rinvenire. Il maggior premio di queste mie cure sarà il vostro gradimento. Vivete felici.
{{A destra|{{AutoreCitato|Pietro Zorutti|PIETRO ZORUTTI}}}}<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Carmemossy" />{{RigaIntestazione|{{Sc|vi}}||}}</noinclude>trinsero a correggere molti errori che alla loro vigilanza, forse per l’imperfezione de’
manoscritti, erano sfuggiti, colla scorta d’un prezioso manoscritto che fortunatamente ho potuto rinvenire. Il maggior premio di queste mie cure sarà il vostro gradimento. Vivete felici.
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||''Atto I. - Scena III''|''27''|riga=si}}</noinclude>
Favetta spieranno dalla soglia della porta esterna, al sole ardente.
;Favetta.
:Ecco, vengono su per la viottola,
:tutte in fila: Teòdula di Cinzio,
:la Cinerella, Mònica, Felàvia,
:la Catalana delle Tre Bisacce,
:Anna di Bova, Maria Cora... E l’ultima?
;Candia.
:Vieni, Splendore, aiutami a distendere
:meglio la coltre; che di seta doppia
:io te l’ho fatta, nuora cara, e vérzica
:come un pratello d’erba vetturina
:dove tu sei la pecchia mattutina.
Entrerà con Splendore nella camera nuziale.
;Ornella.
:{{capolettera|[[File:D'Annunzio - La figlia di Iorio n.jpg|50px|{{uc:n}}]]|3=.1em}}on t’apponi, Vienda? Chi è l’ultima?
:Nella canestra ha oro di calbigia,
:oro che brilla. Chi può esser mai?
:Sotto la spara la sua tempia è grigia
:come le piume che fa la vitalba.
;Favetta.
:La tua vecchia, Vienda, la tua vecchia!
Vienda si leverà, tratta dal balzo del cuore, come per correre in contro; ma nel movimento si lascerà sfuggire dal grembiale il pane spezzato. S’arresterà,<noinclude></noinclude>
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Pagina:D'Annunzio - La figlia di Iorio.djvu/88
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Pic57" />{{RigaIntestazione|''82''|''LA FIGLIA DI IORIO''||riga=si}}</noinclude>
:dell’Angelo apparito. Incominciai
:nel giorno dell’Assunta, pel Rosario
:lo vo’ compire. Or ecco il mio disegno.
:Calerò con la mandra verso Roma;
:e porterò quest’Angelo con meco
:sopra una mula. Andrò dal Santo Padre
:nel nome di San Pietro Celestino
:che sul Morrone fece penitenza,
:me n’andrò dal Pastore dei Pastori
:con questo vóto a chiedere dispensa,
:perché colei che non fu tocca torni
:alla sua madre, sciolta dal legame,
:ed alla mia conduca io la straniera
:che sa piangere senza farsi udire.
:Ora domando al tuo conoscimento,
:Cosma: La grazia mi sarà concessa?
;Cosma.
:{{capolettera|[[File:D'Annunzio - La figlia di Iorio t.jpg|50px|{{uc:t}}]]|3=.1em}}utte le vie dell’uomo sembran dritte
:all’uomo; ma il Signore pesa i cuori.
:Alte mura, alte mura ha la Città,
:e gran porte di ferro, e intorno intorno
:gran sepolture dove cresce l’erba.
:L’agnello tuo non bruchi di quell’erba,
:pastore, Aligi. Interroga la madre...
;Una voce, {{span|di fuori gridando.|ids}}
:Cosma, Cosma! Se sei là dentro, esci!
;Cosma.
:Chi m’ha chiamato? Avete udito voce?<noinclude></noinclude>
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Pagina:D'Annunzio - La figlia di Iorio.djvu/153
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||''Atto III. - Scena III''|''147''|riga=si}}</noinclude>
:la faccia del peccato tremendo.
:Non alzate il velo mio nero.
:Io non abbia da voi beveraggio;
:perché poco è quello che soffro,
:poco è quello che debbo patire.
:Ma scacciatemi ora, con legni
:e con pietre, scacciatemi via;
:scacciatemi come il mastino
:che all’agonia sarà mio compagno,
:che mi morderà la mia gola
:quando l’anima mia disperata
:vi chiamerà mamma mamma
:nel sangue del mio moncherino
:maledetto entro il sacco d’infamia.
;La turba, {{span|sommessamente.|ids}}
:— Oh povera, povera! Guarda
:guarda: tutta bianca in due notti!
:— Non piange. Pianger non può.
:— Escita sembra di senno.
:— Non si move. E come la statua
:dell’Addolorata. Oh pietà!
:— Abbine pietà, buono Iddio!
:Santa Vergine, misericordia!
:— Miserere di lei, Iesu Cristo!
;Aligi.
:{{capolettera|[[File:D'Annunzio - La figlia di Iorio e.jpg|50px|{{uc:e}}]]|3=.1em}} voi, creature, non più
:m’è dato chiamare sorelle,
:né più nominare m’è dato<noinclude></noinclude>
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Pagina:D'Annunzio - La figlia di Iorio.djvu/167
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||''Atto III. - Scena ultima''|''161''|riga=si}}</noinclude>
:Che il cuore le strappi, che il cuore
:le mangi! Cuore per cuore!
:— Lasciatela, che se la metta
:sotto i piedi, che la calpesti,
:che col calcagno le schiacci
:tempia e tempia, i denti le sgrani!
:— Lasciatela! Lasciala, Ornella;
:ché, se questo non fa, non le torna
:l’anima in petto sanata.
:— Iona, Iona, Aligi è innocente.
:— Toglilo dalle ritorte!
:Levagli il velo! Ridaccelo!
:— Oggi il popolo è giustiziere.
:— Tu giudica, popolo giusto.
:— Comanda che sia liberato!
Mila si ritrarrà presso l’Angelo coperto, e guarderà Aligi già invaso dall’ebbrezza del vino misturato.
;La turba.
:- Lode a Dio! Gloria a Dio! Gloria Patri!
:— L’infamia è tolta da noi.
:— La macchia non è sopra noi.
:— Di nostra gente non viene
:il parricida. A Dio gloria!
:— Lazaro l’uccise la femmina
:straniera, di Codra alle Farne.
:— L’ho detto, l’ho detto: È innocente,
:Aligi è innocente. Sia sciolto!<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Federica Viazzi (AO AL)" />{{RigaIntestazione||— 53 —|}}</noinclude>{{Nop}}
— Spicciatevi dunque, mia cara, riprese Nana, che capiva perfettamente, è ditegli che egli mi secca.
Ma, bruscamente ebbe una riflessione; l’indomani poteva sentirsi il grillo d’averlo; gridò ridendo ed ammiccando, con un gesto da monello:
— Al postutto, se voglio averlo, la più corta è ancor quella di cacciarlo via.
Zoè parve colpita, diede alla signora un’occhiata di ammirazione, e, senza esitare, andò a mettere alla porta lo Steiner.
Nana pazientò ancora un momento per dar agio di spazzare la casa, come diceva.
Che assalto era stato! Una cosa incredibile!
Allungò la testa in salotto: vuoto! la sala da pranzo vuota del pari.
Ma, mentre continuava la sua visita, chetata, certa che non ci fosse più alcuno, nello spinger l’uscio d’un gabinetto si trovò di contro un giovinottino, seduto sur un baule, cheto, cheto, d’un contegno savio, con un immenso mazzo di fiori sulle ginocchia.
— Ah! mio Dio! gridò. Ce n’è ancor uno qua dentro!
Il giovinottino, scorgendola, era balzato in terra, rosso, come un papavero. E non sapeva che fare del suo mazzo, che sì passava da una mano nell’altra, strangolato dall’emozione.
La sua giovinezza, la sua confusione, il burlesco aspetto che offriva coì suoi fiori, intenerirono Nana che uscì in una limpida risata.
Anche i bimbi, dunque? Or ora glie ne verrebbe uno in fascie!
Ed abbandonandosi con atto famigliare, materno, battendosi le coscie, domandò pazzamente:
— Vuoi dunque farti soffiar il naso, piccino?
— Sì, rispose il bimbo con voce sommessa e supplice.
Quella risposta accrebbe l’allegria di Nana. Aveva diciassette anni; si chiamava Giorgio Hugon. La sera prima era alla Varietà, ed ora veniva a trovarla.
— Son per me quei fiori?
— Sì.<noinclude></noinclude>
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Pagina:Zola - Nana - Pavia - 1881.pdf/114
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 110 —|}}</noinclude>frutti, ma che frutti! pesche enormi, uva di questa grossezza, qualche cosa infine di straordinario per la stagione... ed in mezzo sei biglietti da mille... Era il Russo.... Naturalmente gli ho rimandato tutto quanto. Ma confesso che m’è dispiaciuto un pochino per le frutta!
Le donne si guardavano mordendosi le labbra. Aveva una bella faccia tosta per la sua età quella Mariuccia! Con questo poi, che storie simili, capitavano a delle sguaiate della sua specie! Eran, fra loro, profondi disprezzi. Sopratutto, invidiavano Lucia, furibonde dei suoi tre principi.
Dacchè Lucia, ogni mattina, montava a cavallo, e faceva una passeggiata al Bosco, il che l’aveva messa in voga, tutte, ormai, montavano a cavallo; una smania le aveva invase.
L’alba stava per spuntare; Nana distolse gli occhi dalla porta, perdendo ogni speranza. L’uggia traboccava.
Rosa Mignon aveva rifiutato di cantar la Pantofola, raggomitolata in un angolo del canapò, ove discorreva sottovoce con Fauchery, aspettando Mignon, il quale aveva già guadagnato una cinquantina di luigi a Vandeuvres.
Un uomo grassotto, d’aspetto grave, decorato, aveva bensì declamato in dialetto alsaziano il Sacrifizîo d’Abramo; (quando Dio bestemmia dice: «Sacr...o nome di me!)» ed Isacco risponde sempre: «Sì babbo!» Solamente, nessuno avendo capito, il brano era sembrato stupido.
Non si sapeva che cosa ideare, per star allegri, per finir pazzamente la nottata.
Per un momento, Labordette immagino di denunciare le donne all’orecchio di la Faloise, il quale andava ronzardo intorno a ciascheduna, guardando se mon avesse il suo fazzoletto dietro nel collo.
Poi, siccome erano rimaste delle bottiglie di sciampagna sulla credenza, i giovinotti s’erano rimessi a bere; si chiamavano, si eccitavano; ma una ubbriachezza, tetra, d’una stolidaggine da lagrime invadeva la sala invincibilmente.
Allora il biondino (quello che portava uno dei gran nomi di Francia), in fine di espedienti, disperato di non trovare nulla di allegro, ebbe una idea: afferrò la sua bottiglia di sciampagna e la vuotò nel pianoforte.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 117 —|}}</noinclude>Mentre Clarissa passava correndo, Simona la chiamò: ma
quella rispose che tornava subito, ed invero riapparve quasi immediatamente, battendo i denti sotto la tunica leggera e da sciarpa d’Iride.
— Perdinci! disse, non fa caldo. Ed io che ho lasciata la mia pelliccia in camerino.
Poi, in piedi davanti al caminetto abbrustolandosi le gambe, la cui maglia prendeva dei riflessi ondati di un roseo vivissimo, riprese:
— Il principe è giunto.
— Ah! gridarono gli altri con curiosità.
— Sì: gli è per ciò che correvo.., volevo vederlo. È nel primo proscenio di destra, lo stesso di giovedì. Che ne dite, eh? È la terza volta che viene in otto giorni. È pur fortunata quella Nana!... Io avrei scommesso che non sarebbe più venuto.
Simona apriva la bocca; ma le sue parole farono coperte da un nuovo grido che scoppiò vicino al ''foyer''. La voce stridula dell’avvisatore gridava nell’andito a tutta gola:
— «È ora! è ora!»
— La comincia a esser bella; tre volte, disse Simona quando poté parlare. Sapete che non vuol andar lei: se la conduce via con sè. E sembra che ciò gli costi per bene!
— Per bacco! quando si va fuori di casa! mormorò malignamente Pralliére alzandosi per darsi un’occhiata nello specchio con uno sguardo da bell’uomo, adorato dai palchetti.
— Il segnale è dato! Il segnale è dato! ripeteva la voce sempre più lontana dell’avvisatore, che correva per i diversi piani e per la scale.
Allora, Fontan, il quale sapeva come erano andate le cose tra Nana ed il principe la prima volta, narrò la storia alle due donne, strette contro di lui, rompendo in alte risa, quand’egli si chinava per dar qualche intimo ragguaglio.
Il vecchio Bosc, pieno d’indifferenza, non sì era mosso; quelle storie non lo commovevano più. Accarezzava un gattone fulvo che dormiva raggomitolato beatamente sul sedile; ed alla fine se lo pigliò in grembo con la bonarietà d’un’re da commedia, Il gatto inarcava la schiena; poi, dopo aver<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 118 —|}}</noinclude>fiutato lungamente la gran barba bianca, disgustato forse dall’odore di colla, tornò a dormir sulla panchina, mentre Bosc rimaneva grave e pensoso.
— Non importa: io se fossi in te, piglierei lo Sciampagna al caffè, è migliore disse d’un tratto a Fontan che finiva la sua storiella.
— È cominciato! strillò la voce prolungata e fessa dell’avvisatore. È cominciato! È cominciato!
Il grido vibrò per un momento; s’udì un rumore di passi veloci.
Dall’uscio del corritoio rapidamente aperto, penetrò un'onda sonora di musica, un lontano rumore, e la porta ricadde, s’udì il colpo sordo del battente imbottito.
Di nuovo, una quiete pesante dominava nel ''foyer'' degli artisti come se fosse a cento leghe da quel teatro, ove una immensa folla applaudiva. Simona e Clarissa parlavano tuttavia di Nana. Eccone una che non si affannava per certo!
Anche il dì prima non era entrata in scena a tempo. Ma all’improvviso tutti si tacquero: una ragazza alta aveva cacciato dentro la testa, poi, vedendo che sbagliava, era scappata in fondo all’andito. Era Satin in cappello e veletta, dandosi l’aria da signora che è in visita.
— Un buon capo! mormorò Prullière, che da un anno la vedeva al caffè della Varietà.
E Simona narrò come Nana, avendo riconosciuto in Satin una sua amica di scuola, s’era presa di grand’amore per lei e tormentava Bordenave perchè la facesse esordire.
— To’! buona sera, disse Fontan, stringendo la mano di Mignon e di Fauchery che entravano.
Anche il vecchio Bosc sporse la punta dello dita, mentre le due donne abbracciavano Mignon.
— C’è un bel teatro stasera? chiese Fauchery,
— Oh! magnifico! rispose Prallière. Bisogna vedere come mordon all’amo....
— Sentite mo’, ragazzi, fe’ osservar Mignon. Pare che tocchi a voi.
— Sì, a momenti. Non erano che di quarta scena. —
Il solo Bosc s'alzò, con l’istinto del vecchio comico che<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 118 —|}}</noinclude>fiutato lungamente la gran barba bianca, disgustato forse dall’odore di colla, tornò a dormir sulla panchina, mentre Bosc rimaneva grave e pensoso.
— Non importa: io se fossi in te, piglierei lo Sciampagna al caffè, è migliore disse d’un tratto a Fontan che finiva la sua storiella.
— È cominciato! strillò la voce prolungata e fessa dell’avvisatore. È cominciato! È cominciato!
Il grido vibrò per un momento; s’udì un rumore di passi veloci.
Dall’uscio del corritoio rapidamente aperto, penetrò un'onda sonora di musica, un lontano rumore, e la porta ricadde, s’udì il colpo sordo del battente imbottito.
Di nuovo, una quiete pesante dominava nel ''foyer'' degli artisti come se fosse a cento leghe da quel teatro, ove una immensa folla applaudiva. Simona e Clarissa parlavano tuttavia di Nana. Eccone una che non si affannava per certo!
Anche il dì prima non era entrata in scena a tempo. Ma all’improvviso tutti si tacquero: una ragazza alta aveva cacciato dentro la testa, poi, vedendo che sbagliava, era scappata in fondo all’andito. Era Satin in cappello e veletta, dandosi l’aria da signora che è in visita.
— Un buon capo! mormorò Prullière, che da un anno la vedeva al caffè della Varietà.
E Simona narrò come Nana, avendo riconosciuto in Satin una sua amica di scuola, s’era presa di grand’amore per lei e tormentava Bordenave perchè la facesse esordire.
— To’! buona sera, disse Fontan, stringendo la mano di Mignon e di Fauchery che entravano.
Anche il vecchio Bosc sporse la punta dello dita, mentre le due donne abbracciavano Mignon.
— C’è un bel teatro stasera? chiese Fauchery,
— Oh! magnifico! rispose Prallière. Bisogna vedere come mordon all’amo....
— Sentite mo’, ragazzi, fe’ osservar Mignon. Pare che tocchi a voi.
— Sì, a momenti. Non erano che di quarta scena.
Il solo Bosc s'alzò, con l’istinto del vecchio comico che<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 124 —|}}</noinclude>volgendo vivamente il capo, ogni volta che la Bron ridiscendeva con delle risposte.
Aveva appunto in quel momento scagliato una lettera ad un giovine, che s’era affrettato ad aprirla sotto il becco di gas nel vestibolo, ed aveva leggermente impallidito, trovandovi quella classica frase, tante volte riletta allo stesso posto: «Impossibile stasera, diletto mio: sono impegnata.»
La Faloise stava su una delle seggiole, in fondo, fra la tavola e la stufa; sembrava deciso a passar la serata colà, irrequieto però, ritirando le lunghe gambe, perchè tutta una portata di gattini neri gli si sbizzarriva d’intorno, mentre la gatta, seduta sulle zampe di dietro, lo guardava fisso co’ suoi occhi gialli.
— To’, siete voi, signorina Simona! che cosa volete? domandò la custode.
Simona la pregò di chiamar fuori la Faloise, ma la Bron non potè soddisfarla subito.
Essa teneva nel sottoscala, in una specie di armadio fondo, un bettolino in cui i figuranti scendevano a bere, durante i riposi: e siccome in quel momento c’erano lì cinque o sei diavolacci, ancor vestiti da buli della ':Palla Nera'', arsi di sete e frettolosi, così la degna custode, perdeva alquanto la testa. Nell’armadio ardeva un becco di gas: vi si vedeva una tavola coperta di lamine di stagno, delle assa con bottiglie di liquori incominciate. Quando si apriva l’uscio di quel buco da ripor carbone, un soffio violento ne usciva che si confondeva col fetore di grasso bruciato dello stambugio e col profumo sottile dei mazzi di fiori giacenti sulla tavola.
— E così, riprese la custode quando ebbe servito i figuranti, gli è quel morettino laggiù, che volete?
— Ma no: non fate sciocchezze! disse Simona. Gli è quel magro accanto alla stufa, di cui la vostra gatta fiuta i calzoni.
E condusse la Faloise nell’atrio, monire gli altri signori i rassegnavano, soffocando, la gola serrata, e i figuranti bevevano lungo gli scalini, dandosi dei pugni con l’allegria trivialmente chiassosa e rauca dei beoni.
In alto, sul palcoscenico, Bordenave strepitava coi {{Pt|macchi-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 125 —|}}</noinclude>{{Pt|nisti|macchinisti}} che non la finivan più di toglier lo scenario. Pareva lo facessero a bella posta: il principe stava per ricevere, qualche tavola sulla testa.
— Forza! Forza! gridava il capo dei manovranti.
Finalmente la tela del fondo salì, la scena rimase libera.
Mignon, che spiava Fauchery, colse l’occasione per ricominciar in presenza dei macchinisti, le sue solite botte. Afferrò il giornalista con le braccia poderose, gridando:
— State in guardia, per bacco! quel palo a momenti vi schiacciava.
E lo portava in aria, lo scoteva prima di rimetterlo in terra.
Alle risa sgangherate dei macchinisti, Fauchery si fece pallido: le sue labbra tremavano: fu sul punto di rivoltarsi, mentre Mignon si faceva bonario, dandogli sulla spalla delle palmate affettuose e così forti da spaccarlo in due, ripetendo:
— Gli è che mi preme la vostra salute!... Capperi! Sarei conciato per le feste se vi toccasse una disgrazia!
All’improvviso corse un mormorio: «Il principe! il principe!» Ed ognuno volse gli occhi verso la porticina della sala. Non si scorgeva ancora che la schiena curva di Borde nave, col suo collo da beccaio, che si gonfiava e si piegava in una serie di inchini ossequiosi. Poi comparve il principe, alto, vigoroso, la barba bionda, la pelle rosea, d’una distinzione da gaudente solido, le cui membra gagliarde si disegnavano sotto il taglio elegante dell’abito. Dietro di lui, venivano il conte Muffat ed il marchese di Chouard. Quell’angolo del teatro era buio, il gruppo vi si sommergeva in mezzo a grandi ombre oscillanti. Per parlare a quel figlio di regina, al futuro erede di un trono, Bordenave aveva preso una voce da domatore d’orsi, tremante «di finta commozione. Ripeteva:
— Se Vostra Altezza ha la bontà di seguirmi... Vostra Altezza si degnerebbe di passar di qui... Che Vostra Altezza si guardi...
Ma il principe non s’affrettava punto, trattenuto da una curiosità piena di interesse, indugiandosi anzi per guardar lo manovre dei macchinisti. Si era fatto calare una saetta e quella balaustrata fiammeggiante di gas, sospesa nelle sue<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 126 —|}}</noinclude>
maglie di ferro, rischiarava la scena d’una larga striscia di luce. Muffat sovratutto, il quale non aveva mai visitato le quinte d’un teatro, stupiva, preso da un disgusto, da una ripugnanza indefinibile mista a paura. Alzava gli occhi verso la véòlta, dove altre saette coi becchi di gas a mezza fiamma, mettevano costellazioni di piccole stelle azzurrognole, nel caos delle sbarre, dei fili d’ogni grossezza, dei ponti volanti, degli scenarii distesi in aria come immense tele sciorinate.
— Caricate! gridò ad un tratto il capo dei macchinisti.
Bisognò che il principe stesso prevenisse il conte. Scendeva una tela. Si preparava la scena del terzo atto, la grotta del monte Etna. Parecchi uomini piantavano pali nelle costiere, altri prendevano le impennate poggiate contro i muri del palco scenico e le attaccavano ai pali con grosse corde. In fondo per produrre il colpo di luce che mandava la facina ardente di Valcano, un lampista aveva stabilito un portante di cui accendeva i becchi, velati da cristallo rosso.
Era una confusione, uno scompiglio apparente, in cuii menomi movimenti erano regolati; mentre, in quella fretta, il suggeritore passeggiava a piccoli passi, per sgranchirsi le gambe.
— Vostra Altezza mi colma di onore, diceva Bordenave, ripetendo gli inchini. Il teatro non è ampio... Si fa quello che si può... Ora, se Vostra Altezza si degna seguirmi...
Già il conte Muffat, si dirigeva verso il corritoio dei camerini. Il pendio alquanto rapido del palcoscenico l’aveva sorpreso e la sua inquietudine proveniva in gran parte da quell’impiantito ch’ei sentiva mobile sotto i suoi passi: dai trabocchetti, rimasti aperti, si vedeva il gas che ardeva sotterra, ove s’agitava una vita sotterranea, con profondità tenebrose, voci d’uomini, soffii umidi di cantina.
Ma mentre stava risalendo, un incidente lo fermò.
Due donnine, già vestite pel terzo atto, discorrevano ora davanti al foro del sipario.
L’una colle reni tese allargando con le dita il foro, per veder meglio, cercava qualcuno in platea,
— Lo vedo, disse all’improvviso. Oh! quel porco!
Bordenave, scandalezzato, dovette farsi forza per non darle<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 127 —|}}</noinclude>un calcio nel posteriore. Ma il principe aveva sorriso, contento e solleticato d’aver udito quella parolaccia, covando collo sguardo la donnina che se ne infischiava del rispetto dovuto a Sua Altezza. Lei rideva sfrontatamente.
Tuttavia, Bordenave indusse il principe a seguirlo.
Il conte Muffat, tutto in sudore, s’era tolto il cappello:
quello che gli dava specialmente noia, era l’afa, il caldo soffocante, denso di quell’atmosfera, che si respirava un odore acuto, quell’odore delle quinte, col puzzo del gas, della colla degli scenarii, il sudiciume dei cantoni bui e delle biancherie men che pulite delle figuranti.
L’afa era ancor maggiore nell’andito; colà il profumo dell’acque odorose, dei saponi, l’aroma acre degli aceti di toeletta, che scendevano dai camerini ci confondevano col puzzo degli aliti pestiferi.
Passando, il conte alzò la testa, gettò uno sguardo su pel vano della seala, sorpreso dall’improvvisa onde di luce, e di calore che gli pioveva sulla nuca.
C’era là in alto un rumore di catinelle, delle risa, delle chiamate, un continuo sbattacchiar di porte da cui sfuggivano degli odori di donna, il muschio dei belletti ed il profumo forte e ruvido delle fulve capigliature.
Egli non si fermò, affrettando il passo, fuggendo quasi e recando seco a fior di pelle il brivido di quell’ardente visione d’un mondo a lui ignoto.
— Che ne dite, eh? È curioso a vedersi un teatro, diceva il marchese di Chouard, coll’aria soddisfatta d’un uomo che gì ritrova in casa sua.
Ma Bordenave era giunto finalmente al camerino di Nana in fondo al corritoio. Girò placidamente la maniglia e tirandosi indietro:
— Se Vostra Altezza si degna d’entrare...
5’udì un grido di donna sorpresa e si vide Nana, nuda fino alla cintura, scappar dietro ina tenda, mentre la camerista, intenta ad asciugarla, rimaneva con la salvietta per aria.
— Oh! la è stupida d’entrar così! gridava Nana nascosta. Non entrate! Vedete pure che non si può!<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 128 —|}}</noinclude>{{Nop}}
Bordenave parve scontento di quella fuga. — Restate dunque, cara mia, non importa, disse. È Sua Altezza. Via, non fate la bimba.
E siccome essa ricusava di comparire, ancora scossa, però già ridente, soggiunse con voce burbera e insieme paterna:
— Dio buono! Questi signori sanno benissimo come è fatta una donna! Non vi mangeranno.
— Ma, non è ben sicura la cosa, disse argutamente il principe.
Tutti proruppero in risa esagerate, per far la corte all’augusto personaggio. Il motto era squisito, assolutamente parigino, a quel che asseriva Bordenave. Nana non rispondeva più, la tenda si moveva, probabilmente essa si decideva a comparire. Allora il conte Muffat, le guancie infiammate, esaminò il camerino.
Era una stanza quadrata, bassa di soffitto, tappezzata interamente di una stoffa color nocciola chiaro. Una cortina dell’istessa stoffa sorretta da una verga metallica, formava in fondo una specie di gabinetto. Due finestroni davano sul cortile, a tre metri al più da un muro sgretolato, contro il quale nel buio della notte, i vetri gettavano dei quadrati gialli. Un grande specchio faceva riscontro ad una toeletta di marmo bianco, coperta da una profusione di boccette e di vasetti di cristallo per gli olii, le essenze e le polveri.
Il conte, accostatosi allo specchio, si vide molto acceso; la fronte cosparsa di finissime goccie di sudore: chinò gli occhi, venne davanti alla toeletta dove il bacino pieno d’acqua insaponata, i piccoli utensili d’avorio sparsi qua e là, le spugne umide, parvero assorbirlo per un momento.
Era lo stesso senso di vertigine che lo aveva invaso durante la sua prima visita a Nana, al Boulevard Haussmann.
Sotto i suoi piedi, sentiva cedere il morbido tappeto del camerino: i becchi di gas che ardevano vicino allo specchio, e sulla toeletta gli mettevano alle tempie dei sibili di fiamma.
Per un momento, temendo di venir meno in quell’odore di donna che ritrovava più caldo, aumentato del decuplo, sotto il basso soffitto sedette sull’orlo del canapè trapuntato, fra<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 129 —|}}</noinclude>le due finestre. Ma si rialzò subito: tornò alla toeletta, non guardò più nulla, gli occhi vaganti, pensando ad un mazzo di tuberose che, altra volta, si era avvizzito in camera sua, di cui poco mancò che morisse. Quando le tuberose appassiscono hanno un odore di carne umana.
— Spicciati dunque! sussurrò Bordenave, passando la testa nell’apertura della cortina.
Il principe d’altronde ascoltava con compiacenza il marchese di Choward, il quale presa la zampa di lepre che giaceva sulla toeletta, spiegava in qual modo si stemprasse il bianco grasso.
In un angolo, Satin col suo puro visino da vergine, esaminava quei signori, mentre la camerista, madama Giulia, preparava le maglie e la tunica di Venere.
Madama Giulia non aveva più età definibile, con quella sua faccia da cartapecora, quei lineamenti induriti delle zitellone, che nessuno ha conosciute giovani. Quella lì s’era disseccata nell’atmosfera ardente dei camerini, fra i seni e le coscie più celebri di Parigi. Portava perennemente la stessa veste nera stinta, e sul petto schiacciato e senza sesso, una selva di spilli, appuntati al posto del cuore.
— Vi chiedo scusa, signori, disse Nana alzando un lembo della cortina, ma sono stata sorpresa...
Tutti si voltarono.
Nana non s’era punto coperta, aveva soltanto abbottonato una vitina di ''cambrì'' che le celava a mezzo il seno, senza nasconderlo. Allorchè quei signori l’avevano messa in fuga, ella si spogliava appunto, togliendosi lestamento il suo costume da pescivendola. Di dietro, le mutande lasciavano an cora passare un lembo di camicia. E le spalle nude, le braccia nude, i capezzoli eretti nella sua adorabile giovinezza di bionda grassoccia, teneva sempre la tenda in mano come per rinchiuderla al menomo allarme.
— Sì, sono stata sorpresa... non oserei mai... balbettava,.
fingendo di esser confusa, il collo e le gote coperte di incarnato, il sorriso timido, incerto.
— Andiamo, che baie! poichè vi si trova benissimo così! gridò Bordenave.<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 130 —|}}</noinclude>{{Nop}}
Essa arrischiò ancora qualche moina da ingenua esitante, agitandosi come si sentisse solleticata, ripetendo:
— Sua Altezza mi fa troppo onore... Prego Sua Altezza di scusarmi, se la ricevo così...
— L’importuno son io, signora, disse il principe: ma non ho saputo resistere al desiderio di presentarvi i miei complimenti...
Lei allora, tranquillamente, per andare alla toilette, passò in mutande frammezzo a quei signori che le fecero largo, aveva i fianchi molto prominenti, le mutande si gonfiavano mentre essa, col seno sporgente, salutava di nuovo col suo arguto sorriso.
All’improvviso parve ravvisare Muffat e gli stese la mano da amica, rimproverandolo poi perchè non era venuto a cena da lei.
Sua Altezza degnò canzonare Muffat, il quale balbettava fremendo, per avere, durante un attimo, tenuto nella sua mano ardente quella manina ancor fresca dall’acqua odorosa in cui s’era tuffata.
Il conte aveva pranzato lautamente dal principe che era un bel mangiatore e buon bevitore. Tutt’e due erano anzi un pochino brilli. Ma si contenevano bene.
Muffat, per celare il suo turbamento, non trovò che una frase sul caldo.
— Dio buono! come si divampa qua! disse. Come fate mai signora, a vivere in una simile temperatara?.
E la conversazione stava per avviarsi così, quando s’udirono alla porta del camerino delle voci chiassose.
Bordenave scostò l’assicella d’un pertugio a grata, simile a quelli che s’usano nei conventi. Era Fontan, seguito da Prugliè e da Bosc, i quali portavano tutti e tre delle bottiglie sotto il braccio e dei bicchieri in mano. Fontan bussò, gridando che era il giorno della sua festa e che pagava dello sciampagna.
Nana, con uno sguardo, aveva consultato il principe. Ma di certo Sua Altezza non voleva disturbar nessuno, sarebbe felice di prendere parte al divertimento!
Fontan pertanto, senza aspettar licenza, entrava bamboleggiando, ripetendo:<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 131 —|}}</noinclude>{{Nop}}
— Io, non mica minchione. Io pagar sciampagna...
D’un tratto ravvisò il principe di cui ignorava la presenza; s’interruppe di botto, e assunta un’aria di burlesca solennità:
— Il re Dagoberto, disse, è fuori nel corritoio e chiede licenza di trincare con Sua Altezza Reale.
Il principe, avendo sorriso, la buffonata fu trovata graziosissima,
Il camerino però era troppo piccino per tuttà quella brigata. Convenne pigiarsi: la Tiby e Satin in fondo, gli uomini, stretti intorno a Nana, seminuda, I tre attori avevano ancora il loro costume del secondo atto.
Mentre Prallière si toglieva il suo cappello d’ammiraglio svizzero, il cui immenso pennacchio non capiva sotto il soffitto, Bosc col manto di porpora e la corona di latta, si rinsaldava sulle sue gambe d’ubbriacone, e salutava il principe come un monarca che riceve il figlio di un potente vicino.
I bicchieri erano pieni; si brindò.
— Bevo alla salute di vostra Altezza! disse il vecchio. Bosc regalmente
— All’esercito! soggiunse Prollière.
— A Venere! gridò Fontan.
Il principe cortesemente scoteva il suo bicchiere. Aspettò salutò tre volte, mormorando:
— Signora... generale... sire...
E vuotò d’un sol fiato il bicchiere.
Il conte di Muffat ed il marchese Chouard l’avevano imitato. Non si celiava più: si era a Corte. Quella società da teatro si estendeva alla società reale, in una farsa grave, sotto l’ardente fiammeggiare del gas.
Nana, scordando che era in mutande, con fuori un lembo di camicia, faceva la gran dama, la regina Venere che riceveva in intimo convegno i dignitari dello Stato. Ad ogni frase lanciava la parola d’Altezza Reale con profonde riverenze trattando quei buli di Prullière e di Bosc da sovrani, che un ministro generale accompagna.
E nessuno sorrideva alla strana miscela, di quel vero principe, erede di un trono, che beveva lo sciampagna d’un strione,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 132 —|}}</noinclude>disinvolto e contento in quel carnevale degli Dei, in quella mascherata della sovranità, frammezzo a quel popolo di cameriste e di cortigiane, di istrioni e di figuri che per professione mettevano in mostra le donne, Bordenave, rapito da quella scena pensava agli introiti che incasserebbe se sua Altezza avesse acconsentito a comparir così nel secondo atto della Bionda Venere.
— Ehi! voi altri! gridò, ridiventando famigliare, se facessimo calar giù tutte le mie donnine?
Nana non volle. Anche lei però perdeva il riserbo. La faccia grottesca di Fontan, l’adescava; stropicciandosegli contro, covandolo collo sguardo d’una donna incinta che ha voglia di mangiar una cosa sudicia, cominciò ad un tratto a dargli del tu.
— Andiamo, versa, bestione!
Fontan riempì di nuovo i bichieri, e si bevette, ripetendo gli stessi brindisi:
— A sua Altezza!
— All’esercito!
— A Venere!
Ma Nana reclamava il silenzio con un gesto, levò in alto il bichiere, dicendo:
No, no, a Fontan!.... Gli è la Festa di Fontan, a Fontan? a Fontan!:
Allora si brindò un terza volta, acclamando Fontan. Il principe, che aveva ossservato come Nana divorasse con gli occhi il brillante, lo salutò.
— Signor Fontan, disse con la sua squisita cortesia, bevo ai vostri trionfi!
Pertanto il soprabito di sua Altezza rasiugava, di dietro il marmo della tavoletta. Quel camerino sembrava il fondo d’un alcova, un angusto stanzino da bagno, col vapore dei bacini e delle spugne, l’acuto profumo delle essenze misto all’acidula, inebbriante fragranza dello sciampagna.
Il principe e Muffat, tra cui Nana era stretta, dovevano alzar le mani per non strisciarlo ad ogni gesto i fianchi od il seno. E la Tiby frattanto, senza un goccia di sudore, aspetfava col suo contegno stecchito, mentre Satin, metavigliata,<noinclude></noinclude>
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— Ehi! voi altri! gridò, ridiventando famigliare, se facessimo calar giù tutte le mie donnine?
Nana non volle. Anche lei però perdeva il riserbo. La faccia grottesca di Fontan, l’adescava; stropicciandosegli contro, covandolo collo sguardo d’una donna incinta che ha voglia di mangiar una cosa sudicia, cominciò ad un tratto a dargli del tu.
— Andiamo, versa, bestione!
Fontan riempì di nuovo i bichieri, e si bevette, ripetendo gli stessi brindisi:
— A sua Altezza!
— All’esercito!
— A Venere!
Ma Nana reclamava il silenzio con un gesto, levò in alto il bichiere, dicendo:
No, no, a Fontan!.... Gli è la Festa di Fontan, a Fontan? a Fontan!:
Allora si brindò un terza volta, acclamando Fontan. Il principe, che aveva {{Ec|ossservato|osservato}} come Nana divorasse con gli occhi il brillante, lo salutò.
— Signor Fontan, disse con la sua squisita cortesia, bevo ai vostri trionfi!
Pertanto il soprabito di sua Altezza rasiugava, di dietro il marmo della tavoletta. Quel camerino sembrava il fondo d’un alcova, un angusto stanzino da bagno, col vapore dei bacini e delle spugne, l’acuto profumo delle essenze misto all’acidula, inebbriante fragranza dello sciampagna.
Il principe e Muffat, tra cui Nana era stretta, dovevano alzar le mani per non strisciarlo ad ogni gesto i fianchi od il seno. E la Tiby frattanto, senza un goccia di sudore, aspetfava col suo contegno stecchito, mentre Satin, metavigliata,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 133 —|}}</noinclude>nella sua depravazione, a vedere un principe e dei signori in giubba a code di rondine, mettersi, in compagnia di comici travestiti, intorno ad una donna ignuda, pensava in cuor suo che la gente ''chic'' non era po’ poi tanto scrupolosa.
Ma già, nell’andito, s’avviccinava il tintinnìo del campanello di compare Barillot. Quand’ei comparve all’uscio del camerino, restò di sasso, scorgendo i tre attori nel loro costume del secondo atto.
— Oh! signori, signori, balbettò, spicciatevi s’è già suonato nel ridotto...
— Bah! fe’ placidamente Bordenave, il pubblico aspetterà.
Tuttavia, dopo nuovi saluti, siccome le bottiglie erano vuote i comici andarono a vestirsi, Bosc, avendo intinta la barba nello sciampagna, se l’era tolta, e sotto quella barba venerabile, era improvvisamente comparso il beone, con la sua faccia logora e chiazzata, da vecchio attore dato al vino. Lo sì udì appiè della scala dire a Fontan ed a Prallière, parlando del principe, con la sua voce rauca da bevitor d’acquavite:
— Eh? Che ne dici? L’ho fatto restar di stucco!
Nel camerino di Nana non restavano che sua Altezza, il conte ed il marchese. Bordenave s’era allontanato con Barillot a cui raccomandava di non dare i tre colpi senza avvertir la signora.
— Permettete, signori miei? chiese Nana, che si diò rapidamente a dipingersi la faccia e le braccia, che essa curava sopratutto pel nudo del terz’atto.
Il principe si collocò sul divano, mentre il marchese.di Chouard si sdraiava su d’un seggiolone. Solo il conte Muffat restava in piedi: i due bicchieri di sciampagna, in quel caldo soffocante, li avevano resi più brilli.
La piccola Satin, vedendo quei signori chiudersi in camera con l’amica, aveva stimato discrezione sparir dietro la cortina, ed aspettava lì, sovr’un baule, annoiata. La Tiby, placìda, senza sguardo, senza parola, andava e veniva preparando la tunica di Venere.
— Avete cantato meravigliosamente bene la vostra aria, disse il principe.<noinclude></noinclude>
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Ma già, nell’andito, s’avviccinava il tintinnìo del campanello di compare Barillot. Quand’ei comparve all’uscio del camerino, restò di sasso, scorgendo i tre attori nel loro costume del secondo atto.
— Oh! signori, signori, balbettò, spicciatevi s’è già suonato nel ridotto...
— Bah! fe’ placidamente Bordenave, il pubblico aspetterà.
Tuttavia, dopo nuovi saluti, siccome le bottiglie erano vuote i comici andarono a vestirsi, Bosc, avendo intinta la barba nello sciampagna, se l’era tolta, e sotto quella barba venerabile, era improvvisamente comparso il beone, con la sua faccia logora e chiazzata, da vecchio attore dato al vino. Lo sì udì appiè della scala dire a Fontan ed a Prallière, parlando del principe, con la sua voce rauca da bevitor d’acquavite:
— Eh? Che ne dici? L’ho fatto restar di stucco!
Nel camerino di Nana non restavano che sua Altezza, il conte ed il marchese. Bordenave s’era allontanato con Barillot a cui raccomandava di non dare i tre colpi senza avvertir la signora.
— Permettete, signori miei? chiese Nana, che si diò rapidamente a dipingersi la faccia e le braccia, che essa curava sopratutto pel nudo del terz’atto.
Il principe si collocò sul divano, mentre il marchese di Chouard si sdraiava su d’un seggiolone. Solo il conte Muffat restava in piedi: i due bicchieri di sciampagna, in quel caldo soffocante, li avevano resi più brilli.
La piccola Satin, vedendo quei signori chiudersi in camera con l’amica, aveva stimato discrezione sparir dietro la cortina, ed aspettava lì, sovr’un baule, annoiata. La Tiby, placìda, senza sguardo, senza parola, andava e veniva preparando la tunica di Venere.
— Avete cantato meravigliosamente bene la vostra aria, disse il principe.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 134 —|}}</noinclude>{{PieDiPagina|}}
Allora la conversazione cominciò, ma a lembi, con molte pause. Nana non poteva rispondere. S’era spalmata di ''cold creem'' le braccia ed il viso, ed ora con la cocca d’un asciugatoio, stemperava il bianco grasso. Per un momento cessò; dal guardarsi nello specchio, sorrise lanciando un occhiata al principe, e senza lasciar il belletto, disse:
— Sua Altezza mi lusinga.
Gli era tutto un affar complicato quest’operazione, che il marchese di Chouard seguiva con aria di godimento beato. Parlò a sua volta anche lui.
— L’orchestra, disse, non potrebbe accompagnarvi com meno frastuono? Copre la vostra voce! è un delitto imperdonabile.
Questa volta Nana non si voltò. Aveva presa la zampa di lepre e se la passava leggermente sul volto, attenta, attenta, e tanto china per ravvicinarsi allo specchio, che la bianca rotondità delle mutande sporgeva e si stirava, col lembuccio di camicia. Ma volle mostrarsi sensibile al complimento del vecchio e si scosse, dondolando i fianchi.
Seguì un silenzio. La Tiby, avendo scorto uno strappo alla gamba destra delle mutande dell’attrice, prese uno spillo sul cuore e rimase un momento ginocchioni in terra, occùpata intorno alla coscia di Nana, mentre questa, non mostrando nemmeno di accorgersi che fosse lì, si copriva di cipria, evitando con cura di metterne sugli zigomi,
Ma, avendo il principe detto che se ella venisse a cantar a Londra, tutta l’Inghilterra verrebbe applaudirla, essa ebbe un amabile sorriso, si voltò per un attimo, colla guancia sinistra bianchissima in mezzo ad una una nube di polvere, Poi, si fe’ seria subitamente, si trattava di mettersi il belletto. Col viso vicin vicino allo specchio, come prima, intingeva il dito in un vasetto, applicava il rosso sotto agli occhi e lo stendeva dolcemente fino alle tempie.
Quei signori tacevano rispettosi.
Il conte Muffat non aveva ancora aperto bocca. Pensava alla sua gioventù, alla sua gelida camera da bambino. A sedici anni, quando, ogni sera, abbracciava la madre, recava fin nel sonno l’impressione di quel bacio di gelo. Un giorno,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 135 —|}}</noinclude>passando, aveva veduto attraverso un uscio socchiuso, una cameriera che si lavava: e quest’era l’unico ricordo che l’avesse turbato, dalla pubertà fino al suo matrimonio. Nella moglie, poi, aveva trovato una stretta osservanza dei doveri coniugali: nulla più; egli stesso sentiva una specie di repugnanza devota. Era cresciuto, invecchiava, ignorante delle cose carnali, assoggettato a severe pratiche religiose, regolando la propria vita con rigide norme e precetti. Ed ecco, all’improvviso, lo buttavano in quel camerino d’attrice, davanti a quella ragazza ignuda. Lui, che non aveva mai veduto la contessa Muffat mettersi le giarrettiere, assisteva agli intimi particolari d’una toeletta femminile, in mezzo al disordine dei vasetti e dei bacini, tra profumi sì acuti e tanto dolci. Tutto il suo organismo si rivoltava, la lenta invasione con cui Nana, da qualche tempo, s’impossessava di tutte le sue fibre, lo atterriva, ricordandogli le sue letture pie, le ossessioni diaboliche, che avevano cullata la sua infanzia. Credeva nel diavolo Nana con le sue risatine, il suo seno e il suo dorso, gonfi di vizi, era, in confuso, il diavolo per lui. Ma si proponeva d’esser forte: saprebbe difendersi.
— Allora è cosa intesa, diceva il principe, comodamente sdraiato sul divano: l’anno venturo, voi venite a Londra, e noi vi riceviamo così bene, che mai più ritornerete in Francia. Ah! caro conte voi non apprezzate abbastanza le vostre belle donnine. Ve le ruberemo tutte.
— Ciò non lo sgomenterà punto, mormorò malignamente il marchese di Chouard, pigliando ardire nell’intimità. Il conte è la virtù personificata.
Nell’udir menzionar la sua virtù, Nana volse una sì strana occhiata su Muffat, che questi ne fu indispettito. Poi quel dispetto lo meravigliò e lo irritò contro sè stesso. Perchè l’idea d’esser virtuoso lo sturbava cotanto, in presenza di quella ragazza? Avrebbe voluto picchiarla, Ma Nana, nel voler prendere un pennello, l’aveva lasciato cadere; e mentre ella si chipava, lui si scagliava avanti, i loro aliti si confusero, i capelli sciolti di Venere gli piovvero sulle mani. Fu una voluttà mista di rimorso, una di quelle voluttà da cattolico, pel quale la paura dell'inferno aggiunge esca al peccato.<noinclude></noinclude>
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/* Problematica */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||— 136 —|}}</noinclude>{{Nop}}
In quel punto, la voce di compar Barilot sorse dietro la porta.
— Signora, posso dar l’avviso? Il pubblico si impazienta.
— Ancora un momento, rispose con flemma Nana.
Aveva intinto il pennello nel vasetto del nero, e, col naso sullo specchio, chiudendo l’occhio sinistro, lo passava delicatamente fra le ciglia. Muffat, in piedi dietro di lei, guardava.
La vedeva nello specchio, con le suo spalle tonde, ed il seno soffuso d’un’ombra rosea. E non poteva, nonostante i suoi sforzi, staccar lo sguardo da quel viso, tutto a pozzette, spirante sensuali desideri, cui l’occhio chiuso dava un fascino provocante.
Quando ella chiuse l’occhio destro e vi passò il pennello, egli sentì di esser cosa sua.
— Signora, gridò di nuovo l’avvisatore anelante, pestano i piedi, finiranno col romper le panche... Posso dar il segnale?
— Datelo, disse Nana, impazientita... Datelo, me ne infischio!... Se non sarò pronta, ebbene.. aspetteranno.
Si calmò; soggiunse, volgendosi con un sorriso ai signori:
— Ma è vero! non si può nemmeno ciarlare un minuto.
Ora la faccia e le braccia erano dipinte: aggiunse, col dito due larghi tocchi di carminio sulle labbra. Ed il conte Muffat si turbò maggiormente, sedotto dal depravato fascino dei belletti e delle polveri, vinto da uno smodato desiderio di possedere quella giovane creatura tutta lisciata e dipinta, colla bocca troppo rossa nel viso troppo bianco, cogli occhi ingranditi, cerchiati di nero, ardenti, e come posti, infossati dall’amore. Frattanto, Nana passò un momento dietro la cortina per indossare la maglia di Venere, dopo essersi tolte le mutande. Poi, con tranquilla inverecondia, essa venne a sbottonarsi la vitina di ''cambri'', stendendo le braccia verso la [...] che le infilò le maniche corte della tunica di Venere.
— Presto, giacchè s’arrabbiano! mormorò.
Il principe, cogli occhi semichiusi, seguiva con sguardo linee tondeggianti del colmo seno, mentre il marchese [...] crollava involontariamente la testa. Muffat, per [...] più nulla, guardava il tappeto.
[...] Venere era pronta; non portava altro che quel<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="2" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||— 136 —|}}</noinclude>{{Nop}}
In quel punto, la voce di compar Barilot sorse dietro la porta.
— Signora, posso dar l’avviso? Il pubblico si impazienta.
— Ancora un momento, rispose con flemma Nana.
Aveva intinto il pennello nel vasetto del nero, e, col naso sullo specchio, chiudendo l’occhio sinistro, lo passava delicatamente fra le ciglia. Muffat, in piedi dietro di lei, guardava.
La vedeva nello specchio, con le suo spalle tonde, ed il seno soffuso d’un’ombra rosea. E non poteva, nonostante i suoi sforzi, staccar lo sguardo da quel viso, tutto a pozzette, spirante sensuali desideri, cui l’occhio chiuso dava un fascino provocante.
Quando ella chiuse l’occhio destro e vi passò il pennello, egli sentì di esser cosa sua.
— Signora, gridò di nuovo l’avvisatore anelante, pestano i piedi, finiranno col romper le panche... Posso dar il segnale?
— Datelo, disse Nana, impazientita... Datelo, me ne infischio!... Se non sarò pronta, ebbene... aspetteranno.
Si calmò; soggiunse, volgendosi con un sorriso ai signori:
— Ma è vero! non si può nemmeno ciarlare un minuto.
Ora la faccia e le braccia erano dipinte: aggiunse, col dito due larghi tocchi di carminio sulle labbra. Ed il conte Muffat si turbò maggiormente, sedotto dal depravato fascino dei belletti e delle polveri, vinto da uno smodato desiderio di possedere quella giovane creatura tutta lisciata e dipinta, colla bocca troppo rossa nel viso troppo bianco, cogli occhi ingranditi, cerchiati di nero, ardenti, e come posti, infossati dall’amore. Frattanto, Nana passò un momento dietro la cortina per indossare la maglia di Venere, dopo essersi tolte le mutande. Poi, con tranquilla inverecondia, essa venne a sbottonarsi la vitina di ''cambri'', stendendo le braccia verso la [...] che le infilò le maniche corte della tunica di Venere.
— Presto, giacchè s’arrabbiano! mormorò.
Il principe, cogli occhi semichiusi, seguiva con sguardo linee tondeggianti del colmo seno, mentre il marchese [...] crollava involontariamente la testa. Muffat, per [...] più nulla, guardava il tappeto.
[...] Venere era pronta; non portava altro che quel<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 137 —|}}</noinclude>velo sulle spalle. La Tiby, intanto, giravale intorno, col suo aspetto da vecchierella di legno, con occhi chiari e vuoti; pigliando affrettatamente degli spilli sull’inesauribile guancialetto del suo cuore, appuntava la tunica di Venere, toccando con le mani rimprosciuttito, senza commozione, senza ricordo alcuno, come se fosse stata un essere privo di sesso, le morbide nudità di quel vaghissimo corpo.
— Ecco fatto, disse la giovin donna, gettando un’ultima occhiata nello specchio.
Bordenave ricompariva appunto, inquieto, dicendo che il terzo atto era cominciato.
— Sta bene! vado, riprese. Quante storie! Son sempre io che aspetto gli altri.
I signori uscirono dal camerino, ma non presero commiato, avendo il principe espresso il desiderio di assistere al terzo atto nelle quinte.
Rimasta sola, Nana stupì, si guardò d’intorno.
— O dov’è? chiese.
Cercava Satin. Quando l’ebbe ritrovata dietro la cortina, seduta sul baule, questa rispose, senza scaldarsi:
— Non volevo, certo, disturbarti mentre eri con tutti quegli uomini!
E soggiunse che ormai se ne andava.
Ma Nana la trattenne. Era poco grulla? Poichè Bordenave acconsentiva a prenderla! si combinerebbe l’affare dopo lo spettacolo. Satin esitava, c’erano troppi impicci; non era affar suo. Tuttavia rimase.
Mentre il principe scendeva la scaletta di legno, un rumore strano, delle bestemmie soffocate, uno scalpiccìo di lotta, di busse scoppiavano dall’altro lato della scena. Era uno scompiglio che allarmava i comici aspettando il loro richiamo.
Da un momento, Mignon aveva ricominciato le sue burle, colmando Fauchery di carezze. Aveva inventato un giocherello che consisteva nel dargli dei buffetti sul naso, col pretesto di difenderlo dalle mosche. Naturalmente quella buffonata divertiva assai i comici. Ma all’improvviso, Mignon, spinto troppo oltre dal buon successo, e cedendo ad un volo di fantasìa, aveva assestato al giornalista uno schiaffo, un vero e<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Scorpionoir9" />{{RigaIntestazione||— 138 —|}}</noinclude>potente schiaffo. Questa volta ei passava il segno; Fauchery non poteva, davanti alla gente, accogliere ridendo una simile ceffata. E i due uomini, cessando la commedia, lividi, cogli occhi schizzanti odio e furore, s’erano saltati al collo, ed aggrappati insieme, si rotolatano entrambi in terra dietro uno scenario, trattandosi da ruffiani.
— Signor Bordenave! signor Bordenave gridava il direttore sbigottito. Bordenave lo seguì, dopo aver chiesto scusa al principe.
Quando ebhe ravvisato per terra Fauchery e Mignon, si lasciò sfuggire un gesto da uomo indispettito. Avevano proprio colto, il momento opportuno, quei due, quando c’era sua Altezza dall’altro lato dello scenario e tutta la platea che po teve udirli. Per colmo di noia, Rosa Mignon arrivava, anelante, proprio al minuto della sua entrata in iscena. Vulcano le aveva data la parola. Ma Rosa si fermò, stupefatta, nel vedersi ai piedi il marito e l’amante che s’avvoltolavano per terra strozzandosi, dandoci calci, strappandosi i capelli, coi pastrani bianchi di polvere. Ei le chiudevano il passo; anzi un macchinista aveva fermato il cappello di Fauchery, al momento appunto in cui quel diavolo di cappello, nella lotta, stava per rimbalzar sulla scena.
Tuttavia Vulcano, il quale inventava delle frasi per divertire il pubblico, dava nuovamente la parola d’attacco. Rosa immobile, guardava sempre i due uomini.
— Ma non guardar dunque! le bisbigliò furibondo Bordenave. Non è affar tuo. Manchi alla tua entrata.
E, spinta da lui, Rosa, scavalcando il corpo dei combattenti, si trovò in iscena, nel fammeggiare della ribalta, davanti al pubblico. Non aveva capito perchè fossero tutt’e due in terra a picchiarsi.
Tremante, la testa ripiena d'un frastuono, scese verso la ribalta col suo bel sorriso di Diana amorosa, ed intonò il primo motivo del duetto con voce sì calda sì vibrante che il pubblico fe' un'ovazione.
Dietro lo scenario udiva i colpi sordi dei due uomini, che erano rotolati fino al boccascena; per buona ventura la musica copriva il rumor dei calci che davano nell’impennate.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Marco Chemello (WMIT)" />{{RigaIntestazione||— 140 —|}}</noinclude>riscontri d’aria. Nel caldo afoso del gas passavano dei soffi freddi che rendevano il teatro, al dir di Fontan, un vero nido da fiussioni di petto.
— Vorrei vedervi scollacciato, continuava Nana, che saliva in bizza.
— Zitto! mormorò Bordenave.
In scena Rosa cantava con tanta finezza una frase del suo
duetto, che gli applausi coprirono l’orchestra.
Nana si tacque, seria in viso.
Intanto il conte s’arrischiava in un andito, ma Barillot lo fermò dicendo che là c’era uno spazio scoperto. Egli vedeva lo scenario da rovescio ed in isghembo; vedeva impannate coperte sul di dietro da uno strato di vecchi avvisi, poi un angolo della scena, la caverna dell’Etna, scavata in una miniera d’argento, colla facina di Vulcano, in fondo. Le saette calate facevano rosseggiare la vernice appiccicata sulla tela a gran colpi di pennello.
Dei portanti a cristalli rossi ed azzurri, mercè un combinato incrociarsi di raggi formavano lo sfolgorare del braciere; mentre più indietro, delle striscie di luce correvano sul suolo per far risaltare una catena di roccie nerastre. E là, sovra un’erta a dolce pendio, frammezzo alle stille di luce, simili a lampioncini sparsi sull’erba in qualche sera di festa pubblica, la vecchia Druard, che faceva da Giunone, stava seduta aspettando il momento di entrare in iscena, abbagliata e sonnacchiosa.
Ma vi fu una diversione: Simona, che stava ascoltando una
storia di Clarissa, si lasciò sfuggire un:
— To! la Tricon!
Era infatti la Tricon coi suoi lunghi ricci ed il suo far di contessa che frequenta gli studi di avvocato. Quando vide Nana, mosse subito verso di lei.
— No, disse questa, dopo uno scambio rapido di parole. Per ora, no.
La vecchia signora rimase seria. Prullière le diè, passando, una stretta di mano.
Due piccole figuranti la guardavano con commozione. Lei,
per un momento parve incerta: poi chiamò Simona con un
cenno e lo scambio di parole rapide ricominciò:<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Epanto" />{{RigaIntestazione||— 141 —|}}</noinclude>{{Nop}}
— Sì, mormorò infine Simona; fra mezz’ora.
Ma, mentre la ragazza risaliva in camerino, la Bron, che andava in giro di nuovo con alcune lettere, gliene consegnò una. Bordenave, abbassando la voce, rimproverava fauriosamente alla custode d’aver lasciato passare la Tricon; una donna simile! E proprio quella sera! Era sdegnato per via di Sua Altezza. La Bron, che da trent’anni era custode del teatro, rispose con tono aspro. Sapeva assai, lei! la Tricon faceva affari con tutte le attrici; venti volte il signor direttore l’aveva incontrata senza dir nulla. E mentre Bordenave borbottava bestemmié, la Tricon, placida, esaminava fissamente il principe, da donna che pesa un uomo con uno sguardo.
Un sorriso le rischiarò la faccia giallastra. Poi se n’andò, a passo lento, fra le donnine di Bordenave, rispettosissime verso di lei.
— Subito, non è vero? disse, volgendosi a Simona.
Simona sembrava perplessa. La lettera era d’un giovane a cui aveva promesso per quella sera. Consegnò alla Bron un biglietto scarabocchiato in furia: «Impossibile stasera, diletto mio, sono impegnata.» Ma rimaneva inquieta, quel giovane forse l’aspetterebbe ad ogni modo. Siccome nel terzo atto lei non c’entrava, voleva andarsene subito. Allora, pregò Clarissa di andar a vedere. Clarissa non era di scena che alla fine dell’atto. Essa acconsentì a scendere, mentre Simona, per un momento ritornava al camerino che occupavano in comune.
Giù, nel bettolino di madama Bron, un figurante, incaricato della parte di Plutone, beveva solo, tutt’avvolto in ampia vestaglia rossa a fiamme d’oro. Il piccolo commercio della Bron doveva esser stato lucroso quella sera, poichè il sottoscala era tutt’umido per la risciacquatura dei bicchieri, riversata.
Clarissa rialzò la sua tunica d’Iride, che strascicava sugli scalini lordi. Ma si fermò prudentemente, allungando il capo alla risvolta della scala per gettar un’occhiata nello stambugio. Aveva avuto buon naso! quell’idiota di La Faloise, perdinci! era ancor lì, sulla stessa seggiola, fra la stufa e la tavola! Aveva fatto le viste d’andarsene, davanti a Simona,<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Epanto" />{{RigaIntestazione||— 142 —|}}</noinclude>poi era tornato. D’altronde, iu stambugio rigurgitava di signori attilati, inguantati, dall’aria sottomessa e paziente.
Tutti aspettavano, guardandosi l’un l’alro con serietà.
Sulla tavola non c’erano più che i piatti sucidi; la Bron aveva distribuiti gli ultimi mazzi di fiori; soltanto una rosa, caduta in terra, avvizziva accanto alla gatta nera, che s’era raggomitolata in forma di palla, mentre i gattini facevani delle corse pazze, dei galoppi furibondi, fra le gambe dei signori. Per un momento, Clarissa ebbe l’estro di cacclar via La Faloise. Quel cretino, per coltar la misura, mon poteva patire le bestie; stringeva i gomiti contro il corpo per non toccare la gatta.
— Sta in guardia, ei sta per coglierti! disse Plutone, un burlone, il quale risaliva, forbendosi la bocca col rovescio della mano.
Allora Clarissa rinunziò all’idea di fare una partaccia a La Falvise. Aveva veduto madima Bron consegnare la lettera al giovinotto di Simona; questi era andato a leggerla sotto il becco di gas del vestibolo. «Impossibile stassera, diletto mio! sono impegnata.» E pacificamente, avvezzo alla frase, senza dubbio era scomparso.
Ecco un uomo almeno che sapeva vivere! Non era come gli altri che si ostinavano a rimanere lì, sulle seggiole senza paglia della Bron, in quella gran lanterna vetrata ove si andava cuocendo, e che non sentiva di buono per nulla! Bisognava pur che avessero una gran smania per le donne! Clarissa risalì nauseata; attraversò la scena, e si inerpicò lesta per la scala dei camerini, fino al terzo piano, per dar la risposta a Simona.
Sul palcoscenico, il principe, scostandosi dagli altri, parlava a Nana; non l’aveva lasciata, la covava co’ suoi occhi Semichiusi.
Nana, senza ianiasi, sorridente, diceva di sì con un cennodel capo. Ma, all’improvviso, il conte, piantando Bordenave, il quale gli dava ragguagli sulle combinazioni di parecchi congegni, s’accostò per interrompere il colloquio. Aveva ubbidito ad un impulso di tutto il suo essere.
Nana alzò gli occhi, gli sorrise come a Sua Altezza. Però<noinclude></noinclude>
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==Indice==
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* ''Delle cinque considerazioni delle Istimate di sancto Francesco.''
* {{testo|i fioretti di Sancto Francesco/Capitolo LIV}}
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L'Antiteatro
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Alex brollo
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{{Conteggio pagine|[[Speciale:Statistiche]]}}<!-- Area dati: non modificare da qui: --><onlyinclude><div style="display:none"><section begin="Nome e cognome dell'autore"/>Sebastiano Arturo Luciani<section end="Nome e cognome dell'autore"/>
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| Nome e cognome dell'autore = Sebastiano Arturo Luciani
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| Anno di pubblicazione = 1928
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| Argomento = cinema
| URL della versione cartacea a fronte = Indice:L'Antiteatro. Il cinematografo come arte.pdf
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<pages index="L'Antiteatro. Il cinematografo come arte.pdf" from="1" to="1" />
==Indice==
* {{testo|/Introduzione}}
** {{testo|/I. Che cosa è il cinematografo}}
** {{testo|/II. Che cosa è il film}}
** {{testo|/III. Lo scenario}}
** {{testo|/IV. L'attore cinematografico}}
** {{testo|/V. La messa in scena}}
** {{testo|/VI. La realizzazione del film}}
** {{testo|/VII. La musica e la proiezione}}
** {{testo|/VIII. La produzione cinematografica}}
** {{testo|/IX. Il valore spirituale del cinema}}
* {{testo|/Appendice}}
** {{testo|/Appendice/«Il cappello a tre punte» - Scenario}}
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* Vedi la guida alla pagina Aiuto:Gadget_ErroriOrtografici
*
* Di seguito sono elencate le regole per individuare gli errori ortografici.
* Si possono suggerire nuove regole o proporre modifiche nella pagina di discussione.
* È possibile aggiungere le proprie regex personali creando una pagina Utente:nome_utente/customRegex.js
* Per provare le regex: https://regex101.com
* Formato: [ /regex/, "descrizione", [ "eccezione1", "eccezione2"] ] (le eccezioni non sono obbligatorie)
*/
window.erroriOrtograficiRegex = [
[ /cb[eièì\'’]/g, "OCR: cbe, cbi, cb' per che, chi, ch'", [ "Macbeth"] ],
[ /l\*[eè]/g, "OCR: asterisco in luogo dell'apostrofo" ],
[ /[a-zA-ZàèìòùÀÈÌÒÙ]{2,}[\.:;,^!\?][abcdefghijklmnopqrstuvwxyzA-ZàèìòùÀÈÌÒÙ]/g,"punteggiatura non seguita da spazio (tranne dev.mo e simili)", [ "www", "align:", "ill.mo", "ill.ma", "dev.mo", "sig.re", "sigg.re", "sig.ra", "sig.a", "duc.ssa", "eccell.mo", "aff.mo", "obbl.mo", "devot.mo", "preg.mo", "prof.ri", "gent.ma" ] ],
[ /[a-zàèìòùáéíóú]([abdefghjklmnopqrstuvwyz])\1{2,}/g, "stessa lettera ripetuta 3 volte (tranne numeri romani)" ],
[ /[a-zàèìòùáéíóúA-ZÀÈÌÒÙÁÉÍÓÚ]+[0-9]+[a-zàèìòùáéíóúA-ZÀÈÌÒÙÁÉÍÓÚ]+/g, "numeri in mezzo alle parole" ],
[ /\s([abdefghjklmnopqrstuvwyzàèìòù])\1{1,}[a-zàèìòùáéíóúA-ZÀÈÌÒÙÁÉÍÓÚ]+/gi, "stessa lettera ripetuta a inizio parola, tranne numeri romani i, x, c", [ "lloyd", "mms.", "www", "Aaron"] ],
[ /\s([abdefghjklmnopqrstuvwyzàèìòù])\1{1,}\s/g, "parola costituita solo dalla stessa lettera ripetuta 2 o più volte (tranne numeri romani i, x, c)" ],
[ /(?<![?!])(?![?!])(?!\.{1,})([.:;,!\?]){2,}/g, "più segni di punteggiatura consecutivi (tranne i puntini)", ",...", ";..." ],
[ /(?<!\.|!|\?)\.{2}(?!\.)/g, "2 punti fermi consecutivi (ma non 3), tranne dopo ! e ?" ],
[ /[DdFfNnSsUu][EeAa]['’][abcdefghijklmnopqrtuvwxyzàèìòùáéíóúA-ZÀÈÌÒÙÁÉÍÓÚ]/g, "de’, fe’, ne’, que’ non seguiti da spazio (tranne ’s)"],
[ /([hljmnqrswz])\1[bcdfghklmnpqrstvwxz]/g, "Doppia H, L, J, M, N, Q, R, S, W, Z seguita da consonante", [ "brrr", "grizzly", "tyrrhen", "Mommsen" ] ],
[ /([bdfkptv])\1[bcdfghkmnpqstvwxz]/g, "Doppia B, D, F, K, P, T, V seguita da consonante (tranne L o R", [ "Buddha", "Matthew", "http", "www" ] ],
[ /([cg])\1[bcdfgkmnpqstvwxz]/g, "Doppia C o G seguita da consonante (tranne H, L o R", [ "mdccx"] ],
[ /[a-zàèìòùáéíóú][A-ZÀÈÌÒÙÁÉÍÓÚ]/g, "minuscola seguita da maiuscola", [ "arLe", "irLe", "orLe", "erLa" ] ],
[ /[àìòùáíóú][a-z]*[àìòùáíóú]/g, "due accenti nella stessa parola (tranne è é, presenti in parole francesi)" ],
[ /\s[a-zàèìòùáéíóú]*gh[aou]/g, "gha, gho, ghu", [ "brougham", "afghan"] ],
[ /\s([aeouàèìòù])\1{1,}\s/g, "parola costituita interamente dalla stessa vocale ripetuta 2 o più volte" ],
[ /\s[bcdfghjklmnpqrstvwz]{2,}[\s:;,!\?]/g, "parola costituita interamente da 2 o più consonanti", [ "km", "cm", "http" ] ],
[ /po['’][a-zA-ZàèìòùÀÈÌÒÙ]+/g, "po' senza spazio dopo" ],
[ /l['’][bcdfgklmnpqrstvwxz]/g, "l' seguito da consonante" ],
[ /([bcdfgjklmnpqrstvwxz]){5,}/g, "5 o più consonanti consecutive", [ "mdc", "mcmx", "xxx", "clxx", "mccx", "postscriptum", "Innsbruck", "Innspruck", "Armstrong" ] ],
[ /[a-zA-ZàèìòùÀÈÌÒÙ]\s[\.:;,!\?]/g, "punteggiatura preceduta da spazio", [ ". . ."] ],
[ /\sdell[oaei][\.:;,!\?]/g, "dello, della e simili seguite da punteggiatura"],
[ /([aeiouàèìòù]){5,}/g, "5 o più vocali consecutive", [ "cuoiaio", "merciaiuol", "acquaiuol" ] ],
[ /\bim[oa]?[\s\.:;,!\?]\b/g, "OCR: im, imo, ima per un, uno, una" ],
[ /\s[aeiouàèìòù]{2,}[\s:;,!\?]/g, "parola costituita interamente da 2 o più vocali", [ "ii", "iii", "io","ai","ei","ài", "aia", "aie", "au", "ou", "où", "eau", "ea", "eo", "eu" ] ],
[ /([\.!\?]\s+|\s[a-zàèìòù]+\s+)II [a-zàèìòù]/g, "II per Il", [ "l II", "vol. II" ] ],
[ /[a-zàèìòùáéíóú]{4,}\. [a-zàèìòùáéíóú]/g, "Punto fermo seguito da minuscola (tranne abbreviazioni brevi)", [ "ecc.", "sig.", "prof.", "seg.", "segg.", "ediz.", "autogr.", "cent.", "lat.", "long.", "pag.", "pagg.", "trad.", "traduz.", "illustriss." ] ],
[ /[a-zàèìòùáéíóúA-ZÀÈÌÒÙ]\*[\s'’]/g, "Asterischi attaccati al testo"],
[ /\b[Pp]erche\b/g, "perchè senza accento" ],
[ /\b[Pp]oiche\b/g, "poichè senza accento" ],
[ /[Pp]iu\b/g, "più senza accento" ],
[ /\s[Cc]osi\b/g, "così senza accento" ],
[ /\s[SsLl]i[\.!\?;,:]/g, "sì, lì senza accento" ],
[ /[Qq]uesl/g, "OCR: queslo, quesla per questo, questa" ],
[ /(ì|\D1)['’]/g, "OCR per l'" ],
[ /\s[Dd][ae]li[oa]\s/g, "OCR: delia, delio per della, dello e simili" ],
[ /\s[Dd]eir\b/g, "OCR: deir per dell'" ],
[ /\s[Dd]ell\s/g, "OCR: dell senza apostrofo" ],
[ /\s[Aa]ir\b/g, "OCR: air per all'" ],
[ /\s[Nn]eir\b/g, "OCR: neir per nell'" ],
[ /\s[Cc]oir\b/g, "OCR: coir per coll'" ],
[ /\s[Pp]iti\b/g, "OCR: piti per più", [ "pitié" ] ],
[ /\s[iu]h\s/g, "OCR: ih, uh per in, un" ],
[ /eh['’]/g, "OCR: eh' per ch'" ],
[ /ch[cn]/g, "OCR: chc, chn per che" ],
[ /\sohe[\s\.:;,!\?]/g, "OCR: ohe per che" ],
[ /\bV?ili\b/g, "OCR: Vili per VIII, ili per III", [ "Vili!"] ],
[ /\sgii\s/g, "OCR: gii per gli" ],
[ /\sglì?\s/g, "glì, gl per gli" ],
[ /\s[Ee] stat[oa]\b/g, "è stato senza accento" ],
[ /\s[Cc]h?['’]e[\s\.:;,!\?]/g, "c'è, ch'è senza accento" ],
[ /\s[VvNnSs]['’]e[\s\.:;,!\?]/g, "v'è, s'è, n'è senza accento" ],
[ /\s[Dd]?[Oo]v['’]e[\s\.:;,!\?]/g, "dov'è senza accento" ],
[ /\s[Cc]o[ms]['’]e[\s\.:;,!\?]/g, "com'è, cos'è senza accento" ],
[ /\s[Qq]ual[\s'’]e[\s\.:;,!\?]/g, "qual è, qual'è senza accento" ],
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[ /\s[Éé][\s\.:;,!\?]/g, "è (voce verbale) con accento acuto" ],
[ /[ai]l del[\s\.:;,!\?]/g, "OCR: al del, il del invece di: al ciel, il ciel" ],
[ /o del[\.:;,!\?]/g, "OCR: o del invece di: o ciel" ],
[ /[Ii'’]ntomo/g, "OCR: intomo per intorno", [ "sintomo"] ],
[ /[gq]uau/g, "Quaudo per quando e simili" ],
[ /[_•¬flfię~^]/g, "Simboli insoliti" ],
[ /\{\{|\}\}|\[\[|\]\]/g, "Parentesi quadre o grafe di Mediawiki non chiuse bene"],
[ /\S-\s/g, "Trattini di sillabazione seguiti da spazio" ],
[ /\s-\s/g, "Trattino corto tra spazi al posto di lineetta lunga" ],
[ /\s—[A-ZÀÈÌÒÙ]/g, "Trattino di discorso diretto non seguito da spazio"],
[ /[—-]\s*[—-]/g, "Due o più trattini attaccati"],
[ /\s-[A-Za-z]/g, "Trattino corto all'inizio di una parola"],
[ /I['’][aeiouàèìòù]/g, "I’ per l’"],
[ /[\s’][Ii]ntomo/g, "Intomo per intorno"],
[ /‘‘|’’/g, "Due virgolette singole invece delle virgolette doppie"],
[ /[«»<>]{2}/g, "Virgolette multiple"]
];
24olg4vlrhcs9xox3fharng1rar6qm5
Pagina:Ermes Co. Di Colloredo -Poesie Scelte Edite ed Inedite Vol I-1828.pdf/289
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2026-03-28T14:34:37Z
BuzzerLone
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proofread-page
text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="BuzzerLone" /></noinclude>{{Ct|t=8|v=2.5|f=250%|'''POESIE SCELTE'''}}
{{Ct|f=110%|v=1.5|'''IN DIALETTO FRIULANO'''}}
{{Ct|f=60%|v=1.5|'''DI'''}}
{{Ct|f=150%|v=8|'''ERMES CO. DI COLLOREDO'''}}<noinclude><references/></noinclude>
j5qvw8fdqobrvw730v0tc3yrtqyogjf
MediaWiki:Gadget-findReplace-page.js
8
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2026-03-29T10:49:18Z
Candalua
1675
Usa index invece di number per salvare la section
3653835
javascript
text/javascript
// main gadget code: [[MediaWiki:Gadget-findReplace.js]]
window.findReplaceApi = new mw.Api( { userAgent: 'findReplace/1.0' } );
window.findReplaceUtils = {
basePage: (/.+:(.+)\//).exec(mw.config.get('wgPageName'))[1],
pageNum: parseInt((/\/(\d+)$/).exec(mw.config.get('wgPageName'))[1]),
talkPage: 'Discussioni_indice:' + (/.+:(.+)\//).exec(mw.config.get('wgPageName'))[1],
shortcutEnabled: false,
suggerimenti: [
[ 'Riunisci righe (regex)', '([^-])\\r?\\n([a-zèìòàù\\(])', 'g', '$1 $2' ],
[ 'Riunisci parole spezzate (regex)', '-\\r?\\n([a-zèìòàù])', 'g', '$1' ],
[ 'Trattini lunghi', '- ', 'g', '— ' ],
[ 'E con accento grave', 'é', 'g', 'è' ],
[ 'Rimuovi prima riga', '^.*?\\n', 'g', '' ],
[ 'Togli Digitized by', 'Digitized by\\s?[a-zA-Z]+', 'g', '' ]
],
loadMemoRegex: function() {
// cerco di caricare le regex dal localstorage, in modo che siano subito disponibili
var local = localStorage['memoregex_' + this.basePage];
if (local) {
try {
this.addAllRegex(local);
} catch (e) {
console.log("Le MemoRegex salvate nel localStorage non sembrano un JSON corretto: " + local);
console.log("L'errore è il seguente:", e);
}
}
this.resizeMemoRegexList();
// ma in ogni caso le vado comunque a rileggere dalla pagina di discussione, nel caso che fossero state sovrascritte a mano
this.loadMemoRegexFromTalk();
},
loadMemoRegexFromTalk: function() {
window.findReplaceApi.get({
action: 'parse',
format: 'json',
page: window.findReplaceUtils.talkPage,
prop: 'tocdata'
}).always(function (data) {
var found = false;
if (data.parse && data.parse.tocdata && data.parse.tocdata.sections) {
const section = data.parse.tocdata.sections.find(s => s.line === 'memoRegex');
if (section) {
found = true;
window.findReplaceApi.get({
action: 'query',
prop: 'revisions',
titles: window.findReplaceUtils.talkPage,
rvsection: section.index,
rvprop: 'content',
rvslots: 'main',
format: 'json',
}).done(function (data) {
$.each(data.query.pages, function(k, v) {
var json = (v.revisions['0'].slots.main['*']).replace(/^==.*?==/, '').replace(/^\s*<nowiki>/, '').replace(/<\/nowiki>\s*$/, '');
try {
window.findReplaceUtils.addAllRegex(json);
localStorage['memoregex_' + window.findReplaceUtils.basePage] = json;
} catch (e) {
console.log("Errore in loadMemoRegexFromTalk: ", e);
$('#findReplaceMemoRegex tbody').append('<tr id="findReplaceMemoRegexEmpty"><td colspan="5" style="color: red">' +
'Errore nel caricamento delle MemoRegex (JSON non valido).<br>Verificare la pagina ' + window.findReplaceUtils.talkPage + '.<br>Se si prosegue, eventuali MemoRegex già presenti potrebbero venire sovrascritte!</td></tr>');
}
});
});
}
}
if (!found) {
$('#findReplaceMemoRegex tbody').empty().append('<tr id="findReplaceMemoRegexEmpty"><td colspan="6">Non sono presenti memoRegex salvate.</td></tr>');
window.findReplaceUtils.resizeMemoRegexList();
}
});
},
autoRI: function(step) {
step = step || 2;
if (this.pageNum > step && $('#wpHeaderTextbox').val() == '') {
window.findReplaceApi.get({
action: 'parse',
format: 'json',
prop: 'wikitext',
page: 'Page:' + this.basePage + '/' + (this.pageNum - step)
}).always(function (data) {
if (data.parse && data.parse.wikitext) {
var wikitext = data.parse.wikitext["*"];
var ri = wikitext.substring(wikitext.indexOf('/>') + 2, wikitext.indexOf('</noinclude>'));
var pdp = wikitext.substring(wikitext.lastIndexOf('<noinclude>') + 11, wikitext.lastIndexOf('</noinclude>'));
if (ri == '' && pdp.replace(/<references\/>\s*/, '') == '' && step == 2) {
window.findReplaceUtils.autoRI(4);
} else {
var match = ri.match(/(\d+)/);
if (match) {
var num = match[1];
ri = ri.replace(/(\d+)/, parseInt(num) + step);
} else if ($('#wpFooterTextbox').val().replace(/<references\/>\s*/, '') == '') {
var matchPdp = pdp.match(/(\d+)/);
if (matchPdp) {
var n = matchPdp[1];
pdp = pdp.replace(/(\d+)/, parseInt(n) + step);
}
$('#wpFooterTextbox').val(pdp);
}
$('#wpHeaderTextbox').val(ri);
}
}
});
}
},
addAllRegex: function(json) {
var memoObj = JSON.parse(json);
$('#findReplaceMemoRegexList tbody').empty();
for (var regex in memoObj) {
var comment = memoObj[regex][0].trim();
var replacement = memoObj[regex][1];
var flags = memoObj[regex][2];
this.addRegex(regex, replacement, flags, comment);
}
$('#findReplaceMemoRegexContainer').scrollTop(0);
},
resizeMemoRegexList: function() {
var listHeight = $('#findReplaceMemoRegexList').height();
$('#findReplaceMemoRegexContainer').height(listHeight < 132 ? listHeight : 132);
},
addRegex: function(regex, replacement, flags, comment) {
$('#findReplaceMemoRegexEmpty').remove();
replacement = replacement.replace(/\\/g,'\\\\').replace(/\n/g,'\\n').replace(/\t/g,'\\t').replace(/\v/g,'\\v').replace(/'/g,"\\'").replace(/"/g,'\\"');
$('#findReplaceMemoRegexList tbody').append('<tr>' +
'<td><input type="text" name="regex"/></td>' +
'<td><input type="text" name="replacement"/></td>' +
'<td><input type="text" name="flags" value="' + flags + '"/></td>' +
'<td><input type="text" name="comment" value="' + comment + '"/></td>' +
'<td><button class="findReplaceMemoRegexApply" title="Esegui solamente questa sostituzione">Esegui</button></td>' +
'<td><button class="findReplaceMemoRegexDelete" title="Rimuovi questa MemoRegex dalla lista">X</button></td></tr>');
var row = $('#findReplaceMemoRegexList tbody tr:last');
row.find('[name="regex"]').val(regex);
row.find('[name="replacement"]').val(replacement);
this.resizeMemoRegexList();
$('#findReplaceMemoRegexContainer').scrollTop($('#findReplaceMemoRegexContainer').prop('scrollHeight'));
row.find('.findReplaceMemoRegexApply').click(function() {
window.findReplaceUtils.applyRegex($(this).parents('tr'));
});
row.find('.findReplaceMemoRegexDelete').click(function() {
$(this).parents('tr').remove();
window.findReplaceUtils.resizeMemoRegexList();
$('#findReplaceMemoRegexWarn').show();
});
row.find('input').change(function() {
$('#findReplaceMemoRegexWarn').show();
});
this.rightClickMenu(row.find('[name=regex], [name=replacement]'));
},
applyAllRegex: function() {
$('#findReplaceMessage').empty();
if ($('#doApostrofi').is(':checked')) {
window.findReplaceUtils.apostrofiTipografici();
}
if ($('#doCleanup').is(':checked')) {
window.findReplaceUtils.cleanup();
}
if ($('#autoRI').is(':checked')) {
window.findReplaceUtils.autoRI();
}
$('#findReplaceMemoRegexList tbody tr').each(function() {
window.findReplaceUtils.applyRegex($(this));
});
},
applyRegex: function(row) {
var regex = row.find('[name=regex]').val();
var replacement = row.find('[name=replacement]').val().replace(/\\n/g, '\n').replace(/\\t/g, '\t');
var flags = row.find('[name=flags]').val();
var newText = $('#wpTextbox1').textSelection('getContents').replace(RegExp(regex, flags), replacement);
$('#wpTextbox1').textSelection('setContents', newText);
},
applyAllRegexFromShortcut: function() {
var doApostrofi = localStorage['memoregex-doApostrofi_' + window.findReplaceUtils.basePage];
if (doApostrofi != 'false') {
window.findReplaceUtils.apostrofiTipografici();
}
var doCleanup = localStorage['memoregex-doCleanup' + window.findReplaceUtils.basePage];
if (doCleanup != 'false') {
window.findReplaceUtils.cleanup();
}
var autoRI = localStorage['memoregex-autoRI' + window.findReplaceUtils.basePage];
if (autoRI != 'false') {
window.findReplaceUtils.autoRI();
}
var json = localStorage['memoregex_' + window.findReplaceUtils.basePage];
if (json) {
var newText = $('#wpTextbox1').textSelection('getContents');
var memoObj = JSON.parse(json);
for (var regex in memoObj) {
var replacement = memoObj[regex][1];
var flags = memoObj[regex][2];
newText = newText.replace(RegExp(regex, flags), replacement);
}
$('#wpTextbox1').textSelection('setContents', newText);
}
// in ogni caso vado comunque a rileggere dalla pagina di discussione, per aggiornare il localstorage per la prossima volta
window.findReplaceUtils.loadMemoRegexFromTalk();
},
getRegexFromBoxAsJson: function() {
obj = {};
$('#findReplaceMemoRegexList tbody tr').each(function() {
var regex = $(this).find('[name=regex]').val();
if (regex != '') {
var comment = $(this).find('[name=comment]').val();
var replacement = $(this).find('[name=replacement]').val().replace(/\\n/g, '\n').replace(/\\t/g, '\t');
var flags = $(this).find('[name=flags]').val();
obj[regex] = new Array(comment, replacement, flags);
}
});
return JSON.stringify(obj).replace(/\],/g, '],\r\n');
},
saveAllRegex: function() {
$('#findReplaceMessage').empty();
var json = window.findReplaceUtils.getRegexFromBoxAsJson();
var wikitext = '<nowiki>' + json + '</nowiki>';
localStorage['memoregex_' + window.findReplaceUtils.basePage] = json;
console.log(wikitext);
// recupero il numero della section da modificare
window.findReplaceApi.get({
action: 'parse',
format: 'json',
page: window.findReplaceUtils.talkPage,
prop: 'tocdata'
}).always(function (data) {
var memoRegexSection = 'new';
if (data.parse && data.parse.tocdata && data.parse.tocdata.sections) {
var section = data.parse.tocdata.sections.find(s => s.line === 'memoRegex');
if (section) {
memoRegexSection = section.index;
wikitext = '== memoRegex ==\r\n' + wikitext;
}
}
window.findReplaceApi.postWithToken('edit', {
action: 'edit',
title: window.findReplaceUtils.talkPage,
section: memoRegexSection,
sectiontitle: memoRegexSection == 'new' ? 'memoRegex' : null,
summary: 'Gadget [[Aiuto:Gadget Trova e Sostituisci|Trova e Sostituisci]]: salvataggio MemoRegex',
text: wikitext,
}).done(function(data) {
if (data && data.edit && data.edit.result == 'Success') {
console.log("MemoRegex salvate nella pagina " + window.findReplaceUtils.talkPage);
$('#findReplaceMessage').text('Le MemoRegex sono state salvate in ' + window.findReplaceUtils.talkPage);
$('#findReplaceMemoRegexWarn').hide();
} else {
$('#findReplaceMessage').text('Errore nel salvataggio delle MemoRegex');
}
});
});
},
openSuggestions: function() {
$('#suggestionsBox').remove();
$('body').append(
'<div id="suggestionsBox" class="box">' +
'<div class="box-title">Suggerimenti MemoRegex<span class="icon-close suggestionsBoxClose"></span></div>' +
'<div class="box-main"> Di seguito si propongono alcune delle sostituzioni più comuni. Premi Aggiungi per inserirle tra le MemoRegex di questo libro.' +
'<table id="suggestionsTable"><tr><th></th><th>Cerca</th><th>Sostituisci</th><th>Opz.</th></tr></table></div>');
$('.suggestionsBoxClose').click(function(e) {
$('#suggestionsBox').remove();
});
$('#suggestionsBox').draggable({
create: function( event, ui ) {
$(this).css({
right: '710px',
top: '300px'
});
}
});
$('#suggestionsBox').draggable('option', 'cancel', '.box-main');
for (var sugg of window.findReplaceUtils.suggerimenti) {
$('#suggestionsTable').append('<tr>'
+ '<td>' + sugg[0] + '</td>'
+ '<td><input type="text" readonly value="' + sugg[1] + '"/></td>'
+ '<td><input type="text" readonly value="' + sugg[3] + '"/></td>'
+ '<td><input type="text" readonly value="' + sugg[2] + '"/></td>'
+ '<td><input type="button" class="btn blue" value="Aggiungi" title="Aggiungi questa sostituzione alla lista delle MemoRegex"></td>'
+ '</tr>');
}
$('#suggestionsTable .btn').click(function() {
var fields = $(this).parents('tr').find('input');
window.findReplaceUtils.addRegex(fields.eq(0).val(), fields.eq(1).val(), fields.eq(2).val(), $(this).parents('tr').find('td:first').text());
$('#findReplaceMemoRegexWarn').show();
});
},
addMemoRegexSectionToBox: function() {
$('#findReplaceMultiline').parent().after('<div><input type="checkbox" id="findReplaceRemember"/><label for="findReplaceRemember">Ricorda questa sostituzione (<a target="_blank" href="/wiki/Aiuto:MemoRegex">MemoRegex</a>) con il "Sostituisci tutti"</label></div>');
$('#findReplaceBox .box-main').append('<hr><div id="findReplaceMemoRegex"><h5>Sostituzioni salvate per questo libro (MemoRegex)</h5>' +
'<div id="findReplaceMemoRegexContainer"><table id="findReplaceMemoRegexList"><thead><th>Cerca</th><th>Sostituisci</th><th>Opzioni</th><th>Commento</th><th></th><th></th></thead><tbody></tbody></table></div>' +
'<div id="findReplaceMemoRegexStatus"><div id="findReplaceMemoRegexWarn" style="display: none">Modifiche non salvate</div></div>' +
'<div><input type="checkbox" id="doApostrofi"/><label for="doApostrofi">Correggi apostrofi da semplici a tipografici</label> <a href="#" id="doApostrofiLink">(esegui)</a></div>' +
'<div><input type="checkbox" id="doCleanup"/><label for="doCleanup">Correggi errori comuni post-OCR</label> <a href="#" id="doCleanupLink">(esegui)</a></div>' +
'<div><input type="checkbox" id="autoRI"/><label for="autoRI">Compila automaticamente Intestazione/Pié di pagina</label> <a href="#" id="autoRILink">(esegui)</a></div>' +
'<div id="findReplaceMemoRegexButtons"><a href="#" id="suggestMemoRegex">Suggerimenti...</a>' +
'<input id="findReplaceMemoRegexApplyAll" type="button" class="btn blue" value="Esegui tutte" title="Esegui tutte le sostituzioni" /> ' +
'<input id="findReplaceMemoRegexSave" type="button" class="btn blue" value="Salva tutte" title="Salva le MemoRegex nella pagina di discussione indice"/>' +
'<a href="/wiki/Aiuto:Gadget_Trova_e_Sostituisci" target="_newpage" style="float: right">Guida</a></div></div>');
if (this.shortcutEnabled) {
$('#findReplaceMemoRegexApplyAll').val('Esegui tutte (ALT+7)');
}
this.initCheckbox('doApostrofi');
this.initCheckbox('doCleanup');
this.initCheckbox('autoRI');
$('#doApostrofiLink').click(function(e) {
e.preventDefault();
window.findReplaceUtils.apostrofiTipografici();
});
$('#doCleanupLink').click(function(e) {
e.preventDefault();
window.findReplaceUtils.cleanup();
});
$('#autoRILink').click(function(e) {
e.preventDefault();
window.findReplaceUtils.autoRI();
});
$('#findReplaceMemoRegexApplyAll').click(this.applyAllRegex);
$('#findReplaceMemoRegexSave').click(this.saveAllRegex);
$('#suggestMemoRegex').click(function(e) {
e.preventDefault();
window.findReplaceUtils.openSuggestions();
});
this.loadMemoRegex();
},
initCheckbox: function(name) {
var enabled = localStorage['memoregex-' + name + '_' + this.basePage];
if (enabled != 'false') $('#' + name).prop('checked', true);
$('#' + name).click(function() {
localStorage['memoregex-' + $(this).attr('id') + '_' + window.findReplaceUtils.basePage] = $(this).is(':checked');
});
},
apostrofiTipografici: function() {
var text = $('#wpTextbox1').textSelection('getContents');
var protectRegex = /(<\/?\w+[^>]*>|{{[^{}]+}}|\\[[^\\]]+]|\/[[^\]]+]|\'{2,5}|=+.+=+)/g;
var parts = [];
var lastIndex = 0;
text.replace(protectRegex, function(match, syntaxMatch, index) {
var freeText = text.substring(lastIndex, index);
parts.push(freeText.replace(/'/g, '’'));
parts.push(syntaxMatch);
lastIndex = index + match.length;
return match;
});
var remainingText = text.substring(lastIndex);
parts.push(remainingText.replace(/'/g, '’'));
$('#wpTextbox1').textSelection('setContents', parts.join(''));
},
cleanup: function() {
var newText = $('#wpTextbox1').textSelection('getContents')
.replace(//g, '') // elimina il soft hyphen
.replace(/―/g, '—') // sostituisce i caratteri ― (unicode & #8213;) (tossico) con — (unicode & #8212;)
.replace(/--/g, '—') // sostituisce i caratteri -- con —
.replace(/<!—/g, '<!--') // recupero dei codici commento html
.replace(/—>/g, '-->')
.replace(/ +\n/g, '\n') // remove trailing whitespace at the end of each line
.replace(/\s+$/g, '') // remove trailing whitespace at the end of input
.replace(/([^|])[-¬] *\n([^ \n]*)[ ]*[\n]?/g,"$1$2\n") // dehyphen
.replace(/ ([;:\?!,”„»])/g, '$1') // remove unwanted spaces around punctuation marks
.replace(/\^V/g, 'W')
.replace(/\AV[a-z]/g, 'W')
.replace(/\\\\/g, 'W')
.replace(/[\ufffd]/g, '')
.replace(/([a-z])U/g, '$1ll') // "U" -> "ll" when preceded by a lowercase letter.
.replace(/([bcdfghlmnprstvzBCDFGHLMNPRSTV]’)([^\s])/g, "$1 $2") //aggiungo uno spazio dopo gli apostrofi tipografici
.replace(/([^\d]+)1’/g, '$1l’')
.replace(/ clie /g, ' che ')
.replace(/([«“]) /g, '$1')
.replace(/([bcdfghlmnprstvz])’ ([^bcdfglmnprstvz])/gi, '$1’$2')
.replace(/ r /g, ' l’')
.replace(/ ’1 /g, ' ’l ')
.replace(/eh’/g, 'ch’')
.replace(/eh’ /g, 'ch’')
.replace(/ alia /g, ' alla ')
.replace(/ delia /g, ' della ')
.replace(/ ([dn])eir /g, ' $1ell’')
.replace(/fi/g, 'fi')
.replace(/`/g, '’');
$('#wpTextbox1').textSelection('setContents', newText);
},
rightClickMenu: function(field) {
field.on('contextmenu', function(e) {
e.preventDefault();
$('body').append('<div id="findReplaceMenu" class="box box-menu">'
+ '<a id="findReplaceClone" href="#">♻ Riutilizza</a>'
+ '<a id="findReplaceMoveUp" href="#">↑ Sposta su</a>'
+ '<a id="findReplaceMoveDown" href="#">↓ Sposta giù</a>'
+ '</div>');
$('#findReplaceClone').data('row', $(this).parents('tr').index());
$('#findReplaceMenu a').click(function(e) {
e.preventDefault();
var row = $('#findReplaceMemoRegexList tbody tr:eq(' + $('#findReplaceClone').data('row') + ')');
if ($(this).is('#findReplaceClone')) {
$('#findReplaceFind').val(row.find('[name=regex]').val()).focus().select();
$('#findReplaceReplacement').val(row.find('[name=replacement]').val());
} else if ($(this).is('#findReplaceMoveUp')) {
row.insertBefore(row.prev());
} else {
row.insertAfter(row.next());
}
});
$('#findReplaceMenu').css({
top: e.clientY + 'px',
left: e.clientX + 'px'
});
});
$(document).on('click', function() {
$('#findReplaceMenu').remove();
});
$('#findReplaceMenu').on('click', function(e) {
e.stopPropagation();
});
}
};
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Pagina:Ermes Co. Di Colloredo -Poesie Scelte Edite ed Inedite Vol I-1828.pdf/33
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2026-03-28T17:28:22Z
BuzzerLone
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="BuzzerLone" /></noinclude>
{{Ct|t=8|'' ''}}
<poem>
''Favete linguis: carmina non prius''
''Audita, Musarum sacerdos,''
''Virginibus, puerisque canto.''
{{spazi|45}}Hor. Ode I. lib. III.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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2026-03-28T17:29:24Z
BuzzerLone
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proofread-page
text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="BuzzerLone" /></noinclude>
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''Favete linguis: carmina non prius''
''Audita, Musarum sacerdos,''
''Virginibus, puerisque canto.''
Hor. Ode I. lib. III.
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BuzzerLone
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proofread-page
text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="BuzzerLone" /></noinclude>
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<poem>
''Favete linguis: carmina non prius''
''Audita, Musarum sacerdos,''
''Virginibus, puerisque canto.''
Hor. Ode I. lib. III.
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BuzzerLone
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="BuzzerLone" /></noinclude>
{{Ct|t=16|'' ''}}
<poem>
''Favete linguis: carmina non prius''
''Audita, Musarum sacerdos,''
''Virginibus, puerisque canto.''
{{AutoreCitato|Quinto Orazio Flacco|Hor.}} Ode I. lib. III.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Wikisource:Rilettura del mese/Archivio/2026
4
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2026-03-29T08:40:29Z
Dr Zimbu
1553
3653782
wikitext
text/x-wiki
{{Intestazione indice progetto
|Titolo pagina = Archivio delle riletture del mese completate
|Nome categoria = Progetto trascrizioni
|Nome progetto = Trascrizioni
|Titolo livello 1 = Rilettura del mese
|Link livello 1 = Wikisource:Rilettura del mese
|Titolo livello 2 =Archivio
|Link livello 2 =Wikisource:Rilettura del mese/Archivio
|Archivio = {{Archivio|Anno|2020}}
}}
{{Cassetto
| Default = Aperto
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| Testo =
* {{testo|Fantasia (Serao)}} '''1° febbraio-28 marzo'''
* {{testo|La Costa d'Avorio}} '''29 marzo-'''
}}
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Il consigliere segreto
0
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Utoutouto
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wikitext
text/x-wiki
{{Conteggio pagine|[[Speciale:Statistiche]]}}<!-- Area dati: non modificare da qui: --><onlyinclude><div style="display:none"><section begin="Lingua originale del testo"/>russo<section end="Lingua originale del testo"/>
<section begin="Nome e cognome dell'autore"/>Anton Čechov<section end="Nome e cognome dell'autore"/>
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| Nome e cognome dell'autore = Anton Čechov
| Nome e cognome del curatore =
| Titolo =Il consigliere segreto
| Anno di pubblicazione = 1886
| Lingua originale del testo =russo
| Nome e cognome del traduttore = Enrichetta Carafa Capecelatro
| Anno di traduzione =1936
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| URL della versione cartacea a fronte = Indice:Cekhov - Novelle, Torino, UTET, 1957.djvu
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La mattina del 10 maggio, quando mi svegliai, la bambinaia mi annunziò sottovoce che «lo zio era arrivato». Io mi vestii subito, mi lavai alla meglio, e senza dir le preghiere scappai di camera.
Nell’entrata, m’incontrai con un signore alto, pieno, con le basette alla moda e con un’elegante pelliccia. Pallido come un morto, preso da un sacro terrore, io mi avvicinai a lui e, ricordandomi del cerimoniale insegnatomi da mia madre, battei i tacchi, m’inchinai profondamente e accennai a baciargli la mano, ma egli non se la lasciò baciare e mi spiegò che non era lo zio, ma soltanto il cameriere dello zio, Petr. La vista di questo Petr, vestito molto più riccamente di me e di Pobiedimsky, mi pose nel più grande sbigottimento, che non mi ha lasciato, se debbo dire il vero, neppur oggi: come mai individui dall’aspetto così rispettabile, con visi così intelligenti e severi, possono essere dei domestici?
Petr mi disse che lo zio era in giardino con mia madre. Io corsi in giardino.
La natura, non conoscendo la storia della famiglia Gundassov e il grado dello zio, si sentiva molto più libera e disinvolta che non fossi io. C’era un’esuberanza di vita da non si dire. Innumerevoli stornelli si spandevano nell’aria e saltellavano sui viali, rincorrendo con gridi e sbatter d’ali gli scarabei maggiolini. Nei cespugli di lillà, che mandavano nell’aria i loro profumi, si agitava uno sciame di passerotti. Dovunque ci si voltasse si udivano canti e pigolii di uccelli. In altro tempo mi sarei divertito a correr dietro alle libellule o a gettar sassi a un corvo che stava su di un monticello, sotto un pioppo, e girava di qua e di là il suo becco aguzzo, ma ora non era il momento di fare il chiasso. Il cuore mi batteva e sentivo un freddo nello stomaco; mi preparavo a vedere un uomo con le spalline, con la sciabola snudata e con occhi terribili.<noinclude><references />
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Ma rappresentatevi la mia delusione! Insieme con la mamma passeggiava in giardino uno zerbinotto, in un costume di stoffa in seta bianca e con un berretto bianco. Con le mani in tasca, la testa rigettata indietro, camminando innanzi alla mamma, pareva addirittura un giovanotto. In tutta la sua persona c’era tanto movimento, tanta vita che soltanto avvicinandomi a lui, di dietro, potei scorgere qualcosa che tradiva l’età: sotto l’orlo del berretto si vedevano inargentarsi i capelli tagliati corti. Invece della solennità, dell’andatura rigida di un generale, vedevo un’agilità quasi fanciullesca; invece del bavero risalente fino agli orecchi, vedevo una semplice cravatta turchina. La mamma e lo zio passeggiavano per il giardino e chiacchieravano. Io li seguivo in silenzio, aspettando che uno dei due mi scorgesse.
— Che incanto qui da te, Claudia! — disse lo zio. — Come tutto è bello e grazioso! Se io avessi saputo prima che si stava così bene qui da te, non sarei andato all’estero tutti questi anni.
Lo zio si chinò sveltamente a odorare un tulipano. Qualunque cosa gli cadesse sotto gli occhi, risvegliava il suo entusiasmo e la sua curiosità, come se dacchè era nato non avesse mai visto un giardino e una giornata di sole. Questo strano uomo si moveva come se avesse delle molle sotto i piedi e discorreva senza posa, non lasciando dire alla mamma una sola parola. A un tratto, allo svolto del viale, dietro ai sambuchi, apparve Pobiedimsky. L’apparizione di lui fu così inaspettata, che lo zio trasalì e fece un passo indietro. Quella volta il mio precettore aveva il suo mantello di parata, con le maniche ad ala, e col quale, specialmente di dietro, somigliava a un mulino a vento. Aveva l’aspetto solenne e maestoso. Stringendosi il cappello sul petto alla spagnuola, fece un passo verso lo zio e s’inchinò come<noinclude>{{PieDiPagina||119|}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|''CEKHOV''||}}</noinclude>s’inchinano i marchesi nei melodrammi, sporgendosi avanti, un poco di fianco.
— Ho l’onore di presentare alla Vostra alta Eccellenza — disse egli ad alta voce — il pedagogo e professore di vostro nipote, già allievo della scuola di veterinaria, il nobile Pobiedimsky!
Questo complimento del precettore piacque molto a mia madre. Ella sorrise e si sdilinquì nella dolce attesa che egli dicesse ancora qualcosa d’intellettuale, ma il mio precettore invece, aspettandosi che alla sua solenne orazione si rispondesse anche solennemente, cioè con un «ehm, ehm!» da generale, stendendogli due dita, si confuse e s’intimidì fortemente quando lo zio, con un cortese sorriso, gli strinse vigorosamente la mano. Mormorò ancora qualcosa che non aveva senso, tossicchiò e si fece da parte.
— Non è divertente, eh? — disse lo zio, sorridendo. — Guarda: s’è messo il mantello con le ali e crede d’essere un grand’uomo! Mi piace, per Dio!... Ma in quello sciocco mantello, quanta baldanza giovanile, quanta vita! E questo è il ragazzo? — chiese egli, voltandosi a un tratto verso di me.
— È il mio Andriuscenka — disse mia madre, come raccomandandomi allo zio, e arrossendo. — È la mia consolazione...
Io, stropicciando i piedi sulla ghiaia, feci un profondo inchino.
— Bravo ragazzo!... Bravo ragazzo!.... — borbottò lo zio, ritirando la mano che io gli baciavo e guardandomi. — Ti chiami Andriuscia?... Già, già... Sia ringraziato Dio!... E studii?
Mia madre, esagerando e vantandomi, come tutte le madri, si mise a parlare dei miei successi nelle scienze, della mia buona indole, e io camminavo accanto allo zio, facendo sempre inchini, secondo il cerimoniale che m’era stato insegnato. Quando mia madre cominciò a gettar l’amo per dire che con le mie notevoli qualità avrei potuto<noinclude><references />
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|||''IL CONSIGLIERE SEGRETO''}}</noinclude>entrare nel corpo dei cadetti e io, sempre secondo il cerimoniale, dovetti mettermi a piangere e implorare la protezione dello zio, questi si fermò di botto e allargò le braccia stupito.
— Padri miei! Che cosa è questo! — disse.
Veniva direttamente verso di noi per il viale Tatiana Ivanovna, la moglie di Fedor Petrovic, il nostro fattore. Ella portava una gonna bianca inamidata e aveva fra le braccia una lunga tavola da stirare. Passando accanto a noi, timidamente, con gli occhi socchiusi, guardò l’ospite e arrossì.
— Da un’ora all’altra non è facile... — bisbigliò lo zio fra i denti, guardando con compiacenza dietro alla donna. — Da te, sorella, a ogni passo si ha una sorpresa... Ringraziamo Dio!
— Essa è la bellezza qui del luogo... — disse la mamma. — Fedor andò a prendersela in un villaggio cento ''verste'' lontano...
Non tutti avrebbero dichiarato Tatiana Ivanovna una bellezza. Era una donnina pienotta, di una ventina d’anni, ben fatta, con sopracciglia nere, sempre colorita, di aspetto piacente, ma nel viso e in tutta la persona non aveva un sol tratto vigoroso, una sola curva audace, su cui potesse fermarsi l’occhio: quando la natura la fece non aveva nè ispirazione nè sicurezza. Tatiana Ivanovna era timida, imbarazzata e di buon carattere, camminava senza far rumore, leggermente, parlava poco, raramente rideva e tutta la sua vita era piana e liscia come il suo viso e i suoi capelli, lisciati e uniti. Lo zio la guardò strizzando gli occhi e sorrise. La mamma fissò il viso di lui che sorrideva e si fece seria.
— Sicchè, fratello, non vi siete ammogliato...
— Non mi sono ammogliato...
— Perchè? — chiese sottovoce la mamma.
— Come dirti? La vita è così complicata... Da giovanotto ero<noinclude>{{PieDiPagina||121|}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|''CEKHOV''||}}</noinclude>troppo occupato, non avevo tempo per vivere, e quando avrei voluto vivere, mi guardai intorno: avevo già cinquant’anni sulla schiena. Non m’è riuscito! Del resto, parlar di queste cose... è noioso.
La mamma e lo zio mandarono insieme un sospiro e proseguirono oltre; io li lasciai e mi misi a correre in cerca del mio precettore per scambiarci le nostre impressioni. Pobiedimsky era ritto in mezzo al cortile e guardava solennemente il cielo.
— Si vede che è un uomo evoluto! — disse egli, scotendo il capo. — Spero che ci troveremo d’accordo.
Dopo un’ora mia madre venne verso di noi.
— Mie piccole colombe, sono in angustia. Mio fratello è venuto col suo cameriere, e il suo cameriere è persona tale, Dio sia con lui! che non lo puoi mettere nè in cucina nè in anticamera, ma bisogna dargli assolutamente una camera particolare. Non so dove dar di testa: che debbo fare? Ragazzi miei, non potreste passare in qualche posto, là nel padiglione, da Fedor? Io darei la vostra camera al domestico dello zio, eh?
Noi acconsentimmo pienamente, poichè abitare nel padiglione ci dava molto maggior libertà che stare in casa, sotto gli occhi della mamma.
— Fosse soltanto questo! — seguitò la mamma. — Mio fratello ha detto che vuol desinare non a mezzogiorno ma alle sette, secondo l’uso della capitale. La mia testa se ne va! Fino alle sette tutto il pranzo sarà troppo cotto sul focolare. Davvero, gli uomini non capiscono niente dell’andamento di una casa, anche quando hanno una grande intelligenza. Bisognerà preparare due volte il pranzo! Voi, ragazzi, desinerete al solito a mezzogiorno, e io, povera vecchia! dovrò pazientare fino alle sette per far piacere a mio fratello.
Mia madre sospirò profondamente, mi raccomandò di far di tutto<noinclude><references />
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|||''IL CONSIGLIERE SEGRETO''}}</noinclude>per piacere allo zio, che Dio aveva mandato per la mia fortuna, e scappò in cucina. Per tutta la giornata io e Pobiedimsky<ref>È noto che in Russia si mette sempre innanzi la prima persona, cioè si dice invariabilmente: Io e il tale.</ref> ci occupammo del nostro trasloco nel padiglione. Ci misero in una stanza di passaggio, fra l’anticamera e la stanza dove dormiva il fattore.
Malgrado l’arrivo dello zio e questo nuovo assestamento, la vita, contro la mia aspettativa, seguitò a scorrere con l’ordine consueto, scialba e monotona. Eravamo liberi da ogni occupazione, dato l’arrivo dell’ospite. Pobiedimsky, che non leggeva mai nulla e non aveva nulla da fare, di solito se ne stava seduto sul letto, col suo lungo naso in aria, e pensava chi sa a che cosa. Di tanto in tanto si alzava, si provava l’abito nuovo e si rimetteva a sedere, a tacere, a pensare. Una cosa soltanto lo preoccupava, le mosche, alle quali non dava quartiere, battendo continuamente le palme. Dopo pranzo aveva l’abitudine di «riposarsi» e si sentiva russare per tutta la casa. Io dalla mattina alla sera correvo nel giardino, oppure me ne stavo lì nel padiglione e incollavo degli aquiloni. Nelle prime due o tre settimane vidi di rado lo zio. Se ne stava giornate intere in camera sua a lavorare, malgrado le mosche e il caldo. La sua straordinaria capacità di starsene seduto, assorto nella sua occupazione, produceva su di noi l’impressione che produce un giocatore di bussolotti. Per noi, oziosi, che non avevamo idea di un lavoro sistematico, il suo amore al lavoro era semplicemente un prodigio. Svegliato alle nove egli sedeva a tavolino e non si alzava fino all’ora di pranzo: dopo pranzo, di nuovo si metteva al lavoro e così fino a notte inoltrata. Quando io andavo a guardare in camera sua dal buco della serratura, vedevo sempre una sola e medesima cosa: lo zio che sedeva a tavo-<noinclude>{{PieDiPagina||123|}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|''CEKHOV''||}}</noinclude>lino e lavorava. Il suo lavoro consisteva in ciò, che egli con una mano scriveva e con l’altra sfogliava un libro, e, per quanto possa parere strano, si moveva tutto: faceva andar su e giù un piede come un pendolo e scoteva la testa in misura. Il suo aspetto era di un uomo estremamente distratto e leggero, come se non lavorasse ma giocasse con la palla o col cerchio. Ogni volta lo vedevo con la sua corta ed elegante giacchetta, la sua cravatta annodata accuratamente, e ogni volta, dal buco della serratura, mi veniva un sottile profumo come ne usano le donne. Usciva dalla sua camera soltanto per pranzo, ma mangiava poco.
— Non capisco mio fratello — si lamentava mia madre. — Ogni giorno si uccide per lui un tacchino o un piccione, io con le mie mani gli faccio delle marmellate, ed egli prende appena una scodellina di brodo, mangia un boccone di carne, e lascia la tavola. Se lo scongiuro di mangiare, torna a tavola e beve un po’ di latte. Che gli fa quel po’ di latte? Non lo aiuta punto. Si muore a far di questi pasti... Ti provi a persuaderlo: sorride, scherza. Ma il nostro vitto forse non gli piace, povera colomba!
Le nostre serate erano molto più allegre delle giornate. Di solito, quando andava sotto il sole e lunghe ombre si stendevano nel cortile, noi, cioè io, Tatiana Ivanovna e Pobiedimsky, ci mettevamo a sedere davanti al padiglione. Fino a che non era notte fitta, stavamo in silenzio. Di che si doveva parlare se tutto era già detto e ridetto? Se c’era una novità, l’arrivo dello zio, per esempio, questo tema era presto esaurito. Il mio precettore non toglieva gli occhi di dosso a Tatiana Ivanovna e sospirava... Allora io non capivo il perchè di questi sospiri e non cercavo neppure il loro significato, ma ora essi mi spiegano tante cose!...
Quando le ombre in terra si fondevano in una sola ombra con-<noinclude><references />
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|||''IL CONSIGLIERE SEGRETO''}}</noinclude>tinuata, il fattore Fedor tornava dalla caccia o dai campi. Questo Fedor mi faceva l’impressione di un uomo selvaggio e anche terribile. Figlio di uno zingaro color dell’uva secca, che aveva preso le abitudini russe, era anche lui abbronzato di pelle, con grandi occhi neri e capelli ricciuti, con una barba in disordine, e non era chiamato dai nostri contadini altro che «il diavolo». E, oltre l’esteriore, c’era in lui anche molto dello zingaro. Non poteva starsene a casa, e per giornate intere se ne andava pei campi o a caccia. Era cupo, bilioso, taciturno, non aveva paura di nessuno e non riconosceva nessuna autorità al disopra di sè. Parlava ruvidamente con mia madre, a me dava del ''tu'' e trattava con disprezzo il mio precettore. Tutto ciò noi glielo perdonavamo, tenendolo per un uomo irascibile e sofferente. Mia madre gli voleva bene perchè, non ostante la sua natura zingaresca, era idealmente onesto e lavoratore. Amava con passione la sua Tatiana Ivanovna, come amano gli zingari, ma era un amore tenebroso, che lo faceva soffrire. Davanti a noi non mostrava mai la sua tenerezza per la moglie, ma soltanto le spalancava gli occhi addosso e torceva la bocca.
Tornando dai campi, egli, con rabbioso rumore di passi, andava a posare in casa il fucile, poi veniva verso di noi, lì davanti alla porta, e si metteva a sedere accanto alla moglie. Dopo essersi riposato un poco, faceva alla moglie alcune domande su cose di casa, poi si sprofondava nel silenzio.
— Cantate — proponevo io.
Il precettore grattava le corde della chitarra e con voce di basso piena, da diacono, intonava: «In mezzo alla quieta valle». Cominciavano le canzoni. Il precettore faceva il basso, Fedor il tenore (ma appena si sentiva) e io il soprano, unendo la mia voce a quella di Tatiana Ivanovna.<noinclude>{{PieDiPagina||125|}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|''CEKHOV''||}}</noinclude>{{Nop}}
Quando tutto il cielo era coperto di stelle e le rane tacevano, dalla cucina ci portavano la cena. Noi entravamo nel padiglione e ci mettevamo a mangiare. Il precettore e lo zingaro mangiavano con avidità, facendo rumore, sicchè era difficile capire se erano gli ossi che scricchiolavano o le loro mascelle, e invece io e Tatiana Ivanovna a stento riuscivamo a mangiare la nostra parte. Dopo cena, il padiglione s’immergeva in un profondo sonno.
Una volta (era verso la fine di maggio) noi stavamo seduti davanti alla porta, aspettando la cena. A un tratto un’ombra scivolò sul muro, e vedemmo davanti a noi, come fosse venuto su dalla terra, Gundassov. Ci guardò a lungo, poi battè le mani e scoppiò in una risata.
— Che idillio! — disse. — Sognano e cantano alla luna! Simpatica cosa, per Dio! Posso star seduto un poco qui con voi e sognare anch’io?
Noi tacemmo e ci guardammo. Lo zio si sedette sullo scalino più basso, sbadigliò e si mise a contemplare il cielo. Seguì un silenzio. Pobiedimsky, che già da un pezzo desiderava discorrere con un uomo moderno, si rallegrò del caso favorevole e per primo ruppe il silenzio. Fra i discorsi adatti a persone intelligenti egli possedeva un solo tema: l’epizoozia. Accade che, quando ci si è trovati in una folla di migliaia di persone, fra quelle mille fisonomie una sola ci resti fissa nella memoria per lungo tempo: così Pobiedimsky, di tutte le cose che era riuscito a imparare alla scuola di veterinaria in quei sei mesi che c’era stato, ricordava soltanto un punto.
«Le epizoozie recano enorme danno alle aziende agricole. Nella lotta contro di esse la società dovrebbe darsi la mano con l’autorità».
Prima di dir questo a Gundassov, il mio precettore si raschiò la gola tre volte, e molte altre volte tutto agitato si strinse addosso il<noinclude><references />
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|||''IL CONSIGLIERE SEGRETO''}}</noinclude>mantello. Udendolo parlare di epizoozie, Gundassov guardò fisso il precettore, e fece col naso un verso che annunziava una risata.
— Giuro a Dio, questo è ben detto... — borbottò, guardando noi altri come fossimo dei manichini. — Proprio questa è la vita... L’attività deve essere questa in realtà... Ma voi perchè tacete, Pelagia Ivanovna? — si rivolse egli a Tatiana Ivanovna.
Ella si confuse e tossì.
— Parlate, signori, cantate, sonate! Non perdete il tempo. La corrente del tempo fugge, non aspetta. Non riuscite a guardarvi intorno che già viene la vecchiaia... Allora sarà troppo tardi per vivere. Così è, Pelagia Ivanovna... Non bisogna starsene immobili e tacere...
Allora dalla cucina ci fu portata la cena. Lo zio venne con noi nel padiglione e per farci compagnia mangiò cinque biscotti e un’ala di anatra. Mangiava e ci guardava. Pareva che noi tutti risvegliassimo in lui l’entusiasmo e la tenerezza. Qualunque sciocchezza potesse dire il mio indimenticabile precettore, qualunque cosa potesse fare Tatiana
Ivanovna, tutto egli trovava grazioso, tutto lo faceva andare in estasi. Quando, dopo cena, Tatiana Ivanovna si sedette tranquillamente in un cantuccio e si mise a far la calza, egli non levava gli occhi dalle sue ditine e chiacchierava senza tregua.
— Amici miei, affrettatevi quanto più potete a vivere... — diceva. — Dio vi guardi dal sacrificare il presente al futuro. Nel presente c’è la gioventù, la salute, l’ardore; ma il futuro è inganno e fumo! Appena sonano i vent’anni bisogna cominciare a vivere.
Tatiana Ivanovna fece cadere un ferro da calza. Lo zio si precipitò, raccattò il ferro e lo diede con un inchino a Tatiana Ivanovna, e allora per la prima volta imparai che al mondo vi sono uomini più svelti di Pobiedimsky.<noinclude>{{PieDiPagina||127|}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|''CEKHOV''||}}</noinclude>{{Nop}}
— Sì... — seguitava lo zio — amate, sposatevi... fate delle follie. La follia è molto più viva, più sana che i nostri sforzi, le nostre aspirazioni verso una vita intellettuale.
Lo zio parlò molto a lungo, così a lungo che ci annoiò, e io mi misi a sedere in disparte, su di un sacco, e ascoltandolo sonnecchiavo. Mi faceva rabbia che, in tutto quel tempo, non mi avesse mai rivolta la sua attenzione. Se ne uscì dal padiglione alle due di notte, quando io, non avendo potuto vincere il sonno, dormivo profondamente.
Da quella volta lo zio cominciò a venire da noi al padiglione ogni sera. Cantava con noi, cenava e restava sempre fino alle due, senza smetter mai di chiacchierare di una cosa o l’altra. Aveva lasciato i suoi lavori serali e notturni, e alla fine di giugno, quando il consigliere segreto ebbe imparato a mangiare i tacchini e le composte della mamma, anche i lavori del giorno furono messi da parte. Lo zio si allontanava dalla scrivania ed era trascinato verso la «vita». Nella giornata passeggiava pel giardino fischiettando, e impediva ai contadini di lavorare, obbligandoli a raccontargli un’infinità di storielle. Quando gli capitava sotto gli occhi Tatiana Ivanovna, egli correva verso di lei, e se ella portava qualche cosa, le offriva il suo aiuto, il che la metteva in una terribile confusione.
Quanto più si avanzava l’estate, tanto più lo zio diventava leggero, spensierato, movimentato. Pobiedimsky era assolutamente disilluso sul conto suo.
— È un uomo troppo unilaterale... — diceva. — Non si direbbe mai che è sui più alti gradini della gerarchia sociale. E non sa neppur parlare. A ogni parola dice: «Giuro a Dio!». No, non mi piace.
Dal momento in cui lo zio cominciò a visitarci nel nostro padi-<noinclude><references />
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|||''IL CONSIGLIERE SEGRETO''}}</noinclude>glione, un gran cambiamento si fece in Fedor e nel mio precettore. Fedor smise di andare a caccia, tornava presto a casa, diventava più taciturno che mai e guardava la moglie con certi occhi spalancati e rabbiosi. Il mio precettore tralasciò di parlare di epizoozia in presenza dello zio: corrugava le sopracciglia e sorrideva ironicamente.
— Viene il nostro topolino fortunato — borbottò egli una volta che lo zio si avvicinava al padiglione.
Questo cambiamento in entrambi me lo spiegavo col dire che si erano offesi del contegno dello zio. Lo zio confondeva i loro nomi, distratto com’era, e fino alla sua partenza non gli riuscì di distinguere chi di loro fosse il precettore e chi il marito di Tatiana Ivanovna, e la stessa Tatiana Ivanovna ora la chiamava Nastasia, ora Pelagia, ora Evdokia. Gentile e affettuoso con noi, ci trattava però tutti come bambini piccoli... Tutto ciò naturalmente offendeva i due giovani. Ma l’affare non stava nell’offesa sibbene, come adesso capisco, in sentimenti più intimi.
Rammento che in una di quelle sere io stavo seduto su di un sacco e lottavo col sonno. Sui miei occhi c’era come una colla vischiosa e il mio corpo, stanco dall’aver corso l’intero giorno, s’era chinato tutto da una parte. Ma lottavo col sonno e mi sforzavo di guardare. Era circa mezzanotte. Tatiana Ivanovna, rosea e serena, come sempre, era seduta presso una piccola tavola e cuciva una camicia del marito. Da un angolo la teneva d’occhio Fedor, cupo e di malumore, e in un altro angolo stava Pobiedimsky, affogato nell’alto colletto della sua camicia e che sbuffava tutto arrabbiato. Lo zio passeggiava da un angolo all’altro e pensava chi sa a che cosa. Regnava il silenzio, e si udiva soltanto il rumore della tela nelle mani di Tatiana Ivanovna. A un tratto lo zio si fermò davanti a Tatiana Ivanovna e disse:
— Siete tutti giovani, sani, belli e ve ne state tranquillamente<noinclude>{{PieDiPagina||129|}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|''CEKHOV''||}}</noinclude>in questa calma: v’invidio. Mi sono attaccato a questa vostra vita e mi si stringe il cuore quando penso che me ne debbo andare di qui... Credete alla mia sincerità!
Il sonno mi chiuse gli occhi e persi coscienza. Quando non so quale urto mi svegliò, lo zio stava ancora davanti a Tatiana Ivanovna e la guardava teneramente. Aveva le guance accese.
— La mia vita è perduta — disse. — Non ho vissuto. Il vostro giovane viso mi rammenta la mia gioventù distrutta e accetterei di starmene qui fino alla morte e guardarvi. Con piacere vi condurrei meco a Pietroburgo.
— Perchè? — chiese con la sua voce rauca Fedor.
— La metterei sulla mia scrivania, sotto a una campana di vetro, e mi piacerebbe mostrarla anche agli altri. Sapete, Pelagia Ivanovna, una come voi non l’abbiamo laggiù. Abbiamo ricchezze, sapere, magari anche bellezze, ma non questa vita vera... questa pace sana...
Lo zio sedette davanti a Tatiana Ivanovna e le prese una mano.
— Sicchè, non volete venire con me a Pietroburgo? — chiese ridendo. — In questo caso datemi almeno la vostra mano... Che bella manina! Non me la volete dare? Su, avara che siete, lasciate che la baci...
In quel momento si sentì scricchiolare una sedia. Fedor era balzato in piedi e con passi misurati e pesanti si avvicinava alla moglie. Aveva il viso di un pallore grigiastro e tremava. Con tutta la sua forza battè il pugno sulla tavola e disse con voce sorda:
— Io non permetto!
Nel medesimo istante scattò dalla sedia anche Pobiedimsky. Anche lui, pallido e furibondo, si avvicinò a Tatiana Ivanovna e diede un pugno sulla tavola.
— Io... io non permetto! — disse.<noinclude><references />
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|||''IL CONSIGLIERE SEGRETO''}}</noinclude>{{Nop}}
— Che? che è stato? — fece lo zio, sorpreso.
— Io non permetto! — ripetè Fedor, e diede un altro pugno sulla tavola.
Lo zio trasalì e, spaventato, ebbe un batter di palpebre. Avrebbe voluto parlare, ma per lo stupore e la paura non disse neppure una parola, ebbe un sorriso confuso e con l’andatura di un vecchio uscì dal padiglione, lasciandoci il suo cappello. Quando, dopo poco, giunse di corsa la mamma, tutta agitata, Fedor e Pobiedimsky ancora, come fabbri coi martelli, picchiavano coi pugni sulla tavola e dicevano: «Io non permetto!».
— Che cosa è mai accaduto qui? — chiese la mamma. — Perchè avete trattato male mio fratello? Che cosa è stato?
Guardando Tatiana Ivanovna, che era pallida e spaventata, e suo marito, che era furibondo, la mamma verisimilmente capì di che si trattava. Sospirò e scosse il capo.
— Su, smettete di battere sulla tavola! — disse. — Basta, Fedor! E anche voi, perchè battete sulla tavola, Iegor Alexieic? E perchè siete qui?
Pobiedimsky ritornò in sè e si mortificò. Fedor lo guardò fisso, poi guardò la moglie e si mise ad andare in su e in giù per la stanza. Quando la mamma uscì dal padiglione vidi una cosa che per molto tempo dopo credetti un sogno. Vidi Fedor afferrare il mio precettore, sollevarlo in aria e scaraventarlo fuor dell’uscio...
Quando mi destai la mattina, il letto del mio precettore era vuoto. Alla mia domanda, la bambinaia rispose sottovoce che la mattina presto lo avevano portato all’ospedale per curarlo di un braccio rotto. Rattristato da questa notizia e ricordandomi lo scandalo della sera innanzi, uscii fuori. Il tempo era scuro. Il cielo era coperto di nuvole e il vento faceva sollevare di terra la polvere, e volar via<noinclude>{{PieDiPagina||131|}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|''CEKHOV''||}}</noinclude>dalla tavola carta e penne... Si sentiva l’avvicinarsi della pioggia. La gente e gli animali sembravano presi da noia. Quando entrai in casa, mi dissero di non far rumore coi piedi perchè la mamma soffriva con l’emicrania e stava a letto. Che fare? Andai al portone, mi sedetti su di una panca, e mi misi a cercare un senso in ciò che avevo veduto e udito la sera precedente. Dal nostro portone partiva una strada che, costeggiando la cucina e un pantano che non si asciugava mai, finiva nella grande strada maestra... Io guardavo i pali telegrafici, circondati da un nuvolo di polvere, gli uccelli sonnacchiosi, che stavano sui fili, e tutt’a un tratto mi venne una tale noia che cominciai a piangere.
Per la strada maestra veniva una ''lineika''<ref>Vettura a due posti.</ref>, piena zeppa di gente della città che andava, verisimilmente, in pellegrinaggio. Era appena sparita dalla mia vista la ''lineika'' che si avanzò una leggera ''proletka''<ref>Vettura a quattro ruote.</ref>, alla quale era attaccata una pariglia. In essa stava in piedi, tenendosi alla cintura del cocchiere, la guardia Akim Nikitic. Con mia grande meraviglia, la ''proletka'' si avviò per la nostra strada e si fermò al nostro portone. Mentre io ero incerto sul perchè la guardia venisse da noi, si udì rumore e apparve sulla strada una ''troika''. Nella vettura c’era l’ispettore di polizia, il quale accennò al cocchiere il nostro portone.
«Perchè viene costui? — pensai, guardando l’ispettore coperto di polvere. — Pobiedimsky deve aver sporto querela contro Fedor e ora vengono per condurlo in carcere».
Ma non era tanto facile sciogliere l’enigma. La guardia e l’ispettore erano soltanto dei precursori, perchè non erano passati cinque<noinclude><references />
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|||''IL CONSIGLIERE SEGRETO''}}</noinclude>minuti che si avanzò verso il nostro portone una carrozza. Essa passò davanti a me con tanta velocità che io, guardando a traverso il vetro dello sportello, vidi soltanto una barba rossa.
Perdendomi in supposizioni e non presentendo nulla di buono, io corsi in casa. Nell’anticamera, prima d’ogni altra cosa, vidi la mamma. Era pallida e guardava con spavento verso la porta oltre la quale si udivano voci maschili. Questi visitatori l’avevano colta all’improvviso nel più forte della sua emicrania.
— Chi è venuto mamma? — chiesi io.
— Sorella! — si udì la voce dello zio. — Facci preparare qualche intingolo da mangiare, qui, col governatore.
— È facile a dire: qualche intingolo! — borbottava la mamma, stordita dallo sgomento. — Che cosa posso riuscire a preparare? Alla vecchiaia mi debbo mortificare!
La mamma prese la testa fra le mani e corse in cucina. L’improvviso arrivo del governatore mise in moto tutta la casa e fece perder la testa a tutti. Ci fu un massacro crudele. Fu tirato il collo a dieci polli, a cinque tacchini, a otto oche, e perfino si decapitò per sbaglio un vecchio maschio, caporione del nostro branco di oche e favorito di mia madre. Il cocchiere e il cuoco erano impazziti e ammazzavano le bestie senza misericordia, non facendo distinzione nè di età nè di razza. Per fare non so che salsa mi presero due uccelli di valore, che mi erano cari come il maschio delle oche alla mamma. Per molto tempo non perdonai la loro morte al governatore.
La sera, quando il governatore e il suo seguito, dopo aver mangiato a sazietà, montarono nei loro equipaggi e se ne andarono, io entrai in casa per dare un’occhiata agli avanzi del banchetto. Guardando dall’anticamera nel salone, vidi lo zio e la mamma. Lo zio, con le mani intrecciate dietro la schiena, passeggiava nervosamente<noinclude>{{PieDiPagina||133|}}</noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|''CEKHOV''||}}</noinclude>lungo la parete e si stringeva nelle spalle. La mamma, indebolita, sciupata, era seduta sul divano e con occhi dolenti seguiva l’andirivieni del fratello.
— Perdonami, sorella, ma così è impossibile... — brontolava lo zio, arricciando il naso. — Io ti presento il governatore e tu non gli dài la mano... Lo hai imbarazzato, pover’uomo! No, così non va... La semplicità è una bella cosa, ma deve avere dei limiti... giuraddio!... E poi quel pranzo! È possibile dare un pranzo simile? Per esempio, che era quel decotto sul quarto piatto?
— Era un’oca con salsa dolce... — rispose umilmente la mamma.
— Un’oca... scusa, sorella, ma... ma ho un bruciore di stomaco! Mi sento male!
Lo zio fece un viso acido e lamentoso, e proseguì:
— Il diavolo si porti questo governatore! Avevo proprio bisogno della sua visita! Ahi!... Che bruciore di stomaco! Non posso nè dormire, nè lavorare... Mi sento tutto sconcertato. E non posso capire come voialtri riusciate a vivere qui senza lavorare... in questa noia! Ecco: il dolore mi comincia qui, sotto alla bocca dello stomaco...
Lo zio aggrottò le sopracciglia e si mise a camminare più rapidamente.
— Fratello, — interrogò dolcemente la mamma — ma quanto costa l’andare all’estero?
— Almeno almeno tremila rubli... — rispose lo zio con voce piagnucolosa. — Ci andrei, ma dove prendere il denaro? Non ho neppure un ''kopek''! Ahi!... che bruciore di stomaco!
Lo zio si fermò, guardò angosciosamente la finestra grigia e triste e di nuovo si mise a camminare.
Ci fu un silenzio... La mamma fissò lungamente le immagini, pensò qualcosa fra sè, poi cominciò a piangere e disse:<noinclude><references />
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|||''IL CONSIGLIERE SEGRETO''}}</noinclude>{{Nop}}
— Fratello, vi darò io tremila rubli...
Dopo tre giorni le enormi valige furono mandate alla stazione e dietro ad esse se ne andò pure il consigliere segreto. Facendo i suoi addii alla mamma, egli piangeva e per un pezzo non potè staccar le labbra dalla sua mano, ma quando fu seduto in carrozza, il viso gli brillava con una gioia di fanciullo... Tutto felice e contento si accomodò sui cuscini, fece con la mano un cenno di saluto alla mamma che piangeva, e inaspettatamente fermò lo sguardo su di me. Sul suo viso apparve l’espressione di un’estrema meraviglia.
— E che fa questo ragazzo? — chiese.
Questa domanda sgomentò mia madre, la quale mi aveva assicurato che Dio ci aveva mandato lo zio per la mia fortuna. Io non mi curai della domanda. Guardavo il viso allegro dello zio e, senza saper perchè, mi rincrebbe di vederlo partire. Non seppi trattenermi, balzai nella carrozza e abbracciai forte forte quest’uomo leggero e debole, come tutta la gente. Guardandolo negli occhi e volendo dir qualche cosa di amabile, chiesi:
— Zio, siete stato una volta alla guerra?
— Ah! caro ragazzo... — disse lo zio, ridendo e baciandomi — caro ragazzo, giuraddio! Come tutto ciò è naturale, vivo... giuraddio!...
La carrozza si mosse... Io la seguii con gli occhi e per un pezzo mi parve di udire ancora quel «giuraddio» come un ultimo saluto.
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<section begin="N1" />(1) Sopra Martino Waldseemüller che, secondo l'uso comune degli scrittori di quel tempo, aveva grecizzato il suo nome di famiglia in quello di ''Hylacomylus'', veggasi {{Sc|Hugues}}, ''Sul nome America'' (Torino, Loescher, 1886), pag. 1 e seg.<section end="N1" />
<section begin="N2" />(2){{Sc|Marcou}}, Sur Vorigine du nom d’Amérique, nel
Bollettino della Societa geoyrafica di Parigi, 1875,
vol. 1, pag. 585-597; e Nouvelles Recherches sur Uori-
gine du nom d’ Amérique, nel medesimo periodico, 1888 ;
Lamuert, The origin of the Name of America, nel fa-
seicolo primo (1883) del Bulletin of the American Geo-
graphical Society, pag. 57-72; Discovery of the origin
of the name of America, Now-York, 1888; America,
a Name of native Origin, New-York, 1893, ¢ la recen-
sione da me fatta di questo lavoro nel periodico tedeseo
Das Ausland, fascicolo 36° (1893), pag. 575-576 ¢ nella
mia Memoria Di Amerigo Vespucci e del nome Ame-
rica, Casale, Cassone, 1894;*Pixarr, De Uorigine du
nom d'Amérique nel Compte rendu de la Société de
Géographie de Paris, 1890, pag. 528-531 ; Huaurs, Mem.
cit, nella nota 2, e Sul nome America, seconda Me-
moria con un’appendice nel Bollettino della Società geografica italiana, 1888, fascicoli di maggio giugno.<section end="N2" />
<section begin="N3" />(3) Ricordo che l'opera del Waldseemüller, dal titolo
«<Cosmographiae Introductio cum quibusdam geometriae
ac astronomine ad eam rem necessariis, Insuper quattuor <section end="N3" /><noinclude>{{PieDiPagina|{{smaller|{{Sc|Hugues}} ''Scritti geografici'', II}}||{{smaller|4}}}}</noinclude>
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Bollettino della Societa geoyrafica di Parigi, 1875,
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gine du nom d’ Amérique, nel medesimo periodico, 1888 ;
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graphical Society, pag. 57-72; Discovery of the origin
of the name of America, Now-York, 1888; America,
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sione da me fatta di questo lavoro nel periodico tedeseo
Das Ausland, fascicolo 36° (1893), pag. 575-576 ¢ nella
mia Memoria Di Amerigo Vespucci e del nome Ame-
rica, Casale, Cassone, 1894;*Pixarr, De Uorigine du
nom d'Amérique nel Compte rendu de la Société de
Géographie de Paris, 1890, pag. 528-531 ; Huaurs, Mem.
cit, nella nota 2, e Sul nome America, seconda Me-
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<noinclude><pagequality level="3" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||IL ROSETO|27}}</noinclude>quaggiú, cosí appunto come hanno affermato quelli che si son dati alla vita contemplativa."
<poem>
E fino a quando o in camera o nel fondaco,
o inesperto, rimani? Oh! tu non hai,
d'uomo non hai sembianza!
Vanne, suvvia! t'aggira per il mondo
pria di quel giorno in che partir dovrai
dalla terrena stanza.
</poem>
"Figlio mio," ripigliò il padre, "i vantaggi del viaggiare, nel modo che tu hai detto, sono molti veramente. Senonché essi sono concessi soltanto a cinque ordini di persone. La prima è un mercante che possiede ricchezze e facoltà e giovanetti paggi avvenenti e fanciulle amabili e famigliari animosi, e che di giorno in una città e di notte in qualche borgo sempre si sta in feste e sollazzi, e si gode intanto la vita di questo mondo.
<poem>
"Al monte, al piano e in campagna deserta,
ovunque vada, le sue tende spiega,
e non vi è mai straniero,
l'uom ricco e fa convito.
Ma colui che allungar non può le mani
del mondo ai beni, è straniero in sua terra,
da tutti vi è sfuggito.
</poem>
"La seconda è una persona dotta, per il dolce favellar della quale e per il vigore della facondia e per il pregio della eloquenza, ovunque vada, tutti s'affrettano a farle onore e reverenza.
<poem>
"Condizion del sapïente è tale
quale dell'or piú puro. Ovunque ei vada,
è il pregio e il valor suo riconosciuto.
Di grandi un figlio inetto è pari a un obolo
fatto di cuoio. Ove càpiti in altra
regïon, da nessun vi è ricevuto.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Saadi - Il Roseto, II.pdf/32
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Francyskus
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<noinclude><pagequality level="3" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|28|IL ROSETO|}}</noinclude>"La terza è una persona avvenente, all'amicizia della quale sente inclinazione l'intimo animo dei saggi, e la cui dimestichezza essi reputano un vero. vantaggio, e stimano un vero favore il farle reverenza. Perché è stato detto: "Poca bellezza migliore di molta ricchezza!" Ora, un bel volto è refrigerio ai cuori trafitti, chiave d'ogni porta che sia chiusa!
<poem>
"Trova rispetto e reverenza e onori
avvenente persona, ovunque vada,
aneho se l'han scacciata i genitori.
Di pavone una piuma io già trovai
del Corano tra i fogli. Oh! questo loco
penso maggior del valor tuo! sclamai. —
Taci! quella rispose. Ogni persona
che sia leggiadra, ovunque ponga il piede,
uom non rinvien che con lei si tenzona.
Ove affabil costume ed avvenenza
in garzon si ritrovi, oh! non crucciarti
s'anche il padre di lui di lui si scioglie.
"È una perla!" dirai. Però nessuna
conchiglia accôr la dee. Perla sovrana
sempre avrà chi a gran prezzo se la toglie.
</poem>
"La quarta è quella persona che ha bella voce e che
con melodia degna di David<ref>Il gran re di Gerusalemme, autore di salmi, e celebre come cantore e musico anche nella tradizione musulmana.</ref> arresta le acque dallo scorrere e gli uccelli dal volare, e intanto, con cotesta sua perizia, incatena a sé il cuore della gente sí che anche gli assennati sono bramosi di goderne la compagnia.
<poem>
''"Dolce m'è udir bel canto che altri intoni.''
''Oh! chi è dunque costui''
''che ha bellezza di rime e di canzoni?''
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||IL ROSETO|29}}</noinclude><poem>
"Quanto è dolce all'orecchio degli amici,
ebbri della bevanda mattutina,
voce ascoltar soave e mesta e calma!
Piú val canto leggiadro che di bella
fanciulla il viso, ché piacer del senso
è questo, e quello è il conforto dell'alma.
</poem>
"La quinta persona è un artigiano che si procaccia i mezzi del suo sostentamento con l'opera attiva del braccio in modo che non ne vada di mezzo l'onore, secondo quanto hanno già detto i savi:
<poem>
"Se va in altro paese un rivendugliolo
dalla propria città, casi non toccangli,
cagion d'affanno e pena.
Ma se al deserto dal suo regno fuggesi<ref>
Essendone scacciato dai sudditi o deposto.</ref>
del Nimrùz il signor,<ref>Per dire qalunque gran re. Il Nimrùz è una regione dell'Iran orientale, residonza e signoria secondo l'epopea della famiglia di Rustem, del maggiore eroe dei Persiani.</ref> certo! gli càpita
di dormir senza cena!
</poem>
"Tutte coteste qualità che ho enumerate, valgono, durante il viaggiare, a confortar l'animo e a procacciar comodità nel vivere. Ma quel tale che nulla ha di tutto ciò, va attorno pel mondo dietro il suo vano fantasticare, mentre nessuno vuole intenderne il nome e le qualità.
<poem>
"Colui del quale il ciel volgesi ai danni,
fuor che ad esito lieto addotto fia
dal trascorrer dei giorni.
Mena il destino all'esca ed alla rete
l'augel cui vieta la sua sorte avversa
che al nido suo ritorni."
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|30|IL ROSETO|}}</noinclude>"Padre mio," ripigliò il giovane, "come mai potrei io contrastare ai savi i quali hanno detto: "Sebbene un sostentamento ci sia conecaso dalla Provvidenza, è buona regola cercare il modo di procacciarlo, e sebbene la sventura ci sia decretata, è necessario custodir la porta da cui essa possa entrare?
<poem>
"Quantunque, oh non v'ha dubbio, a ciascun tocchi
il pan quotidïano, andarne in cerca
è norma sapïente.
Se in onta al suo destin nessuno muore,
tu però non gittarti entro la strozza
aperta d'un serpente!
</poem>
"Con questa complessione mia io combatterò anche con un elefante furioso e lotterò anche con un leone rubesto. Meglio è per me che io vada viaggiando, perché d'ora in poi sento che non sarò da tanto da sopportar la povertà.
<poem>
"Ove si parta un uom dalla sua casa,
dal loco suo, perché dorrassi? È suo
paese ogni contrada.
Ogni notte rincasa un uom ch'è ricco,
ma l'alloggio rinviene il poverello
la notte ovunque vada."
</poem>
Cosí dicendo, domandò al padre la sua benedizione, gli fece un saluto e se ne andò. Mentre andava, alcuni udirono che andava dicendo fra sé:
<poem>
"Uom che ha pregio e a cui fortuna
niega avversa ciò ch'ei brama,
vada in luogo ove nessuno
saper vuol come ei si chiama."
</poem>
Camminò adunque finché giunse alla sponda di un fiume in cui, per l'impeto delle acque, le pietre si ur-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||IL ROSETO|31}}</noinclude>tavano l'una con l'altra e il fragore ne andava lontano fino ad una parasanga.
<poem>
Fiume riottoso! e non v'ha sicurezza
niuno acquatico augel. Via dalle sponde
una macina schianta
la piú leggera delle aspre sue onde.
</poem>
Scorse là una folla di gente che sedeva al guado, pronta a passare, e ciascuno aveva in mano una piccola moneta d'oro. Il nostro giovanotto non poteva pagare, e però sciolse la lingua a far le lodi dell'uno e dell'altro. Per quanti piagnistei facesse, nessuno volle aiutarlo. Alcuni, anzi, andavano dicendo:
<poem>
"Senz'oro vïolenza tu non fai
a nessuno. Alcun frutto oh! non avrai
di tua prodezza se oro tu non hai."
</poem>
Il portolano, uomo senza creanza, ridendosi di lui si
voltò da un'altra parte e disse:
<poem>
"Oro non hai? Passar di là dal fiume
non potrai tu per valor che ti vanti.
Di cinque e cinque eroi forza che vale?
d'un uomo sol portami l'oro avanti!"
</poem>
A queste parole di scherno il giovane sentí stringersi il cuore. Volle vendicarsene, e poiché il navicello s'era già scostato dalla sponda, mandò voce al portolano cosí: "Se tu sei contento di questo guarnello che ho in dosso, non mi rinerescerà di darlo." Il portolano, per la voglia del guarnello, voltò la barca.
<poem>
L'avidità l'occhio del savio accieca;
dentro agli apposti lacci
pesci ed augelli ad impigliarsi reca.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|32|IL ROSETO|}}</noinclude>Ma il giovane, come poté afferrar con la mano la barba e il collare del portolano, lo tirò a sé e lo picchiò senza misericordia. I compagni di viaggio balzarono dal navicello in aiuto del portolano, ma come lui furon malmenati e scapparono. Pensarono allora ch'era meglio far la pace col giovane e mostrarglisi generosi pagandogli il pedaggio.
<poem>
Se t'incontra una lite, pazïenta,
perché dolcezza chiude
le porte alla battaglia.
Sii grazïoso ove contrasto scorgi,
ché scimitarra acuta
seta molle non taglia.
Se dolce parli, con bontà, con grazia,
elefante rubello
docil guidar potrai con un capello.
</poem>
Per iscusarsi di ciò che era avvenuto, gli si gettarono ai piedi, gli baciarono con ipocrisia il viso e la fronte, lo rimenarono in barca e di là andarono navigando finché giunsero presso una colonna, di quelle dei Greci antichi, ancora in piedi nell'acqua. Il portolano allora disse: "Il naviglio ha una falla! Bisogna che quello di voi che è il piú coraggioso, ardimentoso e forte, monti su cotesta colonna e vi appicchi la corda del naviglio mentre noi porrem riparo al malanno." — Il giovane, per l'opinione ch'egli aveva in capo della propria forza, non pensò al nemico offeso e non mise in pratica l'ammonimento dei saggi i quali hanno detto: "Non stimarti mai sicuro da chiunque abbi tu offeso, anche d'un solo affronto, nel cuore, nemmeno se gli farai conto favori, dopo quell'unica offesa. Una freccia può uscire da una ferita, ma l'offesa rimane sempre confitta nel cuore."<noinclude><references/></noinclude>
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Il Roseto/Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato/26. Ricco ma ignorante
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Il Roseto/Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato/27. Nessuna onta dalla povertà
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Il Roseto/Capitolo terzo - Dei pregi dell'accontentarsi del proprio stato/29. Necessità impreteribile
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<noinclude><pagequality level="3" user="BuzzerLone" />{{RigaIntestazione||— 45 — |}}</noinclude>e di {{AutoreCitato|Isabella di Castiglia|Isabella di Castiglia}}, quello di ''Fer-Isabelica''. E, forse per la stessa ragione, il giureconsulto spagnolo {{AutoreCitato|Juan de Solórzano Pereira|Solòrzano Pereyra}} additava nell'anno 1672 il nome di ''Orbis Carotinus'', a perpetua memoria di {{AutoreCitato|Carlo V d'Asburgo|Carlo V imperatore}}. Accenno infine la proposta, fatta nel 1590 dallo storico portoghese {{wl|Q5526541|Gaspar Fructuoso}}, di chiamare il Nuovo Mondo col nome di ''India Aurea'', e con quello di ''India Aromatica'' le possessioni portoghesi nell’emisfero orientale rispetto alla famosa Linea di demarcazione fissata da {{AutoreCitato|Papa Alessandro VI|Alessa|ndro VI}} e modificata, poco tempo dopo, dal Trattato di Tordesillas{{Nota separata|Pagina:Luigi Hugues - Le Vicende Del Nome America.pdf/58|N63}}.
{{rule|t=5|v=6|8em}}<noinclude><references/></noinclude>
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Autore:Juan de Solórzano Pereira
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BuzzerLone
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| Nome = Juan
| Cognome = de Solórzano Pereira
| Attività = giurista
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}}
<!-- Area dati: non modificare da qui: --><onlyinclude><div style="display:none"></div></onlyinclude><!-- a qui -->
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<noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" />{{RigaIntestazione||{{Sc|indice dei nomi}}|645}}</noinclude>{{colonna|em=-1}}<includeonly>{{Indentatura}}</includeonly>
Falconetto, Giovanni Maria, {{Pg|16}}, ''porte'' di Padova, {{Pg|16}}; ''palazzo vescovile'' di Luvigliano, {{Pg|16}}.
Falerno, vino, {{Pg|231}}.
Fannî (plur. di Fannio = poetastri), {{Pg|489}}, {{Pg|503}}.
Fano, {{Pg|189}}; luoghi di Fano: teatro, {{Pg|189}}.
Farace, pittore, {{Pg|25}}.
Faret, Nicolas, {{Pg|252}} (plur.).
Farsaglia, {{Pg|323}}, {{Pg|462}}.
Fauno, statua del, {{Pg|11}}, {{Pg|74}}.
Favre, Claude v. Vaugelas.
Febo v. Apollo.
Federico II, re di Prussia, «Federico», {{Pg|447}}; «Federigo», {{Pg|349}}; «Federico il Grande», {{Pg|447}}; «Gran Federico», {{Pg|147}}; «un Principe», {{Pg|32}}, {{Pg|265}}; «un Sapiente», {{Pg|58}}; «Re filosofo», {{Pg|345}}; ''Epître à Ermothime'', {{Pg|140}}; ''Examen du Prince de Machiavel'', {{Pg|383}}; ''Mémoires pour servir à l'Histoire de Brandebourg'', {{Pg|27}}.
Fénelon, François de Salignac («Fenelono»), {{Pg|248}}, {{Pg|254}}, {{Pg|259}}, {{Pg|261}}, {{Pg|268}}, {{Pg|270}}, {{Pg|272}}, {{Pg|279}}, {{Pg|287}}; ''Lettre à l'Académie Françoise'', {{Pg|248}}, {{Pg|254}}, {{Pg|259}}, {{Pg|261}}, {{Pg|268}}, {{Pg|270}}, {{Pg|272}}, {{Pg|279}}, {{Pg|287}}; «ragionatissima sua scrittura», {{Pg|260}}; ''Télémaque'' («avventure del figliuolo di Ulisse»), {{Pg|259}}.
Fermât, Pierre de («Fermazio»), {{Pg|417}}.
Ferracina, Bartolomeo, {{Pg|46}}, «Archimede della Meccanica», {{Pg|46}}; ''ponte'' di Bassano, {{Pg|46}}.
Ferrara, {{Pg|26}}; luoghi di Ferrara: «palazzo de' Crespi», {{Pg|26}}.
Ferrario, (?), {{Pg|176}}.
Fiamminghi, pittori, {{Pg|23}}, {{Pg|85}}, {{Pg|130}}.
Fiammingo, Heinrich van der Broeck detto il, {{Pg|77}}.
Fiandra, {{Pg|137}}.
Ficino, Marsilio, {{Pg|350}}.
{{altraColonna|em=-1}}
Fidenati, {{Pg|301}}.
Fidia, {{Pg|25}}, {{Pg|98}}, {{Pg|126}}.
Filandro v. Philander.
Filicaia, Vincenzo da, {{Pg|359}}.
Filippo, il Macedone, {{Pg|347}}, {{Pg|357}}, {{Pg|361}}, {{Pg|496}}.
Filippi, 456; (seconda battaglia di), {{Pg|456}}-{{Pg|457}}.
Filippo v. Lippi Filippo.
Filistei, {{Pg|254}}.
''Fiore di virtù'', {{Pg|120}}.
Fiorentini, {{Pg|132}}.
Fiorenza v. Firenze.
Fiorini, Pietro, {{Pg|18}}; ''chiesa della Carità'', in Bologna, {{Pg|18}}; ''cortile di S. Michele in Bosco'', in Bologna, {{Pg|18}}; ''portico'' di ordine ionico a fianco della chiesa delle monache di S. Giambattista, in Bologna, {{Pg|18}}.
Firenze («Fiorenza»), {{Pg|19}}, {{Pg|24}}, {{Pg|26}}, {{Pg|235}}, {{Pg|249}}, {{Pg|350}}, {{Pg|356}}-{{Pg|357}}, {{Pg|439}}; luoghi di Firenze: Uffizi («galleria»), {{Pg|19}}; («galleria di Fiorenza»), {{Pg|11}}, {{Pg|78}}, {{Pg|133}}; «Batisterio» («porte del Paradiso»), {{Pg|19}}; Cappella de' Pazzi, {{Pg|19}}; Casa Rucellai, {{Pg|46}}; Chiesa di S. Spirito, {{Pg|19}}; Libreria mediceo-laurenziana, {{Pg|272}}; palazzi: Pandolfini, {{Pg|45}}; Pitti, {{Pg|132}}; Riccardi, già Medici, {{Pg|46}}; Strozzi, {{Pg|46}}.
Fitz-Adam, Adam; ''The World'', {{Pg|150}}.
Flaminio, Marco Antonio, {{Pg|496}}, {{Pg|510}}; ''lettera'', {{Pg|496}}.
Flora (statua romana), {{Pg|89}}.
Floro, Lucio Anneo, {{Pg|380}}.
Folard, Jean-Charles de, {{Pg|313}}, {{Pg|315}}-{{Pg|320}}, {{Pg|322}}-{{Pg|323}}; ''Commento a Polibio'' («comento»{{Ec||)}}, {{Pg|315}}, {{Pg|322}}; ''Observations sur la bataille de Zama'', {{Pg|318}}, {{Pg|322}}; ''Traité de la Colonne'', {{Pg|315}}, {{Pg|322}}.
Fontenelle, Bernard Le Bouyer de, {{Pg|90}}, {{Pg|122}}, {{Pg|164}}, {{Pg|274}}, {{Pg|422}}; ''Discours à l’Académie Françoise'' (25 Août,{{FineIndentatura}}<noinclude><references/></noinclude>
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Autore:Pietro Zorutti
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BuzzerLone
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Categoria:Pagine in cui è citato Pietro Zorutti
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{{Vedi anche autore|Pietro Zorutti}}
[[Categoria:Pagine per autore citato|Zorutti, Pietro]]
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{{X-larger|N}}o, che ‘o no crederai e’ to finzion,
Perfid adulator: al è un gran mat
Chel cu ti crod, savind di propri fat,
{{R|4}}Che il ver a la to bochie no sa bon.
Tu sflochis plui bausiis in conclusion,
Che no son i chiavei dal to chiavat;
Zure che Giove sei ta ’l cil ’stelat,
{{R|8}}Jò fede no t’in dòi, ta ’l dìs da bon.
Cimud si puedial crodi par veraz
Dut chel che in ta’l to cuur tu tens squindut,
{{R|12}}Se dut chel che tu mostris è falaz?
E cui ustu cu crodi al to esponut,
Se il tasè stess l’è simpri in te mendaz,
{{R|14}}E anchie tasind, tu ta ’l mentiss di dut?
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Zure che Giove sei ta ’l cil ’stelat,
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Cimud si puedial crodi par veraz
Dut chel che in ta’l to cuur tu tens squindut,
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E cui ustu cu crodi al to esponut,
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" /></noinclude>{{Ct|f=120%|'''8. Dona Lombarda.'''}}
<poem><i>
::Ameme a mi dona lombarda, ameme a mi ameme a mi
O come mai vostù che l'ama se go'l marì, se go'l marì?
Falo morir quel tuo marì, falo morir, falo morir.
O come mai vostu che fazza farlo morir, farlo morir?
Va in nel'orto del tuo sior pare ghe xe un serpen, ghe xe un serpen
Taia la testa à quel serpen; pestala ben, pestala ben.
E po metela nel caratelo del vin più bon, del vin più bon.
vegnirà a casa vostro marito co'una gran sè co’una gran se.
Dame da bever dona lombarda del vin più bon, del vin più bon.
Cos'à sto vin dona lombarda che l'è inturbià, che l'é inturbià?
Sarà li toni del'alto cielo che l'à inturbià, che l'à inturbià.
Bevelö vu, dona lombarda, bevelo vu, bevelo vu..
Ma come mai vostù che 'l beva se nogo se' se nogo se'?
Per la corona che porto in capo, tu beverai po morirai,
Per la spada che porto al fianco, tu beverai po moriral.
Cosi fano le done tirane, del suo marì, farlo morir.
</i></poem><noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Le Canzonete dei nostri veci.djvu/21
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Ct|f=150%|8. Dona Lombarda}} 12. Bevelo vu, dona lombarda, bevelo vu, bevelo vu.. 13. Ma come mai vostù che 'l beva se nogo se' se nogo se'? 14. Per la corona che porto in capo, tu beverai po morirai, 15. Per la spada che porto al fianco, tu beverai po moriral. 16 Così fano le done tirane, del suo marì, farlo morir.
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12. Bevelo vu, dona lombarda, bevelo vu, bevelo vu..
13. Ma come mai vostù che 'l beva se nogo se' se nogo se'?
14. Per la corona che porto in capo, tu beverai po morirai,
15. Per la spada che porto al fianco, tu beverai po moriral.
16 Così fano le done tirane, del suo marì, farlo morir.<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Grossi - Marco Visconti, 1875.pdf/128
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<noinclude><pagequality level="3" user="BuzzerLone" /></noinclude>{{nop}}
L’altar maggiore era parato; v’erano accese le lampade e le candele, e si sentivano in coro i canonici salmeggiare, come a’ tempi ordinarj: chè anche in Monza al par che in Milano, il clero era tutto per l’antipapa Nicolò V, e ritenendo legalmente deposto Giovanni XXII, non si curava dell’interdetto fulminato da lui.
Ermelinda stette un momento in forse se dovesse tornar indietro, temendo della scomunica che incorreva chi assistesse ai divini uffici celebrati da sacerdoti scismatici, durante l’interdetto; ma poi disse tra sè stessa: alla fine non vengo qui che per trovare un ricovero, come lo cercherei in una casa, sotto un porticale, e senza far la riverenza, nè segno di croce, si assise su d’una panca, e si fece seder al fianco la figliuola.
A questo, la madre di Lauretta, tutta infatuata delle massime d’un altro suo figlio chiamato Bernardo, il quale avea imparato quattro cujussi da un monaco scismatico di Sant’Ambrogio, si sentì tutta accendere d’indegnazione; diede una strappata alla veste della figliuola, la quale, vedute le padrone sedersi, stava
per far lo stesso, e se la fece inginocchiare a lato, poi volse un’occhiata di basilisco al marito che era rimasto in piedi, e colle mani dietro le reni, si spassava a guardar in alto sopra il cornicione le sibille e i profeti che v’erano dipinti, e in fine non potendo più tenersi, cominciò a borbottare fra i denti: — In chiesa a questo modo! come se si entrasse in una stalla, vergogna!
— State zitta chè non vi sentano le padrone, — le diceva Lauretta all’orecchio.
— Non voglio tacere, e tu faresti meglio a segnarti e dir su qualche orazione: e quel tuo padre che sta lì incantato a guardar in alto come un allocco!
— Via, fatela finita, tornava a dirle la figliuola: ditela su voi, se volete, una qualche orazione, ma fatela finita.
— Non voglio farla finita! è una vergogna a veder dei cristiani star in chiesa a quel modo! Se avessi sentito quel che diceva ieri sera tuo fratello; se avessi sentito!... Ma! non gli vogliono dar retta. —
La figlia avendo visto che a voler replicare non faceva che aizzarla sempre di più e farle alzar la voce, prese il partito di tacersi e di lasciarla sfogare; e in fatti con questo ripiego la vecchia cominciò a far più rado e più sommesso il suo brontolio, e alla fine si ridusse in silenzio del tutto.
Bice intanto era tutta sottosopra, non so se mi debba dire per<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="BuzzerLone" />{{RigaIntestazione||marco visconti.|}}</noinclude>{{nop}}
L’altar maggiore era parato; v’erano accese le lampade e le candele, e si sentivano in coro i canonici salmeggiare, come a’ tempi ordinarj: chè anche in Monza al par che in Milano, il clero era tutto per l’antipapa Nicolò V, e ritenendo legalmente deposto Giovanni XXII, non si curava dell’interdetto fulminato da lui.
Ermelinda stette un momento in forse se dovesse tornar indietro, temendo della scomunica che incorreva chi assistesse ai divini uffici celebrati da sacerdoti scismatici, durante l’interdetto; ma poi disse tra sè stessa: alla fine non vengo qui che per trovare un ricovero, come lo cercherei in una casa, sotto un porticale, e senza far la riverenza, nè segno di croce, si assise su d’una panca, e si fece seder al fianco la figliuola.
A questo, la madre di Lauretta, tutta infatuata delle massime d’un altro suo figlio chiamato Bernardo, il quale avea imparato quattro cujussi da un monaco scismatico di Sant’Ambrogio, si sentì tutta accendere d’indegnazione; diede una strappata alla veste della figliuola, la quale, vedute le padrone sedersi, stava
per far lo stesso, e se la fece inginocchiare a lato, poi volse un’occhiata di basilisco al marito che era rimasto in piedi, e colle mani dietro le reni, si spassava a guardar in alto sopra il cornicione le sibille e i profeti che v’erano dipinti, e in fine non potendo più tenersi, cominciò a borbottare fra i denti: — In chiesa a questo modo! come se si entrasse in una stalla, vergogna!
— State zitta chè non vi sentano le padrone, — le diceva Lauretta all’orecchio.
— Non voglio tacere, e tu faresti meglio a segnarti e dir su qualche orazione: e quel tuo padre che sta lì incantato a guardar in alto come un allocco!
— Via, fatela finita, tornava a dirle la figliuola: ditela su voi, se volete, una qualche orazione, ma fatela finita.
— Non voglio farla finita! è una vergogna a veder dei cristiani star in chiesa a quel modo! Se avessi sentito quel che diceva ieri sera tuo fratello; se avessi sentito!... Ma! non gli vogliono dar retta. —
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Pagina:Bertolotti - Il ritorno dalla Russia, 1857.djvu/15
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{{Centrato|{{larger|'''CAPITOLO III.'''}}}}
<poem> Morte rota la falce, e tenor tristo
Fanno i singulti di chi langue e spira
Coi canti della gioia e’l clamor misto
Del vincitor. Oh ambizione, ahi dirà
Peste! —</poem>
{{A destra|''Dall’inglese''.}}
L’esercito vincente non fermasi, e con formidabile urto preme il nemico che in buona ordinanza ritraesi. Ma, rinvigorito da novelli aiuti tantosto, questi più non piegasi; anzi volge la fronte ed aspetta di piè fermo il cimento. Ecco dirimpetto sta l’una e l’altra oste feroce. Di qua vedi i guerrieri che mandarono Francia, Italia ed Olanda e tutta la terra del Reno, e li guida il duce che per sì lungo tempo parve trarre la vittoria incatenata al suo carro.
Di là è il borusso che tumultuando franse gli odiati ceppi stranieri, e lo infiammano l’invendicata ombra di Luisa, e gli arsi tetti e l’onta della sconfitta e mal rapita spada di Federico. Insieme con lui, dal mar Bianco al Nero, dalla muraglia della China ai baluardi di Riga, viene la schiatta Scitica e la Rutea; e con loro è Alessandro, nome di fausto augurio, e principe caro alle sue schiere.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione||— 11 —|}}</noinclude>Si mesce la battaglia; accanita battaglia che sembra dover risolvere di tutta Europa le sorti. Terribile è lo scontro; il valore e la disperazione tengono per gran pezza incerto l’evento. Finalmente la perizia del supremo condottiere de’ Franchi ottiene la palma. Ma è debole vittoria, e non più, come per lo innanzi, foriera d’ampie conquiste e rovesciatrice di regni. È vittoria che produce un
ingannevole tregua. Si sotterrano d’ambo le parti gli estinti. Un grido scorre per le schiere francesi che Enrico è di quel numero. Ferito da una palla, egli cadde nel fitto della battaglia sopra un poggio aspramente conteso, e nissuno de’ suoi compagni che cader lo videro, potè portargli soccorso, perchè infesto soppraggiunse il nemico ed occupò quell’altura; e quando ripigliato fu il poggio, tutto quanto ingombrato era di morti il terreno. Giunse a Charlis la dolorosa novella, ed il cadente genitore lo pianse. Enrico egli pianse con duolo ancora più amaro, chè non molti giorni prima eragli pervenuto l’annunzio che morte gli aveva rapito gli altri due suoi figliuoli, caduti nel difendere le mura di Tarragona contro il Leopardo Britanno. Misero padre! Egli si vedeva deserto di prole appunto allora che l’avanzata sua età più necessario gliene rendeva il conforto. {{Pt|Dere-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione||— 12 —|}}</noinclude>{{Pt|litto|Derelitto}} e solo, egli non trovò che nel sepolcro la calma.
Piansero Enrico i fedeli amici, è tutto lo pianse il villaggio; ma più di tutti lo pianse la mestissima Adele, che spenta vedeva in Enrico tutta la gioia de’ giorni suoi! Non pertanto tratto tratto spuntava un raggio di speranza ad alleviarne il tormento. “Forse, ella diceva in sè stessa, egli cadde prigioniero, quantunque ferito; sì, forse egli vive in mezzo de’ nemici, e qualche pietosa mano ne ha medicato le piaghe. Perocchè la fiiera stirpe del Norte essa pure deve sentir pietà, e chi pietà può meglio destare che Enrico, sì giovane, sì bello, sì adorno di modi che potrebbero far forza agli stessi selvaggi che d’umana carne imbandiscono nefandi conviti!”
Questo pensiero sorregge la misera, ed impedisce che morte recida il filo dell’amabile sua vita, la quale altrimente ceduto avrebbe al peso dell’immenso martirio<noinclude><references/></noinclude>
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Il ritorno dalla Russia/Capitolo III
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||PROIEZIONI|151}}</noinclude>{{Ct|f=130%|LE INTERPRETI DEL “CRISTOFORO COLOMBO„ ALLA SCALA Di MILANO.}}
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{{Ct|f=120%|'''ESTER MAZZOLENI'''}}
{{Centrato|(Fot. Varischi, Artico & C., Milano)}}
La cantatrice che presentiamo è già assai favorevolmente conosciuta in arte: alla voce di bellissimo timbro unisce arte perfetta nel fraseggiare: la bella e maestosa figura ne fa una attrice rimarchevole.
Chiamata dalla direzione della nostra massima scena lirica a sostenere l’ardita tessitura della parte d’Isabella d’Aragona nel ''Cristoforo Colombo'', ella seppe vincere con grande onore ogni confronto col
ricordo di valenti artiste passate, trionfando completamente e rivelandosi al maggior pubblico del mondo come artista assolutamente completa.
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{{Ct|f=120%|'''ELENA RUSZKOWSKA'''}}
{{Centrato|(Fot. M. Pusch, Varsavia).}}
Sino dalle rappresentazioni di ''Crepuscolo'' c'eravamo reso conto delle qualità notevoli di voce e d’intelligenza di questa esimia cantante. Ora nel ''Cristoforo Colombo'', per quanto la parte d’Iguamota sia di piccola mole, ci siamo confermati nel nostro giudizio, constatando inoltre che è artista dal gesto sobrio e nobile. Saremmo lieti di poterla udire in qualche parte principale, certi che l’egregia artista saprà infondervi sentimento e drammaticità.
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{{Ct|f=120%|'''LUIGIA GARIBALDI'''}}
{{Centrato|(Fot. A. S. Witcomb, Buenos-Aires).}}
Sebbene da pochi anni in arte, è già assai favorevolmente nota. A Milano ha già cantato altre volte, e sempre con successo di pubblico e di
critica. Ora alla nostra Scala sostiene con valentia la parte di Anacoana nel ''Cristoforo Colombo''. Nel corso della presente stagione speriamo poterla apprezzare in altre importanti parti.
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Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 2/Proiezioni
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{{Conteggio pagine|[[Speciale:Statistiche]]}}<!-- Area dati: non modificare da qui: --><onlyinclude><div style="display:none"><section begin="prec"/>../Cronaca fotografica/Visita della Regina madre all'Istituto Nazionale per le figlie dei militari<section end="prec"/>
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{{Ct|f=150%|PROCESSIONI, SATURNALI E MASCHERATE FAMOSE.}}
{{capolettera|D}}A parecchi anni il successore diretto delle orgie Dionisiache greche e dei Baccanali e Saturnali romani, il primitivo, il puerile, il folle, il grottesco, il grasso, lo sconcio carnevale, lentamente ucciso dal fatale procedere della civiltà, si può dire morto e sotterrato; anzi sulla sua tomba credo si potrebbe mettere l’epitaffio: “qui giace il carnevale morto... per troppa vita!„ E ritengo anch’io che è meglio assai lasciar la maschera adagiarsi sotto la coltre delle cose passate, anziché cercare di trarla fuori ogni tanto e spolverarla e rinverniciarla per coprire pallide fronti di nevrastenici, e visi nuvolosi di malcontenti, e smorfie di delusi che vorrebbero sembrare sorrisi...
Neppure vale la pena di ritentare il solito articolo sull’argomento, poiché a dozzine negli ultimi anni ne sono apparsi in questa stagione nelle numerose riviste di cui è prolifico il nostro paese. Come epicedio del Defunto le gazzarre dei famosi carnevali di Venezia, di Firenze e di Roma furono abbastanza ricordate e, anche in fatto di curiosità relative alle maschere, credo vi sarebbe ben poco da spigolare, essendo conosciute persino e diventate popolari da molti anni, grazie se non altro ai romanzi di Dumas, quelle relative a certi strani aneddoti storici che anche fuori della cerchia carnevalesca si collegano alle maschere; come, ad esempio, il mistero della famosa ''Maschera di Ferro'', e i ''loups'' o bautte con cui le dame francesi del cinquecento, e quelle veneziane sino quasialla fine della Repubblica, al passeggio riparavano dal sole e dal vento la bianca loro carnagione. Pochi ignorano, per esempio, che Diana di Poitiers a 70 anni tentava ancora di conservare con tale mezzo i residui di quella sua bellezza che Brantôme aveva affermata “impareggiabile„, e che a quell’età col loup sul viso seguiva ancora a cavallo le caccie della Corte; ma forse meno noto, perché lo trovo rincantucciato nelle ''Variétés littéraires'' del Saint-Olive (Lyon 1860, p. 91), è il fatto che causa prima di discordia tra Enrico IV e la prima sua moglie Margherita di Navarra, la gentile Margot, si fu che questa regina oltre a non uscire mai se non mascherata, si ostinava a voler tenere la maschera persino in letto! Altra curiosità in questo argomento, assai strana e poco nota, è che mentre in ogni paese e in ogni tempo
fu sempre concesso di preferenza alle donne il mascherarsi, nel seicento persino alle monache, ed anzi l’uscire col viso coperto fu loro sempre consigliato e persino imposto, tanto che ancora al presente le donne turche in Oriente non escono, si può dire, che mascherate, a Milano invece vi fu tempo in cui proprio alle donne soltanto fu
tale cosa proibita, come lo attesta il “Bando„ in data 26 di gennaro 1571 dell’Ill.mo Don Gabriel della Coeva Duca d’Albuquerque per Sua Maestà Cattolica Governatore dello Stato di Milano, intitolato “Crido che le donne non si facciano mascare„ e conservato nel R. Archivio di Stato di Milano (Reg. Panigarola, lett. T, fol. 291).
“Perchè è cosa scandalosa, dice l’editto, et indecente alla honestà publica et particolare che le donne si facciano mascare andando con le faccie coperte, dal che nasce occasione che non gli sia portato in parole et in altri modi il rispetto et
honore che per ogni ratione alle donne è debito, ecc., pertanto Sua Eccellenza ordina et comanda..., e metto di nuovo l’eccetera, perchè il “Crido„ è lungo e lo spazio di cui dispongo è breve„.
Nei tempi trascorsi, in omaggio al biblico ''Omnia tempus habent'', vi era la stagione dei divertimenti e vi era quella della penitenza. Adesso invece è carnevale tutto l’anno per chi, avendo ricchezze, non voglia o non sappia far altro che divertirsi: mentre tutto l’anno è quaresima per chi non riesce, pure sgobbando, ad allacciare il
pranzo con la cena. Sono quindi ben lontani i tempi in cui Benedetto XIV era costretto a lanciare la scomunica contro coloro, ed eran moltitudine, che l’ultima notte di carnevale prima di ritornare alle case loro si affrettavano ad entrare in chiesa a ricevere la comunione nello stesso costume che folleggiando avevano portato il giorno
innanzi nella città! (''Magnum Bullarium'', XXV, 233). Nell’annosa lotta della Chiesa contro quell’uso irriverente neppure aveva valso il far rappresentare con la pittura la triste sorte di quei ballerini che per aver indugiato la sera del martedì grasso a carnevalare qualche momento dopo la mezzanotte, rubando così un po’ del suo dominio
alla quaresima, erano stati colpiti dalla Giustizia divina che li aveva condannati a ballare giorno e notte senza mai fermarsi per un anno intiero, e cioè sino alla mezzanotte del martedì grasso dell’anno successivo!<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="BuzzerLone" /></noinclude>della stretta amicizia che era un giorno tra esso e il suo povero figlio; ben presto ebbe a provare qualche inquietudine delle grazie che vedea da lui usate in ogni incontro a Bice; tanto più che non isfuggì all’accorgimento della buona madre un cotal lieve senso di pudica compiacenza con che la fanciulla pareva accoglierle.
Fra non molto ella notò, come all’aperto e franco tripudio della giovinetta era successa una letizia chiusa, sbaldanzita: la vedeva arrossire s’ella l’interrogava intorno ad Ottorino, e abbassar gli occhi non osi di sostenere lo sguardo materno, di che cominciò ad esser gravemente conturbata.
Non ch’ella riputasse quel partito disconvenevole per la sua figlia, che per verità non avrebbe saputo dove collocarla con più onore; ma le dava pensiero la voce che correva, come il giovine fosse già in pratica di tórre una figliuola di Franchino Rusconi, signor di Como, e come quelle nozze erano maneggiate da Marco Visconti.
Quanto al Conte, beato d’avere in sua casa un cavaliere di tanto nome, un cugino del Vicario, una creatura di Marco, egli era tutto in faccende per rendergliene più gradevole che potesse il soggiorno; e quando era un convito, quando una caccia, quando una gita ai paesi vicini. Bice era sempre della compagnia, chè il padre non sapea dare un passo senza di lei: anzi ad ogni tratto ei le veniva ricantando le glorie del giovine ospite, e parea che facesse a posta a riandare tutto quello ch’egli avea fatto per la salvezza loro nel momento del naufragio, ritoccando ogni memoria di quel giorno, di quelle ore passate sullo scoglio, delle quali la fanciulla si ricordava forse già troppo, e sempre con un commovimento, con un brivido che non era però tutto di terrore.
E una virtù che agli occhi del Conte dava un nuovo pregio a tutte le altre, aveva egli scoperta recentemente nel cavaliere: una sommissione ai suoi avvisi, una perseveranza volonterosa nell’ascoltare tutte le storie della sua vita, nel menargli buoni tutti i suoi vanti.
— Gli è un giovine di garbo — diceva egli — non come cotesti sbarbatelli d’oggi giorno, che non sono appena usciti di bambino e già pretendono d’insegnare ai dottori. Hai veduto? — domandò una volta a Bice — hai veduto ieri sera quando gli spiegava le ragioni per cui il combattimento di Lupo con Ramengo si deve ritener nullo, come mi stette attento forse un paio d’ore senza batter palpebra? — Ed era la pura verità, perchè in tutto quel tempo il garzone, che stava seduto presso la fanciulla,<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="BuzzerLone" /></noinclude>della stretta amicizia che era un giorno tra esso e il suo povero figlio; ben presto ebbe a provare qualche inquietudine delle grazie che vedea da lui usate in ogni incontro a Bice; tanto più che non isfuggì all’accorgimento della buona madre un cotal lieve senso di pudica compiacenza con che la fanciulla pareva accoglierle.
Fra non molto ella notò, come all’aperto e franco tripudio della giovinetta era successa una letizia chiusa, sbaldanzita: la vedeva arrossire s’ella l’interrogava intorno ad Ottorino, e abbassar gli occhi non osi di sostenere lo sguardo materno, di che cominciò ad esser gravemente conturbata.
Non ch’ella riputasse quel partito disconvenevole per la sua figlia, che per verità non avrebbe saputo dove collocarla con più onore; ma le dava pensiero la voce che correva, come il giovine fosse già in pratica di tórre una figliuola di Franchino Rusconi, signor di Como, e come quelle nozze erano maneggiate da Marco Visconti.
Quanto al Conte, beato d’avere in sua casa un cavaliere di tanto nome, un cugino del Vicario, una creatura di Marco, egli era tutto in faccende per rendergliene più gradevole che potesse il soggiorno; e quando era un convito, quando una caccia, quando una gita ai paesi vicini. Bice era sempre della compagnia, chè il padre non sapea dare un passo senza di lei: anzi ad ogni tratto ei le veniva ricantando le glorie del giovine ospite, e parea che facesse a posta a riandare tutto quello ch’egli avea fatto per la salvezza loro nel momento del naufragio, ritoccando ogni memoria di quel giorno, di quelle ore passate sullo scoglio, delle quali la fanciulla si ricordava forse già troppo, e sempre con un commovimento, con un brivido che non era però tutto di terrore.
E una virtù che agli occhi del Conte dava un nuovo pregio a tutte le altre, aveva egli scoperta recentemente nel cavaliere: una sommissione ai suoi avvisi, una perseveranza volonterosa nell’ascoltare tutte le storie della sua vita, nel menargli buoni tutti i suoi vanti.
— Gli è un giovine di garbo — diceva egli — non come cotesti sbarbatelli d’oggi giorno, che non sono appena usciti di bambino e già pretendono d’insegnare ai dottori. Hai veduto? — domandò una volta a Bice — hai veduto ieri sera quando gli spiegava le ragioni per cui il combattimento di Lupo con Ramengo si deve ritener nullo, come mi stette attento forse un paio d’ore senza batter palpebra? — Ed era la pura verità, perchè in tutto quel tempo il garzone, che stava seduto presso la fanciulla,<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="BuzzerLone" />{{RigaIntestazione||marco visconti.|}}</noinclude>della stretta amicizia che era un giorno tra esso e il suo povero figlio; ben presto ebbe a provare qualche inquietudine delle grazie che vedea da lui usate in ogni incontro a Bice; tanto più che non isfuggì all’accorgimento della buona madre un cotal lieve senso di pudica compiacenza con che la fanciulla pareva accoglierle.
Fra non molto ella notò, come all’aperto e franco tripudio della giovinetta era successa una letizia chiusa, sbaldanzita: la vedeva arrossire s’ella l’interrogava intorno ad Ottorino, e abbassar gli occhi non osi di sostenere lo sguardo materno, di che cominciò ad esser gravemente conturbata.
Non ch’ella riputasse quel partito disconvenevole per la sua figlia, che per verità non avrebbe saputo dove collocarla con più onore; ma le dava pensiero la voce che correva, come il giovine fosse già in pratica di tórre una figliuola di Franchino Rusconi, signor di Como, e come quelle nozze erano maneggiate da Marco Visconti.
Quanto al Conte, beato d’avere in sua casa un cavaliere di tanto nome, un cugino del Vicario, una creatura di Marco, egli era tutto in faccende per rendergliene più gradevole che potesse il soggiorno; e quando era un convito, quando una caccia, quando una gita ai paesi vicini. Bice era sempre della compagnia, chè il padre non sapea dare un passo senza di lei: anzi ad ogni tratto ei le veniva ricantando le glorie del giovine ospite, e parea che facesse a posta a riandare tutto quello ch’egli avea fatto per la salvezza loro nel momento del naufragio, ritoccando ogni memoria di quel giorno, di quelle ore passate sullo scoglio, delle quali la fanciulla si ricordava forse già troppo, e sempre con un commovimento, con un brivido che non era però tutto di terrore.
E una virtù che agli occhi del Conte dava un nuovo pregio a tutte le altre, aveva egli scoperta recentemente nel cavaliere: una sommissione ai suoi avvisi, una perseveranza volonterosa nell’ascoltare tutte le storie della sua vita, nel menargli buoni tutti i suoi vanti.
— Gli è un giovine di garbo — diceva egli — non come cotesti sbarbatelli d’oggi giorno, che non sono appena usciti di bambino e già pretendono d’insegnare ai dottori. Hai veduto? — domandò una volta a Bice — hai veduto ieri sera quando gli spiegava le ragioni per cui il combattimento di Lupo con Ramengo si deve ritener nullo, come mi stette attento forse un paio d’ore senza batter palpebra? — Ed era la pura verità, perchè in tutto quel tempo il garzone, che stava seduto presso la fanciulla,<noinclude>{{PieDiPagina||— 70 —}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="BuzzerLone" /></noinclude>era, come suol dirsi, in estasi, e non aveva ascoltata nè pure una sillaba.
Che se Ermelinda s’arrischiava qualche volta coll’usata modestia di ripigliare il marito, di volerlo persuadere che stesse un po’ più in guardia; egli chiamava sogni e pazzie i suoi sospetti, e col levarle un gran rumore in capo la forzava a tacersi. La buona donna non potendo, come avrebbe desiderato, chiarire a dirittura la cosa parlandone con ischiettezza allo stesso Ottorino, perocchè il Conte gliel’avea inibito con una gran risoluzione, dovette star contenta al solo spediente che le rimaneva, di scrivere a Como per certificarsi intorno alla verità e alla condizione degl’impegni che il giovine potesse avervi preso; e intanto che aspettava le informazioni domandate, vigilare con ogni riguardo la figlia e studiarsi di stornarla dalla presenza del giovane e di sviarlene il pensiero.
La fanciulla, una testolina alquanto capricciosetta, come tutti i figliuoli viziati, in fondo però era una pasta di mele: come accade, ella avea sempre amato con maggior riverenza, e dirò pure con maggior tenerezza, la madre, qualche volta per necessità un po’ severa, che non il Conte con tutta la sua indulgenza; era più contenta d’un sorriso, d’una amorevolezza che avesse ottenuto da lei, che di tutte le dimostrazioni del padre.
Ma da che Ottorino trovavasi al castello, veniva a poco a poco succedendo in lei un notabile cangiamento anche su questo particolare. Ermelinda con quella sua aria fredda, con quelle parole ora d’ammonizione, ora di rimprovero, la teneva in rispetto, le aduggiava, dirò così, le impigliava penosamente l’animo, tutto pieno di una vita novella, d’un senso sconosciuto, che la portava alla confidenza e all’abbandono. Il nome del giovane, che soleva empirla tutta di gioia ripetuto dalla bocca del Conte, la faceva palpitar di terrore se lo sentiva profferir dalla madre; però sfuggiva a tutto suo potere di lasciarsi coglier sola da lei, e non è maraviglia se sentiva scemar di giorno in giorno quel grande amore che le aveva sempre portato. Che più? sorprendendo qualche volta nel suo cuore un certo fastidio troppo oltraggioso, in alcuni momenti fantastici di ritorno alla prima filiale svisceratezza, se ne spaventava essa medesima, se ne rimproverava amaramente, e faceva mille belle risoluzioni, che non aveva poi la forza di mantenere.
Durava da più giorni questo combattimento, quando giunse al castello un messo di Marco Visconti, al ricever del quale Ottorino annunziò che fra due giorni era aspettato a Milano.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="BuzzerLone" />{{RigaIntestazione||capitolo vi.|}}</noinclude>era, come suol dirsi, in estasi, e non aveva ascoltata nè pure una sillaba.
Che se Ermelinda s’arrischiava qualche volta coll’usata modestia di ripigliare il marito, di volerlo persuadere che stesse un po’ più in guardia; egli chiamava sogni e pazzie i suoi sospetti, e col levarle un gran rumore in capo la forzava a tacersi. La buona donna non potendo, come avrebbe desiderato, chiarire a dirittura la cosa parlandone con ischiettezza allo stesso Ottorino, perocchè il Conte gliel’avea inibito con una gran risoluzione, dovette star contenta al solo spediente che le rimaneva, di scrivere a Como per certificarsi intorno alla verità e alla condizione degl’impegni che il giovine potesse avervi preso; e intanto che aspettava le informazioni domandate, vigilare con ogni riguardo la figlia e studiarsi di stornarla dalla presenza del giovane e di sviarlene il pensiero.
La fanciulla, una testolina alquanto capricciosetta, come tutti i figliuoli viziati, in fondo però era una pasta di mele: come accade, ella avea sempre amato con maggior riverenza, e dirò pure con maggior tenerezza, la madre, qualche volta per necessità un po’ severa, che non il Conte con tutta la sua indulgenza; era più contenta d’un sorriso, d’una amorevolezza che avesse ottenuto da lei, che di tutte le dimostrazioni del padre.
Ma da che Ottorino trovavasi al castello, veniva a poco a poco succedendo in lei un notabile cangiamento anche su questo particolare. Ermelinda con quella sua aria fredda, con quelle parole ora d’ammonizione, ora di rimprovero, la teneva in rispetto, le aduggiava, dirò così, le impigliava penosamente l’animo, tutto pieno di una vita novella, d’un senso sconosciuto, che la portava alla confidenza e all’abbandono. Il nome del giovane, che soleva empirla tutta di gioia ripetuto dalla bocca del Conte, la faceva palpitar di terrore se lo sentiva profferir dalla madre; però sfuggiva a tutto suo potere di lasciarsi coglier sola da lei, e non è maraviglia se sentiva scemar di giorno in giorno quel grande amore che le aveva sempre portato. Che più? sorprendendo qualche volta nel suo cuore un certo fastidio troppo oltraggioso, in alcuni momenti fantastici di ritorno alla prima filiale svisceratezza, se ne spaventava essa medesima, se ne rimproverava amaramente, e faceva mille belle risoluzioni, che non aveva poi la forza di mantenere.
Durava da più giorni questo combattimento, quando giunse al castello un messo di Marco Visconti, al ricever del quale Ottorino annunziò che fra due giorni era aspettato a Milano.<noinclude>{{PieDiPagina||— 71 —}}</noinclude>
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A Bice pareva un sogno; non sapeva propriamente persuadersi ch’egli avesse a partire davvero; trovava così dolce lo starsi con lui! quando ne era divisa pensava che fra due, fra tre, fra quattro ore l’avrebbe riveduto; quel pensiero l’occupava, la consolava in tutto quel tempo; le ore passavano e Ottorino ricompariva: ma quando se ne fosse ito? che fare in tutta la giornata, in quelle lunghe sere?
Tornava colla mente ai lieti giorni passati in quel luogo, prima che vi giugnesse quell’ospite fatale. La sua madre, la sua ancella, il suo liuto, i suoi libri, il suo bajo: ma il cuore non rispondeva più a quelle immagini un giorno sì potenti su di lei; era come a toccare i tasti d’un gravicembalo a cui fossero state troncate le corde.
Il domani, che veniva ad essere il giorno antecedente a quello della partenza di Ottorino, fu destinato dal Conte alla caccia del falco, e Bice era già inteso che non vi doveva mancare. — Voglio che vediate volare i miei uccelli — diceva il padre di questa al suo ospite — e mi saprete dire se Marco Visconti ne ha che vi possano stare a paro: vedrete, sparvieri, girifalchi d’Irlanda, di Norvegia e di Danimarca; ne ho di nidiaci, ne ho di pellegrini; e che superbe mute di cani tanto da fermo che da sangue! Ho poi a mostrarvi il mio falcone favorito, addestrato da me, perchè io mi spasso ad acconciarne qualcuno a mia mano con dei nuovi trovati, con certe mie arti; basta, vi farò vedere. —
Quello stesso giorno venne una lettera da Como, al ricever della quale Ermelinda stette lungamente in colloquio col marito. Bice dalle sue camere, ove s’era rinchiusa in compagnia dell’ancella, udiva la voce dei genitori che pareva concitata dal calore d’una contesa, ed avvisò troppo bene quale potesse esserne il soggetto.
Tutta la giornata ella potè star lontana dalla madre, e non si trovò seco che la sera a cena. La vedeva allora, taciturna, accorata, che la guardava qualche volta in faccia come se avesse un segreto da rivelarle, ed essa per la tema d’aversi pure a trovar sola con lei, come prima potè farlo onestamente, sotto scusa d’aversi a levar presto la mattina per la caccia, prese buona licenza e si ritirò. Chiusa che fu nelle sue camere, si sentì come riavuta e s’assise dinanzi a uno specchio a farsi raccogliere le chiome dalla sua Lauretta per coricarsi tosto. L’ancella, che avea scoperto il segreto del cuore della sua padroncina, le veniva con maliziosi avvolgimenti parlando di Ottorino, e tribolandola lievemente con motti coperti, dei quali Bice voleva pur mostrare<noinclude><references/></noinclude>
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A Bice pareva un sogno; non sapeva propriamente persuadersi ch’egli avesse a partire davvero; trovava così dolce lo starsi con lui! quando ne era divisa pensava che fra due, fra tre, fra quattro ore l’avrebbe riveduto; quel pensiero l’occupava, la consolava in tutto quel tempo; le ore passavano e Ottorino ricompariva: ma quando se ne fosse ito? che fare in tutta la giornata, in quelle lunghe sere?
Tornava colla mente ai lieti giorni passati in quel luogo, prima che vi giugnesse quell’ospite fatale. La sua madre, la sua ancella, il suo liuto, i suoi libri, il suo bajo: ma il cuore non rispondeva più a quelle immagini un giorno sì potenti su di lei; era come a toccare i tasti d’un gravicembalo a cui fossero state troncate le corde.
Il domani, che veniva ad essere il giorno antecedente a quello della partenza di Ottorino, fu destinato dal Conte alla caccia del falco, e Bice era già inteso che non vi doveva mancare. — Voglio che vediate volare i miei uccelli — diceva il padre di questa al suo ospite — e mi saprete dire se Marco Visconti ne ha che vi possano stare a paro: vedrete, sparvieri, girifalchi d’Irlanda, di Norvegia e di Danimarca; ne ho di nidiaci, ne ho di pellegrini; e che superbe mute di cani tanto da fermo che da sangue! Ho poi a mostrarvi il mio falcone favorito, addestrato da me, perchè io mi spasso ad acconciarne qualcuno a mia mano con dei nuovi trovati, con certe mie arti; basta, vi farò vedere. —
Quello stesso giorno venne una lettera da Como, al ricever della quale Ermelinda stette lungamente in colloquio col marito. Bice dalle sue camere, ove s’era rinchiusa in compagnia dell’ancella, udiva la voce dei genitori che pareva concitata dal calore d’una contesa, ed avvisò troppo bene quale potesse esserne il soggetto.
Tutta la giornata ella potè star lontana dalla madre, e non si trovò seco che la sera a cena. La vedeva allora, taciturna, accorata, che la guardava qualche volta in faccia come se avesse un segreto da rivelarle, ed essa per la tema d’aversi pure a trovar sola con lei, come prima potè farlo onestamente, sotto scusa d’aversi a levar presto la mattina per la caccia, prese buona licenza e si ritirò. Chiusa che fu nelle sue camere, si sentì come riavuta e s’assise dinanzi a uno specchio a farsi raccogliere le chiome dalla sua Lauretta per coricarsi tosto. L’ancella, che avea scoperto il segreto del cuore della sua padroncina, le veniva con maliziosi avvolgimenti parlando di Ottorino, e tribolandola lievemente con motti coperti, dei quali Bice voleva pur mostrare<noinclude>{{PieDiPagina||— 72 —}}</noinclude>
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A Bice pareva un sogno; non sapeva propriamente persuadersi ch’egli avesse a partire davvero; trovava così dolce lo starsi con lui! quando ne era divisa pensava che fra due, fra tre, fra quattro ore l’avrebbe riveduto; quel pensiero l’occupava, la consolava in tutto quel tempo; le ore passavano e Ottorino ricompariva: ma quando se ne fosse ito? che fare in tutta la giornata, in quelle lunghe sere?
Tornava colla mente ai lieti giorni passati in quel luogo, prima che vi giugnesse quell’ospite fatale. La sua madre, la sua ancella, il suo liuto, i suoi libri, il suo bajo: ma il cuore non rispondeva più a quelle immagini un giorno sì potenti su di lei; era come a toccare i tasti d’un gravicembalo a cui fossero state troncate le corde.
Il domani, che veniva ad essere il giorno antecedente a quello della partenza di Ottorino, fu destinato dal Conte alla caccia del falco, e Bice era già inteso che non vi doveva mancare. — Voglio che vediate volare i miei uccelli — diceva il padre di questa al suo ospite — e mi saprete dire se Marco Visconti ne ha che vi possano stare a paro: vedrete, sparvieri, girifalchi d’Irlanda, di Norvegia e di Danimarca; ne ho di nidiaci, ne ho di pellegrini; e che superbe mute di cani tanto da fermo che da sangue! Ho poi a mostrarvi il mio falcone favorito, addestrato da me, perchè io mi spasso ad acconciarne qualcuno a mia mano con dei nuovi trovati, con certe mie arti; basta, vi farò vedere. —
Quello stesso giorno venne una lettera da Como, al ricever della quale Ermelinda stette lungamente in colloquio col marito. Bice dalle sue camere, ove s’era rinchiusa in compagnia dell’ancella, udiva la voce dei genitori che pareva concitata dal calore d’una contesa, ed avvisò troppo bene quale potesse esserne il soggetto.
Tutta la giornata ella potè star lontana dalla madre, e non si trovò seco che la sera a cena. La vedeva allora, taciturna, accorata, che la guardava qualche volta in faccia come se avesse un segreto da rivelarle, ed essa per la tema d’aversi pure a trovar sola con lei, come prima potè farlo onestamente, sotto scusa d’aversi a levar presto la mattina per la caccia, prese buona licenza e si ritirò. Chiusa che fu nelle sue camere, si sentì come riavuta e s’assise dinanzi a uno specchio a farsi raccogliere le chiome dalla sua Lauretta per coricarsi tosto. L’ancella, che avea scoperto il segreto del cuore della sua padroncina, le veniva con maliziosi avvolgimenti parlando di Ottorino, e tribolandola lievemente con motti coperti, dei quali Bice voleva pur mostrare<noinclude>{{PieDiPagina||— 72 —}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" />{{RigaIntestazione|646|{{Sc|indice dei nomi}}|}}</noinclude>{{colonna|em=-1}}<includeonly>{{Indentatura}}</includeonly>
1749), {{Pg|274}}; ''Éloge de Boerhaave'', {{Pg|90}}; ''Éloge de Leibnitz'', {{Pg|422}}.
Foro (romano), {{Pg|35}}, {{Pg|449}}, {{Pg|451}}.
Fra Bartoloinmeo, Baccio Della Porta detto, {{Pg|19}}, {{Pg|132}}; ''S. Marco'' di Palazzo Pitti, {{Pg|132}}.
Fracastoro, Girolamo, {{Pg|354}}, {{Pg|510}}; ''Sifilide'', {{Pg|510}}.
Francescani, ordine, {{Pg|31}}.
Francesco I, re di Francia, {{Pg|5}}, {{Pg|133}}, {{Pg|246}}-{{Pg|247}}, {{Pg|250}}, {{Pg|258}}, {{Pg|380}}.
Francesco d’Assisi, san, figura pittorica, {{Pg|120}}.
Francesi, {{Pg|3}}, {{Pg|6}}, {{Pg|8}}-{{Pg|10}}, {{Pg|13}}, {{Pg|19}}, {{Pg|22}}-{{Pg|23}}, {{Pg|26}}, {{Pg|90}}, {{Pg|137}}, {{Pg|165}}, {{Pg|168}}-{{Pg|169}}, {{Pg|171}}, {{Pg|175}}, {{Pg|183}}, {{Pg|232}}, {{Pg|243}}, {{Pg|246}}, {{Pg|251}}, {{Pg|258}}, {{Pg|261}}, {{Pg|281}}, {{Pg|362}}-{{Pg|363}}, {{Pg|378}}, {{Pg|380}}, {{Pg|405}}, {{Pg|427}}.
Franchi, popolo, {{Pg|379}}.
Francia, {{Pg|5}}, {{Pg|12}}, {{Pg|16}}, {{Pg|26}}, {{Pg|63}}, {{Pg|126}}, {{Pg|138}}, {{Pg|153}}, {{Pg|165}}, {{Pg|171}}, {{Pg|183}}, {{Pg|189}}, {{Pg|191}}, {{Pg|235}}, {{Pg|243}}, {{Pg|246}}-{{Pg|248}}, {{Pg|250}}-{{Pg|251}}, {{Pg|257}}-{{Pg|258}}, {{Pg|345}}, {{Pg|347}}, {{Pg|351}}, {{Pg|354}}-{{Pg|355}}, {{Pg|358}}-{{Pg|359}}, {{Pg|362}}-{{Pg|363}}, {{Pg|378}}-{{Pg|380}}, {{Pg|405}}, {{Pg|408}}, {{Pg|411}}-{{Pg|413}}, {{Pg|417}}-{{Pg|418}}, {{Pg|429}}-{{Pg|430}}, {{Pg|442}}.
Francia, Francesco Raibolini («Raibollini») detto il, {{Pg|20}}, {{Pg|126}}; «l'Orefice», {{Pg|20}}; S. Sebastiano, {{Pg|20}}.
Frézier, Amedée-Franpois, {{Pg|36}}, {{Pg|50}}; ''Dissertation sur les ordres d'Architecture'', {{Pg|36}}, {{Pg|50}}; ''Stereotomia'', {{Pg|36}}.
Furie (''En.''), 196.
Furlana, danza, {{Pg|155}}.
Gadi, {{Pg|105}}; tempio di Ercole in Gadi, {{Pg|105}}.
Galantini, Ippolito v. Prete Genovese.
Galatone, pittore, {{Pg|103}}; ''quadro dei poeti che si abbeverano da Omero'', {{Pg|103}}.
Galiani, Berardo, {{Pg|45}}, {{Pg|391}}; ''traduzione di Vitruvio'', {{Pg|45}}, {{Pg|391}}.
Galilei, Galileo, {{Pg|123}}, {{Pg|350}} (plur.), {{Pg|354}}, {{Pg|362}}-{{Pg|363}}, {{Pg|405}}, {{Pg|408}}-{{Pg|409}}, {{Pg|415}},{{altraColonna|em=-1}}
{{Pg|419}}-{{Pg|420}}, {{Pg|427}}; «nostro Linceo», {{Pg|408}}-{{Pg|409}}; «questo filosofo», {{Pg|428}}; ''Saggiatore'', {{Pg|419}}; ''Dialogo dei massimi sistemi'' («Dialogo del sistema del mondo»), {{Pg|427}}.
Galli, popolo, {{Pg|296}}, {{Pg|341}}, {{Pg|379}}.
Gallia, {{Pg|455}}; - cisalpina, {{Pg|454}}-{{Pg|455}}; - narbonense, {{Pg|453}}, {{Pg|455}}.
Gallie, {{Pg|355}}, {{Pg|379}}.
Galuppi, Baldassarre, {{Pg|166}}.
Garbieri, Lorenzo, pittore, {{Pg|20}}.
Garcilaso («Garcilasso») de la Vega, {{Pg|330}}, {{Pg|340}}; ''«storia»'', {{Pg|330}}.
Gassendi, Pietro (Gassend Pierre) («Gassendo»), {{Pg|426}}.
Gellée, Claude v. Lorenese.
Gelli, Giambattista, {{Pg|236}}.
Gellio, Aulo, {{Pg|232}}, {{Pg|457}}; ''Noctes Att.'', {{Pg|232}}, {{Pg|457}}.
Genga, Girolamo, {{Pg|49}}, {{Pg|177}}.
Geni romani (''En.''), 196.
Genova, {{Pg|439}}.
Gentilesimo, {{Pg|383}}, {{Pg|387}}, {{Pg|397}}.
Gentili (i pagani), {{Pg|400}}.
Gérard, Marc-Antoine v. Saint-Amant.
Gerico, rosa di, {{Pg|187}}.
Germania, {{Pg|32}}, {{Pg|49}}, {{Pg|126}}, {{Pg|133}}, {{Pg|265}}, {{Pg|371}}, {{Pg|379}}-{{Pg|380}}, {{Pg|439}}, {{Pg|441}}, {{Pg|478}}.
Gesuiti, {{Pg|341}}.
Ghirlandaio, Domenico Corrado Bigordi detto il («Ghirlandai»), {{Pg|130}}.
Giambellino («Gian Bellino»), Giovanni Bellini detto il, {{Pg|130}}, {{Pg|141}}.
Giambologna, Jean Boulogne detto il, («Gian Bologna»), {{Pg|19}}.
Giappone, {{Pg|339}}.
Gige, re della Lidia, {{Pg|105}}.
Gioan da Udine, {{Pg|180}}.
Giocatore (ballo o «intermezzo» del -), {{Pg|175}}.
Giordano, fiume, {{Pg|102}}.
Giordano, Luca, {{Pg|136}}, {{Pg|141}}.
Giorgione, Giorgio Barbaredi detto il, {{Pg|19}}, {{Pg|82}}, {{Pg|127}}, {{Pg|132}}, {{Pg|182}}.{{FineIndentatura}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="BuzzerLone" />{{RigaIntestazione||vita di tomaso grossi.|}}</noinclude>''di serena pace, di franca gentilezza, di pronta bontà; famiglia nella quale così ben campeggiava quella schietta indole di lui, che, quanto naturalmente dimentico del proprio merito, aveva altrettanto spontanea la lode pel merito altrui, di lui così benevolo, così sincero, così misurato, così cortese!''
Però, quando le cure della professione e della famiglia gli lasciavano un’ora di riposo, egli soleva dedicarla alla lettura dei classici e in ispecial modo ''Ai Commentarii di Giulio Cesare''; e quando il Massimo d’Azeglio, con fraterna deferenza, gli inviava le prove di stampa del suo ''Niccolò de’ Lapi'', il Grossi sentì rinascere la volontà di tornare alle lettere e si accinse a studiare e raccogliere notizie intorno a ''Francesco Sforza'', nel pensiero di farne un nuovo ''romanzo storico''; studio che le assidue occupazioni non gli permisero di compiere.
La nobiltà del carattere di questo egregio uomo di lettere e incomparabile marito, padre ed amico, rifulse di chiarissima luce allora che, osteggiato da bassi nemici, quando attendeva la nomina di notaro, risaputi i nomi di costoro, li dimenticò e nessuna vendetta ne trasse, potendolo in molte occasioni.
Lode altissima a lui, onor suo grandissimo; ma che pur perpetua e lascia impunita sempre la stirpe dei vili!
Richiesto a membro, o socio, di molte Accademie, ne accettò gli onori senza dar loro molta importanza, ma senza dispregio; fu socio corrispondente dell’Istituto di Scienze, Lettere ed Arti di Lombardia e nei pochi mesi di Governo Provvisorio, nel 1848, fu direttore dei Ginnasii in Milano. L’''atto di fusione'' della Lombardia coi Regii Stati Sardi, fu da lui rogato allora e rivisse nel 1859 e rivive oggi di vita, che non verrà mai spenta. Fu membro della Camera di Disciplina notarile; notaio del Municipio di Milano e di molte Congregazioni ed Istituti pubblici e privati e finalmente sindaco cancelliere del Collegio della Guastalla.
In tutte le sue mansioni portò quella scrupolosa onestà, che gli era natura, quella calma e serenità di giudizio e quel fino accorgimento, che gli avevano schierata d’at-<noinclude>{{PieDiPagina||— {{Sc|xiv}} —}}</noinclude>
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Però, quando le cure della professione e della famiglia gli lasciavano un’ora di riposo, egli soleva dedicarla alla lettura dei classici e in ispecial modo ''Ai Commentarii di {{AutoreCitato|Caio Giulio Cesare|Giulio Cesare}}''; e quando il {{AutoreCitato|Massimo d'Azeglio|Massimo d’Azeglio}}, con fraterna deferenza, gli inviava le prove di stampa del suo ''Niccolò de’ Lapi'', il Grossi sentì rinascere la volontà di tornare alle lettere e si accinse a studiare e raccogliere notizie intorno a ''Francesco Sforza'', nel pensiero di farne un nuovo ''romanzo storico''; studio che le assidue occupazioni non gli permisero di compiere.
La nobiltà del carattere di questo egregio uomo di lettere e incomparabile marito, padre ed amico, rifulse di chiarissima luce allora che, osteggiato da bassi nemici, quando attendeva la nomina di notaro, risaputi i nomi di costoro, li dimenticò e nessuna vendetta ne trasse, potendolo in molte occasioni.
Lode altissima a lui, onor suo grandissimo; ma che pur perpetua e lascia impunita sempre la stirpe dei vili!
Richiesto a membro, o socio, di molte Accademie, ne accettò gli onori senza dar loro molta importanza, ma senza dispregio; fu socio corrispondente dell’Istituto di Scienze, Lettere ed Arti di Lombardia e nei pochi mesi di Governo Provvisorio, nel 1848, fu direttore dei Ginnasii in Milano. L’''atto di fusione'' della Lombardia coi Regii Stati Sardi, fu da lui rogato allora e rivisse nel 1859 e rivive oggi di vita, che non verrà mai spenta. Fu membro della Camera di Disciplina notarile; notaio del Municipio di Milano e di molte Congregazioni ed Istituti pubblici e privati e finalmente sindaco cancelliere del Collegio della Guastalla.
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Però, quando le cure della professione e della famiglia gli lasciavano un’ora di riposo, egli soleva dedicarla alla lettura dei classici e in ispecial modo ''Ai Commentarii di {{AutoreCitato|Gaio Giulio Cesare|Giulio Cesare}}''; e quando il {{AutoreCitato|Massimo d'Azeglio|Massimo d’Azeglio}}, con fraterna deferenza, gli inviava le prove di stampa del suo ''Niccolò de’ Lapi'', il Grossi sentì rinascere la volontà di tornare alle lettere e si accinse a studiare e raccogliere notizie intorno a ''Francesco Sforza'', nel pensiero di farne un nuovo ''romanzo storico''; studio che le assidue occupazioni non gli permisero di compiere.
La nobiltà del carattere di questo egregio uomo di lettere e incomparabile marito, padre ed amico, rifulse di chiarissima luce allora che, osteggiato da bassi nemici, quando attendeva la nomina di notaro, risaputi i nomi di costoro, li dimenticò e nessuna vendetta ne trasse, potendolo in molte occasioni.
Lode altissima a lui, onor suo grandissimo; ma che pur perpetua e lascia impunita sempre la stirpe dei vili!
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In tutte le sue mansioni portò quella scrupolosa onestà, che gli era natura, quella calma e serenità di giudizio e quel fino accorgimento, che gli avevano schierata d’at-<noinclude>{{PieDiPagina||— {{Sc|xiv}} —}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="BuzzerLone" /></noinclude>plesso delle terre transatlantiche col nome abbastanza appropriato di ''Nuova Europa'', e nell’anno 1810 dall’autorevole geografo Augusto Zeune, di generalizzare i nomi di Colombia e di America già proposti da Abramo Ortelio.
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<noinclude><pagequality level="3" user="BuzzerLone" />{{RigaIntestazione||— 40 — |}}</noinclude>plesso delle terre transatlantiche col nome abbastanza appropriato di ''Nuova Europa'', e nell’anno 1810 dall’autorevole geografo Augusto Zeune, di generalizzare i nomi di Colombia e di America già proposti da {{AutoreCitato|Abraham Ortelius|Abramo Ortelio}}.
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<noinclude><pagequality level="1" user="BuzzerLone" /></noinclude>e di Martino Waldseemũller (anno 1513), da un istmo di unione tra il continente meridionale ed il settentrionale, essa dà a quest’ultimo il nome stranissimo di ''Zoana mela'' che non si ritrova in nessun'altra, e la cui spiegazione, molto naturale, non venne data che in questi ultimi anni dal professore Franz Wieser della Universita di Innsbruck (4).
A questi due disegni e alle carte del Mercator e dell’Ortelio, si aggiungono il globo di Roberto de Bailly (1530), nel quale l’America settentrionale è detta ''Verrazana'', e l’atlante del candiotto Giorgio Sideri (anno 1563), che dà all’America meridionale il nome ''Il Perù'' e alla settentrionale quello di ''Bacalau̇ Regio'' (62).
Secondo il dottore Sophus Ruge, fu l’olandese Hondius che per primo, nell’anno 1610, distinse le due masse del Nuovo Continente coi nomi di ''America septentrionalis'' e ''America meridionalis''. Trovo però che in alcuni libri geografici essi si trovano già adottati parecchi anni prima: ad esempio, nella edizione della ''Geografia'' di 'ToJomeo curata da Antonio Magini. E questi due nomi rimangono definitivamente nella nomenclatura generale, malgrado il tentativo fatto, nel 1710, dal tedesco Homan di chiamare il com-<noinclude><references/></noinclude>
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A questi due disegni e alle carte del Mercator e dell’Ortelio, si aggiungono il globo di Roberto de Bailly (1530), nel quale l’America settentrionale è detta ''Verrazana'', e l’atlante del candiotto Giorgio Sideri (anno 1563), che dà all’America meridionale il nome ''Il Perù'' e alla settentrionale quello di ''Bacalau̇ Regio''{{Nota separata|Pagina:Luigi Hugues - Le Vicende Del Nome America.pdf/58|N62}}.
Secondo il dottore Sophus Ruge, fu l’olandese Hondius che per primo, nell’anno 1610, distinse le due masse del Nuovo Continente coi nomi di ''America septentrionalis'' e ''America meridionalis''. Trovo però che in alcuni libri geografici essi si trovano già adottati parecchi anni prima: ad esempio, nella edizione della ''Geografia'' di Tolomeo curata da Antonio Magini. E questi due nomi rimangono definitivamente nella nomenclatura generale, malgrado il tentativo fatto, nel 1710, dal tedesco Homan di chiamare il com-<noinclude><references/></noinclude>
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A questi due disegni e alle carte del Mercator e dell’Ortelio, si aggiungono il globo di Roberto de Bailly (1530), nel quale l’America settentrionale è detta ''Verrazana'', e l’atlante del candiotto Giorgio Sideri (anno 1563), che dà all’America meridionale il nome ''Il Perù'' e alla settentrionale quello di ''Bacalau̇ Regio''{{Nota separata|Pagina:Luigi Hugues - Le Vicende Del Nome America.pdf/58|N62}}.
Secondo il dottore Sophus Ruge, fu l’olandese Hondius che per primo, nell’anno 1610, distinse le due masse del Nuovo Continente coi nomi di ''America septentrionalis'' e ''America meridionalis''. Trovo però che in alcuni libri geografici essi si trovano già adottati parecchi anni prima: ad esempio, nella edizione della ''Geografia'' di Tolomeo curata da Antonio Magini. E questi due nomi rimangono definitivamente nella nomenclatura generale, malgrado il tentativo fatto, nel 1710, dal tedesco Homan di chiamare il com-<noinclude><references/></noinclude>
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A questi due disegni e alle carte del Mercator e dell’Ortelio, si aggiungono il globo di Roberto de Bailly (1530), nel quale l’America settentrionale è detta ''Verrazana'', e l’atlante del candiotto Giorgio Sideri (anno 1563), che dà all’America meridionale il nome ''Il Perù'' e alla settentrionale quello di ''Bacalau̇ Regio''{{Nota separata|Pagina:Luigi Hugues - Le Vicende Del Nome America.pdf/58|N62}}.
Secondo il dottore Sophus Ruge, fu l’olandese Hondius che per primo, nell’anno 1610, distinse le due masse del Nuovo Continente coi nomi di ''America septentrionalis'' e ''America meridionalis''. Trovo però che in alcuni libri geografici essi si trovano già adottati parecchi anni prima: ad esempio, nella edizione della ''Geografia'' di Tolomeo curata da Antonio Magini. E questi due nomi rimangono definitivamente nella nomenclatura generale, malgrado il tentativo fatto, nel 1710, dal tedesco Homan di chiamare il com-<noinclude><references/></noinclude>
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A questi due disegni e alle carte del Mercator e dell’Ortelio, si aggiungono il globo di Roberto de Bailly (1530), nel quale l’America settentrionale è detta ''Verrazana'', e l’atlante del candiotto Giorgio Sideri (anno 1563), che dà all’America meridionale il nome ''Il Perù'' e alla settentrionale quello di ''Bacalau̇ Regio''{{Nota separata|Pagina:Luigi Hugues - Le Vicende Del Nome America.pdf/58|N62}}.
Secondo il dottore Sophus Ruge, fu l’olandese Hondius che per primo, nell’anno 1610, distinse le due masse del Nuovo Continente coi nomi di ''America septentrionalis'' e ''America meridionalis''. Trovo però che in alcuni libri geografici essi si trovano già adottati parecchi anni prima: ad esempio, nella edizione della ''Geografia'' di Tolomeo curata da Antonio Magini. E questi due nomi rimangono definitivamente nella nomenclatura generale, malgrado il tentativo fatto, nel 1710, dal tedesco Homan di chiamare il com-<noinclude><references/></noinclude>
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Secondo il dottore Sophus Ruge, fu l’olandese Hondius che per primo, nell’anno 1610, distinse le due masse del Nuovo Continente coi nomi di ''America septentrionalis'' e ''America meridionalis''. Trovo però che in alcuni libri geografici essi si trovano già adottati parecchi anni prima: ad esempio, nella edizione della ''Geografia'' di Tolomeo curata da Antonio Magini. E questi due nomi rimangono definitivamente nella nomenclatura generale, malgrado il tentativo fatto, nel 1710, dal tedesco Homan di chiamare il com-<noinclude><references/></noinclude>
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Secondo il dottore Sophus Ruge, fu l’olandese Hondius che per primo, nell’anno 1610, distinse le due masse del Nuovo Continente coi nomi di ''America septentrionalis'' e ''America meridionalis''. Trovo però che in alcuni libri geografici essi si trovano già adottati parecchi anni prima: ad esempio, nella edizione della ''Geografia'' di Tolomeo curata da Antonio Magini. E questi due nomi rimangono definitivamente nella nomenclatura generale, malgrado il tentativo fatto, nel 1710, dal tedesco Homan di chiamare il com-<noinclude><references/></noinclude>
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